Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
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ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
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di Piero Spinucci
Il generale libico Khalifa "Haftar sta facendo il massimo sforzo per mettere fine all'operazione prima dell'inizio del mese sacro di Ramadan. Certamente il suo obiettivo è conquistare Tripoli". Lo dichiara ad Aki-Adnkronos International Mohamed Anwar El Sadat, nipote dell'ex presidente egiziano ed attuale presidente del partito di opposizione 'Riforma e Sviluppo'. Secondo Sadat, nei prossimi giorni dobbiamo attenderci un'offensiva durissima dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna). Haftar, spiega, "sta facendo del suo meglio per raccogliere consensi e supporto perché durante il mese sacro di Ramadan - che dovrebbe iniziare la sera del 5 maggio - sarà difficile combattere". "Se non conquista Tripoli prima di Ramadan allora è un problema anche perché sembra che abbia calcolato male i tempi dell'operazione", dice Sadat, secondo il quale Haftar "ha approfittato degli incidenti in Algeria per iniziare la sua guerra, che tuttavia sta andando più avanti di quanto stimasse. Per questo "spingerà al massimo in questi giorni per conquistare più terreno possibile per poi negoziare una soluzione politica".
"HAFTAR NEGOZIERÀ MA SOLO DA POSIZIONE DI FORZA" - "Penso che possa esserci una soluzione politica ma solo dopo che Haftar avrà preso Tripoli. A quel punto sarà disposto a sedersi e discutere" afferma Mohamed Anwar El Sadat. "Penso che la posizione dell'Egitto sia chiara e ricalchi quella americana - prosegue - L'intenzione è di dare una possibilità a Haftar per eliminare tutte queste milizie militari e anche lo Stato islamico (Isis), ma poi il piano prevede di stabilire un tavolo per la soluzione politica. E credo che il generale abbia accettato ciò". L'Egitto ed altri Paesi europei hanno deciso di puntare su Haftar, aggiunge il nipote dell'ex presidente, "ma deve fare presto". Secondo il politico egiziano, l'uomo forte della Cirenaica "vuole ottenere una posizione forte per negoziare con Serraj e tutti quelli che supportano Serraj".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/27/...
Il generale libico Khalifa "Haftar sta facendo il massimo sforzo per mettere fine all'operazione prima dell'inizio del mese sacro di Ramadan. Certamente il suo obiettivo è conquistare Tripoli". Lo dichiara ad Aki-Adnkronos International Mohamed Anwar El Sadat, nipote dell'ex presidente egiziano ed attuale presidente del partito di opposizione 'Riforma e Sviluppo'. Secondo Sadat, nei prossimi giorni dobbiamo attenderci un'offensiva durissima dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna). Haftar, spiega, "sta facendo del suo meglio per raccogliere consensi e supporto perché durante il mese sacro di Ramadan - che dovrebbe iniziare la sera del 5 maggio - sarà difficile combattere". "Se non conquista Tripoli prima di Ramadan allora è un problema anche perché sembra che abbia calcolato male i tempi dell'operazione", dice Sadat, secondo il quale Haftar "ha approfittato degli incidenti in Algeria per iniziare la sua guerra, che tuttavia sta andando più avanti di quanto stimasse. Per questo "spingerà al massimo in questi giorni per conquistare più terreno possibile per poi negoziare una soluzione politica".
"HAFTAR NEGOZIERÀ MA SOLO DA POSIZIONE DI FORZA" - "Penso che possa esserci una soluzione politica ma solo dopo che Haftar avrà preso Tripoli. A quel punto sarà disposto a sedersi e discutere" afferma Mohamed Anwar El Sadat. "Penso che la posizione dell'Egitto sia chiara e ricalchi quella americana - prosegue - L'intenzione è di dare una possibilità a Haftar per eliminare tutte queste milizie militari e anche lo Stato islamico (Isis), ma poi il piano prevede di stabilire un tavolo per la soluzione politica. E credo che il generale abbia accettato ciò". L'Egitto ed altri Paesi europei hanno deciso di puntare su Haftar, aggiunge il nipote dell'ex presidente, "ma deve fare presto". Secondo il politico egiziano, l'uomo forte della Cirenaica "vuole ottenere una posizione forte per negoziare con Serraj e tutti quelli che supportano Serraj".
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La polizia dello Sri Lanka ha trovato 15 cadaveri, tra cui quelli di sei bambini, nel corso di un raid legato agli attentati di Pasqua nell'est del Paese. Secondo il portavoce della polizia Ruwan Gunasekara, un commando di agenti appoggiati dall'esercito hanno circondato una casa a Sainthamaruthu, 360 chilometri a est della capitale, dopo una soffiata su un presunto covo di miliziani.
