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Uno schiaffo, durissimo, alla maggioranza e al M5S. E a darlo con ogni probabilità, proprio uno dei 'ribelli' del Movimento, il senatore Gregorio De Falco che con il suo voto potrebbe aver mandato sotto il governo su Ischia in Commissione al Senato, battuto per 23 voti a 22 sul decreto emergenze. Una mossa che ha scatenato l'ira dei vertici pentastellati, che ora meditano pesanti sanzioni contro l'ex capitano di fregata. Se preferisce non rispondere alla domanda sul voto con le opposizioni, il senatore 'dissidente' è però chiaro sull'emendamento all'articolo 25, approvato ieri sera e che disciplina le pratiche di condono sull'isola campana: "L'emendamento in questione - ha spiegato all'Adnkronos - è stato presentato da Papatheu di Forza Italia ed era analogo a quello che avevo presentato io".
Troppo per il Movimento, evidentemente, che ora lancia il diktat e si prepara a prendere provvedimenti. Ma De Falco non è il solo e nel mirino finiscono anche gli altri ribelli, fra cui Paola Nugnes: a quanto apprende l'AdnKronos da vertici M5S, nel Movimento si sta verificando se il regolamento del Senato consenta di spostarli in Commissioni parlamentari meno decisive, con i senatori De Falco e Nugnes subito fuori dal gruppo M5S al Senato. E se per Nugnes si profila la sospensione, per De Falco è sempre più vicina l'espulsione dal Movimento. In ogni caso, entrambe le sanzioni comporterebbero l'immediata l'uscita dal gruppo di Palazzo Madama e il probabile passaggio al misto. Solo in un secondo momento arriveranno le sanzioni decise dal collegio dei probiviri, che riguarderanno non solo Nugnes e De Falco ma anche, stavolta per il 'dossier dl Sicurezza', Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
Troppo per il Movimento, evidentemente, che ora lancia il diktat e si prepara a prendere provvedimenti. Ma De Falco non è il solo e nel mirino finiscono anche gli altri ribelli, fra cui Paola Nugnes: a quanto apprende l'AdnKronos da vertici M5S, nel Movimento si sta verificando se il regolamento del Senato consenta di spostarli in Commissioni parlamentari meno decisive, con i senatori De Falco e Nugnes subito fuori dal gruppo M5S al Senato. E se per Nugnes si profila la sospensione, per De Falco è sempre più vicina l'espulsione dal Movimento. In ogni caso, entrambe le sanzioni comporterebbero l'immediata l'uscita dal gruppo di Palazzo Madama e il probabile passaggio al misto. Solo in un secondo momento arriveranno le sanzioni decise dal collegio dei probiviri, che riguarderanno non solo Nugnes e De Falco ma anche, stavolta per il 'dossier dl Sicurezza', Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura.
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L'Italia sceglie la linea dura e sfida Bruxelles. Dopo il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Conte, i due vicepremier Di Maio e Salvini, il ministro dell'Economia Tria e il ministro dei Rapporti con il Parlamento Fraccaro, il governo ha deciso: la manovra non cambia e nessuna modifica verrà apportata per placare le preoccupazioni europee sull'economia italiana.
"La manovra non cambia né nei saldi né nella previsione della crescita, perché è nostra convinzione che è quel che serve al Paese per ripartire", ha poi confermato Di Maio, che spiega come "abbiamo detto chiaramente che ci impegnamo a mantenere il 2,4% di deficit, e il Pil all'1,5%" ma "reddito cittadinanza, riforma Fornero, soldi ai truffati dalle banche" restano. "E' una manovra in controtendenza col passato" ma "non facciamo i furbi sul debito". E ancora: "Non abbiamo aggiunto niente a quello che già leggete nella manovra di bilancio ma c'è l'impegno a mantenere quelli che sono i saldi indicati; quindi non facciamo i furbi sul deficit ma allo stesso tempo manteniamo gli impegni con gli italiani''.
Unica 'concessione' rispetto ai piani di partenza, le dismissioni, anche immobiliari, che verranno attuate e che dovrebbero valere l'1% del Pil: ''Il nostro obiettivo è tutelare i gioielli di famiglia -ha spiegato ancora Di Maio - ma allo stesso tempo di dismettere tutto quello che non serve dello stato di immobili o di tutti questi beni che sono di secondaria importanza''. ''Deve essere chiara una cosa - ha detto ancora - nel programma di dismissioni non ci sono i gioielli di famiglia: stiamo parlando di immobili, di beni secondari dello Stato e sicuramente la dismissione avrà un effetto positivo per la riduzione del debito''.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
"La manovra non cambia né nei saldi né nella previsione della crescita, perché è nostra convinzione che è quel che serve al Paese per ripartire", ha poi confermato Di Maio, che spiega come "abbiamo detto chiaramente che ci impegnamo a mantenere il 2,4% di deficit, e il Pil all'1,5%" ma "reddito cittadinanza, riforma Fornero, soldi ai truffati dalle banche" restano. "E' una manovra in controtendenza col passato" ma "non facciamo i furbi sul debito". E ancora: "Non abbiamo aggiunto niente a quello che già leggete nella manovra di bilancio ma c'è l'impegno a mantenere quelli che sono i saldi indicati; quindi non facciamo i furbi sul deficit ma allo stesso tempo manteniamo gli impegni con gli italiani''.
