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> > > > > I musulmani, in Europa, nessuno ne ha bisogno.
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> > > > Neppure dei vecchi e degli storpi!
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> > > A differenza dei vecchi e degli storpi, che produciamo internamente, i musulmani vengono da fuori e hanno già un posto dove abitare.
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> > I vecchi e gli storpi, in Europa, nessuno ne ha bisogno.
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> Oramai ci sono, sono un sottoprodotto inevitabile della vita. I musulmani invece li facciamo entrare.
I musulmani che ci rubano il lavoro mentre i vecchi e gli storpi ci rubano i soldi delle tasse!
> Ora che ci penso, con tutti i vecchi storpi che già abbiamo perché farne entrare anche di musulmani?
Vecchi e storpi peso della società nei forni crematori, i musulmani a raccogliere pomodori e programmare in java all'ubs con giambo!
> Scritto da: Ordire
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> > I vecchi e gli storpi, in Europa, nessuno ne ha bisogno.
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> Oramai ci sono, sono un sottoprodotto inevitabile della vita. I musulmani invece li facciamo entrare.
I musulmani che ci rubano il lavoro mentre i vecchi e gli storpi ci rubano i soldi delle tasse!
> Ora che ci penso, con tutti i vecchi storpi che già abbiamo perché farne entrare anche di musulmani?
Vecchi e storpi peso della società nei forni crematori, i musulmani a raccogliere pomodori e programmare in java all'ubs con giambo!
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
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> A differenza dei vecchi e degli storpi, che produciamo internamente, i musulmani vengono da fuori e hanno già un posto dove abitare.
I vecchi e gli storpi, in Europa, nessuno ne ha bisogno.
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I vecchi e gli storpi, in Europa, nessuno ne ha bisogno.
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Scritto da: avvelenato
> > > Chi ci sarebbe?
> >
> > Giammai.
>
> A te ti prendiamo a forza.
FAP FAP FAP FAP
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> > Giammai.
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> A te ti prendiamo a forza.
FAP FAP FAP FAP
Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
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ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
Siamo passati da un'epoca in cui gli omosessuali erano emarginati e perseguitati a quella attuale dove, ed è una conquista di civiltà, gli orientamenti sessuali dell'individuo non rappresentano più un problema e vengono accettati socialmente. Ciò dovrebbe far scendere la tensione, che invece continua ad essere alta, per le pressioni di minoranze estreme le quali continuano a comportarsi come se i gay fossero ancora perseguitati avanzando pretese che non è sbagliato definire aberranti perché si spingono fino a negare una realtà incontestabile, dalla luce dei tempi, quella secondo cui la procreazione avviene tra un uomo e una donna. Viviamo l'era dell'irragionevolezza; che conduce al transgender incinta, domani allo sperma artificiale e già oggi all'utero in affitto ovvero alla maternità surrogata a pagamento, naturalmente lasciando intendere che si tratti non solo di un diritto ma di gesti d'amore, altruistici e che tali rivendicazioni siano condivise da tutti gli omosessuali.
Ma è davvero così? C'è da dubitarne. Il problema è che di questi temi non si può parlare serenamente, come ricorda con una certa amarezza Enrica Perucchietti, nella prefazione del suo ultimo bel saggio Utero in affitto (Revoluzione Editore). La Perucchietti è un'autrice seria, documentata e coraggiosa. Ma proprio perché coraggiosa viene attaccata dalla lobby LGBT (sigla per Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali) che sta imponendo un pensiero unico, assecondato da gran parte dei media, e caratterizzato dall'intimidazione delle voci dissenzienti, anche omosessuali. Chiedere a Dolce, il famoso stilista di Dolce e Gabbana, quando un paio di anni fa espresse opinioni pacatissime ma disallineate rispetto a quello che assume i tratti del pensiero unico. Venne massacrato pubblicamente per aver detto «non abbiamo mica inventato noi la famiglia: tu nasci se hai un padre e una madre. Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c'è vuol dire che non ci deve essere». Massacrato per essersi espresso contro l'utero in affitto.
Lo strano mondo in cui viviamo esalta il diritto, degli etero e dei gay, ad avere figli anche quando non è possibile. Dunque anche attraverso la maternità surrogata, che viene presentata come un'espressione di progresso. Per le coppie, ma trascura i veri protagonisti ovvero le madri e i figli. Ignora i loro drammi, i loro traumi e il fatto che quando una donna accetta di «portare» una creatura non lo fa mai per amore, come sostiene certa propaganda, ma solo perché costretta dalla necessità economica, salvo rare eccezioni. È un'umiliazione, una forma moderna di schiavitù, non una conquista sociale. Ignora i danni alla salute delle tecniche di iperstimolazione ovarica che possono provocare ictus, tumori e, amaro paradosso, infertilità. Ascoltate gli psicologi, i medici, gli educatori, come ha fatto la Perucchietti. Non potete immaginare cosa significhi per una partoriente staccarsi da un neonato cresciuto nel grembo per nove mesi. E quali danni possa arrecare al bambino privarlo del contatto fisico e affettivo con la madre nelle prime settimane di vita. E poi: siamo sicuri che per i figli nascere da due papà, da due mamme (o da una coppia in cui uno dei due è un transgender) non abbia nessun effetto negativo? E che privarli della polarità maschio-femmina sia un'operazione innocua per una crescita equilibrata? Gli choc psicologici inconsci possono essere devastanti e permanenti, meriterebbero di essere considerati con urgenza e grande tatto ma vengono taciuti o relativizzati da quella minoranza che non accetta il confronto e pretende di sfidare tutto. Anche il buon senso. Anche le leggi della natura.
Ma è davvero così? C'è da dubitarne. Il problema è che di questi temi non si può parlare serenamente, come ricorda con una certa amarezza Enrica Perucchietti, nella prefazione del suo ultimo bel saggio Utero in affitto (Revoluzione Editore). La Perucchietti è un'autrice seria, documentata e coraggiosa. Ma proprio perché coraggiosa viene attaccata dalla lobby LGBT (sigla per Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali) che sta imponendo un pensiero unico, assecondato da gran parte dei media, e caratterizzato dall'intimidazione delle voci dissenzienti, anche omosessuali. Chiedere a Dolce, il famoso stilista di Dolce e Gabbana, quando un paio di anni fa espresse opinioni pacatissime ma disallineate rispetto a quello che assume i tratti del pensiero unico. Venne massacrato pubblicamente per aver detto «non abbiamo mica inventato noi la famiglia: tu nasci se hai un padre e una madre. Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c'è vuol dire che non ci deve essere». Massacrato per essersi espresso contro l'utero in affitto.
Lo strano mondo in cui viviamo esalta il diritto, degli etero e dei gay, ad avere figli anche quando non è possibile. Dunque anche attraverso la maternità surrogata, che viene presentata come un'espressione di progresso. Per le coppie, ma trascura i veri protagonisti ovvero le madri e i figli. Ignora i loro drammi, i loro traumi e il fatto che quando una donna accetta di «portare» una creatura non lo fa mai per amore, come sostiene certa propaganda, ma solo perché costretta dalla necessità economica, salvo rare eccezioni. È un'umiliazione, una forma moderna di schiavitù, non una conquista sociale. Ignora i danni alla salute delle tecniche di iperstimolazione ovarica che possono provocare ictus, tumori e, amaro paradosso, infertilità. Ascoltate gli psicologi, i medici, gli educatori, come ha fatto la Perucchietti. Non potete immaginare cosa significhi per una partoriente staccarsi da un neonato cresciuto nel grembo per nove mesi. E quali danni possa arrecare al bambino privarlo del contatto fisico e affettivo con la madre nelle prime settimane di vita. E poi: siamo sicuri che per i figli nascere da due papà, da due mamme (o da una coppia in cui uno dei due è un transgender) non abbia nessun effetto negativo? E che privarli della polarità maschio-femmina sia un'operazione innocua per una crescita equilibrata? Gli choc psicologici inconsci possono essere devastanti e permanenti, meriterebbero di essere considerati con urgenza e grande tatto ma vengono taciuti o relativizzati da quella minoranza che non accetta il confronto e pretende di sfidare tutto. Anche il buon senso. Anche le leggi della natura.
Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!
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Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!
AH SI ma NO Non lo so
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http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da: ::1
> Scritto da: Giambo
> > Scritto da:
> >
> > > > > Ma si può fare il secondo cambio al 106' è il terzo al 120'. Peccato, abbiamo fatto un ottimo europeo. E adesso forza Islanda, unica squadra tutta autoctona.
> > > >
> > > > Qualcuno aveva scritto che un terzo era norvegese e un terzo non mi ricordo piu' che cosa ...
> > >
> > > Sempre scandinavi sono.
> >
> > Come dire che spagnoli marocchini e italiani sono uguali ?
>
> Anche i greci e gli albanesi.
E i dinarici
>
> > > Uno o due stranieri in squadra non mi danno fastidio, dopo tutto lo sport è internazionale, ma gettar l'occhio sulla under 21 della Francia e vedere un nove negri su undici mi dà un'angoscia che non riesco facilmente a spiegare, forse perché non esiste un modo breve e semplice per farlo.
> >
> > La Francia ha avuto una storia di colonialismo migliore di quella italiana
>
> Scritto da: Giambo
> > Scritto da:
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> > > > > Ma si può fare il secondo cambio al 106' è il terzo al 120'. Peccato, abbiamo fatto un ottimo europeo. E adesso forza Islanda, unica squadra tutta autoctona.
> > > >
> > > > Qualcuno aveva scritto che un terzo era norvegese e un terzo non mi ricordo piu' che cosa ...
> > >
> > > Sempre scandinavi sono.
> >
> > Come dire che spagnoli marocchini e italiani sono uguali ?
>
> Anche i greci e gli albanesi.
E i dinarici
>
> > > Uno o due stranieri in squadra non mi danno fastidio, dopo tutto lo sport è internazionale, ma gettar l'occhio sulla under 21 della Francia e vedere un nove negri su undici mi dà un'angoscia che non riesco facilmente a spiegare, forse perché non esiste un modo breve e semplice per farlo.
> >
> > La Francia ha avuto una storia di colonialismo migliore di quella italiana
>
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > > Tra i demolitori più accesi del responso inglese troviamo:
> > >
> > > Roberto Saviano, Gad Lerner, Nathania Zevi, David Parenzo, Benard Henry Levy.
> > >
> > >
> > > Cosa hanno in comune ?
> >
> > che palle ma gli ebrei non sono più cosmopoliti nè hanno tutto quel peso che gli si attribuisce
>
> Saviano non è ebreo..
È ebreo dentro
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > > Tra i demolitori più accesi del responso inglese troviamo:
> > >
> > > Roberto Saviano, Gad Lerner, Nathania Zevi, David Parenzo, Benard Henry Levy.
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> > > Cosa hanno in comune ?
> >
> > che palle ma gli ebrei non sono più cosmopoliti nè hanno tutto quel peso che gli si attribuisce
>
> Saviano non è ebreo..
È ebreo dentro
MA checcazzo ne so
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.





