Politica
Scritto da: Mattia
> Ha aggiunto altri punti rispetto ai 10 che aveva già enunciato. Quelli che mi vengono in mente:
> - Stop a trivellazioni
> - Stop alle centrali a carbone, da chiudere tutte entro il 2025
> - Stop agli inceneritori
> - Mantenimento dei decreti sicurezza 1 e 2, seppur apportando le modifiche suggerite da Mattarella
> - Mantenimento del decreto dignità
> - Taglio dei parlamentari
> - Riduzione delle tasse a famiglie e imprese
>
>
>
> Quelli del PD non l'hanno presa bene. Conte si è arrabbiato con Di Maio.
>
>
> **Modificato dall'autore il 31.08.2019 00:36**
Secondo me è solo un modo per far vedere al proprio elettorato (visto l'insurrezione che c'è stata sul web) che loro non si piegano davanti a nessuno e non fanno compromessi quindi "o si fa così o niente". Alla fine però i compromessi li faranno, ma spero di sbagliarmi.
> Ha aggiunto altri punti rispetto ai 10 che aveva già enunciato. Quelli che mi vengono in mente:
> - Stop a trivellazioni
> - Stop alle centrali a carbone, da chiudere tutte entro il 2025
> - Stop agli inceneritori
> - Mantenimento dei decreti sicurezza 1 e 2, seppur apportando le modifiche suggerite da Mattarella
> - Mantenimento del decreto dignità
> - Taglio dei parlamentari
> - Riduzione delle tasse a famiglie e imprese
>
>
>
> Quelli del PD non l'hanno presa bene. Conte si è arrabbiato con Di Maio.
>
>
> **Modificato dall'autore il 31.08.2019 00:36**
Secondo me è solo un modo per far vedere al proprio elettorato (visto l'insurrezione che c'è stata sul web) che loro non si piegano davanti a nessuno e non fanno compromessi quindi "o si fa così o niente". Alla fine però i compromessi li faranno, ma spero di sbagliarmi.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da:
>
> Di Maio è un arrivista.
> Conte un opportunista.
> Grillo un incoerente.
>
> Salvini un diverso tipo di opportunista,
Di Maio ha appena detto "o rispettano il nostro programma o si vota". Speriamo tenga la linea dura...
Salvini comunque ha fatto una cazzata in ogni caso
>
> Di Maio è un arrivista.
> Conte un opportunista.
> Grillo un incoerente.
>
> Salvini un diverso tipo di opportunista,
Di Maio ha appena detto "o rispettano il nostro programma o si vota". Speriamo tenga la linea dura...
Salvini comunque ha fatto una cazzata in ogni caso
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il PD è ancora il "partito di Bibbiano" ?
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"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Politica
Scritto da: SAMURAI
> Mattia, si deve scegliere il male minore. Io non sarei d'accordo che il M5S si alleasse con il PD e vorrei che corresse alle elezioni da solo. Ma se il PD e il M5S vanno alle elezioni da soli PERDONO! La Lega con Forza Italia e Fratelli d'Italia vincerebbero. Questo lo sa anche Renzi e Zingaretti ecco perchè sarebbe saggio fare una alleanza per sconfiggere la destra. Come dice un proverbio: due nemici possono allearsi per sconfiggere un nemico comune..
Perderanno in ogni caso
> Mattia, si deve scegliere il male minore. Io non sarei d'accordo che il M5S si alleasse con il PD e vorrei che corresse alle elezioni da solo. Ma se il PD e il M5S vanno alle elezioni da soli PERDONO! La Lega con Forza Italia e Fratelli d'Italia vincerebbero. Questo lo sa anche Renzi e Zingaretti ecco perchè sarebbe saggio fare una alleanza per sconfiggere la destra. Come dice un proverbio: due nemici possono allearsi per sconfiggere un nemico comune..

Perderanno in ogni caso
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da: Mattia
> Scritto da: Ordine
> > Perché non mi frega un cazzo che è morta la Toffa?
> >
> > Ricapitolando:
> >
> > Servizi della Toffa dal 2012 al 2017 in cui:
> > - l’omeopatia cura l’otite (servizio andato in onda dopo la morte del bambino a causa di una otite curata con l’omeopatia). Nel servizio la Toffa non prende posizioni riguardo la comprovata definizione di “preudoscienza” per le cure omeopatiche, anzi, intervista una dottoressa che continua ad affermare che l’otite certamente è curabile con l’omeopatia
>
> Mi fermo a questo.
Pessima idea.
Io comunque non ho detto che sono contento che sia morta o che abbia sofferto ho solo detto che non mi interessa della sua scomparsa. Non capisco perchè devi sempre buttarla in politica.
> Scritto da: Ordine
> > Perché non mi frega un cazzo che è morta la Toffa?
> >
> > Ricapitolando:
> >
> > Servizi della Toffa dal 2012 al 2017 in cui:
> > - l’omeopatia cura l’otite (servizio andato in onda dopo la morte del bambino a causa di una otite curata con l’omeopatia). Nel servizio la Toffa non prende posizioni riguardo la comprovata definizione di “preudoscienza” per le cure omeopatiche, anzi, intervista una dottoressa che continua ad affermare che l’otite certamente è curabile con l’omeopatia
>
> Mi fermo a questo.
Pessima idea.
Io comunque non ho detto che sono contento che sia morta o che abbia sofferto ho solo detto che non mi interessa della sua scomparsa. Non capisco perchè devi sempre buttarla in politica.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Perché non mi frega un cazzo che è morta la Toffa?
