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Arrivano gli aggiornamenti di sicurezza per Mac e iPhone che risolvono diverse vulnerabilità in macOS (sistema operativo per i computer Mac), iOS (su iPhone, iPod touch e iPad) e Shortcuts per iOS (App che interagisce con Siri per creare comandi vocali personalizzati per le App). Si raccomanda di scaricare e applicare tali aggiornamenti messi a disposizione da Apple il più presto possibile. "L'aggiornamento per macOS - fanno sapere gli esperti del CERT - contiene diversi fix di sicurezza che risolvono numerose vulnerabilità, di cui alcune di gravità elevata, in macOS High Sierra 10.13.6 e macOS Mojave 10.14.2". Apple ha rilasciato anche un aggiornamento supplementare "che risolve alcuni problemi riscontrati in macOS Mojave 10.14.3". I RISCHI - Nei casi più gravi di sfruttamento di queste vulnerabilità, un hacker potrebbe "accedere ad aree di memoria protette, ottenere privilegi elevati, eseguire codice arbitrario sul sistema o provocare condizioni di denial of service". Le vulnerabilità risolte in macOS 10.14.3 riguardano 'FaceTime', 'Foundation' e 'Live Photos' in FaceTime. IPHONE - Anche l'aggiornamento per iOS, disponibile per iPhone 5s e successivo, iPad Air e successivo e iPod Touch di 6a generazione, "contiene diversi fix di sicurezza che risolvono diverse gravi vulnerabilità" per aree di memoria protette. Per questo, concludono gli esperti del Computer Emergency Response Team, "si raccomanda di scaricare ed applicare gli aggiornamenti di sicurezza messi a disposizione da Apple il più presto possibile".
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2019/...
France in free fall
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https://sheikyermami.com/2019/01/france-in-free-fall/
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Ci ha provato, Matteo Salvini, a rimettere a posto le cose. Ma l'invito lanciato ieri dal ministro dell'Interno al collega francese - primo passo per appianare la crisi diplomatica fra Roma e Parigi - si è rivelato quasi un boomerang. La proposta di una discussione a due sui "dossier aperti" fra i rispettivi Paesi, infatti, non sembra essere stata almeno finora una mossa vincente né gradita. Anzi. Christophe Castaner, omologo francese del ministro, è stato chiaro: "Non mi si può convocare - ha spiegato a Bfmtv -. Non mi si convoca. Ieri ero con Matteo Salvini in un'istanza europea, abbiamo avuto uno scambio anche sulla questione migratoria. Il dialogo fra noi è costante. Bisogna - ha sottolineato - che sia rispettoso". "Anche io sono pronto ad accoglierlo", ha poi aggiunto, sottolineando tuttavia che le missioni diplomatiche vanno fatte "in maniera ufficiale". Un messaggio chiaro, insomma, che di fatto mantiene le temperature dei governi sotto lo zero. "Ovviamente, io non voglio né posso convocare nessuno", la replica di Salvini al gelo francese, con il ministro che si dice comunque "lieto di ospitare in Italia, il prima possibile, il mio collega francese per discutere e risolvere i problemi".
Intanto, però, solo nella giornata di ieri a complicare i rapporti dopo il richiamo all'ambasciatore italiano a Parigi sono arrivati i casi Sea Watch e Alitalia-Air France. Sulla questione migranti, fonti del Viminale avevano infatti annunciato in mattinata il dietrofront della Francia sull'impegno preso nei confronti dei naufraghi salvati dalla ong: "Parigi ha fatto sapere al Viminale - spiegavano le fonti - che dei migranti della Sea Watch 'prenderemo solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici'", riferendosi al caso delle 47 persone, a bordo della Sea Watch, fatte sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio. Eventualità poi smentita dall'Eliseo all'Adnkronos: "L'impegno della Francia sulla Sea Watch è mantenuto", hanno spiegato. "Prendiamo atto che la Francia vuole ancora approfondire le posizioni dei 9 immigrati assegnati a Parigi e che attualmente sono a Messina", la risposta affidata alle fonti del Viminale, che osservano come "la disponibilità di Parigi per aiutare Roma sul dossier rimpatri è stata apprezzata e segnalata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che l’ha evidenziata al suo omologo francese nella lettera con cui lo invita a Roma. Si segnala però che i partner europei non possono escludere i migranti economici dalla ridistribuzione perché rappresentano la stragrande maggioranza di chi arriva in Europa". Incognita, invece, sui destini di Alitalia. Air France avrebbe infatti deciso di sfilarsi dalla partita per il salvataggio della compagnia italiana: una decisione "dovuta a motivi politico-istituzionali", come riferito al Sole 24 Ore da "fonti autorevoli" alla luce delle tensioni con l'Italia. La mossa, se confermata, complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Fs nell'operazione che punta al rilancio della compagnia aerea. Che, si ricorda, continua a bruciare la cassa del prestito ponte da 900 milioni. "Le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda", il commento al caso del ministro Luigi Di Maio che, spiega, sta "seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi" e che assicura: "L'entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso". Ma la tensione resta altissima.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Intanto, però, solo nella giornata di ieri a complicare i rapporti dopo il richiamo all'ambasciatore italiano a Parigi sono arrivati i casi Sea Watch e Alitalia-Air France. Sulla questione migranti, fonti del Viminale avevano infatti annunciato in mattinata il dietrofront della Francia sull'impegno preso nei confronti dei naufraghi salvati dalla ong: "Parigi ha fatto sapere al Viminale - spiegavano le fonti - che dei migranti della Sea Watch 'prenderemo solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici'", riferendosi al caso delle 47 persone, a bordo della Sea Watch, fatte sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio. Eventualità poi smentita dall'Eliseo all'Adnkronos: "L'impegno della Francia sulla Sea Watch è mantenuto", hanno spiegato. "Prendiamo atto che la Francia vuole ancora approfondire le posizioni dei 9 immigrati assegnati a Parigi e che attualmente sono a Messina", la risposta affidata alle fonti del Viminale, che osservano come "la disponibilità di Parigi per aiutare Roma sul dossier rimpatri è stata apprezzata e segnalata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che l’ha evidenziata al suo omologo francese nella lettera con cui lo invita a Roma. Si segnala però che i partner europei non possono escludere i migranti economici dalla ridistribuzione perché rappresentano la stragrande maggioranza di chi arriva in Europa". Incognita, invece, sui destini di Alitalia. Air France avrebbe infatti deciso di sfilarsi dalla partita per il salvataggio della compagnia italiana: una decisione "dovuta a motivi politico-istituzionali", come riferito al Sole 24 Ore da "fonti autorevoli" alla luce delle tensioni con l'Italia. La mossa, se confermata, complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Fs nell'operazione che punta al rilancio della compagnia aerea. Che, si ricorda, continua a bruciare la cassa del prestito ponte da 900 milioni. "Le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda", il commento al caso del ministro Luigi Di Maio che, spiega, sta "seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi" e che assicura: "L'entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso". Ma la tensione resta altissima.
