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Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-13 01:03:39.0 alle 2019-04-13 01:03:39.0
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> Che gli ominidi siano così non ci piove, ma stai confondendo l'essere con il dover essere, l'etologia con l'etica. Noi homo sapiens evoluti e civili possiamo in parte scegliere di non essere totalmente succubi degli istinti, non è che il DNA ci rende dei robot.
Non sto confondendo nulla, siamo ANCORA ominidi e siamo ANCORA completamente dipendenti da questo genere di cose. È semplicemente il funzionamento della natura. Può piacerti o non piacerti ma quelle regole sono valide oggi come erano valide 100'000 anni fa.
Poi cosa succede? Che intere generazioni di ragazzi vengono convinte a fare il liceo, una scuola del tutto inutile ma che li finisce per convincere di essere una qualche forma di vita sintetica superiore che deve comportarsi secondo standard del tutto arbitrari spacciati per "etica"... e così maschi e femmine cominciano a convincersi che non ci siano differenze fra i due sessi e cominciano a comparire idiozie come il femminismo e termini come "il patriarcato"... e per fare breve una storia piuttosto lunga si finisce con femmine che vogliono lavorare anziché occuparsi dei figli e della famiglia, maschi con la testa riempita di ideologia che le supporta e addirittura si auto-infligge una posizione sociale più bassa di quella delle femmine perché "non siamo maschilisti"... e qual'è la conclusione di tutto questo? Sempre più maschi che decidono di non avere compagne, femmine che quando capiscono di aver fatto una cazzata oramai hanno 50 anni e non sono più in grado di figliare, e quindi tassi di fertilità inferiori alla soglia del sostenimento della società e politici che invitano frotte di negri (che tutte queste seghe mentali non se le sono mai fatte perché probabilmente neanche riescono a pensare così lontano) a sostituire l'etnia nativa con la loro.
> Che gli ominidi siano così non ci piove, ma stai confondendo l'essere con il dover essere, l'etologia con l'etica. Noi homo sapiens evoluti e civili possiamo in parte scegliere di non essere totalmente succubi degli istinti, non è che il DNA ci rende dei robot.
Non sto confondendo nulla, siamo ANCORA ominidi e siamo ANCORA completamente dipendenti da questo genere di cose. È semplicemente il funzionamento della natura. Può piacerti o non piacerti ma quelle regole sono valide oggi come erano valide 100'000 anni fa.
Poi cosa succede? Che intere generazioni di ragazzi vengono convinte a fare il liceo, una scuola del tutto inutile ma che li finisce per convincere di essere una qualche forma di vita sintetica superiore che deve comportarsi secondo standard del tutto arbitrari spacciati per "etica"... e così maschi e femmine cominciano a convincersi che non ci siano differenze fra i due sessi e cominciano a comparire idiozie come il femminismo e termini come "il patriarcato"... e per fare breve una storia piuttosto lunga si finisce con femmine che vogliono lavorare anziché occuparsi dei figli e della famiglia, maschi con la testa riempita di ideologia che le supporta e addirittura si auto-infligge una posizione sociale più bassa di quella delle femmine perché "non siamo maschilisti"... e qual'è la conclusione di tutto questo? Sempre più maschi che decidono di non avere compagne, femmine che quando capiscono di aver fatto una cazzata oramai hanno 50 anni e non sono più in grado di figliare, e quindi tassi di fertilità inferiori alla soglia del sostenimento della società e politici che invitano frotte di negri (che tutte queste seghe mentali non se le sono mai fatte perché probabilmente neanche riescono a pensare così lontano) a sostituire l'etnia nativa con la loro.
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-12 19:06:00.0 alle 2019-04-12 19:06:00.0
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Scritto da: SAMURAI
> Un uomo che ha molte donne viene chiamato "latin lower", "sciupafemmine" "Don Giovanni" e "playboy"; la donna che ha molti uomini viene chiamata "puttana", "ninfomane" e "poco di buono"; un uomo che non si sposa viene chiamato "single", una donna "zitella", un ragazzo cerca di fare le sue esperienze sessuali più presto che può per far vedere che è già un uomo; una ragazza non deve darla via facilmente (la figa) perché poi è considerata una 'mignotta'.
Ed evolutivamente parlando è corretto che sia così.
Come ho già spiegato altre volte, l'obiettivo evolutivo di un maschio è ESATTAMENTE quello di avere più partner sessuali possibile al fine di diffondere i propri geni a destra e a manca.
L'obiettivo evolutivo della femmina invece è quasi l'esatto opposto, ovvero agganciarsi ad un maschio forte, in grado di mantenere lei e i suoi figli, per tutta la durata dell'infanzia dei figli finché non sono indipendenti.
Quindi ai fini del benessere della propria etnia/razza/società un maschio che va con più femmine possibile è qualcosa di positivo per il gruppo, al contrario per una femmina in cui invece ad essere positivo per il gruppo è il riuscire a trovarsi un maschio stabile che si occupi di lei e soprattutto dei figli per tutta la loro infanzia.
Perciò è normale che il comportamento da puttaniere di un maschio sia per lo più ben visto, o comunque considerato "normale" dalla società, mentre quello di una femmina che non sa tenersi un maschio e che quindi mette a repentaglio il benessere dei suoi presenti o futuri figli viene considerato un comportamento irresponsabile e dannoso per la società stessa.
Che ti piaccia o no maschi e femmine hanno ruoli diversi nella società, ed è sempre stato così fin dalla notte dei tempi... il giudizio della società è perciò diverso, anzi, opposto, nei due casi.
Quindi, per il benessere del gruppo, quali sono considerate caratteristiche POSITIVE per un maschio?
- Essere forte
- Essere in grado di recuperare cibo e risorse per sé e la sua famiglia
- Risultare sessualmente attraente a più femmine possibili
- Essere un così detto "latin lover" per poter distribuire i propri geni (e quindi i geni del gruppo) il più possibile
Quali invece sono caratteristiche POSITIVE per una femmina?
- Essere in grado di tenersi il compagno il più a lungo possibile
- Occuparsi dei figli
- Occuparsi della casa
- Creare un ambiente positivo per il compagno, o in altre parole creare le condizioni affinché il compagno voglia tornare da lei la sera quando è stanco
Come vedi si tratta di ruoli e casistiche profondamente diverse. Non si tratta di voler "discriminare", ma semplicemente di difesa del proprio gruppo e queste cose sono scritte nel nostro DNA proprio perché questi due comportamenti così diversi sono fondamentali per il benessere dei nostri gruppi sociali.
