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"Mezzo secolo è trascorso da quel primo passo che l’astronauta Neil Armstrong compì sul suolo lunare. Le scienze, le tecnologie, le conoscenze stesse del sistema solare e dell’universo hanno compiuto in questo arco di tempo ulteriori e così grandi progressi che allora neppure erano immaginabili. Tuttavia lo sbarco sulla luna segna un traguardo epocale dell’umanità, una pietra miliare nel suo storico, plurimillenario cammino". Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 50° anniversario dello sbarco sulla luna.
"Fu una conquista - ricorda il capo dello Stato - carica di speranza. Lo stesso anniversario che celebriamo oggi induce a guardare il futuro più che il passato, ma nel far questo sollecita una riflessione sul destino comune delle donne e degli uomini, sulla loro responsabilità di aver cura del pianeta, di salvaguardarne l’equilibrio ambientale e climatico, di consegnare il testimone alle generazioni future, in modo che la vita e lo sviluppo delle opportunità possano proseguire nella pace e nella giustizia".
"Il desiderio di conoscenza - prosegue Mattarella - è inesauribile. Le vie aperte nello spazio già sono percorse da vettori e apparecchiature divenuti indispensabili per le nostre stesse attività sulla terra. Osservazione e studio del cosmo ci offriranno ancora scoperte nuove e di straordinaria valenza, magari aprendo porte ad altre coraggiose missioni dell’uomo fuori dalla terra. L’augurio - conclude il capo dello Stato - è che tutto ciò aiuti i popoli a sentirsi più vicini, a superare egoismi, odii e conflitti, a costruire insieme quella fiducia nel futuro che è condizione di amicizia e di autentico progresso".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/2...
"Fu una conquista - ricorda il capo dello Stato - carica di speranza. Lo stesso anniversario che celebriamo oggi induce a guardare il futuro più che il passato, ma nel far questo sollecita una riflessione sul destino comune delle donne e degli uomini, sulla loro responsabilità di aver cura del pianeta, di salvaguardarne l’equilibrio ambientale e climatico, di consegnare il testimone alle generazioni future, in modo che la vita e lo sviluppo delle opportunità possano proseguire nella pace e nella giustizia".
"Il desiderio di conoscenza - prosegue Mattarella - è inesauribile. Le vie aperte nello spazio già sono percorse da vettori e apparecchiature divenuti indispensabili per le nostre stesse attività sulla terra. Osservazione e studio del cosmo ci offriranno ancora scoperte nuove e di straordinaria valenza, magari aprendo porte ad altre coraggiose missioni dell’uomo fuori dalla terra. L’augurio - conclude il capo dello Stato - è che tutto ciò aiuti i popoli a sentirsi più vicini, a superare egoismi, odii e conflitti, a costruire insieme quella fiducia nel futuro che è condizione di amicizia e di autentico progresso".
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La petroliera britannica Stena Impero sequestrata nello Stretto di Hormuz dai Pasdaran iraniani è stata condotta al porto di Bandar Abbas. L'equipaggio è a bordo della nave. Secondo quanto riferisce l'agenzia iraniana Fars la petroliera sarebbe rimasta coinvolta in un incidente con un peschereccio iraniano prima di essere fermata. L'equipaggio resterà a bordo fino al completamento delle verifiche e indagini. "E' rimasta coinvolta in un incidente con un peschereccio iraniano... quando l'imbarcazione ha lanciato una richiesta di soccorso, la nave battente bandiera britannica l'ha ignorata", ha dichiarato il capo dell'autorità portuale della provincia di Hormozgan, Allahmorad Afifipour, secondo quanto riporta Al Arabiya.
A seguito del sequestro della petroliera britannica Washington annuncia che le proprie forze stanno monitorando lo Stretto dall'alto. "Abbiamo pattuglie aeree che operano in uno spazio aereo internazionale monitorando la situazione all'interno dello Stretto di Hormuz", ha annunciato il colonnello Earl Brown, portavoce di Centcom, citato dalla Dpa. Le forze navali di Centcom sono in contatto con le navi americane che operano nell'area al fine di garantirne la sicurezza, ha aggiunto.
Mosca teme un rialzo della tensione e chiede alle parti di agire con misura. "Contiamo su un approccio sensato da entrambe le parti, ma questo dipenderà dai piani di ciascuno", ha dichiarato il presidente della Commissione Affari Esteri del Consiglio della Federazione russa, Konstantin Kosachev, citato dalla Tass. "Sfortunatamente, questo incidente può essere preso a pretesto per un ricorso alla forza. Non è evidente che colui che ricorra alla forza ne tragga beneficio. Per questo - ha concluso - ci aspettiamo moderazione e diplomazia".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/20/...
A seguito del sequestro della petroliera britannica Washington annuncia che le proprie forze stanno monitorando lo Stretto dall'alto. "Abbiamo pattuglie aeree che operano in uno spazio aereo internazionale monitorando la situazione all'interno dello Stretto di Hormuz", ha annunciato il colonnello Earl Brown, portavoce di Centcom, citato dalla Dpa. Le forze navali di Centcom sono in contatto con le navi americane che operano nell'area al fine di garantirne la sicurezza, ha aggiunto.