Dopo una sparatoria iniziale, sono state sentite almeno tre esplosioni dall'interno dell'abitazione. "Abbiamo perquisito il luogo e trovato 15 corpi di cui 12 all'interno della casa e tre all'esterno", ha detto Gunasekara. Tre dei morti erano donne e sei erano bambini.
Secondo la polizia ritiene uno o più attentatori suicidi si sarebbero fatti saltare in aria. Un'altra donna e un bambino feriti nell'incidente sono stati portati in ospedale.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/27/...
Dopo una sparatoria iniziale, sono state sentite almeno tre esplosioni dall'interno dell'abitazione. "Abbiamo perquisito il luogo e trovato 15 corpi di cui 12 all'interno della casa e tre all'esterno", ha detto Gunasekara. Tre dei morti erano donne e sei erano bambini.
Secondo la polizia ritiene uno o più attentatori suicidi si sarebbero fatti saltare in aria. Un'altra donna e un bambino feriti nell'incidente sono stati portati in ospedale.
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I magistrati romani hanno depositato al tribunale del Riesame di Roma un'informativa della Dia in cui sarebbe contenuta l'intercettazione ambientale che riguarderebbe, secondo l'accusa, il sottosegretario Armando Siri. L'atto però, ha già spiegato l'avvocato Gaetano Scalise, difensore di Paolo Arata non è ancora arrivato alle parti.
Il caso Siri non smette di essere al centro di un duro scontro all'interno del governo. Ai pentastellati non tornano i rapporti tra il vicepremier Matteo Salvini e Franco Arata, accusato dalla procura di aver "dato o promesso" 30mila euro al sottosegretario della Lega indagato per corruzione. "L'ho incontrato soltanto una volta, quante volte lo devo dire. Occupiamoci di altro, pensiamo a lavorare tutti", replica Salvini, a margine di un'iniziativa elettorale a Motta Sant'Anastasia, in provincia di Catania. "Salvini ha detto di non conoscere Arata e di averlo visto una sola volta nella vita, allora perché lo propose ai vertici di Arera? Perché gli lasciò redigere il programma energetico della Lega? Perché condivise sul suo profilo ufficiale Twitter le proposte di Arata considerandolo un uomo della sua squadra? Perché si avvalse dell’intermediazione del figlio Francesco per incontrare Steve Bannon? E perché l’altro figlio di Arata, Federico, recentemente è stato assunto da Giorgetti a Palazzo Chigi? Qualcosa non torna, non capiamo quali siano i reali rapporti tra Arata, Salvini e la Lega", affermano fonti del M5S.
Manlio Di Stefano, sottosegretario M5S agli Affari esteri, ricorda ancora che "Arata ha redatto il programma energetico della Lega". "Salvini - incalza Di Stefano - ha il dovere di chiarire immediatamente e di spazzare via qualsiasi ombra su questa inchiesta. Non può rimanere in silenzio in eterno difendendo ad oltranza la posizione di Siri nonostante ci sia di mezzo una indagine per corruzione dove emergono anche legami con il mondo mafioso''.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
Il caso Siri non smette di essere al centro di un duro scontro all'interno del governo. Ai pentastellati non tornano i rapporti tra il vicepremier Matteo Salvini e Franco Arata, accusato dalla procura di aver "dato o promesso" 30mila euro al sottosegretario della Lega indagato per corruzione. "L'ho incontrato soltanto una volta, quante volte lo devo dire. Occupiamoci di altro, pensiamo a lavorare tutti", replica Salvini, a margine di un'iniziativa elettorale a Motta Sant'Anastasia, in provincia di Catania. "Salvini ha detto di non conoscere Arata e di averlo visto una sola volta nella vita, allora perché lo propose ai vertici di Arera? Perché gli lasciò redigere il programma energetico della Lega? Perché condivise sul suo profilo ufficiale Twitter le proposte di Arata considerandolo un uomo della sua squadra? Perché si avvalse dell’intermediazione del figlio Francesco per incontrare Steve Bannon? E perché l’altro figlio di Arata, Federico, recentemente è stato assunto da Giorgetti a Palazzo Chigi? Qualcosa non torna, non capiamo quali siano i reali rapporti tra Arata, Salvini e la Lega", affermano fonti del M5S.
Manlio Di Stefano, sottosegretario M5S agli Affari esteri, ricorda ancora che "Arata ha redatto il programma energetico della Lega". "Salvini - incalza Di Stefano - ha il dovere di chiarire immediatamente e di spazzare via qualsiasi ombra su questa inchiesta. Non può rimanere in silenzio in eterno difendendo ad oltranza la posizione di Siri nonostante ci sia di mezzo una indagine per corruzione dove emergono anche legami con il mondo mafioso''.
