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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-14 03:21:24.0 alle 2015-01-14 03:21:24.0
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Sfortuna (fiaba)
Una volta si racconta che c'era un re e una regina; questo re e questa regina avevano sette figlie femmine, e la più piccola si chiama Sfortuna.
Al padre fu dichiarata una gran guerra; perse, lo tolsero dal trono e lo presero prigioniero. Mentre il re era prigioniero, i suoi vennero a perdere anche la casa. La regina dovette lasciare il palazzo e si dovette affittare una casa al risparmio. Le cose andavano sempre peggio e si ridussero a uno stato che era un miracolo se avevano da mangiare. Un giorno passò un fruttarolo, la regina lo chiamò per comprare due fichi; mentre comprava questi fichi, passò una vecchia e le domandò la carità:
"Ah! Vecchia madre, - disse la regina - se io potessi, altro che carità vi farei, ma non posso ché sono poverella!"
"E come mai siete poverella?"le domandò la vecchia.
"Ah! Vecchia madre, non sapete che sono la regina di Spagna e per una guerra che fecero a mio marito sono sprofondata nella più nera sfortuna?"
"Poverina! Avete ragione. Ma lo sapete il motivo per cui ogni cosa vi va storta? In casa avete una figlia che è davvero sfortunata e non avrete più lustro finché lei sarà in casa."

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"Allora è mia figlia che devo mandare via?"
"Sissignora."
"E qual è la figlia sfortunata?"
"Quella che dorme con le mani incrociate, quella dovete mandar via. Mandate via lei, riavrete il regno che avete perduto."
A mezzanotte la regina pigliò un lume e passò accanto a tutte le
figlie, nessuna aveva le mani incrociate. All'ultimo trovò Sfortuna con le mani incrociate.
"Ah! Figlia mia, proprio te devo mandar via?!"
E, mentre diceva così, Sfortuna si svegliò, vide sua madre e gli occhi che le piangevano.
"Che avete, mamma?"
"Niente, figlia mia. È venuta una vecchia, così e così e mi ha detto che posso avere ricchezze soltanto se mando via da casa la figlia sfortunata che dorme con le mani in croce... e questa sfortunata sei tu!"
"E piangete per questo? - disse Sfortuna - ora mi vesto e me ne vado."
Si vestì, si fece il fagotto e se ne andò. Cammina cammina arrivò in un posto solitario dove c'era una sola casa di un solo piano. In questa casa terragna sentì tessere e guardò dentro. Una di quelle che tessevano disse:
"Vuoi entrare?"
"Sissignora" le disse Sfortuna.
"E ci vuoi servire?"
"Sissignora!"
E si mise a scopare e a lavorare. La sera, le donne le dissero:
"Senti Sfortuna, noialtri la sera usciamo e ti chiudiamo dal di
fuori, poi tu ti chiudi da dentro. E quando noi torniamo tu ci apri; ma sta attenta che non rubino la seta, i ricami e ciò che abbiamo fatto."
E se ne andarono. Arrivata mezzanotte Sfortuna sentì un fruscio di forbici e vide una donna che con le forbici tagliava tutta la roba d'oro dal telaio; e questa era la sua mala sfortuna. All'indomani vennero le padrone; aprirono di fuori e lei aprì da dentro; entrarono e come videro tutta questa vendetta per terra:
"Ah! Svergognata, questa è la ricompensa per quello che ti abbiamo fatto!... Fuori!"
E con un calcio la buttarono fuori. La sventurata cominciò a camminare per la campagna.
Entrò in un paese, si fermò davanti a una bottega dove si vendeva pane, legumi, vino e tante altre cose. Domandò la carità, e la padrona della bottega le diede un bel pezzo di pane, un po' di formaggio e un bicchiere di vino. La sera, le fece pena e la fece restare dentro alla bottega in mezzo a un po'di sacchi. Ritornò il marito, mangiarono e si coricarono. La notte sentirono un chiasso del diavolo: le botti tutte stappate e il vino sparso per tutta la casa. Il marito, vedendo questo disastro, si alzò e vide la ragazza, coricata, che si lamentava:
"Ah! Svergognata, a far questo devi essere stata tu!"
Pigliò un bastone e glielo ruppe in testa e la mandò via.
La poveretta, piangendo, se ne andò senza sapere dove andare né dove sbattere.
Quando fu chiaro, vide in un campo una donna che lavava:
"Che hai che guardi?"disse questa donna.
"Mi sono persa."
"E sai lavare?"
"Sissignora ."
"Allora resta qui a lavare con me; io lavo col sapone e tu risciacqui."
Poverina, lei cominciò a risciacquare la roba e poi si mise a stendere. Quando si asciugava lei la stirava. Poi si mise a rammendarla, poi la inamidò e alla fine la stirò.
Diciamo che questa roba era del reuccio. Come il reuccio la vide gli parve assai bella.
"Signora Francesca - disse - quando mai m'avete fatto così le cose!? Per questo, vi voglio fare un regalo."
E le diede dieci monete.

