Musica
Siete pronti? Sto per spararvi nel culo un altro bel pezzo di Mendelssohn, da egli scritto nel 1832, all'età di 23 anni. Questo è adatto per caricarsi prima di una partita di football.
Si tratta di un capriccio per piano e orchestra.
Non siate stupidi: premete su play!
Mendelssohn - Op. 22 - Capriccio brillant in B Minor (1832)
**Modificato dall'autore il 18.08.2023 19:27**
Si tratta di un capriccio per piano e orchestra.
Non siate stupidi: premete su play!
Mendelssohn - Op. 22 - Capriccio brillant in B Minor (1832)
**Modificato dall'autore il 18.08.2023 19:27**
AH SI ma NO Non lo so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Proc di Catania
I miei amici si lamentavano dicendo che c'era poca figa, che solo il 5% delle persone erano classificabili come "fighe".
Questo perché loro non usano il termine "figa" come alias di "figa prepubescente" e "culetti vergini". Il restante 95% erano bambini con un fisichino da sogno.
Come sempre le vacanze hanno cose belle ma anche cose brutte.
Frequentando i locali pubblici (bar, ristoranti, ecc ecc...) mi sono fatto giocoforza una cultura sull'attuale musica popolare italiana... e madonna, la situazione peggiora sempre di più.
Ho capito che questa deve essere una hit del momento.
Qui non c'è bisogno di scomodare Mozart.
I successi della musica pop italiana degli anni 80-90 a confronto sembrano scritti da geni musicali, dal punto di vista della musica, della tecnica, dei testi e tutto quanto. Perché la mia generazione deve essere così spudoratamente ignorante?
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 17:18**
Questo perché loro non usano il termine "figa" come alias di "figa prepubescente" e "culetti vergini". Il restante 95% erano bambini con un fisichino da sogno.
Come sempre le vacanze hanno cose belle ma anche cose brutte.
Frequentando i locali pubblici (bar, ristoranti, ecc ecc...) mi sono fatto giocoforza una cultura sull'attuale musica popolare italiana... e madonna, la situazione peggiora sempre di più.
Ho capito che questa deve essere una hit del momento.
Qui non c'è bisogno di scomodare Mozart.
I successi della musica pop italiana degli anni 80-90 a confronto sembrano scritti da geni musicali, dal punto di vista della musica, della tecnica, dei testi e tutto quanto. Perché la mia generazione deve essere così spudoratamente ignorante?
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 17:18**
Scritto da:
> La teoria secondo cui l'economia non sarebbe un gioco a somma zero non mi ha mai convinto, nonostante gli sforzi dei sostenitori, perché confligge con noti principi fisici di conservazione della materia e dell'energia.
Questo è proprio l'errore.
In chimica/fisica nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma.
Non è così nell'economia. Nell'economia si creano cose.
Se il tizio con 100 milioni in banca non investe i soldi perché non può accrescere ulteriormente il suo patrimonio, allora non crea nulla. Nessuno ci perde e nessuno ci guadagna.
Se invece li investe aprendo una pizzeria, crea qualcosa che prima non c'era: un nuovo servizio per i consumatori, nuovi posti di lavoro per pizzaioli e camerieri.
Chi è esattamente che ci perde dal suo investimento? A me sembra che dalla nuova pizzeria traggano vantaggi molte persone.
> Tutta questa gran festa in cui diventiamo tutti ricchi avviene a spese dell'ambiente, nel senso più vasto, e a me pare evidente che includendo l'ambiente nel calcolo l'economia diviene a somma zero, o anche negativa se consideriamo che in ogni trasformazione l'entropia aumenta.
Si, ma cosa c'entra l'ambiente? Qui stiamo parlando di distribuzione della ricchezza. Evidentemente la nuova pizzeria è antiambientale perché dove sorge una pizzeria non sorge un bosco, eppure anche questo ragionamento non sta poi così in piedi.
È vero infatti che se per costruire la nuova pizzeria si disbosca, allora è un danno ambientale. Metti però che l'investitore compri semplicemente un terreno che già esiste (già disboscato) e che insieme alla pizzeria ci fa pure un giardino con una bella vegetazione e dei begli alberi.
Se il vecchio proprietario del terreno non utilizzava il terreno per crearci un'area verde, mentre il proprietario della pizzeria si, allora possiamo dire o no che la pizzeria ha creato più verde e che quindi non è vero che una nuova attività debba necessariamente distruggere l'ambiente?
Mentre scrivo questo post sto proprio pensando a un pizzeria "storica" nei dintorni di casa mia che ha un grande e bellissimo parco come giardino. Un'ottima pizzeria per le famiglie, così i bambini possono giocare nel parco dopo cena mentre gli adulti fanno discorsi noiosi a tavola.
Infatti mia madre ci portava sempre lì da piccoli.
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 17:04**
> La teoria secondo cui l'economia non sarebbe un gioco a somma zero non mi ha mai convinto, nonostante gli sforzi dei sostenitori, perché confligge con noti principi fisici di conservazione della materia e dell'energia.
Questo è proprio l'errore.
In chimica/fisica nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma.
Non è così nell'economia. Nell'economia si creano cose.
Se il tizio con 100 milioni in banca non investe i soldi perché non può accrescere ulteriormente il suo patrimonio, allora non crea nulla. Nessuno ci perde e nessuno ci guadagna.
Se invece li investe aprendo una pizzeria, crea qualcosa che prima non c'era: un nuovo servizio per i consumatori, nuovi posti di lavoro per pizzaioli e camerieri.
Chi è esattamente che ci perde dal suo investimento? A me sembra che dalla nuova pizzeria traggano vantaggi molte persone.
> Tutta questa gran festa in cui diventiamo tutti ricchi avviene a spese dell'ambiente, nel senso più vasto, e a me pare evidente che includendo l'ambiente nel calcolo l'economia diviene a somma zero, o anche negativa se consideriamo che in ogni trasformazione l'entropia aumenta.
Si, ma cosa c'entra l'ambiente? Qui stiamo parlando di distribuzione della ricchezza. Evidentemente la nuova pizzeria è antiambientale perché dove sorge una pizzeria non sorge un bosco, eppure anche questo ragionamento non sta poi così in piedi.
È vero infatti che se per costruire la nuova pizzeria si disbosca, allora è un danno ambientale. Metti però che l'investitore compri semplicemente un terreno che già esiste (già disboscato) e che insieme alla pizzeria ci fa pure un giardino con una bella vegetazione e dei begli alberi.
Se il vecchio proprietario del terreno non utilizzava il terreno per crearci un'area verde, mentre il proprietario della pizzeria si, allora possiamo dire o no che la pizzeria ha creato più verde e che quindi non è vero che una nuova attività debba necessariamente distruggere l'ambiente?
Mentre scrivo questo post sto proprio pensando a un pizzeria "storica" nei dintorni di casa mia che ha un grande e bellissimo parco come giardino. Un'ottima pizzeria per le famiglie, così i bambini possono giocare nel parco dopo cena mentre gli adulti fanno discorsi noiosi a tavola.
Infatti mia madre ci portava sempre lì da piccoli.
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 17:04**
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > la volgarità negli umani è più diffusa rispetto alla raffinatezza e gli specialisti di ogni campo artistico sono una minoranza rispetto a quelli che non capiscono un cazzo.
> > >
> > > Già, chissà come mai.
> >
> > Bhe, la seconda parte è abbastanza ovvia. In qualsiasi campo gli esperti sono una minoranza. È così in medicina ed è così in ogni specifico campo artistico.
>
> Tu non sei esperto nemmeno della merda che ti piace tanto.
Hai ragione, infatti la mia analisi delle opere d'arte non è dello stesso livello degli esperti, però ad esempio nel campo della musica non sono nemmeno completamente ignorante.
Il fatto è che, ad esempio, per riuscire a capire l'enorme differenza in termini di qualità artistica tra la musica classica e la musica popolare del 2023 non devi essere un esperto, perché quando il dislivello è così elevato basta non essere completamente ignoranti per riuscire a vedere la differenza.
L'esperto si rende necessario quando le differenze qualitative sono più sottili.
Magari io non sono particolarmente indicato per confrontare un concerto per piano di Mozart con un altro concerto per piano dello stesso compositore perché le differenze qualitative sono sottili, ma per vedere la differenza tra Mozart e l'ultimo dei pirla promossi dall'industria musicale moderna basta non essere sordi.
Se uno non riesce a scorgere nemmeno questo, allora è messo male come chi non vede la differenza tra questo...


... e questo


Bisogna essere grandi esperti di pittura per vedere la differenza? No! Basta non essere ciechi!
Infine, considera che io tengo in considerazione l'opinione degli esperti. Infatti sono questi ultimi che hanno classificato la musica classica come "musica colta" e la musica di merda come "musica popolare".
Basta aprire wikipedia per capire le teorie dominanti.
https://it.wikipedia.org/wiki/Musica_colta 


Non essere d'accordo con le cose che scrivo nel forum equivale a non essere d'accordo con gli esperti di musica.
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 12:33**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > la volgarità negli umani è più diffusa rispetto alla raffinatezza e gli specialisti di ogni campo artistico sono una minoranza rispetto a quelli che non capiscono un cazzo.
> > >
> > > Già, chissà come mai.
> >
> > Bhe, la seconda parte è abbastanza ovvia. In qualsiasi campo gli esperti sono una minoranza. È così in medicina ed è così in ogni specifico campo artistico.
>
> Tu non sei esperto nemmeno della merda che ti piace tanto.
Hai ragione, infatti la mia analisi delle opere d'arte non è dello stesso livello degli esperti, però ad esempio nel campo della musica non sono nemmeno completamente ignorante.
Il fatto è che, ad esempio, per riuscire a capire l'enorme differenza in termini di qualità artistica tra la musica classica e la musica popolare del 2023 non devi essere un esperto, perché quando il dislivello è così elevato basta non essere completamente ignoranti per riuscire a vedere la differenza.
L'esperto si rende necessario quando le differenze qualitative sono più sottili.
Magari io non sono particolarmente indicato per confrontare un concerto per piano di Mozart con un altro concerto per piano dello stesso compositore perché le differenze qualitative sono sottili, ma per vedere la differenza tra Mozart e l'ultimo dei pirla promossi dall'industria musicale moderna basta non essere sordi.
Se uno non riesce a scorgere nemmeno questo, allora è messo male come chi non vede la differenza tra questo...
... e questo

Bisogna essere grandi esperti di pittura per vedere la differenza? No! Basta non essere ciechi!
Infine, considera che io tengo in considerazione l'opinione degli esperti. Infatti sono questi ultimi che hanno classificato la musica classica come "musica colta" e la musica di merda come "musica popolare".
Basta aprire wikipedia per capire le teorie dominanti.

