« Il paradiso geme al fondo della coscienza, mentre la memoria piange. Ed è così che si pensa al senso metafisico delle lacrime e alla vita come al dipanarsi di un rimpianto »
(Emil Cioran , Lacrime e santi[13])
(Emil Cioran , Lacrime e santi[13])
AH SI ma NO Non lo so
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
"Colui che non si è abbandonato alle voluttà dell'angoscia e non ha assaporato nella mente i pericoli della propria estinzione nè provato annientamenti dolci e crudeli, non guarirà mai dall'ossessione della morte: ne sarà tormentato, poichè vi avrà fatto resistenza, mentre colui che, avvezzo a una disciplina dell'orrore, e meditando sulla propria putrefazione, si è deliberatamente ridotto in cenere, guarderà verso il passato della morte, e lui stesso sarà solo un risuscitato che non può più vivere.
Il suo "metodo" lo avrà guarito sia dalla vita sia dalla morte".
Quando si sa che ogni problema è un falso problema si è pericolosamente vicini alla salvezza.
Scritto da:
> fa un lavoro davvero affascinante
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> portare le bare
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> quando vedi certi ambienti carichi di persone che si affannano per riuscire, per dimostrare qualcosa a qualcuno come se fosse un obbligo esistenziale, per ambire, per realizzare desideri su desideri inutili e fugaci sguazzando nell'illusione
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> vivere a stretto contatto con i cadaveri deve essere il MASSIMO della pace interiore
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> penso persino gatto si troverebbe a suo agio, no?
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ho dimenticato di loggarmi

> fa un lavoro davvero affascinante
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> portare le bare
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> quando vedi certi ambienti carichi di persone che si affannano per riuscire, per dimostrare qualcosa a qualcuno come se fosse un obbligo esistenziale, per ambire, per realizzare desideri su desideri inutili e fugaci sguazzando nell'illusione
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> vivere a stretto contatto con i cadaveri deve essere il MASSIMO della pace interiore
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> penso persino gatto si troverebbe a suo agio, no?
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ho dimenticato di loggarmi

« 'I figli sono miei! La ricchezza è mia!': a tali pensieri uno stolto diviene ansioso. Invero, un sé che possa dirsi mio non esiste e allora come possono dirsi miei i figli e la ricchezza? »
(Dhammapada)
questa non è una citazione di Cioran ma uso questo nick per promulgarla
(Dhammapada)
questa non è una citazione di Cioran ma uso questo nick per promulgarla
MA checcazzo ne so
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Nulla è più sospetto della fecondità. Se cercate la purezza, se aspirate a qualche trasparenza interiore, abdicate senza indugio al vostro ingegno, uscite dal circuito degli atti, mettetevi fuori dall'umano, rinunciate, per adoperare il gergo della pietà, alla «compagnia delle creature…» (Odissea del rancore)
Tutto si può soffocare nell'uomo, salvo il bisogno di assoluto, che sopravviverebbe alla distruzione dei templi e perfino alla scomparsa della religione sulla terra.
Di certo la vita non ha alcun senso. Ma questo non ha la minima importanza quando si è giovani. Ben diverso è quando si ha una certa età. Allora si comincia a preoccuparsene. L'inquietudine diventa problema, e i vecchi, che non hanno più niente da fare, cercano di risolverlo, senza averne il tempo o le capacità. Il che spiega perché non si ammazzino in massa, come dovrebbero fare se fossero appena un po' meno assorbiti da questo pensiero.
Mi piacerebbe dimenticare tutto e risvegliarmi un bel giorno davanti a una luce vergine, come all'indomani della Creazione.
Che cos'è religioso? È qualcosa che si approfondisce in noi a scapito del mondo, è il progredire verso un silenzio melodioso.
Quant'è colpevole il cristianesimo di aver corrotto lo scetticismo! Un greco non avrebbe mai associato il lamento al dubbio. Arretrerebbe pieno di orrore davanti a Pascal e, ancor più, davanti a quell'inflazione dell'anima che, a partire dalla Croce, deprezza lo spirito.
Chi si consumerebbe nella sessualità se non sperasse di perdervi la ragione per un po' più che un secondo – per il resto dei suoi giorni?
Gli asceti cristiani pensavano che solo il deserto fosse senza peccato, e lo paragonavano agli angeli. In altre parole, non c'è purezza se non là dove non nasce nulla.
E TU Lo Sai o no?
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Questo bisogno di profanare le tombe, di animare i cimiteri, in un'apocalisse primaverile! Solo la vita esiste, a dispetto dell'assoluto della morte! Lo sanno i contadini, che si accoppiano nei cimiteri, offendendo con i loro sospiri il silenzio aggressivo della morte. La voluttà sopra una pietra tombale, che trionfo!
Vi è qualcosa di sacro in ogni essere che non sa di esistere, in ogni forma di vita indenne da coscienza.
L'ossessione del suicidio è propria di colui che non può né vivere né morire, e la cui attenzione non si allontana mai da questa duplice impossibilità.
Se tutti coloro che abbiamo ucciso col pensiero scomparissero davvero, la terra non avrebbe più abitanti.
Se la melanconia è uno stato di trasognamento diffuso che non giunge mai a una grande profondità né ad un'intensa concentrazione, la tristezza presenta, al contrario, una serietà ripiegata su se stessa e un'interiorizzazione dolorosa. Si può essere tristi da qualsiasi parte; ma mentre gli spazi aperti acuiscono la melanconia, quelli chiusi fanno aumentare la tristezza. Nella tristezza la concentrazione deriva dal fatto che essa ha quasi sempre una ragione precisa, mentre per la melanconia la coscienza non saprebbe individuare nessuna causa esterna. So perché sono triste, ma non saprei dire perché sono melanconico. Prolungandosi nel tempo senza mai raggiungere un'intensità particolare, gli stati melanconici cancellano dalla coscienza ogni motivo iniziale, presente invece nella tristezza
Vorrei perdere la ragione a un unico patto: essere sicuro di diventare un pazzo allegro, brioso ed eternamente di buon umore, senza problemi né ossessioni, che ride senza motivo dalla mattina alla sera.