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> > con l'argomento politico di suddividere il lavoro e dividere e ridurre l'orario di lavoro senza parità di salario
> >
> > cosa che la democrazia rappresentativa e i sindacati non faranno MAI fintanto che esisteranno uomini economici
> >
> > con questa argomentazione fortissima sarebbe possibile organizzare una SECONDA marcia su Roma secondo voi?
>
> che dici Ordine?
Si, bisogna diminuire l'orario di lavoro , per me si dovrebbe lavorare max 4 ore. Il lavoro toglie solo tempo alla famiglia e al tempo libero e produce forte stress che poi può far andare fuori di testa come accade soovente al Nord.
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> > con l'argomento politico di suddividere il lavoro e dividere e ridurre l'orario di lavoro senza parità di salario
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> > cosa che la democrazia rappresentativa e i sindacati non faranno MAI fintanto che esisteranno uomini economici
> >
> > con questa argomentazione fortissima sarebbe possibile organizzare una SECONDA marcia su Roma secondo voi?
>
> che dici Ordine?
Si, bisogna diminuire l'orario di lavoro , per me si dovrebbe lavorare max 4 ore. Il lavoro toglie solo tempo alla famiglia e al tempo libero e produce forte stress che poi può far andare fuori di testa come accade soovente al Nord.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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> > > Io guardo i culi. Le vagine sono per idioti schiavi del riproduttivismo.
> >
> >
> > E tu sei nato da un culo?
> > Sia chiaro, guardare culi va benissimo, ma chiunque non sia attratto ANCHE da vagine ha chiaramente qualche problema visto che Madre Natura ha dato una funzione specifica a ciascun organo e quella del pene è quella di penetrare la vagina. Poi possiamo decidere di metterlo nel culo, in bocca o dentro una buca per topi, ma la sua funzione specifica non cambia. Anche a me la vagina non piace, ma infatti ammetto candidamente di avere un problema quindi mantengo una linea coerente.
>
> In che senso non ti piace? A me i brandelli di kebab che fuoriescono dalle labbra non dicono molto e forse fanno anche un po' senso, ma le grandi labbra urlano "mettimelo dentro!".
Infatti anche a me non piace quel kebab, più che altro mi sembra la bocca di una pianta carnivora. IMO peró una persona sana dovrebbe provare piacere non tanto nella vagina in sè quanto nel penetrare una donna.
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> > E tu sei nato da un culo?
> > Sia chiaro, guardare culi va benissimo, ma chiunque non sia attratto ANCHE da vagine ha chiaramente qualche problema visto che Madre Natura ha dato una funzione specifica a ciascun organo e quella del pene è quella di penetrare la vagina. Poi possiamo decidere di metterlo nel culo, in bocca o dentro una buca per topi, ma la sua funzione specifica non cambia. Anche a me la vagina non piace, ma infatti ammetto candidamente di avere un problema quindi mantengo una linea coerente.
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> In che senso non ti piace? A me i brandelli di kebab che fuoriescono dalle labbra non dicono molto e forse fanno anche un po' senso, ma le grandi labbra urlano "mettimelo dentro!".
Infatti anche a me non piace quel kebab, più che altro mi sembra la bocca di una pianta carnivora. IMO peró una persona sana dovrebbe provare piacere non tanto nella vagina in sè quanto nel penetrare una donna.
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"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Proc di Catania
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>
> > Tornando a Galimberti non so se sia comunista o che, so solo che più passa il tempo più mi sto convincendo che i comunisti quelli veri non c'entrino un cazzo coi sinistronzi vendoliani attuali (che si dicono anticapitalisti ma poi sono favorevoli ai flussi migratori e ad utero in affitto)
>
> La sinistra attuale è formata da
>
> 1) Il PD che è il risultato di una metamorfosi del PCI che ha lentamente trasformato i comunisti in liberali di sinistra, cioè liberal, cioè una fotocopia dell'ammasso di ipocrisia che è il partito democratico americano. Mutando con sufficiente lentezza, si è riusciti a traghettare l'elettore comunista verso la nuova linea senza che se ne sia accorto. Si è comunque trattato di una trasformazione inevitabile perché il comunismo al governo non ha dato gran prova di sé: comunismo e capitalismo sono entrambi economicisti, industrialisti, progressisti eccetera, ma il capitalismo in ciò è più efficiente. Il comunismo è stato meno efficiente perché trattandosi di una forma di stato e di società da imporre con la forza, ha incontrato resistenze dovendo spendere parte delle sue energie a combattere queste resistenze.
>
> 2) I residui della sinistra che non ha accettato questa trasformazione. L'esistenza di questa frangia fornisce una nicchia ecologica a partiti vassalli che raccolgono i voti di chi non si identifica nel PD e li portano di fatto al PD, in cambio di provvedimenti progressisti che il PD farebbe comunque perché compatibili con l'ideologia liberal. Uno di questi partiti è SEL. Un altro sono stati i Verdi, da cui mi sono fatto fregare per anni. Questi partiti vivono di contentini che presentano ai propri elettori come straordinarie conquiste.
> Una parte di queste frange residue è invece extraparlamentare.
>
> > ma anzi sono più vicini a me tant'è che condivido quasi sempre il pensiero del filosofo comunista Diego Fusaro.
>
> Mi chiedo fino a che punto si possa definire comunista. A quanto pare si assiste a una convergenza tra alcune idee e parti della sinistra marginale e della destra marginale contro il comune nemico della società borghese.
Il comunismo autentico di Marx probabilmente non è mai esistito. Però non so se ti è mai capitato di discutere con dei sedicenti comunisti italiani che ti dicono "il vero comunismo non è quello di Stalin, Mao ecc.". E quale sarebbe allora il vero comunismo? Quello di Luxuria che va all' Isola dei coglioni? Quello di Vendola che vuole affittare i figli degli altri pagandoli? Quello della società multirazziale frutto dell'imperialismo capitalista? A me sembra che questi idioti confondano comunismo con un mix tra capitalismo, anarchismo e stroncate hyppie. Stalin non sarà stato un vero comunista, ma di certo questo cretini non ci puliscono nemmeno il culo a Marx.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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> > > > Darwin viene strumentalizzato da chiunque ai propri fini. Anche i nazisti strumentalizzavano il discorso della selezione del più forte
> > >
> > > I nazisti volevano selezionare il pool genetico della specie umana, scientificamente non c'è nulla di sbagliato in questo, viene fatto anche negli allevamenti da quello che so.
> > >
> > > Quello che si contesta non è il metodo, ma il fatto che fosse poco umano e che comunque il presupposto "il mondo sarà migliore se restano solo gli ariani" non viene accettato dalle persone non xenofobe.
> > >
> > > > quindi no, non me ne frega una mazza di quello che dice la teoria ufficiale politicamente corretta volta a non far arrabbiare le minoranze.
> > >
> > > Quello che "mi piace" del tuo modo di ragionare è che assumi che nella scienza ci sia bias (nonostante l'ambiente scientifico sia quello più rigoroso, vedi revisione paritaria ecc ecc...) mentre non ti poni mai la domanda se forse sei tu ad avere un bias.
> > >
> > > Prima di parlare a vanvera della teoria di Darwin e dire che è accettata solo perché politically correct (e non vedo in che modo lo sia) uno la teoria se la dovrebbe anche studiare in maniera approfondita. La scienza è complessa, per parlarne con cognizione bisogna averla studiata.
> >
> > È da un po' che gli ripeto di fare l'università.
> >
> > > La scienza non è come la politica: le teorie scientifiche non vengono liquidate da un pirla qualsiasi dicendo 4 cazzate, la confutazione di una teoria scientifica deve essere rigorosa così come l'elaborazione della sua alternativa.
> > > Sei in grado di elaborare una confutazione rigorosa della teoria di Darwin? Oppure di proporre un'alternativa proponendoci la stessa quantità di prove?
