Politica
Scritto da:
> > I pomodori che prima venivano dati ai dipendenti come stipendio
>
> Mi ricorda dei tipi che avevano scelto di fare un mese di vacanza lavoro in un'azienda che produceva polli. Passavano tutto il giorno ad allevare i polli, a macellarli e farli a pezzi sulla catena di montaggio, e come vitto tutti i giorni c'era...
>
> pollo!
>
> tutti i giorni per un mese intero.

Comunque una risposta più semplice alla tua domanda è questa: cosa cambia se invece di reddito di cittadinanza si parla di stipendi? Anche lì c'è un paradosso se si immagina un circuito chiuso.
I lavoratori comprano dalle aziende con i soldi che guadagnano nelle aziende. Visto che sappiamo che questi non spendono solitamente tutti i soldi che guadagnano (perché risparmiano), si ha che le aziende ricevono meno soldi di quanti ne danno ai dipendenti, quindi dovrebbero essere tutte in perdita.
Anche se i dipendenti spendessero tutti i soldi, le aziende potrebbero fare al massimo pareggio di bilancio, perché il massimo dei soldi che possono incassare sono quelli che versano in stipendi: non esiste quindi il profitto.
Come lo risolvi questo paradosso?
**Modificato dall'autore il 15.09.2021 14:39**
> > I pomodori che prima venivano dati ai dipendenti come stipendio
>
> Mi ricorda dei tipi che avevano scelto di fare un mese di vacanza lavoro in un'azienda che produceva polli. Passavano tutto il giorno ad allevare i polli, a macellarli e farli a pezzi sulla catena di montaggio, e come vitto tutti i giorni c'era...
>
> pollo!
>
> tutti i giorni per un mese intero.

Comunque una risposta più semplice alla tua domanda è questa: cosa cambia se invece di reddito di cittadinanza si parla di stipendi? Anche lì c'è un paradosso se si immagina un circuito chiuso.
I lavoratori comprano dalle aziende con i soldi che guadagnano nelle aziende. Visto che sappiamo che questi non spendono solitamente tutti i soldi che guadagnano (perché risparmiano), si ha che le aziende ricevono meno soldi di quanti ne danno ai dipendenti, quindi dovrebbero essere tutte in perdita.
Anche se i dipendenti spendessero tutti i soldi, le aziende potrebbero fare al massimo pareggio di bilancio, perché il massimo dei soldi che possono incassare sono quelli che versano in stipendi: non esiste quindi il profitto.
Come lo risolvi questo paradosso?
**Modificato dall'autore il 15.09.2021 14:39**
Politica
Noam Chomsky, libertario di sinistra, da sempre attacca fortemente gli USA dicendo che i veri terroristi sono loro.
Boldrin e Du Fer discutono sulla tesi di Chomsky.
**Modificato dall'autore il 15.09.2021 03:23**
Boldrin e Du Fer discutono sulla tesi di Chomsky.
**Modificato dall'autore il 15.09.2021 03:23**
Politica
https://forum.termometropolitico.it/823458-partito... 
Per anni il Partito ha provato a spiegare che lo stato è come una grande assicurazione che protegge il cittadino da diversi rischi.
Tanto per cominciare, dal rischio di essere rapinato o aggredito in vari modi.
Poi dal rischio di incidenti e catastrofi naturali e non, fornendo per esempio supporto ai terremotati. C'è anche il discorso della prevenzione, quindi sirene, messe in sicurezza preventive del territorio, ecc ecc...
Infine, lo stato assicura l'esistenza di servizi essenziali "fuori mercato" come le strade e tante altre cose, garantendo la viabilità. Dal momento che molti servizi e infrastrutture statali sono di utilizzo gratuito, lo stato svolge un altro importante compito: è un assicuratore contro la povertà. Qualsiasi cosa succeda infatti avrai sempre accesso a quei servizi, quindi ti viene garantito uno standard di vita minimo.
Il reddito di cittadinanza è l'ultimo dei tasselli che è stato aggiunto a questo mosaico.
Abbiamo poi spiegato che i costi dello stato sembrano elevati, ma in realtà se si considerano tutte le protezioni che ci vengono date dallo stato ci accorgiamo che non è poi così costoso: ci viene dato tanto per poco.
Immaginate di acquistare un'assicurazione privata che vi dà la copertura per tutte queste cose: secondo voi quanto verrebbe a costare?
Le nostre spiegazioni però sembrano non servire a niente, perché ci sono ignoranti che continuano a lagnarsi perché lo stato spende soldi per questa o quell'altra protezione: molti per esempio ce l'hanno col reddito di cittadinanza. Si tratta di liberisti cazzoni o più genericamente di gente che non vuole pagare le imposte.
In una riunione del Partito abbiamo quindi deciso cosa faremo di queste persone quando saremo al potere.
Non solo abbiamo deciso che non le metteremo nei gulag (e questo è ovvio perché siamo socialisti democratici, non dittatori), ma che li accontenteremo: toglieremo loro lo stato come hanno sempre sognato.
I liberisti quindi saranno come le zanzare: potrete rapinarli e schiacciarli a piacimento, tanto non avranno più la protezione dello stato.
Eh si, perché è troppo facile dire che bisogna togliere lo stato agli altri per poi chiedere la sua protezione. O lo stato protegge tutti o non protegge nessuno! Troppo facile chiedere che lo stato non protegga i lavoratori dagli abusi della tua azienda per poi però chiedere la sua protezione quando i lavoratori rapinano l'azienda.
Non ti piace che lo stato protegga le persone? Bene, allora ti togliamo ogni protezione: a quel punto non dovrai più pagare imposte.
Siamo convinti che una volta rimasti senza stato i liberisti cominceranno a pregare il dio stato e ci supplicheranno di tornare a fare parte della comunità, pagando i contributi dovuti. Molto più istruttivo rispetto ai gulag!

Per anni il Partito ha provato a spiegare che lo stato è come una grande assicurazione che protegge il cittadino da diversi rischi.
Tanto per cominciare, dal rischio di essere rapinato o aggredito in vari modi.
Poi dal rischio di incidenti e catastrofi naturali e non, fornendo per esempio supporto ai terremotati. C'è anche il discorso della prevenzione, quindi sirene, messe in sicurezza preventive del territorio, ecc ecc...
Infine, lo stato assicura l'esistenza di servizi essenziali "fuori mercato" come le strade e tante altre cose, garantendo la viabilità. Dal momento che molti servizi e infrastrutture statali sono di utilizzo gratuito, lo stato svolge un altro importante compito: è un assicuratore contro la povertà. Qualsiasi cosa succeda infatti avrai sempre accesso a quei servizi, quindi ti viene garantito uno standard di vita minimo.
Il reddito di cittadinanza è l'ultimo dei tasselli che è stato aggiunto a questo mosaico.
Abbiamo poi spiegato che i costi dello stato sembrano elevati, ma in realtà se si considerano tutte le protezioni che ci vengono date dallo stato ci accorgiamo che non è poi così costoso: ci viene dato tanto per poco.
Immaginate di acquistare un'assicurazione privata che vi dà la copertura per tutte queste cose: secondo voi quanto verrebbe a costare?
Le nostre spiegazioni però sembrano non servire a niente, perché ci sono ignoranti che continuano a lagnarsi perché lo stato spende soldi per questa o quell'altra protezione: molti per esempio ce l'hanno col reddito di cittadinanza. Si tratta di liberisti cazzoni o più genericamente di gente che non vuole pagare le imposte.
In una riunione del Partito abbiamo quindi deciso cosa faremo di queste persone quando saremo al potere.
Non solo abbiamo deciso che non le metteremo nei gulag (e questo è ovvio perché siamo socialisti democratici, non dittatori), ma che li accontenteremo: toglieremo loro lo stato come hanno sempre sognato.
I liberisti quindi saranno come le zanzare: potrete rapinarli e schiacciarli a piacimento, tanto non avranno più la protezione dello stato.
Eh si, perché è troppo facile dire che bisogna togliere lo stato agli altri per poi chiedere la sua protezione. O lo stato protegge tutti o non protegge nessuno! Troppo facile chiedere che lo stato non protegga i lavoratori dagli abusi della tua azienda per poi però chiedere la sua protezione quando i lavoratori rapinano l'azienda.
Non ti piace che lo stato protegga le persone? Bene, allora ti togliamo ogni protezione: a quel punto non dovrai più pagare imposte.
Siamo convinti che una volta rimasti senza stato i liberisti cominceranno a pregare il dio stato e ci supplicheranno di tornare a fare parte della comunità, pagando i contributi dovuti. Molto più istruttivo rispetto ai gulag!
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > > mi ha raccontato che un suo amico ha ricevuto una forte donazione dai genitori.
> > > > > > È andato in Venezuela ed ha acquistato un latifondo.
> > > > > >
> > > > > > Alla fine glielo hanno occupato ed espropriato.
> > > > > > Infatti mi ha spiegato che in Venezuela esiste una legge per cui se qualcuno occupa una terra dopo un anno diventa sua. Praticamente come l usucapione da noi, solo che da noi necessita 20 anni, lì solo un anno.
> > > > > >
> > > > > > Vedete che significa far salire Chavez al potere :/
> > > > >
> > > > > L'amico del tuo amico - tutte ligere eh - è stato gabbato. Anche il fazendero l'avevano fregato in questo modo. In sudamerica è comune fregare così gli stranieri che comprano delle terre.
> > > >
> > > > Alla fiete rimasti senza terra perchè ve l'hanno fregata?
> > >
> > > Per ora hanno fregato il fazendero e la ligera, io non ho comprato terre in sudamerica anche se su qualche ettaro di foresta pluviale ci farei un pensiero.
> >
> > Non so, non rischi che te li disboschino appena giri la testa dall'altra parte?
>
> Infatti. Ma metti che fosse un programma organizzato da qualche associazione ambientalista. L'amante dei boschi compra degli ettari per qualche centinaio di euro - non penso che la foresta pluviale inutilizzabile costi molto al metro quadro - e l'associazione ne cura la gestione. Se poi mi viene voglia di farmi mangiare da un giaguaro posso andare a passare le vacanze negli ettari che ho comprato.
>
> Chissà perché le associazioni esistenti non lo fanno, ci sarà qualche motivo.
>
> Comunque in sudamerica la legge sull'occupazione dei terreni è una mafia, in quanto per evitare l'usucapione puoi assumere l'occupante come guardiano. È una legge fatta per creare posti di lavoro locali a spese degli incauti stranieri.
Pensa che un mio amico (lo stesso che butterebbe giù i castelli di Bellinzona) è riuscito a giustificare questo genere di leggi, ma in quel caso si parlava di svizzeri che, arrivati in Spagna, hanno trovato il loro appartamento di vacanza occupato e hanno dovuto avviare un processo per riaverlo (per legge non basta chiamare la polizia per far sgomberare l'appartamento).
