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Donald Trump vola in Alabama, dove un tornado ha provocato la morte di 23 persone, viene accolto come ''un dono di Dio'' e firma autografi sulle Bibbie dei fedeli. Il presidente degli Stati Uniti ha fatto tappa nella cittadina di Opelika e in particolare in una chiesa battista. E non ha esitato a soddisfare le richieste di alcuni fedeli, a cominciare da quella di un 12enne: Trump, con il suo pennarello di ordinanza, ha autografato le Bibbie dei credenti, lasciando la propria firma sulla copertina. "Sono felice che sia venuto. Credo sia stato mandato da Dio", ha detto Ada Ingram, una volontaria della chiesa.
Le foto delle Bibbie autografate hanno iniziato a circolare sui social network e hanno innescato un dibattito nel quale, come era prevedibile, hanno trovato spazio anche voci critiche nei confronti del presidente. "Donald Trump sta firmando Bibbie. L'uomo le cui politiche malvagie e disumane, al confine, violano gli insegnamenti fondamentali di Gesù... sta firmando Bibbie", ha scritto Peter Daou, ex consigliere di Hillary Clinton e John Kerry.
Gli esperti, intanto, si dividono sul tema. Trump è il primo presidente che firma una Bibbia? No, secondo Peter Manseau, curatore della sezione religiosa dello Smithsonian. E' capitato già in passato a presidenti come George W. Bush e Ronald Reagan. "Se fosse stato il presidente a distribuire copie della Bibbia firmate, sarebbe stato strano -ha detto -. Ma i presidenti sembrano firmare molte cose strane che gli vengono messe davanti".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/09/...
Le foto delle Bibbie autografate hanno iniziato a circolare sui social network e hanno innescato un dibattito nel quale, come era prevedibile, hanno trovato spazio anche voci critiche nei confronti del presidente. "Donald Trump sta firmando Bibbie. L'uomo le cui politiche malvagie e disumane, al confine, violano gli insegnamenti fondamentali di Gesù... sta firmando Bibbie", ha scritto Peter Daou, ex consigliere di Hillary Clinton e John Kerry.
Gli esperti, intanto, si dividono sul tema. Trump è il primo presidente che firma una Bibbia? No, secondo Peter Manseau, curatore della sezione religiosa dello Smithsonian. E' capitato già in passato a presidenti come George W. Bush e Ronald Reagan. "Se fosse stato il presidente a distribuire copie della Bibbia firmate, sarebbe stato strano -ha detto -. Ma i presidenti sembrano firmare molte cose strane che gli vengono messe davanti".
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
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Donald Trump si appresta a proporre robusti tagli alla spesa con interventi su vari programmi interni. L'obiettivo del presidente, secondo il Washington Post, è liberare ulteriori risorse da destinare al Pentagono. Il piano, che probabilmente sarà esposto nella giornata di lunedì, ha poche chance di trasformarsi in una legge, vista l'opposizione dei democratici e di una parte dei repubblicani.
Al di là del risultato finale, però, appare chiaro l'orientamento della Casa Bianca in vista della definizione del prossimo bilancio federale. L'amministrazione, in particolare, ha acceso i riflettori su una serie di programmi per il contrasto alla povertà.
In queste aree, secondo molti repubblicani, si assiste allo spreco di denaro pubblico con spese che, alla fine, non favoriscono l'effettiva ricerca di lavoro da parte dei disoccupati. In quest'ottica, vanno valutati tagli nell'ambito dei sussidi per spese mediche, alimentari e abitative.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/09/...
Al di là del risultato finale, però, appare chiaro l'orientamento della Casa Bianca in vista della definizione del prossimo bilancio federale. L'amministrazione, in particolare, ha acceso i riflettori su una serie di programmi per il contrasto alla povertà.
In queste aree, secondo molti repubblicani, si assiste allo spreco di denaro pubblico con spese che, alla fine, non favoriscono l'effettiva ricerca di lavoro da parte dei disoccupati. In quest'ottica, vanno valutati tagli nell'ambito dei sussidi per spese mediche, alimentari e abitative.
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Una tiepida aria di crisi sfiora il governo, ancora incerto e diviso sui destini della Tav. Ancora ieri, la Torino-Lione si è mostrata come il tallone d'Achille dell'esecutivo gialloverde, il vero nodo su cui - contratto o meno - la maggioranza non riesce proprio a trovare la quadra. Troppo distanti le posizioni, tanto da far decidere a Di Maio di tenere una conferenza stampa dai toni decisamente netti.