Unica 'concessione' rispetto ai piani di partenza, le dismissioni, anche immobiliari, che verranno attuate e che dovrebbero valere l'1% del Pil: ''Il nostro obiettivo è tutelare i gioielli di famiglia -ha spiegato ancora Di Maio - ma allo stesso tempo di dismettere tutto quello che non serve dello stato di immobili o di tutti questi beni che sono di secondaria importanza''. ''Deve essere chiara una cosa - ha detto ancora - nel programma di dismissioni non ci sono i gioielli di famiglia: stiamo parlando di immobili, di beni secondari dello Stato e sicuramente la dismissione avrà un effetto positivo per la riduzione del debito''.
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La manovra "non cambia, i saldi resteranno invariati". Ma sono state "messe più risorse sul dissesto idrogeologico". A quanto apprende l'AdnKronos è questo, in estrema sintesi, il punto di caduta del vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giovanni Tria e il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. Saldi e crescita restano invariati: è quanto stabilito, secondo fonti del governo, dal vertice che si è tenuto a Palazzo Chigi, prima dell'inizio del Cdm per redigere la lettera da indirizzare a Bruxelles. Dopo aver ricevuto la lettera da Roma, entro il 30 novembre la Commissione europea deve presentare la propria opinione sulla legge di bilancio italiana. Poi, entro il 31 dicembre, la manovra deve essere approvata dalle Camere.
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"Lavoriamo a una manovra che garantisca più posti di lavoro, più diritto alla pensione e meno tasse, non per tutti ma per tanti. Se all'Europa va bene siam contenti, se all'Europa non va bene tiriamo dritto lo stesso". Così Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell'Interno, arrivando a Palazzo Chigi per il vertice - prima del Cdm - con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l'altro vicepremier Luigi Di Maio e il ministro dell'Economia Giovanni Tria, sulla lettera da inviare a Bruxelles per rispondere ai rilievi della Commissione europea sulla manovra economica. Presente al tavolo del confronto, a quanto si apprende, anche il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro.
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Londra e Bruxelles hanno raggiunto un accordo provvisorio sul testo del trattato che regolerà l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Lo riferiscono il Financial Times e la Bbc. La premier Theresa May convocherà per domani una riunione di governo straordinaria per sottoporre l'accordo al giudizio dei suoi ministri.
May dovrà ora superare l'ostacolo di un governo e di una maggioranza divisi sull'esito del negoziato. In particolare, sulla questione del confine irlandese, che a lungo è rimasta la questione più spinosa sulla quale raggiungere un compromesso. Il testo provvisorio dell'accordo, riporta la Bbc citando fonti del governo di Londra, è stato approvato a livello tecnico dai negoziatori britannici ed europei, al termine di un'intensa trattativa. Il Sun riferisce che in vista della riunione di governo di domani, ciascun ministro è stato convocato questa sera per un colloquio individuale con la premier.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/11/13/...
May dovrà ora superare l'ostacolo di un governo e di una maggioranza divisi sull'esito del negoziato. In particolare, sulla questione del confine irlandese, che a lungo è rimasta la questione più spinosa sulla quale raggiungere un compromesso. Il testo provvisorio dell'accordo, riporta la Bbc citando fonti del governo di Londra, è stato approvato a livello tecnico dai negoziatori britannici ed europei, al termine di un'intensa trattativa. Il Sun riferisce che in vista della riunione di governo di domani, ciascun ministro è stato convocato questa sera per un colloquio individuale con la premier.
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
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L'ipotesi sospensione? "Al momento non è stato avviato alcun procedimento" da parte dei probiviri e comunque "non c'è stata alcuna lesività nel mio agire". Gregorio De Falco, uno dei 5 senatori 'dissidenti' 5 Stelle che non hanno votato la fiducia al governo sul decreto sicurezza, non ci sta e annuncia battaglia anche su un altro provvedimento del governo: quel decreto emergenze finito nel mirino del Partito democratico per la parte relativa al 'condono' di Ischia.
"Ho presentato un emendamento all'articolo 25 - dice De Falco all'Adnkronos - per sopprimere il comma secondo cui" per la definizione delle procedure di condono "trovano 'esclusiva applicazione le disposizioni' contenute nella legge 28 febbraio 1985" emanata durante il governo Craxi.
"Chiedo al governo di chiarire che non c'è alcuna deroga al principio 'Tempus regit actum'" in base al quale ogni atto è regolato dalla legge del tempo in cui esso si verifica. Proposte di modifica all'articolo 25 sono arrivate anche da parte di altre due senatrici 'ribelli': Paola Nugnes e Virginia La Mura. De Falco ha inoltre sottoscritto (insieme ai colleghi 5 Stelle De Bonis, Fattori, Ciampolillo, Trentecoste, Granato, Marilotti, Ricciardi, Angrisani, Romagnoli e l'ex grillino Martelli) anche un emendamento soppressivo del 'famigerato' articolo 41 sulla gestione dei fanghi di depurazione.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
"Ho presentato un emendamento all'articolo 25 - dice De Falco all'Adnkronos - per sopprimere il comma secondo cui" per la definizione delle procedure di condono "trovano 'esclusiva applicazione le disposizioni' contenute nella legge 28 febbraio 1985" emanata durante il governo Craxi.
"Chiedo al governo di chiarire che non c'è alcuna deroga al principio 'Tempus regit actum'" in base al quale ogni atto è regolato dalla legge del tempo in cui esso si verifica. Proposte di modifica all'articolo 25 sono arrivate anche da parte di altre due senatrici 'ribelli': Paola Nugnes e Virginia La Mura. De Falco ha inoltre sottoscritto (insieme ai colleghi 5 Stelle De Bonis, Fattori, Ciampolillo, Trentecoste, Granato, Marilotti, Ricciardi, Angrisani, Romagnoli e l'ex grillino Martelli) anche un emendamento soppressivo del 'famigerato' articolo 41 sulla gestione dei fanghi di depurazione.