Non essere d'accordo con le cose che scrivo nel forum equivale a non essere d'accordo con gli esperti di musica.
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 12:33**
Scritto da: Wakko Warner
> Poi, trovo abbastanza strano il fatto che ci sia tutta questa avversione per porre un limite superiore (anche alto) a quello che uno può possedere in un dato momento. Sperate di diventare straricchi per caso?
No, è che ho studiato un minimo di economia e so che questa cosa non solo sarebbe inutile, ma probabilmente pure dannosa.
Il tuo ragionamento è interamente basato sull'idea che l'economia sia un un gioco a somma zero
, ma non lo è, come spiega questo video. L'avevo già postato, ma vedo che siamo ancora fermi qui.
Interessante la parte in cui viene spiegato che nel 700 molti economisti erano mercantilisti
, una posizione pseudoscientifica basata sull'errata idea che l'economia sia un gioco a somma zero.
Il mercantilismo fu la politica economica prevalente in Europa dal XVI al XVII secolo, basata sul concetto che la potenza di una nazione sia accresciuta dalla prevalenza delle esportazioni sulle importazioni (in termini economici di uso comune si parla di surplus commerciale).
[...]
Secondo i mercantilisti, un paese è tanto più ricco quanto più oro riesce a stipare nei propri forzieri
L'idea era che se un determinato paese ci guadagnava, allora tu ci perdevi, ed ecco perché secondo i mercantilisti non bisognava acquistare roba dagli altri paesi, ma solo vendergliela.
Poi tra il 1767 e il 1773, Adam Smith pubblicò il suo libro "La ricchezza delle nazioni", il quale spiegò le falle di questa teoria.
Naturalmente oggi la teoria mercantilista è stata ampiamente superata, infatti tutte le nazioni occidentali praticano sia l'import che l'export in dosi massiccie.
L'errore fondamentale dei mercantilisti era quello di credere che le riserve di oro di un paese fossero più preziose rispetto alla roba importata, ma è una sciocchezza. Infatti se in regime di libero scambio l'oro diminuisce in contropartita ad altri beni, significa che l'oro è in eccesso e che la nazione ha bisogno di altre risorse.
Basta studiare il funzionamento del baratto, dove un tizio che ha tante (troppe) mele ne da via un paio per avere in cambio altre cose che non possiede.
È chiaro che se uno stupido mercantilista misura la ricchezza in mele, allora il tizio alla fine del baratto risulta inculato perché ha meno mele rispetto a prima.
È interessante notare come la polemica si sia praticamente girata al contrario, visto che adesso gli occidentali vengono considerati cattivi perché comprano roba dai paesi del terzo mondo, come se noi facessimo impoverire gli africani importando roba dall'Africa. Eppure, secondo i mercantilisti, africani e cinesi a questo punto dovrebbero essere ricchi, visto che noi acquistiamo un sacco di roba prodotta con il coltan dell'Africa e la lavorazione dei cinesi.
Cioè, in altre parole, acquistiamo un sacco di roba che non è prodotta da noi, dunque secondo i mercantilisti cinesi e africani ci starebbero guadagnando mentre noi perdendo.
Ed ecco che qui entra in gioco Adam Smith, che spiega che invece ci stiamo guadagnando entrambi, naturalmente ognuno rispetto alla posizione di partenza (quella di africani e cinesi è bassa, ma ci sono dati nel video che mostrano che il numero di poveri sta diminuendo nei paesi non occidentali).
Dall'altra parte invece ci siamo noi che abbiamo tecnologie a prezzi contenuti che ci permettono di fare cose utili.
Comunque, andiamo al punto del discorso: so che la questione sollevata qui non riguarda la questione dell'import/export, ma quella della distribuzione della ricchezza all'interno di una nazione.
Perché non è vero che se un tizio guadagna allora gli altri diventano poveri?
Immaginate un tizio che ha 100 milioni in banca.
Se decide di investire milioni in un progetto chiaramente lo fa aspettandosi un ritorno superiore a X.
Se c'è una legge che dice che lui non può accrescere ulteriormente il suo patrimonio di 100 milioni, allora non investe soldi ma li lascia in banca ad ammuffire.
Se invece può accrescere il suo patrimonio all'infinito, allora continuerà sempre a fare investimenti, creando posti di lavoro da un lato (a beneficio di chi cerca lavoro), nuovi beni e nuovi servizi dall'altro (a beneficio dei consumatori).
Dite che dimentico i poveri? No, non dimentico neppure loro, perché più il tizio guadagna e più imposte paga, ed è grazie alle entrate dallo stato che poi si possono creare beni e servizi pubblici di qualità a beneficio dei più poveri, oltre che strumenti vari dello stato sociale.
La questione è chiara, logica, cristallina: più ricchi ci sono in un paese e più le casse dello stato si gonfiano. Più le casse dello stato sono gonfie, più la gente comune ci guadagna grazie agli investimenti pubblici a beneficio della popolazione. È chiaro??
Ecco perché chi si intende di economia generalmente è contrario alle politiche che disincentivano i ricchi a investire soldi e che nel peggiore dei casi li fanno addirittura scappare dal paese.
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 12:06**
> Poi, trovo abbastanza strano il fatto che ci sia tutta questa avversione per porre un limite superiore (anche alto) a quello che uno può possedere in un dato momento. Sperate di diventare straricchi per caso?
No, è che ho studiato un minimo di economia e so che questa cosa non solo sarebbe inutile, ma probabilmente pure dannosa.
Il tuo ragionamento è interamente basato sull'idea che l'economia sia un un gioco a somma zero
, ma non lo è, come spiega questo video. L'avevo già postato, ma vedo che siamo ancora fermi qui.Interessante la parte in cui viene spiegato che nel 700 molti economisti erano mercantilisti
, una posizione pseudoscientifica basata sull'errata idea che l'economia sia un gioco a somma zero.Il mercantilismo fu la politica economica prevalente in Europa dal XVI al XVII secolo, basata sul concetto che la potenza di una nazione sia accresciuta dalla prevalenza delle esportazioni sulle importazioni (in termini economici di uso comune si parla di surplus commerciale).
[...]
Secondo i mercantilisti, un paese è tanto più ricco quanto più oro riesce a stipare nei propri forzieri
L'idea era che se un determinato paese ci guadagnava, allora tu ci perdevi, ed ecco perché secondo i mercantilisti non bisognava acquistare roba dagli altri paesi, ma solo vendergliela.
Poi tra il 1767 e il 1773, Adam Smith pubblicò il suo libro "La ricchezza delle nazioni", il quale spiegò le falle di questa teoria.
Naturalmente oggi la teoria mercantilista è stata ampiamente superata, infatti tutte le nazioni occidentali praticano sia l'import che l'export in dosi massiccie.
L'errore fondamentale dei mercantilisti era quello di credere che le riserve di oro di un paese fossero più preziose rispetto alla roba importata, ma è una sciocchezza. Infatti se in regime di libero scambio l'oro diminuisce in contropartita ad altri beni, significa che l'oro è in eccesso e che la nazione ha bisogno di altre risorse.
Basta studiare il funzionamento del baratto, dove un tizio che ha tante (troppe) mele ne da via un paio per avere in cambio altre cose che non possiede.
È chiaro che se uno stupido mercantilista misura la ricchezza in mele, allora il tizio alla fine del baratto risulta inculato perché ha meno mele rispetto a prima.
È interessante notare come la polemica si sia praticamente girata al contrario, visto che adesso gli occidentali vengono considerati cattivi perché comprano roba dai paesi del terzo mondo, come se noi facessimo impoverire gli africani importando roba dall'Africa. Eppure, secondo i mercantilisti, africani e cinesi a questo punto dovrebbero essere ricchi, visto che noi acquistiamo un sacco di roba prodotta con il coltan dell'Africa e la lavorazione dei cinesi.
Cioè, in altre parole, acquistiamo un sacco di roba che non è prodotta da noi, dunque secondo i mercantilisti cinesi e africani ci starebbero guadagnando mentre noi perdendo.
Ed ecco che qui entra in gioco Adam Smith, che spiega che invece ci stiamo guadagnando entrambi, naturalmente ognuno rispetto alla posizione di partenza (quella di africani e cinesi è bassa, ma ci sono dati nel video che mostrano che il numero di poveri sta diminuendo nei paesi non occidentali).
Dall'altra parte invece ci siamo noi che abbiamo tecnologie a prezzi contenuti che ci permettono di fare cose utili.
Comunque, andiamo al punto del discorso: so che la questione sollevata qui non riguarda la questione dell'import/export, ma quella della distribuzione della ricchezza all'interno di una nazione.
Perché non è vero che se un tizio guadagna allora gli altri diventano poveri?
Immaginate un tizio che ha 100 milioni in banca.
Se decide di investire milioni in un progetto chiaramente lo fa aspettandosi un ritorno superiore a X.
Se c'è una legge che dice che lui non può accrescere ulteriormente il suo patrimonio di 100 milioni, allora non investe soldi ma li lascia in banca ad ammuffire.
Se invece può accrescere il suo patrimonio all'infinito, allora continuerà sempre a fare investimenti, creando posti di lavoro da un lato (a beneficio di chi cerca lavoro), nuovi beni e nuovi servizi dall'altro (a beneficio dei consumatori).
Dite che dimentico i poveri? No, non dimentico neppure loro, perché più il tizio guadagna e più imposte paga, ed è grazie alle entrate dallo stato che poi si possono creare beni e servizi pubblici di qualità a beneficio dei più poveri, oltre che strumenti vari dello stato sociale.
La questione è chiara, logica, cristallina: più ricchi ci sono in un paese e più le casse dello stato si gonfiano. Più le casse dello stato sono gonfie, più la gente comune ci guadagna grazie agli investimenti pubblici a beneficio della popolazione. È chiaro??
Ecco perché chi si intende di economia generalmente è contrario alle politiche che disincentivano i ricchi a investire soldi e che nel peggiore dei casi li fanno addirittura scappare dal paese.
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 12:06**
Arricchimento culturale in Svezia
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Scritto da:
> > la volgarità negli umani è più diffusa rispetto alla raffinatezza e gli specialisti di ogni campo artistico sono una minoranza rispetto a quelli che non capiscono un cazzo.
>
> Già, chissà come mai.
Bhe, la seconda parte è abbastanza ovvia. In qualsiasi campo gli esperti sono una minoranza. È così in medicina ed è così in ogni specifico campo artistico.
L'idea che si debba essere esperti di un determinato campo artistico per valutare la qualità di un'opera viene un po' rigettata dal relativismo, ma c'è una logica in questo.
L'esperto prima di tutto conosce molte opere diverse e quindi può confrontare l'opera considerata con molte altre opere, quindi collocarla nel contesto artistico complessivo.
Prendiamo ad esempio la musica.
Una persona che è totalmente ignorante e ha sentito solo musica trap per tutta la sua vita, se le fai sentire una canzone di Vasco Rossi potrebbe farsi l'idea che la sua sia musica geniale (perché in effetti in confronto alla trap i musicisti pop italiani degli anni 80 sembrano dei geni), ma questo perché non ha ancora sentito esempi di musica che sminuiscono pure Vasco Rossi.
Un esperto di musica, per definizione, ha una vasta cultura e quindi riesce meglio a collocare un pezzo o un artista nel posto in cui merita.
C'è poi la questione che l'esperto ha gli strumenti per analizzare l'opera da un punto di vista tecnico e gli viene spontaneo farlo quando posto di fronte a una determinata opera.
Anche se uno rifiutasse l'idea che per valutare la qualità si debbano considerare gli aspetti tecnici, resta comunque il fatto che verosimilmente gli esperti giudicano l'opera in maniera meno superficiale rispetto a un "tizio che passa di lì per caso".
Ad esempio, se si tratta di musica, l'esperto tenderà a riascoltarsi il pezzo diverse volte prendendo appunti e passando al pettine ogni singola nota. Tenderà a formarsi un giudizio definitivo sul pezzo dopo aver fatto bene i compiti.
Il "tizio che passa di lì per caso" più facilmente sente una cosa catchy e la prende per buona musica, poi sente una cosa che è meno catchy (magari perché è più complicata rispetto all'altra e quindi il cervello ci mette di più a elaborarla) e conclude che è una merda.
È più difficile spiegare perché la volgarità trascini le masse meglio di quanto faccia la roba intelligente/raffinata: forse bisogna solo prenderlo come un dato di fatto e basta. Gli umani sono fatti così.
L'esperto di cui parliamo sopra non è necessariamente salvo dall'essere volgare. Quindi le persone adatte a valutare l'arte sono un'intersezione tra l'esperto e la persona con gusti raffinati.
L'intersezione è ancora più rara rispetto alle due condizioni indipendenti, quindi probabilmente solo una ristretta minoranza della popolazione riesce a formulare un giudizio minimamente sensato sul valore delle opere d'arte (giudizio che naturalmente è ancora discutibile, ma ho notato che tra le persone che si collocano in questo insieme i giudizi tendono a essere più omogenei).
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 10:46**
> > la volgarità negli umani è più diffusa rispetto alla raffinatezza e gli specialisti di ogni campo artistico sono una minoranza rispetto a quelli che non capiscono un cazzo.
>
> Già, chissà come mai.
Bhe, la seconda parte è abbastanza ovvia. In qualsiasi campo gli esperti sono una minoranza. È così in medicina ed è così in ogni specifico campo artistico.
L'idea che si debba essere esperti di un determinato campo artistico per valutare la qualità di un'opera viene un po' rigettata dal relativismo, ma c'è una logica in questo.
L'esperto prima di tutto conosce molte opere diverse e quindi può confrontare l'opera considerata con molte altre opere, quindi collocarla nel contesto artistico complessivo.
Prendiamo ad esempio la musica.
Una persona che è totalmente ignorante e ha sentito solo musica trap per tutta la sua vita, se le fai sentire una canzone di Vasco Rossi potrebbe farsi l'idea che la sua sia musica geniale (perché in effetti in confronto alla trap i musicisti pop italiani degli anni 80 sembrano dei geni), ma questo perché non ha ancora sentito esempi di musica che sminuiscono pure Vasco Rossi.
Un esperto di musica, per definizione, ha una vasta cultura e quindi riesce meglio a collocare un pezzo o un artista nel posto in cui merita.
C'è poi la questione che l'esperto ha gli strumenti per analizzare l'opera da un punto di vista tecnico e gli viene spontaneo farlo quando posto di fronte a una determinata opera.
Anche se uno rifiutasse l'idea che per valutare la qualità si debbano considerare gli aspetti tecnici, resta comunque il fatto che verosimilmente gli esperti giudicano l'opera in maniera meno superficiale rispetto a un "tizio che passa di lì per caso".
Ad esempio, se si tratta di musica, l'esperto tenderà a riascoltarsi il pezzo diverse volte prendendo appunti e passando al pettine ogni singola nota. Tenderà a formarsi un giudizio definitivo sul pezzo dopo aver fatto bene i compiti.
Il "tizio che passa di lì per caso" più facilmente sente una cosa catchy e la prende per buona musica, poi sente una cosa che è meno catchy (magari perché è più complicata rispetto all'altra e quindi il cervello ci mette di più a elaborarla) e conclude che è una merda.
È più difficile spiegare perché la volgarità trascini le masse meglio di quanto faccia la roba intelligente/raffinata: forse bisogna solo prenderlo come un dato di fatto e basta. Gli umani sono fatti così.
L'esperto di cui parliamo sopra non è necessariamente salvo dall'essere volgare. Quindi le persone adatte a valutare l'arte sono un'intersezione tra l'esperto e la persona con gusti raffinati.
L'intersezione è ancora più rara rispetto alle due condizioni indipendenti, quindi probabilmente solo una ristretta minoranza della popolazione riesce a formulare un giudizio minimamente sensato sul valore delle opere d'arte (giudizio che naturalmente è ancora discutibile, ma ho notato che tra le persone che si collocano in questo insieme i giudizi tendono a essere più omogenei).
**Modificato dall'autore il 13.08.2023 10:46**
Scritto da: Toga-chan
> Ehy esisto ancora sono solo occupata in questi giorni di pervertito ne ho visti e ne ho avuto esperienze quindi per questa cosa non è che non userò più il forum
Non accetto il termine "pervertito", a meno che non sia semplicemente un alias di "inclinazione sessuale minoritaria".
Come diceva Schoenberg, la vera Arte, quella con la "a" maiuscola, è roba per pochi. I bambini sono Arte e quindi sono per pochi.
Schoenberg non ha spiegato il perché, ma dal mio punto di vista la questione sta nel fatto che la volgarità negli umani è più diffusa rispetto alla raffinatezza e gli specialisti di ogni campo artistico sono una minoranza rispetto a quelli che non capiscono un cazzo.
Che i pedoni siano minoranza è un fatto oggettivo, ma "anormalità" non equivale a "inferiorità".
Se invece il termine "pervertito" ha una connotazione negativa (ed evidentemente la ha) allora non l'accetto. Non accetto l'idea progressista per cui l'omosessualità sarebbe una cosa normale, mentre le altre inclinazioni minoritarie invece no.
**Modificato dall'autore il 12.08.2023 21:39**
> Ehy esisto ancora sono solo occupata in questi giorni di pervertito ne ho visti e ne ho avuto esperienze quindi per questa cosa non è che non userò più il forum
Non accetto il termine "pervertito", a meno che non sia semplicemente un alias di "inclinazione sessuale minoritaria".
Come diceva Schoenberg, la vera Arte, quella con la "a" maiuscola, è roba per pochi. I bambini sono Arte e quindi sono per pochi.
Schoenberg non ha spiegato il perché, ma dal mio punto di vista la questione sta nel fatto che la volgarità negli umani è più diffusa rispetto alla raffinatezza e gli specialisti di ogni campo artistico sono una minoranza rispetto a quelli che non capiscono un cazzo.
Che i pedoni siano minoranza è un fatto oggettivo, ma "anormalità" non equivale a "inferiorità".
Se invece il termine "pervertito" ha una connotazione negativa (ed evidentemente la ha) allora non l'accetto. Non accetto l'idea progressista per cui l'omosessualità sarebbe una cosa normale, mentre le altre inclinazioni minoritarie invece no.
**Modificato dall'autore il 12.08.2023 21:39**
Proc di Catania
Scritto da: Toga-chan
>
> ......... Mi spaventi...
Il fatto è che se lo stato arrivasse qui, il forum sarebbe vietato ai minori di18 anni 40 anni... ma questa è una terra senza stato. 
**Modificato dall'autore il 09.08.2023 11:43**
>
> ......... Mi spaventi...
Il fatto è che se lo stato arrivasse qui, il forum sarebbe vietato ai minori di