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La signora Francesca con queste monete vestì bella pulita Sfortuna; poi comprò un sacco di farina e fece il pane e in mezzo agli altri ne fece due con granelli di anice che sembravano dire Mangiami Mangiami .
L'indomani si rivolse a Sfortuna e le disse:
"Con questi due con l'anice vai in riva al mare e chiama la mia sorte: 'Ah! Sorte della signora Francesca, Sorte della signora Francesca ' per tre volte. Alla terza volta lei s'affaccia, le dai un pane e me la saluti. Poi ti fai insegnare dove sta la tua sorte e lei te lo mostra."
Sfortuna ticch ticch , se ne andò in riva al mare.
"Ah! Sorte della signora Francesca! Ah! Sorte della signora Francesca! Ah! Sorte della signora Francesca!!!"
Venne la Sorte della signora Francesca e Sfortuna le fece l'ambasciata e le diede la ciambella. Poi le disse:
"Sorte della signora Francesca, vossia, mi volete fare la carità di insegnarmi dove sta la mia sorte?"
"Ascolta che devi fare: piglia questa viuzza: cammina un pezzo, poi trovi un forno,vicino allo scopazzo c'è una vecchia smagarata, prendila con le buone; dalle la ciambella: quella è la tua sorte. Se vedi che quella ti fa dei cattivi sgarbi e non la vuole, tu lasciala e vattene."
Sfortuna andò, arrivò al forno, trovò la vecchia e le faceva pure ribrezzo a vederla, tanto era sporca, puzzolente, cisposa e brutta. Le diede il pane e le disse:
"Sorticella mia, prendilo!"
"Vattene, vattene! Che non voglio il pane" disse la vecchia e le voltò la faccia.
Sfortuna posò la ciambella e se ne andò e tornò dalla signora Francesca. L'indomani era la fine della settimana e si misero a lavare la roba: la signora Francesca ammollava e insaponava e lei lavava e risciacquava. Come fu asciutta, Sfortuna la rammendò e la stirò. La signora Francesca la mise in una canestra e la portò a palazzo. Il re come la vide disse:
"Signora Francesca, ma me la volete contare giusta; queste cose non me le avete mai fatte così".
E le diede come ricompensa dieci monete.
La signora Francesca comprò dell'altra farina e dell'altra anice per la sua sorte e mandò Sfortuna con l'ordine di dargliela e poi prenderla con le buone, lavarla, pettinarla, magari per forza. Era ora di preparare la roba, la signora Francesca la portò al re quando fu pronta. Il reuzzo si doveva maritare, e siccome doveva maritarsi gli piaceva che la roba gli venisse così ben fatta; e gli diede una ricompensa di venti monete. La signora Francesca comprò dell'altra farina per il pane, e una bella veste con il suo scialle, la sua gonnella, i suoi fazzoletti fini, il profumo, un pettine e altre bagatelle per la sorte di Sfortuna. Fecero una ciambella. Sfortuna la prese e andò al forno.
"Ah! Sorticella mia, tieni qua, questa ciambella."
La prese, si mise a strofinarsela con la spugna e il sapone, e la pettinò bella pulita.
"Senti, Sfortuna - disse la vecchia - per 'sto bene che m'hai fatto ti do questa scatolina per i tuoi bisogni."
Era una scatolina come quella dei cerini. Sfortuna volò a casa della signora Francesca, aprì la scatolina e trovò un palmo di gallone.
"Uh! - disse - chissà che mi credevo che fosse!"
E lo gettò nel fondo del cassetto. La settimana dopo, lavarono dell'altra roba e la signora Francesca andò a palazzo. Il re era arrabbiato perché nel vestito da matrimonio della fidanzata mancava un palmo di gallone, e in tutto il regno non se ne trovava uno uguale. Entrò la signora Francesca:
"Che avete Reuzzo?"che la signora Francesca era in confidenza con il reuccio.
"E che devo avere? Mi devo sposare e all'abito da matrimonio della sposa manca un palmo di gallone e non si trova."
"E sua maestà, vi confondete? Ora ci penso io!"
E che fece? Andò a casa, prese il pezzo di gallone gettato nel fondo del cassettone e glielo portò. Lo fanno combaciare, era lo stesso. Disse il reuzzo:
"Per questa difficoltà da cui mi hai levato voglio pagarti questo pizzo a peso d'oro."
Pigliò una bilancia, da una parte ci mise il pizzo, dall'altra l'oro. Ma il gallone non si pareggiava mai. Piglia una stadera; stessa cosa.
"Signora Francesca, me la dovete contare giusta... Non può essere che questo pezzettino di pizzo pesi tanto. Di chi è?"
La signora Francesca, stretta a mal partito, gli raccontò tutto il fatto. Il re volle vedere Sfortuna e la signora Francesca la fece vestire bella pulita, che la roba gliel'aveva comprata andando avanti, e gliela portò.

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Come Sfortuna entrò nella camera reale fece una bella riverenza (che l'educazione non le mancava, era figlia di re!). Il reuzzo la salutò e la fece sedere. Poi le chiese:
"E tu chi sei?"
"Io sono Sfortuna, la figlia piccola del re di Spagna, quello che fu cacciato dal trono e fu preso prigioniero. La mia mala ventura mi ha fatto andare spersa per il mondo, soffrendo mali disprezzi e bastonate."
E gli raccontò tutto. Il re fece chiamare subito quelle che avevano tessuto i ricami a cui poi la mala sorte l'aveva tagliato con le forbici e chiese loro quanto erano costati quei pizzi.
Loro gli dissero, mettiamo, duecento monete; allora lui disse:
"Questa povera giovane che avete bastonato, era figlia di re; pensate che 'ste cose, di dare bastonate, non si fanno. Avanti!"
Fece chiamare quelle a cui si erano rotte le botti del vino e gli chiese il danno che aveva avuto:
"Trecento monete."
E il reuccio pagò trecento monete e disse:
"Un'altra volta, 'sta cosa di dar bastonate a una figlia di re, non si fa. Avanti!"
Poi lasciò l'altra fidanzata e si sposò con Sfortuna, e per dama di corte si prese la signora Francesca.
Lasciamo il reuccio bello contento e prendiamo la madre di Sfortuna. Dopo la partenza della figlia, la ruota si voltò in suo favore e la stessa cosa successe ai fratelli e ai nipoti che con la forza armata ripresero il regno. La regina con tutti i suoi figli tornò ad abitare nel palazzo antico e là stavano con tutte le belle comodità; ma sempre in pena per Sfortuna, ché di lei non ne sapevano né di nuove né di vecchie. Cerca di qua,dà una voce di là, alla fine seppero l'una dell'altra dov'erano. E come? Il reuzzo come seppe che la madre di Sfortuna aveva vinto il regno, le mandò un ambasciatore e le fece sapere tutto. Considerate la contentezza della madre. Ci andò con cavalieri e dame di corte. Come vide sua figlia le si attaccò al collo e non la lasciò più. Poi vennero le sorelle, considerate pure la sua contentezza; e fecero una festa grande per tutto il regno, e restarono felici e contenti.




"SFURTUNA"
Raccontata da Agatuzza Messia, Palermo
Raccolta da Giuseppe Pitrè
Tradotta dalla lingua siciliana da Cecilia Codignola.