A Salvini che in mattinata chiudeva a un nuovo vertice di governo sul tema, ribadendo la necessità di andare avanti - "Nel contratto di governo c'è la revisione dell'opera, che ci sta, che è giusta. Rivedere un'opera è importante, intelligente, tutto è migliorabile, però - affermava - fermarla no, conto che il buon senso prevalga" -, il collega vicepremier e capo politico M5S ribatteva: "Non è questione di testa dura, non siamo bambini. Qui bisogna sedersi al tavolo ed evitare di vincolare i soldi degli italiani". E ancora: "La questione ora è politica, non tecnica" e, d'altra parte, "l'analisi costi-benefici ha confermato che" dietro il no Tav dei 5 Stelle "non c'era un motivo ideologico, ma un fondamento scientifico. Quest'opera non si tiene in piedi, non è profittevole". Un pensiero distante anni luce da quello del collega di governo, tanto da far aprire la conferenza stampa a un Di Maio "piuttosto interdetto" dal "fatto che non noi, ma la Lega ieri abbia messo in discussione il governo legandolo al tema Tav". E se nel M5S il malumore per le posizioni del Carroccio non è di certo un segreto, c'è chi nel Movimento si espone parlando apertamente di crisi già in atto. Come Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Credo - ha detto - che non ci sia da aprire una crisi, una crisi è già aperta. C'è un momento di crisi. Ne abbiamo letti tanti sui giornali, invece stavolta una difficoltà c'è". Parole forti, poi mitigate nel corso della giornata, ma senza mutarne il senso: "Salvini ieri (giovedì, ndr) ha fatto questa dichiarazione: se si mette in discussione il contratto di governo, è Salvini che sta mettendo in discussione il contratto di governo. E' evidente che il problema esiste, è Salvini - ha ribadito Buffagni - che sta facendo la sua scelta". Dopo una giornata convulsa e dalla tensione altissima, Matteo Salvini in serata ha provato a rassicurare gli animi: "Nessuna crisi di governo e nessuna nostalgia del passato - ha detto -, lavoriamo per unire e per dare lavoro, sviluppo e futuro all'Italia. Col buonsenso si risolve tutto". Affermazioni cui Luigi Di Maio non ha mancato di replicare, sottolineando ancora una volta le priorità Cinquestelle: "Il governo e la sua tenuta sono una cosa seria, stiamo parlando del Paese. Io voglio solo che si rispetti il contratto e non si faccia cadere il governo, questo - ha ribadito - è buon senso".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
A Salvini che in mattinata chiudeva a un nuovo vertice di governo sul tema, ribadendo la necessità di andare avanti - "Nel contratto di governo c'è la revisione dell'opera, che ci sta, che è giusta. Rivedere un'opera è importante, intelligente, tutto è migliorabile, però - affermava - fermarla no, conto che il buon senso prevalga" -, il collega vicepremier e capo politico M5S ribatteva: "Non è questione di testa dura, non siamo bambini. Qui bisogna sedersi al tavolo ed evitare di vincolare i soldi degli italiani". E ancora: "La questione ora è politica, non tecnica" e, d'altra parte, "l'analisi costi-benefici ha confermato che" dietro il no Tav dei 5 Stelle "non c'era un motivo ideologico, ma un fondamento scientifico. Quest'opera non si tiene in piedi, non è profittevole". Un pensiero distante anni luce da quello del collega di governo, tanto da far aprire la conferenza stampa a un Di Maio "piuttosto interdetto" dal "fatto che non noi, ma la Lega ieri abbia messo in discussione il governo legandolo al tema Tav". E se nel M5S il malumore per le posizioni del Carroccio non è di certo un segreto, c'è chi nel Movimento si espone parlando apertamente di crisi già in atto. Come Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Credo - ha detto - che non ci sia da aprire una crisi, una crisi è già aperta. C'è un momento di crisi. Ne abbiamo letti tanti sui giornali, invece stavolta una difficoltà c'è". Parole forti, poi mitigate nel corso della giornata, ma senza mutarne il senso: "Salvini ieri (giovedì, ndr) ha fatto questa dichiarazione: se si mette in discussione il contratto di governo, è Salvini che sta mettendo in discussione il contratto di governo. E' evidente che il problema esiste, è Salvini - ha ribadito Buffagni - che sta facendo la sua scelta". Dopo una giornata convulsa e dalla tensione altissima, Matteo Salvini in serata ha provato a rassicurare gli animi: "Nessuna crisi di governo e nessuna nostalgia del passato - ha detto -, lavoriamo per unire e per dare lavoro, sviluppo e futuro all'Italia. Col buonsenso si risolve tutto". Affermazioni cui Luigi Di Maio non ha mancato di replicare, sottolineando ancora una volta le priorità Cinquestelle: "Il governo e la sua tenuta sono una cosa seria, stiamo parlando del Paese. Io voglio solo che si rispetti il contratto e non si faccia cadere il governo, questo - ha ribadito - è buon senso".
