Filosofia
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> Scritto da: Ordine
> > C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> > Comunque il commento è questo, copio:
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> > Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> > Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo.
>
> Questo lo quoto. Alcuni post fa ho scritto che come la materia non è fatta direttamente di quark, ma di molecole fatte di atomi fatti di protoni e neutroni fatti di quark, la società non è solo e semplicemente composta da individui, ma da individui e da varie entità collettive, tra cui i gruppi etnici, che esistono perché funzionali in qualche modo ai loro appartenenti.
>
> Un difetto del pensiero liberale è non capire queste cose. il liberalismo è giustizia pura finché resta nel suo ambito e si contrappone all'illiberalismo, ma al di fuori del campo visivo del liberalismo esistono anche altre cose, altri bisogni, che non sono semplicemente tutta merda solo perché i liberali non le tengono in considerazione.
>
> Che fare allora se un tale, che abita in un posto caratterizzato da uno specifico gruppo etnico e dalla sua cultura, se viene per varie ragioni in conflitto irrimediabile con l'uno e l'altra?
>
> Io non nego che possano o debbano esistere zone del mondo prive di una identità o connotazione etnica specifica, in cui il tale in questione possa essere libero di andare ad abitare. Quello che non voglio è che questo modello a-etnico, che i progressisti considerano superiore, sia esteso a tutti i luoghi e a tutti i territori come se fosse il solo possibile.
>
> Possono esistere posti dove chiunque può andare o insediarsi, tipicamente le grandi metropoli, e posti caratterizzati da specifici gruppi etnici, o idealmente anche gruppi di altro tipo, dove per insediarti devi avere il consenso dei proprietari.
>
> Non è l'esistere delle tribù che impedisce il progresso, sono i progressisti a incalzare le tribù.
Sai, gira e rigira mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa, non è del tutto sbagliato l'individualismo ma nemmeno il collettivismo. Certo che se la contrapposizione dev'essere il collettivismo totalitarista vs l'indiviualismo anarcocapitalista...
Oggi però mi sembra che si stia andando più verso la direzione dell'estremo individualismo piuttosto che verso totalitarismo statalista.
Ormai nelle varie discussioni sui social e non solo, non si può dire più niente che subito arriva l'individaulista a dirti "ma cosa vuoi? Io sono libero di fare quello che voglio e tu non devi giudicare". Ad esempio l'altro giorno avevo criticato il poliamorismo che secondo è una stronzata che fa comodo soprattutto alle donne che vogliono avere zerbini che le fanno i favori e che si scoperanno una volta a mese se tutto va male e nel contempo scoparsi i più fighi e questa cosa non è minimamente paragonabile al classico rapporto monogamo che dovrebbe essere secondo me fulcro di una società sana. Avessi mai detto, mi sono venuti a commentare tutti i poliamoristi incazzati perchè io non rispetto la loro libertà blablabla come se io avessi detto che il poliamorismo debba essere illegale cosa che non ho mai sostenuto anche perchè impensabile da proibire. Insomma loro possono essere liberi di fare quello che vogliono, anche quello di condizionare la società in vivo. Io invece non posso essere libero nemmeno di criticarli...roba da matti.
> Scritto da: Ordine
> > C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> > Comunque il commento è questo, copio:
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> > Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> > Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo.
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> Questo lo quoto. Alcuni post fa ho scritto che come la materia non è fatta direttamente di quark, ma di molecole fatte di atomi fatti di protoni e neutroni fatti di quark, la società non è solo e semplicemente composta da individui, ma da individui e da varie entità collettive, tra cui i gruppi etnici, che esistono perché funzionali in qualche modo ai loro appartenenti.
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> Un difetto del pensiero liberale è non capire queste cose. il liberalismo è giustizia pura finché resta nel suo ambito e si contrappone all'illiberalismo, ma al di fuori del campo visivo del liberalismo esistono anche altre cose, altri bisogni, che non sono semplicemente tutta merda solo perché i liberali non le tengono in considerazione.
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> Che fare allora se un tale, che abita in un posto caratterizzato da uno specifico gruppo etnico e dalla sua cultura, se viene per varie ragioni in conflitto irrimediabile con l'uno e l'altra?
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> Io non nego che possano o debbano esistere zone del mondo prive di una identità o connotazione etnica specifica, in cui il tale in questione possa essere libero di andare ad abitare. Quello che non voglio è che questo modello a-etnico, che i progressisti considerano superiore, sia esteso a tutti i luoghi e a tutti i territori come se fosse il solo possibile.
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> Possono esistere posti dove chiunque può andare o insediarsi, tipicamente le grandi metropoli, e posti caratterizzati da specifici gruppi etnici, o idealmente anche gruppi di altro tipo, dove per insediarti devi avere il consenso dei proprietari.
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> Non è l'esistere delle tribù che impedisce il progresso, sono i progressisti a incalzare le tribù.
Sai, gira e rigira mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa, non è del tutto sbagliato l'individualismo ma nemmeno il collettivismo. Certo che se la contrapposizione dev'essere il collettivismo totalitarista vs l'indiviualismo anarcocapitalista...
