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I media cinesi si sono scagliati contro gli Stati Uniti per l'arresto di Meng Wanzhou, direttrice finanziaria di Huawei, nonché figlia del fondatore del colosso di telefonia accusando il Paese di "teppismo" messo in atto - si legge sul Guardian - per eliminare il gigante delle telecomunicazioni cinese al centro di quello che sta diventando un grave incidente diplomatico. Il China Daily ha dichiarato che l'arresto fa parte della campagna 'anti Huawei' degli Usa per contenere la società, il più grande fornitore mondiale di apparecchiature per le telecomunicazioni, nonché il secondo produttore di smartphone al mondo. "Una cosa che è senza dubbio vera e comprovata è che gli Stati Uniti stanno cercando di fare tutto il possibile per contenere l'espansione di Huawei nel mondo semplicemente perché è diventata un punto di riferimento per le società tecnologiche competitive della Cina", si legge in un editoriale del quotidiano cinese. Sembra che John Bolton, consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti d'America, sapesse in anticipo dell'arresto di Meng Wanzhou, avvenuto a Vancouver in Canada il primo dicembre, giorno in cui il presidente cinese Xi Jinping e il presidente americano Trump si sono incontrati a margine del G20 di Buenos Aires per sancire una tregua nella guerra commerciale tra i due giganti. Il ministero della Giustizia canadese ha fatto sapere che la figlia del fondatore del gruppo ed ex ingegnere dell'Esercito di Liberazione Popolare cinese Ren Zhengfei è stata arrestata su richiesta delle autorità americane nell'ambito di un'indagine su sospette violazioni delle sanzioni iraniane da parte di Huawei. Il tabloid nazionalista Global Times scrive: "Ovviamente Washington ricorre a un approccio spregevole perché non può fermare l'avanzata dei 5G di Huawei sul mercato".
Lo scorso novembre gli Usa avevano chiesto in pratica agli alleati di boicottare il colosso cinese. Di recente Huawei è entrata nell'orbita dei controlli degli Usa: la preoccupazione espressa dall'intelligence americana verte sul fatto che il colosso dell'alta tecnologia e altre società cinesi potrebbero essere monitorate dal governo cinese o dal Partito comunista al potere, aumentando il rischio di spionaggio. Una delle preoccupazioni del governo è basata sull'uso di apparecchiature di telecomunicazioni cinesi in Paesi che ospitano basi militari statunitensi, come Germania, Italia e Giappone. E a ottobre, in una lettera al primo ministro Justin Trudeau, i senatori statunitensi Marco Rubio e Mark Warner avevano espresso "gravi preoccupazioni" circa la possibilità di interferenze del governo cinese nella rete di telecomunicazioni del Canada. In realtà Huawei non è la prima azienda cinese di apparecchiature di telecomunicazione a finire nel mirino delle autorità statunitensi. All'inizio dell'anno, il Dipartimento del commercio statunitense ha imposto alle società americane il divieto di fornire al produttore di smartphone cinese ZTE componenti e tecnologie per sette anni, a causa del mancato licenziamento di alcuni manager responsabili di aver violato le sanzioni commerciali contro Iran e Corea del Nord. Il divieto ha quasi distrutto la società tecnologica cinese, costringendola a chiudere tutte le principali attività negli Stati Uniti a maggio. Un mese dopo, Washington e Pechino hanno tuttavia raggiunto un accordo che ha potuto ricominciare a operare sul territorio nazionale dietro il pagamento maxi-multa da un miliardo di dollari e il versamento di ulteriori 400 milioni in garanzie contro future violazioni delle politiche statunitensi sull’export. In Europa da tempo è in corso un dibattito che affronta il problema della sicurezza che nasce dall'affidare le nuove reti di telefonia avanzata al colosso cinese. E proprio in questi giorni il più grande operatore della Gran Bretagna, BT, ha annunciato che Huawei è stata esclusa dalla fornitura di tecnologie per la realizzazione delle reti di prossima generazione 5G e verrà eliminata anche dalle reti 3G e 4G già esistenti.
Nel frattempo Pechino ha invitato sia Ottawa che Washington a chiarire immediatamente i motivi della detenzione di Meng e la sua liberazione immediata. L'ambasciata cinese in Canada ha descritto le azioni come "gravemente dannose per i diritti umani".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/12/07/...
Lo scorso novembre gli Usa avevano chiesto in pratica agli alleati di boicottare il colosso cinese. Di recente Huawei è entrata nell'orbita dei controlli degli Usa: la preoccupazione espressa dall'intelligence americana verte sul fatto che il colosso dell'alta tecnologia e altre società cinesi potrebbero essere monitorate dal governo cinese o dal Partito comunista al potere, aumentando il rischio di spionaggio. Una delle preoccupazioni del governo è basata sull'uso di apparecchiature di telecomunicazioni cinesi in Paesi che ospitano basi militari statunitensi, come Germania, Italia e Giappone. E a ottobre, in una lettera al primo ministro Justin Trudeau, i senatori statunitensi Marco Rubio e Mark Warner avevano espresso "gravi preoccupazioni" circa la possibilità di interferenze del governo cinese nella rete di telecomunicazioni del Canada. In realtà Huawei non è la prima azienda cinese di apparecchiature di telecomunicazione a finire nel mirino delle autorità statunitensi. All'inizio dell'anno, il Dipartimento del commercio statunitense ha imposto alle società americane il divieto di fornire al produttore di smartphone cinese ZTE componenti e tecnologie per sette anni, a causa del mancato licenziamento di alcuni manager responsabili di aver violato le sanzioni commerciali contro Iran e Corea del Nord. Il divieto ha quasi distrutto la società tecnologica cinese, costringendola a chiudere tutte le principali attività negli Stati Uniti a maggio. Un mese dopo, Washington e Pechino hanno tuttavia raggiunto un accordo che ha potuto ricominciare a operare sul territorio nazionale dietro il pagamento maxi-multa da un miliardo di dollari e il versamento di ulteriori 400 milioni in garanzie contro future violazioni delle politiche statunitensi sull’export. In Europa da tempo è in corso un dibattito che affronta il problema della sicurezza che nasce dall'affidare le nuove reti di telefonia avanzata al colosso cinese. E proprio in questi giorni il più grande operatore della Gran Bretagna, BT, ha annunciato che Huawei è stata esclusa dalla fornitura di tecnologie per la realizzazione delle reti di prossima generazione 5G e verrà eliminata anche dalle reti 3G e 4G già esistenti.