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Chelsea Manning torna in carcere fino a quando non accetterà di testimoniare di fronte al grand jury che sta indagando su Wikileaks, il sito al quale nel 2010 l'ex analista dell'intelligence militare consegnò centinaia di migliaia di file del Pentagono e del dipartimento di Stato sulle guerre in Iraq e Afghanistan. E' quanto ha deciso il giudice federale Claude Hilton che ha accusato Manning di "oltraggio alla corte" ordinando l'immediata detenzione "fino a quando non accetterà di rispondere o fino alla fine dell'inchiesta del grand jury".
Ieri la stessa Manning aveva reso noto che rischiava l'arresto per non aver risposto alle domande del grand jury che sta conducendo l'inchiesta, coperta dal massimo segreto, a carico di Assange, da sette anni rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra per evitare la possibile estradizione negli Stati Uniti.
"Tutte le domande si riferivano alla mia diffusione di informazioni al pubblico del 2010, domande a cui io ho risposto durante il mio processo", ha dichiarato Manning spiegando di essersi appellata ai suoi diritti costituzionali per non rispondere. Nel 2013 un tribunale militare condannò a 35 anni Bradley Manning, che subito dopo la condanna annunciò la sua volontà di intraprendere il percorso di transizione per cambiare sesso, adottando il nome di Chelsea.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/08/...
Ieri la stessa Manning aveva reso noto che rischiava l'arresto per non aver risposto alle domande del grand jury che sta conducendo l'inchiesta, coperta dal massimo segreto, a carico di Assange, da sette anni rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra per evitare la possibile estradizione negli Stati Uniti.
"Tutte le domande si riferivano alla mia diffusione di informazioni al pubblico del 2010, domande a cui io ho risposto durante il mio processo", ha dichiarato Manning spiegando di essersi appellata ai suoi diritti costituzionali per non rispondere. Nel 2013 un tribunale militare condannò a 35 anni Bradley Manning, che subito dopo la condanna annunciò la sua volontà di intraprendere il percorso di transizione per cambiare sesso, adottando il nome di Chelsea.
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La polizia turca è intervenuta a Istanbul contro migliaia di donne radunate nel centro della città sul Bosforo in occasione della Giornata internazionale della donna. "La polizia usa lacrimogeni e proiettili di gomma contro le donne che osano camminare lungo la principale via pedonale di Istanbul", twitta Mark Lowen, corrispondente della Bbc dalla Turchia. Mahmut Hamsici, giornalista della Bbc, ha riferito via Twitter che la polizia ha bloccato una manifestazione lungo il famoso Istiklal Caddesi.
https://www.adnkronos.com/aki-it/sicurezza/2019/03...
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Sono ''più di un milione'' i manifestanti scesi in piazza oggi ad Algeri, per il terzo venerdì consecutivo di protesta contro la candidatura del presidente Abdelaziz Bouteflika, in carica dal 1999, a un quinto mandato. Lo sostiene il quotidiano el-Watan. ''L'Algeria vive oggi un momento storico'', scrive il giornale, che parla di ''una festa per la libertà'' in corso nella capitale, sottolineando quindi la natura pacifica della manifestazione. ''Avete mangiato il Paese'', hanno intonato i manifestanti, che hanno chiesto una ''Algeria libera e democratica'' contestando un ''Potere assassino''.
LE TAPPE DELLA CRISI - I partiti di opposizione non sono riusciti a trovare un accordo su un candidato unico in vista delle presidenziali del 18 aprile. Di seguito le principali tappe dall'annuncio della candidatura di Bouteflika.
- Il 9 febbraio il Fronte di liberazione nazionale al potere indica Bouteflika come suo candidato alle presidenziali. Il giorno seguente Bouteflika conferma in un messaggio scritto l'intenzione di candidarsi al voto.
https://www.adnkronos.com/aki-it/politica/2019/03/...
LE TAPPE DELLA CRISI - I partiti di opposizione non sono riusciti a trovare un accordo su un candidato unico in vista delle presidenziali del 18 aprile. Di seguito le principali tappe dall'annuncio della candidatura di Bouteflika.
- Il 9 febbraio il Fronte di liberazione nazionale al potere indica Bouteflika come suo candidato alle presidenziali. Il giorno seguente Bouteflika conferma in un messaggio scritto l'intenzione di candidarsi al voto.
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"Siamo qui per parlare di un tema che mi ha lasciato piuttosto interdetto: il fatto che non noi, ma la Lega ieri abbia messo in discussione il governo legandolo al tema Tav". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, capo politico del M5S, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
"Il contratto tra il Movimento 5 Stelle e la Lega è un atto solenne che fonda la nascita del governo - ha scandito - Nel contratto, che ho firmato come capo politico, ci sono i temi che stanno più a cuore al Movimento 5 Stelle per migliorare la qualità della vita degli italiani". E nel contratto era prevista "una ridiscussione integrale del progetto Tav Torino-Lione".
