Filosofia
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> Scritto da: Ordine
> > C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> > Comunque il commento è questo, copio:
> >
> >
> >
> > Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> > Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo.
>
> Questo lo quoto. Alcuni post fa ho scritto che come la materia non è fatta direttamente di quark, ma di molecole fatte di atomi fatti di protoni e neutroni fatti di quark, la società non è solo e semplicemente composta da individui, ma da individui e da varie entità collettive, tra cui i gruppi etnici, che esistono perché funzionali in qualche modo ai loro appartenenti.
>
> Un difetto del pensiero liberale è non capire queste cose. il liberalismo è giustizia pura finché resta nel suo ambito e si contrappone all'illiberalismo, ma al di fuori del campo visivo del liberalismo esistono anche altre cose, altri bisogni, che non sono semplicemente tutta merda solo perché i liberali non le tengono in considerazione.
>
> Che fare allora se un tale, che abita in un posto caratterizzato da uno specifico gruppo etnico e dalla sua cultura, se viene per varie ragioni in conflitto irrimediabile con l'uno e l'altra?
>
> Io non nego che possano o debbano esistere zone del mondo prive di una identità o connotazione etnica specifica, in cui il tale in questione possa essere libero di andare ad abitare. Quello che non voglio è che questo modello a-etnico, che i progressisti considerano superiore, sia esteso a tutti i luoghi e a tutti i territori come se fosse il solo possibile.
>
> Possono esistere posti dove chiunque può andare o insediarsi, tipicamente le grandi metropoli, e posti caratterizzati da specifici gruppi etnici, o idealmente anche gruppi di altro tipo, dove per insediarti devi avere il consenso dei proprietari.
>
> Non è l'esistere delle tribù che impedisce il progresso, sono i progressisti a incalzare le tribù.
Qualcuno doveva pur mettere fino a sto cazzo di corsivo.
Le molecole sarebbero le razze o i sistemi di valori (culture)?
Perché se stai parlando delle razze il tuo discorso è imbarazzante, ottocentesco.
In prima liceo ero in una classe che aveva un'unità pazzesca ed era una classe multirazziale. Siamo in contatto ancora oggi.
Ogni week end praticamente eravamo in giro con l'intera classe.
A una persona normale non fotte niente di queste cose. Non esistono barriere razziali.
Le barriere culturali invece in teoria potrebbero anche esserci, ma in pratica non ci sono, perché per quanto differenziate dal punto di vista razziale, le persone che nascono e crescono nel mondo occidentale fanno parte di quella molecola di cui parli sopra, pertanto a mio modo di vedere devono ricevere la cittadinanza.
Una volta assodato che fare discorsi razziali è una stupidaggine, si può parlare del resto. Ho creato tutto questo thread per risponderti:
Trova le differenze
Le argomentazioni le trovi nell'ultimo post che ho scritto in quel thread.
Da un punto di vista teorico avresti ragione: se davvero il mondo fosse composto da popolazioni completamente diverse tra loro, il tuo discorso non farebbe una piega.
Con "completamente diverse tra loro" intendo che una popolazione ha una costituzione che dice A, un'altra ha una costituzione B che dice l'opposto di A e un'altra una costituzione che dice C, in antitesi sia con A che con B.
Il fatto però è che nel mondo reale non è così, perché ormai il mondo è globalizzato, perché tutte le popolazioni sono state trascinate all'interno della storia europea e quindi il loro sistema valoriale è diventato simile al nostro. Cioè, quasi tutte le nazioni del mondo sono democrazie liberali e questo ha fatto anche sì che il loro stile di vita divantasse simile al nostro, perché hanno fatto entrare nei loro paesi le multinazionali europee come il Mc Donalds, l'industria discografica, i produttori di jeans e t-shirt, gli aerei, le automobili.
Quando dici che il cosiddetto "melting pot" non ha una connotazione etnica ti sbagli: la connotazione etnica delle moderne città multirazziali è europea. Le persone di razza non bianca che lì si trovano sono state europeizzate: non hanno più la cultura dei loro avi, ma la cultura degli europei.
Ora, a me delle tradizioni locali INNOCUE che hanno le varie popolazioni non me ne fotte un cazzo. Nel senso che se uno spagnolo viene in Italia e si mangia la paella tutti i giorni a te che cazzo te ne frega? Mica toglie a te il diritto di mangiare gli spaghetti e la pizza.
Anzi, secondo me è bello se tu vai a casa sua a mangiare la paella e lui viene a casa tua a mangiare gli spaghetti.
Se poi oltre a mangiarsi la paella va in giro con il sombrero stesso discorso, ma quale spagnolo va in giro con il sombrero? Sono solo stereotipi.
Chi non ha girato per l'Europa (e per il mondo) forse non sa che tutto il mondo è praticamente uguale, la popolazione umana è una cosa sola. Ovunque vai ti senti a casa perché è tutto europeizzato. A chi non lo sa, bisogna spiegarlo. Bisogna offrirgli qualche biglietto aereo. Gli spagnoli portano il cappellino, non il sombrero. Si vestono esattamente come i milanesi, si ubriacano in discoteca bevendo gli stesso cocktail che bevono i milanesi e ascoltando la stessa musica di merda che ascoltano i milanesi.
Quindi all'osservazione sopra rispondo: praticamente gli umani ormai sono una molecola sola...
... ma questa molecola si chiama "liberalismo", un sistema che ti permette di inseguire la tua individualità.
Quindi la molecola non ha la funzione di creare una società di pecore, ma una società di individui.
Allo stesso tempo però questi individui, per poter tenere in piedi lo stesso sistema che permette l'espressione della loro individualità, devono aderire a un sistema valoriale in maniera quasi religiosa: un sistema che esalta l'individualismo e la libertà, stigmatizzando chi cerca di mettersi di traverso.
D'altra parte invece i nazionalisti conservatori fanatici di estrema destra fanno parte di una molecola che si propone di privare gli individui della propria personalità e che si regge in piedi unicamente su un'idea fallata e antiscientifica di "puro sangue italiano". L'individualità viene cancellata, perché tu non sei più Giorgio o Patrizio, ma un italiano e in quanto italiano devi prendere ordini da un capo e da un'ideologia dogmatica.
Ovviamente tu erediti automaticamente ogni merito di qualsiasi eroe italiano (Leonardo da Vinci era italiano e quindi io sono intelligente, i bianchi hanno inventato gli aerei e quindi io sono intelligente), gli italiani sono l'eccellenza del mondo e non sbagliano mai (quelli che sbagliano non sono veri italiani) e per diffamare gli altri popoli basta prendere anche solo uno o due individui di quei popoli e le loro colpe si possono estendere al loro intero popolo.
Le riflessioni di Wesa in questo video, fatte a partire dal commento scritto da un nazionalista/razzista, le trovo molto efficaci. Quando si tratta di spiegare il pensiero liberale, criticando gli altri pensieri, Wesa è uno dei migliori sul tubo.
**Modificato dall'autore il 07.10.2019 15:15**
> Scritto da: Ordine
> > C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> > Comunque il commento è questo, copio:
> >
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> >
> > Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> > Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo.
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> Questo lo quoto. Alcuni post fa ho scritto che come la materia non è fatta direttamente di quark, ma di molecole fatte di atomi fatti di protoni e neutroni fatti di quark, la società non è solo e semplicemente composta da individui, ma da individui e da varie entità collettive, tra cui i gruppi etnici, che esistono perché funzionali in qualche modo ai loro appartenenti.
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> Un difetto del pensiero liberale è non capire queste cose. il liberalismo è giustizia pura finché resta nel suo ambito e si contrappone all'illiberalismo, ma al di fuori del campo visivo del liberalismo esistono anche altre cose, altri bisogni, che non sono semplicemente tutta merda solo perché i liberali non le tengono in considerazione.
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> Che fare allora se un tale, che abita in un posto caratterizzato da uno specifico gruppo etnico e dalla sua cultura, se viene per varie ragioni in conflitto irrimediabile con l'uno e l'altra?
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> Io non nego che possano o debbano esistere zone del mondo prive di una identità o connotazione etnica specifica, in cui il tale in questione possa essere libero di andare ad abitare. Quello che non voglio è che questo modello a-etnico, che i progressisti considerano superiore, sia esteso a tutti i luoghi e a tutti i territori come se fosse il solo possibile.
>
> Possono esistere posti dove chiunque può andare o insediarsi, tipicamente le grandi metropoli, e posti caratterizzati da specifici gruppi etnici, o idealmente anche gruppi di altro tipo, dove per insediarti devi avere il consenso dei proprietari.
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> Non è l'esistere delle tribù che impedisce il progresso, sono i progressisti a incalzare le tribù.
Qualcuno doveva pur mettere fino a sto cazzo di corsivo.

Le molecole sarebbero le razze o i sistemi di valori (culture)?
Perché se stai parlando delle razze il tuo discorso è imbarazzante, ottocentesco.
In prima liceo ero in una classe che aveva un'unità pazzesca ed era una classe multirazziale. Siamo in contatto ancora oggi.
Ogni week end praticamente eravamo in giro con l'intera classe.
A una persona normale non fotte niente di queste cose. Non esistono barriere razziali.
Le barriere culturali invece in teoria potrebbero anche esserci, ma in pratica non ci sono, perché per quanto differenziate dal punto di vista razziale, le persone che nascono e crescono nel mondo occidentale fanno parte di quella molecola di cui parli sopra, pertanto a mio modo di vedere devono ricevere la cittadinanza.
Una volta assodato che fare discorsi razziali è una stupidaggine, si può parlare del resto. Ho creato tutto questo thread per risponderti:
Le argomentazioni le trovi nell'ultimo post che ho scritto in quel thread.
Da un punto di vista teorico avresti ragione: se davvero il mondo fosse composto da popolazioni completamente diverse tra loro, il tuo discorso non farebbe una piega.
Con "completamente diverse tra loro" intendo che una popolazione ha una costituzione che dice A, un'altra ha una costituzione B che dice l'opposto di A e un'altra una costituzione che dice C, in antitesi sia con A che con B.
Il fatto però è che nel mondo reale non è così, perché ormai il mondo è globalizzato, perché tutte le popolazioni sono state trascinate all'interno della storia europea e quindi il loro sistema valoriale è diventato simile al nostro. Cioè, quasi tutte le nazioni del mondo sono democrazie liberali e questo ha fatto anche sì che il loro stile di vita divantasse simile al nostro, perché hanno fatto entrare nei loro paesi le multinazionali europee come il Mc Donalds, l'industria discografica, i produttori di jeans e t-shirt, gli aerei, le automobili.