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Ha ottenuto la libertà condizionata Jean-Claude Romand, il falso medico che sterminò i suoi familiari in un'agghiacciante vicenda che fu raccontata nel libro 'l'Avversario' di Emmanuel Carrere. In carcere da 26 anni, Romand ha ottenuto la liberazione condizionata in appello, dopo che una sua prima richiesta era stata respinta in febbraio.
Il tribunale di Bourges ha stabilito che Romand, oggi 64enne, potrà uscire dal carcere entro il 28 giugno. Dopo un periodo di prova, dovrà stabilirsi in "un luogo autorizzato dall'autorità giudiziaria. Non potrà avere alcun rapporto o contatto con vittime e parti civili, nè recarsi nelle regioni di Ile-de-France, Bourgogne-Franche-Comté et Auvergne-Rhône-Alpes.
Condannato all'ergastolo nel 1996, Romand aveva ucciso cinque familiari pur di non svelare una vita di bugie. Per anni aveva ingannato famiglia e amici facendo credere di essersi laureato in medicina e di fare il pendolare con la Svizzera, lavorando alla sede dell'Oms di Ginevra. Era però tutta una bugia e il falso medico si manteneva con i soldi che parenti e amici gli affidavano credendo che lui li depositasse in banche elvetiche.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/26/...
Il tribunale di Bourges ha stabilito che Romand, oggi 64enne, potrà uscire dal carcere entro il 28 giugno. Dopo un periodo di prova, dovrà stabilirsi in "un luogo autorizzato dall'autorità giudiziaria. Non potrà avere alcun rapporto o contatto con vittime e parti civili, nè recarsi nelle regioni di Ile-de-France, Bourgogne-Franche-Comté et Auvergne-Rhône-Alpes.
Condannato all'ergastolo nel 1996, Romand aveva ucciso cinque familiari pur di non svelare una vita di bugie. Per anni aveva ingannato famiglia e amici facendo credere di essersi laureato in medicina e di fare il pendolare con la Svizzera, lavorando alla sede dell'Oms di Ginevra. Era però tutta una bugia e il falso medico si manteneva con i soldi che parenti e amici gli affidavano credendo che lui li depositasse in banche elvetiche.
AH SI ma NO Non lo so
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
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"L'ordine pubblico deve tornare" ma questo "non deve far scomparire anche le giuste richieste, avanzate dal Movimento" dei gilet gialli. Un movimento "inedito che ha espresso la sua ira, la sua preoccupazione e la sua impazienza". Così il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron nel corso della conferenza stampa al termine del grande dibattito. "Quando si ottiene il potere ottenendo la fiducia del popolo, bisogna accettare di avere anche quella parte di collera che va contro il potere. Dirigere oggi in democrazia è accettare di non essere popolare. Preferisco essere responsabile, mantenere i miei impegni e prendere delle decisioni che credo siano giuste. Assumo il fatto di poter essere impopolare". Tutto questo, però, "non giustifica tutto quello abbiamo vissuto in questi ultimi mesi e che hanno subito la mia famiglia e contro alcuni eletti". "Siamo un Paese dove si può bestemmiare, dire il peggio possibile al presidente della Repubblica. Non ci dobbiamo abituare all'odio e alla mancanza di rispetto. E' un passo indietro nella morale civica e nell'educazione che non dobbiamo accettare", sottolinea Macron aggiungendo che "non diventerò quello che cerca di piacere. Non renderebbe un servizio al nostro Paese".
Macron respinge l'ipotesi di rendere obbligatorio il voto. "Non si risponde ad una crisi democratica con la costrizione", sottolinea il Capo dello Stato francese che in merito al voto bianco non va contabilizzato. "Ci possono essere dei progetti che non ci piacciano totalmente durante le elezioni ma dobbiamo scegliere. E' una scelta importante", rileva Macron. Il presidente della Repubblica non raccoglie la proposta di alcuni Gilet gialli che volevano un Referendum d'iniziativa. "Non lo auspico. Ma possiamo migliorare il meccanismo del referendum semplificandolo", sottolinea Macron.
LE MISURE - "Voglio una riduzione delle imposte per chi lavora riducendo significativamente l'imposta sul reddito" dice, chiedendo ai francesi di "lavorare di più" per finanziare il taglio delle tasse che il governo si appresta a varare. "Penso che bisognerà sopprimere l'Ena", la Scuola Nazionale dell'Amministrazione "non per piacere ma per fare qualcosa che funziona meglio".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/25/...