Oggi però mi sembra che si stia andando più verso la direzione dell'estremo individualismo piuttosto che verso totalitarismo statalista.
Ormai nelle varie discussioni sui social e non solo, non si può dire più niente che subito arriva l'individaulista a dirti "ma cosa vuoi? Io sono libero di fare quello che voglio e tu non devi giudicare". Ad esempio l'altro giorno avevo criticato il poliamorismo che secondo è una stronzata che fa comodo soprattutto alle donne che vogliono avere zerbini che le fanno i favori e che si scoperanno una volta a mese se tutto va male e nel contempo scoparsi i più fighi e questa cosa non è minimamente paragonabile al classico rapporto monogamo che dovrebbe essere secondo me fulcro di una società sana. Avessi mai detto, mi sono venuti a commentare tutti i poliamoristi incazzati perchè io non rispetto la loro libertà blablabla come se io avessi detto che il poliamorismo debba essere illegale cosa che non ho mai sostenuto anche perchè impensabile da proibire. Insomma loro possono essere liberi di fare quello che vogliono, anche quello di condizionare la società in vivo. Io invece non posso essere libero nemmeno di criticarli...roba da matti.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Immacolata concezione
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>
> ha detto la sua come tutti
>
ma va?
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> ha detto la sua come tutti
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"Se tutti facessero così..."
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C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
Comunque il commento è questo, copio:
Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo. Piuttosto, se vogliamo cambiare le nostre "radici" identitarie, lo possiamo fare (se ovviamente siamo all'interno di un gruppo sociale che consente la libertà di espressione), proponendo attivamente alla comunità un cambiamento negli usi e nei costumi, nel caso si considerino questi ultimi vetusti e/o dannosi; oppure facendo delle scelte individuali che mi distingueranno dalla comunità, senza entrare in conflitto con essa. Ora, alcuni cambiamenti saranno facilmente adottabili a livello individuale (posso evitare di mangiare pasta, banalmente), altri saranno rigettati dalla comunità, perché nocivi a questa stessa: non posso decidere di iniziare a parlare turco con tutti, se mi trovo in italia, e pretendere di essere compreso; non posso adottare valori e norme morali che cozzano con la convivenza civile. Ma devo soffermarmi su quest'ultimo aspetto perché è cruciale: non è detto che l'innovazione veicolata da singoli individui non possa far evolvere, per esempio, un sistema valoriale che tiene salda una comunità. Ciò significa che i gruppi, le comunità identitarie non sono entità metafisiche immutabili; esse crescono come crescono gli individui che ne fanno parte.
Quindi no, non ritengo l'individualismo un pensiero a me affine, perché 1) la comunità è un momento di coesione e formazione importante e 2) individuo e comunità (identitaria) possono e devono crescere insieme.
Comunque il commento è questo, copio:
Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo. Piuttosto, se vogliamo cambiare le nostre "radici" identitarie, lo possiamo fare (se ovviamente siamo all'interno di un gruppo sociale che consente la libertà di espressione), proponendo attivamente alla comunità un cambiamento negli usi e nei costumi, nel caso si considerino questi ultimi vetusti e/o dannosi; oppure facendo delle scelte individuali che mi distingueranno dalla comunità, senza entrare in conflitto con essa. Ora, alcuni cambiamenti saranno facilmente adottabili a livello individuale (posso evitare di mangiare pasta, banalmente), altri saranno rigettati dalla comunità, perché nocivi a questa stessa: non posso decidere di iniziare a parlare turco con tutti, se mi trovo in italia, e pretendere di essere compreso; non posso adottare valori e norme morali che cozzano con la convivenza civile. Ma devo soffermarmi su quest'ultimo aspetto perché è cruciale: non è detto che l'innovazione veicolata da singoli individui non possa far evolvere, per esempio, un sistema valoriale che tiene salda una comunità. Ciò significa che i gruppi, le comunità identitarie non sono entità metafisiche immutabili; esse crescono come crescono gli individui che ne fanno parte.
Quindi no, non ritengo l'individualismo un pensiero a me affine, perché 1) la comunità è un momento di coesione e formazione importante e 2) individuo e comunità (identitaria) possono e devono crescere insieme.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da:
> > L'indignazione di Greta
>
> "Siamo all'inizio di una estinzione di massa e tutto quello di cui siete capaci di parlare è il denaro e favole di un'eterna crescita economica"
>
> Simpatica la gretuccia, non capisco come mai a Ordine stia sulle palle
Perchè oltre ad avere una faccia di cazzo dice delle banalità assurde e peraltro solo parziali. Guarda ad esempio questo recente video di Donadel
sta qua è un'altra che fa leva sul senso di colpa di noi occidentali, ma ovviamente tace sui maggiori responsabili dell'inquinamento che non siamo certo noi.