**Modificato dall'autore il 12.04.2019 19:12**
> Un uomo che ha molte donne viene chiamato "latin lower", "sciupafemmine" "Don Giovanni" e "playboy"; la donna che ha molti uomini viene chiamata "puttana", "ninfomane" e "poco di buono"; un uomo che non si sposa viene chiamato "single", una donna "zitella", un ragazzo cerca di fare le sue esperienze sessuali più presto che può per far vedere che è già un uomo; una ragazza non deve darla via facilmente (la figa) perché poi è considerata una 'mignotta'.
Ed evolutivamente parlando è corretto che sia così.
Come ho già spiegato altre volte, l'obiettivo evolutivo di un maschio è ESATTAMENTE quello di avere più partner sessuali possibile al fine di diffondere i propri geni a destra e a manca.
L'obiettivo evolutivo della femmina invece è quasi l'esatto opposto, ovvero agganciarsi ad un maschio forte, in grado di mantenere lei e i suoi figli, per tutta la durata dell'infanzia dei figli finché non sono indipendenti.
Quindi ai fini del benessere della propria etnia/razza/società un maschio che va con più femmine possibile è qualcosa di positivo per il gruppo, al contrario per una femmina in cui invece ad essere positivo per il gruppo è il riuscire a trovarsi un maschio stabile che si occupi di lei e soprattutto dei figli per tutta la loro infanzia.
Perciò è normale che il comportamento da puttaniere di un maschio sia per lo più ben visto, o comunque considerato "normale" dalla società, mentre quello di una femmina che non sa tenersi un maschio e che quindi mette a repentaglio il benessere dei suoi presenti o futuri figli viene considerato un comportamento irresponsabile e dannoso per la società stessa.
Che ti piaccia o no maschi e femmine hanno ruoli diversi nella società, ed è sempre stato così fin dalla notte dei tempi... il giudizio della società è perciò diverso, anzi, opposto, nei due casi.
Quindi, per il benessere del gruppo, quali sono considerate caratteristiche POSITIVE per un maschio?
- Essere forte
- Essere in grado di recuperare cibo e risorse per sé e la sua famiglia
- Risultare sessualmente attraente a più femmine possibili
- Essere un così detto "latin lover" per poter distribuire i propri geni (e quindi i geni del gruppo) il più possibile
Quali invece sono caratteristiche POSITIVE per una femmina?
- Essere in grado di tenersi il compagno il più a lungo possibile
- Occuparsi dei figli
- Occuparsi della casa
- Creare un ambiente positivo per il compagno, o in altre parole creare le condizioni affinché il compagno voglia tornare da lei la sera quando è stanco
Come vedi si tratta di ruoli e casistiche profondamente diverse. Non si tratta di voler "discriminare", ma semplicemente di difesa del proprio gruppo e queste cose sono scritte nel nostro DNA proprio perché questi due comportamenti così diversi sono fondamentali per il benessere dei nostri gruppi sociali.
**Modificato dall'autore il 12.04.2019 19:12**
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-12 18:38:55.0 alle 2019-04-12 18:38:55.0
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Scritto da:
> Scritto da: Rick Sanchez
> > https://www.techdirt.com/articles/20190410/1458064...
>
> La cosa interessante che il canale Youtube Metapolitics, che ieri sera è stato per me un bel clickbait, usa la parola "liberali" come la usi tu.
Ovviamente, solo gli stupidi oramai non li riconoscono come quelli che vogliono censurare l'informazione e non si fanno problemi a bandire, discriminare e persino incarcerare chi non è d'accordo con loro.
> Scritto da: Rick Sanchez
> > https://www.techdirt.com/articles/20190410/1458064...

>
> La cosa interessante che il canale Youtube Metapolitics, che ieri sera è stato per me un bel clickbait, usa la parola "liberali" come la usi tu.
Ovviamente, solo gli stupidi oramai non li riconoscono come quelli che vogliono censurare l'informazione e non si fanno problemi a bandire, discriminare e persino incarcerare chi non è d'accordo con loro.
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-12 18:37:38.0 alle 2019-04-12 18:37:38.0
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Scritto da: Mattia
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da: Rick Sanchez
> > > >
https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/tumore_... 
> > > >
> > > > Articolo: Tumore ai testicoli.
> > > > Foto: Vescica e prostata.
> > > >
> > > > Scommetto che se si parlava di ovaie non avrebbero avuto dubbi né problemi a postare delle immagini pertinenti.
> > >
> > > Secondo te se l'articolo parlasse di cancro alla figa, avrebbero messo l'immagine di una figa?
> >
> > Sì, assolutamente. Non hanno nessunissimo problema a mostrare ovaie, vagina, ecc.
> >
> >
https://www.agi.it/blog-italia/ieo/la_proteina_che... 
> >
> >
https://www.repubblica.it/oncologia/news/2018/10/1... 
> >
> >
https://www.lastampa.it/2018/10/30/scienza/grazie-... 
> >
> > https://www.pharmastar.it/news/oncoemato/lantiiper...
> >
> >
https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/18... 
> >
> >
https://www.lastampa.it/2017/05/08/scienza/tumore-... 
>
> Quell' è l'apparato riproduttivo interno, non quello esterno, che è quello che causa problemi di pudore.
Non causa alcun pudore, si tratta solo di pura e semplice discriminazione e niente altro.
Mostrare dei testicoli disegnati su una notizia che riguarda il tumore ai testicoli non è nulla di incredibile.
Se devo vedermi vagine sbattute in prima pagina e in TV ogni 3x2 non vedo proprio perché non si debba fare la stessa cosa con gli organi genitali maschili, soprattutto se disegnati e stilizzati, quando si parla di qualcosa di serio come il tumore ai testicoli. Né si capisce che razzo c'entri una foto della prostata, a quel punto era meglio non mettere nessun immagine.
In Giappone ad esempio non si fanno tutte ste seghe mentali:
https://www.independent.co.uk/travel/asia/japan-pe...
E nemmeno la stampa inglese visto le fotografie e i video che riporta (e fanno bene a non farsi alcun fastidio a farlo).
Quindi cerchiamo di non arrampicarci sugli specchi perché i casi sono due, o chi ha scritto l'articolo non sa che differenza passa fra una prostata e i testicoli, oppure sta semplicemente discriminando i maschi diffondendo disinformazione.
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da: Rick Sanchez
> > > >

> > > >
> > > > Articolo: Tumore ai testicoli.
> > > > Foto: Vescica e prostata.
> > > >
> > > > Scommetto che se si parlava di ovaie non avrebbero avuto dubbi né problemi a postare delle immagini pertinenti.
> > >
> > > Secondo te se l'articolo parlasse di cancro alla figa, avrebbero messo l'immagine di una figa?
> >
> > Sì, assolutamente. Non hanno nessunissimo problema a mostrare ovaie, vagina, ecc.
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> > https://www.pharmastar.it/news/oncoemato/lantiiper...

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> Quell' è l'apparato riproduttivo interno, non quello esterno, che è quello che causa problemi di pudore.