Nel frattempo Pechino ha invitato sia Ottawa che Washington a chiarire immediatamente i motivi della detenzione di Meng e la sua liberazione immediata. L'ambasciata cinese in Canada ha descritto le azioni come "gravemente dannose per i diritti umani".
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Il successo di Instagram sembra non avere fine: i giovani lo amano e lo preferiscono a Facebook. Le colorate e sempre più aggiornate Storie sono ormai entrate nel nostro quotidiano e condividere scatti poetici e brevi video è diventata un’abitudine irrinunciabile. Ma cos’è Instagram senza i follower? I famosi seguaci sono una componente importantissima del popolare social network: chi ne riesce ad accumulare tantissimi può persino diventare influencer, la professione post-digital più ambita di sempre.
Immaginiamo di esserci appena iscritti a Instagram: come dovremmo fare per aumentare il nostro numero di follower? Prima di tutto, la qualità. Condividere ottime foto e scatti degni di essere mostrati e condivisi con il mondo è una regola fondamentale, con un pubblico sempre più vasto e attento alla qualità dei contenuti postati. Poi, grande impegno nel divulgare passioni e interessi, anche attraverso la funzione dedicata alle Storie: l’interazione con i follower, e con la community generale, è un buon modo per aprire la strada all’aumento dei preziosi utenti. Da non sottovalutare l'importanza di sceglierli in modo preciso e appropriato significa veicolare i propri post verso un aumento di like e seguaci proporzionato e sincero (chi ci segue infatti potrebbe essere arrivato al nostro profilo proprio grazie alla parola chiave adatta). Esistono poi diverse app di terze parti rivolte alla monitoraggio e all’aumento dei follower, disponibili sia su iOS che Android: molte di queste utilizzano bot, altre semplicemente offrono una vetrina adatta che, in cambio di like e “follow4follow” (la pratica di seguire chi ci segue) permettono di aumentare in modo proporzionato i follower.
Instagram tiene molto alla questione, avendo da poco avviato le pratiche per l’eliminazione di tutti quei profili fake utilizzati, proprio da queste app, per aumentare in modo esponenziale i follower di un profilo. Vietato barare quindi, la scalata su Instagram richiedi impegno, dedizione e (cosa più importante di tutte) autenticità.
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2018/...
Immaginiamo di esserci appena iscritti a Instagram: come dovremmo fare per aumentare il nostro numero di follower? Prima di tutto, la qualità. Condividere ottime foto e scatti degni di essere mostrati e condivisi con il mondo è una regola fondamentale, con un pubblico sempre più vasto e attento alla qualità dei contenuti postati. Poi, grande impegno nel divulgare passioni e interessi, anche attraverso la funzione dedicata alle Storie: l’interazione con i follower, e con la community generale, è un buon modo per aprire la strada all’aumento dei preziosi utenti. Da non sottovalutare l'importanza di sceglierli in modo preciso e appropriato significa veicolare i propri post verso un aumento di like e seguaci proporzionato e sincero (chi ci segue infatti potrebbe essere arrivato al nostro profilo proprio grazie alla parola chiave adatta). Esistono poi diverse app di terze parti rivolte alla monitoraggio e all’aumento dei follower, disponibili sia su iOS che Android: molte di queste utilizzano bot, altre semplicemente offrono una vetrina adatta che, in cambio di like e “follow4follow” (la pratica di seguire chi ci segue) permettono di aumentare in modo proporzionato i follower.
Instagram tiene molto alla questione, avendo da poco avviato le pratiche per l’eliminazione di tutti quei profili fake utilizzati, proprio da queste app, per aumentare in modo esponenziale i follower di un profilo. Vietato barare quindi, la scalata su Instagram richiedi impegno, dedizione e (cosa più importante di tutte) autenticità.
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Come già accaduto un anno fa, con l'arrivo del nuovo anno alcuni telefoni cellulari non saranno più compatibili con Whatsapp. Da quando Facebook ha acquisito l'app di messaggistica gli aggiornamenti sono praticamente settimanali e in alcuni casi - si legge su 20minutos - possono riguardare la compatibilità con i sistemi operativi meno recenti. Niente più WhatsApp quindi per i dispositivi Android con versione 2.3.7 o precedente e per gli iPhone con sistema operativo iOS7 o precedenti. L'applicazione di messaggistica non funzionerà più neanche sul Nokia S40, su Windows Phone 8.0 e dispositivi che utilizzano il sistema operativo BlackBerry OS e BlackBerry 10. Se non si è al corrente della versione di sistema operativo presente sul proprio telefono, basta controllare per quanto riguarda Android su Impostazioni, Sistema, Informazioni su. Per quanto riguarda iOS invece occorre selezionare Impostazioni, Generali , Aggiornamento Software. Se la versione presente sul vostro cellulare è tra quelle elencate prima, potete provare ad aggiornarla, anche se è molto probabile che non sia possibile farlo.
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"Tria deve restare, squadra che vince non si cambia". Lo dice Luigi Di Maio a 'Radio 24', smentendo le voci "che attribuiscono ai Cinque Stelle la volontà di far dimettere il ministro dell'Economia".
"La trattativa con la Ue la fanno Conte con Juncker e Tria con i suoi omologhi" sottolinea il vicepremier, ribadendo di avere "piena fiducia in tutti e due".
Il riferimento alle voci è legata all'assenza del titolare di via XX settembre dal vertice che si è tenuto giovedì a Palazzo Chigi tra Conte e i due vicepremier Di Maio e Salvini. Incontro legato agli emendamenti alla manovra e nel quale, aveva già rassicurato il ministro del Lavoro, "abbiamo affrontato alcune questioni da portare nella legge di bilancio al Senato" la prossima settimana, tra cui "il taglio alle pensioni d'oro".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/12/0...
"La trattativa con la Ue la fanno Conte con Juncker e Tria con i suoi omologhi" sottolinea il vicepremier, ribadendo di avere "piena fiducia in tutti e due".
Il riferimento alle voci è legata all'assenza del titolare di via XX settembre dal vertice che si è tenuto giovedì a Palazzo Chigi tra Conte e i due vicepremier Di Maio e Salvini. Incontro legato agli emendamenti alla manovra e nel quale, aveva già rassicurato il ministro del Lavoro, "abbiamo affrontato alcune questioni da portare nella legge di bilancio al Senato" la prossima settimana, tra cui "il taglio alle pensioni d'oro".
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Posta la fiducia sulla manovra, entro domani si dovrebbe avere l'approvazione del provvedimento alla Camera. Secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo, oggi alle 17:30 inizieranno a Montecitorio le dichiarazioni di voto sulla fiducia, seguite alla 18:50 dal voto di fiducia sul provvedimento perché sia ottenuta l'approvazione senza emendamenti e articoli aggiuntivi del testo predisposto dalla commissione Bilancio. Poi - la settimana prossima - toccherà al Senato dove si annuncia qualche novità, tra cui il taglio alle pensioni d'oro dal 25 al 40%. Insomma, per approvare la manovra si profila una maratona ininterrotta. Ancora con la spada di Damocle della procedura d'infrazione dell'Europa. Ma, ha assicurato Di Maio, "dalle interlocuzioni che stiamo avendo" con Bruxelles, l'Europa si aspetta "una manovra che voglia abbassare il più possibile il debito pubblico. E il debito pubblico non si abbassa con l'austerity. La trattativa è in corso ma non ho sentito né da una parta né dall'altra un attaccamento ai numeri o alle percentuali" ha detto il vicepremier. PROVVEDIMENTI - "Il taglio alle pensioni d'oro entrerà nella legge di bilancio al Senato, la settimana prossima - ha detto Di Maio -. E quindi passiamo dal 25% al 40% di tagli sulle pensioni d'oro". Durante un vertice a Palazzo Chigi tra Conte e i vicepremier (assente il ministro dell'Economia Giovanni Tria) in merito agli emendamenti alla manovra, "abbiamo affrontato alcune questioni da portare nella legge di bilancio al Senato" ha spiegato il ministro del Lavoro. QUOTA 100 E REDDITO - Di Maio ha ribadito che i tempi "restano confermati: a febbraio pensione minima alzata a 780 euro a tutti i pensionati in difficoltà, le pensioni di invalidità a 780 euro per tutti i disabili in difficoltà. A febbraio parte quota 100 per coloro che non potevano andare in pensione a causa della Fornero e a marzo si parte con il reddito di cittadinanza per trovare lavoro a tanti ragazzi". PACE FISCALE - Di Maio ha poi spiegato che il ritorno della pace fiscale nella legge di bilancio al Senato "era già negli accordi per il decreto fiscale, non abbiamo fatto in tempo a metterlo nel dl ma l'obiettivo è aiutare chi è nelle grinfie del fisco e non riesce a uscirne. Per farlo lo facciamo anche con il saldo e stralcio che era anche nel programma del M5S del 2010".
IL VOTO - L'esito del voto di fiducia sull'articolo 1 si conoscerà intorno alle 20:15 di oggi, dopodiché inizieranno le votazioni degli articoli da 2 a 19. Tuttavia, pur avendo stabilito una tabella di marcia, i gruppi non si sono messi d'accordo sui tempi: di conseguenza si sta in aula fino a mezzanotte e si riprende sabato mattina ma non si sa ancora a che ora. 'Nessuna ipotesi di chiusura' ha chiarito il portavoce del presidente, Carlo Passarello. Martedì 11, alle 14, comincia l'esame delle pregiudiziali di costituzionalità del decreto fiscale.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/12/0...
IL VOTO - L'esito del voto di fiducia sull'articolo 1 si conoscerà intorno alle 20:15 di oggi, dopodiché inizieranno le votazioni degli articoli da 2 a 19. Tuttavia, pur avendo stabilito una tabella di marcia, i gruppi non si sono messi d'accordo sui tempi: di conseguenza si sta in aula fino a mezzanotte e si riprende sabato mattina ma non si sa ancora a che ora. 'Nessuna ipotesi di chiusura' ha chiarito il portavoce del presidente, Carlo Passarello. Martedì 11, alle 14, comincia l'esame delle pregiudiziali di costituzionalità del decreto fiscale.
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Parigi si prepara a chiudere i battenti sabato prossimo nel timore del ripetersi dei violenti scontri registrati la scorsa settimana durante le proteste dei 'gilet gialli'. La Tour Eiffel, l'Opera ed altri musei ed attrazioni turistiche di Parigi saranno chiuse sabato prossimo, in vista delle nuove manifestazioni che sono state annunciate nonostante la marcia indietro del governo francese sull'aumento delle tasse sul carburante. Sempre per il timore di tensioni e scontri la Lega del calcio francese ha annunciato il rinvio delle cinque partite del campionato Ligue 1 che si sarebbero dovute disputare nel weekend.
Si allunga la lista dei musei che sabato, in una Parigi che si profila quindi come blindata, rimarranno chiusi. Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Franck Riester, annunciando che anche il Louvre, il museo d'Orsay, le due Opere (Bastille e Garnier), il Grand Palais e il museo del'Orangerie rimarranno chiusi nel timori di nuove violenze. "Non si possono correre rischi quando si conosce la minaccia", ha affermato ricordando i danni inflitti la scorsa settimana all'Arc de Triomphe e annunciando che per evitare altri danni si è disposta "una protezione specifica" del monumento.
Il governo di Parigi mobiliterà inoltre mezzi eccezionali in aggiunta ai 65mila agenti delle forze di sicurezza su tutta la Francia, come ha annunciato il premier francese Edouard Philippe: "Nella situazione che affrontiamo - ha detto il premier - il dovere di lucidità si impone a tutti, anche a chi ricopre una carica elettiva, agli esponenti del governo, agli editorialisti, ai cittadini".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/12/06/...
Si allunga la lista dei musei che sabato, in una Parigi che si profila quindi come blindata, rimarranno chiusi. Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Franck Riester, annunciando che anche il Louvre, il museo d'Orsay, le due Opere (Bastille e Garnier), il Grand Palais e il museo del'Orangerie rimarranno chiusi nel timori di nuove violenze. "Non si possono correre rischi quando si conosce la minaccia", ha affermato ricordando i danni inflitti la scorsa settimana all'Arc de Triomphe e annunciando che per evitare altri danni si è disposta "una protezione specifica" del monumento.
Il governo di Parigi mobiliterà inoltre mezzi eccezionali in aggiunta ai 65mila agenti delle forze di sicurezza su tutta la Francia, come ha annunciato il premier francese Edouard Philippe: "Nella situazione che affrontiamo - ha detto il premier - il dovere di lucidità si impone a tutti, anche a chi ricopre una carica elettiva, agli esponenti del governo, agli editorialisti, ai cittadini".
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Sforbiciata ai fondi per l'editoria. Al termine del vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini è stato raggiunto un accordo per i tagli all’editoria, misura fortemente voluta dal M5S che, nei giorni scorsi, aveva subito uno stop in commissione Bilancio alla Camera.
"Faremo un taglio graduale all'editoria - ha detto al termine del vertice, il vicepremier Luigi Di Maio -. Era una nostra grande battaglia dal 25 aprile del 2008. Si farà un primo taglio del 25% nel 2019 per i fondi all'editoria, il 50% nel 2020 e il 75% nel 2021 fino a che nel 2022 non ci saranno più fondi all'editoria in modo tale che tutti i giornali possano stare sul mercato".
In tre anni, dunque, spariscono i fondi all’editoria per i seguenti quotidiani: Avvenire (5,9 milioni di euro); Italia oggi (4,8 mln); Libero quotidiano (3,7 mln); Manifesto (3 mln) Il Foglio (800 mila euro), i settimanali cattolici e le testate delle minoranze linguistiche. Nel 2019, viene riferito all'Adnkronos da fonti qualificate, sarebbe stato fissato un tetto a 500.000 euro al di sotto del quale non si applica la percentuale del 20% fissata nell’accordo di governo.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/12/0...
"Faremo un taglio graduale all'editoria - ha detto al termine del vertice, il vicepremier Luigi Di Maio -. Era una nostra grande battaglia dal 25 aprile del 2008. Si farà un primo taglio del 25% nel 2019 per i fondi all'editoria, il 50% nel 2020 e il 75% nel 2021 fino a che nel 2022 non ci saranno più fondi all'editoria in modo tale che tutti i giornali possano stare sul mercato".
In tre anni, dunque, spariscono i fondi all’editoria per i seguenti quotidiani: Avvenire (5,9 milioni di euro); Italia oggi (4,8 mln); Libero quotidiano (3,7 mln); Manifesto (3 mln) Il Foglio (800 mila euro), i settimanali cattolici e le testate delle minoranze linguistiche. Nel 2019, viene riferito all'Adnkronos da fonti qualificate, sarebbe stato fissato un tetto a 500.000 euro al di sotto del quale non si applica la percentuale del 20% fissata nell’accordo di governo.
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Una raffica di tweet, indirizzati contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini e corredati da una serie di riflessioni sulla politica e la società europea. A firmarli è Pamela Anderson che va all'attacco del vicepremier e leader della Lega, criticando duramente il clima che si respira in Italia, che l'ex bagnina di 'Baywatch' accosta agli anni Trenta e al fascismo.
"L'Italia è un Paese meraviglioso, che amo tanto, dal cibo alla moda, dalla storia all'arte, ma sono molto preoccupata dalla tendenza attuale, che mi ricorda quella degli anni '30", scrive Anderson nel primo tweet intitolato "Pensieri dall'Italia", sottolineando cosa la preoccupa di più: "La paura e l'insicurezza in tutti i segmenti della società, gli attacchi quotidiani contro i rifugiati e i migranti, la gravità della crisi economica...".
L'attrice e showgirl canadese naturalizzata statunitense, chiama poi in causa il presidente francese, Emmanuel Macron: "Il signor Salvini di recente ha detto che 'Macron è un problema per i francesi' - cinguetta Anderson - ciò significa che quello che sta accadendo in Francia in questi giorni con le proteste dei gilet gialli è qualcosa che riguarda solo i francesi. Questo è sbagliato". "Quello che sta accadendo in Francia in questi giorni è un problema europeo - continua Anderson - nello stesso modo in cui le misure anti-migranti e lo scivolamento verso una nuova forma di fascismo in Italia è un problema europeo".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/12/0...
"L'Italia è un Paese meraviglioso, che amo tanto, dal cibo alla moda, dalla storia all'arte, ma sono molto preoccupata dalla tendenza attuale, che mi ricorda quella degli anni '30", scrive Anderson nel primo tweet intitolato "Pensieri dall'Italia", sottolineando cosa la preoccupa di più: "La paura e l'insicurezza in tutti i segmenti della società, gli attacchi quotidiani contro i rifugiati e i migranti, la gravità della crisi economica...".
L'attrice e showgirl canadese naturalizzata statunitense, chiama poi in causa il presidente francese, Emmanuel Macron: "Il signor Salvini di recente ha detto che 'Macron è un problema per i francesi' - cinguetta Anderson - ciò significa che quello che sta accadendo in Francia in questi giorni con le proteste dei gilet gialli è qualcosa che riguarda solo i francesi. Questo è sbagliato". "Quello che sta accadendo in Francia in questi giorni è un problema europeo - continua Anderson - nello stesso modo in cui le misure anti-migranti e lo scivolamento verso una nuova forma di fascismo in Italia è un problema europeo".
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Il ddl bilancio, all'esame dell'aula di Montecitorio, torna in Commissione. Ad annunciarlo è il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro. "È stato disposto il rinvio in Commissione della legge di bilancio per apportare delle correzioni meramente tecniche su indicazione della Ragioneria di Stato e degli uffici del Mef - spiega Fraccaro - in seguito ad un esame più approfondito degli emendamenti e delle riformulazioni approvate. Si tratta semplicemente di un passaggio formale che verrà espletato in tempi brevissimi, analogamente a quanto già verificatosi in passato".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/12/0...
