Sicurezza in Giappone
Quando si viaggia si hanno sempre molte preoccupazioni date sia da imprevisti (ritardi aerei, problemi con le prenotazioni ecc.) sia soprattutto da malintenzionati che potrebbero rovinare i piacevoli momenti all’estero. Apprezzo il Giappone sia dal punto di vista dell’efficenza dei servizi offerti, sia soprattutto per la totale sicurezza; qua infatti la criminalità è inferiore a quella di ogni altro paese industrializzato.
La mia esperienza
Ho assistito a qualche brutto episodio, come quella volta in cui a Roppongi di notte ho visto un ragazzo che ha massacrato un’altro dandogli un pugno in faccia con una potenza incredibile, ma è stata l’eccezione che conferma la regola. I giapponesi sono un popolo calmo e soprattutto onesto.
Quando vado nei bar, lascio tranquillamente il mio zaino con passaporto, soldi e macchina fotografica sulla mia sedia mentre vado in bagno. Durante GiappoTour c’è chi ha perso una borsa, un iPhone, una fotocamera ed abbiamo ritrovato tutto: in questi casi è sufficiente andare nella vicina stazione di polizia. Una volta una ragazza però aveva perso la carta di credito e neanche la polizia è stata capace di trovarla, ma il problema era che la proprietaria non sapeva in che quartiere di Tokyo la aveva smarrita, quindi era come cercare un ago in un pagliaio. Però la buona notizia è che la carta di credito non era stata utilizzata da qualcun altro.
Quartieri pericolosi
Ci sono moltissimi quartieri “a luci rosse” con gioco d’azzardo (pachinko) ed intrattenimenti di natura sessuale. Il quartiere più famoso per questo genere di divertimenti è Kabuki-cho a Shinjuku, ma in realtà a Tokyo ci sono molti quartieri simili.
Queste zone sono controllate dalla Yakuza che nonostante qualcuno indichi come “la terribile mafia giapponese” fa sì che tutto funzioni per il meglio, che non ci siano problemi per i clienti in modo che questi ritornino anche in futuro portando soldi nelle loro casse.
Ragazze sole
Una ragazza può camminare da sola anche la notte, vestita in minigonna o come preferisce, in qualsiasi posto, e non le succede niente. Il Giappone è la meta ideale per le ragazze che vogliono viaggiare da sole. I maniaci giapponesi inoltre spesso non prendono di mira le straniere perché le considerano forti e in grado di sapersi difendere.
Ovviamente comunque vanno sempre prese alcune misure di cautela perché non si sa mai.
Controlli di Polizia
La polizia è molto presente e si trovano koban di continuo. Se c’è un problema e si telefona al 110 arrivano in pochi minuti, se ci si rivolge ad un ufficio di polizia si viene aiutati in tempi rapidi.
La polizia qua è molto severa ed ha molti più poteri rispetto a quanti ne abbia in Italia. Per farvi un paragone, anche se azzardato, la polizia in Giappone è più o meno come quella degli Stati Uniti.
Se una persona è sospettata di un crimine, la polizia può tenerla in custodia anche per diversi giorni.
Videocamere
Ci sono ovunque videocamere di sorveglianza, sia in ambienti privati (negozi, ristoranti ecc.) che pubblici (strade, stazioni..).
Chi pensa di compiere qualche azione sconsiderata pensando di farla franca si sbaglia di grosso e viene sempre preso e punito.
La legge è severa
In Italia lo sapete tutti come funziona, cioè i criminali fanno quello che vogliono e sono sempre liberi. In Giappone le pene sono severe e le facce ed i nomi dei criminali vengono pubblicati in TV e sui quotidiani e li si mette in situazioni di vergogna, mostrando a tutti che non ci si deve comportare in quel modo.
Clandestini
Essendo un po’ “ai confini del mondo”, ed essendo un isola, tutte le persone che arrivano in Giappone sono schedate con tanto di foto e di impronte digitali.
I clandestini ci sono, di solito “turisti” a cui è scaduto il visto, ma si tratta perlopiù di stranieri che sono lì per lavorare e non per compiere crimini, come purtroppo spesso succede in Italia.
Scippi e borseggi
Le ragazze giapponesi in treno tengono sempre la borsetta aperta, perché non ci sono borseggi. Questa loro fiducia non viene però ripagata appena arrivano in Italia, perché in genere qua vengono derubate nel giro di qualche giorno.
Ho sentito dire che ad Ameyoko, quartiere di Ueno, talvolta ci sono borseggi, ma credo succeda soprattutto intorno a capodanno quando c’è tantissima gente.
Gli scippi sono una rarità in Giappone.
