SINTESI:
La sessualità umana è oggettivamente binaria: xx=femmina, XY= maschio.
Nessuno è nato con un genere, tutti sono nati con un sesso.
Se una persona crede di essere ciò che NON è, questa situazione è da considerare quantomeno come uno stato di confusione.
La pubertà non è una malattia e gli ormoni che la bloccano possono essere pericolosi.
Il 98% dei ragazzini e l’88% delle ragazzine che hanno problemi di identità di genere durante la pubertà li superano riconoscendosi nel proprio sesso dopo la pubertà.
L’uso di ormoni per impersonare l’altro sesso può causare sterilità, malattie cardiache, ictus, diabete e cancro.
Il tasso di suicidi tra i transessuali è 20 volte superiore a quello medio, anche nella Svezia che è tra i paesi più LGBT-favorevoli del mondo.
E’ da considerarsi abuso sui minori convincere i bambini che sia normale impersonare l’altro sesso mediante ormoni o interventi chirurgici.
http://medicinaepersona.ch/index.php/2017/03/20/ge...
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da:
> sei dentro quella schifezza di Garanzia Giovani?
si l'ho fatta
>sei in apprendistato?
tempo determinato fino ad agosto, poi si vedrà
> sei dentro quella schifezza di Garanzia Giovani?
si l'ho fatta
>sei in apprendistato?
tempo determinato fino ad agosto, poi si vedrà
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Se fosse lui sarebbe la dimostrazione che è un fallito a scrivere su un forum del genere pieno di falliti
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> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > -Yoda
> > > -Ordine
> > > -Wakko
> > > -Mattia
> > > -Samurai
> > > -Masini
> > >
> > > O se volete metteli in ordine di fallimento decrescente.
> >
> >
> > Lo hai già fatto tu, così sono perfetti.
>
> e gatto?anche lui è senza lavoro
>
> non concordo wakko e ordine stanno meglio lavorativamente di samurai e mattia almeno ha imparato una professione
Il lavoro non è l'unica cosa che conta. Comunque la classifica ci può stare tutto sommato. Masini fallito proprio no.
> Scritto da:
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> > > -Yoda
> > > -Ordine
> > > -Wakko
> > > -Mattia
> > > -Samurai
> > > -Masini
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> > > O se volete metteli in ordine di fallimento decrescente.
> >
> >
> > Lo hai già fatto tu, così sono perfetti.
>
> e gatto?anche lui è senza lavoro
>
> non concordo wakko e ordine stanno meglio lavorativamente di samurai e mattia almeno ha imparato una professione
Il lavoro non è l'unica cosa che conta. Comunque la classifica ci può stare tutto sommato. Masini fallito proprio no.
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E TU Lo Sai o no?
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Indubbiamente io
> Hai un lavoro.
Indubbiamente io dopo Yoda intendevo.
> Scritto da: Ordine
> > Indubbiamente io

> Hai un lavoro.
Indubbiamente io dopo Yoda intendevo.
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Scritto da:
> Scritto da:
> > le uniche cose che mi interessano sulla questione è capire come sia nata la leggenda metropolitana che lo ha purtroppo afflitto sul portare sfortuna
>
>
>
> > e sapere come si trova con i capelli artificiali
>
>
Si vede che sono finti, me n'ero già accorto prima di saperlo.
> Scritto da:
> > le uniche cose che mi interessano sulla questione è capire come sia nata la leggenda metropolitana che lo ha purtroppo afflitto sul portare sfortuna
>
>
>
> > e sapere come si trova con i capelli artificiali
>
>
Si vede che sono finti, me n'ero già accorto prima di saperlo.
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Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Nazi Heidi
> > > > Scritto da:
> > > > > Il bello dei cantanti falliti è che a quanto pare leggono la posta.
> > > > >
> > > > >

> > > > >
> > > > >

> > > >
> > > > Quindi ora qui posta anche Masini?
> > >
> > > No, gli ho inviato i link con certi commenti su di lui scritti qui nel forum, ha detto che non ha intenzione di perderci del tempo e che comunque un cantante non può stare a preoccuparsi dei suoi hater.
> > >
> > > È stato molto breve e coinciso con il post di facebook.
> > >
> > >
> >
> > Non trovo il post, mi sa che lo ha cancellato dopo aver avuto tante critiche nei commenti
> Lol, dunque prima fa le battute idiote e poi cancella tutto. Lol
>
Perchè battute stupide? Masini non ha parlato male delle donne, ma solo delle Gold Digger. Se poi le Gold Digger sono quasi tutte di sesso femminile non è colpa di nessuno.
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Nazi Heidi
> > > > Scritto da:
> > > > > Il bello dei cantanti falliti è che a quanto pare leggono la posta.