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > > mi ha raccontato che un suo amico ha ricevuto una forte donazione dai genitori.
> > > > > > È andato in Venezuela ed ha acquistato un latifondo.
> > > > > >
> > > > > > Alla fine glielo hanno occupato ed espropriato.
> > > > > > Infatti mi ha spiegato che in Venezuela esiste una legge per cui se qualcuno occupa una terra dopo un anno diventa sua. Praticamente come l usucapione da noi, solo che da noi necessita 20 anni, lì solo un anno.
> > > > > >
> > > > > > Vedete che significa far salire Chavez al potere :/
> > > > >
> > > > > L'amico del tuo amico - tutte ligere eh - è stato gabbato. Anche il fazendero l'avevano fregato in questo modo. In sudamerica è comune fregare così gli stranieri che comprano delle terre.
> > > >
> > > > Alla fiete rimasti senza terra perchè ve l'hanno fregata?
> > >
> > > Per ora hanno fregato il fazendero e la ligera, io non ho comprato terre in sudamerica anche se su qualche ettaro di foresta pluviale ci farei un pensiero.
> >
> > Non so, non rischi che te li disboschino appena giri la testa dall'altra parte?
>
> Infatti. Ma metti che fosse un programma organizzato da qualche associazione ambientalista. L'amante dei boschi compra degli ettari per qualche centinaio di euro - non penso che la foresta pluviale inutilizzabile costi molto al metro quadro - e l'associazione ne cura la gestione. Se poi mi viene voglia di farmi mangiare da un giaguaro posso andare a passare le vacanze negli ettari che ho comprato.
>
> Chissà perché le associazioni esistenti non lo fanno, ci sarà qualche motivo.
>
> Comunque in sudamerica la legge sull'occupazione dei terreni è una mafia, in quanto per evitare l'usucapione puoi assumere l'occupante come guardiano. È una legge fatta per creare posti di lavoro locali a spese degli incauti stranieri.
Pensa che un mio amico (lo stesso che butterebbe giù i castelli di Bellinzona) è riuscito a giustificare questo genere di leggi, ma in quel caso si parlava di svizzeri che, arrivati in Spagna, hanno trovato il loro appartamento di vacanza occupato e hanno dovuto avviare un processo per riaverlo (per legge non basta chiamare la polizia per far sgomberare l'appartamento).
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > E sulle disuguaglianze che dici?
> >
> > Che sono giuste quelle basate sul merito ma non quelle basate sullo sfruttamento.
> >
> > Un esempio di disuguaglianza basata sul merito è la seguente: un pilota di aerei di linea rispetta tutte le norme di sicurezza, quel tipo di pilota con cui ti senti sicuro a viaggiare.
> > Un altro invece è un cazzone che mette in pericolo i passeggeri.
> >
> > È giusto che il primo faccia carriera mentre il secondo venga licenziato e finisca a raccogliere i rifiuti? Si.
> >
> >
> > Non sono giuste invece le disuguaglianze basate sullo sfruttamento. Il pilota responsabile merita di fare carriera e di ricevere uno stipendio adeguato. Se il padrone della compagnia aerea mostra ingratitudine verso il suo lavoro e lo sfrutta allora si viene a produrre una disuguaglianza ingiusta.
> >
> >
> > Tornando invece ai piloti, è ingiusto che un pilota faccia carriera per via del fatto che VIOLA le norme di sicurezza, così da far risparmiare soldi alla compagnia.
> >
> > Se quindi a finire a raccogliere la spazzatura è il pilota che rispetta le norme di sicurezza allora la disuguaglianza tra i due piloti è ingiusta, perché dei due quello che deve andare a raccogliere la spazzatura è quello che viola le norme di sicurezza.
> >
> >
> > In ogni caso c'è un limite massimo alle disuguaglianze tollerabili. A essere tollerabili sono le disuguaglianze per le quali una persona arriva a fine mese e un'altra se la passa bene, mentre non è tollerabile che qualcuno viva per strada e qualcun'altro nella villetta.
> > Quindi lo stato deve garantire a tutti il minimo vitale.
>
> Intendevo dire
>
> A > B > R
>
> e
>
> A ≤ R
>
> che esprimono ciò che non mi convince.
Con o senza reddito di cittadinanza cosa cambia?
Il paradosso c'è anche senza reddito di cittadinanza: cosa cambia infatti se è reddito di cittadinanza o stipendi?
In un circuito chiuso con massa monetaria fissa come quello che immagini te non esisterebbe il risparmio.
Proviamo a ragionarci sopra in termini di economia reale.
Immagina un sistema semplice in cui ci sono due aziende: una che fornisce alloggi e un'altra che fornisce alimentari.
Ciascuna azienda ha tre lavoratori.
La prima azienda ha prodotto sei alloggi e siccome ai suoi lavoratori ne servono solo tre, ne hanno tre in esubero.
La seconda azienda invece produce X di cibo e ai suoi lavoratori basta la metà di X. Quindi hanno la metà di X in esubero.
Le due aziende quindi si scambiano la parte in esubero, così tutti quanti hanno cibo e alloggio.
Una di queste persone sta a digiuno nei giorni dispari e congela il cibo che le avanza in un enorme congelatore.
Una volta che il congelatore è bello pieno propone questo affare all'altra azienda: loro costruiscono per lui un appartamento più bello in cambio dell'intera scorta di cibo.
Loro accettano e così facendo avviene la crescita economica, perché ora c'è un alloggio in più ed è più bello di tutti gli altri.
Oppure un altro modo in cui può avvenire crescita economica è aumentando la produttività: l'azienda che fornisce alloggi potrebbe dire a quella che fornisce cibo "forniteci più cibo e noi amplieremo i vostri alloggi".
Se l'affare va in porto, aumenta la produttività e l'economia cresce.
L'economia cresce quindi grazie ai sacrifici: o si risparmia di più o si lavora di più.
Con il tempo la tecnologia si evolve e l'azienda che produce cibo non ha più bisogno di lavoro umano perché producono le macchine.
Gli scambi continueranno ad avvenire allo stesso modo di prima, ma i lavoratori dell'azienda di alimentari non lavorano più. Non lavorano ma producono (il sogno di tutti i gatti), quindi hanno ancora cibo da scambiare con alloggi.
Tutto quadra con l'economia reale, giusto? Se però trasformi tutto in denaro si arriva al paradosso per cui non è possibile il risparmio.
L'azienda che fornisce alloggi dà in affitto ciascun alloggio in esubero a 100 euro.
I tre lavoratori dell'altra azienda quindi le versano in totale 300 euro.
I lavoratori dell'azienda immobiliare a loro volta utilizzeranno i soldi che incassano per comprare cibo dall'altra azienda.
Ecco, adesso immagina che il risparmiatore non metta cibo nel congelatore ma soldi sotto il materasso: a questo punto come farebbe l'altra azienda a incassare ancora 300 euro?
C'è un paradosso: non è possibile risparmiare denaro, quando invece sappiamo benissimo che risparmiare denaro è possibile.
Lo stesso paradosso per cui è impossibile il risparmio porta anche al paradosso per cui è impossibile il reddito di cittadinanza.
Come si risolve il paradosso? Con la variazione dei prezzi e con l'aumento/diminuzione della massa monetaria. Sono argomenti complicati: l'introduzione di un bene virtuale come il denaro complica di molto l'economia, per questo che molti non riescono a comprendere i suoi meccanismi. Per questo che bisogna fare l'università per capirli.
Quando non capisci qualcosa ragionaci sopra in termini di economia reale e poi tieni presente che il denaro è come un fluido che si adatta al recipiente: capire come esattamente è la parte difficile, ma se non hai intenzione di studiare economia puoi farti bastare questo.
Quindi, sul reddito di cittadinanza, ragionaci su in termini di economia reale.
Un'azienda prima produceva pomodori con la manodopera e adesso solo con le macchine.
I pomodori che prima venivano dati ai dipendenti come stipendio adesso restano nell'azienda: lo stato allora obbliga l'azienda a consegnarle una determinata quantità di pomodori così da poterli dare ai lavoratori disoccupati.
Cosa cambia tra prima (stipendi) e dopo (reddito di cittadinanza)? È la stessa cosa!
**Modificato dall'autore il 12.09.2021 14:16**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > E sulle disuguaglianze che dici?
> >
> > Che sono giuste quelle basate sul merito ma non quelle basate sullo sfruttamento.
> >
> > Un esempio di disuguaglianza basata sul merito è la seguente: un pilota di aerei di linea rispetta tutte le norme di sicurezza, quel tipo di pilota con cui ti senti sicuro a viaggiare.
> > Un altro invece è un cazzone che mette in pericolo i passeggeri.
> >
> > È giusto che il primo faccia carriera mentre il secondo venga licenziato e finisca a raccogliere i rifiuti? Si.
> >
> >
> > Non sono giuste invece le disuguaglianze basate sullo sfruttamento. Il pilota responsabile merita di fare carriera e di ricevere uno stipendio adeguato. Se il padrone della compagnia aerea mostra ingratitudine verso il suo lavoro e lo sfrutta allora si viene a produrre una disuguaglianza ingiusta.
> >
> >
> > Tornando invece ai piloti, è ingiusto che un pilota faccia carriera per via del fatto che VIOLA le norme di sicurezza, così da far risparmiare soldi alla compagnia.
> >
> > Se quindi a finire a raccogliere la spazzatura è il pilota che rispetta le norme di sicurezza allora la disuguaglianza tra i due piloti è ingiusta, perché dei due quello che deve andare a raccogliere la spazzatura è quello che viola le norme di sicurezza.
> >
> >
> > In ogni caso c'è un limite massimo alle disuguaglianze tollerabili. A essere tollerabili sono le disuguaglianze per le quali una persona arriva a fine mese e un'altra se la passa bene, mentre non è tollerabile che qualcuno viva per strada e qualcun'altro nella villetta.
> > Quindi lo stato deve garantire a tutti il minimo vitale.
>
> Intendevo dire
>
> A > B > R
>
> e
>
> A ≤ R
>
> che esprimono ciò che non mi convince.
Con o senza reddito di cittadinanza cosa cambia?
Il paradosso c'è anche senza reddito di cittadinanza: cosa cambia infatti se è reddito di cittadinanza o stipendi?
In un circuito chiuso con massa monetaria fissa come quello che immagini te non esisterebbe il risparmio.
Proviamo a ragionarci sopra in termini di economia reale.
Immagina un sistema semplice in cui ci sono due aziende: una che fornisce alloggi e un'altra che fornisce alimentari.