Truffe
Vengono compiute perlopiù ai danni di giapponesi, con telefonate a casa, vendite porta a porta con contratti non molto chiari ecc. Verso i turisti non ci sono le classiche truffe che si trovano in giro per il mondo, cioè non ci sono negozianti furfanti, taxisti disonesti ecc.
Fate però attenzione a chi vi vuole portare nel proprio locale per trovare ragazze, perché ci sono spesso stati gravi problemi, con droga messa nei cocktail, pestaggi e furti: in genere è bene diffidare soprattutto dai ragazzi di colore, li noterete sicuramente nei quartieri di Shinjuku e soprattutto Roppongi.
Stupri
Le statistiche dicono che in Giappone gli stupri non sono molti, però vi invito a non farvi ingannare. Un po’ come in Italia le statistiche sui suicidi sono sbagliate perché spesso si etichettano i suicidi come “incidenti”, in Giappone gli stupri spesso non vengono denunciati. Sono frequenti anche le molestie, compiute dai chikan.
Chikan e maniaci
I chikan sono una categoria di maniaci che palpeggiano le ragazze (e talvolta i ragazzi) sui treni affollati. Ci sono poi molte altre categorie di maniaci che fanno di tutto, dal fotografare sotto le minigonne sulle scale mobili, a mettere microcamere nei bagni femminili ecc.
Il fenomeno dei chikan è molto diffuso: questo non significa che su ogni treno ci siano ovviamente, ma vuol dire che per una giapponese c’è una buona possibilità di essere prese di mira almeno una volta nella vita da questi pervertiti.
Grandi criminali
Come per molte cose, il Giappone è il Paese degli eccessi e in passato è successo qualche caso clamoroso di omicidi e stupri davvero da rabbrividire. Si tratta ovviamente di rarità.
Yakuza
La yakuza è un’organizzazione criminale giapponese, con oltre 100,000 membri. Si occupa di molte cose e ovviamente non crea mai problemi ai turisti.
Non abbiate timore ad andare in Giappone, troverete un popolo cordiale ed onesto e non vi succederà niente di brutto.
http://www.marcotogni.it/sicurezza-giappone/
Quando si viaggia si hanno sempre molte preoccupazioni date sia da imprevisti (ritardi aerei, problemi con le prenotazioni ecc.) sia soprattutto da malintenzionati che potrebbero rovinare i piacevoli momenti all’estero. Apprezzo il Giappone sia dal punto di vista dell’efficenza dei servizi offerti, sia soprattutto per la totale sicurezza; qua infatti la criminalità è inferiore a quella di ogni altro paese industrializzato.
La mia esperienza
Ho assistito a qualche brutto episodio, come quella volta in cui a Roppongi di notte ho visto un ragazzo che ha massacrato un’altro dandogli un pugno in faccia con una potenza incredibile, ma è stata l’eccezione che conferma la regola. I giapponesi sono un popolo calmo e soprattutto onesto.
Quando vado nei bar, lascio tranquillamente il mio zaino con passaporto, soldi e macchina fotografica sulla mia sedia mentre vado in bagno. Durante GiappoTour c’è chi ha perso una borsa, un iPhone, una fotocamera ed abbiamo ritrovato tutto: in questi casi è sufficiente andare nella vicina stazione di polizia. Una volta una ragazza però aveva perso la carta di credito e neanche la polizia è stata capace di trovarla, ma il problema era che la proprietaria non sapeva in che quartiere di Tokyo la aveva smarrita, quindi era come cercare un ago in un pagliaio. Però la buona notizia è che la carta di credito non era stata utilizzata da qualcun altro.
Quartieri pericolosi
Ci sono moltissimi quartieri “a luci rosse” con gioco d’azzardo (pachinko) ed intrattenimenti di natura sessuale. Il quartiere più famoso per questo genere di divertimenti è Kabuki-cho a Shinjuku, ma in realtà a Tokyo ci sono molti quartieri simili.
Queste zone sono controllate dalla Yakuza che nonostante qualcuno indichi come “la terribile mafia giapponese” fa sì che tutto funzioni per il meglio, che non ci siano problemi per i clienti in modo che questi ritornino anche in futuro portando soldi nelle loro casse.
Ragazze sole
Una ragazza può camminare da sola anche la notte, vestita in minigonna o come preferisce, in qualsiasi posto, e non le succede niente. Il Giappone è la meta ideale per le ragazze che vogliono viaggiare da sole. I maniaci giapponesi inoltre spesso non prendono di mira le straniere perché le considerano forti e in grado di sapersi difendere.
Ovviamente comunque vanno sempre prese alcune misure di cautela perché non si sa mai.
Controlli di Polizia
La polizia è molto presente e si trovano koban di continuo. Se c’è un problema e si telefona al 110 arrivano in pochi minuti, se ci si rivolge ad un ufficio di polizia si viene aiutati in tempi rapidi.