Mosca teme un rialzo della tensione e chiede alle parti di agire con misura. "Contiamo su un approccio sensato da entrambe le parti, ma questo dipenderà dai piani di ciascuno", ha dichiarato il presidente della Commissione Affari Esteri del Consiglio della Federazione russa, Konstantin Kosachev, citato dalla Tass. "Sfortunatamente, questo incidente può essere preso a pretesto per un ricorso alla forza. Non è evidente che colui che ricorra alla forza ne tragga beneficio. Per questo - ha concluso - ci aspettiamo moderazione e diplomazia".
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I Guardiani della Rivoluzione iraniani, i pasdaran, hanno comunicato di aver fermato una petroliera britannica nello Stretto di Hormuz, perché avrebbe violato le leggi internazionali. La Stena Impero è attualmente diretta a nord verso l'Iran, riferiscono la Stena Bulk, proprietaria della nave, e la Northern Marine Management. Le due società spiegano che al momento non sono "in grado di contattare la nave".
La Stena Bulk e l'armatore hanno spiegato che la petroliera è stata catturata da "piccole imbarcazioni e da un elicottero" intorno alle 15, ora di Greenwich (le 19.30 in Iran), dopodiché ha fatto rotta verso le coste iraniane. A bordo ci sono 23 persone, tutti membri dell'equipaggio. Lo Stretto di Hormuz è diventato il teatro delle tensioni con l'Iran, con una serie di incidenti nelle ultime settimane; lo stretto divide la Penisola Arabica dalle coste iraniane e il Golfo Persico dal Golfo dell'Oman. E' uno dei tratti di mare più importanti del mondo per il trasporto del petrolio. Le relazioni tra l'Iran da una parte e Usa e Gran Bretagna dall'altra si sono deteriorate in modo marcato nelle ultime settimane. All'inizio di luglio la Gran Bretagna aveva catturato una petroliera iraniana, accusandola di violare le sanzioni contro la Siria.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/19/...
La Stena Bulk e l'armatore hanno spiegato che la petroliera è stata catturata da "piccole imbarcazioni e da un elicottero" intorno alle 15, ora di Greenwich (le 19.30 in Iran), dopodiché ha fatto rotta verso le coste iraniane. A bordo ci sono 23 persone, tutti membri dell'equipaggio. Lo Stretto di Hormuz è diventato il teatro delle tensioni con l'Iran, con una serie di incidenti nelle ultime settimane; lo stretto divide la Penisola Arabica dalle coste iraniane e il Golfo Persico dal Golfo dell'Oman. E' uno dei tratti di mare più importanti del mondo per il trasporto del petrolio. Le relazioni tra l'Iran da una parte e Usa e Gran Bretagna dall'altra si sono deteriorate in modo marcato nelle ultime settimane. All'inizio di luglio la Gran Bretagna aveva catturato una petroliera iraniana, accusandola di violare le sanzioni contro la Siria.
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"L’emozione suscitata dalla pubblicazione delle audizioni di Paolo Borsellino avanti alla Commissione Antimafia ha coinvolto in questi giorni tanti italiani e ha richiamato, ancora una volta, il nostro Paese all’impegno nella lotta contro la mafia e ai pesanti sacrifici che questa ha comportato. La riconoscenza verso la sua figura e la sua azione non si potrà attenuare con il trascorrere del tempo e appartiene al patrimonio di civiltà dell’Italia, conservato e coltivato specialmente tra i giovani. ed è, questo, un segno di speranza". Lo dice il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel 27esimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita, insieme a lui, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
"Rivolgo nei loro confronti - sottolinea Mattarella - un pensiero commosso e rinnovo la vicinanza e la solidarietà ai loro familiari, tra i quali, per il primo anno, manca Rita Borsellino che ne ha continuato in altre forme lo stesso impegno. Rimane forte l’impegno per Paolo Borsellino, e per tutte le vittime di mafia, di assicurare, oltre al tributo doveroso della memoria, giustizia e verità".
CONTE - "Ricordiamo il giudice Borsellino, ucciso 27 anni fa insieme agli agenti della scorta. Le sue parole e il suo coraggio sono sempre vivi nella nostra memoria, nella nostra coscienza" scrive in un tweet il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Ricerca della verità e contrasto alle mafie sono per noi un imperativo, un impegno quotidiano".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/1...
"Rivolgo nei loro confronti - sottolinea Mattarella - un pensiero commosso e rinnovo la vicinanza e la solidarietà ai loro familiari, tra i quali, per il primo anno, manca Rita Borsellino che ne ha continuato in altre forme lo stesso impegno. Rimane forte l’impegno per Paolo Borsellino, e per tutte le vittime di mafia, di assicurare, oltre al tributo doveroso della memoria, giustizia e verità".
CONTE - "Ricordiamo il giudice Borsellino, ucciso 27 anni fa insieme agli agenti della scorta. Le sue parole e il suo coraggio sono sempre vivi nella nostra memoria, nella nostra coscienza" scrive in un tweet il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Ricerca della verità e contrasto alle mafie sono per noi un imperativo, un impegno quotidiano".
Tua madre succhia cazzi all'inferno
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http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
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Il fantasma della crisi di governo non sembra più aleggiare sui tetti di Palazzo Chigi ma un altro, in queste ore, sembra prenderne il posto: è quello del rimpasto, un 'rimetter mano' alla squadra di governo di cui si parla da tempo ma finora mai andato in porto. La convinzione, tra i ministri grillini, è che dopo aver fatto il passo indietro sul commissario Ue in quota leghista, Matteo Salvini alzi la posta, chiedendo a se più caselle nel governo giallo verde.
E le parole sibilline del vicepremier e responsabile del Viminale - 'alcuni ministri grillini non sono all'altezza' - risuona nelle stanze 5 Stelle, dove ci si interroga su quel che accadrà nelle prossime ore, nell'attesa di un chiarimento tra Di Maio, Salvini e il premier Giuseppe Conte. La casella più a rischio, viene sostenuto da alte fonti di governo ascoltate in queste ore dall'AdnKronos, sarebbe quella del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, occupata da Danilo Toninelli.
Un indizio in più, la lite sulla gronda di Genova. Alla Lega il Mit farebbe gola, mentre altri ministeri considerati a rischio - vedi la Salute - non rientrerebbero negli interessi del Carroccio, assicurano le stesse fonti. Il timore dei grillini è che la Lega, dopo aver mandato già il boccone amaro dello stop a Giancarlo Giorgetti commissario Ue, possa voler invertire i rapporti di forza nell'esecutivo, avocando a sé più 'poltrone'.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/1...
E le parole sibilline del vicepremier e responsabile del Viminale - 'alcuni ministri grillini non sono all'altezza' - risuona nelle stanze 5 Stelle, dove ci si interroga su quel che accadrà nelle prossime ore, nell'attesa di un chiarimento tra Di Maio, Salvini e il premier Giuseppe Conte. La casella più a rischio, viene sostenuto da alte fonti di governo ascoltate in queste ore dall'AdnKronos, sarebbe quella del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, occupata da Danilo Toninelli.
Un indizio in più, la lite sulla gronda di Genova. Alla Lega il Mit farebbe gola, mentre altri ministeri considerati a rischio - vedi la Salute - non rientrerebbero negli interessi del Carroccio, assicurano le stesse fonti. Il timore dei grillini è che la Lega, dopo aver mandato già il boccone amaro dello stop a Giancarlo Giorgetti commissario Ue, possa voler invertire i rapporti di forza nell'esecutivo, avocando a sé più 'poltrone'.
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La trasformazione della Rai da broadcaster tradizionale a media company digitale entra nel vivo. Per dare attuazione al piano industriale 2019-2021, approvato nel marzo, l'ad Fabrizio Salini, dopo la nomina del direttore del Transformation Office (Piero Gaffuri), ha indicato - a quanto apprende l'Adnkronos - i Project Leader delle linee di cambiamento ritenute prioritarie. Per ogni area d'intervento è stato anche individuato un board strategico (suscettibile di integrazioni) che sovrintenderà all'elaborazione dei vari progetti e ai relativi adempimenti gestionali.
Per quanto riguarda l'evoluzione dell'offerta televisiva sono stati indicati due project leader: Marcello Ciannamea che si occuperà di "aumentare la differenziazione di posizionamento delle reti generaliste" e Roberta Enni con il compito di "rafforzare l'identità dell'offerta tematica, anche attraverso la razionalizzazione di alcuni canali". Il board strategico di quest'area è composto dallo stesso Ciannamea, da Roberto Nepote, da Felice Ventura, da Giuseppe Pasciucco e da Silvia Calandrelli.
Per l'evoluzione dell'offerta radiofonica, il project leader è Roberto Sergio mentre il board è composto da Roberto Nepote, Marcello Ciannamea, Felice Ventura, Giuseppe Pasciucco, Stefano Ciccotti ed Elena Capparelli.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/1...
Per quanto riguarda l'evoluzione dell'offerta televisiva sono stati indicati due project leader: Marcello Ciannamea che si occuperà di "aumentare la differenziazione di posizionamento delle reti generaliste" e Roberta Enni con il compito di "rafforzare l'identità dell'offerta tematica, anche attraverso la razionalizzazione di alcuni canali". Il board strategico di quest'area è composto dallo stesso Ciannamea, da Roberto Nepote, da Felice Ventura, da Giuseppe Pasciucco e da Silvia Calandrelli.
Per l'evoluzione dell'offerta radiofonica, il project leader è Roberto Sergio mentre il board è composto da Roberto Nepote, Marcello Ciannamea, Felice Ventura, Giuseppe Pasciucco, Stefano Ciccotti ed Elena Capparelli.