>
> Comunque sia ha solo detto che Darwin viene strumentalizzato, il che è vero, e ha portato come esempio i nazisti, e pure questo è vero. Non ha criticato la teoria di Darwin in sé.
>
Esattamente, grazie chiunque tu sia. Io non ho nulla contro Darwin, anzi dicono pure fosse razzista. Dico solo che è inutile appellarsi a lui, la scienza nella storia non ha fatto altro che dare ragione al pensiero dominante in quel momento, questo nn vuol dire che è inutile, ma solo che bisogna ascoltare anche le altre campane scientifiche e non lasciarsi ingannare dal fatto che gli altri sono la maggioranza e quindi la scienza UFFICIALE. Tornando a Darwin, non ho un opinione ben precisa sulla sua teoria, sono un po'scettico sul concetto di casualità, ma so che esistono pure i Darwinisti cattolici, questo per tornare appunto sul concetto della strumentalizzazione; c'è qualcuno pure che sostiene che fosse credente, altri ateo, altri agnostico, di certo a Darwin discorsi come quello del sesso anale non gliene fregava una mazza a tal punto da costruirci un ideologia sopra, quella del frocismo.
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> > > > Darwin viene strumentalizzato da chiunque ai propri fini. Anche i nazisti strumentalizzavano il discorso della selezione del più forte
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> > > I nazisti volevano selezionare il pool genetico della specie umana, scientificamente non c'è nulla di sbagliato in questo, viene fatto anche negli allevamenti da quello che so.
> > >
> > > Quello che si contesta non è il metodo, ma il fatto che fosse poco umano e che comunque il presupposto "il mondo sarà migliore se restano solo gli ariani" non viene accettato dalle persone non xenofobe.
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> > > > quindi no, non me ne frega una mazza di quello che dice la teoria ufficiale politicamente corretta volta a non far arrabbiare le minoranze.
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> > > Quello che "mi piace" del tuo modo di ragionare è che assumi che nella scienza ci sia bias (nonostante l'ambiente scientifico sia quello più rigoroso, vedi revisione paritaria ecc ecc...) mentre non ti poni mai la domanda se forse sei tu ad avere un bias.
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> > > Prima di parlare a vanvera della teoria di Darwin e dire che è accettata solo perché politically correct (e non vedo in che modo lo sia) uno la teoria se la dovrebbe anche studiare in maniera approfondita. La scienza è complessa, per parlarne con cognizione bisogna averla studiata.
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> > È da un po' che gli ripeto di fare l'università.
> >
> > > La scienza non è come la politica: le teorie scientifiche non vengono liquidate da un pirla qualsiasi dicendo 4 cazzate, la confutazione di una teoria scientifica deve essere rigorosa così come l'elaborazione della sua alternativa.
> > > Sei in grado di elaborare una confutazione rigorosa della teoria di Darwin? Oppure di proporre un'alternativa proponendoci la stessa quantità di prove?
>
> Comunque sia ha solo detto che Darwin viene strumentalizzato, il che è vero, e ha portato come esempio i nazisti, e pure questo è vero. Non ha criticato la teoria di Darwin in sé.
>
Esattamente, grazie chiunque tu sia. Io non ho nulla contro Darwin, anzi dicono pure fosse razzista. Dico solo che è inutile appellarsi a lui, la scienza nella storia non ha fatto altro che dare ragione al pensiero dominante in quel momento, questo nn vuol dire che è inutile, ma solo che bisogna ascoltare anche le altre campane scientifiche e non lasciarsi ingannare dal fatto che gli altri sono la maggioranza e quindi la scienza UFFICIALE. Tornando a Darwin, non ho un opinione ben precisa sulla sua teoria, sono un po'scettico sul concetto di casualità, ma so che esistono pure i Darwinisti cattolici, questo per tornare appunto sul concetto della strumentalizzazione; c'è qualcuno pure che sostiene che fosse credente, altri ateo, altri agnostico, di certo a Darwin discorsi come quello del sesso anale non gliene fregava una mazza a tal punto da costruirci un ideologia sopra, quella del frocismo.
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"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Proc di Catania
Il senso pudore non sarà innato (benchè non lo escluda a priori) No, ma è necessario alla vita in comunità ed è quindi presente in tutte le culture. Il corpo umano nudo, infatti, è di per sé un segnale sessuale: seno, natiche, fianchi (nella donna). muscolatura delle spalle ( nell'uomo) attraggono inevitabilmente l'attenzione del sesso opposto. Per questo non esistono situazioni in cui il senso del pudore scompaia totalmente: ognuno di noi è sempre consapevole dello sguardo altrui. Per gli psicologi, il pudore è il desiderio di non fare entrare l'altro, nemmeno con lo sguardo, in zone cosidette "private". Si sviluppa con l'età, a mano a mano che matura la consapevolezza di poter diventare oggetto di desiderio. L'area dalla quale gli altri sono esclusi varia con gli individui, le situazioni, le culture (perfino nelle poche popolazioni al mondo che vivono completamente nude esistono tabù legati ad alcune parti del corpo). E in base al sesso: il pudore maschile riguarda soprattutto la zona genitale,poichè l'unico modo che ha l'uomo per non rivelare il desiderio sessuale ( che si manifesta con l'erezione) è coprirsi proprio lì. Le donne invece hanno più zone corporee da nascondere, e da scoprire magari solo per qualche centimetro, nel caso abbiano l'intenzione di sedurre un potenziale partner.
Quello di dare colpa alle religioni è un trucchetto utilizzato dai relativisti per abbattere ogni barriera o tabù morale bollando la come irrazionale; io invece sono dell'idea che la morale non sia una conseguenza delle religioni, ma esattamente il contrario, le religioni servono solo a dare sostegno e indubbiamente esasperare una morale largamente condivisa con una bella storiellina dietro probabilmente inventata. Sono le religioni ad essere irrazionali, non la morale. Gli animali con un intelletto limitato non hanno morale, gli uomini si, tu infatti sei una BESTIA.
Quello di dare colpa alle religioni è un trucchetto utilizzato dai relativisti per abbattere ogni barriera o tabù morale bollando la come irrazionale; io invece sono dell'idea che la morale non sia una conseguenza delle religioni, ma esattamente il contrario, le religioni servono solo a dare sostegno e indubbiamente esasperare una morale largamente condivisa con una bella storiellina dietro probabilmente inventata. Sono le religioni ad essere irrazionali, non la morale. Gli animali con un intelletto limitato non hanno morale, gli uomini si, tu infatti sei una BESTIA.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Black Woman Destroys White Privilege Myth
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https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"
Proc di Catania
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> > > > Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra
> > >
> > > Ma non dire stronzate!
> > > Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
> > > Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> > > E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha.
> >
> > Il fatto che nasciamo nudi non significa che dobbiamo restare nudi.
>
> Non significa nemmeno che "il senso del pudore" ha una qualche utilità.
>
> > La Natura ci ha dato anche un cervello
>
> Guardando quello che scrivi non si direbbe proprio. Forse intendevi "vi ha dato un cervello".
>
> > per pensare cosa che tu evidentemente non fai,
>
> A me sembra che lui pensi molto meglio di te, microcefalo.
>
> > frocio di merda.
>
> Microcefalo, tornatene a fottere i materassi.
Il senso del pudore ce l'hanno tutte le società, chi più chi meno. Non sarà un dictat della Natura, ma se c'è l'hanno tutti seppur in misura diversa tanto inutile non è. Il tuo relativismo distruttore da 4 soldi non m'interessa.
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> > > > Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra
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> > > Ma non dire stronzate!

> > > Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
> > > Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> > > E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha.

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> > Il fatto che nasciamo nudi non significa che dobbiamo restare nudi.
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> Non significa nemmeno che "il senso del pudore" ha una qualche utilità.
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> Guardando quello che scrivi non si direbbe proprio. Forse intendevi "vi ha dato un cervello".
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> > per pensare cosa che tu evidentemente non fai,
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> A me sembra che lui pensi molto meglio di te, microcefalo.
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> > frocio di merda.
>
> Microcefalo, tornatene a fottere i materassi.

Il senso del pudore ce l'hanno tutte le società, chi più chi meno. Non sarà un dictat della Natura, ma se c'è l'hanno tutti seppur in misura diversa tanto inutile non è. Il tuo relativismo distruttore da 4 soldi non m'interessa.
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> > > Io guardo i culi. Le vagine sono per idioti schiavi del riproduttivismo.
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> > E tu sei nato da un culo?
> > Sia chiaro, guardare culi va benissimo, ma chiunque non sia attratto ANCHE da vagine ha chiaramente qualche problema visto che Madre Natura ha dato una funzione specifica a ciascun organo e quella del pene è quella di penetrare la vagina. Poi possiamo decidere di metterlo nel culo, in bocca o dentro una buca per topi, ma la sua funzione specifica non cambia. Anche a me la vagina non piace, ma infatti ammetto candidamente di avere un problema quindi mantengo una linea coerente.
>
> La teoria ufficialmente accettata dalla scienza è quella di Darwin e all'interno di questa teoria la tua affermazione "il cazzo è fatto per" non ha valore, in quanto se la natura non è un progetto allora siamo noi a decidere a cosa serve il cazzo e rispettivamente il culo. Se decidiamo che il culo ha anche uno scopo sessuale, così sarà. Del resto il buco del culo sembra fatto proprio per quello, se osservi la sua forma ti rende conto che è praticamente il negativo del pene.
Darwin viene strumentalizzato da chiunque ai propri fini. Anche i nazisti strumentalizzavano il discorso della selezione del più forte quindi no, non me ne frega una mazza di quello che dice la teoria ufficiale politicamente corretta volta a non far arrabbiare le minoranze. Il dato di fatto empirico è che il pene è anatomicamente strutturato per essere messo dentro la vagina e far proseguire la specie, e poi c'è anche quella di pisciare. Tutte le altre funzioni sono una sovrastruttura sociale. Essì anche il materasso.
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> > > Io guardo i culi. Le vagine sono per idioti schiavi del riproduttivismo.
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> > E tu sei nato da un culo?
> > Sia chiaro, guardare culi va benissimo, ma chiunque non sia attratto ANCHE da vagine ha chiaramente qualche problema visto che Madre Natura ha dato una funzione specifica a ciascun organo e quella del pene è quella di penetrare la vagina. Poi possiamo decidere di metterlo nel culo, in bocca o dentro una buca per topi, ma la sua funzione specifica non cambia. Anche a me la vagina non piace, ma infatti ammetto candidamente di avere un problema quindi mantengo una linea coerente.
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> La teoria ufficialmente accettata dalla scienza è quella di Darwin e all'interno di questa teoria la tua affermazione "il cazzo è fatto per" non ha valore, in quanto se la natura non è un progetto allora siamo noi a decidere a cosa serve il cazzo e rispettivamente il culo. Se decidiamo che il culo ha anche uno scopo sessuale, così sarà. Del resto il buco del culo sembra fatto proprio per quello, se osservi la sua forma ti rende conto che è praticamente il negativo del pene.
Darwin viene strumentalizzato da chiunque ai propri fini. Anche i nazisti strumentalizzavano il discorso della selezione del più forte quindi no, non me ne frega una mazza di quello che dice la teoria ufficiale politicamente corretta volta a non far arrabbiare le minoranze. Il dato di fatto empirico è che il pene è anatomicamente strutturato per essere messo dentro la vagina e far proseguire la specie, e poi c'è anche quella di pisciare. Tutte le altre funzioni sono una sovrastruttura sociale. Essì anche il materasso.
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> Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha.
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> Il pudore è una condizione praticamente patologica che porta una persona a vergognarsi del proprio corpo.
> Se ci pensi non ha senso, perché gli esseri umani nascono nudi, non c'è niente di volgare nel nudo e nulla di cui vergognarsi.
> E questo quel filosofo fallito che hai citato definisce spudorata una persona che questi complessi non ce li ha.

Il fatto che nasciamo nudi non significa che dobbiamo restare nudi. La Natura ci ha dato anche un cervello per pensare cosa che tu evidentemente non fai, frocio di merda.
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> Io guardo i culi. Le vagine sono per idioti schiavi del riproduttivismo.
E tu sei nato da un culo?
Sia chiaro, guardare culi va benissimo, ma chiunque non sia attratto ANCHE da vagine ha chiaramente qualche problema visto che Madre Natura ha dato una funzione specifica a ciascun organo e quella del pene è quella di penetrare la vagina. Poi possiamo decidere di metterlo nel culo, in bocca o dentro una buca per topi, ma la sua funzione specifica non cambia. Anche a me la vagina non piace, ma infatti ammetto candidamente di avere un problema quindi mantengo una linea coerente.
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> Io guardo i culi. Le vagine sono per idioti schiavi del riproduttivismo.
E tu sei nato da un culo?
Sia chiaro, guardare culi va benissimo, ma chiunque non sia attratto ANCHE da vagine ha chiaramente qualche problema visto che Madre Natura ha dato una funzione specifica a ciascun organo e quella del pene è quella di penetrare la vagina. Poi possiamo decidere di metterlo nel culo, in bocca o dentro una buca per topi, ma la sua funzione specifica non cambia. Anche a me la vagina non piace, ma infatti ammetto candidamente di avere un problema quindi mantengo una linea coerente.
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"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Immacolata concezione
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Meglio della Madonna! Se vuoi scoprire come ha fatto clicca qui!!
Proc di Catania
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> > Il fatto che a TE non freghi nulla non significa che sia così per tutti. A me invece darebbe fastidio e basta una persona ad essere infastidita per proibire la cosa
> >
>
> Se si applicasse la regola che hai appena enunciato, la pedofilia sarebbe legale: infatti di persone a cui dà fastidio la legge dell'AOC sono più di una, sono molte.
>
> In realtà in una democrazia è la maggioranza, e quindi la cultura preponderante, a decidere... a danno della minoranza.
> Wakko argomenta al fino di rendere voi la minoranza danneggiata.