**Modificato dall'autore il 09.08.2023 11:43**
Musica
Scritto da: Mattia
> Qui sotto trovate il Concerto per Piano No. 12, composto da Mozart nel 1782, all'età di 26 anni.
>
> Mozart - KV 414 - Piano Concerto No. 12 in A major (1782):
> 00:00 - Allegro
> 10:31 - Andante
> 18:50 - Allegretto
>
>
Bellissimo l'andante a 10:31, però forse dovrei trovare una registrazione di migliore qualità... tipo... boh... questa?
> Qui sotto trovate il Concerto per Piano No. 12, composto da Mozart nel 1782, all'età di 26 anni.
>
> Mozart - KV 414 - Piano Concerto No. 12 in A major (1782):
> 00:00 - Allegro
> 10:31 - Andante
> 18:50 - Allegretto
>
>
Bellissimo l'andante a 10:31, però forse dovrei trovare una registrazione di migliore qualità... tipo... boh... questa?
Musica
Qui sotto trovate il Concerto per Piano No. 12, composto da Mozart nel 1782, all'età di 26 anni.
Mozart - KV 414 - Piano Concerto No. 12 in A major (1782):
00:00 - Allegro
10:31 - Andante
18:50 - Allegretto
Mozart - KV 414 - Piano Concerto No. 12 in A major (1782):
00:00 - Allegro
10:31 - Andante
18:50 - Allegretto
Musica
Avevo già postato un test entry level per misurare il proprio orecchio musicale. Se uno riesce a rispondere correttamente a tutte (o almeno quasi tutte) le domande, allora possiede per lo meno un orecchio musicale di base.
Oggi vi propongo un esercizio più difficile.
Mozart, nel 1987 (31 anni), compose un pezzo che intitolò "Ein musikalischer Spaß", ovvero "Uno scherzo musicale".
Cosa c'è di scherzoso nel pezzo? Semplicemente che ci ha volutamente inserito svariati errori compositivi.
Un'interpretazione molto diffusa è che Mozart volesse prendersi gioco dei cattivi compositori, ma da quel che ho capito non esiste nessuna dichiarazione ufficiale di questo tipo da parte sua.
Pare, tuttavia, che per l'ultimo movimento del pezzo si sia servito di cose scritte da un suo allievo di musica, quindi è un po' come se in questo pezzo si fosse preso gioco del suo esercizio fallimentare.
Comunque, se leggete i commenti dei musicisti sotto il video, dicono che questa musica li fa sganasciare dalle risate.
Se questo pezzo vi sembra completamente sottosopra e vi suscita ilarità, allora significa che avete un orecchio musicale da musicisti.
Se vi sembra che c'è qualcosa che non torna qua e là, allora avete un orecchio musicale decente.
Se non sentite nulla di strano, avete un cattivo orecchio musicale.
Provate a segnarvi i timestamp dove sentite qualcosa che non torna ed elencateli qui sotto!
Interessante le osservazioni fatte da molti musicisti nei commenti, che affermano che questa composizione di Mozart, nonostante sia fatta volutamente male, è comunque migliore rispetto a certa musica che finisce in radio.
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 18:15**
Oggi vi propongo un esercizio più difficile.
Mozart, nel 1987 (31 anni), compose un pezzo che intitolò "Ein musikalischer Spaß", ovvero "Uno scherzo musicale".
Cosa c'è di scherzoso nel pezzo? Semplicemente che ci ha volutamente inserito svariati errori compositivi.
Un'interpretazione molto diffusa è che Mozart volesse prendersi gioco dei cattivi compositori, ma da quel che ho capito non esiste nessuna dichiarazione ufficiale di questo tipo da parte sua.
Pare, tuttavia, che per l'ultimo movimento del pezzo si sia servito di cose scritte da un suo allievo di musica, quindi è un po' come se in questo pezzo si fosse preso gioco del suo esercizio fallimentare.
Comunque, se leggete i commenti dei musicisti sotto il video, dicono che questa musica li fa sganasciare dalle risate.
Se questo pezzo vi sembra completamente sottosopra e vi suscita ilarità, allora significa che avete un orecchio musicale da musicisti.
Se vi sembra che c'è qualcosa che non torna qua e là, allora avete un orecchio musicale decente.
Se non sentite nulla di strano, avete un cattivo orecchio musicale.
Provate a segnarvi i timestamp dove sentite qualcosa che non torna ed elencateli qui sotto!
Interessante le osservazioni fatte da molti musicisti nei commenti, che affermano che questa composizione di Mozart, nonostante sia fatta volutamente male, è comunque migliore rispetto a certa musica che finisce in radio.
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 18:15**
Proc di Catania
Mi avete criticato dicendo che i miei post sono troppo fissati sulla musica classica, quindi oggi ho pensato di creare un post su un argomento diverso.
Spesso l'amore di natura "spirituale" per i bambini viene messo in contrapposizione all'attrazione fisica, quindi se in questa o quell'altra discussione affermi che i pedoni amano i bambini, vieni corretto dicendo che non li amano ma semplicemente li vogliono scopare.
Ora, io sono anche d'accordo sul fatto che un pedone che ama i bambini SOLO fisicamente prova un tipo di amore molto parziale, ma non è forse vero che anche chi ama i bambini solo "spiritualmente" prova un amore parziale?
Non è corretto affermare che chi ama davvero i bambini li ama da tutti i punti di vista?
Mettiamola in questa maniera.
Immaginiamo che Pippo ami i bambini spiritualmente, ma le donne fisicamente.
Siccome ama i bambini spiritualmente, ha un amico bambino con cui passa del tempo.
Mentre sta giocando ai videogiochi insieme a lui, una tipa che vuole il suo cazzo lo chiama e lo invita ad andare da lei.
È verosimile, oppure no, che Pippo pianti in asso il bambino per andare a scopare la cavalla? Certo che si!
Ed è anche perfettamente possibile (anzi, quasi inevitabile) che nel momento in cui Pippo trova una donna si dimentichi del bambino.
Se invece Pippo fosse anche attratto fisicamente dal bambino, allora esisterebbe solo il bambino. Non si farebbe distrarre dalla fica.
Quindi, in conclusione, un vero amante dei bambini li ama da ogni punto di vista.
Dici che ti piacciono i bambini, ma poi affermi che ti fanno schifo i loro ani o i loro genitali? Bhe, allora c'è una parte di loro che non solo non ami, ma che anzi ti repelle!
Un vero amante dei bambini non può avere repulsione dei loro ani. Amerà anche quella parte dei bambini. Anche le loro sostanze corporee, i loro escrementi!
Ti piace tutto dei bambini tranne i loro escrementi? Bhe, allora c'è qualcosa di loro che non ti piace!
A me dei bambini piace tutto, dalla A alla Z, quindi sono un vero amante dei bambini. Mi piacciono spiritualmente. Mi piace ogni centimetro quadrato del loro corpo, anche le parti più sporche.
Non è che io sia coprofilo come dice il troll, perché un coprofilo è uno che è proprio fissato con gli escrementi. Non è che io sia fissato, però non mi fanno schifo gli escrementi dei bambini. Sono anche quelli parte del loro corpo, quindi mi piacciono insieme a tutto il resto.
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 17:55**
Spesso l'amore di natura "spirituale" per i bambini viene messo in contrapposizione all'attrazione fisica, quindi se in questa o quell'altra discussione affermi che i pedoni amano i bambini, vieni corretto dicendo che non li amano ma semplicemente li vogliono scopare.
Ora, io sono anche d'accordo sul fatto che un pedone che ama i bambini SOLO fisicamente prova un tipo di amore molto parziale, ma non è forse vero che anche chi ama i bambini solo "spiritualmente" prova un amore parziale?
Non è corretto affermare che chi ama davvero i bambini li ama da tutti i punti di vista?
Mettiamola in questa maniera.
Immaginiamo che Pippo ami i bambini spiritualmente, ma le donne fisicamente.
Siccome ama i bambini spiritualmente, ha un amico bambino con cui passa del tempo.
Mentre sta giocando ai videogiochi insieme a lui, una tipa che vuole il suo cazzo lo chiama e lo invita ad andare da lei.
È verosimile, oppure no, che Pippo pianti in asso il bambino per andare a scopare la cavalla? Certo che si!
Ed è anche perfettamente possibile (anzi, quasi inevitabile) che nel momento in cui Pippo trova una donna si dimentichi del bambino.
Se invece Pippo fosse anche attratto fisicamente dal bambino, allora esisterebbe solo il bambino. Non si farebbe distrarre dalla fica.
Quindi, in conclusione, un vero amante dei bambini li ama da ogni punto di vista.
Dici che ti piacciono i bambini, ma poi affermi che ti fanno schifo i loro ani o i loro genitali? Bhe, allora c'è una parte di loro che non solo non ami, ma che anzi ti repelle!
Un vero amante dei bambini non può avere repulsione dei loro ani. Amerà anche quella parte dei bambini. Anche le loro sostanze corporee, i loro escrementi!
Ti piace tutto dei bambini tranne i loro escrementi? Bhe, allora c'è qualcosa di loro che non ti piace!
A me dei bambini piace tutto, dalla A alla Z, quindi sono un vero amante dei bambini. Mi piacciono spiritualmente. Mi piace ogni centimetro quadrato del loro corpo, anche le parti più sporche.
Non è che io sia coprofilo come dice il troll, perché un coprofilo è uno che è proprio fissato con gli escrementi. Non è che io sia fissato, però non mi fanno schifo gli escrementi dei bambini. Sono anche quelli parte del loro corpo, quindi mi piacciono insieme a tutto il resto.
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 17:55**
Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: Mattia
> > No, i marxisti hanno assolutamente ragione. Infatti cosiddetti "paesi comunisti", tra cui l'Unione Sovietica, hanno abbracciato una visione leninista e non una visione marxista.
>
> E il motivo per cui l'hanno fatto è semplice: la versione marxista non interessa a nessuno perché non rende ricco e potente nessuno. È quello che ti dicevo sotto quando spiegavo che il comunismo va contro la natura umana. Gli esseri umani per centinaia di migliaia di anni (milioni di anni se consideri anche le forme di vita che non sono considerate sapiens ma che sono comunque nostri antenati) hanno dovuto sopravvivere in un mondo in cui dovevi scegliere se sopravvivere tu, o far sopravvivere qualcun altro. Il risultato è che l'idea del possesso è così radicata in noi che molta gente letteralmente "colleziona" monetine pur non avendone alcun bisogno.
Non lo seguo tanto questo tuo ragionamento, che poi è un ragionamento molto diffuso che è stato largamente proposto dai conservatori.
In realtà gli umani, secondo me, si adattano semplicemente all'ambiente che hanno intorno. È chiaro che in un sistema di libero mercato gli umani devono adattarsi alle logiche del sistema per sopravvivere e quindi si comportano come dici tu, ma i comunisti propongono di cambiare le logiche di base del sistema in maniera tale da incentivare i comportamenti virtuosi.
Siccome ritengo che non esista il "vero comunismo", ma solo diverse possibili interpretazioni (tra cui quella marxista e quella leninista), non mi importa tanto sapere che cosa prevedano esattamente le varie teorie, ma è possibilissimo avanzare una versione del comunismo che prevede di premiare chi spende le sue energie per far avanzare la società.
Ora, se un ricercatore dell'industria farmaceutica crea un nuovo farmaco per migliorare considerevolmente le terapie per il cancro, è verosimile che l'azienda lo premi e quindi gli incentivi per il lavoratore ci sono.
Ci sono anche gli incentivi per l'azienda, visto che lanciando per prima un farmaco efficace contro il cancro può fare un sacco di soldi (soprattutto grazie al fatto che può brevettare il farmaco per X anni, avendo il monopolio sulle vendite).
Tuttavia, il problema è che siccome l'impresa, alla fine della fiera, lo fa per profitto e non per "amore dell'umanità", tenderà ad approfittare della sua posizione monopolistica facendo prezzi elevatissimi sul farmaco (e lo può fare perché le persone danno molto valore alla loro vita).
Immaginiamo invece lo scenario in una possibile variante del comunismo.
L'industria farmaceutica in questo caso sarebbe un apparato statale che si occupa di produrre farmaci e di fare ricerca per crearne di nuovi.
È possibile creare un incentivo per il ricercatore? Si, dandogli dei premi che sono proporzionali all'importanza della sua scoperta per la società.
La differenza però starebbe nel fatto che mentre il farmaco nel caso dell'industria farmaceutica fa in gran parte gli interessi di poche persone (e non solo quelli della società), nel nostro sistema comunista sarebbe possibile dare la priorità all'interesse del popolo, producendo gratuitamente il farmaco per il sistema sanitario pubblico (o comunque facendo pagare un prezzo umano, proporzionale ai costi di produzione).
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 17:25**
> Scritto da: Mattia
> > No, i marxisti hanno assolutamente ragione. Infatti cosiddetti "paesi comunisti", tra cui l'Unione Sovietica, hanno abbracciato una visione leninista e non una visione marxista.
>
> E il motivo per cui l'hanno fatto è semplice: la versione marxista non interessa a nessuno perché non rende ricco e potente nessuno. È quello che ti dicevo sotto quando spiegavo che il comunismo va contro la natura umana. Gli esseri umani per centinaia di migliaia di anni (milioni di anni se consideri anche le forme di vita che non sono considerate sapiens ma che sono comunque nostri antenati) hanno dovuto sopravvivere in un mondo in cui dovevi scegliere se sopravvivere tu, o far sopravvivere qualcun altro. Il risultato è che l'idea del possesso è così radicata in noi che molta gente letteralmente "colleziona" monetine pur non avendone alcun bisogno.
Non lo seguo tanto questo tuo ragionamento, che poi è un ragionamento molto diffuso che è stato largamente proposto dai conservatori.
In realtà gli umani, secondo me, si adattano semplicemente all'ambiente che hanno intorno. È chiaro che in un sistema di libero mercato gli umani devono adattarsi alle logiche del sistema per sopravvivere e quindi si comportano come dici tu, ma i comunisti propongono di cambiare le logiche di base del sistema in maniera tale da incentivare i comportamenti virtuosi.
Siccome ritengo che non esista il "vero comunismo", ma solo diverse possibili interpretazioni (tra cui quella marxista e quella leninista), non mi importa tanto sapere che cosa prevedano esattamente le varie teorie, ma è possibilissimo avanzare una versione del comunismo che prevede di premiare chi spende le sue energie per far avanzare la società.
Ora, se un ricercatore dell'industria farmaceutica crea un nuovo farmaco per migliorare considerevolmente le terapie per il cancro, è verosimile che l'azienda lo premi e quindi gli incentivi per il lavoratore ci sono.
Ci sono anche gli incentivi per l'azienda, visto che lanciando per prima un farmaco efficace contro il cancro può fare un sacco di soldi (soprattutto grazie al fatto che può brevettare il farmaco per X anni, avendo il monopolio sulle vendite).
Tuttavia, il problema è che siccome l'impresa, alla fine della fiera, lo fa per profitto e non per "amore dell'umanità", tenderà ad approfittare della sua posizione monopolistica facendo prezzi elevatissimi sul farmaco (e lo può fare perché le persone danno molto valore alla loro vita).
Immaginiamo invece lo scenario in una possibile variante del comunismo.
L'industria farmaceutica in questo caso sarebbe un apparato statale che si occupa di produrre farmaci e di fare ricerca per crearne di nuovi.
È possibile creare un incentivo per il ricercatore? Si, dandogli dei premi che sono proporzionali all'importanza della sua scoperta per la società.
La differenza però starebbe nel fatto che mentre il farmaco nel caso dell'industria farmaceutica fa in gran parte gli interessi di poche persone (e non solo quelli della società), nel nostro sistema comunista sarebbe possibile dare la priorità all'interesse del popolo, producendo gratuitamente il farmaco per il sistema sanitario pubblico (o comunque facendo pagare un prezzo umano, proporzionale ai costi di produzione).
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 17:25**
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da:
> > Un operaio che lavora tutta la vita e con i risparmi si compra un terreno come bene rifugio.
>
> Quel terreno non poteva comprarlo, è della comunità. Se l'ha "comprato" l'hanno imbrogliato.
>
> > Un operaio che lavora tutta la vita e con i risparmi si compra dell'oro come bene rifugio.
>
> L'oro è una risorsa rara e preziosa per la sua utilità in vari settori (elettronico, medicale, scientifico, ecc), appropriarsene privando la comunità di usufruirne per il bene di tutti è criminale. In altre parole hai acquistato qualcosa che chi te l'ha venduto non poteva venderti perché non era suo, ma della comunità.
>
> > Un operaio che lavora tutta la vita e con i risparmi si tiene la moneta come bene rifugio.
>
> Idealmente nel comunismo il denaro non dovrebbe nemmeno esistere. Ogni tuo bisogno primario dovrebbe essere soddisfatto dallo Stato. Il resto sono solo cose che vuoi accumulare a tuo unico beneficio e ai danni degli altri.
>
> Se lavori lo fai per il bene della comunità non per il tuo bene, quindi già l'idea di lavorare per accumulare ricchezza è sbagliata secondo l'ideale comunista.
>
> > Perchè la proprietà dei mezzi di produzione del primo dovrebbe essere fonte di sfruttamento del plusvalore secondo la teoria marxista?
>
> "Perché" si scrive con l'altro accento...
>
> Cmq... chiediamolo a ChatGPT:
>
> Secondo la teoria marxista, la proprietà privata dei mezzi di produzione è considerata una fonte di sfruttamento del plusvalore perché crea una divisione di classe tra i proprietari dei mezzi di produzione (i capitalisti o borghesi) e i lavoratori (la classe operaia).
>
> Per capire meglio questa idea, è necessario comprendere alcuni concetti fondamentali della teoria marxista:
>
> Plusvalore: Il plusvalore è il valore aggiunto al prodotto durante il processo di produzione. È la differenza tra il valore del lavoro fornito dai lavoratori e il valore del prodotto finito. Ad esempio, se un lavoratore produce un oggetto che ha un valore di mercato di $10 e il suo salario è di $5, il plusvalore è di $5.
>
> Proprietà privata dei mezzi di produzione: Marx sosteneva che nel sistema capitalista, i mezzi di produzione (come fabbriche, macchinari e risorse naturali) sono di proprietà privata dei capitalisti. Questi proprietari, detentori dei mezzi di produzione, controllano il processo di lavoro e detengono il potere decisionale sulla produzione, l'organizzazione e la distribuzione dei beni e dei servizi.
>
> Sfruttamento: Marx riteneva che i capitalisti potessero aumentare i propri profitti sfruttando la classe operaia. Poiché i lavoratori vendono la loro forza-lavoro ai capitalisti in cambio di uno stipendio (salario), la quantità di valore prodotta dal loro lavoro è spesso superiore al salario stesso. Questa differenza tra il valore creato dal lavoro dei lavoratori e il valore del loro salario è il plusvalore, che i capitalisti appropriano e accumulano come profitto.
>
> Secondo Marx, questo processo di sfruttamento è inevitabile all'interno del sistema capitalista, poiché il capitale e i mezzi di produzione sono concentrati nelle mani di una minoranza (i capitalisti) che ha il potere di imporre le condizioni di lavoro e di fissare i salari. Di conseguenza, i lavoratori si trovano in una posizione subordinata e sfruttata, poiché devono vendere la loro forza-lavoro per sopravvivere, ma non hanno il controllo sui mezzi di produzione o sulla distribuzione del valore creato dal loro lavoro.
>
> L'obiettivo principale di Marx era quello di abolire il sistema di proprietà privata dei mezzi di produzione e sostituirlo con una società socialista in cui i mezzi di produzione sarebbero stati di proprietà collettiva e gestiti democraticamente dalla classe operaia. In questa visione, il plusvalore sarebbe stato utilizzato per il bene comune, piuttosto che per l'accumulazione di ricchezza e potere da parte di una classe dominante.
Riprendendo questa immagine qua che hai postato sopra...


... mi viene in mente la teoria secondo cui gli operai dovrebbero prendersi una buona parte degli utili aziendali proprio per evitare che il padrone dell'azienda mangi troppo sul loro lavoro.
Quindi gli operai in sostanza riceverebbero lo stipendio fisso più dei bonus a seconda degli utili annuali realizzati.
La logica conseguenza di questo ovviamente dovrebbe essere che se invece l'azienda per uno o più anni fa perdite, gli operai contribuiscano a risanare il bilancio rinunciando a una frazione del loro stipendio.
Ovviamente questo, chissà perché, non è mai previsto in quelle teorie.
In pratica, in questa breve osservazione risiede tutta la confutazione della teoria marxista. Il plusvalore non esiste perché le aziende pagano gli stipendi anche quando fanno perdite.
Un informatico che conosco aveva idee di business e siccome non sa molto bene l'italiano ha chiesto a me di pensare alla componente italiana della sua applicazione.
Alla fine il suo business non ha funzionato, ma nonostante questo io mi sono preso comunque i 1'000 franchi.
I marxisti non riflettono sul fatto che ci sono situazioni in cui ci guadagna SOLO il lavoratore e che molti SCELGONO di lavorare come dipendenti proprio per avere uno stipendio fisso e non doversi assumere rischi/incertezze.
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 16:09**
> Scritto da:
> > Un operaio che lavora tutta la vita e con i risparmi si compra un terreno come bene rifugio.
>
> Quel terreno non poteva comprarlo, è della comunità. Se l'ha "comprato" l'hanno imbrogliato.
>
> > Un operaio che lavora tutta la vita e con i risparmi si compra dell'oro come bene rifugio.
>
> L'oro è una risorsa rara e preziosa per la sua utilità in vari settori (elettronico, medicale, scientifico, ecc), appropriarsene privando la comunità di usufruirne per il bene di tutti è criminale. In altre parole hai acquistato qualcosa che chi te l'ha venduto non poteva venderti perché non era suo, ma della comunità.
>
> > Un operaio che lavora tutta la vita e con i risparmi si tiene la moneta come bene rifugio.
>
> Idealmente nel comunismo il denaro non dovrebbe nemmeno esistere. Ogni tuo bisogno primario dovrebbe essere soddisfatto dallo Stato. Il resto sono solo cose che vuoi accumulare a tuo unico beneficio e ai danni degli altri.
>
> Se lavori lo fai per il bene della comunità non per il tuo bene, quindi già l'idea di lavorare per accumulare ricchezza è sbagliata secondo l'ideale comunista.
>
> > Perchè la proprietà dei mezzi di produzione del primo dovrebbe essere fonte di sfruttamento del plusvalore secondo la teoria marxista?
>
> "Perché" si scrive con l'altro accento...

