La bicicletta della standa, quella con i cuscinetti a sfera quadrati, ricordi?
E' dotata di un "cambio shimano sis a 18 rapporti", probabilmente la cagata che han tutte le bici del genere.
Beh il problema è che sulle ruote dentate posteriori, la catena passa dal rapporto più pesante non a quello immediatamente meno pesante, ma ne salta uno e va a quello successivo.
Non voglio spenderci soldi altrimenti avrei già preso la copenhagen quella colla trasmissione cardanica, quindi: la posso riparare con le mie mani, un coltellino svizzero, e una graffetta?
E' dotata di un "cambio shimano sis a 18 rapporti", probabilmente la cagata che han tutte le bici del genere.
Beh il problema è che sulle ruote dentate posteriori, la catena passa dal rapporto più pesante non a quello immediatamente meno pesante, ma ne salta uno e va a quello successivo.
Non voglio spenderci soldi altrimenti avrei già preso la copenhagen quella colla trasmissione cardanica, quindi: la posso riparare con le mie mani, un coltellino svizzero, e una graffetta?
Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!
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Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Larry
> > grande come il mio naso, 5 TB
> > avrò ancora più figa?
>
>
> come prima cioè niente

Gli potevi almeno dire 5 volte tanto! Così lo facevi contento
- Scritto da: Larry
> grande come il mio naso, 5 TB
Quanto?
> avrò ancora più figa?
No meno, ti stai nerdizzando.
A meno che il nas non sia della apple.
- Scritto da: avvelentani
>
> - Scritto da: Avve DeLarge
> >
> > - Scritto da: avvelentani
> > >
> > > - Scritto da: Avve DeLarge
> > > >
> > > > - Scritto da: avvelentani
> > > > > Gli psicazzologi fanno molto presto a
> > parlare
> > > di
> > > > > malattia mentale, principalmente perche'
> > sanno
> > > > > molto poco di quello che curano e a
> > differenza
> > > > > dei medici veri non hanno una buona
> > > definizione
> > > > > per le loro
> > > > > malattie.
> > > > > Come sono definite le malattie mentali?
> Nel
> > > > > migliore dei casi come deviazione dalla
> > media,
> > > > > nel peggiore per alzata di
> > > > > mano.
> > > > >
> > > > > Io personalmente in quello che dici non mi
> > ci
> > > > > ritrovo, ma lo psicazzo sei te, quindi va
> > > > > bene.
> > > >
> > > > Mah, a me sembra che anche te generalizzi.
> Con
> > > la
> > > > tua "migliore dei casi" definizione,
> > > > l'omosessualità è una malattia e invece
> > > > no.
> > >
> > > Ma in fatti per molto tempo lo e` stata,
> > l'essere
> > > distanti dalla media non e` un criterio
> > > adeguato.
> > >
> > > > No, per patologia si intende la stessa cosa
> > che
> > > > in altre branche della medicina, ovvero
> > qualcosa
> > > > che provoca malessere, morte o impedimenti
> > nella
> > > > vita
> > > > quotidiana.
> > >
> > > In linea generale si`, in pratica la cosa e`
> > piu`
> > > precisa anche perche' senno` non esisterebbero
> > le
> > > malattie separatamente dai
> > > malati.
> > >
> > > > Non puoi definire malattia mentale
> un'estrema
> > > > timidezza o una pulsione sessuale superiore
> > alla
> > > > norma, ma se la tua estrema timidezza ti
> > > > danneggia le relazioni sociali o la tua
> > > > sessodipendenza ti impedisce di pensare ad
> > altro
> > > > nella vita, qualcosa di patologico c'è ed è
> > > > pacifico, senza dover arrivare ad alzarti le
> > > > mani.
> > >
> > > D'accordo. Ma in questo modo sono cose
> > soggettive
> > > (se il satiriaco (?) si trova bene com'e` non
> e`
> > > malato, diventa malato solo quando decide che
> > > vuole pensare anche ad altro e non ci
> > > riesce)
> >
> > Infatti la cosa certe volte è soggettiva.
> > Secondo te quanti contadini miopi o presbiti ci
> > sono?
> > Te lo dico io, quasi nessuno.
>
> E invece la differenza e` questa. Quelli sono
> difetti misurabili, anche se non gliene frega
> nulla e non si mette gli occhiali ce l'hanno
> comunque.
Anche la foia è misurabile, inventiamoci un test e potremo farlo. Ad esempio chiudiamo un tizio in una stanza 2x5 mt assieme alla ranona e vediamo quanti mesi passano prima che facciano sesso. Sotto i 2 mesi è satirismo.
Invece il fatto che bisogna avere 10/10 è arbitrario (si basa sulla media).
Idem arbitrario il fatto che non posso menarmelo sul metrò perché ho visto una bella gnocca.
> Mah, gli americani hanno quel loro DSM con tutti
> i punti sui sintomi da soddisfare per tot di
> tempo o tot di volte... sinceramente, la mente
> non mi sembra un flipper dove tot punti danno il
> risultato. Trovo gli elenchi di punti del DSM da
> soddisfare per essere considerati patologici un
> po' ridicoli. Purtroppo e` tutto molto piu`
> sfumato, e non me la sento neanche di aggiungere
> "secondo me", la vedo come una verita`
> oggettiva.
>
Ma il DSM non è l'ikea delle malattie. Viene comunque consultato da medici, che sono persone e non bot scimuniti. Io penso che qualcosa di buono ne possa venire fuori. A patto di non beccare il medico scimunito....
> Di comodo, sono di comodo
> Mali, non saprei... dipende dalla definizione di
> male.
>
un calcio nei coglioni com'è come definizione?
ecco, ciò che non ti piace è male
> uhm... in questo ci dev'essere del vero, tranne
> che sarru, che non conosco da tanto quanto voi,
> non mi sembra un tipo inconcludente. Anzi mi da`
> l'idea di essere un tipo ambizioso. Ma da periodi
> inconcludenti ci sono passato anch'io e posso
> riconoscere che e` vero: si innesca un circolo
> vizioso in cui si e` convinti di "rammollirsi".
> Non e` vero un cazzo, ma il fatto di esserne
> convinti mantiene all'opera il
> "circolo".
>
vabbé su sarru scherzavo, non essere aspie
>
> No secondo me penserebbe, come succedeva a
> me, di essersi rammollito, reso inadeguato, e il
> problema e` che e` una profezia che si
> auto-avvera, perche` se penso di essere
> rammollito a maggior ragione mi nascondo, ma la
> "durezza" del mondo o della persona, salvo
> incidenti e problemi di salute fisica, resta la
> stessa. Al massimo ci si perde in
> esperienza.
