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il 2019-04-14 18:25:59.0 alle 2019-04-14 18:25:59.0
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Re: sentite le cazzate di wakko
Scritto da: Mattia
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da: Ordine
> > > > Scritto da:
> > > > > l'avete sentita l'ultima?
> > > > >
> > > > > ora quella cretina della wakka ci sta dicendo che la libertà delle donne rende infelici le donne
> > > > >
> > > >
> > > > Veramente rende infelice soprattutto gli uomini
> > >
> > > Se la libertà di qualcuno ti rende infelice, il problema è tuo. Idea!
> >
> > E sarà anche tuo, quando sarai una minoranza a casa tua, circondato da selvaggi ovunque tu guardi. Idea!
>
> "L'arte di cambiare discorso a cazzo di cane", un libro che dovresti scrivere.
>
> Parliamo di donne e tu ti metti a parlare di immigrazione. È la schizzofrenia che te lo fa fare, non è colpa tua.


È collegato il discorso perchè se la popolazione diminuisce i liberali come te cercheranno i migranti per rimpiazzare le nascite mancanti
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Black Woman Destroys White Privilege Myth

Ad https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"‎
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il 2019-04-14 18:22:39.0 alle 2019-04-14 18:22:39.0
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Re: sentite le cazzate di wakko
Scritto da: Mattia
>
> Non ci vuole il politecnico per capire che scelgono la prima e scelgono la prima perché non sono stupide.
>
> A me poi non interessa nemmeno più di tanto sapere se la libertà delle donne abbia o meno reso la popolazione meno "fertile", perché non è una cosa rilevante: la priorità è la libertà degli individui, donne comprese, non siamo dei topi di laboratorio che portano avanti l'agenda politica di qualche riconglionito con la fame di pannocchie.
>
>
> **Modificato dall'autore il 14.04.2019 17:50**


Affatto. Non ci vuole il politecnico per capire che la felicità della somma dei singoli vale più della felicità del singolo. Se la società beneficia di un provvedimento illiberale il provvedimento è lecito.

Tanti > uno
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il 2019-04-14 18:08:50.0 alle 2019-04-14 18:08:50.0
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Re: sentite le cazzate di wakko
Scritto da:
> l'avete sentita l'ultima?
>
> ora quella cretina della wakka ci sta dicendo che la libertà delle donne rende infelici le donne
>

Veramente rende infelice soprattutto gli uomini
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il 2019-04-14 10:56:04.0 alle 2019-04-14 10:56:04.0
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Ancora sul gender gap
Secondo Wikipedia: “Il Global Gender Gap Report, introdotto dal World Economic Forum nel 2006, fornisce un quadro che mostra l’ampiezza e la portata della divario di genere in tutto il mondo. Per ogni nazione l’indice fissa uno standard del divario di genere basandosi su criteri economici, politici, educazione e salute, e fornisce una classifica dei paesi, permettendo un confronto efficace sia tra regioni che gruppi di reddito nel tempo. Le classifiche sono state realizzate per creare maggiore consapevolezza a livello mondiale. La metodologia e l’analisi quantitativa sono destinate a servire come base per la progettazione di misure efficaci per la riduzione delle disparità di genere.”

Wow, sembra proprio uno strumento efficace, studiato nei minimi dettagli dalle menti eccelse del WEF, per combattere la “disparità di genere”, non trovate?

Mica tanto.

Il global gender gap report considera perfetta parità le aree in cui le donne risultano avvantaggiate (esempio: educazione universitaria, l’indice è 1.00, parità, anche se di lauree ne prendono molte di più le donne), inoltre:

Richiede che gli uomini vivano almeno 5 anni in meno delle donne perché vi sia parità: se gli uomini vivono 4,5 anni in meno delle donne (Italia) allora abbiamo “donne discriminate” ma se le donne vivono 10 anni più degli uomini (Filippine) allora abbiamo “parità” – con tale meccanismo alla voce “durata della vita” se si sottoponessero ad eutanasia tutti gli uomini (ma non le femmine) al raggiungimento di 60 anni (così si risparmia sulle pensioni) avremmo sempre “perfetta parità” tra uomini e donne alla relativa voce.

Perdipiù il global gender gap report ritiene che la proporzione naturale maschi:femmine alla nascita (106 nati maschi ogni 100 femmine) sia discriminazione verso le donne, e per raggiungere la parità dovrebbero pertanto nascere vivi un 6% in meno di maschi. Ovviamente se il calo delle nascite di maschi vivi fosse maggiore, riducendosi ad esempio a 90, 80 o persino 70 maschi nati vivi ogni 100 femmine, risulterebbe sempre “perfetta parità”, indice 1,00.

Su tale base, partorita dagli scienziati sessisti del WEF al termine di una gravidanza travagliata accompagnata da depressione post partum che è degenerata in aborto retroattivo (conosciuto anche come infanticidio), è matematicamente impossibile raggiungere la parità tra uomini e donne sulla base di tale meccanismo: facciamo la prova scambiando i numeri donne-uomini, è facilissimo, si danno agli uomini tutti gli “svantaggi” dei valori femminili, ed alle donne tutti i “vantaggi” dei valori maschili, e…rullo di tamburi…le donne risultano ancora svantaggiate rispetto agli uomini!!!

Non ci credete ancora, eh?

State a vedere!

http://reports.weforum.org/global-gender-gap-repor...

Scambiamo tutti gli indici tra uomini e donne – cosa accade? Accade che le donne risultano ora in perfetta parità in tutto, salvo in “Healthy Life Expectancy”, il cui nuovo valore è ora 0.97, e in “Enrolment in tertiary education”, il cui nuovo valore è ora 0.73

Et voilà

Abbiamo perfetta parità ovunque, ma le donne risultano svantaggiate in “Health” (indice 0.98) e “Education”(indice 0.92)

L’indice da’ ancora le donne in svantaggio, non hanno ancora raggiunto la parità, l’indice segna 0.97 – malgrado, scambiando i numeri, le donne abbiano ora tutti i “privilegi” maschili, e gli uomini abbiano invece preso tutti gli “svantaggi” femminili!

Cosa ci dice questo?

Che il global gender gap report è un meccanismo inaffidabile e truffaldino, congegnato per far sempre risultare le donne svantaggiate, pure se vi fosse una totale inversione della situazione attuale di uomini e donne.

Eric Lauder


Fonte: https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2018/...


http://it.avoiceformen.com/global-gender-gap-repor...


