Cinema
Prima metà del 900. Un bambino di nome Homer cresce in un orfanatrofio e non viene mai adottato.
Una volta cresciuto, il Dr. Larch, medico dell'orfanatrofio, lo istruisce alla medicina così che egli lavori come suo assistente, ma lui, a un certo punto, con la grande delusione del dottore, decide di abbandonare la struttura per iniziare una nuova vita e trova lavoro in una casa come raccoglitore di mele e produttore di sidro.
Buon voto in IMDB: 7.4 su 10. Nominato per diversi premi oscar nel 2000, tra cui "Miglior film". Consigliato!
In questo film, a impersonare un bambino dell'orfanatrofio, c'è Kieran Culkin, fratello del bambino nel mio avatar. Chissà come hanno fatto a entrare entrambi a Hollywood? Si vede che erano dei frocetti raccomandati!
Trailer
Film in streaming in HD: https://casacinema.media/gratis/1657-guarda-le-reg...
**Modificato dall'autore il 06.12.2023 23:53**
Una volta cresciuto, il Dr. Larch, medico dell'orfanatrofio, lo istruisce alla medicina così che egli lavori come suo assistente, ma lui, a un certo punto, con la grande delusione del dottore, decide di abbandonare la struttura per iniziare una nuova vita e trova lavoro in una casa come raccoglitore di mele e produttore di sidro.
Buon voto in IMDB: 7.4 su 10. Nominato per diversi premi oscar nel 2000, tra cui "Miglior film". Consigliato!
In questo film, a impersonare un bambino dell'orfanatrofio, c'è Kieran Culkin, fratello del bambino nel mio avatar. Chissà come hanno fatto a entrare entrambi a Hollywood? Si vede che erano dei frocetti raccomandati!
Trailer
Film in streaming in HD: https://casacinema.media/gratis/1657-guarda-le-reg...

**Modificato dall'autore il 06.12.2023 23:53**
Il coraggio degli asiatici
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Cinesi salvano Gatto Selvaggio da sicuro annegamento, altro che musulmani!
Musica
Scritto da: Mattia
> Qui sotto trovate il Quartetto per archi no. 15, composto da Mozart nel 1783, all'età di 27 anni.
>
> Ricordatevi sempre quello che vi ho detto: Mozart + chiave minore = bomba.
>
> Questo è il secondo dei quartetti che Mozart ha dedicato a Haydn
.
>
> Mozart - K. 421 - String Quartet No. 15 in D minor (1783):
> 00:00 I. Allegro moderato
> 12:08 II. Andante
> 19:32 III. Menuetto. Allegretto
> 23:22 IV. Allegretto ma non troppo
>
>
Haydn si sarà fatto una sega, specialmente con l'ultimo movimento. Probabilmente uno dei migliori pezzi di Mozart!
> Qui sotto trovate il Quartetto per archi no. 15, composto da Mozart nel 1783, all'età di 27 anni.
>
> Ricordatevi sempre quello che vi ho detto: Mozart + chiave minore = bomba.
>
> Questo è il secondo dei quartetti che Mozart ha dedicato a Haydn
.>
> Mozart - K. 421 - String Quartet No. 15 in D minor (1783):
> 00:00 I. Allegro moderato
> 12:08 II. Andante
> 19:32 III. Menuetto. Allegretto
> 23:22 IV. Allegretto ma non troppo
>
>
Haydn si sarà fatto una sega, specialmente con l'ultimo movimento. Probabilmente uno dei migliori pezzi di Mozart!
Musica
Qui sotto trovate il Quartetto per archi no. 15, composto da Mozart nel 1783, all'età di 27 anni.
Ricordatevi sempre quello che vi ho detto: Mozart + chiave minore = bomba.
Questo è il secondo dei quartetti che Mozart ha dedicato a Haydn
.
Mozart - K. 421 - String Quartet No. 15 in D minor (1783):
00:00 I. Allegro moderato
12:08 II. Andante
19:32 III. Menuetto. Allegretto
23:22 IV. Allegretto ma non troppo
Ricordatevi sempre quello che vi ho detto: Mozart + chiave minore = bomba.
Questo è il secondo dei quartetti che Mozart ha dedicato a Haydn
.Mozart - K. 421 - String Quartet No. 15 in D minor (1783):
00:00 I. Allegro moderato
12:08 II. Andante
19:32 III. Menuetto. Allegretto
23:22 IV. Allegretto ma non troppo
Filosofia
Narel Jarvi di TP è un esempio.
Saltare fuori con affermazioni di filosofi del 1700 per discutere di questioni che sono analizzabili con il metodo scientifico e per le quali è stata prodotta ricerca scientifica.
Se uno non capisce quali sono gli ambiti della filosofia e quali sono gli ambiti della scienza combina degli enormi pasticci.
Essenzialmente:
- Dimostrabile/falsificabile = ambito della scienza
- Argomentabile con la logica, ma non dimostrabile/falsificabile = ambito della filosofia
In pratica sto qua dice che i sassi hanno una coscienza perché l'ha detto un filosofo/matematico del 1700. Questo significa ignorare le più recenti scoperte riguardo alla coscienza fatte attraverso la scienza, grazie alla quale abbiamo la dimostrazione lampante che la coscienza non è nient'altro che il nostro cervello e che quindi no cervello = no coscienza.
La discussione è venuta fuori perché dicevo che prima dello sviluppo del cervello il feto non può essere logicamente cosciente e che quindi non si può paragonare un'interruzione di gravidanza a un infanticidio.
https://forum.termometropolitico.it/856271-morale-...
**Modificato dall'autore il 05.12.2023 16:44**
Saltare fuori con affermazioni di filosofi del 1700 per discutere di questioni che sono analizzabili con il metodo scientifico e per le quali è stata prodotta ricerca scientifica.
Se uno non capisce quali sono gli ambiti della filosofia e quali sono gli ambiti della scienza combina degli enormi pasticci.
Essenzialmente:
- Dimostrabile/falsificabile = ambito della scienza
- Argomentabile con la logica, ma non dimostrabile/falsificabile = ambito della filosofia
In pratica sto qua dice che i sassi hanno una coscienza perché l'ha detto un filosofo/matematico del 1700. Questo significa ignorare le più recenti scoperte riguardo alla coscienza fatte attraverso la scienza, grazie alla quale abbiamo la dimostrazione lampante che la coscienza non è nient'altro che il nostro cervello e che quindi no cervello = no coscienza.
La discussione è venuta fuori perché dicevo che prima dello sviluppo del cervello il feto non può essere logicamente cosciente e che quindi non si può paragonare un'interruzione di gravidanza a un infanticidio.
https://forum.termometropolitico.it/856271-morale-...

**Modificato dall'autore il 05.12.2023 16:44**
Musica
Oggi ci prendiamo una pausa da Mozart, Mendelssohn e Beethoven in favore di Brahms.
Molti apprezzano di lui le sinfonie, il concerto per violino e i concerti per piano, ma gli intenditori sanno che Brahms è stato prima di tutto uno dei migliori compositori di musica da camera.
La sua produzione in questo genere è molto vasta e di altissima qualità, qualità melodica compresa.
Qui sotto il suo Trio con Piano No. 3 in do minore, che ha composto nel 1886, all'età di 53 anni.
Brahms - Op. 101 - Piano Trio No. 3 in C minor (1886):
Allegro energico 00:11
Presto non assai 07:55
Andante grazioso 11:19
Allegro molto 15:31
**Modificato dall'autore il 03.12.2023 18:14**
Molti apprezzano di lui le sinfonie, il concerto per violino e i concerti per piano, ma gli intenditori sanno che Brahms è stato prima di tutto uno dei migliori compositori di musica da camera.
La sua produzione in questo genere è molto vasta e di altissima qualità, qualità melodica compresa.
Qui sotto il suo Trio con Piano No. 3 in do minore, che ha composto nel 1886, all'età di 53 anni.
Brahms - Op. 101 - Piano Trio No. 3 in C minor (1886):
Allegro energico 00:11
Presto non assai 07:55
Andante grazioso 11:19
Allegro molto 15:31
**Modificato dall'autore il 03.12.2023 18:14**
Dio Porco
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Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
Musica
Vi sparo nel culo la colonna sonora di Le ceneri di Angela.
La musica è stata composta da John Williams.


Il video qui sotto, che contiene una selezione delle parti migliori della suite, è strutturato come segue:
00:00 Theme from "Angela's Ashes" [tema principale]
06:17 Angels Never Cough
08:49 Angela's Prayer
13:39 Delivering Telegrams
15:31 Watching the Eclipse [ripresa finale del tema principale]
18:32 Back to America [climax finale]
Mi piacciono in particolare Angels Never Cough e Back to America.
Purtroppo nel video non potevo mettere gli screenshot di quei culetti morbidi.
**Modificato dall'autore il 03.12.2023 18:01**
La musica è stata composta da John Williams.
Il video qui sotto, che contiene una selezione delle parti migliori della suite, è strutturato come segue:
00:00 Theme from "Angela's Ashes" [tema principale]
06:17 Angels Never Cough
08:49 Angela's Prayer
13:39 Delivering Telegrams
15:31 Watching the Eclipse [ripresa finale del tema principale]
18:32 Back to America [climax finale]
Mi piacciono in particolare Angels Never Cough e Back to America.
Purtroppo nel video non potevo mettere gli screenshot di quei culetti morbidi.

**Modificato dall'autore il 03.12.2023 18:01**
Scritto da:
> Riavvolgiamo il nastro
Riavvolgendo il nastro però ci si perde lo sviluppo.
Hai capito quello che voglio dire?
Te la faccio più semplice.
Poniamo, per ipotesi, che in Italia si venga a creare un gruppo di persone che si inventano una loro lingua (diversa da quella italiana o dal dialetto locale), una loro religione o credo laico (diversi da quelli della maggioranza), una loro cucina (diversa da quella italiana), ecc ecc...
Se qualcuno andasse al governo e cominciasse a creare leggi repressive contro questo gruppo, non la troveresti una cosa liberticida?
Non sarebbe corretto affermare che il governo vuole reprimere il dissenso?
Ora, a parte il fatto che non è vero che tutti gli stranieri sono dissenzienti (perché una gran parte di loro si adeguano alla cultura locale maggioritaria e questo è vero soprattutto per i loro figli che nascono e crescono in Italia), se uno straniero mantiene la sua identità è l'equivalente di un dissenziente.
Con questo non è che io pensi di convincerti ad accettare la presenza di stranieri (raramente le persone cambiano idee in discussioni sui forum), ma sto cercando di farti capire perché sono i partiti e i politici con idee liberticide e non liberali/libertari a sostenere idee contro l'immigrazione.
Semplicemente perché c'è un collegamento tra idee liberticide e anti-immigrazione, visto che anche le idee anti-immigrazione sono motivate dalla volontà di reprimere il dissenso.
In parole più povere, c'è una coerenza nel reprimere una comunità dissenziente come quella LGBT e reprimere comunità etniche dissenzienti, così come c'è una coerenza nel non fare entrambe le cose.
Questo dovrebbe rispondere alla tua domanda iniziale, riguardo al perché i partiti e i politici con idee liberali non ti offrono quello che cerchi e ti devi rivolgere ai neofascisti.
> io vivo in un paese che in cui in parte mi identifico, in parte no. Gli aspetti con cui non mi identifico corrispondono in genere a fenomeni che hanno trasformato quel paese da cos'era in qualcosa di diverso. Perché dovrei far entrare altra gente che spinge per trasformazioni dello stesso tipo? Perché dovrei trovarlo etico?
>
> Il Piemonte tradizionale che a me piace ed è stato rovinato dalla modernizzazione (lo stesso vale per il Giappone tradizionale e un mucchio di altri posti: prima della guerra qualsiasi tipo di paesaggio era più bello), gli immigrati lasciano l'Africa tradizionale agognando una società moderna. Perché dovrei veder positivamente chi vuole un luogo antitetica a quel che voglio io?
Lo scenario che descrivi mi pare un po' strano, onestamente.
Non è che un africano venga qui perché gli piace questo.


Bensì perché gli piace questo.








Se tutte queste cose gliele metti dentro qui gli va bene uguale.


Anzi, probabilmente è pure più contento, perché chi è che preferisce i palazzi di Scampia a questo?
Quindi, francamente la tua idea che gli africani siano contrari a quello che vorresti te mi sembra un po' strana, a meno che tu non voglia eliminare medicine/acqua potabile/elettricità/gabinetti.
A meno che la tua idea non sia che la speculazione edilizia che porta a costruire palazzoni orrendi come quelli di Scampia fa arrivare gli immigrati così da riempire i palazzi e costruirne di nuovi (e gli africani giocano un ruolo passivo e inconsapevole nell'alimentare business simili), ma in questo caso dovresti lottare contro la speculazione edilizia, contro quella parte dell'economia che deve continuare a costruire per guadagnare, colpendo la radice del problema.
Non c'è niente di male nel dire "qui non si costruisce (più)". Nessun liberale serio direbbe che simili leggi siano liberticide, perché quello che viene fatto del suolo pubblico è una questione pubblica, non privata.
Detto tutto questo, se fosse vero che gli africani ti remano contro potrei capire la tua strategia. Quello che dici tu è: "La politica è come gli scacchi e devo fare mosse vincenti... devo anche essere disposto a tirare dei colpi bassi!".
Io questo lo posso capire: infatti io sono stato bannato da termometropolitico perché ho scritto che Pannella diceva che non bisogna vincere ma convincere, mentre io penso che bisogna VINCERE e che per vincere tutto è lecito, anche mettere della droga sotto il cuscino di Salvini per poi farlo arrestare per spaccio.
Il problema è che, a più riprese, hai demonizzato la sinistra sostenendo che giocasse sporco. Del tipo: "Quel maledetti tirano dei colpi bassi a Trump!".
Bhe, se fondamentalmente tu sdogani il giocare a scacchi per vincere a tutti i costi, devi accettare che lo facciano anche i liberali, non dire che siamo cattivi se mettiamo in atto strategie per disfarci di Trump e simili.
> Io ci sono già, loro no: mi avvalgo del diritto di chi viene prima.
Il principio etico per cui il vecchio avrebbe la precedenza sul nuovo l'hai tirato fuori diverse volte in discussioni diverse, ma la sua logica non mi convince. Sembra più una roba che ti sei inventato per vincere le discussioni, perché dal momento che te praticamente in ogni cosa tendi a preferire il vecchio rispetto al nuovo, è comodo sostenere che il vecchio sia impregnato di santità.
Altrimenti uno potrebbe buttarla sul "È solo questione di gusti e i tuoi gusti non sono migliori dei miei", ma con quel principio etico pensi di mettere via l'interlocutore dicendo: "I miei gusti non saranno migliori dei tuoi, ma quello che piace me è venuto prima e quindi non si può toccare".
Il motivo per cui la logica di questo principio etico non mi convince è che in realtà la cosa logica sarebbe che quando arriva una cosa nuova che è migliore di quella vecchia, quella nuova dovrebbe gradualmente sostituire quella vecchia. Tipo le lampadine che sostituiscono le lampade a petrolio.
Quindi il principio più logico sarebbe se mai che per ogni cosa bisogna sempre adottare la migliore opzione disponibile al momento.
Naturalmente quello che pensi te è che molte cose nuove non siano migliori di quelle vecchie e su questo ti posso anche dare ragione, ma dire che il vecchio non può essere sostituito dal nuovo equivale ad arrestare ANCHE l'evoluzione verso il meglio.
Un esempio tra i tanti che mi vengono è questo: la società basata sul cattolicesimo viene pian piano sostituita da una società che se ne frega sempre di più di quelle cose là.
Il cattolico di turno ti dirà che stai distruggendo secoli di tradizione, ma è giusto così dal mio punto di vista: le religioni non fanno bene alla società. Quindi ben venga se l'ateismo distrugge secoli di tradizione cattolica, sostituendola.
> L'ugualitarismo liberale è criminale.
Di nuovo, non si tratta di convincerti del fatto che l'egualitarismo sia giusto, ma di farti capire perché non esiste liberalismo/libertarismo senza egualitarismo.
Se non c'è uguaglianza formale significa che ci sono gruppi di persone che vengono trattati diversamente da altri e questa differenza può comportare delle differenze in termini di diritti.
Il liberalismo storicamente è nato per combattere i privilegi dell'aristocrazia e affermare il principio per cui tutti gli uomini nascono uguali e con gli stessi diritti.
Come puoi pretendere quindi che il liberalismo butti via le sue radici? È ovvio che le forze politiche che propongono discriminazioni tra gruppi di umani siano illiberali!
Detto in altre parole: se ci sono gruppi privilegiati allora significa che ci sono gruppi che godono di meno libertà, ma il liberalismo sostiene la massima libertà possibile per ogni individuo.
**Modificato dall'autore il 03.12.2023 17:42**
> Riavvolgiamo il nastro
Riavvolgendo il nastro però ci si perde lo sviluppo.
Hai capito quello che voglio dire?
Te la faccio più semplice.
Poniamo, per ipotesi, che in Italia si venga a creare un gruppo di persone che si inventano una loro lingua (diversa da quella italiana o dal dialetto locale), una loro religione o credo laico (diversi da quelli della maggioranza), una loro cucina (diversa da quella italiana), ecc ecc...
Se qualcuno andasse al governo e cominciasse a creare leggi repressive contro questo gruppo, non la troveresti una cosa liberticida?
Non sarebbe corretto affermare che il governo vuole reprimere il dissenso?
Ora, a parte il fatto che non è vero che tutti gli stranieri sono dissenzienti (perché una gran parte di loro si adeguano alla cultura locale maggioritaria e questo è vero soprattutto per i loro figli che nascono e crescono in Italia), se uno straniero mantiene la sua identità è l'equivalente di un dissenziente.
Con questo non è che io pensi di convincerti ad accettare la presenza di stranieri (raramente le persone cambiano idee in discussioni sui forum), ma sto cercando di farti capire perché sono i partiti e i politici con idee liberticide e non liberali/libertari a sostenere idee contro l'immigrazione.
Semplicemente perché c'è un collegamento tra idee liberticide e anti-immigrazione, visto che anche le idee anti-immigrazione sono motivate dalla volontà di reprimere il dissenso.
In parole più povere, c'è una coerenza nel reprimere una comunità dissenziente come quella LGBT e reprimere comunità etniche dissenzienti, così come c'è una coerenza nel non fare entrambe le cose.
Questo dovrebbe rispondere alla tua domanda iniziale, riguardo al perché i partiti e i politici con idee liberali non ti offrono quello che cerchi e ti devi rivolgere ai neofascisti.
> io vivo in un paese che in cui in parte mi identifico, in parte no. Gli aspetti con cui non mi identifico corrispondono in genere a fenomeni che hanno trasformato quel paese da cos'era in qualcosa di diverso. Perché dovrei far entrare altra gente che spinge per trasformazioni dello stesso tipo? Perché dovrei trovarlo etico?
>
> Il Piemonte tradizionale che a me piace ed è stato rovinato dalla modernizzazione (lo stesso vale per il Giappone tradizionale e un mucchio di altri posti: prima della guerra qualsiasi tipo di paesaggio era più bello), gli immigrati lasciano l'Africa tradizionale agognando una società moderna. Perché dovrei veder positivamente chi vuole un luogo antitetica a quel che voglio io?
Lo scenario che descrivi mi pare un po' strano, onestamente.
Non è che un africano venga qui perché gli piace questo.

Bensì perché gli piace questo.



Se tutte queste cose gliele metti dentro qui gli va bene uguale.

Anzi, probabilmente è pure più contento, perché chi è che preferisce i palazzi di Scampia a questo?
Quindi, francamente la tua idea che gli africani siano contrari a quello che vorresti te mi sembra un po' strana, a meno che tu non voglia eliminare medicine/acqua potabile/elettricità/gabinetti.
A meno che la tua idea non sia che la speculazione edilizia che porta a costruire palazzoni orrendi come quelli di Scampia fa arrivare gli immigrati così da riempire i palazzi e costruirne di nuovi (e gli africani giocano un ruolo passivo e inconsapevole nell'alimentare business simili), ma in questo caso dovresti lottare contro la speculazione edilizia, contro quella parte dell'economia che deve continuare a costruire per guadagnare, colpendo la radice del problema.
Non c'è niente di male nel dire "qui non si costruisce (più)". Nessun liberale serio direbbe che simili leggi siano liberticide, perché quello che viene fatto del suolo pubblico è una questione pubblica, non privata.
Detto tutto questo, se fosse vero che gli africani ti remano contro potrei capire la tua strategia. Quello che dici tu è: "La politica è come gli scacchi e devo fare mosse vincenti... devo anche essere disposto a tirare dei colpi bassi!".
Io questo lo posso capire: infatti io sono stato bannato da termometropolitico perché ho scritto che Pannella diceva che non bisogna vincere ma convincere, mentre io penso che bisogna VINCERE e che per vincere tutto è lecito, anche mettere della droga sotto il cuscino di Salvini per poi farlo arrestare per spaccio.
Il problema è che, a più riprese, hai demonizzato la sinistra sostenendo che giocasse sporco. Del tipo: "Quel maledetti tirano dei colpi bassi a Trump!".
Bhe, se fondamentalmente tu sdogani il giocare a scacchi per vincere a tutti i costi, devi accettare che lo facciano anche i liberali, non dire che siamo cattivi se mettiamo in atto strategie per disfarci di Trump e simili.
> Io ci sono già, loro no: mi avvalgo del diritto di chi viene prima.
Il principio etico per cui il vecchio avrebbe la precedenza sul nuovo l'hai tirato fuori diverse volte in discussioni diverse, ma la sua logica non mi convince. Sembra più una roba che ti sei inventato per vincere le discussioni, perché dal momento che te praticamente in ogni cosa tendi a preferire il vecchio rispetto al nuovo, è comodo sostenere che il vecchio sia impregnato di santità.
Altrimenti uno potrebbe buttarla sul "È solo questione di gusti e i tuoi gusti non sono migliori dei miei", ma con quel principio etico pensi di mettere via l'interlocutore dicendo: "I miei gusti non saranno migliori dei tuoi, ma quello che piace me è venuto prima e quindi non si può toccare".
Il motivo per cui la logica di questo principio etico non mi convince è che in realtà la cosa logica sarebbe che quando arriva una cosa nuova che è migliore di quella vecchia, quella nuova dovrebbe gradualmente sostituire quella vecchia. Tipo le lampadine che sostituiscono le lampade a petrolio.
Quindi il principio più logico sarebbe se mai che per ogni cosa bisogna sempre adottare la migliore opzione disponibile al momento.
Naturalmente quello che pensi te è che molte cose nuove non siano migliori di quelle vecchie e su questo ti posso anche dare ragione, ma dire che il vecchio non può essere sostituito dal nuovo equivale ad arrestare ANCHE l'evoluzione verso il meglio.
Un esempio tra i tanti che mi vengono è questo: la società basata sul cattolicesimo viene pian piano sostituita da una società che se ne frega sempre di più di quelle cose là.
Il cattolico di turno ti dirà che stai distruggendo secoli di tradizione, ma è giusto così dal mio punto di vista: le religioni non fanno bene alla società. Quindi ben venga se l'ateismo distrugge secoli di tradizione cattolica, sostituendola.
> L'ugualitarismo liberale è criminale.
Di nuovo, non si tratta di convincerti del fatto che l'egualitarismo sia giusto, ma di farti capire perché non esiste liberalismo/libertarismo senza egualitarismo.
Se non c'è uguaglianza formale significa che ci sono gruppi di persone che vengono trattati diversamente da altri e questa differenza può comportare delle differenze in termini di diritti.
Il liberalismo storicamente è nato per combattere i privilegi dell'aristocrazia e affermare il principio per cui tutti gli uomini nascono uguali e con gli stessi diritti.
Come puoi pretendere quindi che il liberalismo butti via le sue radici? È ovvio che le forze politiche che propongono discriminazioni tra gruppi di umani siano illiberali!
Detto in altre parole: se ci sono gruppi privilegiati allora significa che ci sono gruppi che godono di meno libertà, ma il liberalismo sostiene la massima libertà possibile per ogni individuo.
**Modificato dall'autore il 03.12.2023 17:42**
Scritto da:
> > È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?
>
> No, perché lo hai deformato a tuo uso personale.
>
> Fuori di casa mia c'è un mondo di cui molte cose possono anche non piacermi, ma è fatto in gran parte di gente sotto vari aspetti simili a me
Non ho deformato un bel niente. Tu semplicemente hai un bias che ti porta a credere che la tua intolleranza per gli stranieri o per altri elementi del mondo esterno sia illuminata e che conti di più di altri tipi di intolleranze.
Ti ho spiegato in maniera logica che uno straniero è l'equivalente di un dissidente e non è chiaro perché la tua intolleranza per questo tipo di dissidente è superiore a quella degli altri per altri tipi di dissidenti.
Tu pensi di essere l'unico che quando esce di casa trova un mondo che non gradisce.
Anche io non lo gradisco, ma per motivi diversi dai tuoi.
Se io ad esempio vado al bar non me ne frega niente se la birra mi viene servita da un barista bianco o da un barista nero, ma se mi mettono su canzoni di merda tipo "Cenere" di Lazza nel bar non ci torno più.
Io ho smesso di uscire alla sera in centro città, perché in giro è pieno di gruppetti di 16-18enni che mi stanno sul cazzo al punto tale da farmi star male.
La musica che mettono su in giro, specialmente in certi locali in certe fasce orarie, idem.
Smettendo di uscire alla sera in città, ho perso gran parte della mia vita sociale, i miei amici li vedo molto meno.
Mi passa sempre di più la voglia anche di andare al mare con i miei amici, perché alla sera mi trascinano sempre in locali di merda pieni di 18enni e musica di merda. Quindi di giorno mi godo la spiaggia e il mare, ma di sera è una tortura.
Devo mettere le due cose sul piatto della bilancia per capire se mi convenga andare al mare con loro oppure no.
Tu pensi di essere l'unico che ha problemi esistenziali, l'unico a cui non piace il mondo là fuori. Perciò pensi: "Cosa vuoi che sia? Facciamo due leggine per gatto e siamo apposto... tutte le altre libertà restano!".
Non è così, perché se ogni persona che prova intolleranza per uno o più elementi del mondo là fuori deve essere accontentata, viene vietato/rimosso tutto quanto.
Guarda le cose dalla mia prospettiva: che cosa ci sarebbe di irrazionale da parte mia nel desiderare una legge che fissa il coprifuoco alle 22:00 per i minorenni e che dice che bar/ristoranti hanno solo due opzioni: o non mettono su musica, o mettono musica classica?
Bhe, in realtà ci sarebbe molto di irrazionale, tipo buttare nel cesso gli ultimi 200 anni di storia (ovvero, l'illuminismo), ma se pensassi solo ad assecondare il mio istinto sarebbe esattamente quello che dovrei fare, così potrei andare in vacanza al mare con gli amici sapendo che non finirò in mezzo ad ambientacci.
Quindi io adesso alla sera sto sempre a casa, al massimo faccia una passeggiata sotto casa da solo (io abito in "campagna", non in centro città) perché dentro casa mia è tutto perfetto, come lo voglio io.
Se fai crollare l'illuminismo è possibile che anche il tuo mondo perfetto nei tuoi spazi personali si dissolva. Può darsi che a essere rimosso dalla società sia proprio tu.
Com'era quella frase famosa?
"Prima presero i neri ed ero contento perché i neri non mi piacevano. Poi presero gli ebrei e di nuovo fui contento. Poi presero i comunisti e dissi 'ben fatto!'. Poi presero me."
**Modificato dall'autore il 02.12.2023 12:02**
> > È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?
>
> No, perché lo hai deformato a tuo uso personale.
>
> Fuori di casa mia c'è un mondo di cui molte cose possono anche non piacermi, ma è fatto in gran parte di gente sotto vari aspetti simili a me
Non ho deformato un bel niente. Tu semplicemente hai un bias che ti porta a credere che la tua intolleranza per gli stranieri o per altri elementi del mondo esterno sia illuminata e che conti di più di altri tipi di intolleranze.
Ti ho spiegato in maniera logica che uno straniero è l'equivalente di un dissidente e non è chiaro perché la tua intolleranza per questo tipo di dissidente è superiore a quella degli altri per altri tipi di dissidenti.
Tu pensi di essere l'unico che quando esce di casa trova un mondo che non gradisce.
Anche io non lo gradisco, ma per motivi diversi dai tuoi.
Se io ad esempio vado al bar non me ne frega niente se la birra mi viene servita da un barista bianco o da un barista nero, ma se mi mettono su canzoni di merda tipo "Cenere" di Lazza nel bar non ci torno più.
Io ho smesso di uscire alla sera in centro città, perché in giro è pieno di gruppetti di 16-18enni che mi stanno sul cazzo al punto tale da farmi star male.
La musica che mettono su in giro, specialmente in certi locali in certe fasce orarie, idem.
Smettendo di uscire alla sera in città, ho perso gran parte della mia vita sociale, i miei amici li vedo molto meno.
Mi passa sempre di più la voglia anche di andare al mare con i miei amici, perché alla sera mi trascinano sempre in locali di merda pieni di 18enni e musica di merda. Quindi di giorno mi godo la spiaggia e il mare, ma di sera è una tortura.
Devo mettere le due cose sul piatto della bilancia per capire se mi convenga andare al mare con loro oppure no.
Tu pensi di essere l'unico che ha problemi esistenziali, l'unico a cui non piace il mondo là fuori. Perciò pensi: "Cosa vuoi che sia? Facciamo due leggine per gatto e siamo apposto... tutte le altre libertà restano!".
Non è così, perché se ogni persona che prova intolleranza per uno o più elementi del mondo là fuori deve essere accontentata, viene vietato/rimosso tutto quanto.
Guarda le cose dalla mia prospettiva: che cosa ci sarebbe di irrazionale da parte mia nel desiderare una legge che fissa il coprifuoco alle 22:00 per i minorenni e che dice che bar/ristoranti hanno solo due opzioni: o non mettono su musica, o mettono musica classica?
Bhe, in realtà ci sarebbe molto di irrazionale, tipo buttare nel cesso gli ultimi 200 anni di storia (ovvero, l'illuminismo), ma se pensassi solo ad assecondare il mio istinto sarebbe esattamente quello che dovrei fare, così potrei andare in vacanza al mare con gli amici sapendo che non finirò in mezzo ad ambientacci.
Quindi io adesso alla sera sto sempre a casa, al massimo faccia una passeggiata sotto casa da solo (io abito in "campagna", non in centro città) perché dentro casa mia è tutto perfetto, come lo voglio io.
Se fai crollare l'illuminismo è possibile che anche il tuo mondo perfetto nei tuoi spazi personali si dissolva. Può darsi che a essere rimosso dalla società sia proprio tu.
Com'era quella frase famosa?
"Prima presero i neri ed ero contento perché i neri non mi piacevano. Poi presero gli ebrei e di nuovo fui contento. Poi presero i comunisti e dissi 'ben fatto!'. Poi presero me."
**Modificato dall'autore il 02.12.2023 12:02**
NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da:
> Casa mia non è solo uel che sta dentro le pareti, ma anche fuori.
Dunque, vediamo un po' le conseguenze logiche di questa teoria...
Se a uno stanno sul cazzo le persone con i capelli rossi può legittimamente scegliere di non farle entrare in casa sua.
Se casa tua continua fuori, allora puoi rimuovere le persone coi capelli rossi dalla circolazione perché non le sopporti.
È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?
> Quindi tutto il discorso che fai qui sopra e lì sotto cade, trane se mai una questione: in base a quale principio ritengo prevalenti i miei interessi di autoctono su quelli degli immigrati?
> In base al principio di preesistenza: noi siamo qui da prima!
Vediamo un po'...
In casa mia c'è solo musica classica.
Hai detto che casa mia continua anche fuori da casa mia, quindi io voglio che ci sia musica classica anche fuori.
Però fuori mettono musica trap.
Quindi cosa fare? Vieto la musica trap e obbligo tutti i bar e ristoranti a mettere musica classica per legge.
In base a quale principio etico? Oltre al fatto che casa mia continua fuori da casa mia, come già detto, in base al principio di preesistenza: la musica classica esiste da prima della musica trap.
> In tutto questo discorso tu, e moti altri, mostrate una notevole cecità ad argomenti pratici solo perché contrastano con principi aprioristicamente adottati.
Hai detto che ti piace l'etica e non il paraculismo. Bene, questa è etica. Analizzare le cose con la logica.
Gli argomenti pratici sono l'utilitarismo che dici di rigettare.
**Modificato dall'autore il 01.12.2023 21:19**
> Casa mia non è solo uel che sta dentro le pareti, ma anche fuori.
Dunque, vediamo un po' le conseguenze logiche di questa teoria...
Se a uno stanno sul cazzo le persone con i capelli rossi può legittimamente scegliere di non farle entrare in casa sua.
Se casa tua continua fuori, allora puoi rimuovere le persone coi capelli rossi dalla circolazione perché non le sopporti.
È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?
> Quindi tutto il discorso che fai qui sopra e lì sotto cade, trane se mai una questione: in base a quale principio ritengo prevalenti i miei interessi di autoctono su quelli degli immigrati?
> In base al principio di preesistenza: noi siamo qui da prima!
Vediamo un po'...
In casa mia c'è solo musica classica.
Hai detto che casa mia continua anche fuori da casa mia, quindi io voglio che ci sia musica classica anche fuori.
Però fuori mettono musica trap.
Quindi cosa fare? Vieto la musica trap e obbligo tutti i bar e ristoranti a mettere musica classica per legge.
In base a quale principio etico? Oltre al fatto che casa mia continua fuori da casa mia, come già detto, in base al principio di preesistenza: la musica classica esiste da prima della musica trap.
> In tutto questo discorso tu, e moti altri, mostrate una notevole cecità ad argomenti pratici solo perché contrastano con principi aprioristicamente adottati.
Hai detto che ti piace l'etica e non il paraculismo. Bene, questa è etica. Analizzare le cose con la logica.
Gli argomenti pratici sono l'utilitarismo che dici di rigettare.
**Modificato dall'autore il 01.12.2023 21:19**
Scritto da: Wakko Warner
> La mia risposta a "cosa crea l'etica e la morale" ce l'hai... qual'è la tua?
Per farla breve: in una società avanzata come la nostra è tendenzialmente la filosofia che crea l'etica. La società moderna è fondamentalmente l'applicazione dell'illuminismo, che comprende al suo interno il liberalismo ma non solo. Anche la convinzione generalizzata che la società debba essere guidata dalla scienza e dalla logica, non da testi sacri (riducendo quindi la fede a una cosa privata da tenere in casa propria), è un concetto illuminista.
Una società tribale invece è tendenzialmente guidata dall'istinto, dalla pancia. Dalla convinzione che dare libero sfogo alle proprie pulsioni sia la cosa giusta.
È chiaro che non si può banalizzare l'illuminismo sostenendo che si tratti di una cosa di pancia. Ci sono dietro intellettuali che hanno prodotto testi riflessivi, ragionati e articolati.
Naturalmente io sono assolutamente favorevole a una società guidata dai libri, dalla cultura alta, perché questo è il presupposto per una società civile.
In parole più povere, colui che si occupa seriamente di etica pensa a come creare una società avanzata dove il benessere degli individui può prosperare. Un terreno fertile da cui possono sorgere degli alberi solidi.
Sostengo che gli illuministi ci abbiano in gran parte azzeccato, perché dalla fine del 700 fino ad arrivare a oggi c'è stato un progresso del benessere superiore ai migliaia di anni di storia precedenti.
Non è un sistema perfetto il nostro, però è quello che ha funzionato meglio fino a ora. Se avessimo continuato a seguire gli "istinti di pancia" dubito che saremmo arrivati dove siamo ora.
Fatta questa lunga premessa, rispondo a quello che ha scritto gatto e che più in generale è stato sostenuto in questa discussione.
> La libertà di fare, non quella di non subire. L'immigrazione di massa è nociva e stanziarsi in un paese, nel momento in cui diventa un fenomeno di massa, è una violenza contro gli autoctoni.
Uno dei principi dell'illuminismo, e più specificatamente del liberalismo, è che il dissenso non deve essere represso.
In parte perché tutti noi (o buona parte di noi) sono dissenzienti in qualcosa, quindi la repressione del dissenso porta inevitabilmente alla cancellazione/repressione della nostra identità individuale.
Io ad esempio sono pedone e questo è il mio modo di essere dissenziente.
Mia madre è vegetariana e soprattutto quando lei era piccola essere vegetariani significava essere dissenzienti.
Mia zia è mancina, quindi è dissenziente. Da piccola a scuola le legavano la mano sinistra dietro alla sedia per impedirle di usare la sua mano naturale.
Già solo guardando dentro la famiglia c'è un bel po' di dissenso, quindi suppongo che ci sia anche nelle altre famiglie.
Diciamo quindi che nel non voler reprimere il dissenso c'è anche un po' di paraculismo: il pensare alle conseguenze negative per noi stessi.
Non finisce qui però.
L'altra parte della storia, e questo è un ragionamento più sociale, è che visto che non esistono verità assolute, come possiamo noi stabilire quale delle tante verità devono essere imposte dall'alto, cancellando tutte le altre?
Tutti i tipi di dissenzienti (vegetariani, pedoni, mancini, omosessuali,...) ci permettono di guardare la cosa da un'angolazione diversa e poter osservare realtà concorrenti fa parte dell'evoluzione sociale (e questo spiega anche il valore della concorrenza in economia, con aziende diverse che possono offrire prodotti diversi).
Arriviamo al dunque.
Anche uno straniero è un dissenziente. Può essere che sia dissenziente per caratteristiche morfologiche e alcune persone potrebbero dare un gran peso a questo, ma forse quello che a molti preoccupa di più sono altri tipi di dissenso: il fatto che parli una lingua diversa dalla nostra, mangi cose diverse dalle nostre, crede in religioni diverse dalle nostre, ecc ecc...
Il volersi sbarazzare dello straniero è fondamentalmente repressione del dissenso.
Ora, quello che dici te, ovvero che noi subiamo l'esistenza degli altri, è una cosa vera, ma è la logica che usava Ordine per sostenere la legittimità della repressione di ogni forma di dissenso.
In pratica Ordine diceva: "I liberali dicono 'a te cosa ti importa se due uomini stanno insieme o se uno si fuma una canna?'. Bhe, mi importa, perché in questa società di froci e drogati ci devo vivere pure io!".
Cosa c'è di diverso tra quello che diceva Ordine e quello che dici te? Se il tuo discorso è razionale allora lo è anche il suo: "Mi stanno sulle palle i froci e quindi li elimino".
Gli illuministi/liberali sono perfettamente consapevoli del fatto che a qualcuno potrebbe dare fastidio l'esistenza di qualcosa che esiste nella società, ma ritengono che non si debba assecondare/tollerare gli intolleranti, perché se i capricci di ogni tipo di intollerante venissero soddisfatti ci ritroveremmo in uno stato come la Corea del Nord.
Karl Popper ha articolato bene il concetto dicendo che una società tollerante, paradossalmente, non può tollerare/assecondare gli intolleranti.
Sappi che anche la tua esistenza probabilmente infastidisce o ha infastidito qualcuno!
Per farla molto breve, la logica illuminista/liberale è che dentro casa tua puoi crearti il tuo mondo perfetto: le pareti pitturate come vuoi tu (di rosa), i mobili posizionati come vuoi tu, musica rigorosamente classica e mica quella merda che sparano in giro, ecc ecc...
Poi però esci di casa, vai alla posta e le pareti lì sono pitturate di bianco e non di rosa
"DIO CANE CHE SCHIFO STE PARETI!
"
Vai al bar e ti mettono su musica trap
"DIO CANE CHE SCHIFO STA MUSICA!
"
A casa tua sul tuo computer vedi solo gnocche da paura, per strada vedi ste cose qui...


"DIO MA CHE SCHIFO STA DONNA!
"
Eh si, tra tutte le cose che non ti piacciono potrebbe esserci anche qualcuno che parla una lingua strana, o con la pelle strana.
Torni a casa e dici: "Phewwww.... finalmente! Qui è tutto perfetto!"
Se si diffondesse l'idea che reprimere il dissenso è lecito lo stato ti entrerebbe in casa, ti pitturerebbe le pareti di bianco, ti spaccherebbe i CD di Mozart, ti toglierebbe il porno con le gnocche da paura, ti sposterebbe i mobili, ecc ecc..."
O magari no, perché magari il dittatore che è al potere al momento supporta i mozartiani con le pareti rosa e il porno nel pc, ma quando arriverà il prossimo golpe e il nuovo dittatore riterrà lecito usare contro i mozartiani con le pareti rosa lo stesso tipo di trattamento che loro hanno usato quando erano al governo, la festa potrebbe finire rapidamente.
Tu vuoi cancellare lo straniero che ti infastidisce. Una volta che hai fatto crollare quel sistema che protegge i diritti dei dissenzienti, quando ci vorrà prima che vada al potere qualcuno che prova fastidio per te e che vuole cancellare te e non lo straniero?
È per questo che gli illuministi/liberali non solo ignorano, ma addirittura ridicolizzano, coloro che piagnucolano sul fatto che le cose per strada non sono come loro vorrebbero che fossero.
Non è che a loro piaccia tutto, anche loro si devono turare il naso quando escono di casa, ma non lo dicono a voce alta.
Ignorano e ridicolizzano quelli che si lamentano a voce alta (e che non riescono semplicemente a turarsi il naso) perché capiscono che promuovere la dignità dei piagnucoloni è PERICOLOSISSIMO.
Insomma, per concludere con parole molto brevi, le imperfezioni che noi tutti vediamo nel mondo esterno sono il prezzo da pagare per avere i nostri spazi privati in cui anche noi possiamo esistere.
Se fai cadere il sistema può succedere che anche quel luogo perfetto in cui ti rifugi, da te controllato, cessi di esistere.
Potrebbe non piacerti quello che ti sto per dire, ma pazienza: se per te è così insopportabile vedere stranieri per strada rinchiuditi in casa. Lì di stranieri non ce ne sono.
Prima che tu mi dica che non è una cosa proponibile, sappi che anche io provo repulsione per buona parte della società e quindi la evito. Cioè, ho iniziato un po' di tempo fa ad evitare quei luoghi in cui fiorisce quel tipo di società che non mi piace e mi sento davvero bene e in pace con me stesso solo in casa mia.
**Modificato dall'autore il 01.12.2023 17:49**
> La mia risposta a "cosa crea l'etica e la morale" ce l'hai... qual'è la tua?
Per farla breve: in una società avanzata come la nostra è tendenzialmente la filosofia che crea l'etica. La società moderna è fondamentalmente l'applicazione dell'illuminismo, che comprende al suo interno il liberalismo ma non solo. Anche la convinzione generalizzata che la società debba essere guidata dalla scienza e dalla logica, non da testi sacri (riducendo quindi la fede a una cosa privata da tenere in casa propria), è un concetto illuminista.
Una società tribale invece è tendenzialmente guidata dall'istinto, dalla pancia. Dalla convinzione che dare libero sfogo alle proprie pulsioni sia la cosa giusta.
È chiaro che non si può banalizzare l'illuminismo sostenendo che si tratti di una cosa di pancia. Ci sono dietro intellettuali che hanno prodotto testi riflessivi, ragionati e articolati.
Naturalmente io sono assolutamente favorevole a una società guidata dai libri, dalla cultura alta, perché questo è il presupposto per una società civile.
In parole più povere, colui che si occupa seriamente di etica pensa a come creare una società avanzata dove il benessere degli individui può prosperare. Un terreno fertile da cui possono sorgere degli alberi solidi.
Sostengo che gli illuministi ci abbiano in gran parte azzeccato, perché dalla fine del 700 fino ad arrivare a oggi c'è stato un progresso del benessere superiore ai migliaia di anni di storia precedenti.
Non è un sistema perfetto il nostro, però è quello che ha funzionato meglio fino a ora. Se avessimo continuato a seguire gli "istinti di pancia" dubito che saremmo arrivati dove siamo ora.
Fatta questa lunga premessa, rispondo a quello che ha scritto gatto e che più in generale è stato sostenuto in questa discussione.
> La libertà di fare, non quella di non subire. L'immigrazione di massa è nociva e stanziarsi in un paese, nel momento in cui diventa un fenomeno di massa, è una violenza contro gli autoctoni.
Uno dei principi dell'illuminismo, e più specificatamente del liberalismo, è che il dissenso non deve essere represso.
In parte perché tutti noi (o buona parte di noi) sono dissenzienti in qualcosa, quindi la repressione del dissenso porta inevitabilmente alla cancellazione/repressione della nostra identità individuale.
Io ad esempio sono pedone e questo è il mio modo di essere dissenziente.
Mia madre è vegetariana e soprattutto quando lei era piccola essere vegetariani significava essere dissenzienti.
Mia zia è mancina, quindi è dissenziente. Da piccola a scuola le legavano la mano sinistra dietro alla sedia per impedirle di usare la sua mano naturale.
Già solo guardando dentro la famiglia c'è un bel po' di dissenso, quindi suppongo che ci sia anche nelle altre famiglie.
Diciamo quindi che nel non voler reprimere il dissenso c'è anche un po' di paraculismo: il pensare alle conseguenze negative per noi stessi.
Non finisce qui però.
L'altra parte della storia, e questo è un ragionamento più sociale, è che visto che non esistono verità assolute, come possiamo noi stabilire quale delle tante verità devono essere imposte dall'alto, cancellando tutte le altre?
Tutti i tipi di dissenzienti (vegetariani, pedoni, mancini, omosessuali,...) ci permettono di guardare la cosa da un'angolazione diversa e poter osservare realtà concorrenti fa parte dell'evoluzione sociale (e questo spiega anche il valore della concorrenza in economia, con aziende diverse che possono offrire prodotti diversi).
Arriviamo al dunque.
Anche uno straniero è un dissenziente. Può essere che sia dissenziente per caratteristiche morfologiche e alcune persone potrebbero dare un gran peso a questo, ma forse quello che a molti preoccupa di più sono altri tipi di dissenso: il fatto che parli una lingua diversa dalla nostra, mangi cose diverse dalle nostre, crede in religioni diverse dalle nostre, ecc ecc...
Il volersi sbarazzare dello straniero è fondamentalmente repressione del dissenso.
Ora, quello che dici te, ovvero che noi subiamo l'esistenza degli altri, è una cosa vera, ma è la logica che usava Ordine per sostenere la legittimità della repressione di ogni forma di dissenso.
In pratica Ordine diceva: "I liberali dicono 'a te cosa ti importa se due uomini stanno insieme o se uno si fuma una canna?'. Bhe, mi importa, perché in questa società di froci e drogati ci devo vivere pure io!".
Cosa c'è di diverso tra quello che diceva Ordine e quello che dici te? Se il tuo discorso è razionale allora lo è anche il suo: "Mi stanno sulle palle i froci e quindi li elimino".
Gli illuministi/liberali sono perfettamente consapevoli del fatto che a qualcuno potrebbe dare fastidio l'esistenza di qualcosa che esiste nella società, ma ritengono che non si debba assecondare/tollerare gli intolleranti, perché se i capricci di ogni tipo di intollerante venissero soddisfatti ci ritroveremmo in uno stato come la Corea del Nord.
Karl Popper ha articolato bene il concetto dicendo che una società tollerante, paradossalmente, non può tollerare/assecondare gli intolleranti.
Sappi che anche la tua esistenza probabilmente infastidisce o ha infastidito qualcuno!
Per farla molto breve, la logica illuminista/liberale è che dentro casa tua puoi crearti il tuo mondo perfetto: le pareti pitturate come vuoi tu (di rosa), i mobili posizionati come vuoi tu, musica rigorosamente classica e mica quella merda che sparano in giro, ecc ecc...
Poi però esci di casa, vai alla posta e le pareti lì sono pitturate di bianco e non di rosa
"DIO CANE CHE SCHIFO STE PARETI!
"Vai al bar e ti mettono su musica trap
"DIO CANE CHE SCHIFO STA MUSICA!
"A casa tua sul tuo computer vedi solo gnocche da paura, per strada vedi ste cose qui...

"DIO MA CHE SCHIFO STA DONNA!
"Eh si, tra tutte le cose che non ti piacciono potrebbe esserci anche qualcuno che parla una lingua strana, o con la pelle strana.
Torni a casa e dici: "Phewwww.... finalmente! Qui è tutto perfetto!"
Se si diffondesse l'idea che reprimere il dissenso è lecito lo stato ti entrerebbe in casa, ti pitturerebbe le pareti di bianco, ti spaccherebbe i CD di Mozart, ti toglierebbe il porno con le gnocche da paura, ti sposterebbe i mobili, ecc ecc..."
O magari no, perché magari il dittatore che è al potere al momento supporta i mozartiani con le pareti rosa e il porno nel pc, ma quando arriverà il prossimo golpe e il nuovo dittatore riterrà lecito usare contro i mozartiani con le pareti rosa lo stesso tipo di trattamento che loro hanno usato quando erano al governo, la festa potrebbe finire rapidamente.
Tu vuoi cancellare lo straniero che ti infastidisce. Una volta che hai fatto crollare quel sistema che protegge i diritti dei dissenzienti, quando ci vorrà prima che vada al potere qualcuno che prova fastidio per te e che vuole cancellare te e non lo straniero?
È per questo che gli illuministi/liberali non solo ignorano, ma addirittura ridicolizzano, coloro che piagnucolano sul fatto che le cose per strada non sono come loro vorrebbero che fossero.
Non è che a loro piaccia tutto, anche loro si devono turare il naso quando escono di casa, ma non lo dicono a voce alta.
Ignorano e ridicolizzano quelli che si lamentano a voce alta (e che non riescono semplicemente a turarsi il naso) perché capiscono che promuovere la dignità dei piagnucoloni è PERICOLOSISSIMO.
Insomma, per concludere con parole molto brevi, le imperfezioni che noi tutti vediamo nel mondo esterno sono il prezzo da pagare per avere i nostri spazi privati in cui anche noi possiamo esistere.
Se fai cadere il sistema può succedere che anche quel luogo perfetto in cui ti rifugi, da te controllato, cessi di esistere.
Potrebbe non piacerti quello che ti sto per dire, ma pazienza: se per te è così insopportabile vedere stranieri per strada rinchiuditi in casa. Lì di stranieri non ce ne sono.

Prima che tu mi dica che non è una cosa proponibile, sappi che anche io provo repulsione per buona parte della società e quindi la evito. Cioè, ho iniziato un po' di tempo fa ad evitare quei luoghi in cui fiorisce quel tipo di società che non mi piace e mi sento davvero bene e in pace con me stesso solo in casa mia.
**Modificato dall'autore il 01.12.2023 17:49**
Musica
Scritto da: Mattia
> Nel 1797, all'età di 26 anni, Beethoven scrive due brevi sonate per piano (Op. 49).
>
> Nel video qui sotto trovate la prima delle due.
>
>
> La melodia del primo movimento è molto ispirata.
>
> Beethoven - Op. 49 No. 1 - Piano sonata No. 19 in G minor (1797):
> 00:00 I. Andante
> 05:14 II. Rondo. Allegro
>
>
>
> Ho generato tutte le immagini del video con l'AI (copilot).
Come promesso, vi posto oggi anche la seconda sonata dell'opus 49.
Beethoven - Op. 49 No. 2 - Piano Sonata No. 20 in G major (1796):
I. Allegro ma non troppo (00:00)
II. Tempo di Minuetto (04:47)
> Nel 1797, all'età di 26 anni, Beethoven scrive due brevi sonate per piano (Op. 49).
>
> Nel video qui sotto trovate la prima delle due.
>
>
> La melodia del primo movimento è molto ispirata.
>
> Beethoven - Op. 49 No. 1 - Piano sonata No. 19 in G minor (1797):
> 00:00 I. Andante
> 05:14 II. Rondo. Allegro
>
>
>
> Ho generato tutte le immagini del video con l'AI (copilot).
Come promesso, vi posto oggi anche la seconda sonata dell'opus 49.
Beethoven - Op. 49 No. 2 - Piano Sonata No. 20 in G major (1796):
I. Allegro ma non troppo (00:00)
II. Tempo di Minuetto (04:47)
Musica
È opinione di molti che tra le nuovi generazioni la popolarità della musica classica stia calando, ma sarà vero?
Credo che ci sia un forte fraintendimento nell'interpretazione dei dati.
Non è che l'interesse per la musica classica sia calato tra le nuove generazioni: è che la natura di questo interesse è cambiata.
La versione corta è che ci sono meno fan di Mozart e Beethoven e più fan di John Williams nelle nuove generazioni.
La versione lunga è quella che segue.
Nel mondo della musica classica molti sembrano non accorgersi di come la struttura della società sia cambiata.
Se nel passato la musica classica concertistica aveva la stessa importanza sociale della musica classica legata alla narrativa (l'opera), per cui un sinfonista come Beethoven è tanto famoso quanto un compositore di opere come Verdi (anzi, di più), nella musica classica contemporanea la musica concertistica è scarsamente rilevante e ha molto più impatto sulla società la musica classica composta per film e videogiochi (la musica narrativa).
Infatti, provate a chiedere a una persona come Wakko, a cui non interessa la musica classica, se conosce Arvo Pärt (una star della musica classica contemporanea concertistica). Probabilmente vi dirà di no.


Se invece gli chiedete: "Conosci John Williams?" (compositore di musica classica che è diventato una star delle colonne sonore) sicuramente vi dirà di si.


Ora, so che ci sono qua e là nel mondo delle orchestre che suonano la musica di John Williams, o più in generale la musica di film e videogiochi, ma ho guardato i programmi dell'orchestra ticinese e non c'è traccia di John Williams e colonne sonore.
Questo è un grave errore! Se fossi io a programmare i concerti, farei serate in cui viene suonata ad esempio la musica di Star Wars e del Signore dei Fringuelli insieme a una o due sinfonie di Mozart, in maniera tale che da un lato si venga a creare un'offerta per il legittimo interesse che molti hanno per la musica di John Williams, di Star Wars o qualsiasi altro film/videogioco, dall'altro perché tra queste persone qualcuna potrebbe entrare in contatto con musica che conosceva scarsamente e imparare ad apprezzarla.
Il mondo della musica classica necessita di menti giovani e aperte che cambino le cose: questo è l'unico modo di rilanciare la musica classica tra le nuove generazioni!
**Modificato dall'autore il 30.11.2023 18:00**
Credo che ci sia un forte fraintendimento nell'interpretazione dei dati.
Non è che l'interesse per la musica classica sia calato tra le nuove generazioni: è che la natura di questo interesse è cambiata.
La versione corta è che ci sono meno fan di Mozart e Beethoven e più fan di John Williams nelle nuove generazioni.
La versione lunga è quella che segue.
Nel mondo della musica classica molti sembrano non accorgersi di come la struttura della società sia cambiata.
Se nel passato la musica classica concertistica aveva la stessa importanza sociale della musica classica legata alla narrativa (l'opera), per cui un sinfonista come Beethoven è tanto famoso quanto un compositore di opere come Verdi (anzi, di più), nella musica classica contemporanea la musica concertistica è scarsamente rilevante e ha molto più impatto sulla società la musica classica composta per film e videogiochi (la musica narrativa).
Infatti, provate a chiedere a una persona come Wakko, a cui non interessa la musica classica, se conosce Arvo Pärt (una star della musica classica contemporanea concertistica). Probabilmente vi dirà di no.
Se invece gli chiedete: "Conosci John Williams?" (compositore di musica classica che è diventato una star delle colonne sonore) sicuramente vi dirà di si.
Ora, so che ci sono qua e là nel mondo delle orchestre che suonano la musica di John Williams, o più in generale la musica di film e videogiochi, ma ho guardato i programmi dell'orchestra ticinese e non c'è traccia di John Williams e colonne sonore.
Questo è un grave errore! Se fossi io a programmare i concerti, farei serate in cui viene suonata ad esempio la musica di Star Wars e del Signore dei Fringuelli insieme a una o due sinfonie di Mozart, in maniera tale che da un lato si venga a creare un'offerta per il legittimo interesse che molti hanno per la musica di John Williams, di Star Wars o qualsiasi altro film/videogioco, dall'altro perché tra queste persone qualcuna potrebbe entrare in contatto con musica che conosceva scarsamente e imparare ad apprezzarla.
Il mondo della musica classica necessita di menti giovani e aperte che cambino le cose: questo è l'unico modo di rilanciare la musica classica tra le nuove generazioni!
**Modificato dall'autore il 30.11.2023 18:00**
MA checcazzo ne so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da: Wakko Warner
> Teorie che però non sono nate dal nulla, sono giustificate dalla nostra paura che qualcuno faccia qualcosa di spiacevole a noi stessi. I neuroni specchio fanno il resto.
Bhe, tu continui a insistere sul fatto che tutti ragionano sull'etica in maniera utilitarista. Questo può essere vero per te, ma non è che puoi generalizzarlo a tutte le persone.
In generale, i discorsi del tipo "tutte le persone sono come me e ragionano come non hanno senso".
Ribadisco la necessita di separare etica da utilitarismo, perché per me l'etica consiste nel mettersi intorno a un tavolo a ragionare razionalmente e logicamente sulla giustizia.
È una cosa diversa dal paraculismo, perché se uno si occupa seriamente di etica può anche giungere alla conclusione che quello che lui ha sempre fatto è sbagliato.
> Poi possiamo raccontarci tutte le storielle che vogliamo per sembrare dei santi ispirati da alti principi provenienti direttamente da dio
No, uno che si occupa seriamente di etica non pensa di essere illuminato da Dio.
È un po' come un critico d'arte che produce i suoi argomenti sul valore di una determinata opera artistica ed è aperto al dialogo con altri critici.
Il valore sta nel dibattito e dagli elementi di riflessione che vengono fuori, non nel ritenere il proprio giudizio su quell'opera d'arte come la parola di Dio.
Allo stesso modo, coloro che si occupano di etica espongono i loro argomenti e sono aperti al dialogo con gli altri, purché il dialogo rimanga su un livello logico/razionale.
Così come un buon critico d'arte non esprime valutazioni di pancia come farebbe un pirla qualsiasi per strada, ma valutazioni argomentate, anche colui che si occupa seriamente di etica esprime delle valutazioni argomentate sulla giustizia e non ragiona di pancia come l'uomo del bar.
Il punto dell'etica quindi non sta nel crederci dei "santi illuminati", ma nell'usare nei confronti della giustizia lo stesso tipo di approccio che un critico d'arte utilizza nei confronti delle opere d'arte: l'approccio razionale.
Rispondo anche a gatto: in effetti in un paese non c'è posto per tutti. Se tu ad esempio vuoi trasferirti a Torino ma tutte le case e tutti i palazzi sono già al pieno dell'occupazione allora tu a Torino non ci puoi andare.
Quindi c'è un'autoregolazione da questo punto di vista. A meno che ovviamente le persone in eccesso non comincino a mettere tende per strada, ma questa è una cosa illegale, quindi alla fine le persone sono costrette a trovare un posto in cui stare per trasferirsi in un paese.
L'idea quindi che l'Africa intera si trasferisca in Italia è assurda: questo non può succedere perché appunto lo spazio per tutti non c'è e perché comunque non è vero che tutti gli africani vogliono lasciare la loro patria.
Di questi miliardi di africani semplicemente ci sono un qualche centinaio di migliaia che migrano, spalmandosi di qua e di là sul territorio europeo perché evidentemente non possono e non vogliono venire tutti a Torino.
Ti do un piccolo suggerimento: per evitare la sovrappopolazione devi evitare di costruire troppi palazzi. Quindi se la sovrappopolazione ti preoccupa promuovi l'idea che a Torino non ci debbano essere più di X appartamenti/case.
**Modificato dall'autore il 30.11.2023 17:12**
> Teorie che però non sono nate dal nulla, sono giustificate dalla nostra paura che qualcuno faccia qualcosa di spiacevole a noi stessi. I neuroni specchio fanno il resto.
Bhe, tu continui a insistere sul fatto che tutti ragionano sull'etica in maniera utilitarista. Questo può essere vero per te, ma non è che puoi generalizzarlo a tutte le persone.
In generale, i discorsi del tipo "tutte le persone sono come me e ragionano come non hanno senso".
Ribadisco la necessita di separare etica da utilitarismo, perché per me l'etica consiste nel mettersi intorno a un tavolo a ragionare razionalmente e logicamente sulla giustizia.
È una cosa diversa dal paraculismo, perché se uno si occupa seriamente di etica può anche giungere alla conclusione che quello che lui ha sempre fatto è sbagliato.
> Poi possiamo raccontarci tutte le storielle che vogliamo per sembrare dei santi ispirati da alti principi provenienti direttamente da dio
No, uno che si occupa seriamente di etica non pensa di essere illuminato da Dio.
È un po' come un critico d'arte che produce i suoi argomenti sul valore di una determinata opera artistica ed è aperto al dialogo con altri critici.
Il valore sta nel dibattito e dagli elementi di riflessione che vengono fuori, non nel ritenere il proprio giudizio su quell'opera d'arte come la parola di Dio.
Allo stesso modo, coloro che si occupano di etica espongono i loro argomenti e sono aperti al dialogo con gli altri, purché il dialogo rimanga su un livello logico/razionale.
Così come un buon critico d'arte non esprime valutazioni di pancia come farebbe un pirla qualsiasi per strada, ma valutazioni argomentate, anche colui che si occupa seriamente di etica esprime delle valutazioni argomentate sulla giustizia e non ragiona di pancia come l'uomo del bar.
Il punto dell'etica quindi non sta nel crederci dei "santi illuminati", ma nell'usare nei confronti della giustizia lo stesso tipo di approccio che un critico d'arte utilizza nei confronti delle opere d'arte: l'approccio razionale.
Rispondo anche a gatto: in effetti in un paese non c'è posto per tutti. Se tu ad esempio vuoi trasferirti a Torino ma tutte le case e tutti i palazzi sono già al pieno dell'occupazione allora tu a Torino non ci puoi andare.
Quindi c'è un'autoregolazione da questo punto di vista. A meno che ovviamente le persone in eccesso non comincino a mettere tende per strada, ma questa è una cosa illegale, quindi alla fine le persone sono costrette a trovare un posto in cui stare per trasferirsi in un paese.
L'idea quindi che l'Africa intera si trasferisca in Italia è assurda: questo non può succedere perché appunto lo spazio per tutti non c'è e perché comunque non è vero che tutti gli africani vogliono lasciare la loro patria.
Di questi miliardi di africani semplicemente ci sono un qualche centinaio di migliaia che migrano, spalmandosi di qua e di là sul territorio europeo perché evidentemente non possono e non vogliono venire tutti a Torino.
Ti do un piccolo suggerimento: per evitare la sovrappopolazione devi evitare di costruire troppi palazzi. Quindi se la sovrappopolazione ti preoccupa promuovi l'idea che a Torino non ci debbano essere più di X appartamenti/case.
**Modificato dall'autore il 30.11.2023 17:12**
Cinema
Ambientato nella prima metà del 1900, il film parla di una famiglia irlandese che vive in povertà, con un padre di famiglia irresponsabile che non trova lavoro, quando lo trova lo perde subito e spende nei bar gran parte della poca grana che riesce a raccimolare.
Buon voto in IMDB: 7.3 su 10.
Sicuramente il buon punteggio se l'è preso in gran parte grazie ai pedoni, visto che in questo film c'è pedopornografia legale.
Guardate tra il minuto 2:20 e 2:40.
https://supervideo.tv/y9vtkn7bx3oj
Chissà se Don di Scroto e Godai hanno fatto una crociata contro il film.
Tecnicamente anche quella tra 1:52:00 e 1:53:00 è pedopornografia, ma non del tipo fapposo: è pedopornografia fake.
Considerato che è un film del 1999 e non degli anni 50 è strano che si siano spinti così in là.
Trailer
Bella musica!
Film in streaming in HD: https://casacinema.media/gratis/12661-guarda-le-ce...
**Modificato dall'autore il 30.11.2023 00:08**
Buon voto in IMDB: 7.3 su 10.
Sicuramente il buon punteggio se l'è preso in gran parte grazie ai pedoni, visto che in questo film c'è pedopornografia legale.
Guardate tra il minuto 2:20 e 2:40.

https://supervideo.tv/y9vtkn7bx3oj

Chissà se Don di Scroto e Godai hanno fatto una crociata contro il film.
Tecnicamente anche quella tra 1:52:00 e 1:53:00 è pedopornografia, ma non del tipo fapposo: è pedopornografia fake.
Considerato che è un film del 1999 e non degli anni 50 è strano che si siano spinti così in là.

Trailer
Bella musica!
Film in streaming in HD: https://casacinema.media/gratis/12661-guarda-le-ce...

**Modificato dall'autore il 30.11.2023 00:08**
Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: Mattia
> > Ecco, le nazioni si sono venute a creare attraverso gli stessi tipi di crimini che Putin sta commettendo ora.
>
> Che ci piaccia o no l'uomo nasce senza alcun diritto.
> Quello che ti da i diritti che hai è la società che ti ha preceduto e in cui vivi. Se la società in cui sei nato dice che tu non hai il diritto alla vita, tu quel diritto semplicemente non ce l'hai.
> Non esistono i così detti "diritti naturali", perché l'intera questione dei diritti è un'invenzione umana, non naturale. Infatti, in natura, un lupo può tranquillamente divorarti quando sei bambino e nessuno lo punirà per questo.
>
> Quindi diciamo che ognuno di noi ha dei diritti comuni, ma solo perché in generale quasi tutte le società umane riconoscono _alcuni_ diritti base. Questi diritti, come la morale, come l'etica... sono il risultato della paura di ogni singolo individuo.
> Tutti abbiamo paura di essere mangiati... perciò il cannibalismo è immorale ed illegale (ma in alcune tribù questa pratica invece è comune).
> Tutti abbiamo paura di essere uccisi... perciò uccidere è immorale ed illegale (ma in alcuni Stati lo Stato può comunque ucciderti legalmente).
> Tutti abbiamo paura della violenza... perciò ottenere qualcosa con la violenza è immorale ed illegale (ma anche qui, dipende da chi fa violenza, se è lo Stato a farlo spesso può arrogarsi il diritto di farlo).
Tu fai confusione tra etica e utilitarismo.
L'utilitarismo consiste nel ragionare su cosa ti conviene personalmente e prendere quindi decisioni puramente strategiche per far avverare le aspettative.
L'etica invece consiste nel ragionare sulla giustizia in maniera logica/razionale, accettando che le conclusioni potrebbero non convenirci personalmente.
Magari la tua linea di pensiero è che l'etica sia illusoria e che un po' tutti finiscano inevitabilmente per farla girare intorno all'utilitarismo, ma ho valide obiezioni a riguardo:
- Marx era nato dalla parte giusta della società: apparteneva a una famiglia di ricchi imprenditori. In base alla tua visione delle cose, egli avrebbe dovuto produrre argomenti per difendere il suo status, invece ha fatto l'opposto.
- La schiavitù dei neri è stata abolita e non solo non ci abbiamo guadagnato niente a farlo, ma ci abbiamo pure smenato.
- Idem le leggi sulla protezione degli animali. Così come la schiavitù dei neri potrebbe essere comoda per noi bianchi, poter maltrattare gli animali a piacimento sarebbe una cosa comoda, eppure ci siamo dati delle regole.
Io preferisco ragionare in termini etici che utilitaristi, perché su base utilitarista puoi arrivare persino a giustificare lo stupro. Certi americani dicevano che l'abolizione della schiavitù avrebbe fatto crollare l'economia e quello era un argomento utilitarista. Personalmente gli argomenti utilitaristi li trovo disgustosi: se un politico vuole avere il mio voto l'ultima cosa che deve fare è propormi argomenti utilitaristi.
**Modificato dall'autore il 29.11.2023 19:31**
> Scritto da: Mattia
> > Ecco, le nazioni si sono venute a creare attraverso gli stessi tipi di crimini che Putin sta commettendo ora.
>
> Che ci piaccia o no l'uomo nasce senza alcun diritto.
> Quello che ti da i diritti che hai è la società che ti ha preceduto e in cui vivi. Se la società in cui sei nato dice che tu non hai il diritto alla vita, tu quel diritto semplicemente non ce l'hai.
> Non esistono i così detti "diritti naturali", perché l'intera questione dei diritti è un'invenzione umana, non naturale. Infatti, in natura, un lupo può tranquillamente divorarti quando sei bambino e nessuno lo punirà per questo.
>
> Quindi diciamo che ognuno di noi ha dei diritti comuni, ma solo perché in generale quasi tutte le società umane riconoscono _alcuni_ diritti base. Questi diritti, come la morale, come l'etica... sono il risultato della paura di ogni singolo individuo.
> Tutti abbiamo paura di essere mangiati... perciò il cannibalismo è immorale ed illegale (ma in alcune tribù questa pratica invece è comune).
> Tutti abbiamo paura di essere uccisi... perciò uccidere è immorale ed illegale (ma in alcuni Stati lo Stato può comunque ucciderti legalmente).
> Tutti abbiamo paura della violenza... perciò ottenere qualcosa con la violenza è immorale ed illegale (ma anche qui, dipende da chi fa violenza, se è lo Stato a farlo spesso può arrogarsi il diritto di farlo).
Tu fai confusione tra etica e utilitarismo.
L'utilitarismo consiste nel ragionare su cosa ti conviene personalmente e prendere quindi decisioni puramente strategiche per far avverare le aspettative.
L'etica invece consiste nel ragionare sulla giustizia in maniera logica/razionale, accettando che le conclusioni potrebbero non convenirci personalmente.
Magari la tua linea di pensiero è che l'etica sia illusoria e che un po' tutti finiscano inevitabilmente per farla girare intorno all'utilitarismo, ma ho valide obiezioni a riguardo:
- Marx era nato dalla parte giusta della società: apparteneva a una famiglia di ricchi imprenditori. In base alla tua visione delle cose, egli avrebbe dovuto produrre argomenti per difendere il suo status, invece ha fatto l'opposto.
- La schiavitù dei neri è stata abolita e non solo non ci abbiamo guadagnato niente a farlo, ma ci abbiamo pure smenato.
- Idem le leggi sulla protezione degli animali. Così come la schiavitù dei neri potrebbe essere comoda per noi bianchi, poter maltrattare gli animali a piacimento sarebbe una cosa comoda, eppure ci siamo dati delle regole.
Io preferisco ragionare in termini etici che utilitaristi, perché su base utilitarista puoi arrivare persino a giustificare lo stupro. Certi americani dicevano che l'abolizione della schiavitù avrebbe fatto crollare l'economia e quello era un argomento utilitarista. Personalmente gli argomenti utilitaristi li trovo disgustosi: se un politico vuole avere il mio voto l'ultima cosa che deve fare è propormi argomenti utilitaristi.
**Modificato dall'autore il 29.11.2023 19:31**
Proc di Catania
Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Wakko Warner
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Nella foto più a sinistra, chi è il bambino a destra?
> > > >
> > > > Quello a sinistra sappiamo chi è, ma il sosia a destra?
> > > >
> > > >

> > >
> > > Probabilmente uno dei fratelli più piccoli, presumibilmente Kieran che è di un paio di anni più giovane.
> >
> > Ho appena realizzato che è il bambino brutto di Home Alone.
> >
> > Come cazzo hanno fatto a ridurlo in questa maniera? Nell'immagine qui sopra sembra sexy.
> >
> >

>
> E questo è niente...
>
https://www.google.com/search?q=woman+transformati... 
>
> Immagina di incontrare una di queste tipe, te ne innamori perché ti piacciono, ci fai sesso e la mattina dopo accanto a te trovi a dormire una di queste rane... in che modo non è un inganno questo al fine di sedurti e portarti a letto con loro?
Si, solo che lì hanno fatto il contrario mi sa: è stato imbruttito per il film.
Forse si sono detti che la carica erotica di Kevin era già talmente elevata che non potevano permettersi di aggiungerne altra, altrimenti agli uomini bene sarebbero scoppiati i testicoli durante il film.
**Modificato dall'autore il 29.11.2023 13:25**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Wakko Warner
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Nella foto più a sinistra, chi è il bambino a destra?
> > > >
> > > > Quello a sinistra sappiamo chi è, ma il sosia a destra?
> > > >
> > > >
> > >
> > > Probabilmente uno dei fratelli più piccoli, presumibilmente Kieran che è di un paio di anni più giovane.
> >
> > Ho appena realizzato che è il bambino brutto di Home Alone.
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> > Come cazzo hanno fatto a ridurlo in questa maniera? Nell'immagine qui sopra sembra sexy.
> >
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> E questo è niente...
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> Immagina di incontrare una di queste tipe, te ne innamori perché ti piacciono, ci fai sesso e la mattina dopo accanto a te trovi a dormire una di queste rane... in che modo non è un inganno questo al fine di sedurti e portarti a letto con loro?
Si, solo che lì hanno fatto il contrario mi sa: è stato imbruttito per il film.
Forse si sono detti che la carica erotica di Kevin era già talmente elevata che non potevano permettersi di aggiungerne altra, altrimenti agli uomini bene sarebbero scoppiati i testicoli durante il film.
**Modificato dall'autore il 29.11.2023 13:25**
Proc di Catania
Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: Mattia
> > Nella foto più a sinistra, chi è il bambino a destra?
> >
> > Quello a sinistra sappiamo chi è, ma il sosia a destra?
> >
> >

>
> Probabilmente uno dei fratelli più piccoli, presumibilmente Kieran che è di un paio di anni più giovane.
Ho appena realizzato che è il bambino brutto di Home Alone.
Come cazzo hanno fatto a ridurlo in questa maniera? Nell'immagine qui sopra sembra sexy.

> Scritto da: Mattia
> > Nella foto più a sinistra, chi è il bambino a destra?
> >
> > Quello a sinistra sappiamo chi è, ma il sosia a destra?
> >
> >
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> Probabilmente uno dei fratelli più piccoli, presumibilmente Kieran che è di un paio di anni più giovane.
Ho appena realizzato che è il bambino brutto di Home Alone.
Come cazzo hanno fatto a ridurlo in questa maniera? Nell'immagine qui sopra sembra sexy.

Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Perché per arginare un'invasione devo votare uno come Salvini che su tutto il resto sostiene posizioni antitetiche alle mie?
> >
> > Semplice: perché le posizioni contro l'immigrazione sono contro la libertà individuale
>
> In realtà no. Tu in un altro paese non hai diritti, se non i diritti base (e solo ammesso che quel paese li riconosca).
> Entrare in un paese non fa parte della tua libertà individuale, come non lo è entrare a casa altrui senza il suo permesso.
>
> Puoi _chiedere_ di entrare in un paese, aspettare che un'autorità di quel paese confermi che puoi entrare, e solo allora puoi andarci. Infatti generalmente per entrare in qualunque paese ti serve una così detta VISA (che non è altro che appunto un documento che dice che hai ricevuto il permesso di entrare), nel casi in cui non ti serve è solo perché il paese di destinazione ha accordi con il tuo paese in tal senso.
>
> Se una popolazione decide che tu, per qualunque motivo (non importa se sei d'accordo o no), non puoi entrare nel loro paese, tu semplicemente non puoi entrare in quel paese e non c'è proprio nulla di fascista o neofascista in questo, è semplicemente così che funzionano i confini nazionali.
Volevo rispondere a quello che ha tirato in ballo Rothbard. Scrivo tutto qui, visto che la questione filosofica parte da lì.
Gli anarchici (gruppo del quale Rothbard era un esponente) hanno spiegato, in maniera piuttosto logica, perché nessuno in realtà ha il diritto morale di autoproclamarsi proprietario di un territorio.
Storicamente, le nazioni si sono venute a creare con la violenza. Hai presente quello che sta facendo Putin adesso? Se avesse vinto la guerra avrebbe detto: "adesso questo è mio".
Ecco, le nazioni si sono venute a creare attraverso gli stessi tipi di crimini che Putin sta commettendo ora.
Nella proprietà di un territorio non c'è nessuna giustificazione etica. È semplicemente l'applicazione della "legge del più forte".
Un po' come se tu andassi al fiume con un gruppo di amici e cacciassi tutte le persone che sono lì a fucilate: "adesso questo territorio è nostro e decideremo noi chi entra e chi no".
Naturalmente gli anarchici, sulla base di questa osservazione etica del tutto logica, sostengono che nessuna autorità pubblica è moralmente legittimata.
Chiaramente è un'utopia, perché è un po' difficile amministrare un territorio senza autorità pubblica, ma le riflessioni degli anarchici ci aiutano a capire che lo scopo dell'autorità pubblica dovrebbe essere quello di amministrare il territorio e di compiere azioni positive per garantire le libertà degli individui, non di esercitare un potere tirannico su un territorio.
Nel tuo post qui sopra hai spiegato come funzionano le cose, ma non hai spiegato perché è giusto che funzionino così e quale principio etico giustifica la proprietà di un territorio.
Rothbard e compagnia bella non parlano di come le cose sono, ma di come dovrebbero essere da un punto di vista etico.
In risposta all'altro troll: si, gli anarcocapitalisti, pur non giustificando la proprietà pubblica, paradossalmente giustificano la proprietà privata della terra.
Il come si diventa proprietari di una terra l'ha spiegato John Locke: quando un individuo trasforma un pezzo di terra attraverso il suo lavoro, ne diventa il proprietario.
Lo stato non può quindi essere proprietario di nulla, per due ragioni:
- Non è né un individuo né un'associazione di individui (un'associazione infatti è una cosa volontaria, non una roba all'interno della quale sei obbligato a stare)
- Reclama la proprietà di territori non lavorati: come puoi essere il proprietario di una foresta? La proprietà di una foresta si basa semplicemente sul cacciare a fucilate chiunque ci metta piede senza autorizzazione, senza giustificare in nessun modo perché quella foresta sarebbe nostra. I metodi di Putin, sostanzialmente.
Ora, evidentemente nella tua proprietà privata (il pezzo di terra che hai trasformato con il tuo lavoro) entra solo chi è invitato, quindi nessuno può dirti che devi far entrare un arabo in casa tua.
Insomma, non c'era bisogno di Rothbard per capire questo semplice fatto.
Il punto è che nel mondo di Rothbard non esiste un'autorità pubblica, quindi tu puoi anche non far entrare neri o arabi nel tuo terreno, ma il tuo vicino di casa può, quindi se il tuo scopo è quello di non avere vicini di casa neri/arabi con Rothbard non funziona.
Concludo: provate a riflettere su questo.
Non puzza di bruciato il principio per cui la Foresta Amazzonica appartiene ai brasiliani? Se quei coglioni decidono di raderla al suolo, ci andiamo di mezzo tutti quanti.
Questo è un buon ragionamento per far capire perché in realtà la Foresta Amazzonica non è di nessuno, quindi è di tutte le creature viventi che popolano il pianeta.
Si potrebbe pure sostenere che se gli americani costruissero grattacieli nel Grand Canyon compierebbero una violenza contro l'umanità intera.
In pratica, tutti gli esseri umani sono potenzialmente toccati da quello che viene fatto in un territorio determinato in qualsiasi parte del globo terrestre, quindi è un'idiozia il principio per cui la Foresta Amazzonica è dei brasiliani e ci fanno quello che vogliono.
Lo stesso identico ragionamento lo si può fare per quanto riguarda l'inquinamento: se una popolazione in un determinato territorio decide di autopermettersi elevate emissioni di CO2 ci andiamo di mezzo tutti, mica solo le persone su quel territorio.
Applicando il principio etico per cui una cosa appartiene agli stakeholders, dovremmo concludere che il pianeta terra, nel suo insieme, appartiene a tutte le creature viventi.
Quindi l'amministrazione pubblica dovrebbe essere mondiale, non locale.
**Modificato dall'autore il 29.11.2023 13:05**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Perché per arginare un'invasione devo votare uno come Salvini che su tutto il resto sostiene posizioni antitetiche alle mie?
> >
> > Semplice: perché le posizioni contro l'immigrazione sono contro la libertà individuale
>
> In realtà no. Tu in un altro paese non hai diritti, se non i diritti base (e solo ammesso che quel paese li riconosca).
> Entrare in un paese non fa parte della tua libertà individuale, come non lo è entrare a casa altrui senza il suo permesso.
>
> Puoi _chiedere_ di entrare in un paese, aspettare che un'autorità di quel paese confermi che puoi entrare, e solo allora puoi andarci. Infatti generalmente per entrare in qualunque paese ti serve una così detta VISA (che non è altro che appunto un documento che dice che hai ricevuto il permesso di entrare), nel casi in cui non ti serve è solo perché il paese di destinazione ha accordi con il tuo paese in tal senso.
>
> Se una popolazione decide che tu, per qualunque motivo (non importa se sei d'accordo o no), non puoi entrare nel loro paese, tu semplicemente non puoi entrare in quel paese e non c'è proprio nulla di fascista o neofascista in questo, è semplicemente così che funzionano i confini nazionali.
Volevo rispondere a quello che ha tirato in ballo Rothbard. Scrivo tutto qui, visto che la questione filosofica parte da lì.
Gli anarchici (gruppo del quale Rothbard era un esponente) hanno spiegato, in maniera piuttosto logica, perché nessuno in realtà ha il diritto morale di autoproclamarsi proprietario di un territorio.
Storicamente, le nazioni si sono venute a creare con la violenza. Hai presente quello che sta facendo Putin adesso? Se avesse vinto la guerra avrebbe detto: "adesso questo è mio".
Ecco, le nazioni si sono venute a creare attraverso gli stessi tipi di crimini che Putin sta commettendo ora.
Nella proprietà di un territorio non c'è nessuna giustificazione etica. È semplicemente l'applicazione della "legge del più forte".
Un po' come se tu andassi al fiume con un gruppo di amici e cacciassi tutte le persone che sono lì a fucilate: "adesso questo territorio è nostro e decideremo noi chi entra e chi no".
Naturalmente gli anarchici, sulla base di questa osservazione etica del tutto logica, sostengono che nessuna autorità pubblica è moralmente legittimata.
Chiaramente è un'utopia, perché è un po' difficile amministrare un territorio senza autorità pubblica, ma le riflessioni degli anarchici ci aiutano a capire che lo scopo dell'autorità pubblica dovrebbe essere quello di amministrare il territorio e di compiere azioni positive per garantire le libertà degli individui, non di esercitare un potere tirannico su un territorio.
Nel tuo post qui sopra hai spiegato come funzionano le cose, ma non hai spiegato perché è giusto che funzionino così e quale principio etico giustifica la proprietà di un territorio.
Rothbard e compagnia bella non parlano di come le cose sono, ma di come dovrebbero essere da un punto di vista etico.
In risposta all'altro troll: si, gli anarcocapitalisti, pur non giustificando la proprietà pubblica, paradossalmente giustificano la proprietà privata della terra.
Il come si diventa proprietari di una terra l'ha spiegato John Locke: quando un individuo trasforma un pezzo di terra attraverso il suo lavoro, ne diventa il proprietario.
Lo stato non può quindi essere proprietario di nulla, per due ragioni:
- Non è né un individuo né un'associazione di individui (un'associazione infatti è una cosa volontaria, non una roba all'interno della quale sei obbligato a stare)
- Reclama la proprietà di territori non lavorati: come puoi essere il proprietario di una foresta? La proprietà di una foresta si basa semplicemente sul cacciare a fucilate chiunque ci metta piede senza autorizzazione, senza giustificare in nessun modo perché quella foresta sarebbe nostra. I metodi di Putin, sostanzialmente.
Ora, evidentemente nella tua proprietà privata (il pezzo di terra che hai trasformato con il tuo lavoro) entra solo chi è invitato, quindi nessuno può dirti che devi far entrare un arabo in casa tua.
Insomma, non c'era bisogno di Rothbard per capire questo semplice fatto.
Il punto è che nel mondo di Rothbard non esiste un'autorità pubblica, quindi tu puoi anche non far entrare neri o arabi nel tuo terreno, ma il tuo vicino di casa può, quindi se il tuo scopo è quello di non avere vicini di casa neri/arabi con Rothbard non funziona.
Concludo: provate a riflettere su questo.
Non puzza di bruciato il principio per cui la Foresta Amazzonica appartiene ai brasiliani? Se quei coglioni decidono di raderla al suolo, ci andiamo di mezzo tutti quanti.
Questo è un buon ragionamento per far capire perché in realtà la Foresta Amazzonica non è di nessuno, quindi è di tutte le creature viventi che popolano il pianeta.
Si potrebbe pure sostenere che se gli americani costruissero grattacieli nel Grand Canyon compierebbero una violenza contro l'umanità intera.
In pratica, tutti gli esseri umani sono potenzialmente toccati da quello che viene fatto in un territorio determinato in qualsiasi parte del globo terrestre, quindi è un'idiozia il principio per cui la Foresta Amazzonica è dei brasiliani e ci fanno quello che vogliono.
Lo stesso identico ragionamento lo si può fare per quanto riguarda l'inquinamento: se una popolazione in un determinato territorio decide di autopermettersi elevate emissioni di CO2 ci andiamo di mezzo tutti, mica solo le persone su quel territorio.
Applicando il principio etico per cui una cosa appartiene agli stakeholders, dovremmo concludere che il pianeta terra, nel suo insieme, appartiene a tutte le creature viventi.
Quindi l'amministrazione pubblica dovrebbe essere mondiale, non locale.
**Modificato dall'autore il 29.11.2023 13:05**