>
per il fatto di rammollirsi non sono d'accordo: ci si rammollisce sul serio.
Dipende da quanto eh, però resta mesi senza parlare e vedi come ti viene difficile farlo dopo. Ovvio che il recupero ti ritorna tutto, ma appunto devo far capire che c'è la questione "recupero".
E' un time-slot da computare nella fase di recupero in quanto se un hikikomori leggesse le tue righe e pensa al finto-rammollimento, si autoconvince "io non sono rammollito" e poi si scontra con la sua realtà empirica, allora si convince che il suo è un caso particolare, che aveva avuto ragione finora a chiudersi nella stanzetta, che non è buono a nulla, ecc.
io invece parto dal presupposto che uno può anche dire "io non sono buono a nulla", ma deve altresì aggiungere: "io voglio diventare buono a qualcosa, e farò progressi, non importa quanto lenti saranno".
> Io sarei il primo a cercare di innescare la
> volonta` di superare un problema, non a cercarla
> o a pretenderla se non
> c'e`.
>
se non c'è me ne fotto, fora di ball. (dopo un congruo periodo)
> Puo` essere un ""aiuto"" anche quello, perche`
> taglia i ponti e costringe a uscire dallo stallo,
> ma guarda quante virgolette ci ho messo: e` piu`
> un lavarsene le mani di un
> aiuto.
E' un'extrema ratio, ma anche un lavarsene le mani. E allora? Che male c'è? Ad un certo punto uno deve far quadrare i conti, deve capire cosa ha fatto bene e cosa ha fatto male. Io un figlio che non esce di casa per anni preferirei non averlo mai fatto. Faccio conto di non averlo mai fatto, fuori dai coglioni e continuo a vivere io. Se poi la cosa per puro caso fa da spunto per una sua rinascita, sarò felice per lui, e se non me ne vorrà per la mia scelta drastica, sarò felice di riabbracciarlo.
Altrimenti pazienza.
Sta concezione che un figlio è il senso della vita dei genitori, mi sta sui maroni.
> i punti sui sintomi da soddisfare per tot di
> tempo o tot di volte... sinceramente, la mente
> non mi sembra un flipper dove tot punti danno il
> risultato. Trovo gli elenchi di punti del DSM da
> soddisfare per essere considerati patologici un
> po' ridicoli. Purtroppo e` tutto molto piu`
> sfumato, e non me la sento neanche di aggiungere
> "secondo me", la vedo come una verita`
> oggettiva.
>
Ma il DSM non è l'ikea delle malattie. Viene comunque consultato da medici, che sono persone e non bot scimuniti. Io penso che qualcosa di buono ne possa venire fuori. A patto di non beccare il medico scimunito....
> Di comodo, sono di comodo

> Mali, non saprei... dipende dalla definizione di
> male.
>
un calcio nei coglioni com'è come definizione?
ecco, ciò che non ti piace è male

> uhm... in questo ci dev'essere del vero, tranne
> che sarru, che non conosco da tanto quanto voi,
> non mi sembra un tipo inconcludente. Anzi mi da`
> l'idea di essere un tipo ambizioso. Ma da periodi
> inconcludenti ci sono passato anch'io e posso
> riconoscere che e` vero: si innesca un circolo
> vizioso in cui si e` convinti di "rammollirsi".
> Non e` vero un cazzo, ma il fatto di esserne
> convinti mantiene all'opera il
> "circolo".
>
vabbé su sarru scherzavo, non essere aspie

>
> No secondo me penserebbe, come succedeva a
> me, di essersi rammollito, reso inadeguato, e il
> problema e` che e` una profezia che si
> auto-avvera, perche` se penso di essere
> rammollito a maggior ragione mi nascondo, ma la
> "durezza" del mondo o della persona, salvo
> incidenti e problemi di salute fisica, resta la
> stessa. Al massimo ci si perde in
> esperienza.
>
per il fatto di rammollirsi non sono d'accordo: ci si rammollisce sul serio.
Dipende da quanto eh, però resta mesi senza parlare e vedi come ti viene difficile farlo dopo. Ovvio che il recupero ti ritorna tutto, ma appunto devo far capire che c'è la questione "recupero".
E' un time-slot da computare nella fase di recupero in quanto se un hikikomori leggesse le tue righe e pensa al finto-rammollimento, si autoconvince "io non sono rammollito" e poi si scontra con la sua realtà empirica, allora si convince che il suo è un caso particolare, che aveva avuto ragione finora a chiudersi nella stanzetta, che non è buono a nulla, ecc.
io invece parto dal presupposto che uno può anche dire "io non sono buono a nulla", ma deve altresì aggiungere: "io voglio diventare buono a qualcosa, e farò progressi, non importa quanto lenti saranno".
> Io sarei il primo a cercare di innescare la
> volonta` di superare un problema, non a cercarla
> o a pretenderla se non
> c'e`.
>
se non c'è me ne fotto, fora di ball. (dopo un congruo periodo)
> Puo` essere un ""aiuto"" anche quello, perche`
> taglia i ponti e costringe a uscire dallo stallo,
> ma guarda quante virgolette ci ho messo: e` piu`
> un lavarsene le mani di un
> aiuto.
E' un'extrema ratio, ma anche un lavarsene le mani. E allora? Che male c'è? Ad un certo punto uno deve far quadrare i conti, deve capire cosa ha fatto bene e cosa ha fatto male. Io un figlio che non esce di casa per anni preferirei non averlo mai fatto. Faccio conto di non averlo mai fatto, fuori dai coglioni e continuo a vivere io. Se poi la cosa per puro caso fa da spunto per una sua rinascita, sarò felice per lui, e se non me ne vorrà per la mia scelta drastica, sarò felice di riabbracciarlo.
Altrimenti pazienza.
Sta concezione che un figlio è il senso della vita dei genitori, mi sta sui maroni.
MA checcazzo ne so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
- Scritto da: alex.tg
>
> Be', ha di bello che un trattamento del genere
> non dovrebbe creare "stalli": crea un aperto
> conflitto.
>
sì, ma si tratta sempre di una extrema ratio.