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Campesina
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il 2015-01-14 02:20:13.0 alle 2015-01-14 02:20:13.0
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Re: Bricolage & nuova tastiera
Scritto da: altg
> Ci ho lavorato tutto il pomeriggio. A bocca storta
> Ma ne valeva la pena. Ficoso
>
> Immagine postata dall'utente
> Immagine postata dall'utente
>
> E` una Model M nuova e moderna, con tanto di connettore USB. L'ho estratta dall'involucro originale (che era comunque di plastica nera, ma non mi piaceva perche` faceva rimbombare troppo i tasti, e perche` non potevo pulire SOTTO ai tasti) e ho fabbricato una nuova base, termolavorando del PVC espanso. Ho anche aggiunto la cornicetta bianca che riprende le finiture della scrivania, il coperchietto per il controller da cui spuntano i LED verdi, e raddoppiato il cavo che esce dal retro della tastiera, per aggiungere il cavetto che porta corrente ai LED che duplicano lo stato dei modificatori permanenti (Num, Caps, Scroll) sul pannello a destra del monitor: sono le luci rosse che si vedono accese sullo sfondo, nella seconda immagine... ovviamente di solito sta acceso solo Num Lock, qui le avevo accese tutte per ragioni sceniche. Sotto allego un primo piano del pannello:
>
> Immagine postata dall'utente
>
> Sia su questa sia sulla vecchia tastiera (comunque una Model M, ma originale con connettore PS/2) il cavetto che connette le lucette sul pannello e` fatto con un paio di prese USB (maschio/femmina), cosi` posso scollegarla senza dissaldare nulla, e renderla intercambiabile con altre tastiere alle quali ho fatto lo stesso trattamento.
>
> La necessita` di cambiarla e` arrivata dopo l'ultimo aggiornamento di Windows: stranamente, al ripristino dell'ibernazione disabilitava la porta PS/2, quindi la vecchia tastiera non funzionava piu`. Potevo riabilitarla andando ad alterare una voce di registro e poi riavviando, ma al successivo ripristino la ritrovavo disabilitata. Vattelappesca perche`... comunque mi piace com'e` venuta, la trovo meglio di quella vecchia. Ficoso

Umm, ti sei costruito il case di una tastiera?
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Campesina
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il 2015-01-14 01:14:06.0 alle 2015-01-14 01:14:06.0
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Il fazendero mi spiega
Mi sta spiegando come funzionano i bitcoin.
Non ci capisco una mazza. Sigh.
F ( key)= valore
F ( ?)= valore
Dunque i bitcoin sono scesi di 50 dollari scendono si o no.
Mi ha fatto venire il mal di testa.
E visto che ora c'è un drop. Il mining è più difficile.
Lo fate smettere?

Alla fine dice, che stiamo asistendo alla morte del Bitcoin.
16% di crollo nelle ultime 24 ore.
Spadapam. Quello l'ho capito.

**Modificato dall'autore il 14.01.2015 01:20**
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-14 00:56:18.0 alle 2015-01-14 00:56:18.0
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Papapapa
:-) arrivata in campagna.
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-13 22:38:10.0 alle 2015-01-13 22:38:10.0
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Re: Bambini sull'autobus che frignano
Scritto da:
> Scritto da: Campesina
> > Scritto da:
> > >
> > > Sei di una modestà assoluta, ti ammiro molto.
> > Io i bambini non li sopporto. Toccarli significa avere un'esposizione ai pidocchi, in campagna spesso li hanno.
> > Io odio i pidocchi più dei bambini.
> >
>
> e poi paladina dell'infanzia dai pedoni Deluso Deluso
Difenderli non significa per forza amarli.
>
> mi sembri Di Noto che diceva che alcuni scolari li avrebbe schiffeggiati personalmente

Arricchimento culturale in Svezia

Ad https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.‎
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Campesina
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il 2015-01-13 22:36:30.0 alle 2015-01-13 22:36:30.0
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Re: Lich te quiero
Scritto da: The Lich
> oh uno non può andare una sera al poligono di tiro che subito escono i vermi da sotto i sassi a saltellare per arrivare a fracassare i coglioni Arrabbiato
Ahahahahahhahahahhahahhahhahahahah aspetta che sull'autobus mi guardano tutti, ahuauhuahhuahuaahuauhhuahuuhhuau
> The Lich™
> « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
> Cylon
> Immagine postata dall'utente
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Campesina
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il 2015-01-13 22:35:25.0 alle 2015-01-13 22:35:25.0
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Re: Bambini sull'autobus che frignano
Scritto da:
> Scritto da:
> > mi sembri Di Noto che diceva che alcuni scolari li avrebbe schiffeggiati personalmente
>
> Io schiaffeggerei i genitori che mandano i loro figli da un idiota del genere.
A me a scuola il prof di educazione fisica, in seconda media, per non essere riuscita a fare un esercizio, alzarmi in piedi senza usare le mani da sdraiata, dopo aver fatto una sessione di addominali.
Mi ha dato una bacchettata sulle mani.
Non l'ho detto a mia madre, se no andava e gli faceva il culo negro.
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-13 22:20:40.0 alle 2015-01-13 22:20:40.0
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Re: Bambini sull'autobus che frignano
Scritto da:
>
> Sei di una modestà assoluta, ti ammiro molto.
Io i bambini non li sopporto. Toccarli significa avere un'esposizione ai pidocchi, in campagna spesso li hanno.
Io odio i pidocchi più dei bambini.
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il 2015-01-13 22:16:04.0 alle 2015-01-13 22:16:04.0
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Re: To The Moon
Scritto da:
>
> Comunque, in realtà, la grafica è molto ben fatta, e passa in secondo piano rispetto alla storia. Non avevo mai giocato a giochi con quello stile, è stata davvero una sorpresa come un gioco possa prenderti e sbatterti nel mezzo di una storia tanto profonda che non vorresti più uscirci.
Wow Deluso

Black Woman Destroys White Privilege Myth

Ad https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"‎
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Campesina
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il 2015-01-13 22:13:29.0 alle 2015-01-13 22:13:29.0
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Re: Bambini sull'autobus che frignano
Scritto da:
> Scritto da: Campesina
> > Uno continuava a dare calci al mio sedile, poi si è calmato e ora piange. Ficoso
>
> Brava, picchiarli a sangue serve sempre.
Non ho picchiato nessuno.
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Campesina
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il 2015-01-13 22:06:00.0 alle 2015-01-13 22:06:00.0
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Bambini sull'autobus che frignano
Uno continuava a dare calci al mio sedile, poi si è calmato e ora piange.
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Campesina
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il 2015-01-13 21:56:45.0 alle 2015-01-13 21:56:45.0
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Re: AHhhh
Scritto da:
> Scritto da: Happy Chicken
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Happy Chicken
> > > > Ma quanto sono carini, gentili, premurosi i belloni delle soap coreane.
> > > > Innamorato
> > >
> > > Non hai visto il sottoscritto quando lavora sul laghetto a petto nudo col fango. Ficoso
> > >
> > > GS
> > foto!!
> > e comunque non è il fisico che mi attira dei belloni coreani, è che sono così gentili, premurosi e coccolsi con le loro amate.
>
> Rotola dal ridere Stavolta spezzo una lancia a favore del clone!
>
> GS
Why?
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Campesina
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il 2015-01-13 21:55:34.0 alle 2015-01-13 21:55:34.0
Trollate totali: 765
Re: Lich te quiero
Scritto da:
> Scritto da: Campesina
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Campesina
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da: Happy Chicken
> > > > > > Scritto da:
> > > > > > > Immagine postata dall'utente
> > > > > > >
> > > > > > > sta dicendo Lich te quiero Deluso Deluso
> > > > > > >
> > > > > > > Rotola dal ridereRotola dal ridereCylonGeekGeek
> > > > > > ahahahhahahahahahahahaahahahahahhahahaahhaahahahhahahahahahahhahahaha
> > > > >
> > > > > A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta
> > > > > io ti faccio ridere e tu mi vorresti bannare dal mondo Triste
> > > >
> > > > Mi fai sentire colpevole.
> > >
> > > volevo solo fartici riflettere perchè tu mi hai creato una certa tristezza e conflitto interiore con le tue parole, ma accade sempre ci sono abituato
> > Si, ma tu ne spari di cazzate.
>
> ma anche no
>
> > E anche le tue m feriscono,
>
> in chat ho evitato di parlarne quando c'eri te,ma non puoi pretendere di avere l'esclusiva sul mondo e sulla verità
>
> > perché vorrei prenderti a martellate sui piedi...e purtroppo non posso.
>
> e non ne avresti nessun diritto perchè io non ti ho mai fatto altrettanto di paragonabile

>
>
> > >
> > > > Ma tanto te ne stai rintanato nella tua gabbia dorata.
> > > > E
> > > >
> > >
> > > dorata seee sigh Triste
> > Ok d'acciao inossidabile va meglio?
> >
>
> no Triste

Ok, ok scusa. Pace.?

Trova Wakanda!

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Solo il 5% riesce a trovarla! Provaci anche tu!!‎
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il 2015-01-13 21:53:49.0 alle 2015-01-13 21:53:49.0
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Scioglilingua sul "te quiero"
Como quieres que te quiera, COME VUOI CHE T'AMI,
si èl que quiero que me quiera, SE COLUI CHE VOGLIO CHE M'AMI,
no me quiere como quiero que me quiera. NON M'AMA COME VOGLIO CHE M'AMI.

LA TRADUZIONE GIUSTA SAREBBE.
COME VUOI CHE TI VOGLIA,
SE COLUI CHE VOGLIO CHE MI VOGLIA,
NON MI VUOLE COME VOGLIO CHE MI VOGLIA.
Ma non si capisce molto o si?
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-13 21:46:33.0 alle 2015-01-13 21:46:33.0
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Re: Lich te quiero
Scritto da:
> Scritto da: Campesina
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Happy Chicken
> > > > Scritto da:
> > > > > Immagine postata dall'utente
> > > > >
> > > > > sta dicendo Lich te quiero Deluso Deluso
> > > > >
> > > > > Rotola dal ridereRotola dal ridereCylonGeekGeek
> > > > ahahahhahahahahahahahaahahahahahhahahaahhaahahahhahahahahahahhahahaha
> > >
> > > A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta
> > > io ti faccio ridere e tu mi vorresti bannare dal mondo Triste
> >
> > Mi fai sentire colpevole.
>
> volevo solo fartici riflettere perchè tu mi hai creato una certa tristezza e conflitto interiore con le tue parole, ma accade sempre ci sono abituato
Si, ma tu ne spari di cazzate. E anche le tue m feriscono, perché vorrei prenderti a martellate sui piedi...e purtroppo non posso.
>
> > Ma tanto te ne stai rintanato nella tua gabbia dorata.
> > E
> >
>
> dorata seee sigh Triste
Ok d'acciao inossidabile va meglio?
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il 2015-01-13 21:41:27.0 alle 2015-01-13 21:41:27.0
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Re: Lich te quiero
Scritto da:
> Scritto da: Happy Chicken
> > Scritto da:
> > > Immagine postata dall'utente
> > >
> > > sta dicendo Lich te quiero Deluso Deluso
> > >
> > > Rotola dal ridereRotola dal ridereCylonGeekGeek
> > ahahahhahahahahahahahaahahahahahhahahaahhaahahahhahahahahahahhahahaha
>
> A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta
> io ti faccio ridere e tu mi vorresti bannare dal mondo Triste

Mi fai sentire colpevole.
Ma tanto te ne stai rintanato nella tua gabbia dorata.
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il 2015-01-13 21:39:56.0 alle 2015-01-13 21:39:56.0
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Re: Lich te quiero
Scritto da:
> Scritto da: Happy Chicken
> > Scritto da: Happy Chicken
> > > Scritto da:
> > > > Immagine postata dall'utente
> > > >
> > > > sta dicendo Lich te quiero Deluso Deluso
> > > >
> > > > Rotola dal ridereRotola dal ridereCylonGeekGeek
> > > ahahahhahahahahahahahaahahahahahhahahaahhaahahahhahahahahahahhahahaha
> >
> >
> > Ora Lich a ponerse en cuatro!!!!
> >
> >
>
> carina la tipa A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta
I tipi vorrai dire!
Poi il cantante....

Vaffanculo

Ad https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=vaffanculo&ia=web
VAFFANCULOOOO‎
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-12 11:27:48.0 alle 2015-01-12 11:27:48.0
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Re: E ora che faccio ?
Scritto da:
> Scritto da: Giambo
> > Immagine postata dall'utente
>
> ti ha chiesto l'amicizia tipo?
Chi è?
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-11 15:07:18.0 alle 2015-01-11 15:07:18.0
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Re: C'e` un bug nel foro
Scritto da:
> > sarrusofonino
>
> Un altro maialino?
Vero, c'è uno che è un vampiro, succhiava il pene del fratellino e gli ha fatto uscire il sangue. Abbiamo dovuto separarlo dal fratellino, e ora sta da solo e gira intorno alla gabbia dove stanno i fratellini in recupero dalla castrazione.
Io lo chiamo Draculino. Però anche sarrusofonino...ma non credo vada bene ad Avvelentani.
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Campesina
Sua maestà
il 2015-01-08 16:18:04.0 alle 2015-01-08 16:18:04.0
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Jamiroquai in the house
Aarrivò il giorno, nel 2014 in cui poté finalmente rialzare il volume al massimo.
Senza dover temere, di disturbare.

Correva il 1998.
Quando per la prima volta senti quella vocina, stridula toccare alla porta e dire:
-Devi abbassare, io voglio guardare la TV-.
E con quello arrivarono i: non puoi questo, non puoi quello.
Tu sei una puttana, tu non sei figlia della mamma-nonna, etc, etc.
Che dette dalla bocca di una bambina di cinque, sei, sette anni, erano veramente tristi.
Parlare con mia madre era diventato impossibile, perché come provavi ad iniziare una conversazione, anche banale sulla scuola.
La picinina di casa doveva intervenire e parlare solo lei con la mamma-nonna.
Così quando a 18 anni ho finito la scuola sono volata via, il più lontano possibile.

Sono tornata, sperando che le cose fossero cambiate, di ricostruire qualcosa con i derelitti della famiglia.
Ma le uniche frasi della picinina, ormai grandina, erano: -Mentira, mentira. Non ti credo. Voglio questo, voglio quello.-
L'ideologia di base era: tutti sono bugiardi, tutti ti vogliono fregare. Tu mi vuoi fregare, mi dici solo bugie.
Ho provato per due anni a fargli capire che no, che non tutti sono così, il mondo non è composto di gente che ti vuole solo mettere i piedi in testa per approffittarsi di te. È vero esistono, ma non sono tutti cosi.

Il risultato, per farglielo capire, stupidamente mi sono fatta mettere i piedi in testa, come faceva la nonna.

Che malata di tumore, dopo un'operazione delicata, e dopo le sessioni di chemioterapa. Ritornata a casa, in pieno giugno al freddo stava tremante fuori dalla porta della nipote a chiamare - Tesorina, svegliati, devi andare a scuola, tesorina.- Mentre la nipotina di 14 anni, cara dormiva e se ne fregava, tanto la nonna era lì a supplicare al freddo e al gelo.
E lo sapevano tutti che la mamma-nonna, era stata male, era stata operata, era delicata, e aveva bisogno di essere coccolata e curata, invece di ripartire con i diecimila sbatti di stare dietro alla nipote ed ai affari del figlio.
Però a nessuno importava, lei sembrava stare bene, sembrava che era di nuovo forte.
Però le mail di tristezza, di dipressione, di abbandono, e le lacrime, le riceveva la sottoscritta.
La quale non poteva nemmeno dire, -ragazzi, la mamma-nonna, non è più la stessa, il suo fisico non è più lo stesso.-
Perché la mamma-nonna si arrabbiava, voleva continuare con la sua farsa di " io sto bene davanti ai suoi cari".
Cari che facevano finta di niente, è la trattavano come se nulla fosse cambiato, anzi, brutta stronza che sei andata via per otto mesi a curarti di un tumore.

Non l'avete vista, non volevate sapere, avete chiuso gli occhi, quando piegata in due piangeva in ospedale, quando dovevamo aiutarla a pulirsi il culo, quando interi giorni in ospedale per la chemioterapia, pure quello scemo del suo gnenero veniva i fine settimaa in ospedale a giocare a carte con le signore malate di tumore e in chemio, cercando di tirare su il morale.
E caro genero, tirami su il letto, no di meno, no di più, mezzo millimetro in più , no troppo, mezzzo millimetro in meno. E passami questo, e quello, per favore.
Circa 7 persone gli correvano attorno, venivano a trovarla, a coccolarla a farla sentire amata, e a preoccuparsi per lei.

E lei stupida, stupida ai suoi cari voleva solo dimostrare la sua forza, anche se in realtà stava ricrollando, come fece poi.

Però, ovvio noi che arriviamo dopo la sua morte, dopo averla curata fino a quando la dottoressa quella mattina la visitò come di consueto e l'accompagno tenendogli la mano fino all'ora della fine. Perché la sottoscritta non poteva esserci, doveva recuperare l'adorata nipotina a Madrid.

Era la sottoscritta che aveva vissuto i momenti peggiori, i suoi deliri di dolore, erano tali da sfrantumarti l'anima, visto che arrivava a livelli di pazzia al punto di supplicare alla propria figlia di mettergli un cuscino in faccia per placare quel dolore immenso che aveva in corpo.
E come figlia, uno poteva solo dire. -Non posso, cerca di stare su, cerca di stare meglio, cerca di vivere.-


Bene, oggi sta storia è finita.
È chiusa, non sentirò più porte sbattere, nemmeno accuse infondate e sguardi di odio, mai più quel senso di colpa di disturbare qualcuno, non mi sentirò più schiacciata e oppressa in questa casa.




**Modificato dall'autore il 08.01.2015 16:22**

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