Politica
In questa lunghissima live di 1 ora e 48 minuti, che viene aperta dalla moglie di Boldrin (che tra l'altro è una pittrice... si vede anche una sua tela sullo sfondo), in quanto Boldrin era in ritardo perché il suo aereo aveva un guasto e quindi era rimasto bloccato a Denver, Andrea Ballarin (che lavora in un'azienda svizzera) fa notare che sebbene l'economia svizzera sia sostenuta per il 90-95 da piccole-medie imprese, la macchina funziona bene.
Questa sua osservazione naturalmente fa riferimento alla tesi di Boldrin secondo cui un'economia funziona male se c'è un eccesso di PMI, in quanto un'economia per essere stabile e in salute necessita di un elevato numero di grandi e ricche imprese.
Questo suo punto di vista naturalmente ha attirato molto stigma su di sé in Italia, soprattutto perché essendo lui non particolarmente dotato di delicatezza, se n'era uscito con cose tipo: "Almeno l'X% delle PMI italiane devono fallire".
In risposta a questo Andrea Ballarin, Boldrin spiega che la Svizzera è una realtà molto particolare e che l'esperimento elvetico è scarsamente ripetibile nella gran parte del mondo, all'interno del quale un eccesso di PMI causerebbe precarietà, salari bassi, prezzi alti e scarsa innovazione.
Comunque, nei commenti della chat, il canale Youtube Economiaitalia (per gli amici "Umberto" e per la mamma "amore di mamma"), che si occupa di divulgazione in campo economico, rincara la dose con questa uscita: "Le piccole imprese vanno trucidate senza pietà, evadono il 70%. Non si capisce come mai ciò sia permesso."
Ora, per capire bene la questione: sia Boldrin che Umberto non è che sostengano che ci debba essere un intervento statale per far fallire le PMI.
Loro sono semplicemente contro l'idea riassumibile con "chiudiamo un occhio di fronte all'evasione fiscale per permettere alle PMI non molto in salute di sopravvivere". Loro ritengono che si debba usare il pugno duro contro l'evasione e che le PMI che non riescono a sopravvivere senza evasione è giusto che chiudano baracca e burattini.
Le PMI che sopravviveranno, avendo meno concorrenza, avranno maggiori possibilità di crescita e si registrerà un aumento numerico delle medie-grandi imprese.
Infine, Andrea Ballarin spiega quanto faccia schifo l'amministrazione pubblica italiana in confronto a quella svizzera.
Dice che la sua azienda si è occupata dei monitoraggi del Ponte Morandi dopo il crollo e che il comune di Genova non pagava la fattura.
Dopo un po' ha cercato di farsi valere un po', reclamando il diritto dell'azienda a ricevere il compenso concordato, e uno dell'amministrazione pubblica gli ha risposto: "Ma come si permette lei???".
All'inizio del video si parla di Ucraina-Russia e la moglie di Boldrin definisce Putin come "dittatore".
Il mio commento: *https://www.youtube.com/watch?v=D9Sxfs14JUQ&lc=UgzwyDCUqHcGqDRylyp4AaABAg
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Una piccola precisazione su quello che dice Susan-Nina all'inizio del video, la quale definisce la Russia "una dittatura".
L'etimologia del termine risale alla Repubblica Romana, dove il console poteva essere nominato "dittatore" dal senato per un periodo temporaneo. Questo gli consentiva di fare leggi senza l'approvazione del senato, in maniera tale da velocizzare il sistema legislativo in periodi particolari dove era necessario prendere decisioni tempestive.
Noi spesso confondiamo la figura del "tiranno" con quella del "dittatore" semplicemente perché molti dittatori sono e sono stati anche tiranni, ma è importantissimo ricordarsi la differenza tra le due cose, altrimenti si afferma l'idea ingenua che se un presidente è democraticamente eletto e non butta nel cesso il sistema elettivo, allora va tutto bene perché non è un dittatore.
Peccato però che possa comunque essere un tiranno.
Il problema è che se chiami Putin "dittatore", i suoi sostenitori ti rispondono che non lo è, e hanno anche ragione. Ecco perché io preferisco chiamarlo "tiranno".
In quanto a un dittatore, da un punto di vista teorico potrebbe anche essere una persona che fa liberalizzazioni, difende lo stato di diritto, sviluppa e applica i diritti umani, ecc ecc...
I padri del liberalismo sostenevano la democrazia perché pensavano che la tirannia fosse la logica conseguenza della dittatura e che il popolo non avrebbe mai sostenuto governi tirannici. Con l'attuale ondata neofascista/rossobrunata stiamo vedendo che non è così e temo che nei prossimi anni questi cialtroni metteranno seriamente in pericolo le democrazie liberali occidentali, ,mettendone in luce i limiti e le falle.
Forse è anche a questo che si riferisce Boldrin quando dice che i liberali non hanno capito molto bene la natura dell'uomo.
riccardofabris
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Perdonami è curioso che tu rilevi l'uso moderno di dittatore contrapposto a quello originario ma non lo fai per tiranno, che ha grossomodo uno iato simile 😊
Quello che conta è il significato moderno del termine. Anche guappo in origine non aveva il significato negativo odierno
zedo
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intanto togliamo quell'avatar di Mozart,io sono laureato in pianoforte al conservatorio e nonostante tutto non mi permetterei mai di usare la sua faccia per dire quello che penso io,cambiare pls.
Mattia AKA ClassicalMusicAndSoundtracks
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@riccardofabris1260 Il punto è che il significato non è cambiato.
Dalla Treccani.
La DITTATURA è un regime politico caratterizzato dalla concentrazione di tutto il potere in un solo organo, rappresentato da una o più persone, che lo esercita senza alcun controllo da parte di altri
Quindi se ad esempio in Russia i liberali facessero un golpe e nominassero un dittatore per ripulire in breve tempo tutta la merda fatta da Putin (ritirare le truppe dall'Ucraina, liberalizzare, graziare i perseguitati politici, ecc ecc....) sarebbe corretto chiamarla DITTATURA, ma non TIRANNIA.
D'altra parte, invece, Putin non è un DITTATORE ma un TIRANNO.
Un dibattito che viene spesso fuori è: meglio un dittatore liberale o un tiranno democratico? Bhe, ovviamente la miglior cosa è una democrazia liberale fatta bene, ma quello che è certo è che una tirannia non può essere giustificata solo perché non è una dittatura. Quindi bisogna piantarla di dire che in Russia va tutto bene perché non c'è tecnicamente una dittatura! Bisogna smetterla di dire che se un popolo è composto per la maggioranza di dementi con inclinazioni alla violenza, allora lo stato deve scadere nella tirannia per assecondare le masse ignoranti.
Io Putin lo chiamo TIRANNO, perché se lo chiamassi DITTATORE i suoi sostenitori farebbero il giochetto di interpretare in maniera letterale facendomi passare per uno stupido.
Sempre io
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@zedo1973 Cosa? Io non uso l'avatar di Mozart per elevare le mie opinioni! Il mio canale è specializzato in musica classica e il mio avatar è semplicemente in tema. Forse tu dimentichi che un account Youtube è essenzialmente un canale. Ci sono molte persone che creano un account solo al fine di commentare, ma io ho un canale a tutti gli effetti.
Quanto decidi di mettere in piedi un canale tematico, è una buona idea scegliere un nome e un'immagine che ne descriva i contenuti.
Praticamente tu mi stai suggerendo di fare cattivo marketing per il mio canale.
francescodarin
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Io non tratterei una questione così complessa in quattro righe. Con cui ti illudi di averlo risolto.
E soprattutto non affiderei i concetti alle prova filologica ed etimologica, come dimostrazione - anche su quello c'è una letteratura infinita.
Rovescia pure la questione. Il despota il tiranno il dittatore è ciò che fa Putin. Mica che abbia mai letto le tue ricette. Lui si "comporta". Come ritiene.
Poi ti propongo questa di Kelsen. Non è mia è di Kelsen se sai chi è stato:
«Una democrazia che cerchi di affermarsi contro la volontà della maggioranza, di affermarsi con la forza, ha cessato di essere democrazia. Un potere popolare non può continuare ad esistere contro il popolo. E non deve nemmeno tentarlo: chi è per la democrazia non può farsi prendere nella funesta contraddizione di ricorrere alla dittatura per difendere la democrazia. Bisogna rimanere fedeli alla propria bandiera anche quando la nave affonda; nell'abisso si può portar con sé solo la speranza che l'ideale della libertà sia indistruttibile e che quanto più sprofonda con tanto maggior passione tornerà a vivere»
Come vedi siamo e restiamo in un campo minato. Io ritengo che la questione stia su un altro versante: definire lo Stato di Diritto. Voglio dire se tu proponi questo: Quindi se ad esempio in Russia i liberali facessero un golpe e nominassero un dittatore per ripulire in breve tempo tutta la merda fatta da Putin (ritirare le truppe dall'Ucraina, liberalizzare, graziare i perseguitati politici, ecc ecc....) sarebbe corretto chiamarla DITTATURA, ma non TIRANNIA
Io allora ti chiedo quale sarebbe il sistema giudiziario con cui l'attuerebbe? Arbitrario? E se lo fosse sarebbe la giusta medicina contro il sistema di Putin?
Valuta pure che non riduco il problema ad una questione binaria/digitale ma analogica.
Boldrin
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Condivido. Non ho ben compreso a cosa servano queste piccole lezioni anonime di erudizione, probabilmente scopiazzate da qualche manuale. Il punto e' che da un secolo e passa, chiamiamo dittatore sia Franco che Mussolini, Stalin e Salazar, Pinochet e Hitler anche se sono arrivati al potere con metodi diversi (tutti violenti, occorre aggiungere e qui sta il punto). La distinzione "classica" e' di rilevanza (forse) solo nel dibattito di filosofia politica antico. Oggi non rileva. Amen.
Mattia AKA ClassicalMusicAndSoundtracks
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@francescodarin8100 Io di principio sono a favore della democrazia liberale, ma se il popolo ha inclinazioni violente e si serve del sistema per creare una tirannia della maggioranza, allora io sono ASSOLUTAMENTE favorevole a un golpe seguito da una dittatura liberale almeno temporanea per mettere apposto le cose.
È esattamente quello che secondo me dovrebbero fare i russi con un po' di sale in zucca che ne hanno pieni i coglioni di quel figlio di puttana di Putin e del suo regime criminale.
Quando si è di fronte a un sistema democratico ma tirannico, i democratici sono soltanto degli utili idioti del regime criminale. Ogni cosa tende a diventare sbagliata quando viene estremizzata, compresa la democrazia. Gli estremisti della democrazia, quelli che pensano che il popolo ha sempre ragione, a prescindere da tutto, sono degli estremisti.
**Modificato dall'autore il 12.03.2024 17:57**
Questa sua osservazione naturalmente fa riferimento alla tesi di Boldrin secondo cui un'economia funziona male se c'è un eccesso di PMI, in quanto un'economia per essere stabile e in salute necessita di un elevato numero di grandi e ricche imprese.
Questo suo punto di vista naturalmente ha attirato molto stigma su di sé in Italia, soprattutto perché essendo lui non particolarmente dotato di delicatezza, se n'era uscito con cose tipo: "Almeno l'X% delle PMI italiane devono fallire".
In risposta a questo Andrea Ballarin, Boldrin spiega che la Svizzera è una realtà molto particolare e che l'esperimento elvetico è scarsamente ripetibile nella gran parte del mondo, all'interno del quale un eccesso di PMI causerebbe precarietà, salari bassi, prezzi alti e scarsa innovazione.
Comunque, nei commenti della chat, il canale Youtube Economiaitalia (per gli amici "Umberto" e per la mamma "amore di mamma"), che si occupa di divulgazione in campo economico, rincara la dose con questa uscita: "Le piccole imprese vanno trucidate senza pietà, evadono il 70%. Non si capisce come mai ciò sia permesso."
Ora, per capire bene la questione: sia Boldrin che Umberto non è che sostengano che ci debba essere un intervento statale per far fallire le PMI.
Loro sono semplicemente contro l'idea riassumibile con "chiudiamo un occhio di fronte all'evasione fiscale per permettere alle PMI non molto in salute di sopravvivere". Loro ritengono che si debba usare il pugno duro contro l'evasione e che le PMI che non riescono a sopravvivere senza evasione è giusto che chiudano baracca e burattini.
Le PMI che sopravviveranno, avendo meno concorrenza, avranno maggiori possibilità di crescita e si registrerà un aumento numerico delle medie-grandi imprese.
Infine, Andrea Ballarin spiega quanto faccia schifo l'amministrazione pubblica italiana in confronto a quella svizzera.
Dice che la sua azienda si è occupata dei monitoraggi del Ponte Morandi dopo il crollo e che il comune di Genova non pagava la fattura.
Dopo un po' ha cercato di farsi valere un po', reclamando il diritto dell'azienda a ricevere il compenso concordato, e uno dell'amministrazione pubblica gli ha risposto: "Ma come si permette lei???".
All'inizio del video si parla di Ucraina-Russia e la moglie di Boldrin definisce Putin come "dittatore".
Il mio commento: *https://www.youtube.com/watch?v=D9Sxfs14JUQ&lc=UgzwyDCUqHcGqDRylyp4AaABAg
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Una piccola precisazione su quello che dice Susan-Nina all'inizio del video, la quale definisce la Russia "una dittatura".
L'etimologia del termine risale alla Repubblica Romana, dove il console poteva essere nominato "dittatore" dal senato per un periodo temporaneo. Questo gli consentiva di fare leggi senza l'approvazione del senato, in maniera tale da velocizzare il sistema legislativo in periodi particolari dove era necessario prendere decisioni tempestive.
Noi spesso confondiamo la figura del "tiranno" con quella del "dittatore" semplicemente perché molti dittatori sono e sono stati anche tiranni, ma è importantissimo ricordarsi la differenza tra le due cose, altrimenti si afferma l'idea ingenua che se un presidente è democraticamente eletto e non butta nel cesso il sistema elettivo, allora va tutto bene perché non è un dittatore.
Peccato però che possa comunque essere un tiranno.
Il problema è che se chiami Putin "dittatore", i suoi sostenitori ti rispondono che non lo è, e hanno anche ragione. Ecco perché io preferisco chiamarlo "tiranno".
In quanto a un dittatore, da un punto di vista teorico potrebbe anche essere una persona che fa liberalizzazioni, difende lo stato di diritto, sviluppa e applica i diritti umani, ecc ecc...
I padri del liberalismo sostenevano la democrazia perché pensavano che la tirannia fosse la logica conseguenza della dittatura e che il popolo non avrebbe mai sostenuto governi tirannici. Con l'attuale ondata neofascista/rossobrunata stiamo vedendo che non è così e temo che nei prossimi anni questi cialtroni metteranno seriamente in pericolo le democrazie liberali occidentali, ,mettendone in luce i limiti e le falle.
Forse è anche a questo che si riferisce Boldrin quando dice che i liberali non hanno capito molto bene la natura dell'uomo.
riccardofabris
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Perdonami è curioso che tu rilevi l'uso moderno di dittatore contrapposto a quello originario ma non lo fai per tiranno, che ha grossomodo uno iato simile 😊
Quello che conta è il significato moderno del termine. Anche guappo in origine non aveva il significato negativo odierno
zedo
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intanto togliamo quell'avatar di Mozart,io sono laureato in pianoforte al conservatorio e nonostante tutto non mi permetterei mai di usare la sua faccia per dire quello che penso io,cambiare pls.
Mattia AKA ClassicalMusicAndSoundtracks
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@riccardofabris1260 Il punto è che il significato non è cambiato.
Dalla Treccani.
La DITTATURA è un regime politico caratterizzato dalla concentrazione di tutto il potere in un solo organo, rappresentato da una o più persone, che lo esercita senza alcun controllo da parte di altri
Quindi se ad esempio in Russia i liberali facessero un golpe e nominassero un dittatore per ripulire in breve tempo tutta la merda fatta da Putin (ritirare le truppe dall'Ucraina, liberalizzare, graziare i perseguitati politici, ecc ecc....) sarebbe corretto chiamarla DITTATURA, ma non TIRANNIA.
D'altra parte, invece, Putin non è un DITTATORE ma un TIRANNO.
Un dibattito che viene spesso fuori è: meglio un dittatore liberale o un tiranno democratico? Bhe, ovviamente la miglior cosa è una democrazia liberale fatta bene, ma quello che è certo è che una tirannia non può essere giustificata solo perché non è una dittatura. Quindi bisogna piantarla di dire che in Russia va tutto bene perché non c'è tecnicamente una dittatura! Bisogna smetterla di dire che se un popolo è composto per la maggioranza di dementi con inclinazioni alla violenza, allora lo stato deve scadere nella tirannia per assecondare le masse ignoranti.
Io Putin lo chiamo TIRANNO, perché se lo chiamassi DITTATORE i suoi sostenitori farebbero il giochetto di interpretare in maniera letterale facendomi passare per uno stupido.
Sempre io
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@zedo1973 Cosa? Io non uso l'avatar di Mozart per elevare le mie opinioni! Il mio canale è specializzato in musica classica e il mio avatar è semplicemente in tema. Forse tu dimentichi che un account Youtube è essenzialmente un canale. Ci sono molte persone che creano un account solo al fine di commentare, ma io ho un canale a tutti gli effetti.
Quanto decidi di mettere in piedi un canale tematico, è una buona idea scegliere un nome e un'immagine che ne descriva i contenuti.
Praticamente tu mi stai suggerendo di fare cattivo marketing per il mio canale.
francescodarin
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Io non tratterei una questione così complessa in quattro righe. Con cui ti illudi di averlo risolto.
E soprattutto non affiderei i concetti alle prova filologica ed etimologica, come dimostrazione - anche su quello c'è una letteratura infinita.
Rovescia pure la questione. Il despota il tiranno il dittatore è ciò che fa Putin. Mica che abbia mai letto le tue ricette. Lui si "comporta". Come ritiene.
Poi ti propongo questa di Kelsen. Non è mia è di Kelsen se sai chi è stato:
«Una democrazia che cerchi di affermarsi contro la volontà della maggioranza, di affermarsi con la forza, ha cessato di essere democrazia. Un potere popolare non può continuare ad esistere contro il popolo. E non deve nemmeno tentarlo: chi è per la democrazia non può farsi prendere nella funesta contraddizione di ricorrere alla dittatura per difendere la democrazia. Bisogna rimanere fedeli alla propria bandiera anche quando la nave affonda; nell'abisso si può portar con sé solo la speranza che l'ideale della libertà sia indistruttibile e che quanto più sprofonda con tanto maggior passione tornerà a vivere»
Come vedi siamo e restiamo in un campo minato. Io ritengo che la questione stia su un altro versante: definire lo Stato di Diritto. Voglio dire se tu proponi questo: Quindi se ad esempio in Russia i liberali facessero un golpe e nominassero un dittatore per ripulire in breve tempo tutta la merda fatta da Putin (ritirare le truppe dall'Ucraina, liberalizzare, graziare i perseguitati politici, ecc ecc....) sarebbe corretto chiamarla DITTATURA, ma non TIRANNIA
Io allora ti chiedo quale sarebbe il sistema giudiziario con cui l'attuerebbe? Arbitrario? E se lo fosse sarebbe la giusta medicina contro il sistema di Putin?
Valuta pure che non riduco il problema ad una questione binaria/digitale ma analogica.
Boldrin
-------------------------
Condivido. Non ho ben compreso a cosa servano queste piccole lezioni anonime di erudizione, probabilmente scopiazzate da qualche manuale. Il punto e' che da un secolo e passa, chiamiamo dittatore sia Franco che Mussolini, Stalin e Salazar, Pinochet e Hitler anche se sono arrivati al potere con metodi diversi (tutti violenti, occorre aggiungere e qui sta il punto). La distinzione "classica" e' di rilevanza (forse) solo nel dibattito di filosofia politica antico. Oggi non rileva. Amen.
Mattia AKA ClassicalMusicAndSoundtracks
-------------------------
@francescodarin8100 Io di principio sono a favore della democrazia liberale, ma se il popolo ha inclinazioni violente e si serve del sistema per creare una tirannia della maggioranza, allora io sono ASSOLUTAMENTE favorevole a un golpe seguito da una dittatura liberale almeno temporanea per mettere apposto le cose.
È esattamente quello che secondo me dovrebbero fare i russi con un po' di sale in zucca che ne hanno pieni i coglioni di quel figlio di puttana di Putin e del suo regime criminale.
Quando si è di fronte a un sistema democratico ma tirannico, i democratici sono soltanto degli utili idioti del regime criminale. Ogni cosa tende a diventare sbagliata quando viene estremizzata, compresa la democrazia. Gli estremisti della democrazia, quelli che pensano che il popolo ha sempre ragione, a prescindere da tutto, sono degli estremisti.
**Modificato dall'autore il 12.03.2024 17:57**
MA checcazzo ne so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Cinema
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > New Mexico, 1897.
> >
> > Un uomo ingaggia un cacciatore di taglie perché si metta sulle tracce di sua moglie. Sostiene che essa sia stata rapita da un soldato afroamericano.
>
> Ahi ahi
Cosa?
> Scritto da: Mattia
> > New Mexico, 1897.
> >
> > Un uomo ingaggia un cacciatore di taglie perché si metta sulle tracce di sua moglie. Sostiene che essa sia stata rapita da un soldato afroamericano.
>
> Ahi ahi

Cosa?
Cinema
New Mexico, 1897.
Un uomo ingaggia un cacciatore di taglie perché si metta sulle tracce di sua moglie. Sostiene che essa sia stata rapita da un soldato afroamericano.
A me è piaciuto. Ve lo consiglio!
Trailer
Film in streaming in HD: https://casacinema.express/gratis/20445-guarda-mor...
Un uomo ingaggia un cacciatore di taglie perché si metta sulle tracce di sua moglie. Sostiene che essa sia stata rapita da un soldato afroamericano.
A me è piaciuto. Ve lo consiglio!
Trailer
Film in streaming in HD: https://casacinema.express/gratis/20445-guarda-mor...
Musica
Nei commenti 
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Nice symphony, but the video is terrible. Each movement is interrupted before the end. I was listening to this with my son and he cried at the end of each movement. I told him that I will buy a copy for him from the african vendors of Milano.
It's more frustrating than a sexual act interrupted in the middle.

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Nice symphony, but the video is terrible. Each movement is interrupted before the end. I was listening to this with my son and he cried at the end of each movement. I told him that I will buy a copy for him from the african vendors of Milano.
It's more frustrating than a sexual act interrupted in the middle.
Musica
Lo sapete che in Italia c'è un rapper che si fa chiamare Salmo?
Bhe, io l'unico salmo che ascolto è quello di Mendelssohn.
Questo pezzo farà ascendere il vostro spirito come un palloncino di elio!
Mendelssohn - Op. 51 - Psalm 114: Da Israel aus Ägypten zog (1839):
00:03 I. Da Israel aus Ägypten zog
02:02 II. Das Meer sah und floh
04:42 III. Was war dir, du Meer, dass du flohest
06:04 IV. Vor dem Herrn bebte die Erde
Bhe, io l'unico salmo che ascolto è quello di Mendelssohn.
Questo pezzo farà ascendere il vostro spirito come un palloncino di elio!
Mendelssohn - Op. 51 - Psalm 114: Da Israel aus Ägypten zog (1839):
00:03 I. Da Israel aus Ägypten zog
02:02 II. Das Meer sah und floh
04:42 III. Was war dir, du Meer, dass du flohest
06:04 IV. Vor dem Herrn bebte die Erde
Musica
People obsessed by categories: "Soundtracks are not classical music!!!"
https://www.good-music-guide.com/community/index.p...
The purpose of giving names to different kinds of music is to understand, more or less, what to expect from a musical work, but there are people in the classical music world who are literally obsessed with categories, as if it was possible to scientifically determine the genre of a musical work.
Well, it's not possible: as soon as you formulate a rule to determine if something is classical music or not, someone will give you an example of a work that doesn't fit the rule.
Some examples here below.
Two days ago I listened to a contemporary violin concerto (2017) in Youtube and I read this comment below the video.
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He is writing in the style of modern film music..... this is not classical, just listen to the last movement blasting I - V - vi - IV. That is called instant gratification, which is how pop music works.
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Basically, what this guy wrote, is that in classical music should be forbidden to use determined chord progressions.
If you use I - V - vi - IV, your musical work should be expelled from the genre.
Furthermore he speaks about film music as if it was a different genre in respect to classical music, while in reality the style of many soundtracks is so close to the neoromantic music of the 20th Century that it makes sense to label them as "classical music".
For example, listen to this movement of Joly Braga Santos between 00:38 and 01:52 and tell me that it doesn't sound exactly like the opening of an american movie, maybe with the score written by John Williams!
I call this "american neoromanticism": I think that this style was born with the Symphony No. 9 of Dvorak in 1893 and that while some composers at the beginning of the 20th century were experimenting dissonance, other composers were developing this new kind of romantic style music, which became the standard in soundtracks of american films, probably because it transmits a sense of "adventure".
I'm not sure about this, as I'm not a musicologist and I've never read books about musicology: perhaps I should open a discussion about this.
So, why do many people reject the classification of american neoromantic soundtracks as classical music, when this style is clearily born inside classical music?
Other people obsessed by categories follow different paths to exclude classical-style soundtracks from classical music, for example this article written in a musical blog of the newspaper "theguardian.com": https://www.theguardian.com/music/musicblog/2008/a...
Basically, this guy was angry because Classic FM promotes classical-style soundtracks.
After he has established for everyone of us that the soundtracks of Morricone are good music while the soundtracks of Hans Zimmer are bad music (as if he was any kind of authority to decide what is good and what is not good... he doesn't provide any argument to explain why Hans Zimmer sucks), he says that soundtracks can not be considered classical music because while soundtracks are composed to accompany pictures, classical music is an abstract art form designed to provoke a truly subjective response in each of its listeners.
As I wrote above, everytime you try to find a rule that makes something classical or that excludes something from classical music, someone will give you an example of a work categorized as classical music that doesn't fit that rule, but in this case the error is huge, because there are entire subgenres of classical music that are intended to accompany images: opera and incidental music.
Classical soundtracks are nothing else than a subcategory of classical incidental music, which can be divided between:
- Classical incidental music for theatre (for example "A Midsummer Night's Dream" of Mendelssohn)
- Classical incidental music for cinema and TV (for example "Star Wars" of John Williams or "The Lion King" of Hans Zimmer)
- Classical incidental music for videogames (for example "King Bowser" of Super Mario Galaxy)
"So, W.A. Mozart, this is all you have? Do you open a discussion only for the bullshit of two people in the web?"
Well, no. I've already disussed this argument in other classical music forums, and perhaps the 50% of the users had to make sure that classical-style soundtracks won't be classified as classical music.
The people obsessed by categories are a lot in the classical music world: I only provided two examples because I can not discuss every single examples.
So, I'll simply discuss about arguments that often come out.
Other people say that what makes music classical is that it's not composed or played for commercial purposes and that since soundtracks are composed for commercial pruposes they are not classical music. This is an other big error, because many (most?) highly celebrated composers of classical music created music for money.
As a side note, I'll also tell you that I think that the idea that commercial music is of a lower quality is absurd, because professional composers can dedicate their full time to music and, as a result, we can imagine that they reach a high level of craftmanship that it's difficult to reach if you have to dedicate most hours of your time to other activities).
Not surprinsingly, Mozart and Beethoven were professional composers.
A variation of this argument is that something is classical music only if the composer is free to write whatever he wants and that if the there is a client who tells you that he expects to receive X, X will be not classical music.
Basically, the idea is that in classical music there is not someone who puts his nose in your work, and since the works of the composers of soundtracks must be approved by the directors, the product will not be classical music.
So, what about the String Quartet No. 13 of Beethoven?
https://en.wikipedia.org/wiki/Grosse_Fuge 
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The Grosse Fuge was originally composed as the final movement of Beethoven's Quartet No. 13 in B♭ major, Op. 130, written in 1825; but Beethoven's publisher was concerned about the dismal commercial prospects of the piece and wanted the composer to replace the fugue with a new finale. Beethoven complied, and the Grosse Fuge was published as a separate work in 1827 as Op. 133
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Regarding Beethoven, I could also mention that he had to recompose parts of his incidental music for Ruins of Athens because someone else changed the lyrics.
What about Mozart? The Emperor wanted to eliminate his ballet in "Le Nozze di Figaro". A the end he didn't, but this example shows us that the public authorities had the controls of arts in the classical period.
Now, if someone told me that the industry in the modern capitalism is more business/profit oriented and that the freedom of soundtrack composers is even more restricted in respect to the one of the old composers, I might understand the argument (although the notion should be seriously verified), but really... how do you determine where is the line? Which is the point from which the music stops to be classical because there are too many intrusions in the artistic work of the composer? Where is the point from which the intrusions become "too many"?
If it was a binary matter, 1 or 0, like "Beethoven and Mozart wrote music for themselves and they didn't receive money, while John Williams receives a lot of money from a big business-profit oriented industry", the distinction would make sense... but this doesn't describe the reality.
Basically, if we decided that classical music is not commercial music, we should eliminate the music of Mozart and Beethoven from classical music.
An other argument is that classical music is the music that has passed the test of time, but since the existence of contemporary classical music is recognized, this is an other huge error.
Furthermore I might ask: is the music of the the high numbers of the forgotten classical music composers not classical?
That poor man who has composed the spurious Violin Concerto No. 6 of Mozart, Johann Friedrich Eck, has not even a wikipedia page.
Does anyone thinks that this is not classical music?
Finally, someone told me that since soundtracks don't follow the forms of classical music (such as the sonata-form), they are not classical music.
The problem of this argument is that even classical music doesn't follows the forms of classical music.
In the classical period and at the beginning of the romantic period the composers used to follow a well-defined sonata-form, but later the form was broken and it became a very generic thing, like "write some themes and some development around them", and since the generic sonata-form (theme + developments) is also used in soundtracks, why can't we not say that even soundtracks follow the forms of classical music?
In conclusion, don't try to find mathematical rules to determine if something is classical music or not.
Whether something is classical music, jazz, rock, whatever... is determined by the istinct, by our subjective perception.
So, if most people who have to label musical works agree about the fact that the music of John Williams is classical, his music will be categorized as "classical". It's easy!
Here below examples of websites that consider soundtracks as a form of classical music.
https://www.allmusic.com/genre/classical-ma0000002...
https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_classical_mu... 
https://www.prestomusic.com/classical/genres
https://rateyourmusic.com/genre/cinematic-classica...
https://halloffame.classicfm.com/2023/
Since the classification is subjective and not objective, determined by our istinct, we might not agree about the classification of one musical work... so what? Is it so important to determine if something is classical music or not?
Some people are even obsessed with the distinction between popular music and classical music, as if they had to be rigidly separated categories, but this was not the spirit of the great composers.
In the Symphony No. 9, Dvorak borrow elements from american folk music.
The people obsessed by categories think that the contemporary classical music must be completely separated from popular music and that if a composer borrows elements from the popular music of today, his music must be not considered classical.
So, why don't they ask to expel the Symphony 9 of Dovrak from classical music? And why should the freedom of the contemporary classical composers be so restricted if this dumb rule didn't make any sense in the eyes of composers who have made the history of classical music?
https://www.good-music-guide.com/community/index.p...

The purpose of giving names to different kinds of music is to understand, more or less, what to expect from a musical work, but there are people in the classical music world who are literally obsessed with categories, as if it was possible to scientifically determine the genre of a musical work.
Well, it's not possible: as soon as you formulate a rule to determine if something is classical music or not, someone will give you an example of a work that doesn't fit the rule.
Some examples here below.
Two days ago I listened to a contemporary violin concerto (2017) in Youtube and I read this comment below the video.
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He is writing in the style of modern film music..... this is not classical, just listen to the last movement blasting I - V - vi - IV. That is called instant gratification, which is how pop music works.
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Basically, what this guy wrote, is that in classical music should be forbidden to use determined chord progressions.
If you use I - V - vi - IV, your musical work should be expelled from the genre.
Furthermore he speaks about film music as if it was a different genre in respect to classical music, while in reality the style of many soundtracks is so close to the neoromantic music of the 20th Century that it makes sense to label them as "classical music".
For example, listen to this movement of Joly Braga Santos between 00:38 and 01:52 and tell me that it doesn't sound exactly like the opening of an american movie, maybe with the score written by John Williams!
I call this "american neoromanticism": I think that this style was born with the Symphony No. 9 of Dvorak in 1893 and that while some composers at the beginning of the 20th century were experimenting dissonance, other composers were developing this new kind of romantic style music, which became the standard in soundtracks of american films, probably because it transmits a sense of "adventure".
I'm not sure about this, as I'm not a musicologist and I've never read books about musicology: perhaps I should open a discussion about this.
So, why do many people reject the classification of american neoromantic soundtracks as classical music, when this style is clearily born inside classical music?
Other people obsessed by categories follow different paths to exclude classical-style soundtracks from classical music, for example this article written in a musical blog of the newspaper "theguardian.com": https://www.theguardian.com/music/musicblog/2008/a...

Basically, this guy was angry because Classic FM promotes classical-style soundtracks.
After he has established for everyone of us that the soundtracks of Morricone are good music while the soundtracks of Hans Zimmer are bad music (as if he was any kind of authority to decide what is good and what is not good... he doesn't provide any argument to explain why Hans Zimmer sucks), he says that soundtracks can not be considered classical music because while soundtracks are composed to accompany pictures, classical music is an abstract art form designed to provoke a truly subjective response in each of its listeners.
As I wrote above, everytime you try to find a rule that makes something classical or that excludes something from classical music, someone will give you an example of a work categorized as classical music that doesn't fit that rule, but in this case the error is huge, because there are entire subgenres of classical music that are intended to accompany images: opera and incidental music.
Classical soundtracks are nothing else than a subcategory of classical incidental music, which can be divided between:
- Classical incidental music for theatre (for example "A Midsummer Night's Dream" of Mendelssohn)
- Classical incidental music for cinema and TV (for example "Star Wars" of John Williams or "The Lion King" of Hans Zimmer)
- Classical incidental music for videogames (for example "King Bowser" of Super Mario Galaxy)
"So, W.A. Mozart, this is all you have? Do you open a discussion only for the bullshit of two people in the web?"
Well, no. I've already disussed this argument in other classical music forums, and perhaps the 50% of the users had to make sure that classical-style soundtracks won't be classified as classical music.
The people obsessed by categories are a lot in the classical music world: I only provided two examples because I can not discuss every single examples.
So, I'll simply discuss about arguments that often come out.
Other people say that what makes music classical is that it's not composed or played for commercial purposes and that since soundtracks are composed for commercial pruposes they are not classical music. This is an other big error, because many (most?) highly celebrated composers of classical music created music for money.
As a side note, I'll also tell you that I think that the idea that commercial music is of a lower quality is absurd, because professional composers can dedicate their full time to music and, as a result, we can imagine that they reach a high level of craftmanship that it's difficult to reach if you have to dedicate most hours of your time to other activities).
Not surprinsingly, Mozart and Beethoven were professional composers.
A variation of this argument is that something is classical music only if the composer is free to write whatever he wants and that if the there is a client who tells you that he expects to receive X, X will be not classical music.
Basically, the idea is that in classical music there is not someone who puts his nose in your work, and since the works of the composers of soundtracks must be approved by the directors, the product will not be classical music.
So, what about the String Quartet No. 13 of Beethoven?

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The Grosse Fuge was originally composed as the final movement of Beethoven's Quartet No. 13 in B♭ major, Op. 130, written in 1825; but Beethoven's publisher was concerned about the dismal commercial prospects of the piece and wanted the composer to replace the fugue with a new finale. Beethoven complied, and the Grosse Fuge was published as a separate work in 1827 as Op. 133
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Regarding Beethoven, I could also mention that he had to recompose parts of his incidental music for Ruins of Athens because someone else changed the lyrics.
What about Mozart? The Emperor wanted to eliminate his ballet in "Le Nozze di Figaro". A the end he didn't, but this example shows us that the public authorities had the controls of arts in the classical period.
Now, if someone told me that the industry in the modern capitalism is more business/profit oriented and that the freedom of soundtrack composers is even more restricted in respect to the one of the old composers, I might understand the argument (although the notion should be seriously verified), but really... how do you determine where is the line? Which is the point from which the music stops to be classical because there are too many intrusions in the artistic work of the composer? Where is the point from which the intrusions become "too many"?
If it was a binary matter, 1 or 0, like "Beethoven and Mozart wrote music for themselves and they didn't receive money, while John Williams receives a lot of money from a big business-profit oriented industry", the distinction would make sense... but this doesn't describe the reality.
Basically, if we decided that classical music is not commercial music, we should eliminate the music of Mozart and Beethoven from classical music.
An other argument is that classical music is the music that has passed the test of time, but since the existence of contemporary classical music is recognized, this is an other huge error.
Furthermore I might ask: is the music of the the high numbers of the forgotten classical music composers not classical?
That poor man who has composed the spurious Violin Concerto No. 6 of Mozart, Johann Friedrich Eck, has not even a wikipedia page.
Does anyone thinks that this is not classical music?
Finally, someone told me that since soundtracks don't follow the forms of classical music (such as the sonata-form), they are not classical music.
The problem of this argument is that even classical music doesn't follows the forms of classical music.
In the classical period and at the beginning of the romantic period the composers used to follow a well-defined sonata-form, but later the form was broken and it became a very generic thing, like "write some themes and some development around them", and since the generic sonata-form (theme + developments) is also used in soundtracks, why can't we not say that even soundtracks follow the forms of classical music?
In conclusion, don't try to find mathematical rules to determine if something is classical music or not.
Whether something is classical music, jazz, rock, whatever... is determined by the istinct, by our subjective perception.
So, if most people who have to label musical works agree about the fact that the music of John Williams is classical, his music will be categorized as "classical". It's easy!
Here below examples of websites that consider soundtracks as a form of classical music.
https://www.allmusic.com/genre/classical-ma0000002...


https://www.prestomusic.com/classical/genres

https://rateyourmusic.com/genre/cinematic-classica...

https://halloffame.classicfm.com/2023/

Since the classification is subjective and not objective, determined by our istinct, we might not agree about the classification of one musical work... so what? Is it so important to determine if something is classical music or not?
Some people are even obsessed with the distinction between popular music and classical music, as if they had to be rigidly separated categories, but this was not the spirit of the great composers.
In the Symphony No. 9, Dvorak borrow elements from american folk music.
The people obsessed by categories think that the contemporary classical music must be completely separated from popular music and that if a composer borrows elements from the popular music of today, his music must be not considered classical.
So, why don't they ask to expel the Symphony 9 of Dovrak from classical music? And why should the freedom of the contemporary classical composers be so restricted if this dumb rule didn't make any sense in the eyes of composers who have made the history of classical music?
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
> >
> > In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
> >
> > Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
> >
> > Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> > Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
> >
> >
> > Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
> >
> > Il mio commento.
> >
> > Mattia
> >
> > -------------------
> >
> > I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
> >
> > Le ragioni:
> >
> > 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
> >
> > 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
> >
> > 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
> >
> > 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
> >
> > 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
> >
> >
> > Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
> >
> >
> > -------------------
> >
> >
> >
> > Boldrin
> > -------------------
> >
> > Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
> >
> > No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
> >
> > Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
> >
> > Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
> >
> > Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
> >
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> >
> >
> >
> > Mattia
> > -------------------
> >
> > il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> > Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
> >
> > La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> > In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> > Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
> >
> > Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> > Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> > Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> > Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
> >
> > I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> > Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
> >
> > Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> > Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
> >
> >
> >
> >
> >
>
> A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
>
> Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo. Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
> Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
Nel commento di Boldrin.
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Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
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Non ti fa schifo che venga distrutto cibo per fare in modo che i prezzi non scendano?
> Scritto da: Mattia
> > Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
> >
> > In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
> >
> > Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
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> > Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> > Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
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> > Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
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> > Il mio commento.
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> > Mattia
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> > I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
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> > Le ragioni:
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> > 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
> >
> > 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
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> > 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
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> > 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
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> > 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
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> > Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
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> > Boldrin
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> > Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
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> > No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
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> > Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
> >
> > Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
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> > Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
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> > Mattia
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> > il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> > Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
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> > La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> > In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> > Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
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> > Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> > Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> > Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> > Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
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> > I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> > Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
> >
> > Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> > Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
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> A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
>
> Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo. Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
> Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
Nel commento di Boldrin.
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Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
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Non ti fa schifo che venga distrutto cibo per fare in modo che i prezzi non scendano?
Musica
Sinfonia No. 6, composta da Mozart nel 1767, all'età di 11 anni.
Chi altro, se non Mozart, poteva comporre una cosa del genere a quell'età?
Mozart - KV 43 - Symphony No. 6 in F major (1767):
00:00 I. Allegro, 4/4
04:21 II. Andante, 2/4
08:01 III. Menuetto & Trio, 3/4
10:18 IV. Allegro, 6/8
Sinfonia No. 7, composta da Mozart nel 1768, all'età di 12 anni.
Mozart - K. 45 - Symphony No. 7 in D major (1768):
00:00 I. Molto allegro, 4/4
02:41 II. Andante, 2/4
05:01 III. Menuetto and Trio, 3/4
09:05 IV. Molto allegro, 2/4
Chi altro, se non Mozart, poteva comporre una cosa del genere a quell'età?
Mozart - KV 43 - Symphony No. 6 in F major (1767):
00:00 I. Allegro, 4/4
04:21 II. Andante, 2/4
08:01 III. Menuetto & Trio, 3/4
10:18 IV. Allegro, 6/8
Sinfonia No. 7, composta da Mozart nel 1768, all'età di 12 anni.
Mozart - K. 45 - Symphony No. 7 in D major (1768):
00:00 I. Molto allegro, 4/4
02:41 II. Andante, 2/4
05:01 III. Menuetto and Trio, 3/4
09:05 IV. Molto allegro, 2/4
Musica
Avevo già postato il Concerto per Piano No. 1 di Chopin, che è quello più apprezzato.
Oggi chiudiamo il cerchio con il secondo concerto, che in realtà è stato scritto prima rispetto al No. 1.
Chopin lo compose nel 1829, prima ancora di finire gli studi, quando aveva appena 20 anni.
Ora come ora non me lo ricordo, ma il secondo movimento così a occhio ha una melodia della madonna.
Chopin - Op. 21 - Piano Concerto No 2 in F minor (1829):
I. Maestoso [0:01]
II. Larghetto [14:30]
III. Allegro vivace [23:48]
**Modificato dall'autore il 07.03.2024 18:07**
Oggi chiudiamo il cerchio con il secondo concerto, che in realtà è stato scritto prima rispetto al No. 1.
Chopin lo compose nel 1829, prima ancora di finire gli studi, quando aveva appena 20 anni.
Ora come ora non me lo ricordo, ma il secondo movimento così a occhio ha una melodia della madonna.
Chopin - Op. 21 - Piano Concerto No 2 in F minor (1829):
I. Maestoso [0:01]
II. Larghetto [14:30]
III. Allegro vivace [23:48]
**Modificato dall'autore il 07.03.2024 18:07**
Tua madre succhia cazzi all'inferno
Ad
http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
Musica
Le votazioni del TC Best Original Score 2002 sono in corso, intanto partiamo con l'anno 2003.
La statuetta fu vinta da Elliot Goldenthal
con la colonna sonora del film Frida.


In questo caso, la colonna sonora non è basata sulla musica classica, ma sulla musica tradizionale ispanica. Sarà contento Wakko che posto finalmente qualcosa di diverso!
Il video qui sotto, che contiene una selezione delle parti migliori della suite, è strutturato come segue:
00:00 Burn It Blue
05:29 Coyacan And Variations
08:04 Portrait Of Lupe
10:21 Still Life
11:56 The Departure
14:12 The Journey
17:11 Viva la vida
Con la prima canzone della lista, "Burn It Blue", Goldenthal si è anche preso una nomination per "Miglior canzone" sempre nello stesso anno, ma Eminem gli ha soffiato l'Oscar con "Lose Yourself" (canzone che ha scritto per il suo film autobiografico "8 Mile").
Qui sotto il video di Goldenthal che corre sul palco a prendere la statuetta toccando il culo a tutte le donne che gli capitano a tiro.
È un miracolo che non si sia preso uno schiaffo!
In quanto alla consegna dell'Oscar "Migliore canzone", la cosa comica è che Eminem (il vincitore) non si è nemmeno presentato alla cerimonia perché è rimasto a casa a guardare i cartoni animati con sua figlia, quindi la statuetta se la prende un anonimo (tutti si saranno chiesti "ma chi cazz'è questo?").
Da notare John Williams a 02:05 che si alza per far passare il capellone.
**Modificato dall'autore il 07.03.2024 17:59**
La statuetta fu vinta da Elliot Goldenthal
con la colonna sonora del film Frida.
In questo caso, la colonna sonora non è basata sulla musica classica, ma sulla musica tradizionale ispanica. Sarà contento Wakko che posto finalmente qualcosa di diverso!
Il video qui sotto, che contiene una selezione delle parti migliori della suite, è strutturato come segue:
00:00 Burn It Blue
05:29 Coyacan And Variations
08:04 Portrait Of Lupe
10:21 Still Life
11:56 The Departure
14:12 The Journey
17:11 Viva la vida
Con la prima canzone della lista, "Burn It Blue", Goldenthal si è anche preso una nomination per "Miglior canzone" sempre nello stesso anno, ma Eminem gli ha soffiato l'Oscar con "Lose Yourself" (canzone che ha scritto per il suo film autobiografico "8 Mile").
Qui sotto il video di Goldenthal che corre sul palco a prendere la statuetta toccando il culo a tutte le donne che gli capitano a tiro.
È un miracolo che non si sia preso uno schiaffo!
In quanto alla consegna dell'Oscar "Migliore canzone", la cosa comica è che Eminem (il vincitore) non si è nemmeno presentato alla cerimonia perché è rimasto a casa a guardare i cartoni animati con sua figlia, quindi la statuetta se la prende un anonimo (tutti si saranno chiesti "ma chi cazz'è questo?").
Da notare John Williams a 02:05 che si alza per far passare il capellone.
**Modificato dall'autore il 07.03.2024 17:59**
Politica
Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
Il mio commento.
Mattia
-------------------
I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
Le ragioni:
1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
-------------------
Boldrin
-------------------
Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
-------------------
Mattia
-------------------
il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
Il mio commento.
Mattia
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I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
Le ragioni:
1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
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Boldrin
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Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
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Mattia
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il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
Cinema
Un film sulla pittrice messicana Frida Khalo
(1907-1954).
Qualcuno conosce i suoi dipinti?




Buon voto in IMDB: 7.3 su 10. Non male!
Trailer
Film in streaming in HD: https://casacinema.express/gratis/7096-guarda-frid...
**Modificato dall'autore il 07.03.2024 00:05**
(1907-1954).Qualcuno conosce i suoi dipinti?


Buon voto in IMDB: 7.3 su 10. Non male!
Trailer
Film in streaming in HD: https://casacinema.express/gratis/7096-guarda-frid...

**Modificato dall'autore il 07.03.2024 00:05**
Musica
Scritto da: Mattia
> Mozart compose questo bellissimo brano nel 1784, quando aveva 28 anni.
>
> La sonata fu scritta per la virtuosa del violino Regina Strinasacchi
di Mantova per essere eseguita insieme a Mozart in un concerto al Kärntnerthor Theater di Vienna il 29 aprile 1784.
>
>

>
> Sebbene Mozart avesse la parte del pianoforte saldamente in testa, non si diede abbastanza tempo per scriverla, e così fu eseguita con uno spartito bianco davanti a sé per ingannare il pubblico. Secondo una storia raccontata da sua moglie Constanze, l'imperatore Giuseppe II vide gli spartiti vuoti attraverso i suoi occhiali da opera e mandò a chiamare il compositore con il suo manoscritto. A quel punto Mozart dovette confessare la verità, anche se è probabile che ciò abbia stupito il monarca piuttosto che causare la sua irritazione.
>
> In pratica, supponendo che l'imperatore fosse il committente, Mozart fu un po' come un alunno che cercò di nascondere il fatto di non aver finito i compiti, ma il maestro lo beccò.
>
>
> Il grande violinista Itzhak Perlman ci fornisce un'interpretazione molto bella ed espressiva del pezzo.
>
> Mozart - K. 454 - Violin Sonata No. 32 in B Flat (1784):
> 00:00 I. Largo - Allegro
> 07:06 II. Andante
> 15:12 III. Allegretto
>
>
Fantastico il secondo movimento!
> Mozart compose questo bellissimo brano nel 1784, quando aveva 28 anni.
>
> La sonata fu scritta per la virtuosa del violino Regina Strinasacchi
di Mantova per essere eseguita insieme a Mozart in un concerto al Kärntnerthor Theater di Vienna il 29 aprile 1784.>
>
>
> Sebbene Mozart avesse la parte del pianoforte saldamente in testa, non si diede abbastanza tempo per scriverla, e così fu eseguita con uno spartito bianco davanti a sé per ingannare il pubblico. Secondo una storia raccontata da sua moglie Constanze, l'imperatore Giuseppe II vide gli spartiti vuoti attraverso i suoi occhiali da opera e mandò a chiamare il compositore con il suo manoscritto. A quel punto Mozart dovette confessare la verità, anche se è probabile che ciò abbia stupito il monarca piuttosto che causare la sua irritazione.
>
> In pratica, supponendo che l'imperatore fosse il committente, Mozart fu un po' come un alunno che cercò di nascondere il fatto di non aver finito i compiti, ma il maestro lo beccò.
>
>
> Il grande violinista Itzhak Perlman ci fornisce un'interpretazione molto bella ed espressiva del pezzo.
>
> Mozart - K. 454 - Violin Sonata No. 32 in B Flat (1784):
> 00:00 I. Largo - Allegro
> 07:06 II. Andante
> 15:12 III. Allegretto
>
>
Fantastico il secondo movimento!
Musica
Mozart compose questo bellissimo brano nel 1784, quando aveva 28 anni.
La sonata fu scritta per la virtuosa del violino Regina Strinasacchi
di Mantova per essere eseguita insieme a Mozart in un concerto al Kärntnerthor Theater di Vienna il 29 aprile 1784.


Sebbene Mozart avesse la parte del pianoforte saldamente in testa, non si diede abbastanza tempo per scriverla, e così fu eseguita con uno spartito bianco davanti a sé per ingannare il pubblico. Secondo una storia raccontata da sua moglie Constanze, l'imperatore Giuseppe II vide gli spartiti vuoti attraverso i suoi occhiali da opera e mandò a chiamare il compositore con il suo manoscritto. A quel punto Mozart dovette confessare la verità, anche se è probabile che ciò abbia stupito il monarca piuttosto che causare la sua irritazione.
In pratica, supponendo che l'imperatore fosse il committente, Mozart fu un po' come un alunno che cercò di nascondere il fatto di non aver finito i compiti, ma il maestro lo beccò.
Il grande violinista Itzhak Perlman ci fornisce un'interpretazione molto bella ed espressiva del pezzo.
Mozart - K. 454 - Violin Sonata No. 32 in B Flat (1784):
00:00 I. Largo - Allegro
07:06 II. Andante
15:12 III. Allegretto
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 18:58**
La sonata fu scritta per la virtuosa del violino Regina Strinasacchi
di Mantova per essere eseguita insieme a Mozart in un concerto al Kärntnerthor Theater di Vienna il 29 aprile 1784.Sebbene Mozart avesse la parte del pianoforte saldamente in testa, non si diede abbastanza tempo per scriverla, e così fu eseguita con uno spartito bianco davanti a sé per ingannare il pubblico. Secondo una storia raccontata da sua moglie Constanze, l'imperatore Giuseppe II vide gli spartiti vuoti attraverso i suoi occhiali da opera e mandò a chiamare il compositore con il suo manoscritto. A quel punto Mozart dovette confessare la verità, anche se è probabile che ciò abbia stupito il monarca piuttosto che causare la sua irritazione.
In pratica, supponendo che l'imperatore fosse il committente, Mozart fu un po' come un alunno che cercò di nascondere il fatto di non aver finito i compiti, ma il maestro lo beccò.
Il grande violinista Itzhak Perlman ci fornisce un'interpretazione molto bella ed espressiva del pezzo.
Mozart - K. 454 - Violin Sonata No. 32 in B Flat (1784):
00:00 I. Largo - Allegro
07:06 II. Andante
15:12 III. Allegretto
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 18:58**
Cinema
Göschenen, Svizzera, 1873.
Max Bühl è appena arrivato nel paese con il treno nella speranza di farsi assumere come ingegnere per un progetto pionieristico: la costruzione della galleria più lunga del mondo (15 kilometri), ovvero la galleria ferroviaria del San Gottardo
, la quale collegherà Airolo (Ticino) a Göschenen (Canton Uri), abbattendo il muro alpino tra il nord e il sud della Svizzera.
Max viene assunto e gli abitanti locali malsopportano l'arrivo di migliaia di minatori nella loro piccola realtà.
Molti saranno gli ostacoli che si presenteranno sul percorso: la presenza di roccia inaspettata, numerosi morti tra i minatori e le rivolte degli stessi per via delle cattive condizioni di lavoro, ritardi sul progetto e le banche che non vogliono più mettere soldi.
La galleria fu completata nel 1882 e costò la vita di 177 minatori che persero la vita sul cantiere e di più di 1'000 minatori che morirono per malattie una volta tornati a casa.
Fino a non molto tempo fa era la galleria più lunga del mondo. Nel 1800 una cosa del genere era un progetto estremamente ambizioso.
Per gli svizzeri il Massiccio del San Gottardo
e il progetto pioneristico del 1800 sono dei simboli nazionali: questo filmone di 180 minuti è per gli svizzeri ciò che Braveheart è per gli irlandesi.
Film in streaming in HD e in italiano su Playsuisse: https://www.playsuisse.ch/detail/808384?locale=it
Nel video qui sotto potete vedere i primi 8 minuti di film. Dopo il video vi metto qualche spoiler: non leggetelo se intendete guardare il film completo.
Mettete schermo intero e selezionate la massima risoluzione possibile (1080p) nelle impostazioni del video.
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 19:43**
Max Bühl è appena arrivato nel paese con il treno nella speranza di farsi assumere come ingegnere per un progetto pionieristico: la costruzione della galleria più lunga del mondo (15 kilometri), ovvero la galleria ferroviaria del San Gottardo
, la quale collegherà Airolo (Ticino) a Göschenen (Canton Uri), abbattendo il muro alpino tra il nord e il sud della Svizzera.Max viene assunto e gli abitanti locali malsopportano l'arrivo di migliaia di minatori nella loro piccola realtà.
Molti saranno gli ostacoli che si presenteranno sul percorso: la presenza di roccia inaspettata, numerosi morti tra i minatori e le rivolte degli stessi per via delle cattive condizioni di lavoro, ritardi sul progetto e le banche che non vogliono più mettere soldi.
La galleria fu completata nel 1882 e costò la vita di 177 minatori che persero la vita sul cantiere e di più di 1'000 minatori che morirono per malattie una volta tornati a casa.
Fino a non molto tempo fa era la galleria più lunga del mondo. Nel 1800 una cosa del genere era un progetto estremamente ambizioso.
Per gli svizzeri il Massiccio del San Gottardo
e il progetto pioneristico del 1800 sono dei simboli nazionali: questo filmone di 180 minuti è per gli svizzeri ciò che Braveheart è per gli irlandesi.Film in streaming in HD e in italiano su Playsuisse: https://www.playsuisse.ch/detail/808384?locale=it

Nel video qui sotto potete vedere i primi 8 minuti di film. Dopo il video vi metto qualche spoiler: non leggetelo se intendete guardare il film completo.
Mettete schermo intero e selezionate la massima risoluzione possibile (1080p) nelle impostazioni del video.
SPOILER!!! La Compagnia del Gottardo (impresa a cui fu dato l'appalto per la costruzione della ferrovia) rischia il fallimento nel bel mezzo del progetto a causa del fatto che le banche non vogliono più metterci soldi.
Louis Favre
, titolare dell'impresa, su suggerimento dell'ingegnere Max Bühl, riesce a salvarsi il culo con questa idea: stampare una propria moneta privata (il Franco Faivre) con cui pagare gli operai e convincere le popolazioni di Airolo e Göschenen ad accettare la sua moneta, cosicché gli operai possano usarla per acquistare servizi locali.
Naturalmente l'idea è che ci siano gli interessi sul cambio, ovvero 1 Franco Faivre verrà cambiato, quando la compagnia disporrà di liquidità, con 1 Franco Svizzero e 8 centesimi. Ovvero, un interesse dell'8%. Praticamente gli operai e le popolazioni di Airolo e Göschenen diventano la nuova banca della compagnia.
Risolto questo problema si viene però a creare un altro problema: molti operai muoiono a causa del fatto che respirano i fumi nocivi della locomotiva a vapore usata per i lavori all'interno del tunnel e questo li porta a una rivolta contro la Compagnia del Gottardo: smettono di lavorare e sbarrano il tunnel così da impedire a chiunque di proseguire con i lavori.
L'esercito svizzero interviene per reprimere le rivolte: i soldati sparano addosso agli operai, aggiungendo quattro morti alla lunga lista dei caduti.
Louis Favre
, titolare dell'impresa, su suggerimento dell'ingegnere Max Bühl, riesce a salvarsi il culo con questa idea: stampare una propria moneta privata (il Franco Faivre) con cui pagare gli operai e convincere le popolazioni di Airolo e Göschenen ad accettare la sua moneta, cosicché gli operai possano usarla per acquistare servizi locali.Naturalmente l'idea è che ci siano gli interessi sul cambio, ovvero 1 Franco Faivre verrà cambiato, quando la compagnia disporrà di liquidità, con 1 Franco Svizzero e 8 centesimi. Ovvero, un interesse dell'8%. Praticamente gli operai e le popolazioni di Airolo e Göschenen diventano la nuova banca della compagnia.
Risolto questo problema si viene però a creare un altro problema: molti operai muoiono a causa del fatto che respirano i fumi nocivi della locomotiva a vapore usata per i lavori all'interno del tunnel e questo li porta a una rivolta contro la Compagnia del Gottardo: smettono di lavorare e sbarrano il tunnel così da impedire a chiunque di proseguire con i lavori.
L'esercito svizzero interviene per reprimere le rivolte: i soldati sparano addosso agli operai, aggiungendo quattro morti alla lunga lista dei caduti.
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 19:43**
Politica
https://forum.termometropolitico.it/859185-canzoni... 
Nelle ultime settimane abbiamo imparato molte cose in questo forum sulla teoria liberale, sulla self-ownership e tutto il resto.
Trovate un approfondimento nella mia firma, ma per riassumere il tutto: ogni essere umano è, per diritto naturale, sovrano di sé stesso, della sua vita e del suo corpo.
Perciò non deve esistere nessuna legge che regoli le scelte PERSONALI: ognuno deve essere libero di agire, nella sua sfera privata, secondo propria coscienza.
Proprio negli ultimi giorni ho scoperto una canzone che riassume molto bene il concetto: propongo a tutti i liberali di continuare a cantare Bella Ciao per far incazzare i fascisti, ma di usare la canzone nel video qui sotto per manifestazioni politiche serie.
Analizziamo il testo.
Il bambino nel ritornello canta:
Ma il culetto è mio
è mio perciò
no no no
non ci sto!
Ma il culetto è mio
è mio perciò
la puntura
no no no!
La maggior parte delle persone potrebbero prenderla come una bambinata, ma noi del Partito abbiamo capito che Pippo Franco è il Mozart del nostro tempo!
Quello che canta il bambino è tutt'altro che una bambinata, ma un messaggio tanto forte quanto nobile formulato in maniera infantile: il bambino si dice giustamente proprietario del suo culetto e quindi dice che ogni decisione che lo riguarda spetta a lui... SOLO E SOLTANTO A LUI!
Perché il culetto è suo? Perché tutto il corpo è suo! Anche la sua vita è sua.
Quel testo può essere cambiato in tanti modi diversi, ad esempio
Ma il nasino è mio
è mio perciò
la cocaina
io snifferò!
oppure
Ma lo stomaco è mio
è mio perciò
di carne coltivata
mi nutrirò!
oppure
Ma la vita mia
è mia perciò
la punturina [letale]
io mi farò!
oppure, la più scontata di tutte
Ma il culetto è mio
è mio perciò
un bel cazzone
io prenderò!
oppure, per espandere ulteriormente
Ma la vita è mia
è mia perciò
con tre negroni
mi sposerò!
Libera scelta su tutto ciò che riguarda il nostro corpo e il diritto di difendere la self-ownership con le armi!
Vuoi impedirmi con la forza di pippare cocaina? Io ti sparo!
Vuoi impedirmi di nutrirmi di carne coltivata? Ti sparo!
Vuoi impedirmi l'eutanasia? Ti sparo!
Vuoi impedirmi di fare sesso con chi voglio e come voglio? Ti sparo!
Vuoi impedirmi di sposare tre donne, due uomini e un trans? Io ti sparo!
Alla prossima edizione di Sanremo vorrei portare anche io un'interpretazione della canzone insieme al bambino del mio avatar, mascotte del Partito.
Canterà con un fucile carico in mano.
Vediamo se qualcuno avrà il coraggio di toccare il suo culetto. Fascisti, fatevi avanti!


**Modificato dall'autore il 05.03.2024 17:43**

Nelle ultime settimane abbiamo imparato molte cose in questo forum sulla teoria liberale, sulla self-ownership e tutto il resto.
Trovate un approfondimento nella mia firma, ma per riassumere il tutto: ogni essere umano è, per diritto naturale, sovrano di sé stesso, della sua vita e del suo corpo.
Perciò non deve esistere nessuna legge che regoli le scelte PERSONALI: ognuno deve essere libero di agire, nella sua sfera privata, secondo propria coscienza.
Proprio negli ultimi giorni ho scoperto una canzone che riassume molto bene il concetto: propongo a tutti i liberali di continuare a cantare Bella Ciao per far incazzare i fascisti, ma di usare la canzone nel video qui sotto per manifestazioni politiche serie.
Analizziamo il testo.
Il bambino nel ritornello canta:
Ma il culetto è mio
è mio perciò
no no no
non ci sto!
Ma il culetto è mio
è mio perciò
la puntura
no no no!
La maggior parte delle persone potrebbero prenderla come una bambinata, ma noi del Partito abbiamo capito che Pippo Franco è il Mozart del nostro tempo!
Quello che canta il bambino è tutt'altro che una bambinata, ma un messaggio tanto forte quanto nobile formulato in maniera infantile: il bambino si dice giustamente proprietario del suo culetto e quindi dice che ogni decisione che lo riguarda spetta a lui... SOLO E SOLTANTO A LUI!
Perché il culetto è suo? Perché tutto il corpo è suo! Anche la sua vita è sua.
Quel testo può essere cambiato in tanti modi diversi, ad esempio
Ma il nasino è mio
è mio perciò
la cocaina
io snifferò!
oppure
Ma lo stomaco è mio
è mio perciò
di carne coltivata
mi nutrirò!
oppure
Ma la vita mia
è mia perciò
la punturina [letale]
io mi farò!
oppure, la più scontata di tutte
Ma il culetto è mio
è mio perciò
un bel cazzone
io prenderò!
oppure, per espandere ulteriormente
Ma la vita è mia
è mia perciò
con tre negroni
mi sposerò!
Libera scelta su tutto ciò che riguarda il nostro corpo e il diritto di difendere la self-ownership con le armi!
Vuoi impedirmi con la forza di pippare cocaina? Io ti sparo!
Vuoi impedirmi di nutrirmi di carne coltivata? Ti sparo!
Vuoi impedirmi l'eutanasia? Ti sparo!
Vuoi impedirmi di fare sesso con chi voglio e come voglio? Ti sparo!
Vuoi impedirmi di sposare tre donne, due uomini e un trans? Io ti sparo!
Alla prossima edizione di Sanremo vorrei portare anche io un'interpretazione della canzone insieme al bambino del mio avatar, mascotte del Partito.
Canterà con un fucile carico in mano.
Vediamo se qualcuno avrà il coraggio di toccare il suo culetto. Fascisti, fatevi avanti!
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 17:43**
Cinema
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > Playsuisse è una sorta di Netflix gratuito dello stato svizzero su cui si possono guardare gratuitamente film, serie e documentari.
> > >
> > > Solo roba prodotta in Svizzera o ci sono anche film esteri di cui la TV svizzera ha acquisito i diritti di trasmissione?
> >
> > La questione riguardante tutte queste piattaforme per guardare film in streaming (Netflix, Amazon Prime, Disney+, Playsuisse, ecc ecc...) è molto semplice: i film, le serie e i documentari che ci trovi dentro sono per lo più partecipati dal proprietario della piattaforma stessa, poi ci sono anche un paio di film usciti al cinema.
> >
> > Prendi per esempio Netflix: se tu vuoi guardarti un film qualsiasi uscito al cinema è molto improbabile che tu riesca a trovarlo lì.
> >
> > Purtroppo queste piattaforme non sostituiscono quindi i siti di streaming, perché se vuoi guardarti un film qualsiasi uscito al cinema per adesso la soluzione è una sola: devi guardarteli sui siti di streaming illegali, a meno che non ti va di culo e riesci a trovarlo in Netlflix/Amazon Prime/Disney +/Playsuisse ecc ecc...
> >
> >
> >
> > Venendo quindi a Playsuisse: no, non puoi contare su di esso per trovare tutti i film usciti al cinema. Allo stesso modo in cui su Netflix trovi prevalentemente film/serie/documentari partecipati da Netflix stesso, su Playsuisse trovi prevalentemente film/serie/documentari partecipati dalla televisione pubblica svizzera.
> >
> > Si trovano anche film usciti al cinema? Si, ad esempio ho visto che hanno appena caricato il filmone "La Caduta".
> >
> > Ciò detto, l'uso che devi fare sia di Playsuisse che di tutte le piattaforme di questo tipo è banalmente il seguente: non sai cosa guardare? Scegli qualcosa dalla lista che ti mette a disposizione. Fine. Servono a guardare cose casuali, non a cercare cose specifiche, tipo il film che è uscito al cinema e che vorresti vedere.
> >
> > La domanda giusta se mai è: la qualità della roba di Playsuisse è la stessa di Netflix? Bhe, non saprei... io su Netflix ho visto un sacco di robaccia, poi in mezzo alla robaccia qualcosa di discretamente interessante, mai capolavori del calibro di Spielberg.
> >
> > Finora mi sono guardato tre film su Playsuisse: due li considero belli (tra cui questo), uno è proprio un filmone e lo recensirò domani.
> >
> > Il primo dei tre l'avevo già recensito tempo fa:
Filmone svizzero: Grounding - Gli ultimi giorni di...
> >
> > Ho anche in lista un film intitolato "Vitus", che devo ancora vedere, che parla di un bambino che studia il pianoforte e che viene messo sotto pressione dai genitori che vogliono avere tipo il nuovo Mozart.
>
> Capito. È comunque interessante vedere come sono le produzioni svizzere, se penso ai telefilm italiani una piattaforma italiana non la cagherei nemmeno.
>
Dal mio punto di vista, la differenza tra il cinema svizzero e quello italiano è la seguente.
Nel cinema svizzero vengono fatti film seri con un budget limitato, in Italia vengono fatti tanti film non seri e con un budget limitato.
Quindi un film come Guerre Stellari non lo trovi né nel cinema svizzero né in quello italiano, ma se guardi un film svizzero è più probabile che non sia una cagata, ma bensì un film con un intento artistico serio.
Questo soprattutto se il film è partecipato dalla televisione pubblica svizzera, il cui scopo è quello di promuovere la cultura e l'informazione, cioè fare il contrario di quello che fa Mediaset.
Perciò sono pronto anche a scommettere che pure su Netflix la quantità di trash che trovi è di gran lunga superiore a quella che trovi su Playsuisse.
Adesso io ho anche in lista una serie sulla prima guerra mondiale.
Comunque, ricordati che in campo artistico spesso la quantità di trash diventa tanto più alta tanti più soldi girano, perché l'arte si trasforma facilmente in merda quando guidata dall'ossessione per il profitto immediato, in quanto l'idiozia sul corto termine vende di più rispetto alla roba intelligente.
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 11:19**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > Playsuisse è una sorta di Netflix gratuito dello stato svizzero su cui si possono guardare gratuitamente film, serie e documentari.
> > >
> > > Solo roba prodotta in Svizzera o ci sono anche film esteri di cui la TV svizzera ha acquisito i diritti di trasmissione?
> >
> > La questione riguardante tutte queste piattaforme per guardare film in streaming (Netflix, Amazon Prime, Disney+, Playsuisse, ecc ecc...) è molto semplice: i film, le serie e i documentari che ci trovi dentro sono per lo più partecipati dal proprietario della piattaforma stessa, poi ci sono anche un paio di film usciti al cinema.
> >
> > Prendi per esempio Netflix: se tu vuoi guardarti un film qualsiasi uscito al cinema è molto improbabile che tu riesca a trovarlo lì.
> >
> > Purtroppo queste piattaforme non sostituiscono quindi i siti di streaming, perché se vuoi guardarti un film qualsiasi uscito al cinema per adesso la soluzione è una sola: devi guardarteli sui siti di streaming illegali, a meno che non ti va di culo e riesci a trovarlo in Netlflix/Amazon Prime/Disney +/Playsuisse ecc ecc...
> >
> >
> >
> > Venendo quindi a Playsuisse: no, non puoi contare su di esso per trovare tutti i film usciti al cinema. Allo stesso modo in cui su Netflix trovi prevalentemente film/serie/documentari partecipati da Netflix stesso, su Playsuisse trovi prevalentemente film/serie/documentari partecipati dalla televisione pubblica svizzera.
> >
> > Si trovano anche film usciti al cinema? Si, ad esempio ho visto che hanno appena caricato il filmone "La Caduta".
> >
> > Ciò detto, l'uso che devi fare sia di Playsuisse che di tutte le piattaforme di questo tipo è banalmente il seguente: non sai cosa guardare? Scegli qualcosa dalla lista che ti mette a disposizione. Fine. Servono a guardare cose casuali, non a cercare cose specifiche, tipo il film che è uscito al cinema e che vorresti vedere.
> >
> > La domanda giusta se mai è: la qualità della roba di Playsuisse è la stessa di Netflix? Bhe, non saprei... io su Netflix ho visto un sacco di robaccia, poi in mezzo alla robaccia qualcosa di discretamente interessante, mai capolavori del calibro di Spielberg.
> >
> > Finora mi sono guardato tre film su Playsuisse: due li considero belli (tra cui questo), uno è proprio un filmone e lo recensirò domani.
> >
> > Il primo dei tre l'avevo già recensito tempo fa:
> >
> > Ho anche in lista un film intitolato "Vitus", che devo ancora vedere, che parla di un bambino che studia il pianoforte e che viene messo sotto pressione dai genitori che vogliono avere tipo il nuovo Mozart.
>
> Capito. È comunque interessante vedere come sono le produzioni svizzere, se penso ai telefilm italiani una piattaforma italiana non la cagherei nemmeno.
>
Dal mio punto di vista, la differenza tra il cinema svizzero e quello italiano è la seguente.
Nel cinema svizzero vengono fatti film seri con un budget limitato, in Italia vengono fatti tanti film non seri e con un budget limitato.
Quindi un film come Guerre Stellari non lo trovi né nel cinema svizzero né in quello italiano, ma se guardi un film svizzero è più probabile che non sia una cagata, ma bensì un film con un intento artistico serio.
Questo soprattutto se il film è partecipato dalla televisione pubblica svizzera, il cui scopo è quello di promuovere la cultura e l'informazione, cioè fare il contrario di quello che fa Mediaset.
Perciò sono pronto anche a scommettere che pure su Netflix la quantità di trash che trovi è di gran lunga superiore a quella che trovi su Playsuisse.
Adesso io ho anche in lista una serie sulla prima guerra mondiale.
Comunque, ricordati che in campo artistico spesso la quantità di trash diventa tanto più alta tanti più soldi girano, perché l'arte si trasforma facilmente in merda quando guidata dall'ossessione per il profitto immediato, in quanto l'idiozia sul corto termine vende di più rispetto alla roba intelligente.
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 11:19**
Cinema
Scritto da:
> > Playsuisse è una sorta di Netflix gratuito dello stato svizzero su cui si possono guardare gratuitamente film, serie e documentari.
>
> Solo roba prodotta in Svizzera o ci sono anche film esteri di cui la TV svizzera ha acquisito i diritti di trasmissione?
La questione riguardante tutte queste piattaforme per guardare film in streaming (Netflix, Amazon Prime, Disney+, Playsuisse, ecc ecc...) è molto semplice: i film, le serie e i documentari che ci trovi dentro sono per lo più partecipati dal proprietario della piattaforma stessa, poi ci sono anche un paio di film usciti al cinema.
Prendi per esempio Netflix: se tu vuoi guardarti un film qualsiasi uscito al cinema è molto improbabile che tu riesca a trovarlo lì.
Purtroppo queste piattaforme non sostituiscono quindi i siti di streaming, perché se vuoi guardarti un film qualsiasi uscito al cinema per adesso la soluzione è una sola: devi guardarteli sui siti di streaming illegali, a meno che non ti va di culo e riesci a trovarlo in Netlflix/Amazon Prime/Disney +/Playsuisse ecc ecc...
Venendo quindi a Playsuisse: no, non puoi contare su di esso per trovare tutti i film usciti al cinema. Allo stesso modo in cui su Netflix trovi prevalentemente film/serie/documentari partecipati da Netflix stesso, su Playsuisse trovi prevalentemente film/serie/documentari partecipati dalla televisione pubblica svizzera.
Si trovano anche film usciti al cinema? Si, ad esempio ho visto che hanno appena caricato il filmone "La Caduta".
Ciò detto, l'uso che devi fare sia di Playsuisse che di tutte le piattaforme di questo tipo è banalmente il seguente: non sai cosa guardare? Scegli qualcosa dalla lista che ti mette a disposizione. Fine. Servono a guardare cose casuali, non a cercare cose specifiche, tipo il film che è uscito al cinema e che vorresti vedere.
La domanda giusta se mai è: la qualità della roba di Playsuisse è la stessa di Netflix? Bhe, non saprei... io su Netflix ho visto un sacco di robaccia, poi in mezzo alla robaccia qualcosa di discretamente interessante, mai capolavori del calibro di Spielberg.
Finora mi sono guardato tre film su Playsuisse: due li considero belli (tra cui questo), uno è proprio un filmone e lo recensirò domani.
Il primo dei tre l'avevo già recensito tempo fa:
Filmone svizzero: Grounding - Gli ultimi giorni di...
Ho anche in lista un film intitolato "Vitus", che devo ancora vedere, che parla di un bambino che studia il pianoforte e che viene messo sotto pressione dai genitori che vogliono avere tipo il nuovo Mozart.
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 02:26**
> > Playsuisse è una sorta di Netflix gratuito dello stato svizzero su cui si possono guardare gratuitamente film, serie e documentari.
>
> Solo roba prodotta in Svizzera o ci sono anche film esteri di cui la TV svizzera ha acquisito i diritti di trasmissione?
La questione riguardante tutte queste piattaforme per guardare film in streaming (Netflix, Amazon Prime, Disney+, Playsuisse, ecc ecc...) è molto semplice: i film, le serie e i documentari che ci trovi dentro sono per lo più partecipati dal proprietario della piattaforma stessa, poi ci sono anche un paio di film usciti al cinema.
Prendi per esempio Netflix: se tu vuoi guardarti un film qualsiasi uscito al cinema è molto improbabile che tu riesca a trovarlo lì.
Purtroppo queste piattaforme non sostituiscono quindi i siti di streaming, perché se vuoi guardarti un film qualsiasi uscito al cinema per adesso la soluzione è una sola: devi guardarteli sui siti di streaming illegali, a meno che non ti va di culo e riesci a trovarlo in Netlflix/Amazon Prime/Disney +/Playsuisse ecc ecc...
Venendo quindi a Playsuisse: no, non puoi contare su di esso per trovare tutti i film usciti al cinema. Allo stesso modo in cui su Netflix trovi prevalentemente film/serie/documentari partecipati da Netflix stesso, su Playsuisse trovi prevalentemente film/serie/documentari partecipati dalla televisione pubblica svizzera.
Si trovano anche film usciti al cinema? Si, ad esempio ho visto che hanno appena caricato il filmone "La Caduta".
Ciò detto, l'uso che devi fare sia di Playsuisse che di tutte le piattaforme di questo tipo è banalmente il seguente: non sai cosa guardare? Scegli qualcosa dalla lista che ti mette a disposizione. Fine. Servono a guardare cose casuali, non a cercare cose specifiche, tipo il film che è uscito al cinema e che vorresti vedere.
La domanda giusta se mai è: la qualità della roba di Playsuisse è la stessa di Netflix? Bhe, non saprei... io su Netflix ho visto un sacco di robaccia, poi in mezzo alla robaccia qualcosa di discretamente interessante, mai capolavori del calibro di Spielberg.
Finora mi sono guardato tre film su Playsuisse: due li considero belli (tra cui questo), uno è proprio un filmone e lo recensirò domani.
Il primo dei tre l'avevo già recensito tempo fa:
Ho anche in lista un film intitolato "Vitus", che devo ancora vedere, che parla di un bambino che studia il pianoforte e che viene messo sotto pressione dai genitori che vogliono avere tipo il nuovo Mozart.
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 02:26**
Cinema
Nel 2002, due aerei collisero in volo sopra il lago di Costanza, più precisamente sopra Überlingen. Uno dei due aerei era pieno di bambini.
Il film ricostruisce la tragedia, in particolare dal punto di vista del controllore di volo svizzero responsabile del traffico aereo nell'area in cui l'incidente è avvenuto e di un uomo russo che perse l'intera famiglia (i due figli piccoli e la moglie) nel disastro aereo.
Un bel film dal mio punto di vista, ve lo consiglio!
Dopo il trailer vi metto un piccolo spoiler: non leggetelo se intendete guardare il film.
Film in streaming in HD: https://www.playsuisse.ch/detail/806781?locale=it
Playsuisse è una sorta di Netflix gratuito dello stato svizzero su cui si possono guardare gratuitamente film, serie e documentari.
Dovete solo create un account ed è fatta.
Io non ho più l'account Netflix e adesso uso questo.
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 00:17**
Il film ricostruisce la tragedia, in particolare dal punto di vista del controllore di volo svizzero responsabile del traffico aereo nell'area in cui l'incidente è avvenuto e di un uomo russo che perse l'intera famiglia (i due figli piccoli e la moglie) nel disastro aereo.
Un bel film dal mio punto di vista, ve lo consiglio!
Dopo il trailer vi metto un piccolo spoiler: non leggetelo se intendete guardare il film.
SPOILER!!! Alla fine del film il russo uccide il controllore di volo a coltellate. Non è fiction: le cose sono andate effettivamente così nella realtà. Nel rapporto finale la colpa non è stata data al controllore di volo ma alla società per cui lavorava, quindi si è aggiunto un innocente alla lista dei morti.
Film in streaming in HD: https://www.playsuisse.ch/detail/806781?locale=it

Playsuisse è una sorta di Netflix gratuito dello stato svizzero su cui si possono guardare gratuitamente film, serie e documentari.
Dovete solo create un account ed è fatta.
Io non ho più l'account Netflix e adesso uso questo.
**Modificato dall'autore il 05.03.2024 00:17**
Musica
Scritto da: Mattia
> Per complessi motivi neurologici, la bellezza percepita di una melodia aumenta con la ripetizione. Ovvero, quando senti una melodia per l'n-esima volta, è più piacevole rispetto a quando la senti per la prima volta.
>
> Un altro modo per dire fondamentalmente la stessa cosa è che più la melodia viene interiorizzata, più risuona nella nostra testa mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane, e più ci ossessioniamo.
> La riesposizione ripetuta alla stessa melodia aumenta la memoria e con essa il risuonare della melodia nella nostra testa.
>
>
> Capire il perché è un compito dei neurologi, ma se avete mai avuto il piacere di parlare con dei compositori, vi diranno che empiricamente è così: se ti viene chiesto di comporre un pezzo che diventa immediatamente popolare, un pezzo che deve raggiungere rapidamente il pubblico di massa dando gratificazione immediata, allora devi fare fondamentalmente quello che ha fatto James Horner (uno dei miei compositori contemporanei preferiti) quando gli è stato dato l'obbiettivo di scrivere un pezzo per promuovere il film "Titanic".
>
>
>
>
> Analizziamone la struttura.
>
> Nei primi 10 secondi (tra 00:00 e 00:10) viene esposto un frammento melodico.
>
> Tutto quello che sentite da 00:10 fino alla fine non è nient'altro che una ripetizione dello stesso frammento melodico, a volte nella stessa identica forma iniziale, a volte in forma leggermente variata.
>
> In pratica, dato un frammento melodico X, la maggior parte delle canzoni con finalità ultracommerciali, destinate al pubblico di massa, sono scritte in questa maniera:
>
> X - X - X - X - X -X -X - X....
>
>
> Dove X è una ripetizione integrale o una variazione di uno stesso frammento melodico.
>
>
> Ebbene, come si riallaccia questo con quanto spiegato all'inizio di questo post?
>
> Molto semplice: al PRIMO ascolto di questa canzone sei già stato esposto a un numero di ripetizioni pari a: lunghezza in secondi del brano/lunghezza in secondi del frammento melodico = 280s/10s = 28 ripetizioni.
>
>
> Ovvero, in un arco di tempo breve (280 secondi) sei già stato esposto a 28 ripetizioni sequenziali della stessa melodia, praticamente una mitragliatrice.
>
> Quindi, una volta arrivato alla fine del primo ascolto, o anche solo a metà, ti sei già innamorato della melodia.
>
> È chiaro?
>
>
>
> Ora, perché la musica classica tende a non riuscire a reggere il confronto con le canzonette pop?
>
> Semplicemente perché la musica classica non ê scritta nella forma
>
> X - X - X - X - X -X -X - X....
>
>
> bensì nella cosiddetta forma-sonata, che nella sua forma canonica è una cosa del genere:
>
>
> T1 - T2 - T3 - T4 - T1- T2 - T3 - T4 - Sviluppo - T1 -T2 - T3 - T4 - Sviluppo finale (coda)
>
> dove
>
> T1 = tema 1
>
> T2 = tema 2
>
> T3 = tema 3
>
> T4 = tema 4
>
>
>
> Questo cosa significa? Che alla fine del primo ascolto, hai sentito ogni TEMA solo tre volte e per un breve periodo. Inoltre le ripetizioni di uno stesso tema sono staccate: non è una ripetizione mitragliata come nelle canzonette pop.
>
> Facciamo un esempio pratico con questo movimento di una sinfonia composta dal Mozart 15enne.
>
> 00:00 - 00:26 Tema 1
>
> 00:27 - 00:56 Tema 2
>
> 00:57 - 01: 14 Tema 3
>
> 01:15 - 01:36 Tema 4
>
> 01:37- 03:10 ripetizione della stessa identica sequenza
>
>
> 03:11-03:42 Sviluppo
>
> 03:43 fino alla fine ripetizione della sequenza
>
>
>
>
>
>
> Il Mozart del primo periodo è ancora abbastanza accessibile, perché sono movimenti corti e quindi i cicli sono rapidi, ma andando verso il periodo romantico i movimenti si allungano fino a raggiungere i 10-15 minuti, con il risultato che il ciclo T1-T2-T3-T4 è più lungo e soprattutto è più lunga anche la sezione di sviluppo.
>
> La massima complessità viene raggiunta con Mahler: sinfonie di 90 minuti con movimenti mastodontici senza ripetizione alcuna.
>
>
>
> Quindi, morale della favola? Il numero di ascolti che è richiesto per arrivare a innamorarsi di un pezzo di musica classica è superiore rispetto al numero di ascolti necessario per arrivare ad apprezzare una canzonetta pop.
>
> Perché? Semplicemente perché ci si mette di più a interiorizzare i temi di un pezzo di musica classica, dal momento che non vengono mitragliati a ripetizione.
>
> Il problema quindi è che dopo il primo ascolto ti resta poco o niente del pezzo. Se uno ti chiedesse "dimmi cosa hai appena ascoltato", non riusciresti a fischiettarglielo... magari solo una piccola parte.
> Questo non ti invoglia ad andare a riascoltarlo.
>
>
> Ora, torniamo alla canzonetta che il grande James Horner ha scritto per il Titanic.
>
>
>
>
> Vi è chiaro perché, sebbene avesse già scritto parecchia musica per la colonna sonora, ha scritto anche quest'ultimo pezzo che non viene neppure usato nella colonna sonora?
>
> Voglio dire, il tema che è usato per costruire l'intera melodia della canzone lo troviamo anche qui (in "Ocean of Memories"), perché quindi non ha sparato questo pezzo su MTV?
>
>
>
> Semplicemente perché questo pezzo è scritto sostanzialmente nella maniera Mahler: senza ripetizioni.
> Il tema della canzone si sente solo due volte in tutto il pezzo: la prima volta tra 04:46 e 05:21, la seconda volta a 06:51 per il climax finale.
>
>
>
> Capite perché questo pezzo non andava bene per scopi di marketing?
>
> Veniamo al dunque.
> Wakko continua a martellare con sta enorme minchiata che le canzonette di cui va ingordo sono migliori dei pezzi di musica classica solo perché gli restano immediatamente in testa.
> Questo non dice assolutamente niente sulla qualità della musica. Dice solo che Wakko è un ascoltatore pigro che o gli dai il lecca-lecca musicale che gli dà una gratificazione istantanea, oppure declassa il tuo pezzo a "musica di merda" solo perché non riesce a interiorizzarlo al primo ascolto.
>
> Cioè, siccome lui non ha voglia di ascoltarsi e riascoltarsi i pezzi dei grandi compositori classici fintanto che non comincia a interiorizzare almeno dei passaggi, allora facevano musica spazzatura.
>
> Il livello è questo!
>
>
> Io scommetto tutto quello che volete che James Horner considerava "Ocean of Memories" come una cosa artisticamente più elevata rispetto a "My Heart Will Go On", ma se gli aveste chiesto quale pezzo è migliore per fini manipolativi, vi avrebbe certamente risposto: "My Heart Will Go On".
>
> Quella che fa Wakko non è nient'altro che mettere la musica di consumo al di sopra dell'Arte Musicale.
Dimenticavo un altro aspetto importante: la cantabilità dei temi.
Poiché gran parte della musica classica è scritta per gli strumenti e non per la voce umana, non sempre i temi sono cantabili.
Ora, il problema è che noi riusciamo a immaginare, e quindi tenere a mente, solo le melodie che riusciamo a riprodurre con la nostra voce.
Questo significa che i pezzi di musica classica che non hanno temi cantabili non riusciamo a interiorizzarli.
Ecco perché gli artisti come Richard Clayderman o Paul De Seneville che compongono pop strumentale si assicurano di scrivere melodie cantabili anche se sono destinate a essere suonate dagli strumenti.
Vedi ad esempio "Mariage d'Amour".
I compositori classici, a differenza loro, non si impongono generalmente questo vincolo e nessuno ritiene che debbano farlo. Se scrivi un pezzo per il piano, devi assicurarti semplicemente che un pianista riesca a suonare la melodia, non che un umano qualsiasi riesca a cantarla.
C'è poi infine la questione dei contrappunti, cioè la sovrapposizione di diverse melodie, una tecnica che viene molto usata nella musica classica.
Se un tema è costituito da un contrappunto tra due o più melodie cantabili, tu riesci a riprodurre con la voce solo una di queste, ma non tutte insieme, di conseguenza è impossibile per te cantare il tema o fischiettarlo sotto la doccia.
Riassumendo, se da un lato hai un genere musicale (ad esempio la musica pop) in cui gli artisti scrivono pezzi di 3-4 minuti nella forma
X - X - X - X - X - X ....
dove X è un frammento melodico cantabile oppure una sua variazione
e dall'altro hai un genere musicale (la musica classica) in cui gli artisti scrivono movimenti di 10 minuti nella forma-sonata
T1 - T2 - T3 - T4 - T1 - T2 - T3 - T4 - Sviluppo - T1 - T2 - T3 - T4 - Sviluppo finale (coda)
dove T1, T2, T3 e T4 sono quattro differenti temi che possono essere cantabili o non cantabili, composti da una sola melodie o da più melodie, e che vengono ripetuti solo tre volte in tutto il brano e per un tempo breve, è ovvio che il secondo genere è molto meno accessibile del primo, per il semplice fatto che è molto più difficile interiorizzare i pezzi, ma affermare che sia spazzatura solo perché te non hai voglia di spendere il tempo e gli sforzi necessari per riuscire a immergerti nel genere imparando ad apprezzare musica complicata, perché tu concepisci la musica solo come banali motivetti che puoi fischiettare sotto la doccia, è una cosa idiota.
È un po' come dire che un libro di fisica a fumetti per bambini è migliore di un libro di fisica universitario solo perché il primo è molto più facile da seguire e interiorizzare.
In conclusione, se uno mi dice "guarda, io rispetto l'arte elevata dei compositori classici, ma non ho grandi interessi per la musica e non ho voglia di stare a sbattermi, quindi preferisco qualcuno che mi dà un semplice motivetto da fischiettare sotto la doccia", io lo rispetto: ognuno ha i suoi interessi, non possiamo pretendere che tutti quanti siano degli sfegatati della musica.
D'altra parte, invece, se uno insulta un'arte nobile solo perché non la comprende e non ha nessuna voglia di spenderci il tempo necessario per comprenderla, allora non merita rispetto.
Questo è quanto!
**Modificato dall'autore il 04.03.2024 12:28**
> Per complessi motivi neurologici, la bellezza percepita di una melodia aumenta con la ripetizione. Ovvero, quando senti una melodia per l'n-esima volta, è più piacevole rispetto a quando la senti per la prima volta.
>
> Un altro modo per dire fondamentalmente la stessa cosa è che più la melodia viene interiorizzata, più risuona nella nostra testa mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane, e più ci ossessioniamo.
> La riesposizione ripetuta alla stessa melodia aumenta la memoria e con essa il risuonare della melodia nella nostra testa.
>
>
> Capire il perché è un compito dei neurologi, ma se avete mai avuto il piacere di parlare con dei compositori, vi diranno che empiricamente è così: se ti viene chiesto di comporre un pezzo che diventa immediatamente popolare, un pezzo che deve raggiungere rapidamente il pubblico di massa dando gratificazione immediata, allora devi fare fondamentalmente quello che ha fatto James Horner (uno dei miei compositori contemporanei preferiti) quando gli è stato dato l'obbiettivo di scrivere un pezzo per promuovere il film "Titanic".
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> Analizziamone la struttura.
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> Nei primi 10 secondi (tra 00:00 e 00:10) viene esposto un frammento melodico.
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> Tutto quello che sentite da 00:10 fino alla fine non è nient'altro che una ripetizione dello stesso frammento melodico, a volte nella stessa identica forma iniziale, a volte in forma leggermente variata.
>
> In pratica, dato un frammento melodico X, la maggior parte delle canzoni con finalità ultracommerciali, destinate al pubblico di massa, sono scritte in questa maniera:
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> X - X - X - X - X -X -X - X....
>
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> Dove X è una ripetizione integrale o una variazione di uno stesso frammento melodico.
>
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> Ebbene, come si riallaccia questo con quanto spiegato all'inizio di questo post?
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> Molto semplice: al PRIMO ascolto di questa canzone sei già stato esposto a un numero di ripetizioni pari a: lunghezza in secondi del brano/lunghezza in secondi del frammento melodico = 280s/10s = 28 ripetizioni.
>
>
> Ovvero, in un arco di tempo breve (280 secondi) sei già stato esposto a 28 ripetizioni sequenziali della stessa melodia, praticamente una mitragliatrice.
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> Quindi, una volta arrivato alla fine del primo ascolto, o anche solo a metà, ti sei già innamorato della melodia.
>
> È chiaro?
>
>
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> Ora, perché la musica classica tende a non riuscire a reggere il confronto con le canzonette pop?
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> Semplicemente perché la musica classica non ê scritta nella forma
>
> X - X - X - X - X -X -X - X....
>
>
> bensì nella cosiddetta forma-sonata, che nella sua forma canonica è una cosa del genere:
>
>
> T1 - T2 - T3 - T4 - T1- T2 - T3 - T4 - Sviluppo - T1 -T2 - T3 - T4 - Sviluppo finale (coda)
>
> dove
>
> T1 = tema 1
>
> T2 = tema 2
>
> T3 = tema 3
>
> T4 = tema 4
>
>
>
> Questo cosa significa? Che alla fine del primo ascolto, hai sentito ogni TEMA solo tre volte e per un breve periodo. Inoltre le ripetizioni di uno stesso tema sono staccate: non è una ripetizione mitragliata come nelle canzonette pop.
>
> Facciamo un esempio pratico con questo movimento di una sinfonia composta dal Mozart 15enne.
>
> 00:00 - 00:26 Tema 1
>
> 00:27 - 00:56 Tema 2
>
> 00:57 - 01: 14 Tema 3
>
> 01:15 - 01:36 Tema 4
>
> 01:37- 03:10 ripetizione della stessa identica sequenza
>
>
> 03:11-03:42 Sviluppo
>
> 03:43 fino alla fine ripetizione della sequenza
>
>
>
>
>
>
> Il Mozart del primo periodo è ancora abbastanza accessibile, perché sono movimenti corti e quindi i cicli sono rapidi, ma andando verso il periodo romantico i movimenti si allungano fino a raggiungere i 10-15 minuti, con il risultato che il ciclo T1-T2-T3-T4 è più lungo e soprattutto è più lunga anche la sezione di sviluppo.
>
> La massima complessità viene raggiunta con Mahler: sinfonie di 90 minuti con movimenti mastodontici senza ripetizione alcuna.
>
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>
> Quindi, morale della favola? Il numero di ascolti che è richiesto per arrivare a innamorarsi di un pezzo di musica classica è superiore rispetto al numero di ascolti necessario per arrivare ad apprezzare una canzonetta pop.
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> Perché? Semplicemente perché ci si mette di più a interiorizzare i temi di un pezzo di musica classica, dal momento che non vengono mitragliati a ripetizione.
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> Il problema quindi è che dopo il primo ascolto ti resta poco o niente del pezzo. Se uno ti chiedesse "dimmi cosa hai appena ascoltato", non riusciresti a fischiettarglielo... magari solo una piccola parte.
> Questo non ti invoglia ad andare a riascoltarlo.
>
>
> Ora, torniamo alla canzonetta che il grande James Horner ha scritto per il Titanic.
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>
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> Vi è chiaro perché, sebbene avesse già scritto parecchia musica per la colonna sonora, ha scritto anche quest'ultimo pezzo che non viene neppure usato nella colonna sonora?
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> Voglio dire, il tema che è usato per costruire l'intera melodia della canzone lo troviamo anche qui (in "Ocean of Memories"), perché quindi non ha sparato questo pezzo su MTV?
>
>
>
> Semplicemente perché questo pezzo è scritto sostanzialmente nella maniera Mahler: senza ripetizioni.
> Il tema della canzone si sente solo due volte in tutto il pezzo: la prima volta tra 04:46 e 05:21, la seconda volta a 06:51 per il climax finale.
>
>
>
> Capite perché questo pezzo non andava bene per scopi di marketing?
>
> Veniamo al dunque.
> Wakko continua a martellare con sta enorme minchiata che le canzonette di cui va ingordo sono migliori dei pezzi di musica classica solo perché gli restano immediatamente in testa.
> Questo non dice assolutamente niente sulla qualità della musica. Dice solo che Wakko è un ascoltatore pigro che o gli dai il lecca-lecca musicale che gli dà una gratificazione istantanea, oppure declassa il tuo pezzo a "musica di merda" solo perché non riesce a interiorizzarlo al primo ascolto.
>
> Cioè, siccome lui non ha voglia di ascoltarsi e riascoltarsi i pezzi dei grandi compositori classici fintanto che non comincia a interiorizzare almeno dei passaggi, allora facevano musica spazzatura.
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> Il livello è questo!
>
>
> Io scommetto tutto quello che volete che James Horner considerava "Ocean of Memories" come una cosa artisticamente più elevata rispetto a "My Heart Will Go On", ma se gli aveste chiesto quale pezzo è migliore per fini manipolativi, vi avrebbe certamente risposto: "My Heart Will Go On".
>
> Quella che fa Wakko non è nient'altro che mettere la musica di consumo al di sopra dell'Arte Musicale.
Dimenticavo un altro aspetto importante: la cantabilità dei temi.
Poiché gran parte della musica classica è scritta per gli strumenti e non per la voce umana, non sempre i temi sono cantabili.
Ora, il problema è che noi riusciamo a immaginare, e quindi tenere a mente, solo le melodie che riusciamo a riprodurre con la nostra voce.
Questo significa che i pezzi di musica classica che non hanno temi cantabili non riusciamo a interiorizzarli.
Ecco perché gli artisti come Richard Clayderman o Paul De Seneville che compongono pop strumentale si assicurano di scrivere melodie cantabili anche se sono destinate a essere suonate dagli strumenti.
Vedi ad esempio "Mariage d'Amour".
I compositori classici, a differenza loro, non si impongono generalmente questo vincolo e nessuno ritiene che debbano farlo. Se scrivi un pezzo per il piano, devi assicurarti semplicemente che un pianista riesca a suonare la melodia, non che un umano qualsiasi riesca a cantarla.
C'è poi infine la questione dei contrappunti, cioè la sovrapposizione di diverse melodie, una tecnica che viene molto usata nella musica classica.
Se un tema è costituito da un contrappunto tra due o più melodie cantabili, tu riesci a riprodurre con la voce solo una di queste, ma non tutte insieme, di conseguenza è impossibile per te cantare il tema o fischiettarlo sotto la doccia.
Riassumendo, se da un lato hai un genere musicale (ad esempio la musica pop) in cui gli artisti scrivono pezzi di 3-4 minuti nella forma
X - X - X - X - X - X ....
dove X è un frammento melodico cantabile oppure una sua variazione
e dall'altro hai un genere musicale (la musica classica) in cui gli artisti scrivono movimenti di 10 minuti nella forma-sonata
T1 - T2 - T3 - T4 - T1 - T2 - T3 - T4 - Sviluppo - T1 - T2 - T3 - T4 - Sviluppo finale (coda)
dove T1, T2, T3 e T4 sono quattro differenti temi che possono essere cantabili o non cantabili, composti da una sola melodie o da più melodie, e che vengono ripetuti solo tre volte in tutto il brano e per un tempo breve, è ovvio che il secondo genere è molto meno accessibile del primo, per il semplice fatto che è molto più difficile interiorizzare i pezzi, ma affermare che sia spazzatura solo perché te non hai voglia di spendere il tempo e gli sforzi necessari per riuscire a immergerti nel genere imparando ad apprezzare musica complicata, perché tu concepisci la musica solo come banali motivetti che puoi fischiettare sotto la doccia, è una cosa idiota.
È un po' come dire che un libro di fisica a fumetti per bambini è migliore di un libro di fisica universitario solo perché il primo è molto più facile da seguire e interiorizzare.
In conclusione, se uno mi dice "guarda, io rispetto l'arte elevata dei compositori classici, ma non ho grandi interessi per la musica e non ho voglia di stare a sbattermi, quindi preferisco qualcuno che mi dà un semplice motivetto da fischiettare sotto la doccia", io lo rispetto: ognuno ha i suoi interessi, non possiamo pretendere che tutti quanti siano degli sfegatati della musica.
D'altra parte, invece, se uno insulta un'arte nobile solo perché non la comprende e non ha nessuna voglia di spenderci il tempo necessario per comprenderla, allora non merita rispetto.
Questo è quanto!
**Modificato dall'autore il 04.03.2024 12:28**