>
> I problemi psicologici si generano gradualmente e
> hanno un decorso da lungo a... eterno, perche`
> sono ferite mentali, e non c'e` sangue per
> rimarginarle... e la presenza di forti
> aspettative da parte dei genitori nei primi anni
> di vita di solito non aiuta a tenerli lontani.
> Visto che usi il condizionale (se avessi un
> figlio), deduco che tu ancora non ne abbia, e io
> nemmeno, quindi fra tutti e due siamo poco adatti
> a parlare del difficilissimo mestiere di padre.
> Premesso questo, per ora, pero`, secondo me la
> cosa migliore da fare sarebbe "dare il buon
> esempio", cioe` rappresentare, attorno ai figli,
> un modo di vivere che non sia ansiogeno e neanche
> troppo rilassante. Un modo di vivere sincero:
> cosi` come sei, senza forzare ne` te a fare la
> parte del bravo padre ne` i figli a fare la parte
> dei bravi figli. Qualunque cosa significhi
> "bravi", fra cui "che a 18 anni se ne va e si
> guadagna da vivere da solo/a". Se gli fai vedere
> come sei (davvero, e non come pensi sia meglio
> che lui ti veda) presumibilmente i figli
> tenderanno a imitare l'esempio. I miei figli li
> tratterei come persone alle quali vorrei molto
> bene, ma prima di tutto come persone e non
> etichettandoli come "figli" e soprattutto, in
> conseguenza, non etichettando me stesso come
> "padre"... perche` mi snaturerei, e snaturerei
> anche loro di
> riflesso.
>
Su tutto questo sono d'accordo, non volevo mica dire il contrario. Oltrettutto non mi aspetto né pretendo che mio figlio o mia figlia faccia cose che mi piacciono. Magari mio figlio scopre l'eroina, magari mia figlia diventa una zoccola, ma ad un certo punto il cordone ombelicale lo devi tagliare, che ti piacciano o no certi comportamenti ad un certo punto i tuoi figli non sono più estensioni di te padre (lo sono mai stati?), ma persone a loro stanti con le loro responsabilità, la loro libertà, i loro sbagli e le relative conseguenze. E io continuo a vivere indipendentemente da loro, che loro vivano o muoiano, che diventino ricchi o poveri, che continuino a donarti affetto o che invece non ti si caghino più.
Io non pretenderei niente da mio figlio in quanto tale, mi limiterei a pretendere rispetto in quanto io sono una persona.
> Te lo dico come serie di consigli, ne` piu` ne`
> meno autorevoli quanto i tuoi vista la bilaterale
> inesperienza, ma ho l'impressione, a orecchio,
> che un figlio a cui viene dato un ultimatum si
> trovi un tantino in ansia, e l'ansia si` che
> genera un fottio di problemi. E` importante,
> l'autorita` del genitore, perche` finche` il
> figlio non trova la sua strada la famiglia e` il
> suo mondo, il suo pilastro portante... e` molto
> piu` dell'ansia che genererebbe che so... un
> licenziamento da parte di un datore di lavoro.
> Morto un datore di lavoro se ne fa un altro e chi
> s'e` visto s'e` visto, ma la famiglia per un
> bambino o per un adolescente... e`
> tutto.
>
sono d'accordo, ma non fare niente significa non fare niente.
Quando stavo male io ho provato a reagirne. Mi sono fatto molto male, con gli attacchi di panico, con le delusioni, con le figure di merda, e nonostante tutto ci ho sempre tentato, non mi sono mai arreso.
Il fatto è che il mondo occidentale è facile, dai.
Ti trovi un lavoro del cazzo e hai dei soldi. Con dei soldi puoi divertirti. Fine della storia.
Non devi stare attento alle mine antiuomo, non devi farti 7 km a piedi nudi per prendere l'acqua nel pozzo, non devi piangere la morte di tua sorella per la malaria o lo stupro di gruppo della tua fidanzata da parte di miliziani ribelli del cazzinculo.
Noi ci si può divertire, spensierati!
Se poi hai la depressione allora vai da uno psic, ti aiuta lui.
>
> Be', ha di bello che un trattamento del genere
> non dovrebbe creare "stalli": crea un aperto
> conflitto.
>
sì, ma si tratta sempre di una extrema ratio.
>
> I problemi psicologici si generano gradualmente e
> hanno un decorso da lungo a... eterno, perche`
> sono ferite mentali, e non c'e` sangue per
> rimarginarle... e la presenza di forti
> aspettative da parte dei genitori nei primi anni
> di vita di solito non aiuta a tenerli lontani.
> Visto che usi il condizionale (se avessi un
> figlio), deduco che tu ancora non ne abbia, e io
> nemmeno, quindi fra tutti e due siamo poco adatti
> a parlare del difficilissimo mestiere di padre.
> Premesso questo, per ora, pero`, secondo me la
> cosa migliore da fare sarebbe "dare il buon
> esempio", cioe` rappresentare, attorno ai figli,
> un modo di vivere che non sia ansiogeno e neanche
> troppo rilassante. Un modo di vivere sincero:
> cosi` come sei, senza forzare ne` te a fare la
> parte del bravo padre ne` i figli a fare la parte
> dei bravi figli. Qualunque cosa significhi
> "bravi", fra cui "che a 18 anni se ne va e si
> guadagna da vivere da solo/a". Se gli fai vedere
> come sei (davvero, e non come pensi sia meglio
> che lui ti veda) presumibilmente i figli
> tenderanno a imitare l'esempio. I miei figli li
> tratterei come persone alle quali vorrei molto
> bene, ma prima di tutto come persone e non
> etichettandoli come "figli" e soprattutto, in
> conseguenza, non etichettando me stesso come
> "padre"... perche` mi snaturerei, e snaturerei
> anche loro di
> riflesso.
>
Su tutto questo sono d'accordo, non volevo mica dire il contrario. Oltrettutto non mi aspetto né pretendo che mio figlio o mia figlia faccia cose che mi piacciono. Magari mio figlio scopre l'eroina, magari mia figlia diventa una zoccola, ma ad un certo punto il cordone ombelicale lo devi tagliare, che ti piacciano o no certi comportamenti ad un certo punto i tuoi figli non sono più estensioni di te padre (lo sono mai stati?), ma persone a loro stanti con le loro responsabilità, la loro libertà, i loro sbagli e le relative conseguenze. E io continuo a vivere indipendentemente da loro, che loro vivano o muoiano, che diventino ricchi o poveri, che continuino a donarti affetto o che invece non ti si caghino più.
Io non pretenderei niente da mio figlio in quanto tale, mi limiterei a pretendere rispetto in quanto io sono una persona.