>
> Cmq... chiediamolo a ChatGPT:
>
> Secondo la teoria marxista, la proprietà privata dei mezzi di produzione è considerata una fonte di sfruttamento del plusvalore perché crea una divisione di classe tra i proprietari dei mezzi di produzione (i capitalisti o borghesi) e i lavoratori (la classe operaia).
>
> Per capire meglio questa idea, è necessario comprendere alcuni concetti fondamentali della teoria marxista:
>
> Plusvalore: Il plusvalore è il valore aggiunto al prodotto durante il processo di produzione. È la differenza tra il valore del lavoro fornito dai lavoratori e il valore del prodotto finito. Ad esempio, se un lavoratore produce un oggetto che ha un valore di mercato di $10 e il suo salario è di $5, il plusvalore è di $5.
>
> Proprietà privata dei mezzi di produzione: Marx sosteneva che nel sistema capitalista, i mezzi di produzione (come fabbriche, macchinari e risorse naturali) sono di proprietà privata dei capitalisti. Questi proprietari, detentori dei mezzi di produzione, controllano il processo di lavoro e detengono il potere decisionale sulla produzione, l'organizzazione e la distribuzione dei beni e dei servizi.
>
> Sfruttamento: Marx riteneva che i capitalisti potessero aumentare i propri profitti sfruttando la classe operaia. Poiché i lavoratori vendono la loro forza-lavoro ai capitalisti in cambio di uno stipendio (salario), la quantità di valore prodotta dal loro lavoro è spesso superiore al salario stesso. Questa differenza tra il valore creato dal lavoro dei lavoratori e il valore del loro salario è il plusvalore, che i capitalisti appropriano e accumulano come profitto.
>
> Secondo Marx, questo processo di sfruttamento è inevitabile all'interno del sistema capitalista, poiché il capitale e i mezzi di produzione sono concentrati nelle mani di una minoranza (i capitalisti) che ha il potere di imporre le condizioni di lavoro e di fissare i salari. Di conseguenza, i lavoratori si trovano in una posizione subordinata e sfruttata, poiché devono vendere la loro forza-lavoro per sopravvivere, ma non hanno il controllo sui mezzi di produzione o sulla distribuzione del valore creato dal loro lavoro.
>
> L'obiettivo principale di Marx era quello di abolire il sistema di proprietà privata dei mezzi di produzione e sostituirlo con una società socialista in cui i mezzi di produzione sarebbero stati di proprietà collettiva e gestiti democraticamente dalla classe operaia. In questa visione, il plusvalore sarebbe stato utilizzato per il bene comune, piuttosto che per l'accumulazione di ricchezza e potere da parte di una classe dominante.
Riprendendo questa immagine qua che hai postato sopra...

... mi viene in mente la teoria secondo cui gli operai dovrebbero prendersi una buona parte degli utili aziendali proprio per evitare che il padrone dell'azienda mangi troppo sul loro lavoro.
Quindi gli operai in sostanza riceverebbero lo stipendio fisso più dei bonus a seconda degli utili annuali realizzati.
La logica conseguenza di questo ovviamente dovrebbe essere che se invece l'azienda per uno o più anni fa perdite, gli operai contribuiscano a risanare il bilancio rinunciando a una frazione del loro stipendio.
Ovviamente questo, chissà perché, non è mai previsto in quelle teorie.
In pratica, in questa breve osservazione risiede tutta la confutazione della teoria marxista. Il plusvalore non esiste perché le aziende pagano gli stipendi anche quando fanno perdite.
Un informatico che conosco aveva idee di business e siccome non sa molto bene l'italiano ha chiesto a me di pensare alla componente italiana della sua applicazione.
Alla fine il suo business non ha funzionato, ma nonostante questo io mi sono preso comunque i 1'000 franchi.
I marxisti non riflettono sul fatto che ci sono situazioni in cui ci guadagna SOLO il lavoratore e che molti SCELGONO di lavorare come dipendenti proprio per avere uno stipendio fisso e non doversi assumere rischi/incertezze.
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 16:09**
Scritto da: Wakko Warner
> Come tutte le ideologie il marxismo funziona ed è una bella cosa su carta, il problema è quando vai ad implementarlo.
>
> Fin'ora ci sono state varie nazioni che hanno basato la loro politica ispirandosi alle idee del marxismo, ma non una che abbia funzionato. Ovviamente chi supporta il marxismo ti dirà che il VERO marxismo non è mai stato implementato per cercare di giustificare il fatto che ovunque si sia provato ad implementarlo la cosa è finita in un disastro per la popolazione locale.
No, i marxisti hanno assolutamente ragione. Infatti cosiddetti "paesi comunisti", tra cui l'Unione Sovietica, hanno abbracciato una visione leninista e non una visione marxista.
Ci sono sostanziale differenze tra le due visioni: la filosofia del leninismo è simile a quella del fascismo ("Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato"), mentre il marxismo è libertario perché in quella filosofia si ritiene che uno delle cause fondamentali delle disuguaglianze sia proprio lo stato, che inevitabilmente finirebbe per difendere gli interessi di questo o di quell'altro gruppo (ed è più probabile che questo gruppo siano i potenti).
I marxisti commettono una fallacia logica dicendo "Non era vero comunismo" (è la fallacia del "vero scozzese"), perché il comunismo ha diverse facce e non esiste il "vero comunismo": esistono diverse interpretazioni, tra cui ANCHE quella marxista.
Basta cambiare l'affermazione con "Non era marxismo" e a quel punto hanno fattualmente ragione: quale stato comunista avrebbe abbracciato una visione libertaria? L'Unione Sovietica sicuramente no!
A proposito, vorrei ricordare che i libertari non sono contro l'esistenza di un'autorità pubblica, ma sono contro il centralismo.
In sostanza, la visione per cui il potere pubblico non deve essere abolito, ma frammentato, per tre ragioni:
- Gestire intelligentemente un piccolo territorio è più facile rispetto a gestire intelligentemente un vasto territorio
- Se una persona di scarsa moralità prende il potere in un territorio piccolo, i danni che può fare sono più limitati e per gli abitanti di quel pezzettino di territorio non è una decisione difficile quella di trasferirsi nel pezzettino di territorio accanto
- La concorrenza tra le diverse microamministrazioni permettere di capire quali sono i metodi di gestione migliori
Non scarterei quindi l'ipotesi che con il marxismo le cose sarebbero andate un po' meglio. Sicuramente non ci sarebbero stato le pesanti violazioni dei diritti civili che ci sono state con il leninismo (e questo è già un ottimo punto), ma c'è anche da considerare che se l'organizzazione economica del territorio fosse lasciata a città o piccole regioni verosimilmente le cose sarebbero funzionate meglio.
Se non altro, una tra le tante città/regioni probabilmente sarebbe riuscita a mettere in piedi un modello virtuoso, da cui prendere esempio.
Ci sarebbe però anche un'altra cosa da rivedere.
Perché le cose funzionino bene le decisioni tecniche non devono essere prese dai politici (persone spesso ignoranti che sono solo brave con la retorica), ma nemmeno dal popolo.
Dovrebbe esserci un'organizzazione tecnocratica, per cui gli esperti del settore sanitario (medici ecc ecc...) gestiscono la sanità pubblica, gli esperti di agricoltura gestiscono l'agricoltura pubblica, e così via...
Naturalmente per ogni dipartimento servirebbe anche un manager che capisca qualcosa di gestione finanziaria, così che le visioni sull'agricoltura per esempio siano sia tecniche che manageriali.
> Il problema è che il marxismo nella sua forma più pura va contro la stessa natura umana. Noi ci siamo evoluti in piccoli gruppi, dove era importante difendersi dalle minacce esterne (incluse altre tribù), nelle centinaia di migliaia di anni della nostra storia il nostro cervello si è evoluto secondo queste regole e non è una cosa che puoi cambiare nel giro di pochi anni, e nemmeno nel giro di poche migliaia di anni.
No, su questo non sono d'accordo.
L'uomo (e mi riferisco in particolare alle sue recenti evoluzioni, ovvero l'homo sapiens sapiens) è un animale sociale.
Cioè, noi non siamo come i lupi. Siamo più come le api, o le formiche.
Infatti anche il liberista più accanito non può non ammettere che la società umana funziona come un gigantesco alveare: è una grande macchina il cui motore viene mosso dalla somma del lavoro del singolo individuo e il singolo individuo trae beneficio dalla grande macchina (non solo dal suo lavoro).
Infatti in base alla logica per cui l'essere umano è individualista, l'agricoltore non dovrebbe beneficiare di null'altro che dei propri raccolti, invece in realtà noi traiamo benefici dalla società nel suo complesso.
Sulla base di questo, si può quindi considerare la sociopatia come un'inclinazione distruttiva e non costruttiva.
Tra l'altro, non so se ve ne rendiate conto, ma in realtà anche la visione liberista è una visione sociale, mica solo quella comunista.
Infatti il liberismo è un SISTEMA collettivo, non un antisistema. Proprio come il comunismo, è semplicemente una cosa che stabilisce le regole e l'organizzazione dell'alveare.
È impossibile distruggere l'alveare (gli umani lo creano spontaneamente, proprio come le api), però è possibile creare caos al suo interno, ed è quello che vogliono fare gli anarchici. I liberisti però no, perché il liberismo non è l'assenza di regole, ma un'insieme di regole che comunque creano un ordine nell'alveare.
> Il risultato è che per nostra natura, per come è "hardwired" il nostro cervello, non ci fidiamo degli altri, soprattutto degli stranieri... e tendiamo a favorire l'idea di sostenere piccoli gruppi locali anziché grandi concentrati di persone.
Si, ma stai parlando di persone ignoranti che non capiscono come funziona la realtà.
Le persone che si scagliano contro gli africani si mangiano le banane prodotte dagli africani.
Le persone che si scagliano contro gli arabi consumano il petrolio prodotto dagli arabi.
Ecc ecc...
È fattuale che la società umana (che comprende tutti i popoli) sia un gigantesco alveare. Uno può anche creare scontri, attriti e rivalità all'interno dell'alveare, ma così facendo lo danneggia, quindi razzismo, omofobia, questo-fobia, quell'altro-fobia, sono inclinazioni sociopatiche e distruttive.
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 11:46**
> Come tutte le ideologie il marxismo funziona ed è una bella cosa su carta, il problema è quando vai ad implementarlo.
>
> Fin'ora ci sono state varie nazioni che hanno basato la loro politica ispirandosi alle idee del marxismo, ma non una che abbia funzionato. Ovviamente chi supporta il marxismo ti dirà che il VERO marxismo non è mai stato implementato per cercare di giustificare il fatto che ovunque si sia provato ad implementarlo la cosa è finita in un disastro per la popolazione locale.
No, i marxisti hanno assolutamente ragione. Infatti cosiddetti "paesi comunisti", tra cui l'Unione Sovietica, hanno abbracciato una visione leninista e non una visione marxista.
Ci sono sostanziale differenze tra le due visioni: la filosofia del leninismo è simile a quella del fascismo ("Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato"), mentre il marxismo è libertario perché in quella filosofia si ritiene che uno delle cause fondamentali delle disuguaglianze sia proprio lo stato, che inevitabilmente finirebbe per difendere gli interessi di questo o di quell'altro gruppo (ed è più probabile che questo gruppo siano i potenti).
I marxisti commettono una fallacia logica dicendo "Non era vero comunismo" (è la fallacia del "vero scozzese"), perché il comunismo ha diverse facce e non esiste il "vero comunismo": esistono diverse interpretazioni, tra cui ANCHE quella marxista.
Basta cambiare l'affermazione con "Non era marxismo" e a quel punto hanno fattualmente ragione: quale stato comunista avrebbe abbracciato una visione libertaria? L'Unione Sovietica sicuramente no!
A proposito, vorrei ricordare che i libertari non sono contro l'esistenza di un'autorità pubblica, ma sono contro il centralismo.
In sostanza, la visione per cui il potere pubblico non deve essere abolito, ma frammentato, per tre ragioni:
- Gestire intelligentemente un piccolo territorio è più facile rispetto a gestire intelligentemente un vasto territorio
- Se una persona di scarsa moralità prende il potere in un territorio piccolo, i danni che può fare sono più limitati e per gli abitanti di quel pezzettino di territorio non è una decisione difficile quella di trasferirsi nel pezzettino di territorio accanto
- La concorrenza tra le diverse microamministrazioni permettere di capire quali sono i metodi di gestione migliori
Non scarterei quindi l'ipotesi che con il marxismo le cose sarebbero andate un po' meglio. Sicuramente non ci sarebbero stato le pesanti violazioni dei diritti civili che ci sono state con il leninismo (e questo è già un ottimo punto), ma c'è anche da considerare che se l'organizzazione economica del territorio fosse lasciata a città o piccole regioni verosimilmente le cose sarebbero funzionate meglio.
Se non altro, una tra le tante città/regioni probabilmente sarebbe riuscita a mettere in piedi un modello virtuoso, da cui prendere esempio.
Ci sarebbe però anche un'altra cosa da rivedere.
Perché le cose funzionino bene le decisioni tecniche non devono essere prese dai politici (persone spesso ignoranti che sono solo brave con la retorica), ma nemmeno dal popolo.
Dovrebbe esserci un'organizzazione tecnocratica, per cui gli esperti del settore sanitario (medici ecc ecc...) gestiscono la sanità pubblica, gli esperti di agricoltura gestiscono l'agricoltura pubblica, e così via...
Naturalmente per ogni dipartimento servirebbe anche un manager che capisca qualcosa di gestione finanziaria, così che le visioni sull'agricoltura per esempio siano sia tecniche che manageriali.
> Il problema è che il marxismo nella sua forma più pura va contro la stessa natura umana. Noi ci siamo evoluti in piccoli gruppi, dove era importante difendersi dalle minacce esterne (incluse altre tribù), nelle centinaia di migliaia di anni della nostra storia il nostro cervello si è evoluto secondo queste regole e non è una cosa che puoi cambiare nel giro di pochi anni, e nemmeno nel giro di poche migliaia di anni.
No, su questo non sono d'accordo.
L'uomo (e mi riferisco in particolare alle sue recenti evoluzioni, ovvero l'homo sapiens sapiens) è un animale sociale.
Cioè, noi non siamo come i lupi. Siamo più come le api, o le formiche.
Infatti anche il liberista più accanito non può non ammettere che la società umana funziona come un gigantesco alveare: è una grande macchina il cui motore viene mosso dalla somma del lavoro del singolo individuo e il singolo individuo trae beneficio dalla grande macchina (non solo dal suo lavoro).
Infatti in base alla logica per cui l'essere umano è individualista, l'agricoltore non dovrebbe beneficiare di null'altro che dei propri raccolti, invece in realtà noi traiamo benefici dalla società nel suo complesso.
Sulla base di questo, si può quindi considerare la sociopatia come un'inclinazione distruttiva e non costruttiva.
Tra l'altro, non so se ve ne rendiate conto, ma in realtà anche la visione liberista è una visione sociale, mica solo quella comunista.
Infatti il liberismo è un SISTEMA collettivo, non un antisistema. Proprio come il comunismo, è semplicemente una cosa che stabilisce le regole e l'organizzazione dell'alveare.
È impossibile distruggere l'alveare (gli umani lo creano spontaneamente, proprio come le api), però è possibile creare caos al suo interno, ed è quello che vogliono fare gli anarchici. I liberisti però no, perché il liberismo non è l'assenza di regole, ma un'insieme di regole che comunque creano un ordine nell'alveare.
> Il risultato è che per nostra natura, per come è "hardwired" il nostro cervello, non ci fidiamo degli altri, soprattutto degli stranieri... e tendiamo a favorire l'idea di sostenere piccoli gruppi locali anziché grandi concentrati di persone.
Si, ma stai parlando di persone ignoranti che non capiscono come funziona la realtà.
Le persone che si scagliano contro gli africani si mangiano le banane prodotte dagli africani.
Le persone che si scagliano contro gli arabi consumano il petrolio prodotto dagli arabi.
Ecc ecc...
È fattuale che la società umana (che comprende tutti i popoli) sia un gigantesco alveare. Uno può anche creare scontri, attriti e rivalità all'interno dell'alveare, ma così facendo lo danneggia, quindi razzismo, omofobia, questo-fobia, quell'altro-fobia, sono inclinazioni sociopatiche e distruttive.
**Modificato dall'autore il 08.08.2023 11:46**
Musica
Scritto da:
> te l'ho già detto diverse volte
>
> sono le persone bene che stabiliscono che cos'è la roba di qualità
> noi stabiliamo cos'è il buon cibo
> i buoni orologi
> le buone auto
> le buone idee politiche
> e si anche la buona musica
>
> tieni conto che io ogni mese porto a casa sei sacchi di euro dalla svizzera
> quindi sono entrato nel club della gente bene
> vado in giro
> conosco gente
> frequento posti in cui si trovano milionari miliardari politici attori
> faccio vacanze a montecarlo
>
> quindi so di cosa parlo quando parlo della gente bene
>
>
> questo è carlo
>
>

>
> vive in centro a milano
> veste armani
> ha il rolex
> fuma la sigaretta elettronica
> è sempre presente agli aperitivi e offre il giro
> frequenta i locali in di Milano
> è di sinistra e odia Trump
> però odia anche le tasse
> sostiene i diritti LGBT e la società multietnica
> sostiene l'ambientalismo cementificato
> quando paga il conto al ristorante le donne restano a bocca aperta
>
> soprattutto
> carlo non ascolta musica classica
> no no no no!
> se vuoi sapere che musica ascolta carlo devi andare nei locali in di milano che sono fatti su misura per lui
>
>
> anche mio padre ha in testa questa cazzata che la musica classica è la musica bene
> ma voi non capite
> questo stereotipo è nato dal fatto che la gente bene di una volta andava all'opera
> ma i tempi sono cambiati
> le abitudini della gente bene cambiano
>
> è anacronistica l'idea che la musica classica è musica bene
> adesso alla gente bene piace altro
> quello che piace a carlo è la buona musica
> chiaro?
>
>
> non mi credi? fai questo esperimento
> rimorchia una pollastrella in giro se riesci
> poi falla salire sulla tua auto e metti su la musica classica
> quando scommetti che non la vedi mai più?
>
> le colonne sonore???
> ti immagini mettere su la colonna sonora del signore degli anelli in auto?
> la tipa ti prende per uno stupratore di draghi
> non la vedi più!
>
Io non ho detto che la musica classica è buona musica perché la gente bene andava all'opera. Un argomento del genere sarebbe stupido, anche perché se Briatore ascoltasse musica classica sarebbe un buon argomento per squalificarla.
Il mio argomento è completamente legato a questioni di ingegneria musicale.
Metti le note di Yellow Submarine dei Beatles in un MIDI, così da vedere quello che succede.
Poi fai la stessa cosa con il Concerto per Violino di Mendelssohn.
Ho scelto volutamente i Beatles perché la loro non è musica spazzatura (se avessi selezionato la musica spazzatura dalla musica non classica potrei essere accusato di bias).
Che cosa vedi?
Io vedo che Yellow Submarine a confronto sembra come questo


paragonato a questo


non che io sia fissato con il realismo, potresti usare anche questo per il confronto.


Considerato che il primo è chiaramente il disegno di un bambino, sarebbe interessante vedere un riduzione MIDI della Waisenhauss Mass che Mozart ha composto all'età di 12 anni per osservare un totale ribaltamento della realtà.
Ovvero, quando è un bambino a far sembrare opere bambinesche a confronto delle sue le opere di artisti adulti.
Purtroppo però non la trovo su youtube, ma per mettere via Yellow Submarine è sufficiente mettere sul tavolo questo pezzo che Mozart ha composto a 7 anni.
Tu e Carlo siete i classici personaggi che fanno i fighetti con le auto senza capire un tubo di come funzionano i motori. Per voi la musica serve solo a creare dei clan: non vi importa nulla di capire cosa c'è nel motore.
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 18:09**
> te l'ho già detto diverse volte
>
> sono le persone bene che stabiliscono che cos'è la roba di qualità
> noi stabiliamo cos'è il buon cibo
> i buoni orologi
> le buone auto
> le buone idee politiche
> e si anche la buona musica
>
> tieni conto che io ogni mese porto a casa sei sacchi di euro dalla svizzera
> quindi sono entrato nel club della gente bene
> vado in giro
> conosco gente
> frequento posti in cui si trovano milionari miliardari politici attori
> faccio vacanze a montecarlo
>
> quindi so di cosa parlo quando parlo della gente bene
>
>
> questo è carlo
>
>

>
> vive in centro a milano
> veste armani
> ha il rolex
> fuma la sigaretta elettronica
> è sempre presente agli aperitivi e offre il giro
> frequenta i locali in di Milano
> è di sinistra e odia Trump
> però odia anche le tasse
> sostiene i diritti LGBT e la società multietnica
> sostiene l'ambientalismo cementificato
> quando paga il conto al ristorante le donne restano a bocca aperta
>
> soprattutto
> carlo non ascolta musica classica
> no no no no!
> se vuoi sapere che musica ascolta carlo devi andare nei locali in di milano che sono fatti su misura per lui
>
>
> anche mio padre ha in testa questa cazzata che la musica classica è la musica bene
> ma voi non capite
> questo stereotipo è nato dal fatto che la gente bene di una volta andava all'opera
> ma i tempi sono cambiati
> le abitudini della gente bene cambiano
>
> è anacronistica l'idea che la musica classica è musica bene
> adesso alla gente bene piace altro
> quello che piace a carlo è la buona musica
> chiaro?
>
>
> non mi credi? fai questo esperimento
> rimorchia una pollastrella in giro se riesci
> poi falla salire sulla tua auto e metti su la musica classica
> quando scommetti che non la vedi mai più?
>
> le colonne sonore???
> ti immagini mettere su la colonna sonora del signore degli anelli in auto?
> la tipa ti prende per uno stupratore di draghi
> non la vedi più!
>
Io non ho detto che la musica classica è buona musica perché la gente bene andava all'opera. Un argomento del genere sarebbe stupido, anche perché se Briatore ascoltasse musica classica sarebbe un buon argomento per squalificarla.
Il mio argomento è completamente legato a questioni di ingegneria musicale.
Metti le note di Yellow Submarine dei Beatles in un MIDI, così da vedere quello che succede.
Poi fai la stessa cosa con il Concerto per Violino di Mendelssohn.
Ho scelto volutamente i Beatles perché la loro non è musica spazzatura (se avessi selezionato la musica spazzatura dalla musica non classica potrei essere accusato di bias).
Che cosa vedi?
Io vedo che Yellow Submarine a confronto sembra come questo

paragonato a questo

non che io sia fissato con il realismo, potresti usare anche questo per il confronto.