> > L'indignazione di Greta
>
> "Siamo all'inizio di una estinzione di massa e tutto quello di cui siete capaci di parlare è il denaro e favole di un'eterna crescita economica"
>
> Simpatica la gretuccia, non capisco come mai a Ordine stia sulle palle

Perchè oltre ad avere una faccia di cazzo dice delle banalità assurde e peraltro solo parziali. Guarda ad esempio questo recente video di Donadel
sta qua è un'altra che fa leva sul senso di colpa di noi occidentali, ma ovviamente tace sui maggiori responsabili dell'inquinamento che non siamo certo noi.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Politica
Tutte queste distinzioni non fanno che creare più confusione. Molto più semplicemente: esistono i progressisti da una parte e i tradizionalisti/conservatori dall' altra , siccome però sembrate tutti fissati con l' economia occorre fare una nuova distinzione in socialisti da una parte e liberisti dall' altra.
Nella mie definizioni i liberali nemmeno esistono nel senso che già sono collocabili nelle distinzioni sopra
Volendo potremmo pure fare una distinzione in nazionalisti/identitari e immigrazionisti/globalisti ma lo ritengo abbastanza superfluo dato che i primi al 99% sono trad/conservatori e i secondi progressisti.
Salvini è un nazionalconservatore piuttosto liberista, la cosiddetta estrema destra invece è socialista nazionalista. A proposito se le tue definizioni sopra fossero coerenti l' estrema destra dovrebbe essere identificata con l' anarcocapitalismo invece secondo il linguaggio mediatico non sono altro che i socialisti nazionalisti comunemente associati ai fascisti
Nella mie definizioni i liberali nemmeno esistono nel senso che già sono collocabili nelle distinzioni sopra
Volendo potremmo pure fare una distinzione in nazionalisti/identitari e immigrazionisti/globalisti ma lo ritengo abbastanza superfluo dato che i primi al 99% sono trad/conservatori e i secondi progressisti.
Salvini è un nazionalconservatore piuttosto liberista, la cosiddetta estrema destra invece è socialista nazionalista. A proposito se le tue definizioni sopra fossero coerenti l' estrema destra dovrebbe essere identificata con l' anarcocapitalismo invece secondo il linguaggio mediatico non sono altro che i socialisti nazionalisti comunemente associati ai fascisti
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Partecipa anche tu!
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
Politica
"Renzi non è di sinistra, Renzi è un liberale quindi di destra"
Ma che cazzo sta dicendo?
**Modificato dall'autore il 21.09.2019 19:59**
Ma che cazzo sta dicendo?

**Modificato dall'autore il 21.09.2019 19:59**
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Politica
Insomma un nuovo partito nazional-socialista, ma ovviamente Fusaro non lo dirà mai
"Se tutti facessero così..."
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Politica
Veramente no,la logica collettivista dice che il benessere della società intesa come somma degli individui è prioritario rispetto al benessere del singolo quindi è una logica che si basa sulla statistica. Il provvedimento del "colpire nel mucchio" non è sbagliato se attuato come extrema ratio qualora le altre soluzioni più individualiste risultino inefficaci. L'importante è che il beneficio finale colpisca la maggior parte degli individui di quella società.
"Se tutti facessero così..."
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Politica
Penso che è un troll
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France in free fall
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https://sheikyermami.com/2019/01/france-in-free-fall/
Ennesima vittoria liberale in Francia. Clicca qui per saperne di più!
Secondo me no, PRIMO:
TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i...
che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.
Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.
SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.
Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.
TUTTI NOI siamo "privati", ma dobbiamo rispettare le leggi, e lo devono fare anche gli stranieri e le aziende straniere.
Secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Pordenone ( https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-i...
che ha condannato Facebook al risarcimento del danno e a riattivare un profilo che aveva arbitrariamente chiuso adducendo "violazioni", l'azienda californiana NON PUO' bannare un utente perché le gira di farlo. E se adduce che quell'utente abbia commesso delle violazioni, le deve dimostrare UNA PER UNA.Il disclaimer che si firma al momento dell'iscrizione a Facebook impegna entrambi i contraenti ed è equiparato a un contratto; l'azienda NON PUO' recedere unilateralmente con un ban arbitrario.
SECONDO Nel caso in questione di CPI E FN, l'azienda, oltre a parlare genericamente di "violazioni" SENZA CHIARIRE CHI, COME, DOVE E QUANDO (e dovrebbe farlo singolarmente per CIASCUNO dei profili bannati e delle pagine chiuse) nel suo comunicato dichiara espressamente che ha agito in questo modo sostanzialmente perché considera CasaPound un'associazione "non gradita", accusandola di diffondere odio. Quindi quei profili NON sono stati chiusi perché, che so Mario Rossi di CasaPound ha scritto post razzisti o chissà che, ma semplicemente perché Mario Rossi E' di CasaPound. E ne è prova il fatto che nel loro comunicato aggiungono pure che sarebbe a rischio ban persino chi osasse solidarizzare con CasaPound.