Ricapitolando:
Servizi della Toffa dal 2012 al 2017 in cui:
- l’omeopatia cura l’otite (servizio andato in onda dopo la morte del bambino a causa di una otite curata con l’omeopatia). Nel servizio la Toffa non prende posizioni riguardo la comprovata definizione di “preudoscienza” per le cure omeopatiche, anzi, intervista una dottoressa che continua ad affermare che l’otite certamente è curabile con l’omeopatia
- servizi sui tumori causati da un presunto esperimento nucleare sotto il Gran Sasso
- numerosi servizi sulla validità del metodo stamina
- servizio su Matteo Viviani, lasciandolo libero di informare milioni di spettatori italiani in prima serata che il cancro si cura con l’aloe vera
- servizio sul miracoloso Escozul, il veleno di uno scorpione di Cuba che cura il cancro
- il tutto condito da numerose interviste a santoni e pseudo medici che la sparano a zero su salute, diete, dieta dei gruppi sanguigni (ampiamente smentita la sua validità dall’intera comunità scientifica mondiale) e altre idiozie
- esortazione durante le interviste a pazienti IEO e altri malati terminali ad avere un atteggiamento positivo, senza quello non è possibile il miracolo della guarigione
2017/18 Nadia Toffa ha un cancro e non lo dice a nessuno, si ritira dalla trasmissione per (giustamente, dico io) curarsi e riprendersi
DUE MESI DOPO esordisce in tv dicendo che ha battuto il cancro e che l’atteggiamento positivo l’ha aiutata e che il cancro è un DONO che ti fa capire che si va sempre avanti.
Bada bene però a dire che la chemio e la radio l’hanno aiutata.
Ora non ci sono più aloe o escozul che tengano.
Scrive un libro, riparlando del Dono, dell’atteggiamento positivo, della sua battaglia vinta contro il tumore. Torna in tv, a quel tempo ormai io Le Iene non le guardavo nemmeno più, perché divenuto ormai un cesso di informazione sensazionalistica non degno della mia attenzione.
2019 La Toffa muore ed è osannata come leonessa, lottatrice, grande perdita, non te lo meritavi etc etc.
Questo dimostra che:
Quando muori ti viene perdonato tutto
La gente si scorda che hai spalato merda antiscientifica negli ultimi 10 anni
La gente è indotta a pensare che la battaglia col tumore si vinca e che due mesi dopo se sei positiva e hai un buon atteggiamento puoi tornare a svolgere il tuo regolare lavoro con più grinta
Ne consegue che chi dal tunnel del tumore non ne esce è una sua scelta perché non vuole stare meglio, come se fosse facoltà di un malato decidere di star bene
Fino alla settimana scorsa chi moriva di tumore non si era impegnato abbastanza per combatterlo e sconfiggerlo davvero
Oggi “anche i migliori se ne vanno”, ed io sono una merda se non provo compassione.
Quando un servizio su una paziente senza capelli ferma sulla sedia a rotelle finiva con “noi abbiamo detto a Tizia che con le erbe e con uno spirito da guerriera può superare tutto, beh ora sta a lei”, compassione non se ne può avere, se hai un briciolo di memoria."
Ora dico io qualcosa di antiscientifico:
Il karma ha un bel senso dell’umorismo
**Modificato dall'autore il 14.08.2019 12:27**
Ricapitolando:
Servizi della Toffa dal 2012 al 2017 in cui:
- l’omeopatia cura l’otite (servizio andato in onda dopo la morte del bambino a causa di una otite curata con l’omeopatia). Nel servizio la Toffa non prende posizioni riguardo la comprovata definizione di “preudoscienza” per le cure omeopatiche, anzi, intervista una dottoressa che continua ad affermare che l’otite certamente è curabile con l’omeopatia
- servizi sui tumori causati da un presunto esperimento nucleare sotto il Gran Sasso
- numerosi servizi sulla validità del metodo stamina
- servizio su Matteo Viviani, lasciandolo libero di informare milioni di spettatori italiani in prima serata che il cancro si cura con l’aloe vera
- servizio sul miracoloso Escozul, il veleno di uno scorpione di Cuba che cura il cancro
- il tutto condito da numerose interviste a santoni e pseudo medici che la sparano a zero su salute, diete, dieta dei gruppi sanguigni (ampiamente smentita la sua validità dall’intera comunità scientifica mondiale) e altre idiozie
- esortazione durante le interviste a pazienti IEO e altri malati terminali ad avere un atteggiamento positivo, senza quello non è possibile il miracolo della guarigione
2017/18 Nadia Toffa ha un cancro e non lo dice a nessuno, si ritira dalla trasmissione per (giustamente, dico io) curarsi e riprendersi
DUE MESI DOPO esordisce in tv dicendo che ha battuto il cancro e che l’atteggiamento positivo l’ha aiutata e che il cancro è un DONO che ti fa capire che si va sempre avanti.
Bada bene però a dire che la chemio e la radio l’hanno aiutata.
Ora non ci sono più aloe o escozul che tengano.
Scrive un libro, riparlando del Dono, dell’atteggiamento positivo, della sua battaglia vinta contro il tumore. Torna in tv, a quel tempo ormai io Le Iene non le guardavo nemmeno più, perché divenuto ormai un cesso di informazione sensazionalistica non degno della mia attenzione.
2019 La Toffa muore ed è osannata come leonessa, lottatrice, grande perdita, non te lo meritavi etc etc.
Questo dimostra che:
Quando muori ti viene perdonato tutto
La gente si scorda che hai spalato merda antiscientifica negli ultimi 10 anni
La gente è indotta a pensare che la battaglia col tumore si vinca e che due mesi dopo se sei positiva e hai un buon atteggiamento puoi tornare a svolgere il tuo regolare lavoro con più grinta
Ne consegue che chi dal tunnel del tumore non ne esce è una sua scelta perché non vuole stare meglio, come se fosse facoltà di un malato decidere di star bene
Fino alla settimana scorsa chi moriva di tumore non si era impegnato abbastanza per combatterlo e sconfiggerlo davvero
Oggi “anche i migliori se ne vanno”, ed io sono una merda se non provo compassione.
Quando un servizio su una paziente senza capelli ferma sulla sedia a rotelle finiva con “noi abbiamo detto a Tizia che con le erbe e con uno spirito da guerriera può superare tutto, beh ora sta a lei”, compassione non se ne può avere, se hai un briciolo di memoria."
Ora dico io qualcosa di antiscientifico:
Il karma ha un bel senso dell’umorismo
**Modificato dall'autore il 14.08.2019 12:27**
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scritto da: Mattia
> Scritto da: Ordine
> > non mi interessa
>
> Tu sei una di quelle persone che considera il cinismo una qualità di cui vantarsi, come se rendesse fighi, per questo senti il bisogno di ostentarlo.
>
> In realtà ti fa solo sembrare una persona sgradevole e rozza.
>
> Questo è tra l'altro un atteggiamento molto diffuso negli ambienti dell'alternative right, quella roba che "mamma mia ci salverà".
> Se non vi importa niente di nessuno, il mio voto non lo vedrete mai.
> Le persone che sono portate a infischiarsene degli altri devono essere lasciate fuori dalla politica.
>
> L'empatia è in fondo quella cosa che ti spinge a lottare duramente per aiutare gli altri... chessò, per esempio per aiutare le giovani vittime di malattie gravi come Nadia Toffa.
>
> **Modificato dall'autore il 13.08.2019 21:53**
Non è cinismo, è semplicemente la verità, perchè dovrebbe interessarmi di una tizia che nemmeno mi stava troppo simpatica? Con tutte le persone che muoiono ogni giorno di cancro perchè dovrei interessarmi proprio di lei? Solo perchè lavorava in televisione?
> Scritto da: Ordine
> > non mi interessa

>
> Tu sei una di quelle persone che considera il cinismo una qualità di cui vantarsi, come se rendesse fighi, per questo senti il bisogno di ostentarlo.
>
> In realtà ti fa solo sembrare una persona sgradevole e rozza.
>
> Questo è tra l'altro un atteggiamento molto diffuso negli ambienti dell'alternative right, quella roba che "mamma mia ci salverà".
> Se non vi importa niente di nessuno, il mio voto non lo vedrete mai.
> Le persone che sono portate a infischiarsene degli altri devono essere lasciate fuori dalla politica.
>
> L'empatia è in fondo quella cosa che ti spinge a lottare duramente per aiutare gli altri... chessò, per esempio per aiutare le giovani vittime di malattie gravi come Nadia Toffa.
>
> **Modificato dall'autore il 13.08.2019 21:53**
Non è cinismo, è semplicemente la verità, perchè dovrebbe interessarmi di una tizia che nemmeno mi stava troppo simpatica? Con tutte le persone che muoiono ogni giorno di cancro perchè dovrei interessarmi proprio di lei? Solo perchè lavorava in televisione?
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
non mi interessa
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Politica
Volevo dire le europee non le amministrative
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Trova Wakanda!
Ad
https://imgoat.com/uploads/edebb6e872/182095.jpg
Solo il 5% riesce a trovarla! Provaci anche tu!!
Politica
Stavolta Salvini è indifendibile, la dinamica mi sembra veramente chiara e mi stupisco di chi ancora lo giustifichi; lui ha usato come test le elezioni amministrative e i sondaggi per capire che anche correndo da solo (o quasi, si parla di un'alleanza con FdI) potrà diventare premier così ha utilizzato la scusa ridicola della Tav per far cadere il governo (come se non si sapesse già prima quale erano le posizioni del M5S al riguardo). Insomma ha preferito i cazzi suoi rispetto al bene del Paese. Ora tutte le riforme che erano previste nel contratto di governo andranno in mona perchè lui si è svegliato una mattina (in realtà no, era una cosa già studiata da tempo) e ha deciso che il governo doveva cadere. Nel frattempo si preannuncia un governo tecnico e chissà per quanto e con chi.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Politica
Secondo me c'entra anche il modo in cui si pone lui (Bogdan) che evidentemente non è gradito a youtube. Lafinanzasulweb, Informaltv ad esempio dicono più o meno le stesse cose di SocialTv ma con modi più pacati e non sono mai stati bannati
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Il cosiddetto gender pay gap è tra i maggiori tormentoni femministi, ed è spesso usato come asso nella manica per poter dire che le donne sono più oppresse degli uomini (o, peggio ancora, per passare direttamente ai fatti attraverso misure di compensazione). Ma cos’è davvero il pay gap? Una donna guadagna veramente meno di un uomo a parità di lavoro?
In breve, no. Si tratta di un mito che nasce da un errore marchiano di fondo, ovvero l’aver confrontato lo stipendio medio complessivo maschile con il corrispettivo femminile. In parole povere, hanno sommato gli stipendi di tutti gli uomini da una parte e quelli di tutte le donne dall’altra parte, confrontando poi le due medie. Da qui la famigerata affermazione secondo cui una donna guadagnerebbe solo 77 centesimi per ogni dollaro guadagnato da un uomo.
In realtà, l’unica cosa che il divario tra gli stipendi medi può dimostrare è che uomini e donne non fanno né gli stessi lavori né li fanno alle stesse condizioni, e che quindi c’è ancora strada da fare per superare i ruoli di genere che condizionano le loro scelte di vita. Ma NON può essere usato per affermare che le donne siano discriminate o pagate di meno, perché il gap NON è su base individuale. In altre parole, se una donna fa lo stesso lavoro di un uomo, ha le stesse esatte mansioni, lavora le stesse ore, ha la stessa anzianità e non prende congedi più lunghi, la sua paga sarà esattamente uguale a quella del collega di sesso maschile.
Approfondiamo ciascuno di questi fattori:
Lavori diversi. Le donne scelgono più spesso lavori a basso salario mentre gli uomini ad alto salario (vedasi la maggioranza di donne tra le maestre e la maggioranza di uomini tra gli ingegneri). Questo accade perché sugli uomini pesano ancora tante aspettative tradizionaliste (“l’uomo deve mantenere la famiglia”, “il valore di un uomo dipende dai soldi che riesce a portare a casa”, ecc.) che li portano a scartare, quando possibile, i lavori meno pagati. Gli uomini hanno una maggior pressione a guadagnare.
Mansioni diverse. Alcuni studi parlano di “stesso lavoro” ma ne adottano una definizione così ampia che finisce per inglobare tutti quelli che lavorano presso una data azienda senza distinguere tra le mansioni al suo interno. Eppure, non ha molto senso aspettarsi che il capo guadagni quanto la segretaria.
Ore lavorate. Le donne lavorano part-time più spesso degli uomini, e anche nel full-time tendono a lavorare meno ore dei loro colleghi di sesso maschile. Ad esempio, un recente studio [1] ha mostrato che tra coloro che lavorano a tempo pieno (più di 35 ore settimanali), le donne si concentrano nella fascia che va dalle 35 alle 41 ore. Oltre questo limite gli uomini cominciano a essere sovrarappresentati, e la forbice si allarga man mano che ci si avvicina agli estremi. Dei lavoratori (uomini) a tempo pieno il 25,1% lavora più di 41 ore settimanali e il 5,8% più di 60 ore, contro rispettivamente il 14,3% e il 2,5% delle lavoratrici.
A riprova di quanto finora detto, un think-thank è giunto alla conclusione che per chiudere il pay gap gli uomini dovrebbero lavorare meno ore e le donne più ore. [2]
Dal mancato riconoscimento di questa differenza nelle ore lavorate nasce tra l’altro anche l’idea, sbagliata e pericolosa, che le lavoratrici che svolgono anche mansioni da casalinga abbiano un carico complessivo di lavoro maggiore rispetto agli uomini (poiché “loro fanno due cose, gli uomini una sola!”), e che questi ultimi siano in qualche modo in difetto. Non è così.
Maternità. Gli uomini non hanno ancora diritto a un congedo di paternità della stessa lunghezza di quello delle donne, e questo contribuisce a un maggior numero di ore lavorate. Inoltre, per una serie di condizionamenti dovuti ai ruoli di genere, molte donne dopo la maternità diventano il caregiver primario e passano al part-time per conciliare le due attività. Questo, di riflesso, porta i loro compagni a compensare il mancato guadagno lavorando più ore.
Disponibilità a spostarsi. Secondo una nuova ricerca condotta dall’Economisch Bureau della banca statale olandese ABN AMRO, le donne in media cercano lavoro più vicino casa rispetto agli uomini, una preferenza che resta inalterata anche al variare di età e grado di istruzione. [3] Questo non può sorprenderci, alla luce di quanto abbiamo detto al punto precedente: la divisione tradizionale dei ruoli – che sia pura o edulcorata – crea per la donna un deterrente agli spostamenti, e per l’uomo un incentivo. Se la tua disponibilità a spostarti è minore, la tua scelta sarà più limitata e minori saranno anche le tue possibilità di guadagno.
Esperienza pregressa. Poiché gli uomini non hanno come possibilità socialmente accettata quella di fare i casalinghi, ci sono più uomini che lavorano che donne. Questo fa sì che anche mentre il progressivo ingresso delle donne nella forza lavoro riequilibra (lentamente) le cose, sui grandi numeri gli uomini abbiano più anzianità delle donne, e anche questo ha un suo peso sulla paga.
Negoziazioni salariali. Pare che in molte situazioni gli uomini tendano a negoziare maggiormente [4], e questo è in linea con le aspettative di provider dovute ai ruoli di genere (se è vero che i soldi piacciono a tutti, è anche vero che l’aspettativa di mantenere una famiglia da soli cade più sugli uomini che sulle donne). Cito: “[…] quando non viene specificato che gli stipendi sono negoziabili, è più frequente che siano gli uomini a negoziare, laddove le donne più di frequente segnalano la loro disponibilità a lavorare con stipendi più bassi.”
Sebbene i fattori da considerare siano molteplici, spesso le ricerche che aggiustano il tiro su uno di questi fattori poi ne ignorano un altro (chissà se deliberatamente), per cui bisogna prenderle sempre con molto scetticismo. Inoltre, poiché man mano che i principali fattori vengono presi in considerazione il gap si assottiglia sempre di più, questo rende più probabile che l’eventuale margine rimanente dell’1, 2 o 3% – qualora non sia già completamente spiegato dalle negoziazioni salariali – sia causato da una pluralità di fattori molto secondari e per questo difficili da individuare con precisione. La difficoltà insita nel trovare in questo grafico a torta anche tutte le fettine con spessore pari a quello di un foglio di carta non giustifica certo l’abuso dell’ipotesi “discriminazione” come tappabuchi. Quando si va per esclusione, uno deve prima avere la certezza assoluta di aver considerato tutte le ipotesi possibili, e per dinamiche così complesse non è possibile averla.
Abbiamo poi uno studio del Department of Labor statunitense, il quale è arrivato alla “conclusione inequivocabile che le differenze nella remunerazione tra uomini e donne sono il risultato di una moltitudine di fattori e che i dati grezzi sul wage gap non dovrebbero essere usati per giustificare un’azione correttiva. Infatti, potrebbe non esserci nulla da correggere. Le differenze che troviamo nei dati grezzi degli stipendi potrebbero essere quasi del tutto il risultato delle scelte individuali dei lavoratori e delle lavoratrici.” [5]
Come se non bastasse, ci sono altri due elementi che ci fanno capire come il pay gap sia impossibile.
1) È illegale. Questo vale per (almeno) la stragrande maggioranza dei paesi occidentali. In Italia la parità salariale è già da tempo esplicitamente prevista dall’articolo 37 della Carta Costituzionale e ribadita dalla legge n. 741 del 1956, nonché dalla n. 903 del 1977. Già sarebbe impensabile di suo che i sindacati inseriscano il pay gap nei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro), se poi ci aggiungiamo che è incostituzionale…
2) Produrrebbe effetti che invece non osserviamo. Infatti, se davvero fosse possibile pagare di meno una donna a parità di lavoro svolto, alle aziende – specie quelle con difficoltà economiche – converrebbe assumere più donne che uomini. Risulta davvero difficile trovare ragionamenti che possano conciliare l’esistenza di un pay gap con il dato fattuale che, complessivamente, non ci sia una preferenza per le donne nelle assunzioni. Si sta parlando, insomma, di aria fritta.
Per rispondere alla domanda che fa da titolo a quest’articolo possiamo quindi dire che di vero, in tutta questa vicenda del pay gap, ci sono solo le conseguenze di questa assurda propaganda. Ad esempio, in Galles le femministe premono affinché le donne paghino meno tasse, chiamando questo privilegio “tassazione gender-positive”, in sostituzione di quella “gender-neutral”. [6] E questo nonostante il fatto che nel Regno Unito le donne come gruppo paghino circa 75 miliardi di sterline in meno di tasse ogni anno rispetto agli uomini. Una vera tassazione egualitaria porterebbe le donne a pagare più tasse rispetto ad ora, non meno.
A Berlino, qualche mese fa, c’è stata persino una giornata di “sensibilizzazione” sul pay gap nella quale gli uomini erano costretti a pagare più delle donne per un biglietto dei mezzi pubblici. [7]
Senza contare poi i vari esercizi commerciali che fanno un prezzo più alto agli uomini. Che poi falliscano ci fa piacere, ma non possiamo essere sicuri che questo avverrà sempre, e già il fatto che esistano non può esattamente farci dormire sonni tranquilli.
Questo spiega perché ci teniamo tanto a negare il pay gap invece di fare spallucce e soprassedere. Perché le idee errate, se molto diffuse, portano a conseguenze reali. Se tutti credono nel divario salariale, inevitabilmente nasceranno iniziative volte a compensare uno squilibrio che non c’è. Per questo è importante far capire alla gente che quel problema non esiste, perché altrimenti la società ne creerà uno vero, la discriminazione economica, e lo metterà sul groppone agli uomini. Che già ne hanno tanti.
https://antisessismo.wordpress.com/2019/08/03/pay-... 
**Modificato dall'autore il 07.08.2019 22:06**
In breve, no. Si tratta di un mito che nasce da un errore marchiano di fondo, ovvero l’aver confrontato lo stipendio medio complessivo maschile con il corrispettivo femminile. In parole povere, hanno sommato gli stipendi di tutti gli uomini da una parte e quelli di tutte le donne dall’altra parte, confrontando poi le due medie. Da qui la famigerata affermazione secondo cui una donna guadagnerebbe solo 77 centesimi per ogni dollaro guadagnato da un uomo.
In realtà, l’unica cosa che il divario tra gli stipendi medi può dimostrare è che uomini e donne non fanno né gli stessi lavori né li fanno alle stesse condizioni, e che quindi c’è ancora strada da fare per superare i ruoli di genere che condizionano le loro scelte di vita. Ma NON può essere usato per affermare che le donne siano discriminate o pagate di meno, perché il gap NON è su base individuale. In altre parole, se una donna fa lo stesso lavoro di un uomo, ha le stesse esatte mansioni, lavora le stesse ore, ha la stessa anzianità e non prende congedi più lunghi, la sua paga sarà esattamente uguale a quella del collega di sesso maschile.
Approfondiamo ciascuno di questi fattori:
Lavori diversi. Le donne scelgono più spesso lavori a basso salario mentre gli uomini ad alto salario (vedasi la maggioranza di donne tra le maestre e la maggioranza di uomini tra gli ingegneri). Questo accade perché sugli uomini pesano ancora tante aspettative tradizionaliste (“l’uomo deve mantenere la famiglia”, “il valore di un uomo dipende dai soldi che riesce a portare a casa”, ecc.) che li portano a scartare, quando possibile, i lavori meno pagati. Gli uomini hanno una maggior pressione a guadagnare.
Mansioni diverse. Alcuni studi parlano di “stesso lavoro” ma ne adottano una definizione così ampia che finisce per inglobare tutti quelli che lavorano presso una data azienda senza distinguere tra le mansioni al suo interno. Eppure, non ha molto senso aspettarsi che il capo guadagni quanto la segretaria.
Ore lavorate. Le donne lavorano part-time più spesso degli uomini, e anche nel full-time tendono a lavorare meno ore dei loro colleghi di sesso maschile. Ad esempio, un recente studio [1] ha mostrato che tra coloro che lavorano a tempo pieno (più di 35 ore settimanali), le donne si concentrano nella fascia che va dalle 35 alle 41 ore. Oltre questo limite gli uomini cominciano a essere sovrarappresentati, e la forbice si allarga man mano che ci si avvicina agli estremi. Dei lavoratori (uomini) a tempo pieno il 25,1% lavora più di 41 ore settimanali e il 5,8% più di 60 ore, contro rispettivamente il 14,3% e il 2,5% delle lavoratrici.
A riprova di quanto finora detto, un think-thank è giunto alla conclusione che per chiudere il pay gap gli uomini dovrebbero lavorare meno ore e le donne più ore. [2]
Dal mancato riconoscimento di questa differenza nelle ore lavorate nasce tra l’altro anche l’idea, sbagliata e pericolosa, che le lavoratrici che svolgono anche mansioni da casalinga abbiano un carico complessivo di lavoro maggiore rispetto agli uomini (poiché “loro fanno due cose, gli uomini una sola!”), e che questi ultimi siano in qualche modo in difetto. Non è così.
Maternità. Gli uomini non hanno ancora diritto a un congedo di paternità della stessa lunghezza di quello delle donne, e questo contribuisce a un maggior numero di ore lavorate. Inoltre, per una serie di condizionamenti dovuti ai ruoli di genere, molte donne dopo la maternità diventano il caregiver primario e passano al part-time per conciliare le due attività. Questo, di riflesso, porta i loro compagni a compensare il mancato guadagno lavorando più ore.
Disponibilità a spostarsi. Secondo una nuova ricerca condotta dall’Economisch Bureau della banca statale olandese ABN AMRO, le donne in media cercano lavoro più vicino casa rispetto agli uomini, una preferenza che resta inalterata anche al variare di età e grado di istruzione. [3] Questo non può sorprenderci, alla luce di quanto abbiamo detto al punto precedente: la divisione tradizionale dei ruoli – che sia pura o edulcorata – crea per la donna un deterrente agli spostamenti, e per l’uomo un incentivo. Se la tua disponibilità a spostarti è minore, la tua scelta sarà più limitata e minori saranno anche le tue possibilità di guadagno.
Esperienza pregressa. Poiché gli uomini non hanno come possibilità socialmente accettata quella di fare i casalinghi, ci sono più uomini che lavorano che donne. Questo fa sì che anche mentre il progressivo ingresso delle donne nella forza lavoro riequilibra (lentamente) le cose, sui grandi numeri gli uomini abbiano più anzianità delle donne, e anche questo ha un suo peso sulla paga.
Negoziazioni salariali. Pare che in molte situazioni gli uomini tendano a negoziare maggiormente [4], e questo è in linea con le aspettative di provider dovute ai ruoli di genere (se è vero che i soldi piacciono a tutti, è anche vero che l’aspettativa di mantenere una famiglia da soli cade più sugli uomini che sulle donne). Cito: “[…] quando non viene specificato che gli stipendi sono negoziabili, è più frequente che siano gli uomini a negoziare, laddove le donne più di frequente segnalano la loro disponibilità a lavorare con stipendi più bassi.”
Sebbene i fattori da considerare siano molteplici, spesso le ricerche che aggiustano il tiro su uno di questi fattori poi ne ignorano un altro (chissà se deliberatamente), per cui bisogna prenderle sempre con molto scetticismo. Inoltre, poiché man mano che i principali fattori vengono presi in considerazione il gap si assottiglia sempre di più, questo rende più probabile che l’eventuale margine rimanente dell’1, 2 o 3% – qualora non sia già completamente spiegato dalle negoziazioni salariali – sia causato da una pluralità di fattori molto secondari e per questo difficili da individuare con precisione. La difficoltà insita nel trovare in questo grafico a torta anche tutte le fettine con spessore pari a quello di un foglio di carta non giustifica certo l’abuso dell’ipotesi “discriminazione” come tappabuchi. Quando si va per esclusione, uno deve prima avere la certezza assoluta di aver considerato tutte le ipotesi possibili, e per dinamiche così complesse non è possibile averla.
Abbiamo poi uno studio del Department of Labor statunitense, il quale è arrivato alla “conclusione inequivocabile che le differenze nella remunerazione tra uomini e donne sono il risultato di una moltitudine di fattori e che i dati grezzi sul wage gap non dovrebbero essere usati per giustificare un’azione correttiva. Infatti, potrebbe non esserci nulla da correggere. Le differenze che troviamo nei dati grezzi degli stipendi potrebbero essere quasi del tutto il risultato delle scelte individuali dei lavoratori e delle lavoratrici.” [5]
Come se non bastasse, ci sono altri due elementi che ci fanno capire come il pay gap sia impossibile.
1) È illegale. Questo vale per (almeno) la stragrande maggioranza dei paesi occidentali. In Italia la parità salariale è già da tempo esplicitamente prevista dall’articolo 37 della Carta Costituzionale e ribadita dalla legge n. 741 del 1956, nonché dalla n. 903 del 1977. Già sarebbe impensabile di suo che i sindacati inseriscano il pay gap nei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro), se poi ci aggiungiamo che è incostituzionale…
2) Produrrebbe effetti che invece non osserviamo. Infatti, se davvero fosse possibile pagare di meno una donna a parità di lavoro svolto, alle aziende – specie quelle con difficoltà economiche – converrebbe assumere più donne che uomini. Risulta davvero difficile trovare ragionamenti che possano conciliare l’esistenza di un pay gap con il dato fattuale che, complessivamente, non ci sia una preferenza per le donne nelle assunzioni. Si sta parlando, insomma, di aria fritta.
Per rispondere alla domanda che fa da titolo a quest’articolo possiamo quindi dire che di vero, in tutta questa vicenda del pay gap, ci sono solo le conseguenze di questa assurda propaganda. Ad esempio, in Galles le femministe premono affinché le donne paghino meno tasse, chiamando questo privilegio “tassazione gender-positive”, in sostituzione di quella “gender-neutral”. [6] E questo nonostante il fatto che nel Regno Unito le donne come gruppo paghino circa 75 miliardi di sterline in meno di tasse ogni anno rispetto agli uomini. Una vera tassazione egualitaria porterebbe le donne a pagare più tasse rispetto ad ora, non meno.
A Berlino, qualche mese fa, c’è stata persino una giornata di “sensibilizzazione” sul pay gap nella quale gli uomini erano costretti a pagare più delle donne per un biglietto dei mezzi pubblici. [7]
Senza contare poi i vari esercizi commerciali che fanno un prezzo più alto agli uomini. Che poi falliscano ci fa piacere, ma non possiamo essere sicuri che questo avverrà sempre, e già il fatto che esistano non può esattamente farci dormire sonni tranquilli.
Questo spiega perché ci teniamo tanto a negare il pay gap invece di fare spallucce e soprassedere. Perché le idee errate, se molto diffuse, portano a conseguenze reali. Se tutti credono nel divario salariale, inevitabilmente nasceranno iniziative volte a compensare uno squilibrio che non c’è. Per questo è importante far capire alla gente che quel problema non esiste, perché altrimenti la società ne creerà uno vero, la discriminazione economica, e lo metterà sul groppone agli uomini. Che già ne hanno tanti.

**Modificato dall'autore il 07.08.2019 22:06**
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
Politica
Resta il fatto che a sinistra pare siano più preoccupati per una benda rispetto che all' omicidio in sè. E sto ancora aspettando che qualcuno mi dica come mai quella fotografia è uscita, io non ho più seguito la vicenda, magari lo hanno anche detto eh
"Se tutti facessero così..."
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Scritto da: Mattia
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da: SAMURAI
> > > Bendare temporaneamente per alcuni minuti una persona non è tortura. Il fatto è che questa persona ha ucciso un altra persona....
> >
> > Devi dirlo a quegli sfigati di sinistra vedi Mentana che appena hanno visto il tipo bendato hanno già stabilito a priori che fosse stato torturato ( giustamente tu torturi una persona, le scatti la foto e fai circolare quest'ultima) oppure ad un altro tizio sempre del PD che è andato addirittura a visitare i due quasi certi assassini per sincerarsi delle loro condizioni (invece alla vedova nessuna visita). Continuino pure così, si autodistruggeranno da soli.
>
> I politici si occupano di politica, cioè dello stato e della gestione dei suoi poteri, non dei casi di cronaca.
>
> Se un politico vuole raccogliere facili voti può anche venire a piangere insieme a te al funerale di tua nonna, ma non è questo il lavoro di un politico.
>
> Il tizio del PD giustamente si è occupato della questione che riguarda lo stato.
>
> Mi spiego meglio: se una persona qualsiasi commette un reato non è un fatto politico, perché lo stato non può ovviamente rispondere dei fatti commessi da cittadini. Questi ultimi si prendono le responsabilità personali per le proprie azioni.
>
> Se invece un organo dello stato commette delle violazioni, allora è un fatto politico ed è responsabilità dei politici occuparsene.
>
> Salvini ha buttato tutto in caciara con i suoi soliti modi da rincoglionito, cercando evidentemente di raccogliere consensi della parte più rozza del popolo: ha in pratica affermato che quello che ha fatto la polizia è irrilevante perché ad avere commesso un reato grave è l'imputato.
>
> È un po' come la solita retorica spicciola del "e allora il PD?", solo che in questo caso è ancora di più fuori luogo, perché dei fatti commessi da un privato cittadino risponde lui e lui soltanto, mentre dei fatti commessi da un organo dello stato deve rispondere lo stato... e quindi anche i politici. Soprattutto i politici del governo, tipo chessò... il ministro degli interni?
>
> Quello del PD se n'è occupato, Salvini no. Mi spiego ancora meglio: un politico che non è al governo se n'è occupato, mentre il vicepremier e ministro degli interni no. Quindi è un punto a favore del PD e 100 a sfavore di Salvini.
>
> Se preferisci possiamo stare qui a polemizzare sulle definizioni... tortura, non tortura, bla bla bla... ma il punto è semplicemente capire se quello che ha fatto la polizia è una cosa illegale oppure no.
> Che poi la si voglia chiamare "tortura" o "violazione dei diritti" cosa cambia? È una discussione sterile.
>
>
>
> **Modificato dall'autore il 02.08.2019 17:38**
C'è modo e modo di fare le cose, per informarsi di quello che ha fatto la polizia ci sono già gli organi competenti, non serve che tu vada a trovare gli assassini, se lo fai ti becchi merda come è giusto che sia. Poi a me non convince proprio la dinamica di questo bendaggio; la fotografia è stata scattata da vicino, si vede, quindi chi l' ha scattata in quel momento si trovava nella stessa stanza in cui si trovava il reo. Non sono ancora riusciti a risalire al "fotografo" ? Come è arrivata ai media la foto? Deve per forza essere stato lui o comunque qualcuno a cui lui l' ha passata.
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da: SAMURAI
> > > Bendare temporaneamente per alcuni minuti una persona non è tortura. Il fatto è che questa persona ha ucciso un altra persona....

> >
> > Devi dirlo a quegli sfigati di sinistra vedi Mentana che appena hanno visto il tipo bendato hanno già stabilito a priori che fosse stato torturato ( giustamente tu torturi una persona, le scatti la foto e fai circolare quest'ultima) oppure ad un altro tizio sempre del PD che è andato addirittura a visitare i due quasi certi assassini per sincerarsi delle loro condizioni (invece alla vedova nessuna visita). Continuino pure così, si autodistruggeranno da soli.
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> I politici si occupano di politica, cioè dello stato e della gestione dei suoi poteri, non dei casi di cronaca.
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> Se un politico vuole raccogliere facili voti può anche venire a piangere insieme a te al funerale di tua nonna, ma non è questo il lavoro di un politico.
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> Il tizio del PD giustamente si è occupato della questione che riguarda lo stato.
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> Mi spiego meglio: se una persona qualsiasi commette un reato non è un fatto politico, perché lo stato non può ovviamente rispondere dei fatti commessi da cittadini. Questi ultimi si prendono le responsabilità personali per le proprie azioni.
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> Se invece un organo dello stato commette delle violazioni, allora è un fatto politico ed è responsabilità dei politici occuparsene.
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> Salvini ha buttato tutto in caciara con i suoi soliti modi da rincoglionito, cercando evidentemente di raccogliere consensi della parte più rozza del popolo: ha in pratica affermato che quello che ha fatto la polizia è irrilevante perché ad avere commesso un reato grave è l'imputato.
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> È un po' come la solita retorica spicciola del "e allora il PD?", solo che in questo caso è ancora di più fuori luogo, perché dei fatti commessi da un privato cittadino risponde lui e lui soltanto, mentre dei fatti commessi da un organo dello stato deve rispondere lo stato... e quindi anche i politici. Soprattutto i politici del governo, tipo chessò... il ministro degli interni?
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> Quello del PD se n'è occupato, Salvini no. Mi spiego ancora meglio: un politico che non è al governo se n'è occupato, mentre il vicepremier e ministro degli interni no. Quindi è un punto a favore del PD e 100 a sfavore di Salvini.
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> Se preferisci possiamo stare qui a polemizzare sulle definizioni... tortura, non tortura, bla bla bla... ma il punto è semplicemente capire se quello che ha fatto la polizia è una cosa illegale oppure no.
> Che poi la si voglia chiamare "tortura" o "violazione dei diritti" cosa cambia? È una discussione sterile.
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> **Modificato dall'autore il 02.08.2019 17:38**
C'è modo e modo di fare le cose, per informarsi di quello che ha fatto la polizia ci sono già gli organi competenti, non serve che tu vada a trovare gli assassini, se lo fai ti becchi merda come è giusto che sia. Poi a me non convince proprio la dinamica di questo bendaggio; la fotografia è stata scattata da vicino, si vede, quindi chi l' ha scattata in quel momento si trovava nella stessa stanza in cui si trovava il reo. Non sono ancora riusciti a risalire al "fotografo" ? Come è arrivata ai media la foto? Deve per forza essere stato lui o comunque qualcuno a cui lui l' ha passata.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da: SAMURAI
> Bendare temporaneamente per alcuni minuti una persona non è tortura. Il fatto è che questa persona ha ucciso un altra persona....
Devi dirlo a quegli sfigati di sinistra vedi Mentana che appena hanno visto il tipo bendato hanno già stabilito a priori che fosse stato torturato ( giustamente tu torturi una persona, le scatti la foto e fai circolare quest'ultima) oppure ad un altro tizio sempre del PD che è andato addirittura a visitare i due quasi certi assassini per sincerarsi delle loro condizioni (invece alla vedova nessuna visita). Continuino pure così, si autodistruggeranno da soli.
> Bendare temporaneamente per alcuni minuti una persona non è tortura. Il fatto è che questa persona ha ucciso un altra persona....

Devi dirlo a quegli sfigati di sinistra vedi Mentana che appena hanno visto il tipo bendato hanno già stabilito a priori che fosse stato torturato ( giustamente tu torturi una persona, le scatti la foto e fai circolare quest'ultima) oppure ad un altro tizio sempre del PD che è andato addirittura a visitare i due quasi certi assassini per sincerarsi delle loro condizioni (invece alla vedova nessuna visita). Continuino pure così, si autodistruggeranno da soli.
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Vieni anche tu a scuola in Svezia!
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/11/swedish-journalist-teachers-have-given-up-rising-school-violence/
Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!
Hai capito benissimo a cosa mi riferisco, non girarci attorno
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bendare una persona è tortura?
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Ma scusa che legge c'è che ti proibisce di scattare la foto ad un incidente? Per me è assurda questa cosa e inoltre molto probabilmente i tipi volevano semplicemente far vedere ai loro amici e parenti la foto di un terribile incidente senza per questo mancare di rispetto ai morti o ballare sui loro cadaveri come ha accusato questo stupido di un poliziotto in maniera del tutto arbitraria con un chiaro processo alle intenzioni. I cadaveri non erano visibili altrimenti il pulotto non avrebbe fatto la sceneggiata di volerli portare di fronte al morto quindi era chiaro che non c'era alcun intento di questo genere e se c'era non si può certo dimostrare. In ogni caso sono cazzi miei quello che voglio fotografare o meno, finchè non ti reco danno e non violo la tua privacy o quella dei morti non mi devi rompere i coglioni.
Quanto al discorso che il traffico viene rallentato, innanzitutto cominciamo col dire che il traffico viene rallentato anche per il fatto che arriva polizia e ambulanza che occupano parte della carreggiata, poi sicuramente la gente rallenta anche per curiosare non lo metto in dubbio, ma qui ci troviamo di fronte al cosiddetto "effetto mosaico", se i primi rallentano anche i secondi, i terzi ecc. saranno costretti a rallentare fino a quasi fermarsi ed è assolutamente umano che tutti si mettano a guardare e qualcuno ne approfitti per scattare delle foto, inutile fare i perbenisti, la curiosità è un sentimento assolutamente umano.
In conclusione a me sembra un chiaro abuso di potere in barba a tutti i commenti che invece lo applaudono, e pensare che anche io all'inizio stavo per commentare "ha fatto bene", ma poi ho usato la testa per capire che questo poliziotto voleva solo fare il fenomeno.
Quanto al discorso che il traffico viene rallentato, innanzitutto cominciamo col dire che il traffico viene rallentato anche per il fatto che arriva polizia e ambulanza che occupano parte della carreggiata, poi sicuramente la gente rallenta anche per curiosare non lo metto in dubbio, ma qui ci troviamo di fronte al cosiddetto "effetto mosaico", se i primi rallentano anche i secondi, i terzi ecc. saranno costretti a rallentare fino a quasi fermarsi ed è assolutamente umano che tutti si mettano a guardare e qualcuno ne approfitti per scattare delle foto, inutile fare i perbenisti, la curiosità è un sentimento assolutamente umano.
In conclusione a me sembra un chiaro abuso di potere in barba a tutti i commenti che invece lo applaudono, e pensare che anche io all'inizio stavo per commentare "ha fatto bene", ma poi ho usato la testa per capire che questo poliziotto voleva solo fare il fenomeno.
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