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Con 310 sì, 245 no e un'astensione la Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto legge semplificazioni. Domani dovrebbe arrivare il via libera definitivo.
Da Alitalia al noleggio con conducente, passando per le trivelle e arrivando fino alla rottamazione delle cartelle, il decreto si avvicina al traguardo con molte novità, rispetto al formato entrato in Parlamento. Nel suo cammino ha incontrato non pochi ostacoli: prima c'è stato un assalto alla diligenza (da parte dei senatori delle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato); poi è arrivata la cura dimagrante (voluta dal Colle e applicata da palazzo Madama). Il risultato è sintetizzato nei capitoli che seguono.
ALITALIA: Proroga del termine per la restituzione del finanziamento attribuito ad Alitalia. Il prestito ponte di 900 milioni, che sarebbe scaduto il 15 dicembre, dovrà essere restituito entro il 30 giugno 2019.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Da Alitalia al noleggio con conducente, passando per le trivelle e arrivando fino alla rottamazione delle cartelle, il decreto si avvicina al traguardo con molte novità, rispetto al formato entrato in Parlamento. Nel suo cammino ha incontrato non pochi ostacoli: prima c'è stato un assalto alla diligenza (da parte dei senatori delle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato); poi è arrivata la cura dimagrante (voluta dal Colle e applicata da palazzo Madama). Il risultato è sintetizzato nei capitoli che seguono.
ALITALIA: Proroga del termine per la restituzione del finanziamento attribuito ad Alitalia. Il prestito ponte di 900 milioni, che sarebbe scaduto il 15 dicembre, dovrà essere restituito entro il 30 giugno 2019.
France in free fall
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https://sheikyermami.com/2019/01/france-in-free-fall/
Ennesima vittoria liberale in Francia. Clicca qui per saperne di più!
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Non solo Fabio Fazio. Il M5S apre oggi il 'caso Corrado Augias', andando all'attacco del conduttore 'reo' di guadagnare troppo. A parlarne sono le commissarie pentastellate in Vigilanza Rai Paxia, Luzzi e Di Lauro. Del resto, per Maria Laura Paxia il "servizio pubblico è controllato da Pd, per loro merito e talento non contano", mentre si chiede "come mai la sinistra moralizzatrice non si indigna per i 370mila euro di stipendio del giornalista Corrado Augias?". "E' ormai evidente - sostiene ancora Paxia - quanto questi personaggi siano bravi a fare i moralizzatori, rivendicando i valori di sinistra, tranne poi avere il portafoglio a destra facendosi pagare degli stipendi a dir poco esorbitanti. Abbiamo ormai una Rai, pubblica, invasa da giornalisti riconducibili al Partito democratico, con la stampa attenta e vigile solo quando ad apparire sono personaggi a loro scomodi e appartenenti ad altri partiti politici. Quello che ancora non hanno capito è che a prevalere devono essere i concetti di merito e talento, che per anni, evidentemente, gli sono stati estranei".
Dello stesso avviso la deputata Mirella Liuzzi, per la quale "è ora di dire basta a un'azienda pubblica totalmente occupata dal Partito democratico e nella quale il merito è solo un dettaglio. Questo non è garanzia di qualità dell’informazione. I cittadini non possono che essere indignati per stipendi stellari, come quello di Corrado Augias che prende 370mila euro all'anno e lavora anche per Repubblica o di Fabio Fazio che addirittura ne prende 2milioni e 200mila all’anno. Sono somme fuori dal mondo".
"Noi - dice ancora la deputata del MoVimento 5 Stelle in Commissione Vigilanza Rai - ci batteremo per un tetto massimo di retribuzione per chi lavora in Rai, soprattutto gli stipendi d’oro di giornalisti e conduttori politicizzati nel servizio pubblico. È una vergogna che non possiamo più accettare. La Rai non può essere uno stipendificio che usa i soldi dei cittadini per chi riesce ad entrarci solo grazie a riferimenti politici".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Dello stesso avviso la deputata Mirella Liuzzi, per la quale "è ora di dire basta a un'azienda pubblica totalmente occupata dal Partito democratico e nella quale il merito è solo un dettaglio. Questo non è garanzia di qualità dell’informazione. I cittadini non possono che essere indignati per stipendi stellari, come quello di Corrado Augias che prende 370mila euro all'anno e lavora anche per Repubblica o di Fabio Fazio che addirittura ne prende 2milioni e 200mila all’anno. Sono somme fuori dal mondo".
"Noi - dice ancora la deputata del MoVimento 5 Stelle in Commissione Vigilanza Rai - ci batteremo per un tetto massimo di retribuzione per chi lavora in Rai, soprattutto gli stipendi d’oro di giornalisti e conduttori politicizzati nel servizio pubblico. È una vergogna che non possiamo più accettare. La Rai non può essere uno stipendificio che usa i soldi dei cittadini per chi riesce ad entrarci solo grazie a riferimenti politici".
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Juan Guaidò, autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, chiede di incontrare Matteo Salvini e Luigi Di Maio. "Le chiedo la disponibilità - scrive Guaidò al vicepremier e ministro dell'Interno (LEGGI LA LETTERA) - a un incontro a Roma nel più breve tempo possibile con la nostra delegazione, finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che stiamo vivendo in Venezuela". "In particolare - si legge nella lettera inviata a Salvini - vorremmo poter rappresentare la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi, e grazie al sostegno della Comunità internazionale, a libere elezioni democratiche". Guaidò esordisce nello scritto esprimendo "i più profondi sentimenti di riconoscenza per la costante vicinanza dimostrata al nostro amato Venezuela", rinnovando la "massima e proficua collaborazione" tra i due Paesi. Poi fa notare che "il complesso periodo storico che il Venezuela sta attraversando, pone ciascuno di noi dinanzi a grandi speranze che leggiamo negli occhi dei nostri concittadini. Ciò comporta grandi responsabilità sia al cospetto della nostra Patria, sia nei confronti della Comunità Internazionale tutta". "Per tali ragioni - e avendo a mente gli indissolubili legami che uniscono il Venezuela e la Repubblica Italiana - credo - scrive ancora Guaidò - sia importante e utile inviare in Italia una delegazione ufficiale, guidata dal Presidente della Commissione Esteri dell’Assemblea Nazionale Francisco Sucre e dal nostro Rappresentante europeo per gli Aiuti Umanitari Rodrigo Diamanti" al fine di illustrare il piano di azione per il "ripristino della democrazia" in Venezuela "mediante l'indizione di elezioni libere e trasparenti e risolvere l'attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100mila italiani che vivono in Venezuela".