> > > > >
> > > > >

> > > > >
> > > > >


> > > >
> > > > Quindi ora qui posta anche Masini?

> > >
> > > No, gli ho inviato i link con certi commenti su di lui scritti qui nel forum, ha detto che non ha intenzione di perderci del tempo e che comunque un cantante non può stare a preoccuparsi dei suoi hater.
> > >
> > > È stato molto breve e coinciso con il post di facebook.
> > >
> > >
> >
> > Non trovo il post, mi sa che lo ha cancellato dopo aver avuto tante critiche nei commenti
> Lol, dunque prima fa le battute idiote e poi cancella tutto. Lol
>
Perchè battute stupide? Masini non ha parlato male delle donne, ma solo delle Gold Digger. Se poi le Gold Digger sono quasi tutte di sesso femminile non è colpa di nessuno.
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Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Non va, non la sto cercando
> Why? Nessuna che ti piace?
Non mi interessa, il gioco non vale la candela
> Scritto da: Ordine
> > Non va, non la sto cercando
> Why? Nessuna che ti piace?
Non mi interessa, il gioco non vale la candela
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Scritto da:
> Scritto da: Nazi Heidi
> > Scritto da:
> > > Il bello dei cantanti falliti è che a quanto pare leggono la posta.
> > >
> > >

> > >
> > >

> >
> > Quindi ora qui posta anche Masini?
>
> No, gli ho inviato i link con certi commenti su di lui scritti qui nel forum, ha detto che non ha intenzione di perderci del tempo e che comunque un cantante non può stare a preoccuparsi dei suoi hater.
>
> È stato molto breve e coinciso con il post di facebook.
>
>
Non trovo il post, mi sa che lo ha cancellato dopo aver avuto tante critiche nei commenti
> Scritto da: Nazi Heidi
> > Scritto da:
> > > Il bello dei cantanti falliti è che a quanto pare leggono la posta.

> > >
> > >

> > >
> > >


> >
> > Quindi ora qui posta anche Masini?