Macron respinge l'ipotesi di rendere obbligatorio il voto. "Non si risponde ad una crisi democratica con la costrizione", sottolinea il Capo dello Stato francese che in merito al voto bianco non va contabilizzato. "Ci possono essere dei progetti che non ci piacciano totalmente durante le elezioni ma dobbiamo scegliere. E' una scelta importante", rileva Macron. Il presidente della Repubblica non raccoglie la proposta di alcuni Gilet gialli che volevano un Referendum d'iniziativa. "Non lo auspico. Ma possiamo migliorare il meccanismo del referendum semplificandolo", sottolinea Macron.
LE MISURE - "Voglio una riduzione delle imposte per chi lavora riducendo significativamente l'imposta sul reddito" dice, chiedendo ai francesi di "lavorare di più" per finanziare il taglio delle tasse che il governo si appresta a varare. "Penso che bisognerà sopprimere l'Ena", la Scuola Nazionale dell'Amministrazione "non per piacere ma per fare qualcosa che funziona meglio".
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"Non sono il ministro dell'Interno ma gli sto ricordando che bisogna fare i rimpatri perché è stato promesso e dobbiamo farlo". Così il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio nel corso del suo intervento a Perugia. "Dobbiamo affrontare il tema immigrazione con più attenzione - dice -. In questi giorni stiamo chiedendo all'Europa di rispettare il sistema di redistribuzione dei migranti. E' bello fare gli europeisti con le frontiere italiane come è bello fare i sovranisti con le frontiere italiane".
L'EUROPA - "In Europa faremo un gruppo parlamentare con senza destra e senza sinistra" dice Di Maio, annunciando che "domenica" andrà "in Polonia". Non ha neanche senso, aggiunge, "fare le alleanze come fa la Lega con quei partiti che dicono all'Italia che i migranti se li deve tenere o che deve fare austerity. Noi vogliamo lavorare con delle forze politiche a livello europeo per lavorare per l'Italia".
PRIMA DELL'ESTATE - "Entro l'estate ci sono due leggi da fare" annuncia Di Maio. "La prima è il salario minimo orario e la seconda, prendendo i soldi che avanzeranno dal reddito di cittadinanza, perché avanzeranno, faremo un provvedimento per sostenere le famiglie che fanno figli, un sistema simile a quello francese per aiutare le famiglie".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
L'EUROPA - "In Europa faremo un gruppo parlamentare con senza destra e senza sinistra" dice Di Maio, annunciando che "domenica" andrà "in Polonia". Non ha neanche senso, aggiunge, "fare le alleanze come fa la Lega con quei partiti che dicono all'Italia che i migranti se li deve tenere o che deve fare austerity. Noi vogliamo lavorare con delle forze politiche a livello europeo per lavorare per l'Italia".
PRIMA DELL'ESTATE - "Entro l'estate ci sono due leggi da fare" annuncia Di Maio. "La prima è il salario minimo orario e la seconda, prendendo i soldi che avanzeranno dal reddito di cittadinanza, perché avanzeranno, faremo un provvedimento per sostenere le famiglie che fanno figli, un sistema simile a quello francese per aiutare le famiglie".
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Contestazione alla Brigata Ebraica al corteo per il 25 aprile a Milano. Come ogni anno un gruppo di circa venti persone ha aspettato la Brigata Ebraica all’angolo fra corso Venezia e piazza San Babila e ha accolto i manifestanti urlando 'Assassini' e 'Palestina libera, Palestina rossa' e con lo striscione 'Contro l'imperialismo e il sionismo, con la resistenza palestinese, a fianco dei popoli che lottano'. Di risposta i manifestanti della Brigata Ebraica hanno intonato 'Bella Ciao'.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
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"Festeggiare il 25 aprile - giorno anche di San Marco - significa celebrare il ritorno dell'Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent'anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico". Al Teatro Da Ponte di Vittorio Veneto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebra il 74mo anniversario per la festa della Liberazione.
"Se oggi, in tanti, ci troviamo qui e in tutte le piazza italiane è perché non possiamo, e non vogliamo, dimenticare il sacrificio di migliaia di italiani, caduti per assicurare la libertà di tutti gli altri - ha sottolineato il Capo dello Stato. La libertà nostra e delle future generazioni". "Sono particolarmente lieto di essere a Vittorio Veneto, per celebrare qui la Festa della Liberazione, in questo luogo caro all'Italia, che vide i nostri soldati segnare la conclusione vittoriosa della Prima guerra mondiale, sancendo così il compimento dell'unità territoriale italiana - ha aggiunto Mattarella -. Unità territoriale che corrispondeva all'unità morale e spirituale dell'Italia, all'aspirazione a una Patria libera e indipendente".