Quando dici che il cosiddetto "melting pot" non ha una connotazione etnica ti sbagli: la connotazione etnica delle moderne città multirazziali è europea. Le persone di razza non bianca che lì si trovano sono state europeizzate: non hanno più la cultura dei loro avi, ma la cultura degli europei.
Ora, a me delle tradizioni locali INNOCUE che hanno le varie popolazioni non me ne fotte un cazzo. Nel senso che se uno spagnolo viene in Italia e si mangia la paella tutti i giorni a te che cazzo te ne frega? Mica toglie a te il diritto di mangiare gli spaghetti e la pizza.
Anzi, secondo me è bello se tu vai a casa sua a mangiare la paella e lui viene a casa tua a mangiare gli spaghetti.
Se poi oltre a mangiarsi la paella va in giro con il sombrero stesso discorso, ma quale spagnolo va in giro con il sombrero? Sono solo stereotipi.
Chi non ha girato per l'Europa (e per il mondo) forse non sa che tutto il mondo è praticamente uguale, la popolazione umana è una cosa sola. Ovunque vai ti senti a casa perché è tutto europeizzato. A chi non lo sa, bisogna spiegarlo. Bisogna offrirgli qualche biglietto aereo. Gli spagnoli portano il cappellino, non il sombrero. Si vestono esattamente come i milanesi, si ubriacano in discoteca bevendo gli stesso cocktail che bevono i milanesi e ascoltando la stessa musica di merda che ascoltano i milanesi.
Quindi all'osservazione sopra rispondo: praticamente gli umani ormai sono una molecola sola...
... ma questa molecola si chiama "liberalismo", un sistema che ti permette di inseguire la tua individualità.
Quindi la molecola non ha la funzione di creare una società di pecore, ma una società di individui.
Allo stesso tempo però questi individui, per poter tenere in piedi lo stesso sistema che permette l'espressione della loro individualità, devono aderire a un sistema valoriale in maniera quasi religiosa: un sistema che esalta l'individualismo e la libertà, stigmatizzando chi cerca di mettersi di traverso.
D'altra parte invece i nazionalisti conservatori fanatici di estrema destra fanno parte di una molecola che si propone di privare gli individui della propria personalità e che si regge in piedi unicamente su un'idea fallata e antiscientifica di "puro sangue italiano". L'individualità viene cancellata, perché tu non sei più Giorgio o Patrizio, ma un italiano e in quanto italiano devi prendere ordini da un capo e da un'ideologia dogmatica.
Ovviamente tu erediti automaticamente ogni merito di qualsiasi eroe italiano (Leonardo da Vinci era italiano e quindi io sono intelligente, i bianchi hanno inventato gli aerei e quindi io sono intelligente), gli italiani sono l'eccellenza del mondo e non sbagliano mai (quelli che sbagliano non sono veri italiani) e per diffamare gli altri popoli basta prendere anche solo uno o due individui di quei popoli e le loro colpe si possono estendere al loro intero popolo.
Le riflessioni di Wesa in questo video, fatte a partire dal commento scritto da un nazionalista/razzista, le trovo molto efficaci. Quando si tratta di spiegare il pensiero liberale, criticando gli altri pensieri, Wesa è uno dei migliori sul tubo.
**Modificato dall'autore il 07.10.2019 15:15**
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Forum Deserto
Scritto da:
> > Ok, quello che volevo osservare è che tutto il mondo è Milano.
>
> E per te è una cosa positiva.
La globalizzazione è iniziata con il colonialismo e questa è stata una fase della storia piuttosto vergognosa, perché gli europei si sono imposti prepotentemente e con la violenza sulle altre popolazioni.
La seconda fase della globalizzazione è avvenuta per il diffondersi del liberalismo e del capitalismo nei vari paesi in cui gli europei avevano messo la grinfie.
Credo che, per quanto nella prima fase della globalizzazione sia stato fatto del male alle popolazioni, nella seconda fase invece abbiano cominciato ad apprezzare, perché hanno cominciato a vedere più soldi, più benessere e più libertà.
Se tu chiedessi ai nativi americani moderni se vorrebbero tornare indietro ai tempi dei sacrifici al dio del frumento, dubito che molti ti risponderebbero di sì.
Comunque il punto non sta nel dare una valutazione, ma nel prendere atto di due cose:
1) Lasciando stare le tribù dei bastoncini, oggi il mondo si può dividere non più in 100 popolazioni, ma solo in una manciata. Gli indiani per esempio hanno una forte connotazione etnica: noti subito, a colpo d'occhio, che una gran parte di indiani hanno un modo tutto loro di vestirsi: non girano con jeans e t-shirt.
Però l'India, per quanto connotata nei costumi, è comunque una democrazia liberale e questo significa che c'è una continuità tra la popolazione liberal-globale e la loro: di base ci sono comunque dei valori non distanti.
Alla fine, se ci si limita a classificare sulla base dei valori fondamentali (quelli costituzionali) vengono fuori due sole popolazioni probabilmente: gli arabi (per estensione, anche alcune popolazioni dell'africa che sono state "arabizzate") e i liberali. Poi ci sono le piccole tribù, disseminate qua e là.
Le popolazioni che vivono nel liberal-globalismo hanno proprio uno stile di vita simile: jeans, t-shirt, discoteca, ecc ecc...
I liberali hanno valori simili, ma alcuni liberali hanno uno stile di vita diverso dalla maggioranza dei liberali, ad esempio gli indiani.
I liberali e gli arabi, oltre ad avere stili di vita diversi, hanno valori diversi, perché i paesi arabi non sono democrazie liberali, ma teocrazie islamiche.
La conclusione di questo discorso è che ritengo che la presenza di stranieri del mondo liberale in Svizzera non sia nemmeno minimamente minacciosa, soprattutto se vengono dal liberal-globalismo, perché non ci sono differenze tra noi e loro sulle cose importanti. Le differenze già di partenza non rilevanti poi tendono a scomparire nei loro figli, che nascono e crescono in Svizzera e quindi sono culturalmenti identici agli svizzeri. Per questo devono avere la cittadinanza svizzera.
Ritengo perciò che in generale l'accanimento contro gli stranieri sia solo fanatismo e io da liberale non accetto provvedimenti illiberali in nome di fanatismi, per quanto mi possa riservare di non escluderli per far fronte a problemi REALI difficilmente risolvibili in un quadro liberale, ma proprio come extrema ratio. Cioè, sto proprio parlando di cose estremamente gravi, tipo "o facciamo qualcosa subito o tra una settimana l'umanità scompare".
Bisogna invece fare un discorso separato sulla presenza degli arabi e degli african arabizzati. Non bisogna parlare della questione con l'isteria di Wakko, ma comunque un discorso va fatto.
Alcuni arabi possono essere pericolosi per la società liberale, ma allo stesso modo lo sono per esempio i gruppi di estrema destra che non a caso infatti assomigliano agli arabi sotto svariati aspetti.
Bisogna vigilare sia su Wakko&Friends che sugli arabi, ma cerchiamo di non esagerare, paventando la fine del mondo. Perché poi con l'isteria si cominciano a giustificare appunto quei provvedimenti illiberali di extrema-ratio di cui parlo sopra, solo che non siamo arrivati a quel punto.
In questa isteria c'è dentro anche la sinistra, che parla di Salvini come se fosse tornato Hitler... e questo continuare a gridare alla fine del mondo non fa bene al cervello delle persone.
La risposta all'immigrazione afro-islamica non può essere la distruzione della democrazie liberali occidentali, perché questo significa autodistruggersi. Dovessimo farlo, i malefici musulmani che vogliono la distruzione dell'occidente si daranno le pache sulle spalle e si diranno "sono bastati tre o quattro attentati in Europa per distruggere la loro civiltà!
".
2) Spesso si sente dire dagli europei o più in generale dagli occidentali che noi avremmo subito il globalismo, mi pare sia anche un'idea di gatto.
Su questo vi devo correggere: il globalismo l'hanno subito i nativi americani e le varie popolazioni su cui gli europei hanno messo gli artigli.
Gli europei hanno soltanto subito l'ammodernamento della società, una cosa partita dall'interno dell'Europa e esportata in tutto il mondo.
Quando gatto dice che questa roba qui non ha connotazione etnica si sbaglia.


In realtà questa cosa qui una connotazione etnica ce l'ha eccome, ed è euro-americana (potrei dire anche semplicemente europea, visto che i nordamericani sono ex europei).
Non è che solo le cose vecchie hanno una connotazione etnica.
Il cemento è stato inventato da un francese, il primo grattacielo è stato progettato da un americano. Per arrivare a fare la città in stile moderno si sono usate conoscenze sviluppate dal popolo europeo antico.
L'architettura euro-americana moderna è legata alla storia europea esattamente come il resto della storia, ha una continuità con il passato.
Infatti quello che non piace a gatto (direi per sua stessa ammissione) è la modernità e per questo vorrebbe sostanzialmente cancellare dalla storia europea gli ultimi due secoli, come se tutto quello che è avvenuto prima fosse storia e quello che è avvenuto dopo solo merda.
Mi stavo chiedendo: ma non sarà che gatto (come molte altre persone) ce l'hanno così tanto con gli stranieri perché, a causa di qualche bias cognitivo, sono portati a credere che la modernità sia in qualche modo causata dall'immigrazione?
Perché se si confonde "modernità" con "globalizzazione", allora si inizia a combattere la globalizzazione pensando di star combattendo la modernità.
È qui che sta l'errore: la modernizzazione è parte della storia europea e sarebbe avvenuta a prescindere dalla globalizzazione. La globalizzazione è stata subita dagli altri: tutte quelle popolazioni che, se non fosse per gli europei, oggi magari sarebbero ancora a fare sacrifici umani al dio del frumento vestiti con pelli di animali, ma che invece oggi sono diventate indistinguibili degli europei perché gli europei hanno esportato la loro storia nei loro territori, compresa la storia moderna e quindi i grattacieli.
La storia di quelle popolazioni è stata praticamente cancellata, la leggiamo sui libri di storia ma non la vediamo più.
La storia europea invece non è mai stata cancellata, perché la storia europea moderna ha una continuità con quella antica: i grattacieli hanno una continuità con gli edifici romani antichi. Le navi moderne hanno una continuità con i velieri. Le automobili hanno una continuità con i carri. Quella che vediamo in tutto il mondo è la storia europea.
L'immigrazione non è la causa dell'ammodernamento dell'Europa. Non siamo noi che veniamo risucchiati dentro qualcosa a causa dell'immigrazione, ma gli stranieri, che ormai sono stati risucchiati sia all'interno del popolo europeo che all'interno del mondo moderno che gli europei hanno creato negli ultimi due secoli.
Se pensate di liberarvi dai grattacieli e dal progressismo facendo vessazioni contro gli immigrati non avete capito niente. Se queste cose non vi piacciono dovete prendervela con gli europei, cioè con la parte moderna della storia europea.
**Modificato dall'autore il 07.10.2019 14:00**
> > Ok, quello che volevo osservare è che tutto il mondo è Milano.
>
> E per te è una cosa positiva.
La globalizzazione è iniziata con il colonialismo e questa è stata una fase della storia piuttosto vergognosa, perché gli europei si sono imposti prepotentemente e con la violenza sulle altre popolazioni.
La seconda fase della globalizzazione è avvenuta per il diffondersi del liberalismo e del capitalismo nei vari paesi in cui gli europei avevano messo la grinfie.
Credo che, per quanto nella prima fase della globalizzazione sia stato fatto del male alle popolazioni, nella seconda fase invece abbiano cominciato ad apprezzare, perché hanno cominciato a vedere più soldi, più benessere e più libertà.
Se tu chiedessi ai nativi americani moderni se vorrebbero tornare indietro ai tempi dei sacrifici al dio del frumento, dubito che molti ti risponderebbero di sì.
Comunque il punto non sta nel dare una valutazione, ma nel prendere atto di due cose:
1) Lasciando stare le tribù dei bastoncini, oggi il mondo si può dividere non più in 100 popolazioni, ma solo in una manciata. Gli indiani per esempio hanno una forte connotazione etnica: noti subito, a colpo d'occhio, che una gran parte di indiani hanno un modo tutto loro di vestirsi: non girano con jeans e t-shirt.
Però l'India, per quanto connotata nei costumi, è comunque una democrazia liberale e questo significa che c'è una continuità tra la popolazione liberal-globale e la loro: di base ci sono comunque dei valori non distanti.
Alla fine, se ci si limita a classificare sulla base dei valori fondamentali (quelli costituzionali) vengono fuori due sole popolazioni probabilmente: gli arabi (per estensione, anche alcune popolazioni dell'africa che sono state "arabizzate") e i liberali. Poi ci sono le piccole tribù, disseminate qua e là.
Le popolazioni che vivono nel liberal-globalismo hanno proprio uno stile di vita simile: jeans, t-shirt, discoteca, ecc ecc...
I liberali hanno valori simili, ma alcuni liberali hanno uno stile di vita diverso dalla maggioranza dei liberali, ad esempio gli indiani.
I liberali e gli arabi, oltre ad avere stili di vita diversi, hanno valori diversi, perché i paesi arabi non sono democrazie liberali, ma teocrazie islamiche.
La conclusione di questo discorso è che ritengo che la presenza di stranieri del mondo liberale in Svizzera non sia nemmeno minimamente minacciosa, soprattutto se vengono dal liberal-globalismo, perché non ci sono differenze tra noi e loro sulle cose importanti. Le differenze già di partenza non rilevanti poi tendono a scomparire nei loro figli, che nascono e crescono in Svizzera e quindi sono culturalmenti identici agli svizzeri. Per questo devono avere la cittadinanza svizzera.
Ritengo perciò che in generale l'accanimento contro gli stranieri sia solo fanatismo e io da liberale non accetto provvedimenti illiberali in nome di fanatismi, per quanto mi possa riservare di non escluderli per far fronte a problemi REALI difficilmente risolvibili in un quadro liberale, ma proprio come extrema ratio. Cioè, sto proprio parlando di cose estremamente gravi, tipo "o facciamo qualcosa subito o tra una settimana l'umanità scompare".
Bisogna invece fare un discorso separato sulla presenza degli arabi e degli african arabizzati. Non bisogna parlare della questione con l'isteria di Wakko, ma comunque un discorso va fatto.
Alcuni arabi possono essere pericolosi per la società liberale, ma allo stesso modo lo sono per esempio i gruppi di estrema destra che non a caso infatti assomigliano agli arabi sotto svariati aspetti.
Bisogna vigilare sia su Wakko&Friends che sugli arabi, ma cerchiamo di non esagerare, paventando la fine del mondo. Perché poi con l'isteria si cominciano a giustificare appunto quei provvedimenti illiberali di extrema-ratio di cui parlo sopra, solo che non siamo arrivati a quel punto.
In questa isteria c'è dentro anche la sinistra, che parla di Salvini come se fosse tornato Hitler... e questo continuare a gridare alla fine del mondo non fa bene al cervello delle persone.
La risposta all'immigrazione afro-islamica non può essere la distruzione della democrazie liberali occidentali, perché questo significa autodistruggersi. Dovessimo farlo, i malefici musulmani che vogliono la distruzione dell'occidente si daranno le pache sulle spalle e si diranno "sono bastati tre o quattro attentati in Europa per distruggere la loro civiltà!
".2) Spesso si sente dire dagli europei o più in generale dagli occidentali che noi avremmo subito il globalismo, mi pare sia anche un'idea di gatto.
Su questo vi devo correggere: il globalismo l'hanno subito i nativi americani e le varie popolazioni su cui gli europei hanno messo gli artigli.
Gli europei hanno soltanto subito l'ammodernamento della società, una cosa partita dall'interno dell'Europa e esportata in tutto il mondo.
Quando gatto dice che questa roba qui non ha connotazione etnica si sbaglia.

In realtà questa cosa qui una connotazione etnica ce l'ha eccome, ed è euro-americana (potrei dire anche semplicemente europea, visto che i nordamericani sono ex europei).
Non è che solo le cose vecchie hanno una connotazione etnica.
Il cemento è stato inventato da un francese, il primo grattacielo è stato progettato da un americano. Per arrivare a fare la città in stile moderno si sono usate conoscenze sviluppate dal popolo europeo antico.
L'architettura euro-americana moderna è legata alla storia europea esattamente come il resto della storia, ha una continuità con il passato.
Infatti quello che non piace a gatto (direi per sua stessa ammissione) è la modernità e per questo vorrebbe sostanzialmente cancellare dalla storia europea gli ultimi due secoli, come se tutto quello che è avvenuto prima fosse storia e quello che è avvenuto dopo solo merda.
Mi stavo chiedendo: ma non sarà che gatto (come molte altre persone) ce l'hanno così tanto con gli stranieri perché, a causa di qualche bias cognitivo, sono portati a credere che la modernità sia in qualche modo causata dall'immigrazione?
Perché se si confonde "modernità" con "globalizzazione", allora si inizia a combattere la globalizzazione pensando di star combattendo la modernità.
È qui che sta l'errore: la modernizzazione è parte della storia europea e sarebbe avvenuta a prescindere dalla globalizzazione. La globalizzazione è stata subita dagli altri: tutte quelle popolazioni che, se non fosse per gli europei, oggi magari sarebbero ancora a fare sacrifici umani al dio del frumento vestiti con pelli di animali, ma che invece oggi sono diventate indistinguibili degli europei perché gli europei hanno esportato la loro storia nei loro territori, compresa la storia moderna e quindi i grattacieli.
La storia di quelle popolazioni è stata praticamente cancellata, la leggiamo sui libri di storia ma non la vediamo più.
La storia europea invece non è mai stata cancellata, perché la storia europea moderna ha una continuità con quella antica: i grattacieli hanno una continuità con gli edifici romani antichi. Le navi moderne hanno una continuità con i velieri. Le automobili hanno una continuità con i carri. Quella che vediamo in tutto il mondo è la storia europea.
L'immigrazione non è la causa dell'ammodernamento dell'Europa. Non siamo noi che veniamo risucchiati dentro qualcosa a causa dell'immigrazione, ma gli stranieri, che ormai sono stati risucchiati sia all'interno del popolo europeo che all'interno del mondo moderno che gli europei hanno creato negli ultimi due secoli.
Se pensate di liberarvi dai grattacieli e dal progressismo facendo vessazioni contro gli immigrati non avete capito niente. Se queste cose non vi piacciono dovete prendervela con gli europei, cioè con la parte moderna della storia europea.
**Modificato dall'autore il 07.10.2019 14:00**
Scritto da: News BOT
> Renzi: "Io in complotto anti-Trump? Stavolta querelo"
>
Questa è una querela sensata, ma anche Renzi è uno dalle querele facili: poco fa ha querelato Padellaro perché sostiene che egli l'abbia paragonato all'altro Matteo.
In Italia un giornalista non può più dire niente perché arrivano querele da destra e sinistra.
**Modificato dall'autore il 07.10.2019 11:45**
> Renzi: "Io in complotto anti-Trump? Stavolta querelo"
>
Questa è una querela sensata, ma anche Renzi è uno dalle querele facili: poco fa ha querelato Padellaro perché sostiene che egli l'abbia paragonato all'altro Matteo.
In Italia un giornalista non può più dire niente perché arrivano querele da destra e sinistra.
**Modificato dall'autore il 07.10.2019 11:45**
Filosofia
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> > > > > >
> > > > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> > > > >
> > > > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
> > > >
> > > >

> > >
> > > Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
> > >
> > > Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
> > >
> > > Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> > > Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> > > Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
> > >
> > > Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
> > >
> > > Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
> >
> > L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
> >
> > L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.
>
> OK, io non voglio subire l'immigrazione.
Questo non è un principio "universale". Se tu prendi un gruppo di 100 persone e chiedi loro quante di esse vorrebbero essere uccise, pestate o derubate, la conclusione tenderà a essere unanime.
Sull'immigrazione invece il gruppo si divide in svariati sottogruppi e quelli con idee di estrema destra come te saranno una ristretta minoranza.
Quello che voglio dire è che i dirtti civili e umani, per essere sensati, devono essere essenziali, non è che si può cacciarci dentro qualsiasi cosa passi per la testa, soprattutto se quelle cose sono idee estremiste di una ristretta minoranza di persone.
Quindi sulla carta dei diritti civili non troverai il diritto a non subire l'immigrazione. È un argomento su cui semplicemente si decide per via democratica e l'opinione del 51+% della popolazione decide come gestire la cosa.
Quindi chi vuole cambiare le regole sull'immigrazione raccoglie le firme, propone una legge e il popolo vota.
Il criminale bastardo Breivik ha scelto un'altra strada, illogica e criminale, oltre che del tutto inutile (infatti che cosa avrebbe mai ottenuto?). Perciò giustamente la sta pagando.
Quello che è sicuro è che il diritto alla vita e all'integrità fisica è quello più importante e Breivik ha violato questo sacro diritto di 77 persone innocenti per difendere una cosa che esiste solo nella sua testa e in quella di altri intolleranti paranoici come lui.
**Modificato dall'autore il 06.10.2019 21:23**
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> > > > >
> > > > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
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> > > Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
> > >
> > > Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
> > >
> > > Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> > > Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> > > Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
> > >
> > > Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
> > >
> > > Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
> >
> > L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
> >
> > L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.
>
> OK, io non voglio subire l'immigrazione.
Questo non è un principio "universale". Se tu prendi un gruppo di 100 persone e chiedi loro quante di esse vorrebbero essere uccise, pestate o derubate, la conclusione tenderà a essere unanime.
Sull'immigrazione invece il gruppo si divide in svariati sottogruppi e quelli con idee di estrema destra come te saranno una ristretta minoranza.
Quello che voglio dire è che i dirtti civili e umani, per essere sensati, devono essere essenziali, non è che si può cacciarci dentro qualsiasi cosa passi per la testa, soprattutto se quelle cose sono idee estremiste di una ristretta minoranza di persone.
Quindi sulla carta dei diritti civili non troverai il diritto a non subire l'immigrazione. È un argomento su cui semplicemente si decide per via democratica e l'opinione del 51+% della popolazione decide come gestire la cosa.
Quindi chi vuole cambiare le regole sull'immigrazione raccoglie le firme, propone una legge e il popolo vota.
Il criminale bastardo Breivik ha scelto un'altra strada, illogica e criminale, oltre che del tutto inutile (infatti che cosa avrebbe mai ottenuto?). Perciò giustamente la sta pagando.
Quello che è sicuro è che il diritto alla vita e all'integrità fisica è quello più importante e Breivik ha violato questo sacro diritto di 77 persone innocenti per difendere una cosa che esiste solo nella sua testa e in quella di altri intolleranti paranoici come lui.
**Modificato dall'autore il 06.10.2019 21:23**
Scienza&Tecnica
L'Olanda attualmente è uno dei paesi che sfrutta di meno le rinnovabili, sebbene la popolazione si sposti molto in bicicletta.
Gli olandesti producono energia con il metano estratto dal sottosuolo, ma questo, oltre a causare terremoti, inquina.
Da quello che dice il video sotto hanno da poco deciso di cambiare rotta e buttarsi sull'eolico.
Il problema dell'energia eolica è che il vento non soffia in maniera costante: ci sono dei momenti in cui le pale producono più energia di quella che serve e altri in cui ne producono in maniera non sufficiente.
E allora ecco l'idea geniale degli ingegneri olandesi: nei momenti di alta produzione energetica, anziché buttare via l'energia, l'energia in eccesso viene usata per l'elettrolisi dell'acqua, tramite la quale si ricava idrogeno, che poi si può bruciare per ricavare energia...
... ma anche no, perché l'idrogeno è instabile e problematico, quindi che si fa? Si trasforma l'idrogeno in metano, attraverso la cosiddetta "metanazione", cioè facendolo reagire con l'anidride carbonica.
Aspetta, ma l'idea non era quella di superare il metano perché inquina? La parte più geniale sta proprio qui: visto che per la metanazione si usa anidride carbonica (che viene sotratta all'atmosfera) nel momento in cui si brucia il metano non si fa altro che restituire all'atmosfera l'anidride carbonica che le era stata sottratta, quindi è un'operazione neutro.
Inoltre il metano, così facendo, non verrà più estratto dal sottosuolo.
Una domanda resta: come si fa la metanazione? Probabilmente sfruttando i batteri
.
**Modificato dall'autore il 06.10.2019 20:59**
Gli olandesti producono energia con il metano estratto dal sottosuolo, ma questo, oltre a causare terremoti, inquina.
Da quello che dice il video sotto hanno da poco deciso di cambiare rotta e buttarsi sull'eolico.
Il problema dell'energia eolica è che il vento non soffia in maniera costante: ci sono dei momenti in cui le pale producono più energia di quella che serve e altri in cui ne producono in maniera non sufficiente.
E allora ecco l'idea geniale degli ingegneri olandesi: nei momenti di alta produzione energetica, anziché buttare via l'energia, l'energia in eccesso viene usata per l'elettrolisi dell'acqua, tramite la quale si ricava idrogeno, che poi si può bruciare per ricavare energia...
... ma anche no, perché l'idrogeno è instabile e problematico, quindi che si fa? Si trasforma l'idrogeno in metano, attraverso la cosiddetta "metanazione", cioè facendolo reagire con l'anidride carbonica.
Aspetta, ma l'idea non era quella di superare il metano perché inquina? La parte più geniale sta proprio qui: visto che per la metanazione si usa anidride carbonica (che viene sotratta all'atmosfera) nel momento in cui si brucia il metano non si fa altro che restituire all'atmosfera l'anidride carbonica che le era stata sottratta, quindi è un'operazione neutro.
Inoltre il metano, così facendo, non verrà più estratto dal sottosuolo.
Una domanda resta: come si fa la metanazione? Probabilmente sfruttando i batteri
.**Modificato dall'autore il 06.10.2019 20:59**
Filosofia
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> > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
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> >
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> Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
>
> Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
>
> Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
>
> Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
>
> Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.
Quindi la società liberale viene costruita al di sopra questo semplice assioma ben ragionato: tutto quello che è male in base all'assioma sopra, deve essere illegale e ha senso mantenere un giudizio molto negativo sugli autori di questi crimini.
Per via della necessità di punire chi commette questi crimini, occorre stabilire che alcuni diritti si possono perdere quando si violano i diritti degli altri.
Cioè, tu non vorresti essere privato della libertà e quindi privare gli altri della libertà è sbagliato, ma proprio perché non vorresti essere privato della libertà capisci anche che questa può essere un giusta una punizione per chi commette crimini.
Quindi i diritti che scaturiscono logicamente dall'assioma sopra hanno una doppia funzione: la loro esistenza protegge le persone innocenti, ma la loro revoca è un modo per punire chi viola i diritti degli altri. La punizione serve come deterrente, per fare in modo che la società resti civile.
Adesso si può arrivare al punto.
Se tu tiri un pugno sul naso a un bullo che ti perseguita, la vittima non è il bullo, ma sei tu. Il bullo è stato semplicemente punito per averti rotto le palle: con il suo comportamento, ha perso il diritto all'integrità fisica.
Se Breivik avesse ucciso un bullo che lo tormentava da piccolo (come ha fatto quel tizio di cui abbiamo ricevuto notizia poco tempo fa qui nel forum) molte persone (liberali compresi) probabilmente direbbero che il bullo in fin dei conti se l'è meritato, ma Breivik non ha fatto questo.
Breivik ha fatto una strage di persone innocenti fino a prova contraria, cioè ha violato i diritti umani di persone innocenti e pertanto è un criminale bastardo.
Lo stesso vale per Hitler.
Anche quello che ha preso la decisione di far fuori i giornalisti Reuters con i droni è un criminale bastardo, ma sugli stati bisogna stare attenti a non generalizzare, perché lo stato è composto da persone e se una persona tra esse sbaglia non significa che anche le altre sono colpevoli.
Quello che possiamo certamente dire è che tutte le persone dell'esercito americano e del governo che hanno avuto un ruolo nella decisione di uccidere i due giornalisti o che hanno insabbiato la cosa sono criminali come Breivik.
Se un cittadino prendesse uno per uno i militari col grilletto facile e li prendesse a sprangate sui denti molte persone (liberali compresi) direbbero probabilmente che quelle persone hanno avuto la giusta punizione, ma se invece il cittadino ritenesse che per punire lo stato si possa sparare su un paio di cittadini innocenti a caso oltre che estremamente stupido sarebbe anche un bastardo criminale:
1) A quei dirigenti senza morale non frega un cazzo della morte dei cittadini. Se pensi di punirli in questo modo sei proprio scemo.
2) Facendo la stessa cosa di cui accusi lo stato (uccisione di innocenti) dimostri di non essere diverso... come cazzo fai a giudicare lo stato se tu sei fatto della stessa pasta? Sarebbe totalmente incoerente.
Queste cose mi sembrano ovvietà e mi sembra ridicolo dover stare qui a spiegarle, mi chiedo se lo fai apposta (trollaggio) o se hai le rotelle fuori posto e non ci arrivi.
**Modificato dall'autore il 06.10.2019 19:42**
> Scritto da: Mattia
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> > > > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> > > >
> > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> > >
> > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
> >
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>
> Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
>
> Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
>
> Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
>
> Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
>
> Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.
Quindi la società liberale viene costruita al di sopra questo semplice assioma ben ragionato: tutto quello che è male in base all'assioma sopra, deve essere illegale e ha senso mantenere un giudizio molto negativo sugli autori di questi crimini.
Per via della necessità di punire chi commette questi crimini, occorre stabilire che alcuni diritti si possono perdere quando si violano i diritti degli altri.
Cioè, tu non vorresti essere privato della libertà e quindi privare gli altri della libertà è sbagliato, ma proprio perché non vorresti essere privato della libertà capisci anche che questa può essere un giusta una punizione per chi commette crimini.
Quindi i diritti che scaturiscono logicamente dall'assioma sopra hanno una doppia funzione: la loro esistenza protegge le persone innocenti, ma la loro revoca è un modo per punire chi viola i diritti degli altri. La punizione serve come deterrente, per fare in modo che la società resti civile.
Adesso si può arrivare al punto.
Se tu tiri un pugno sul naso a un bullo che ti perseguita, la vittima non è il bullo, ma sei tu. Il bullo è stato semplicemente punito per averti rotto le palle: con il suo comportamento, ha perso il diritto all'integrità fisica.
Se Breivik avesse ucciso un bullo che lo tormentava da piccolo (come ha fatto quel tizio di cui abbiamo ricevuto notizia poco tempo fa qui nel forum) molte persone (liberali compresi) probabilmente direbbero che il bullo in fin dei conti se l'è meritato, ma Breivik non ha fatto questo.
Breivik ha fatto una strage di persone innocenti fino a prova contraria, cioè ha violato i diritti umani di persone innocenti e pertanto è un criminale bastardo.
Lo stesso vale per Hitler.
Anche quello che ha preso la decisione di far fuori i giornalisti Reuters con i droni è un criminale bastardo, ma sugli stati bisogna stare attenti a non generalizzare, perché lo stato è composto da persone e se una persona tra esse sbaglia non significa che anche le altre sono colpevoli.
Quello che possiamo certamente dire è che tutte le persone dell'esercito americano e del governo che hanno avuto un ruolo nella decisione di uccidere i due giornalisti o che hanno insabbiato la cosa sono criminali come Breivik.
Se un cittadino prendesse uno per uno i militari col grilletto facile e li prendesse a sprangate sui denti molte persone (liberali compresi) direbbero probabilmente che quelle persone hanno avuto la giusta punizione, ma se invece il cittadino ritenesse che per punire lo stato si possa sparare su un paio di cittadini innocenti a caso oltre che estremamente stupido sarebbe anche un bastardo criminale:
1) A quei dirigenti senza morale non frega un cazzo della morte dei cittadini. Se pensi di punirli in questo modo sei proprio scemo.
2) Facendo la stessa cosa di cui accusi lo stato (uccisione di innocenti) dimostri di non essere diverso... come cazzo fai a giudicare lo stato se tu sei fatto della stessa pasta? Sarebbe totalmente incoerente.
Queste cose mi sembrano ovvietà e mi sembra ridicolo dover stare qui a spiegarle, mi chiedo se lo fai apposta (trollaggio) o se hai le rotelle fuori posto e non ci arrivi.
**Modificato dall'autore il 06.10.2019 19:42**
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > ha ragione, è offensivo
> >
> > Querela per cosa?
> >
> > Non c'è nessuna diffamazione. Solo una battuta sarcastica.
> >
> > Ingiuria? È solo una provocazione, un insulto generico e impersonale. Sarebbe un altro conto se avesse scritto che la figlia della Meloni diventerà una troia succhiacazzi come la madre.
> >
> > Questo voler tappare la bocca ai contestatori non farà altro che rinforzare la nomea del partito, dando ulteriori conferme riguardo alla loro inclinazione fascista.
> >
> > Noi del forum dovremmo già esserci querelati gli uni con gli altri tipo 1'000 volte se ogni volta che qualcuno ti offende devi metterti a querelare.
> >
> > **Modificato dall'autore il 05.10.2019 21:14**
>
> Tappare la bocca cosa? Tu quereli una persona e poi un giudice deciderà, se non riscontrerà una violazione la querela cadrà nel vuoto.
Il punto è che non si dovrebbe nemmeno querelare per queste cose.
È ovvio che la Meloni non può tappare la bocca a nessuno perché non è il duce come vorrebbe, però lei spera che il giudice decida di dare una punizione al giornalista proprio come farebbe il duce.
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > ha ragione, è offensivo
> >
> > Querela per cosa?
> >
> > Non c'è nessuna diffamazione. Solo una battuta sarcastica.
> >
> > Ingiuria? È solo una provocazione, un insulto generico e impersonale. Sarebbe un altro conto se avesse scritto che la figlia della Meloni diventerà una troia succhiacazzi come la madre.
> >
> > Questo voler tappare la bocca ai contestatori non farà altro che rinforzare la nomea del partito, dando ulteriori conferme riguardo alla loro inclinazione fascista.
> >
> > Noi del forum dovremmo già esserci querelati gli uni con gli altri tipo 1'000 volte se ogni volta che qualcuno ti offende devi metterti a querelare.
> >
> > **Modificato dall'autore il 05.10.2019 21:14**
>
> Tappare la bocca cosa? Tu quereli una persona e poi un giudice deciderà, se non riscontrerà una violazione la querela cadrà nel vuoto.
Il punto è che non si dovrebbe nemmeno querelare per queste cose.
È ovvio che la Meloni non può tappare la bocca a nessuno perché non è il duce come vorrebbe, però lei spera che il giudice decida di dare una punizione al giornalista proprio come farebbe il duce.
Politica
Non sapevo se metterlo nella sezione ROTFL, perché a me questo video mi ha fatto morire. 
Boban Pesov, figlio di un immigrato arrivato clandestinamente con le barche, risponde ai commenti dei razzisti sotto i suoi video.
Nei commenti...
"Per essere un vero Italiano devi evadere il fisco,parcheggiare in doppia fila e prendere i mezzi pubblici senza pagare,lamentandoti che il trasporto pubblico non funziona."

Boban Pesov, figlio di un immigrato arrivato clandestinamente con le barche, risponde ai commenti dei razzisti sotto i suoi video.
Nei commenti...
"Per essere un vero Italiano devi evadere il fisco,parcheggiare in doppia fila e prendere i mezzi pubblici senza pagare,lamentandoti che il trasporto pubblico non funziona."
Forum Deserto
Ok, quello che volevo osservare è che tutto il mondo è Milano.
La gente in praticamente tutto il mondo si veste alla stessa maniera (jeans, pantaloncini, cappellini, gonne, borsette). Uno magari pensa di andare in Bolivia e trovare gente vestita in pelle di struzzo e con i flauti e invece sembra di essere a Milano.
La mia finissima analisi è che si può sostanzialmente dire che tutti i paesi in cui ci si veste con jeans e cappellini sono stati investiti dalla cultura liberale e infatti tutti gli stati elencati sopra sono repubbliche.
La morale della favola è che chi vuole fermare la globalizzazione arriva tardi, perché è già stata portata a compimento. Piaccia o no, il punto è che allo stato attuale la gran parte dei popoli presenti nel mondo sono fondamentalmente simili, quindi se un gruppo di persone di ciascuno dei popoli sopra dovessero unirsi insieme in un solo stato riuscirebbero abbastanza facilmente a mettere insieme una costituzione condivisa all'unanimità, oltre che svariate leggi fondamentali del codice penale.
Questo è il motivo per cui in generale, salvo fatto per alcune eccezioni, il discorso dell'incompatibilità etnica non me lo bevo.
A fare eccezione sono le popolazioni che non sono state risucchiate all'interno del liberal-globalismo, come gli arabi e la tribù dei bastoncini.
È una cosa che si nota a colpo d'occhio: una gran parte di arabi infatti non si vestono con jeans e t-shirt, ma il loro modo di vestirsi ha una forte impronta culturale, che li caratterizza.
Le popolazioni del mondo che sono state risucchiate all'interno del liberal-globalismo farebbero fatica a scrivere una costituzione insieme agli arabi, quindi l'argomento è reale purché non si cerchi di generalizzare, facendo passare che l'incompatibilità tra popoli diversi è la regola.
Questo significa che gli arabi, entrando nel mondo liberal-globalista, devono necessariamente rinunciare ad alcune cose e d'altra parte anche loro devono fare valere le loro regole agli stranieri.
In tutto questo la razza non gioca nessunissimo ruolo. Se prendi un neonato arabo e lo porti nel mondo liberal-globalista, viene su liberale.
Pur comprendendo le questioni culturali, rigetto il razzismo nel puro senso del termine, che fa discriminazioni basate unicamente sul colore della pelle.
La popolazione del liberal-globalismo non è che siano tutte perfettamente uguali ovviamente: hanno tradizioni culinarie diverse (e questo è arricchimento culturale) e ognuna di essere ha probabilmente anche le sue cattive abitudini.
Ad esempio gli italiani sono inclini all'evasione fiscale, parcheggiano dove cazzo vogliono (anche sui sui marcipiedi) e in Svizzera queste cose non si fanno, perciò occorrerà multare gli italiani che fanno queste cose finché non capiscono come funzionano le cose in Svizzera.
Non ha senso mettere in piedi delle inutili vessazioni come quelle congeniate da gatto, perché quello è solo stupido fanatismo. Rispetto delle regole sì, vessazioni no!
La gente in praticamente tutto il mondo si veste alla stessa maniera (jeans, pantaloncini, cappellini, gonne, borsette). Uno magari pensa di andare in Bolivia e trovare gente vestita in pelle di struzzo e con i flauti e invece sembra di essere a Milano.
La mia finissima analisi è che si può sostanzialmente dire che tutti i paesi in cui ci si veste con jeans e cappellini sono stati investiti dalla cultura liberale e infatti tutti gli stati elencati sopra sono repubbliche.
La morale della favola è che chi vuole fermare la globalizzazione arriva tardi, perché è già stata portata a compimento. Piaccia o no, il punto è che allo stato attuale la gran parte dei popoli presenti nel mondo sono fondamentalmente simili, quindi se un gruppo di persone di ciascuno dei popoli sopra dovessero unirsi insieme in un solo stato riuscirebbero abbastanza facilmente a mettere insieme una costituzione condivisa all'unanimità, oltre che svariate leggi fondamentali del codice penale.
Questo è il motivo per cui in generale, salvo fatto per alcune eccezioni, il discorso dell'incompatibilità etnica non me lo bevo.
A fare eccezione sono le popolazioni che non sono state risucchiate all'interno del liberal-globalismo, come gli arabi e la tribù dei bastoncini.
È una cosa che si nota a colpo d'occhio: una gran parte di arabi infatti non si vestono con jeans e t-shirt, ma il loro modo di vestirsi ha una forte impronta culturale, che li caratterizza.
Le popolazioni del mondo che sono state risucchiate all'interno del liberal-globalismo farebbero fatica a scrivere una costituzione insieme agli arabi, quindi l'argomento è reale purché non si cerchi di generalizzare, facendo passare che l'incompatibilità tra popoli diversi è la regola.
Questo significa che gli arabi, entrando nel mondo liberal-globalista, devono necessariamente rinunciare ad alcune cose e d'altra parte anche loro devono fare valere le loro regole agli stranieri.
In tutto questo la razza non gioca nessunissimo ruolo. Se prendi un neonato arabo e lo porti nel mondo liberal-globalista, viene su liberale.
Pur comprendendo le questioni culturali, rigetto il razzismo nel puro senso del termine, che fa discriminazioni basate unicamente sul colore della pelle.
La popolazione del liberal-globalismo non è che siano tutte perfettamente uguali ovviamente: hanno tradizioni culinarie diverse (e questo è arricchimento culturale) e ognuna di essere ha probabilmente anche le sue cattive abitudini.
Ad esempio gli italiani sono inclini all'evasione fiscale, parcheggiano dove cazzo vogliono (anche sui sui marcipiedi) e in Svizzera queste cose non si fanno, perciò occorrerà multare gli italiani che fanno queste cose finché non capiscono come funzionano le cose in Svizzera.
Non ha senso mettere in piedi delle inutili vessazioni come quelle congeniate da gatto, perché quello è solo stupido fanatismo. Rispetto delle regole sì, vessazioni no!
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
Filosofia
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> > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> >
> > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
>
> Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.


**Modificato dall'autore il 05.10.2019 21:29**
> > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> >
> > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
>
> Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.

**Modificato dall'autore il 05.10.2019 21:29**
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> ha ragione, è offensivo
Querela per cosa?
Non c'è nessuna diffamazione. Solo una battuta sarcastica.
Ingiuria? È solo una provocazione, un insulto generico e impersonale. Sarebbe un altro conto se avesse scritto che la figlia della Meloni diventerà una troia succhiacazzi come la madre.
Questo voler tappare la bocca ai contestatori non farà altro che rinforzare la nomea del partito, dando ulteriori conferme riguardo alla loro inclinazione fascista.
Noi del forum dovremmo già esserci querelati gli uni con gli altri tipo 1'000 volte se ogni volta che qualcuno ti offende devi metterti a querelare.
**Modificato dall'autore il 05.10.2019 21:14**
> ha ragione, è offensivo
Querela per cosa?
Non c'è nessuna diffamazione. Solo una battuta sarcastica.
Ingiuria? È solo una provocazione, un insulto generico e impersonale. Sarebbe un altro conto se avesse scritto che la figlia della Meloni diventerà una troia succhiacazzi come la madre.
Questo voler tappare la bocca ai contestatori non farà altro che rinforzare la nomea del partito, dando ulteriori conferme riguardo alla loro inclinazione fascista.
Noi del forum dovremmo già esserci querelati gli uni con gli altri tipo 1'000 volte se ogni volta che qualcuno ti offende devi metterti a querelare.
**Modificato dall'autore il 05.10.2019 21:14**
Forum Deserto
Milano
Zurigo, Svizzera.
Messico
Lisbona, Portogallo
Tirana, Albania
Skopje, Macedonia
La Paz, Bolivia
Giappone
Mosca, Russia
Tel Aviv, Israele
Rio De Janeiro, Brasile
Buenos Aires, Argentina
Thailandia, Bangkok
Reykjavik, Islanda
**Modificato dall'autore il 04.10.2019 19:57**
Zurigo, Svizzera.
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Rio De Janeiro, Brasile
Buenos Aires, Argentina
Thailandia, Bangkok
Reykjavik, Islanda
**Modificato dall'autore il 04.10.2019 19:57**
Politica
Per via di questo pezzo qui.
https://www.repubblica.it/dossier/bravimabasta/201... 
"Fratelli d'Italia sta raccogliendo firme contro lo Ius Culturae secondo quello che Gramsci chiamava l'ottimismo della volontà: sperano infatti che i loro militanti sappiano scrivere"

"Fratelli d'Italia sta raccogliendo firme contro lo Ius Culturae secondo quello che Gramsci chiamava l'ottimismo della volontà: sperano infatti che i loro militanti sappiano scrivere"
France in free fall
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https://sheikyermami.com/2019/01/france-in-free-fall/
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Filosofia
Scritto da:
> > Nel mio forum qualcuno ha scritto che si deve mettere la regola del figlio unico per le persone di origini etniche straniere e ogni figlio nato dopo il primogenito andrebbe espulso dal paese all'età di 18 anni.
>
> Bravo, vedo che ti dai da fare a diffondere le mie idee
Continua.
Uno mi ha risposto.
"il commento in cui arbitrariamente contrapponi individualismo a totalitarismo non cambia il pensiero che ho su del ferro. Che ha la faccia cosi tosta da rispondere solo quando gli conviene per poi fare il video lamentela sul suo pubblico pensante accusandolo di essere incapace di confrontarsi. Assolutamente ingiustificabile."
La mia risposta.
----------------------------------------------------
se vai a cercare il significato del termine "individualismo" scoprirai che invece la mia contrapposizione è corretta, perché l'individualismo è una filosofia che vuole che l'individuo possa esprimere appieno la sua personalità e seguire le sue legittime vocazioni senza che il gruppo di cui fa parte lo intralci.
Questa filosofia è il fondamento del liberalismo, che combatte per le cosiddette "libertà individuali".
Individualismo significa anche che ogni individuo si prende le proprie responsabilità per le proprie azioni. Hai presente quella filosofia illogica secondo cui se tu uccidi mio figlio io posso uccidere il tuo per vendetta? Oppure che se un nigeriano uccide un italiano io allora posso ammazzare un nigeriano qualsiasi per vendicarlo? È la logica sostanzialmente adottata dai terroristi e tu non puoi immaginare quanti ritardati non comprendano cosa ci sia di sbagliato in simili ragionamenti.
Questi ragionamenti partono dal falso presupposto che siamo gruppi e non persone/individui, librerie e non libri. Quindi se nella tua libreria c'è il Mein Kampf, dò fuoco alla libreria, così oltre al Mein Kampf va a fuoco anche l'atlante, la scacchiera di cristallo, l'enciclopedia e magari un manoscritto originale di Einstein.
Individualismo significa appunto che ogni individuo è libero e che risponde personalmente dei propri meriti e delle proprie colpe, perché banalmente è un individuo, non un gruppo.
Quindi se tu vinci alle olimpiadi, la medaglia e i soldi li prendi te, non l'Italia, perché gli italiani non hanno nessun merito, il merito è tutto tuo.
Se tu commetti un reato, in galera ci finisci tu, soltanto tu, non un membro della tua famiglia. Se commetti un reato in un paese liberale estero, non è che vengano giustiziati tutti gli italiani presenti in quel territorio, ma soltanto te.
Più libertà individuali sono ridotte, più viene a meno il discorso delle colpe e dei meriti su base esclusivamente individuale, più ci si avvicina a un totalitarismo, quindi la contrapposizione che ho fatto è assolutamente corretta, non è arbitraria.
Ripeto: noi siamo abituati al fatto che le cose funzionano così, ma questo è dovuto semplicemente al fatto che il liberalismo nel mondo occidentale ha vinto e con esso l'individualismo, che dobbiamo continuare a difendere.
Rick nel video affronta l'argomento in maniera filosofica e astratta, ma l'individualismo in termini pratici è quello che ho spiegato io.
In sintesi, egli usa il tema della ribellione adolescenziale per spiegare un concetto molto più complesso e articolato, ed evidentemente qualcuno non ha capito dove va a parare il suo discorso. I filosofi hanno la cattiva abitudine di girarci troppo intorno.
Quello che cerca molto educatamente e pacatamente di far capire è che in pratica la società si divide fra ritardati e persone che invece, una volta che superano l'età infantile, si rendono conto che i loro genitori hanno dei difetti, allo stesso modo din cui li ha il gruppo più esteso, cioè il loro popolo. Prendendo coscienza di questo, sviluppano una propria individualità, che è tanto più forte quanto più riescono a staccarsi dal gruppo con cui, per loro sfortuna, si trovano a dover convivere.
Perciò il messaggio filosofico è "tu puoi mandare a fare in culo tutto e tutti". Puoi mettere in discussione tutto quello che i tuoi genitori e le persone intorno a te ti hanno infilato nel cervello fin da piccolo. Puoi uscire dalla caverna di Platone.
Una persona che non riesce a ragionare con la propria testa e diventa soltanto la costola di un gruppo, come può uscire dalla caverna di Platone? Esce da una caverna per entrare in un'altra!
Non provi pena per tutte quelle persone che per esempio difendono a spada tratta un partito politico? Parlo sia degli elettori, che dei giornalisti, che dei parlamentari. Gente che passa la propria vita ad attaccare l'avversario, qualsiasi cosa faccia, e a difendere il proprio partito, qualsiasi cosa faccia.
All'interno del discorso di Rick, questi sono esempi di bambini che non hanno mai supreato l'adolescenza. Il messaggio di Rick è "io sono un individualista perché non sono come loro e mi rifiuto di diventarlo".
Detto tutto questo, gli youtuber raramente fanno discussioni nei commenti. Rick fa dibattiti nelle live. Ognuno è libero di fare quello che vuole, non è che puoi pretendere che Rick si metta a discutere con te nei commenti se farlo non gli interessa. Dai toni che usi però sembra che abbia toccato un tasto dolente. Non sarà che sei un ultras di qualche squadra o di qualche gruppo e ti sei sentito colpito?
**Modificato dall'autore il 03.10.2019 14:00**
> > Nel mio forum qualcuno ha scritto che si deve mettere la regola del figlio unico per le persone di origini etniche straniere e ogni figlio nato dopo il primogenito andrebbe espulso dal paese all'età di 18 anni.
>
> Bravo, vedo che ti dai da fare a diffondere le mie idee

Continua.
Uno mi ha risposto.
"il commento in cui arbitrariamente contrapponi individualismo a totalitarismo non cambia il pensiero che ho su del ferro. Che ha la faccia cosi tosta da rispondere solo quando gli conviene per poi fare il video lamentela sul suo pubblico pensante accusandolo di essere incapace di confrontarsi. Assolutamente ingiustificabile."
La mia risposta.
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se vai a cercare il significato del termine "individualismo" scoprirai che invece la mia contrapposizione è corretta, perché l'individualismo è una filosofia che vuole che l'individuo possa esprimere appieno la sua personalità e seguire le sue legittime vocazioni senza che il gruppo di cui fa parte lo intralci.
Questa filosofia è il fondamento del liberalismo, che combatte per le cosiddette "libertà individuali".
Individualismo significa anche che ogni individuo si prende le proprie responsabilità per le proprie azioni. Hai presente quella filosofia illogica secondo cui se tu uccidi mio figlio io posso uccidere il tuo per vendetta? Oppure che se un nigeriano uccide un italiano io allora posso ammazzare un nigeriano qualsiasi per vendicarlo? È la logica sostanzialmente adottata dai terroristi e tu non puoi immaginare quanti ritardati non comprendano cosa ci sia di sbagliato in simili ragionamenti.
Questi ragionamenti partono dal falso presupposto che siamo gruppi e non persone/individui, librerie e non libri. Quindi se nella tua libreria c'è il Mein Kampf, dò fuoco alla libreria, così oltre al Mein Kampf va a fuoco anche l'atlante, la scacchiera di cristallo, l'enciclopedia e magari un manoscritto originale di Einstein.
Individualismo significa appunto che ogni individuo è libero e che risponde personalmente dei propri meriti e delle proprie colpe, perché banalmente è un individuo, non un gruppo.
Quindi se tu vinci alle olimpiadi, la medaglia e i soldi li prendi te, non l'Italia, perché gli italiani non hanno nessun merito, il merito è tutto tuo.
Se tu commetti un reato, in galera ci finisci tu, soltanto tu, non un membro della tua famiglia. Se commetti un reato in un paese liberale estero, non è che vengano giustiziati tutti gli italiani presenti in quel territorio, ma soltanto te.
Più libertà individuali sono ridotte, più viene a meno il discorso delle colpe e dei meriti su base esclusivamente individuale, più ci si avvicina a un totalitarismo, quindi la contrapposizione che ho fatto è assolutamente corretta, non è arbitraria.
Ripeto: noi siamo abituati al fatto che le cose funzionano così, ma questo è dovuto semplicemente al fatto che il liberalismo nel mondo occidentale ha vinto e con esso l'individualismo, che dobbiamo continuare a difendere.
Rick nel video affronta l'argomento in maniera filosofica e astratta, ma l'individualismo in termini pratici è quello che ho spiegato io.
In sintesi, egli usa il tema della ribellione adolescenziale per spiegare un concetto molto più complesso e articolato, ed evidentemente qualcuno non ha capito dove va a parare il suo discorso. I filosofi hanno la cattiva abitudine di girarci troppo intorno.
Quello che cerca molto educatamente e pacatamente di far capire è che in pratica la società si divide fra ritardati e persone che invece, una volta che superano l'età infantile, si rendono conto che i loro genitori hanno dei difetti, allo stesso modo din cui li ha il gruppo più esteso, cioè il loro popolo. Prendendo coscienza di questo, sviluppano una propria individualità, che è tanto più forte quanto più riescono a staccarsi dal gruppo con cui, per loro sfortuna, si trovano a dover convivere.
Perciò il messaggio filosofico è "tu puoi mandare a fare in culo tutto e tutti". Puoi mettere in discussione tutto quello che i tuoi genitori e le persone intorno a te ti hanno infilato nel cervello fin da piccolo. Puoi uscire dalla caverna di Platone.
Una persona che non riesce a ragionare con la propria testa e diventa soltanto la costola di un gruppo, come può uscire dalla caverna di Platone? Esce da una caverna per entrare in un'altra!
Non provi pena per tutte quelle persone che per esempio difendono a spada tratta un partito politico? Parlo sia degli elettori, che dei giornalisti, che dei parlamentari. Gente che passa la propria vita ad attaccare l'avversario, qualsiasi cosa faccia, e a difendere il proprio partito, qualsiasi cosa faccia.
All'interno del discorso di Rick, questi sono esempi di bambini che non hanno mai supreato l'adolescenza. Il messaggio di Rick è "io sono un individualista perché non sono come loro e mi rifiuto di diventarlo".
Detto tutto questo, gli youtuber raramente fanno discussioni nei commenti. Rick fa dibattiti nelle live. Ognuno è libero di fare quello che vuole, non è che puoi pretendere che Rick si metta a discutere con te nei commenti se farlo non gli interessa. Dai toni che usi però sembra che abbia toccato un tasto dolente. Non sarà che sei un ultras di qualche squadra o di qualche gruppo e ti sei sentito colpito?
**Modificato dall'autore il 03.10.2019 14:00**
Scritto da:
>
Secondo me le informazioni che dà sono sbagliate. Non credo che i figli dei richiedenti asilo diventeranno cittadini, se mai si dovesse fare. Questo qui si basa su qualche rumore di corridoio che ha sentito in qualche sitaccio di destra.
Resta il fatto che non ha senso che un bambini abbia una cittadinanza diversa dai genitori.
Questo è populismo di sinistra.
**Modificato dall'autore il 03.10.2019 04:37**
>
Secondo me le informazioni che dà sono sbagliate. Non credo che i figli dei richiedenti asilo diventeranno cittadini, se mai si dovesse fare. Questo qui si basa su qualche rumore di corridoio che ha sentito in qualche sitaccio di destra.
Resta il fatto che non ha senso che un bambini abbia una cittadinanza diversa dai genitori.
Questo è populismo di sinistra.
**Modificato dall'autore il 03.10.2019 04:37**
Filosofia
Scritto da: Ordine
> C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> Comunque il commento è questo, copio:
>
>
>
> Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo. Piuttosto, se vogliamo cambiare le nostre "radici" identitarie, lo possiamo fare (se ovviamente siamo all'interno di un gruppo sociale che consente la libertà di espressione), proponendo attivamente alla comunità un cambiamento negli usi e nei costumi, nel caso si considerino questi ultimi vetusti e/o dannosi; oppure facendo delle scelte individuali che mi distingueranno dalla comunità, senza entrare in conflitto con essa. Ora, alcuni cambiamenti saranno facilmente adottabili a livello individuale (posso evitare di mangiare pasta, banalmente), altri saranno rigettati dalla comunità, perché nocivi a questa stessa: non posso decidere di iniziare a parlare turco con tutti, se mi trovo in italia, e pretendere di essere compreso; non posso adottare valori e norme morali che cozzano con la convivenza civile. Ma devo soffermarmi su quest'ultimo aspetto perché è cruciale: non è detto che l'innovazione veicolata da singoli individui non possa far evolvere, per esempio, un sistema valoriale che tiene salda una comunità. Ciò significa che i gruppi, le comunità identitarie non sono entità metafisiche immutabili; esse crescono come crescono gli individui che ne fanno parte.
> Quindi no, non ritengo l'individualismo un pensiero a me affine, perché 1) la comunità è un momento di coesione e formazione importante e 2) individuo e comunità (identitaria) possono e devono crescere insieme.
Ho risposto al tizio, così automaticamente rispondo anche a te.
*https://www.youtube.com/watch?v=HvaPRm4fVVE&lc=UgzOTbC8adgU1VTaw6Z4AaABAg.8znYsO1LBvi9-ar98fjPc8
----------------------------------------------------------------
Le cose che hai scritto sono corrette se parliamo della nostra società.
Il punto è: secondo te perché funziona così la nostra società?
Semplicemente perché il liberalismo nei paesi occidentali ha vinto, nel senso che le costituzioni degli stati occidentali sono fondate sui principi filosofici e politici del pensiero liberale e nel senso che l'etica liberale è entrata a far parte delle nostre radici culturali e pertanto i partiti illiberali di estrema destra sono stati per lungo tempo messi nell'angolo, schiacciati da partiti liberali di centro-destra e di centro-sinistra.
L'individualismo è una colonna portante del liberalismo.
Nel nostro sistema liberale ci siamo abituati a dare per scontato che ci siano una serie di libertà individuali e quindi ognuno può esprimere la propria personalità. Attenzione però: per quanto a noi questo sembri scontato, non lo è, perché appena esci dal mondo occidentale (più in generale, dalla parte del mondo che è stata travolta dall'illuminismo) le cose cambiano.
Nelle teocrazie islamiche come l'Arabia Saudita per esempio gli individui sono obbligati a seguire le regole del corano.
In Cina e in Corea del Nord c'è una diattatura comunista e in Russia c'è il caro Putin e il suo becero conservatorismo medievale imposto a suon di manganellate.
Tutti questi sono esempi di realtà in cui un gruppo schiaccia gli individui, imponendo una serie di regole collettiviste che impediscono la libera espressione della propria personalità.
Anche il mondo occidentale era più o meno così prima che ci fossero le cosiddette rivoluzione liberali.
Durante la storia europea, ci sono state diverse ideologie collettiviste, che schiacciavano l'individualità. Si pensi già solo a tutti quei giovani che venivano indottrinati a farsi macellare per la patria solo perché erano indottrinati a pensare che andava fatto e che le persone al di là del confine erano loro nemiche e ucciderle era un atto eroico.
Dopo tanti versamenti di sangue, il liberalismo è entrato in una fase piuttosto tranquilla durata decenni, finquando, di recente, non hanno cominciato a prendere nuovamente piede, nella popolazione europea, delle idee di estrema destra che guardano indietro, ai periodi bui.
Ecco alcune cose che ho letto nel web, idee che vengono propagandate in questi ambienti di estrema destra:
- Le donne stanno distruggendo l'occidente e quindi bisogna togliere loro il diritto di voto. Sono pessime lavoratrici e quindi è meglio per tutti se stanno a casa a fare le casalinghe a preparare la casa per il marito
- I neri sono degli inferiori, sono tutti quanti delle scimmie criminali
- Gli omosessuali sono dei perversi malati e vanno curati. W Putin e W la Russia che hanno fatto leggi per impedire di manifestare a favore dei diritti gay
- Bisogna rimettere il militare obbligatorio in Italia
- L'Unione Europea fa schifo perché l'unica cosa possibile sono le nazioni tradizionali
- L'eutanasia deve essere illegale
- L'immigrazione deve essere azzerata. Chiusura totale dei confini. Ognuno deve morire nello stato in cui è nato, perché apparteniamo alle nostre nazioni e le nazioni non devono permettere il deturpamento razziale.
- Le donne musulmane devono vestirsi come vogliamo noi. Anzi, meglio rendere illegale l'islam.
- Nel mio forum qualcuno ha scritto che si deve mettere la regola del figlio unico per le persone di origini etniche straniere e ogni figlio nato dopo il primogenito andrebbe espulso dal paese all'età di 18 anni.
- Sei non sei d'accordo con tutte le cose scritte sopra, sei un traditore della patria (in Italia ti chiamano anche "anti-italiano", che è praticamente un sinonimo)
Poi in Italia c'è Mario Giordano (e diversi altri personaggi squallidi come lui) che dice praticamente che gli italiani sono degli stronzi perché mangiano il cous cous, che è una specialità araba. Siete matti? Gli italiani devono mangiare solo gli spaghetti e la pizza, cazzo!
Rick è semplicemente un liberale che cerca di spiegare e argomentare le basi del liberalismo, a partire dall'individualismo, forse anche perché si è reso conto che per mantenerlo vivo nel tempo bisogna continuare a spiegarlo e rispiegarlo.
Spero tu abbia capito che cosa si intenda con individualismo e spero anche tu abbia capito perché le cose da te scritte non sono scontate, cioè le cose funzionano come hai scritto te perché infatti attualmente la nostra società è basata sui valori dell'individualismo.
Grazie a quello che ho scritto sopra, invece puoi capire come funzionerebbero se una certa parte politica prendesse il sopravvento.
Pensavo che fosse piuttosto ovvio che l'individualismo spiegato da Rick è stata ed è una ribellione contro ideologie collettiviste e totalitarie.
Chi ha mai detto che dobbiamo soffrire perché in Italia si usa mangiare la pasta?? Quando mai qualcuno ha scritto o detto questo?? Il punto è che siccome siamo in uno stato liberale possiamo mangiare sia la pasta, che il kebab, che il sushi.
Ci sono dei matti che sarebbero capaci a far chiudere i sushi e i kebab perché "qui siamo in Italia e gli italiani devono mangiare cibo italiano cazzo!".
Non dico che la lega nord sia arrivata a quegli estremi, ma le polemiche fatte contro il kebab andavano un po' in quella direzione lì, così come vanno in quella direzione anche i ridicoli teatrini di Mario Giordano.
> C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> Comunque il commento è questo, copio:
>
>
>
> Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo. Piuttosto, se vogliamo cambiare le nostre "radici" identitarie, lo possiamo fare (se ovviamente siamo all'interno di un gruppo sociale che consente la libertà di espressione), proponendo attivamente alla comunità un cambiamento negli usi e nei costumi, nel caso si considerino questi ultimi vetusti e/o dannosi; oppure facendo delle scelte individuali che mi distingueranno dalla comunità, senza entrare in conflitto con essa. Ora, alcuni cambiamenti saranno facilmente adottabili a livello individuale (posso evitare di mangiare pasta, banalmente), altri saranno rigettati dalla comunità, perché nocivi a questa stessa: non posso decidere di iniziare a parlare turco con tutti, se mi trovo in italia, e pretendere di essere compreso; non posso adottare valori e norme morali che cozzano con la convivenza civile. Ma devo soffermarmi su quest'ultimo aspetto perché è cruciale: non è detto che l'innovazione veicolata da singoli individui non possa far evolvere, per esempio, un sistema valoriale che tiene salda una comunità. Ciò significa che i gruppi, le comunità identitarie non sono entità metafisiche immutabili; esse crescono come crescono gli individui che ne fanno parte.
> Quindi no, non ritengo l'individualismo un pensiero a me affine, perché 1) la comunità è un momento di coesione e formazione importante e 2) individuo e comunità (identitaria) possono e devono crescere insieme.
Ho risposto al tizio, così automaticamente rispondo anche a te.
*https://www.youtube.com/watch?v=HvaPRm4fVVE&lc=UgzOTbC8adgU1VTaw6Z4AaABAg.8znYsO1LBvi9-ar98fjPc8
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Le cose che hai scritto sono corrette se parliamo della nostra società.
Il punto è: secondo te perché funziona così la nostra società?
Semplicemente perché il liberalismo nei paesi occidentali ha vinto, nel senso che le costituzioni degli stati occidentali sono fondate sui principi filosofici e politici del pensiero liberale e nel senso che l'etica liberale è entrata a far parte delle nostre radici culturali e pertanto i partiti illiberali di estrema destra sono stati per lungo tempo messi nell'angolo, schiacciati da partiti liberali di centro-destra e di centro-sinistra.
L'individualismo è una colonna portante del liberalismo.
Nel nostro sistema liberale ci siamo abituati a dare per scontato che ci siano una serie di libertà individuali e quindi ognuno può esprimere la propria personalità. Attenzione però: per quanto a noi questo sembri scontato, non lo è, perché appena esci dal mondo occidentale (più in generale, dalla parte del mondo che è stata travolta dall'illuminismo) le cose cambiano.
Nelle teocrazie islamiche come l'Arabia Saudita per esempio gli individui sono obbligati a seguire le regole del corano.
In Cina e in Corea del Nord c'è una diattatura comunista e in Russia c'è il caro Putin e il suo becero conservatorismo medievale imposto a suon di manganellate.
Tutti questi sono esempi di realtà in cui un gruppo schiaccia gli individui, imponendo una serie di regole collettiviste che impediscono la libera espressione della propria personalità.
Anche il mondo occidentale era più o meno così prima che ci fossero le cosiddette rivoluzione liberali.
Durante la storia europea, ci sono state diverse ideologie collettiviste, che schiacciavano l'individualità. Si pensi già solo a tutti quei giovani che venivano indottrinati a farsi macellare per la patria solo perché erano indottrinati a pensare che andava fatto e che le persone al di là del confine erano loro nemiche e ucciderle era un atto eroico.
Dopo tanti versamenti di sangue, il liberalismo è entrato in una fase piuttosto tranquilla durata decenni, finquando, di recente, non hanno cominciato a prendere nuovamente piede, nella popolazione europea, delle idee di estrema destra che guardano indietro, ai periodi bui.
Ecco alcune cose che ho letto nel web, idee che vengono propagandate in questi ambienti di estrema destra:
- Le donne stanno distruggendo l'occidente e quindi bisogna togliere loro il diritto di voto. Sono pessime lavoratrici e quindi è meglio per tutti se stanno a casa a fare le casalinghe a preparare la casa per il marito
- I neri sono degli inferiori, sono tutti quanti delle scimmie criminali
- Gli omosessuali sono dei perversi malati e vanno curati. W Putin e W la Russia che hanno fatto leggi per impedire di manifestare a favore dei diritti gay
- Bisogna rimettere il militare obbligatorio in Italia
- L'Unione Europea fa schifo perché l'unica cosa possibile sono le nazioni tradizionali
- L'eutanasia deve essere illegale
- L'immigrazione deve essere azzerata. Chiusura totale dei confini. Ognuno deve morire nello stato in cui è nato, perché apparteniamo alle nostre nazioni e le nazioni non devono permettere il deturpamento razziale.
- Le donne musulmane devono vestirsi come vogliamo noi. Anzi, meglio rendere illegale l'islam.
- Nel mio forum qualcuno ha scritto che si deve mettere la regola del figlio unico per le persone di origini etniche straniere e ogni figlio nato dopo il primogenito andrebbe espulso dal paese all'età di 18 anni.
- Sei non sei d'accordo con tutte le cose scritte sopra, sei un traditore della patria (in Italia ti chiamano anche "anti-italiano", che è praticamente un sinonimo)
Poi in Italia c'è Mario Giordano (e diversi altri personaggi squallidi come lui) che dice praticamente che gli italiani sono degli stronzi perché mangiano il cous cous, che è una specialità araba. Siete matti? Gli italiani devono mangiare solo gli spaghetti e la pizza, cazzo!
Rick è semplicemente un liberale che cerca di spiegare e argomentare le basi del liberalismo, a partire dall'individualismo, forse anche perché si è reso conto che per mantenerlo vivo nel tempo bisogna continuare a spiegarlo e rispiegarlo.
Spero tu abbia capito che cosa si intenda con individualismo e spero anche tu abbia capito perché le cose da te scritte non sono scontate, cioè le cose funzionano come hai scritto te perché infatti attualmente la nostra società è basata sui valori dell'individualismo.
Grazie a quello che ho scritto sopra, invece puoi capire come funzionerebbero se una certa parte politica prendesse il sopravvento.
Pensavo che fosse piuttosto ovvio che l'individualismo spiegato da Rick è stata ed è una ribellione contro ideologie collettiviste e totalitarie.
Chi ha mai detto che dobbiamo soffrire perché in Italia si usa mangiare la pasta?? Quando mai qualcuno ha scritto o detto questo?? Il punto è che siccome siamo in uno stato liberale possiamo mangiare sia la pasta, che il kebab, che il sushi.
Ci sono dei matti che sarebbero capaci a far chiudere i sushi e i kebab perché "qui siamo in Italia e gli italiani devono mangiare cibo italiano cazzo!".
Non dico che la lega nord sia arrivata a quegli estremi, ma le polemiche fatte contro il kebab andavano un po' in quella direzione lì, così come vanno in quella direzione anche i ridicoli teatrini di Mario Giordano.
Politica
In riferimento all'idea del ministro Fioramonti (M5S) che vuole togliere i crocifissi dalle scuole.
Cei contro Fioramonti: "Ignoranza su crocifisso"
Ecco un ragionamento logico razionale: vengono usati soldi pubblici per insegnare favolette. Che l'ora di religione venga tolto e che i soldi risparmiati vengano messi nella sanità o nella ricerca contro il cancro o per le energie rinnovabili.
Nelle scuole pubbliche si deve insegnare la scienza e il sapere oggettivo, non le favolette.
Sono certo che per coloro che vogliono riempirsi la testa di stupidaggini le lezioni private andranno benissimo. Si iscrivono, insieme ai loro figli, a una lezione di religione e pagano quello che devono pagare.
Basta soldi pubblici anche nelle chiese e nella Chiesa.
Vuoi andare a messa? Ti iscrivi alla parrocchia e paghi una tassa annuale.
I musulmani non mi risulta che ricevano soldi pubblici per la loro setta. Si devono arrangiare loro a organizzarsi. Che comincino ad arrangiarsi anche i cattolici. Lo stato italiano è laico, non è cattolico.
Ecco un ragionamento logico razionale: vengono usati soldi pubblici per insegnare favolette. Che l'ora di religione venga tolto e che i soldi risparmiati vengano messi nella sanità o nella ricerca contro il cancro o per le energie rinnovabili.
Nelle scuole pubbliche si deve insegnare la scienza e il sapere oggettivo, non le favolette.
Sono certo che per coloro che vogliono riempirsi la testa di stupidaggini le lezioni private andranno benissimo. Si iscrivono, insieme ai loro figli, a una lezione di religione e pagano quello che devono pagare.
Basta soldi pubblici anche nelle chiese e nella Chiesa.
Vuoi andare a messa? Ti iscrivi alla parrocchia e paghi una tassa annuale.
I musulmani non mi risulta che ricevano soldi pubblici per la loro setta. Si devono arrangiare loro a organizzarsi. Che comincino ad arrangiarsi anche i cattolici. Lo stato italiano è laico, non è cattolico.