>
> Comunque a parte le trollate, secondo me ha senso il discorso di Wakko: il senso di pudore è in gran parte un artefatto sociale, se elimini questo elimini la radice del problema.
>
Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra. Qui riporto un intervista di Galimberti dove spiega come spudoratezza e consumismo vanno a braccetto.
Umberto Galimberti: Il mercato dell’intimità
Tratto da “la Repubblica”, 24 agosto 2002
Conformismo e consumismo hanno messo in circolazione un nuovo vizio che per comodità chiamiamo "spudoratezza", con riferimento non tanto a uno scenario sessuale, quanto al crollo di quelle pareti che consentono di distinguere l’interiorità dall’esteriorità, la parte "discreta", "singolare", "privata", "intima" di ciascuno di noi dalla sua esposizione e pubblicizzazione. Se chiamiamo "intimo" ciò che si nega all’estraneo per concederlo a chi si vuol fare entrare nel proprio segreto profondo e spesso ignoto a noi stessi, allora il pudore, che difende la nostra intimità, difende la nostra libertà. E la difende in quel nucleo dove la nostra identità personale decide che relazione instaurare con l’altro. Il pudore allora non è una faccenda di vesti, sottovesti o intimo abbigliamento, ma una sorta di vigilanza per mantenere la propria soggettività, in modo da essere segretamente se stessi in presenza degli altri.
Ma contro tutto ciò soffia il vento del nostro tempo che vuole la "pubblicizzazione del privato", perché in una società consumista, dove le merci per essere prese in considerazione devono essere pubblicizzate, si propaga un costume che contagia anche il comportamento degli uomini, i quali hanno la sensazione di esistere solo se si mettono in mostra, per cui, tra uomini e merci, il mondo è diventato una "mostra", un’esposizione pubblicitaria che è impossibile non vistare perché comunque ci siamo dentro.
Siamo diventati tutti "esposti", la nostra identità è ormai fuori di noi, è laggiù, in ciò che si dice di noi. Là si raccoglie credibilità e fiducia, accesso al credito e all’iniziativa. Dobbiamo costruirci ogni giorno una faccia con cento lingue e mille parole per poter abitare tutte le situazioni che il mondo pubblico ci ha preparato. Chi infatti non irradia una forza di esibizione e di attrazione più intensa degli altri, chi non si mette in mostra e non è irraggiato dalla luce della pubblicità non ha la forza di sollecitarci, di lui neppure ci accorgiamo, il suo richiamo non lo avvertiamo, non ce ne lasciamo coinvolgere, non lo riconosciamo, non lo usiamo, non lo consumiamo, al limite "non c’è".
Per esserci bisogna dunque apparire. E chi non ha nulla da mettere in mostra, non una merce, non un corpo, non un’abilità, non un messaggio, pur di apparire e uscire dall’anonimato, mette in mostra la propria interiorità dove è custodita quella riserva di sensazioni, sentimenti, significati "propri" che resistono all’omologazione, che nelle nostre società di massa è ciò a cui il potere tende per una più comoda gestione degli individui. Allo scopo vengono solitamente impiegati i mezzi di comunicazione che, dalla televisione ai giornali, con sempre più insistenza irrompono con "indiscrezione" nella parte "discreta" dell’individuo per ottenere non solo attraverso test, questionari, campionature, statistiche, sondaggi d’opinione, indagini di mercato, ma anche e soprattutto con intime confessioni, emozioni in diretta, storie d’amore, trivellazioni di vite private, che sia lo stesso individuo a consegnare la sua interiorità, la sua parte discreta, rendendo pubblici i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue sensazioni, secondo quei tracciati di "spudoratezza" che vengono acclamati come espressioni di "sincerità", perché in fondo: "Non si ha nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi".
A parte che "vergognarsi" è un verbo riflessivo che dunque rinvia a una riflessione, a una relazione con se stessi di cui non è proprio il caso di vergognarsi, c’è da notare anche che è un verbo che dice la nostra "esposizione agli altri". "Vergogna" viene infatti da "vereor gognam" che significa "temo la gogna, la mia esposizione pubblica". E questa è la ragione per cui solitamente non ci si vergogna della colpa, ma della nostra esposizione agli altri che il nostro pudore avverte più disdicevole della colpa. Quando dico: "Non ho nulla di cui vergognarmi" non sto dicendo solo: "Non mi vergogno, quindi non sono colpevole", ma anche: "Non mi vergogno, quindi non temo l’esposizione agli altri. Ho oltrepassato quello che per chiunque sarebbe il pudore e ho fatto della spudoratezza non solo la mia virtù, ma la prova della mia sincerità e della mia innocenza". I tracciati profondi dell’anima, in cui ciascuno dovrebbe riconoscere le radici profonde di se stesso, una volta immessi "senza pudore" nel circuito della pubblicizzazione, quando non addirittura in quello della pubblicità, non sono più propriamente "miei", ma "proprietà comune", e questo sia in ordine alla qualità del vissuto, sia in ordine al modo di viverlo, perché il pudore, prima di una faccenda di mutande che uno può cavarsi o infilarsi quando vuole, è una faccenda d’anima che, una volta depsicologizzata perché si sono fatte cadere le pareti che difendono il dentro dal fuori, l’interiorità dall’esteriorità, non esiste semplicemente più. A questo punto si potrebbe obiettare che siccome il male avviene di solito segretamente, "segretezza" e "riservatezza" sono per l’opinione pubblica prove del male.
E allora, per smentire l’opinione pubblica, omologata su questo pregiudizio, non resta che la spudoratezza di chi si tiene sempre pronto, "mani alla chiusura lampo", per interviste, pubbliche confessioni, rivelazioni dell’intimità, come è facile vedere in numerose trasmissioni televisive particolarmente seguite, dove l’invito è a collaborare attivamente e con gioia alla propria deprivatizzazione. Quanti sono interessati a che l’individuo non abbia più segreti e al limite neppure più un’interiorità, perché le pareti della casa di psiche sono crollate, alimentano il proliferare incontrollato di queste trasmissioni che, a livello subliminale, fanno passare la persuasione che la spudoratezza è una virtù: la virtù della sincerità. Per quanto la cosa possa apparire strana, la sua realizzazione nella nostra società è già in corso e il processo di eliminazione del pudore è quasi completo perché il pudore può essere non solo sintomo di "insincerità", ma addirittura, e qui anche gli psicologi danno una mano, di "introversione", di "chiusura in se stessi", quindi di inibizione se non di repressione. E inibizione e repressione, recitano i manuali di psicologia, sono sintomi di un "adattamento sociale frustrato", quindi di una socializzazione fallita. Vedete dove si può arrivare avviando una sequenza un po' disinvolta di sillogismi? Ma purtroppo la sequenza è avviata e la nostra vita è diventata proprietà comune.
E allora perché non lasciarsi intervistare senza riserva e senza pudore? In fondo anche il nostro corpo è diventato proprietà comune, e quel che un tempo era prerogativa di alcune dive, farsi misurare seni e sederi e pubblicare le relative cifre sotto la fotografia, oggi è il gioco di qualsiasi ragazza che non vuol passar per inibita. Ma anche il sesso è diventato proprietà comune e, dalla stampa alla televisione, è un susseguirsi di articoli e servizi sui piaceri e sulle difficoltà della camera da letto, redatti sotto forma di consigli, in modo confidenziale, come se fossero rivolti solo a te e non a un milione di orecchie. Questo significa "non aver nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi". Significa che le istanze del conformismo e dell’omologazione lavorano per portare alla luce ogni segreto, per rendere visibile ciascuno a ciascuno, per toglier di mezzo ogni interiorità come un impedimento, ogni riservatezza come un tradimento, per apprezzare ogni volontaria esibizione di sé come fatto di lealtà se non addirittura di salute psichica. E tutto ciò, anche se non ci pensiamo, approda a un solo effetto: attuare l’"omologazione della società" fin nell’intimità dei singoli individui e portare a compimento il conformismo. In fondo non è un’operazione difficile. Basta "non aver nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi", che tradotto significa: "Sono completamente esposto", "non custodisco nulla di intimo", "sono del tutto depsicologizzato", ma in compenso ho guadagnato appariscenza, conformità sociale e forse qualche apprezzamento per il mio coraggio e la mia sincerità.
A questo punto scopriamo che di intimo c’è rimasto solo il dolore, la malattia, la povertà che ciascuno di noi cerca di nascondere per non essere trascurato dagli altri, da loro tralasciato. E così proprio ciò che avrebbe massimamente bisogno di comunicazione (il dolore, la malattia, la povertà) resta chiuso nel segreto della solitudine dove nessuna voce giunge a diluire quel che la solitudine rende insopportabile. E poi ci si meraviglia del numero sempre più impressionante di suicidi, quando una voce inespressa decide di tacere per sempre. Qui inquietante non è il suicidio, ma la nostra meraviglia. Abbiamo capovolto il senso del pudore a cui abbiamo dato da custodire non più la nostra "intimità", in cui si radica la nostra identità personale e la nostra libertà, ma il fondo opaco e buio del nostro "dolore", reso addirittura inespressivo per l’impossibilità di comunicarlo. In questo caso non c’è né conformismo né omologazione, ma la difesa ostinata di un silenzio per non privarsi almeno di quelle conversazioni insincere, che del dolore, della malattia, della povertà non vogliono saper nulla, ma proprio nulla.
Ma poi che palle se tutto fosse sdoganato!! Come già scrissi il gusto del proibito è insito nell'uomo, se tutto fosse libero che gusto ci sarebbe.
Tornando a Galimberti non so se sia comunista o che, so solo che più passa il tempo più mi sto convincendo che i comunisti quelli veri non c'entrino un cazzo coi sinistronzi vendoliani attuali (che si dicono anticapitalisti ma poi sono favorevoli ai flussi migratori e ad utero in affitto), ma anzi sono più vicini a me tant'è che condivido quasi sempre il pensiero del filosofo comunista Diego Fusaro.
> Scritto da:
> >
> > Il fatto che a TE non freghi nulla non significa che sia così per tutti. A me invece darebbe fastidio e basta una persona ad essere infastidita per proibire la cosa
> >
>
> Se si applicasse la regola che hai appena enunciato, la pedofilia sarebbe legale: infatti di persone a cui dà fastidio la legge dell'AOC sono più di una, sono molte.

>
> In realtà in una democrazia è la maggioranza, e quindi la cultura preponderante, a decidere... a danno della minoranza.
> Wakko argomenta al fino di rendere voi la minoranza danneggiata.

>
> Comunque a parte le trollate, secondo me ha senso il discorso di Wakko: il senso di pudore è in gran parte un artefatto sociale, se elimini questo elimini la radice del problema.
>
Chiunque voglia eliminare il senso del pudore è un criminale e va eliminato dalla faccia della Terra. Qui riporto un intervista di Galimberti dove spiega come spudoratezza e consumismo vanno a braccetto.
Umberto Galimberti: Il mercato dell’intimità
Tratto da “la Repubblica”, 24 agosto 2002
Conformismo e consumismo hanno messo in circolazione un nuovo vizio che per comodità chiamiamo "spudoratezza", con riferimento non tanto a uno scenario sessuale, quanto al crollo di quelle pareti che consentono di distinguere l’interiorità dall’esteriorità, la parte "discreta", "singolare", "privata", "intima" di ciascuno di noi dalla sua esposizione e pubblicizzazione. Se chiamiamo "intimo" ciò che si nega all’estraneo per concederlo a chi si vuol fare entrare nel proprio segreto profondo e spesso ignoto a noi stessi, allora il pudore, che difende la nostra intimità, difende la nostra libertà. E la difende in quel nucleo dove la nostra identità personale decide che relazione instaurare con l’altro. Il pudore allora non è una faccenda di vesti, sottovesti o intimo abbigliamento, ma una sorta di vigilanza per mantenere la propria soggettività, in modo da essere segretamente se stessi in presenza degli altri.
Ma contro tutto ciò soffia il vento del nostro tempo che vuole la "pubblicizzazione del privato", perché in una società consumista, dove le merci per essere prese in considerazione devono essere pubblicizzate, si propaga un costume che contagia anche il comportamento degli uomini, i quali hanno la sensazione di esistere solo se si mettono in mostra, per cui, tra uomini e merci, il mondo è diventato una "mostra", un’esposizione pubblicitaria che è impossibile non vistare perché comunque ci siamo dentro.
Siamo diventati tutti "esposti", la nostra identità è ormai fuori di noi, è laggiù, in ciò che si dice di noi. Là si raccoglie credibilità e fiducia, accesso al credito e all’iniziativa. Dobbiamo costruirci ogni giorno una faccia con cento lingue e mille parole per poter abitare tutte le situazioni che il mondo pubblico ci ha preparato. Chi infatti non irradia una forza di esibizione e di attrazione più intensa degli altri, chi non si mette in mostra e non è irraggiato dalla luce della pubblicità non ha la forza di sollecitarci, di lui neppure ci accorgiamo, il suo richiamo non lo avvertiamo, non ce ne lasciamo coinvolgere, non lo riconosciamo, non lo usiamo, non lo consumiamo, al limite "non c’è".
Per esserci bisogna dunque apparire. E chi non ha nulla da mettere in mostra, non una merce, non un corpo, non un’abilità, non un messaggio, pur di apparire e uscire dall’anonimato, mette in mostra la propria interiorità dove è custodita quella riserva di sensazioni, sentimenti, significati "propri" che resistono all’omologazione, che nelle nostre società di massa è ciò a cui il potere tende per una più comoda gestione degli individui. Allo scopo vengono solitamente impiegati i mezzi di comunicazione che, dalla televisione ai giornali, con sempre più insistenza irrompono con "indiscrezione" nella parte "discreta" dell’individuo per ottenere non solo attraverso test, questionari, campionature, statistiche, sondaggi d’opinione, indagini di mercato, ma anche e soprattutto con intime confessioni, emozioni in diretta, storie d’amore, trivellazioni di vite private, che sia lo stesso individuo a consegnare la sua interiorità, la sua parte discreta, rendendo pubblici i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue sensazioni, secondo quei tracciati di "spudoratezza" che vengono acclamati come espressioni di "sincerità", perché in fondo: "Non si ha nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi".
A parte che "vergognarsi" è un verbo riflessivo che dunque rinvia a una riflessione, a una relazione con se stessi di cui non è proprio il caso di vergognarsi, c’è da notare anche che è un verbo che dice la nostra "esposizione agli altri". "Vergogna" viene infatti da "vereor gognam" che significa "temo la gogna, la mia esposizione pubblica". E questa è la ragione per cui solitamente non ci si vergogna della colpa, ma della nostra esposizione agli altri che il nostro pudore avverte più disdicevole della colpa. Quando dico: "Non ho nulla di cui vergognarmi" non sto dicendo solo: "Non mi vergogno, quindi non sono colpevole", ma anche: "Non mi vergogno, quindi non temo l’esposizione agli altri. Ho oltrepassato quello che per chiunque sarebbe il pudore e ho fatto della spudoratezza non solo la mia virtù, ma la prova della mia sincerità e della mia innocenza". I tracciati profondi dell’anima, in cui ciascuno dovrebbe riconoscere le radici profonde di se stesso, una volta immessi "senza pudore" nel circuito della pubblicizzazione, quando non addirittura in quello della pubblicità, non sono più propriamente "miei", ma "proprietà comune", e questo sia in ordine alla qualità del vissuto, sia in ordine al modo di viverlo, perché il pudore, prima di una faccenda di mutande che uno può cavarsi o infilarsi quando vuole, è una faccenda d’anima che, una volta depsicologizzata perché si sono fatte cadere le pareti che difendono il dentro dal fuori, l’interiorità dall’esteriorità, non esiste semplicemente più. A questo punto si potrebbe obiettare che siccome il male avviene di solito segretamente, "segretezza" e "riservatezza" sono per l’opinione pubblica prove del male.
E allora, per smentire l’opinione pubblica, omologata su questo pregiudizio, non resta che la spudoratezza di chi si tiene sempre pronto, "mani alla chiusura lampo", per interviste, pubbliche confessioni, rivelazioni dell’intimità, come è facile vedere in numerose trasmissioni televisive particolarmente seguite, dove l’invito è a collaborare attivamente e con gioia alla propria deprivatizzazione. Quanti sono interessati a che l’individuo non abbia più segreti e al limite neppure più un’interiorità, perché le pareti della casa di psiche sono crollate, alimentano il proliferare incontrollato di queste trasmissioni che, a livello subliminale, fanno passare la persuasione che la spudoratezza è una virtù: la virtù della sincerità. Per quanto la cosa possa apparire strana, la sua realizzazione nella nostra società è già in corso e il processo di eliminazione del pudore è quasi completo perché il pudore può essere non solo sintomo di "insincerità", ma addirittura, e qui anche gli psicologi danno una mano, di "introversione", di "chiusura in se stessi", quindi di inibizione se non di repressione. E inibizione e repressione, recitano i manuali di psicologia, sono sintomi di un "adattamento sociale frustrato", quindi di una socializzazione fallita. Vedete dove si può arrivare avviando una sequenza un po' disinvolta di sillogismi? Ma purtroppo la sequenza è avviata e la nostra vita è diventata proprietà comune.
E allora perché non lasciarsi intervistare senza riserva e senza pudore? In fondo anche il nostro corpo è diventato proprietà comune, e quel che un tempo era prerogativa di alcune dive, farsi misurare seni e sederi e pubblicare le relative cifre sotto la fotografia, oggi è il gioco di qualsiasi ragazza che non vuol passar per inibita. Ma anche il sesso è diventato proprietà comune e, dalla stampa alla televisione, è un susseguirsi di articoli e servizi sui piaceri e sulle difficoltà della camera da letto, redatti sotto forma di consigli, in modo confidenziale, come se fossero rivolti solo a te e non a un milione di orecchie. Questo significa "non aver nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi". Significa che le istanze del conformismo e dell’omologazione lavorano per portare alla luce ogni segreto, per rendere visibile ciascuno a ciascuno, per toglier di mezzo ogni interiorità come un impedimento, ogni riservatezza come un tradimento, per apprezzare ogni volontaria esibizione di sé come fatto di lealtà se non addirittura di salute psichica. E tutto ciò, anche se non ci pensiamo, approda a un solo effetto: attuare l’"omologazione della società" fin nell’intimità dei singoli individui e portare a compimento il conformismo. In fondo non è un’operazione difficile. Basta "non aver nulla da nascondere, nulla di cui vergognarsi", che tradotto significa: "Sono completamente esposto", "non custodisco nulla di intimo", "sono del tutto depsicologizzato", ma in compenso ho guadagnato appariscenza, conformità sociale e forse qualche apprezzamento per il mio coraggio e la mia sincerità.
A questo punto scopriamo che di intimo c’è rimasto solo il dolore, la malattia, la povertà che ciascuno di noi cerca di nascondere per non essere trascurato dagli altri, da loro tralasciato. E così proprio ciò che avrebbe massimamente bisogno di comunicazione (il dolore, la malattia, la povertà) resta chiuso nel segreto della solitudine dove nessuna voce giunge a diluire quel che la solitudine rende insopportabile. E poi ci si meraviglia del numero sempre più impressionante di suicidi, quando una voce inespressa decide di tacere per sempre. Qui inquietante non è il suicidio, ma la nostra meraviglia. Abbiamo capovolto il senso del pudore a cui abbiamo dato da custodire non più la nostra "intimità", in cui si radica la nostra identità personale e la nostra libertà, ma il fondo opaco e buio del nostro "dolore", reso addirittura inespressivo per l’impossibilità di comunicarlo. In questo caso non c’è né conformismo né omologazione, ma la difesa ostinata di un silenzio per non privarsi almeno di quelle conversazioni insincere, che del dolore, della malattia, della povertà non vogliono saper nulla, ma proprio nulla.
Ma poi che palle se tutto fosse sdoganato!! Come già scrissi il gusto del proibito è insito nell'uomo, se tutto fosse libero che gusto ci sarebbe.
Tornando a Galimberti non so se sia comunista o che, so solo che più passa il tempo più mi sto convincendo che i comunisti quelli veri non c'entrino un cazzo coi sinistronzi vendoliani attuali (che si dicono anticapitalisti ma poi sono favorevoli ai flussi migratori e ad utero in affitto), ma anzi sono più vicini a me tant'è che condivido quasi sempre il pensiero del filosofo comunista Diego Fusaro.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Proc di Catania
Scritto da:
> Scritto da:
> > fare questo a dei neonati? Non è umano.
> >
> > http://meridionews.it/articolo/39678/bimbo-nudo-e-...
> >
> > Di Noto magari generalizza sui pedoni, ma se non fosse per lui chissà se queste cose verrebbero fuori.
>
> I pedofili sono malati di mente, non puoi capirli razionalmente..
Questa discussione è di uno squallore inaudito.
> Scritto da:
> > fare questo a dei neonati? Non è umano.
> >
> > http://meridionews.it/articolo/39678/bimbo-nudo-e-...

> >
> > Di Noto magari generalizza sui pedoni, ma se non fosse per lui chissà se queste cose verrebbero fuori.
>
> I pedofili sono malati di mente, non puoi capirli razionalmente..

Questa discussione è di uno squallore inaudito.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Ordine
> > > > Scritto da:
> > > > > Certo che certa gente è proprio fuori di testa.
> > > > >
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/03/pozzuol... 
> > > >
> > > > Lei era incinta di lui e lo tradiva. Lo capisco parzialmente anche se la reazione è stata fuori misura visto che peraltro il bambino non aveva colpe.
> > > > Se ci fosse stato il reato di adulterio probabilmente non sarebbe successo. O forse questo si, ma altri casi analoghi sarebbero stati prevenuti oppure il cornuto si sarebbe accontentato della pena da parte dello Stato.
> > > E vabbè per un paio di corna, arrivare a certi estremi e privarsi della propria libertà per ripicca è stupido.
> > > La 2
> > > >
> > > > Secondo me lo sfigurare il volto è una punizione dove il messaggio è chiaro: "tu puttana mi tradisco con il tuo bel visino? Benissimo, io ti faccio diventare un cesso inguardabile". Credo che il meccanismo psicologico sia più o meno questo.
> > > Proprio un coglione egocentrico del cazzo.
> > > >
> > > > Proprio stasera la tipa di Storie maledette intervisterà dal carcere l'ex marito di quella donna sfregiata con l'acido da dei committenti pagato dal marito. Sono curioso di sentire la sua versione.
> > >
> > >
> >
> > Ho detto che non giustifico il gesto, ma se lei lo tradiva col bambino di lui nella pancia era una stronza e uno Stato serio dovrebbe tutelare anche chi subisce una violenza morale.
>
> La mia morale viene profondamente offesa dai negazionisti
> Lo stato dovrebbe manganellarvi sulla pubblica piazza
Del resto la verità fa male.
Cmq non confondiamo l'opinione su un evento storico con un tradimento. Nel primo caso non c'è l'intenzione di far male a nessuno, se poi qualcuno se la prende è un problema suo.
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Ordine
> > > > Scritto da:
> > > > > Certo che certa gente è proprio fuori di testa.
> > > > >

> > > >
> > > > Lei era incinta di lui e lo tradiva. Lo capisco parzialmente anche se la reazione è stata fuori misura visto che peraltro il bambino non aveva colpe.
> > > > Se ci fosse stato il reato di adulterio probabilmente non sarebbe successo. O forse questo si, ma altri casi analoghi sarebbero stati prevenuti oppure il cornuto si sarebbe accontentato della pena da parte dello Stato.
> > > E vabbè per un paio di corna, arrivare a certi estremi e privarsi della propria libertà per ripicca è stupido.
> > > La 2
> > > >
> > > > Secondo me lo sfigurare il volto è una punizione dove il messaggio è chiaro: "tu puttana mi tradisco con il tuo bel visino? Benissimo, io ti faccio diventare un cesso inguardabile". Credo che il meccanismo psicologico sia più o meno questo.
> > > Proprio un coglione egocentrico del cazzo.
> > > >
> > > > Proprio stasera la tipa di Storie maledette intervisterà dal carcere l'ex marito di quella donna sfregiata con l'acido da dei committenti pagato dal marito. Sono curioso di sentire la sua versione.
> > >
> > >
> >
> > Ho detto che non giustifico il gesto, ma se lei lo tradiva col bambino di lui nella pancia era una stronza e uno Stato serio dovrebbe tutelare anche chi subisce una violenza morale.
>
> La mia morale viene profondamente offesa dai negazionisti
> Lo stato dovrebbe manganellarvi sulla pubblica piazza
Del resto la verità fa male.
Cmq non confondiamo l'opinione su un evento storico con un tradimento. Nel primo caso non c'è l'intenzione di far male a nessuno, se poi qualcuno se la prende è un problema suo.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da:
> > > Certo che certa gente è proprio fuori di testa.
> > >
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/03/pozzuol... 
> >
> > Lei era incinta di lui e lo tradiva. Lo capisco parzialmente anche se la reazione è stata fuori misura visto che peraltro il bambino non aveva colpe.
> > Se ci fosse stato il reato di adulterio probabilmente non sarebbe successo. O forse questo si, ma altri casi analoghi sarebbero stati prevenuti oppure il cornuto si sarebbe accontentato della pena da parte dello Stato.
> E vabbè per un paio di corna, arrivare a certi estremi e privarsi della propria libertà per ripicca è stupido.
> La 2
> >
> > Secondo me lo sfigurare il volto è una punizione dove il messaggio è chiaro: "tu puttana mi tradisco con il tuo bel visino? Benissimo, io ti faccio diventare un cesso inguardabile". Credo che il meccanismo psicologico sia più o meno questo.
> Proprio un coglione egocentrico del cazzo.
> >
> > Proprio stasera la tipa di Storie maledette intervisterà dal carcere l'ex marito di quella donna sfregiata con l'acido da dei committenti pagato dal marito. Sono curioso di sentire la sua versione.
>
>
Ho detto che non giustifico il gesto, ma se lei lo tradiva col bambino di lui nella pancia era una stronza e uno Stato serio dovrebbe tutelare anche chi subisce una violenza morale. Mia soluzione: o ti fai un anno di carcere oppure ti becchi 20-30 frustate con delle corna in testa, magari proprio dal marito. Che soddisfazione sarebbe.
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da:
> > > Certo che certa gente è proprio fuori di testa.
> > >