La polizia qua è molto severa ed ha molti più poteri rispetto a quanti ne abbia in Italia. Per farvi un paragone, anche se azzardato, la polizia in Giappone è più o meno come quella degli Stati Uniti.
Se una persona è sospettata di un crimine, la polizia può tenerla in custodia anche per diversi giorni.
Videocamere
Ci sono ovunque videocamere di sorveglianza, sia in ambienti privati (negozi, ristoranti ecc.) che pubblici (strade, stazioni..).
Chi pensa di compiere qualche azione sconsiderata pensando di farla franca si sbaglia di grosso e viene sempre preso e punito.
La legge è severa
In Italia lo sapete tutti come funziona, cioè i criminali fanno quello che vogliono e sono sempre liberi. In Giappone le pene sono severe e le facce ed i nomi dei criminali vengono pubblicati in TV e sui quotidiani e li si mette in situazioni di vergogna, mostrando a tutti che non ci si deve comportare in quel modo.
Clandestini
Essendo un po’ “ai confini del mondo”, ed essendo un isola, tutte le persone che arrivano in Giappone sono schedate con tanto di foto e di impronte digitali.
I clandestini ci sono, di solito “turisti” a cui è scaduto il visto, ma si tratta perlopiù di stranieri che sono lì per lavorare e non per compiere crimini, come purtroppo spesso succede in Italia.
Scippi e borseggi
Le ragazze giapponesi in treno tengono sempre la borsetta aperta, perché non ci sono borseggi. Questa loro fiducia non viene però ripagata appena arrivano in Italia, perché in genere qua vengono derubate nel giro di qualche giorno.
Ho sentito dire che ad Ameyoko, quartiere di Ueno, talvolta ci sono borseggi, ma credo succeda soprattutto intorno a capodanno quando c’è tantissima gente.
Gli scippi sono una rarità in Giappone.
Truffe
Vengono compiute perlopiù ai danni di giapponesi, con telefonate a casa, vendite porta a porta con contratti non molto chiari ecc. Verso i turisti non ci sono le classiche truffe che si trovano in giro per il mondo, cioè non ci sono negozianti furfanti, taxisti disonesti ecc.
Fate però attenzione a chi vi vuole portare nel proprio locale per trovare ragazze, perché ci sono spesso stati gravi problemi, con droga messa nei cocktail, pestaggi e furti: in genere è bene diffidare soprattutto dai ragazzi di colore, li noterete sicuramente nei quartieri di Shinjuku e soprattutto Roppongi.
Stupri
Le statistiche dicono che in Giappone gli stupri non sono molti, però vi invito a non farvi ingannare. Un po’ come in Italia le statistiche sui suicidi sono sbagliate perché spesso si etichettano i suicidi come “incidenti”, in Giappone gli stupri spesso non vengono denunciati. Sono frequenti anche le molestie, compiute dai chikan.
Chikan e maniaci
I chikan sono una categoria di maniaci che palpeggiano le ragazze (e talvolta i ragazzi) sui treni affollati. Ci sono poi molte altre categorie di maniaci che fanno di tutto, dal fotografare sotto le minigonne sulle scale mobili, a mettere microcamere nei bagni femminili ecc.
Il fenomeno dei chikan è molto diffuso: questo non significa che su ogni treno ci siano ovviamente, ma vuol dire che per una giapponese c’è una buona possibilità di essere prese di mira almeno una volta nella vita da questi pervertiti.
Grandi criminali
Come per molte cose, il Giappone è il Paese degli eccessi e in passato è successo qualche caso clamoroso di omicidi e stupri davvero da rabbrividire. Si tratta ovviamente di rarità.
Yakuza
La yakuza è un’organizzazione criminale giapponese, con oltre 100,000 membri. Si occupa di molte cose e ovviamente non crea mai problemi ai turisti.
Non abbiate timore ad andare in Giappone, troverete un popolo cordiale ed onesto e non vi succederà niente di brutto.
http://www.marcotogni.it/sicurezza-giappone/
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da: ::1
> Lo sentite anche voi questo brusío in sottofondo?
FRANCE


JAPAN


**Modificato dall'autore il 04.09.2016 18:36**
> Lo sentite anche voi questo brusío in sottofondo?
FRANCE

JAPAN

**Modificato dall'autore il 04.09.2016 18:36**
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da:
> > Tokyo, 8 ott – Un fenomeno che colpisce tutti i visitatori che si recano per la prima volta in Giappone è l’omogeneità etnica della popolazione.
> > Taro Aso, attuale vicepremier e ministro delle finanze del governo di Shinzo Abe, durante una cerimonia al National Museum di Dazaifu, una città della prefettura di Fukuoka, ha descritto il Giappone come “una nazione, una civiltà, una lingua, una cultura e una razza” aggiungendo che “nessun’altra nazione ha tali caratteristiche”.
>
> In realtà i giapponesi sono mezzi coreani e mezzi Ainu.
Irrilevante. E' come dire mezzi spagnoli e mezzi italiani. Il ceppo è mongolico e questa è l'unica cosa che conta.
> > Tokyo, 8 ott – Un fenomeno che colpisce tutti i visitatori che si recano per la prima volta in Giappone è l’omogeneità etnica della popolazione.
> > Taro Aso, attuale vicepremier e ministro delle finanze del governo di Shinzo Abe, durante una cerimonia al National Museum di Dazaifu, una città della prefettura di Fukuoka, ha descritto il Giappone come “una nazione, una civiltà, una lingua, una cultura e una razza” aggiungendo che “nessun’altra nazione ha tali caratteristiche”.
>
> In realtà i giapponesi sono mezzi coreani e mezzi Ainu.
Irrilevante. E' come dire mezzi spagnoli e mezzi italiani. Il ceppo è mongolico e questa è l'unica cosa che conta.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Tokyo, 8 ott – Un fenomeno che colpisce tutti i visitatori che si recano per la prima volta in Giappone è l’omogeneità etnica della popolazione. Ciò è dovuto alle rigide leggi sull’immigrazione che consentono soltanto a pochi stranieri di stabilirsi in pianta stabile nel Paese del Sol Levante. Nel 2008 gli immigrati regolari in Giappone erano circa 2,2 milioni, addirittura scesi a 2,1 nel 2011, meno del 2% su una popolazione di quasi 127 milioni di abitanti. Si stimano inoltre soltanto 200.000 immigrati irregolari anch’essi quasi dimezzati dal 2006 ad oggi.
In Giappone vige lo ius sanguinis e l’articolo 2 del decreto sulla nazionalità prevede soltanto tre situazioni in cui una persona può diventare cittadina giapponese: “quando almeno un genitore è cittadino giapponese alla nascita del figlio, quando il padre è morto prima della nascita del figlio ed al momento della morte era cittadino giapponese, quando la persona è nata sul suolo giapponese ed entrambi i genitori sono sconosciuti od apolidi.”
Per quanto riguarda le domande di naturalizzazione l’articolo 4 del decreto chiede tra i requisiti imprescindibili: “un capitale sufficiente o lo svolgimento di un mestiere” e soprattutto “la rinuncia alla cittadinanza precedente.”Per la legge giapponese inoltre la doppia cittadinanza è inammissibile, o si è giapponesi o si è stranieri. Gli articoli 14 e 15 ordinano che “chiunque ottenga la doppia cittadinanza debba fare tra i 20 ed i 22 anni una dichiarazione di scelta nella quale rinunci o alla cittadinanza giapponese, o a quella o quelle estere. Se non lo fa, il Ministro della Giustizia può richiedere la dichiarazione di scelta in qualunque momento e, se il cittadino non fa la suddetta dichiarazione entro un mese, la sua cittadinanza giapponese è automaticamente revocata.” Nel 2009 il governo ha scelto di donare 300 mila yen (pari a 2.300 euro) a tutti quegli stranieri intenzionati a lasciare il paese, a condizione che non presentassero mai più una domanda di visto.
Durante gli ultimi venti anni di crisi economica i guru occidentali del libero mercato hanno sostenuto che il Giappone sarebbe stato costretto a rivedere le proprie leggi sull’immigrazione prendendo in considerazione il reclutamento di manodopera proveniente dall’estero e che se l’economia giapponese non cresceva più era dovuto anche ai pochi immigrati. “I Giapponesi dovrebbero spalancare le porte all’immigrazione” tuonava qualche mese fa, dalle colonne del New York Times, l’opinionista Laura D’Andrea Tyson. Il Paese del Sol Levante sinora non ha però ceduto alle sirene degli economisti gaijin (letteralmente “persona esterna” al Giappone) temendo in particolare ripercussioni negative sull’ordine sociale e sul sistema economico.
La scelta del governo di Tokyo di avviare nel 2008 un programma finalizzato ad agevolare il lavoro di personale straniero nel settore sanitario, e in particolare di infermiere provenienti dal Sud-est asiatico, ha scatenato una ridda di polemiche. Sulla stampa giapponese la decisione governativa è stata criticata poiché non considerava la scarsa conoscenza della lingua e della cultura giapponese dei lavoratori stranieri oltre all’impossibilità di garantire loro adeguate tutele sociali.
Il presidente del Japan Immigration Policy Institute, Hidenori Sakanaka sostiene che l’apertura non può essere indiscriminata e legata semplicemente al bisogno di manodopera, per gli stranieri che intendono lavorare in Giappone devono essere infatti predisposti “un addestramento specialistico, corsi di lingua nipponica, salari adeguati al costo della vita e una residenza”. Taro Aso, attuale vicepremier e ministro delle finanze del governo di Shinzo Abe, durante una cerimonia al National Museum di Dazaifu, una città della prefettura di Fukuoka, ha descritto il Giappone come “una nazione, una civiltà, una lingua, una cultura e una razza” aggiungendo che “nessun’altra nazione ha tali caratteristiche”.
Eugenio Palazzini
http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/non-e-un-p...
In Giappone vige lo ius sanguinis e l’articolo 2 del decreto sulla nazionalità prevede soltanto tre situazioni in cui una persona può diventare cittadina giapponese: “quando almeno un genitore è cittadino giapponese alla nascita del figlio, quando il padre è morto prima della nascita del figlio ed al momento della morte era cittadino giapponese, quando la persona è nata sul suolo giapponese ed entrambi i genitori sono sconosciuti od apolidi.”
Per quanto riguarda le domande di naturalizzazione l’articolo 4 del decreto chiede tra i requisiti imprescindibili: “un capitale sufficiente o lo svolgimento di un mestiere” e soprattutto “la rinuncia alla cittadinanza precedente.”Per la legge giapponese inoltre la doppia cittadinanza è inammissibile, o si è giapponesi o si è stranieri. Gli articoli 14 e 15 ordinano che “chiunque ottenga la doppia cittadinanza debba fare tra i 20 ed i 22 anni una dichiarazione di scelta nella quale rinunci o alla cittadinanza giapponese, o a quella o quelle estere. Se non lo fa, il Ministro della Giustizia può richiedere la dichiarazione di scelta in qualunque momento e, se il cittadino non fa la suddetta dichiarazione entro un mese, la sua cittadinanza giapponese è automaticamente revocata.” Nel 2009 il governo ha scelto di donare 300 mila yen (pari a 2.300 euro) a tutti quegli stranieri intenzionati a lasciare il paese, a condizione che non presentassero mai più una domanda di visto.
Durante gli ultimi venti anni di crisi economica i guru occidentali del libero mercato hanno sostenuto che il Giappone sarebbe stato costretto a rivedere le proprie leggi sull’immigrazione prendendo in considerazione il reclutamento di manodopera proveniente dall’estero e che se l’economia giapponese non cresceva più era dovuto anche ai pochi immigrati. “I Giapponesi dovrebbero spalancare le porte all’immigrazione” tuonava qualche mese fa, dalle colonne del New York Times, l’opinionista Laura D’Andrea Tyson. Il Paese del Sol Levante sinora non ha però ceduto alle sirene degli economisti gaijin (letteralmente “persona esterna” al Giappone) temendo in particolare ripercussioni negative sull’ordine sociale e sul sistema economico.
La scelta del governo di Tokyo di avviare nel 2008 un programma finalizzato ad agevolare il lavoro di personale straniero nel settore sanitario, e in particolare di infermiere provenienti dal Sud-est asiatico, ha scatenato una ridda di polemiche. Sulla stampa giapponese la decisione governativa è stata criticata poiché non considerava la scarsa conoscenza della lingua e della cultura giapponese dei lavoratori stranieri oltre all’impossibilità di garantire loro adeguate tutele sociali.
Il presidente del Japan Immigration Policy Institute, Hidenori Sakanaka sostiene che l’apertura non può essere indiscriminata e legata semplicemente al bisogno di manodopera, per gli stranieri che intendono lavorare in Giappone devono essere infatti predisposti “un addestramento specialistico, corsi di lingua nipponica, salari adeguati al costo della vita e una residenza”. Taro Aso, attuale vicepremier e ministro delle finanze del governo di Shinzo Abe, durante una cerimonia al National Museum di Dazaifu, una città della prefettura di Fukuoka, ha descritto il Giappone come “una nazione, una civiltà, una lingua, una cultura e una razza” aggiungendo che “nessun’altra nazione ha tali caratteristiche”.
Eugenio Palazzini
http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/non-e-un-p...
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Roma, 20 feb – Una delle più famose scrittrici giapponesi, Ayako Sono, molto vicina al premier Shinzo Abe, sta facendo discutere per un suo articolo in cui sembra proporre l’apartheid di stampo sudafricano come metodo ideale per gestire l’immigrazione nell’arcipelago del Sol Levante.
In un editoriale dall’inequivocabile titolo di “Lasciateli entrare, ma teneteli a distanza” apparso sul quotidiano Sankei – molto vicino alle posizioni di Abe e letto da un milione e mezzo di giapponesi – la scrittrice propone che il Giappone si apra a una immigrazione di lavoro ma che allo stesso tempo operi una vera e propria segregazione degli immigrati.
La scrittrice sembra avere in mente un modello ben preciso: “Da quando mi sono interessata alla situazione del Sudafrica, 20 o 30 anni fa, io sono convinta che sia meglio che le razze vivano separate, come accadeva in quel paese con bianchi, neri e asiatici”. Per Sono, “gli uomini possono fare molte cose insieme: lavorare, fare ricerca scientifica o sport. Ma per quanto riguarda vivere, noi dobbiamo restare separati”.
Ayako Sono è da sempre molto ascoltata alla corte del premier Shinzo Abe: quando quest’ultimo lasciò il governo nel 2007 (vi tornerà nel 2012), passò la sua prima cena ufficiale a casa della scrittrice. Nel 2013 il premier nipponico la nominò membro del Comitato per la riforma dell’educazione. Ironia della sorte, Sono ha per molto tempo presieduto una onlus che ha finanziato progetti di sviluppo in Africa.
Nell’agosto 2013 un altro suo articolo fece molto discutere per le sue critiche alle donne che insistono nel voler mantenere il posto di lavoro dopo il parto, a cui Sono consigliava di rimanere a casa e crescere i loro figli. Alle voci critiche, il Sankei ha risposto difendendo la sua decisione di pubblicare il pezzo: “Si tratta di una rubrica fissa di Ayako Sono. Noi crediamo sia naturale che esistano opinioni diverse”.
Del resto in Giappone la percezione del fenomeno immigratorio è completamente diversa dalla nostra: gli stranieri sono meno del 2% della popolazione, i matrimoni misti sono il 3,2% del totale, solo l’1,9% dei bambini ha un genitore straniero. Con 120 milioni di abitanti, il Giappone concede meno naturalizzazioni della Svizzera, che ne ha 8 milioni. Nel 2013 i casi di asilo politico concesso sono stati sei.
Le leggi giapponesi sulla cittadinanza, del resto, lasciano poco spazio a invasioni incontrollate: in Giappone vige lo ius sanguinis e l’articolo 2 del decreto sulla nazionalità prevede soltanto tre situazioni in cui una persona può diventare cittadina giapponese: “Quando almeno un genitore è cittadino giapponese alla nascita del figlio, quando il padre è morto prima della nascita del figlio ed al momento della morte era cittadino giapponese, quando la persona è nata sul suolo giapponese ed entrambi i genitori sono sconosciuti od apolidi”.
Per quanto riguarda le domande di naturalizzazione l’articolo 4 del decreto chiede tra i requisiti imprescindibili: “un capitale sufficiente o lo svolgimento di un mestiere” e soprattutto “la rinuncia alla cittadinanza precedente”. Per la legge giapponese inoltre la doppia cittadinanza è inammissibile, o si è giapponesi o si è stranieri. Nel 2009 il governo ha inoltre scelto di donare 300 mila yen (pari a 2.300 euro) a tutti quegli stranieri intenzionati a lasciare il paese, a condizione che non presentassero mai più una domanda di visto.
Adriano Scianca
http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/immigrazio...
**Modificato dall'autore il 04.09.2016 17:57**
In un editoriale dall’inequivocabile titolo di “Lasciateli entrare, ma teneteli a distanza” apparso sul quotidiano Sankei – molto vicino alle posizioni di Abe e letto da un milione e mezzo di giapponesi – la scrittrice propone che il Giappone si apra a una immigrazione di lavoro ma che allo stesso tempo operi una vera e propria segregazione degli immigrati.
La scrittrice sembra avere in mente un modello ben preciso: “Da quando mi sono interessata alla situazione del Sudafrica, 20 o 30 anni fa, io sono convinta che sia meglio che le razze vivano separate, come accadeva in quel paese con bianchi, neri e asiatici”. Per Sono, “gli uomini possono fare molte cose insieme: lavorare, fare ricerca scientifica o sport. Ma per quanto riguarda vivere, noi dobbiamo restare separati”.
Ayako Sono è da sempre molto ascoltata alla corte del premier Shinzo Abe: quando quest’ultimo lasciò il governo nel 2007 (vi tornerà nel 2012), passò la sua prima cena ufficiale a casa della scrittrice. Nel 2013 il premier nipponico la nominò membro del Comitato per la riforma dell’educazione. Ironia della sorte, Sono ha per molto tempo presieduto una onlus che ha finanziato progetti di sviluppo in Africa.
Nell’agosto 2013 un altro suo articolo fece molto discutere per le sue critiche alle donne che insistono nel voler mantenere il posto di lavoro dopo il parto, a cui Sono consigliava di rimanere a casa e crescere i loro figli. Alle voci critiche, il Sankei ha risposto difendendo la sua decisione di pubblicare il pezzo: “Si tratta di una rubrica fissa di Ayako Sono. Noi crediamo sia naturale che esistano opinioni diverse”.
Del resto in Giappone la percezione del fenomeno immigratorio è completamente diversa dalla nostra: gli stranieri sono meno del 2% della popolazione, i matrimoni misti sono il 3,2% del totale, solo l’1,9% dei bambini ha un genitore straniero. Con 120 milioni di abitanti, il Giappone concede meno naturalizzazioni della Svizzera, che ne ha 8 milioni. Nel 2013 i casi di asilo politico concesso sono stati sei.
Le leggi giapponesi sulla cittadinanza, del resto, lasciano poco spazio a invasioni incontrollate: in Giappone vige lo ius sanguinis e l’articolo 2 del decreto sulla nazionalità prevede soltanto tre situazioni in cui una persona può diventare cittadina giapponese: “Quando almeno un genitore è cittadino giapponese alla nascita del figlio, quando il padre è morto prima della nascita del figlio ed al momento della morte era cittadino giapponese, quando la persona è nata sul suolo giapponese ed entrambi i genitori sono sconosciuti od apolidi”.
Per quanto riguarda le domande di naturalizzazione l’articolo 4 del decreto chiede tra i requisiti imprescindibili: “un capitale sufficiente o lo svolgimento di un mestiere” e soprattutto “la rinuncia alla cittadinanza precedente”. Per la legge giapponese inoltre la doppia cittadinanza è inammissibile, o si è giapponesi o si è stranieri. Nel 2009 il governo ha inoltre scelto di donare 300 mila yen (pari a 2.300 euro) a tutti quegli stranieri intenzionati a lasciare il paese, a condizione che non presentassero mai più una domanda di visto.
Adriano Scianca
http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/immigrazio...

**Modificato dall'autore il 04.09.2016 17:57**
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da: Alienazione
> Scritto da: Ordine
> > Sei ritardata?
> Ho la conessione lenta, fare una ricerca è un incubo.
> https://m.facebook.com/SketchAndBreakfast/photos/a...
Quindi è la connessione ad essere ritardata
> Scritto da: Ordine
> > Sei ritardata?
> Ho la conessione lenta, fare una ricerca è un incubo.
> https://m.facebook.com/SketchAndBreakfast/photos/a...

Quindi è la connessione ad essere ritardata
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da: Giambo
> Scritto da: Ordine
> > https://oggiscienza.it/2016/05/12/fertilita-natali...
> >
> > Soluzione di Saviano, Dada, Boldrini e vario fecciume sinistroide: più immigrati.
> >
> > Loro vogliono bene agli immigrati vero?
>
> La colpa e' solo dei pervertiti del bondage come te, che invece che portare avanti la razza italiana, preferiscono scoparsi i materassi IKEA !
> Piuttosto che vedere la penisola spopolarsi, benvengano i negri a tenere viva la memoria di quello che una volta era l'Impero Romano !
> Scritto da: Ordine
> > https://oggiscienza.it/2016/05/12/fertilita-natali...

> >
> > Soluzione di Saviano, Dada, Boldrini e vario fecciume sinistroide: più immigrati.
> >
> > Loro vogliono bene agli immigrati vero?

>
> La colpa e' solo dei pervertiti del bondage come te, che invece che portare avanti la razza italiana, preferiscono scoparsi i materassi IKEA !
> Piuttosto che vedere la penisola spopolarsi, benvengano i negri a tenere viva la memoria di quello che una volta era l'Impero Romano !
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Sei ritardata?
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
https://oggiscienza.it/2016/05/12/fertilita-natali... 
Soluzione di Saviano, Dada, Boldrini e vario fecciume sinistroide: più immigrati.
Loro vogliono bene agli immigrati vero?

Soluzione di Saviano, Dada, Boldrini e vario fecciume sinistroide: più immigrati.
Loro vogliono bene agli immigrati vero?
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Arricchimento culturale in Svezia
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Scritto da: Ordine
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: Ordine
> > > > > Scritto da:
> > > > > > Scritto da: Ordine
> > > > > > > le case costruite nel Ventennio hanno resistito al terremoto
> > > > > >
> > > > > > se vai a controllare sono proprio quelle maggiormente danneggiate o distrutte
> > > > >
> > > > >
> > > > >
> > > > > Non mi pare proprio.
> > > >
> > > > belink?
> > >
> > >
> > > Non sono la tua maestrina. Hai due mani e dieci dita come me per farti la tua ricerchina si google.
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> > fatto e non ho trovato nulla quindi sei un bugiardo
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> Non c'è scritto molto, ma dalle ringhiere in basso si può capire che la foto è stata scattata DOPO il terremoto
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> > > > > > se vai a controllare sono proprio quelle maggiormente danneggiate o distrutte
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"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Non c'è scritto molto, ma dalle ringhiere in basso si può capire che la foto è stata scattata DOPO il terremoto
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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> > > > > > > > Non ho mai sentito nessuno deridere il fatto di leccare i piedi sinceramente.
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> > > > > > > "Però purtroppo c'è molta gente, soprattutto qui a Napoli, che mi prende in giro, mi sfottono, mi insultano"
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> > > > > > Strano, è il feticismo più diffuso.
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> > > > > > Comunque no all'incesto! Solo la cugina vuol è accetabile.
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> > > > > Perché, cosa c'è di male nell'incesto?
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> > > > "Se tutti facessero così..."
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> > > Ma questo argomento lo usi anche per l'omosessualità, però hai detto che non ritieni che si debba essere messi in carcere per un rapporto omosessuale...
> > >
> > > Quindi perché invece sei favorevole all'illegalità dell'incesto?
> >
> > In Italia l'incesto è illegale solo se fa pubblico scandalo.
>
> Appunto, è una minchiata. Cazzo vuol dire pubblico scandalo? Saranno poi cazzi miei se trombo mia sorella...
Vuol dire che deve restare dentro le mura domestiche.
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> > > > > > > > Non ho mai sentito nessuno deridere il fatto di leccare i piedi sinceramente.
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> > > > > > > "Però purtroppo c'è molta gente, soprattutto qui a Napoli, che mi prende in giro, mi sfottono, mi insultano"
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> > > > > > Strano, è il feticismo più diffuso.
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> > > > > > Comunque no all'incesto! Solo la cugina vuol è accetabile.
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> > > > > Perché, cosa c'è di male nell'incesto?
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> > > Ma questo argomento lo usi anche per l'omosessualità, però hai detto che non ritieni che si debba essere messi in carcere per un rapporto omosessuale...
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> > > Quindi perché invece sei favorevole all'illegalità dell'incesto?
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> > In Italia l'incesto è illegale solo se fa pubblico scandalo.
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> Appunto, è una minchiata. Cazzo vuol dire pubblico scandalo? Saranno poi cazzi miei se trombo mia sorella...
Vuol dire che deve restare dentro le mura domestiche.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Vieni anche tu in gita in Africa!
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Le popolazioni locali ti accoglieranno così bene che scomparirai letteralmente dal resto del mondo! Lasciati alle spalle la civiltà occidentale, gli smartphone, la ruota e il fuoco!
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> > > se vai a controllare sono proprio quelle maggiormente danneggiate o distrutte
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Non sono la tua maestrina. Hai due mani e dieci dita come me per farti la tua ricerchina si google.
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"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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> > > > Strano, è il feticismo più diffuso.
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> > > > Comunque no all'incesto! Solo la cugina è accetabile.
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> > > Perché, cosa c'è di male nell'incesto?
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> Ma questo argomento lo usi anche per l'omosessualità, però hai detto che non ritieni che si debba essere messi in carcere per un rapporto omosessuale...
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> Quindi perché invece sei favorevole all'illegalità dell'incesto?
In Italia l'incesto è illegale solo se fa pubblico scandalo.
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> > > > > > Non ho mai sentito nessuno deridere il fatto di leccare i piedi sinceramente.
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> > > > > "Però purtroppo c'è molta gente, soprattutto qui a Napoli, che mi prende in giro, mi sfottono, mi insultano"
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> > > > Strano, è il feticismo più diffuso.
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> > > > Comunque no all'incesto! Solo la cugina è accetabile.
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> > > Perché, cosa c'è di male nell'incesto?
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> Ma questo argomento lo usi anche per l'omosessualità, però hai detto che non ritieni che si debba essere messi in carcere per un rapporto omosessuale...
>
> Quindi perché invece sei favorevole all'illegalità dell'incesto?
In Italia l'incesto è illegale solo se fa pubblico scandalo.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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> > le case costruite nel Ventennio hanno resistito al terremoto
>
> se vai a controllare sono proprio quelle maggiormente danneggiate o distrutte
Non mi pare proprio.
> Scritto da: Ordine
> > le case costruite nel Ventennio hanno resistito al terremoto

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> se vai a controllare sono proprio quelle maggiormente danneggiate o distrutte
Non mi pare proprio.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Immacolata concezione
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Meglio della Madonna! Se vuoi scoprire come ha fatto clicca qui!!
le case costruite nel Ventennio hanno resistito al terremoto
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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> Scritto da: Ordine
> > http://www.quotidiano.net/esteri/uomo-piu-vecchio-...
>
> A volte succede che i figli assumono l'identità dei padri, la cui morte viene tenuta nascosta.
Se vedi la foto del tipo si vede che è molto vecchio.
> Scritto da: Ordine
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>
> A volte succede che i figli assumono l'identità dei padri, la cui morte viene tenuta nascosta.
Se vedi la foto del tipo si vede che è molto vecchio.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