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Ci ha provato, Matteo Salvini, a rimettere a posto le cose. Ma l'invito lanciato ieri dal ministro dell'Interno al collega francese - primo passo per appianare la crisi diplomatica fra Roma e Parigi - si è rivelato quasi un boomerang. La proposta di una discussione a due sui "dossier aperti" fra i rispettivi Paesi, infatti, non sembra essere stata almeno finora una mossa vincente né gradita. Anzi. Christophe Castaner, omologo francese del ministro, è stato chiaro: "Non mi si può convocare - ha spiegato a Bfmtv -. Non mi si convoca. Ieri ero con Matteo Salvini in un'istanza europea, abbiamo avuto uno scambio anche sulla questione migratoria. Il dialogo fra noi è costante. Bisogna - ha sottolineato - che sia rispettoso". "Anche io sono pronto ad accoglierlo", ha poi aggiunto, sottolineando tuttavia che le missioni diplomatiche vanno fatte "in maniera ufficiale". Un messaggio chiaro, insomma, che di fatto mantiene le temperature dei governi sotto lo zero. "Ovviamente, io non voglio né posso convocare nessuno", la replica di Salvini al gelo francese, con il ministro che si dice comunque "lieto di ospitare in Italia, il prima possibile, il mio collega francese per discutere e risolvere i problemi".
Intanto, però, solo nella giornata di ieri a complicare i rapporti dopo il richiamo all'ambasciatore italiano a Parigi sono arrivati i casi Sea Watch e Alitalia-Air France. Sulla questione migranti, fonti del Viminale avevano infatti annunciato in mattinata il dietrofront della Francia sull'impegno preso nei confronti dei naufraghi salvati dalla ong: "Parigi ha fatto sapere al Viminale - spiegavano le fonti - che dei migranti della Sea Watch 'prenderemo solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici'", riferendosi al caso delle 47 persone, a bordo della Sea Watch, fatte sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio. Eventualità poi smentita dall'Eliseo all'Adnkronos: "L'impegno della Francia sulla Sea Watch è mantenuto", hanno spiegato. "Prendiamo atto che la Francia vuole ancora approfondire le posizioni dei 9 immigrati assegnati a Parigi e che attualmente sono a Messina", la risposta affidata alle fonti del Viminale, che osservano come "la disponibilità di Parigi per aiutare Roma sul dossier rimpatri è stata apprezzata e segnalata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che l’ha evidenziata al suo omologo francese nella lettera con cui lo invita a Roma. Si segnala però che i partner europei non possono escludere i migranti economici dalla ridistribuzione perché rappresentano la stragrande maggioranza di chi arriva in Europa". Incognita, invece, sui destini di Alitalia. Air France avrebbe infatti deciso di sfilarsi dalla partita per il salvataggio della compagnia italiana: una decisione "dovuta a motivi politico-istituzionali", come riferito al Sole 24 Ore da "fonti autorevoli" alla luce delle tensioni con l'Italia. La mossa, se confermata, complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Fs nell'operazione che punta al rilancio della compagnia aerea. Che, si ricorda, continua a bruciare la cassa del prestito ponte da 900 milioni. "Le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda", il commento al caso del ministro Luigi Di Maio che, spiega, sta "seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi" e che assicura: "L'entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso". Ma la tensione resta altissima.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Intanto, però, solo nella giornata di ieri a complicare i rapporti dopo il richiamo all'ambasciatore italiano a Parigi sono arrivati i casi Sea Watch e Alitalia-Air France. Sulla questione migranti, fonti del Viminale avevano infatti annunciato in mattinata il dietrofront della Francia sull'impegno preso nei confronti dei naufraghi salvati dalla ong: "Parigi ha fatto sapere al Viminale - spiegavano le fonti - che dei migranti della Sea Watch 'prenderemo solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici'", riferendosi al caso delle 47 persone, a bordo della Sea Watch, fatte sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio. Eventualità poi smentita dall'Eliseo all'Adnkronos: "L'impegno della Francia sulla Sea Watch è mantenuto", hanno spiegato. "Prendiamo atto che la Francia vuole ancora approfondire le posizioni dei 9 immigrati assegnati a Parigi e che attualmente sono a Messina", la risposta affidata alle fonti del Viminale, che osservano come "la disponibilità di Parigi per aiutare Roma sul dossier rimpatri è stata apprezzata e segnalata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che l’ha evidenziata al suo omologo francese nella lettera con cui lo invita a Roma. Si segnala però che i partner europei non possono escludere i migranti economici dalla ridistribuzione perché rappresentano la stragrande maggioranza di chi arriva in Europa". Incognita, invece, sui destini di Alitalia. Air France avrebbe infatti deciso di sfilarsi dalla partita per il salvataggio della compagnia italiana: una decisione "dovuta a motivi politico-istituzionali", come riferito al Sole 24 Ore da "fonti autorevoli" alla luce delle tensioni con l'Italia. La mossa, se confermata, complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Fs nell'operazione che punta al rilancio della compagnia aerea. Che, si ricorda, continua a bruciare la cassa del prestito ponte da 900 milioni. "Le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda", il commento al caso del ministro Luigi Di Maio che, spiega, sta "seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi" e che assicura: "L'entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso". Ma la tensione resta altissima.
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di Veronica Marino
"Il festival di Sanremo? Mi piace Ultimo, ma sinceramente ci sono anche altre canzoni in gara che ho trovato pessime". A parlare di musica anziché di politica è il vicepremier Matteo Salvini, intercettato dall'Adnkronos per strada in un momento di relax. "Ho guardato alcuni spezzoni di Festival, a tarda ora", racconta Salvini. A sorpresa quindi il ministro dell'Interno svela: "Mi piace Claudio Baglioni, mi è piaciuto molto Riccardo Cocciante". Salvini non si perderà la penultima serata di Sanremo: "Stasera guarderò Ligabue e Ruggeri". Sulle polemiche dei giorni scorsi sul Festival 'sovranista' Salvini glissa, ma poi ammette: "Certo, mi sarebbe piaciuto vedere e ascoltare ancora più cantautori italiani: ma va bene così...”
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
"Il festival di Sanremo? Mi piace Ultimo, ma sinceramente ci sono anche altre canzoni in gara che ho trovato pessime". A parlare di musica anziché di politica è il vicepremier Matteo Salvini, intercettato dall'Adnkronos per strada in un momento di relax. "Ho guardato alcuni spezzoni di Festival, a tarda ora", racconta Salvini. A sorpresa quindi il ministro dell'Interno svela: "Mi piace Claudio Baglioni, mi è piaciuto molto Riccardo Cocciante". Salvini non si perderà la penultima serata di Sanremo: "Stasera guarderò Ligabue e Ruggeri". Sulle polemiche dei giorni scorsi sul Festival 'sovranista' Salvini glissa, ma poi ammette: "Certo, mi sarebbe piaciuto vedere e ascoltare ancora più cantautori italiani: ma va bene così...”
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Si è dimessa l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari. Secondo quanto si apprende, la decisione di Montanari è arrivata in polemica con la decisione della Giunta Raggi di bocciare il bilancio 2017 di Ama, la municipalizzata dei rifiuti di Roma.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
AH SI ma NO Non lo so
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http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
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"All'Ue e a Federica Mogherini, dico: 'Voi siete sordi e non ascoltate la verità del Venezuela". Nicolas Maduro si esprime così rispondendo alle domande sulla posizione dell'Unione Europea in relazione alla crisi del Venezuela. "L'Unione Europea e Federica Mogherini", Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, "sono condannati al fallimento se continuano ad ascoltare l'estrema destra venezuelana", dice Maduro. "Vogliamo un'opportunità per la pace, come cantava John Lennon... Ascoltino la verità del Venezuela", aggiunge.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/08/...
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Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha scritto all'omologo francese, Christophe Castaner, per invitarlo a Roma "per un confronto e uno scambio sui dossier aperti".
"I nostri paesi da sempre condividono solidi rapporti bilaterali con particolare riferimento ai campi della sicurezza del terrorismo dell'immigrazione. Rapporti che, nel confermare una concreta volontà di collaborazione, possono e devono essere ulteriormente sviluppati nell'interesse strategico reciproco", sottolinea Salvini. In particolare "le anticipo tra i vari temi che confermo un vivo interesse per la collaborazione da voi offerta a proposito dei rimpatri dei migranti economici".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
"I nostri paesi da sempre condividono solidi rapporti bilaterali con particolare riferimento ai campi della sicurezza del terrorismo dell'immigrazione. Rapporti che, nel confermare una concreta volontà di collaborazione, possono e devono essere ulteriormente sviluppati nell'interesse strategico reciproco", sottolinea Salvini. In particolare "le anticipo tra i vari temi che confermo un vivo interesse per la collaborazione da voi offerta a proposito dei rimpatri dei migranti economici".
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"Non è un richiamo permanente, ma era importante mandare un messaggio". Non usa giri di parole il portavoce del governo francese Benjamin Gruveaux, che ai microfoni di Europe 1 riassume così la clamorosa mossa diplomatica di Parigi all'indomani della decisione di richiamare l'ambasciatore a Roma, Christian Masset, per consultazioni. Una mossa senza precedenti nei rapporti fra i due Paesi, ma che ieri è arrivata al culmine di una tensione palpabile sull'asse Roma-Parigi.
Un'escalation da quel 21 gennaio scorso, che aveva visto la convocazione al ministero degli Esteri francese della nostra ambasciatrice a Parigi, Teresa Castaldo, dopo le parole del vice premier Luigi Di Maio sulla 'moneta coloniale'. Il capo politico dei grillini, durante una manifestazione del M5S in Abruzzo, aveva affermato che "la Francia continua ad avere delle colonie di fatto, con il franco". Parigi, secondo il ministro, usa tali risorse "per finanziare il suo debito pubblico" e parallelamente "indebolisce le economie di quei paesi da dove, poi, partono i migranti". Dichiarazioni che il Quai d'Orsay, ricevendo l'ambasciatrice, aveva definito "inaccettabili". Le tensioni delle ultime ore - con le dichiarazioni di ieri della portavoce del ministero per gli Affari europei, che aveva definito "una provocazione inaccettabile" l'incontro del giorno prima tra Di Maio e una delegazione di gilet gialli a sud di Parigi - costituiscono il nuovo capitolo di un rapporto che, dallo scorso anno, è stato condizionato da un confronto spesso aspro sul tema dell'immigrazione.
Ai piani alti di Palazzo Chigi - raccontano intanto fonti di governo -, l'aria che si respira è pesante: è noto come al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, spiegano le fonti, certe uscite di Lega e M5S creino disagio, se non addirittura imbarazzo: "Sicuro è furioso, sicuro - rileva un esponente di governo all'Adnkronos -, Conte maschera il suo malessere dietro il consueto aplomb, ma anche il 'fuori onda' di Piazza Pulita che lo ha pizzicato con la Merkel la dice lunga sul reale stato delle cose". E ancora: "Qui Salvini e Di Maio battono i pugni, ma poi al tavolo con Macron si ritrova lui, mica loro...".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/08/...
Un'escalation da quel 21 gennaio scorso, che aveva visto la convocazione al ministero degli Esteri francese della nostra ambasciatrice a Parigi, Teresa Castaldo, dopo le parole del vice premier Luigi Di Maio sulla 'moneta coloniale'. Il capo politico dei grillini, durante una manifestazione del M5S in Abruzzo, aveva affermato che "la Francia continua ad avere delle colonie di fatto, con il franco". Parigi, secondo il ministro, usa tali risorse "per finanziare il suo debito pubblico" e parallelamente "indebolisce le economie di quei paesi da dove, poi, partono i migranti". Dichiarazioni che il Quai d'Orsay, ricevendo l'ambasciatrice, aveva definito "inaccettabili". Le tensioni delle ultime ore - con le dichiarazioni di ieri della portavoce del ministero per gli Affari europei, che aveva definito "una provocazione inaccettabile" l'incontro del giorno prima tra Di Maio e una delegazione di gilet gialli a sud di Parigi - costituiscono il nuovo capitolo di un rapporto che, dallo scorso anno, è stato condizionato da un confronto spesso aspro sul tema dell'immigrazione.