>
> No, gli ho inviato i link con certi commenti su di lui scritti qui nel forum, ha detto che non ha intenzione di perderci del tempo e che comunque un cantante non può stare a preoccuparsi dei suoi hater.
>
> È stato molto breve e coinciso con il post di facebook.
>
>
Non trovo il post, mi sa che lo ha cancellato dopo aver avuto tante critiche nei commenti
"Se tutti facessero così..."
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Non va, non la sto cercando
"Se tutti facessero così..."
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MA checcazzo ne so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da: avvelenato
> Scritto da: Ordine
> > ...che però da quello che ho capito, non ha molto a che fare con la teoria "Look Money Status" di cui vi avevo parlato. Ad ogni modo è interessante perchè è stato girato da una che all'inizio era una convinta femminista, ma poi man mano che raccoglieva interviste ha aperto gli occhi.
> >
> > https://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-i...
> >
> >
> > [...]Nella prima parte, vengono messi in evidenza alcuni dati che sono più o meno gli stessi sia negli USA che in Italia (riporterò quindi quelli italiani ).
> >
> > Gli uomini sono:
> >
> > il 93% dei morti sul lavoro (1200 ogni anno).
> >
> > il 79% delle vittime di suicidio (2400 ogni anno).
> >
> > il 79% delle vittime di omicidio (350 ogni anno).
> >
> > il 99.99% dei morti in servizio militare (1.3 milioni dalla fondazione dell’Italia).
> >
> > il 55% delle vittime di violenza domestica (50 mila ogni anno).
> >
> > Nessuna di queste problematiche, però, pare degna di diventare un’”emergenza” e nessuno cerca soluzioni.
> >
> > Anche nel campo scolastico e universitario i maschi conseguono risultati peggiori delle donne: hanno voti più bassi, ricevono meno borse di studio e hanno un tasso maggiore di abbandono scolastico. Tuttavia, come già denunciato da Christina Hoff Sommers nel libro The War Against Boys, nessuno se ne cura, e anzi tutta l’istruzione è modellata intorno alle ragazze. I bambini, inoltre, hanno molte più probabilità di ricevere una diagnosi per ADHD o altri disturbi correlati, con conseguente prescrizione di farmaci.
> >
> > Nel campo della salute le cose non vanno meglio. Gli uomini vivono in media 5 anni meno delle donne, ma invece di colmare questa disparità, pare che ci si preoccupi solo della salute delle donne. Nel documentario, infatti, vengono mostrati dei dati secondo i quali, a parità di mortalità, viene finanziata maggiormente la ricerca sul cancro al seno rispetto a quella sul cancro alla prostata. Qui in Italia, nella settimana dal 18 al 24 aprile, nell’ambito dell’iniziativa Open Week, le donne hanno avuto la possibilità di fare esami medici gratuiti. Poiché si trattava di esami non specificatamente femminili, ci si chiede perché la settimana Open Week non sia stata aperta anche agli uomini.
> >
> > Nel documentario viene intervisto anche Warren Farrell, che nel suo libro The Myth of the Male Power (Il mito del potere maschile, purtroppo l’edizione italiana è fuori stampa) sostiene, tra le altre cose, che la società riesce a sopravvivere solo perché da sempre insegna ai suoi uomini che essi sono il sesso sacrificabile: in guerra, sul lavoro, in caso di calamità… Il famoso “prima le donne e i bambini” non è nato perché gli uomini sono magicamente in grado di salvarsi in ogni situazione di emergenza, ma proprio perché si ritiene che essi, a differenza delle donne, possano essere sacrificati, senza grosse conseguenze per la società. Farrell nota anche che nessuna femminista chiede l’uguaglia per lavori faticosi e pericolosi, o percepiti come “di poco valore” (minatore, spazzino, escavatorista, operario in genere, tornitore…). Vogliono la parità solo per ruoli importanti, come ministro, presidente, amministratore delegato, ecc. e sono proprio questi gli ambiti in cui sono state imposte le quote rosa. Cassie ci mostra anche come un gruppo di femministe furiose abbia tentato di impedire l’ingresso a una conferenza di Farrell, gridando a chi entrava a vederla “feccia del cazzo” (fucking scum).[...]
> >
> >
> > [...]il problema della violenza contro gli uomini è che (come spiega anche la Mancini) essi in genere non si riconoscono come vittime e quindi spesso non denunciano. Essi non denunciano anche perché sanno che o non verranno creduti o verranno derisi. Proprio per questo motivo, quando vengono aggrediti da una donna non reagiscono, perché sanno che, se la donna si fa anche un graffio, saranno loro (gli uomini) che andranno in prigione, non la donna.
> >
> > Ecco alcuni dati USA, riportati anche nel documentario:
> >
> > A parità di reato gli uomini ricevono pene 63% più severe
> > Per violenza domestica vanno in prigione l’83% degli uomini ed il 58% delle donne
> > Per possesso di droga vanno in prigione il 34% degli uomini ed il 17% delle donne
> > La discriminazione di genere è 6 volte maggiore della discriminazione razziale. Ad esempio, la probabilità che una persona condannata finisca in carcere è: 18% per le donne bianche, 32% per le donne nere, 48% per gli uomini bianchi, 55% per gli uomini neri (dati di Chicago).[...]
>
> Lo devo vedere. Anche se per dirla tutta, il femminismo (salvo i deliri delle radicalfemminazi) non ha alcun problema a difendere i diritti maschili laddove c'è disparità. Ho visto molta compassione a riguardo in un gruppo di femministi dove partecipo.
Se così fosse non dovrebbero chiamarsi "femministi", ma semplicemente "antisessisti". Io ho capito di chi parli, stai per caso parlando di quelle femministe/i che ti dicono che anche i maschi sono vittime del patriarcato? No, mi dispiace, quelli non difendono i diritti maschili, ma cercano semplicemente di ricondurre le discriminazioni degli uomini agli uomini stessi in maniera del tutto fallacee e misandrica
Per approfondimento:
https://antisessismo.wordpress.com/2016/11/07/la-t... 
**Modificato dall'autore il 14.11.2017 18:26**
> Scritto da: Ordine
> > ...che però da quello che ho capito, non ha molto a che fare con la teoria "Look Money Status" di cui vi avevo parlato. Ad ogni modo è interessante perchè è stato girato da una che all'inizio era una convinta femminista, ma poi man mano che raccoglieva interviste ha aperto gli occhi.
> >
> > https://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-i...