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"E' auspicabile che oggi ci sentiamo e ci vediamo". Lo ha detto Luigi Di Maio a 'Agorà' rivolgendosi a Matteo Salvini. "Tra persone mature è meglio vedersi che parlarsi a mezzo stampa: è giusto incontrarsi oggi con Salvini, spostiamo qualche appuntamento dal calendario, ci vediamo e troviamo come sempre il punto per continuare" ha aggiunto il vicepremier.
"Escludo una crisi, sono dinamiche di governo con due forze politiche diverse" ha assicurato, aggiungendo: "Non ho chiesto le scuse di Salvini, non è una questione personale tra me e Salvini". Sentito, l'ultima volta, "due giorni fa, per il decreto sicurezza. Nulla di anomalo, non ci sentiamo ogni giorno - ha detto ancora Di Maio -. Sento la mia ragazza ogni giorno, non Salvini".
DURIGON - E c'è chi resta in attesa di sviluppi. Rispondendo a chi gli chiedeva sullo stato di salute del governo, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha detto: "Vediamo cosa succede nei prossimi giorni, siamo due forze politiche diverse, ci siamo unite con un contratto ma non basta più. Serve anche una visione di intenti più forte".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/1...
"Escludo una crisi, sono dinamiche di governo con due forze politiche diverse" ha assicurato, aggiungendo: "Non ho chiesto le scuse di Salvini, non è una questione personale tra me e Salvini". Sentito, l'ultima volta, "due giorni fa, per il decreto sicurezza. Nulla di anomalo, non ci sentiamo ogni giorno - ha detto ancora Di Maio -. Sento la mia ragazza ogni giorno, non Salvini".
DURIGON - E c'è chi resta in attesa di sviluppi. Rispondendo a chi gli chiedeva sullo stato di salute del governo, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha detto: "Vediamo cosa succede nei prossimi giorni, siamo due forze politiche diverse, ci siamo unite con un contratto ma non basta più. Serve anche una visione di intenti più forte".
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Il fantasma della crisi aleggia sempre più forte a Palazzo Chigi. Ad accendere le polveri ci pensa Matteo Salvini, sempre irritato dal voto dei Cinque Stelle per l'elezione di Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue, che denuncia "di fatto un governo" tra pentastellati e Dem. "Da due giorni sono al governo insieme, per ora a Bruxelles...", attacca il leader della Lega. Luigi Di Maio non ci sta e in una diretta Fb replica: "Capisco che si attacchi M5S per fare notizia e coprire le inchieste sui finanziamenti della Lega, ma questa è una falsità. E' un attacco grave che io non posso permettere. Sono stufo, se la Lega vuole far cadere il governo, lo dica chiaramente e se ne assuma la responsabilità".
La temperatura si alza e lo scontro nel governo esplode quando Salvini parla da Helsinki, dove prima ci scherza su ("La finestra elettorale è sempre aperta, guardate questo bel cielo..."), poi si fa serio e lancia l'ennesimo ultimatum al suo alleato mentre imperversa la bufera sul Carroccio il caso Savoini: "Non vedo governi diversi da questo: se i no prevalgono sui sì allora la via è quella del voto, sperando che non ci siano maggioranze raccolte sul marciapiede perché qualcuno non vuole mollare la poltrona". Il Capitano vede nero, dice che è venuta meno la fiducia, "anche personale" verso il capo politico di M5S e annuncia che non andrà al Cdm. Anche se poi lo staff del segretario leghista precisa che "Salvini non ha mai collegato l'assenza agli impegni di domani a una perdita di fiducia".
Di Maio riunisce il suo "gabinetto di guerra". Presenti Stefano Buffagni, Riccardo Fraccaro e i capigruppo Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli. "Siamo stati colpiti alle spalle - si sfoga il vicepremier - le offese e le falsità dette nelle ultime 48 ore contro il M5S non hanno precedenti. Anche contro di me. Un mare di fake news solo per screditarci, quel che è accaduto è gravissimo". E aggiunge: "Il governo per noi va avanti perché siamo responsabili e leali, ma da quello che vedo la Lega vuole tornare con Berlusconi e se è così lo dica chiaramente, lo dica agli italiani. Dica la verità a chi gli ha dato il voto". Nella riunione si parla anche dei prossimi obiettivi del M5S, dal salario minimo alla riduzione del numero dei parlamentari.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/1...
La temperatura si alza e lo scontro nel governo esplode quando Salvini parla da Helsinki, dove prima ci scherza su ("La finestra elettorale è sempre aperta, guardate questo bel cielo..."), poi si fa serio e lancia l'ennesimo ultimatum al suo alleato mentre imperversa la bufera sul Carroccio il caso Savoini: "Non vedo governi diversi da questo: se i no prevalgono sui sì allora la via è quella del voto, sperando che non ci siano maggioranze raccolte sul marciapiede perché qualcuno non vuole mollare la poltrona". Il Capitano vede nero, dice che è venuta meno la fiducia, "anche personale" verso il capo politico di M5S e annuncia che non andrà al Cdm. Anche se poi lo staff del segretario leghista precisa che "Salvini non ha mai collegato l'assenza agli impegni di domani a una perdita di fiducia".