**Modificato dall'autore il 14.04.2019 10:58**
"Se tutti facessero così..."

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il 2019-04-14 10:51:30.0 alle 2019-04-14 10:51:30.0
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La polemica sulle tasse degli assorbenti
A parlarci delle particolarità italiane della bufala della Tampon Tax è Chiara Rota Bulò, una degli admin del gruppo “MRA Italia” che ha scritto per noi questo splendido articolo. Dò la parola a lei:

“La recente notizia dell’abbassamento dell’IVA al 4% sui tartufi ha innescato l’ennesimo ritorno di fiamma di uno degli argomenti più amati dalle femministe: la cosiddetta tampon tax , che riguarda il prezzo degli assorbenti femminili.

Innanzitutto chiariamo che non esiste alcuna tassazione aggiuntiva per assorbenti e tamponi, come il nome invece parrebbe suggerire.

Si tratta piuttosto del fatto che a tali prodotti sia applicata l’IVA al 22%, e non ci sia una riduzione dell’aliquota, come invece accade per altri generi di prima necessità.

Fino a qui si può essere d’accordo nel dire che un prodotto del genere dovrebbe godere di uno sgravio fiscale, ma ciò che si contesta in questo articolo è il modo in cui la retorica femminista presenta la questione.

Il prezzo degli assorbenti, e la relativa IVA a loro applicata, vengono infatti portati come ennesimo esempio di discriminazione verso le donne, spesso con termini apocalittici come “stigmatizzazione delle mestruazioni” (cito da un recente post di Non Una di Meno, tanto per fare un esempio).

Ora, c’è un problema nell’esporre la situazione in questo modo, e cioè che sembra che solamente gli assorbenti subiscano una tassazione del 22%, una specie di maggiorazione dovuta alla loro natura di prodotti femminili.

Molto spesso, addirittura, a supporto di questa teoria si porta un’informazione palesemente falsa, e cioè che i rasoi maschili e i prodotti per la barba siano invece tassati con un’IVA al 4%. La notizia è stata ripresa anche da diverse testate giornalistiche, le quali nemmeno si sono prese la briga di verificare prima di dare per scontato che tale informazione fosse corretta (come accade ad esempio in questo articolo de Il Fatto Quotidiano https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/05/tampon...

Il problema è che non è vero. Non è vero che rasoi e prodotti per la barba abbiano una tassazione ridotta. A questi prodotti viene applicata la stessa aliquota IVA applicata agli assorbenti, quindi il 22%. Inoltre, la stessa aliquota è applicata anche ad altri prodotti considerabili di prima necessita, come ad esempio la carta igienica.

Però non si parla di “stigmatizzazione della barba” né tantomeno di “stigmatizzazione delle funzioni fisiologiche”, perché ciò che deve emergere è solamente che esista in effetti un patriarcato, e che questo patriarcato odi le donne al punto da “punirle” con dei sovrapprezzi solo per il loro sesso. Ed è incredibile come una teoria così assurda trovi così tanto riscontro, e che in pochi si siano chiesti se non fosse il caso di controllarne la veridicità. È bastata una breve ricerca per trovare una lista dei prodotti ai quali è applicata l’IVA al 4%, e tra i prodotti per l’igiene e la cura della persona compaiono solamente i saponi comuni.

http://www.tasse-fisco.com/societa/iva-societa-azi...

Ed è stato sufficiente cercare un sito che vendesse online prodotti per la barba per rendersi conto che l’IVA su tali prodotti è in effetti del 22%, e non del 4%.

https://www.casadelrasoioshop.it/rasatura-tradizio...

Un altro termine di cui le femministe amano riempirsi la bocca è “beni di lusso”.

“Gli assorbenti sono considerati beni di lusso! Vergogna!” tuonano dai loro blog e dalle loro pagine Facebook.

Signore mie, calma.

La tassazione al 22% è quella ordinaria, il “valore normale”, al quale si affiancano le tassazioni ridotte al 4% (beni alimentari di prima necessità, saponi comuni, sementi, giornali e libri) oppure al 10% (di norma riservata ai prodotti turistici e ad alcuni prodotti alimentari).

Ora.
Possiamo essere d’accordo sul fatto che sarebbe giusto abbassare l’IVA di assorbenti e altri prodotti per la cura della persona (come appunto rasoi e carta igienica) al 4%?
Certo che possiamo, sebbene la differenza di tassazione comporti una variazione di prezzo irrisoria, nell’ordine di pochi centesimi.

Quello su cui non possiamo essere d’accordo, invece, è che si presenti la situazione come esito di leggi patriarcali, misogine, e discriminatorie verso la donna.

I fatti smentiscono ancora una volta la faziosità femminista, volta solo ad enfatizzare il ruolo di vittima per le donne, spesso ricorrendo a informazioni false pur di ottenere il proprio risultato.

No, non c’è alcun complotto patriarcale contro le mestruazioni, nessuna stigmatizzazione. Solo l’ennesimo tentativo femminista di dividere i generi in due gruppi distinti e in contrapposizione: gli oppressori e le oppresse.”


http://it.avoiceformen.com/la-tampon-tax-ennesima-...
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Il coraggio degli asiatici

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Cinesi salvano Gatto Selvaggio da sicuro annegamento, altro che musulmani!‎
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il 2019-04-13 17:20:31.0 alle 2019-04-13 17:20:31.0
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Re: Smonto Samurai con 2 semplici domande
Scritto da:
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da:
> > > Che gli ominidi siano così non ci piove, ma stai confondendo l'essere con il dover essere, l'etologia con l'etica. Noi homo sapiens evoluti e civili possiamo in parte scegliere di non essere totalmente succubi degli istinti, non è che il DNA ci rende dei robot.
> >
> > Non sto confondendo nulla, siamo ANCORA ominidi e siamo ANCORA completamente dipendenti da questo genere di cose. È semplicemente il funzionamento della natura. Può piacerti o non piacerti ma quelle regole sono valide oggi come erano valide 100'000 anni fa.
>
> Ho l'impressione che tu stia facendo come quelli che scambiano il fatto scientifico per cui "la selezione naturale fa sopravvivere il più forte" (nota le virgolette) per un imperativo morale a fare sopravvivere solo i più forti e lasciare tutti gli altri a crepare d fame e malattie.
>
> Abbiamo gli istinti degli ominidi ma siamo in grado di scegliere razionalmente quando, quanto e se assecondarli. Per cui il fatto che la donna sia evolutivamente programmata a prendersi cura della prole non significa che debba essere condannata a fare sol quello anche se le interessa anche altro.

Hai ragione, la donna non deve solo prendersi cura della prole così come l'uomo non deve per forza scoparsi tutte le donne che incontra. Come ho detto gli istinti vanno controllati ed è quello che ci differenzia dagli altri animali. Il punto però è che qui si sta cercando di SOPPRIMERLI. Vedo sempre più maschi che sono criminalizzati per la loro mascolinità e viceversa sempre più femmine che in nome della "libertà" e della parità dei sessi vengono spinte a comportarsi come degli uomini, mettici anche una spruzzatina di teoria gender e il gioco è fatto.

Far finta che questo non abbia della conseguenze deleterie alla società è da stupidi, come dico sempre le cose vanno viste su LARGA SCALA, inutile fermarsi ai casi singoli. Prendi il Giappone, uno Stato che anno dopo anno sta invecchiando per vari motivi, uno di cui è che l'economia va bene grazie ai cittadini lavorano come dei dannati. Embè io potrei trovarti decine di giapponesi che tutto sommato sono contenti così, che magari amano la loro vita frenetica perchè dopotutto così che è stato loro insegnato. Il problema è quando poi ti scontri con la realtà e vedi le conseguenze di questo comportamento su scala globale. Adesso infatti in Giappone si parla di lavorare di meno, la ricetta dei liberali invece è quella di portare nuovi immigrati.


**Modificato dall'autore il 13.04.2019 17:50**
"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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il 2019-04-12 20:59:16.0 alle 2019-04-12 20:59:16.0
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Re: Smonto Samurai con 2 semplici domande
Scritto da: Mattia
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: SAMURAI
> > > Un uomo che ha molte donne viene chiamato "latin lower", "sciupafemmine" "Don Giovanni" e "playboy"; la donna che ha molti uomini viene chiamata "puttana", "ninfomane" e "poco di buono"; un uomo che non si sposa viene chiamato "single", una donna "zitella", un ragazzo cerca di fare le sue esperienze sessuali più presto che può per far vedere che è già un uomo; una ragazza non deve darla via facilmente (la figa) perché poi è considerata una 'mignotta'.
> >
> > Ed evolutivamente parlando è corretto che sia così.
> >
> > Come ho già spiegato altre volte, l'obiettivo evolutivo di un maschio è ESATTAMENTE quello di avere più partner sessuali possibile al fine di diffondere i propri geni a destra e a manca.
> >
> > L'obiettivo evolutivo della femmina invece è quasi l'esatto opposto, ovvero agganciarsi ad un maschio forte, in grado di mantenere lei e i suoi figli, per tutta la durata dell'infanzia dei figli finché non sono indipendenti.
> >
> > Quindi ai fini del benessere della propria etnia/razza/società un maschio che va con più femmine possibile è qualcosa di positivo per il gruppo, al contrario per una femmina in cui invece ad essere positivo per il gruppo è il riuscire a trovarsi un maschio stabile che si occupi di lei e soprattutto dei figli per tutta la loro infanzia.
> >
> > Perciò è normale che il comportamento da puttaniere di un maschio sia per lo più ben visto, o comunque considerato "normale" dalla società, mentre quello di una femmina che non sa tenersi un maschio e che quindi mette a repentaglio il benessere dei suoi presenti o futuri figli viene considerato un comportamento irresponsabile e dannoso per la società stessa.
> >
> > Che ti piaccia o no maschi e femmine hanno ruoli diversi nella società, ed è sempre stato così fin dalla notte dei tempi... il giudizio della società è perciò diverso, anzi, opposto, nei due casi.
> >
> >
> >
> > Quindi, per il benessere del gruppo, quali sono considerate caratteristiche POSITIVE per un maschio?
> > - Essere forte
> > - Essere in grado di recuperare cibo e risorse per sé e la sua famiglia
> > - Risultare sessualmente attraente a più femmine possibili
> > - Essere un così detto "latin lover" per poter distribuire i propri geni (e quindi i geni del gruppo) il più possibile
> >
> > Quali invece sono caratteristiche POSITIVE per una femmina?
> > - Essere in grado di tenersi il compagno il più a lungo possibile
> > - Occuparsi dei figli
> > - Occuparsi della casa
> > - Creare un ambiente positivo per il compagno, o in altre parole creare le condizioni affinché il compagno voglia tornare da lei la sera quando è stanco
> >
> > Come vedi si tratta di ruoli e casistiche profondamente diverse. Non si tratta di voler "discriminare", ma semplicemente di difesa del proprio gruppo e queste cose sono scritte nel nostro DNA proprio perché questi due comportamenti così diversi sono fondamentali per il benessere dei nostri gruppi sociali.
> >
> > **Modificato dall'autore il 12.04.2019 19:12**
>
>
> Rotola dal ridereRotola dal ridere
> Rotola dal ridereRotola dal ridere

Cazzo ridi? Sostanzialmente ha ragione, è vero che le cose sono cambiate, che non dobbiamo lasciarci andare ai meri istinti animali, ma c'è una differenza enorme tra il gestire gli istinti e reprimerli.
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il 2019-04-12 19:48:09.0 alle 2019-04-12 19:48:09.0
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Re: Smonto Samurai con 2 semplici domande
Perchè non rispondi alle mie due domande? Perchè svii? Ad ogni modo:


Scritto da: SAMURAI
> Un uomo che ha molte donne viene chiamato "latin lower", "sciupafemmine" "Don Giovanni" e "playboy", la donna che ha molti uomini viene chiamata "puttana", "ninfomane" e "poco di buono"

I motivi della minor libertà di cui disponevano le donne in quest'ambito sono da individuare nelle necessità create dalla biologia.
Erano solo le donne, infatti, a rischiare la gravidanza come conseguenza del rapporto sessuale, motivo per cui conveniva loro rimanere vergini fino al matrimonio. Il matrimonio era molto importante per lei, perché le assicurava che lui avrebbe provveduto al sostentamento suo e dei figli. Per l'uomo, invece, era la verginità della sposa ad essere di primario interesse, perché fungeva da garanzia che lei non fosse adultera, assicurandogli di essere il padre della futura prole.
Il patto non scritto era quindi il seguente: l'uomo accettava lo squallido ma funzionale ruolo di provider sacrificabile a patto di avere la certezza della paternità, mentre la donna accettava l'altrettanto squallido ma ugualmente funzionale ruolo di incubatrice casta e monogama a patto di poter prima di tutto legare a sé il provider attraverso il matrimonio. Che la Chiesa abbia sempre insistito nel vietare il sesso prematrimoniale non è una coincidenza, bensì lo specchio di quell'antica mentalità.
Date le differenze biologiche di partenza tra chi poteva partorire e chi no, e considerata la mancanza di contraccettivi e di consapevolezza riguardo le api e i fiori, questo sistema conveniva a tutti, uomini e donne


Pezzo tratto da qui, dove trovi la spiegazione ancora più dettagliata.

https://www.facebook.com/Antisessismo/photos/a.658...


>un uomo che non si sposa viene chiamato "single", una donna "zitella"

Un uomo che non lavora viene chiamato "bamboccione", "fannullone", una donna che non lavora non fa notizia. Come la mettiamo ora?


> un ragazzo cerca di fare le sue esperienze sessuali più presto che può per far vedere che è già un uomo; una ragazza non deve darla via facilmente (la figa) perché poi è considerata una 'mignotta'.

Se un ragazzo rimane vergine per lungo tempo viene visto come sfigato, la donna invece come preziosa. Come la mettiamo?

>A letto l'uomo è sopra la donna e la donna sotto (sottomessa); se lei scopa da sopra (a smorzacandela) la cosa non è vista benissimo. E' l'uomo che deve condurre il gioco non la donna. Le brave donne non devono dar via il culo perché questo lo fanno le puttane.

Cazzate, non è più di così da anni.


> Da questi piccoli esempi ci si rende conto di...

come sei palesemente fazioso e doppiopesista come tutte le femmisceme Ficoso

**Modificato dall'autore il 12.04.2019 19:50**
"Se tutti facessero così..."

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il 2019-04-11 22:03:31.0 alle 2019-04-11 22:03:31.0
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Re: Giudice femmina molto "imparziale"
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Qualche mese fa c’è stata, a partire da questo blog, una mobilitazione straordinaria. In centodiciotto, di cui quattro associazioni e sedici donne, hanno firmato un ricorso presso il Tribunale Civile di Roma contro i manifesti voluti dalla Regione Lazio nell’ambito della campagna “dalla parte delle donne”, contro la violenza domestica e di genere. Milioni di donne vittime di milioni di mezzi uomini carnefici, dicevano i manifesti, ai tempi affissi ovunque a Roma e oggi ancora presenti sul sito dell’ente regionale. Numeri che non ci tornavano, così come la proporzione di “una donna su tre” vittima di violenza. Una comunicazione che ha fatto sentire oltraggiato un gran numero di persone. Abbiamo fatto dunque ricorso, raccogliendo firme e denari necessari, fiduciosi nella nostra posizione ma soprattutto nella giustizia.
> > Statistiche ufficiali e Convenzione di Istanbul alla mano, con l’avvocato incaricato abbiamo allora depositato un ricorso dove, citando studi e dati internazionali e nazionali, si smentivano tanto le premesse quanto il messaggio stesso dei manifesti, ritenuto offensivo, discriminatorio, sessista e lesivo della dignità degli uomini. In risposta, la difesa della Regione Lazio si è imperniata essenzialmente sull’indagine campionaria ISTAT del 2014 relativa alla violenza sulle donne, che da sola (così ha replicato) giustificherebbe un messaggio “forte” come quello veicolato dai manifesti.
> > logo_telefono-rosaA dirimere il contenzioso è arrivata ieri la sentenza, firmata dalla giudice Cecilia Pratesi: ricorso respinto, con motivazioni che fanno accapponare la pelle, sia sul piano giuridico che su quello della giustizia spicciola. “L’espressione mezzi uomini”, scrive la giudice, “è riservata non già al genere maschile in quanto tale, ma agli autori di violenza”. Peccato che quell’espressione si accompagni a una generica quanto falsa quantificazione di “milioni” di uomini. Ma anche su questo la giudice Pratesi ha una spiegazione: “che la campagna sia fondata su una rappresentazione iperbolica dei numeri della violenza di genere […] non risulta di per sé lesivo della dignità del mondo maschile, se si considera il contesto della comunicazione, costituita pur sempre da un messaggio pubblicitario, che tollera dunque l’utilizzo di esagerazioni”. Oltre a questo, si spiega, il contenuto dei manifesti non vuole attirare l’attenzione sulle statistiche, ma sul numero del Telefono Rosa. Il fatto è che noi contestavamo non il cosa venisse pubblicizzato (Telefono Rosa) ma il come. Anche alla luce del fatto che precedenti réclame del 1522 mai si erano basate sulla denigrazione dell’uomo e infatti non avevano suscitato alcuna polemica.
> > In ogni caso, la giudice ammette che parlare di milioni di donne vittime di violenza è iperbolico, cioè fasullo. Ma in questo modo passa il concetto che in Italia si possa liberamente e pubblicamente oltraggiare e discriminare intere categorie di persone, purché ciò avvenga in un contesto di “pubblicità progresso”, le cui finalità giustifichino anche contenuti totalmente falsi. In sostanza sarebbe conforme alla legge se domani il Ministero della Sanità facesse una pubblicità progresso per le vaccinazioni comunicando: “se non vi vaccinerete morirete tutti come mosche, a milioni”, perché è necessario tutelare i non vaccinati (mentre è irrilevante se si crea panico). O ancora se la Regione Sicilia pubblicizzasse: “un siciliano su tre è un mafioso, digli di smettere” (mentre è irrilevante se si diffonde un senso di sfiducia verso il prossimo), e così via.
> > Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!
> >
> >
> > Non solo: i manifesti, dice la giudice Pratesi, vogliono solo pubblicizzare il 1522, non le statistiche. Peccato che queste siano la premessa del messaggio pubblicitario, cosa ammessa dalla stessa difesa della Regione Lazio. Inspiegabilmente la giudice non ha tenuto minimamente conto di questo aspetto, né dei dati ufficiali che smentiscono l’indagine campionaria ISTAT del 2014, né dell’ampia letteratura scientifica che abbiamo portato per dimostrare quanto divisivi e discriminatori fossero quei manifesti. Quella portata avanti, inoltre, era un’azione inibitoria preventiva. L’intento nostro era avvisare che quella campagna poteva portare dei danni. Eppure la giudice dice che di danni non ce ne sono e quelli portati a testimonianza non sono provati. Un po’ come gridare: “oh, stai per investirmi con la macchina!” e sentirsi rispondere: “be’, fammi vedere le ferite…!”. Tutto molto incomprensibile, ancor più perché in quella fase non è proprio previsto l’ascolto dei ricorrenti.
> > Oltre il danno, c’è poi la beffa: nella sentenza la giudice non solo dice di ritenere che non ci sia nulla di discriminatorio o offensivo in quei manifesti. Addirittura sostiene che il problema sia il “disappunto di tipo prevalentemente idiosincratico” dei ricorrenti. In sostanza è colpa nostra, che leggiamo con ripugnanza esasperata (questa è l’idiosincrasia) il messaggio esplicito e implicito dei manifesti. Siamo ipersensibili, insomma. Un ragionamento che però non vale quando la contestazione riguarda réclame che volgarizzano la figura femminile o discriminano sulla base di altri fattori. Lì non è idiosincrasia ma protesta sacrosanta contro la discriminazione e il vissuto individuale di chi si sente offeso in quei casi vale eccome. Diciamo pure in tutti i casi tranne che per gli uomini. Si tratta insomma di un doppio standard inaccettabile, che conferma il trend nazionale secondo cui si può tranquillamente insultare e oltraggiare la figura maschile e paterna senza che ciò comporti alcun tipo di conseguenze.
> > logo_mdCi sarebbe la possibilità di impugnare l’ordinanza. Cosa che però non faremo. Il messaggio della giudice Pratesi è arrivato forte e chiaro nel momento in cui ha deciso di liquidare le spese processuali a nostro carico in più di 11.500 euro. Di fatto, esercitando la propria discrezionalità, ha applicato i massimali di una causa arrivata in procedimento, sebbene in realtà non si sia svolta nemmeno una fase del procedimento stesso. In questo senso il messaggio è facile da interpretare: non ci riprovate, la narrazione dominante non si tocca. E a dircelo, va detto per dovere di cronaca, è un’attivista della corrente di sinistra dei giudici, la nota “Magistratura Democratica”.
> > E’ una grave sconfitta per la giustizia, prima ancora che per noi, e non sorprenderà di vedere questa sentenza analizzata criticamente nelle maggiori riviste giuridiche nazionali e internazionali. Per noi è solo la conferma che esiste un blocco verso i diritti civili degli uomini, radicato molto più di quanto si immagini. Per noi è la perdita definitiva dell’innocenza con cui guardavamo all’intera questione. La bastonata è sonora, indubbiamente, ma non è e non sarà un punto terminale. Anzi è esattamente il punto da cui partire. Perché una giustizia così riguarda non solo gli uomini o i padri o le donne che hanno una visione lucida della realtà. Una giustizia amministrata così riguarda tutti, nessuno escluso
> >
> >
> > https://stalkersaraitu.com/criminalizzare-gli-uomi...
>
> Un commento dice esattamente quel che stavo per rispondere:
>
> Non dobbiamo partire da cause.
> Mi sembra che le campagne stampa siano piu’ efficaci.

>
> Qualsiasi istanza, qualunque sia, deve partire preparando il terreno presso l'opinione pubblica.


Viviamo in una società ginocentrica
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MA checcazzo ne so

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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.‎
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il 2019-04-11 17:07:59.0 alle 2019-04-11 17:07:59.0
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Giudice femmina molto "imparziale"
Qualche mese fa c’è stata, a partire da questo blog, una mobilitazione straordinaria. In centodiciotto, di cui quattro associazioni e sedici donne, hanno firmato un ricorso presso il Tribunale Civile di Roma contro i manifesti voluti dalla Regione Lazio nell’ambito della campagna “dalla parte delle donne”, contro la violenza domestica e di genere. Milioni di donne vittime di milioni di mezzi uomini carnefici, dicevano i manifesti, ai tempi affissi ovunque a Roma e oggi ancora presenti sul sito dell’ente regionale. Numeri che non ci tornavano, così come la proporzione di “una donna su tre” vittima di violenza. Una comunicazione che ha fatto sentire oltraggiato un gran numero di persone. Abbiamo fatto dunque ricorso, raccogliendo firme e denari necessari, fiduciosi nella nostra posizione ma soprattutto nella giustizia.
Statistiche ufficiali e Convenzione di Istanbul alla mano, con l’avvocato incaricato abbiamo allora depositato un ricorso dove, citando studi e dati internazionali e nazionali, si smentivano tanto le premesse quanto il messaggio stesso dei manifesti, ritenuto offensivo, discriminatorio, sessista e lesivo della dignità degli uomini. In risposta, la difesa della Regione Lazio si è imperniata essenzialmente sull’indagine campionaria ISTAT del 2014 relativa alla violenza sulle donne, che da sola (così ha replicato) giustificherebbe un messaggio “forte” come quello veicolato dai manifesti.
logo_telefono-rosaA dirimere il contenzioso è arrivata ieri la sentenza, firmata dalla giudice Cecilia Pratesi: ricorso respinto, con motivazioni che fanno accapponare la pelle, sia sul piano giuridico che su quello della giustizia spicciola. “L’espressione mezzi uomini”, scrive la giudice, “è riservata non già al genere maschile in quanto tale, ma agli autori di violenza”. Peccato che quell’espressione si accompagni a una generica quanto falsa quantificazione di “milioni” di uomini. Ma anche su questo la giudice Pratesi ha una spiegazione: “che la campagna sia fondata su una rappresentazione iperbolica dei numeri della violenza di genere […] non risulta di per sé lesivo della dignità del mondo maschile, se si considera il contesto della comunicazione, costituita pur sempre da un messaggio pubblicitario, che tollera dunque l’utilizzo di esagerazioni”. Oltre a questo, si spiega, il contenuto dei manifesti non vuole attirare l’attenzione sulle statistiche, ma sul numero del Telefono Rosa. Il fatto è che noi contestavamo non il cosa venisse pubblicizzato (Telefono Rosa) ma il come. Anche alla luce del fatto che precedenti réclame del 1522 mai si erano basate sulla denigrazione dell’uomo e infatti non avevano suscitato alcuna polemica.
In ogni caso, la giudice ammette che parlare di milioni di donne vittime di violenza è iperbolico, cioè fasullo. Ma in questo modo passa il concetto che in Italia si possa liberamente e pubblicamente oltraggiare e discriminare intere categorie di persone, purché ciò avvenga in un contesto di “pubblicità progresso”, le cui finalità giustifichino anche contenuti totalmente falsi. In sostanza sarebbe conforme alla legge se domani il Ministero della Sanità facesse una pubblicità progresso per le vaccinazioni comunicando: “se non vi vaccinerete morirete tutti come mosche, a milioni”, perché è necessario tutelare i non vaccinati (mentre è irrilevante se si crea panico). O ancora se la Regione Sicilia pubblicizzasse: “un siciliano su tre è un mafioso, digli di smettere” (mentre è irrilevante se si diffonde un senso di sfiducia verso il prossimo), e così via.
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Non solo: i manifesti, dice la giudice Pratesi, vogliono solo pubblicizzare il 1522, non le statistiche. Peccato che queste siano la premessa del messaggio pubblicitario, cosa ammessa dalla stessa difesa della Regione Lazio. Inspiegabilmente la giudice non ha tenuto minimamente conto di questo aspetto, né dei dati ufficiali che smentiscono l’indagine campionaria ISTAT del 2014, né dell’ampia letteratura scientifica che abbiamo portato per dimostrare quanto divisivi e discriminatori fossero quei manifesti. Quella portata avanti, inoltre, era un’azione inibitoria preventiva. L’intento nostro era avvisare che quella campagna poteva portare dei danni. Eppure la giudice dice che di danni non ce ne sono e quelli portati a testimonianza non sono provati. Un po’ come gridare: “oh, stai per investirmi con la macchina!” e sentirsi rispondere: “be’, fammi vedere le ferite…!”. Tutto molto incomprensibile, ancor più perché in quella fase non è proprio previsto l’ascolto dei ricorrenti.
Oltre il danno, c’è poi la beffa: nella sentenza la giudice non solo dice di ritenere che non ci sia nulla di discriminatorio o offensivo in quei manifesti. Addirittura sostiene che il problema sia il “disappunto di tipo prevalentemente idiosincratico” dei ricorrenti. In sostanza è colpa nostra, che leggiamo con ripugnanza esasperata (questa è l’idiosincrasia) il messaggio esplicito e implicito dei manifesti. Siamo ipersensibili, insomma. Un ragionamento che però non vale quando la contestazione riguarda réclame che volgarizzano la figura femminile o discriminano sulla base di altri fattori. Lì non è idiosincrasia ma protesta sacrosanta contro la discriminazione e il vissuto individuale di chi si sente offeso in quei casi vale eccome. Diciamo pure in tutti i casi tranne che per gli uomini. Si tratta insomma di un doppio standard inaccettabile, che conferma il trend nazionale secondo cui si può tranquillamente insultare e oltraggiare la figura maschile e paterna senza che ciò comporti alcun tipo di conseguenze.
logo_mdCi sarebbe la possibilità di impugnare l’ordinanza. Cosa che però non faremo. Il messaggio della giudice Pratesi è arrivato forte e chiaro nel momento in cui ha deciso di liquidare le spese processuali a nostro carico in più di 11.500 euro. Di fatto, esercitando la propria discrezionalità, ha applicato i massimali di una causa arrivata in procedimento, sebbene in realtà non si sia svolta nemmeno una fase del procedimento stesso. In questo senso il messaggio è facile da interpretare: non ci riprovate, la narrazione dominante non si tocca. E a dircelo, va detto per dovere di cronaca, è un’attivista della corrente di sinistra dei giudici, la nota “Magistratura Democratica”.
E’ una grave sconfitta per la giustizia, prima ancora che per noi, e non sorprenderà di vedere questa sentenza analizzata criticamente nelle maggiori riviste giuridiche nazionali e internazionali. Per noi è solo la conferma che esiste un blocco verso i diritti civili degli uomini, radicato molto più di quanto si immagini. Per noi è la perdita definitiva dell’innocenza con cui guardavamo all’intera questione. La bastonata è sonora, indubbiamente, ma non è e non sarà un punto terminale. Anzi è esattamente il punto da cui partire. Perché una giustizia così riguarda non solo gli uomini o i padri o le donne che hanno una visione lucida della realtà. Una giustizia amministrata così riguarda tutti, nessuno escluso


https://stalkersaraitu.com/criminalizzare-gli-uomi...
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il 2019-04-10 17:00:04.0 alle 2019-04-10 17:00:04.0
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Re: Smonto Samurai con 2 semplici domande
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > Scritto da: Ordine
> > > > E invece no, l'emancipazione femminile ha portato ad una liberazione degli istinti ipergamici quindi oggi le donne sono più o meno tutte sistemate mentre c'è una grossa fetta di uomini che è rimasta sola, i cosiddetti INCEL.
> > >
> > > Questo è sempre stato così nella storia. La liberazione sessuale c'entra poco. Leggevo non ricordo su quale libro di testo di genetica che buona parte dei maschi NON lascia dietro di sé dei figli perciò la loro linea genetica muore con loro dato che solo meno della metà dei maschi si riproduce con una femmina, mentre buona parte delle femmine sì. In altre parole i pochi maschi che scopano e fanno figli li fanno con più femmine, non con una sola femmina. E questo fa parte non delle norme sociali, ma di come funzioniamo in natura in quanto specie. Anche se metti leggi restrittive sulla monogamia non cambi questo fatto.
> > >
> > > Da una veloce ricerca su Google:
> > > https://www.reddit.com/r/todayilearned/comments/5t...
> > >
> > > Overall throughout humanity 80% of females end up reproducing, while only 40% of males do.
> > >
> >
> > Ok, questa è la componente biologica che non ho mai negato. Ma la libertà sessuale post '68 ha permesso alle donne di effettuare la selezione sessuale già presente biologicamente solo che stavolta senza limiti di sorta (ad. esempio la pressione sociale a sposarsi) lasciando indietro gli uomini che rimangono sotto gli standard selettivi delle donne.
>
> Ok, ma quindi la soluzione quale sarebbe? Obbligarle a figliare con qualcuno? Newbie, inesperto
>
> Il 60% dei maschi NON si riproduce, l'80% delle femmine sì.

In Rwanda forse
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il 2019-04-10 16:29:13.0 alle 2019-04-10 16:29:13.0
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Re: Ipergamia
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da:
> > > > Cioè, se ho capito bene da quel video che avevo tradotto, una tendenza istintiva delle femmine umane ad accoppiarsi coi maschi alpha formando harem.
> > > >
> > > > Qualcuno mi potrebbe linkare articoli seri sull'argomento? Perché m'è venuta in mente per facezia una cosa che si potrebbe dimostrare partendo dall'ipergamia, e più ci penso più mi appare un'idea scientifica seria.
> > >
> > > uppete
> >
> > parli degli esseri umani o degli animali in generale?
>
> Esseri umani.

Cercatelo con google
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il 2019-04-10 12:21:06.0 alle 2019-04-10 12:21:06.0
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Ihihihihi che ridere
Immagine postata dall'utente

se un uomo tagliasse le tette a una donna e le buttasse nel cesso, qualcuno riderebbe?
Ci molti altri commenti ilari nel post... molti scritti da tizie e tizi contro la violenza sulle donne
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giao frogione

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sei proprio un frogio certificato‎
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il 2019-04-09 23:52:36.0 alle 2019-04-09 23:52:36.0
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Re: Ipergamia
Scritto da:
> > Cioè, se ho capito bene da quel video che avevo tradotto, una tendenza istintiva delle femmine umane ad accoppiarsi coi maschi alpha formando harem.
> >
> > Qualcuno mi potrebbe linkare articoli seri sull'argomento? Perché m'è venuta in mente per facezia una cosa che si potrebbe dimostrare partendo dall'ipergamia, e più ci penso più mi appare un'idea scientifica seria.
>
> uppete

parli degli esseri umani o degli animali in generale?
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il 2019-04-09 17:37:00.0 alle 2019-04-09 17:37:00.0
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Re: Perché le società monoetniche vivono meglio
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> >
> >
> >
> > Sto tipo mi ricorda un po' Fusaro, un po' meno bravo con la dialettica (ma comunque bravo) ma senza le turbostronzate che Fusaro ripete a memoria.
>
> democrazia bamba
>
> studia cosa è


cosa c'entra?
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il 2019-04-09 15:29:48.0 alle 2019-04-09 15:29:48.0
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Perché le società monoetniche vivono meglio



Sto tipo mi ricorda un po' Fusaro, un po' meno bravo con la dialettica (ma comunque bravo) ma senza le turbostronzate che Fusaro ripete a memoria.
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il 2019-04-08 23:30:16.0 alle 2019-04-08 23:30:16.0
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Re: Smonto Samurai con 2 semplici domande
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Ordine
> > E invece no, l'emancipazione femminile ha portato ad una liberazione degli istinti ipergamici quindi oggi le donne sono più o meno tutte sistemate mentre c'è una grossa fetta di uomini che è rimasta sola, i cosiddetti INCEL.
>
> Questo è sempre stato così nella storia. La liberazione sessuale c'entra poco. Leggevo non ricordo su quale libro di testo di genetica che buona parte dei maschi NON lascia dietro di sé dei figli perciò la loro linea genetica muore con loro dato che solo meno della metà dei maschi si riproduce con una femmina, mentre buona parte delle femmine sì. In altre parole i pochi maschi che scopano e fanno figli li fanno con più femmine, non con una sola femmina. E questo fa parte non delle norme sociali, ma di come funzioniamo in natura in quanto specie. Anche se metti leggi restrittive sulla monogamia non cambi questo fatto.
>
> Da una veloce ricerca su Google:
> https://www.reddit.com/r/todayilearned/comments/5t...
>
> Overall throughout humanity 80% of females end up reproducing, while only 40% of males do.
>

Ok, questa è la componente biologica che non ho mai negato. Ma la libertà sessuale post '68 ha permesso alle donne di effettuare la selezione sessuale già presente biologicamente solo che stavolta senza limiti di sorta (ad. esempio la pressione sociale a sposarsi) lasciando indietro gli uomini che rimangono sotto gli standard selettivi delle donne.
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il 2019-04-08 21:34:46.0 alle 2019-04-08 21:34:46.0
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Re: Smonto Samurai con 2 semplici domande
Scritto da: SAMURAI
> Esistono uomini che fanno sesso a pagamento con le donne (le puttane)

vero

>e donne che fanno sesso a pagamento con gli uomini (i gigolò)

Esistono anche le ciambelle senza buco, ma che ragionamento fai? Vuoi paragonare la prostituzione maschile con quella femminile? Non essere ridicolo...

>ci sono anche lesbiche che vanno con donne a pagamento e gay che vanno con uomini a pagamento.

Il mondo omosessuale è un capitolo a parte e in ogni caso per gli omosessuali è più semplice scopare in quanto è un mercato più restrittivo, soprattuto per i gay è praticamente un gioco da ragazzi, entri in un locale e gay e dopo pochi minuti ti hanno già rimorchiato.


>Il problema è come è stata condizionata la società. Il sesso ci è stato inculcato come qualcosa di sconcio, sconveniente, depravato, peccaminoso, sozzo, qualcosa che ci allontana da Dio. Le brave persone devono sposarsi, fare figli e andare in chiesa. Il sesso fuori dal matrimonio era peccato, i rapporti prima del matrimonio erano proibiti e peccaminosi, per non parlare dei rapporti omosessuali. Anche la masturbazione era un peccato. Allora da questo "humus" ideologico, è ovvio che si sono sviluppate tutte quelle attività sessuali più o meno illecite come la prostituzione e la pornografia. Ma la punta di diamante per cui fiorisce la prostituzione è che l'uomo vede spesso la donna come "un oggetto sessuale" che deve possedere e, se la donna non gliela da, la compra. La prostituzione (legale o illegale) della donna (libera o costretta) è frutto di questa mentalità. Ficoso

Cazzate. Prendo atto che non hai voluto rispondere alle mie domande. A parte che secondo me il sesso viene visto come qualcosa di "prezioso" non di sconcio, ma il troll qua sotto ha riassunto in una frase quello che non capisci. Una fetta di uomini consistente viene tagliata fuori dal sesso quindi è "costretta" ad optare per il sesso a pagamento. Altri invece semplicemente sono pigri, magari potrebbero trovare una donna che gliela da, ma non hanno voglia e per una sveltina preferiscono pagare. La società, il patriarcato, la donna oggetto ecc. non c'entrano un cazzo.


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il 2019-04-08 21:05:21.0 alle 2019-04-08 21:05:21.0
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Re: Smonto Samurai con 2 semplici domande
Scritto da:
> Scritto da: SAMURAI
> > Esistono uomini che fanno sesso a pagamento con le donne (le puttane) e donne che fanno sesso a pagamento con gli uomini (i gigolò), ci sono anche lesbiche che vanno con donne a pagamento e gay che vanno con uomini a pagamento. Il problema è come è stata condizionata la società. Il sesso ci è stato inculcato come qualcosa di sconcio, sconveniente, depravato, peccaminoso, sozzo, qualcosa che ci allontana da Dio. Le brave persone devono sposarsi, fare figli e andare in chiesa. Il sesso fuori dal matrimonio era peccato, i rapporti prima del matrimonio erano proibiti e peccaminosi, per non parlare dei rapporti omosessuali. Anche la masturbazione era un peccato. Allora da questo "humus" ideologico, è ovvio che si sono sviluppate tutte quelle attività sessuali più o meno illecite come la prostituzione e la pornografia. Ma la punta di diamante per cui fiorisce la prostituzione è che l'uomo vede spesso la donna come "un oggetto sessuale" che deve possedere e, se la donna non gliela da, la compra. La prostituzione (legale o illegale) della donna (libera o costretta) è frutto di questa mentalità. Ficoso
>
> Secondo me semplicemente un mucchio di uomini vorrebbero scopare ma nessuna gliela dà.

E chiediti il perchè
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il 2019-04-07 22:22:32.0 alle 2019-04-07 22:22:32.0
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Re: Immigrati e pensioni
Scritto da: Mattia
> Scritto da: Ordine
> > Basterebbe un minimo di buon senso per capire che qualcosa, non quadrava. Perché è vero che gli immigrati – o almeno una loro parte – lavorano e quindi pagano i contributi, che però risulterebbero comunque versati anche qualora fosse un nostro connazionale ad avere un contratto in essere. E con la disoccupazione stabile ben oltre l’11% il ragionamento non è certo peregrino. Ma c’è di più. Perché è ancora vero che, a differenza dei lavoratori italiani, gli immigrati hanno un’età media più bassa e quindi potranno versare l’obolo più a lungo. Quando saranno però loro a andare in pensione, cosa succederà? Lo spiega, intervistato da Libero, Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia all’università Milano Bicocca, da tempo in prima linea sui problemi di una popolazione sempre più vecchia e con bassissimo tasso di natalità.
> >
> > “A partire dal 2030 – spiega Blangiardo, estendendo la prospettiva sul lungo termine – avremo numerose persone non nate in Italia che raggiungeranno l’età per andare in pensione (attorno ai 65 anni). Parliamo di circa 200mila persone all’anno che si aggiungono ai nostri figli del baby boom degli anni 60. Quindi non solo avremo a che fare con persone nate e invecchiate in Italia, ma anche con stranieri nati altrove e invecchiati qui”. In molti, fra questi 200mila, “si sono regolarizzati in età avanzata – continua Blangiardo – anche a quarant’ anni. Succederà quindi che queste persone avranno diritto alla pensione, ma i loro assegni saranno estremamente bassi, forse sotto i minimi di decenza. Se fra quindici anni ci troveremo tantissima gente in queste condizioni, qualcuno – anche legittimamente – dirà che queste persone non hanno abbastanza, e che si deve intervenire”. Ragiona il professore: “Oggi il bilancio dell’ immigrazione può essere anche positivo, perché abbiamo persone giovani che versano i contribuiti e non incassano. Boeri dice una cosa vera quando sostiene che i soldi degli stranieri servono anche a pagare le pensioni erogate oggi. Ma il ragionamento non può fermarsi qui. Dobbiamo considerare il sistema di competenza. E cioè calcolare che quello che viene versato oggi a fini contributivi è una anticipazione. Gli immigrati non stanno dando un contributo al Paese: stanno versando una somma che sta lì in attesa di essere restituita“. Se sul breve il sistema può essere a posto, sul lungo termine la sua sostenibilità è seriamente in discussione: “Arriveremo al punto in cui il sistema delle pensioni sarà a rischio a causa delle variazioni dei potenziali pensionati. Gli ingressi nel sistema pensionistico tenderanno ad aumentare e crescerà il divario fra chi lascia la pensione (perché muore) e chi ne riceve una”.
> >
> > Tutte le buone intenzioni, insomma, cozzano con le prospettive di lungo periodo. Perché gli immigrati, nonostante siano ad oggi considerati dalle truppe buoniste come risorsa per i pagamenti all’Inps, andranno anche loro in pensione. E i nodi verranno allora al pettine. Per affrontare la situazione, spiega sempre Blangiardo, “servirebbero flussi di immigrati tali da pompare costantemente persone giovani, al ritmo di almeno 400-500 mila individui all’anno”, il che però darebbe “una serie di problemi collaterali: come si fa a integrare un numero così alto di persone?”.
> >

> >
> >
> > https://www.ilprimatonazionale.it/economia/immigra...
>
>
> Non sono solo le pensioni il problema.
>
> Quarta Repubblica aveva fatto un servizio su un'industria tessile in cui lavoravano diversi ragazzi africani e spiegavano che facevano fatica a trovare italiani.
>
> Molti italiani studiano materie che sono inutili per il mondo professionale, tipo "scienze politiche".
>
>
>
>
> Però dovrebbe funzionare così, immaginando la situazione che apri un'industria tessile e ti servono 200 operai.
>
> 1) Pubblichi il concorso. Mettiamo che trovi 80 residenti, ora te ne mancano 120.
> 2) Ti rivolgi ai centri per l'impiego, che ti fanno arrivare altri 40 residenti. Ora ti mancano 80 operai.
> 3) Ti rivolgi a una sezione amministrativa dello stato che si occupa di immigrazione e dici "mi mancano 80 operai". Loro faranno in modo di dare il permesso di soggiorno a 80 immigrati che sono disposti a lavorare nella tua azienda.
>
> Sarebbe un modo intelligente di gestire l'immigrazione. Si prendono gli immigrati che servono.
>
> Questo per quanto riguarda gli immigrati economici. Dopo ovviamente c'è la protezione umanitaria, che è un'altra questione.
>


Ma lo vuoi capire o no che gli immigrati fanno i lavori di merda proprio per via del fatto che sono di merda? Se fossero migliori li farebbero anche gli italiani, ma gli imprenditori non hanno alcun interesse a renderli meno di merda perchè altrimenti dovrebbero assumere gli italiani ad un prezzo maggiore.
Ma poi non sono nemmeno convinto che nessun italiano li farebbe, ma sono certo che se pubblichi un annuncio su internet di quella mansione che stai ricercando almeno un cazzo d'italiano che ti risponde c'è. Siamo sicuri che gli imprenditori non cerchino direttamente gli stranieri?
"Se tutti facessero così..."

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