> >
> > Lei era incinta di lui e lo tradiva. Lo capisco parzialmente anche se la reazione è stata fuori misura visto che peraltro il bambino non aveva colpe.
> > Se ci fosse stato il reato di adulterio probabilmente non sarebbe successo. O forse questo si, ma altri casi analoghi sarebbero stati prevenuti oppure il cornuto si sarebbe accontentato della pena da parte dello Stato.
> E vabbè per un paio di corna, arrivare a certi estremi e privarsi della propria libertà per ripicca è stupido.
> La 2
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> > Secondo me lo sfigurare il volto è una punizione dove il messaggio è chiaro: "tu puttana mi tradisco con il tuo bel visino? Benissimo, io ti faccio diventare un cesso inguardabile". Credo che il meccanismo psicologico sia più o meno questo.
> Proprio un coglione egocentrico del cazzo.
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> > Proprio stasera la tipa di Storie maledette intervisterà dal carcere l'ex marito di quella donna sfregiata con l'acido da dei committenti pagato dal marito. Sono curioso di sentire la sua versione.
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Ho detto che non giustifico il gesto, ma se lei lo tradiva col bambino di lui nella pancia era una stronza e uno Stato serio dovrebbe tutelare anche chi subisce una violenza morale. Mia soluzione: o ti fai un anno di carcere oppure ti becchi 20-30 frustate con delle corna in testa, magari proprio dal marito. Che soddisfazione sarebbe.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da:
> Certo che certa gente è proprio fuori di testa.
>
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/03/pozzuol... 
Lei era incinta di lui e lo tradiva. Lo capisco parzialmente anche se la reazione è stata fuori misura visto che peraltro il bambino non aveva colpe.
Se ci fosse stato il reato di adulterio probabilmente non sarebbe successo. O forse questo si, ma altri casi analoghi sarebbero stati prevenuti oppure il cornuto si sarebbe accontentato della pena da parte dello Stato.
Secondo me lo sfigurare il volto è una punizione dove il messaggio è chiaro: "tu puttana mi tradisco con il tuo bel visino? Benissimo, io ti faccio diventare un cesso inguardabile". Credo che il meccanismo psicologico sia più o meno questo.
Proprio stasera la tipa di Storie maledette intervisterà dal carcere l'ex marito di quella donna sfregiata con l'acido da dei committenti pagato dal marito. Sono curioso di sentire la sua versione.
> Certo che certa gente è proprio fuori di testa.
>

Lei era incinta di lui e lo tradiva. Lo capisco parzialmente anche se la reazione è stata fuori misura visto che peraltro il bambino non aveva colpe.
Se ci fosse stato il reato di adulterio probabilmente non sarebbe successo. O forse questo si, ma altri casi analoghi sarebbero stati prevenuti oppure il cornuto si sarebbe accontentato della pena da parte dello Stato.
Secondo me lo sfigurare il volto è una punizione dove il messaggio è chiaro: "tu puttana mi tradisco con il tuo bel visino? Benissimo, io ti faccio diventare un cesso inguardabile". Credo che il meccanismo psicologico sia più o meno questo.
Proprio stasera la tipa di Storie maledette intervisterà dal carcere l'ex marito di quella donna sfregiata con l'acido da dei committenti pagato dal marito. Sono curioso di sentire la sua versione.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da:
> perché non andate su siti mirati al tradimento?
> ma voi... è pieno di mega milfone stanche del matrimonio la fuori
>
> e stanno aspettando voi
Perché è immorale. Fosse per me rimettersi il reato di adulterio, non dico la pena di morte, ma qualche frustata Iran style ci sta tutta.
> perché non andate su siti mirati al tradimento?
> ma voi... è pieno di mega milfone stanche del matrimonio la fuori
>
> e stanno aspettando voi

Perché è immorale. Fosse per me rimettersi il reato di adulterio, non dico la pena di morte, ma qualche frustata Iran style ci sta tutta.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da: Alienazione
> Scritto da:
> > Scritto da: Alienazione
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: Alienazione
> > > > > Ho cinque peli sotto ogni ascella, e pochi peli sulle gambe, sono peli lisci, fini, lunghezza mezzo cm e molto pochi.
> > > > > In quanto femmina dovrei avere l'obbligo morale di depilarli?
> > > > > Perché?
> > > > >
> > > > >
> > > >
> > > > tanto hai la zika
> > > Ora tutti abbiamo la zika, esistono possibilità se sei uscito dalla stanzetta?
> >
> > Bisogna avvisare l'immigrazione che non ti facciano più entrare in Italia, altroché!
> Sono italiana.
No, non lo sei.
> Scritto da:
> > Scritto da: Alienazione
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: Alienazione
> > > > > Ho cinque peli sotto ogni ascella, e pochi peli sulle gambe, sono peli lisci, fini, lunghezza mezzo cm e molto pochi.
> > > > > In quanto femmina dovrei avere l'obbligo morale di depilarli?
> > > > > Perché?
> > > > >
> > > > >
> > > >
> > > > tanto hai la zika
> > > Ora tutti abbiamo la zika, esistono possibilità se sei uscito dalla stanzetta?
> >
> > Bisogna avvisare l'immigrazione che non ti facciano più entrare in Italia, altroché!

> Sono italiana.
No, non lo sei.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > >
> > > Non ho capito, stai dando la colpa alle vittime? Della serie "se è stata violentata è colpa sua".
> >
> > porcaputtana se sei ritardato.
> >
> > Te lo spiego con un disegnino, come se parlassi con un ritardato.
> >
> >
> > Allora, "offendersi" significa assumere che:
> > 1) non possiamo controllare le nostre emozioni
> > 2) altri tuttavia possono controllare le nostre emozioni
> >
> >
> > Se ci pensi, non ha senso. Se gli altri possono controllare le nostre emozioni perché non si controllano le loro?
> >
> > Ora, tutto questo può essere accettabile se parliamo di minorenni o di ritardati, persone che non sanno controllare le loro emozioni, perché non hanno avuto il tempo per impararlo, o perché gli mancano le capacità metacognitive necessarie.
> >
> > Ma un adulto sano e psicologicamente funzionale dovrebbe poterlo e saperlo fare.
> >
> >
> > Il punto è che la nostra società è composta da una grandissima maggioranza di persone che sono disfunzionali, seppur a livello subpatologico. E quindi è enormemente diffuso il preconcetto secondo cui l'offesa è un sentimento giustificabile.
> > E' una società che promuove la manipolazione come modo di interrelazionarsi.
> > Siamo bombardati da questo genere di perifrasi, "tu mi fai soffrire", "E' colpa tua se mi incazzo", "mi rendi geloso", "non vorrai mica farmi intristire", "mi hai reso molto felice", ecc.
> >
> > La violenza (sessuale o meno) non è minimamente comparabile in quanto nell'offendersi ci sta una partecipazione attiva dell'offeso.
> > Se ad esempio tu entri in un negozio di animali e un pappagallo ti dicesse "stronzo!", non ti offenderesti. E' un cazzo di pennuto, non sa cosa sta dicendo, l'ha imparato a dirlo ripetendolo tante volte senza coglierne il significato. Se te lo dicesse il negoziante, sì. Perché sei tu che scegli di significare il significante "stronzo" in chiave offensiva.
> >
> > Se il pappagallo ti morde il naso o se il negoziante ti tira una centra, puoi anche dire "non mi fa male", ti farà male lo stesso.
> >
> >
> > Ora, per cortesia, evita di umiliarti ulteriormente, e se sei un povero cercati il pdf pirata di "le vostre zone erronee" di dyer, lo trovi in giro, è utilissimo! Fidaty!
> >
> > **Modificato dall'autore il 01.02.2016 19:53**
>
> Pensi che io queste cose non le capisca?
>
> Quello che tu invece non capisci è che il motivo per cui te ne fotti del pappagallo ma dai peso al negoziante è che il pappagallo non è cosciente di quello che dice, mentre il negoziante si. Quello che ti può far arrabbiare non è tanto l'insulto a volte, ma il fatto l'altra persona non ha rispetto di te, che pensa di poter fare quello che vuole con te e perciò rispondi all'offesa per amor proprio.
>
> Chiaramente quello del negoziante è un insulto banale. Innanzitutto è una sola persona e in più l'insulto stronzo non ha un grosso significato, è un insulto standard. Inoltre il negoziante lo vedo una volta e poi non lo vedi più.
>
> Io invece parlavo più che altro di bullismo psicologico e quella è un'altra cosa, perché il bullismo per essere tale deve essere insistente. Cioè, non è che perché tu mercoledì vai a scuola e qualcuno ti dà dello stronzo che allora sei vittima di bullismo... e quando vai a scuola e ogni giorno, da mattina a sera, uno o più compagni ti prendono per il culo. E visto che sono tante persone o magari una persona fisicamente più forte di te diventa difficile reagire.
> Cioè che danneggia psicologicamente quello che viene bullato è proprio il senso di impotenza.
>
> Per concludere, capisco il discorso "insegniamo alle persone a non dare retta alle parole altrui", ma il bullismo è per definizione insistente e perciò non puoi ignorarlo, è come se un fischio fastidioso ti seguisse ovunque vai. Solo che un fischio fastidioso dà solo fastidio, mentre il bullismo annienta l'autostima della vittima perché oltre a sentirsi odiata e derisa da tutti (privata di affetto e amicizia) si sente anche impotente.
>
> Ecco perché secondo me la violenza fisica dovrebbe essere considerata una naturale autodifesa rispetto alla violenza psicologica: se la vittima prende a mazzate i suoi bulli dovrebbe rientrare nella definizione di autodifesa.
> Sono i bulli invece a dover essere perseguiti penalmente, anche perché oltretutto possono far diventare violenta una persona che per sua indole naturale non lo è, così poi ci si ritrova oltretutto con una persona violenta e irascibile.
>
Quoto.
Lascialo stare, è un finocchio e con i finocchi non vale la pena discutete. Avvelenato a suo figlio insegnerà: "se i tuoi compagni ti prendono in giro fai finta che siano dei pappagalli"
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > >
> > > Non ho capito, stai dando la colpa alle vittime? Della serie "se è stata violentata è colpa sua".