Non causa alcun pudore, si tratta solo di pura e semplice discriminazione e niente altro.
Mostrare dei testicoli disegnati su una notizia che riguarda il tumore ai testicoli non è nulla di incredibile.
Se devo vedermi vagine sbattute in prima pagina e in TV ogni 3x2 non vedo proprio perché non si debba fare la stessa cosa con gli organi genitali maschili, soprattutto se disegnati e stilizzati, quando si parla di qualcosa di serio come il tumore ai testicoli. Né si capisce che razzo c'entri una foto della prostata, a quel punto era meglio non mettere nessun immagine.
In Giappone ad esempio non si fanno tutte ste seghe mentali:
https://www.independent.co.uk/travel/asia/japan-pe...

E nemmeno la stampa inglese visto le fotografie e i video che riporta (e fanno bene a non farsi alcun fastidio a farlo).
Quindi cerchiamo di non arrampicarci sugli specchi perché i casi sono due, o chi ha scritto l'articolo non sa che differenza passa fra una prostata e i testicoli, oppure sta semplicemente discriminando i maschi diffondendo disinformazione.
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-12 17:00:53.0 alle 2019-04-12 17:00:53.0
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Scritto da: Mattia
> Scritto da: Rick Sanchez
> >
https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/tumore_... 
> >
> > Articolo: Tumore ai testicoli.
> > Foto: Vescica e prostata.
> >
> > Scommetto che se si parlava di ovaie non avrebbero avuto dubbi né problemi a postare delle immagini pertinenti.
>
> Secondo te se l'articolo parlasse di cancro alla figa, avrebbero messo l'immagine di una figa?
Sì, assolutamente. Non hanno nessunissimo problema a mostrare ovaie, vagina, ecc.
https://www.agi.it/blog-italia/ieo/la_proteina_che... 
https://www.repubblica.it/oncologia/news/2018/10/1... 
https://www.lastampa.it/2018/10/30/scienza/grazie-... 
https://www.pharmastar.it/news/oncoemato/lantiiper...
https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/18... 
https://www.lastampa.it/2017/05/08/scienza/tumore-...
> Scritto da: Rick Sanchez
> >

> >
> > Articolo: Tumore ai testicoli.
> > Foto: Vescica e prostata.
> >
> > Scommetto che se si parlava di ovaie non avrebbero avuto dubbi né problemi a postare delle immagini pertinenti.
>
> Secondo te se l'articolo parlasse di cancro alla figa, avrebbero messo l'immagine di una figa?
Sì, assolutamente. Non hanno nessunissimo problema a mostrare ovaie, vagina, ecc.



https://www.pharmastar.it/news/oncoemato/lantiiper...


Arricchimento culturale in Svezia
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-12 14:04:49.0 alle 2019-04-12 14:04:49.0
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Articolo: Tumore ai testicoli.
Foto: Vescica e prostata.
Scommetto che se si parlava di ovaie non avrebbero avuto dubbi né problemi a postare delle immagini pertinenti.
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-12 13:12:30.0 alle 2019-04-12 13:12:30.0
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https://www.enca.com/business/imf-approves-42bn-lo... 
1) L'Ecuador tradisce Assange e lo consegna ai cani degli americani (gli inglesi).
2) L'Ecuador riceve 4.2 miliardi di dollari di "aiuti" dal fondo monetario internazionale
Davvero una coincidenza bizzarra.

1) L'Ecuador tradisce Assange e lo consegna ai cani degli americani (gli inglesi).
2) L'Ecuador riceve 4.2 miliardi di dollari di "aiuti" dal fondo monetario internazionale
Davvero una coincidenza bizzarra.
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-12 00:30:30.0 alle 2019-04-12 00:30:30.0
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Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-11 17:36:42.0 alle 2019-04-11 17:36:42.0
Trollate totali: 4275
Scritto da: Ordine
> Qualche mese fa c’è stata, a partire da questo blog, una mobilitazione straordinaria. In centodiciotto, di cui quattro associazioni e sedici donne, hanno firmato un ricorso presso il Tribunale Civile di Roma contro i manifesti voluti dalla Regione Lazio nell’ambito della campagna “dalla parte delle donne”, contro la violenza domestica e di genere. Milioni di donne vittime di milioni di mezzi uomini carnefici, dicevano i manifesti, ai tempi affissi ovunque a Roma e oggi ancora presenti sul sito dell’ente regionale. Numeri che non ci tornavano, così come la proporzione di “una donna su tre” vittima di violenza. Una comunicazione che ha fatto sentire oltraggiato un gran numero di persone. Abbiamo fatto dunque ricorso, raccogliendo firme e denari necessari, fiduciosi nella nostra posizione ma soprattutto nella giustizia.
> Statistiche ufficiali e Convenzione di Istanbul alla mano, con l’avvocato incaricato abbiamo allora depositato un ricorso dove, citando studi e dati internazionali e nazionali, si smentivano tanto le premesse quanto il messaggio stesso dei manifesti, ritenuto offensivo, discriminatorio, sessista e lesivo della dignità degli uomini. In risposta, la difesa della Regione Lazio si è imperniata essenzialmente sull’indagine campionaria ISTAT del 2014 relativa alla violenza sulle donne, che da sola (così ha replicato) giustificherebbe un messaggio “forte” come quello veicolato dai manifesti.
> logo_telefono-rosaA dirimere il contenzioso è arrivata ieri la sentenza, firmata dalla giudice Cecilia Pratesi: ricorso respinto, con motivazioni che fanno accapponare la pelle, sia sul piano giuridico che su quello della giustizia spicciola. “L’espressione mezzi uomini”, scrive la giudice, “è riservata non già al genere maschile in quanto tale, ma agli autori di violenza”. Peccato che quell’espressione si accompagni a una generica quanto falsa quantificazione di “milioni” di uomini. Ma anche su questo la giudice Pratesi ha una spiegazione: “che la campagna sia fondata su una rappresentazione iperbolica dei numeri della violenza di genere […] non risulta di per sé lesivo della dignità del mondo maschile, se si considera il contesto della comunicazione, costituita pur sempre da un messaggio pubblicitario, che tollera dunque l’utilizzo di esagerazioni”. Oltre a questo, si spiega, il contenuto dei manifesti non vuole attirare l’attenzione sulle statistiche, ma sul numero del Telefono Rosa. Il fatto è che noi contestavamo non il cosa venisse pubblicizzato (Telefono Rosa) ma il come. Anche alla luce del fatto che precedenti réclame del 1522 mai si erano basate sulla denigrazione dell’uomo e infatti non avevano suscitato alcuna polemica.