Guaidò ha chiesto un incontro anche al vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, alla luce del "complesso periodo storico che il Venezuela sta attraversando", si legge nel testo della lettera che l'Adnkronos ha potuto visionare, e che "pone ciascuno di noi dinanzi a grandi speranze che leggiamo negli occhi dei nostri concittadini". Anche nella lettera a Di Maio, Guaidò propone l'invio in Italia di "una delegazione ufficiale, guidata dal presidente della commissione Esteri dell'Assemblea nazionale Francisco Sucre e dal nostro Rappresentante europeo per gli Aiuti umanitari Rodrigo Diamanti", "con la finalità di illustrarLe il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l'indizione di elezioni libere e trasparenti e risolvere l'attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100mila italiani che vivono in Venezuela". In particolare, nella missiva l'auspicio di "giungere in tempi rapidi, e grazie al sostegno della Comunità internazionale, a libere elezioni democratiche".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Guaidò ha chiesto un incontro anche al vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, alla luce del "complesso periodo storico che il Venezuela sta attraversando", si legge nel testo della lettera che l'Adnkronos ha potuto visionare, e che "pone ciascuno di noi dinanzi a grandi speranze che leggiamo negli occhi dei nostri concittadini". Anche nella lettera a Di Maio, Guaidò propone l'invio in Italia di "una delegazione ufficiale, guidata dal presidente della commissione Esteri dell'Assemblea nazionale Francisco Sucre e dal nostro Rappresentante europeo per gli Aiuti umanitari Rodrigo Diamanti", "con la finalità di illustrarLe il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l'indizione di elezioni libere e trasparenti e risolvere l'attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100mila italiani che vivono in Venezuela". In particolare, nella missiva l'auspicio di "giungere in tempi rapidi, e grazie al sostegno della Comunità internazionale, a libere elezioni democratiche".
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"Nessuna delle situazioni di incompatibilità previste nel nostro ordinamento è applicabile alla nomina" di Paolo Savona alla presidenza della Consob. Tornano a sottolinearlo fonti di Palazzo Chigi, richiamando nel dettaglio tutte le norme che, a detta di alcuni, colliderebbero con l'incarico all'ormai ex ministro per gli Affari europei.
Nel dettaglio, la causa di incompatibilità prevista dalla legge sul conflitto di interessi (n. 215/2004) "non opera nel caso di incarichi assunti presso le autorità indipendenti o organi di rilevanza costituzionale. L'indipendenza di questi organismi fa infatti venir meno la 'necessità di evitare che vi sia coincidenza tra soggetto controllore e controllato', alla quale il divieto post-carica è preordinato. In tal senso - rimarcano le stesse fonti - si è espressa l'autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm)".
"Nella relazione semestrale del giugno 2006, infatti, è stato ribadito che l’incompatibilità non opera nel caso di incarichi assunti - prima del decorso dei dodici mesi - presso le autorità indipendenti od organi di rilevanza costituzionale, anche alla luce dell’analisi già condotta e dell’esito favorevole dell’accertamento effettuato in precedenti casi relativi ad incarichi rivestiti da ex titolari di carica di governo presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel)".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Nel dettaglio, la causa di incompatibilità prevista dalla legge sul conflitto di interessi (n. 215/2004) "non opera nel caso di incarichi assunti presso le autorità indipendenti o organi di rilevanza costituzionale. L'indipendenza di questi organismi fa infatti venir meno la 'necessità di evitare che vi sia coincidenza tra soggetto controllore e controllato', alla quale il divieto post-carica è preordinato. In tal senso - rimarcano le stesse fonti - si è espressa l'autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm)".
"Nella relazione semestrale del giugno 2006, infatti, è stato ribadito che l’incompatibilità non opera nel caso di incarichi assunti - prima del decorso dei dodici mesi - presso le autorità indipendenti od organi di rilevanza costituzionale, anche alla luce dell’analisi già condotta e dell’esito favorevole dell’accertamento effettuato in precedenti casi relativi ad incarichi rivestiti da ex titolari di carica di governo presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel)".
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E' attesa entro stasera in Giunta per le immunità al Senato la memoria scritta di Matteo Salvini sul caso Diciotti. E non è escluso che il ministro dell'Interno, riferiscono fonti della Lega, possa allegare anche altri documenti, che il governo ha intenzione di presentare per sottolineare la responsabilità collegiale dell'esecutivo sulle scelte fatte per la vicenda della nave.
Salvini ha deciso di presentare una memoria, anziché intervenire di persona. La Giunta per le autorizzazioni a procedere di palazzo Madama si riunirà domani mattina, a Sant'Ivo alla Sapienza, alle 8.30, per esaminare le carte consegnate dal responsabile del Viminale.
L'EMPASSE M5S - Il sottosegretario all'Interno, il pentastellato Carlo Sibilia, stamane al Senato, spiega che i Cinque stelle non hanno ancora deciso la linea da tenere sul caso Salvini per la nave Diciotti, perché vogliono prima di esprimere un giudizio. "Ci troviamo di fronte a un caso nuovo. Per questo, vogliamo vedere prima le carte per poi prendere una posizione. Visto che si tratta di un fatto nuovo, bisogna fare degli approfondimenti in relazione a quelli che sono i fatti. Non si pone il problema di disconoscere la linea del governo, perché l'azione dell'esecutivo'' sulla vicenda Salvini, "è unitaria, come hanno dichiarato Conte, Di Maio e Toninelli".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Salvini ha deciso di presentare una memoria, anziché intervenire di persona. La Giunta per le autorizzazioni a procedere di palazzo Madama si riunirà domani mattina, a Sant'Ivo alla Sapienza, alle 8.30, per esaminare le carte consegnate dal responsabile del Viminale.
L'EMPASSE M5S - Il sottosegretario all'Interno, il pentastellato Carlo Sibilia, stamane al Senato, spiega che i Cinque stelle non hanno ancora deciso la linea da tenere sul caso Salvini per la nave Diciotti, perché vogliono prima di esprimere un giudizio. "Ci troviamo di fronte a un caso nuovo. Per questo, vogliamo vedere prima le carte per poi prendere una posizione. Visto che si tratta di un fatto nuovo, bisogna fare degli approfondimenti in relazione a quelli che sono i fatti. Non si pone il problema di disconoscere la linea del governo, perché l'azione dell'esecutivo'' sulla vicenda Salvini, "è unitaria, come hanno dichiarato Conte, Di Maio e Toninelli".