Ai piani alti di Palazzo Chigi - raccontano intanto fonti di governo -, l'aria che si respira è pesante: è noto come al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, spiegano le fonti, certe uscite di Lega e M5S creino disagio, se non addirittura imbarazzo: "Sicuro è furioso, sicuro - rileva un esponente di governo all'Adnkronos -, Conte maschera il suo malessere dietro il consueto aplomb, ma anche il 'fuori onda' di Piazza Pulita che lo ha pizzicato con la Merkel la dice lunga sul reale stato delle cose". E ancora: "Qui Salvini e Di Maio battono i pugni, ma poi al tavolo con Macron si ritrova lui, mica loro...".
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Jeff Bezos contro il 'National Enquirer'. Il fondatore di Amazon e proprietario del 'Washington Post' ha denunciato che il tabloid di proprietà di un amico di Donald Trump lo sta "ricattando", con la minaccia di pubblicare alcune sue foto osé con la nuova compagna. In un post pubblicato sul blog Medium, Bezos ha scritto che la casa editrice del tabloid, Ami, gli ha mandato alcune mail di "estorsione e ricatto", nelle quali lo minacciano di pubblicare sue foto compromettenti con Lauren Sanchez, indicata come la donna a causa della quale il miliardario il mese scorso ha annunciato il divorzio dalla moglie MacKenzie dopo 25 anni di matrimonio.
"Qualcosa di insolito mi è successo ieri - ha accusato Bezos - Non insolito, si tratta della prima volta. Mi è stata fatta un'offerta che non avrei potuto rifiutare. O questo è quello che persone al vertice del National Enquirer pensavano... Piuttosto che capitolare all'estorsione e al ricatto, ho deciso di pubblicare esattamente quello che mi hanno mandato, nonostante il costo personale e l'imbarazzo".
Nel post intitolato 'No grazie, Mr. Pcker' e indirizzato all'editore del tabloid, il fondatore di Amazon condivide la mail ricevuta dal responsabile dei contenuti di Ami, Dylan Howard, in cui lo minaccia di diffondere foto e messaggi intimi e personali che avrebbe mandato alla donna identificata come la sua nuova compagna. Per evitarlo, Bezos avrebbe dovuto fare "una falsa dichiarazione pubblica" per sostenere che le notizie del National Enquirer su di lui e la Sanchez non sono politicamente motivate. Secondo l'editore del 'Washington Post', la proprietà del giornale ha "complicato" le cose, perché si è fatto nemico "alcune persone potenti", tra cui Trump, grande amico di David Pecker.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/08/...
"Qualcosa di insolito mi è successo ieri - ha accusato Bezos - Non insolito, si tratta della prima volta. Mi è stata fatta un'offerta che non avrei potuto rifiutare. O questo è quello che persone al vertice del National Enquirer pensavano... Piuttosto che capitolare all'estorsione e al ricatto, ho deciso di pubblicare esattamente quello che mi hanno mandato, nonostante il costo personale e l'imbarazzo".
Nel post intitolato 'No grazie, Mr. Pcker' e indirizzato all'editore del tabloid, il fondatore di Amazon condivide la mail ricevuta dal responsabile dei contenuti di Ami, Dylan Howard, in cui lo minaccia di diffondere foto e messaggi intimi e personali che avrebbe mandato alla donna identificata come la sua nuova compagna. Per evitarlo, Bezos avrebbe dovuto fare "una falsa dichiarazione pubblica" per sostenere che le notizie del National Enquirer su di lui e la Sanchez non sono politicamente motivate. Secondo l'editore del 'Washington Post', la proprietà del giornale ha "complicato" le cose, perché si è fatto nemico "alcune persone potenti", tra cui Trump, grande amico di David Pecker.
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"Attacchi senza precedenti dal governo italiano". Sarà arrivata come una doccia gelata per il premier Giuseppe Conte l'annuncio della Francia di aver richiamato l'ambasciatore a Roma per consultazioni. Conte è in Libano, manca dall'Italia ormai da due giorni, ma fonti di governo immaginano il suo malessere, perché ai piani alti di Palazzo Chigi - spiegano fonti di governo - è noto come al presidente del Consiglio certe uscite di Lega e M5S creino disagio, se non addirittura imbarazzo.
"Sicuro è furioso, sicuro - rileva un esponente di governo all'Adnkronos -, Conte maschera il suo malessere dietro il consueto aplomb, ma anche il 'fuori onda' di Piazza Pulita che lo ha pizzicato con la Merkel la dice lunga sul reale stato delle cose". Un fuori onda, per dirla tutta, che non è andato giù nemmeno a Luigi Di Maio, che a fatica si è trattenuto dal rispondere per le rime. Ma per Conte è dura mediare da un lato tra i due azionisti di governo, dall'altro tra l'esecutivo che presiede con il resto degli attori, soprattutto sullo scenario internazionale. Anche perché, riflette la stessa fonte, "qui Salvini e Di Maio battono i pugni, ma poi al tavolo con Macron si ritrova lui, mica loro...".
Da Beirut, intanto, Conte spiega ai cronisti di non aver sentito il presidente francese dopo l'incidente diplomatico delle ultime ore. "Il rapporto tra Italia a Francia ha radici antiche e non può essere messo in discussione da contingenze", taglia corto il premier, assicurando che, nell'incontro con i gilet gialli, Di Maio ha agito come capo politico, e non come esponente del governo. Facile immaginare come anche le preoccupazioni filtrate dal Quirinale non lo lascino indifferente, anche se il premier taglia corto: "Non ho sentito Mattarella".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
"Sicuro è furioso, sicuro - rileva un esponente di governo all'Adnkronos -, Conte maschera il suo malessere dietro il consueto aplomb, ma anche il 'fuori onda' di Piazza Pulita che lo ha pizzicato con la Merkel la dice lunga sul reale stato delle cose". Un fuori onda, per dirla tutta, che non è andato giù nemmeno a Luigi Di Maio, che a fatica si è trattenuto dal rispondere per le rime. Ma per Conte è dura mediare da un lato tra i due azionisti di governo, dall'altro tra l'esecutivo che presiede con il resto degli attori, soprattutto sullo scenario internazionale. Anche perché, riflette la stessa fonte, "qui Salvini e Di Maio battono i pugni, ma poi al tavolo con Macron si ritrova lui, mica loro...".
Da Beirut, intanto, Conte spiega ai cronisti di non aver sentito il presidente francese dopo l'incidente diplomatico delle ultime ore. "Il rapporto tra Italia a Francia ha radici antiche e non può essere messo in discussione da contingenze", taglia corto il premier, assicurando che, nell'incontro con i gilet gialli, Di Maio ha agito come capo politico, e non come esponente del governo. Facile immaginare come anche le preoccupazioni filtrate dal Quirinale non lo lascino indifferente, anche se il premier taglia corto: "Non ho sentito Mattarella".
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di Veronica Marino
"La cosa che più mi è dispiaciuta negli attacchi che ho ricevuto è il fatto che mi siano stati attribuiti giudizi che non ho mai pronunciato, anche molto sgradevoli. Sono stato addirittura definito anti-gay. Una cosa che non sta né in cielo né in terra, semmai il contrario". Lo ha detto il presidente della Rai Marcello Foa, intercettato in Viale Mazzini, mentre era in partenza per Sanremo. "Mi ha indignato - ha aggiunto - il fatto che c’è stato un tentativo di caratterizzarmi come una persona estremista, squilibrata, inaffidabile, il che non rispecchia la mia identità, il mio percorso. Questo mi è dispiaciuto ma io guardo al futuro. Nella vita non si può vivere col rancore per i torti subiti. Io penso che ricoprire il ruolo attuale sia un privilegio che interpreto in modo molto serio e responsabile. Guardo in avanti non serbo rancore".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
"La cosa che più mi è dispiaciuta negli attacchi che ho ricevuto è il fatto che mi siano stati attribuiti giudizi che non ho mai pronunciato, anche molto sgradevoli. Sono stato addirittura definito anti-gay. Una cosa che non sta né in cielo né in terra, semmai il contrario". Lo ha detto il presidente della Rai Marcello Foa, intercettato in Viale Mazzini, mentre era in partenza per Sanremo. "Mi ha indignato - ha aggiunto - il fatto che c’è stato un tentativo di caratterizzarmi come una persona estremista, squilibrata, inaffidabile, il che non rispecchia la mia identità, il mio percorso. Questo mi è dispiaciuto ma io guardo al futuro. Nella vita non si può vivere col rancore per i torti subiti. Io penso che ricoprire il ruolo attuale sia un privilegio che interpreto in modo molto serio e responsabile. Guardo in avanti non serbo rancore".
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Con voti 185 favorevoli, 54 contrari e 4 astenuti, il Senato ha approvato il disegno di legge che riduce il numero dei parlamentari, prevedendo di passare da 315 a 200 senatori e da 630 a 400 deputati. Si tratta della prima delle quattro letture previste per i disegni di legge di riforma costituzionale.
"Oggi è una giornata storica, posiamo la prima pietra per un Parlamento più efficiente, meno costoso. 345 parlamentari in meno, in questi decenni tutte le forze politiche di destra e di sinistra ce lo avevano promesso e non lo avevano mai fatto. Noi manteniamo anche questa promessa" ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. "Significa - ha aggiunto - non solo un Parlamento più spedito, più efficiente, meno burocratico, ma anche un Parlamento meno costoso: mezzo miliardo di risparmi a legislatura, 300mila euro al giorno".
Entusiasta il vicepremier Luigi Di Maio che su Facebook ha scritto: "Evviva! Approvato il Tagliapoltrone in Senato! Presto ci saranno 345 parlamentari in meno e un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura. Dicevano: Impossibile! E invece se lo diciamo lo facciamo! Collegatevi che festeggiamo insieme!". Poi, in una diretta, ha aggiunto: "Oggi ho visto i senatori tagliare sé stessi, sono venuto qui in Senato a godermi la scena". "Il Pd dice che ci vuole una riforma organica, come quella che gli hanno già bocciato due anni fa", l'affondo. Di Maio si è soffermato dunque sull'iter che attende la riforma sul taglio dei parlamentari, "possiamo dire che tra agosto-settembre, massimo fine settembre, riusciamo ad approvarla", ha detto. "Se poi le opposizioni vogliono fare un referendum per tagliare i parlamentari, sarà un piacere farlo" ha aggiunto.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
"Oggi è una giornata storica, posiamo la prima pietra per un Parlamento più efficiente, meno costoso. 345 parlamentari in meno, in questi decenni tutte le forze politiche di destra e di sinistra ce lo avevano promesso e non lo avevano mai fatto. Noi manteniamo anche questa promessa" ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. "Significa - ha aggiunto - non solo un Parlamento più spedito, più efficiente, meno burocratico, ma anche un Parlamento meno costoso: mezzo miliardo di risparmi a legislatura, 300mila euro al giorno".
Entusiasta il vicepremier Luigi Di Maio che su Facebook ha scritto: "Evviva! Approvato il Tagliapoltrone in Senato! Presto ci saranno 345 parlamentari in meno e un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura. Dicevano: Impossibile! E invece se lo diciamo lo facciamo! Collegatevi che festeggiamo insieme!". Poi, in una diretta, ha aggiunto: "Oggi ho visto i senatori tagliare sé stessi, sono venuto qui in Senato a godermi la scena". "Il Pd dice che ci vuole una riforma organica, come quella che gli hanno già bocciato due anni fa", l'affondo. Di Maio si è soffermato dunque sull'iter che attende la riforma sul taglio dei parlamentari, "possiamo dire che tra agosto-settembre, massimo fine settembre, riusciamo ad approvarla", ha detto. "Se poi le opposizioni vogliono fare un referendum per tagliare i parlamentari, sarà un piacere farlo" ha aggiunto.
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La Camera ha approvato in via definitiva - con 275 voti a favore, 206 contrari e 27 astenuti - il ddl di conversione in legge del decreto che contiene misure urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione (TUTTE LE MISURE).
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
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Sulla Diciotti c'è stata "attuazione di un indirizzo politico-istituzionale che il governo ha condiviso". E' quanto afferma il premier Giuseppe Conte nelle sue quattro pagine allegate alla memoria di Salvini, composta da 23 pagine, al vaglio della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato. Di queste, 16 sono su carta intestata del ministero dell'Interno, più la memoria di Conte e quella di Di Maio/Toninelli di altre tre pagine. Il plico è stato appena ricevuto dai membri della Giunta chiamati a decidere sul caso.
La Giunta è stata aggiornata al termine dei lavori dell'Aula: dovrà valutare la ricevibilità delle memorie presentate. Documenti che non sarebbero ricevibili per l'ex presidente del Senato Pietro Grasso, secondo il quale andrebbero comunque trasmessi al Tribunale dei ministri. CONTE - Intanto, nella lettera inviata a Salvini, che il ministro dell'Interno ha allegato alla sua memoria presentata in Giunta, Conte scrive: "Di questo indirizzo, così come della politica generale del governo, non posso non ritenermi responsabile, ai sensi dell'articolo 95 della Costituzione". "Le azioni - sottolinea - poste in essere dal ministro dell'Interno si pongono in attuazione di un indirizzo politico-istituzionale. che il governo da me presieduto ha sempre coerentemente condiviso, sin dal suo insediamento". Sulla vicenda della Diciotti "si è reso necessario porre in essere azioni ispirate al massimo rigore" dice Conte. Azioni con due obiettivi: "Contrastare il traffico di esseri umani e impedire la tragica perdita di vite umane", da un lato, e "promuovere una politica di contrasto dell'immigrazione irregolare quanto più possibile condivisa a livello europeo" dall'altro.
DI MAIO - TONINELLI - Sulla vicenda Diciotti "decisioni frutto di una condivisione politica, quanto alla gestione delle operazioni di salvataggio dei migranti a bordo dell'unità navale" è inoltre il passaggio conclusivo della memoria inviata dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli, allegata al testo di Salvini.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
La Giunta è stata aggiornata al termine dei lavori dell'Aula: dovrà valutare la ricevibilità delle memorie presentate. Documenti che non sarebbero ricevibili per l'ex presidente del Senato Pietro Grasso, secondo il quale andrebbero comunque trasmessi al Tribunale dei ministri. CONTE - Intanto, nella lettera inviata a Salvini, che il ministro dell'Interno ha allegato alla sua memoria presentata in Giunta, Conte scrive: "Di questo indirizzo, così come della politica generale del governo, non posso non ritenermi responsabile, ai sensi dell'articolo 95 della Costituzione". "Le azioni - sottolinea - poste in essere dal ministro dell'Interno si pongono in attuazione di un indirizzo politico-istituzionale. che il governo da me presieduto ha sempre coerentemente condiviso, sin dal suo insediamento". Sulla vicenda della Diciotti "si è reso necessario porre in essere azioni ispirate al massimo rigore" dice Conte. Azioni con due obiettivi: "Contrastare il traffico di esseri umani e impedire la tragica perdita di vite umane", da un lato, e "promuovere una politica di contrasto dell'immigrazione irregolare quanto più possibile condivisa a livello europeo" dall'altro.
DI MAIO - TONINELLI - Sulla vicenda Diciotti "decisioni frutto di una condivisione politica, quanto alla gestione delle operazioni di salvataggio dei migranti a bordo dell'unità navale" è inoltre il passaggio conclusivo della memoria inviata dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli, allegata al testo di Salvini.
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Padre Paolo Dall'Oglio, il gesuita rapito il 29 luglio del 2013 mentre si trovava a Raqqa, in Siria, sarebbe vivo. E' quanto scrive il quotidiano britannico 'Times', citando fonti curde di alto livello, secondo le quali i miliziani del sedicente Stato islamico (Is) starebbero cercando un accordo con le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti che li circondano, chiedendo una via di fuga sicura in cambio della liberazione di alcuni ostaggi che sostengono di avere nelle loro mani.
Tra questi - precisa il quotidiano - figurano "il giornalista britannico" John Cantlie, "un prete italiano, Paolo Dall'Oglio, 64 anni, e un'infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda". I tre, ricorda il 'Times', furono sequestrati separatamente nei giorni dell'ascesa in Siria del gruppo terrorista. Due giorni fa il sottosegretario britannico all'Interno, Ben Wallace, in un briefing alla stampa, ha dichiarato che Cantlie, catturato dallo Stato Islamico oltre sei anni fa, è ancora vivo. Il giornalista è noto per essere comparso in una serie di video propagandistici dell'Is, ma non se ne hanno notizie dalla sua ultima apparizione nel 2016. Nell'ultimo video veniva mostrato a Mosul, nel nord dell'Iraq.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/07/...
Tra questi - precisa il quotidiano - figurano "il giornalista britannico" John Cantlie, "un prete italiano, Paolo Dall'Oglio, 64 anni, e un'infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda". I tre, ricorda il 'Times', furono sequestrati separatamente nei giorni dell'ascesa in Siria del gruppo terrorista. Due giorni fa il sottosegretario britannico all'Interno, Ben Wallace, in un briefing alla stampa, ha dichiarato che Cantlie, catturato dallo Stato Islamico oltre sei anni fa, è ancora vivo. Il giornalista è noto per essere comparso in una serie di video propagandistici dell'Is, ma non se ne hanno notizie dalla sua ultima apparizione nel 2016. Nell'ultimo video veniva mostrato a Mosul, nel nord dell'Iraq.
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Aggiornare Android. Google ha rilasciato l'aggiornamento di sicurezza di febbraio che risolve svariate vulnerabilità nel sistema operativo di Big G. L'aggiornamento, suddiviso in due livelli di patch progressivi, "risolve 42 vulnerabilità in diversi componenti di sistema, di cui 11 critiche e altre 30 di gravità elevata" fa sapere il CERT, Computer Emergency Response Team.
"Le più gravi di queste vulnerabilità potrebbero consentire l’esecuzione di codice da remoto con privilegi elevati sul dispositivo". I due aggiornamenti 'security patch level' riguardano soluzioni per il 'Framework', la 'Library' e il 'System' ma anche per componenti Kernel, NVIDIA e Qualcomm. Al momento, concludono gli esperti, "non si ha notizia che queste vulnerabilità siano attivamente sfruttate in attacchi reali. Tutte le patch di sicurezza di Android (qui le specifiche, ndr) vengono rese disponibili da Google ai partner almeno un mese prima della pubblicazione". Gli utenti di dispositivi con il sistema operativo prodotto da Mountain View "devono attendere il rilascio degli aggiornamenti da parte dei rispettivi produttori o operatori di telefonia mobile".
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2019/...
"Le più gravi di queste vulnerabilità potrebbero consentire l’esecuzione di codice da remoto con privilegi elevati sul dispositivo". I due aggiornamenti 'security patch level' riguardano soluzioni per il 'Framework', la 'Library' e il 'System' ma anche per componenti Kernel, NVIDIA e Qualcomm. Al momento, concludono gli esperti, "non si ha notizia che queste vulnerabilità siano attivamente sfruttate in attacchi reali. Tutte le patch di sicurezza di Android (qui le specifiche, ndr) vengono rese disponibili da Google ai partner almeno un mese prima della pubblicazione". Gli utenti di dispositivi con il sistema operativo prodotto da Mountain View "devono attendere il rilascio degli aggiornamenti da parte dei rispettivi produttori o operatori di telefonia mobile".
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Dura risposta dei sostenitori della Brexit a Donald Tusk, secondo il quale coloro che hanno promosso l'uscita del Regno Unito dall'Ue senza avere un piano su come portarla a termine meritano "un posto speciale nell'inferno". La leader dei Tories alla Camera dei Comuni Andrea Leadsom ha detto che Tusk dovrebbe scusarsi per il suo commento "offensivo, vergognoso e assolutamente inaccettabile".
"Sono sicura che quando ci rifletterà, desidererà di non averlo fatto. Stiamo conducendo una trattativa tra amici, alleati, vicini. Dovrebbe assumere un atteggiamento collegiale e collaborativo e queste dichiarazioni lo sminuiscono completamente", ha affermato l'esponente conservatrice.
Più pesante il commento di Sammy Wilson, portavoce per la Brexit del Democratic Unionist Party nordirlandese, secondo il quale "Donald Tusk ha dimostrato ancora una volta il suo disprezzo per i 17,4 milioni di persone che hanno votato per sfuggire alla corruzione nella Ue. Questo diabolico euro maniaco fa del suo meglio per tenere il Regno unito incatenato alla burocrazia e al controllo Ue".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/06/...
"Sono sicura che quando ci rifletterà, desidererà di non averlo fatto. Stiamo conducendo una trattativa tra amici, alleati, vicini. Dovrebbe assumere un atteggiamento collegiale e collaborativo e queste dichiarazioni lo sminuiscono completamente", ha affermato l'esponente conservatrice.
Più pesante il commento di Sammy Wilson, portavoce per la Brexit del Democratic Unionist Party nordirlandese, secondo il quale "Donald Tusk ha dimostrato ancora una volta il suo disprezzo per i 17,4 milioni di persone che hanno votato per sfuggire alla corruzione nella Ue. Questo diabolico euro maniaco fa del suo meglio per tenere il Regno unito incatenato alla burocrazia e al controllo Ue".
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"Abbiamo consegnato una lettera per chiedere, attraverso l'ambasciatore, che il governo riconosca il presidente incaricato Juan Guaidò". Il deputato venezuelano Luis Stefanelli, membro dell'assemblea nazionale, risponde così all'Adnkronos dopo aver consegnato una lunga lettera - firmata anche da altri parlamentari di origine italiana - all'ambasciatore Silvio Mignano.
Nella lettera si evidenzia che ''il Venezuela sta attraversando i momenti più difficili della propria storia" e ora deve affrontare "una crisi umanitaria senza precedenti" che colpisce "i venezuelani, gli italiani residenti nel Paese e i discendenti di italiani che nel corso degli anni hanno visto precipitare la qualità della propria vita" e "hanno perso quello che hanno costruito con sforzi e sacrifici".
"Il 90% della comunità italiana qui in Venezuela vuole che venga ripristinata la democrazia e sostiene 'Giovanni' Guaidò. Molta gente magari in Italia può essere confusa, ma questa non è una democrazia", aggiunge Stefanelli.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/06/...
Nella lettera si evidenzia che ''il Venezuela sta attraversando i momenti più difficili della propria storia" e ora deve affrontare "una crisi umanitaria senza precedenti" che colpisce "i venezuelani, gli italiani residenti nel Paese e i discendenti di italiani che nel corso degli anni hanno visto precipitare la qualità della propria vita" e "hanno perso quello che hanno costruito con sforzi e sacrifici".
"Il 90% della comunità italiana qui in Venezuela vuole che venga ripristinata la democrazia e sostiene 'Giovanni' Guaidò. Molta gente magari in Italia può essere confusa, ma questa non è una democrazia", aggiunge Stefanelli.
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di Ileana Sciarra
Volti noti, veri e propri 'big' capilista del M5S alle prossime elezioni europee. Per loro niente parlamentarie: Luigi Di Maio, capo politico del M5S, gli assegnerà direttamente un posto in cima ai listini. Cinque, in tutto, quelli previsti per le elezioni europee. Elezioni dove, comunque, a farla da padrona saranno le preferenze, dunque i 'capilista' potranno anche essere superati in corsa. Sarebbe questa la 'mediazione' alla quale si sta giungendo in casa 5 Stelle, dove i criteri delle candidature, soprattutto dopo la svolta alle scorse elezioni politiche di aprire alla cosiddetta società civile, stanno generando non poche tensioni. In particolare, a quanto apprende l'Adnkronos, nelle settimane scorse si era considerata l'ipotesi di una vera e propria 'quota', ben più corposa, decisa da Di Maio, dunque calata dall'alto. Un sorta di listino nella lista. Un'ipotesi che aveva mandato in fibrillazione gli europarlamentari uscenti, timorosi di perdere il seggio per fare spazio al volto noto di turno. Nelle ultime ore, invece, a Bruxelles sembra tornato il sereno. L'opzione capilista ad appannaggio di Di Maio, riflettono tra loro gli europarlamentari, graverebbe solo su 5 seggi in tutto: gli eletti 5 Stelle di casa a Bruxelles sono attualmente 11, visto che sei hanno abbandonato il gruppo in corsa. E i sondaggi attualmente in mano al Movimento parlano di 22-25 seggi: numeri alla mano, ci sarebbe spazio per tutti. Ma se i capilista decisi da Di Maio sembrano aver portato un clima di serenità in Europa, i 'falchi' del Movimento guardano col fumo agli occhi anche a questa opzione. Una ipotesi che ormai sembrerebbe una decisione già presa, anche se le regole per le candidature non sono ancora state inviate al comitato dei garanti chiamati a 'vidimarle'.
"Così rischiamo altri casi De Falco - ragiona un volto noto del M5S, considerato tra i più ortodossi del Movimento - imbarchiamo gente che ci userà come taxi, mentre potremmo far spazio a gente nostra, a veri e propri attivisti che meritano una possibilità. Tant'è, che la base si farà sentire sicuramente quando le regole verranno rese note...". Ma i volti noti saranno in lista. Finora erano circolati quelli di Licia Colò e Sarah Varetto, ma dai piani alti del Movimento spiegano che verranno resi noti solo in aprile, non prima. Nella lista dei big non dovrebbe esserci Filippo Nogarin, il sindaco di Livorno che qualche mese fa era sceso a Roma per parlare con Di Maio anche di europee. "Se Nogarin e altri esponenti 5 Stelle piuttosto noti dovessero candidarsi - spiega un beninformato all'Adnkronos - faranno le 'parlamentarie' come tutti gli altri". Gli unici che non dovranno guadagnarsi il favore della base grillina sono i 5 'big' scelti dal vicepremier. "Un tempo li chiamavamo 'foglie di fico - lamenta una deputata di vecchio corso - ma quelli erano altri tempi, quello era il M5S...".
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Volti noti, veri e propri 'big' capilista del M5S alle prossime elezioni europee. Per loro niente parlamentarie: Luigi Di Maio, capo politico del M5S, gli assegnerà direttamente un posto in cima ai listini. Cinque, in tutto, quelli previsti per le elezioni europee. Elezioni dove, comunque, a farla da padrona saranno le preferenze, dunque i 'capilista' potranno anche essere superati in corsa. Sarebbe questa la 'mediazione' alla quale si sta giungendo in casa 5 Stelle, dove i criteri delle candidature, soprattutto dopo la svolta alle scorse elezioni politiche di aprire alla cosiddetta società civile, stanno generando non poche tensioni. In particolare, a quanto apprende l'Adnkronos, nelle settimane scorse si era considerata l'ipotesi di una vera e propria 'quota', ben più corposa, decisa da Di Maio, dunque calata dall'alto. Un sorta di listino nella lista. Un'ipotesi che aveva mandato in fibrillazione gli europarlamentari uscenti, timorosi di perdere il seggio per fare spazio al volto noto di turno. Nelle ultime ore, invece, a Bruxelles sembra tornato il sereno. L'opzione capilista ad appannaggio di Di Maio, riflettono tra loro gli europarlamentari, graverebbe solo su 5 seggi in tutto: gli eletti 5 Stelle di casa a Bruxelles sono attualmente 11, visto che sei hanno abbandonato il gruppo in corsa. E i sondaggi attualmente in mano al Movimento parlano di 22-25 seggi: numeri alla mano, ci sarebbe spazio per tutti. Ma se i capilista decisi da Di Maio sembrano aver portato un clima di serenità in Europa, i 'falchi' del Movimento guardano col fumo agli occhi anche a questa opzione. Una ipotesi che ormai sembrerebbe una decisione già presa, anche se le regole per le candidature non sono ancora state inviate al comitato dei garanti chiamati a 'vidimarle'.
"Così rischiamo altri casi De Falco - ragiona un volto noto del M5S, considerato tra i più ortodossi del Movimento - imbarchiamo gente che ci userà come taxi, mentre potremmo far spazio a gente nostra, a veri e propri attivisti che meritano una possibilità. Tant'è, che la base si farà sentire sicuramente quando le regole verranno rese note...". Ma i volti noti saranno in lista. Finora erano circolati quelli di Licia Colò e Sarah Varetto, ma dai piani alti del Movimento spiegano che verranno resi noti solo in aprile, non prima. Nella lista dei big non dovrebbe esserci Filippo Nogarin, il sindaco di Livorno che qualche mese fa era sceso a Roma per parlare con Di Maio anche di europee. "Se Nogarin e altri esponenti 5 Stelle piuttosto noti dovessero candidarsi - spiega un beninformato all'Adnkronos - faranno le 'parlamentarie' come tutti gli altri". Gli unici che non dovranno guadagnarsi il favore della base grillina sono i 5 'big' scelti dal vicepremier. "Un tempo li chiamavamo 'foglie di fico - lamenta una deputata di vecchio corso - ma quelli erano altri tempi, quello era il M5S...".
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L'incontro avvenuto ieri tra rappresentanti dei gilet gialli e Luigi Di Maio, vicepremier italiano e capo politico del M5S, è un "provocazione inaccettabile". Lo ha detto un portavoce del ministero francese per gli Affari europei rispondendo a una domanda. "Questa nuova provocazione non è accettabile tra Paesi vicini e partner nell'Unione europea", ha aggiunto il portavoce.
"Di Maio, che ha responsabilità governative, deve fare attenzione a non indebolire, attraverso le sue ripetute ingerenze, le nostre relazioni bilaterali, nell'interesse sia della Francia che dell'Italia", le parole del portavoce, riportate dai media transalpini. Ieri, alla periferia di Parigi, Di Maio e Alessandro Di Battista hanno guidato una delegazione del M5S nell'incontro con il gruppo dei gilets jaunes che fanno capo a Ingrid Levavasseur. All'incontro ha preso parte anche Christophe Chalencon.
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"Di Maio, che ha responsabilità governative, deve fare attenzione a non indebolire, attraverso le sue ripetute ingerenze, le nostre relazioni bilaterali, nell'interesse sia della Francia che dell'Italia", le parole del portavoce, riportate dai media transalpini. Ieri, alla periferia di Parigi, Di Maio e Alessandro Di Battista hanno guidato una delegazione del M5S nell'incontro con il gruppo dei gilets jaunes che fanno capo a Ingrid Levavasseur. All'incontro ha preso parte anche Christophe Chalencon.