"L'analisi costi-benefici ha confermato che" dietro il no Tav dei 5 Stelle "non c'era un motivo ideologico, ma un fondamento scientifico - ha sottolineato Di Maio - quest'opera non si tiene in piedi, non è profittevole. Il risultato non era scontato".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
"Il contratto tra il Movimento 5 Stelle e la Lega è un atto solenne che fonda la nascita del governo - ha scandito - Nel contratto, che ho firmato come capo politico, ci sono i temi che stanno più a cuore al Movimento 5 Stelle per migliorare la qualità della vita degli italiani". E nel contratto era prevista "una ridiscussione integrale del progetto Tav Torino-Lione".
"L'analisi costi-benefici ha confermato che" dietro il no Tav dei 5 Stelle "non c'era un motivo ideologico, ma un fondamento scientifico - ha sottolineato Di Maio - quest'opera non si tiene in piedi, non è profittevole. Il risultato non era scontato".
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Se martedì ai Comuni sarà bocciato, di nuovo, l'accordo per la Brexit "potremmo non lasciare mai la Ue". E' quanto ha detto Theresa May in un discorso pronunciato oggi a Grimsby, esortando i deputati britannici a fare martedì prossimo "una scelta cruciale" per evitare al Paese "un momento di crisi".
"Approvatelo e il Regno Unito lascerà l'Unione Europea - ha detto parlando dell'accordo da lei negoziato , se lo bocciate nessuno sa cosa accadrà. Potremmo non lasciare la Ue per diversi mesi. Potremmo lasciarla senza le tutele garantite dall'accordo. Potremmo non lasciarla per niente". "Se i deputati rifiuteranno l'accordo nulla sarà più certo - ha concluso - sarà un momento di crisi".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/08/...
"Approvatelo e il Regno Unito lascerà l'Unione Europea - ha detto parlando dell'accordo da lei negoziato , se lo bocciate nessuno sa cosa accadrà. Potremmo non lasciare la Ue per diversi mesi. Potremmo lasciarla senza le tutele garantite dall'accordo. Potremmo non lasciarla per niente". "Se i deputati rifiuteranno l'accordo nulla sarà più certo - ha concluso - sarà un momento di crisi".
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"Vorrei fare un chiarimento preliminare: vorrei ricordare e invitare a considerare che non esiste alcuna comunicazione o mia dichiarazione, neanche prima che assumessi la responsabilità di governo, sull'essere favorevole o contrario" al Tav, "non ho mai preso posizione" al riguardo e ho "dichiarato da subito di affrontare con estremo senso di responsabilità, senza atteggiamenti pregiudiziali, con equilibrio, essendo guidato unicamente dalla tutela dell'interesse dei cittadini", "garante dell'interesse nazionale". Così il premier Giuseppe Conte, in una conferenza stampa a P.Chigi.
"Io non ho mai detto che avremmo affidato all'analisi costi-benefici la decisione finale" sul Tav, scandisce, "la decisione va imputata al governo. Io stesso ieri sera ho manifestato - non muovendo da alcuna posizione pregiudiziale - forti dubbi e perplessità sulla convenienza dell'opera, non sono affatto convinto che questo è il progetto infrastrutturale di cui l'Italia ha bisogno".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
"Io non ho mai detto che avremmo affidato all'analisi costi-benefici la decisione finale" sul Tav, scandisce, "la decisione va imputata al governo. Io stesso ieri sera ho manifestato - non muovendo da alcuna posizione pregiudiziale - forti dubbi e perplessità sulla convenienza dell'opera, non sono affatto convinto che questo è il progetto infrastrutturale di cui l'Italia ha bisogno".
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Il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei ha fatto causa al governo americano contro il bando all'uso dei suoi prodotti da parte delle agenzie dell'amministrazione di Washington per motivi di sicurezza. "Il bando non è soltanto illegale, ma impedisce alla Huawei di impegnarsi in una competizione equa con danno per i consumatori americani", ha dichiarato il presidente di turno della Huawei, Guo Ping, dal suo quartier generale di Shenzen. L'azione legale è stata avviata presso la corte distrettuale americana di Plano, in Texas. Gli Stati Uniti, ha detto Guo, "non hanno finora prodotto prove per giustificare le restrizioni ai prodotti Huawei. Siamo costretti ad intraprendere questa azione legale".
La causa si rivolge contro la sezione 889 del National Defence Authorisation Act firmato in agosto dal presidente americano Donald Trump, che vieta alle agenzie del governo di Washington di usare prodotti Huawei. Secondo la compagnia cinese, il bando viola la costituzione americana perché le accuse di violazione della sicurezza non sono provate.
Secondo Washington, la Huawei è legata al governo cinese e l'uso dei suoi prodotti rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale. L'amministrazione Trump ha fatto pressione su diversi governi perché non affidino alla compagnia la realizzazione delle infrastrutture della rete di telecomunicazione 5G.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/07/...
La causa si rivolge contro la sezione 889 del National Defence Authorisation Act firmato in agosto dal presidente americano Donald Trump, che vieta alle agenzie del governo di Washington di usare prodotti Huawei. Secondo la compagnia cinese, il bando viola la costituzione americana perché le accuse di violazione della sicurezza non sono provate.
Secondo Washington, la Huawei è legata al governo cinese e l'uso dei suoi prodotti rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale. L'amministrazione Trump ha fatto pressione su diversi governi perché non affidino alla compagnia la realizzazione delle infrastrutture della rete di telecomunicazione 5G.
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"Per fermare il Tav ci sono due passaggi. Il primo è quello del blocco dei bandi (sui quali bisogna decidere entro questo lunedì) e ciò può avvenire o tramite una delibera del consiglio dei ministri o tramite un atto bilaterale Italia–Francia che intervenga direttamente sul CdA di Telt (la società italo francese che gestisce gli appalti del Tav). Il secondo è quello del passaggio parlamentare per il no definitivo all’opera. Su tutti e due questi passaggi non c’è un accordo tra le due forze di governo". Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio, in una lunga mail indirizzata ai parlamentari M5S, e in possesso dell'Adnkronos, in vista della riunione di questa sera fissata alle 19 a Montecitorio.
"Al vertice di ieri è stato fatto presente dal Mit che la Francia ha impegnato 375 milioni, mentre l’Italia quasi 3 miliardi. Questo aspetto viene considerato critico anche da chi è favorevole all'opera. Infatti in comune nel governo c’è sicuramente la volontà di approfondire questo dato. Nulla è stato ancora deciso. Quello che faremo - spiega Di Maio ai 5 Stelle - durante l'assemblea dei parlamentari è approfondire questi punti con il ministro Toninelli".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
"Al vertice di ieri è stato fatto presente dal Mit che la Francia ha impegnato 375 milioni, mentre l’Italia quasi 3 miliardi. Questo aspetto viene considerato critico anche da chi è favorevole all'opera. Infatti in comune nel governo c’è sicuramente la volontà di approfondire questo dato. Nulla è stato ancora deciso. Quello che faremo - spiega Di Maio ai 5 Stelle - durante l'assemblea dei parlamentari è approfondire questi punti con il ministro Toninelli".
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Prima donna top gun dell'aviazione americana, la senatrice repubblicana Martha McSally ha suscitato forte emozione negli Stati Uniti raccontando in aula di essere stata stuprata da un suo superiore dell'Air force ma di non aver avuto allora il coraggio di denunciarlo. Le sue parole sono state riprese dai principali media americani.
"Anche io sono stata vittima di un assalto sessuale militare, ma a differenza di altre persone coraggiose, non l'ho denunciato. All'epoca non avevo fiducia nel sistema. Mi incolpavo. Ero piena di vergogna e confusa. Pensavo di essere forte ma mi sentivo impotente", ha raccontato la senatrice dell'Arizona, durante un'audizione alla Commissione forze armate, dedicata alla prevenzione degli abusi sessuali in ambito militare.
Senatrice dell'Arizona nel seggio che fu di John McCain, la 52enne McSally non ha fornito dettagli su quando accadde lo stupro. Ma ha detto di aver lasciato l'aviazione quando, anni dopo, cercò di confidarsi su quanto accaduto mentre emergevano primi scandali nelle forze armate. "Fui inorridita per come venne gestito il mio tentativo di condividere la mia esperienza", ha raccontato. La senatrice, che è stata anche comandante di uno squadrone di aerei d'attacco A-10, è entrata all'accademia militare negli anni Ottanta ed ha fatto parte dell'Air force fra il 1998 e il 2010.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/07/...
"Anche io sono stata vittima di un assalto sessuale militare, ma a differenza di altre persone coraggiose, non l'ho denunciato. All'epoca non avevo fiducia nel sistema. Mi incolpavo. Ero piena di vergogna e confusa. Pensavo di essere forte ma mi sentivo impotente", ha raccontato la senatrice dell'Arizona, durante un'audizione alla Commissione forze armate, dedicata alla prevenzione degli abusi sessuali in ambito militare.
Senatrice dell'Arizona nel seggio che fu di John McCain, la 52enne McSally non ha fornito dettagli su quando accadde lo stupro. Ma ha detto di aver lasciato l'aviazione quando, anni dopo, cercò di confidarsi su quanto accaduto mentre emergevano primi scandali nelle forze armate. "Fui inorridita per come venne gestito il mio tentativo di condividere la mia esperienza", ha raccontato. La senatrice, che è stata anche comandante di uno squadrone di aerei d'attacco A-10, è entrata all'accademia militare negli anni Ottanta ed ha fatto parte dell'Air force fra il 1998 e il 2010.
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Riunione-fiume sulla Tav. Iniziata mercoledì sera alle 20:30 a Palazzo Chigi, la prima parte del vertice - quella tecnica - relativa all'analisi dei dati relativi alla Lione-Torino con il rapporto costi-benefici sul tavolo del governo gialloverde, è durata circa 3 ore e mezzo. Il tavolo politico, partito pochi minuti dopo la mezzanotte, vede ancora il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, insieme al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli riuniti per cercare la soluzione al rebus Tav. I tecnici presenti per la illustrazione dei dati, invece, hanno lasciato alla spicciolata palazzo Chigi durante la serata.
Dichiarazioni erano arrivate prima dell'inizio del vertice da parte di Matteo Salvini. Che a favore di telecamere, entrando a palazzo, aveva assicurato che "stasera il forse non c'è...", rispondendo a chi gli chiedeva se si uscirà con un sì o con un no alla Tav dal vertice. Da parte sua il M5S sembra arroccato sul no, con Di Maio che nel question time alla Camera ha detto di confidare sulla mediazione del premier Conte. LE IPOTESI - Intanto trapelano dal Carroccio possibili ipotesi di soluzioni da adottare: "Noi vogliamo la Tav. Siamo costruttivi e disponibili a modifiche del progetto purché non sia tradito lo spirito iniziale". Facendo intravedere come per i leghisti si possa pensare a cercare la soluzione per "via parlamentare" o per la "consultazione dei cittadini".
Dal movimento guidato da Di Maio invece si riparla del potenziamento della linea ferroviaria esistente, al posto del tunnel base. Il sindaco di Venaus Nilo Durbiano chiede di dirottare il progetto Tav sul traforo ferroviario del Frejus, con una nuova galleria di 15 Km a doppio binario. Proposta No Tav che arriva dal territorio, consegnata nei giorni scorsi al presidente del Consiglio Conte.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
Dichiarazioni erano arrivate prima dell'inizio del vertice da parte di Matteo Salvini. Che a favore di telecamere, entrando a palazzo, aveva assicurato che "stasera il forse non c'è...", rispondendo a chi gli chiedeva se si uscirà con un sì o con un no alla Tav dal vertice. Da parte sua il M5S sembra arroccato sul no, con Di Maio che nel question time alla Camera ha detto di confidare sulla mediazione del premier Conte. LE IPOTESI - Intanto trapelano dal Carroccio possibili ipotesi di soluzioni da adottare: "Noi vogliamo la Tav. Siamo costruttivi e disponibili a modifiche del progetto purché non sia tradito lo spirito iniziale". Facendo intravedere come per i leghisti si possa pensare a cercare la soluzione per "via parlamentare" o per la "consultazione dei cittadini".
Dal movimento guidato da Di Maio invece si riparla del potenziamento della linea ferroviaria esistente, al posto del tunnel base. Il sindaco di Venaus Nilo Durbiano chiede di dirottare il progetto Tav sul traforo ferroviario del Frejus, con una nuova galleria di 15 Km a doppio binario. Proposta No Tav che arriva dal territorio, consegnata nei giorni scorsi al presidente del Consiglio Conte.
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Mentre a palazzo Chigi prosegue il vertice sul dossier Tav, sul governo pende la spada di Damocle dell'Unione europea. Sarebbe pronta infatti una lettera della commissione che a fronte di un no alla Torino-Lione mette sul piatto la violazione di trattati europei, con la conseguenza di una perdita di finanziamenti all'opera fino a ottocento milioni, di cui trecento da subito. "Costa più non farla che farla'', ha sottolineato Salvini che martedì sul tema ha avuto un colloquio con Jyrki Katainen, vicepresidente della commissione Ue.
A Palazzo Chigi, intanto, il vertice iniziato ieri sera alle 20.30 a Palazzo Chigi, si è trasformato in una riunione fiume. La prima parte, quella tecnica, relativa all'analisi dei dati relativi alla Lione-Torino, con il rapporto costi-benefici sul tavolo del governo gialloverde, è durata circa 3 ore e mezzo. Il tavolo politico, partito pochi minuti dopo la mezzanotte, vede ancora il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, insieme al ministro dei trasporti, Danilo Toninelli riuniti per cercare la soluzione al rebus Tav. I tecnici presenti per l'illustrazione dei dati, invece hanno lasciato alla spicciolata palazzo Chigi.
Dichiarazioni erano arrivate prima dell'inizio del vertice da parte di Matteo Salvini. Che a favore di telecamere, entrando a palazzo aveva assicurato che "stasera il forse non c'è...", rispondendo a chi gli chiedeva se si uscirà con un sì o con un no alla Tav dal vertice. Da parte sua, il M5S sembra arroccato sul no alla Tav, con Di Maio che nel question time alla Camera ha detto di confidare sulla mediazione del premier Conte.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
A Palazzo Chigi, intanto, il vertice iniziato ieri sera alle 20.30 a Palazzo Chigi, si è trasformato in una riunione fiume. La prima parte, quella tecnica, relativa all'analisi dei dati relativi alla Lione-Torino, con il rapporto costi-benefici sul tavolo del governo gialloverde, è durata circa 3 ore e mezzo. Il tavolo politico, partito pochi minuti dopo la mezzanotte, vede ancora il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, insieme al ministro dei trasporti, Danilo Toninelli riuniti per cercare la soluzione al rebus Tav. I tecnici presenti per l'illustrazione dei dati, invece hanno lasciato alla spicciolata palazzo Chigi.
Dichiarazioni erano arrivate prima dell'inizio del vertice da parte di Matteo Salvini. Che a favore di telecamere, entrando a palazzo aveva assicurato che "stasera il forse non c'è...", rispondendo a chi gli chiedeva se si uscirà con un sì o con un no alla Tav dal vertice. Da parte sua, il M5S sembra arroccato sul no alla Tav, con Di Maio che nel question time alla Camera ha detto di confidare sulla mediazione del premier Conte.
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A poche ore dal vertice a Palazzo Chigi sul Tav, restano siderali le distanze tra il M5S e la Lega sulla Torino-Lione: fermo il no dei grillini a Tav e mini-Tav, altrettanto convinta la posizione del Carroccio sulla necessità di andare avanti sull'opera e non perdere i fondi Ue sul piatto. Lunedì il cda di Telt sarà chiamato a decidere sull'avvio dei primi bandi, in ballo 300 milioni di contributi europei.
Per il Movimento l'unica mediazione possibile per tendere una mano all'alleato di governo, viene riferito da autorevoli fonti di governo all'AdnKronos, è dare sì il via libera ai bandi - decisione che comunque creerebbe non poche tensioni nel Movimento, a partire dalla giunta Appendino già in serie difficoltà - ma a patto che il no al traforo venga messo nero su bianco nella decisione che il governo dovrà formalizzare. Così da placare le diffidenze interne al M5S, diffuse tra chi teme che, alla fine dei giochi e delle dichiarazioni di merito, il temuto traforo si faccia ugualmente.
Oltre questo - a poche ore dal vertice di governo che vedrà al tavolo anche i tecnici - i vertici del Movimento non sembrano disposti a concedere. I fondi Ue, per i 5 Stelle, vanno dirottati sulla linea storica del Frejus, le altre risorse rimanenti traslate su altre grandi opere. Avviando una trattativa con l'Europa, anche alla luce dei nuovi assetti che potrebbero delinearsi a Bruxelles dopo il voto del 26 maggio.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
Per il Movimento l'unica mediazione possibile per tendere una mano all'alleato di governo, viene riferito da autorevoli fonti di governo all'AdnKronos, è dare sì il via libera ai bandi - decisione che comunque creerebbe non poche tensioni nel Movimento, a partire dalla giunta Appendino già in serie difficoltà - ma a patto che il no al traforo venga messo nero su bianco nella decisione che il governo dovrà formalizzare. Così da placare le diffidenze interne al M5S, diffuse tra chi teme che, alla fine dei giochi e delle dichiarazioni di merito, il temuto traforo si faccia ugualmente.
Oltre questo - a poche ore dal vertice di governo che vedrà al tavolo anche i tecnici - i vertici del Movimento non sembrano disposti a concedere. I fondi Ue, per i 5 Stelle, vanno dirottati sulla linea storica del Frejus, le altre risorse rimanenti traslate su altre grandi opere. Avviando una trattativa con l'Europa, anche alla luce dei nuovi assetti che potrebbero delinearsi a Bruxelles dopo il voto del 26 maggio.
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Il Cda della Rai ha approvato il piano industriale 2019-2012 a maggioranza dei suoi componenti: a votare no solo Rita Borioni e Riccardo Laganà. Si tratta del progetto presentato dall'amministratore delegato Fabrizio Salini e poi in parte modificato con il contributo del presidente e di diversi consiglieri che disegna il futuro della Rai.
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Diversi edifici dell'Università di Glasgow sono stati evacuati oggi dalla polizia dopo il ritrovamento di un pacco sospetto, trovato in una stanza dove si smista la posta. "Su consiglio della polizia scozzese, un certo numero di edifici nel principale campus universitario sono stati evacuati come misura precauzionale, dopo il ritrovamento di un pacco sospetto", ha postato la direzione universitaria su Twitter. "La polizia sta seguendo il caso e fornirà i dovuti aggiornamenti", ha aggiunto. Ieri le forze della polizia antiterrorismo sono intervenute per mettere in sicurezza tre presunti pacchi bomba nei pressi del London City Airport e di Heathrow oltre che della stazione Waterloo della metropolitana.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/06/...
France in free fall
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"Anche oggi continuano le menzogne. Vi prego smettetela. Io non sono in lite con i vertici del Movimento e ho solo detto, mentre ero rincorsa dai giornalisti che mi chiedevano con insistenza 'ti dimetti?', che finché c'è il procedimento in corso con i probiviri non me ne vado da nessuna parte perché avevo già dimostrato un anno fa di non aver intascato un centesimo e quindi non ho mai danneggiato l'immagine del Movimento a cui appartengo da 12 anni. Anzi, ho restituito più di 170.000 euro, tutti certificati e verificabili sulla nostra piattaforma di rendicontazione". Lo scrive in un post su Facebook Giulia Sarti, deputata autosospesa dal M5S per il caso 'rimborsopoli'.
"Se il Movimento, dopo aver letto tutte le memorie e i riscontri con le evidenze bancarie che invierò, riterrà di dovermi espellere senza motivo, tutti saranno informati su quella che sarà la mia decisione. Fino a quel momento - rimarca l'ex presidente della Commissione Giustizia della Camera -, io non abbandono il Movimento in cui credo e per cui ho dato tutta la mia vita in questi 12 anni". "Rispetterò qualsiasi decisione verrà presa quindi, per favore, non inventatevi più bugie perché di menzogne e di cattiverie ne avete già dette troppe. Ogni mia parola viene strumentalizzata per far apparire l'opposto della realtà, solo per questo scelgo il silenzio. La mia stima e il mio rispetto nei confronti di Luigi Di Maio e di tutte le splendide persone che ogni giorno si battono per dare a questo Paese un presente e un futuro migliore - conclude Sarti -, non cambierà mai".
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"Se il Movimento, dopo aver letto tutte le memorie e i riscontri con le evidenze bancarie che invierò, riterrà di dovermi espellere senza motivo, tutti saranno informati su quella che sarà la mia decisione. Fino a quel momento - rimarca l'ex presidente della Commissione Giustizia della Camera -, io non abbandono il Movimento in cui credo e per cui ho dato tutta la mia vita in questi 12 anni". "Rispetterò qualsiasi decisione verrà presa quindi, per favore, non inventatevi più bugie perché di menzogne e di cattiverie ne avete già dette troppe. Ogni mia parola viene strumentalizzata per far apparire l'opposto della realtà, solo per questo scelgo il silenzio. La mia stima e il mio rispetto nei confronti di Luigi Di Maio e di tutte le splendide persone che ogni giorno si battono per dare a questo Paese un presente e un futuro migliore - conclude Sarti -, non cambierà mai".
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Nuovo aggiornamento di sicurezza per Android. L'ultima versione rilasciata da Google per marzo risolve svariati problemi nel sistema operativo. "L'aggiornamento, suddiviso in due livelli di patch progressivi, risolve un totale di 41 vulnerabilità in diversi componenti di sistema di cui 7 critiche e altre 33 di gravità elevata" fanno sapere gli esperti del CERT - Computer Emergency Response Team.
Le più gravi di queste "potrebbero consentire l’esecuzione di codice da remoto con privilegi elevati sul dispositivo". Ma "al momento non si ha notizia che queste vulnerabilità siano attivamente sfruttate in attacchi reali" si legge, ricordando che "gli utenti di dispositivi Android devono attendere il rilascio degli aggiornamenti da parte dei rispettivi produttori o operatori di telefonia mobile".
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2019/...
Le più gravi di queste "potrebbero consentire l’esecuzione di codice da remoto con privilegi elevati sul dispositivo". Ma "al momento non si ha notizia che queste vulnerabilità siano attivamente sfruttate in attacchi reali" si legge, ricordando che "gli utenti di dispositivi Android devono attendere il rilascio degli aggiornamenti da parte dei rispettivi produttori o operatori di telefonia mobile".
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"Sicuramente questa è una legge della Lega. Come quando si è votata la legge contro la corruzione voluta dal M5S non è che ci fosse tutto questo entusiasmo nella Lega. Allo stesso modo, quando si vota la legge sula legittima difesa, che è una legge che sta nel contratto e che per questo porteremo avanti perché noi siamo leali, non è che ci sia tutto questo entusiasmo nel M5S". Così il vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che intervistato da "No stop news" su Rtl 102.5 commenta l'imminente approvazione della legge sulla legittima difesa, nonostante il dissenso di diversi parlamentari M5S.
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