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Una lunga stretta di mano tra il generale Khalifa Haftar, il Presidente del Consiglio Presidenziale della Libia Fāyez al-Sarrāj e il premier Giuseppe Conte ha suggellato l'incontro tra i tre leader a Villa igiea, dove si tiene la Conferenza internazionale sulla Libia. Nella foto, pubblicata sul sito del Governo italiano, si vedono i tre leader politici sorridenti con Haftar, l'uomo forte della Cirenaica, e Sarraj che si danno la mano e con il Presidente del Consiglio che tiene le sue mani su quelle dei due libici.
"Non è utile cambiare il cavallo mentre si attraversa ancora il fiume...". Con questa metafora Haftar si è rivolto, come si apprende da fonti diplomatiche, a Sarraj. Una metafora per spiegare al Presidente del Consiglio Presidenziale che "non c'è bisogno di cambiare l'attuale presidente prima delle prossime elezioni".
"L'Italia riunisce i protagonisti del Mediterraneo e rilancia il dialogo per la Libia. #ForLibyaWithLibya", scrive su Twitter Conte al termine dell'incontro con i big politici per parlare della Libia. A quanto si apprende da fonti del governo "l'accordo che si sta per chiudere oggi è al di sopra delle aspettative del governo italiano. E' una intesa molto forte e vincolante. Un grande passo".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/11/13/...
"Non è utile cambiare il cavallo mentre si attraversa ancora il fiume...". Con questa metafora Haftar si è rivolto, come si apprende da fonti diplomatiche, a Sarraj. Una metafora per spiegare al Presidente del Consiglio Presidenziale che "non c'è bisogno di cambiare l'attuale presidente prima delle prossime elezioni".
"L'Italia riunisce i protagonisti del Mediterraneo e rilancia il dialogo per la Libia. #ForLibyaWithLibya", scrive su Twitter Conte al termine dell'incontro con i big politici per parlare della Libia. A quanto si apprende da fonti del governo "l'accordo che si sta per chiudere oggi è al di sopra delle aspettative del governo italiano. E' una intesa molto forte e vincolante. Un grande passo".
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Bellissime, eleganti e anche un po' rivali. Tra Melania e Ivanka Trump non scorrerebbe buon sangue o, meglio, per usare le parole del 'New York Times' tra first daughter e first lady i rapporti sarebbero "complicati". La competizione tra le due è nota, eppure, secondo quanto racconta il prestigioso quotidiano americano, lo staff della Casa Bianca sarebbe intervenuto più volte per placare le acque tra le donne più importanti di Donald Trump. E mentre dalla Casa Bianca smentiscono, "La first lady e Ivanka hanno ottimi rapporti" fa sapere un funzionario che preferisce restare anonimo, pare che Ivanka faccia molta attenzione a non pestare i piedi alla matrigna.
L'incidente più recente risale al viaggio di Melania in Africa. La terza moglie di The Donald avrebbe battuto sul tempo Ivanka nel recarsi in Ghana, Kenya ed Egitto, visto che la first daugher aveva programmato lo stesso viaggio, poi slittato a gennaio. Ma a generare ulteriori tensioni è stata la visita di Melania ad Accra, in Ghana, dove è stata fotografata mentre teneva in braccio un bambino. Appena due giorni dopo Ivanka ha pubblicato su Instagram un video girato dal team della Casa Bianca nel quale appare con in braccio un bambino di colore. E tanto è bastato affinché tra le due si generassero ulteriori frizioni, tanto da chiedere la mediazione del capo dello staff della Casa Bianca, John F.Kelly.
A detta del Nyt, le due donne vivrebbero un rapporto "complicato" e riuscirebbero a coesistere nell'universo trumpiano grazie a una piccola sovrapposizione di ruoli. Raramente sono apparse insieme. E non è un segreto che vivano i rispettivi ruoli in maniera diversa. L'una, Ivanka, rivendica con orgoglio il ruolo da consigliera del padre e ha un suo ufficio nell'ala Ovest della Casa Bianca. L'altra, invece, come ogni first lady prima di lei, ha il dominio dell'ala Est.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/11/13/...
L'incidente più recente risale al viaggio di Melania in Africa. La terza moglie di The Donald avrebbe battuto sul tempo Ivanka nel recarsi in Ghana, Kenya ed Egitto, visto che la first daugher aveva programmato lo stesso viaggio, poi slittato a gennaio. Ma a generare ulteriori tensioni è stata la visita di Melania ad Accra, in Ghana, dove è stata fotografata mentre teneva in braccio un bambino. Appena due giorni dopo Ivanka ha pubblicato su Instagram un video girato dal team della Casa Bianca nel quale appare con in braccio un bambino di colore. E tanto è bastato affinché tra le due si generassero ulteriori frizioni, tanto da chiedere la mediazione del capo dello staff della Casa Bianca, John F.Kelly.
A detta del Nyt, le due donne vivrebbero un rapporto "complicato" e riuscirebbero a coesistere nell'universo trumpiano grazie a una piccola sovrapposizione di ruoli. Raramente sono apparse insieme. E non è un segreto che vivano i rispettivi ruoli in maniera diversa. L'una, Ivanka, rivendica con orgoglio il ruolo da consigliera del padre e ha un suo ufficio nell'ala Ovest della Casa Bianca. L'altra, invece, come ogni first lady prima di lei, ha il dominio dell'ala Est.
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La lettera è già pronta. Bruxelles l'aspetta entro oggi. Scade a mezzanotte infatti il termine entro il quale il governo italiano deve inviare una bozza aggiornata della manovra alla Commissione europea, che ha chiesto la modifica dei saldi. Nei giorni scorsi ci sono stati diversi confronti tra Roma e Bruxelles per cercare una soluzione condivisa. Ma la linea dell'Italia non è cambiata.
Stasera, al rientro del premier Conte da Palermo, prima del Cdm si terrà un vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il governo comunque sembra non avere dubbi: nella missiva terrà il punto difendendo i contenuti della manovra e della propria politica economica.
Del resto, nei giorni scorsi, anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha rimarcato che l'impostazione della manovra resta la stessa. "I pilastri, le caratteristiche fondamentali saranno ribadite" ha sottolineato il responsabile del Tesoro, osservando che "per evitare la procedura sul debito dovremmo fare una manovra di restrizione violentissima, che per un'economia in rallentamento sarebbe un suicidio".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
Stasera, al rientro del premier Conte da Palermo, prima del Cdm si terrà un vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il governo comunque sembra non avere dubbi: nella missiva terrà il punto difendendo i contenuti della manovra e della propria politica economica.
Del resto, nei giorni scorsi, anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha rimarcato che l'impostazione della manovra resta la stessa. "I pilastri, le caratteristiche fondamentali saranno ribadite" ha sottolineato il responsabile del Tesoro, osservando che "per evitare la procedura sul debito dovremmo fare una manovra di restrizione violentissima, che per un'economia in rallentamento sarebbe un suicidio".
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Devastazione e morte in California. E' sempre più drammatico il bilancio delle vittime dell'incendio che ha colpito il nord dello Stato. Le vittime sono 42. Il rogo, come ha reso noto lo sceriffo della contea di Butte Kori Honea, è il più grave mai registrato in California, peggiore anche di quello del 1933 di Griffith Park, nella regione di Los Angeles, quando si contarono 29 morti.
"Sono stati ritrovati i resti di 13 persone, questo porta il bilancio a 42 morti", ha affermato in una conferenza stampa Honea mentre veniva diffusa la notizia della morte di almeno due persone in uno dei due incendi che hanno colpito la California del sud, con migliaia di persone evacuate dalle contee di Ventura e Los Angeles. Le fiamme nel nord dello stato sono contenute solo al trenta per cento dagli oltre cinquemila pompieri intervenuti che dovranno lavorare fino alla fine del mese. Fino a ora sono state distrutte 7.177 proprietà.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/11/13/...
"Sono stati ritrovati i resti di 13 persone, questo porta il bilancio a 42 morti", ha affermato in una conferenza stampa Honea mentre veniva diffusa la notizia della morte di almeno due persone in uno dei due incendi che hanno colpito la California del sud, con migliaia di persone evacuate dalle contee di Ventura e Los Angeles. Le fiamme nel nord dello stato sono contenute solo al trenta per cento dagli oltre cinquemila pompieri intervenuti che dovranno lavorare fino alla fine del mese. Fino a ora sono state distrutte 7.177 proprietà.
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Prima del Luigi Di Maio vicepresidente del Consiglio, prima ancora del Di Maio capo politico e parlamentare del Movimento 5 Stelle, c'è stato un Di Maio giornalista. Nelle ore in cui la tensione tra il leader M5S e la stampa raggiungeva la soglia di guardia per le frasi sui giornalisti "infimi sciacalli" - pronunciate dal capo grillino a commento della sentenza di assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi - l'Ordine della Campania (al quale Di Maio è iscritto dal 2007 come pubblicista) è intervenuto annunciando che "dopo le numerose segnalazioni ricevute" gli atti "saranno trasmessi al Consiglio disciplina regionale".
Frasi, quelle di Di Maio, che non sono piaciute a Gabriella Bellini, direttrice responsabile della testata web campana laprovinciaonline.info, con la quale il leader pentastellato ha collaborato fino all'elezione in Parlamento nel 2013. "Il Luigi che conosco io - dice Bellini all'Adnkronos - non avrebbe mai pronunciato quelle parole. Lui conosce i sacrifici che fanno i giornalisti delle testate locali, per questo le sue frasi mi hanno stupita. Sono parole che mi feriscono, ci sono rimasta male. Oggi che è ministro del Lavoro dovrebbe sapere che cosa significa la libertà di stampa in un territorio difficile come il nostro".
Bellini precisa che Di Maio ha lavorato per 'la provincia online' in qualità di webmaster: "Non è con noi che ha preso il tesserino di pubblicista. Qui è arrivato come tecnico, eravamo agli albori del giornalismo online. E ci ha dato una grande mano. Era un ragazzo puntuale e preciso". La direttrice della testata conserva un buon ricordo del vicepremier di Pomigliano d'Arco. "Lo trovavo adorabile sotto ogni punto di vista, non ci si poteva proprio lamentare di lui, era disponibile a ogni ora del giorno. Ha lavorato per noi fino a 15 giorni prima che venisse eletto alla Camera. Probabilmente siamo stati gli ultimi a fatturargli dei lavori come webmaster".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
Frasi, quelle di Di Maio, che non sono piaciute a Gabriella Bellini, direttrice responsabile della testata web campana laprovinciaonline.info, con la quale il leader pentastellato ha collaborato fino all'elezione in Parlamento nel 2013. "Il Luigi che conosco io - dice Bellini all'Adnkronos - non avrebbe mai pronunciato quelle parole. Lui conosce i sacrifici che fanno i giornalisti delle testate locali, per questo le sue frasi mi hanno stupita. Sono parole che mi feriscono, ci sono rimasta male. Oggi che è ministro del Lavoro dovrebbe sapere che cosa significa la libertà di stampa in un territorio difficile come il nostro".
Bellini precisa che Di Maio ha lavorato per 'la provincia online' in qualità di webmaster: "Non è con noi che ha preso il tesserino di pubblicista. Qui è arrivato come tecnico, eravamo agli albori del giornalismo online. E ci ha dato una grande mano. Era un ragazzo puntuale e preciso". La direttrice della testata conserva un buon ricordo del vicepremier di Pomigliano d'Arco. "Lo trovavo adorabile sotto ogni punto di vista, non ci si poteva proprio lamentare di lui, era disponibile a ogni ora del giorno. Ha lavorato per noi fino a 15 giorni prima che venisse eletto alla Camera. Probabilmente siamo stati gli ultimi a fatturargli dei lavori come webmaster".
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La libertà di stampa "ha un grande valore". E' quanto afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale alcune scolaresche delle scuole secondarie di primo grado e rispondendo alle loro domande. La libertà di stampa "ha un grande valore, perché - anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate - consente e aiuta a riflettere" spiega il capo dello Stato. "Al mattino - dice Mattarella ai ragazzi - come prima cosa leggo i giornali: le notizie e i commenti, quelli che condivido e quelli che non condivido, e forse questi secondi per me sono ancora più importanti. Perché è importante conoscere il parere degli altri, le loro valutazioni. Quelli che condivido sono interessanti, naturalmente, e mi stanno a cuore; ma quelli che non condivido sono per me uno strumento su cui riflettere".
Intanto, dopo l'attacco ai giornalisti da parte di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, la Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni Regionali di Stampa hanno organizzato per domani, martedì 13 novembre, dalle 12 alle 13, dei flash mob nella piazze dei capoluoghi di regione per dire 'Basta attacchi ai giornalisti' e 'Giù le mani dell'informazione', "per difendere la libertà di stampa e contrastare la deriva di un linguaggio della politica fatto di insulti e minacce a chi ogni giorno svolge il proprio dovere di informare i cittadini. Attacchi a una categoria di professionisti, ma soprattutto all'articolo 21 della Costituzione e ai valori fondamentali della democrazia, che mettono a rischio il diritto ad essere informati". Alla mobilitazione hanno aderito finora il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e gli Ordini regionali dei giornalisti; Usigrai; Anpi; Articolo21; Associazione Amici di Roberto Morrione; Associazione Carta di Roma; Associazione Giulia Giornaliste; Libera; Libera Informazione; Associazione NoiAntimafia di Ostia; Progressi; Rete NoBavaglio; Riforma.it; Ucsi; Ungp; rappresentanti delle istituzioni locali.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
Intanto, dopo l'attacco ai giornalisti da parte di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, la Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni Regionali di Stampa hanno organizzato per domani, martedì 13 novembre, dalle 12 alle 13, dei flash mob nella piazze dei capoluoghi di regione per dire 'Basta attacchi ai giornalisti' e 'Giù le mani dell'informazione', "per difendere la libertà di stampa e contrastare la deriva di un linguaggio della politica fatto di insulti e minacce a chi ogni giorno svolge il proprio dovere di informare i cittadini. Attacchi a una categoria di professionisti, ma soprattutto all'articolo 21 della Costituzione e ai valori fondamentali della democrazia, che mettono a rischio il diritto ad essere informati". Alla mobilitazione hanno aderito finora il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e gli Ordini regionali dei giornalisti; Usigrai; Anpi; Articolo21; Associazione Amici di Roberto Morrione; Associazione Carta di Roma; Associazione Giulia Giornaliste; Libera; Libera Informazione; Associazione NoiAntimafia di Ostia; Progressi; Rete NoBavaglio; Riforma.it; Ucsi; Ungp; rappresentanti delle istituzioni locali.
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E' cortocircuito sul vertice sulla manovra che avrebbe dovuto tenersi questa mattina a Palazzo Chigi. Fonti M5S sostengono che la riunione con il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini è slittato, aggiornato al rientro del presidente del Consiglio da Palermo. Ma, mentre arriva il lancio d'agenzia del rinviato incontro, ecco che fonti Lega fanno sapere che il vertice è in atto. Anche se Di Maio viene avvistato alla Camera, dove si concede alle domande dei cronisti. Secondo fonti M5S ci sono riunioni in corso a Palazzo Chigi, anche con il premier a breve in partenza per Palermo, ma "né sulla manovra né tantomeno sul dl fiscale", viene assicurato. E così, mentre fonti Lega sostengono che il vertice sia in corso, i 5 Stelle dicono esattamente il contrario: vertice saltato.
"Noi crediamo nella crescita che abbiamo individuato, quindi la nostra manovra di bilancio resta fedele agli obiettivi che si è data. E' chiaro che non possiamo rispondere degli obiettivi della manovra fatta l'anno scorso dagli altri. Se si parla dell'ultimo trimestre si parla ancora degli effetti della legge di bilancio precedente", ha detto Di Maio in merito alle osservazioni dell'Istat rese in audizione alla Camera sulla legge di bilancio. "Stiamo cercando di invertire la rotta il prima possibile - ha aggiunto Di maio - Condivido pienamente quello che ha detto il ministro Tria, che l'unico modo per rispettare tutti i parametri europei è fare una manovra suicida che poi porta alla recessione".
Secondo quanto riferiscono qualificate fonti di governo all'Adnkronos la lettera da inviare a Bruxelles è già pronta e verrà inviata domani, termine ultimo. Il governo, nella missiva, così come confermato da Di Maio, terrà il punto difendendo i contenuti della manovra e della propria politica economica.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
"Noi crediamo nella crescita che abbiamo individuato, quindi la nostra manovra di bilancio resta fedele agli obiettivi che si è data. E' chiaro che non possiamo rispondere degli obiettivi della manovra fatta l'anno scorso dagli altri. Se si parla dell'ultimo trimestre si parla ancora degli effetti della legge di bilancio precedente", ha detto Di Maio in merito alle osservazioni dell'Istat rese in audizione alla Camera sulla legge di bilancio. "Stiamo cercando di invertire la rotta il prima possibile - ha aggiunto Di maio - Condivido pienamente quello che ha detto il ministro Tria, che l'unico modo per rispettare tutti i parametri europei è fare una manovra suicida che poi porta alla recessione".
Secondo quanto riferiscono qualificate fonti di governo all'Adnkronos la lettera da inviare a Bruxelles è già pronta e verrà inviata domani, termine ultimo. Il governo, nella missiva, così come confermato da Di Maio, terrà il punto difendendo i contenuti della manovra e della propria politica economica.
France in free fall
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https://sheikyermami.com/2019/01/france-in-free-fall/
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Si aggrava di ora in ora il bilancio degli incendi che stanno devastando la California settentrionale e meridionale: i morti sono 31, 228 le persone disperse, hanno reso noto le autorità locali. Lo sceriffo della contea di Butte, Cory Honea ha annunciato ieri il ritrovamento di altre sei vittime, cinque in un'abitazione, una in una macchina nella città settentrionale di Paradise.
Proprio quello nella contea di Butte, a nord di Sacramento, è considerato attualmente il maggiore incendio segnalato nello stato e il più distruttivo della sua storia. Le fiamme sono state contenute al momento solo al 25% e il loro pieno contenimento non sarebbe prevedibile a breve. In tutto attualmente sono sei gli incendi, tre dei quali considerati di maggiore entità.
Camp Fire ha distrutto più di 6.700 strutture e ne sta minacciando altre 15.000.
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Proprio quello nella contea di Butte, a nord di Sacramento, è considerato attualmente il maggiore incendio segnalato nello stato e il più distruttivo della sua storia. Le fiamme sono state contenute al momento solo al 25% e il loro pieno contenimento non sarebbe prevedibile a breve. In tutto attualmente sono sei gli incendi, tre dei quali considerati di maggiore entità.
Camp Fire ha distrutto più di 6.700 strutture e ne sta minacciando altre 15.000.
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Tra le difficoltà organizzative, l'incognita sulla presenza del generale Khalifa Haftar e la notizia, smentita in modo categorico da Palazzo Chigi, di una missione a Bengasi del premier Giuseppe Conte, si apre oggi a Palermo la conferenza per la Libia. Nel capoluogo siciliano sono già arrivate tutte le delegazioni che fanno capo ai quattro principali interlocutori libici: il presidente dell'Alto consiglio di Stato, Khaled al Meshri, il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, il presidente del Consiglio presidenziale libico, Fayez Serraj - che a Palermo arriverà oggi dopo una tappa a Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron - e il generale Haftar, sulla cui presenza però si continua a scommettere, con l'arrivo a Palermo poco prima della cena di lunedì sera che darà il via ufficiale ai lavori.
Negli ultimi due giorni i siti a lui vicini hanno scritto che l'uomo forte di Tobruk non sarà in Italia per la Conferenza, scontento per l'agenda e le personalità invitate. Un susseguirsi di voci, alimentate per fare pressioni sul governo italiano, fino alla notizia data per prima da 'El Shahed' e ripresa da tutti i media libici, ma anche dalla tv al Arabiya e dall'egiziano Al Ahram, di una missione di Conte a Bengasi per convincere il generale. La notizia è stata smentita in modo categorico da Palazzo Chigi: in realtà, secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti libiche, l'equivoco sarebbe nato perché in Cirenaica si sarebbe in effetti recata ieri una delegazione italiana per convincere il generale. Un'operazione sulla cui riuscita non c'è ancora alcuna certezza.
A Palermo, intanto, sono iniziati i primi incontri preparatori: l'inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha visto, tra gli altri, l'assistente del segretario di Stato americano David Satterfield, il direttore degli Affari politici del ministero degli Esteri egiziano, e il direttore degli Affari politici della Farnesina, Sebastiano Cardi, al quale ha espresso l'auspicio che dalla Conferenza venga fuori "il messaggio che lo status quo in Libia è insostenibile".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/11/12/...
Negli ultimi due giorni i siti a lui vicini hanno scritto che l'uomo forte di Tobruk non sarà in Italia per la Conferenza, scontento per l'agenda e le personalità invitate. Un susseguirsi di voci, alimentate per fare pressioni sul governo italiano, fino alla notizia data per prima da 'El Shahed' e ripresa da tutti i media libici, ma anche dalla tv al Arabiya e dall'egiziano Al Ahram, di una missione di Conte a Bengasi per convincere il generale. La notizia è stata smentita in modo categorico da Palazzo Chigi: in realtà, secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti libiche, l'equivoco sarebbe nato perché in Cirenaica si sarebbe in effetti recata ieri una delegazione italiana per convincere il generale. Un'operazione sulla cui riuscita non c'è ancora alcuna certezza.
A Palermo, intanto, sono iniziati i primi incontri preparatori: l'inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha visto, tra gli altri, l'assistente del segretario di Stato americano David Satterfield, il direttore degli Affari politici del ministero degli Esteri egiziano, e il direttore degli Affari politici della Farnesina, Sebastiano Cardi, al quale ha espresso l'auspicio che dalla Conferenza venga fuori "il messaggio che lo status quo in Libia è insostenibile".
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Rocco Casalino parla del video che ha scatenato una bufera per le sue dichiarazioni contro down e vecchi. "Non ho nessun problema a chiedere scusa" dice ospite di Che tempo che fa su Raiuno. Il portavoce di Palazzo Chigi ammette che rivedersi in quei panni lo "urta'' e assicura: "Quelle parole non fanno parte della mia natura". Quel video, spiega Casalino, "è un pugno nello stomaco anche se era una simulazione o un personaggio interpretato". Il portavoce di Giuseppe Conte oggi ha chiamato il presidente dell'Associazione down "spiegandogli che era una simulazione, chiedendogli scusa e per dire che sono sempre a loro disposizione".
Casalino torna anche sulla polemica tra il M5S e i giornalisti. "I toni eccessivi a volte servono, la libertà di stampa è giusta, ma c'è un accanimento contro il movimento 5stelle. Il cane da guardia fa questo". "E' una anomalia -incalza il portavoce di palazzo Chigi- un'informazione che più che informare fa propaganda politica".
"Se la stampa è il cane da guardia del potere, deve abbaiare e mordere quando qualcosa non va, non può mordere sempre", insiste. "Con Raggi -sostiene Casalino- ci sono stati due anni di fango. Un linguaggio forte puo' essere giustificato da una forza politica, la stampa invece deve avere un linguaggio sempre misurato".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
Casalino torna anche sulla polemica tra il M5S e i giornalisti. "I toni eccessivi a volte servono, la libertà di stampa è giusta, ma c'è un accanimento contro il movimento 5stelle. Il cane da guardia fa questo". "E' una anomalia -incalza il portavoce di palazzo Chigi- un'informazione che più che informare fa propaganda politica".
"Se la stampa è il cane da guardia del potere, deve abbaiare e mordere quando qualcosa non va, non può mordere sempre", insiste. "Con Raggi -sostiene Casalino- ci sono stati due anni di fango. Un linguaggio forte puo' essere giustificato da una forza politica, la stampa invece deve avere un linguaggio sempre misurato".
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Manovra ed Europa, Di Maio non ha dubbi. "A me è piaciuta una frase del ministro Tria in questi giorni, quando ha detto: quello che ci chiede la Ue per rispettare le regole è una manovra suicida" ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro, ospite di 'Non è l'Arena' su La7, parlando della risposta che dovrà dare entro il 13 ai rilievi della Commissione europea. "Se ci chiedete di massacrare gli italiani per noi è no. Se ci chiedete di tagliare un po' di sprechi, cercate di reperire un po' di risorse in più, per me ci può essere un dialogo. Il popolo italiano ha già dato troppo alle regole europee". "Da qualche giorno abbiamo iniziato a tagliare un po' di scorte inutili" annuncia, aggiungendo che Ferrovie dello Stato "investirà 10 miliardi in infrastrutture".
IL CONTRATTO - Il contratto di governo con Matteo Salvini lo firmerebbe ancora? "Assolutamente sì, sono contento che abbiamo cominciato a fare cose che ci avevano sempre detto che non si potevano fare". "Cominciamo dal taglio delle spese, i vitalizi, l'air force Renzi... da qualche giorno abbiamo iniziato a tagliare un po' di scorte inutili", e ancora "la legge di bilancio, la pensione di cittadinanza, il reddito di cittadinanza", elenca il vicepremier.
NESSUN PASSO INDIETRO - Quanto alla polemica sulle dichiarazioni a proposito dei giornalisti nessun dietrofront. "Assolutamente no" dice. "Nel mondo del giornalismo ho visto un atteggiamento troppo corporativistico", punta l'indice il vicepremier che elenca una serie di titoli di giornali contro il M5S. "Il processo alla Raggi è stato trasformato nel processo ad Al Capone. Posso avere il diritto di arrabbiarmi?", insiste Di Maio. Per il vicepremier i giornalisti hanno ''reagito come una casta'' e la categoria invece di condannare gli attacchi a mezzo stampa, adesso ''vuole cacciare me dall'ordine dei giornalisti, visto che sono pubblicista, e faranno i flash mob contro di me". La realtà, sostiene ancora Di Maio, è che "troppi giornalisti peccano di disonestà intellettuale".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
IL CONTRATTO - Il contratto di governo con Matteo Salvini lo firmerebbe ancora? "Assolutamente sì, sono contento che abbiamo cominciato a fare cose che ci avevano sempre detto che non si potevano fare". "Cominciamo dal taglio delle spese, i vitalizi, l'air force Renzi... da qualche giorno abbiamo iniziato a tagliare un po' di scorte inutili", e ancora "la legge di bilancio, la pensione di cittadinanza, il reddito di cittadinanza", elenca il vicepremier.
NESSUN PASSO INDIETRO - Quanto alla polemica sulle dichiarazioni a proposito dei giornalisti nessun dietrofront. "Assolutamente no" dice. "Nel mondo del giornalismo ho visto un atteggiamento troppo corporativistico", punta l'indice il vicepremier che elenca una serie di titoli di giornali contro il M5S. "Il processo alla Raggi è stato trasformato nel processo ad Al Capone. Posso avere il diritto di arrabbiarmi?", insiste Di Maio. Per il vicepremier i giornalisti hanno ''reagito come una casta'' e la categoria invece di condannare gli attacchi a mezzo stampa, adesso ''vuole cacciare me dall'ordine dei giornalisti, visto che sono pubblicista, e faranno i flash mob contro di me". La realtà, sostiene ancora Di Maio, è che "troppi giornalisti peccano di disonestà intellettuale".