Ciascuna azienda ha tre lavoratori.
La prima azienda ha prodotto sei alloggi e siccome ai suoi lavoratori ne servono solo tre, ne hanno tre in esubero.
La seconda azienda invece produce X di cibo e ai suoi lavoratori basta la metà di X. Quindi hanno la metà di X in esubero.
Le due aziende quindi si scambiano la parte in esubero, così tutti quanti hanno cibo e alloggio.
Una di queste persone sta a digiuno nei giorni dispari e congela il cibo che le avanza in un enorme congelatore.
Una volta che il congelatore è bello pieno propone questo affare all'altra azienda: loro costruiscono per lui un appartamento più bello in cambio dell'intera scorta di cibo.
Loro accettano e così facendo avviene la crescita economica, perché ora c'è un alloggio in più ed è più bello di tutti gli altri.
Oppure un altro modo in cui può avvenire crescita economica è aumentando la produttività: l'azienda che fornisce alloggi potrebbe dire a quella che fornisce cibo "forniteci più cibo e noi amplieremo i vostri alloggi".
Se l'affare va in porto, aumenta la produttività e l'economia cresce.
L'economia cresce quindi grazie ai sacrifici: o si risparmia di più o si lavora di più.
Con il tempo la tecnologia si evolve e l'azienda che produce cibo non ha più bisogno di lavoro umano perché producono le macchine.
Gli scambi continueranno ad avvenire allo stesso modo di prima, ma i lavoratori dell'azienda di alimentari non lavorano più. Non lavorano ma producono (il sogno di tutti i gatti), quindi hanno ancora cibo da scambiare con alloggi.
Tutto quadra con l'economia reale, giusto? Se però trasformi tutto in denaro si arriva al paradosso per cui non è possibile il risparmio.
L'azienda che fornisce alloggi dà in affitto ciascun alloggio in esubero a 100 euro.
I tre lavoratori dell'altra azienda quindi le versano in totale 300 euro.
I lavoratori dell'azienda immobiliare a loro volta utilizzeranno i soldi che incassano per comprare cibo dall'altra azienda.
Ecco, adesso immagina che il risparmiatore non metta cibo nel congelatore ma soldi sotto il materasso: a questo punto come farebbe l'altra azienda a incassare ancora 300 euro?
C'è un paradosso: non è possibile risparmiare denaro, quando invece sappiamo benissimo che risparmiare denaro è possibile.
Lo stesso paradosso per cui è impossibile il risparmio porta anche al paradosso per cui è impossibile il reddito di cittadinanza.
Come si risolve il paradosso? Con la variazione dei prezzi e con l'aumento/diminuzione della massa monetaria. Sono argomenti complicati: l'introduzione di un bene virtuale come il denaro complica di molto l'economia, per questo che molti non riescono a comprendere i suoi meccanismi. Per questo che bisogna fare l'università per capirli.
Quando non capisci qualcosa ragionaci sopra in termini di economia reale e poi tieni presente che il denaro è come un fluido che si adatta al recipiente: capire come esattamente è la parte difficile, ma se non hai intenzione di studiare economia puoi farti bastare questo.
Quindi, sul reddito di cittadinanza, ragionaci su in termini di economia reale.
Un'azienda prima produceva pomodori con la manodopera e adesso solo con le macchine.
I pomodori che prima venivano dati ai dipendenti come stipendio adesso restano nell'azienda: lo stato allora obbliga l'azienda a consegnarle una determinata quantità di pomodori così da poterli dare ai lavoratori disoccupati.
Cosa cambia tra prima (stipendi) e dopo (reddito di cittadinanza)? È la stessa cosa!
**Modificato dall'autore il 12.09.2021 14:16**
Politica
Scritto da:
> E sulle disuguaglianze che dici?
Che sono giuste quelle basate sul merito ma non quelle basate sullo sfruttamento.
Un esempio di disuguaglianza basata sul merito è la seguente: un pilota di aerei di linea rispetta tutte le norme di sicurezza, quel tipo di pilota con cui ti senti sicuro a viaggiare.
Un altro invece è un cazzone che mette in pericolo i passeggeri.
È giusto che il primo faccia carriera mentre il secondo venga licenziato e finisca a raccogliere i rifiuti? Si.
Non sono giuste invece le disuguaglianze basate sullo sfruttamento. Il pilota responsabile merita di fare carriera e di ricevere uno stipendio adeguato. Se il padrone della compagnia aerea mostra ingratitudine verso il suo lavoro e lo sfrutta allora si viene a produrre una disuguaglianza ingiusta.
Tornando invece ai piloti, è ingiusto che un pilota faccia carriera per via del fatto che VIOLA le norme di sicurezza, così da far risparmiare soldi alla compagnia.
Se quindi a finire a raccogliere la spazzatura è il pilota che rispetta le norme di sicurezza allora la disuguaglianza tra i due piloti è ingiusta, perché dei due quello che deve andare a raccogliere la spazzatura è quello che viola le norme di sicurezza.
In ogni caso c'è un limite massimo alle disuguaglianze tollerabili. A essere tollerabili sono le disuguaglianze per le quali una persona arriva a fine mese e un'altra se la passa bene, mentre non è tollerabile che qualcuno viva per strada e qualcun'altro nella villetta.
Quindi lo stato deve garantire a tutti il minimo vitale.
**Modificato dall'autore il 12.09.2021 01:30**
> E sulle disuguaglianze che dici?
Che sono giuste quelle basate sul merito ma non quelle basate sullo sfruttamento.
Un esempio di disuguaglianza basata sul merito è la seguente: un pilota di aerei di linea rispetta tutte le norme di sicurezza, quel tipo di pilota con cui ti senti sicuro a viaggiare.
Un altro invece è un cazzone che mette in pericolo i passeggeri.
È giusto che il primo faccia carriera mentre il secondo venga licenziato e finisca a raccogliere i rifiuti? Si.
Non sono giuste invece le disuguaglianze basate sullo sfruttamento. Il pilota responsabile merita di fare carriera e di ricevere uno stipendio adeguato. Se il padrone della compagnia aerea mostra ingratitudine verso il suo lavoro e lo sfrutta allora si viene a produrre una disuguaglianza ingiusta.
Tornando invece ai piloti, è ingiusto che un pilota faccia carriera per via del fatto che VIOLA le norme di sicurezza, così da far risparmiare soldi alla compagnia.
Se quindi a finire a raccogliere la spazzatura è il pilota che rispetta le norme di sicurezza allora la disuguaglianza tra i due piloti è ingiusta, perché dei due quello che deve andare a raccogliere la spazzatura è quello che viola le norme di sicurezza.
In ogni caso c'è un limite massimo alle disuguaglianze tollerabili. A essere tollerabili sono le disuguaglianze per le quali una persona arriva a fine mese e un'altra se la passa bene, mentre non è tollerabile che qualcuno viva per strada e qualcun'altro nella villetta.
Quindi lo stato deve garantire a tutti il minimo vitale.
**Modificato dall'autore il 12.09.2021 01:30**
Scritto da:
> Un analogia
>
> i giocatori di una partita di calcio si accordano con l arbitro sulle regole del gioco.
>
> Ovviamente chi sta in panchina e non è rappresentato non ha voce in capitolo.
>
>
La politica rappresenta i cittadini, non i lavoratori, quindi di cosa parli? I disoccupati sono assolutamente rappresentati e non sono una classe separata da quella dei lavoratori, perché anche i lavoratori sono disoccupati a fasi alterne.
Infatti la previdenza professionale fa parte dei diritti dei lavoratori.
> Un analogia
>
> i giocatori di una partita di calcio si accordano con l arbitro sulle regole del gioco.
>
> Ovviamente chi sta in panchina e non è rappresentato non ha voce in capitolo.
>
>
La politica rappresenta i cittadini, non i lavoratori, quindi di cosa parli? I disoccupati sono assolutamente rappresentati e non sono una classe separata da quella dei lavoratori, perché anche i lavoratori sono disoccupati a fasi alterne.
Infatti la previdenza professionale fa parte dei diritti dei lavoratori.
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > > Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni?
> > > > >
> > > > > Detto tutto questo no, ma Yoda si è fatto diversi mesi di reddito di cittadinanza e lavoro non gliel'hanno trovato né cercato. In Italia lavoro non ce n'è, quindi prendere il reddito di cittadinanza e dover essere disponibile se ti ofrono un lavoro è pura teoria.
> > > >
> > > > Le tue obiezioni fanno capire perché il reddito di cittadinanza serve: se il lavoro non c'è allora come cazzo fanno le persone tagliate fuori a mangiare?
> > > >
> > > > Il reddito di cittadinanza serve appunto per via del fatto che non c'è lavoro. Meno lavoro c'è e più serve.
> > >
> > > Infatti il principio è proprio quello. La mia obiezione verte sulla domanda: chi lo paga?
> > >
> >
> > Gli occupati, gli imprenditori, le aziende e l'eni.
>
> Riformulo la domanda. In uno scenario per ora futuro in cui tutto è prodotto da aziende automatizzate, per cui sul mercato non c'è posto per nessun altro perché nessuno può essere concorrenziale con un robot, e gli unici sparuti posti di lavoro rimasti sono per tecnici che fan funzionare i robot, se nessuno ha più un lavoro nessuno ha i soldi per comprare i prodotti. Allora si introduce il reddito universale: si danno soldi a tutti in modo che tutti possano comprare i prodotti e l'economia giri.
>
> Questi soldi, da dove vengono?
>
> I soli a cui sono rimasti soldi sono
>
> i tecnici che sono gli unici rimasti ad avere un lavoro, ma sono in proporzione pochi: inoltre a pagarli sono le aziende per cui possiamo dire che il loro contributo al reddito universale proviene dalle aziende, e accomunarlo al punto seguente;
>
> le aziende: ma i soldi delle aziende provengono dalle vendite di prodotti a coloro a cui le aziende pagano il reddito di cittadinanza.
>
> L'insieme delle aziende ricava dalle sue attività A e paga B < A di tasse, delle quali una parte R < B finanzia i redditi di cittadinanza:
>
> A > B > R
>
> Ma gli introiti A delle aziende provengono in definitiva dai consumatori, i quali hanno a disposizione la somma R per comprarli: al massimo perciò A può essere uguale a R (se R non è tassato e non viene tenuto da parte o usato per altre cose)
>
> A <= R
>
> ma abbiamo visto che R << A. Il conto non torna.
Mi sembra piuttosto banale la questione.
Se le aziende producono tutto con le macchine e non hanno più bisogno di nemmeno un lavoratore gli scenari possibili sono due:
- Ora i padroni delle aziende fanno profitti enormi perché gli stipendi che prima andavano ai lavoratori adesso vanno tutti a loro nel profitto.