> >
> >
> > [...]Nella prima parte, vengono messi in evidenza alcuni dati che sono più o meno gli stessi sia negli USA che in Italia (riporterò quindi quelli italiani ).
> >
> > Gli uomini sono:
> >
> > il 93% dei morti sul lavoro (1200 ogni anno).
> >
> > il 79% delle vittime di suicidio (2400 ogni anno).
> >
> > il 79% delle vittime di omicidio (350 ogni anno).
> >
> > il 99.99% dei morti in servizio militare (1.3 milioni dalla fondazione dell’Italia).
> >
> > il 55% delle vittime di violenza domestica (50 mila ogni anno).
> >
> > Nessuna di queste problematiche, però, pare degna di diventare un’”emergenza” e nessuno cerca soluzioni.
> >
> > Anche nel campo scolastico e universitario i maschi conseguono risultati peggiori delle donne: hanno voti più bassi, ricevono meno borse di studio e hanno un tasso maggiore di abbandono scolastico. Tuttavia, come già denunciato da Christina Hoff Sommers nel libro The War Against Boys, nessuno se ne cura, e anzi tutta l’istruzione è modellata intorno alle ragazze. I bambini, inoltre, hanno molte più probabilità di ricevere una diagnosi per ADHD o altri disturbi correlati, con conseguente prescrizione di farmaci.
> >
> > Nel campo della salute le cose non vanno meglio. Gli uomini vivono in media 5 anni meno delle donne, ma invece di colmare questa disparità, pare che ci si preoccupi solo della salute delle donne. Nel documentario, infatti, vengono mostrati dei dati secondo i quali, a parità di mortalità, viene finanziata maggiormente la ricerca sul cancro al seno rispetto a quella sul cancro alla prostata. Qui in Italia, nella settimana dal 18 al 24 aprile, nell’ambito dell’iniziativa Open Week, le donne hanno avuto la possibilità di fare esami medici gratuiti. Poiché si trattava di esami non specificatamente femminili, ci si chiede perché la settimana Open Week non sia stata aperta anche agli uomini.
> >
> > Nel documentario viene intervisto anche Warren Farrell, che nel suo libro The Myth of the Male Power (Il mito del potere maschile, purtroppo l’edizione italiana è fuori stampa) sostiene, tra le altre cose, che la società riesce a sopravvivere solo perché da sempre insegna ai suoi uomini che essi sono il sesso sacrificabile: in guerra, sul lavoro, in caso di calamità… Il famoso “prima le donne e i bambini” non è nato perché gli uomini sono magicamente in grado di salvarsi in ogni situazione di emergenza, ma proprio perché si ritiene che essi, a differenza delle donne, possano essere sacrificati, senza grosse conseguenze per la società. Farrell nota anche che nessuna femminista chiede l’uguaglia per lavori faticosi e pericolosi, o percepiti come “di poco valore” (minatore, spazzino, escavatorista, operario in genere, tornitore…). Vogliono la parità solo per ruoli importanti, come ministro, presidente, amministratore delegato, ecc. e sono proprio questi gli ambiti in cui sono state imposte le quote rosa. Cassie ci mostra anche come un gruppo di femministe furiose abbia tentato di impedire l’ingresso a una conferenza di Farrell, gridando a chi entrava a vederla “feccia del cazzo” (fucking scum).[...]
> >
> >
> > [...]il problema della violenza contro gli uomini è che (come spiega anche la Mancini) essi in genere non si riconoscono come vittime e quindi spesso non denunciano. Essi non denunciano anche perché sanno che o non verranno creduti o verranno derisi. Proprio per questo motivo, quando vengono aggrediti da una donna non reagiscono, perché sanno che, se la donna si fa anche un graffio, saranno loro (gli uomini) che andranno in prigione, non la donna.
> >
> > Ecco alcuni dati USA, riportati anche nel documentario:
> >
> > A parità di reato gli uomini ricevono pene 63% più severe
> > Per violenza domestica vanno in prigione l’83% degli uomini ed il 58% delle donne
> > Per possesso di droga vanno in prigione il 34% degli uomini ed il 17% delle donne
> > La discriminazione di genere è 6 volte maggiore della discriminazione razziale. Ad esempio, la probabilità che una persona condannata finisca in carcere è: 18% per le donne bianche, 32% per le donne nere, 48% per gli uomini bianchi, 55% per gli uomini neri (dati di Chicago).[...]
>
> Lo devo vedere. Anche se per dirla tutta, il femminismo (salvo i deliri delle radicalfemminazi) non ha alcun problema a difendere i diritti maschili laddove c'è disparità. Ho visto molta compassione a riguardo in un gruppo di femministi dove partecipo.
Se così fosse non dovrebbero chiamarsi "femministi", ma semplicemente "antisessisti". Io ho capito di chi parli, stai per caso parlando di quelle femministe/i che ti dicono che anche i maschi sono vittime del patriarcato? No, mi dispiace, quelli non difendono i diritti maschili, ma cercano semplicemente di ricondurre le discriminazioni degli uomini agli uomini stessi in maniera del tutto fallacee e misandrica
Per approfondimento:

**Modificato dall'autore il 14.11.2017 18:26**
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
...che però da quello che ho capito, non ha molto a che fare con la teoria "Look Money Status" di cui vi avevo parlato. Ad ogni modo è interessante perchè è stato girato da una che all'inizio era una convinta femminista, ma poi man mano che raccoglieva interviste ha aperto gli occhi.
https://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-i...
[...]Nella prima parte, vengono messi in evidenza alcuni dati che sono più o meno gli stessi sia negli USA che in Italia (riporterò quindi quelli italiani ).
Gli uomini sono:
il 93% dei morti sul lavoro (1200 ogni anno).
il 79% delle vittime di suicidio (2400 ogni anno).
il 79% delle vittime di omicidio (350 ogni anno).
il 99.99% dei morti in servizio militare (1.3 milioni dalla fondazione dell’Italia).
il 55% delle vittime di violenza domestica (50 mila ogni anno).
Nessuna di queste problematiche, però, pare degna di diventare un’”emergenza” e nessuno cerca soluzioni.
Anche nel campo scolastico e universitario i maschi conseguono risultati peggiori delle donne: hanno voti più bassi, ricevono meno borse di studio e hanno un tasso maggiore di abbandono scolastico. Tuttavia, come già denunciato da Christina Hoff Sommers nel libro The War Against Boys, nessuno se ne cura, e anzi tutta l’istruzione è modellata intorno alle ragazze. I bambini, inoltre, hanno molte più probabilità di ricevere una diagnosi per ADHD o altri disturbi correlati, con conseguente prescrizione di farmaci.
Nel campo della salute le cose non vanno meglio. Gli uomini vivono in media 5 anni meno delle donne, ma invece di colmare questa disparità, pare che ci si preoccupi solo della salute delle donne. Nel documentario, infatti, vengono mostrati dei dati secondo i quali, a parità di mortalità, viene finanziata maggiormente la ricerca sul cancro al seno rispetto a quella sul cancro alla prostata. Qui in Italia, nella settimana dal 18 al 24 aprile, nell’ambito dell’iniziativa Open Week, le donne hanno avuto la possibilità di fare esami medici gratuiti. Poiché si trattava di esami non specificatamente femminili, ci si chiede perché la settimana Open Week non sia stata aperta anche agli uomini.
Nel documentario viene intervisto anche Warren Farrell, che nel suo libro The Myth of the Male Power (Il mito del potere maschile, purtroppo l’edizione italiana è fuori stampa) sostiene, tra le altre cose, che la società riesce a sopravvivere solo perché da sempre insegna ai suoi uomini che essi sono il sesso sacrificabile: in guerra, sul lavoro, in caso di calamità… Il famoso “prima le donne e i bambini” non è nato perché gli uomini sono magicamente in grado di salvarsi in ogni situazione di emergenza, ma proprio perché si ritiene che essi, a differenza delle donne, possano essere sacrificati, senza grosse conseguenze per la società. Farrell nota anche che nessuna femminista chiede l’uguaglia per lavori faticosi e pericolosi, o percepiti come “di poco valore” (minatore, spazzino, escavatorista, operario in genere, tornitore…). Vogliono la parità solo per ruoli importanti, come ministro, presidente, amministratore delegato, ecc. e sono proprio questi gli ambiti in cui sono state imposte le quote rosa. Cassie ci mostra anche come un gruppo di femministe furiose abbia tentato di impedire l’ingresso a una conferenza di Farrell, gridando a chi entrava a vederla “feccia del cazzo” (fucking scum).[...]
[...]il problema della violenza contro gli uomini è che (come spiega anche la Mancini) essi in genere non si riconoscono come vittime e quindi spesso non denunciano. Essi non denunciano anche perché sanno che o non verranno creduti o verranno derisi. Proprio per questo motivo, quando vengono aggrediti da una donna non reagiscono, perché sanno che, se la donna si fa anche un graffio, saranno loro (gli uomini) che andranno in prigione, non la donna.
Ecco alcuni dati USA, riportati anche nel documentario:
A parità di reato gli uomini ricevono pene 63% più severe
Per violenza domestica vanno in prigione l’83% degli uomini ed il 58% delle donne
Per possesso di droga vanno in prigione il 34% degli uomini ed il 17% delle donne
La discriminazione di genere è 6 volte maggiore della discriminazione razziale. Ad esempio, la probabilità che una persona condannata finisca in carcere è: 18% per le donne bianche, 32% per le donne nere, 48% per gli uomini bianchi, 55% per gli uomini neri (dati di Chicago).[...]
https://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-i...

[...]Nella prima parte, vengono messi in evidenza alcuni dati che sono più o meno gli stessi sia negli USA che in Italia (riporterò quindi quelli italiani ).
Gli uomini sono:
il 93% dei morti sul lavoro (1200 ogni anno).
il 79% delle vittime di suicidio (2400 ogni anno).
il 79% delle vittime di omicidio (350 ogni anno).
il 99.99% dei morti in servizio militare (1.3 milioni dalla fondazione dell’Italia).
il 55% delle vittime di violenza domestica (50 mila ogni anno).
Nessuna di queste problematiche, però, pare degna di diventare un’”emergenza” e nessuno cerca soluzioni.
Anche nel campo scolastico e universitario i maschi conseguono risultati peggiori delle donne: hanno voti più bassi, ricevono meno borse di studio e hanno un tasso maggiore di abbandono scolastico. Tuttavia, come già denunciato da Christina Hoff Sommers nel libro The War Against Boys, nessuno se ne cura, e anzi tutta l’istruzione è modellata intorno alle ragazze. I bambini, inoltre, hanno molte più probabilità di ricevere una diagnosi per ADHD o altri disturbi correlati, con conseguente prescrizione di farmaci.
Nel campo della salute le cose non vanno meglio. Gli uomini vivono in media 5 anni meno delle donne, ma invece di colmare questa disparità, pare che ci si preoccupi solo della salute delle donne. Nel documentario, infatti, vengono mostrati dei dati secondo i quali, a parità di mortalità, viene finanziata maggiormente la ricerca sul cancro al seno rispetto a quella sul cancro alla prostata. Qui in Italia, nella settimana dal 18 al 24 aprile, nell’ambito dell’iniziativa Open Week, le donne hanno avuto la possibilità di fare esami medici gratuiti. Poiché si trattava di esami non specificatamente femminili, ci si chiede perché la settimana Open Week non sia stata aperta anche agli uomini.
Nel documentario viene intervisto anche Warren Farrell, che nel suo libro The Myth of the Male Power (Il mito del potere maschile, purtroppo l’edizione italiana è fuori stampa) sostiene, tra le altre cose, che la società riesce a sopravvivere solo perché da sempre insegna ai suoi uomini che essi sono il sesso sacrificabile: in guerra, sul lavoro, in caso di calamità… Il famoso “prima le donne e i bambini” non è nato perché gli uomini sono magicamente in grado di salvarsi in ogni situazione di emergenza, ma proprio perché si ritiene che essi, a differenza delle donne, possano essere sacrificati, senza grosse conseguenze per la società. Farrell nota anche che nessuna femminista chiede l’uguaglia per lavori faticosi e pericolosi, o percepiti come “di poco valore” (minatore, spazzino, escavatorista, operario in genere, tornitore…). Vogliono la parità solo per ruoli importanti, come ministro, presidente, amministratore delegato, ecc. e sono proprio questi gli ambiti in cui sono state imposte le quote rosa. Cassie ci mostra anche come un gruppo di femministe furiose abbia tentato di impedire l’ingresso a una conferenza di Farrell, gridando a chi entrava a vederla “feccia del cazzo” (fucking scum).[...]
[...]il problema della violenza contro gli uomini è che (come spiega anche la Mancini) essi in genere non si riconoscono come vittime e quindi spesso non denunciano. Essi non denunciano anche perché sanno che o non verranno creduti o verranno derisi. Proprio per questo motivo, quando vengono aggrediti da una donna non reagiscono, perché sanno che, se la donna si fa anche un graffio, saranno loro (gli uomini) che andranno in prigione, non la donna.
Ecco alcuni dati USA, riportati anche nel documentario:
A parità di reato gli uomini ricevono pene 63% più severe
Per violenza domestica vanno in prigione l’83% degli uomini ed il 58% delle donne
Per possesso di droga vanno in prigione il 34% degli uomini ed il 17% delle donne
La discriminazione di genere è 6 volte maggiore della discriminazione razziale. Ad esempio, la probabilità che una persona condannata finisca in carcere è: 18% per le donne bianche, 32% per le donne nere, 48% per gli uomini bianchi, 55% per gli uomini neri (dati di Chicago).[...]
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Scary Movie 3 è meglio di Schinder's list. Due film comici, ma preferisco il primo.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Il timbro di Renga vale 10 volte quello di Cremonini, nn scherziamo.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da: avvelenato
>
>
> Mattia, che ne pensi?
Quando canta sembra che gli abbiano appena dato un calcio nei coglioni. A me non piace
>
>
> Mattia, che ne pensi?
Quando canta sembra che gli abbiano appena dato un calcio nei coglioni. A me non piace
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > >
> > >
> > > Mattia, che ne pensi?
> >
> > Un buon cantante, anche se negli alti ha un timbro un po' femminile.
> >
> > La canzone non è male.
> >
> > Chiarisco una cosa: per me tutti i cantanti che si impegnano a modellare la propria voce in maniera naturale e non usano il playback in live sono cantanti rispettabili, così come gli artisti che fanno canzoni non destinate a QI negativi sono rispettabili.
> >
> > Poi ognuno si sceglie quello che preferisce nel repertorio.
> >
> > Quello che sta sul cazzo a me è che oggi la tendenza è quella di riempire di soldi:
> > - Quelli che non sanno cantare e truffano la gente col playback (figa, il biglietto di un concerto qui in Svizzera costa 80 euro)
> > - Quelli che producono solo musica spazzatura
> >
> > Ieri ho scoperto un altro di quei QI altissimi con 70'000'000 di visualizzazioni per video.
> >
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Un altro artista facente parte della cricca dei "v...
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> > Il video che hai messo tu di Mango ne ha meno di 350'000.
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> Tu hai un profondo bias che ti porta a considerare l'aspetto tecnico come quello preponderante, specialmente quello vocale. Il ché è legittimo, fa parte dei gusti che come tali sono soggettivi. Il punto è che il tuo giudizio si limita lì, e ti precludi la possibilità di capire altri generi e stili che danno meno enfasi alla tecnica e più ad altre caratteristiche.
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> Infine considera che confrontare le views tra due artisti dal target differente come Mango e Ghali è insensato: l'età media degli ascoltatori di Mango è molto più alta, la canzone è vecchissima (la ricordo dalle elementari, quindi più di 20 anni), è normale che non abbia visualizzazioni.
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> Se proprio vogliamo parlare di criteri oggettivi. A me dà fastidio la paraculaggine di usare autotune senza ammetterlo. Cioé, se ascolti le mie robe, l'audio è volutamente distorto. Se prendi un brano di Rihanna bisogna esser proprio deficienti per non accorgersi dell'elaborazione sfrontata
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> Ma il genere lo "prevede". La voce è uno strumento elettronico come tutti gli altri.
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> Comunque l'atteggiamento snobbistico (di chi si lamenta che la cosiddetta "buona musica" viene ignorata dai media) tende a infastidirmi, perché poi andando a scavare ognuno ha una sua definizione di buona musica e a me Masini fa proprio cagare (no proprio cagare no, però diciamo che sei riuscito a rendermelo antipatico
). Io son felice di ascoltarmi le mie cose con 13 views su youtube e metterci la quattordicesima. E mi ascolto anche Rihanna e Mango, rimanendo molto aperto mentalmente su tutto.
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> Comunque parte seconda, in questo video ci sono le tre canzoni più rappresentative degli ultimi 30 anni, e questo è un dato di fatto incontestabile
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Ma poi il suo discorso "eh ma non ci vedo Ferro a cantare "Vaffanculo" o "Bella stronza" non ha senso perchè ogni cantante ha il suo genere. E' come se io dicessi che non ci vedo Masini cantare "Perdono" di Ferro. E comunque quest'ultimo ha già cantato canzone melodrammatiche per cui per me riuscirebbe a cantare le due canzoni sopra, specie la seconda ce lo vedo bene.
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
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> > > Mattia, che ne pensi?
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> > Un buon cantante, anche se negli alti ha un timbro un po' femminile.
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> > La canzone non è male.
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> > Chiarisco una cosa: per me tutti i cantanti che si impegnano a modellare la propria voce in maniera naturale e non usano il playback in live sono cantanti rispettabili, così come gli artisti che fanno canzoni non destinate a QI negativi sono rispettabili.
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> > Poi ognuno si sceglie quello che preferisce nel repertorio.
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> > Quello che sta sul cazzo a me è che oggi la tendenza è quella di riempire di soldi:
> > - Quelli che non sanno cantare e truffano la gente col playback (figa, il biglietto di un concerto qui in Svizzera costa 80 euro)
> > - Quelli che producono solo musica spazzatura
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> > Ieri ho scoperto un altro di quei QI altissimi con 70'000'000 di visualizzazioni per video.
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> > Il video che hai messo tu di Mango ne ha meno di 350'000.
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> Tu hai un profondo bias che ti porta a considerare l'aspetto tecnico come quello preponderante, specialmente quello vocale. Il ché è legittimo, fa parte dei gusti che come tali sono soggettivi. Il punto è che il tuo giudizio si limita lì, e ti precludi la possibilità di capire altri generi e stili che danno meno enfasi alla tecnica e più ad altre caratteristiche.
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> Infine considera che confrontare le views tra due artisti dal target differente come Mango e Ghali è insensato: l'età media degli ascoltatori di Mango è molto più alta, la canzone è vecchissima (la ricordo dalle elementari, quindi più di 20 anni), è normale che non abbia visualizzazioni.
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> Se proprio vogliamo parlare di criteri oggettivi. A me dà fastidio la paraculaggine di usare autotune senza ammetterlo. Cioé, se ascolti le mie robe, l'audio è volutamente distorto. Se prendi un brano di Rihanna bisogna esser proprio deficienti per non accorgersi dell'elaborazione sfrontata
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> Ma il genere lo "prevede". La voce è uno strumento elettronico come tutti gli altri.
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> Comunque l'atteggiamento snobbistico (di chi si lamenta che la cosiddetta "buona musica" viene ignorata dai media) tende a infastidirmi, perché poi andando a scavare ognuno ha una sua definizione di buona musica e a me Masini fa proprio cagare (no proprio cagare no, però diciamo che sei riuscito a rendermelo antipatico
). Io son felice di ascoltarmi le mie cose con 13 views su youtube e metterci la quattordicesima. E mi ascolto anche Rihanna e Mango, rimanendo molto aperto mentalmente su tutto.>
> Comunque parte seconda, in questo video ci sono le tre canzoni più rappresentative degli ultimi 30 anni, e questo è un dato di fatto incontestabile

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Ma poi il suo discorso "eh ma non ci vedo Ferro a cantare "Vaffanculo" o "Bella stronza" non ha senso perchè ogni cantante ha il suo genere. E' come se io dicessi che non ci vedo Masini cantare "Perdono" di Ferro. E comunque quest'ultimo ha già cantato canzone melodrammatiche per cui per me riuscirebbe a cantare le due canzoni sopra, specie la seconda ce lo vedo bene.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada