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Salvini non ci sta. Dal palco della scuola politica della Lega replica a Silvio Berlusconi che aveva parlato di "un clima illiberale". "In Italia non c'è nessun rischio dittatura - assicura il ministro dell'Interno Matteo Salvini -, semmai una velata dittatura, fondata sulla paura, sulla precarietà, sulla mancanza di speranza e ce l'hanno consegnata i governi precedenti". Respinge al mittente anche l'idea, prospettata dal Cavaliere, di una durata breve del governo gialloverde. "Sono convinto" che questo "esecutivo non potrà durare 5 anni" ha detto Berlusconi, ma Salvini lo gela: "Io non mollo di un centimetro, saranno altri a mollare".
Si tira fuori con eleganza dalla polemica, nata dagli attacchi alla stampa del M5S. "A noi i giornalisti stanno simpatici, anche perché ci trattano sempre bene - dice sornione dal palco del Carroccio -. Noi siamo dei signori". E torna ad attaccare la politica economica europea. "Se tutte le manovre dei geni che ci hanno preceduto a cui Juncker batteva le manine hanno massacrato l'economia, non abbiamo il diritto ma abbiamo il dovere di fare l'esatto contrario". D'altra parte il governo sarà chiamato a dare una risposta all'Unione europea a proposito della manovra e su questo, assicura, "non andiamo lì cocciuti, dicendo o è così o è pomì". Salvini non si lascia scappare alla fine una stoccata al presidente della Commissione europea. "Io la letterina l'accetto da Babbo Natale non da Juncker - avverte -. Babbo Natale è più vero di lui, mangia castagne e beve vino brûlé, ma pochino...".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
Si tira fuori con eleganza dalla polemica, nata dagli attacchi alla stampa del M5S. "A noi i giornalisti stanno simpatici, anche perché ci trattano sempre bene - dice sornione dal palco del Carroccio -. Noi siamo dei signori". E torna ad attaccare la politica economica europea. "Se tutte le manovre dei geni che ci hanno preceduto a cui Juncker batteva le manine hanno massacrato l'economia, non abbiamo il diritto ma abbiamo il dovere di fare l'esatto contrario". D'altra parte il governo sarà chiamato a dare una risposta all'Unione europea a proposito della manovra e su questo, assicura, "non andiamo lì cocciuti, dicendo o è così o è pomì". Salvini non si lascia scappare alla fine una stoccata al presidente della Commissione europea. "Io la letterina l'accetto da Babbo Natale non da Juncker - avverte -. Babbo Natale è più vero di lui, mangia castagne e beve vino brûlé, ma pochino...".
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Nuovo attacco di Di Battista con un post su Facebook. "Leggo che i soliti 'sepolcri imbiancati' recitando - tra l'altro male - la parte delle verginelle, si sono scandalizzati per le mie parole e per quelle di Luigi - scrive dopo le polemiche sul ruolo dei media nella vicenda Raggi -. 'Di Battista e Di Maio attaccano la libertà di stampa...'. 'Ci attaccano perché raccontiamo i fatti...'. Ecco alcuni esempi della loro libertà... ecco alcuni dei loro racconti. Giudicate voi stessi!".
L'esponente Cinque Stelle aggiunge decine di titoli di giornali, usciti in questi ultimi mesi, sottolineando come "ora stanno tutti a difendere la loro categoria senza un briciolo di autocritica e non si rendono neppure conto che è proprio tale difesa a spada tratta a fargli perdere quel poco di credibilità che ancora gli rimane".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
L'esponente Cinque Stelle aggiunge decine di titoli di giornali, usciti in questi ultimi mesi, sottolineando come "ora stanno tutti a difendere la loro categoria senza un briciolo di autocritica e non si rendono neppure conto che è proprio tale difesa a spada tratta a fargli perdere quel poco di credibilità che ancora gli rimane".
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Non avrebbe usato quelle parole, "ciascuno ha il suo stile e non commento post di colleghi che esprimono il proprio pensiero", ma "non mi scandalizzano quei termini, mi scandalizzano di più i due anni di massacro e fango sulla Raggi". E' quanto ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ospite di Lucia Annunziata a 'Mezz'ora in più', rispondendo a una domanda sulle accuse da parte del Movimento 5 Stelle ai giornalisti, definiti 'pennivendoli e puttane', dopo l'assoluzione del sindaco di Roma.
"Ma quali sciacalli", giornalisti contro Di Maio e Di Battista
ùIl Guardasigilli annuncia, poi, che "ci sarà una legge sul conflitto di interessi". "E' una priorità" dice. Mentre "la riforma del processo civile sarà presentata la prossima settimana". "L'abbiamo scritta in questi mesi al ministero, è una cosa importantissima dal punto di vista economico. L'Europa si aspetta una riforma ambiziosa - ha sottolineato - che permetta a un imprenditore che deve recuperare un credito di poterlo fare".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/1...
"Ma quali sciacalli", giornalisti contro Di Maio e Di Battista
ùIl Guardasigilli annuncia, poi, che "ci sarà una legge sul conflitto di interessi". "E' una priorità" dice. Mentre "la riforma del processo civile sarà presentata la prossima settimana". "L'abbiamo scritta in questi mesi al ministero, è una cosa importantissima dal punto di vista economico. L'Europa si aspetta una riforma ambiziosa - ha sottolineato - che permetta a un imprenditore che deve recuperare un credito di poterlo fare".