In questo caso lo stato, tassando gli enormi profitti, tira fuori i soldi che prima andavano agli stipendi e li mette nel reddito di cittadinanza.
- Non essendo più necessaria la manodopera i costi di produzione sono bassissimi e quindi la merce ti viene praticamente regalata. I padroni non fanno più profitto rispetto a ora, ma usano l'abbassamento dei costi di produzione per abbassare i prezzi.
In questo caso basterebbero magari 300 euro al mese di reddito di cittadinanza, perché il potere d'acquisto di 300 euro adesso è enorme.
Però questi sono scenari che non esistono nel mondo reale.
Il reddito di cittadinanza nella realtà è solo una specie di assicurazione che incassa soldi da chi ha reddito per assicurare tutti quanti contro il rischio della povertà: le persone che vanno incontro al rischio ricevono sussidi.
È il banale principio della solidarietà che si usa anche nelle assicurazioni.
**Modificato dall'autore il 11.09.2021 21:14**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > > Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni?
> > > > >
> > > > > Detto tutto questo no, ma Yoda si è fatto diversi mesi di reddito di cittadinanza e lavoro non gliel'hanno trovato né cercato. In Italia lavoro non ce n'è, quindi prendere il reddito di cittadinanza e dover essere disponibile se ti ofrono un lavoro è pura teoria.
> > > >
> > > > Le tue obiezioni fanno capire perché il reddito di cittadinanza serve: se il lavoro non c'è allora come cazzo fanno le persone tagliate fuori a mangiare?
> > > >
> > > > Il reddito di cittadinanza serve appunto per via del fatto che non c'è lavoro. Meno lavoro c'è e più serve.
> > >
> > > Infatti il principio è proprio quello. La mia obiezione verte sulla domanda: chi lo paga?
> > >
> >
> > Gli occupati, gli imprenditori, le aziende e l'eni.
>
> Riformulo la domanda. In uno scenario per ora futuro in cui tutto è prodotto da aziende automatizzate, per cui sul mercato non c'è posto per nessun altro perché nessuno può essere concorrenziale con un robot, e gli unici sparuti posti di lavoro rimasti sono per tecnici che fan funzionare i robot, se nessuno ha più un lavoro nessuno ha i soldi per comprare i prodotti. Allora si introduce il reddito universale: si danno soldi a tutti in modo che tutti possano comprare i prodotti e l'economia giri.
>
> Questi soldi, da dove vengono?
>
> I soli a cui sono rimasti soldi sono
>
> i tecnici che sono gli unici rimasti ad avere un lavoro, ma sono in proporzione pochi: inoltre a pagarli sono le aziende per cui possiamo dire che il loro contributo al reddito universale proviene dalle aziende, e accomunarlo al punto seguente;
>
> le aziende: ma i soldi delle aziende provengono dalle vendite di prodotti a coloro a cui le aziende pagano il reddito di cittadinanza.
>
> L'insieme delle aziende ricava dalle sue attività A e paga B < A di tasse, delle quali una parte R < B finanzia i redditi di cittadinanza:
>
> A > B > R
>
> Ma gli introiti A delle aziende provengono in definitiva dai consumatori, i quali hanno a disposizione la somma R per comprarli: al massimo perciò A può essere uguale a R (se R non è tassato e non viene tenuto da parte o usato per altre cose)
>
> A <= R
>
> ma abbiamo visto che R << A. Il conto non torna.
Mi sembra piuttosto banale la questione.
Se le aziende producono tutto con le macchine e non hanno più bisogno di nemmeno un lavoratore gli scenari possibili sono due:
- Ora i padroni delle aziende fanno profitti enormi perché gli stipendi che prima andavano ai lavoratori adesso vanno tutti a loro nel profitto.
In questo caso lo stato, tassando gli enormi profitti, tira fuori i soldi che prima andavano agli stipendi e li mette nel reddito di cittadinanza.
- Non essendo più necessaria la manodopera i costi di produzione sono bassissimi e quindi la merce ti viene praticamente regalata. I padroni non fanno più profitto rispetto a ora, ma usano l'abbassamento dei costi di produzione per abbassare i prezzi.
In questo caso basterebbero magari 300 euro al mese di reddito di cittadinanza, perché il potere d'acquisto di 300 euro adesso è enorme.
Però questi sono scenari che non esistono nel mondo reale.
Il reddito di cittadinanza nella realtà è solo una specie di assicurazione che incassa soldi da chi ha reddito per assicurare tutti quanti contro il rischio della povertà: le persone che vanno incontro al rischio ricevono sussidi.
È il banale principio della solidarietà che si usa anche nelle assicurazioni.
**Modificato dall'autore il 11.09.2021 21:14**
Politica
https://forum.termometropolitico.it/823340-loccide... 
È una tesi che va di moda tra i liberisti quella secondo cui l'occidente è la parte più evoluta della terra per via del capitalismo, nonché grazie al profitto che rende le persone geniali.
Vediamo di smontare questa cazzata. Gli occidentali non si sono evoluti più di africani, arabi e sudamericani per via del capitalismo, ma per via del fatto che sono mediamente più intelligenti e più istruiti di tutti gli altri.
Gli unici che battono gli occidentali per istruzione e per intelligenza sono i nordasiatici.
I liberisti in sostanza osservano una correlazione spuria: i paesi più capitalisti sono quelli più evoluti, ma la causa non è il capitalismo, bensì l'intelligenza e l'istruzione.
A dimostrare che si tratta di una correlazione spuria è la Cina: i cinesi hanno il socialismo e il loro paese è sviluppato. Questo dimostra che non serve il capitalismo ma l'intelligenza per avere una società evoluta.
I liberisti ovviamente negano che la Cina sia socialista per pararsi il culo, ma secondo voi quanto può essere liberista uno stato in cui il 70% delle persone lavorano in aziende statali?
La questione quindi è semplice: un paese africano con capitalismo o socialismo si evolverà ben poco, mentre un paese nordasiatico o occidentale si evolverà sia col capitalismo che col socialismo. Il problema del capitalismo non è che non crea innovazione (l'innovazione la creano i lavoratori intelligenti), ma che è un sistema basato su ruberie e sfruttamento.
Dal punto di vista dell'innovazione tra capitalismo e socialismo non c'è differenza, perché un bravo inventore resta un bravo inventore a prescindere dal sistema.
Se lo metti a lavorare per un'azienda questa produrrà lavatrice innovative indipendentemente dal fatto che sia pubblica o privata, solo che quella pubblica non fotte denaro all'inventore con il plusvalore.
Infatti ogni tanto vengono fatti discorsi assurdi: si prende come esempio una lavatrice fatta male nell'URSS per dimostrare che le aziende statali producono schifezze, ma forse se la lavatrice faceva schifo era solo perché l'azienda pubblica non era riuscita a trovare un ingegnere valido.
Perché mai un ingegnere valido di un'azienda privata non dovrebbe produrre lavatrici di qualità se viene assunto da quella pubblica? Cos'è, nelle aziende private c'è forse un'energia spirituale mistica che rende l'ingegnere intelligente come per magia?
Infatti sono chiaramente discorsi del cazzo, perché non esiste nessuna correlazione di questo tipo.
Io per esempio ho uno smartphone Huawei, un'azienda dello stato cinese. Mi è costato poco e vi assicuro che funziona benissimo.
Avete mai fatto benzina all'eni (azienda di proprietà dello stato italiano)? Vi sembra che la benzina dell'eni non faccia quello che deve fare? L'auto va in panne con la benzina dell'eni? Non mi risulta.
Probabilmente l'intelligenza è fortemente legata alla genetica, mentre l'istruzione c'è grazie alla scuola pubblica gratuita: sicuramente i liberisti ne avranno dette di tutti i colori contro la scuola pubblica gratuita quando stava per essere introdotta. Si fosse dato retta alle loro cazzate l'istruzione sarebbe stata una cosa elitaria e ci saremmo evoluti molto meno.

È una tesi che va di moda tra i liberisti quella secondo cui l'occidente è la parte più evoluta della terra per via del capitalismo, nonché grazie al profitto che rende le persone geniali.
Vediamo di smontare questa cazzata. Gli occidentali non si sono evoluti più di africani, arabi e sudamericani per via del capitalismo, ma per via del fatto che sono mediamente più intelligenti e più istruiti di tutti gli altri.
Gli unici che battono gli occidentali per istruzione e per intelligenza sono i nordasiatici.
I liberisti in sostanza osservano una correlazione spuria: i paesi più capitalisti sono quelli più evoluti, ma la causa non è il capitalismo, bensì l'intelligenza e l'istruzione.
A dimostrare che si tratta di una correlazione spuria è la Cina: i cinesi hanno il socialismo e il loro paese è sviluppato. Questo dimostra che non serve il capitalismo ma l'intelligenza per avere una società evoluta.
I liberisti ovviamente negano che la Cina sia socialista per pararsi il culo, ma secondo voi quanto può essere liberista uno stato in cui il 70% delle persone lavorano in aziende statali?
La questione quindi è semplice: un paese africano con capitalismo o socialismo si evolverà ben poco, mentre un paese nordasiatico o occidentale si evolverà sia col capitalismo che col socialismo. Il problema del capitalismo non è che non crea innovazione (l'innovazione la creano i lavoratori intelligenti), ma che è un sistema basato su ruberie e sfruttamento.
Dal punto di vista dell'innovazione tra capitalismo e socialismo non c'è differenza, perché un bravo inventore resta un bravo inventore a prescindere dal sistema.
Se lo metti a lavorare per un'azienda questa produrrà lavatrice innovative indipendentemente dal fatto che sia pubblica o privata, solo che quella pubblica non fotte denaro all'inventore con il plusvalore.
Infatti ogni tanto vengono fatti discorsi assurdi: si prende come esempio una lavatrice fatta male nell'URSS per dimostrare che le aziende statali producono schifezze, ma forse se la lavatrice faceva schifo era solo perché l'azienda pubblica non era riuscita a trovare un ingegnere valido.
Perché mai un ingegnere valido di un'azienda privata non dovrebbe produrre lavatrici di qualità se viene assunto da quella pubblica? Cos'è, nelle aziende private c'è forse un'energia spirituale mistica che rende l'ingegnere intelligente come per magia?
Infatti sono chiaramente discorsi del cazzo, perché non esiste nessuna correlazione di questo tipo.
Io per esempio ho uno smartphone Huawei, un'azienda dello stato cinese. Mi è costato poco e vi assicuro che funziona benissimo.
Avete mai fatto benzina all'eni (azienda di proprietà dello stato italiano)? Vi sembra che la benzina dell'eni non faccia quello che deve fare? L'auto va in panne con la benzina dell'eni? Non mi risulta.
Probabilmente l'intelligenza è fortemente legata alla genetica, mentre l'istruzione c'è grazie alla scuola pubblica gratuita: sicuramente i liberisti ne avranno dette di tutti i colori contro la scuola pubblica gratuita quando stava per essere introdotta. Si fosse dato retta alle loro cazzate l'istruzione sarebbe stata una cosa elitaria e ci saremmo evoluti molto meno.
Cinema
Il film racconta la storia di Greville Wynne
, un uomo d'affari inglese che venne usato come corriere, durante la guerra fredda, per portare in occidente informazioni segrete sull'attività del governo sovietico, in particolare sulla corsa alle armi nucleari.
A passargli le informazioni era il traditore Oleg Vladimirovič Pen'kovskij (
https://it.wikipedia.org/wiki/Oleg_Vladimirovi%C4%...
), che lavorava nel governo sovietico.
Wynne passava a Oleg informazioni sull'innovazione dell'industria occidentale: l'attività di corriere di Wynne veniva quindi mascherata con l'attività di un uomo di affari che vendeva informazioni utili al governo russo.
Un buon voto in IMDB: 7.1 su 10.
Trailer
Film in streaming 4K: https://altadefinizione.sale/lombra-delle-spie-str...
**Modificato dall'autore il 11.09.2021 01:26**
, un uomo d'affari inglese che venne usato come corriere, durante la guerra fredda, per portare in occidente informazioni segrete sull'attività del governo sovietico, in particolare sulla corsa alle armi nucleari.A passargli le informazioni era il traditore Oleg Vladimirovič Pen'kovskij (
), che lavorava nel governo sovietico.Wynne passava a Oleg informazioni sull'innovazione dell'industria occidentale: l'attività di corriere di Wynne veniva quindi mascherata con l'attività di un uomo di affari che vendeva informazioni utili al governo russo.
Un buon voto in IMDB: 7.1 su 10.
Trailer
Film in streaming 4K: https://altadefinizione.sale/lombra-delle-spie-str...

**Modificato dall'autore il 11.09.2021 01:26**
Politica
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da:
> > > > > Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni?
> > > >
> > > > Detto tutto questo no, ma Yoda si è fatto diversi mesi di reddito di cittadinanza e lavoro non gliel'hanno trovato né cercato. In Italia lavoro non ce n'è, quindi prendere il reddito di cittadinanza e dover essere disponibile se ti ofrono un lavoro è pura teoria.
> > >
> > > Le tue obiezioni fanno capire perché il reddito di cittadinanza serve: se il lavoro non c'è allora come cazzo fanno le persone tagliate fuori a mangiare?
> > >
> > > Il reddito di cittadinanza serve appunto per via del fatto che non c'è lavoro. Meno lavoro c'è e più serve.
> >
> > Infatti il principio è proprio quello. La mia obiezione verte sulla domanda: chi lo paga?
> >
>
> Gli occupati, gli imprenditori, le aziende e l'eni.

> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da:
> > > > > Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni?
> > > >
> > > > Detto tutto questo no, ma Yoda si è fatto diversi mesi di reddito di cittadinanza e lavoro non gliel'hanno trovato né cercato. In Italia lavoro non ce n'è, quindi prendere il reddito di cittadinanza e dover essere disponibile se ti ofrono un lavoro è pura teoria.
> > >
> > > Le tue obiezioni fanno capire perché il reddito di cittadinanza serve: se il lavoro non c'è allora come cazzo fanno le persone tagliate fuori a mangiare?
> > >
> > > Il reddito di cittadinanza serve appunto per via del fatto che non c'è lavoro. Meno lavoro c'è e più serve.
> >
> > Infatti il principio è proprio quello. La mia obiezione verte sulla domanda: chi lo paga?
> >
>
> Gli occupati, gli imprenditori, le aziende e l'eni.

Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni?
> > >
> > > Detto tutto questo no, ma Yoda si è fatto diversi mesi di reddito di cittadinanza e lavoro non gliel'hanno trovato né cercato. In Italia lavoro non ce n'è, quindi prendere il reddito di cittadinanza e dover essere disponibile se ti ofrono un lavoro è pura teoria.
> >
> > Le tue obiezioni fanno capire perché il reddito di cittadinanza serve: se il lavoro non c'è allora come cazzo fanno le persone tagliate fuori a mangiare?
> >
> > Il reddito di cittadinanza serve appunto per via del fatto che non c'è lavoro. Meno lavoro c'è e più serve.
>
> Infatti il principio è proprio quello. La mia obiezione verte sulla domanda: chi lo paga?
>
Gli occupati, gli imprenditori, le aziende e l'eni.
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni?
> > >
> > > Detto tutto questo no, ma Yoda si è fatto diversi mesi di reddito di cittadinanza e lavoro non gliel'hanno trovato né cercato. In Italia lavoro non ce n'è, quindi prendere il reddito di cittadinanza e dover essere disponibile se ti ofrono un lavoro è pura teoria.
> >
> > Le tue obiezioni fanno capire perché il reddito di cittadinanza serve: se il lavoro non c'è allora come cazzo fanno le persone tagliate fuori a mangiare?
> >
> > Il reddito di cittadinanza serve appunto per via del fatto che non c'è lavoro. Meno lavoro c'è e più serve.
>
> Infatti il principio è proprio quello. La mia obiezione verte sulla domanda: chi lo paga?
>
Gli occupati, gli imprenditori, le aziende e l'eni.
Politica
Scritto da:
> > Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni?
>
> Detto tutto questo no, ma Yoda si è fatto diversi mesi di reddito di cittadinanza e lavoro non gliel'hanno trovato né cercato. In Italia lavoro non ce n'è, quindi prendere il reddito di cittadinanza e dover essere disponibile se ti ofrono un lavoro è pura teoria.
Le tue obiezioni fanno capire perché il reddito di cittadinanza serve: se il lavoro non c'è allora come cazzo fanno le persone tagliate fuori a mangiare?
Il reddito di cittadinanza serve appunto per via del fatto che non c'è lavoro. Meno lavoro c'è e più serve.
**Modificato dall'autore il 10.09.2021 11:53**
> > Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni?
>
> Detto tutto questo no, ma Yoda si è fatto diversi mesi di reddito di cittadinanza e lavoro non gliel'hanno trovato né cercato. In Italia lavoro non ce n'è, quindi prendere il reddito di cittadinanza e dover essere disponibile se ti ofrono un lavoro è pura teoria.
Le tue obiezioni fanno capire perché il reddito di cittadinanza serve: se il lavoro non c'è allora come cazzo fanno le persone tagliate fuori a mangiare?
Il reddito di cittadinanza serve appunto per via del fatto che non c'è lavoro. Meno lavoro c'è e più serve.
**Modificato dall'autore il 10.09.2021 11:53**
Arricchimento culturale in Svezia
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Politica
Scritto da:
> La socialdemocrazia ha di buono l universalismo dei diritti sociali.
>
> Il rdc non segue questa strada.
È impossibile fare un reddito di cittadinanza universale in Italia, perché per farlo bisognerebbe raddoppiare le entrate dello stato e visto che già adesso c'è chi paga il 50% a quel punto pagherebbe il 100%.
>
> Poi di negativo la socialdemocrazia ha l eccessiva regolamentazione.Soprattutto del mercato del lavoro.Ovviamente queste regole sono spesso inique e gestite dagli stessi attori dei giochi.Quindi con conflitti di interesse a danno di altri.In questo campo l anarchia capitalista è migliore, come lo è la dittatura.
>
>
La regolamentazione del lavoro è la cosa migliore della socialdemocrazia: salari minimi, tetti alle ore di lavoro, vacanze minime, ecc ecc... tutte cose essenziali!
> La socialdemocrazia ha di buono l universalismo dei diritti sociali.
>
> Il rdc non segue questa strada.
È impossibile fare un reddito di cittadinanza universale in Italia, perché per farlo bisognerebbe raddoppiare le entrate dello stato e visto che già adesso c'è chi paga il 50% a quel punto pagherebbe il 100%.
>
> Poi di negativo la socialdemocrazia ha l eccessiva regolamentazione.Soprattutto del mercato del lavoro.Ovviamente queste regole sono spesso inique e gestite dagli stessi attori dei giochi.Quindi con conflitti di interesse a danno di altri.In questo campo l anarchia capitalista è migliore, come lo è la dittatura.
>
>
La regolamentazione del lavoro è la cosa migliore della socialdemocrazia: salari minimi, tetti alle ore di lavoro, vacanze minime, ecc ecc... tutte cose essenziali!
Politica
Boldrin e Du Fer.
Il mio commento.
È vero che i grillini sono cialtroni, però sono anche la cosa più vicina che ci sia alla socialdemocrazia e quindi magari qualche battaglia socialdemocratica la portano a casa (hanno già portato il reddito di cittadinanza, grande vittoria socialdemocratica).
Senza il M5S restano i fascisti cagnolini di Orban e i liberal fighetti del centro-sinistra.
Bisogna solo sperare che il M5S venga sostituito da dei socialdemocratici seri.
Io mi preoccuperei di più dei fascisti cagnolini di Orban, francamente.
Questo invece è il bel discorso di Mattarella menzionato da Du Fer.
**Modificato dall'autore il 10.09.2021 04:42**
Il mio commento.
È vero che i grillini sono cialtroni, però sono anche la cosa più vicina che ci sia alla socialdemocrazia e quindi magari qualche battaglia socialdemocratica la portano a casa (hanno già portato il reddito di cittadinanza, grande vittoria socialdemocratica).
Senza il M5S restano i fascisti cagnolini di Orban e i liberal fighetti del centro-sinistra.
Bisogna solo sperare che il M5S venga sostituito da dei socialdemocratici seri.
Io mi preoccuperei di più dei fascisti cagnolini di Orban, francamente.
Questo invece è il bel discorso di Mattarella menzionato da Du Fer.
**Modificato dall'autore il 10.09.2021 04:42**
Politica
Briatore e il (reiterato) lamento sulla carenza di stagionali causa Reddito di Cittadinanza. La sua azienda non ha mai cercato lavoratori né al consorzio balneari, né al centro per l’impiego. E a giugno era già “full”.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/09/briato... 
L'imprenditore continua a sostenere di aver avuto grosse difficoltà a trovare lavoratori in questi mesi, a causa della concorrenza del Reddito. Nel corso dell'inchiesta condotta lo scorso giugno, ilfattoquotidiano.it
ha bussato alle porte del suo stabilimento balneare in Versilia per cercare lavoro: risultava tutto full. Vista la "difficoltà" a trovare lavoratori, lo staff di Briatore si sarà rivolto alle agenzie? Il consorzio mare Versilia di Pietrasanta non ha mai avuto richieste dal Twiga. Anche la piattaforma dei centri per l'impiego di Lucca non ha mai ospitato inserzioni di quella società. La dirigente: "Non sarebbe la prima volta che ci capita di leggere esternazioni di imprenditori che lamentano di non trovare dipendenti prima ancora di rivolgersi a noi".
**Modificato dall'autore il 10.09.2021 03:26**

L'imprenditore continua a sostenere di aver avuto grosse difficoltà a trovare lavoratori in questi mesi, a causa della concorrenza del Reddito. Nel corso dell'inchiesta condotta lo scorso giugno, ilfattoquotidiano.it
ha bussato alle porte del suo stabilimento balneare in Versilia per cercare lavoro: risultava tutto full. Vista la "difficoltà" a trovare lavoratori, lo staff di Briatore si sarà rivolto alle agenzie? Il consorzio mare Versilia di Pietrasanta non ha mai avuto richieste dal Twiga. Anche la piattaforma dei centri per l'impiego di Lucca non ha mai ospitato inserzioni di quella società. La dirigente: "Non sarebbe la prima volta che ci capita di leggere esternazioni di imprenditori che lamentano di non trovare dipendenti prima ancora di rivolgersi a noi".**Modificato dall'autore il 10.09.2021 03:26**
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > Prima di tutto le entrate dello stato non sono solo fiscali.
> > >
> > > Che altro?
> > >
> > > > Ho già detto che per esempio solo il 54% delle entrate del Canton Ticino sono fiscali. Quindi uno può dire che l'assistenza sociale è coperta dal restante 46%.
> > >
> > > Il resto da dove proviene?
> >
> > Queste sono delle belle domande... puoi aiutarmi te a capirlo.
> >
> > Io ho solo capito che il 54% delle entrate sono fiscali e il resto è "altro".
>
> Dove abbia le mani in pasta il Ticino non so, ma per l'Italia potrebbero essere partecipazioni in ciò che resta nell'industria di stato (hai citato l'ENI, ma altre partecipazioni potrebbero spiegare l'accanimento con le grandi opere) e proventi da forniture di servizi come l'acqua potabile, ma mi accorgo che questo ricade nella categoria delle partecipazioni.
Però da quel che ho capito l'Italia prende quasi tutto con le imposte e solo una piccola parte con "altro".
È invece interessante che nel caso del Ticino la voce "altro" è molto grande. Quindi un ticinese nella media paga circa 4'000 franchi di imposte (una mensilità di stipendio), ma il cantone dispone di 8'000 franchi a persona.
> > Non fare discorsi da liberista annoiato: l'assistenza sociale ti obbliga a cercare lavoro e a dare la tua disponibilità per lavori di pubblica utilità, piuttosto che per corsi e training.
> >
> > Non credere alla stronzata che gli stati ti danno soldi per stare sul divano.
>
> Tu dichiari la disponibilità ma se i lavori non ci sono, non devi nemmeno fare la scena come in Trainspotting.
Non hai capito. Te lo spiego meglio.
Quando avevo finito la scuola mi ero messo a cercare lavoro e uno che andava a scuola con me mi ha messo in contatto con un imprenditore che cercava qualcuno da assumere attraverso l'AD (Assicurazione Disoccupazione).
Le persone appena diplomate hanno diritto a 6 mesi di AD sebbene non abbiano mai versato contributi, quindi mi sono iscritto all'AD e mi sono fatto assumere da quel tizio.
Appena iscritto, dovetti partecipare a una lezione informativa. Un tizio per quella lezione arrivò con 5 minuti di ritardo e l'insegnante lo cacciò dall'aula, che tradotto significa "verrai un altro giorno per la lezione e ti penalizzeremo dandoti meno soldi".
Comunque, il neodiplomato che sta cercando lavoro ha diritto a 6 mesi e prende X, mentre io rientravo nella categoria del "neodiplomato che lavora" (programma di inserimento nel lavoro, chiamato "provvedimenti per il mercato del lavoro) quindi prendevo Y dall'AD (Y > X) e avevo diritto a un anno di sussidi anziché a 6 mesi.
Sostanzialmente io lavoravo per un'azienda ma non venivo pagato dall'azienda, bensì dall'AD.
Io durante quell'anno, oltre a lavorare 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana (più gli straordinari durante i giorni di festa), dovevo fare ricerche di lavoro (3 a settimana, fissate dal consulente) e presentarmi una volta al mese all'ufficio dell'AD con una tabella che riportava tutte le ricerche di lavoro effettuate durante il mese: in allegato alla tabella tutte le lettere e le email che avevo scritto.
A un certo punto un'azienda distante mi rispose "forse possiamo farle fare qualcosa", ma il tizio per cui lavoravo (azienda vicino a casa mia) mi parlava di "grandi progetti" e cose tipo "tu potrai essere il capoprogetto" e cose del genere, quindi ho buttato nel camino la risposta di quell'azienda perché altrimenti l'AD mi avrebbe obbligato a farmi assumere lasciando l'azienda per cui stavo lavorando.
La mia consulente per qualche motivo si fissò su quella ricerca di lavoro e continuava a farmi domande tipo: "Hanno risposto? Provi a sollecitare!".
Io mentivo spudoratamente dicendo che non avevo mai ricevuto nessuna risposta e lei sembrava quasi in punto di prendere la cornetta del telefono e chiamare l'azienda... ma poi, miracolo, si licenziò improvvisamente dal suo posto di lavoro e mi fu assegnata un'altra consulente.
Al primo colloquio con la nuova consulente, la tipa prese il verbale di quella vecchia e lo lesse ad alta voce. Lesse ad alta voce nel verbale "si aspettano risposte dall'azienda X" e io mi dissi "merda, adesso si ricomincia con l'interrogatorio", invece la nuova consulente non riuscì a recepire l'importanza di quell'informazione, quindi finito di leggere il verbale mi fece un sorriso e mi disse "Ok, niente di importante!" e non fece più nessuna domanda.
Mi salvai per culo, perché il mio caso fu passato a una persona che non sapeva niente, ma andare all'AD è un po' come andare in polizia.
Comunque, finito quell'anno di sussidi il mio capo mi disse "io non ho soldi per pagarti" e la consulente dell'AD mi disse: "Visto che adesso non lavora più dovrà fare 5 ricerche di lavoro a settimana anziché 3" e io non sapevo più dove cazzo scrivere, perché 5 ricerche di lavoro a settimana sono tante e allora lei mi diceva "cerchi lavoro anche come lavapiatti, così riesce a farne 5 a settimana".
Visto che tanto non ricevevo più sussidi mi dissi "fanculo, mi tolgo dai coglioni" e la consulente mi spiegò: "Se vuole ricevere ancora sussidi deve entrare in assistenza sociale e dovrà continuare a venire da me con le ricerche di lavoro".
In assistenza sociale non ci sono mai entrato, ma la teoria la conosco: le rendite dell'AD hanno una logica assicurativa e sono quindi proporzionali ai contributi versati. L'AD non va in perdita, fa pareggio di bilancio: i lavoratori versano qualche contributo in più per permettere anche ai neodiplomati che non hanno mai versato contributi di avere 6 mesi di sussidi.
L'assistenza sociale invece è pagata direttamente dal cantone ed è in perdita, ma ti versa solo il minimo vitale.
L'AD copre il rischio di perdita del lavoro. L'assistenza sociale copre il rischio di non riuscire a trovare lavoro durante il periodo coperto dall'AD.
Comunque, una volta che finiscono le rendite AD e finisci in assistenza devi continuare ad andare a incontrare il consulente poliziotto dell'AD.
Il consulente se vuoi lo puoi ingannare, ma devi stare attento, perché se gli salta in testa di alzare la cornetta e scopre che hai rifiutato un'offerta di lavoro penso che ricevi un calcio in culo peggiore rispetto al tizio che è arrivato alla lezione con 5 minuti di ritardo.
Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni? Tu credi veramente ai liberisti da bar berlusconiani e renziani (ormai conosco questa razza italica ed è piuttosto ignorante e penosa, se permetti)?
> Il reddito di cittadinanza non coincide con l'assistenza sociale. Questa funziona sul principio per cui chi guadagna mantiene i disoccupati e gli incapaci, ma non gli yodi e i gatti selvaggi perché $isee; mentre quello dovrebbe in teoria essere un modo per distribuire a tutti la ricchezza generata da grandi aziende e attività che distruggono posti di lavoro. Il problema di cui il reddito di cittadinanza dovrebbe essere la soluzione è la distruzione di posti di lavoro da parte dell'automazione e dell'informatizzazione. Ovviamente non siamo ancora a quel punto, ma è lì che stiamo andando.
>
> Quello che io temo è che se ho un garage, lo affitto a 50 euro e lo stato me ne barba 20 con cui pago parte di una immensa rete di stipendi a gente che non fa nulla, non ha garage, ma ha il televisore ultrapiatto da 4K che io non posso vagamente permettermi.
Il marito di mia sorella che lavora in municipio dice che loro nel comune hanno persone che hanno la casa e sono in assistenza.
L'assistenza ti viene versata dal cantone, ma il tuo caso lo segue il comune, per questo che lui sa tutto sulle persone in assistenza.
Chi è in assistenza non paga imposte.
Infatti io sono d'accordo con questo sistema: se uno ha la casa dagliela comunque l'assistenza, ma se ha 10 ville il discorso cambia. Se hai 10 ville comincia a venderne almeno 5, poi vedrai che qualche soldo per vivere ce l'avrai.
Chi ha 10 ville, mi dispiace, non è povero anche se non ha entrate. Deve solo liquidare il suo patrimonio, poi i soldi per sopravvivere per altre tre vite ce li ha.
Il problema è che gatto un lavoro non lo vuole, quindi come farebbe a stare in assistenza che lo obbliga a cercare lavoro? È appunto per questo che l'assistenza non è roba per gatti come dicono i liberisti da bar.
**Modificato dall'autore il 10.09.2021 02:48**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > Prima di tutto le entrate dello stato non sono solo fiscali.
> > >
> > > Che altro?
> > >
> > > > Ho già detto che per esempio solo il 54% delle entrate del Canton Ticino sono fiscali. Quindi uno può dire che l'assistenza sociale è coperta dal restante 46%.
> > >
> > > Il resto da dove proviene?
> >
> > Queste sono delle belle domande... puoi aiutarmi te a capirlo.
> >
> > Io ho solo capito che il 54% delle entrate sono fiscali e il resto è "altro".
>
> Dove abbia le mani in pasta il Ticino non so, ma per l'Italia potrebbero essere partecipazioni in ciò che resta nell'industria di stato (hai citato l'ENI, ma altre partecipazioni potrebbero spiegare l'accanimento con le grandi opere) e proventi da forniture di servizi come l'acqua potabile, ma mi accorgo che questo ricade nella categoria delle partecipazioni.
Però da quel che ho capito l'Italia prende quasi tutto con le imposte e solo una piccola parte con "altro".
È invece interessante che nel caso del Ticino la voce "altro" è molto grande. Quindi un ticinese nella media paga circa 4'000 franchi di imposte (una mensilità di stipendio), ma il cantone dispone di 8'000 franchi a persona.
> > Non fare discorsi da liberista annoiato: l'assistenza sociale ti obbliga a cercare lavoro e a dare la tua disponibilità per lavori di pubblica utilità, piuttosto che per corsi e training.
> >
> > Non credere alla stronzata che gli stati ti danno soldi per stare sul divano.
>
> Tu dichiari la disponibilità ma se i lavori non ci sono, non devi nemmeno fare la scena come in Trainspotting.
Non hai capito. Te lo spiego meglio.
Quando avevo finito la scuola mi ero messo a cercare lavoro e uno che andava a scuola con me mi ha messo in contatto con un imprenditore che cercava qualcuno da assumere attraverso l'AD (Assicurazione Disoccupazione).
Le persone appena diplomate hanno diritto a 6 mesi di AD sebbene non abbiano mai versato contributi, quindi mi sono iscritto all'AD e mi sono fatto assumere da quel tizio.
Appena iscritto, dovetti partecipare a una lezione informativa. Un tizio per quella lezione arrivò con 5 minuti di ritardo e l'insegnante lo cacciò dall'aula, che tradotto significa "verrai un altro giorno per la lezione e ti penalizzeremo dandoti meno soldi".
Comunque, il neodiplomato che sta cercando lavoro ha diritto a 6 mesi e prende X, mentre io rientravo nella categoria del "neodiplomato che lavora" (programma di inserimento nel lavoro, chiamato "provvedimenti per il mercato del lavoro) quindi prendevo Y dall'AD (Y > X) e avevo diritto a un anno di sussidi anziché a 6 mesi.
Sostanzialmente io lavoravo per un'azienda ma non venivo pagato dall'azienda, bensì dall'AD.
Io durante quell'anno, oltre a lavorare 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana (più gli straordinari durante i giorni di festa), dovevo fare ricerche di lavoro (3 a settimana, fissate dal consulente) e presentarmi una volta al mese all'ufficio dell'AD con una tabella che riportava tutte le ricerche di lavoro effettuate durante il mese: in allegato alla tabella tutte le lettere e le email che avevo scritto.
A un certo punto un'azienda distante mi rispose "forse possiamo farle fare qualcosa", ma il tizio per cui lavoravo (azienda vicino a casa mia) mi parlava di "grandi progetti" e cose tipo "tu potrai essere il capoprogetto" e cose del genere, quindi ho buttato nel camino la risposta di quell'azienda perché altrimenti l'AD mi avrebbe obbligato a farmi assumere lasciando l'azienda per cui stavo lavorando.
La mia consulente per qualche motivo si fissò su quella ricerca di lavoro e continuava a farmi domande tipo: "Hanno risposto? Provi a sollecitare!".
Io mentivo spudoratamente dicendo che non avevo mai ricevuto nessuna risposta e lei sembrava quasi in punto di prendere la cornetta del telefono e chiamare l'azienda... ma poi, miracolo, si licenziò improvvisamente dal suo posto di lavoro e mi fu assegnata un'altra consulente.
Al primo colloquio con la nuova consulente, la tipa prese il verbale di quella vecchia e lo lesse ad alta voce. Lesse ad alta voce nel verbale "si aspettano risposte dall'azienda X" e io mi dissi "merda, adesso si ricomincia con l'interrogatorio", invece la nuova consulente non riuscì a recepire l'importanza di quell'informazione, quindi finito di leggere il verbale mi fece un sorriso e mi disse "Ok, niente di importante!" e non fece più nessuna domanda.
Mi salvai per culo, perché il mio caso fu passato a una persona che non sapeva niente, ma andare all'AD è un po' come andare in polizia.
Comunque, finito quell'anno di sussidi il mio capo mi disse "io non ho soldi per pagarti" e la consulente dell'AD mi disse: "Visto che adesso non lavora più dovrà fare 5 ricerche di lavoro a settimana anziché 3" e io non sapevo più dove cazzo scrivere, perché 5 ricerche di lavoro a settimana sono tante e allora lei mi diceva "cerchi lavoro anche come lavapiatti, così riesce a farne 5 a settimana".
Visto che tanto non ricevevo più sussidi mi dissi "fanculo, mi tolgo dai coglioni" e la consulente mi spiegò: "Se vuole ricevere ancora sussidi deve entrare in assistenza sociale e dovrà continuare a venire da me con le ricerche di lavoro".
In assistenza sociale non ci sono mai entrato, ma la teoria la conosco: le rendite dell'AD hanno una logica assicurativa e sono quindi proporzionali ai contributi versati. L'AD non va in perdita, fa pareggio di bilancio: i lavoratori versano qualche contributo in più per permettere anche ai neodiplomati che non hanno mai versato contributi di avere 6 mesi di sussidi.
L'assistenza sociale invece è pagata direttamente dal cantone ed è in perdita, ma ti versa solo il minimo vitale.
L'AD copre il rischio di perdita del lavoro. L'assistenza sociale copre il rischio di non riuscire a trovare lavoro durante il periodo coperto dall'AD.
Comunque, una volta che finiscono le rendite AD e finisci in assistenza devi continuare ad andare a incontrare il consulente poliziotto dell'AD.
Il consulente se vuoi lo puoi ingannare, ma devi stare attento, perché se gli salta in testa di alzare la cornetta e scopre che hai rifiutato un'offerta di lavoro penso che ricevi un calcio in culo peggiore rispetto al tizio che è arrivato alla lezione con 5 minuti di ritardo.
Detto tutto questo, sei ancora convinto che stare in assistenza equivale a stare tranquillo sul divano senza nessuno che ti rompe i coglioni? Tu credi veramente ai liberisti da bar berlusconiani e renziani (ormai conosco questa razza italica ed è piuttosto ignorante e penosa, se permetti)?
> Il reddito di cittadinanza non coincide con l'assistenza sociale. Questa funziona sul principio per cui chi guadagna mantiene i disoccupati e gli incapaci, ma non gli yodi e i gatti selvaggi perché $isee; mentre quello dovrebbe in teoria essere un modo per distribuire a tutti la ricchezza generata da grandi aziende e attività che distruggono posti di lavoro. Il problema di cui il reddito di cittadinanza dovrebbe essere la soluzione è la distruzione di posti di lavoro da parte dell'automazione e dell'informatizzazione. Ovviamente non siamo ancora a quel punto, ma è lì che stiamo andando.
>
> Quello che io temo è che se ho un garage, lo affitto a 50 euro e lo stato me ne barba 20 con cui pago parte di una immensa rete di stipendi a gente che non fa nulla, non ha garage, ma ha il televisore ultrapiatto da 4K che io non posso vagamente permettermi.
Il marito di mia sorella che lavora in municipio dice che loro nel comune hanno persone che hanno la casa e sono in assistenza.
L'assistenza ti viene versata dal cantone, ma il tuo caso lo segue il comune, per questo che lui sa tutto sulle persone in assistenza.
Chi è in assistenza non paga imposte.
Infatti io sono d'accordo con questo sistema: se uno ha la casa dagliela comunque l'assistenza, ma se ha 10 ville il discorso cambia. Se hai 10 ville comincia a venderne almeno 5, poi vedrai che qualche soldo per vivere ce l'avrai.
Chi ha 10 ville, mi dispiace, non è povero anche se non ha entrate. Deve solo liquidare il suo patrimonio, poi i soldi per sopravvivere per altre tre vite ce li ha.
Il problema è che gatto un lavoro non lo vuole, quindi come farebbe a stare in assistenza che lo obbliga a cercare lavoro? È appunto per questo che l'assistenza non è roba per gatti come dicono i liberisti da bar.
**Modificato dall'autore il 10.09.2021 02:48**
Politica
Scritto da:
> > Prima di tutto le entrate dello stato non sono solo fiscali.
>
> Che altro?
>
> > Ho già detto che per esempio solo il 54% delle entrate del Canton Ticino sono fiscali. Quindi uno può dire che l'assistenza sociale è coperta dal restante 46%.
>
> Il resto da dove proviene?
Queste sono delle belle domande... puoi aiutarmi te a capirlo.
Io ho solo capito che il 54% delle entrate sono fiscali e il resto è "altro".
https://m3.ti.ch/DFE/DR/USTAT/allegati/prodima/441...
--------------------
Le spese e i ricavi totali del Cantone ammontano rispettivamente a
3,77 miliardi e a 3,83 miliardi di franchi nel 2019.
[...]
La principale risorsa finanziaria del Cantone proviene dai ricavi fiscali
(54,1% delle entrate totali), di cui poco meno di due terzi dalle imposte
sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche e poco più di un ottavo
dalle imposte sull’utile e sul capitale delle persone giuridiche. Il 28,3%
deriva invece da prelievi da fondi, ricavi da trasferimento, contributi
da terzi da riversare e ricavi straordinari; il 7,3% da ricavi per tasse,
il 4,6% da regalie e concessioni e il 3,2% da entrate per investimenti.
Quote più esigue sono riconducibili a ricavi finanziari (1,8%) e a ricavi
diversi (0,7%).
--------------------
Bhe, che cazzo sono le altre cose???
> Su questo sono in linea di principio d'accordo, ma: se il reddito di cittadinanza è dato a tutti non capisco da dove provenga; se no temo una situazione in cui viene dato ai più deboli prendendo agli appena meno deboli, cioè di chi ha quattro stracci al sole che non può nascondere.
>
> Poi c'è una questione di formazione della società. Le azioni del governo determonano il carattere della popolazione, e in Italia all'arroganza predace dello stato va imputato il carattere scettico e scazzato degli italiani. Ho la sensazione che il reddito di cittadinanza, unito a quant'è divenuto difficile il lavoro autonomo, finisca per produrre fancazzisti che si accontentano anche di poco pur di non far niente.
Non fare discorsi da liberista annoiato: l'assistenza sociale ti obbliga a cercare lavoro e a dare la tua disponibilità per lavori di pubblica utilità, piuttosto che per corsi e training.
Non credere alla stronzata che gli stati ti danno soldi per stare sul divano.
Il reddito di cittadinanza di principio funziona allo stesso modo, ma in Italia è una cosa nuova e bisogna dargli tempo per essere sistemato come si deve: l'assistenza sociale in Svizzera c'è da molti anni e quindi è ormai ben organizzata.
> > Prima di tutto le entrate dello stato non sono solo fiscali.
>
> Che altro?
>
> > Ho già detto che per esempio solo il 54% delle entrate del Canton Ticino sono fiscali. Quindi uno può dire che l'assistenza sociale è coperta dal restante 46%.
>
> Il resto da dove proviene?
Queste sono delle belle domande... puoi aiutarmi te a capirlo.
Io ho solo capito che il 54% delle entrate sono fiscali e il resto è "altro".
https://m3.ti.ch/DFE/DR/USTAT/allegati/prodima/441...

--------------------
Le spese e i ricavi totali del Cantone ammontano rispettivamente a
3,77 miliardi e a 3,83 miliardi di franchi nel 2019.
[...]
La principale risorsa finanziaria del Cantone proviene dai ricavi fiscali
(54,1% delle entrate totali), di cui poco meno di due terzi dalle imposte
sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche e poco più di un ottavo
dalle imposte sull’utile e sul capitale delle persone giuridiche. Il 28,3%
deriva invece da prelievi da fondi, ricavi da trasferimento, contributi
da terzi da riversare e ricavi straordinari; il 7,3% da ricavi per tasse,
il 4,6% da regalie e concessioni e il 3,2% da entrate per investimenti.
Quote più esigue sono riconducibili a ricavi finanziari (1,8%) e a ricavi
diversi (0,7%).
--------------------
Bhe, che cazzo sono le altre cose???

> Su questo sono in linea di principio d'accordo, ma: se il reddito di cittadinanza è dato a tutti non capisco da dove provenga; se no temo una situazione in cui viene dato ai più deboli prendendo agli appena meno deboli, cioè di chi ha quattro stracci al sole che non può nascondere.
>
> Poi c'è una questione di formazione della società. Le azioni del governo determonano il carattere della popolazione, e in Italia all'arroganza predace dello stato va imputato il carattere scettico e scazzato degli italiani. Ho la sensazione che il reddito di cittadinanza, unito a quant'è divenuto difficile il lavoro autonomo, finisca per produrre fancazzisti che si accontentano anche di poco pur di non far niente.
Non fare discorsi da liberista annoiato: l'assistenza sociale ti obbliga a cercare lavoro e a dare la tua disponibilità per lavori di pubblica utilità, piuttosto che per corsi e training.
Non credere alla stronzata che gli stati ti danno soldi per stare sul divano.
Il reddito di cittadinanza di principio funziona allo stesso modo, ma in Italia è una cosa nuova e bisogna dargli tempo per essere sistemato come si deve: l'assistenza sociale in Svizzera c'è da molti anni e quindi è ormai ben organizzata.
Musica
Questo è il thread di maggior successo del mio nuovo troll: siamo arrivati a 21 pagine. Ora, nelle ultime pagine, sto discutendo con pomo-però, che sembra piuttosto esperto di musica classica e colonne sonore.
https://forum.termometropolitico.it/822405-capital...
Avete mai sentito parlare di Nobuo Uematsu, Koji Kondo o Keiichi Suzuki (tante per menzionarne alcuni)? Molto probabilmente no, però sicuramente tutti conoscete Fedez, Povia e Ligabue. Eppure anche un solo brano scritto dai primi tre ha un valore musicale superiore all'intera discografia prodotta dal 95% degli artisti con cui l'industria musicale ci scassa quotidianamente i coglioni.
Si tratta di compositori che lavorano per aziende che sviluppano videogiochi e console, come per esempio l'azienda giapponese Nintendo. È appunto questa la parte "comica": un'azienda che non è specializzata nel produrre musica ma videogiochi come la Nintendo riesce a mettere insieme, per la parte musicale, delle risorse umane più valide rispetto all'industria musicale che invece per mestiere produce e vende musica.
Non ci credete? Aprite questa playlist di youtube contenente 21 brani composti dalla Nintendo e ascoltatela fino in fondo, poi voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di sostenere il contrario: *https://www.youtube.com/watch?v=rwV82G25310&list=PLfyiVv8uu-Pj0iMv7AQy-M6jx1ioT6TEP
Per chi non sapesse come funziona una playlist... avete presente i CD musicali? Ecco, una playlist funziona allo stesso modo: inizia dal primo brano e scorre automaticamente da un brano all'altro. Con i tastini da parte al tasto play/pausa potete andare avanti o indietro (come in uno stereo) e a destra del video c'è l'elenco di tutti i video che fanno parte della playlist, così potete per esempio saltare dal primo al diciottesimo.
Quello che vi metto qui sotto è il primo brano della playlist: è stato composto da Nobuo Uematsu per il videogioco "final fantasy".
Secondo i liberalcapitalisti il mercato premia i migliori: se hai tanti soldi significa che te li sei guadagnati. L'industria musicale è una dei migliori esempi a confutazione di questa teoria, a meno che qualcuno non voglia sostenere che Fedez sia migliore di Nobuo Uematsu.
Un libertario mi diceva che non è una questione di qualità ma di libertà, perché la gente vuole merda e il mercato gliela dà. Su questo avrei dei seri dubbi: in realtà ogni "nuovo nato" non sa che musica vuole, viene semplicemente educato piano piano dall'ambiente intorno a sé.
Quello che fa l'industria musicale molto semplicemente è produrre merda in quantità industriale e martellarla alla radio da mattina a sera, finché la gente non si manda giù persino il risciacquo del lavandino.
Dopo che il mercato ha trasformato la spremuta d'arancia in acqua sporca te la lancia dietro perché tanto produrla non costa un cazzo.
Non è che io sia moralmente contrario al succo d'arancia da 1 euro del supermercato, lo bevo anche io ogni tanto, ma la questione della musica è diversa, perché se l'industria musicale riempie di soldi la musica spazzatura la conseguenza è che vengono prodotte tonnellate di spazzatura e la musica di qualità non viene prodotta perché non ha fondi.
È come se uno volesse mangiare la pizza cotta nel forno a legna e non riuscisse a trovare ristoranti che la fanno (solo in scarsissima quantità). La musica che produce l'industria musicale è paragonabile alla pizza alla merda cotta nel forno a microonde.
Inoltre la musica contribuisce fortemente nel creare la società: lo illustra molto bene il film cult "Grease". Infatti la testa dei millenials è vuota come la musica che ascoltano. Non sono un vecchio inacidito di 80 anni, sono giovane anche io... magari quando il nonno ti dice "ai miei tempi era tutto meglio" ha torto, ma se ti dice "ai miei tempi lo standard era Frank Sinatra mentre oggi Fedez" forse non dice cazzate.
La società avrà fatto passi avanti sulla questione dei diritti civili e sociali delle persone, ma sulla musica sono stati fatti solo passi indietro.
**Modificato dall'autore il 09.09.2021 20:23**
https://forum.termometropolitico.it/822405-capital...

Avete mai sentito parlare di Nobuo Uematsu, Koji Kondo o Keiichi Suzuki (tante per menzionarne alcuni)? Molto probabilmente no, però sicuramente tutti conoscete Fedez, Povia e Ligabue. Eppure anche un solo brano scritto dai primi tre ha un valore musicale superiore all'intera discografia prodotta dal 95% degli artisti con cui l'industria musicale ci scassa quotidianamente i coglioni.
Si tratta di compositori che lavorano per aziende che sviluppano videogiochi e console, come per esempio l'azienda giapponese Nintendo. È appunto questa la parte "comica": un'azienda che non è specializzata nel produrre musica ma videogiochi come la Nintendo riesce a mettere insieme, per la parte musicale, delle risorse umane più valide rispetto all'industria musicale che invece per mestiere produce e vende musica.
Non ci credete? Aprite questa playlist di youtube contenente 21 brani composti dalla Nintendo e ascoltatela fino in fondo, poi voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di sostenere il contrario: *https://www.youtube.com/watch?v=rwV82G25310&list=PLfyiVv8uu-Pj0iMv7AQy-M6jx1ioT6TEP
Per chi non sapesse come funziona una playlist... avete presente i CD musicali? Ecco, una playlist funziona allo stesso modo: inizia dal primo brano e scorre automaticamente da un brano all'altro. Con i tastini da parte al tasto play/pausa potete andare avanti o indietro (come in uno stereo) e a destra del video c'è l'elenco di tutti i video che fanno parte della playlist, così potete per esempio saltare dal primo al diciottesimo.
Quello che vi metto qui sotto è il primo brano della playlist: è stato composto da Nobuo Uematsu per il videogioco "final fantasy".
Secondo i liberalcapitalisti il mercato premia i migliori: se hai tanti soldi significa che te li sei guadagnati. L'industria musicale è una dei migliori esempi a confutazione di questa teoria, a meno che qualcuno non voglia sostenere che Fedez sia migliore di Nobuo Uematsu.
Un libertario mi diceva che non è una questione di qualità ma di libertà, perché la gente vuole merda e il mercato gliela dà. Su questo avrei dei seri dubbi: in realtà ogni "nuovo nato" non sa che musica vuole, viene semplicemente educato piano piano dall'ambiente intorno a sé.
Quello che fa l'industria musicale molto semplicemente è produrre merda in quantità industriale e martellarla alla radio da mattina a sera, finché la gente non si manda giù persino il risciacquo del lavandino.
Dopo che il mercato ha trasformato la spremuta d'arancia in acqua sporca te la lancia dietro perché tanto produrla non costa un cazzo.
Non è che io sia moralmente contrario al succo d'arancia da 1 euro del supermercato, lo bevo anche io ogni tanto, ma la questione della musica è diversa, perché se l'industria musicale riempie di soldi la musica spazzatura la conseguenza è che vengono prodotte tonnellate di spazzatura e la musica di qualità non viene prodotta perché non ha fondi.
È come se uno volesse mangiare la pizza cotta nel forno a legna e non riuscisse a trovare ristoranti che la fanno (solo in scarsissima quantità). La musica che produce l'industria musicale è paragonabile alla pizza alla merda cotta nel forno a microonde.
Inoltre la musica contribuisce fortemente nel creare la società: lo illustra molto bene il film cult "Grease". Infatti la testa dei millenials è vuota come la musica che ascoltano. Non sono un vecchio inacidito di 80 anni, sono giovane anche io... magari quando il nonno ti dice "ai miei tempi era tutto meglio" ha torto, ma se ti dice "ai miei tempi lo standard era Frank Sinatra mentre oggi Fedez" forse non dice cazzate.
La società avrà fatto passi avanti sulla questione dei diritti civili e sociali delle persone, ma sulla musica sono stati fatti solo passi indietro.
**Modificato dall'autore il 09.09.2021 20:23**