> In ogni caso, la giudice ammette che parlare di milioni di donne vittime di violenza è iperbolico, cioè fasullo. Ma in questo modo passa il concetto che in Italia si possa liberamente e pubblicamente oltraggiare e discriminare intere categorie di persone, purché ciò avvenga in un contesto di “pubblicità progresso”, le cui finalità giustifichino anche contenuti totalmente falsi. In sostanza sarebbe conforme alla legge se domani il Ministero della Sanità facesse una pubblicità progresso per le vaccinazioni comunicando: “se non vi vaccinerete morirete tutti come mosche, a milioni”, perché è necessario tutelare i non vaccinati (mentre è irrilevante se si crea panico). O ancora se la Regione Sicilia pubblicizzasse: “un siciliano su tre è un mafioso, digli di smettere” (mentre è irrilevante se si diffonde un senso di sfiducia verso il prossimo), e così via.
> Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!
>
>
> Non solo: i manifesti, dice la giudice Pratesi, vogliono solo pubblicizzare il 1522, non le statistiche. Peccato che queste siano la premessa del messaggio pubblicitario, cosa ammessa dalla stessa difesa della Regione Lazio. Inspiegabilmente la giudice non ha tenuto minimamente conto di questo aspetto, né dei dati ufficiali che smentiscono l’indagine campionaria ISTAT del 2014, né dell’ampia letteratura scientifica che abbiamo portato per dimostrare quanto divisivi e discriminatori fossero quei manifesti. Quella portata avanti, inoltre, era un’azione inibitoria preventiva. L’intento nostro era avvisare che quella campagna poteva portare dei danni. Eppure la giudice dice che di danni non ce ne sono e quelli portati a testimonianza non sono provati. Un po’ come gridare: “oh, stai per investirmi con la macchina!” e sentirsi rispondere: “be’, fammi vedere le ferite…!”. Tutto molto incomprensibile, ancor più perché in quella fase non è proprio previsto l’ascolto dei ricorrenti.
> Oltre il danno, c’è poi la beffa: nella sentenza la giudice non solo dice di ritenere che non ci sia nulla di discriminatorio o offensivo in quei manifesti. Addirittura sostiene che il problema sia il “disappunto di tipo prevalentemente idiosincratico” dei ricorrenti. In sostanza è colpa nostra, che leggiamo con ripugnanza esasperata (questa è l’idiosincrasia) il messaggio esplicito e implicito dei manifesti. Siamo ipersensibili, insomma. Un ragionamento che però non vale quando la contestazione riguarda réclame che volgarizzano la figura femminile o discriminano sulla base di altri fattori. Lì non è idiosincrasia ma protesta sacrosanta contro la discriminazione e il vissuto individuale di chi si sente offeso in quei casi vale eccome. Diciamo pure in tutti i casi tranne che per gli uomini. Si tratta insomma di un doppio standard inaccettabile, che conferma il trend nazionale secondo cui si può tranquillamente insultare e oltraggiare la figura maschile e paterna senza che ciò comporti alcun tipo di conseguenze.
> logo_mdCi sarebbe la possibilità di impugnare l’ordinanza. Cosa che però non faremo. Il messaggio della giudice Pratesi è arrivato forte e chiaro nel momento in cui ha deciso di liquidare le spese processuali a nostro carico in più di 11.500 euro. Di fatto, esercitando la propria discrezionalità, ha applicato i massimali di una causa arrivata in procedimento, sebbene in realtà non si sia svolta nemmeno una fase del procedimento stesso. In questo senso il messaggio è facile da interpretare: non ci riprovate, la narrazione dominante non si tocca. E a dircelo, va detto per dovere di cronaca, è un’attivista della corrente di sinistra dei giudici, la nota “Magistratura Democratica”.
> E’ una grave sconfitta per la giustizia, prima ancora che per noi, e non sorprenderà di vedere questa sentenza analizzata criticamente nelle maggiori riviste giuridiche nazionali e internazionali. Per noi è solo la conferma che esiste un blocco verso i diritti civili degli uomini, radicato molto più di quanto si immagini. Per noi è la perdita definitiva dell’innocenza con cui guardavamo all’intera questione. La bastonata è sonora, indubbiamente, ma non è e non sarà un punto terminale. Anzi è esattamente il punto da cui partire. Perché una giustizia così riguarda non solo gli uomini o i padri o le donne che hanno una visione lucida della realtà. Una giustizia amministrata così riguarda tutti, nessuno escluso
>
>
> https://stalkersaraitu.com/criminalizzare-gli-uomi...
>
Ai liberali la realtà non importa, tutto quello che interessa loro è la loro ideologia. Se devono mentire o anche distruggere l'intero loro gruppo sociale ed etnico per portare avanti i loro deliri lo faranno senza pensarci sopra due volte.
> Qualche mese fa c’è stata, a partire da questo blog, una mobilitazione straordinaria. In centodiciotto, di cui quattro associazioni e sedici donne, hanno firmato un ricorso presso il Tribunale Civile di Roma contro i manifesti voluti dalla Regione Lazio nell’ambito della campagna “dalla parte delle donne”, contro la violenza domestica e di genere. Milioni di donne vittime di milioni di mezzi uomini carnefici, dicevano i manifesti, ai tempi affissi ovunque a Roma e oggi ancora presenti sul sito dell’ente regionale. Numeri che non ci tornavano, così come la proporzione di “una donna su tre” vittima di violenza. Una comunicazione che ha fatto sentire oltraggiato un gran numero di persone. Abbiamo fatto dunque ricorso, raccogliendo firme e denari necessari, fiduciosi nella nostra posizione ma soprattutto nella giustizia.
> Statistiche ufficiali e Convenzione di Istanbul alla mano, con l’avvocato incaricato abbiamo allora depositato un ricorso dove, citando studi e dati internazionali e nazionali, si smentivano tanto le premesse quanto il messaggio stesso dei manifesti, ritenuto offensivo, discriminatorio, sessista e lesivo della dignità degli uomini. In risposta, la difesa della Regione Lazio si è imperniata essenzialmente sull’indagine campionaria ISTAT del 2014 relativa alla violenza sulle donne, che da sola (così ha replicato) giustificherebbe un messaggio “forte” come quello veicolato dai manifesti.
> logo_telefono-rosaA dirimere il contenzioso è arrivata ieri la sentenza, firmata dalla giudice Cecilia Pratesi: ricorso respinto, con motivazioni che fanno accapponare la pelle, sia sul piano giuridico che su quello della giustizia spicciola. “L’espressione mezzi uomini”, scrive la giudice, “è riservata non già al genere maschile in quanto tale, ma agli autori di violenza”. Peccato che quell’espressione si accompagni a una generica quanto falsa quantificazione di “milioni” di uomini. Ma anche su questo la giudice Pratesi ha una spiegazione: “che la campagna sia fondata su una rappresentazione iperbolica dei numeri della violenza di genere […] non risulta di per sé lesivo della dignità del mondo maschile, se si considera il contesto della comunicazione, costituita pur sempre da un messaggio pubblicitario, che tollera dunque l’utilizzo di esagerazioni”. Oltre a questo, si spiega, il contenuto dei manifesti non vuole attirare l’attenzione sulle statistiche, ma sul numero del Telefono Rosa. Il fatto è che noi contestavamo non il cosa venisse pubblicizzato (Telefono Rosa) ma il come. Anche alla luce del fatto che precedenti réclame del 1522 mai si erano basate sulla denigrazione dell’uomo e infatti non avevano suscitato alcuna polemica.
> In ogni caso, la giudice ammette che parlare di milioni di donne vittime di violenza è iperbolico, cioè fasullo. Ma in questo modo passa il concetto che in Italia si possa liberamente e pubblicamente oltraggiare e discriminare intere categorie di persone, purché ciò avvenga in un contesto di “pubblicità progresso”, le cui finalità giustifichino anche contenuti totalmente falsi. In sostanza sarebbe conforme alla legge se domani il Ministero della Sanità facesse una pubblicità progresso per le vaccinazioni comunicando: “se non vi vaccinerete morirete tutti come mosche, a milioni”, perché è necessario tutelare i non vaccinati (mentre è irrilevante se si crea panico). O ancora se la Regione Sicilia pubblicizzasse: “un siciliano su tre è un mafioso, digli di smettere” (mentre è irrilevante se si diffonde un senso di sfiducia verso il prossimo), e così via.
> Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!
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>
> Non solo: i manifesti, dice la giudice Pratesi, vogliono solo pubblicizzare il 1522, non le statistiche. Peccato che queste siano la premessa del messaggio pubblicitario, cosa ammessa dalla stessa difesa della Regione Lazio. Inspiegabilmente la giudice non ha tenuto minimamente conto di questo aspetto, né dei dati ufficiali che smentiscono l’indagine campionaria ISTAT del 2014, né dell’ampia letteratura scientifica che abbiamo portato per dimostrare quanto divisivi e discriminatori fossero quei manifesti. Quella portata avanti, inoltre, era un’azione inibitoria preventiva. L’intento nostro era avvisare che quella campagna poteva portare dei danni. Eppure la giudice dice che di danni non ce ne sono e quelli portati a testimonianza non sono provati. Un po’ come gridare: “oh, stai per investirmi con la macchina!” e sentirsi rispondere: “be’, fammi vedere le ferite…!”. Tutto molto incomprensibile, ancor più perché in quella fase non è proprio previsto l’ascolto dei ricorrenti.
> Oltre il danno, c’è poi la beffa: nella sentenza la giudice non solo dice di ritenere che non ci sia nulla di discriminatorio o offensivo in quei manifesti. Addirittura sostiene che il problema sia il “disappunto di tipo prevalentemente idiosincratico” dei ricorrenti. In sostanza è colpa nostra, che leggiamo con ripugnanza esasperata (questa è l’idiosincrasia) il messaggio esplicito e implicito dei manifesti. Siamo ipersensibili, insomma. Un ragionamento che però non vale quando la contestazione riguarda réclame che volgarizzano la figura femminile o discriminano sulla base di altri fattori. Lì non è idiosincrasia ma protesta sacrosanta contro la discriminazione e il vissuto individuale di chi si sente offeso in quei casi vale eccome. Diciamo pure in tutti i casi tranne che per gli uomini. Si tratta insomma di un doppio standard inaccettabile, che conferma il trend nazionale secondo cui si può tranquillamente insultare e oltraggiare la figura maschile e paterna senza che ciò comporti alcun tipo di conseguenze.
> logo_mdCi sarebbe la possibilità di impugnare l’ordinanza. Cosa che però non faremo. Il messaggio della giudice Pratesi è arrivato forte e chiaro nel momento in cui ha deciso di liquidare le spese processuali a nostro carico in più di 11.500 euro. Di fatto, esercitando la propria discrezionalità, ha applicato i massimali di una causa arrivata in procedimento, sebbene in realtà non si sia svolta nemmeno una fase del procedimento stesso. In questo senso il messaggio è facile da interpretare: non ci riprovate, la narrazione dominante non si tocca. E a dircelo, va detto per dovere di cronaca, è un’attivista della corrente di sinistra dei giudici, la nota “Magistratura Democratica”.
> E’ una grave sconfitta per la giustizia, prima ancora che per noi, e non sorprenderà di vedere questa sentenza analizzata criticamente nelle maggiori riviste giuridiche nazionali e internazionali. Per noi è solo la conferma che esiste un blocco verso i diritti civili degli uomini, radicato molto più di quanto si immagini. Per noi è la perdita definitiva dell’innocenza con cui guardavamo all’intera questione. La bastonata è sonora, indubbiamente, ma non è e non sarà un punto terminale. Anzi è esattamente il punto da cui partire. Perché una giustizia così riguarda non solo gli uomini o i padri o le donne che hanno una visione lucida della realtà. Una giustizia amministrata così riguarda tutti, nessuno escluso
>
>
> https://stalkersaraitu.com/criminalizzare-gli-uomi...

>
Ai liberali la realtà non importa, tutto quello che interessa loro è la loro ideologia. Se devono mentire o anche distruggere l'intero loro gruppo sociale ed etnico per portare avanti i loro deliri lo faranno senza pensarci sopra due volte.
Trova Wakanda!
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Rick Sanchez
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il 2019-04-11 14:12:28.0 alle 2019-04-11 14:12:28.0
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Scritto da
Rick Sanchez
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il 2019-04-10 21:26:22.0 alle 2019-04-10 21:26:22.0
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Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-10 19:17:58.0 alle 2019-04-10 19:17:58.0
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Rick Sanchez
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il 2019-04-10 19:15:47.0 alle 2019-04-10 19:15:47.0
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Scritto da: Ordine
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Ordine
> > > Scritto da: Rick Sanchez
> > > > Scritto da: Ordine
> > > > > E invece no, l'emancipazione femminile ha portato ad una liberazione degli istinti ipergamici quindi oggi le donne sono più o meno tutte sistemate mentre c'è una grossa fetta di uomini che è rimasta sola, i cosiddetti INCEL.
> > > >
> > > > Questo è sempre stato così nella storia. La liberazione sessuale c'entra poco. Leggevo non ricordo su quale libro di testo di genetica che buona parte dei maschi NON lascia dietro di sé dei figli perciò la loro linea genetica muore con loro dato che solo meno della metà dei maschi si riproduce con una femmina, mentre buona parte delle femmine sì. In altre parole i pochi maschi che scopano e fanno figli li fanno con più femmine, non con una sola femmina. E questo fa parte non delle norme sociali, ma di come funzioniamo in natura in quanto specie. Anche se metti leggi restrittive sulla monogamia non cambi questo fatto.
> > > >
> > > > Da una veloce ricerca su Google:
> > > >
https://www.reddit.com/r/todayilearned/comments/5t... 
> > > >
> > > > Overall throughout humanity 80% of females end up reproducing, while only 40% of males do.
> > > >
> > >
> > > Ok, questa è la componente biologica che non ho mai negato. Ma la libertà sessuale post '68 ha permesso alle donne di effettuare la selezione sessuale già presente biologicamente solo che stavolta senza limiti di sorta (ad. esempio la pressione sociale a sposarsi) lasciando indietro gli uomini che rimangono sotto gli standard selettivi delle donne.
> >
> > Ok, ma quindi la soluzione quale sarebbe? Obbligarle a figliare con qualcuno?
> >
> > Il 60% dei maschi NON si riproduce, l'80% delle femmine sì.
>
> In Rwanda forse
È una statistica generale, non si riferisce in particolare a nessun paese. Ma direi che in paesi dove puoi praticamente stuprare chi ti pare perché "non era accompagnata dal marito, quindi puttana" la percentuale di maschi che si riproducono è molto più alta di così.
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Ordine
> > > Scritto da: Rick Sanchez
> > > > Scritto da: Ordine
> > > > > E invece no, l'emancipazione femminile ha portato ad una liberazione degli istinti ipergamici quindi oggi le donne sono più o meno tutte sistemate mentre c'è una grossa fetta di uomini che è rimasta sola, i cosiddetti INCEL.
> > > >
> > > > Questo è sempre stato così nella storia. La liberazione sessuale c'entra poco. Leggevo non ricordo su quale libro di testo di genetica che buona parte dei maschi NON lascia dietro di sé dei figli perciò la loro linea genetica muore con loro dato che solo meno della metà dei maschi si riproduce con una femmina, mentre buona parte delle femmine sì. In altre parole i pochi maschi che scopano e fanno figli li fanno con più femmine, non con una sola femmina. E questo fa parte non delle norme sociali, ma di come funzioniamo in natura in quanto specie. Anche se metti leggi restrittive sulla monogamia non cambi questo fatto.
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> > > > Da una veloce ricerca su Google:
> > > >

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> > > > Overall throughout humanity 80% of females end up reproducing, while only 40% of males do.
> > > >
> > >
> > > Ok, questa è la componente biologica che non ho mai negato. Ma la libertà sessuale post '68 ha permesso alle donne di effettuare la selezione sessuale già presente biologicamente solo che stavolta senza limiti di sorta (ad. esempio la pressione sociale a sposarsi) lasciando indietro gli uomini che rimangono sotto gli standard selettivi delle donne.
> >
> > Ok, ma quindi la soluzione quale sarebbe? Obbligarle a figliare con qualcuno?

> >
> > Il 60% dei maschi NON si riproduce, l'80% delle femmine sì.
>
> In Rwanda forse
È una statistica generale, non si riferisce in particolare a nessun paese. Ma direi che in paesi dove puoi praticamente stuprare chi ti pare perché "non era accompagnata dal marito, quindi puttana" la percentuale di maschi che si riproducono è molto più alta di così.
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-10 19:13:39.0 alle 2019-04-10 19:13:39.0
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Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-10 17:54:33.0 alle 2019-04-10 17:54:33.0
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Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-10 09:16:45.0 alle 2019-04-10 09:16:45.0
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https://www.quotidiano.net/economia/euro-quanto-va... 
Dall’entrata in vigore dell’euro (1999 al 2017) l’Italia ha perso 4.325 miliardi di ricchezza, circa 73.605 pro capite. In Francia, le perdite ammonterebbero a circa 3.591 miliardi, 55.996 euro pro capite. La Germania avrebbe guadagnato invece complessivamente 1.893 miliardi, 23.116 euro per abitante. Perfino la Grecia avrebbe approfittato dell’euro, con un guadagno di 2 miliardi, pari a 190 euro pro capite. Secondo lo studio, il problema della competitività tra i vari Paesi dell’eurozona "rimane irrisolto" e "deriva dal fatto che i singoli Paesi non possono più svalutare la propria valuta".
Ma tu guarda, proprio quello che sto dicendo... gli unici ad averci guadagnato davvero sono i tedeschi, gli altri sono andati in perdita.
Il rapporto del Cep, il Centro per la politica europea di Friburgo, sostiene che vent’anni di euro hanno fatto guadagnare la Germania e i tedeschi e fatto perdere molti altri Paesi europei, soprattutto l’Italia.
Insomma, la cosa non è andata male solo per l'Italia, l'Italia è semplicemente stata colpita più di altri paesi.
E fare delle riforme strutturali al paese sarebbe servito per impedire il collasso?
e neppure le riforme strutturali ci avrebbero salvato da questo duro colpo
Quindi no. L'unico modo per potersi difendere sarebbe stato quello di NON entrare affatto nell'Euro. Questo ci avrebbe permesso di svalutare la lira per rimanere competitivi cosa che la Germania, che da tutto questo ci sta guadagnando migliaia di miliardi (perché ha la produzione incentrata su beni che i cinesi vogliono e comprano come auto e treni), non vuole fare.
i tedeschi producevano auto e treni e molti altri beni che servivano alla classe media cinese. La nostra specializzazione produttiva, invece, era più simile a quella cinese e abbiamo subito la loro concorrenza – pensi al tessile – nei prodotti low cost
Insomma, la Cina è entrata nel WTO e i tedeschi che producevano auto, treni e altri beni che la Cina importa si sono trovati da dio. Noi invece che avevamo (e abbiamo) la produzione incentrata su beni come il tessile ci siamo trovati in diretta competizione con la Cina (e con i suoi prezzi).
Se non fossimo stati nell'Euro avremmo potuto svalutare la Lira di conseguenza e avremmo potuto offrire i nostri prodotti ad un prezzo appetibile anche ai cinesi, ma essendo nell'Euro, ed essendo nell'Euro anche la Germania che invece sta vendendo alla Cina i suoi prodotti perché la Cina quei prodotti non ce li ha e/o non li produce (e che non ha quindi alcun interesse a svalutare), non abbiamo potuto farlo.
Avremmo sentito la botta dell'ingresso della Cina nel WTO? Sì, certo. Ma l'avremmo mitigata con la svalutazione della nostra moneta. Cosa che non possiamo più fare, almeno fintanto che paesi come la Germania ce lo impediscono. In altre parole, da un'economia in cui potevamo decidere noi come gestire siamo passati ad essere i vassalli della Germania. Ora qualunque decisione che riguardi la moneta che usiamo passa da loro. Di conseguenza, abbiamo perso la nostra indipendenza monetaria e, perdendola, abbiamo anche perso qualunque mezzo per poter fare fronte alla crisi che stiamo vivendo.
Potevamo fare qualcosa per impedire il crosso che abbiamo subito?
L’euro ha reso le cose più difficili se pensiamo all’aumento dell’inflazione subito dopo la sua introduzione perché la conversione non fu monitorata con la sufficiente attenzione e al venir meno dell’arma delle svalutazioni. Ma dovevamo capirlo e fare di più, con le riforme, per modernizzare il Paese.
Sì... potevamo per esempio cambiare il nostro target produttivo... ma non è affatto una cosa semplice da fare. Non puoi prendere un'azienda che produce biscotti e farla diventare un'azienda che produce smartphone, non puoi prendere un'azienda tessile e trasformarla in un'azienda che produce treni ad alta velocità... semplicemente la competenza non c'è e questa è una cosa che gli economisti che vivono di chiacchiere non capiscono. Non puoi puntare l'intero sistema educativo italiano sulle materie umanistiche e sperare che, una volta fuori dalla scuola, quegli studenti ne sappiano qualcosa di alta tecnologia... non è così che funziona.
L’euro, però, ha prodotto anche una stagione di tassi bassi che ha favorito i conti pubblici e le imprese. Oltre che proteggerci dalla concorrenza cinese per cui, da soli, avremmo pagato un prezzo ancora più alto
Certo. Perché ovviamente svalutare non basta. Se vuoi competere con qualcuno che sta di fatto utilizzando schiavi per produrre i suoi beni ed è in grado di venderti qualcosa che qui pagheresti 10 euro a solo 1 euro spese di spedizione incluse dalla Cina, ovviamente o importi schiavi anche tu (che è quello che i nostri politici vogliono fare con l'Africa), oppure rimetti i dazi con quel paese, almeno fintanto che non hai automatizzato ogni singola cosa automatizzabile nel tuo paese di modo da poter offrire ad 1 euro quel bene anche tu. L'altro approccio all'automatizzazione totale e/o all'importazione degli schiavi è appunto quello di reindirizzare l'intero sistema produttivo italiano verso beni che il resto del mondo vuole... ma per fare questo non bastano 20 anni soprattutto se hai convinto intere generazioni che impegnarsi nello STEM vale meno del sapere a memoria le poesiette infantili del Leopardi o quando Carlo Magno si è pulito il culo l'ultima volta prima di morire.
**Modificato dall'autore il 10.04.2019 10:26**

Dall’entrata in vigore dell’euro (1999 al 2017) l’Italia ha perso 4.325 miliardi di ricchezza, circa 73.605 pro capite. In Francia, le perdite ammonterebbero a circa 3.591 miliardi, 55.996 euro pro capite. La Germania avrebbe guadagnato invece complessivamente 1.893 miliardi, 23.116 euro per abitante. Perfino la Grecia avrebbe approfittato dell’euro, con un guadagno di 2 miliardi, pari a 190 euro pro capite. Secondo lo studio, il problema della competitività tra i vari Paesi dell’eurozona "rimane irrisolto" e "deriva dal fatto che i singoli Paesi non possono più svalutare la propria valuta".
Ma tu guarda, proprio quello che sto dicendo... gli unici ad averci guadagnato davvero sono i tedeschi, gli altri sono andati in perdita.
Il rapporto del Cep, il Centro per la politica europea di Friburgo, sostiene che vent’anni di euro hanno fatto guadagnare la Germania e i tedeschi e fatto perdere molti altri Paesi europei, soprattutto l’Italia.
Insomma, la cosa non è andata male solo per l'Italia, l'Italia è semplicemente stata colpita più di altri paesi.
E fare delle riforme strutturali al paese sarebbe servito per impedire il collasso?
e neppure le riforme strutturali ci avrebbero salvato da questo duro colpo
Quindi no. L'unico modo per potersi difendere sarebbe stato quello di NON entrare affatto nell'Euro. Questo ci avrebbe permesso di svalutare la lira per rimanere competitivi cosa che la Germania, che da tutto questo ci sta guadagnando migliaia di miliardi (perché ha la produzione incentrata su beni che i cinesi vogliono e comprano come auto e treni), non vuole fare.
i tedeschi producevano auto e treni e molti altri beni che servivano alla classe media cinese. La nostra specializzazione produttiva, invece, era più simile a quella cinese e abbiamo subito la loro concorrenza – pensi al tessile – nei prodotti low cost
Insomma, la Cina è entrata nel WTO e i tedeschi che producevano auto, treni e altri beni che la Cina importa si sono trovati da dio. Noi invece che avevamo (e abbiamo) la produzione incentrata su beni come il tessile ci siamo trovati in diretta competizione con la Cina (e con i suoi prezzi).
Se non fossimo stati nell'Euro avremmo potuto svalutare la Lira di conseguenza e avremmo potuto offrire i nostri prodotti ad un prezzo appetibile anche ai cinesi, ma essendo nell'Euro, ed essendo nell'Euro anche la Germania che invece sta vendendo alla Cina i suoi prodotti perché la Cina quei prodotti non ce li ha e/o non li produce (e che non ha quindi alcun interesse a svalutare), non abbiamo potuto farlo.
Avremmo sentito la botta dell'ingresso della Cina nel WTO? Sì, certo. Ma l'avremmo mitigata con la svalutazione della nostra moneta. Cosa che non possiamo più fare, almeno fintanto che paesi come la Germania ce lo impediscono. In altre parole, da un'economia in cui potevamo decidere noi come gestire siamo passati ad essere i vassalli della Germania. Ora qualunque decisione che riguardi la moneta che usiamo passa da loro. Di conseguenza, abbiamo perso la nostra indipendenza monetaria e, perdendola, abbiamo anche perso qualunque mezzo per poter fare fronte alla crisi che stiamo vivendo.
Potevamo fare qualcosa per impedire il crosso che abbiamo subito?
L’euro ha reso le cose più difficili se pensiamo all’aumento dell’inflazione subito dopo la sua introduzione perché la conversione non fu monitorata con la sufficiente attenzione e al venir meno dell’arma delle svalutazioni. Ma dovevamo capirlo e fare di più, con le riforme, per modernizzare il Paese.
Sì... potevamo per esempio cambiare il nostro target produttivo... ma non è affatto una cosa semplice da fare. Non puoi prendere un'azienda che produce biscotti e farla diventare un'azienda che produce smartphone, non puoi prendere un'azienda tessile e trasformarla in un'azienda che produce treni ad alta velocità... semplicemente la competenza non c'è e questa è una cosa che gli economisti che vivono di chiacchiere non capiscono. Non puoi puntare l'intero sistema educativo italiano sulle materie umanistiche e sperare che, una volta fuori dalla scuola, quegli studenti ne sappiano qualcosa di alta tecnologia... non è così che funziona.
L’euro, però, ha prodotto anche una stagione di tassi bassi che ha favorito i conti pubblici e le imprese. Oltre che proteggerci dalla concorrenza cinese per cui, da soli, avremmo pagato un prezzo ancora più alto
Certo. Perché ovviamente svalutare non basta. Se vuoi competere con qualcuno che sta di fatto utilizzando schiavi per produrre i suoi beni ed è in grado di venderti qualcosa che qui pagheresti 10 euro a solo 1 euro spese di spedizione incluse dalla Cina, ovviamente o importi schiavi anche tu (che è quello che i nostri politici vogliono fare con l'Africa), oppure rimetti i dazi con quel paese, almeno fintanto che non hai automatizzato ogni singola cosa automatizzabile nel tuo paese di modo da poter offrire ad 1 euro quel bene anche tu. L'altro approccio all'automatizzazione totale e/o all'importazione degli schiavi è appunto quello di reindirizzare l'intero sistema produttivo italiano verso beni che il resto del mondo vuole... ma per fare questo non bastano 20 anni soprattutto se hai convinto intere generazioni che impegnarsi nello STEM vale meno del sapere a memoria le poesiette infantili del Leopardi o quando Carlo Magno si è pulito il culo l'ultima volta prima di morire.
**Modificato dall'autore il 10.04.2019 10:26**
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-10 08:48:36.0 alle 2019-04-10 08:48:36.0
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Scritto da: Mattia
> Comunque, dare la colpa di tutto all'UE o all'Euro è una semplificazione, è populismo.
No, non lo è. È attenersi ai fatti. Ho già postato tempo fa i link in cui si mostra come l'economia Italiana fosse più che sana prima dell'ingresso nella moneta unica fosse anzi una delle economie più forti d'Europa, più forte di quella della Germania. Dopo l'ingresso nella moneta unica siamo crollati.
Questi sono i fatti, il resto tipo "sareste andati male comunque o anzi peggio senza l'Euro" sono solo ipotesi e niente altro così come sono solo ipotesi che andremmo male se uscissimo ora dall'Euro. L'unico fatto concreto è che prima dell'Euro stavamo benone, dopo l'Euro è stata una china discendente.
**Modificato dall'autore il 10.04.2019 08:49**
> Comunque, dare la colpa di tutto all'UE o all'Euro è una semplificazione, è populismo.
No, non lo è. È attenersi ai fatti. Ho già postato tempo fa i link in cui si mostra come l'economia Italiana fosse più che sana prima dell'ingresso nella moneta unica fosse anzi una delle economie più forti d'Europa, più forte di quella della Germania. Dopo l'ingresso nella moneta unica siamo crollati.
Questi sono i fatti, il resto tipo "sareste andati male comunque o anzi peggio senza l'Euro" sono solo ipotesi e niente altro così come sono solo ipotesi che andremmo male se uscissimo ora dall'Euro. L'unico fatto concreto è che prima dell'Euro stavamo benone, dopo l'Euro è stata una china discendente.
**Modificato dall'autore il 10.04.2019 08:49**
Vieni anche tu a scuola in Svezia!
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/11/swedish-journalist-teachers-have-given-up-rising-school-violence/
Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-10 03:03:18.0 alle 2019-04-10 03:03:18.0
Trollate totali: 4275
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-09 14:09:23.0 alle 2019-04-09 14:09:23.0
Trollate totali: 4275
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-09 14:06:38.0 alle 2019-04-09 14:06:38.0
Trollate totali: 4275
Scritto da: Mattia
> Scritto da: Rick Sanchez
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> > > > Scritto da: Mattia
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> > > > > > > > Scritto da: Mattia
> > > > > > > > > Scritto da: Ordine
> > > > > > > > > > Un bambino che cresce a contatto con la caccia e la pesca come crescerà? Semplice, darà un valore minore alla vita degli animali
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > È questo il problema. Per le battaglie animaliste serve gente che ha sensibilità nei confronti degli animali.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Questo "problema" esiste infatti solo nel tuo encefalo.
> > > > > > >
> > > > > > > No, per niente
> > > > > >
> > > > > > Invece sì.
> > > > > >
> > > > > > > gli animalisti
> > > > > >
> > > > > > Sono stupidi.
> > > > >
> > > > > Certo certo... chi non fa parte del club dei rozzi è uno stupido. Come no!
> > > >
> > > > Certo certo... chi non è d'accordo con i deliri di Mattia è un rozzo, un hitler, un fascista, uno psicopatico, ecc ecc ecc.
> > >
> > > Ammetterai però che a frequentare troppo certi siti, soprattutto se non ne leggi altri, si finisce per subire l'influenza di strane compagnie...
> >
> > Scelgo io i siti che voglio frequentare in base a quello che dicono e come lo dicono. Questa non è la TV che ti vomita addosso stronzate da mattina a sera, sei tu che scrivi l'url dei siti e così scegli che informazione vuoi avere, di chi ti fidi e di chi non ti fidi. E questo vale per i sinistri come per i destri.
>
> Tu ti sei immerso fino al collo nell'echo-chamber
Io posso dire ESATTAMENTE la stessa cosa di te Mattia, peggio, perché tu sei immerso nella propaganda televisiva.
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Rick Sanchez
> > > > Scritto da: Mattia
> > > > > Scritto da: Rick Sanchez
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> > > > > > > > > Scritto da: Ordine
> > > > > > > > > > Un bambino che cresce a contatto con la caccia e la pesca come crescerà? Semplice, darà un valore minore alla vita degli animali
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > È questo il problema. Per le battaglie animaliste serve gente che ha sensibilità nei confronti degli animali.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Questo "problema" esiste infatti solo nel tuo encefalo.
> > > > > > >
> > > > > > > No, per niente
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> > > > > > Invece sì.
> > > > > >
> > > > > > > gli animalisti
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> > > > > Certo certo... chi non fa parte del club dei rozzi è uno stupido. Come no!
> > > >
> > > > Certo certo... chi non è d'accordo con i deliri di Mattia è un rozzo, un hitler, un fascista, uno psicopatico, ecc ecc ecc.

> > >
> > > Ammetterai però che a frequentare troppo certi siti, soprattutto se non ne leggi altri, si finisce per subire l'influenza di strane compagnie...
> >
> > Scelgo io i siti che voglio frequentare in base a quello che dicono e come lo dicono. Questa non è la TV che ti vomita addosso stronzate da mattina a sera, sei tu che scrivi l'url dei siti e così scegli che informazione vuoi avere, di chi ti fidi e di chi non ti fidi. E questo vale per i sinistri come per i destri.
>
> Tu ti sei immerso fino al collo nell'echo-chamber
Io posso dire ESATTAMENTE la stessa cosa di te Mattia, peggio, perché tu sei immerso nella propaganda televisiva.