Considerato che il primo è chiaramente il disegno di un bambino, sarebbe interessante vedere un riduzione MIDI della Waisenhauss Mass che Mozart ha composto all'età di 12 anni per osservare un totale ribaltamento della realtà.
Ovvero, quando è un bambino a far sembrare opere bambinesche a confronto delle sue le opere di artisti adulti.
Purtroppo però non la trovo su youtube, ma per mettere via Yellow Submarine è sufficiente mettere sul tavolo questo pezzo che Mozart ha composto a 7 anni.
Tu e Carlo siete i classici personaggi che fanno i fighetti con le auto senza capire un tubo di come funzionano i motori. Per voi la musica serve solo a creare dei clan: non vi importa nulla di capire cosa c'è nel motore.
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 18:09**
Scritto da: Toga-chan
> link da bambino per il Ds che non mi ricordo come si chiama quel gioco
Zelda Phantom Hourglass.
Il personaggio è Toon Link, per essere precisi.
Toon Link


Young Link (Link bambino)


Mi avevi illuso del fatto che ci fosse un altro gioco che non conoscevo con Young Link.
> ho tantissimi super Mario
Questi sono quelli a cui ho giocato io.
Super Mario Bros 1 + 2 + 3
Super Mario World
Super Mario World 2 (Yoshi's Island)
Super Mario Land 1 + 2
Super Mario 64
Super Mario Sunshine
Ammesso che si possa considerare parte della serie, adesso sto giocando a Luigi's Mansion.
> e ho giocato la Demo di Ocarina of time
Gioca alla versione completa con gli emulatori per PC, ma raccomando Ocarina of Time 3D, che è una versione per Nintendo 3DS con grafica rinnovata.
Come emulatore per PC per la Nintendo 3DS puoi usare Citra.
https://citra-emu.org/
Qui c'è la ROM del gioco: https://romspure.cc/roms/3ds/the-legend-of-zelda-o...
Visto che non hai menzionato Majora's Mask, che è un altro must: https://romsfun.com/roms/3ds/the-legend-of-zelda-m...
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 13:49**
> link da bambino per il Ds che non mi ricordo come si chiama quel gioco
Zelda Phantom Hourglass.
Il personaggio è Toon Link, per essere precisi.
Toon Link
Young Link (Link bambino)

Mi avevi illuso del fatto che ci fosse un altro gioco che non conoscevo con Young Link.
> ho tantissimi super Mario
Questi sono quelli a cui ho giocato io.
Super Mario Bros 1 + 2 + 3
Super Mario World
Super Mario World 2 (Yoshi's Island)
Super Mario Land 1 + 2
Super Mario 64
Super Mario Sunshine
Ammesso che si possa considerare parte della serie, adesso sto giocando a Luigi's Mansion.
> e ho giocato la Demo di Ocarina of time
Gioca alla versione completa con gli emulatori per PC, ma raccomando Ocarina of Time 3D, che è una versione per Nintendo 3DS con grafica rinnovata.
Come emulatore per PC per la Nintendo 3DS puoi usare Citra.
https://citra-emu.org/

Qui c'è la ROM del gioco: https://romspure.cc/roms/3ds/the-legend-of-zelda-o...

Visto che non hai menzionato Majora's Mask, che è un altro must: https://romsfun.com/roms/3ds/the-legend-of-zelda-m...

**Modificato dall'autore il 07.08.2023 13:49**
Scritto da: Toga-chan
> ...... Non so chi è peggio tra te, Mattia, e Wakko
*Non so chi sia
Io e Mattia siamo terribili!
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 13:26**
> ...... Non so chi è peggio tra te, Mattia, e Wakko

*Non so chi sia
Io e Mattia siamo terribili!
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 13:26**
Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Toga-chan
> > >

> > > Io sto giocando ora a The Legend Of Zelda, più precisamente The Legend of Zelda: Twilight Princessa, ho pure un manga di questo Zelda
> > >
> > > **Modificato dall'autore il 06.08.2023 22:00**
> >
> > Ho giocato a The Legend of Zelda (il primo per NES), The Adventure of Link (per NES), Link to The Past (per SNES), Ocarina of Time (per Nintendo 64) e Majora's Mask (Nintendo 64).
>
> È bello sapere che mentre io da bambino e ragazzino ero a spaccarmi la schiena nei prati a tagliare, preparare, raccogliere e poi vendere fieno (quando non ero a scuola a spaccarmi la testa sui libri) e non avevo una console di gioco che fosse una... c'era chi invece aveva tutta la collezione delle console degli anni 80 e 90 messe assieme + giochi così costosi che io manco potevo sognarmeli...
Io ci ho giocato negli ultimi 2-3 anni, a costo zero, con gli emulatori per PC.
> Vedi Toga-chan, ti ho detto che Mattia è ricco e che è un buon partito.
Sono persino meglio del Partito Democratico.
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 11:53**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Toga-chan
> > >

> > > Io sto giocando ora a The Legend Of Zelda, più precisamente The Legend of Zelda: Twilight Princessa, ho pure un manga di questo Zelda

> > >
> > > **Modificato dall'autore il 06.08.2023 22:00**
> >
> > Ho giocato a The Legend of Zelda (il primo per NES), The Adventure of Link (per NES), Link to The Past (per SNES), Ocarina of Time (per Nintendo 64) e Majora's Mask (Nintendo 64).
>
> È bello sapere che mentre io da bambino e ragazzino ero a spaccarmi la schiena nei prati a tagliare, preparare, raccogliere e poi vendere fieno (quando non ero a scuola a spaccarmi la testa sui libri) e non avevo una console di gioco che fosse una... c'era chi invece aveva tutta la collezione delle console degli anni 80 e 90 messe assieme + giochi così costosi che io manco potevo sognarmeli...
Io ci ho giocato negli ultimi 2-3 anni, a costo zero, con gli emulatori per PC.
> Vedi Toga-chan, ti ho detto che Mattia è ricco e che è un buon partito.

Sono persino meglio del Partito Democratico.
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 11:53**
Scritto da: Toga-chan
> Hai rotto il cazzo più di quanto Mattia parla della musica classica
Non è vero, non ne parlo così tanto.
..........
..........
A proposito, cosa significa "musica classica"? Chiediamolo a Chat GPT.
il termine "musica classica" viene utilizzato per riferirsi a un genere musicale specifico, anche noto come "musica colta" o "musica d'arte". Questo genere è caratterizzato da una complessità strutturale e armonica, un'attenzione particolare alla notazione musicale scritta e un'ampia varietà di forme musicali.
Caratteristiche della musica classica:
1. Composizione scritta: La musica classica si basa su composizioni scritte, che sono trascritte sulla partitura. Questo permette una precisa notazione delle note, dei tempi e degli altri elementi musicali, consentendo agli esecutori di riprodurre la musica fedelmente.
2. Strutture formali elaborate: La musica classica è nota per le sue strutture formali elaborate. Alcuni esempi includono la sonata-allegro, il rondò, il minuetto e trio e la forma delle variazioni. Queste strutture forniscono una base organizzata per lo sviluppo e l'esplorazione tematica all'interno di una composizione.
3. Diversità di generi e stili: La musica classica copre una vasta gamma di generi e stili, tra cui sinfonie, concerti, opere liriche, musica da camera, musica sacra, e molto altro. Questa diversità è stata plasmata dai diversi compositori e periodi storici in cui la musica classica è stata creata.
4. Uso dell'orchestra: La musica classica spesso fa uso di un'orchestra sinfonica o di strumenti orchestrali. Le orchestre sinfoniche sono composte da una varietà di strumenti, come legni, ottoni, archi e percussioni, e sono in grado di produrre una vasta gamma di sonorità e dinamiche.
5. Durata delle composizioni: Le composizioni di musica classica spesso sono più lunghe rispetto a molte altre forme musicali. Ad esempio, una sinfonia può durare da 20 minuti a oltre un'ora, mentre i concerti per pianoforte o violino possono essere della durata di 30 minuti o più.
6. Famosi compositori: La musica classica è stata scritta da numerosi compositori di fama mondiale, tra cui Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, Johannes Brahms, Pyotr Ilyich Tchaikovsky e molti altri.
La musica classica ha un'importanza storica e culturale significativa ed è ammirata per la sua profondità emotiva, la sua bellezza e la sua capacità di ispirare e toccare l'anima. Ha influenzato numerosi generi musicali successivi ed è tuttora eseguita e ascoltata in tutto il mondo.
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 04:36**
> Hai rotto il cazzo più di quanto Mattia parla della musica classica
Non è vero, non ne parlo così tanto.
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A proposito, cosa significa "musica classica"? Chiediamolo a Chat GPT.
il termine "musica classica" viene utilizzato per riferirsi a un genere musicale specifico, anche noto come "musica colta" o "musica d'arte". Questo genere è caratterizzato da una complessità strutturale e armonica, un'attenzione particolare alla notazione musicale scritta e un'ampia varietà di forme musicali.
Caratteristiche della musica classica:
1. Composizione scritta: La musica classica si basa su composizioni scritte, che sono trascritte sulla partitura. Questo permette una precisa notazione delle note, dei tempi e degli altri elementi musicali, consentendo agli esecutori di riprodurre la musica fedelmente.
2. Strutture formali elaborate: La musica classica è nota per le sue strutture formali elaborate. Alcuni esempi includono la sonata-allegro, il rondò, il minuetto e trio e la forma delle variazioni. Queste strutture forniscono una base organizzata per lo sviluppo e l'esplorazione tematica all'interno di una composizione.
3. Diversità di generi e stili: La musica classica copre una vasta gamma di generi e stili, tra cui sinfonie, concerti, opere liriche, musica da camera, musica sacra, e molto altro. Questa diversità è stata plasmata dai diversi compositori e periodi storici in cui la musica classica è stata creata.
4. Uso dell'orchestra: La musica classica spesso fa uso di un'orchestra sinfonica o di strumenti orchestrali. Le orchestre sinfoniche sono composte da una varietà di strumenti, come legni, ottoni, archi e percussioni, e sono in grado di produrre una vasta gamma di sonorità e dinamiche.
5. Durata delle composizioni: Le composizioni di musica classica spesso sono più lunghe rispetto a molte altre forme musicali. Ad esempio, una sinfonia può durare da 20 minuti a oltre un'ora, mentre i concerti per pianoforte o violino possono essere della durata di 30 minuti o più.
6. Famosi compositori: La musica classica è stata scritta da numerosi compositori di fama mondiale, tra cui Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, Johannes Brahms, Pyotr Ilyich Tchaikovsky e molti altri.
La musica classica ha un'importanza storica e culturale significativa ed è ammirata per la sua profondità emotiva, la sua bellezza e la sua capacità di ispirare e toccare l'anima. Ha influenzato numerosi generi musicali successivi ed è tuttora eseguita e ascoltata in tutto il mondo.
**Modificato dall'autore il 07.08.2023 04:36**