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
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Qualcuno li ha ribattezzati i 'nuovi quarantenni azzurri'. Parliamo di un movimento, ancora a livello embrionale, pronto a partire dal territorio e formato per lo più da giovani parlamentari, amministratori locali, imprenditori e professionisti, stanchi dell'immobilismo in cui versa Forza Italia, che non ci stanno a ''farsi mangiare'' dalla Lega salviniana e non si riconoscono affatto nel ''ribellismo grillino''. Allo stato, non c'è ancora un nome, né un simbolo. L'idea è raccogliere chi ci sta attorno a un semplice hashtag. Perché ormai i social valgono più di una convention o una ospitata televisiva. Tra i promotori della nascente 'cosa azzurra' ci sarebbe Alessandro Cattaneo, ex sindaco di Pavia, poi animatore nel 2012, ai tempi del Pdl, del gruppo dei 'formattatori', oggi deputato forzista.
Cattaneo non parla. Ma sul suo profilo Instagram c'è qualche indizio del progetto politico che verrà: l'hashtag 'Si riparte'. Chi ha avuto modo di sentirlo in queste ore assicura che non intende fare un altro partito, che resterà fedele a Berlusconi, e alle europee si impegnerà al massimo per aiutare Tajani a fare una grande campagna elettorale. Questo, però, avrebbe sottolineato Cattaneo, non significa che sin da adesso non si rimboccherà le mani per cambiare Forza Italia, perché ora serve uno slancio forte per uscire dall'immobilismo e essere pronti alle prossime sfide politiche. "Rimaniamo custodi dei valori di centrodestra, ma per essere credibili dobbiamo rinnovarci", va ripetendo l'ex sindaco anche su Facebook e Twitter.
Cattaneo spera nella repentina caduta del governo Conte e pungola il Carroccio a rompere con i Cinque stelle (''L'allenza giallo-verde è un mostro'' e la "Lega è in forte imbarazzo proprio perché ha lasciato ai 5stelle dei temi fondamentali, come le infrastrutture", ha twittato di recente). In campo ci sarebbero il deputato Giorgio Silli, imprenditore tessile (la famiglia è titolare dell'omonima tintoria industriale), già assessore all'immigrazione del Comune di Prato, considerato uno dei volti emergenti di Fi insieme al parlamentare-manager milanese Matteo Perego Di Cremnago, soprannominato il 'cappellaio azzurro', che nel 2015 ha rilanciato il cappellificio Cambiaghi, fondato dal trisavolo, per farne un brand di accessori di lusso.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/12/0...
Cattaneo non parla. Ma sul suo profilo Instagram c'è qualche indizio del progetto politico che verrà: l'hashtag 'Si riparte'. Chi ha avuto modo di sentirlo in queste ore assicura che non intende fare un altro partito, che resterà fedele a Berlusconi, e alle europee si impegnerà al massimo per aiutare Tajani a fare una grande campagna elettorale. Questo, però, avrebbe sottolineato Cattaneo, non significa che sin da adesso non si rimboccherà le mani per cambiare Forza Italia, perché ora serve uno slancio forte per uscire dall'immobilismo e essere pronti alle prossime sfide politiche. "Rimaniamo custodi dei valori di centrodestra, ma per essere credibili dobbiamo rinnovarci", va ripetendo l'ex sindaco anche su Facebook e Twitter.
Cattaneo spera nella repentina caduta del governo Conte e pungola il Carroccio a rompere con i Cinque stelle (''L'allenza giallo-verde è un mostro'' e la "Lega è in forte imbarazzo proprio perché ha lasciato ai 5stelle dei temi fondamentali, come le infrastrutture", ha twittato di recente). In campo ci sarebbero il deputato Giorgio Silli, imprenditore tessile (la famiglia è titolare dell'omonima tintoria industriale), già assessore all'immigrazione del Comune di Prato, considerato uno dei volti emergenti di Fi insieme al parlamentare-manager milanese Matteo Perego Di Cremnago, soprannominato il 'cappellaio azzurro', che nel 2015 ha rilanciato il cappellificio Cambiaghi, fondato dal trisavolo, per farne un brand di accessori di lusso.
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Il governo francese cancella l'aumento delle tasse sui carburanti per il 2019. Lo riferisce Le Figaro. Il premier Edouard Philippe, scrive l'edizione online del quotidiano, ha comunicato che l'aumento non figura nel progetto di bilancio per il prossimo anno.
Ieri l'esecutivo aveva disposto la sospensione di 6 mesi sull'aumento della tassa. La misura era stata giudicata insufficiente dai leader della protesta dei gilet gialli, che hanno indetto una nuova giornata di proteste per sabato a Parigi.
L'Eliseo, prosegue Le Figaro, per sabato teme manifestazioni di "grande violenza" nella capitale. Le preoccupazioni sono legate alle eventuali azioni di un "nucleo duro radicalizzato" che scenderebbe in strada con l'obiettivo di "distruggere e uccidere". In particolare, si fa riferimento ad appelli a "venire" a Parigi "armati per colpire le forze dell'ordine".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/12/05/...
Ieri l'esecutivo aveva disposto la sospensione di 6 mesi sull'aumento della tassa. La misura era stata giudicata insufficiente dai leader della protesta dei gilet gialli, che hanno indetto una nuova giornata di proteste per sabato a Parigi.
L'Eliseo, prosegue Le Figaro, per sabato teme manifestazioni di "grande violenza" nella capitale. Le preoccupazioni sono legate alle eventuali azioni di un "nucleo duro radicalizzato" che scenderebbe in strada con l'obiettivo di "distruggere e uccidere". In particolare, si fa riferimento ad appelli a "venire" a Parigi "armati per colpire le forze dell'ordine".
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"Vedrò Juncker martedì prossimo a Strasburgo. Sto lavorando alla nostra proposta, sono ottimista". Lo dice in un'intervista all'Adnkronos il premier Giuseppe Conte, spiegando di aver sentito il presidente della commissione Ue al telefono questo pomeriggio e anticipando che andrà all'appuntamento con la proposta del governo sulla manovra economica.
"A Juncker ho detto che stiamo facendo di conto - spiega il premier con un sorriso - dovremmo vederci la settimana prossima, martedì a Strasburgo. Non posso calcolare le percentuali di riuscita, sarebbe improprio", risponde a chi gli chiede una stima. "Se non fossi ottimista - prosegue - non mi sarei seduto nemmeno al tavolo, non sarei andato perché è chiaro che già erano stati compiuti i primi passi per avviare la procedura d'infrazione e tutto lasciava presagire il peggio. L'ottimismo è quello della determinazione, della passione di difendere le ragioni dell'Italia. Se fondato, lo vedremo alla fine. Io confido che sia fondato". "Sicuramente martedì ci confronteremo con Juncker con la proposta in mano, ora vedremo se anticiparla. Stiamo lavorando sugli ultimi dettagli" precisa Conte.
Quanto a Fitch, ha abbassato le stime di crescita del Pil italiano "perché non ha ancora visto la nostra proposta all'Europa, Fitch si ricrederà" dice il presidente del Consiglio nell'intervista all'Adnkronos.
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"A Juncker ho detto che stiamo facendo di conto - spiega il premier con un sorriso - dovremmo vederci la settimana prossima, martedì a Strasburgo. Non posso calcolare le percentuali di riuscita, sarebbe improprio", risponde a chi gli chiede una stima. "Se non fossi ottimista - prosegue - non mi sarei seduto nemmeno al tavolo, non sarei andato perché è chiaro che già erano stati compiuti i primi passi per avviare la procedura d'infrazione e tutto lasciava presagire il peggio. L'ottimismo è quello della determinazione, della passione di difendere le ragioni dell'Italia. Se fondato, lo vedremo alla fine. Io confido che sia fondato". "Sicuramente martedì ci confronteremo con Juncker con la proposta in mano, ora vedremo se anticiparla. Stiamo lavorando sugli ultimi dettagli" precisa Conte.
Quanto a Fitch, ha abbassato le stime di crescita del Pil italiano "perché non ha ancora visto la nostra proposta all'Europa, Fitch si ricrederà" dice il presidente del Consiglio nell'intervista all'Adnkronos.
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"I rapporti tra Italia e Egitto sono sempre a repentaglio e lo sono sempre stati negli ultimi tre anni, perché in Egitto è stato sequestrato, torturato e ucciso un cittadino italiano. Ben venga quindi mettere a repentaglio tutti i rapporti - sociali, culturali, politici e diplomatici - nel momento in cui l'Egitto non dimostra di voler fare un passo in avanti". Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico, in una dichiarazione al termine dell'incontro con i genitori di Giulio Regeni. "Non credo che in questo mese - ha poi sottolineato Fico - riusciremo a fare passi in avanti. Ho detto che i rapporti tra Italia e Egitto possono iniziare nuovamente sotto auspici più sereni, nel momento in cui sarà dimostrata la volontà di fare passi avanti. Parole come 'vogliamo la verità o trovare i colpevoli è un'esigenza anche dell'Egitto', non ci bastano più. Ora vogliamo i fatti, le chiacchiere sono finite perché, dopo tre anni, i fatti stanno a zero".
"Quando sono andato in Egitto - ha continuato Fico - ho parlato con il presidente del Parlamento egiziano e poi con il presidente Al Sisi, dai quali ho avuto le solide rassicurazioni. Mi dissero che sarebbe stato rimosso qualsiasi tipo di ostacolo che si frapponeva tra il lavoro dei magistrati italiani e la ricerca della verità. Questo non è accaduto a settembre e nemmeno a novembre, quando ci aspettavamo degli sviluppi". Secondo Fico la procura di Roma "in questi anni ha fatto un lavoro encomiabile. La scorsa settimana è tornata a Il Cairo ma ha dovuto prendere atto che non c'è stato nessun passo in avanti, nonostante, più di nove mesi fa, avessero fornito degli elementi, molto importanti, affinché si potesse iniziare un processo in Egitto. Invece, da tre anni non si muove nulla. Anzi nell'ultimo anno c'è stato lo stallo, nonostante la Procura di Roma avesse fornito degli elementi di prova".
E ancora: "La Procura è stata obbligata a iscrivere nel registro degli indagati 5 alti ufficiali egiziani. Al Sisi lo sa bene, perché io gliel'ho detto: 'guarda che Regeni non è stato torturato e ucciso da normali cittadini egiziani ma è stato ucciso da un sistema e dovete avere il coraggio di cacciare fuori questo sistema", ha continuato il presidente della Camera.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/12/0...
"Quando sono andato in Egitto - ha continuato Fico - ho parlato con il presidente del Parlamento egiziano e poi con il presidente Al Sisi, dai quali ho avuto le solide rassicurazioni. Mi dissero che sarebbe stato rimosso qualsiasi tipo di ostacolo che si frapponeva tra il lavoro dei magistrati italiani e la ricerca della verità. Questo non è accaduto a settembre e nemmeno a novembre, quando ci aspettavamo degli sviluppi". Secondo Fico la procura di Roma "in questi anni ha fatto un lavoro encomiabile. La scorsa settimana è tornata a Il Cairo ma ha dovuto prendere atto che non c'è stato nessun passo in avanti, nonostante, più di nove mesi fa, avessero fornito degli elementi, molto importanti, affinché si potesse iniziare un processo in Egitto. Invece, da tre anni non si muove nulla. Anzi nell'ultimo anno c'è stato lo stallo, nonostante la Procura di Roma avesse fornito degli elementi di prova".
E ancora: "La Procura è stata obbligata a iscrivere nel registro degli indagati 5 alti ufficiali egiziani. Al Sisi lo sa bene, perché io gliel'ho detto: 'guarda che Regeni non è stato torturato e ucciso da normali cittadini egiziani ma è stato ucciso da un sistema e dovete avere il coraggio di cacciare fuori questo sistema", ha continuato il presidente della Camera.
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Il governo britannico ha pubblicato integralmente il parere legale del procuratore generale Geoffrey Cox sull'accordo raggiunto con Bruxelles per l'uscita dalla Ue. Il documento mette in guardia l'esecutivo dal rischio che il controverso 'backstop' potrebbe "durare indefinitamente" fino a quando non ci sarà un nuovo accordo sulle future relazioni tra Regno Unito e Ue. Il backstop, la clausola di salvaguardia introdotta per evitare il ritorno a un confine fisico tra Repubblica d'Irlanda e Irlanda del Nord, prevede il mantenimento dell'unione doganale tra Regno Unito e Unione europea.
Il documento firmato dal procuratore generale Cox sottolinea anche il rischio che il Regno Unito possa rimanere coinvolto in "protratti e ripetuti negoziati" con la Ue, nel caso tentasse di svincolarsi dal backstop. "Nonostante nel protocollo si dichiari che (il backstop, ndr) non è permanente, e la chiara intenzione delle parti è che debba essere rimpiazzato da un accordo alternativo e permanente, in base al diritto internazionale il protocollo durerebbe all'infinito fino a quando non venisse superato da un nuovo accordo". In breve, afferma Cox, il backstop proseguirebbe "anche nel caso i negoziati dovessero chiaramente interrompersi".
Per il governo di Theresa May, costretto a pubblicare il parere legale dopo il voto parlamentare di condanna di ieri, il parere legale sulla Brexit potrebbe essere il colpo di grazia sulle speranze che l'accordo sopravviva al voto parlamentare dell'11 dicembre. L'ampio fronte trasversale contrario all'accordo sostiene infatti che il backstop, così come previsto nell'accordo con Bruxelles, rischia di vanificare i vantaggi della Brexit. Rimanendo legato alla Ue, infatti, il Regno Unito non avrebbe la libertà di negoziare separatamente accordi commerciali con i Paesi extra Ue, a cominciare dagli Stati Uniti.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/12/05/...
Il documento firmato dal procuratore generale Cox sottolinea anche il rischio che il Regno Unito possa rimanere coinvolto in "protratti e ripetuti negoziati" con la Ue, nel caso tentasse di svincolarsi dal backstop. "Nonostante nel protocollo si dichiari che (il backstop, ndr) non è permanente, e la chiara intenzione delle parti è che debba essere rimpiazzato da un accordo alternativo e permanente, in base al diritto internazionale il protocollo durerebbe all'infinito fino a quando non venisse superato da un nuovo accordo". In breve, afferma Cox, il backstop proseguirebbe "anche nel caso i negoziati dovessero chiaramente interrompersi".
Per il governo di Theresa May, costretto a pubblicare il parere legale dopo il voto parlamentare di condanna di ieri, il parere legale sulla Brexit potrebbe essere il colpo di grazia sulle speranze che l'accordo sopravviva al voto parlamentare dell'11 dicembre. L'ampio fronte trasversale contrario all'accordo sostiene infatti che il backstop, così come previsto nell'accordo con Bruxelles, rischia di vanificare i vantaggi della Brexit. Rimanendo legato alla Ue, infatti, il Regno Unito non avrebbe la libertà di negoziare separatamente accordi commerciali con i Paesi extra Ue, a cominciare dagli Stati Uniti.
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Il polverone si era alzato giusto un anno fa quando Apple aveva confermato quello che milioni di utenti in tutto il mondo avevano potuto sperimentare direttamente: all’aggiornarsi del sistema operativo sui modelli di iPhone più vecchi corrispondeva un rallentamento nelle prestazioni del dispositivo. Obsolescenza programmata? Apple aveva chiesto ufficialmente scusa ai suoi clienti per la vicenda degli iPhone rallentati a causa della batteria invecchiata. In una lettera aperta e pubblicata su internet, l'azienda di Cupertino aveva così annunciato il taglio dei prezzi delle batterie fuori garanzia a 29 euro. Una campagna partita a gennaio di quest'anno e che si concluderà alla fine di questo fine di questo mese. A essere interessati sono gli iPhone SE, 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus, 7, 7 Plus, 8, 8 Plus, X. Dopo il 31 dicembre 2018 il costo del servizio sarà di 49 euro per tutti i prodotti eccetto iPhone X, per il quale sarà di 69 euro.
"La batteria è progettata per conservare fino all’80% della capacità originale per 500 cicli di carica completi si legge sul sito - La garanzia di un anno copre eventuali difetti della batteria, ma Apple offre un servizio di assistenza per la batteria anche dopo la scadenza della garanzia. Prezzi e condizioni possono variare". Quindi andate su Impostazioni, Batteria e quindi Stato batteria. Controllate la Capacità massima: se è pari o inferiore all'80% si può accedere al programma. In questo caso si può fissare un appuntamento presso un Apple Store o uno dei numerosi Centri Assistenza Autorizzati Apple: che l'apparecchio sia riparato durante l'appuntamento non è garantito. Nei casi più complessi, potrebbe essere necessario inviare il prodotto a un centro riparazioni Apple. In quel caso, l'iPhone sarà pronto per il ritiro nel giro di una settimana. Altrimenti Apple ti invierà su richiesta una confezione per ritirare lo smartphone. Basta prenotare una spedizione a un centro riparazioni Apple: l'iPhone sarà restituito nel giro di 6-8 giorni. Sul support.apple.com/it
è possibile trovare ogni info.
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2018/...
"La batteria è progettata per conservare fino all’80% della capacità originale per 500 cicli di carica completi si legge sul sito - La garanzia di un anno copre eventuali difetti della batteria, ma Apple offre un servizio di assistenza per la batteria anche dopo la scadenza della garanzia. Prezzi e condizioni possono variare". Quindi andate su Impostazioni, Batteria e quindi Stato batteria. Controllate la Capacità massima: se è pari o inferiore all'80% si può accedere al programma. In questo caso si può fissare un appuntamento presso un Apple Store o uno dei numerosi Centri Assistenza Autorizzati Apple: che l'apparecchio sia riparato durante l'appuntamento non è garantito. Nei casi più complessi, potrebbe essere necessario inviare il prodotto a un centro riparazioni Apple. In quel caso, l'iPhone sarà pronto per il ritiro nel giro di una settimana. Altrimenti Apple ti invierà su richiesta una confezione per ritirare lo smartphone. Basta prenotare una spedizione a un centro riparazioni Apple: l'iPhone sarà restituito nel giro di 6-8 giorni. Sul support.apple.com/it
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L'ufficio del procuratore capo di Istanbul ha chiesto a un tribunale di spiccare mandati di arresto nei confronti di due sospetti sauditi ritenuti vicini al principe ereditario Mohammed bin Salman nell'ambito delle indagini sull'omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso ai primi di ottobre nel consolato del suo Paese a Istanbul. Lo ha riferito il sito del quotidiano turco 'Hurriyet', secondo il quale i due uomini nel mirino della procura sono l'ex vice capo dell'intelligence saudita, il generale Ahmed Asiri, e l'ex consigliere di Mohammed bin Salman, Saud al-Qahtani. Secondo una nota della procura di Istanbul, c'è il "forte sospetto" che Asiri ed al-Qahtani siano stati i pianificatori dell'uccisione dell'editorialista del 'Washington Post', assassinato il due ottobre da un commando di 15 persone giunto appositamente da Riad. Tutti i membri del gruppo hanno lasciato la Turchia. Secondo la Cia, Mbs - acronimo con cui l'erede al trono saudita è noto in Occidente - sarebbe il mandante dell'omicidio. Le autorità saudite hanno avviato un'indagine nei confronti di 18 persone, tra cui Asiri e al-Qahtani, in relazione all'omicidio. I due uomini sono stati rimossi dai loro incarichi lo scorso 20 ottobre. La Turchia ha già chiesto la loro estradizione, ma Riad ha affermato che i sospetti "saranno processati in Arabia Saudita".
https://www.adnkronos.com/aki-it/politica/2018/12/...
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Nuovo aggiornamento di sicurezza per Android. Google ha rilasciato l'ultima versione di dicembre che risolve svariate vulnerabilità nel sistema operativo. L'aggiornamento - suddiviso in due livelli di patch progressivi - risolve 53 vulnerabilità in diversi componenti di sistema, di cui 11 critiche e altre 42 di gravità elevata. E' quanto fanno sapere gli esperti del CERT - Computer Emergency Response Team.
"Le più gravi di queste vulnerabilità potrebbero consentire l'esecuzione di codice da remoto con privilegi elevati sul dispositivo" sottolineano, anche se "al momento non si ha notizia" che "siano attivamente sfruttate in attacchi reali". Tutte gli aggiornamenti e le patch di sicurezza vengono messe a disposizione da Google ai propri partner almeno un mese prima della pubblicazione; inoltre, si ricorda, "gli utenti di dispositivi Android devono attendere il rilascio degli aggiornamenti da parte dei rispettivi produttori o operatori di telefonia mobile".
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2018/...
"Le più gravi di queste vulnerabilità potrebbero consentire l'esecuzione di codice da remoto con privilegi elevati sul dispositivo" sottolineano, anche se "al momento non si ha notizia" che "siano attivamente sfruttate in attacchi reali". Tutte gli aggiornamenti e le patch di sicurezza vengono messe a disposizione da Google ai propri partner almeno un mese prima della pubblicazione; inoltre, si ricorda, "gli utenti di dispositivi Android devono attendere il rilascio degli aggiornamenti da parte dei rispettivi produttori o operatori di telefonia mobile".
France in free fall
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Ennesima vittoria liberale in Francia. Clicca qui per saperne di più!
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Una scossa di magnitudo 7,5 gradi della scala Richter ha colpito la Nuova Caledonia, territorio francese situato nel sud del Pacifico. Dopo la scossa, registrata al largo dell'arcipelago, 300 chilometri ad est di Numea e ad una profondità di 10 chilometri, è stato lanciato l'allarme tsunami ed è stata evacuata una parte del litorale fino a 300 metri dalla costa. Gli abitanti sono stati invitati ad allontanarsi e a raggiungere luoghi sopraelevati.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/12/05/...
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Marco Minniti potrebbe rivedere la sua intenzione di candidarsi al congresso Pd. Si tratta soltanto di un'ipotesi, al momento. Ma diverse fonti che stanno seguendo da vicino la costruzione della candidatura dell'ex ministro confermano all'AdnKronos che c'è una fase di stallo. Persino la raccolta di firme nel territorio, necessaria per presentare la candidatura, non procede. I motivi dello stop, si spiega, sarebbero legati ad alcune perplessità dell'ex titolare del Viminale che non avrebbe riscontrato le condizioni auspicate nel sostegno alla sua candidatura, in particolare da parte dell'area renziana del Pd. Le voci su Matteo Renzi e un suo eventuale progetto fuori dai dem non hanno aiutato. Si riferisce anche di un contatto tra i due, nel quale Minniti avrebbe sondato le reali intenzioni dell'ex premier. "Al momento, l'esito non è negativo ma certo siamo in una fase di stallo. Confidiamo - dice una fonte renziana che sta seguendo il dossier - che Marco si candidi". Il termine per la presentazione delle candidature al congresso è il 12 dicembre, tra appena una settimana.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/12/0...
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Tensione al confine tra Russia e Ucraina. La quantità di sistemi d'arma portati dalla Federazione russa al confine con lo Stato ucraino è aumentata in modo drastico di recente. In particolare, Mosca ha spostato 300 carri armati T-62 dalle regioni orientali a una base vicina al confine con l'Ucraina.
Il nuovo dislocamento è avvenuto mentre erano in corso le manovre 'Vostok 2018' (lo scorso settembre, ndr): è quanto denuncia il capo di Stato maggiore ucraino, Viktor Muzhenko, in un intervento su una rete televisiva locale. "La natura di tali spostamenti dimostra che potrebbero essere creati a breve raggruppamenti offensivi significativi, con obiettivo l'Ucraina. Quindi - ha precisato - non consideriamo solo una direzione, dalla regioni di Luhansk e Donetsk, ma anche dai confini dell'Ucraina di nord est, centro e sud".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/12/04/...
Il nuovo dislocamento è avvenuto mentre erano in corso le manovre 'Vostok 2018' (lo scorso settembre, ndr): è quanto denuncia il capo di Stato maggiore ucraino, Viktor Muzhenko, in un intervento su una rete televisiva locale. "La natura di tali spostamenti dimostra che potrebbero essere creati a breve raggruppamenti offensivi significativi, con obiettivo l'Ucraina. Quindi - ha precisato - non consideriamo solo una direzione, dalla regioni di Luhansk e Donetsk, ma anche dai confini dell'Ucraina di nord est, centro e sud".