> Te lo dico come serie di consigli, ne` piu` ne`
> meno autorevoli quanto i tuoi vista la bilaterale
> inesperienza, ma ho l'impressione, a orecchio,
> che un figlio a cui viene dato un ultimatum si
> trovi un tantino in ansia, e l'ansia si` che
> genera un fottio di problemi. E` importante,
> l'autorita` del genitore, perche` finche` il
> figlio non trova la sua strada la famiglia e` il
> suo mondo, il suo pilastro portante... e` molto
> piu` dell'ansia che genererebbe che so... un
> licenziamento da parte di un datore di lavoro.
> Morto un datore di lavoro se ne fa un altro e chi
> s'e` visto s'e` visto, ma la famiglia per un
> bambino o per un adolescente... e`
> tutto.
>
sono d'accordo, ma non fare niente significa non fare niente.
Quando stavo male io ho provato a reagirne. Mi sono fatto molto male, con gli attacchi di panico, con le delusioni, con le figure di merda, e nonostante tutto ci ho sempre tentato, non mi sono mai arreso.
Il fatto è che il mondo occidentale è facile, dai.
Ti trovi un lavoro del cazzo e hai dei soldi. Con dei soldi puoi divertirti. Fine della storia.
Non devi stare attento alle mine antiuomo, non devi farti 7 km a piedi nudi per prendere l'acqua nel pozzo, non devi piangere la morte di tua sorella per la malaria o lo stupro di gruppo della tua fidanzata da parte di miliziani ribelli del cazzinculo.
Noi ci si può divertire, spensierati!
Se poi hai la depressione allora vai da uno psic, ti aiuta lui.
- Scritto da: avvelentani
>
> - Scritto da: Avve DeLarge
> >
> > - Scritto da: avvelentani
> > > Gli psicazzologi fanno molto presto a parlare
> di
> > > malattia mentale, principalmente perche' sanno
> > > molto poco di quello che curano e a differenza
> > > dei medici veri non hanno una buona
> definizione
> > > per le loro
> > > malattie.
> > > Come sono definite le malattie mentali? Nel
> > > migliore dei casi come deviazione dalla media,
> > > nel peggiore per alzata di
> > > mano.
> > >
> > > Io personalmente in quello che dici non mi ci
> > > ritrovo, ma lo psicazzo sei te, quindi va
> > > bene.
> >
> > Mah, a me sembra che anche te generalizzi. Con
> la
> > tua "migliore dei casi" definizione,
> > l'omosessualità è una malattia e invece
> > no.
>
> Ma in fatti per molto tempo lo e` stata, l'essere
> distanti dalla media non e` un criterio
> adeguato.
>
> > No, per patologia si intende la stessa cosa che
> > in altre branche della medicina, ovvero qualcosa
> > che provoca malessere, morte o impedimenti nella
> > vita
> > quotidiana.
>
> In linea generale si`, in pratica la cosa e` piu`
> precisa anche perche' senno` non esisterebbero le
> malattie separatamente dai
> malati.
>
> > Non puoi definire malattia mentale un'estrema
> > timidezza o una pulsione sessuale superiore alla
> > norma, ma se la tua estrema timidezza ti
> > danneggia le relazioni sociali o la tua
> > sessodipendenza ti impedisce di pensare ad altro
> > nella vita, qualcosa di patologico c'è ed è
> > pacifico, senza dover arrivare ad alzarti le
> > mani.
>
> D'accordo. Ma in questo modo sono cose soggettive
> (se il satiriaco (?) si trova bene com'e` non e`
> malato, diventa malato solo quando decide che
> vuole pensare anche ad altro e non ci
> riesce)
Infatti la cosa certe volte è soggettiva.
Secondo te quanti contadini miopi o presbiti ci sono?
Te lo dico io, quasi nessuno.
- Scritto da: nathan71
>
> - Scritto da: Avve DeLarge
> >
> > - Scritto da: nathan71
>
> > > esci dalla stanzetta e vai a vederti yes man a
> > me
> > > è piaciuto
> > >

> >
> > Dev'essere una cagata.
> > Dire NO è molto più difficile che dire SI.
>
>
> Scaricatelo e guardalo è divertente.
Lo farò, ma la comicità smorfiosa di jim coso è piuttosto cheap.
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Avve DeLarge
> >
> > - Scritto da:
> > >
> > > - Scritto da: Avve DeLarge
> > > >
> > >
> > > depressiva maniacale o euforizzante?
> >
> > Io non ero depresso (nel senso patologico del
> > termine), ero ansioso e privo di skills
> > sociali.
> >
> > la depressione (nel senso comune del termine)
> > derivava dalle altre due e dall'ovvia
> conseguenza
> > che non ciulavo e non frequentavo
> > persone.
> >
> >
> > Più la seconda che la prima comunque, ho passato
> > lunghi periodi senza ciulare ma con amici, e mi
> > sono sentito sempre bene, a parte la
> > foja.
>
> non mi frega nulla delle tue psicopatologie di 5
> anni fa, ti chiedo quale fase della ciclotimia
> stai attraversando
> adesso
Ah.
Beh, mi stanno per venire.
E TU Lo Sai o no?
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
- Scritto da: avvelentani
>
> - Scritto da: Avve DeLarge
> >
> > - Scritto da: sassofono
> > > Noi sì, ci troviamo divertentissimi. Tra di
> noi
> > > ce la spassiamo da
> > > matti.
> >
> > No, divertente no. A volte è sarcastico ma non è
> > da sbellicarsi, più simile invece ad un ridere a
> > denti
> > stretti.
>
> Be' l'intento e` quello.

>
> > Comunque lo leggo sempre volentieri e non mi
> > dispiacerebbe se scrivesse a tempo pieno su FdT,
> > probabilmente gli donerei anche 5 euro su
> > paypal.
>
> piu` a tempo pieno di cosi`?

Ma non mi posso abbonare ad un servizio che mi manda via sms tutti i tuoi post al costo di 5 euro a sms ricevuto?
O)
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Avve DeLarge
> >
> > - Scritto da: sassofono
> > > Noi sì, ci troviamo divertentissimi. Tra di
> noi
> > > ce la spassiamo da
> > > matti.
> >
> > No, divertente no. A volte è sarcastico ma non è
> > da sbellicarsi, più simile invece ad un ridere a
> > denti
> > stretti.