Di Maio riunisce il suo "gabinetto di guerra". Presenti Stefano Buffagni, Riccardo Fraccaro e i capigruppo Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli. "Siamo stati colpiti alle spalle - si sfoga il vicepremier - le offese e le falsità dette nelle ultime 48 ore contro il M5S non hanno precedenti. Anche contro di me. Un mare di fake news solo per screditarci, quel che è accaduto è gravissimo". E aggiunge: "Il governo per noi va avanti perché siamo responsabili e leali, ma da quello che vedo la Lega vuole tornare con Berlusconi e se è così lo dica chiaramente, lo dica agli italiani. Dica la verità a chi gli ha dato il voto". Nella riunione si parla anche dei prossimi obiettivi del M5S, dal salario minimo alla riduzione del numero dei parlamentari.
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Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
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Arriva la rinuncia. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha avuto un colloquio con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per informarlo di aver rinunciato alla corsa per diventare commissario europeo. Il colloquio, da quanto si apprende, è stato cordiale.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/1...
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"Ciò che l'Italia vuole è una riforma del sistema disfunzionale di Dublino. E devo ammettere che mi chiedo come possa essere stato firmato un accordo così sbagliato. Posso comprendere che i Paesi del confine esterno non vogliano essere lasciati soli nella gestione della sfida migratoria. Meritano la nostra solidarietà". Così Ursula von der Leyen in un'intervista a un gruppo di quotidiani internazionali, tra i quali El Pais, risponde a una domanda sull'atteggiamento del ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini in tema di immigrazione.
"È un obbligo umano salvare le persone che stanno affogando", sottolinea la neoeletta presidente della Commissione europea, per la quale però "il nostro approccio politico dovrebbe concentrarsi, in primo luogo nel prevenire che le persone salgano sui barconi". Von der Leyen ricorda che "abbiamo avuto un discreto successo nella lotta alla criminalità organizzata con la Turchia, il Marocco o l'Algeria", e "una volta che le persone si avventurano in questi viaggi mortali, abbiamo l'obbligo di aiutarli".
"Salvare vite è sempre un obbligo -prosegue- ma salvare vite umane non risolve nulla del problema principale. E quando i rifugiati arrivano sulle coste, occorre essere chiari. Chi arriva irregolarmente e non ha il diritto di chiedere asilo, dovrebbe tornare indietro. Grazie al nostro accordo (di ritorno) con la Turchia, abbiamo ridotto l'arrivo di migranti da 5.000 al giorno a un paio di centinaia". Per affrontare il fenomeno, sostiene la nuova presidente della Commissione europea, "abbiamo bisogno di un grande investimento in Africa per ridurre la pressione migratoria. Allo stesso tempo, dobbiamo combattere il crimine organizzato, riformare Dublino e garantire che Schengen possa sopravvivere con la protezione dei nostri confini".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/18/...
"È un obbligo umano salvare le persone che stanno affogando", sottolinea la neoeletta presidente della Commissione europea, per la quale però "il nostro approccio politico dovrebbe concentrarsi, in primo luogo nel prevenire che le persone salgano sui barconi". Von der Leyen ricorda che "abbiamo avuto un discreto successo nella lotta alla criminalità organizzata con la Turchia, il Marocco o l'Algeria", e "una volta che le persone si avventurano in questi viaggi mortali, abbiamo l'obbligo di aiutarli".
"Salvare vite è sempre un obbligo -prosegue- ma salvare vite umane non risolve nulla del problema principale. E quando i rifugiati arrivano sulle coste, occorre essere chiari. Chi arriva irregolarmente e non ha il diritto di chiedere asilo, dovrebbe tornare indietro. Grazie al nostro accordo (di ritorno) con la Turchia, abbiamo ridotto l'arrivo di migranti da 5.000 al giorno a un paio di centinaia". Per affrontare il fenomeno, sostiene la nuova presidente della Commissione europea, "abbiamo bisogno di un grande investimento in Africa per ridurre la pressione migratoria. Allo stesso tempo, dobbiamo combattere il crimine organizzato, riformare Dublino e garantire che Schengen possa sopravvivere con la protezione dei nostri confini".
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Sono stati condannati a morte tre degli imputati al processo in Marocco per l'omicidio di due turiste scandinave. Lo riferisce il sito di News Hespress, aggiungendo che gli altri imputati hanno ricevuto pene fra cinque anni e l'ergastolo. Il processo si era aperto in maggio a carico di 24 imputati, accusati dell'omicidio lo scorso dicembre della norvegese Maren Ueland, 28 anni, e la danese 24enne Louisa Vesterager Jespersen. Le due ragazze erano state sgozzate mentre stavano facendo un trekking sul monte Toubkal, nella catena dei monti dell'Atlante.
I tre condannati a morte avevano chiesto il ''perdono di Dio''. In attesa della sentenza. ''Non c'è Dio all'infuori di Allah. Che mi perdoni'', ha detto Abdessamad Ejjoud, vestito in abiti tradizionali salafiti. E' stato lui, commerciante ambulante di 25 anni, ad aver organizzato la spedizione contro le due vittime sulle montagne dell'Atlante a 60 chilometri da Marrakech e ad aver diffuso il video della loro decapitazione. Sempre lui ha rivendicato di fare parte del sedicente Stato Islamico (Is), anche se il gruppo jihadista non ha mai rivendicato il duplice omicidio.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/18/...
I tre condannati a morte avevano chiesto il ''perdono di Dio''. In attesa della sentenza. ''Non c'è Dio all'infuori di Allah. Che mi perdoni'', ha detto Abdessamad Ejjoud, vestito in abiti tradizionali salafiti. E' stato lui, commerciante ambulante di 25 anni, ad aver organizzato la spedizione contro le due vittime sulle montagne dell'Atlante a 60 chilometri da Marrakech e ad aver diffuso il video della loro decapitazione. Sempre lui ha rivendicato di fare parte del sedicente Stato Islamico (Is), anche se il gruppo jihadista non ha mai rivendicato il duplice omicidio.
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di Antonio Atte e Vittorio Amato
Zero entrate. Zero uscite. Zero proventi. Zero dipendenti. C'è una sorta di 'scatola vuota' nella galassia dei 5 Stelle. Parliamo della neo-associazione M5S, creata da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio per sostituire la vecchia 'piattaforma' associativa, presieduta da Beppe Grillo, in vista delle ultime politiche: nata il 20 dicembre 2017, secondo il suo primo bilancio, chiuso al 31 dicembre del 2018, risulta priva di patrimonio, debiti, crediti e proventi.
Spulciando i conti e le relative scritture contabili dell'Associazione che vede Di Maio nella duplice veste di capo politico e tesoriere, si scopre che "non risultano poste a titolo attività, passività, proventi, oneri da iscrivere" nel bilancio, come riportato nella relazione al rendiconto finanziario, firmata dal leader grillino.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/1...
Zero entrate. Zero uscite. Zero proventi. Zero dipendenti. C'è una sorta di 'scatola vuota' nella galassia dei 5 Stelle. Parliamo della neo-associazione M5S, creata da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio per sostituire la vecchia 'piattaforma' associativa, presieduta da Beppe Grillo, in vista delle ultime politiche: nata il 20 dicembre 2017, secondo il suo primo bilancio, chiuso al 31 dicembre del 2018, risulta priva di patrimonio, debiti, crediti e proventi.
Spulciando i conti e le relative scritture contabili dell'Associazione che vede Di Maio nella duplice veste di capo politico e tesoriere, si scopre che "non risultano poste a titolo attività, passività, proventi, oneri da iscrivere" nel bilancio, come riportato nella relazione al rendiconto finanziario, firmata dal leader grillino.
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Basta un click ed ecco visi e chiome riempiersi di rughe e capelli bianchi. Da quando il tormentone FaceApp - l'applicazione che invecchia e ringiovanisce i volti - è tornato a impazzare sul web, molti si sono interrogati sulla questione privacy, sollevando dubbi sulla sicurezza dell'app. Ogni scatto, infatti, potrebbe essere archiviato nei server in uso dallo sviluppatore, la FaceApp Inc. e poi utilizzato in modo non chiaro.
FaceApp è prodotta da Wireless Lab, società basata a San Pietroburgo fondata a diretta da Yaroslav Goncharov, ex dirigente di Yandex, il principale motore di ricerca in Russia. Appena scaricata, l'app chiede l'autorizzazione di accedere alle foto conservate sullo smartphone, in modo da poterle modificare con i filtri, incluso quello dell'invecchiamento.
L'applicazione inizialmente non ha fornito informazioni precise su che fine facessero le foto caricate dagli utenti. La politica sulla privacy, inoltre, come quella di app di questo genere, è un po' vaga e non fa cenno al Gdpr (il regolamento sui dati dell'Unione europea entrato in vigore nel 2018). Il trattamento privacy di Faceapp, infatti, risale al 2017.
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2019/...
FaceApp è prodotta da Wireless Lab, società basata a San Pietroburgo fondata a diretta da Yaroslav Goncharov, ex dirigente di Yandex, il principale motore di ricerca in Russia. Appena scaricata, l'app chiede l'autorizzazione di accedere alle foto conservate sullo smartphone, in modo da poterle modificare con i filtri, incluso quello dell'invecchiamento.
L'applicazione inizialmente non ha fornito informazioni precise su che fine facessero le foto caricate dagli utenti. La politica sulla privacy, inoltre, come quella di app di questo genere, è un po' vaga e non fa cenno al Gdpr (il regolamento sui dati dell'Unione europea entrato in vigore nel 2018). Il trattamento privacy di Faceapp, infatti, risale al 2017.
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Strage nello studio di animazione. Almeno 23 persone sono morte e decine di altre sono state ricoverate in ospedale dopo essere rimaste intossicate o ustionate nell'incendio di presunta origine dolosa in un importante studio di anime di Kyoto, in Giappone, secondo quanto hanno reso noto i pompieri intervenuti per spegnere le fiamme, citati dalla Bbc.
Ma il bilancio delle vittime potrebbe continuare a salire, con molte persone ricoverate o disperse. La polizia ha ritrovato alcuni coltelli e fermato un 41enne che avrebbe confessato di aver sparso benzina negli uffici. L'uomo era caduto, ferito, dopo aver cercato di fuggire. L'incendio è scoppiato intorno alle 10:30 (ora locale) nell'edificio di tre piani in cui ha sede lo studio 'KyoAni' fondato nel 1981 in cui sono stati prodotti programmi seguitissimi come 'K-On'.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/18/...
Ma il bilancio delle vittime potrebbe continuare a salire, con molte persone ricoverate o disperse. La polizia ha ritrovato alcuni coltelli e fermato un 41enne che avrebbe confessato di aver sparso benzina negli uffici. L'uomo era caduto, ferito, dopo aver cercato di fuggire. L'incendio è scoppiato intorno alle 10:30 (ora locale) nell'edificio di tre piani in cui ha sede lo studio 'KyoAni' fondato nel 1981 in cui sono stati prodotti programmi seguitissimi come 'K-On'.
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Scontro sul tema dei porti di sbarco per i migranti tra Matteo Salvini e Francia e Germania. Durante il tavolo in corso a Helsinki, con il vicepremier e il ministro di Malta, in occasione del vertice tra ministri Ue, da Berlino e Parigi è stato richiesto di far approvare un documento a proposito degli sbarchi che, già durante la cena informale di mercoledì sera, aveva incassato la netta contrarietà di altri Paesi, a partire da Italia e Malta.
Distanze che hanno convinto i quattro ministri a riaggiornarsi, con la Francia che si è inserita all’ultimo momento, ma la sensazione è che serviranno altri approfondimenti per avvicinarsi a un’intesa. A quanto si apprende, Malta e Italia contestano l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati (temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi) e immaginano che la redistribuzione dei soli profughi lasci nei primi Paesi di arrivo i clandestini, difficili da espellere.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/1...
Distanze che hanno convinto i quattro ministri a riaggiornarsi, con la Francia che si è inserita all’ultimo momento, ma la sensazione è che serviranno altri approfondimenti per avvicinarsi a un’intesa. A quanto si apprende, Malta e Italia contestano l’idea del primo porto sicuro di approdo per gli immigrati (temendo di doversi sobbarcare tutto il peso degli arrivi) e immaginano che la redistribuzione dei soli profughi lasci nei primi Paesi di arrivo i clandestini, difficili da espellere.
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Pressing sul caso Metropol. "Non abbiamo visto, chiesto o preso un euro fuori posto" ha sottolineato con forza il vicepremier Matteo Salvini. Che poi, alla domanda se Conte riferirà su Moscopoli, ha detto: "È una domanda che mi sono fatto anche io. D' altronde, Conte ribadisce ogni giorno che è il presidente del Consiglio. Io non mi alzo la mattina dicendomi 'Matteo, sei ministro dell' Interno'. Detto questo, andrò in Parlamento a ribadire quello che ho sempre detto" ha poi aggiunto il vicepremier, intervistato dal 'Corriere della Sera'.
"Non c'è nessun presunto finanziamento e continuerò a sostenere questa tesi" ha aggiunto. "Mi fido delle persone che mi sono vicine - ha detto riferendosi a Savoini e D'Amico - Se poi qualcuno sbaglia, con me paga doppio". Ma, "sulla fantasia o sulle ipotesi io non condanno e non scarico nessuno". CONTE - "È stato chiesto anche a me di riferire" sul caso dei presunti finanziamenti alla Lega "e io riferisco perché, quando le forze parlamentari chiamano, il governo risponde per trasparenza nei confronti dei cittadini e dei loro rappresentanti" ha detto il premier Giuseppe Conte. "Ho una concezione sacrale del Parlamento e delle istituzioni", per questo il 24 riferirà in Parlamento. FICO - E nel pressing sulla Lega si inserisce la lettera del presidente della Camera, Roberto Fico, al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro: "Gentile ministro, mi riferisco alla richiesta di un'informativa urgente del vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sui rapporti tra membri del suo staff e partiti e imprese russi, con particolare riguardo al ruolo del presidente dell'associazione culturale Lombardia-Russia, avanzata in Assemblea dai rappresentanti dei gruppi del Partito democratico e Liberi e Uguali e della componente politica Più Europa del Gruppo Misto nelle sedute del 15 e 16 luglio scorso. Tale richiesta, peraltro, era stata precedentemente avanzata dal deputato Fiano nella seduta del 10 luglio ed era stata tempestivamente trasmessa secondo le ordinarie procedure al Governo".
"Nella riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, appositamente convocata lo stesso 16 luglio, ho ricordato come, a seguito delle suddette richieste - si legge ancora nella missiva -, mi fossi personalmente attivato nei Suoi confronti nella stessa giornata del 15 luglio, rinnovandole in quella sede l'invito a darvi seguito. Poiché Ella ha informato la Conferenza di avere già provveduto ad inoltrare le richieste di informativa al ministro dell'Interno, ma di non averne ricevuto ancora risposta, mi sono determinato a reiterarle con questa lettera l'invito nell'auspicio che il Governo possa attendervi in tempi rapidi".
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"Non c'è nessun presunto finanziamento e continuerò a sostenere questa tesi" ha aggiunto. "Mi fido delle persone che mi sono vicine - ha detto riferendosi a Savoini e D'Amico - Se poi qualcuno sbaglia, con me paga doppio". Ma, "sulla fantasia o sulle ipotesi io non condanno e non scarico nessuno". CONTE - "È stato chiesto anche a me di riferire" sul caso dei presunti finanziamenti alla Lega "e io riferisco perché, quando le forze parlamentari chiamano, il governo risponde per trasparenza nei confronti dei cittadini e dei loro rappresentanti" ha detto il premier Giuseppe Conte. "Ho una concezione sacrale del Parlamento e delle istituzioni", per questo il 24 riferirà in Parlamento. FICO - E nel pressing sulla Lega si inserisce la lettera del presidente della Camera, Roberto Fico, al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro: "Gentile ministro, mi riferisco alla richiesta di un'informativa urgente del vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sui rapporti tra membri del suo staff e partiti e imprese russi, con particolare riguardo al ruolo del presidente dell'associazione culturale Lombardia-Russia, avanzata in Assemblea dai rappresentanti dei gruppi del Partito democratico e Liberi e Uguali e della componente politica Più Europa del Gruppo Misto nelle sedute del 15 e 16 luglio scorso. Tale richiesta, peraltro, era stata precedentemente avanzata dal deputato Fiano nella seduta del 10 luglio ed era stata tempestivamente trasmessa secondo le ordinarie procedure al Governo".
"Nella riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, appositamente convocata lo stesso 16 luglio, ho ricordato come, a seguito delle suddette richieste - si legge ancora nella missiva -, mi fossi personalmente attivato nei Suoi confronti nella stessa giornata del 15 luglio, rinnovandole in quella sede l'invito a darvi seguito. Poiché Ella ha informato la Conferenza di avere già provveduto ad inoltrare le richieste di informativa al ministro dell'Interno, ma di non averne ricevuto ancora risposta, mi sono determinato a reiterarle con questa lettera l'invito nell'auspicio che il Governo possa attendervi in tempi rapidi".
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Si complica di ora in ora la partita per il commissario Ue che la Lega era certa di esprimere in Europa. Il voto contrario del Carroccio ad Ursula von der Leyen ha complicato la partita, 'azzoppando' di fatto la corsa di Giancarlo Giorgetti: la sua designazione viene ormai considerata una 'mission impossible' in ambienti di governo. Una partita complicata che il premier Giuseppe Conte cercherà comunque di portare a casa, ma che ora come ora viene stimata al 20% di possibilità.
Tra il voto contrario alla neo presidente della Commissione Ue, lo scivoloso caso dei presunti finanziamenti russi, la sintonia manifesta con Alternative fur Deutschland, la posizione di Matteo Salvini perde forza in Europa: "ora dovrà negoziare il nome con Conte e Di Maio, ed è possibile che si faccia strada quello di un tecnico", spiegano da Strasburgo. Dove ieri il M5S ha giocato una partita decisiva per l'elezione della 'delfina' di Angela Merkel: il pollice in su concertato dal gruppo europeo del Movimento non solo con Luigi Di Maio ma anche col premier Giuseppe Conte.
La Lega, nonostante ostenti ottimismo, teme il 'ribaltone', ovvero un patto di potere M5S-Pd, anticamera di un futuro governo insieme, cementato da un commissario Ue italiano sì, ma di caratura tecnica se non addirittura in quota 5 Stelle.
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Tra il voto contrario alla neo presidente della Commissione Ue, lo scivoloso caso dei presunti finanziamenti russi, la sintonia manifesta con Alternative fur Deutschland, la posizione di Matteo Salvini perde forza in Europa: "ora dovrà negoziare il nome con Conte e Di Maio, ed è possibile che si faccia strada quello di un tecnico", spiegano da Strasburgo. Dove ieri il M5S ha giocato una partita decisiva per l'elezione della 'delfina' di Angela Merkel: il pollice in su concertato dal gruppo europeo del Movimento non solo con Luigi Di Maio ma anche col premier Giuseppe Conte.
La Lega, nonostante ostenti ottimismo, teme il 'ribaltone', ovvero un patto di potere M5S-Pd, anticamera di un futuro governo insieme, cementato da un commissario Ue italiano sì, ma di caratura tecnica se non addirittura in quota 5 Stelle.