> >
> > porcaputtana se sei ritardato.
> >
> > Te lo spiego con un disegnino, come se parlassi con un ritardato.
> >
> >
> > Allora, "offendersi" significa assumere che:
> > 1) non possiamo controllare le nostre emozioni
> > 2) altri tuttavia possono controllare le nostre emozioni
> >
> >
> > Se ci pensi, non ha senso. Se gli altri possono controllare le nostre emozioni perché non si controllano le loro?
> >
> > Ora, tutto questo può essere accettabile se parliamo di minorenni o di ritardati, persone che non sanno controllare le loro emozioni, perché non hanno avuto il tempo per impararlo, o perché gli mancano le capacità metacognitive necessarie.
> >
> > Ma un adulto sano e psicologicamente funzionale dovrebbe poterlo e saperlo fare.
> >
> >
> > Il punto è che la nostra società è composta da una grandissima maggioranza di persone che sono disfunzionali, seppur a livello subpatologico. E quindi è enormemente diffuso il preconcetto secondo cui l'offesa è un sentimento giustificabile.
> > E' una società che promuove la manipolazione come modo di interrelazionarsi.
> > Siamo bombardati da questo genere di perifrasi, "tu mi fai soffrire", "E' colpa tua se mi incazzo", "mi rendi geloso", "non vorrai mica farmi intristire", "mi hai reso molto felice", ecc.
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> > La violenza (sessuale o meno) non è minimamente comparabile in quanto nell'offendersi ci sta una partecipazione attiva dell'offeso.
> > Se ad esempio tu entri in un negozio di animali e un pappagallo ti dicesse "stronzo!", non ti offenderesti. E' un cazzo di pennuto, non sa cosa sta dicendo, l'ha imparato a dirlo ripetendolo tante volte senza coglierne il significato. Se te lo dicesse il negoziante, sì. Perché sei tu che scegli di significare il significante "stronzo" in chiave offensiva.
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> > Se il pappagallo ti morde il naso o se il negoziante ti tira una centra, puoi anche dire "non mi fa male", ti farà male lo stesso.
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> > Ora, per cortesia, evita di umiliarti ulteriormente, e se sei un povero cercati il pdf pirata di "le vostre zone erronee" di dyer, lo trovi in giro, è utilissimo! Fidaty!
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> > **Modificato dall'autore il 01.02.2016 19:53**
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> Pensi che io queste cose non le capisca?
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> Quello che tu invece non capisci è che il motivo per cui te ne fotti del pappagallo ma dai peso al negoziante è che il pappagallo non è cosciente di quello che dice, mentre il negoziante si. Quello che ti può far arrabbiare non è tanto l'insulto a volte, ma il fatto l'altra persona non ha rispetto di te, che pensa di poter fare quello che vuole con te e perciò rispondi all'offesa per amor proprio.
>
> Chiaramente quello del negoziante è un insulto banale. Innanzitutto è una sola persona e in più l'insulto stronzo non ha un grosso significato, è un insulto standard. Inoltre il negoziante lo vedo una volta e poi non lo vedi più.
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> Io invece parlavo più che altro di bullismo psicologico e quella è un'altra cosa, perché il bullismo per essere tale deve essere insistente. Cioè, non è che perché tu mercoledì vai a scuola e qualcuno ti dà dello stronzo che allora sei vittima di bullismo... e quando vai a scuola e ogni giorno, da mattina a sera, uno o più compagni ti prendono per il culo. E visto che sono tante persone o magari una persona fisicamente più forte di te diventa difficile reagire.
> Cioè che danneggia psicologicamente quello che viene bullato è proprio il senso di impotenza.
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> Per concludere, capisco il discorso "insegniamo alle persone a non dare retta alle parole altrui", ma il bullismo è per definizione insistente e perciò non puoi ignorarlo, è come se un fischio fastidioso ti seguisse ovunque vai. Solo che un fischio fastidioso dà solo fastidio, mentre il bullismo annienta l'autostima della vittima perché oltre a sentirsi odiata e derisa da tutti (privata di affetto e amicizia) si sente anche impotente.
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> Ecco perché secondo me la violenza fisica dovrebbe essere considerata una naturale autodifesa rispetto alla violenza psicologica: se la vittima prende a mazzate i suoi bulli dovrebbe rientrare nella definizione di autodifesa.
> Sono i bulli invece a dover essere perseguiti penalmente, anche perché oltretutto possono far diventare violenta una persona che per sua indole naturale non lo è, così poi ci si ritrova oltretutto con una persona violenta e irascibile.
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Quoto.
Lascialo stare, è un finocchio e con i finocchi non vale la pena discutete. Avvelenato a suo figlio insegnerà: "se i tuoi compagni ti prendono in giro fai finta che siano dei pappagalli"

"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
MA checcazzo ne so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da:
> può esservi nazionalsocialismo senza suprematismo?
>
Si. Ma poi può esistere tutto, basta volerlo.
> Nietzsche ha teorizzato il suprematismo che è il male peggiore che ha rovinato il nazionalsocialismo.
A me hanno sempre detto che è stata la sorella di Nietzsche a manipolare i suoi testi in chiave suprematista, ma nn so me l'hanno detto nella stessa scuola dove mi hanno detto che sono morti 6 milioni di ebrei.
> può esservi nazionalsocialismo senza suprematismo?
>
Si. Ma poi può esistere tutto, basta volerlo.
> Nietzsche ha teorizzato il suprematismo che è il male peggiore che ha rovinato il nazionalsocialismo.
A me hanno sempre detto che è stata la sorella di Nietzsche a manipolare i suoi testi in chiave suprematista, ma nn so me l'hanno detto nella stessa scuola dove mi hanno detto che sono morti 6 milioni di ebrei.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da: Giambo
> ... arriva la confessione
>
> http://www.theguardian.com/world/2016/jan/31/teena...
>
> Ordine, ti basta ?
>
> **Modificato dall'autore il 31.01.2016 22:23**
A questo punto si
> ... arriva la confessione
>
> http://www.theguardian.com/world/2016/jan/31/teena...

>
> Ordine, ti basta ?
>
> **Modificato dall'autore il 31.01.2016 22:23**
A questo punto si
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da: Giambo
> Scritto da: Ordine
>
> > Il negazionismo non fa male a nessuno
>
>
Ma proprio a nessuno. A meno che per "male" non intendi ciò che non ti piace.
> Scritto da: Ordine
>
> > Il negazionismo non fa male a nessuno
>
>

Ma proprio a nessuno. A meno che per "male" non intendi ciò che non ti piace.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada