Proc di Catania
[CONTINUA]
> Ma mi sarei sentito profondamente a disagio se
> avessi cercato di accarezzarmi la testa o se ci
> fosse stato qualche altro tipo di contatto
> fisico, puranche del tutto innocente come quelli
> di cui
> sopra.
Ecco, vero, ci sono persone a cui non piace il contatto fisico. Come nel caso di A., veniva spesso da me, credo che mi abbia frequentato per almeno 3 anni [all'epoca penso sui 20 anni] venendo quasi ogni giorno a casa mia. Però non gli piaceva essere abbracciato o coccolato, non da me, me lo disse chiaro e tondo. Gli volevo bene, anche lui era (ed è tutt'ora) estremamente carino [btw, ce l'ho avuto qua fino a 5 minuti fa, mi considera ancora qualcuno da cui andare quando ha qualche problema da risolvere o per parlare di come va la sua vita], però non posso dire di avergli voluto bene come a D. o a B. (a B. poi ho voluto un bene che di sessuale non aveva quasi nulla per non dire proprio nulla, ma è forse stata la persona che ho più amato nella mia vita).
A. era diverso da me... non ha mai mostrato "quel genere di affetto" nei miei confronti. Mi considerava un buon amico e basta e così io.
Mi piaceva averlo attorno, questo si, mi piaceva parlarci, mostrargli le cose, farci i compiti assieme le poche volte che mi chiedeva aiuto per scuola... e mi è spiaciuto un sacco quando ha smesso di venire qui, però era solo un amico anche per me, pur essendo piuttosto bello fisicamente.
Quindi vedi, è anche (e credo sopprattutto) questione di compatibilità. Una persona può piacerti, ma ugualmente considerarla un amico, oppure può essere "non proprio perfetto" ma essere qualcosa di più. Come posso innamorarmi di una persona che non vuole i miei abbracci, le mie carezze, che non vuole aprirsi con me, che non mi da lo stesso tipo di affetto in cambio, ecc? Ovviamente non posso. Questo vale per me, per te o per gli altri non so.
Mi hai chiesto che differenza c'è fra l'affetto che provo per un amico e l'affetto che provo per un compagno.
Io non ho molti amici, non mi piace il contatto con la gente, soprattutto se non è mediato da una macchina. L'altro giorno al lavoro mi hanno chiesto "ma tu... ci odi?" ... ovviamente no, non ne ho ragione, semplicemente non sono come voi, non mi piace parlare dei fatti miei, non mi interessano i fatti degli altri. Io non parlo mai a meno che qualcuno non mi faccia una domanda o non abbia bisogno di una risposta per fare quello che mi è stato chiesto di fare. Sono capace di passare 8 ore in completo silenzio in mezzo ad altri colleghi che parlano del più o del meno... sono la tipica persona su cui tutti hanno una buona opinione, semplicemente perché nessuno ha in realtà la possibilità di formarsi un'opinione su di me. Sanno che faccio il mio lavoro, sanno che sono particolarmente bravo a farlo, sanno che non mi intrometto mai nelle loro vite, sanno che non faccio la spia, sanno che se mi dicono qualcosa non se lo ritroveranno postato su facebook il giorno dopo, sanno che non partecipo mai a cene di lavoro o tantomeno rimpatriate di nessun tipo, sanno che le persone e gli eventi sociali in genere mi mettono a disagio, sanno che non esco mai con nessuno e quando mi obbligano a farlo lo faccio controvoglia... ma di me nessuno ha modo di dire nulla, né in bene né in male.
Quindi non so se so risponderti.
So però che esiste una differenza... ad un "amico" (perché magari è stato mio compagno di banco) non chiederei mai di essere abbracciato né lo abbraccerei, non le terrei per mano, non le stringerei a me. Mi farebbe probabilmente persino "strano" farlo.
Cosa che ovviamente non capita con le persone che amo o che ho amato.
Da un amico non cerco affetto. Non sento che mi "completano", non desidero la loro compagnia fino a provarne dolore, non mi preoccupo se ci litigo, ecc.
> E tu secondo me hai sbagliato: un conto è
> lasciare una persona libera di amare e desiderare
> chi crede, un conto è lasciare che un'amicizia si
> sfaldi nel nulla...
Non lo so. All'epoca la cosa mi è sembrata giusta. Nonostante tutto quello che ho scritto NON sapevo, o meglio, non volevo accettare il fatto di essere gay e tantomeno pedone. Perciò mi è sembrata una cosa naturale da fare. Però non riuscivo ad essere felice per lui, per la sua felicità. C'era qualcosa di sbagliato, ma non capivo cosa. Sentivo di avere più diritto io alla sua compagnia di questa tipa, sentivo di essermela guadagnata... ma allo stesso tempo mi dicevo che era normale... che lei era una ragazza e che non potevo competere con lei.
Non credo mi aspettassi che avrebbe smesso di parlare con me. Forse credevo ci saremmo continuati a vedere di tanto in tanto. Ma è andata diversamente.
> Ma mi sarei sentito profondamente a disagio se
> avessi cercato di accarezzarmi la testa o se ci
> fosse stato qualche altro tipo di contatto
> fisico, puranche del tutto innocente come quelli
> di cui
> sopra.
Ecco, vero, ci sono persone a cui non piace il contatto fisico. Come nel caso di A., veniva spesso da me, credo che mi abbia frequentato per almeno 3 anni [all'epoca penso sui 20 anni] venendo quasi ogni giorno a casa mia. Però non gli piaceva essere abbracciato o coccolato, non da me, me lo disse chiaro e tondo. Gli volevo bene, anche lui era (ed è tutt'ora) estremamente carino [btw, ce l'ho avuto qua fino a 5 minuti fa, mi considera ancora qualcuno da cui andare quando ha qualche problema da risolvere o per parlare di come va la sua vita], però non posso dire di avergli voluto bene come a D. o a B. (a B. poi ho voluto un bene che di sessuale non aveva quasi nulla per non dire proprio nulla, ma è forse stata la persona che ho più amato nella mia vita).
A. era diverso da me... non ha mai mostrato "quel genere di affetto" nei miei confronti. Mi considerava un buon amico e basta e così io.
Mi piaceva averlo attorno, questo si, mi piaceva parlarci, mostrargli le cose, farci i compiti assieme le poche volte che mi chiedeva aiuto per scuola... e mi è spiaciuto un sacco quando ha smesso di venire qui, però era solo un amico anche per me, pur essendo piuttosto bello fisicamente.
Quindi vedi, è anche (e credo sopprattutto) questione di compatibilità. Una persona può piacerti, ma ugualmente considerarla un amico, oppure può essere "non proprio perfetto" ma essere qualcosa di più. Come posso innamorarmi di una persona che non vuole i miei abbracci, le mie carezze, che non vuole aprirsi con me, che non mi da lo stesso tipo di affetto in cambio, ecc? Ovviamente non posso. Questo vale per me, per te o per gli altri non so.
Mi hai chiesto che differenza c'è fra l'affetto che provo per un amico e l'affetto che provo per un compagno.
Io non ho molti amici, non mi piace il contatto con la gente, soprattutto se non è mediato da una macchina. L'altro giorno al lavoro mi hanno chiesto "ma tu... ci odi?" ... ovviamente no, non ne ho ragione, semplicemente non sono come voi, non mi piace parlare dei fatti miei, non mi interessano i fatti degli altri. Io non parlo mai a meno che qualcuno non mi faccia una domanda o non abbia bisogno di una risposta per fare quello che mi è stato chiesto di fare. Sono capace di passare 8 ore in completo silenzio in mezzo ad altri colleghi che parlano del più o del meno... sono la tipica persona su cui tutti hanno una buona opinione, semplicemente perché nessuno ha in realtà la possibilità di formarsi un'opinione su di me. Sanno che faccio il mio lavoro, sanno che sono particolarmente bravo a farlo, sanno che non mi intrometto mai nelle loro vite, sanno che non faccio la spia, sanno che se mi dicono qualcosa non se lo ritroveranno postato su facebook il giorno dopo, sanno che non partecipo mai a cene di lavoro o tantomeno rimpatriate di nessun tipo, sanno che le persone e gli eventi sociali in genere mi mettono a disagio, sanno che non esco mai con nessuno e quando mi obbligano a farlo lo faccio controvoglia... ma di me nessuno ha modo di dire nulla, né in bene né in male.
Quindi non so se so risponderti.
So però che esiste una differenza... ad un "amico" (perché magari è stato mio compagno di banco) non chiederei mai di essere abbracciato né lo abbraccerei, non le terrei per mano, non le stringerei a me. Mi farebbe probabilmente persino "strano" farlo.
Cosa che ovviamente non capita con le persone che amo o che ho amato.
Da un amico non cerco affetto. Non sento che mi "completano", non desidero la loro compagnia fino a provarne dolore, non mi preoccupo se ci litigo, ecc.
> E tu secondo me hai sbagliato: un conto è
> lasciare una persona libera di amare e desiderare
> chi crede, un conto è lasciare che un'amicizia si
> sfaldi nel nulla...
Non lo so. All'epoca la cosa mi è sembrata giusta. Nonostante tutto quello che ho scritto NON sapevo, o meglio, non volevo accettare il fatto di essere gay e tantomeno pedone. Perciò mi è sembrata una cosa naturale da fare. Però non riuscivo ad essere felice per lui, per la sua felicità. C'era qualcosa di sbagliato, ma non capivo cosa. Sentivo di avere più diritto io alla sua compagnia di questa tipa, sentivo di essermela guadagnata... ma allo stesso tempo mi dicevo che era normale... che lei era una ragazza e che non potevo competere con lei.
Non credo mi aspettassi che avrebbe smesso di parlare con me. Forse credevo ci saremmo continuati a vedere di tanto in tanto. Ma è andata diversamente.
Il coraggio degli asiatici
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Cinesi salvano Gatto Selvaggio da sicuro annegamento, altro che musulmani!
Proc di Catania
- Scritto da: Caccola
> Non si può certo dire che stai parlando di sesso,
> eppure qualcosa a livello di attrazione
> implicitamente
> trapela.
Sicuramente. L'attrazione verso qualcuno è la prima cosa che ti avvicina a quella persona (a meno che non sia una cosa "forzata" dagli eventi o dal caso).
Quando vidi D. per la prima volta ne rimasi subito colpito. Era bello, era biondino, ecc... insomma, aveva quasi tutte le qualità fisiche che mi attraggono in una persona... però poi, anche se è vero che l'aspetto fisico è la prima cosa che noti, non è quello fondamentale, almeno per me.
Una persona può anche essere stupenda, ma ugualmente non ci farei nulla se è un estraneo.
Oppure una persona può essere stupenda, ed essere un ritardato.
Oppure una persona può essere stupenda, ma non avere compatibilità affettiva con te.
Io ho bisogno di un legame affettivo... e quello si crea con il tempo, passando del tempo assieme a questa persona, scoprendo i punti in comune, confidandosi, ecc.
Prendi caeleste per esempio... l'ho frequentata per diverso tempo, e fra noi due si è formato un legame affettivo piuttosto forte... eppure non l'avevo mai vista nemmeno in foto. Non ricordo nemmeno di avergliele mai chieste durante tutto quel tempo... perché era irrilevante per me.
Quindi, almeno per quanto mi riguarda, il lato affettivo ci può essere indipendentemente dall'attrazione fisica. Poi se c'è anche l'attrazione fisica... tanto di guadagnato.
È chiaro che nella "vita reale" spesso capita il contrario, ovvero che ti avvicini ad una persona per il suo aspetto e poi, quando vedi che fra voi due c'è compatibilità, si sviluppa anche il lato affettivo. Su Internet non è sempre così.
> Che poi non è che debba per forza significare
> niente (a quelle età le situazioni possono essere
> vissute diversamente), però come tu la descrivi e
> le dai importanza invece ha un certo qual
> significato, ne
> convieni?
Quello che piaceva a me (a parte il suo aspetto che mi piaceva si) era il coccolarsi assieme, toccarsi, accarezzarsi, abbracciarsi, sentire il calore dell'altra persona, tenerlo per mano, sentire di potersi fidare di lui, sentire la fiducia che metteva in me quando chiudeva gli occhi e si lasciava accarezzare, ecc... ed è una cosa che vale anche ora.
Poi c'era anche l'attrazione fisica. Lui era bello, mi piaceva, fisicamente mi attraeva non poco e anche questo aspetto contribuiva a rendere belli quei momenti.
> Non si può certo dire che stai parlando di sesso,
> eppure qualcosa a livello di attrazione
> implicitamente
> trapela.
Sicuramente. L'attrazione verso qualcuno è la prima cosa che ti avvicina a quella persona (a meno che non sia una cosa "forzata" dagli eventi o dal caso).
Quando vidi D. per la prima volta ne rimasi subito colpito. Era bello, era biondino, ecc... insomma, aveva quasi tutte le qualità fisiche che mi attraggono in una persona... però poi, anche se è vero che l'aspetto fisico è la prima cosa che noti, non è quello fondamentale, almeno per me.
Una persona può anche essere stupenda, ma ugualmente non ci farei nulla se è un estraneo.
Oppure una persona può essere stupenda, ed essere un ritardato.
Oppure una persona può essere stupenda, ma non avere compatibilità affettiva con te.
Io ho bisogno di un legame affettivo... e quello si crea con il tempo, passando del tempo assieme a questa persona, scoprendo i punti in comune, confidandosi, ecc.
Prendi caeleste per esempio... l'ho frequentata per diverso tempo, e fra noi due si è formato un legame affettivo piuttosto forte... eppure non l'avevo mai vista nemmeno in foto. Non ricordo nemmeno di avergliele mai chieste durante tutto quel tempo... perché era irrilevante per me.
Quindi, almeno per quanto mi riguarda, il lato affettivo ci può essere indipendentemente dall'attrazione fisica. Poi se c'è anche l'attrazione fisica... tanto di guadagnato.
È chiaro che nella "vita reale" spesso capita il contrario, ovvero che ti avvicini ad una persona per il suo aspetto e poi, quando vedi che fra voi due c'è compatibilità, si sviluppa anche il lato affettivo. Su Internet non è sempre così.
> Che poi non è che debba per forza significare
> niente (a quelle età le situazioni possono essere
> vissute diversamente), però come tu la descrivi e
> le dai importanza invece ha un certo qual
> significato, ne
> convieni?
Quello che piaceva a me (a parte il suo aspetto che mi piaceva si) era il coccolarsi assieme, toccarsi, accarezzarsi, abbracciarsi, sentire il calore dell'altra persona, tenerlo per mano, sentire di potersi fidare di lui, sentire la fiducia che metteva in me quando chiudeva gli occhi e si lasciava accarezzare, ecc... ed è una cosa che vale anche ora.
Poi c'era anche l'attrazione fisica. Lui era bello, mi piaceva, fisicamente mi attraeva non poco e anche questo aspetto contribuiva a rendere belli quei momenti.
Ecco cos può fare un'azienda SANA che va avanti investendo in tecnologia e premiando i suoi dipendenti.
Grossi investimenti in energia rinnovabile (eolica):
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/econom... 
Investimento e test su nuove tecnologie (nella fattispecie la Google-car, che pochi sanno essere guidata da un computer):
http://www.popsci.com/cars/article/2010-10/googles...
Grossi investimenti in energia rinnovabile (eolica):

Investimento e test su nuove tecnologie (nella fattispecie la Google-car, che pochi sanno essere guidata da un computer):
http://www.popsci.com/cars/article/2010-10/googles...
- Scritto da: Clementina
> - Scritto da: Rin Kobayashi
>
> > Cosa ti garantisce che non ci siano backdoor a
> > questo scopo? Cosa ti garantisce che la Apple
> non
> > dia, chessò, alle FDO dei mezzi per installare
> > sul tuo iPhone quello che vogliono e quando
> > vogliono nonappena fai la prossima
> > sincronizzazione? Cosa ti garantisce che il
> > sistema remoto non sia in qualche modo
> simulabile
> > inducendo l'iPhone a credere che sta parlando
> con
> > il sito Apple? Per quale assurda ragione deleghi
> > il tuo diritto di scelta ad una ditta?
> >

>
>
> "L'unico modo per assicurarsi che non sia
> così è tenere il proprio cellulare sempre sotto
> controllo, non perderlo mai di vista, in
> modo che nessuno possa installarci su nulla."
>
> ↑ ↑ ↑ ↑ ↑ ↑
> ↑ ↑ ↑ ↑ ↑ ↑
> ↑ ↑ ↑ ↑ ↑ ↑
> ↑
> ↑
> l'hai scritto tu, mica io, la mia è la risposta
> alla tua domanda, se hai altre domande ti servo
> altre
> risposte.
Non ho capito in che modo riportare quanto ho detto risponda ai miei quesiti. Ovviamente ciò che ho detto VALE UNICAMENTE quando sei TU a controllare cosa ci installi sul cellulare, ma se deleghi Apple o qualche altra ditta a farlo, bé cara mia, non so se ci arrivi con il mono-neurone-macaco, ma non sei più tu a decidere cosa gira sul tuo cellulare.
- Scritto da:
>

>
>

Vuoi dire che i nathan non sono abbastanza per sostenere il povero Feltri in questa battaglia contro il dimonio sinistro?
Vieni anche tu a scuola in Svezia!
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Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!
- Scritto da: Clementina
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> >
> > - Scritto da: Clementina
> > >
> > > - Scritto da: Rin Kobayashi
> > > > - Scritto da: Caccola
> > > > > l'amico di rinko dice che si può!
> > > >
> > > > Chi?

> > > >
> > > > > Cioé, se io spengo il cell a luino e vado
> a
> > > > gioia
> > > > > tauro, c'è qualcuno che può sapere che il
> > mio
> > > > > telefono è
> > > > > lì?
> > > >
> > > > Spiegami un po' come un cellulare _spento_
> può
> > > > trasmettere la sua posizione. Se è spento
> non
> > > > trasmette.
> > > >
> > > > Il problema con i vari smartphone odierni è
> > che
> > > > la sicurezza che sia spento non ce l'hai.
> > > > Attraverso dei softwarini appositi
> > installabili
> > > > sul cellulare si può _simulare_ lo
> spegnimento
> > > > del cellulare stesso, spegnendo il display,
> la
> > > > suoneria, la vibrazione. A quel punto a te
> > > > sembrerà completamente spento ma non sarà
> > > > così.
> > > >
> > > > Questa tecnica è usata da alcuni software
> spia
> > > > per trasformare il cellulare in una
> "cimice",
> > > > ovvero usa il microfono del cellulare per
> > > captare
> > > > tutti i suoni ambientali e quindi spiare
> > > qualcuno
> > > > a
> > > > distanza.
> > > >
> > > > L'unico modo per assicurarsi che non sia
> così
> > è
> > > > tenere il proprio cellulare sempre sotto
> > > > controllo, non perderlo mai di vista, in
> modo
> > > che
> > > > nessuno possa installarci su
> > > > nulla.
> > >
> > >
> > > prendersi un iPhon no??
> >
> > In che modo cambia la cosa?
> > Qualsiasi apparecchio programmabile ha questo
> > problema.
>
> ti risulta che un iPhon non krakkato possa essere
> sincronizzato aldi fuori dal Mac/PC a cui è
> abbinato??
>
Cosa ti garantisce che non ci siano backdoor a questo scopo? Cosa ti garantisce che la Apple non dia, chessò, alle FDO dei mezzi per installare sul tuo iPhone quello che vogliono e quando vogliono nonappena fai la prossima sincronizzazione? Cosa ti garantisce che il sistema remoto non sia in qualche modo simulabile inducendo l'iPhone a credere che sta parlando con il sito Apple? Per quale assurda ragione deleghi il tuo diritto di scelta ad una ditta?
- Scritto da: Clementina
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> > - Scritto da: Caccola
> > > l'amico di rinko dice che si può!
> >
> > Chi?

> >
> > > Cioé, se io spengo il cell a luino e vado a
> > gioia
> > > tauro, c'è qualcuno che può sapere che il mio
> > > telefono è
> > > lì?
> >
> > Spiegami un po' come un cellulare _spento_ può
> > trasmettere la sua posizione. Se è spento non
> > trasmette.
> >
> > Il problema con i vari smartphone odierni è che
> > la sicurezza che sia spento non ce l'hai.
> > Attraverso dei softwarini appositi installabili
> > sul cellulare si può _simulare_ lo spegnimento
> > del cellulare stesso, spegnendo il display, la
> > suoneria, la vibrazione. A quel punto a te
> > sembrerà completamente spento ma non sarà
> > così.
> >
> > Questa tecnica è usata da alcuni software spia
> > per trasformare il cellulare in una "cimice",
> > ovvero usa il microfono del cellulare per
> captare
> > tutti i suoni ambientali e quindi spiare
> qualcuno
> > a
> > distanza.
> >
> > L'unico modo per assicurarsi che non sia così è
> > tenere il proprio cellulare sempre sotto
> > controllo, non perderlo mai di vista, in modo
> che
> > nessuno possa installarci su
> > nulla.
>
>
> prendersi un iPhon no??
In che modo cambia la cosa?
Qualsiasi apparecchio programmabile ha questo problema.
- Scritto da:
> > Manganelli in inox riempiti con cemento
>
> Cos'hanno che non va bene i tradizionali
> manganelli in
> castagno?
Le teste sono troppo dure.
- Scritto da:
> La partita dell'amicizia:
>
>

>
> Gruppi di teppisti tentano di aggredire i
> giocatori della propria
> nazionale.
Manganelli in inox riempiti con cemento spezzati sulle teste dei violenti, è l'unica lingua che capiscono, altrochenò... evidentemente in Serbia non le hanno prese abbastanza forte l'altro giorno.
AH SI ma NO Non lo so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
- Scritto da: Caccola
> l'amico di rinko dice che si può!
Chi?
> Cioé, se io spengo il cell a luino e vado a gioia
> tauro, c'è qualcuno che può sapere che il mio
> telefono è
> lì?
Spiegami un po' come un cellulare _spento_ può trasmettere la sua posizione. Se è spento non trasmette.
Il problema con i vari smartphone odierni è che la sicurezza che sia spento non ce l'hai. Attraverso dei softwarini appositi installabili sul cellulare si può _simulare_ lo spegnimento del cellulare stesso, spegnendo il display, la suoneria, la vibrazione. A quel punto a te sembrerà completamente spento ma non sarà così.
Questa tecnica è usata da alcuni software spia per trasformare il cellulare in una "cimice", ovvero usa il microfono del cellulare per captare tutti i suoni ambientali e quindi spiare qualcuno a distanza.
L'unico modo per assicurarsi che non sia così è tenere il proprio cellulare sempre sotto controllo, non perderlo mai di vista, in modo che nessuno possa installarci su nulla.
Pensavo anzi di fare un programmino, che funziona stile antivirus. Appena esegui qualsiasi programma confronta il suo hash con quello di una whitelist... se è presente lascia che il programma venga eseguito, se non è presente avvisa l'utente e termina il programma. Ho provato a leggermi un po' i manuali online sui Symbian e anche uno specifico sul suo kernel ma non ho trovato API che permettano una cosa simile... sicuramente ci sono, visto che devono pur permettere agli antivirus di funzionare, ma vai a sapere quali sono e come si chiamano...
> l'amico di rinko dice che si può!
Chi?

> Cioé, se io spengo il cell a luino e vado a gioia
> tauro, c'è qualcuno che può sapere che il mio
> telefono è
> lì?
Spiegami un po' come un cellulare _spento_ può trasmettere la sua posizione. Se è spento non trasmette.
Il problema con i vari smartphone odierni è che la sicurezza che sia spento non ce l'hai. Attraverso dei softwarini appositi installabili sul cellulare si può _simulare_ lo spegnimento del cellulare stesso, spegnendo il display, la suoneria, la vibrazione. A quel punto a te sembrerà completamente spento ma non sarà così.
Questa tecnica è usata da alcuni software spia per trasformare il cellulare in una "cimice", ovvero usa il microfono del cellulare per captare tutti i suoni ambientali e quindi spiare qualcuno a distanza.
L'unico modo per assicurarsi che non sia così è tenere il proprio cellulare sempre sotto controllo, non perderlo mai di vista, in modo che nessuno possa installarci su nulla.
Pensavo anzi di fare un programmino, che funziona stile antivirus. Appena esegui qualsiasi programma confronta il suo hash con quello di una whitelist... se è presente lascia che il programma venga eseguito, se non è presente avvisa l'utente e termina il programma. Ho provato a leggermi un po' i manuali online sui Symbian e anche uno specifico sul suo kernel ma non ho trovato API che permettano una cosa simile... sicuramente ci sono, visto che devono pur permettere agli antivirus di funzionare, ma vai a sapere quali sono e come si chiamano...
Proc di Catania
Avevo... credo... 15 anni facevo l'animatore in oratorio per i ragazzini e i bambini che l'estate venivano portati da noi.
Lì incontrai D. lui aveva 12 anni, era da poco iscritto alle stesse scuole medie che avevo frequentato io. Era carino, simpatico, aveva un piccolo difetto di pronuncia dovuto all'apparecchio che portava ai denti. Cominciai a frequentarlo e quell'estate diventammo amici.
Quando l'estate all'oratorio terminò continuammo a vederci per i fatti nostri... una volta a turno ci vedevamo a casa mia o a casa sua. Aveva una mamma e una sorellina più piccola... la mamma letteralmente mi adorava. Le piaceva il fatto che mi occupassi di lui, sapeva che ci tenevo parecchio a lui, che non avrei mai permesso che si mettesse a fumare o peggio ed è sempre stata molto gentile con me. Il papà non so, non ce l'aveva. Non ho mai voluto indagare perché vedevo che D. non ne voleva parlare granché e non volevo farlo star male, quindi tutt'oggi non so che fine avesse fatto.
Lui abitava piuttosto lontano da me, era almeno mezzoretta di biciclettata (l'unico mezzo che avessi a disposizione), ma lo facevo volentieri, perché poi potevo passarci assieme tutto il pomeriggio ed era una cosa che adoravo. Anche lui veniva spesso da me, sempre in bici, e così, quando non era tempo di scuola, ci vedevamo quasi ogni pomeriggio. Passavamo il tempo a fare camminate, oppure in giro con la bici, o ai nostri rispettivi PC con questo o quel gioco. Lui adorava Flight Simulator sul mio 386, mentre a casa sua giocava a Dune (e ogni volta che vedo il film mi torna in mente il mio piccolo D.).
Ricordo molto bene, quando eravamo soli al PC, lui appoggiava la testa sul mio petto e chiudeva gli occhi mentre io lo accarezzavo, gli spostavo i capelli biondi dal viso e lo stringevo a me. Potevamo stare ore così, era una sensazione stupenda sentirlo respirare, sentire il suo calore, giocare con i suoi capelli... gli volevo molto bene, e lui a me.
Nei giorni di scuola lui usciva sempre alle 5 del pomeriggio (come d'altra parte io quando andavo alle stesse scuole medie), e così lo andavo a prendere ogni giorno, ci facevamo una passeggiata in città, ci compravamo il gelato, oppure andavamo in stazione a guardare le riviste in esposizione e poi ci sedevamo su qualche panchina ad aspettare che arrivasse il suo bus che lo avrebbe riportato a casa sua.
La sorellina era gelosissima, era piccolina certo, ma cercava sempre di attirare la mia attenzione per farmi vedere questo o quello.
Ricordo che quando non potevamo vederci, per qualche ragione, andavo in garage a chiudermi in auto e mi mettevo a piangere. Mi mancava ogni istante che non potevo starci assieme, mi mancava la sua testa appoggiata a me, il suo sorriso, il suo calore.
Lui a volte riusciva anche a mettermi nei guai... come quella volta che andò a provocare un intero gruppo di teppistelli più grandi di quanto ero io e quasi fraccarono di botte me che mi misi in mezzo per difenderlo. Fortuna ha voluto che nemmeno loro avessero granché voglia di fare a botte (non credo siano state le mie qualità diplomatiche da sole...) o sarei stato spacciato.
Bé, è andata avanti più o meno così per credo 2 anni. Poi un giorno mi dice che ha incontrato una ragazza... che se ne è innamorato... e decisi che volevo che fosse felice così non interferii in nessun modo. Lo lasciai andare perché decisi che se ami qualcuno devi sapervi rinunciare nel momento in cui desidera separarsi da te, anche se ti fa male. Piano piano le sue telefonate, che prima erano regolari, divennero sempre meno frequenti, e ci vedemmo sempre meno spesso... finché non lo vidi né sentii più. Lo incontrai sporadicamente solo qualche altra volta in giro... ma oggi non saprei nemmeno distinguerlo se lo incontrassi per strada, chissà quanto è cambiato. Chissà se è felice.
Era appassionato di astronomia, portava sempre con sé la fotocopia di una pagina dell'enciclopedia che riportava i nomi degli astronauti più famosi e mi diceva "quando andremo su Marte... sarò io a metterci piede per primo".
Qualche mese fa, chiedendo a Google se aveva info sul suo conto, ho trovato una tesi di laurea di qualcuno con il suo nome e cognome su qualche argomento di ingegneria aerospaziale. Chissà, forse è lui, anzi è molto probabile credo. Chissà se ogni tanto ripensa a me. Io mi trovo spesso a ripensarci, e penso a quanto sono stato stupido a non capire, quanto sono stato fortunato ad incontrarlo e penso che forse la scelta di lasciarlo andare è stata quella sbagliata dopotutto. Forse avrei dovuto oppormi... chi lo sa se avrei fatto bene.
So solo che mi manca e quei momenti in cui lui si stringeva a me e i suoi sorrisi rimarranno sempre nel mio cuore come una fotografia che non sbiadisce mai.
Lì incontrai D. lui aveva 12 anni, era da poco iscritto alle stesse scuole medie che avevo frequentato io. Era carino, simpatico, aveva un piccolo difetto di pronuncia dovuto all'apparecchio che portava ai denti. Cominciai a frequentarlo e quell'estate diventammo amici.
Quando l'estate all'oratorio terminò continuammo a vederci per i fatti nostri... una volta a turno ci vedevamo a casa mia o a casa sua. Aveva una mamma e una sorellina più piccola... la mamma letteralmente mi adorava. Le piaceva il fatto che mi occupassi di lui, sapeva che ci tenevo parecchio a lui, che non avrei mai permesso che si mettesse a fumare o peggio ed è sempre stata molto gentile con me. Il papà non so, non ce l'aveva. Non ho mai voluto indagare perché vedevo che D. non ne voleva parlare granché e non volevo farlo star male, quindi tutt'oggi non so che fine avesse fatto.
Lui abitava piuttosto lontano da me, era almeno mezzoretta di biciclettata (l'unico mezzo che avessi a disposizione), ma lo facevo volentieri, perché poi potevo passarci assieme tutto il pomeriggio ed era una cosa che adoravo. Anche lui veniva spesso da me, sempre in bici, e così, quando non era tempo di scuola, ci vedevamo quasi ogni pomeriggio. Passavamo il tempo a fare camminate, oppure in giro con la bici, o ai nostri rispettivi PC con questo o quel gioco. Lui adorava Flight Simulator sul mio 386, mentre a casa sua giocava a Dune (e ogni volta che vedo il film mi torna in mente il mio piccolo D.).
Ricordo molto bene, quando eravamo soli al PC, lui appoggiava la testa sul mio petto e chiudeva gli occhi mentre io lo accarezzavo, gli spostavo i capelli biondi dal viso e lo stringevo a me. Potevamo stare ore così, era una sensazione stupenda sentirlo respirare, sentire il suo calore, giocare con i suoi capelli... gli volevo molto bene, e lui a me.
Nei giorni di scuola lui usciva sempre alle 5 del pomeriggio (come d'altra parte io quando andavo alle stesse scuole medie), e così lo andavo a prendere ogni giorno, ci facevamo una passeggiata in città, ci compravamo il gelato, oppure andavamo in stazione a guardare le riviste in esposizione e poi ci sedevamo su qualche panchina ad aspettare che arrivasse il suo bus che lo avrebbe riportato a casa sua.
La sorellina era gelosissima, era piccolina certo, ma cercava sempre di attirare la mia attenzione per farmi vedere questo o quello.
Ricordo che quando non potevamo vederci, per qualche ragione, andavo in garage a chiudermi in auto e mi mettevo a piangere. Mi mancava ogni istante che non potevo starci assieme, mi mancava la sua testa appoggiata a me, il suo sorriso, il suo calore.
Lui a volte riusciva anche a mettermi nei guai... come quella volta che andò a provocare un intero gruppo di teppistelli più grandi di quanto ero io e quasi fraccarono di botte me che mi misi in mezzo per difenderlo. Fortuna ha voluto che nemmeno loro avessero granché voglia di fare a botte (non credo siano state le mie qualità diplomatiche da sole...) o sarei stato spacciato.
Bé, è andata avanti più o meno così per credo 2 anni. Poi un giorno mi dice che ha incontrato una ragazza... che se ne è innamorato... e decisi che volevo che fosse felice così non interferii in nessun modo. Lo lasciai andare perché decisi che se ami qualcuno devi sapervi rinunciare nel momento in cui desidera separarsi da te, anche se ti fa male. Piano piano le sue telefonate, che prima erano regolari, divennero sempre meno frequenti, e ci vedemmo sempre meno spesso... finché non lo vidi né sentii più. Lo incontrai sporadicamente solo qualche altra volta in giro... ma oggi non saprei nemmeno distinguerlo se lo incontrassi per strada, chissà quanto è cambiato. Chissà se è felice.
Era appassionato di astronomia, portava sempre con sé la fotocopia di una pagina dell'enciclopedia che riportava i nomi degli astronauti più famosi e mi diceva "quando andremo su Marte... sarò io a metterci piede per primo".
Qualche mese fa, chiedendo a Google se aveva info sul suo conto, ho trovato una tesi di laurea di qualcuno con il suo nome e cognome su qualche argomento di ingegneria aerospaziale. Chissà, forse è lui, anzi è molto probabile credo. Chissà se ogni tanto ripensa a me. Io mi trovo spesso a ripensarci, e penso a quanto sono stato stupido a non capire, quanto sono stato fortunato ad incontrarlo e penso che forse la scelta di lasciarlo andare è stata quella sbagliata dopotutto. Forse avrei dovuto oppormi... chi lo sa se avrei fatto bene.
So solo che mi manca e quei momenti in cui lui si stringeva a me e i suoi sorrisi rimarranno sempre nel mio cuore come una fotografia che non sbiadisce mai.
Proc di Catania
- Scritto da: Caccola
> Secondo me il sesso non può essere irrilevante.
Ai fini della storia lo è. Lo scopo del libro non è "mostrare come si scopano due maschi", ma mostrare l'amore e l'affetto che c'è fra i due.
Nel libro troverai abbracci, il tenersi la mano mentre si dorme, il tenersi stretti assieme, stare nudi assieme e non provare vergogna, il senso fiducia reciproca, il senso di protezione per l'altro e il senso di essere protetti, ecc.
> Le scene di sesso non sono indispensabili (sai
> quante storie d'amore rimangono appese senza che
> si quagli... etero e non), ma il desiderio
> sessuale è un driver, negarlo è
> ipocrisia.
Il desiderio sessuale c'è e io non l'ho mai negato. Ho detto che non concepisco il sesso senza amore, non ho detto il contrario. Questo aspetto non è centrale nel libro, come è giusto che sia.
> Ok, paolo è omosessuale perché è attratto dai
> suoi amici maschi: ma in cosa si manifesta la sua
> attrazione?
È un'attrazione sia sessuale (ma non viene messa in risalto) che soprattutto sentimentale a cui l'autore ha dato molta importanza e che mostra con tanti piccoli gesti e parole scambiate fra i due.
> Io da piccolo non sapevo bene cosa
> fosse il sesso, ma avevo una fissa assurda di
> vedere le mie compagne nude, toccarle e
> abbracciarle. Non so perché l'avessi, ce l'avevo
> e basta. Non facevo che pensarci in
> continuazione, specie di quella di cui ero
> innamorato nel
> periodo.
E io con i miei compagni di classe... anche se non ricordo di aver avuto particolari attrazioni/fantasie verso altri se non per me stesso prima dei 10 anni, ma potrebbe essere semplicemente qualcosa che non ricordo io o che è diverso per gli altri.
Ma questo aspetto per il libro è OT, è un aspetto che è trattato, ma, diciamo, alla larga.
Personalmente condivido la scelta dell'autore. Nemmeno io ritengo che il sesso sia centrale in una storia d'amore, riengo che sia un corollario, un "abbellimento" se vogliamo, un modo speciale per stare assieme alla persona amata, un modo per rappresentare fisicamente questo legame. Tantomeno ritengo sia IT in un libro che vuole mostrare la vita di un bambino prima e un ragazzino poi che si scopre omosessuale.
Il libro vuole raccontare agli altri cosa significa essere omosessuali, come lo si diventa, come ce ne si rende conto, ecc. Il sesso non c'entra.
> Secondo me il sesso non può essere irrilevante.
Ai fini della storia lo è. Lo scopo del libro non è "mostrare come si scopano due maschi", ma mostrare l'amore e l'affetto che c'è fra i due.
Nel libro troverai abbracci, il tenersi la mano mentre si dorme, il tenersi stretti assieme, stare nudi assieme e non provare vergogna, il senso fiducia reciproca, il senso di protezione per l'altro e il senso di essere protetti, ecc.
> Le scene di sesso non sono indispensabili (sai
> quante storie d'amore rimangono appese senza che
> si quagli... etero e non), ma il desiderio
> sessuale è un driver, negarlo è
> ipocrisia.
Il desiderio sessuale c'è e io non l'ho mai negato. Ho detto che non concepisco il sesso senza amore, non ho detto il contrario. Questo aspetto non è centrale nel libro, come è giusto che sia.
> Ok, paolo è omosessuale perché è attratto dai
> suoi amici maschi: ma in cosa si manifesta la sua
> attrazione?
È un'attrazione sia sessuale (ma non viene messa in risalto) che soprattutto sentimentale a cui l'autore ha dato molta importanza e che mostra con tanti piccoli gesti e parole scambiate fra i due.
> Io da piccolo non sapevo bene cosa
> fosse il sesso, ma avevo una fissa assurda di
> vedere le mie compagne nude, toccarle e
> abbracciarle. Non so perché l'avessi, ce l'avevo
> e basta. Non facevo che pensarci in
> continuazione, specie di quella di cui ero
> innamorato nel
> periodo.
E io con i miei compagni di classe... anche se non ricordo di aver avuto particolari attrazioni/fantasie verso altri se non per me stesso prima dei 10 anni, ma potrebbe essere semplicemente qualcosa che non ricordo io o che è diverso per gli altri.
Ma questo aspetto per il libro è OT, è un aspetto che è trattato, ma, diciamo, alla larga.
Personalmente condivido la scelta dell'autore. Nemmeno io ritengo che il sesso sia centrale in una storia d'amore, riengo che sia un corollario, un "abbellimento" se vogliamo, un modo speciale per stare assieme alla persona amata, un modo per rappresentare fisicamente questo legame. Tantomeno ritengo sia IT in un libro che vuole mostrare la vita di un bambino prima e un ragazzino poi che si scopre omosessuale.
Il libro vuole raccontare agli altri cosa significa essere omosessuali, come lo si diventa, come ce ne si rende conto, ecc. Il sesso non c'entra.
Proc di Catania
- Scritto da: Caccola
> "Nell'ultima parte del libro Paolo e Claudio (suo
> compagno di classe) scoprono di volersi bene ed è
> una storia molto dolce quella che segue fatta di
> affetto reciproco, di desiderio di proteggere
> l'altro, e di piccoli gesti affettuosi che vorrei
> aver avuto
> io"
>
> non c'è niente di omosessuale in questo,
> potrebbero benissimo essere due
> amici.
> O no?
No, a meno che tu non voglia ridurre il concetto di "omosessuale" a solo chi si scopa le persone dello stesso sesso. È soprattutto una cosa sentimentale, il sesso ne fa parte ma non è il fine della relazione.
> no, non lo so. Ma a parte questo, la tua
> concezione è un conto, quella dello scrittore è
> un altro.
Ma tu hai chiesto spiegazioni sul mio giudizio, non su quello dell'autore.
> No, quello che chiedevo è se stiamo parlando di
> due amici o di due omosessuali. Potrebbe essere
> la storia interpretata come una forte complicità
> e amicalità tra i
> due?
> Secondo me se non si parla, anche implicitamente,
> di sesso, la cosa rimane
> dubbia.
"È la storia di Paolo, un bambino che piano piano, crescendo, scopre di essere attratto e provare affetto e amore per alcuni suoi compagni anziché compagne."
Credevo fosse chiaro da come l'ho scritto... Paolo è omosessuale, il libro vuole raccontare la storia di un bambino che crescendo scopre di essere omosessuale e di tutto quello che questo comporta. Ma come ti ho detto non ci sono scene di sesso, perché del tutto irrilevanti, appunto.
> "Nell'ultima parte del libro Paolo e Claudio (suo
> compagno di classe) scoprono di volersi bene ed è
> una storia molto dolce quella che segue fatta di
> affetto reciproco, di desiderio di proteggere
> l'altro, e di piccoli gesti affettuosi che vorrei
> aver avuto
> io"
>
> non c'è niente di omosessuale in questo,
> potrebbero benissimo essere due
> amici.
> O no?
No, a meno che tu non voglia ridurre il concetto di "omosessuale" a solo chi si scopa le persone dello stesso sesso. È soprattutto una cosa sentimentale, il sesso ne fa parte ma non è il fine della relazione.
> no, non lo so. Ma a parte questo, la tua
> concezione è un conto, quella dello scrittore è
> un altro.
Ma tu hai chiesto spiegazioni sul mio giudizio, non su quello dell'autore.
> No, quello che chiedevo è se stiamo parlando di
> due amici o di due omosessuali. Potrebbe essere
> la storia interpretata come una forte complicità
> e amicalità tra i
> due?
> Secondo me se non si parla, anche implicitamente,
> di sesso, la cosa rimane
> dubbia.
"È la storia di Paolo, un bambino che piano piano, crescendo, scopre di essere attratto e provare affetto e amore per alcuni suoi compagni anziché compagne."
Credevo fosse chiaro da come l'ho scritto... Paolo è omosessuale, il libro vuole raccontare la storia di un bambino che crescendo scopre di essere omosessuale e di tutto quello che questo comporta. Ma come ti ho detto non ci sono scene di sesso, perché del tutto irrilevanti, appunto.
E TU Lo Sai o no?
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Proc di Catania
- Scritto da: Caccola
> Volersi bene è una cosa, provare desiderio
> sessuale è
> un'altra.
> Non che ci sia nulla di male nella seconda ma
> quando parli così ambiguamente sei
> fastidioso.
> Esplicita...
Esattamente a quale parte di ciò che ho scritto ti riferisci?
E cmq dovresti saperlo oramai che per me sono due facce della stessa medaglia, ho già scritto più volte che non concepisco il sesso senza amore, masturbazione a parte.
Ad ogni modo nel libro non ci sono scene esplicite di sesso, nemmeno accennate, se è questo che chiedevi.
Proc di Catania
Qualche giorno fa avevo postato un estratto qui di questo libro, ma non avevo ancora finito di leggerlo. Ora l'ho finito quindi posso dare un giudizio definitivo anche se confermo quanto avevo già detto.
È un bel libro. È la storia di Paolo, un bambino che piano piano, crescendo, scopre di essere attratto e provare affetto e amore per alcuni suoi compagni anziché compagne. Mostra la sua graduale presa di coscienza e dei problemi che questo gli provoca. Anche se il libro è incentrato su questa presa di coscienza parla anche di altro, cerca di narrare la storia includendo tutti quei piccoli particolari che fanno parte della vita di tutti.
Paolo però è fortunato, perché ha una gran bella famiglia che lo capisce, che gli permette di stare con la persona che ama senza giudizi, senza discriminazioni. Però ugualmente deve scontrarsi con la realtà, di chi era suo amico ma quando scopre la verità su di lui lo odia perché ha una famiglia che non gli ha mai insegnato il rispetto che non è qualcosa che apprendi a ceffoni, ma puoi apprendere solo se sei rispettato a tua volta.
Nell'ultima parte del libro Paolo e Claudio (suo compagno di classe) scoprono di volersi bene ed è una storia molto dolce quella che segue fatta di affetto reciproco, di desiderio di proteggere l'altro, e di piccoli gesti affettuosi che vorrei aver avuto io.
È una bella storia, ma alcune parti sono dolorose... dolorose o per ciò che raccontano, come la morte del fratello maggiore, o per altri motivi per chi, dopotutto, non è stato fortunato come Paolo.
Ho finito il libro e già mi mancano Paolo e Claudio, sono felice che si siano trovati e che per loro sia andata così, però vorrei tanto aver avuto esperienze come le loro.
Il libro costa tantino purtroppo, 24 euro, e non è nemmeno facilissimo trovarlo... però vale la pena di leggerlo.
L'immagine sulla copertina poi è davvero bella e poetica e ritrae Paolo di spalle alla finestra della camera della sua nuova casa da cui si vede il lago.
"Anche un uomo" di Gian Luca Mario Loncrini, Alberti & C. Editori.
È un bel libro. È la storia di Paolo, un bambino che piano piano, crescendo, scopre di essere attratto e provare affetto e amore per alcuni suoi compagni anziché compagne. Mostra la sua graduale presa di coscienza e dei problemi che questo gli provoca. Anche se il libro è incentrato su questa presa di coscienza parla anche di altro, cerca di narrare la storia includendo tutti quei piccoli particolari che fanno parte della vita di tutti.
Paolo però è fortunato, perché ha una gran bella famiglia che lo capisce, che gli permette di stare con la persona che ama senza giudizi, senza discriminazioni. Però ugualmente deve scontrarsi con la realtà, di chi era suo amico ma quando scopre la verità su di lui lo odia perché ha una famiglia che non gli ha mai insegnato il rispetto che non è qualcosa che apprendi a ceffoni, ma puoi apprendere solo se sei rispettato a tua volta.
Nell'ultima parte del libro Paolo e Claudio (suo compagno di classe) scoprono di volersi bene ed è una storia molto dolce quella che segue fatta di affetto reciproco, di desiderio di proteggere l'altro, e di piccoli gesti affettuosi che vorrei aver avuto io.
È una bella storia, ma alcune parti sono dolorose... dolorose o per ciò che raccontano, come la morte del fratello maggiore, o per altri motivi per chi, dopotutto, non è stato fortunato come Paolo.
Ho finito il libro e già mi mancano Paolo e Claudio, sono felice che si siano trovati e che per loro sia andata così, però vorrei tanto aver avuto esperienze come le loro.
Il libro costa tantino purtroppo, 24 euro, e non è nemmeno facilissimo trovarlo... però vale la pena di leggerlo.
L'immagine sulla copertina poi è davvero bella e poetica e ritrae Paolo di spalle alla finestra della camera della sua nuova casa da cui si vede il lago.
"Anche un uomo" di Gian Luca Mario Loncrini, Alberti & C. Editori.
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> >
> > - Scritto da:
> > >
> > > - Scritto da: Rin Kobayashi
> > > >
> > > > - Scritto da:
> > > > > > La ragazza ha alzato le mani contro
> > l'uomo,
> > > > > > l'uomo ha risposto con un unico cartone
> in
> > > > > > faccia. Per me uno pari sono.
> > > > >
> > > > > È eccesso di legittima difesa, poteva solo
> > > darle
> > > > > uno spintone, il
> > > > > coglione.
> > > >
> > > > Se inciampava e batteva la testa per terra
> > > > sarebbe stato
> > > > uguale.
> > > > Visto che, pare, sia stata lei la prima a
> > > mettere
> > > > le mani addosso a lui, poteva limitarsi a
> > > > slogarle un polso.
> > > >

> > >
> > > ma tu le femmine le odii proprio!

> >
> > Sono per la parità di diritti... e di
> > trattamento...
> >

>
> Però: se è stata lei a iniziare a menare le mani
> bastava uno spintone;
Con uno spintone uno può perdere l'equilibrio e farsi anche molto male. D'altro canto, se tu mi dai uno schiaffo senza che io ti abbia fatto nulla prima potrei rispondere in egual modo (ma è pericoloso anche questo, la faccia è bene non toccarla mai), perciò la soluzione migliore IMO è fermare la mano dell'aggressore e se persiste slogargliela.
Certo, è facile ragionare a freddo, quando ti trovi nel mezzo di una discussione non hai né tempo né voglia di fare tutte queste valutazioni... ma io difficilmente mollerei un pugno a qualcuno (che è anche più pericoloso di uno schiaffo e uno spintone messi assieme).
> chi abbia iniziato è da
> vedere, il video non mostra le premesse.
Certamente, io ho detto la mia in base al video, non posso sapere quello che è successo prima.
> Si legge
> che il tipo le avesse sputato
> addosso.
In tal caso era lui nel torto.
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> >
> > - Scritto da:
> > > > La ragazza ha alzato le mani contro l'uomo,
> > > > l'uomo ha risposto con un unico cartone in
> > > > faccia. Per me uno pari sono.
> > >
> > > È eccesso di legittima difesa, poteva solo
> darle
> > > uno spintone, il
> > > coglione.
> >
> > Se inciampava e batteva la testa per terra
> > sarebbe stato
> > uguale.
> > Visto che, pare, sia stata lei la prima a
> mettere
> > le mani addosso a lui, poteva limitarsi a
> > slogarle un polso.
> >

>
> ma tu le femmine le odii proprio!

Sono per la parità di diritti... e di trattamento...
- Scritto da:
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> > con i soldi presi dalle tasche dei suoi
> politici.
> >
> >
>

> >
> > Non vedo proprio perché per le leccate al culo
> al
> > Vaticano da parte del governo debba essere il
> > cittadino normale alla fine a pagare le sanzioni
> > che GIUSTAMENTE ci
> > affibbiano.
>
> e ce voleva tanto per capirlo. mariuoli bastardi
Si ma se ci danno la sanzione stavolta che paghino i FDP che hanno regalato tutti quei soldi ai loro amichetti. È ora che i politici incomincino ad essere responsabili direttamente con le loro tasche ai danni che creano.
- Scritto da:
> > La ragazza ha alzato le mani contro l'uomo,
> > l'uomo ha risposto con un unico cartone in
> > faccia. Per me uno pari sono.
>
> È eccesso di legittima difesa, poteva solo darle
> uno spintone, il
> coglione.
Se inciampava e batteva la testa per terra sarebbe stato uguale.
Visto che, pare, sia stata lei la prima a mettere le mani addosso a lui, poteva limitarsi a slogarle un polso.
con i soldi presi dalle tasche dei suoi politici.
http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?c... 
Non vedo proprio perché per le leccate al culo al Vaticano da parte del governo debba essere il cittadino normale alla fine a pagare le sanzioni che GIUSTAMENTE ci affibbiano.

Non vedo proprio perché per le leccate al culo al Vaticano da parte del governo debba essere il cittadino normale alla fine a pagare le sanzioni che GIUSTAMENTE ci affibbiano.