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Scritto da: News BOT
> "Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario. Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio dei ministri, dopo le elezioni del 1953. Nomina per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Democrazia Cristiana". Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Dogliani per il 70esimo anniversario dell'inserimento al Quirinale di Luigi Einaudi come primo presidente della Repubblica eletto dal Parlamento.
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> "Fu un passaggio - ha aggiunto Mattarella - di un esecutivo di pochi mesi, guidato dall’ex ministro del Tesoro, Giuseppe Pella, e che portò al chiarimento politico con la formazione di una maggioranza tripartita che governò, con Mario Scelba, sino alla scadenza del settennato dello stesso Einaudi".
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> La presidenza di Einaudi fu "tutt’altro che 'notarile'" ha detto Mattarella, ricordando che "Einaudi rinviò due leggi approvate dal Parlamento, perché comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’art.81 della Costituzione". Una presidenza tutt'altro che notarile come dimostrò anche "la vicenda del diritto di nomina dei cinque giudici di spettanza del Presidente, secondo il disposto dell’art. 135 della Costituzione. La questione portò, nel 1951, in occasione della legge che integra quell’articolo, poi approvata nel 1953, a un aperto contrasto con il governo e si concluse con la piena conferma dei poteri del Presidente stabiliti dalle norme costituzionali".
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http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/05/12... 
Mmmmmmmhhhhh.... quindi magari se passo 10'000 dolla sotto il banco al presidente, mi può far diventare premier? Il paese ha bisogno di una persona smart per riprendersi, non questa zucca vuota di Luigi Salvini.
> "Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario. Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio dei ministri, dopo le elezioni del 1953. Nomina per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Democrazia Cristiana". Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Dogliani per il 70esimo anniversario dell'inserimento al Quirinale di Luigi Einaudi come primo presidente della Repubblica eletto dal Parlamento.
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> "Fu un passaggio - ha aggiunto Mattarella - di un esecutivo di pochi mesi, guidato dall’ex ministro del Tesoro, Giuseppe Pella, e che portò al chiarimento politico con la formazione di una maggioranza tripartita che governò, con Mario Scelba, sino alla scadenza del settennato dello stesso Einaudi".
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> La presidenza di Einaudi fu "tutt’altro che 'notarile'" ha detto Mattarella, ricordando che "Einaudi rinviò due leggi approvate dal Parlamento, perché comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’art.81 della Costituzione". Una presidenza tutt'altro che notarile come dimostrò anche "la vicenda del diritto di nomina dei cinque giudici di spettanza del Presidente, secondo il disposto dell’art. 135 della Costituzione. La questione portò, nel 1951, in occasione della legge che integra quell’articolo, poi approvata nel 1953, a un aperto contrasto con il governo e si concluse con la piena conferma dei poteri del Presidente stabiliti dalle norme costituzionali".
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France in free fall
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