"Quella stessa aspirazione - dopo poco più di un ventennio - animò i volontari della Libertà, in queste terre generose e martoriate del Veneto, negli aspri combattimenti contro l'oppressione nazifascista, con tutto il suo carico di sangue, lutti e devastazioni. E con pagine straordinarie di sacrificio, eroismo e idealità, che non possono essere rimosse", ha sottolineato Mattarella, ricordando "i martiri delle Fosse Ardeatine, di Marzabotto, di Sant'Anna di Stazzema e di tanti altri luoghi d'Italia; di Cefalonia, dei partigiani e dei militari caduti in montagna o nelle città, dei deportati nei campi di sterminio, dei soldati di Paesi lontani che hanno fornito un grande prezioso contributo e sono morti in Italia per la libertà". E ancora, i seicentomila che "rifiutarono l'onta di servire sotto la bandiera di Salò e dell'esercito occupante e preferirono l'internamento nei campi di prigionia nazisti".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
"Se oggi, in tanti, ci troviamo qui e in tutte le piazza italiane è perché non possiamo, e non vogliamo, dimenticare il sacrificio di migliaia di italiani, caduti per assicurare la libertà di tutti gli altri - ha sottolineato il Capo dello Stato. La libertà nostra e delle future generazioni". "Sono particolarmente lieto di essere a Vittorio Veneto, per celebrare qui la Festa della Liberazione, in questo luogo caro all'Italia, che vide i nostri soldati segnare la conclusione vittoriosa della Prima guerra mondiale, sancendo così il compimento dell'unità territoriale italiana - ha aggiunto Mattarella -. Unità territoriale che corrispondeva all'unità morale e spirituale dell'Italia, all'aspirazione a una Patria libera e indipendente".
"Quella stessa aspirazione - dopo poco più di un ventennio - animò i volontari della Libertà, in queste terre generose e martoriate del Veneto, negli aspri combattimenti contro l'oppressione nazifascista, con tutto il suo carico di sangue, lutti e devastazioni. E con pagine straordinarie di sacrificio, eroismo e idealità, che non possono essere rimosse", ha sottolineato Mattarella, ricordando "i martiri delle Fosse Ardeatine, di Marzabotto, di Sant'Anna di Stazzema e di tanti altri luoghi d'Italia; di Cefalonia, dei partigiani e dei militari caduti in montagna o nelle città, dei deportati nei campi di sterminio, dei soldati di Paesi lontani che hanno fornito un grande prezioso contributo e sono morti in Italia per la libertà". E ancora, i seicentomila che "rifiutarono l'onta di servire sotto la bandiera di Salò e dell'esercito occupante e preferirono l'internamento nei campi di prigionia nazisti".
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Alla fine, decide Conte. Il presidente del Consiglio prende in mano le redini del caso Siri e nel pomeriggio di ieri fa sapere che sarà lui a decretare sulla sua permanenza nel governo dopo averlo incontrato e averci parlato. "Incontrerò Siri, lo guarderò negli occhi e poi ovviamente ci sarà una valutazione e chiederò a lui di condividere la decisione finale" ha detto il premier, che deciderà "tenendo conto del principio di innocenza a cui come giurista sono molto sensibile".
Prima di partire per la Cina, quindi, il presidente del Consiglio sentirà telefonicamente Siri. Poi, al suo rientro in Italia, avrà un faccia a faccia col sottosegretario. Il premier non ha nascosto tuttavia che ritiene "legittima la posizione dei Cinque stelle" sul caso, che ieri sono tornati a invocare l'allontanamento del sottosegretario. "Siri torni a fare il senatore" ha sentenziato il capo grillino, Luigi Di Maio, cui ha fatto eco anche il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli: "Se fosse del M5S sarebbe già fuori" ha ricordato.
Ma ad animare l'ennesima giornata ad alta tensione è stato anche il botta e risposta andato in scena tra i due vicepremier. Ad accendere i toni, il leader leghista Matteo Salvini che dopo aver blindato Siri - "abbiamo piena fiducia nella magistratura" - ha avvertito: "Si sciacqui la bocca chi parlando mette in relazione Lega e mafia". Mentre da Taranto, l'altro azionista del governo ha dimostrato di non essere intenzionato a mollare la presa sulla vicenda. "Se la Lega non c'entra niente con queste accuse che vengono fatte a Siri, dimostri la propria estraneità ai fatti, allontanando Siri dal governo - ha scandito Di Maio - perché altrimenti io comincio a preoccuparmi a vedere Salvini e la Lega difendere a spada tratta Siri".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
Prima di partire per la Cina, quindi, il presidente del Consiglio sentirà telefonicamente Siri. Poi, al suo rientro in Italia, avrà un faccia a faccia col sottosegretario. Il premier non ha nascosto tuttavia che ritiene "legittima la posizione dei Cinque stelle" sul caso, che ieri sono tornati a invocare l'allontanamento del sottosegretario. "Siri torni a fare il senatore" ha sentenziato il capo grillino, Luigi Di Maio, cui ha fatto eco anche il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli: "Se fosse del M5S sarebbe già fuori" ha ricordato.
Ma ad animare l'ennesima giornata ad alta tensione è stato anche il botta e risposta andato in scena tra i due vicepremier. Ad accendere i toni, il leader leghista Matteo Salvini che dopo aver blindato Siri - "abbiamo piena fiducia nella magistratura" - ha avvertito: "Si sciacqui la bocca chi parlando mette in relazione Lega e mafia". Mentre da Taranto, l'altro azionista del governo ha dimostrato di non essere intenzionato a mollare la presa sulla vicenda. "Se la Lega non c'entra niente con queste accuse che vengono fatte a Siri, dimostri la propria estraneità ai fatti, allontanando Siri dal governo - ha scandito Di Maio - perché altrimenti io comincio a preoccuparmi a vedere Salvini e la Lega difendere a spada tratta Siri".
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(di Alisa Toaff) 'Si dice che Salvini voglia prendersi Roma, se comincia così comincia proprio male! Quello che sta facendo è chiaramente una ripicca sulla pelle di milioni di abitanti, sembra di vedere dei ragazzini che si fanno i dispetti''. E' quanto afferma all'Adnkronos l'attore e regista Gigi Proietti, romano doc, sul travagliato provvedimento 'Salva Roma'. ''Quello che mi stupisce -prosegue Proietti, sempre a proposito di Salvini - è questo consenso che riscuote, una cosa quasi imperscrutabile, senza nemmeno un minimo di esitazione. Quando sento dire che tutti i Comuni sono uguali mi fa sorridere perché sappiamo tutti che non è così. La Lega con Roma ce l'ha da sempre, con i romani non ne parliamo, quello che mi stupisce è che tutto ciò abbia consenso'', conclude.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
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Allarme a Tourcoing, alle porte di Roubaix, per una sparatoria che ha coinvolto un gruppo di uomini a volto coperto, come documentano i video diffusi su Twitter. Il gruppo si è allontanato dal luogo del conflitto, dove sono intervenuti polizia e forze speciali.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/24/...
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Dalla crisi libica rischiano di "riemergere fenomeni terroristici. Il terrorismo internazionale non cessa di colpire, come vediamo. Anche per questo sosteniamo gli sforzi" dell'inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé. Lo ha affermato il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero, nel corso di una conferenza stampa congiunta alla Farnesina con l'inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé. C'è "preoccupazione per il flusso di profughi" dalla Libia, "un elemento di importanza per l'Europa". "Nei giorni scorsi ho scritto alle autorità europee per chiedere che si tenga pronta l'iniziativa europea se ci saranno flussi di profughi dalla Libia, è una questione che va affrontata a livello europeo". Secondo il titolare della Farnesina, è necessario che "la commissione predisponga o sia pronta a predisporre tutti gli atti necessari qualora si verificassero questi flussi anomali". "Auspichiamo che sia poi la realtà, ovvero che non si verifichi questa eventualità", ha concluso Moavero riferendosi alla possibilità che non ci siano flussi dalla Libia.
"Sosteniamo come governo italiano l'azione delle Nazioni Unite". Si tratta di un'"azione importante, in particolare in questo periodo in cui si sono riaccesi gli scontri armati. Non c'è strada per una soluzione militare per la Libia". E' necessario "evitare di restare in una deriva di crescita del livello degli scontri in atto", ha sottolineato Moavero, evidenziando come "la popolazione civile è sottoposta a un rischio costante di pericoli crescenti".
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), intanto, ha aggiornato a 272 morti il bilancio dei combattimenti nel Paese. Un tweet diffuso nella notte precisa che i feriti sono 1.282, mentre gli sfollati sono più di 30mila. "L'Oms e i suoi partner lavorano per garantire che le strutture sanitarie di base abbiano forniture e risorse per assistere le famiglie sfollate", precisa l'agenzia delle Nazioni Unite.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/24/...
"Sosteniamo come governo italiano l'azione delle Nazioni Unite". Si tratta di un'"azione importante, in particolare in questo periodo in cui si sono riaccesi gli scontri armati. Non c'è strada per una soluzione militare per la Libia". E' necessario "evitare di restare in una deriva di crescita del livello degli scontri in atto", ha sottolineato Moavero, evidenziando come "la popolazione civile è sottoposta a un rischio costante di pericoli crescenti".
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), intanto, ha aggiornato a 272 morti il bilancio dei combattimenti nel Paese. Un tweet diffuso nella notte precisa che i feriti sono 1.282, mentre gli sfollati sono più di 30mila. "L'Oms e i suoi partner lavorano per garantire che le strutture sanitarie di base abbiano forniture e risorse per assistere le famiglie sfollate", precisa l'agenzia delle Nazioni Unite.
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Gli operai impegnati nel cantiere allestito attorno alla guglia della cattedrale di Notre Dame fumavano sulle impalcature, violando le norme. Lo ha ammesso Le Bras Frères, la società edile che ha montato le impalcature. L'azienda, però, esclude che il comportamento dei dipendenti abbia provocato l'incendio che ha gravemente danneggiato l'edificio. "Posso confermare che è ciò che hanno detto alla polizia. Siamo rammaricati per la violazione del divieto di fumare. Non pensiamo che un mozzicone di sigaretta abbia dato fuoco a Notre Dame. "Quando getti un mozzicone di sigaretta su una trave di legno di quercia, non dà inizio ad un incendio", ha detto un portavoce, alla Dpa, riferendosi alle dichiarazioni rese dai vertici della società.
A riportare le ammissioni dei responsabili della ditta è stato, per primo, il giornale Le Canard Enchaine. Gli inquirenti, in ogni caso, continuano a ritenere che l'incendio probabilmente sia stato provocato da un corto circuito.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/24/...
A riportare le ammissioni dei responsabili della ditta è stato, per primo, il giornale Le Canard Enchaine. Gli inquirenti, in ogni caso, continuano a ritenere che l'incendio probabilmente sia stato provocato da un corto circuito.
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"Ora non mi pronuncio'' sul caso Siri. ''La mia posizione è innanzitutto ascoltare e chiederò al sottosegretario di condividere la posizione finale''. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando con la stampa, sottolineando che "la posizione dei Cinque stelle su Siri è legittima. Anche su Marcello De Vito hanno assunto posizioni drastiche e io stesso ho dichiarato che, pur nel rispetto dell'innocenza, quella posizione era legittima''.
''Incontrerò Siri, lo guarderò negli occhi e poi ovviamente ci sarà una valutazione e chiederò a lui di condividere la decisione finale. Ora non parlo perché non mi sembrerebbe corretto assumere una decisione, qualunque essa sia, senza aver parlato con il diretto interessato" ha messo in chiaro il premier. "Prenderò la mia decisione - ha spiegato - tenendo conto del principio di innocenza a cui come giurista sono molto sensibile. Tuttavia preciso che nel campo politica conta ed esiste anche un principio di etica pubblica. E l'etica pubblica impone anche di fare una valutazione a caldo, su quelle che sono le ipotesi accusatorie. Confrontarsi, verificarle, e se nel caso, non aspettare la sentenza che passi in giudicato. Chiaro?''. "In questo momento - ha precisato - non sono né per le dimissioni, né contro e il sottosegretario ha tutto il diritto di non essere infangato, di non essere disonorato''.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
''Incontrerò Siri, lo guarderò negli occhi e poi ovviamente ci sarà una valutazione e chiederò a lui di condividere la decisione finale. Ora non parlo perché non mi sembrerebbe corretto assumere una decisione, qualunque essa sia, senza aver parlato con il diretto interessato" ha messo in chiaro il premier. "Prenderò la mia decisione - ha spiegato - tenendo conto del principio di innocenza a cui come giurista sono molto sensibile. Tuttavia preciso che nel campo politica conta ed esiste anche un principio di etica pubblica. E l'etica pubblica impone anche di fare una valutazione a caldo, su quelle che sono le ipotesi accusatorie. Confrontarsi, verificarle, e se nel caso, non aspettare la sentenza che passi in giudicato. Chiaro?''. "In questo momento - ha precisato - non sono né per le dimissioni, né contro e il sottosegretario ha tutto il diritto di non essere infangato, di non essere disonorato''.
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(di Giannandrea Carreri) - Il 25 aprile è una ricorrenza 'viva'? "Assolutamente sì. Oggi questa ricorrenza festosa, commemorativa e celebrativa è più viva che mai perché deve rinascere a nuova vita. Il significato partitico e 'partigiano' - nell'accezione peggiore del termine - che spesso le è stato erroneamente attribuito in passato è storicamente inattuale. Oggi può e deve essere chiaro che i Partigiani - nell'accezione migliore del termine - le donne e gli uomini che combatterono gloriosamente a rischio della vita il nazifascismo, lo fecero per tutti noi, donne e uomini liberi grazie a loro, cittadini di una democrazia, qualunque sia il nostro orientamento politico. Per questo motivo, qualunque rappresentante delle istituzioni o leader di partito avanzi riserve o, addirittura, si dissoci da questa celebrazione, rimanendo intrappolato in una controversia novecentesca, per calcolo o per fraintendimento, offende la democrazia a venire". Lo scrittore Antonio Scurati, autore di 'M. Il figlio del secolo', romanzo su Mussolini e il fascismo dove tutto è documentato, definisce così, intervistato dall'Adnkronos, attualità e significato del 25 aprile, bacchettando strumentalizzazioni e dissociazioni politiche dalla Festa della Liberazione dal nazifascismo.