> > Comunque lo leggo sempre volentieri e non mi
> > dispiacerebbe se scrivesse a tempo pieno su FdT,
> > probabilmente gli donerei anche 5 euro su
> > paypal.
>
> 5 a post, sono davvero preziosi
Non esagerare, intendevo una tantum.
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Avve DeLarge
> >
>
> depressiva maniacale o euforizzante?
Io non ero depresso (nel senso patologico del termine), ero ansioso e privo di skills sociali.
la depressione (nel senso comune del termine) derivava dalle altre due e dall'ovvia conseguenza che non ciulavo e non frequentavo persone.
Più la seconda che la prima comunque, ho passato lunghi periodi senza ciulare ma con amici, e mi sono sentito sempre bene, a parte la foja.
- Scritto da: nathan71
>
> - Scritto da:
> >
> > - Scritto da: nathan71
> > >
> > > - Scritto da:
> > > > Non ho mai avuto il rifiuto della società,
> non
> > > ho
> > > > mai pensato che la società sia cattiva, che
> il
> > > > mondo sia brutto o altro. Non ho mai creato
> > una
> > > > identità virtuale, non ho mai giocato a
> giochi
> > > on
> > > > line, non ho mai vissuto attaccato 24h su 24
> > al
> > > > pc.
> > > >
> > > >
> > > > Però sono anni, esattamente 5 + 3 ( 5
> > parziali,
> > > > andavo tutti i giorni all università,
> > > > cazzeggiavo, uscivo poco causa disastro
> > > > sentimentale e 3 invece di poca università,
> > > > pochissime uscite per divertimento, solo
> > uscite
> > > > di servizio) che il mio mondo si riduce alla
> > mia
> > > > camera.
> > > >
> > > > Uso molto internet ma solo per informarmi
> sui
> > > > temi che mi interessano o per scrivere in
> > > qualche
> > > > Forum ( e trollare ) ma non ne sono legato,
> a
> > > > volte lo accendo per un ora, altre volte non
> > lo
> > > > accendo
> > > > nemmeno.
> > > >
> > > > Il prolungarsi della mia università mi ha
> > > > consentito di aver un impegno... anche se mi
> > > sono
> > > > impegnato poco in questi tempi. Era uno
> scopo
> > > > palliativo... le cose importanti della vita
> > non
> > > > le ho fatte e le devo ancora tutte fare,
> parlo
> > > di
> > > > trovare una dimensione nella società, un
> > lavoro,
> > > > delle relazioni, uno scopo insomma.
> > > >
> > > >
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> > > > Paura di farsi una vita, questo si. Direi
> > anche
> > > > problemi con un genitore e assenza di
> > > > autostima... Bene o male sono rimasto in
> > > contatto
> > > > con amici ed ex e ho sempre sofferto delle
> > loro
> > > > esperienze, amori... Non rifiuto la vita, la
> > > > invidio.
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> > > > Tutto ciò però non mi ha portato a vedere la
> > mia
> > > > camera come un rifugio, lo è diventata di
> > > > conseguenza.
> > > >
> > > > Mi rendo conto solo ora di essere un
> > hikikomori.
> > > > Ora ho finito i miei studi e devo iniziare
> la
> > > > vita ed ho
> > > > paura.
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> > > >
> > > > Io ho sempre parlato di me come una persona
> > > > depressa, non tanto da suicidarsi ma
> > abbastanza
> > > > da non essere un uomo con tutti i suoi
> crismi.
> > > > Non che sia una bella descrizione, forse è
> > > ancora
> > > > di più patologica, ma leggermi in quell
> > articolo
> > > > mi ha buttato ancora più
> > > > giù.
> > > >
> > > > Non so perchè ma l'aver letto quell articolo
> > mi
> > > > ha profondamente turbato, i commenti in
> > maniera
> > > > ancora maggiore... Un tale descrive la sua
> > > > giornata fatta di ripetizioni, di tempo
> > > > immutabile, di niente in pratica... Ecco,
> non
> > lo
> > > > avevo mai notato ma ora lo noto anche nella
> > > > mia.
> > > >
> > > > Mi sento come in un circolo vizioso, oramai
> ci
> > > > sono entrato ed oltre a non sapere uscirne,
> mi
> > > > sento come
> > > > condannato.
> > >
> > >
> > > Quoto.

> >
> > sono quello che ha iniziato il thread... per una
> > volta sono serio, maledettamente serio.
> >
> > Ci ho pensato solo dopo che un mio familiare mi
> > ha telefonato e mi ha chiesto se avevo letto il
> > Corriere. Mi ha detto che pareva la mia
> > descrizione.
> >
> >
> > Cazzo c'entra il tuo quoto?! non sei forse tu
> > quello con moglie, figlio, lavoro etc etc
> >
>
> la mia era una risposta trollesca gli altri lo
> hanno capito subito
>

>
> Si ho una famiglia (credimi non sono tutte rose
> e fiori) ma non è che ci sono nato con una moglie
> e una figlia, c'è una prima volta per
> tutti.
>
> esci dalla stanzetta e vai a vederti yes man a me
> è piaciuto
>

Dev'essere una cagata.
Dire NO è molto più difficile che dire SI.
- Scritto da:
> Non ho mai avuto il rifiuto della società, non ho
> mai pensato che la società sia cattiva, che il
> mondo sia brutto o altro. Non ho mai creato una
> identità virtuale, non ho mai giocato a giochi on
> line, non ho mai vissuto attaccato 24h su 24 al
> pc.
>
>
> Però sono anni, esattamente 5 + 3 ( 5 parziali,
> andavo tutti i giorni all università,
> cazzeggiavo, uscivo poco causa disastro
> sentimentale e 3 invece di poca università,
> pochissime uscite per divertimento, solo uscite
> di servizio) che il mio mondo si riduce alla mia
> camera.
>
> Uso molto internet ma solo per informarmi sui
> temi che mi interessano o per scrivere in qualche
> Forum ( e trollare ) ma non ne sono legato, a
> volte lo accendo per un ora, altre volte non lo
> accendo
> nemmeno.
>
> Il prolungarsi della mia università mi ha
> consentito di aver un impegno... anche se mi sono
> impegnato poco in questi tempi. Era uno scopo
> palliativo... le cose importanti della vita non
> le ho fatte e le devo ancora tutte fare, parlo di
> trovare una dimensione nella società, un lavoro,
> delle relazioni, uno scopo insomma.
>
>
>
> Paura di farsi una vita, questo si. Direi anche
> problemi con un genitore e assenza di
> autostima... Bene o male sono rimasto in contatto
> con amici ed ex e ho sempre sofferto delle loro
> esperienze, amori... Non rifiuto la vita, la
> invidio.
>
>
> Tutto ciò però non mi ha portato a vedere la mia
> camera come un rifugio, lo è diventata di
> conseguenza.
>
> Mi rendo conto solo ora di essere un hikikomori.
> Ora ho finito i miei studi e devo iniziare la
> vita ed ho
> paura.
>
>
> Io ho sempre parlato di me come una persona
> depressa, non tanto da suicidarsi ma abbastanza
> da non essere un uomo con tutti i suoi crismi.
> Non che sia una bella descrizione, forse è ancora
> di più patologica, ma leggermi in quell articolo
> mi ha buttato ancora più
> giù.
>
> Non so perchè ma l'aver letto quell articolo mi
> ha profondamente turbato, i commenti in maniera
> ancora maggiore... Un tale descrive la sua
> giornata fatta di ripetizioni, di tempo
> immutabile, di niente in pratica... Ecco, non lo
> avevo mai notato ma ora lo noto anche nella
> mia.
>
> Mi sento come in un circolo vizioso, oramai ci
> sono entrato ed oltre a non sapere uscirne, mi
> sento come
> condannato.
E' un ottima cosa che ti senti turbato, significa che vuoi reagire.
Siccome ci sono passato anche io, per meno tempo di te ma comunque i miei mesetti da hikikomori me li sono fatti (avevo 17-18 anni), ti dico come ne sono uscito, cosa mi ha aiutato e cosa non mi ha aiutato.
Siccome è un post serio ma prono a battutine, lo dico subito, lo xanax è stato un esperimento. Ha provato a prescrivermelo la psichiatra, ho aumentato le dosi come suggerito sul bugiardino, e poi stufo di non avere progressi ma solo collaterali, ho mollato.
L'alcol invece mi ha aiutato molto quando ero in seria difficoltà in contesti sociali.
l'attività fisica più di tutto però.
Correre produce endorfine, fare ginnastica pompa i muscoli e soprattutto ti rende più tonico, un effetto molto più immediato. In due settimane sei più sorridente e abbandoni la camminata alla bradipo che caratterizza i depressi.
Queste due cose favoriscono un circolo virtuoso di feedback positivi da parte degli estranei, che sono più proni a sorriderti e a trattarti in maniera gentile, o allegra, o a tenerti più in considerazione.
Prendi il sole. Fai attività all'aperto quando possibile, corri, fai passeggiate, esci il cane a pisciare. Fai cambiare spesso aria alla camera e tienila per quanto possibile ordinata.
A me poi ha aiutato anche la chat. E' un ambiente ovattato dove le relazioni sociali sono a costo zero e impegno quasi, ma sempre meglio di niente. Ti aiuta a imparare come ci si relaziona, se parti da zero.
Ti suggerirei una chat generalista ma non troppo, io chattavo su MTV - Musica, non era male. Però non dev'essere un'ambiente solo virtuale, devi poterti relazionare a qualcuno dal vivo, mirare insomma alla realtà. Alle femmine possibilmente, se ti piace il genere.
Quando ero hikikomori io, la parola "hikikomori" nemmeno si conosceva in italia. Io quello l'ho definito a lungo "il mio periodo irreale". Quello da cui ti devi sganciare.
Le femmine aiutano quindi se senti l'usta fatti guidare.
Ah poi ci sono tutti questi social network, ai miei tempi neanche c'erano, e sono altre opportunità per riagganciare contatti mantenendo sempre un handicap molto alto.
Quindi chat e facciabuchi mieispazi e simili, se ci trovi delle donne, ottimo. Se ci trovi degli amici, buono.
Se ci trovi dei lispari o linoleuniani, pessimo, cambia strada.
Convinciti inoltre che stai migliorando. Che sei innanzitutto una persona intelligente, che sa venirne fuori e che vuole dimostrarlo. Analizza ogni tuo progresso e gasatene. Sii fiero di te e di come ti stai ricostruendo.
Decidi come ti vuoi ricostruire, chi vuoi essere. Parti da ciò che ti piace, che ti rende felice, e ciò che invece ti rende infelice e non ti piace. Poniti degli obiettivi che massimizzino le cose piacevoli e minimizzino quelle dispiacevoli.
Dopo un mese di attività fisica costante, non devi diventare un palestrato ma semplicemente rimetterti in forma, ricomincia la vita sociale del tutto, senza aiuti o supporti come chat e altri cazzi.
Cerca lavoro, uno qualsiasi, l'importante è uscire e parlare con la gente, iscriviti a corsi di teatro, danza, arti marziali, lispaggio (no scherzo!!!! non farlo!!!!!1111), fai volontariato, qualsiasi cosa.
Se pensi che un mese sia troppo o troppo poco valuta te come variare il tempo, l'importante è che ti dai l'obiettivo di migliorare le tue capacità di sostenere la durezza del mondo esterno con forza, e l'attività fisica è la cosa che più di tutto ti dà forza. Ti senti vitale

Dimenticavo: ammira le persone che hanno ciò che vuoi. Guardale attentamente e analizzale, e cerca di capire come fanno a essere come sono. Cerca di frequentarle per quanto ti è possibile e sfrutta ogni momento di vicinanza a loro per trarne un suggerimento su cosa fare. Cosa farebbe X in una situazione tipo. Viceversa quelle che sono come sei e vorresti non essere più, guardale con sdegno, cerca di evitarle e parlaci il meno possibile.
Questa è una cosa che aiuta TANTISSIMO. Tutti quelli che frequentiamo ci segnano. Hai presente quando c'hai un amico che ha un intercalare molto caratteristico, ad esempio dice sempre "mi spiego?" alla fine di ogni frase, e un giorno ti ritrovi a usarlo anche te? Ecco vedi come ci condizionano le nostre frequentazioni? Se frequenti sciupafemmine diventerai anche te sciupafemmine. Se frequenti rissaioli diventerai anche te rissaiolo. Ecc.
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Avve DeLarge
> >
> > - Scritto da:
> > >
> > > - Scritto da: alex.tg
> > > > L'hikikomori - ma quello e` giapponese -
> > > > nazionalizziamolo in "autorecluso" - e` in
> > > > dipendenza reciproca coi genitori. Anche
> loro,
> > > > piu` o meno consciamente, accettano la sua
> > > > presenza. Non e` un "mangiapane a
> tradimento",
> > > > anche perche` se si sentisse davvero tale,
> se
> > ne
> > > > sarebbe andato/a da tempo/a (ah no tempo e`
> > > > maschile e basta). Oppure avrebbe ricevuto
> la
> > > cd.
> > > > pedata nel culo,
> > > > appunto.
> > >
> > > un genitore si mozzerebbe una mano per il
> > figlio.
> > > Oppure un genitore è impotente e non sa cosa
> > > fare,
> > > aspetta.
> > >
> >
> > no il cazzo
> >
> > > Un hikikomori è frutto dei nostri tempi e dei
> > > paesi con alto
> > > reddito.
> > >
> >
> > E' frutto anche della mentalità di cui sopra
> > secondo cui la ragione di vita di un genitore
> > dev'essere un figlio. E non mi sta bene. Un
> > genitore è prima di tutto una persona, e ha
> anche
> > i cazzi suoi oltre al figlio. Gli può far
> piacere
> > che cresca bene e abbia dei successi e gli dia
> > delle soddisfazioni, ma alla fine deve accettare
> > che è una persona distinta da lui e ad un certo
> > punto potrà fare scelte anche non piacevoli, ma
> > alle quali non ci si può opporre. La vita è
> > sua.
> > Nello stesso tempo, non bisogna dare tutto per
> > scontato, come il sostegno economico o
> > altro.
> > Io avessi un figlio, la mano me la mozzerei
> forse
> > fino ai suoi 16, dopo inizierei a mozzarmi solo
> > le dita, ad un certo punto verso i 18 non mi
> > mozzo più niente, se vuole aiuto per carità, ma
> > mi sto interfacciando ad una persona e non ad un
> > poppante, mi aspetto
> > reciprocità.
> > Se ci sono problemi psicologici sicuramente ci
> > sarà sostegno. Se c'è bisogno di un periodo
> anche
> > lungo di traquillità, e sia. Ma se lo scordi di
> > passare più di un anno a cazzeggiare in casa.
> Gli
> > dò un po' di soldi, abbastanza per sopravviverci
> > un paio di mesi, e fuori dalle
> > balle.
> > Non mi pare né crudele né insensato.
> >
> > > Un tempo si diceva che la depressione era
> > > appannaggio dei Paesi occidentali, poi si è
> > > scoperto che è molto diffusa anche in Paesi da
> > > tutt'altro tenore di vita.
> > >
> > >
> > > Essere Hikikomori invece è cosa ben divera. O
> è
> > > un disturbo evitante e quindi ricade nella
> > > patologia mentale oppure è una scelta
> razionale
> > (
> > > ma razionalmente non è plausibile
> > autoinfliggersi
> > > delle privazioni e non supplire ai bisogni
> > > primari dell individuo, fra i quali la libertà
> > > l'autodeterminazione, le relazioni sociali, le
> > > relazioni
> > > affettive-sessuali).
> > >
> > > La diversità sta nella semplice constatazione
> > che
> > > di depressione si muore, nella depressione
> grave
> > > ci si lascia morire; non è importante
> mangiare,
> > > curarsi, adempiere ai minimi doveri.Niente, si
> > > muore e
> > > chiuso.
> > > L'Hikikomori invece non vuole morire, vuole
> > stare
> > > rintanato nella tranquillità e sicurezza della
> > > sua stanzetta. Lo si vede anche dalla scelta
> del
> > > luogo che si tratta sempre di patologia..la
> > > cameretta la si trova, non si guadagna, non è
> > una
> > > scelta razionale è una scelta di comodo,
> rientra
> > > nella sicurezza dell infanzia, nel proprio
> regno
> > > di
> > > bambino.
> > > Come ho detto l'hikikomori non vuole morire,
> > > vuole sfuggire al mondo ma vuole mangiare, usa
> > > internet ( ecco altro sintomo di patologia, il
> > > bisogno di relazione sociale viene sfogato
> > > tramite internet), probabilmente non usa solo
> > > sacchetti per i propri bisogni...insomma
> demanda
> > > ad altri il suo
> > > mantenimento.
> > >
> > > Io sono fermamente convinto che il 99% degli
> > > hikikomori siano solo dei malati mentali, che
> > > abbiano patologie vere e proprie o dei
> disturbi,
> > > è un altro par di
> > > maniche.
> >
> >
> > Non significa niente "malato mentale". O uno ha
> > una patologia o non ce
> > l'ha.
> > Imho sono "mali di comodo" che però possono
> > nascondere un fondo di depressione o
> > pseudotale.
> > Ma è un circolo vizioso, di solito chi FA non ha
> > tempo di essere depresso. Guardate
> > Alex.Tg!
> > Viceversa gente come sarru che passa tutte le
> > giornate in maniera inconcludente, "disimparano"
> > a rapportarsi col mondo, e quindi si
> > autoincoraggiano a rifiutarlo ulteriormente.
> Fino
> > a quando uno non scopre questo meccanismo
> > continuerà a pensare che il mondo è troppo duro,
> > e non che è lui ad essersi
> > rammollito.
> > Quindi imho qualcosa di patologico c'è, e se
> > riscontrassi la volontà di superarlo, sarei il
> > primo a cercare di essere
> > d'aiuto.
> >
> > Però le mani non me le mozzo, e dopo un po' di
> > tempo senza tangibili risultati il mio aiuto è
> > che te ne vai fuori dai coglioni, ti prendi i
> > tuoi soldi (sicuramente da quando nasce fino a
> > quando diventa grande, un po' di soldi per lui
> > glieli metto da parte) e ti fai una vita. Poi se
> > ti va quando ti ripigli siamo ancora amici, se
> > non ti va puoi anche andare al
> > diavolo.
> >
>
> la tua ciclotimia ora in che fase si trova?
una cazzata nuova di zecca, non riciclata, non ce l'avete?
- Scritto da: avvelentani
> Gli psicazzologi fanno molto presto a parlare di
> malattia mentale, principalmente perche' sanno
> molto poco di quello che curano e a differenza
> dei medici veri non hanno una buona definizione
> per le loro
> malattie.
> Come sono definite le malattie mentali? Nel
> migliore dei casi come deviazione dalla media,
> nel peggiore per alzata di
> mano.
>
> Io personalmente in quello che dici non mi ci
> ritrovo, ma lo psicazzo sei te, quindi va
> bene.
Mah, a me sembra che anche te generalizzi. Con la tua "migliore dei casi" definizione, l'omosessualità è una malattia e invece no.
No, per patologia si intende la stessa cosa che in altre branche della medicina, ovvero qualcosa che provoca malessere, morte o impedimenti nella vita quotidiana.
Non puoi definire malattia mentale un'estrema timidezza o una pulsione sessuale superiore alla norma, ma se la tua estrema timidezza ti danneggia le relazioni sociali o la tua sessodipendenza ti impedisce di pensare ad altro nella vita, qualcosa di patologico c'è ed è pacifico, senza dover arrivare ad alzarti le mani.
- Scritto da:
> Carogna rulez

>
>

No, avve non è così alto, non ci arriva.
ops!
-----------------------------------------------------------
Modificato dall' autore il 11 febbraio 2009 21.56
-----------------------------------------------------------
- Scritto da: sassofono
> Noi sì, ci troviamo divertentissimi. Tra di noi
> ce la spassiamo da
> matti.
No, divertente no. A volte è sarcastico ma non è da sbellicarsi, più simile invece ad un ridere a denti stretti.
Comunque lo leggo sempre volentieri e non mi dispiacerebbe se scrivesse a tempo pieno su FdT, probabilmente gli donerei anche 5 euro su paypal.
posto sbagliato
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Modificato dall' autore il 11 febbraio 2009 21.56
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Modificato dall' autore il 11 febbraio 2009 21.56
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: alex.tg
> > L'hikikomori - ma quello e` giapponese -
> > nazionalizziamolo in "autorecluso" - e` in
> > dipendenza reciproca coi genitori. Anche loro,
> > piu` o meno consciamente, accettano la sua
> > presenza. Non e` un "mangiapane a tradimento",
> > anche perche` se si sentisse davvero tale, se ne
> > sarebbe andato/a da tempo/a (ah no tempo e`
> > maschile e basta). Oppure avrebbe ricevuto la
> cd.
> > pedata nel culo,
> > appunto.
>
> un genitore si mozzerebbe una mano per il figlio.
> Oppure un genitore è impotente e non sa cosa
> fare,
> aspetta.
>
no il cazzo
> Un hikikomori è frutto dei nostri tempi e dei
> paesi con alto
> reddito.
>
E' frutto anche della mentalità di cui sopra secondo cui la ragione di vita di un genitore dev'essere un figlio. E non mi sta bene. Un genitore è prima di tutto una persona, e ha anche i cazzi suoi oltre al figlio. Gli può far piacere che cresca bene e abbia dei successi e gli dia delle soddisfazioni, ma alla fine deve accettare che è una persona distinta da lui e ad un certo punto potrà fare scelte anche non piacevoli, ma alle quali non ci si può opporre. La vita è sua.
Nello stesso tempo, non bisogna dare tutto per scontato, come il sostegno economico o altro.
Io avessi un figlio, la mano me la mozzerei forse fino ai suoi 16, dopo inizierei a mozzarmi solo le dita, ad un certo punto verso i 18 non mi mozzo più niente, se vuole aiuto per carità, ma mi sto interfacciando ad una persona e non ad un poppante, mi aspetto reciprocità.
Se ci sono problemi psicologici sicuramente ci sarà sostegno. Se c'è bisogno di un periodo anche lungo di traquillità, e sia. Ma se lo scordi di passare più di un anno a cazzeggiare in casa. Gli dò un po' di soldi, abbastanza per sopravviverci un paio di mesi, e fuori dalle balle.
Non mi pare né crudele né insensato.
> Un tempo si diceva che la depressione era
> appannaggio dei Paesi occidentali, poi si è
> scoperto che è molto diffusa anche in Paesi da
> tutt'altro tenore di vita.
>
>
> Essere Hikikomori invece è cosa ben divera. O è
> un disturbo evitante e quindi ricade nella
> patologia mentale oppure è una scelta razionale (
> ma razionalmente non è plausibile autoinfliggersi
> delle privazioni e non supplire ai bisogni
> primari dell individuo, fra i quali la libertà
> l'autodeterminazione, le relazioni sociali, le
> relazioni
> affettive-sessuali).
>
> La diversità sta nella semplice constatazione che
> di depressione si muore, nella depressione grave
> ci si lascia morire; non è importante mangiare,
> curarsi, adempiere ai minimi doveri.Niente, si
> muore e
> chiuso.
> L'Hikikomori invece non vuole morire, vuole stare
> rintanato nella tranquillità e sicurezza della
> sua stanzetta. Lo si vede anche dalla scelta del
> luogo che si tratta sempre di patologia..la
> cameretta la si trova, non si guadagna, non è una
> scelta razionale è una scelta di comodo, rientra
> nella sicurezza dell infanzia, nel proprio regno
> di
> bambino.
> Come ho detto l'hikikomori non vuole morire,
> vuole sfuggire al mondo ma vuole mangiare, usa
> internet ( ecco altro sintomo di patologia, il
> bisogno di relazione sociale viene sfogato
> tramite internet), probabilmente non usa solo
> sacchetti per i propri bisogni...insomma demanda
> ad altri il suo
> mantenimento.
>
> Io sono fermamente convinto che il 99% degli
> hikikomori siano solo dei malati mentali, che
> abbiano patologie vere e proprie o dei disturbi,
> è un altro par di
> maniche.
Non significa niente "malato mentale". O uno ha una patologia o non ce l'ha.
Imho sono "mali di comodo" che però possono nascondere un fondo di depressione o pseudotale.
Ma è un circolo vizioso, di solito chi FA non ha tempo di essere depresso. Guardate Alex.Tg!
Viceversa gente come sarru che passa tutte le giornate in maniera inconcludente, "disimparano" a rapportarsi col mondo, e quindi si autoincoraggiano a rifiutarlo ulteriormente. Fino a quando uno non scopre questo meccanismo continuerà a pensare che il mondo è troppo duro, e non che è lui ad essersi rammollito.
Quindi imho qualcosa di patologico c'è, e se riscontrassi la volontà di superarlo, sarei il primo a cercare di essere d'aiuto.
Però le mani non me le mozzo, e dopo un po' di tempo senza tangibili risultati il mio aiuto è che te ne vai fuori dai coglioni, ti prendi i tuoi soldi (sicuramente da quando nasce fino a quando diventa grande, un po' di soldi per lui glieli metto da parte) e ti fai una vita. Poi se ti va quando ti ripigli siamo ancora amici, se non ti va puoi anche andare al diavolo.