- Scritto da:
> - Scritto da: Rin Kobayashi
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> > - Scritto da:
> > > > > > un essere umano è in grado di pensare
> > > > >
> > > > > Questo assioma da dove proviene?
> > > >
> > > > Più o meno qualche migliaio di anni fa
> quando
> > i
> > > > filosofi di tutto il mondo greco
> > incominciarono
> > > a
> > > > porsi le prime domande sull'essere umano e
> si
> > > > trovarono d'accordo su questo punto fermo.
> > >
> > > Evidentemente deve trattarsi di un punto
> mobile,
> > > o altri filosofi non si sarebbero trovati
> > > d'accordo sulla posizione
> > > opposta.
> >
> > Tipo quali? Quelli cattobigotti convinti che il
> > loro fantasmino abbia dato un anima ad ogni
> grumo
> > di cellule pur senza un cervello? Quelli che
> > vogliono estendere il "diritto" (ma in realtà
> nel
> > loro modo di vedere le cose è un obbligo) alla
> > vita anche a corpi tenuti in vita
> artificialmente
> > da delle macchine per anni pur con il cervello
> > morto da un
> > pezzo?
> >
> > Non c'è alcuna differenza sotto questo punto di
> > vista fra un corpo alimentato artificialmente e
> > con il cervello morto e un embrione (l'unica
> > differenza è che almeno, nel secondo caso, un
> > cervello c'è stato), in entrambi i casi si
> tratta
> > di oggetti biologici e basta. Ma spiegaci
> allora,
> > se un embrione ha tutto questo diritto a vivere
> > da giustificare una violenza fisica e
> > psicologica su un essere umano senziente
> > (cosa che continui a fingere di ignorare, ma le
> > conseguenze del tuo sragionamento sono proprio
> > esattamente queste), come mai lo stesso diritto
> > ad essere alimentato artificialmente _in eterno_
> > non spetta anche ai corpi di persone morte per
> > morte celebrale (non sto parlando di coma, sto
> > parlando di morte
> > celebrale)?
> >
> > Come mai questo grumo di cellule senza cervello
> > dovrebbe avere dei diritti mentre il corpo vivo
> > di un essere umano morto
> > no?
>
> Lembrione non è una creatura diversa dal
> futuro neonato: esso è la medesima creatura
> in una fase di sviluppo precedente. Non esiste
> alcun evento biologico specifico, né soluzione di
> continuità, che trasformi lembrione in un
> bambino. Lembrione si sviluppa gradualmente in
> bambino perché si tratta del medesimo soggetto
> in
> evoluzione.
Cazzate fideistiche tipiche degli imbecilli che credono in sciocchezze superstiziose. L'embrione diventa un bambino nell'istante in cui il primo segnale bioelettrico incomincia ad attraversare i suoi neuroni. Prima è solo un miscuglio biologico senza nessuna importanza se non la probabilità di generare futura vita pensante. Un grumo di cellule di proprietà esclusiva della donna che le ha generate.
Tua madre succhia cazzi all'inferno
Ad
http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
- Scritto da:
> L'idea che l'individuo inizi dal concepimento non
> sarà certo un'invenzione cattolica.
Inizia da quando non si sapeva cos'era un cervello e qual'è il suo ruolo all'interno del corpo.
Per millenni l'uomo è stato convinto che il cervello fosse solo un "radiatore" del corpo, con l'unico scopo di raffreddare il sangue.
Poi si è scoperto che è proprio il cervello che ci permette di pensare, che è proprio il cervello che ci da l'autocoscienza, che è proprio il cervello che ci permette di capire le cose, di avere sentimenti e sensazioni, di avere ricordi e provare dolore (fisico e non). Prima di questo semplicemente non si sapeva da dove tutte queste cose, che ci compongono in quanto ESSERI UMANI (ma anche animali) e si riteneva, in modo conservativo, di ritenere che tutte queste cose avessero inizio al momento del concepimento. Oggi però sappiamo che al momento del concepimento il cervello, ovvero l'unico responsabile di tutto questo, ancora non esiste, sappiamo che non esiste per diverse settimane e sappiamo che viene "costruito" in modo graduale con il tempo ma solo dopo qualche mese incominciano a girare i primi segnali biochimici ed elettrici nelle cellule nervose.
Queste cose erano IGNORATE all'epoca.
Non si conosce ancora la natura di queste queste cose, ma oggi, al contrario di ieri, si sa che senza cervello tutto questo non è possibile, ergo il cervello è una parte _fondamentale_ dell'uomo, senza la quale non esiste l'uomo (né l'animale se è per questo).
Se ritieni che un grumo di cellule debba avere dei diritti allora dovresti sostenere a maggior ragione tali diritti per i microbi, le piante, i virus e qualsiasi altra cosa viva che ti circondi e di cui ti cibi, uccidendole, e non potresti in alcun modo farne a meno perché la vita si ciba di vita.
Seppur sia d'accordo che se c'è una scelta possibile essa debba essere di tipo conservativo là dove c'è dubbio e dove si può preservare la vita anziché distruggerla (inclusa quella vegetale o persino non biologica là dove un giorno dovesse presentarsi) non posso essere d'accordo con nessuna legge che imponga queste scelte dall'alto, soprattutto se tale scelta comporta la sofferenza di forme di vita di più alto livello (e una donna è certamente una forma di vita di più alto livello di qualsiasi embrione/grumo di cellule, incluso il bambino stesso che sarà il risultato finale di quel grumo di cellule).
Tu tendi a dimenticare questo secondo aspetto in favore di una visione fondamentalista e ideologica della vita e come tutte le visioni fondamentaliste ed ideologiche puoi star sicuro che non porterà a NULLA di buono ma solo ad inutile sofferenza evitabilissima e ingiustizie di ogni tipo, indipendentemente dalle intenzioni.
> Le radici del
> cristianesimo vengono dai neoplatonici, dagli
> gnostici, dagli ebrei, da Platone, Aristotele,
> dagli egiziani... l'idea sarà nata in qualche
> punto da qualche parte, quella cristiana
> dell'anima è una versione fra
> tante.
È una visione, come ho spiegato sopra, basata sull'ignoranza. La stessa ignoranza che portava gli antichi a venerare il Sole, i greci a venerare gli dei, o i cristiani a venerare un fantasma. Quando non sai spiegarti un fenomeno la persona intelligente cerca una risposta nel mondo fisico, la persona ignorante e stupida si inventa i fantasmi onnipotenti.
> Io difendo il diritto, non l'obbligo.
Il diritto esiste solo quando hai a che fare con esseri pensanti, dotati di un cervello. Una penna non ha nessun diritto, il telefono nemmeno, un sasso nemmeno, un grumo di cellule nemmeno. Tu stai difendendo una posizione del tutto ideologica, basata sul nulla più totale e su zero argomenti concreti. Una posizione ideologica che fra l'altro non può avere altro sbocco che obblighi ingiusti e vergognosi, nonostante forse questa non sia la tua intenzione.
> Se il
> titolare del corpo quand'era in vita ha disposto
> di essere mantenuto in vita indefinitamente, > è un suo diritto.
Non quando questo avviene a spese di altri, e un corpo mantenuto in vita indefinitivamente è una spesa ingente per tutti, oltre che essere del tutto inutile.
> Ma mi rendo conto benissimo di qual è il male
> minore, tra l'eliminazione senza sofferenza di un
> essere umano non senziente, alle prime fasi, e le
> sofferenze di un essere umano formato e pensante.
Non dimenticare anche il bene del bambino stesso (questo sì, con un cervello) che ne sarà il risultato (ma che al momento non esiste). Tu mi pare stia dando per scontato che la vita sia un valore in sé, di cui tale bambino dovrebbe essere grato. Potrebbe stupirti sapere che per molti non è affatto così.
Comunque bene. Me allora, se te ne rendi conto, dovresti anche facilmente capire che l'unico modo per mantenere queste priorità è proprio quello odierno, in cui al diretto interessato viene data facoltà di scelta, almeno fintanto che l'embrione non sviluppa un cervello funzionante (da quel momento in poì è un essere umano a tutti gli effetti, prima no).
> Quello che non voglio è che si diffonda una
> "cultura" che prende sottogamba un problema di
> coscienza o nega che ve ne sia uno, o che
> problemi del genere abbiano importanza.
Infatti non ha la benché minima importanza. Quelle cellule finché non avranno un sistema nervoso proprio sono _PARTE_ della donna, per tanto dal donna ha pieno diritto di scelta.
Quando quelle cellule avranno un sistema nervoso proprio allora saranno *un'altra persona*, ma fintanto questo non accade quelle cellule sono parte del corpo della donna.
> La mentalità delle amiche citate da Serena.
Ognuno ragiona con la sua testa, evidentemente per loro quelle _loro_ cellule non sono importanti, e se ne sbarazzano. Come è giusto che sia in una società liberale.
> La mentalità riduttiva per cui "in Francia la
> pillola del giorno dopo viene distribuita
> gratuitamente nelle scuole" a cura dello
> stato.
Un'altra cosa assolutamente giusta e corretta.
> E chi dice di no?
Vedi ciò che ho detto sopra.
> L'idea che l'individuo inizi dal concepimento non
> sarà certo un'invenzione cattolica.
Inizia da quando non si sapeva cos'era un cervello e qual'è il suo ruolo all'interno del corpo.
Per millenni l'uomo è stato convinto che il cervello fosse solo un "radiatore" del corpo, con l'unico scopo di raffreddare il sangue.
Poi si è scoperto che è proprio il cervello che ci permette di pensare, che è proprio il cervello che ci da l'autocoscienza, che è proprio il cervello che ci permette di capire le cose, di avere sentimenti e sensazioni, di avere ricordi e provare dolore (fisico e non). Prima di questo semplicemente non si sapeva da dove tutte queste cose, che ci compongono in quanto ESSERI UMANI (ma anche animali) e si riteneva, in modo conservativo, di ritenere che tutte queste cose avessero inizio al momento del concepimento. Oggi però sappiamo che al momento del concepimento il cervello, ovvero l'unico responsabile di tutto questo, ancora non esiste, sappiamo che non esiste per diverse settimane e sappiamo che viene "costruito" in modo graduale con il tempo ma solo dopo qualche mese incominciano a girare i primi segnali biochimici ed elettrici nelle cellule nervose.
Queste cose erano IGNORATE all'epoca.
Non si conosce ancora la natura di queste queste cose, ma oggi, al contrario di ieri, si sa che senza cervello tutto questo non è possibile, ergo il cervello è una parte _fondamentale_ dell'uomo, senza la quale non esiste l'uomo (né l'animale se è per questo).
Se ritieni che un grumo di cellule debba avere dei diritti allora dovresti sostenere a maggior ragione tali diritti per i microbi, le piante, i virus e qualsiasi altra cosa viva che ti circondi e di cui ti cibi, uccidendole, e non potresti in alcun modo farne a meno perché la vita si ciba di vita.
Seppur sia d'accordo che se c'è una scelta possibile essa debba essere di tipo conservativo là dove c'è dubbio e dove si può preservare la vita anziché distruggerla (inclusa quella vegetale o persino non biologica là dove un giorno dovesse presentarsi) non posso essere d'accordo con nessuna legge che imponga queste scelte dall'alto, soprattutto se tale scelta comporta la sofferenza di forme di vita di più alto livello (e una donna è certamente una forma di vita di più alto livello di qualsiasi embrione/grumo di cellule, incluso il bambino stesso che sarà il risultato finale di quel grumo di cellule).
Tu tendi a dimenticare questo secondo aspetto in favore di una visione fondamentalista e ideologica della vita e come tutte le visioni fondamentaliste ed ideologiche puoi star sicuro che non porterà a NULLA di buono ma solo ad inutile sofferenza evitabilissima e ingiustizie di ogni tipo, indipendentemente dalle intenzioni.
> Le radici del
> cristianesimo vengono dai neoplatonici, dagli
> gnostici, dagli ebrei, da Platone, Aristotele,
> dagli egiziani... l'idea sarà nata in qualche
> punto da qualche parte, quella cristiana
> dell'anima è una versione fra
> tante.
È una visione, come ho spiegato sopra, basata sull'ignoranza. La stessa ignoranza che portava gli antichi a venerare il Sole, i greci a venerare gli dei, o i cristiani a venerare un fantasma. Quando non sai spiegarti un fenomeno la persona intelligente cerca una risposta nel mondo fisico, la persona ignorante e stupida si inventa i fantasmi onnipotenti.
> Io difendo il diritto, non l'obbligo.
Il diritto esiste solo quando hai a che fare con esseri pensanti, dotati di un cervello. Una penna non ha nessun diritto, il telefono nemmeno, un sasso nemmeno, un grumo di cellule nemmeno. Tu stai difendendo una posizione del tutto ideologica, basata sul nulla più totale e su zero argomenti concreti. Una posizione ideologica che fra l'altro non può avere altro sbocco che obblighi ingiusti e vergognosi, nonostante forse questa non sia la tua intenzione.
> Se il
> titolare del corpo quand'era in vita ha disposto
> di essere mantenuto in vita indefinitamente, > è un suo diritto.
Non quando questo avviene a spese di altri, e un corpo mantenuto in vita indefinitivamente è una spesa ingente per tutti, oltre che essere del tutto inutile.
> Ma mi rendo conto benissimo di qual è il male
> minore, tra l'eliminazione senza sofferenza di un
> essere umano non senziente, alle prime fasi, e le
> sofferenze di un essere umano formato e pensante.
Non dimenticare anche il bene del bambino stesso (questo sì, con un cervello) che ne sarà il risultato (ma che al momento non esiste). Tu mi pare stia dando per scontato che la vita sia un valore in sé, di cui tale bambino dovrebbe essere grato. Potrebbe stupirti sapere che per molti non è affatto così.
Comunque bene. Me allora, se te ne rendi conto, dovresti anche facilmente capire che l'unico modo per mantenere queste priorità è proprio quello odierno, in cui al diretto interessato viene data facoltà di scelta, almeno fintanto che l'embrione non sviluppa un cervello funzionante (da quel momento in poì è un essere umano a tutti gli effetti, prima no).
> Quello che non voglio è che si diffonda una
> "cultura" che prende sottogamba un problema di
> coscienza o nega che ve ne sia uno, o che
> problemi del genere abbiano importanza.
Infatti non ha la benché minima importanza. Quelle cellule finché non avranno un sistema nervoso proprio sono _PARTE_ della donna, per tanto dal donna ha pieno diritto di scelta.
Quando quelle cellule avranno un sistema nervoso proprio allora saranno *un'altra persona*, ma fintanto questo non accade quelle cellule sono parte del corpo della donna.
> La mentalità delle amiche citate da Serena.
Ognuno ragiona con la sua testa, evidentemente per loro quelle _loro_ cellule non sono importanti, e se ne sbarazzano. Come è giusto che sia in una società liberale.
> La mentalità riduttiva per cui "in Francia la
> pillola del giorno dopo viene distribuita
> gratuitamente nelle scuole" a cura dello
> stato.
Un'altra cosa assolutamente giusta e corretta.
> E chi dice di no?

Vedi ciò che ho detto sopra.
- Scritto da:
> > > > un essere umano è in grado di pensare
> > >
> > > Questo assioma da dove proviene?
> >
> > Più o meno qualche migliaio di anni fa quando i
> > filosofi di tutto il mondo greco incominciarono
> a
> > porsi le prime domande sull'essere umano e si
> > trovarono d'accordo su questo punto fermo.
>
> Evidentemente deve trattarsi di un punto mobile,
> o altri filosofi non si sarebbero trovati
> d'accordo sulla posizione
> opposta.
Tipo quali? Quelli cattobigotti convinti che il loro fantasmino abbia dato un anima ad ogni grumo di cellule pur senza un cervello? Quelli che vogliono estendere il "diritto" (ma in realtà nel loro modo di vedere le cose è un obbligo) alla vita anche a corpi tenuti in vita artificialmente da delle macchine per anni pur con il cervello morto da un pezzo?
Non c'è alcuna differenza sotto questo punto di vista fra un corpo alimentato artificialmente e con il cervello morto e un embrione (l'unica differenza è che almeno, nel secondo caso, un cervello c'è stato), in entrambi i casi si tratta di oggetti biologici e basta. Ma spiegaci allora, se un embrione ha tutto questo diritto a vivere da giustificare una violenza fisica e psicologica su un essere umano senziente (cosa che continui a fingere di ignorare, ma le conseguenze del tuo sragionamento sono proprio esattamente queste), come mai lo stesso diritto ad essere alimentato artificialmente _in eterno_ non spetta anche ai corpi di persone morte per morte celebrale (non sto parlando di coma, sto parlando di morte celebrale)?
Come mai questo grumo di cellule senza cervello dovrebbe avere dei diritti mentre il corpo vivo di un essere umano morto no?
- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
>
> > > > > Non dovrei prima ricevere l'OK...
> > > >
> > > > No.
> > >
> > > OK
... Motivazioni
?> >
> > Che io sappia non serve nessun permesso, il mio
> > no di certo, chiedi a chi hosta lo
> > script.
>
> Lo script lo hosto io
... Pero' mi pare che tu> sia stato uno dei maggiori collaboratori dello
> script (Assieme ad Achille, no ?), e prima di
> buttaci dentro rumenta vorrei avere la vostra
> benedizione.
Passato remoto. Chiedi ad Achille.