"Le polemiche sono strumentali, retrograde, deprecabili, da qualunque parte vengano, sia che provengano dall'interno dei cortei popolari sia che provengano dall'esterno, da chi non vi prende parte. Il significato altissimo che oggi, a più di 70 anni dalla Liberazione, riveste la festa nazionale del 25 aprile è proprio l'antitesi del prendere partito per una fazione ideologica o politica", sottolinea Scurati che quanto alla lettura che possono dare i più giovani del 25 aprile ritiene che questo non prendere partito "le nuove generazioni, libere da retaggi del passato possono, coglierlo a pieno: è vero che molti dei combattenti antifascisti furono comunisti ma è altrettanto vero che la conquista storica della Resistenza fu la democrazia, la Repubblica, il suffragio universale, la solidarietà popolare e la dignità della persona umana a prescindere da razza, sesso, età, confessione religiosa".
Scurati ha sempre sostenuto che l'antifascismo sia da rifondare e che questo processo 'M' vuole stimolare, come raggiungere questo obiettivo? "La rifondazione dell'antifascismo novecentesco per il nuovo millennio consiste nel liberarlo da bandiere di partito, da odi di fazione, da una militanza antistorica e malintesa. Tutti i sinceri democratici, avversi alla restrizione delle libertà individuali, alle politiche di discriminazione, alla svalutazione delle istituzioni parlamentari, alla violenza politica fisica e verbale, tutti loro sono legittimi eredi e custodi di ciò che in passato chiamammo 'anti-fascismo'. Una nuova narrazione equanime, franca, libera da pregiudiziali ideologiche ma niente affatto equidistante - anzi, proprio per questo schierata a favore della democrazia, di ciò che furono il fascismo e l'antifascismo storici - può contribuire a questo rinnovamento".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
"Le polemiche sono strumentali, retrograde, deprecabili, da qualunque parte vengano, sia che provengano dall'interno dei cortei popolari sia che provengano dall'esterno, da chi non vi prende parte. Il significato altissimo che oggi, a più di 70 anni dalla Liberazione, riveste la festa nazionale del 25 aprile è proprio l'antitesi del prendere partito per una fazione ideologica o politica", sottolinea Scurati che quanto alla lettura che possono dare i più giovani del 25 aprile ritiene che questo non prendere partito "le nuove generazioni, libere da retaggi del passato possono, coglierlo a pieno: è vero che molti dei combattenti antifascisti furono comunisti ma è altrettanto vero che la conquista storica della Resistenza fu la democrazia, la Repubblica, il suffragio universale, la solidarietà popolare e la dignità della persona umana a prescindere da razza, sesso, età, confessione religiosa".
Scurati ha sempre sostenuto che l'antifascismo sia da rifondare e che questo processo 'M' vuole stimolare, come raggiungere questo obiettivo? "La rifondazione dell'antifascismo novecentesco per il nuovo millennio consiste nel liberarlo da bandiere di partito, da odi di fazione, da una militanza antistorica e malintesa. Tutti i sinceri democratici, avversi alla restrizione delle libertà individuali, alle politiche di discriminazione, alla svalutazione delle istituzioni parlamentari, alla violenza politica fisica e verbale, tutti loro sono legittimi eredi e custodi di ciò che in passato chiamammo 'anti-fascismo'. Una nuova narrazione equanime, franca, libera da pregiudiziali ideologiche ma niente affatto equidistante - anzi, proprio per questo schierata a favore della democrazia, di ciò che furono il fascismo e l'antifascismo storici - può contribuire a questo rinnovamento".
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E' salito a 359 morti il bilancio delle vittime degli attentati terroristici di Pasqua nello Sri Lanka, dopo che alcuni dei feriti sono deceduti in ospedale. Sono oltre 400 le persone che rimangono ricoverate, alcune in condizioni gravi.
Nella notte, ha riferito la polizia, sono state arrestate altre 18 persone in relazione agli attacchi, portando a 60 il numero totale delle persone attualmente detenute.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/04/24/...
Nella notte, ha riferito la polizia, sono state arrestate altre 18 persone in relazione agli attacchi, portando a 60 il numero totale delle persone attualmente detenute.