Infine, vorrei ricordare (e mi auguro lo faccia di nuovo anche un nostro tribunale a Facebook, in un'aula giudiziaria in cui auspico che l'azienda californiana venga di nuovo trascinata) che sono solo ed esclusivamente le nostre istituzioni, magistratura in primis, a stabilire se come e quando un'organizzazione sia "fuorilegge". NON un'azienda privata. Un'azienda privata che ha una sua policy può chiudere la pagina X perché sulla pagina X si diffonde odio e razzismo MA sulle pagine e sui profili oscurati non avveniva MAI nulla del genere (e si sfida Facebook a provare il contrario), e difatti l'azienda li ha oscurati perché a suo dire (ma NON a dire della magistratura italiana né delle istituzioni che di volta in volta le consentivano di partecipare alle elezioni) CasaPound sarebbe una associazione fuorilegge.
Almeno di QUESTO potreste un po' preoccuparvi: del fatto che un'azienda privata straniera si arroga il diritto e il potere di sostituirsi alle nostre istituzioni e prendere decisioni al posto loro e contrarie alle loro.
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"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Politica
Shy la fa semplice, voglio vedere se domani gli chiudono il canale youtube con una motivazione ridicola lui come la prenderebbe. Direbbe "youtube è un'azienda privata e fa quello che vuole" ?
Il punto è che Facebook è diventato a tutti gli effetti un mass media che collega miliardi di persona, ormai si fa politica solo lì e Salvini ci ha insegnato che si possono perfino vincere le elezioni grazie a questo strumento. E' sbagliato auindi secondo me trattare questi social come l' officina sotto casa tua. Si potrebbe arrivare ad una situazione dove avversario politico di X chiede a Zuckemberg di bannare X
Ma poi incitamento all'odio cosa?
Se fosse stato per i contenuti non li avrebbero bloccati tutti insieme e solo adesso.
A meno che non vogliate prendervi per il culo da soli pur di non pensare.
Il punto è che Facebook è diventato a tutti gli effetti un mass media che collega miliardi di persona, ormai si fa politica solo lì e Salvini ci ha insegnato che si possono perfino vincere le elezioni grazie a questo strumento. E' sbagliato auindi secondo me trattare questi social come l' officina sotto casa tua. Si potrebbe arrivare ad una situazione dove avversario politico di X chiede a Zuckemberg di bannare X
Ma poi incitamento all'odio cosa?
Se fosse stato per i contenuti non li avrebbero bloccati tutti insieme e solo adesso.
A meno che non vogliate prendervi per il culo da soli pur di non pensare.
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fino a un paio di giorni fa, io come tutti, ritenevo che Salvini avesse fatto un grave errore a far cadere il governo, poi ho letto questo articolo che mi ha fatto riflettere:
https://politicaesocieta2015.wordpress.com/2019/09... 
La mia tesi è che Matteo Salvini, con la propria scelta apparentemente avventata, abbia volutamente avviato la più straordinaria azione di demolizione politica degli avversari della storia della Repubblica.
Per capirlo facciamo un passo indietro, agli inizi del governo gialloverde.
L’alleanza Lega-M5S è stata siglata dalle due forze uscite vincitrici alle elezioni del 2018 ma non fu questa la leva dell’accordo. Il consenso e le alleanze politiche nelle varie epoche storiche si coagula di norma attorno alle cosiddette “fratture” per cui, ad esempio, agli inizi del ‘900 e per buona parte del secolo lo scontro politico fu tra capitale e lavoro, tra padroni e operai (frattura capitale/lavoro), poi successivamente e sino all’inizio degli anni ’90 si spostò sull’appoggio alternativo ai due blocchi USA/URSS (frattura libertà/comunismo) ed infine da allora ad oggi sulla adesione o meno al modello economico e politico costituito dalla Unione Europea (frattura del sovranismo).
La frattura del sovranismo oggi, almeno in Europa è quella dominante in quanto produce a sua volta aggregazioni partitiche ben riconoscibili.
Sia Lega che M5S erano portatrici di idee fortemente convergenti sul tema della non adesione alle regole imposte da Bruxelles e si trovavano, di fatto, dallo stesso lato della barricata.
Su questo forte collante di fondo nacque quindi il governo cosiddetto non a caso “populista” il quale, attorno alla frattura del sovranismo, si dovette dare delle regole comuni di convivenza (il Contratto di Governo) avendo al proprio interno molte istanze divergenti che in tal modo vennero canalizzate in un corpo di regole e in un programma condiviso.
Il meccanismo cominciò ad incepparsi agli inizi del 2019 ma non tanto per divergenze o veti incrociati sui singoli provvedimenti come Tav, Decreto Sicurezza, taglio dei parlamentari (veti che rallentavano l’azione di governo ma non la bloccavano stante il programma inizialmente condiviso) quanto per un inaspettato cambio di atteggiamento del M5S proprio nella frattura del sovranismo:
il premier Conte a gennaio chiede consigli ad Angela Merkel su come fermare Salvini (!);
la trattativa con Bruxelles per un deficit all’ 1,8% secondo i desiderata della UE ma bloccante per la ripresa degli investimenti nel nostro Paese (e che non avrebbe consentito alla Lega di attuare ad esempio la Flat Tax);
la lettera di luglio di Conte e Tria alla commissione europea in cui si annuncia la prosecuzione delle politiche di austerità e, da ultimo come ciliegina sulla torta,
il voto favorevole e determinante del M5S per la elezione a presidente della Commissione Europea di Ursula von der Leyen espressione più truce dell’ultra liberismo, dell’ultra europeismo e dell’austerità.
Questa capriola a 180° del M5S su posizioni che la Lega giudica come le vere cause dell’impossibilità dell’Italia di tornare ad essere competitiva con Germania e Francia, ha di fatto minato le reali basi sulle quali si era costruita una alleanza politica. Salvini si sarebbe ritrovato al seguito di un carrozzone guidato da M5S e poteri europei e sarebbe stato l’anatra zoppa del governo.
A questo punto la sfiducia verso il governo avrebbe avuto 3 possibili conseguenze (non ce ne sono altre) tutte favorevoli alla Lega:
il M5S, terrorizzato dall’idea di nuove elezioni, pur di non far cadere l’esecutivo avrebbe accettato un rimpasto con l’esclusione dei ministri malvisti dalla Lega (Tria, Toninelli, Trenta) provocando così un netto sbilanciamento di potere a favore di quest’ultima;
il M5S rifiuta l’opzione 1 (peraltro reiterata dallo stesso Salvini e rifiutata dal M5S) e accetta di fare un governo con il Partito Democratico, nemico di sempre: probabile spaccatura nel prossimo futuro sia del PD che M5S e ancor più probabile emorragia di consensi (in particolare del M5S che dopo aver perso l’”ala sinistra” in occasione dell’alleanza con la Lega ora perderebbe anche l’”ala destra” in caso di alleanza con il PD). Alle prossime politiche la Lega vince le elezioni a mani basse. Unica controindicazione: il nascente governo giallo-fucsia combina qualcosa di buono. La probabilità che ciò avvenga, dati i trascorsi soprattutto in casa PD, è prossima allo zero;
si va allo scioglimento delle Camere e a nuove elezioni in autunno: la Lega (o in generale il centro-destra anche senza Forza Italia) vince a mani basse.
Fatte queste considerazioni la Lega ha deciso così di staccare la spina all’esperienza di governo nella consapevolezza di aver mantenuto coerenza sin dall’inizio dell’esecutivo sia in termini di programma sia in termini di volontà di contrasto alle regole imposte dalla UE; analoga coerenza è fortemente deficitaria nel M5S che da partito anti-sistema si è trasformato in pochi mesi a partito garante delle oligarchie europee di matrice franco-tedesca. Gli elettori di norma premiano la coerenza e puniscono l’incoerenza. Per questo le prossime politiche per il M5S potrebbero essere un vero e proprio bagno di sangue.
Che avrebbe prevalso l’opzione 2 (come poi sta accadendo) poteva apparire imprevedibile dati i trascorsi contrasti PD/M5S? Sì, ma sino ad un certo punto. Nei mesi scorsi erano stati più di uno i sospetti in casa leghista di una possibile intesa sottobanco tra i due partiti; la circostanza che essi abbiano trovato un accordo in soli 4 giorni dopo 10 anni di odio reciproco profuso a piene mani è quantomeno sospetta e potrebbe avvalorare la tesi dell’accordo preventivo. Era insomma un rischio calcolato.
L’ipotesi di un possibile accordo tra PD e M5S ha creato una serie di dinamiche molto interessanti:
il Movimento 5 Stelle è stato costretto a gettare la maschera ed apparire per quello che in realtà è: un partito politico come gli altri, attaccato alle poltrone, attaccato al potere, timoroso di perdere quel potere a dispetto dei proclami iniziali (“noi non siamo come gli altri”). Lo spauracchio di nuove elezioni è ben evidente alla dirigenza del partito che in tale ipotesi verrebbe ridotta di oltre la metà la propria presenza in Parlamento con altrettanti deputati e senatori che dovrebbero anzitempo tornare alle occupazioni precedenti. È incredibile constatare come una vecchia teoria politologica dei primi del ‘900 sia sempre validissima ed anzi calzi a pennello nel caso del M5S (la “Legge Ferrea dell’Oligarchia” di Robert Michels è del 1911 e prevede che “lo sviluppo di un’organizzazione produce burocratizzazione e centralizzazione, che creano una leadership stabile, che col tempo si trasforma in una casta chiusa e inamovibile”. L’obiettivo principale dei partiti politici diventa la propria sopravvivenza e non l’azione politica);
il M5S propone nuovamente come premier incaricato Giuseppe Conte ormai funzionale ai poteri sovranazionali in netto contrasto quindi con lo spirito iniziale del Movimento e con le aspettative di molti militanti ed elettori;
il PD ha rispolverato nuovamente le solite logiche partitocratiche di potere (le trattative sono impostate sulle poltrone e sugli incarichi ma nulla si sa del programma perché ancora neppure discusso) mostrando con evidenza plastica la vera ragione della propria esistenza ovvero l’essere la cinghia di trasmissione tra la dittatura della UE ed il nostro Paese; niente di nuovo direi…..
il possibile governo giallo-fucsia ha ricevuto gli apprezzamenti dell’Unione Europea, dei mercati (e ci mancherebbe!) e delle stampa mainstream (che ha trasformato in una settimana Giuseppe Conte da burattino in mano ai suoi vice-premier in apprezzato statista), tutte chiare indicazioni di ciò che ci attende ma soprattutto che un governo siffatto nasce e si reggerebbe unicamente in chiave anti-Salvini, anti-Lega, anti-sovranismo ma potenzialmente con pochi punti programmatici in comune.
Gli elettori non sono stupidi.
La reazione a queste dinamiche sarà INEVITABILMENTE una ulteriore polarizzazione dei consensi a danno prevalentemente dell’incoerente M5S (ed in misura minore del PD) e a netto vantaggio nel medio termine della Lega. La lettura dei commenti dei militanti e simpatizzanti ai post di Luigi di Maio sui social non lascia presagire nulla di buono per il M5S al quale difficilmente verrà perdonata l’alleanza con il nemico storico (forse anche lo stesso Di Maio si sta ravvedendo e proprio ieri ha dichiarato che o si accettano i 20 punti del suo programma o è meglio tornare al voto, chiara scelta di campo ed indicazione per gli iscritti alla piattaforma Rousseau ma anche presa di coscienza di aver compiuto l’idiozia del secolo).
I provvedimenti che presumibilmente verranno assunti dal nuovo governo (ad esempio in tema di immigrazione con le varie coop rosse che stanno scaldando i motori per ripartire nuovamente con l’appropriazione di denaro pubblico a colpi di 5 miliardi all’anno dato che gli sbarchi riprenderanno a breve in grande stile ed abbondanza; a proposito…che fine ha fatto Minniti? Interpellato per il Ministero degli Interni? Troppo cattivo?) allontaneranno ulteriormente il mondo reale dalla elitè politica generando potenzialmente un pericoloso contrasto tra volontà popolare e potere nel nostro Paese che sarà inevitabilmente condizionato sempre più pesantemente dalla cupola di Bruxelles.
Prevedo alle prossime politiche un centro-destra populista (anche senza Forza Italia) al 50% dei voti e la possibilità di governare stabilmente per una intera legislatura.
Insomma, una decisione che pareva avventata e non ragionata da parte della Lega si sta traducendo in una spettacolare mossa per mettere nell’angolo l’avversario, fargli gettare la maschera e fargli perdere ulteriore consenso.
Che ne pensate? Io non so se Salvini ha davvero pensato a tutto questo prima di far cadere il governo, ma in effetti la ricostruzione e lo scenario presentato è verosimile.

La mia tesi è che Matteo Salvini, con la propria scelta apparentemente avventata, abbia volutamente avviato la più straordinaria azione di demolizione politica degli avversari della storia della Repubblica.
Per capirlo facciamo un passo indietro, agli inizi del governo gialloverde.
L’alleanza Lega-M5S è stata siglata dalle due forze uscite vincitrici alle elezioni del 2018 ma non fu questa la leva dell’accordo. Il consenso e le alleanze politiche nelle varie epoche storiche si coagula di norma attorno alle cosiddette “fratture” per cui, ad esempio, agli inizi del ‘900 e per buona parte del secolo lo scontro politico fu tra capitale e lavoro, tra padroni e operai (frattura capitale/lavoro), poi successivamente e sino all’inizio degli anni ’90 si spostò sull’appoggio alternativo ai due blocchi USA/URSS (frattura libertà/comunismo) ed infine da allora ad oggi sulla adesione o meno al modello economico e politico costituito dalla Unione Europea (frattura del sovranismo).
La frattura del sovranismo oggi, almeno in Europa è quella dominante in quanto produce a sua volta aggregazioni partitiche ben riconoscibili.
Sia Lega che M5S erano portatrici di idee fortemente convergenti sul tema della non adesione alle regole imposte da Bruxelles e si trovavano, di fatto, dallo stesso lato della barricata.
Su questo forte collante di fondo nacque quindi il governo cosiddetto non a caso “populista” il quale, attorno alla frattura del sovranismo, si dovette dare delle regole comuni di convivenza (il Contratto di Governo) avendo al proprio interno molte istanze divergenti che in tal modo vennero canalizzate in un corpo di regole e in un programma condiviso.
Il meccanismo cominciò ad incepparsi agli inizi del 2019 ma non tanto per divergenze o veti incrociati sui singoli provvedimenti come Tav, Decreto Sicurezza, taglio dei parlamentari (veti che rallentavano l’azione di governo ma non la bloccavano stante il programma inizialmente condiviso) quanto per un inaspettato cambio di atteggiamento del M5S proprio nella frattura del sovranismo:
il premier Conte a gennaio chiede consigli ad Angela Merkel su come fermare Salvini (!);
la trattativa con Bruxelles per un deficit all’ 1,8% secondo i desiderata della UE ma bloccante per la ripresa degli investimenti nel nostro Paese (e che non avrebbe consentito alla Lega di attuare ad esempio la Flat Tax);
la lettera di luglio di Conte e Tria alla commissione europea in cui si annuncia la prosecuzione delle politiche di austerità e, da ultimo come ciliegina sulla torta,
il voto favorevole e determinante del M5S per la elezione a presidente della Commissione Europea di Ursula von der Leyen espressione più truce dell’ultra liberismo, dell’ultra europeismo e dell’austerità.
Questa capriola a 180° del M5S su posizioni che la Lega giudica come le vere cause dell’impossibilità dell’Italia di tornare ad essere competitiva con Germania e Francia, ha di fatto minato le reali basi sulle quali si era costruita una alleanza politica. Salvini si sarebbe ritrovato al seguito di un carrozzone guidato da M5S e poteri europei e sarebbe stato l’anatra zoppa del governo.
A questo punto la sfiducia verso il governo avrebbe avuto 3 possibili conseguenze (non ce ne sono altre) tutte favorevoli alla Lega:
il M5S, terrorizzato dall’idea di nuove elezioni, pur di non far cadere l’esecutivo avrebbe accettato un rimpasto con l’esclusione dei ministri malvisti dalla Lega (Tria, Toninelli, Trenta) provocando così un netto sbilanciamento di potere a favore di quest’ultima;
il M5S rifiuta l’opzione 1 (peraltro reiterata dallo stesso Salvini e rifiutata dal M5S) e accetta di fare un governo con il Partito Democratico, nemico di sempre: probabile spaccatura nel prossimo futuro sia del PD che M5S e ancor più probabile emorragia di consensi (in particolare del M5S che dopo aver perso l’”ala sinistra” in occasione dell’alleanza con la Lega ora perderebbe anche l’”ala destra” in caso di alleanza con il PD). Alle prossime politiche la Lega vince le elezioni a mani basse. Unica controindicazione: il nascente governo giallo-fucsia combina qualcosa di buono. La probabilità che ciò avvenga, dati i trascorsi soprattutto in casa PD, è prossima allo zero;
si va allo scioglimento delle Camere e a nuove elezioni in autunno: la Lega (o in generale il centro-destra anche senza Forza Italia) vince a mani basse.
Fatte queste considerazioni la Lega ha deciso così di staccare la spina all’esperienza di governo nella consapevolezza di aver mantenuto coerenza sin dall’inizio dell’esecutivo sia in termini di programma sia in termini di volontà di contrasto alle regole imposte dalla UE; analoga coerenza è fortemente deficitaria nel M5S che da partito anti-sistema si è trasformato in pochi mesi a partito garante delle oligarchie europee di matrice franco-tedesca. Gli elettori di norma premiano la coerenza e puniscono l’incoerenza. Per questo le prossime politiche per il M5S potrebbero essere un vero e proprio bagno di sangue.
Che avrebbe prevalso l’opzione 2 (come poi sta accadendo) poteva apparire imprevedibile dati i trascorsi contrasti PD/M5S? Sì, ma sino ad un certo punto. Nei mesi scorsi erano stati più di uno i sospetti in casa leghista di una possibile intesa sottobanco tra i due partiti; la circostanza che essi abbiano trovato un accordo in soli 4 giorni dopo 10 anni di odio reciproco profuso a piene mani è quantomeno sospetta e potrebbe avvalorare la tesi dell’accordo preventivo. Era insomma un rischio calcolato.
L’ipotesi di un possibile accordo tra PD e M5S ha creato una serie di dinamiche molto interessanti:
il Movimento 5 Stelle è stato costretto a gettare la maschera ed apparire per quello che in realtà è: un partito politico come gli altri, attaccato alle poltrone, attaccato al potere, timoroso di perdere quel potere a dispetto dei proclami iniziali (“noi non siamo come gli altri”). Lo spauracchio di nuove elezioni è ben evidente alla dirigenza del partito che in tale ipotesi verrebbe ridotta di oltre la metà la propria presenza in Parlamento con altrettanti deputati e senatori che dovrebbero anzitempo tornare alle occupazioni precedenti. È incredibile constatare come una vecchia teoria politologica dei primi del ‘900 sia sempre validissima ed anzi calzi a pennello nel caso del M5S (la “Legge Ferrea dell’Oligarchia” di Robert Michels è del 1911 e prevede che “lo sviluppo di un’organizzazione produce burocratizzazione e centralizzazione, che creano una leadership stabile, che col tempo si trasforma in una casta chiusa e inamovibile”. L’obiettivo principale dei partiti politici diventa la propria sopravvivenza e non l’azione politica);
il M5S propone nuovamente come premier incaricato Giuseppe Conte ormai funzionale ai poteri sovranazionali in netto contrasto quindi con lo spirito iniziale del Movimento e con le aspettative di molti militanti ed elettori;
il PD ha rispolverato nuovamente le solite logiche partitocratiche di potere (le trattative sono impostate sulle poltrone e sugli incarichi ma nulla si sa del programma perché ancora neppure discusso) mostrando con evidenza plastica la vera ragione della propria esistenza ovvero l’essere la cinghia di trasmissione tra la dittatura della UE ed il nostro Paese; niente di nuovo direi…..
il possibile governo giallo-fucsia ha ricevuto gli apprezzamenti dell’Unione Europea, dei mercati (e ci mancherebbe!) e delle stampa mainstream (che ha trasformato in una settimana Giuseppe Conte da burattino in mano ai suoi vice-premier in apprezzato statista), tutte chiare indicazioni di ciò che ci attende ma soprattutto che un governo siffatto nasce e si reggerebbe unicamente in chiave anti-Salvini, anti-Lega, anti-sovranismo ma potenzialmente con pochi punti programmatici in comune.
Gli elettori non sono stupidi.
La reazione a queste dinamiche sarà INEVITABILMENTE una ulteriore polarizzazione dei consensi a danno prevalentemente dell’incoerente M5S (ed in misura minore del PD) e a netto vantaggio nel medio termine della Lega. La lettura dei commenti dei militanti e simpatizzanti ai post di Luigi di Maio sui social non lascia presagire nulla di buono per il M5S al quale difficilmente verrà perdonata l’alleanza con il nemico storico (forse anche lo stesso Di Maio si sta ravvedendo e proprio ieri ha dichiarato che o si accettano i 20 punti del suo programma o è meglio tornare al voto, chiara scelta di campo ed indicazione per gli iscritti alla piattaforma Rousseau ma anche presa di coscienza di aver compiuto l’idiozia del secolo).
I provvedimenti che presumibilmente verranno assunti dal nuovo governo (ad esempio in tema di immigrazione con le varie coop rosse che stanno scaldando i motori per ripartire nuovamente con l’appropriazione di denaro pubblico a colpi di 5 miliardi all’anno dato che gli sbarchi riprenderanno a breve in grande stile ed abbondanza; a proposito…che fine ha fatto Minniti? Interpellato per il Ministero degli Interni? Troppo cattivo?) allontaneranno ulteriormente il mondo reale dalla elitè politica generando potenzialmente un pericoloso contrasto tra volontà popolare e potere nel nostro Paese che sarà inevitabilmente condizionato sempre più pesantemente dalla cupola di Bruxelles.
Prevedo alle prossime politiche un centro-destra populista (anche senza Forza Italia) al 50% dei voti e la possibilità di governare stabilmente per una intera legislatura.
Insomma, una decisione che pareva avventata e non ragionata da parte della Lega si sta traducendo in una spettacolare mossa per mettere nell’angolo l’avversario, fargli gettare la maschera e fargli perdere ulteriore consenso.
Che ne pensate? Io non so se Salvini ha davvero pensato a tutto questo prima di far cadere il governo, ma in effetti la ricostruzione e lo scenario presentato è verosimile.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da:
> Non hanno solo cambiato casacca, hanno cambiato programmi. Ora vediamo se recuperano qualcosa dei programmi abbandonati, ma ho la sensazione che non ne parleranno più.
Infatti ora sono diventati filo europeisti e ne pagheranno le conseguenze
> Non hanno solo cambiato casacca, hanno cambiato programmi. Ora vediamo se recuperano qualcosa dei programmi abbandonati, ma ho la sensazione che non ne parleranno più.
Infatti ora sono diventati filo europeisti e ne pagheranno le conseguenze
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Politica
Scritto da:
> >
>
> Mentana ha un torto bieco, marcio, contorto e illogico. Il ruolo dei media nel disinformare parlando di cosa vogliono loro è determinante.
A proposito, in queste ore facebook ha chiuso la pagina di Di Stefano e di diversi consiglieri di Casapound
> >
>
> Mentana ha un torto bieco, marcio, contorto e illogico. Il ruolo dei media nel disinformare parlando di cosa vogliono loro è determinante.
A proposito, in queste ore facebook ha chiuso la pagina di Di Stefano e di diversi consiglieri di Casapound
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Comunque penso che la Bonino sfiduci il governo perchè pensa erroneamente che il M5S vada contro la sua amata Europa
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da:
> visto che sei qui
>
> hai un account twitter?
Si ma non lo uso mai
> visto che sei qui
>
> hai un account twitter?
Si ma non lo uso mai
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
E TU Lo Sai o no?
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Ma veramente è l'unica cosa buona che farà
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Politica
Madonna ha classifica faccia di chi ci riempirá di negri da qui a poco.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Evidentemente sarà stato un bullismo pesante se dopo 50 anni ancora provava rancore. Non approvo il gesto, ma sinceramente un po' lo comprendo. Oltretutto l'articolo dice che il bullo si è rifiutato di chiedere scusa.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada