Scritto da: Ordine
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Carogna
> > > Se la protesta per l'uccisione di George Floyd si fosse limitata ad avere come bersaglio la brutalita' e la stupidita' della polizia la condividerei in toto, invece averne fatto una cosa razziale
> > >
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https://www.mail.com/int/news/uk/9960262-watery-st... 
> > >
> > > me la rende indifferente.
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> >
> > Farne una cosa razziale può essere sensato, visto che molto tempo fa qui nel forum avevo postato uno studio di uno psicologo americano che dimostrava empiricamente che i poliziotti americani sparano più facilmente ai neri.
>
>
> Ahahahaha ma è la stessa discussione che ho uppato io l'altro giorno? Peccato che la stessa ricerca dimostrasse che anche i poliziotti neri sparassero più facilmente i neri.
> Qui allora ci sono due intepretazioni:
>
> 1- i poliziotti neri hanno interiorizzato il razzismo dei bianchi verso i loro simili.
>
> 2- il razzismo non c'entra un cazzo, semplicemente si spara più facilmente a chi statisticamente rompe più il cazzo per strada quindi ha più senso parlare di pregiudizio inconscio verso X categoria.
>
> Tra le due interpretazioni quale è la più sensata? Io dire la seconda. Perchè non la prima? Perchè se i poliziotti neri fossero razzisti verso i propri simili dovrebbero esserlo con TUTTI i neri, non solo con i criminali neri. In mancanza di questa evidenza io direi ha più senso la seconda interpretazione.
> Tu invece scommetto che tendi alla prima vero?
>
Si, mi riferisco a questo.
Non importa quali siano le cause e chi siano gli autori, il punto è che i poliziotti americani sono più inclini a usare la violenza coi neri. Quello che vedono i neri è che tra loro ci sono più morti innocenti e pertanto la reazione è sensata.
Evidentemente in USA i poliziotti vengono scelti male, sono persone impulsive dal grilletto facile. Oppure potrebbe trattarsi di un problema culturale, cioè ai poliziotti magari viene insegnato che comportarsi in quel modo è giusto.
**Modificato dall'autore il 08.06.2020 15:13**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Carogna
> > > Se la protesta per l'uccisione di George Floyd si fosse limitata ad avere come bersaglio la brutalita' e la stupidita' della polizia la condividerei in toto, invece averne fatto una cosa razziale
> > >
> > >

> > >
> > > me la rende indifferente.

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> > Farne una cosa razziale può essere sensato, visto che molto tempo fa qui nel forum avevo postato uno studio di uno psicologo americano che dimostrava empiricamente che i poliziotti americani sparano più facilmente ai neri.
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> Ahahahaha ma è la stessa discussione che ho uppato io l'altro giorno? Peccato che la stessa ricerca dimostrasse che anche i poliziotti neri sparassero più facilmente i neri.
> Qui allora ci sono due intepretazioni:
>
> 1- i poliziotti neri hanno interiorizzato il razzismo dei bianchi verso i loro simili.
>
> 2- il razzismo non c'entra un cazzo, semplicemente si spara più facilmente a chi statisticamente rompe più il cazzo per strada quindi ha più senso parlare di pregiudizio inconscio verso X categoria.
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> Tra le due interpretazioni quale è la più sensata? Io dire la seconda. Perchè non la prima? Perchè se i poliziotti neri fossero razzisti verso i propri simili dovrebbero esserlo con TUTTI i neri, non solo con i criminali neri. In mancanza di questa evidenza io direi ha più senso la seconda interpretazione.
> Tu invece scommetto che tendi alla prima vero?

>
Si, mi riferisco a questo.
Non importa quali siano le cause e chi siano gli autori, il punto è che i poliziotti americani sono più inclini a usare la violenza coi neri. Quello che vedono i neri è che tra loro ci sono più morti innocenti e pertanto la reazione è sensata.
Evidentemente in USA i poliziotti vengono scelti male, sono persone impulsive dal grilletto facile. Oppure potrebbe trattarsi di un problema culturale, cioè ai poliziotti magari viene insegnato che comportarsi in quel modo è giusto.
**Modificato dall'autore il 08.06.2020 15:13**
Politica
Spero che Conte trovi una soluzione, perché io prendo voli low cost in partenza dall'Italia e quindi la cosa riguarda anche me.
https://www.linkiesta.it/2020/06/low-cost-decreto-...
A far saltare il banco tra le compagnie aeree low cost e il governo sono state due norme del maxi decreto rilancio, che all’apparenza sono stati messe lì per soccorrere per l’ennesima volta Alitalia. E che invece ora rischiano di ridurre, e non poco, le rotte di Ryanair, EasyJet e colleghi sui cieli italiani. Con il pericolo che i vettori facciano le valigie da molti aeroporti nazionali, inclusi quelli più piccoli che sui voli low cost hanno costruito grossi indotti turistici.
I due articoli “incriminati” sono il 198 e il 203, che obbligano le compagnie ad adottare il contratto nazionale collettivo di Alitalia e ad avere un certificato di operatore aereo italiano per accedere agli aiuti del Fondo di ristoro del settore aereo da 130 milioni previsto nel decreto. Escludendo di fatto tutto il mondo delle compagnie low cost che, per la prima volta, hanno deciso ora di fare fronte comune con la costituzione della nuova Associazione italiana compagnie aeree low fares (Aicalf).
Ryanair, Easyjet, Blu Air, Volotea e Vueling hanno messo in piedi l’Aicalf il 12 maggio scorso, proprio a pochi giorni dalla approvazione del decreto rilancio, affidando la presidenza all’avvocato Matteo Castioni, legale di Ryanair in diverse battaglie in tribunale. Un comparto che da solo rappresenta ormai più del 50% del traffico aereo di corto raggio e una parte significativa di quello a lungo raggio, ma che ancora non si era dotato di una propria associazione datoriale.
«Il decreto rilancio ha fatto da catalizzatore per far nascere questa associazione che era in gestazione da molti mesi», spiega Castioni. «Le low cost si sono sentite poco rappresentate e poco ascoltate, per cui è stato deciso che era arrivato il momento di associarsi per far arrivare le nostre posizioni alla componente politica. Le norme contenute del dl rilancio sono discriminatorie e non tutelano il settore nel suo complesso e chi sta creando valore e occupazione in Italia. Occorre estendere la possibilità di accedere al Fondo di ristoro per il trasporto aereo a tutti i vettori che hanno basi e personale nel Paese». E il messaggio è arrivato forte e chiaro in Parlamento.
Tra i quasi diecimila emendamenti al decreto rilancio arrivati in Commissione Bilancio alla Camera, ce ne sono tre che propongono modifiche all’articolo 198 e ben 14 per l’articolo 203, firmati dalle diverse forze politiche di maggioranza e opposizione. Tutti con l’obiettivo di allargare l’accesso ai fondi anche ai vettori con licenza non italiana e a quelli che hanno stipulato contratti aziendali con le organizzazioni sindacali del settore.
Ad oggi, le compagnie che operano con licenzia italiana di fatto sono solo tre: Alitalia, Neos e Air Dolomiti. E il contratto collettivo nazionale del settore non è altro che il contratto negoziato e sottoscritto nel luglio 2014 da Assaereo per Alitalia. Che non è, inutile a dirlo, quello applicato dalle low cost, che hanno stipulato invece ciascuna contratti aziendali differenti. «Il contratto nazionale di fatto non esiste», dice Castioni. «Assaereo ha un solo iscritto, e cioè Alitalia. E quel contratto riflette un modello di business che non può essere applicato alle low cost». Attenzione, però, precisa il presidente della neonata associazione: «Questo non significa sfuggire alla tassazione e all’applicazione delle norme italiane. Blue Air, easyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling applicano tutte contratti di lavoro di diritto italiano al proprio personale di volo e la maggior parte ha stipulato contratti collettivi aziendali con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nelle compagnie, pagando le tasse sul reddito e i contributi in Italia. Occorre il pieno riconoscimento della validità di questi contratti aziendali».
La norma del decreto rilancio, forse, voleva essere anche un modo per tutelare i lavoratori delle low cost, ma ora rischia di trasformarsi in un’ondata di licenziamenti e abbandoni degli scali italiani, con conseguenze disastrose sul turismo, in un momento di estrema difficoltà per il settore. Così, mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio invita i turisti a venire in Italia, i voli potrebbero non esserci più. Ecco perché ora si sta correndo ai ripari.
«Stiamo uscendo da tre mesi di blocco», dice Castioni. «Tutto il settore aereo ne esce in grossa difficoltà, dopo aver azzerato per tre mesi l’intera operatività e i flussi di cassa. In questi tempi senza precedenti, le istituzioni dovrebbero intervenire proteggendo il settore nel suo insieme e non una singola compagnia, evitando di adottare misure protezionistiche con il rischio di determinare una distorsione della concorrenza tra vettori».
Ryanair ha annunciato che dal 1 luglio ripristinerà il 40% dei voli. EasyJet riprenderà il 50% delle sue rotte. Ma con i voli ridotti a metà e senza aiuti statali, spiega Castioni, «sarà difficile mantenere le tariffe basse avute finora e lo stesso personale pre-Covid». EasyJet ha chiesto la cassa integrazione per 1.500 dipendenti italiani, e la casa madre ha già annunciato un taglio di 4.500 posti di lavoro. Ryanair ha parlato invece di circa 3mila licenziamenti in vista. «Eventuali aiuti servirebbero ad abbassare il costo della produzione in modo da continuare a garantire alti livelli di connettività e calmierare i prezzi, evitando il rischio di un incremento».
Lo stesso Michael O’Leary, numero uno di Ryanair, dalle pagine del Financial Times ha preso di mira gli aiuti di Stato alle compagnie e in particolare le norme del decreto rilancio che sostengono solo le compagnie italiane.
Il 5 giugno era attesa la doppia audizione con i ministri Paola De Micheli e Stefano Patuanelli sul settore aereo in Commissione Trasporti della Camera. Ma con la seduta fiume sul decreto scuola in aula, l’audizione è slittata ora a data da destinarsi. La ministra De Micheli ha precisato comunque che «il governo ritiene di dovere fare di tutto per rilanciare Alitalia permettendole di operare in una condizione di mercato nazionale e internazionale totalmente diversa da prima, ma non c’è alcuna intenzione e nessun interesse a danneggiare le low cost».
Le compagnie però sono sul piede di guerra e minacciano di fare le valigie. Ad oggi i vettori low cost contano circa 6mila dipendenti in Italia. E ogni anno trasportano 75 milioni di passeggeri. Volando anche su aeroporti minori che, anche grazie ai famosi accordi di co-marketing, hanno fatto rinascere il turismo in diverse aree del Paese. Secondo una stima conservativa, ogni milione di passeggeri genererebbe mille posti di lavoro sui territori. «Davanti a questa crisi, tutte le compagnie dovranno prendere delle decisioni», avverte Castiano. «Inclusa la possibilità di dirottare alcuni aerei basati in Italia in altri Stati. L’adozione di misure protezionistiche da parte del governo potrebbe incentivare l’abbandono di molti aeroporti nazionali da parte dei vettori stranieri, con il conseguente licenziamento di migliaia di persone impiegate nel settore aereo». Il governo è avvertito.
https://www.linkiesta.it/2020/06/low-cost-decreto-...

A far saltare il banco tra le compagnie aeree low cost e il governo sono state due norme del maxi decreto rilancio, che all’apparenza sono stati messe lì per soccorrere per l’ennesima volta Alitalia. E che invece ora rischiano di ridurre, e non poco, le rotte di Ryanair, EasyJet e colleghi sui cieli italiani. Con il pericolo che i vettori facciano le valigie da molti aeroporti nazionali, inclusi quelli più piccoli che sui voli low cost hanno costruito grossi indotti turistici.
I due articoli “incriminati” sono il 198 e il 203, che obbligano le compagnie ad adottare il contratto nazionale collettivo di Alitalia e ad avere un certificato di operatore aereo italiano per accedere agli aiuti del Fondo di ristoro del settore aereo da 130 milioni previsto nel decreto. Escludendo di fatto tutto il mondo delle compagnie low cost che, per la prima volta, hanno deciso ora di fare fronte comune con la costituzione della nuova Associazione italiana compagnie aeree low fares (Aicalf).
Ryanair, Easyjet, Blu Air, Volotea e Vueling hanno messo in piedi l’Aicalf il 12 maggio scorso, proprio a pochi giorni dalla approvazione del decreto rilancio, affidando la presidenza all’avvocato Matteo Castioni, legale di Ryanair in diverse battaglie in tribunale. Un comparto che da solo rappresenta ormai più del 50% del traffico aereo di corto raggio e una parte significativa di quello a lungo raggio, ma che ancora non si era dotato di una propria associazione datoriale.
«Il decreto rilancio ha fatto da catalizzatore per far nascere questa associazione che era in gestazione da molti mesi», spiega Castioni. «Le low cost si sono sentite poco rappresentate e poco ascoltate, per cui è stato deciso che era arrivato il momento di associarsi per far arrivare le nostre posizioni alla componente politica. Le norme contenute del dl rilancio sono discriminatorie e non tutelano il settore nel suo complesso e chi sta creando valore e occupazione in Italia. Occorre estendere la possibilità di accedere al Fondo di ristoro per il trasporto aereo a tutti i vettori che hanno basi e personale nel Paese». E il messaggio è arrivato forte e chiaro in Parlamento.
Tra i quasi diecimila emendamenti al decreto rilancio arrivati in Commissione Bilancio alla Camera, ce ne sono tre che propongono modifiche all’articolo 198 e ben 14 per l’articolo 203, firmati dalle diverse forze politiche di maggioranza e opposizione. Tutti con l’obiettivo di allargare l’accesso ai fondi anche ai vettori con licenza non italiana e a quelli che hanno stipulato contratti aziendali con le organizzazioni sindacali del settore.
Ad oggi, le compagnie che operano con licenzia italiana di fatto sono solo tre: Alitalia, Neos e Air Dolomiti. E il contratto collettivo nazionale del settore non è altro che il contratto negoziato e sottoscritto nel luglio 2014 da Assaereo per Alitalia. Che non è, inutile a dirlo, quello applicato dalle low cost, che hanno stipulato invece ciascuna contratti aziendali differenti. «Il contratto nazionale di fatto non esiste», dice Castioni. «Assaereo ha un solo iscritto, e cioè Alitalia. E quel contratto riflette un modello di business che non può essere applicato alle low cost». Attenzione, però, precisa il presidente della neonata associazione: «Questo non significa sfuggire alla tassazione e all’applicazione delle norme italiane. Blue Air, easyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling applicano tutte contratti di lavoro di diritto italiano al proprio personale di volo e la maggior parte ha stipulato contratti collettivi aziendali con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nelle compagnie, pagando le tasse sul reddito e i contributi in Italia. Occorre il pieno riconoscimento della validità di questi contratti aziendali».
La norma del decreto rilancio, forse, voleva essere anche un modo per tutelare i lavoratori delle low cost, ma ora rischia di trasformarsi in un’ondata di licenziamenti e abbandoni degli scali italiani, con conseguenze disastrose sul turismo, in un momento di estrema difficoltà per il settore. Così, mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio invita i turisti a venire in Italia, i voli potrebbero non esserci più. Ecco perché ora si sta correndo ai ripari.
«Stiamo uscendo da tre mesi di blocco», dice Castioni. «Tutto il settore aereo ne esce in grossa difficoltà, dopo aver azzerato per tre mesi l’intera operatività e i flussi di cassa. In questi tempi senza precedenti, le istituzioni dovrebbero intervenire proteggendo il settore nel suo insieme e non una singola compagnia, evitando di adottare misure protezionistiche con il rischio di determinare una distorsione della concorrenza tra vettori».
Ryanair ha annunciato che dal 1 luglio ripristinerà il 40% dei voli. EasyJet riprenderà il 50% delle sue rotte. Ma con i voli ridotti a metà e senza aiuti statali, spiega Castioni, «sarà difficile mantenere le tariffe basse avute finora e lo stesso personale pre-Covid». EasyJet ha chiesto la cassa integrazione per 1.500 dipendenti italiani, e la casa madre ha già annunciato un taglio di 4.500 posti di lavoro. Ryanair ha parlato invece di circa 3mila licenziamenti in vista. «Eventuali aiuti servirebbero ad abbassare il costo della produzione in modo da continuare a garantire alti livelli di connettività e calmierare i prezzi, evitando il rischio di un incremento».
Lo stesso Michael O’Leary, numero uno di Ryanair, dalle pagine del Financial Times ha preso di mira gli aiuti di Stato alle compagnie e in particolare le norme del decreto rilancio che sostengono solo le compagnie italiane.
Il 5 giugno era attesa la doppia audizione con i ministri Paola De Micheli e Stefano Patuanelli sul settore aereo in Commissione Trasporti della Camera. Ma con la seduta fiume sul decreto scuola in aula, l’audizione è slittata ora a data da destinarsi. La ministra De Micheli ha precisato comunque che «il governo ritiene di dovere fare di tutto per rilanciare Alitalia permettendole di operare in una condizione di mercato nazionale e internazionale totalmente diversa da prima, ma non c’è alcuna intenzione e nessun interesse a danneggiare le low cost».
Le compagnie però sono sul piede di guerra e minacciano di fare le valigie. Ad oggi i vettori low cost contano circa 6mila dipendenti in Italia. E ogni anno trasportano 75 milioni di passeggeri. Volando anche su aeroporti minori che, anche grazie ai famosi accordi di co-marketing, hanno fatto rinascere il turismo in diverse aree del Paese. Secondo una stima conservativa, ogni milione di passeggeri genererebbe mille posti di lavoro sui territori. «Davanti a questa crisi, tutte le compagnie dovranno prendere delle decisioni», avverte Castiano. «Inclusa la possibilità di dirottare alcuni aerei basati in Italia in altri Stati. L’adozione di misure protezionistiche da parte del governo potrebbe incentivare l’abbandono di molti aeroporti nazionali da parte dei vettori stranieri, con il conseguente licenziamento di migliaia di persone impiegate nel settore aereo». Il governo è avvertito.
Politica
Una battaglia iniziata tempo fa fra Soldato Renziano (così si autonomina nella live Dellimellow) e Michele Boldrin. Dopo che Michele Boldrin si scagliò contro Renzi, Mattarella e Berlusconi, Dellimellow si sentì urtato e cominciò a parlare di Boldrin come di un "vecchietto populista che ne capisce di economia ma non capisce una sega di politica".
Finalmente Boldrin e Dellimellow hanno organizzato una live perinsultarsi discutere in tempo reale, in cui Boldrin approfitterà per rispiegare nuovamente perché i politici italiani sono dei cialtroni e chi gli corre dietro un povero stupido.
Durante la live Boldrin consiglia la lettura del libro "Liberalism against populism", rilanciando a Dellimellow l'accusa di essere un populista.
https://www.amazon.it/Liberalism-Against-Populism-... 
Nei commenti della chat viene così riassunto il libro...
Liberal view of democracy: "We vote to control elected officials"
Populist view of democracy: "We vote to establish the view of the electorate"
Michele Boldrin, che da professore di economia è anche esperto di scienze politiche, spiega che nella materia è un fatto riconosciuto, assodato, che i politici agiscono solo in base ai propri interessi personali.
Michele Boldrin: "Abbiamo bisogno di politici che abbiano il coraggio di dire che il problema non è l'Unione Europea ma siamo noi".
Nella chat è presente anche il famosissimo youtuber ChristianIce, uno talmente di sinistra che per essere più convincente si è legato la mano destra per diventare mancino.
https://www.youtube.com/channel/UCeUEJN_qafNy_unFs...
**Modificato dall'autore il 08.06.2020 06:21**
Finalmente Boldrin e Dellimellow hanno organizzato una live per
Durante la live Boldrin consiglia la lettura del libro "Liberalism against populism", rilanciando a Dellimellow l'accusa di essere un populista.

Nei commenti della chat viene così riassunto il libro...
Liberal view of democracy: "We vote to control elected officials"
Populist view of democracy: "We vote to establish the view of the electorate"
Michele Boldrin, che da professore di economia è anche esperto di scienze politiche, spiega che nella materia è un fatto riconosciuto, assodato, che i politici agiscono solo in base ai propri interessi personali.
Michele Boldrin: "Abbiamo bisogno di politici che abbiano il coraggio di dire che il problema non è l'Unione Europea ma siamo noi".
Nella chat è presente anche il famosissimo youtuber ChristianIce, uno talmente di sinistra che per essere più convincente si è legato la mano destra per diventare mancino.
https://www.youtube.com/channel/UCeUEJN_qafNy_unFs...

**Modificato dall'autore il 08.06.2020 06:21**
Scritto da: Carogna
> Se la protesta per l'uccisione di George Floyd si fosse limitata ad avere come bersaglio la brutalita' e la stupidita' della polizia la condividerei in toto, invece averne fatto una cosa razziale
>
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https://www.mail.com/int/news/uk/9960262-watery-st... 
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> me la rende indifferente.
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Farne una cosa razziale può essere sensato, visto che molto tempo fa qui nel forum avevo postato uno studio di uno psicologo americano che dimostrava empiricamente che i poliziotti americani sparano più facilmente ai neri.
> Se la protesta per l'uccisione di George Floyd si fosse limitata ad avere come bersaglio la brutalita' e la stupidita' della polizia la condividerei in toto, invece averne fatto una cosa razziale
>
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> me la rende indifferente.

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Farne una cosa razziale può essere sensato, visto che molto tempo fa qui nel forum avevo postato uno studio di uno psicologo americano che dimostrava empiricamente che i poliziotti americani sparano più facilmente ai neri.
Era tutto un altro mondo rispetto a oggi: donne vestite da signore e non da troiette bimbeminchie, uomini ben vestiti con baffi e cappelli. Bimbi sexy allora come oggi.
Noi uomini moderni a confronto sembriamo una mandria di rincoglioniti scappati di casa.
A parte che se era davvero estate come dice il video non capisco come facevano a girare vestiti in quel modo.
A me piacerebbe una società come quella dell'800 per usi e costumi, ma liberale come oggi, senza governanti tiranni che ti obbligano ad andare al fronte.
**Modificato dall'autore il 07.06.2020 03:32**
Noi uomini moderni a confronto sembriamo una mandria di rincoglioniti scappati di casa.
A parte che se era davvero estate come dice il video non capisco come facevano a girare vestiti in quel modo.
A me piacerebbe una società come quella dell'800 per usi e costumi, ma liberale come oggi, senza governanti tiranni che ti obbligano ad andare al fronte.
**Modificato dall'autore il 07.06.2020 03:32**
Cinema
Barcellona, 1921.
Gli anarchici sono in guerra contro il sistema e contro la borghesia sfruttatrice: si dividono tra sindaclisti e rivoluzionari. Un treno militare viene assalito nella notte e il suo intero carico di armi rubato. La polizia di Barcellona è a caccia dei responsabili e a supporto delle indagini viene inviato da Madrid l'agente Aníbal Uriarte. I sospetti ricadono sugli anarchici, con i quali la polizia ha dei durissimi scontri nelle strade di Barcellona.
https://altadefinizione.productions/gun-city/
Gli anarchici sono in guerra contro il sistema e contro la borghesia sfruttatrice: si dividono tra sindaclisti e rivoluzionari. Un treno militare viene assalito nella notte e il suo intero carico di armi rubato. La polizia di Barcellona è a caccia dei responsabili e a supporto delle indagini viene inviato da Madrid l'agente Aníbal Uriarte. I sospetti ricadono sugli anarchici, con i quali la polizia ha dei durissimi scontri nelle strade di Barcellona.
https://altadefinizione.productions/gun-city/
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Non ho capito, lo stato dovrebbe prima raccogliere soldi con le tasse e poi ridarli a quelli a cui li ha presi?
> > >
> > >


> >
> > Mettiamo che nella popolazione ci siano persone con un sacco pieno di castagne, altre che ne hanno poche e altre che non ne hanno del tutto.
> >
> > Lo stato si fa dare da tutti una manciata di castagne (in proporzione a quanto grande è il loro sacco). Una volta fatto questo, tutti i cittadini ricevono dallo stato un sacchetto di castagne da 2 Kg: questo è il voucher. Cosa non ti torna?
>
> Che 2 Kg sono più di una manciata.
Dove vuoi arrivare?
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Non ho capito, lo stato dovrebbe prima raccogliere soldi con le tasse e poi ridarli a quelli a cui li ha presi?
> > >
> > >



> >
> > Mettiamo che nella popolazione ci siano persone con un sacco pieno di castagne, altre che ne hanno poche e altre che non ne hanno del tutto.
> >
> > Lo stato si fa dare da tutti una manciata di castagne (in proporzione a quanto grande è il loro sacco). Una volta fatto questo, tutti i cittadini ricevono dallo stato un sacchetto di castagne da 2 Kg: questo è il voucher. Cosa non ti torna?
>
> Che 2 Kg sono più di una manciata.
Dove vuoi arrivare?
Politica
Scritto da:
> Non ho capito, lo stato dovrebbe prima raccogliere soldi con le tasse e poi ridarli a quelli a cui li ha presi?
>
>


Mettiamo che nella popolazione ci siano persone con un sacco pieno di castagne, altre che ne hanno poche e altre che non ne hanno del tutto.
Lo stato si fa dare da tutti una manciata di castagne (in proporzione a quanto grande è il loro sacco). Una volta fatto questo, tutti i cittadini ricevono dallo stato un sacchetto di castagne da 2 Kg: questo è il voucher. Cosa non ti torna?
In un modello comunista lo stato raccoglie castagne e poi distribuisce sacchetti di castagne da 2Kg a ogni cittadino. Il voucher ha lo stesso scopo, ma il sistema economico è liberale, quindi le castagne le raccolgono i cittadini e non lo stato. Perciò lo stato deve prima raccogliere le castagne dei cittadini, poi redistribuirle alla popolazione.
**Modificato dall'autore il 06.06.2020 21:44**
> Non ho capito, lo stato dovrebbe prima raccogliere soldi con le tasse e poi ridarli a quelli a cui li ha presi?
>
>



Mettiamo che nella popolazione ci siano persone con un sacco pieno di castagne, altre che ne hanno poche e altre che non ne hanno del tutto.
Lo stato si fa dare da tutti una manciata di castagne (in proporzione a quanto grande è il loro sacco). Una volta fatto questo, tutti i cittadini ricevono dallo stato un sacchetto di castagne da 2 Kg: questo è il voucher. Cosa non ti torna?
In un modello comunista lo stato raccoglie castagne e poi distribuisce sacchetti di castagne da 2Kg a ogni cittadino. Il voucher ha lo stesso scopo, ma il sistema economico è liberale, quindi le castagne le raccolgono i cittadini e non lo stato. Perciò lo stato deve prima raccogliere le castagne dei cittadini, poi redistribuirle alla popolazione.
**Modificato dall'autore il 06.06.2020 21:44**
Politica
Scritto da:
> Non ho capito, lo stato dovrebbe prima raccogliere soldi con le tasse e poi ridarli a quelli a cui li ha presi?
>
>


Perché, non è forse questo quello che fa lo stato in generale?
Sia un bambino ricco che un bambino povero possono frequentare la scuola pubblica.
L'insegnante costa 100 euro al mese per ogni allievo, ma la famiglia del bambino povero paga 0 o magari 20, mentre quella del bambino ricco paga 400 euro al mese.
Ok, adesso mettiamo di voler applicare l'idea di Milton Friedman: se una famiglia (ricca o povera) vuole mettere il figlio in una scuola privata, lo stato le dà un voucher di 100 euro al mese.
La famiglia povera non ha pagato imposte e con il voucher riceve 100 euro, mentre la famiglia ricca ha pagato 400 euro di imposte e riceve un voucher di 100 (ha dato 400 e ha ricevuto 100).
È molto banalmente una forma di stato sociale ricamato al di sopra di un sistema liberale. Prima di tutto si pagano le imposte, poi lo stato restituisce i soldi ai cittadini per usare servizi privati.
L'alternativa (più comunista) è che lo stato costruisca palazzi, li fa pagare con le imposte e poi dia un appartamento a tutti senza far pagare le pigioni.
Io preferisco che lo stato dia voucher per appartamenti privati.
Però forse tu intendi dire che non ha senso dare un voucher a quelli che pagano più di quanto ricevono: si fa prima a darli soltanto a quelli che ci guadagnano.
Infatti la mia idea originale sarebbe questa: a ogni cittadino viene data una carta di credito statale, con spesa limitata, con cui pagare determinati creditori (locatore, negozi di alimentari, negozi di vestiti,...).
Alla fine dell'anno ogni cittadino deve restituire allo stato tutto quello che ha pagato con la carta di credito, tranne le persone che hanno un reddito inferiore a X: i debiti di queste persone vengono pagati dalla collettività con un'imposta progressiva.
**Modificato dall'autore il 06.06.2020 02:59**
> Non ho capito, lo stato dovrebbe prima raccogliere soldi con le tasse e poi ridarli a quelli a cui li ha presi?
>
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Perché, non è forse questo quello che fa lo stato in generale?
Sia un bambino ricco che un bambino povero possono frequentare la scuola pubblica.
L'insegnante costa 100 euro al mese per ogni allievo, ma la famiglia del bambino povero paga 0 o magari 20, mentre quella del bambino ricco paga 400 euro al mese.
Ok, adesso mettiamo di voler applicare l'idea di Milton Friedman: se una famiglia (ricca o povera) vuole mettere il figlio in una scuola privata, lo stato le dà un voucher di 100 euro al mese.
La famiglia povera non ha pagato imposte e con il voucher riceve 100 euro, mentre la famiglia ricca ha pagato 400 euro di imposte e riceve un voucher di 100 (ha dato 400 e ha ricevuto 100).
È molto banalmente una forma di stato sociale ricamato al di sopra di un sistema liberale. Prima di tutto si pagano le imposte, poi lo stato restituisce i soldi ai cittadini per usare servizi privati.
L'alternativa (più comunista) è che lo stato costruisca palazzi, li fa pagare con le imposte e poi dia un appartamento a tutti senza far pagare le pigioni.
Io preferisco che lo stato dia voucher per appartamenti privati.
Però forse tu intendi dire che non ha senso dare un voucher a quelli che pagano più di quanto ricevono: si fa prima a darli soltanto a quelli che ci guadagnano.
Infatti la mia idea originale sarebbe questa: a ogni cittadino viene data una carta di credito statale, con spesa limitata, con cui pagare determinati creditori (locatore, negozi di alimentari, negozi di vestiti,...).
Alla fine dell'anno ogni cittadino deve restituire allo stato tutto quello che ha pagato con la carta di credito, tranne le persone che hanno un reddito inferiore a X: i debiti di queste persone vengono pagati dalla collettività con un'imposta progressiva.
**Modificato dall'autore il 06.06.2020 02:59**
Politica
DATE PRIMA DI TUTTO UN'OCCHIATA ALLE TABELLE IN FONDO A QUESTO POST.
Come ho già scritto, una delle cose che rende i socialisti liberali poco credibili è il fatto che essi difendono il diritto sociale alla sanità e all'istruzione, ma non il diritto sociale di mangiare e avere un alloggio, eppure avere cibo e un tetto sopra la testa è più importante rispetto ad avere sanità e istruzione.
Avendo erroneamente messo la sanità e l'istruzione a un livello superiore rispetto alla casa e al cibo, i paesi occidentali tipicamente danno gratuitamente sanità e istruzione (cioè, vengono pagate con le imposte in base alle proprie possibilità economiche), mentre lasciano alloggi e cibo al mercato liberissimo.
Ebbene, noi socialisti seri riteniamo che anche cibo e alloggio debbano essere pagati con le imposte in base alle proprie possibilità economiche.
Come? La mia proposta consiste nei voucher (che è un'alternativa più soft rispetto a chiedere che lo stato crei supermercati e alloggi statali): lo stato italiano potrebbe dare a tutti i cittadini dei voucher con cui pagare la pigione mensile e con cui fare un minimo di spese alimentari ogni mese.
Come funzionerebbero i voucher? Lo stato, per ogni tipologia di voucher, farebbe pagare a ogni cittadino una determinata somma proporzionale al reddito. Una volta incassati i soldi, emette un voucher (al mese o all'anno) per ogni singolo cittadino, che può essere usato per pagare un determinato bene o servizio.
Il fornitore incassa il voucher, lo restituisce allo stato e questo gli versa l'ammontare di denaro previsto.
Se il fornitore si fa bastare il voucher, il cliente non deve aggiungere altro denaro liquido di tasca sua, ma se per esempio il cliente compra una roba di 600 euro con voucher da 500 euro ovviamente deve aggiungere 100 euro di tasca sua.
Se credete che non sia possibile dare a tutti un voucher per pagare la pigione, vi dovete ricredere: sono riuscito a mettere giù una proposta concreta NELLA TABELLA CHE TROVATE IN FONDO. Vi prego di inviare la mia proposta a Rizzo.
VOUCHER PER PIGIONE
Ogni adulto della popolazione italiana (52'200'000 abitanti) avrebbe diritto a esattamente un voucher di 500 euro al mese per pagare la pigione. I minorenni non ricevono il voucher perché vivono con i genitori.
I genitori, avendo ciascuno diritto a un voucher di 500 euro, messi insieme possono pagare 1'000 euro di pigione.
Per una persona singola dovrebbero bastare 500 euro, perché ci sono molti monolocali e bilocali a prezzi anche più bassi di 500 euro (ne ho visti di 370 euro). Ovviamente se uno ha grosse pretese come Roberto Saviano con il voucher riesce a pagare solo 1/3 o 1/4 dell'affitto (lo stato non può certo permettersi di pagare una suite a tutti), ma i più poveri si faranno bastare il voucher e prenderanno dei monolocali e se poi vogliono l'attico di Saviano dovranno trovarsi un lavoro.
Vediamo come si legge la tabella.
Nelle prime due colonne è definita la fascia di reddito dei cittadini: da X euro a Y euro all'anno. Ogni fascia di reddito, com'è ovvio che sia, paga contributi diversi, in proporzione al reddito.
La terza colonna, "reddito mensile inferiore", semplicemente prende il salario più basso della fascia e lo divide per 12, così da mostrare il salario mensile.
La colonna "numero di contribuenti" dice quanti abitanti ci sono per la fascia di reddito della riga corrispondente.
La colonna "pagano a testa" dice quanti contributi pagherebbe, al mese, una persona della fascia di reddito delle corrispondente riga.
La colonna "saldo individuale" sottrae i contributi versati al valore del voucher, così da definire il bilancio individuale di un contribuente della fascia di reddito. Per esempio, se paghi 200 il tuo saldo è di +300 euro (in quanto paghi 200 euro per avere un voucher di 500 euro), mentre se paghi 1000 il tuo saldo è -500 euro (paghi 1000 euro per un voucher di 500 euro).
Le fasce di reddito che ci guadagnano o non ci perdono sono in verde, mentre quelle che ci perdono sono in rosso. In altre parole, le fasce rosse distribuiscono ricchezza, mentre le fasce verdi beneficiano delle redistribuzione.
La colonna "costo % sul reddito" dice quanto pesa il saldo individuale rispetto al proprio reddito.
La colonna "contributo complessivo" dice quanti euro vengono versati in totale dalla fascia di reddito della riga corrispondente.
Sotto la tabella principale, in basso a destra, c'è un'altra tabellina nella quale si possono mettere altre fonti per fare cassa (oltre ai contributi della tabella principale).
Dal momento che i pensionati e le persone col reddito di cittadinanza hanno anch'essi, come tutti, diritto al voucher, dalle pensioni e dal reddito di cittadinanza si possono togliere 500 euro per ogni persona e tutti i soldi tagliati da lì li mettiamo nel voucher.
Quindi attenzione, se i contributi per il voucher vi sembrano tanti dovete considerare che ci sarebbero tagli al resto dello stato sociale, quindi si spende qui ma si risparmia qualcosa di là.
La tabella quindi calcola automaticamente quandi soldi servono per il voucher e li confronta con i soldi ricavati, quindi viene calcolato il saldo (ricavi - costi). Come potete vedere nella tabella delle pigioni, avanzano 8 milioni di euro (16 centesimi per ogni abitante), che si possono tenere in riserva. Quindi sono riuscito a tirare dentro più del denaro necessario a fare il voucher.
Come potete notare, i contributi versati crescono progressivamente con l'aumentare del reddito, ma ho messo un tetto di 2'000 euro per evitare che una persona possa arrivare a pagare più di 2'000 euro (corrispondente a un saldo di 1'500 euro, visto che poi tutti quanti ricevono il voucher da 500 euro).
Senza un tetto infatti ci sarebbe la tendenza a scaricare tutto sui ricchi e questo non sarebbe saggio, visto che i ricchi sono una risorsa fondamentale dell'economia e non bisogna farli scappare.
VOUCHER PER ALIMENTI
Avendo già spiegato tutto sulla tabella "pigioni" non c'è bisogno di spiegare granché.
Il voucher per spese alimentari consiste di 150 euro al mese per ogni singolo abitante. A differenza del voucher per pigioni, di questo voucher beneficiano anche minorenni (neonati compresi), quindi una famiglia di 4 persone riceve 4 voucher.
Anche qui, dal momento che anche pensionati e persone col reddito di cittadinanza ricevono il voucher come tutti, sono andato a prendere soldi dalle pensioni e dal reddito di cittadinanza (150 euro per persona).
Quindi attenzione (riibadisco un'altra volta), se i contributi per il voucher vi sembrano tanti dovete considerare che ci sarebbero tagli al resto dello stato sociale, quindi si spende qui ma si risparmia qualcosa di là.
La mia idea è che sia possibile comprimere il resto della spesa pubblica tagliando sprechi e liberalizzando il mercato, quindi secondo me una volta fatti i dovuti tagli si pagherebbero meno imposte e i soldi risparmiati si possono mettere nei voucher diminuendo i contributi per i voucher stessi.



Come ho già scritto, una delle cose che rende i socialisti liberali poco credibili è il fatto che essi difendono il diritto sociale alla sanità e all'istruzione, ma non il diritto sociale di mangiare e avere un alloggio, eppure avere cibo e un tetto sopra la testa è più importante rispetto ad avere sanità e istruzione.
Avendo erroneamente messo la sanità e l'istruzione a un livello superiore rispetto alla casa e al cibo, i paesi occidentali tipicamente danno gratuitamente sanità e istruzione (cioè, vengono pagate con le imposte in base alle proprie possibilità economiche), mentre lasciano alloggi e cibo al mercato liberissimo.
Ebbene, noi socialisti seri riteniamo che anche cibo e alloggio debbano essere pagati con le imposte in base alle proprie possibilità economiche.
Come? La mia proposta consiste nei voucher (che è un'alternativa più soft rispetto a chiedere che lo stato crei supermercati e alloggi statali): lo stato italiano potrebbe dare a tutti i cittadini dei voucher con cui pagare la pigione mensile e con cui fare un minimo di spese alimentari ogni mese.
Come funzionerebbero i voucher? Lo stato, per ogni tipologia di voucher, farebbe pagare a ogni cittadino una determinata somma proporzionale al reddito. Una volta incassati i soldi, emette un voucher (al mese o all'anno) per ogni singolo cittadino, che può essere usato per pagare un determinato bene o servizio.
Il fornitore incassa il voucher, lo restituisce allo stato e questo gli versa l'ammontare di denaro previsto.
Se il fornitore si fa bastare il voucher, il cliente non deve aggiungere altro denaro liquido di tasca sua, ma se per esempio il cliente compra una roba di 600 euro con voucher da 500 euro ovviamente deve aggiungere 100 euro di tasca sua.
Se credete che non sia possibile dare a tutti un voucher per pagare la pigione, vi dovete ricredere: sono riuscito a mettere giù una proposta concreta NELLA TABELLA CHE TROVATE IN FONDO. Vi prego di inviare la mia proposta a Rizzo.
VOUCHER PER PIGIONE
Ogni adulto della popolazione italiana (52'200'000 abitanti) avrebbe diritto a esattamente un voucher di 500 euro al mese per pagare la pigione. I minorenni non ricevono il voucher perché vivono con i genitori.
I genitori, avendo ciascuno diritto a un voucher di 500 euro, messi insieme possono pagare 1'000 euro di pigione.
Per una persona singola dovrebbero bastare 500 euro, perché ci sono molti monolocali e bilocali a prezzi anche più bassi di 500 euro (ne ho visti di 370 euro). Ovviamente se uno ha grosse pretese come Roberto Saviano con il voucher riesce a pagare solo 1/3 o 1/4 dell'affitto (lo stato non può certo permettersi di pagare una suite a tutti), ma i più poveri si faranno bastare il voucher e prenderanno dei monolocali e se poi vogliono l'attico di Saviano dovranno trovarsi un lavoro.
Vediamo come si legge la tabella.
Nelle prime due colonne è definita la fascia di reddito dei cittadini: da X euro a Y euro all'anno. Ogni fascia di reddito, com'è ovvio che sia, paga contributi diversi, in proporzione al reddito.
La terza colonna, "reddito mensile inferiore", semplicemente prende il salario più basso della fascia e lo divide per 12, così da mostrare il salario mensile.
La colonna "numero di contribuenti" dice quanti abitanti ci sono per la fascia di reddito della riga corrispondente.
La colonna "pagano a testa" dice quanti contributi pagherebbe, al mese, una persona della fascia di reddito delle corrispondente riga.
La colonna "saldo individuale" sottrae i contributi versati al valore del voucher, così da definire il bilancio individuale di un contribuente della fascia di reddito. Per esempio, se paghi 200 il tuo saldo è di +300 euro (in quanto paghi 200 euro per avere un voucher di 500 euro), mentre se paghi 1000 il tuo saldo è -500 euro (paghi 1000 euro per un voucher di 500 euro).
Le fasce di reddito che ci guadagnano o non ci perdono sono in verde, mentre quelle che ci perdono sono in rosso. In altre parole, le fasce rosse distribuiscono ricchezza, mentre le fasce verdi beneficiano delle redistribuzione.
La colonna "costo % sul reddito" dice quanto pesa il saldo individuale rispetto al proprio reddito.
La colonna "contributo complessivo" dice quanti euro vengono versati in totale dalla fascia di reddito della riga corrispondente.
Sotto la tabella principale, in basso a destra, c'è un'altra tabellina nella quale si possono mettere altre fonti per fare cassa (oltre ai contributi della tabella principale).
Dal momento che i pensionati e le persone col reddito di cittadinanza hanno anch'essi, come tutti, diritto al voucher, dalle pensioni e dal reddito di cittadinanza si possono togliere 500 euro per ogni persona e tutti i soldi tagliati da lì li mettiamo nel voucher.
Quindi attenzione, se i contributi per il voucher vi sembrano tanti dovete considerare che ci sarebbero tagli al resto dello stato sociale, quindi si spende qui ma si risparmia qualcosa di là.
La tabella quindi calcola automaticamente quandi soldi servono per il voucher e li confronta con i soldi ricavati, quindi viene calcolato il saldo (ricavi - costi). Come potete vedere nella tabella delle pigioni, avanzano 8 milioni di euro (16 centesimi per ogni abitante), che si possono tenere in riserva. Quindi sono riuscito a tirare dentro più del denaro necessario a fare il voucher.
Come potete notare, i contributi versati crescono progressivamente con l'aumentare del reddito, ma ho messo un tetto di 2'000 euro per evitare che una persona possa arrivare a pagare più di 2'000 euro (corrispondente a un saldo di 1'500 euro, visto che poi tutti quanti ricevono il voucher da 500 euro).
Senza un tetto infatti ci sarebbe la tendenza a scaricare tutto sui ricchi e questo non sarebbe saggio, visto che i ricchi sono una risorsa fondamentale dell'economia e non bisogna farli scappare.
VOUCHER PER ALIMENTI
Avendo già spiegato tutto sulla tabella "pigioni" non c'è bisogno di spiegare granché.
Il voucher per spese alimentari consiste di 150 euro al mese per ogni singolo abitante. A differenza del voucher per pigioni, di questo voucher beneficiano anche minorenni (neonati compresi), quindi una famiglia di 4 persone riceve 4 voucher.
Anche qui, dal momento che anche pensionati e persone col reddito di cittadinanza ricevono il voucher come tutti, sono andato a prendere soldi dalle pensioni e dal reddito di cittadinanza (150 euro per persona).
Quindi attenzione (riibadisco un'altra volta), se i contributi per il voucher vi sembrano tanti dovete considerare che ci sarebbero tagli al resto dello stato sociale, quindi si spende qui ma si risparmia qualcosa di là.
La mia idea è che sia possibile comprimere il resto della spesa pubblica tagliando sprechi e liberalizzando il mercato, quindi secondo me una volta fatti i dovuti tagli si pagherebbero meno imposte e i soldi risparmiati si possono mettere nei voucher diminuendo i contributi per i voucher stessi.


Politica
Scritto da:
> > Non c'entra niente, il punto è che dal punto di vista legale non ha senso che uno non possa rubarti un'idea astratta.
>
> In base a quale elevato principio liberale?
Le idee astratte le hanno tutti, anche i bambini. Se un bambino immagina un mantello volante e un inventore lo realizza, il bambino dovrebbe reclamare dei meriti e spillare soldi all'inventore?
Se hai idee e le concretizzi è un'altra questione. Se stai lavorando alla progettazione di un mantello volante è meglio che non condividi niente con nessuno. A mantello ultimato, valuti se riesci a metterlo tu sul mercato o se ti serve qualcuno che lo faccia per te. Nel secondo caso mostrerai la tua invenzione a un'azienda e chiederai di firmare un contratto, che potrebbe essere "voi lo vendete ma mi date il 50% dei ricavi". Se non firmano il contratto, tu non gli dai il mantello.
Se invece sai come realizzare il mantello ma non hai i mezzi per farlo vai da un'azienda e dici "se mi date i mezzi per realizzarlo voi potrete venderlo e mi darete il 50%". Spetta all'azienda capire se sei una persona seria oppure no: se sei un bambino che sogna di volare come Batman probabilmente non ti prenderanno sul serio, mentre se sei un ingegnere aerospaziale hai qualche possibilità in più.
Il punto di Boldrin è che alla collettività non interessa chi lo realizza: basta che venga realizzato. Quindi se tu hai il progetto di un mantello volante ma lo tieni tutto per te senza mai realizzarlo i liberali sperano che ti voli per sbaglio fuori dalla finestra e che finisca nelle mani di chi ha i mezzi per realizzarlo e le capacità per ultimarlo.
**Modificato dall'autore il 05.06.2020 17:22**
> > Non c'entra niente, il punto è che dal punto di vista legale non ha senso che uno non possa rubarti un'idea astratta.
>
> In base a quale elevato principio liberale?
Le idee astratte le hanno tutti, anche i bambini. Se un bambino immagina un mantello volante e un inventore lo realizza, il bambino dovrebbe reclamare dei meriti e spillare soldi all'inventore?
Se hai idee e le concretizzi è un'altra questione. Se stai lavorando alla progettazione di un mantello volante è meglio che non condividi niente con nessuno. A mantello ultimato, valuti se riesci a metterlo tu sul mercato o se ti serve qualcuno che lo faccia per te. Nel secondo caso mostrerai la tua invenzione a un'azienda e chiederai di firmare un contratto, che potrebbe essere "voi lo vendete ma mi date il 50% dei ricavi". Se non firmano il contratto, tu non gli dai il mantello.
Se invece sai come realizzare il mantello ma non hai i mezzi per farlo vai da un'azienda e dici "se mi date i mezzi per realizzarlo voi potrete venderlo e mi darete il 50%". Spetta all'azienda capire se sei una persona seria oppure no: se sei un bambino che sogna di volare come Batman probabilmente non ti prenderanno sul serio, mentre se sei un ingegnere aerospaziale hai qualche possibilità in più.
Il punto di Boldrin è che alla collettività non interessa chi lo realizza: basta che venga realizzato. Quindi se tu hai il progetto di un mantello volante ma lo tieni tutto per te senza mai realizzarlo i liberali sperano che ti voli per sbaglio fuori dalla finestra e che finisca nelle mani di chi ha i mezzi per realizzarlo e le capacità per ultimarlo.
**Modificato dall'autore il 05.06.2020 17:22**
Politica
Arriva il partito di Giuseppe Conte. Il premier con la conferenza stampa di ieri tra promesse e progetti faraonici ha di fatto dato il via alla campagna elettorale. Infatti Conte vuole mettere a frutto l'esperienza alla guida del governo e starebbe lavorando a un suo movimento che si chiamerà Con-te.
https://www.iltempo.it/politica/2020/06/04/news/gi...
Arricchimento culturale in Svezia
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Alessandrox
> > > > Abbastanza D accordo
> > >
> > > Io no.
> > >
> > > Sono d'accordo con Stallmann dove dice che il concetto di "proprietà intellettuale" mette insieme diritti di autore e brevetti, e sono anche d'accordo sul fatto che ultimamente si è esagerato.
> > >
> > > Non sono d'accordo che a un inventore basti il vantaggio della prima mossa, e neppure sul fatto che esista un vantaggio della prima mossa.
> > >
> > > Prendiamo ad esempio le idee pure, che non sono tutelate in alcun modo. Ne abbiamo discusso ripetutamente io e Yoda. Ho un file in cui sono elencate diverse decine di idee, nei campi più disparati, dalla costruzione di sottomarini esplorativi a come migliorare il kindle. Per idee intendo roba tipo aumentare la grandezza del foro della bottiglietta di shampoo per farne consumare di più e venderne di più. Indubbiamente chiunque lo abbia fatto ci ha guadagnato, e il primo a farlo ha avuto un vantaggio sulla concorrenza.
> > > Chi sarà il primo ad aver avuto l'idea? Se un proprietario di una fabbrica di shampoo, ne ha tratto un vantaggio. Se un dipendente di una fabbrica di shampoo, spero che gli abbiano dato un aumento e lo abbiano promosso. Se uno qualunque, è probabile che una fabbrica di shampoo abbia preso la sua idea e l'abbia usata senza dargli niente.
> > >
> > > Prendiamo l'idea su come migliorare il kindle. Sono almeno dieci anni che il kindle è uguale a se stesso e a nessuno finora è venuta. Non posso dirla a Bezos perché non saprei come contattarlo, e una volta contattato andrebbe convinto a comprare un'idea firmando un apposito contratto. A dirla in giro ne approfitterebbero altri senza che io ci guadagni nulla. Quindi l'idea se ne sta nel file insieme alle altre a prender muffa.
> > >
> > > I provvedimenti della Boldrini metterebbero le invenzioni sullo stesso piano delle idee. Hai in mente un'invenzioe, ma non hai i soldi di Elon Musk per realizzarla? Piuttosto che rivelare il concetto te lo porti nela tomba, e questo non conviene affatto alla collettività.
> >
> >
> > Loro se ne fregano delle idee astratte (che sarebbe assurdo difendere con la legge), parlano di idee REALIZZATE. Secondo Boldrin se una persona ha delle idee e le ha REALIZZATE, allora ha un monopolio sul mercato fintanto che i concorrenti non riescono a copiare il prodotto.
> >
> > Michele Boldrin dice che il monopolio dato dal vantaggio della prima mossa è sufficiente a ripagare l'invenzione e sostiene che se il monopolio durasse più di quanto dura per natura l'umanità verrebbe danneggiata.
> > Nel video fa capire che non sono i breveti di corta durata (esempio: 5 anni) a dare problemi, ma quelli infiniti o molto lunghi, che assicurano un monopolio duraturo.
> >
> > Secondo lui i brevetti, se proprio si vogliono tenere, devono durare poco.
>
> Il che dimostra che non ha mai provato ad astrarre né realizzare
Non c'entra niente, il punto è che dal punto di vista legale non ha senso che uno non possa rubarti un'idea astratta.
Bisogna piuttosto discutere se abbia senso oppure no che uno investa soldi in un'invenzione per poi vedersela rubata, se questo sia o meno un disincentivo a fare gli inventori.
Boldrin nel video dice che ai suoi studenti dice sempre che è giusto fare delle ipotesi, ma poi le ipotesi devono essere provate empiricamente.
Lui ritiene che la teoria dei brevetti sia un'ipotesi smentita dai fatti empirici: i fatti empirici - dice lui - ci dicono che con brevetti corti o assenti il progresso è più rapido, a beneficio della collettività.
Nel video poi afferma che sebbene non metta in discussione che il singolo inventore possa beneficiare della proprietà intellettuale, un economista non pensa al bene del singolo ma al bene comune: se si vuol fare il bene comune, e non il bene del singolo, bisogna evitare assolutamente brevetti di lunga durata.
In un altro video di Istituto Liberale qualcuno diceva che la proprietà serve a difendere beni scarsi e che siccoma le idee non sono beni scarsi la proprietà intellettuale non ha senso.
Faceva questo esempio: se uno ti ruba l'automobile deve essere arrestato perché le automobili sono risorse scarse, ma se ne costruisce una uguale alla tua no, perché le idee non sono risorse scarse. Un'idea si può replicare infinite volte, il problema sono le risorse scarse.
Il tizio che ti ha copiato l'automobile ha provveduto da sé a procurarsi le risorse scarse, non ha rubato niente a nessuno: tu hai ancora la tua automobile, lui ha la sua.
Se parliamo di business allora il tizio che ti copia la macchina può rubarti clienti, ma per i liberali la concorrenza massimizzata è un valore: dopo che il tizio ti ha copiato l'idea, tu sarai portato a innovare per avere nuovamente un monopolio. Il tuo concorrente a sua volta farà lo stesso.
La collettività beneficierà del progresso dato dalla concorrenza spietata.
**Modificato dall'autore il 05.06.2020 13:14**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Alessandrox
> > > > Abbastanza D accordo
> > >
> > > Io no.
> > >
> > > Sono d'accordo con Stallmann dove dice che il concetto di "proprietà intellettuale" mette insieme diritti di autore e brevetti, e sono anche d'accordo sul fatto che ultimamente si è esagerato.
> > >
> > > Non sono d'accordo che a un inventore basti il vantaggio della prima mossa, e neppure sul fatto che esista un vantaggio della prima mossa.
> > >
> > > Prendiamo ad esempio le idee pure, che non sono tutelate in alcun modo. Ne abbiamo discusso ripetutamente io e Yoda. Ho un file in cui sono elencate diverse decine di idee, nei campi più disparati, dalla costruzione di sottomarini esplorativi a come migliorare il kindle. Per idee intendo roba tipo aumentare la grandezza del foro della bottiglietta di shampoo per farne consumare di più e venderne di più. Indubbiamente chiunque lo abbia fatto ci ha guadagnato, e il primo a farlo ha avuto un vantaggio sulla concorrenza.
> > > Chi sarà il primo ad aver avuto l'idea? Se un proprietario di una fabbrica di shampoo, ne ha tratto un vantaggio. Se un dipendente di una fabbrica di shampoo, spero che gli abbiano dato un aumento e lo abbiano promosso. Se uno qualunque, è probabile che una fabbrica di shampoo abbia preso la sua idea e l'abbia usata senza dargli niente.
> > >
> > > Prendiamo l'idea su come migliorare il kindle. Sono almeno dieci anni che il kindle è uguale a se stesso e a nessuno finora è venuta. Non posso dirla a Bezos perché non saprei come contattarlo, e una volta contattato andrebbe convinto a comprare un'idea firmando un apposito contratto. A dirla in giro ne approfitterebbero altri senza che io ci guadagni nulla. Quindi l'idea se ne sta nel file insieme alle altre a prender muffa.
> > >
> > > I provvedimenti della Boldrini metterebbero le invenzioni sullo stesso piano delle idee. Hai in mente un'invenzioe, ma non hai i soldi di Elon Musk per realizzarla? Piuttosto che rivelare il concetto te lo porti nela tomba, e questo non conviene affatto alla collettività.
> >
> >
> > Loro se ne fregano delle idee astratte (che sarebbe assurdo difendere con la legge), parlano di idee REALIZZATE. Secondo Boldrin se una persona ha delle idee e le ha REALIZZATE, allora ha un monopolio sul mercato fintanto che i concorrenti non riescono a copiare il prodotto.
> >
> > Michele Boldrin dice che il monopolio dato dal vantaggio della prima mossa è sufficiente a ripagare l'invenzione e sostiene che se il monopolio durasse più di quanto dura per natura l'umanità verrebbe danneggiata.
> > Nel video fa capire che non sono i breveti di corta durata (esempio: 5 anni) a dare problemi, ma quelli infiniti o molto lunghi, che assicurano un monopolio duraturo.
> >
> > Secondo lui i brevetti, se proprio si vogliono tenere, devono durare poco.
>
> Il che dimostra che non ha mai provato ad astrarre né realizzare

Non c'entra niente, il punto è che dal punto di vista legale non ha senso che uno non possa rubarti un'idea astratta.
Bisogna piuttosto discutere se abbia senso oppure no che uno investa soldi in un'invenzione per poi vedersela rubata, se questo sia o meno un disincentivo a fare gli inventori.
Boldrin nel video dice che ai suoi studenti dice sempre che è giusto fare delle ipotesi, ma poi le ipotesi devono essere provate empiricamente.
Lui ritiene che la teoria dei brevetti sia un'ipotesi smentita dai fatti empirici: i fatti empirici - dice lui - ci dicono che con brevetti corti o assenti il progresso è più rapido, a beneficio della collettività.
Nel video poi afferma che sebbene non metta in discussione che il singolo inventore possa beneficiare della proprietà intellettuale, un economista non pensa al bene del singolo ma al bene comune: se si vuol fare il bene comune, e non il bene del singolo, bisogna evitare assolutamente brevetti di lunga durata.
In un altro video di Istituto Liberale qualcuno diceva che la proprietà serve a difendere beni scarsi e che siccoma le idee non sono beni scarsi la proprietà intellettuale non ha senso.
Faceva questo esempio: se uno ti ruba l'automobile deve essere arrestato perché le automobili sono risorse scarse, ma se ne costruisce una uguale alla tua no, perché le idee non sono risorse scarse. Un'idea si può replicare infinite volte, il problema sono le risorse scarse.
Il tizio che ti ha copiato l'automobile ha provveduto da sé a procurarsi le risorse scarse, non ha rubato niente a nessuno: tu hai ancora la tua automobile, lui ha la sua.
Se parliamo di business allora il tizio che ti copia la macchina può rubarti clienti, ma per i liberali la concorrenza massimizzata è un valore: dopo che il tizio ti ha copiato l'idea, tu sarai portato a innovare per avere nuovamente un monopolio. Il tuo concorrente a sua volta farà lo stesso.
La collettività beneficierà del progresso dato dalla concorrenza spietata.
**Modificato dall'autore il 05.06.2020 13:14**
Cinema
Kurt Barnert è un bambino che, insieme alla zia e ai genitori, vive nella Germania nazista e sogna di diventare un pittore.
La zia comincia a manifestare dei disturbi psicologici e per questo motivo la famiglia si rivolge a un medico, il quale però, purtroppo, "se la fa coi nazisti" e la segnalerà immediatamente alle autorità, che intendono fare piazza pulita dei malati di mente.
Il tempo trascorre...
Kurt Barnert è ora un adulto che vive nella DDR e cerca di farsi strada nel mondo dell'arte. Frequenta un'accademia che lo indirizza verso il realismo socialista.
Non sentendosi libero e realizzato come artista, decide di espatriare illegalmente nella Germania Ovest (RDT) insieme alla sua compagna e lì riesce ad acquisire un atelier in una galleria accademica che spinge molto verso l'arte moderna, dominata da artisti che ritengono la pittura fotorealistica (da lui padroneggiata fin da bambino) come una cosa superata.
Kurt cerca di cavalcare l'onda modernista, ma senza riuscire a farla sua. Perciò ritorna sui suoi passi e comincia a dipingere la sua vita, inventandosi una sua arte propria: opere dalle quali emergono i tristi ricordi della giovane zia strappata alla famiglia e mandata nei campi di sterminio.
Intanto, l'uomo responsabile della morte della zia è più vicino a lui di quanto possa immaginarsi.
https://altadefinizione.productions/opera-senza-au...
Il film merita tantissimo, così come il Kurt Barnert bambino, che è di una bellezza folgorante. Non capisco come non si faccia a diventare pedoni con questi soggetti.






In quest'ultima foto è insieme alla zia.


Il film può essere interessante anche per coloro a cui piace l'arte, perché ritrae le diverse concezioni dell'arte di nazisti, socialisti/comunisti e liberali, tutti ambienti vissuti da Kurt dall'infanzia all'età adulta.
Il trailer.
**Modificato dall'autore il 05.06.2020 04:26**
La zia comincia a manifestare dei disturbi psicologici e per questo motivo la famiglia si rivolge a un medico, il quale però, purtroppo, "se la fa coi nazisti" e la segnalerà immediatamente alle autorità, che intendono fare piazza pulita dei malati di mente.
Il tempo trascorre...
Kurt Barnert è ora un adulto che vive nella DDR e cerca di farsi strada nel mondo dell'arte. Frequenta un'accademia che lo indirizza verso il realismo socialista.
Non sentendosi libero e realizzato come artista, decide di espatriare illegalmente nella Germania Ovest (RDT) insieme alla sua compagna e lì riesce ad acquisire un atelier in una galleria accademica che spinge molto verso l'arte moderna, dominata da artisti che ritengono la pittura fotorealistica (da lui padroneggiata fin da bambino) come una cosa superata.
Kurt cerca di cavalcare l'onda modernista, ma senza riuscire a farla sua. Perciò ritorna sui suoi passi e comincia a dipingere la sua vita, inventandosi una sua arte propria: opere dalle quali emergono i tristi ricordi della giovane zia strappata alla famiglia e mandata nei campi di sterminio.
Intanto, l'uomo responsabile della morte della zia è più vicino a lui di quanto possa immaginarsi.
https://altadefinizione.productions/opera-senza-au...

Il film merita tantissimo, così come il Kurt Barnert bambino, che è di una bellezza folgorante. Non capisco come non si faccia a diventare pedoni con questi soggetti.



In quest'ultima foto è insieme alla zia.

Il film può essere interessante anche per coloro a cui piace l'arte, perché ritrae le diverse concezioni dell'arte di nazisti, socialisti/comunisti e liberali, tutti ambienti vissuti da Kurt dall'infanzia all'età adulta.
Il trailer.
**Modificato dall'autore il 05.06.2020 04:26**
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Alessandrox
> > Abbastanza D accordo
>
> Io no.
>
> Sono d'accordo con Stallmann dove dice che il concetto di "proprietà intellettuale" mette insieme diritti di autore e brevetti, e sono anche d'accordo sul fatto che ultimamente si è esagerato.
>
> Non sono d'accordo che a un inventore basti il vantaggio della prima mossa, e neppure sul fatto che esista un vantaggio della prima mossa.
>
> Prendiamo ad esempio le idee pure, che non sono tutelate in alcun modo. Ne abbiamo discusso ripetutamente io e Yoda. Ho un file in cui sono elencate diverse decine di idee, nei campi più disparati, dalla costruzione di sottomarini esplorativi a come migliorare il kindle. Per idee intendo roba tipo aumentare la grandezza del foro della bottiglietta di shampoo per farne consumare di più e venderne di più. Indubbiamente chiunque lo abbia fatto ci ha guadagnato, e il primo a farlo ha avuto un vantaggio sulla concorrenza.
> Chi sarà il primo ad aver avuto l'idea? Se un proprietario di una fabbrica di shampoo, ne ha tratto un vantaggio. Se un dipendente di una fabbrica di shampoo, spero che gli abbiano dato un aumento e lo abbiano promosso. Se uno qualunque, è probabile che una fabbrica di shampoo abbia preso la sua idea e l'abbia usata senza dargli niente.
>
> Prendiamo l'idea su come migliorare il kindle. Sono almeno dieci anni che il kindle è uguale a se stesso e a nessuno finora è venuta. Non posso dirla a Bezos perché non saprei come contattarlo, e una volta contattato andrebbe convinto a comprare un'idea firmando un apposito contratto. A dirla in giro ne approfitterebbero altri senza che io ci guadagni nulla. Quindi l'idea se ne sta nel file insieme alle altre a prender muffa.
>
> I provvedimenti della Boldrini metterebbero le invenzioni sullo stesso piano delle idee. Hai in mente un'invenzioe, ma non hai i soldi di Elon Musk per realizzarla? Piuttosto che rivelare il concetto te lo porti nela tomba, e questo non conviene affatto alla collettività.
Loro se ne fregano delle idee astratte (che sarebbe assurdo difendere con la legge), parlano di idee REALIZZATE. Secondo Boldrin se una persona ha delle idee e le ha REALIZZATE, allora ha un monopolio sul mercato fintanto che i concorrenti non riescono a copiare il prodotto.
Michele Boldrin dice che il monopolio dato dal vantaggio della prima mossa è sufficiente a ripagare l'invenzione e sostiene che se il monopolio durasse più di quanto dura per natura l'umanità verrebbe danneggiata.
Nel video fa capire che non sono i breveti di corta durata (esempio: 5 anni) a dare problemi, ma quelli infiniti o molto lunghi, che assicurano un monopolio duraturo.
Secondo lui i brevetti, se proprio si vogliono tenere, devono durare poco.
**Modificato dall'autore il 04.06.2020 23:34**
> Scritto da: Alessandrox
> > Abbastanza D accordo
>
> Io no.
>
> Sono d'accordo con Stallmann dove dice che il concetto di "proprietà intellettuale" mette insieme diritti di autore e brevetti, e sono anche d'accordo sul fatto che ultimamente si è esagerato.
>
> Non sono d'accordo che a un inventore basti il vantaggio della prima mossa, e neppure sul fatto che esista un vantaggio della prima mossa.
>
> Prendiamo ad esempio le idee pure, che non sono tutelate in alcun modo. Ne abbiamo discusso ripetutamente io e Yoda. Ho un file in cui sono elencate diverse decine di idee, nei campi più disparati, dalla costruzione di sottomarini esplorativi a come migliorare il kindle. Per idee intendo roba tipo aumentare la grandezza del foro della bottiglietta di shampoo per farne consumare di più e venderne di più. Indubbiamente chiunque lo abbia fatto ci ha guadagnato, e il primo a farlo ha avuto un vantaggio sulla concorrenza.
> Chi sarà il primo ad aver avuto l'idea? Se un proprietario di una fabbrica di shampoo, ne ha tratto un vantaggio. Se un dipendente di una fabbrica di shampoo, spero che gli abbiano dato un aumento e lo abbiano promosso. Se uno qualunque, è probabile che una fabbrica di shampoo abbia preso la sua idea e l'abbia usata senza dargli niente.
>
> Prendiamo l'idea su come migliorare il kindle. Sono almeno dieci anni che il kindle è uguale a se stesso e a nessuno finora è venuta. Non posso dirla a Bezos perché non saprei come contattarlo, e una volta contattato andrebbe convinto a comprare un'idea firmando un apposito contratto. A dirla in giro ne approfitterebbero altri senza che io ci guadagni nulla. Quindi l'idea se ne sta nel file insieme alle altre a prender muffa.
>
> I provvedimenti della Boldrini metterebbero le invenzioni sullo stesso piano delle idee. Hai in mente un'invenzioe, ma non hai i soldi di Elon Musk per realizzarla? Piuttosto che rivelare il concetto te lo porti nela tomba, e questo non conviene affatto alla collettività.
Loro se ne fregano delle idee astratte (che sarebbe assurdo difendere con la legge), parlano di idee REALIZZATE. Secondo Boldrin se una persona ha delle idee e le ha REALIZZATE, allora ha un monopolio sul mercato fintanto che i concorrenti non riescono a copiare il prodotto.
Michele Boldrin dice che il monopolio dato dal vantaggio della prima mossa è sufficiente a ripagare l'invenzione e sostiene che se il monopolio durasse più di quanto dura per natura l'umanità verrebbe danneggiata.
Nel video fa capire che non sono i breveti di corta durata (esempio: 5 anni) a dare problemi, ma quelli infiniti o molto lunghi, che assicurano un monopolio duraturo.
Secondo lui i brevetti, se proprio si vogliono tenere, devono durare poco.
**Modificato dall'autore il 04.06.2020 23:34**
Scritto da:
> Sia Boldrin che il tipo di Istituto Liberale sono il tipico liberale italiano come si rifletteva nel PLI
No, il PLI è un partito conservatore, loro invece sono liberali e rappresentano perfettamente l'ideologia, che è uguale in tutto il mondo.
> Leggendo del liberalismo su Wikipedia mi sembro un liberale, ascoltando loro mi rendo conto di non avere una sensibilità liberale.
>
> Fino a qualche anno fa mi pareva che il libertarianismo avesse le risposte a tutto, ora nessuna teoria o filosofia politica mi soddisfa. Libertarianismo, socialismo, ambientalismo stanno insieme come acqua e olio, ma è come se fossero allo stesso tempo tutti necessari.
Cosa non ti piace, politicamente parlando, di Boldrin e Alessio?
**Modificato dall'autore il 04.06.2020 22:42**
> Sia Boldrin che il tipo di Istituto Liberale sono il tipico liberale italiano come si rifletteva nel PLI
No, il PLI è un partito conservatore, loro invece sono liberali e rappresentano perfettamente l'ideologia, che è uguale in tutto il mondo.
> Leggendo del liberalismo su Wikipedia mi sembro un liberale, ascoltando loro mi rendo conto di non avere una sensibilità liberale.
>
> Fino a qualche anno fa mi pareva che il libertarianismo avesse le risposte a tutto, ora nessuna teoria o filosofia politica mi soddisfa. Libertarianismo, socialismo, ambientalismo stanno insieme come acqua e olio, ma è come se fossero allo stesso tempo tutti necessari.
Cosa non ti piace, politicamente parlando, di Boldrin e Alessio?
**Modificato dall'autore il 04.06.2020 22:42**
Tua madre succhia cazzi all'inferno
Ad
http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
Politica
Scritto da:
> È Michele Boldrin
>
> Non una Sgualdrini qualsiasi... Chiaro?
gatto ci è caduto.
Si, è Michele Boldrini, quindi una persona molto competente in materia. Noi possiamo filosofeggiare quanto vogliamo, ma lui su sta roba ci ha scritto libri.
**Modificato dall'autore il 04.06.2020 12:26**
> È Michele Boldrin
>
> Non una Sgualdrini qualsiasi... Chiaro?

gatto ci è caduto.

Si, è Michele Boldrini, quindi una persona molto competente in materia. Noi possiamo filosofeggiare quanto vogliamo, ma lui su sta roba ci ha scritto libri.
**Modificato dall'autore il 04.06.2020 12:26**
Cinema
Quattro soci di un'azienda vengono a sapere che sono indagati per evasione fiscale e per evitare che tutti finiscano in carcere, facendo chiudere l'azienda, devono decidere chi di loro si sacrificherà prendendosi tutte le colpe: al fortunato scelto spetteranno 7 anni di galera.
Dal momento che non riescono ad accordarsi, assumono un mediatore che cercherà di indirizzarli verso la giusta scelta.
https://altadefinizione.productions/7-anos/
Dal momento che non riescono ad accordarsi, assumono un mediatore che cercherà di indirizzarli verso la giusta scelta.
https://altadefinizione.productions/7-anos/
Politica
Scritto da: Mattia
> https://forum.termometropolitico.it/803167-lo-stat...
>
> Sono stufo di sentire il discorso che per combattere la povertà bisogna aumentare il PIL all'infinito, perché già adesso c'è la ricchezza per far mangiare tutti: bisogna solo redistribuirla.
>
> Nel 2016 lo stato italiano ha speso 830 miliardi di euro, come spiegato in questo articolo di termometropolitico: https://www.termometropolitico.it/1302254_conti-pu...
>
> Lo stato italiano già adesso possiede la ricchezza per creare 460 milioni di voucher di 150 euro di spese alimentari al mese, quindi per sfamare come minimo il 5-6% della popolazione mondiale. Figuratevi quindi che cosa possono fare gli stati più ricchi del mondo messi insieme!
>
> Però certo, magari non si può pretendere che uno stato pensi a problemi di tutto il mondo, quindi magari dovremmo più che altro riflettere su cosa potrebbe fare lo stato italiano per i suoi cittadini.
>
> Chiaramente gli 830 miliardi non è che si possono spendere tutti in cibo. Cominciamo a togliere il 20% che lo stato deve necessariamente trattenere per pagare la giustizia e la manutenzione di strade e infrastrutture. Restano 664 miliardi, che potrebbero essere usati per dare, ogni mese, 922 euro di voucher a ogni singolo cittadino italiano, soldi che potrebbero usare per far fronte a tutte le spese fondamentali (acqua, cibo, sanità, istruzione, affitto,...).
>
> Una volta che i soldi dello stato verranno usati per creare voucher, allora parlare di aumento del PIL avrà un senso, perché con l'aumento della ricchezza i voucher si potrebbero aumentare a 1'000 euro, poi a 1'100, poi a 1'200 e così via. A cosa serve invece continuare ad aumentare il PIL se non c'è un sistema che redistribuisce?? Non serve a nulla: serve a far arricchire solo un paio di persone a fronte di un costo ambientale sempre più alto.
>
> Quindi io dico: fintanto che non avremo ottimizzato il sistema economico, non voglio più sentir parlare di PIL!!!
>
> **Modificato dall'autore il 02.06.2020 21:55**
Guardate questa immagine.


Per l'assistenza sociale vengono spesi 337.5 miliardi di euro.
L'Italia ha 60'000'000 di abitanti, di cui il 13% sono minorenni: https://www.tuttitalia.it/statistiche/indici-demog...
Quindi la popolazione adulta è composta da 52'220'000 di individui.
Se dividete la spesa dell'assistenza sociale per gli abitanti adulti, vengono fuori 540 euro al mese per ogni singolo adulto che abita in Italia.
Con questi soldi si possono affittare monolocali e bilocali: https://www.idealista.it/geo/affitto-case/lombardi...
Se due adulti si prendessero un bilocale di 370 euro in due e pagassero ciascuno 185 euro, ciascuno di loro avrebbe 360 euro per altre spese.
Questo sarebbe già un inizio, senza bisogno di andare a raschiare soldi dal resto della spesa pubblica.
> https://forum.termometropolitico.it/803167-lo-stat...

>
> Sono stufo di sentire il discorso che per combattere la povertà bisogna aumentare il PIL all'infinito, perché già adesso c'è la ricchezza per far mangiare tutti: bisogna solo redistribuirla.
>
> Nel 2016 lo stato italiano ha speso 830 miliardi di euro, come spiegato in questo articolo di termometropolitico: https://www.termometropolitico.it/1302254_conti-pu...

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> Lo stato italiano già adesso possiede la ricchezza per creare 460 milioni di voucher di 150 euro di spese alimentari al mese, quindi per sfamare come minimo il 5-6% della popolazione mondiale. Figuratevi quindi che cosa possono fare gli stati più ricchi del mondo messi insieme!
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> Però certo, magari non si può pretendere che uno stato pensi a problemi di tutto il mondo, quindi magari dovremmo più che altro riflettere su cosa potrebbe fare lo stato italiano per i suoi cittadini.
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> Chiaramente gli 830 miliardi non è che si possono spendere tutti in cibo. Cominciamo a togliere il 20% che lo stato deve necessariamente trattenere per pagare la giustizia e la manutenzione di strade e infrastrutture. Restano 664 miliardi, che potrebbero essere usati per dare, ogni mese, 922 euro di voucher a ogni singolo cittadino italiano, soldi che potrebbero usare per far fronte a tutte le spese fondamentali (acqua, cibo, sanità, istruzione, affitto,...).
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> Una volta che i soldi dello stato verranno usati per creare voucher, allora parlare di aumento del PIL avrà un senso, perché con l'aumento della ricchezza i voucher si potrebbero aumentare a 1'000 euro, poi a 1'100, poi a 1'200 e così via. A cosa serve invece continuare ad aumentare il PIL se non c'è un sistema che redistribuisce?? Non serve a nulla: serve a far arricchire solo un paio di persone a fronte di un costo ambientale sempre più alto.
>
> Quindi io dico: fintanto che non avremo ottimizzato il sistema economico, non voglio più sentir parlare di PIL!!!
>
> **Modificato dall'autore il 02.06.2020 21:55**
Guardate questa immagine.

Per l'assistenza sociale vengono spesi 337.5 miliardi di euro.
L'Italia ha 60'000'000 di abitanti, di cui il 13% sono minorenni: https://www.tuttitalia.it/statistiche/indici-demog...

Quindi la popolazione adulta è composta da 52'220'000 di individui.
Se dividete la spesa dell'assistenza sociale per gli abitanti adulti, vengono fuori 540 euro al mese per ogni singolo adulto che abita in Italia.
Con questi soldi si possono affittare monolocali e bilocali: https://www.idealista.it/geo/affitto-case/lombardi...

Se due adulti si prendessero un bilocale di 370 euro in due e pagassero ciascuno 185 euro, ciascuno di loro avrebbe 360 euro per altre spese.
Questo sarebbe già un inizio, senza bisogno di andare a raschiare soldi dal resto della spesa pubblica.