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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-15 13:22:59.0 alle 2015-01-15 13:22:59.0
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Re: I Re Porco
Scritto da:
> Scritto da: Campesina
> > IL RE PORCO
> >
> >
> >
> > Testo liberamente tratto da una fiaba
> >
> > di Giovan Battista Straparola
> >
> > C'erano una volta un re e una regina che non avevano figli. Tutti i i sudditi speravano che presto nascesse un erede. Finalmente la regina rimase incinta. Venne circondata da ogni cura da medici e servi e dal marito devoto. Un giorno, mentre era in giardino, fu avvicinata da uno sconosciuto sudicio e malmesso, che le chiese l’elemosina. La regina, disturbata dal suo aspetto, gli disse: Vai via, brutto porco! Il vecchio le rispose: Che tu possa partorire un porco e sparì.
> >
> >
> >
> > Al momento del parto, quando tutti aspettavano che arrivasse un bel bebè, venne al mondo un graziosissimo porcellino. La regina pianse disperata; il re si strappò i capelli e la felicità sparì dal regno. I regali genitori si affezionarono al cuccioletto, che capiva e parlava come un essere umano ma era pur sempre un animale.
> >
> >
> >
> > Il principe porcello crebbe; girava da solo per il palazzo, parlava coi ministri ed aveva un angolo preferito nei giardini reali; esso confinava con l’orto d’un povero uomo che aveva tre figlie, tutte belle. Il porco s’innamorò della maggiore e si presentò al re suo padre per chiedergli il permesso di sposarla.
> >
> >
> >
> > Il povero re, per il gran bene che voleva al figlio, si decise di andare a parlare con il suo suddito, il quale si rifiutò, ma il re tanto insistette e lo pregò tanto, che l’uomo promise di convincere la figlia a sposare il re porco.
> >
> >
> >
> > Il giorno delle nozze si fecero grandi feste: il porco si divertì come tutti i maiali del mondo: si rotolava nel fango e nel sudiciume. Alla sera si ritirò in camera con la sposa, la quale lo prendeva a calci ogni volta che le si avvicinava. La sposa aveva nascosto sotto le vesti un pugnale, per uccidere il suo sposo nel sonno. Ma si addormentò per prima e fu il porco ad azzannarla e ucciderla.
> >
> > Al mattino l’omicidio fu scoperto e sollevò un vero scandalo, ma poi si seppe che la sposina voleva uccidere il re.
> >
> >
> >
> > Tempo dopo il re porco scelse per moglie la secondogenita del loro vicino e grugnì e strepitò per essere accontentato. Il re e la regina cercarono di farlo desistere, ma era così furioso che si rotolava nel porcile e insudiciava la reggia dalla rabbia, azzannava i ministri, distruggeva il mobilio.
> >
> >
> >
> > Il re si rassegnò ad andare a chiedere la mano dell'altra figlia a quel povero padre che piangeva ancora la morte della maggiore. Anche la regina andò ad implorare affinché accondiscendesse alle nozze, Anche stavolta il povero padre dovette dare il consenso al matrimonio di e porco con la figlia, ma la ragazza non era affatto rassegnata e nascose un veleno nel vestito. Celebrate le nozze, si infilò nel letto mormorando: Vedrai, brutta bestia, appena ti addormenterai non ti sveglierai mai più.
> >
> >
> >
> > Il porco indovinò anche le sue intenzioni e fece finta d'addormentarsi. Quando la ragazza si avvicinò per ucciderlo l'azzannò e l'uccise come la prima.
> > Alla corte furono versate lacrime di disperazione, ma poi l’amore dei genitori prevalse.
> >
> >
> >
> > Dopo qualche tempo re porco vide nell’orto vicino alla reggia la terzogenita che, nel frattempo, era cresciuta e diventata bella più delle sue sorelle. Se ne innamorò e pretese di sposarla. Anche stavolta i genitori lo pregarono, lo supplicarono, lo minacciarono, ma inutilmente. Il re dovette andare dal suo suddito a chiedere per il figlio la mano della sua terzogenita. Egli disse: Me ne ha uccise due, lasciatemi almeno questa. Il re non poteva dargli torto, ma era pur sempre un padre e dovette insistere. Questa volta fu la ragazza a non rifiutarsi e disse: Maestà, sono contenta di sposare vostro figlio. Fissate la data delle nozze.
> >
> >
> >
> > E anche il terzo matrimonio fu celebrato. Questa volta la sposa restò vicino a re porco, gli parlava, lo accarezzava ed era molto affettuosa con lui.
> >
> > La sera, si infilò nel letto senza parlare. Il porco le si avvicinò e cominciò a strofinarsi accanto a lei. La sua pelle setolosa cadde e sotto apparve un bellissimo giovane. Raccontò alla sua sposa di essere stato condannato a nascere porco per la cattiveria di sua madre, ma che sarebbe diventato un essere umano come tutti non appena si fosse dissolto il maleficio. Il giovane era così gentile e bello che la ragazza subito se ne innamorò.
> >
> >
> >
> > All’alba il principe dovette riprendere la sua pelle di porco e disse alla sposa: Non dire mai nulla a nessuno di quello che hai visto e udito questa notte, altrimenti sarà peggio per te e per me. La ragazza promise ma, passati pochi giorni, confessò tutto alla regina, la quale, non potendo credere alle parole, andò a spiare durante la notte nella camera degli sposi e fu felice di vedere il proprio figlio.
> >
> >
> >
> > Ma il mattino dopo, salutando la sposa, il principe le disse: Hai fatto male a parlare; ormai è troppo tardi. Io devo andarmene e non posso dirti dove. Se mi vorrai ritrovare dovrai camminare per sette anni, dovrai riempire sette fiasche di lacrime del tuo pianto, dovrai logorare sette paia di scarpe di ferro e consumare nel tuo cammino sette mazze di ferro.
> >
> >
> >
> > Subito il giovane scomparve e non se ne seppe più nulla. Inutilmente i genitori e la sposa lo cercarono in tutto il regno; infine la sposa si mise in viaggio per cercarlo, rimpiangendo amaramente la felicità perduta; piangeva e camminava, camminava e piangeva.
> >
> >
> >
> > Cammina cammina, alimentandosi alla meglio e dormendo dove capitava, una notte vide un lumicino in mezzo a un bosco. Arrivò a una capanna e bussò. Venne ad aprirle una vecchia stracciata e sdentata che le disse: Per carità, che fate in questo posto? Rispose: Aiutatemi, vi prego: ho fame, ho freddo e ho sonno. Ma la vecchietta la mise in guardia: Se restate qui morirete. Questa è la casa del Vento Tramontano che mangia tutti coloro che entrano in questa casa.
> >
> >
> >
> > La ragazza rispose: Sono stanca e non so dove andare. Morirei lo stesso. Fatemi entrare. Tanto pregò e insistette che la vecchia la fece entrare e le chiese di aiutarla a preparare la cena, in modo da saziare abbondantemente il Vento Tramontano in modo che, dopo, non avesse più fame e non la divorasse.
> >
> >
> >
> > Così prepararono tanto cibo da soddisfare un esercito. Quando il Vento Tramontano stava per arrivare, la viandante si nascose.
> >
> > Quando entrò il Vento cominciò a tremare tutta la capanna. Il Vento Tramontano sentì subito al fiuto un odore sconosciuto e cominciò a dire: Ucci, ucci Sento puzzo di cristianucci:
> > o ce n’è, o ce n’è stato, o ce n’è di rimpiattato!
> >
> > La moglie gli disse: Avete proprio una bella fissazione. Chi volete che ci sia? E Lui: Moglie mia, sapete che non sbaglio mai.
> >
> >
> >
> > Allora subito la moglie gli porse le vivande più saporite e lui mangiò e si abbuffò, bevve abbondantemente, ma continuò a dire: Eppure io sento proprio odore di cristiano! Allora la moglie gli confessò di aver ospitato una povera donna in cerca del marito e gli chiese di non ucciderla. Lui promise che non avrebbe mai mangiato una regina.
> >
> >
> >
> > Gli si presentò la giovane e gli chiese se avesse visto il suo sposo. Il Vento Tramontano rispose di averlo visto tanto tempo prima in una reggia, ma le disse che forse suo fratello, il Vento di Ponente, poteva saperne di più.
> >
> > Le disse di andare verso ponente e le diede una nocciolina e le disse di schiacciarla in caso di difficoltà.
> >
> > La principessa ringraziò e andò a dormire.
> >
> >
> >
> > Il giorno dopo si avviò verso ponente alla ricerca della casa del Vento. Arrivò in cima a un monte dove incontrò una vecchia sdentata alla quale chiese: Abita qui il Vento di Ponente?
> > Rispose: Si, per tua disgrazia,ma sta per tornare e allora … povera te!
> >
> > La donna insistette e la vecchia la fece entrare…. Tutto andò come la prima volta: aiutò la moglie del Vento a preparare un lauto pasto. Il Vento mangiò, e quando la principessa gli chiese notizie del suo sposo, rispose:
> > L'ho visto in una reggia e si è risposato. Mio fratello, il Vento di Levante, sa certamente dove si trova. Andate da lui.
> > Per aiutarla le diede una mandorla, da schiacciare al momento del bisogno.
> >
> >
> >
> > L'indomani la principessa partì per il levante e intanto nel cammino erano passati diversi anni, aveva versato tante lacrime e aveva consumato diverse paia di scarpe e verghe di ferro.
> > Finalmente arrivò a casa del Vento di Levante sulla riva del mare. Era tanto stanca e sfinita, che la moglie del Vento la raccolse per pietà.
> > Il Vento di Levante, che era più tranquillo e umano dei suoi fratelli, cercò di aiutare la principessa e le disse:
> > Il vostro sposo si trova in una reggia, perché è diventato sovrano d'un regno tanto lontano che voi non raggiungereste mai….Domani devo andare da quelle parti. Partiremo molto presto. E le diede una noce da schiacciare in caso di difficoltà.
> >
> >
> >
> > Il mattino dopo il Vento di Levante la prese sulle spalle e cominciò velocemente. Disse alla donna: Oggi fanno oggi il bucato le donne della reggia: mescolatevi fra loro e quando stenderanno la biancheria schiacciate la nocciola che vi ha dato il Vento Tramontano. Subito dopo la depositò a terra e volò via.
> >
> >
> >
> > Le lavandaie lavavano e sciacquavano; la principessa si avvicinò per aiutarle. Allora schiacciò la nocciola e apparvero stesi sul prato i capi di biancheria più fini e più belli che mai si fossero visti. Era una tela divina, bellissima e ineguagliabile. Una delle donne corse a chiamare la sua padrona. Arrivò la regina, che subito volle quella stoffa per sé. Le domandò: Quanto volete per questa roba? le chiese. Rispose: Sappiate, regina, che io non vendo per danaro. E la regina: E allora cosa volete? Replicò: Passare una notte col vostro sposo. La sovrana disse allora: Siete sfrontata, ma la tela mi piace troppo. Venite alla reggia questa sera e sarete soddisfatta.
> >
> >
> >
> > La regina prese la biancheria e fece preparare per il suo sposo pietanze piccanti, in cui nascose dentro tanto sonnifero che avrebbe addormentato un bue, e poi andò a tavola.
> > Il re mangiò con appetito; ebbe sonno e volle andare subito a letto Quando si fu coricato, la regina fece entrare nella camera la donna e se ne andò.
> >
> >
> >
> > La principessa si avvicinò al letto e riconobbe subito il suo sposo: lo chiamò, lo baciò, lo abbracciò, ma non riuscì a svegliarlo; e allora cominciò a piangere e a dire:
> >
> >
> >
> > Sette paia di scarpe ho consumato,
> > sette fiasche di lacrime ho colmato,
> > sette mazze e sett'anni di dolore
> > per ritrovare l'unico mio amore.
> >
> >
> > Ma il principe non si svegliava. Venne l’alba e arrivò la regina, che la mandò via.
> >
> >
> >
> > Disperata la principessa se ne andò per la città, dove c’era mercato; pensò di schiacciare la mandorla. Subito apparvero tanti vestiti così belli che subito si avvicinarono molte persone meravigliate.
> >
> > La notizia corse per la città ed entrò anche nella reggia. Quando la regina seppe che erano in vendita dei vestiti mai visti, volle andare a vedere di che si trattava.
> >
> >
> >
> > Arrivata al mercato, rimase senza parole davanti a quegli abiti meravigliosi. Rivide la stessa donna della volta precedente e le chiese quanto volesse. Le disse: Regina, ormai sapete che io non vendo per denaro. La sovrana rispose: Voi sapete che io pago in qualunque modo. Cosa volete? Replicò: Passare una notte con il vostro sposo. E l’altra: Venite stasera alla reggia.
> > E dicendo così prese tutti gli indumenti preziosi e se ne andò.
> >
> >
> >
> > La sera la regina preparò una cena ancor più piccante della volta precedente e aumentò la dose di sonnifero.
> > La principessa cercò di svegliare lo sposo, ma inutilmente: gli disse quanto lo amava, quanto a lungo e a fatica lo avesse cercato. Parlava e piangeva e gli disse:
> >
> >
> >
> > Sette paia di scarpe ho consumato,
> > sette fiasche di lacrime ho colmato,
> > sette mazze e sett’anni di dolore
> > per ritrovare il mio unico grande amore.
> >
> >
> > E gli chiedeva: Perché non mi rispondi? Parla, ti prego: l’alba si avvicina e col canto del gallo arriverà la regina.
> >
> >
> >
> > La regina arrivò all’alba e la scacciò in malo modo.
> >
> > La principessa piangendo uscì dalla reggia e andò vagando per la città. Giunse in piazza, dove erano arrivati i mercanti dalle terre lontane riportando ricchezze e gioielli favolosi da offrire ai sovrani.
> >
> > Si nascose il viso con un mantello e, mescolandosi al corteo, entrò nella reggia. Giunta nella sala principale schiacciò la noce e subito apparvero dei gioielli eccezionali, mai visti: brillanti grossissimi, oggetti d’oro di mirabile fattura, diademi e meravigliose corone d’oro di valore incalcolabile.
> >
> >
> >
> > La regina si diresse subito verso quel tesoro e ne chiese il prezzo. La principessa a questo punto si scoprì il capo e disse: Ormai voi sapete, regina, che io non vendo per denaro. La sovrana rispose: Ho capito cosa volete: voi vendete e io pago. Passate stasera.
> >
> > Fece raccogliere tutti i tesori e se ne andò.
> >
> >
> >
> > Quel giorno il re si alzò molto tardi, perché il sonnifero era stato veramente troppo e rimase a letto. Vide tutto quello che accadeva nella sala e chiese notizie di lei alla serva, la quale gli raccontò di averla già vista due volte alla reggia, in cui l’aveva fatta entrare proprio la regina. Gli riferì che la donna, ogni volta, gli aveva lungamente rivolto frasi d’amore, mentre lui dormiva profondamente e gli riferì che la donna ogni volta recitava questi versi:
> >
> >
> >
> > sette paia di scarpe ho consumato,
> > sette fiasche di lacrime ho colmato,
> > sette mazze e sett’anni di dolore
> > per ritrovare l’unico mio amore.
> >
> >
> >
> > Il re capì subito di che cosa si trattava e la sera, quando la regina gli fece portare una cena con tanto sonnifero, fece finta di mangiare e diede di nascosto tutto il cibo ai suoi cani., i quali si addormentarono subito.
> >
> > Quella notte finse di dormire e vide entrare la donna, che riconobbe come la sua sposa, divenuta magra e sofferente per e pene e i disagi.
> >
> > Ella gli rivolse frasi d’amore e recitò questi versi:
> >
> >
> >
> > Sette paia di scarpe ho consumato,
> > sette fiasche di lacrime ho colmato,
> > sette mazze e sette anni di dolore
> > per ritrovare l ’unico mio amore.
> >
> >
> >
> > Il re si alzò sul letto e l’abbracciò. Piansero di gioia, perché ormai l'incantesimo era finito. Decisero così di tornare al loro regno. Qui tutti salutarono con gioia il ritorno di re Porco. Poiché i suoi genitori erano morti, egli fu incoronato re, la sua sposa divenne regina e vissero tutti felici e contenti.
>
> Tranne la seconda regina e le prime due figlie del vicino.
Eggia. Nella vita mica è tutto rose e fiori.

MA checcazzo ne so

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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.‎
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-15 12:20:44.0 alle 2015-01-15 12:20:44.0
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Re: I Re Porco
Scritto da: Giambo
> Scritto da: Campesina
>
> > Comunque mi sono girate le scatole, perché nessuno, NESSUN UOMO PUÒ METTERMI UN DITO ADDOSSO SENZA IL MIO PERMESSO.
>
> Ehhhh, ti ha fatto una carezza, non ti ha mica afferrato il culo o le tette A bocca storta !
> Non starai diventando una di quelle femministe isteriche che si sente stuprata se la osservi troppo Perplesso ?
Non sopporto che un maschio umano mi tocchi.
In alcuni casi possono causarmi attacchi di panico. Che poi durano per mesi e saltano fuori quando meno te lo aspetti e rimango lì terrorizzata e angosciata senza potermi muovere.
Motivo per il quale evito il più possibile il contatto con i maschi.
Ovviamente ci sono uomini che non mi causano sta sensazione di schifo e tristezza.
Mio Zio Catarigno maligno, e il Fazendero. Lo zio immagino perche mi ha sempre spupazzata fin da bambina, ero il suo bambolotto giocattolo, e assieme ci mangiavamo il salame di nascosto dalla zia :-) E il Fazendero non so perché, ma è stata una sensazione di tranquillità e di affidabilità fin da subito, che non ho mai sentito con nessun'altro uomo conosciuto in questo mondo. Forse lo stupido colpo di fulmine?, non so.

Anche abbracciare mio fratello mi fa schifo. Ma a volte mi obbligo.
Spesso però mi sono capitate le accuse da parte di amici maschi, in cui anche gli amici del fazendero, che si sono lamentati che non sono affettuosa.
Al punto di dire, ma dammi sto abbraccio di natale. Al che a volte mi obbligo, cercando di pensare che non è nulla di male, abbracciare un caro amico del fazendero. Ora riesco ad abbraciare i suoi amici e a non starci male.
Però i miei amici maschi non riesco ad abbracciarli mi fanno schifo. Loro lo sanno e gli va bene così. Infine per essere amici non è necessario il contatto fisico no?.
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-15 12:05:09.0 alle 2015-01-15 12:05:09.0
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A love is here to stay
It's very clear our love is here to stay
Not for a year, but ever and a day
The radio and the telephone and the movies that we know
May just be passing fancies and in time may go

But, oh, my dear, our love is here to stay
Together we're going a long, long way
In time the Rockies may crumble, Gibraltar may tumble
They're only made of clay
But our love is here to stay

In time the Rockies may crumble, Gibraltar may tumble
They're only made of clay
But our love is here to stay
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-15 11:23:57.0 alle 2015-01-15 11:23:57.0
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Re: I Re Porco
Scritto da: Giambo
> Scritto da: Campesina
>
> > > > IL RE PORCO
> > >
> > > Ma una bella storiellina erotica no Triste ?
> >
> > Lui e lei si piacciono.
> > Decidono d'andare a raccogliere limoni. E guarda te finiscono a limonare.
> > Poi un giorno lui chiede a lei di seguirlo a casa sua, e guarda te, trombano.
> > Fine.
>
> Se e' cosi' che hai incontrato il Fazendero, non mi stupisco che tu l'abbia cornificato il mese scorso A bocca storta ...

Na, niente che vedere con la storia nostra personale.
E il massimo di contatto fisico con un uomo, durante il mese in Italia, è stato con Alex, un chitarrista blues, che mi ha accarezzato la guancia. Ma lo conosco da quando avevo 16 anni. E poi prima avevo pianto mentre sul palco suonavano un pezzo blues, che ha sbloccato non so cosa dentro al mio essere.
E l'ho raccontato al Fazendero, ma non si è ingelosito manco per un po' di Alex. Anche se sa la mia passione per i chitarristi.
Comunque mi sono girate le scatole, perché nessuno, NESSUN UOMO PUÒ METTERMI UN DITO ADDOSSO SENZA IL MIO PERMESSO.
E Alex non haveva richiesto il permesso, dunque l'ho odiato ferocemente, ma poi ragionandoci, era semplicmente gentile, mi ha visto piangere visto che ero in prim fila. Lo perdoniamo per stavolta.




**Modificato dall'autore il 15.01.2015 11:35**
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Campesina
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il 2015-01-15 11:14:27.0 alle 2015-01-15 11:14:27.0
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Re: I Re Porco
Scritto da: Giambo
> Scritto da: Campesina
> > IL RE PORCO
>
> Ma una bella storiellina erotica no Triste ?
Lui e lei si piacciono.
Decidono d'andare a raccogliere limoni. E guarda te finiscono a limonare.
Poi un giorno lui chiede a lei di seguirlo a casa sua, e guarda te, trombano.
Fine.

Vaffan

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CULOOOO!!!!‎
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-15 11:05:03.0 alle 2015-01-15 11:05:03.0
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Cheap honesty
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-15 10:25:46.0 alle 2015-01-15 10:25:46.0
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I Re Porco
IL RE PORCO



Testo liberamente tratto da una fiaba

di Giovan Battista Straparola

C'erano una volta un re e una regina che non avevano figli. Tutti i i sudditi speravano che presto nascesse un erede. Finalmente la regina rimase incinta. Venne circondata da ogni cura da medici e servi e dal marito devoto. Un giorno, mentre era in giardino, fu avvicinata da uno sconosciuto sudicio e malmesso, che le chiese l’elemosina. La regina, disturbata dal suo aspetto, gli disse: Vai via, brutto porco! Il vecchio le rispose: Che tu possa partorire un porco e sparì.



Al momento del parto, quando tutti aspettavano che arrivasse un bel bebè, venne al mondo un graziosissimo porcellino. La regina pianse disperata; il re si strappò i capelli e la felicità sparì dal regno. I regali genitori si affezionarono al cuccioletto, che capiva e parlava come un essere umano ma era pur sempre un animale.



Il principe porcello crebbe; girava da solo per il palazzo, parlava coi ministri ed aveva un angolo preferito nei giardini reali; esso confinava con l’orto d’un povero uomo che aveva tre figlie, tutte belle. Il porco s’innamorò della maggiore e si presentò al re suo padre per chiedergli il permesso di sposarla.



Il povero re, per il gran bene che voleva al figlio, si decise di andare a parlare con il suo suddito, il quale si rifiutò, ma il re tanto insistette e lo pregò tanto, che l’uomo promise di convincere la figlia a sposare il re porco.



Il giorno delle nozze si fecero grandi feste: il porco si divertì come tutti i maiali del mondo: si rotolava nel fango e nel sudiciume. Alla sera si ritirò in camera con la sposa, la quale lo prendeva a calci ogni volta che le si avvicinava. La sposa aveva nascosto sotto le vesti un pugnale, per uccidere il suo sposo nel sonno. Ma si addormentò per prima e fu il porco ad azzannarla e ucciderla.

Al mattino l’omicidio fu scoperto e sollevò un vero scandalo, ma poi si seppe che la sposina voleva uccidere il re.



Tempo dopo il re porco scelse per moglie la secondogenita del loro vicino e grugnì e strepitò per essere accontentato. Il re e la regina cercarono di farlo desistere, ma era così furioso che si rotolava nel porcile e insudiciava la reggia dalla rabbia, azzannava i ministri, distruggeva il mobilio.



Il re si rassegnò ad andare a chiedere la mano dell'altra figlia a quel povero padre che piangeva ancora la morte della maggiore. Anche la regina andò ad implorare affinché accondiscendesse alle nozze, Anche stavolta il povero padre dovette dare il consenso al matrimonio di e porco con la figlia, ma la ragazza non era affatto rassegnata e nascose un veleno nel vestito. Celebrate le nozze, si infilò nel letto mormorando: Vedrai, brutta bestia, appena ti addormenterai non ti sveglierai mai più.



Il porco indovinò anche le sue intenzioni e fece finta d'addormentarsi. Quando la ragazza si avvicinò per ucciderlo l'azzannò e l'uccise come la prima.
Alla corte furono versate lacrime di disperazione, ma poi l’amore dei genitori prevalse.



Dopo qualche tempo re porco vide nell’orto vicino alla reggia la terzogenita che, nel frattempo, era cresciuta e diventata bella più delle sue sorelle. Se ne innamorò e pretese di sposarla. Anche stavolta i genitori lo pregarono, lo supplicarono, lo minacciarono, ma inutilmente. Il re dovette andare dal suo suddito a chiedere per il figlio la mano della sua terzogenita. Egli disse: Me ne ha uccise due, lasciatemi almeno questa. Il re non poteva dargli torto, ma era pur sempre un padre e dovette insistere. Questa volta fu la ragazza a non rifiutarsi e disse: Maestà, sono contenta di sposare vostro figlio. Fissate la data delle nozze.



E anche il terzo matrimonio fu celebrato. Questa volta la sposa restò vicino a re porco, gli parlava, lo accarezzava ed era molto affettuosa con lui.

La sera, si infilò nel letto senza parlare. Il porco le si avvicinò e cominciò a strofinarsi accanto a lei. La sua pelle setolosa cadde e sotto apparve un bellissimo giovane. Raccontò alla sua sposa di essere stato condannato a nascere porco per la cattiveria di sua madre, ma che sarebbe diventato un essere umano come tutti non appena si fosse dissolto il maleficio. Il giovane era così gentile e bello che la ragazza subito se ne innamorò.



All’alba il principe dovette riprendere la sua pelle di porco e disse alla sposa: Non dire mai nulla a nessuno di quello che hai visto e udito questa notte, altrimenti sarà peggio per te e per me. La ragazza promise ma, passati pochi giorni, confessò tutto alla regina, la quale, non potendo credere alle parole, andò a spiare durante la notte nella camera degli sposi e fu felice di vedere il proprio figlio.



Ma il mattino dopo, salutando la sposa, il principe le disse: Hai fatto male a parlare; ormai è troppo tardi. Io devo andarmene e non posso dirti dove. Se mi vorrai ritrovare dovrai camminare per sette anni, dovrai riempire sette fiasche di lacrime del tuo pianto, dovrai logorare sette paia di scarpe di ferro e consumare nel tuo cammino sette mazze di ferro.



Subito il giovane scomparve e non se ne seppe più nulla. Inutilmente i genitori e la sposa lo cercarono in tutto il regno; infine la sposa si mise in viaggio per cercarlo, rimpiangendo amaramente la felicità perduta; piangeva e camminava, camminava e piangeva.



Cammina cammina, alimentandosi alla meglio e dormendo dove capitava, una notte vide un lumicino in mezzo a un bosco. Arrivò a una capanna e bussò. Venne ad aprirle una vecchia stracciata e sdentata che le disse: Per carità, che fate in questo posto? Rispose: Aiutatemi, vi prego: ho fame, ho freddo e ho sonno. Ma la vecchietta la mise in guardia: Se restate qui morirete. Questa è la casa del Vento Tramontano che mangia tutti coloro che entrano in questa casa.



La ragazza rispose: Sono stanca e non so dove andare. Morirei lo stesso. Fatemi entrare. Tanto pregò e insistette che la vecchia la fece entrare e le chiese di aiutarla a preparare la cena, in modo da saziare abbondantemente il Vento Tramontano in modo che, dopo, non avesse più fame e non la divorasse.



Così prepararono tanto cibo da soddisfare un esercito. Quando il Vento Tramontano stava per arrivare, la viandante si nascose.

Quando entrò il Vento cominciò a tremare tutta la capanna. Il Vento Tramontano sentì subito al fiuto un odore sconosciuto e cominciò a dire: Ucci, ucci Sento puzzo di cristianucci:
o ce n’è, o ce n’è stato, o ce n’è di rimpiattato!

La moglie gli disse: Avete proprio una bella fissazione. Chi volete che ci sia? E Lui: Moglie mia, sapete che non sbaglio mai.



Allora subito la moglie gli porse le vivande più saporite e lui mangiò e si abbuffò, bevve abbondantemente, ma continuò a dire: Eppure io sento proprio odore di cristiano! Allora la moglie gli confessò di aver ospitato una povera donna in cerca del marito e gli chiese di non ucciderla. Lui promise che non avrebbe mai mangiato una regina.



Gli si presentò la giovane e gli chiese se avesse visto il suo sposo. Il Vento Tramontano rispose di averlo visto tanto tempo prima in una reggia, ma le disse che forse suo fratello, il Vento di Ponente, poteva saperne di più.

Le disse di andare verso ponente e le diede una nocciolina e le disse di schiacciarla in caso di difficoltà.

La principessa ringraziò e andò a dormire.



Il giorno dopo si avviò verso ponente alla ricerca della casa del Vento. Arrivò in cima a un monte dove incontrò una vecchia sdentata alla quale chiese: Abita qui il Vento di Ponente?
Rispose: Si, per tua disgrazia,ma sta per tornare e allora … povera te!

La donna insistette e la vecchia la fece entrare…. Tutto andò come la prima volta: aiutò la moglie del Vento a preparare un lauto pasto. Il Vento mangiò, e quando la principessa gli chiese notizie del suo sposo, rispose:
L'ho visto in una reggia e si è risposato. Mio fratello, il Vento di Levante, sa certamente dove si trova. Andate da lui.
Per aiutarla le diede una mandorla, da schiacciare al momento del bisogno.



L'indomani la principessa partì per il levante e intanto nel cammino erano passati diversi anni, aveva versato tante lacrime e aveva consumato diverse paia di scarpe e verghe di ferro.
Finalmente arrivò a casa del Vento di Levante sulla riva del mare. Era tanto stanca e sfinita, che la moglie del Vento la raccolse per pietà.
Il Vento di Levante, che era più tranquillo e umano dei suoi fratelli, cercò di aiutare la principessa e le disse:
Il vostro sposo si trova in una reggia, perché è diventato sovrano d'un regno tanto lontano che voi non raggiungereste mai….Domani devo andare da quelle parti. Partiremo molto presto. E le diede una noce da schiacciare in caso di difficoltà.



Il mattino dopo il Vento di Levante la prese sulle spalle e cominciò velocemente. Disse alla donna: Oggi fanno oggi il bucato le donne della reggia: mescolatevi fra loro e quando stenderanno la biancheria schiacciate la nocciola che vi ha dato il Vento Tramontano. Subito dopo la depositò a terra e volò via.



Le lavandaie lavavano e sciacquavano; la principessa si avvicinò per aiutarle. Allora schiacciò la nocciola e apparvero stesi sul prato i capi di biancheria più fini e più belli che mai si fossero visti. Era una tela divina, bellissima e ineguagliabile. Una delle donne corse a chiamare la sua padrona. Arrivò la regina, che subito volle quella stoffa per sé. Le domandò: Quanto volete per questa roba? le chiese. Rispose: Sappiate, regina, che io non vendo per danaro. E la regina: E allora cosa volete? Replicò: Passare una notte col vostro sposo. La sovrana disse allora: Siete sfrontata, ma la tela mi piace troppo. Venite alla reggia questa sera e sarete soddisfatta.



La regina prese la biancheria e fece preparare per il suo sposo pietanze piccanti, in cui nascose dentro tanto sonnifero che avrebbe addormentato un bue, e poi andò a tavola.
Il re mangiò con appetito; ebbe sonno e volle andare subito a letto Quando si fu coricato, la regina fece entrare nella camera la donna e se ne andò.



La principessa si avvicinò al letto e riconobbe subito il suo sposo: lo chiamò, lo baciò, lo abbracciò, ma non riuscì a svegliarlo; e allora cominciò a piangere e a dire:



Sette paia di scarpe ho consumato,
sette fiasche di lacrime ho colmato,
sette mazze e sett'anni di dolore
per ritrovare l'unico mio amore.


Ma il principe non si svegliava. Venne l’alba e arrivò la regina, che la mandò via.



Disperata la principessa se ne andò per la città, dove c’era mercato; pensò di schiacciare la mandorla. Subito apparvero tanti vestiti così belli che subito si avvicinarono molte persone meravigliate.

La notizia corse per la città ed entrò anche nella reggia. Quando la regina seppe che erano in vendita dei vestiti mai visti, volle andare a vedere di che si trattava.



Arrivata al mercato, rimase senza parole davanti a quegli abiti meravigliosi. Rivide la stessa donna della volta precedente e le chiese quanto volesse. Le disse: Regina, ormai sapete che io non vendo per denaro. La sovrana rispose: Voi sapete che io pago in qualunque modo. Cosa volete? Replicò: Passare una notte con il vostro sposo. E l’altra: Venite stasera alla reggia.
E dicendo così prese tutti gli indumenti preziosi e se ne andò.



La sera la regina preparò una cena ancor più piccante della volta precedente e aumentò la dose di sonnifero.
La principessa cercò di svegliare lo sposo, ma inutilmente: gli disse quanto lo amava, quanto a lungo e a fatica lo avesse cercato. Parlava e piangeva e gli disse:



Sette paia di scarpe ho consumato,
sette fiasche di lacrime ho colmato,
sette mazze e sett’anni di dolore
per ritrovare il mio unico grande amore.


E gli chiedeva: Perché non mi rispondi? Parla, ti prego: l’alba si avvicina e col canto del gallo arriverà la regina.



La regina arrivò all’alba e la scacciò in malo modo.

La principessa piangendo uscì dalla reggia e andò vagando per la città. Giunse in piazza, dove erano arrivati i mercanti dalle terre lontane riportando ricchezze e gioielli favolosi da offrire ai sovrani.

Si nascose il viso con un mantello e, mescolandosi al corteo, entrò nella reggia. Giunta nella sala principale schiacciò la noce e subito apparvero dei gioielli eccezionali, mai visti: brillanti grossissimi, oggetti d’oro di mirabile fattura, diademi e meravigliose corone d’oro di valore incalcolabile.



La regina si diresse subito verso quel tesoro e ne chiese il prezzo. La principessa a questo punto si scoprì il capo e disse: Ormai voi sapete, regina, che io non vendo per denaro. La sovrana rispose: Ho capito cosa volete: voi vendete e io pago. Passate stasera.

Fece raccogliere tutti i tesori e se ne andò.



Quel giorno il re si alzò molto tardi, perché il sonnifero era stato veramente troppo e rimase a letto. Vide tutto quello che accadeva nella sala e chiese notizie di lei alla serva, la quale gli raccontò di averla già vista due volte alla reggia, in cui l’aveva fatta entrare proprio la regina. Gli riferì che la donna, ogni volta, gli aveva lungamente rivolto frasi d’amore, mentre lui dormiva profondamente e gli riferì che la donna ogni volta recitava questi versi:



sette paia di scarpe ho consumato,
sette fiasche di lacrime ho colmato,
sette mazze e sett’anni di dolore
per ritrovare l’unico mio amore.



Il re capì subito di che cosa si trattava e la sera, quando la regina gli fece portare una cena con tanto sonnifero, fece finta di mangiare e diede di nascosto tutto il cibo ai suoi cani., i quali si addormentarono subito.

Quella notte finse di dormire e vide entrare la donna, che riconobbe come la sua sposa, divenuta magra e sofferente per e pene e i disagi.

Ella gli rivolse frasi d’amore e recitò questi versi:



Sette paia di scarpe ho consumato,
sette fiasche di lacrime ho colmato,
sette mazze e sette anni di dolore
per ritrovare l ’unico mio amore.



Il re si alzò sul letto e l’abbracciò. Piansero di gioia, perché ormai l'incantesimo era finito. Decisero così di tornare al loro regno. Qui tutti salutarono con gioia il ritorno di re Porco. Poiché i suoi genitori erano morti, egli fu incoronato re, la sua sposa divenne regina e vissero tutti felici e contenti.
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Campesina
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il 2015-01-15 01:02:13.0 alle 2015-01-15 01:02:13.0
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Re: Il corpo di Gong Yoo
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> Scritto da: Campesina
> > http://images2.fanpop.com/images/photos/6400000/Go...
> >
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> Vedete cosa succedere a far entrare gli extracomunitari? A bocca storta
Di cosa hai paura?
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il 2015-01-15 00:19:34.0 alle 2015-01-15 00:19:34.0
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Re: Frenulo
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> Scritto da: Campesina
> > Scritto da: The Lich
> > >
> > > non SEMPRE significa che di solito si rompe e anche se non si rompe si allunga
> > >
> > > quindi mutismo e rassegnazione, verginello
> > >
> > > The Lich™
> > > « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> > > e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
> > > Cylon
> > > Immagine postata dall'utente
> > Ma il frenulo di ogni uomo è diverso. Alcuni sono grossi, altri più fini.
> > Mia madre mi raccontò che ruppe quello di mio padre, in uno spompinamento selvaggio, il frenulo gli rimase tra i denti.
>
> oddio e parlavi di pompini dei tuoi genitori Deluso Deluso
>
> a me verebbero i brividi a chiedere cose simili ai miei genitori
>
>
Ma va, non mi sarebbe mai venuto in mente.
Ma una volta chiaccherando con mia madre, parlavamo della frustrazione di noi donne, che spesso non arrivviamo all'orgasmo perché l'uomo viene prima.
E tra una cosa è l'altra e scopiata a ridere e mi ha raccontato sto episodio. Che ovviamente l'ho trovato orrendo. Stile scena horror.
> > Ringrazio chiunque mi abbia fatto donna, per non correre incontro ad eventi così spiacevoli, da brifido !
> >
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il 2015-01-14 23:31:39.0 alle 2015-01-14 23:31:39.0
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Re: Gong Yoo,
Scritto da:
> Scritto da: Campesina
> > http://4.bp.blogspot.com/-Z97wkJdN6nU/T3KW5PX2cDI/...
> > Non pensate che abbia gl'occhi da gatto. <3
>
> Ha la tipica faccia del misogino violento.
No dai è carino. Però è vecchietto, è del 79. Io sono del 82.
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il 2015-01-14 23:27:28.0 alle 2015-01-14 23:27:28.0
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Re: Gong Yoo,
Scritto da:
> Scritto da: Campesina
> > http://4.bp.blogspot.com/-Z97wkJdN6nU/T3KW5PX2cDI/...
> > Non pensate che abbia gl'occhi da gatto. <3
>
> Sto terrunciello sarebbe un figone?
Per me si!
E poi l'ariano dai capelli castani biondi c'è l'ho già, il Fazendero.
Se uno deve guardare un bellone, almeno che sia coreano no? Innamorato.
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il 2015-01-14 23:22:55.0 alle 2015-01-14 23:22:55.0
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Re: differenza tablet
Scritto da:
> Scritto da: Giambo
> > Scritto da:
> >
> > > > > > > insomma il t530 ha connessione bluetooth e wifi e il t535 ha una scheda sim
> > > > > > >
> > > > > > > molto bene, della scheda sim non mi frega un accidente di nulla
> > > > > > >
> > > > > > Il t535, ha anche la funzione wifi e il bluetooth, in più per soli 60 euro. Hai anche la possibilita di farlo diventare telefono e collegarti tramite il 3G.
> > > > > >
> > > > >
> > > > > hai detto una cosa e ora dici il contrario, lo fai apposta?
> > > >
> > > > Che carini, il vostro primo litigio Imbarazzato Innamorato
> > >
> > > No teso', l'unico che bramo ansiosamente nei mie i sogni harmony sei solo tu'!
> >
> > Campesina, non provarci neppure ad usarmi: Questa estate $fratelloMascellone si sposa !
>
> Disinnamorato
>
> y
Y per Yoda?

Dio Porco

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il 2015-01-14 23:17:50.0 alle 2015-01-14 23:17:50.0
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Gong Yoo,
http://4.bp.blogspot.com/-Z97wkJdN6nU/T3KW5PX2cDI/...
Non pensate che abbia gl'occhi da gatto. <3
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il 2015-01-14 22:15:44.0 alle 2015-01-14 22:15:44.0
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Re: Fazendero fora dai ball! Fiesta!!
Scritto da:
> Scritto da: Campesina
> > Aa mover el coooloo
> >
>
> Hai già dato appuntamento all'80enne? Altrimenti c'è sempre il cavallo da monta.

L'appuntamento più importante in assoluto l'ho dato già allo stereo che va tutto volume.
Io e il fazendero abbiamo gusti musicali diversi. E ci scontriamo sempre. Dunque quando l'altro non c'è possiamo dare sfogo al volume alto dello stereo.
Gli uomini non m'interessano, a parte il fazendero che è il tipico bellone dannato delle favole.Innamorato
Manco se mi si presentasse quel gran bellone di Gong Yoo, e mi ofrisse una notte di passione e gentilizze.
Credo che non cederei, mi farebbe troppo schifo.
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il 2015-01-14 22:06:08.0 alle 2015-01-14 22:06:08.0
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Re: differenza tablet
Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > > > > > insomma il t530 ha connessione bluetooth e wifi e il t535 ha una scheda sim
> > > > > >
> > > > > > molto bene, della scheda sim non mi frega un accidente di nulla
> > > > > >
> > > > > Il t535, ha anche la funzione wifi e il bluetooth, in più per soli 60 euro. Hai anche la possibilita di farlo diventare telefono e collegarti tramite il 3G.
> > > > >
> > > >
> > > > hai detto una cosa e ora dici il contrario, lo fai apposta?
> > >
> > > Che carini, il vostro primo litigio Imbarazzato Innamorato
> >
> > No teso', l'unico che bramo ansiosamente nei mie i sogni harmony sei solo tu'!
>
> Campesina, non provarci neppure ad usarmi: Questa estate $fratelloMascellone si sposa ! Quindi mettiti il cuore in pace e accontentati di un Fazendero che si da fuoco Occhiolino !
????
Ahahahahahah che scemi che siete.
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il 2015-01-14 21:43:31.0 alle 2015-01-14 21:43:31.0
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Re: differenza tablet
Scritto da: The Lich
> Scritto da: Campesina
> > Scritto da: The Lich
> > >
> > > neghi quello che scrivi tu stesso, testadicazzo?
> > Rileggi che mi sono corretta, mammalucco!!
> >
>
> ma tu pensi che stia anche lì a rileggere le tue correzioni?
In effetti.
Ma dovresti.
> The Lich™
> « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
> Cylon
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il 2015-01-14 21:41:47.0 alle 2015-01-14 21:41:47.0
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Re: differenza tablet
Scritto da: The Lich
> Scritto da: Campesina
> > Scritto da: The Lich
> > >
> > > neghi quello che scrivi tu stesso, testadicazzo?
> > Testa di vagina eventualmente! Ficoso
> >
>
> eventualmente si è già appurato che sei quel coglione del fazendero in incognito
Ciccino lui!

> The Lich™
> « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
> Cylon
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il 2015-01-14 21:23:32.0 alle 2015-01-14 21:23:32.0
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Re: differenza tablet
Scritto da: The Lich
>
> neghi quello che scrivi tu stesso, testadicazzo?
Testa di vagina eventualmente! Ficoso

> The Lich™
> « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
> Cylon
> Immagine postata dall'utente
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il 2015-01-14 21:22:00.0 alle 2015-01-14 21:22:00.0
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Re: differenza tablet
Scritto da: The Lich
>
> neghi quello che scrivi tu stesso, testadicazzo?
Rileggi che mi sono corretta, mammalucco!!
> The Lich™
> « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
> Cylon
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