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Super minaccia per Windows. È stata recentemente scoperta e resa nota "l'esistenza di una vulnerabilità zero-day nel gestore contatti in formato vCard" che "può consentire ad un attaccante remoto di eseguire codice arbitrario" sul sistema colpito. E' quanto fa sapere il CERT - Computer Emergency Response Team, ricordando che col termine zero-day "si indica una minaccia informatica che sfrutta vulnerabilità di applicazioni software non ancora divulgate o per le quali non è ancora stata distribuita una patch. Gli attacchi zero-day sono considerati una minaccia molto grave, in quanto sfruttano falle di sicurezza per le quali non è al momento disponibile nessuna soluzione". Come segnalato agli esperti dalla società Yoroi, "la criticità è originata da lacune di validazione nei campi di contatto all’interno dei file vCard con estensione '.contact' o '.vcf' che, una volta aperti in lettura, possono permettere la compromissione della macchina bersaglio tramite l‘esecuzione di codice arbitrario. Questa vulnerabilità può essere sfruttata in scenari di spear-phishing, nei quali gli attaccanti invitano le potenziali vittime a visionare contatti all’interno di vCard appositamente predisposte".
LE VERSIONI COLPITE - Risultano colpite da questa vulnerabilità "Windows 10, 8, 7 e Vista. Al momento - aggiungono gli esperti del CERT -, Microsoft non ha rilasciato aggiornamenti specifici che risolvono questa problematica". Infine, anche se ad oggi non sembrano esserci stati attacchi concreti che sfruttano questa vulnerabilità, "considerata la disponibilità di dettagli tecnici e di codice proof-of-concept, si suggerisce agli utenti di esercitare le dovute cautele nel caso di ricezione di email inattese contenenti allegati '.contact' o '.vcf'".
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2019/...
LE VERSIONI COLPITE - Risultano colpite da questa vulnerabilità "Windows 10, 8, 7 e Vista. Al momento - aggiungono gli esperti del CERT -, Microsoft non ha rilasciato aggiornamenti specifici che risolvono questa problematica". Infine, anche se ad oggi non sembrano esserci stati attacchi concreti che sfruttano questa vulnerabilità, "considerata la disponibilità di dettagli tecnici e di codice proof-of-concept, si suggerisce agli utenti di esercitare le dovute cautele nel caso di ricezione di email inattese contenenti allegati '.contact' o '.vcf'".
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"Dobbiamo rifiutare la politica della vendetta, della resistenza e della rappresaglia, ed abbracciare la sconfinata potenzialità della collaborazione, del compromesso e del bene comune". E' così che Donald Trump, nel discorso sullo stato dell'Unione pronunciato la notte scorsa al Congresso, ha chiesto ai democratici un atteggiamento bipartisan. Un appello che però è stato seguito da un nuovo duro attacco all'inchiesta de procuratore speciale Robert Mueller e alle possibili altri inchieste sul suo operato da parte della Camera a guida democratica: "Se ci sarà pace ed attività legislativa non vi possono essere guerra ed inchieste", ha detto, scagliandosi anche contro le "ridicole inchieste di parte". Queste "guerre folli", ha aggiunto, rischiano di essere di intralcio al successo economico della nazione.
Poi avverte che "i muri funzionano ed i muri salvano le vite" ed esorta il Congresso, in particolare l'opposizione democratica, a "raggiungere un compromesso" per i fondi - 5,7 miliardi di dollari - da lui chiesti per il muro. Ma ha ribadito che non è intenzionato a cedere: "Io farò costruire il muro - ha affermato - una barriera intelligente, strategica di alluminio, non una semplice barriera di cemento". Nel corso del discorso, Trump ha difeso la sua politica di "tolleranza zero" nei confronti dell'immigrazione, parlando del "dovere morale" di affrontare quella che definisce "la crisi dell'immigrazione illegale" sul confine meridionale del Paese. Una crisi che colpisce in modo particolare i lavoratori americani, mentre le elite sono per i confini aperti, ha aggiunto. "Nessuna questione illustra meglio la divisione tra i lavoratori americani e la classe politica americana - ha argomentato - i politici ricchi ed i loro finanziatori spingono per i confini aperti mentre vivono dietro ai loro muri, cancelli protetti da guardie".
Il presidente Usa ha fatto anche sapere che inconterà di nuovo Kim Jong Un, il 27 e 28 febbraio in Vietnam. "Nell'ambito di un'ambiziosa nuova diplomazia, continuiamo il nostro storico sforzo per la pace nella penisola coreana", ha detto Trump rivendicando i successi ottenuti finora. "I nostri ostaggi sono tornati a casa, i testi nucleari si sono fermati e da 15 mesi non vi sono lanci di missili - ha affermato - se io non fossi stato eletto presidente degli Stati Uniti, secondo la mia opinione, ora saremmo in una grande guerra con la Corea del Nord". "C'è ancora molto lavoro da fare, ma la mia relazione con Kim Jong Un è buona" ha concluso Trump che lo scorso giugno a Singapore ha incontrato il leader nordcoreano.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/06/...
Poi avverte che "i muri funzionano ed i muri salvano le vite" ed esorta il Congresso, in particolare l'opposizione democratica, a "raggiungere un compromesso" per i fondi - 5,7 miliardi di dollari - da lui chiesti per il muro. Ma ha ribadito che non è intenzionato a cedere: "Io farò costruire il muro - ha affermato - una barriera intelligente, strategica di alluminio, non una semplice barriera di cemento". Nel corso del discorso, Trump ha difeso la sua politica di "tolleranza zero" nei confronti dell'immigrazione, parlando del "dovere morale" di affrontare quella che definisce "la crisi dell'immigrazione illegale" sul confine meridionale del Paese. Una crisi che colpisce in modo particolare i lavoratori americani, mentre le elite sono per i confini aperti, ha aggiunto. "Nessuna questione illustra meglio la divisione tra i lavoratori americani e la classe politica americana - ha argomentato - i politici ricchi ed i loro finanziatori spingono per i confini aperti mentre vivono dietro ai loro muri, cancelli protetti da guardie".
Il presidente Usa ha fatto anche sapere che inconterà di nuovo Kim Jong Un, il 27 e 28 febbraio in Vietnam. "Nell'ambito di un'ambiziosa nuova diplomazia, continuiamo il nostro storico sforzo per la pace nella penisola coreana", ha detto Trump rivendicando i successi ottenuti finora. "I nostri ostaggi sono tornati a casa, i testi nucleari si sono fermati e da 15 mesi non vi sono lanci di missili - ha affermato - se io non fossi stato eletto presidente degli Stati Uniti, secondo la mia opinione, ora saremmo in una grande guerra con la Corea del Nord". "C'è ancora molto lavoro da fare, ma la mia relazione con Kim Jong Un è buona" ha concluso Trump che lo scorso giugno a Singapore ha incontrato il leader nordcoreano.
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M5S al lavoro su più fronti in vista delle prossime elezioni europee. Nella periferia di Parigi, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno incontrato Christophe Chalençon, leader dei gilet gialli, e i candidati della lista Ric di Ingrid Levavasseur. Presenti anche gli europarlamentari 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin e Ignazio Corrao. L'incontro, ha poi reso noto l'ufficio stampa del vicepremier grillino, si è svolto in un "clima di grande entusiasmo" e sarà replicato a Roma nelle prossime settimane. Ma oltre alla costruzione del network di alleanze in sede Ue, c'è un'altra partita da giocare: quella delle candidature. Le primarie online per la selezione dei candidati da schierare alle europee si terranno molto presto. E in vista del voto, l'Associazione Rousseau - che gestisce la piattaforma della democrazia diretta grillina - ha lanciato un 'Supporto Live' per le iscrizioni al MoVimento 5 Stelle, propedeutiche alle candidature. VOTO ON LINE - Mercoledì, dalle 11 alle 13, "risponderemo in tempo reale a tutti i messaggi privati che arriveranno sulla pagina Facebook dell'Associazione Rousseau. Le votazioni online su Rousseau per scegliere i nostri portavoce in Europa sono alle porte. Per poter sottoporre la propria candidatura sarà necessario, come sempre, aver completato l'iscrizione al MoVimento 5 Stelle ed essere, quindi, un iscritto certificato" si legge in un post dell'Associazione pubblicato sul Blog delle Stelle.
LE ALLEANZE - Intanto Di Maio continua a tessere la sua tela di alleanze per il decisivo voto di maggio. Nei progetti del capo politico pentastellato il M5S punta a diventare l'ago della bilancia della prossima legislatura Ue. E i gilet gialli - che da mesi tengono sotto scacco il governo di Emmanuel Macron con le loro proteste - possono rivelarsi un prezioso tassello del mosaico.
GLI INCONTRI - "Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi" scrive poi Di Maio sui social, postando la foto dell'incontro con i gilet: "Il primo di tanti", sottolinea il titolare del Mise, "in cui abbiamo parlato dei nostri Paesi, dei diritti sociali, di ambiente e di democrazia diretta". Il colloquio in terra francese segue il 'blitz' di inizio gennaio a Bruxelles, dove Di Maio ha incontrato il polacco Pawel Kukiz, il croato Ivan Sincic e la finlandese Karolina Kahonen: ovvero i leader di alcune delle forze politiche con cui il Movimento 5 Stelle sta lavorando alla costituzione del nuovo gruppo a Strasburgo.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
LE ALLEANZE - Intanto Di Maio continua a tessere la sua tela di alleanze per il decisivo voto di maggio. Nei progetti del capo politico pentastellato il M5S punta a diventare l'ago della bilancia della prossima legislatura Ue. E i gilet gialli - che da mesi tengono sotto scacco il governo di Emmanuel Macron con le loro proteste - possono rivelarsi un prezioso tassello del mosaico.
GLI INCONTRI - "Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi" scrive poi Di Maio sui social, postando la foto dell'incontro con i gilet: "Il primo di tanti", sottolinea il titolare del Mise, "in cui abbiamo parlato dei nostri Paesi, dei diritti sociali, di ambiente e di democrazia diretta". Il colloquio in terra francese segue il 'blitz' di inizio gennaio a Bruxelles, dove Di Maio ha incontrato il polacco Pawel Kukiz, il croato Ivan Sincic e la finlandese Karolina Kahonen: ovvero i leader di alcune delle forze politiche con cui il Movimento 5 Stelle sta lavorando alla costituzione del nuovo gruppo a Strasburgo.
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Incontro in una località a sud di Parigi tra Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e una delegazione del movimento francese dei gilet gialli. L'incontro, a quanto apprende l'AdnKronos, si è svolto a Montargis con il gruppo dei gilets jaunes che fanno capo a Ingrid Levavasseur. I due esponenti 5S sono volati in Francia per stringere sulle alleanze in vista delle elezioni europee alle porte. All'incontro anche Christophe Chalencon, uno dei volti mediatici di primo piano dei gilet gialli e tra i primi ad aver lanciato l'idea di una lista per le prossime europee. "Molte le posizioni e i valori comuni che mettono al centro delle tante battaglie i cittadini, i diritti sociali, la democrazia diretta e l'ambiente" ha reso noto l'ufficio stampa del vicepremier e ministro del Lavoro, descrivendo un "clima di grande entusiasmo" durante l'incontro tra Di Maio e Di Battista con Chalençon. Il quale, parlando con 'Le Parisien', ha sottolineato la soddisfazione per l'incontro: "Siamo molto soddisfatti. I contatti ci sono stati un paio di settimane fa. Abbiamo accettato di scoprire questo partito per conoscere la sua posizione politica in relazione alla Lega".
E "Di Maio ci ha assicurato che ci saranno liste separate nelle elezioni locali e in quelle europee" ha detto Chalençon, che avrebbe escluso al momento ogni ipotesi di alleanza: "E' possibile? Per niente" ha affermato, annunciando un nuovo vertice in Italia: "Andremo presto a Roma". Poi, in serata, fonti M5S hanno precisato che il leader dell'ala 'dura' dei gilet gialli ha detto che non si è parlato di un'alleanza con il Movimento durante l'incontro che si è tenuto a Parigi e non ha detto 'no all'alleanza'. CHI C'ERA - Tra i presenti all'incontro, oltre agli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin e Ignazio Corrao, anche alcuni leader della lista Ric che ha come capolista Ingrid Levavasseur e che si presenterà alle europee. E dopo il faccia a faccia, su Instagram il vicepremier ha postato una "foto ricordo di questo bell'incontro, il primo di tanti, in cui abbiamo parlato dei nostri Paesi, dei diritti sociali, di ambiente e di democrazia diretta". E ancora: "Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi. Ripeto. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi". NUOVO INCONTRO - A quanto apprende l'Adnkronos, il nuovo incontro dovrebbe tenersi a fine mese a Roma. Al prossimo dovrebbe essere presente, oltre a Chalençon, anche Ingrid Levavasseur, a capo del gruppo dei gilets jaunes che sta dialogando con i 5 Stelle. E' probabile, viene inoltre riferito, che all'incontro romano prendano parte anche gli altri 'azionisti' del gruppo a cui lavora Di Maio: i polacchi di Kukiz' 15, i croati di Zivi zig e i finlandesi di Liike Ny sono i Movimenti attualmente noti.
Oggi con @aledibattista abbiamo fatto un salto in Francia e abbiamo incontrato il leader dei gilet gialli Cristophe Chalençon e i candidati alle elezioni europee della lista RIC di Ingrid Levavasseur. Questa è la foto ricordo di questo bell'incontro, il primo di tanti, in cui abbiamo parlato dei nostri Paesi, dei diritti sociali, di ambiente e di democrazia diretta. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi. Ripeto. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
E "Di Maio ci ha assicurato che ci saranno liste separate nelle elezioni locali e in quelle europee" ha detto Chalençon, che avrebbe escluso al momento ogni ipotesi di alleanza: "E' possibile? Per niente" ha affermato, annunciando un nuovo vertice in Italia: "Andremo presto a Roma". Poi, in serata, fonti M5S hanno precisato che il leader dell'ala 'dura' dei gilet gialli ha detto che non si è parlato di un'alleanza con il Movimento durante l'incontro che si è tenuto a Parigi e non ha detto 'no all'alleanza'. CHI C'ERA - Tra i presenti all'incontro, oltre agli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin e Ignazio Corrao, anche alcuni leader della lista Ric che ha come capolista Ingrid Levavasseur e che si presenterà alle europee. E dopo il faccia a faccia, su Instagram il vicepremier ha postato una "foto ricordo di questo bell'incontro, il primo di tanti, in cui abbiamo parlato dei nostri Paesi, dei diritti sociali, di ambiente e di democrazia diretta". E ancora: "Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi. Ripeto. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi". NUOVO INCONTRO - A quanto apprende l'Adnkronos, il nuovo incontro dovrebbe tenersi a fine mese a Roma. Al prossimo dovrebbe essere presente, oltre a Chalençon, anche Ingrid Levavasseur, a capo del gruppo dei gilets jaunes che sta dialogando con i 5 Stelle. E' probabile, viene inoltre riferito, che all'incontro romano prendano parte anche gli altri 'azionisti' del gruppo a cui lavora Di Maio: i polacchi di Kukiz' 15, i croati di Zivi zig e i finlandesi di Liike Ny sono i Movimenti attualmente noti.
Oggi con @aledibattista abbiamo fatto un salto in Francia e abbiamo incontrato il leader dei gilet gialli Cristophe Chalençon e i candidati alle elezioni europee della lista RIC di Ingrid Levavasseur. Questa è la foto ricordo di questo bell'incontro, il primo di tanti, in cui abbiamo parlato dei nostri Paesi, dei diritti sociali, di ambiente e di democrazia diretta. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi. Ripeto. Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi.
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Otto persone sono morte e una persona è rimasta gravemente ferita in un incendio a Parigi. Lo riferiscono i media francesi, che citano la procura della capitale, mentre "Le Parisien" scrive che gli investigatori sembrano privilegiare la pista criminale e una donna è stata fermata mentre stava dando fuoco ad un'auto non lontano dalla stabile teatro della tragedia.
La donna, residente nell'edificio nel XVI arrondissement, dove si trova il palazzo di 8 piani andato in fiamme, avrebbe parlato di una lite con un vicino.
Secondo il bilancio fornito dal procuratore della Repubblica Rémy Heitz, oltre alle otto vittime, si contano un ferito grave ed una trentina di feriti lievi, tra cui sei vigili del fuoco. Tre persone sarebbero morte dopo essersi lanciate nel vuoto nel tentativo di sfuggire alle fiamme. Dopo un intervento durato cinque ore, i pompieri sono riusciti a domare l'incendio poco dopo le sei. I vigili del fuoco, accorsi sulla scena dopo una chiamata arrivata intorno all'una, hanno parlato di "una scena di incredibile violenza" nello stabile costruito negli anni Settanta e situato al 17 bis di rue Erlanger, in una zona residenziale.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/05/...
La donna, residente nell'edificio nel XVI arrondissement, dove si trova il palazzo di 8 piani andato in fiamme, avrebbe parlato di una lite con un vicino.
Secondo il bilancio fornito dal procuratore della Repubblica Rémy Heitz, oltre alle otto vittime, si contano un ferito grave ed una trentina di feriti lievi, tra cui sei vigili del fuoco. Tre persone sarebbero morte dopo essersi lanciate nel vuoto nel tentativo di sfuggire alle fiamme. Dopo un intervento durato cinque ore, i pompieri sono riusciti a domare l'incendio poco dopo le sei. I vigili del fuoco, accorsi sulla scena dopo una chiamata arrivata intorno all'una, hanno parlato di "una scena di incredibile violenza" nello stabile costruito negli anni Settanta e situato al 17 bis di rue Erlanger, in una zona residenziale.
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Si presenta come un rettangolino giallo, con un chip, 16 cifre stampate sopra e il logo del circuito Mastercard. La card numero uno del reddito di cittadinanza, "la prima di 3 milioni", è una tessera prepagata di Poste Italiane ed è stata presentata ieri a Roma dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio. "Sarà come una normale PostePay", ha spiegato Di Maio svelando alla stampa la reddito card sotto una teca di vetro.
La carta prepagata, pressoché identica alla card di PostePay, non riporta riferimenti al reddito di cittadinanza. Sulla card, infatti, non sarà stampato il nome del titolare perché "nello Stato sociale che vogliamo chi accede a un programma non deve essere riconosciuto o discriminato" ha spiegato Di Maio. Le prime tessere saranno disponibili da aprile e i soldi del rdc verranno caricati direttamente lì.
COME FUNZIONA - Oltre alla card, è stato presentato anche il sito dedicato al reddito di cittadinanza, raggiungibile da ieri all'indirizzo www.redditodicittadinanza.gov.it
. Al momento il portale ha solo schede illustrative ed è pensato come un supporto a portata di clic per gli interessati a saperne di più: cosa è e cosa offre, quali le modalità e quali i requisiti necessari per richiederlo. Poi dal 6 marzo al 31 marzo sarà possibile iniziare a presentare la domanda, online sul sito del reddito e presso tutti gli uffici postali e presso i Caf. Il contributo sarà erogato da aprile sulle card. Dopo aver presentato la domanda, l'Inps verificherà i requisiti e in seguito al beneficiario sarà comunicato quando e in quale ufficio postale andare a ritirare la carta.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
La carta prepagata, pressoché identica alla card di PostePay, non riporta riferimenti al reddito di cittadinanza. Sulla card, infatti, non sarà stampato il nome del titolare perché "nello Stato sociale che vogliamo chi accede a un programma non deve essere riconosciuto o discriminato" ha spiegato Di Maio. Le prime tessere saranno disponibili da aprile e i soldi del rdc verranno caricati direttamente lì.
COME FUNZIONA - Oltre alla card, è stato presentato anche il sito dedicato al reddito di cittadinanza, raggiungibile da ieri all'indirizzo www.redditodicittadinanza.gov.it
. Al momento il portale ha solo schede illustrative ed è pensato come un supporto a portata di clic per gli interessati a saperne di più: cosa è e cosa offre, quali le modalità e quali i requisiti necessari per richiederlo. Poi dal 6 marzo al 31 marzo sarà possibile iniziare a presentare la domanda, online sul sito del reddito e presso tutti gli uffici postali e presso i Caf. Il contributo sarà erogato da aprile sulle card. Dopo aver presentato la domanda, l'Inps verificherà i requisiti e in seguito al beneficiario sarà comunicato quando e in quale ufficio postale andare a ritirare la carta.
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Matteo Salvini, apprende l'Adnkronos, è stato in Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato per consultare le carte del caso Diciotti, come suo diritto e nel rispetto della procedura. Il ministro dell'Interno e leader della Lega, a quanto si apprende, non avrebbe ancora comunicato se verrà in Giunta di persona (per l'audizione relativa alla richiesta di autorizzazione a procedere inoltrata dalla Procura di Catania nei suoi confronti per la vicenda della nave Diciotti) o manderà una memoria scritta.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
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di Elvira Terranova
"Siamo stati lasciati per più di una settimana davanti alla costa di Siracusa, quando siamo stati i primi a denunciare che la situazione a bordo non fosse idonea. E uno dei paragrafi del comunicato stampa a firma del Procuratore di Catania Zuccaro potrebbe essere riferito proprio alle autorità italiane, che hanno deliberatamente deciso di lasciare la nave in situazione precaria". E' la denuncia di Giorgia Linardi, portavoce di Seawatch, che in una intervista all'Adnkronos parla dell'inchiesta avviata dalla Procura etnea sullo sbarco dei 47 migranti. E' lo stesso Procuratore a ribadire che non sono stati riscontrati reati penali a carico dell'equipaggio della ong tedesca.
"Non sappiamo quali siano i movimenti interni alla Procura e che hanno portato il Procuratore a fare un comunicato così preciso - dice ancora Linardi - e si chiariscono molti aspetti come, ad esempio, la decisione di non fare rotta verso la Tunisia o la registrazione della nave".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
"Siamo stati lasciati per più di una settimana davanti alla costa di Siracusa, quando siamo stati i primi a denunciare che la situazione a bordo non fosse idonea. E uno dei paragrafi del comunicato stampa a firma del Procuratore di Catania Zuccaro potrebbe essere riferito proprio alle autorità italiane, che hanno deliberatamente deciso di lasciare la nave in situazione precaria". E' la denuncia di Giorgia Linardi, portavoce di Seawatch, che in una intervista all'Adnkronos parla dell'inchiesta avviata dalla Procura etnea sullo sbarco dei 47 migranti. E' lo stesso Procuratore a ribadire che non sono stati riscontrati reati penali a carico dell'equipaggio della ong tedesca.
"Non sappiamo quali siano i movimenti interni alla Procura e che hanno portato il Procuratore a fare un comunicato così preciso - dice ancora Linardi - e si chiariscono molti aspetti come, ad esempio, la decisione di non fare rotta verso la Tunisia o la registrazione della nave".
Tua madre succhia cazzi all'inferno
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http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
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Tutti usano WhatsApp. La popolare applicazione di messaggistica istantanea è tra le più scaricate al mondo per scambiare messaggi ed effettuare chiamate tramite internet, senza dover badare a minuti o sms (ormai sempre meno utilizzati). Certo, avere il supporto di una connessione dati mobile è però fondamentale per utilizzarla. Prestare attenzione a quanto traffico internet consumiamo utilizzando WhatsApp è importante per evitare di ritrovarsi con i preziosissimi giga mensili esauriti e l'App disabilitata. Cosa fare per ridurre il consumo dei dati di WhatsApp? Prima di tutto, collegarci ovviamente a una rete Wi-Fi quando possibile. Nel caso questo non fosse praticabile, ci sono alcuni trucchi per ridurre il peso di WhatsApp sul nostro piano internet. Nell'occhio del ciclone ci sono ovviamente i download, ovvero tutte le immagini, gli audio e i video che scarichiamo o inviamo tramite la chat. Inviare via WhatsApp tanti contenuti multimediali può rivelarsi un vero e proprio cavallo di Troia in caso di pochi Giga di traffico mobile disponibili: tramite le impostazioni è possibile sia su iOS che Android spuntare le varie opzioni contenuti in 'Utilizzo dati e archivio'. In questo modo si possono scegliere quale media scaricare immediatamente e quali, invece, bloccare, dietro richiesta di download all'utente (tramite il simbolo apposito e il relativo perso dei file indicato): foto, audio, video e documenti possono essere scaricati o via Wi-Fi o via cellulare, sempre secondo le nostre preferenze. Anche le chiamate via WhatsApp, apparentemente gratis e prive di consumi, possono portare (se usate in modo prolungato) al rapido esaurimento dei dati mobile: meglio spuntare 'Consumo dati ridotto' per diminuire sensibilmente il consumo dei dati durante le chiamate effettuate sotto la rete del vostro smartphone. Occhio anche al Backup, utile per salvare conversazioni e recuperare vecchi messaggi, ma scomodo se utilizzato tramite il roaming mobile: meglio spuntare l'opzione che ne permette l'utilizzo solo via Wi-Fi (alla voce chat, selezionate Backup e per metterlo in pausa e avviarlo manualmente o nel periodo che desiderate). Chi vuole dare un taglio drastico con operatori mobile e numeri di telefono può ricorrere anche a un trucco estremo che permette di utilizzare WhatsApp anche senza Sim. In questo modo, ovviamente, si potrà non solo risolvere il problema alla radice, ma anche sfruttare l'applicazione in maniera davvero inedita.
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2019/...
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"Quella del Venezuela è una condizione particolarmente rilevante anche per l’Italia, perché il legame tra Italia e Venezuela è strettissimo, per i tanti italiani che vivono in Venezuela e per i tanti venezuelani di origine italiana. Questa condizione ci richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa, con tutti i nostri alleati e tutti i nostri partner dell’Unione europea". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all’inaugurazione del centro di accoglienza per i migranti 'Matteo Ricci'. "D’altronde nella scelta che si propone - ha aggiunto il capo dello Stato - non vi può essere né incertezza né esitazione: la scelta tra volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza e le sofferenze della popolazione civile".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
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L'autorpoclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidò, chiede il riconoscimento dell'Italia. "Faremo tutto il possibile affinché il governo italiano aggiunga il suo appoggio, per noi importantissimo, al resto dell'Unione Europea", ha detto Guaidò al 'Corriere della Sera'. "Ci sono molti italiani italo-venezuelani con un passaporto dell'Italia o il diritto di averlo. Il governo italiano deve tenerlo presente e avere una responsabilità nei loro confronti, ma anche con la causa della libertà e della democrazia che noi difendiamo", ha sottolineato in un'altra intervista, concessa a 'Il Giornale'.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/04/...
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Ormai è chiaro: tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio la lite sul fonte Tav va avanti a ritmo serrato. Farne una 'mini', è una "supercazzola" dice il leader pentastellato. "Non conviene insistere su temi su cui non siamo d'accordo, altrimenti mi devo convincere che si sta spingendo su un tema su cui non c'è accordo perché si vogliono creare tensioni nel governo. Non lo consiglio" spiega ancora il capo politico del M5S. Tranquilli, assicura Salvini, "con il buonsenso un accordo si trova".
Mentre il leader leghista ribadisce la fermezza sulle grandi opere ("nessuno stop, ma un piano Marshall", ha spiegato ieri) e assicura la tenuta del governo, da Ortona, sul fronte Tav Di Maio tira dritto: "Si chiede a italiani e europei di mettere 20 miliardi di euro per un buco che deve collegare gli italiani con i francesi da Torino a Lione, mentre ci sono italiani che non sono collegati con altri italiani sul territorio nazionale", ha spiegato ricordando che in Abruzzo "i cittadini impiegano anche sei ore per raggiungere Roma da Pescara".
E sul no alla Tav, dagli studi di 'Che tempo che fa', in serata Di Maio trova una sponda nel presidente della Camera, Roberto Fico: "il M5S è stato sempre, costituzionalmente, per il No alla Tav, su questa questione non è possibile tornare indietro" dice la terza carica dello Stato, che poi interviene anche sul caso Diciotti, con l'autorizzazione a procedere per il ministro degli Interni. Dopo aver premesso di "non voler entrare nel merito" della vicenda che riguarda Salvini, Fico ha detto che "se mai arrivasse a me una richiesta da parte della magistratura di autorizzare a procedere nei miei confronti, io pregherei la mia Camera di appartenenza di dare alla magistratura l'autorizzazione".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Mentre il leader leghista ribadisce la fermezza sulle grandi opere ("nessuno stop, ma un piano Marshall", ha spiegato ieri) e assicura la tenuta del governo, da Ortona, sul fronte Tav Di Maio tira dritto: "Si chiede a italiani e europei di mettere 20 miliardi di euro per un buco che deve collegare gli italiani con i francesi da Torino a Lione, mentre ci sono italiani che non sono collegati con altri italiani sul territorio nazionale", ha spiegato ricordando che in Abruzzo "i cittadini impiegano anche sei ore per raggiungere Roma da Pescara".
E sul no alla Tav, dagli studi di 'Che tempo che fa', in serata Di Maio trova una sponda nel presidente della Camera, Roberto Fico: "il M5S è stato sempre, costituzionalmente, per il No alla Tav, su questa questione non è possibile tornare indietro" dice la terza carica dello Stato, che poi interviene anche sul caso Diciotti, con l'autorizzazione a procedere per il ministro degli Interni. Dopo aver premesso di "non voler entrare nel merito" della vicenda che riguarda Salvini, Fico ha detto che "se mai arrivasse a me una richiesta da parte della magistratura di autorizzare a procedere nei miei confronti, io pregherei la mia Camera di appartenenza di dare alla magistratura l'autorizzazione".
Dio Porco
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hhttps://bestemmietraamicidioporco
Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
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"Le persone vanno sempre salvate, non ci possono essere dubbi rispetto a questo". Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico a 'Che tempo che fa', parlando dei migranti. "Se ci sono persone che stanno male, considerato che non sono sacchi di patate, dopo un minuto devono essere fatte sbarcare", ha affermato Fico, sottolineando che "i salvataggi sono sempre continuati". "Altra questione politica - ha chiarito - è fare la voce grossa con l'Europa, ma non bisogna lasciare le navi lontano dai porti". A proposito delle accuse alle organizzazioni non governative di favorire l'immigrazione, rispondendo a una domanda di Fabio Fazio, il presidente della Camera ha osservato che "se c'è qualche problema con le ong nel Mediterraneo, la magistratura deve fare il suo corso e accertare le responsabilità, ma a oggi non c'è stato nessun rinvio a giudizio, nessun provvedimento vero rispetto alle ong". "Più della magistratura - ha continuato il presidente della Camera - il punto è cercare di parlare chiaro e mettersi tutti intorno a un tavolo. Io proporrei un tavolo ong-Parlamento, ong-governi del Mediterraneo, perché possono essere un fattore di attrazione per chi vuole partire. E allora si deve sciogliere questo nodo con i principali attori istituzionali".
CASO DICIOTTI - Dopo aver premesso di "non voler entrare nel merito" della vicenda che riguarda il vicepremier Matteo Salvini sul caso Diciotti, Fico ha detto: "Se mai arrivasse a me una richiesta da parte della magistratura di autorizzare a procedere nei miei confronti, io pregherei la mia Camera di appartenenza di dare alla magistratura l'autorizzazione". "Io rispetto non formalmente ma in modo sostanziale qualsiasi decisione prenderà la giunta che è chiamata a lavorare in queste settimane e qualsiasi decisione prenderà il Senato - ha premesso il presidente dell'aula di Montecitorio - L'unica cosa che posso dirle è che semmai arrivasse a me una richiesta da parte della magistratura di autorizzazione nei miei confronti per qualsiasi questione, io pregherei la mia camera di appartenenza di dare l'autorizzazione alla magistratura senza se e senza ma".
LEGA-M5S - Poi, sulle tensioni tra i due partiti della maggioranza: "Ci sono molte ragioni che possono portare a divergere" Lega e M5S, "e alcune a far restare insieme rispetto al contratto e uno dei punti fondamentali è che si deve andare avanti rispetto a quello che c'è nel contratto e non fuori". Quanto alla Tav, "il M5S è stato sempre, costituzionalmente, per il No alla Tav, su questa questione non è possibile tornare indietro".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
CASO DICIOTTI - Dopo aver premesso di "non voler entrare nel merito" della vicenda che riguarda il vicepremier Matteo Salvini sul caso Diciotti, Fico ha detto: "Se mai arrivasse a me una richiesta da parte della magistratura di autorizzare a procedere nei miei confronti, io pregherei la mia Camera di appartenenza di dare alla magistratura l'autorizzazione". "Io rispetto non formalmente ma in modo sostanziale qualsiasi decisione prenderà la giunta che è chiamata a lavorare in queste settimane e qualsiasi decisione prenderà il Senato - ha premesso il presidente dell'aula di Montecitorio - L'unica cosa che posso dirle è che semmai arrivasse a me una richiesta da parte della magistratura di autorizzazione nei miei confronti per qualsiasi questione, io pregherei la mia camera di appartenenza di dare l'autorizzazione alla magistratura senza se e senza ma".
LEGA-M5S - Poi, sulle tensioni tra i due partiti della maggioranza: "Ci sono molte ragioni che possono portare a divergere" Lega e M5S, "e alcune a far restare insieme rispetto al contratto e uno dei punti fondamentali è che si deve andare avanti rispetto a quello che c'è nel contratto e non fuori". Quanto alla Tav, "il M5S è stato sempre, costituzionalmente, per il No alla Tav, su questa questione non è possibile tornare indietro".
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La grana è scoppiata di prima mattina. Via social, ovviamente. Lo strumento più amato da Carlo Calenda. La notizia di un documento degli eurodeputati Pd per le europee ha fatto sfiorare lo strappo tra l'ex ministro allo Sviluppo e i vertici dem. Tensione con Nicola Zingaretti, in particolare. Calenda attacca su Twitter e punta il dito contro Zingaretti. "Oggi andrò alla convenzione Pd. Se il documento dei parlamentari europei Pd rimaneggiato nelle ultime ore da Goffredo Bettini (sostenitore di Zingaretti, ndr) si confermerà nei contenuti come un’operazione costruita contro #SiamoEuropei ne prenderò atto. Non possiamo combattere su 10 fronti. #chiarezza".
A calmare le acque, a quanto si apprende, sarebbe stata una telefonata tra i due. Gli effetti si sono visti dal palco. Zingaretti che definisce il Manifesto di Calenda uno "straordinario contributo alla sfida che abbiamo davanti", rispetto al quale il Pd deve fare "uno sforzo unitario e non chiuso e settario". E l'ex ministro che interviene alla Convenzione all'Ergife e non va all'attacco, anzi su Twitter dichiara 'pace fatta': "I tre candidati dopo una mattinata diciamo così 'burrascosa' hanno confermato l’appoggio unitario a #SiamoEuropei".
Pace fatta? Qualche sottolineatura polemica non è mancata negli interventi. Zingaretti nel riconoscere l'importanza dell'iniziativa dell'ex ministro, mette però in chiaro: "La missione non sarà semplice, caro Carlo, e te lo dico qui davanti a tutti. C'è uno slogan pacifista che dice: se vuoi la pace, prepara la pace. Se vogliamo l'unità, prepariamo l'unità". Insomma, meno polemiche.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
A calmare le acque, a quanto si apprende, sarebbe stata una telefonata tra i due. Gli effetti si sono visti dal palco. Zingaretti che definisce il Manifesto di Calenda uno "straordinario contributo alla sfida che abbiamo davanti", rispetto al quale il Pd deve fare "uno sforzo unitario e non chiuso e settario". E l'ex ministro che interviene alla Convenzione all'Ergife e non va all'attacco, anzi su Twitter dichiara 'pace fatta': "I tre candidati dopo una mattinata diciamo così 'burrascosa' hanno confermato l’appoggio unitario a #SiamoEuropei".
Pace fatta? Qualche sottolineatura polemica non è mancata negli interventi. Zingaretti nel riconoscere l'importanza dell'iniziativa dell'ex ministro, mette però in chiaro: "La missione non sarà semplice, caro Carlo, e te lo dico qui davanti a tutti. C'è uno slogan pacifista che dice: se vuoi la pace, prepara la pace. Se vogliamo l'unità, prepariamo l'unità". Insomma, meno polemiche.
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Nicola Zingaretti al 47,38% (88.918 voti), Maurizio Martina al 36,10% (67.749), Roberto Giachetti all'11,13% (20.887). E' finita così la prima fase del Congresso del Pd, quella riservata ai Circoli. I risultati sono stati formalizzati dalla Convenzione che ha dato il via ufficiale alla corsa a tre alle primarie del prossimo 3 marzo.
Una Convenzione che ha cercato di voltare pagina, a partire dai dettagli. Come la modifica alla scenografia del palco che ha consentito di inserire le bandiere dell'Europa tra quelle del Pd e l'inno europeo in apertura prima di quello di Mameli. Assente, e non è la prima volta, Matteo Renzi. Non c'erano Maria Elena Boschi, Luca Lotti e nemmeno Paolo Gentiloni, impegnato negli Stati Uniti per incontri e conferenze. Presenti Dario Franceschini e Lorenzo Guerini, a lavori avviati si è presentato Carlo Calenda. Ma la prima fila è stata tutta per i sei candidati alla segreteria.
"Dobbiamo voltare pagina, che significa non pretendere abiure, nessuno le cerca, ma ammettere insieme ai successi i nostri limiti, che ci sono stati", ha spiegato Zingaretti nel suo intervento. Sul governatore del Lazio, primo nella fase dei Circoli, grava la responsabilità di presentarsi ai gazebo da favorito.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/0...
Una Convenzione che ha cercato di voltare pagina, a partire dai dettagli. Come la modifica alla scenografia del palco che ha consentito di inserire le bandiere dell'Europa tra quelle del Pd e l'inno europeo in apertura prima di quello di Mameli. Assente, e non è la prima volta, Matteo Renzi. Non c'erano Maria Elena Boschi, Luca Lotti e nemmeno Paolo Gentiloni, impegnato negli Stati Uniti per incontri e conferenze. Presenti Dario Franceschini e Lorenzo Guerini, a lavori avviati si è presentato Carlo Calenda. Ma la prima fila è stata tutta per i sei candidati alla segreteria.
"Dobbiamo voltare pagina, che significa non pretendere abiure, nessuno le cerca, ma ammettere insieme ai successi i nostri limiti, che ci sono stati", ha spiegato Zingaretti nel suo intervento. Sul governatore del Lazio, primo nella fase dei Circoli, grava la responsabilità di presentarsi ai gazebo da favorito.