Il ministro Brunetta lancia una proposta: una legge che 'obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni'.



Alla fine è successo e si è bevuto il cervello.
- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
>
> > > Non dovrei prima ricevere l'OK...
> >
> > No.
>
> OK
... Motivazioni
?Che io sappia non serve nessun permesso, il mio no di certo, chiedi a chi hosta lo script.
- Scritto da: Giambo
> http://www.krebsonsecurity.com/2010/01/would-you-h
Cacchio ci sarei cascato in pieno
Spero che non ce ne siano molti in giro così
P.S.: Tutto questo si potrebbe evitare tranquillamente con le smart-card a firma elettronica... purtroppo hanno ancora un costo non indifferente (una decina di euro) ma se le banche non si svegliano presto ci troveremo con gli account svaligiati.
-----------------------------------------------------------
Modificato dall' autore il 17 gennaio 2010 13.21
-----------------------------------------------------------
> http://www.krebsonsecurity.com/2010/01/would-you-h

Cacchio ci sarei cascato in pieno

Spero che non ce ne siano molti in giro così

P.S.: Tutto questo si potrebbe evitare tranquillamente con le smart-card a firma elettronica... purtroppo hanno ancora un costo non indifferente (una decina di euro) ma se le banche non si svegliano presto ci troveremo con gli account svaligiati.

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Modificato dall' autore il 17 gennaio 2010 13.21
-----------------------------------------------------------
- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
>
> > > >

> > >
> > > Beh, pensavo che qualcuno si potesse offendere
> > > (Ex, Godai, Wakko), ma sono contento che non
> sia
> > > successo

> > > !
> >
> > Perché mi hai elencato dopo quei due?

>
> Beh, la battuta sul viagra di ex non era gentile,
> e pure il tuo "muro di parole" poteva magari
> irritarti un pochino, no

> ?
Non quanto mettermi in una lista contenente anche quei due... soprattutto il secondo...
- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da: mifanico
>
> > > http://fakeconvos.com/c/209

> >
> >

>
> Beh, pensavo che qualcuno si potesse offendere
> (Ex, Godai, Wakko), ma sono contento che non sia
> successo

> !
Perché mi hai elencato dopo quei due?
- Scritto da:
> > un essere umano è in grado di pensare
>
> Questo assioma da dove proviene?
Più o meno qualche migliaio di anni fa quando i filosofi di tutto il mondo greco incominciarono a porsi le prime domande sull'essere umano e si trovarono d'accordo su questo punto fermo.
Ma non serve andare così indietro, basta spostarsi di un 500 anni e ricordare Déscardes:
http://en.wikipedia.org/wiki/Cogito_ergo_sum 
http://en.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Descartes 
Ma neanche, se chiedi la differenza fra un essere umano e un sasso a chiunque è probabile che "io penso, il sasso no" sia una delle risposte più frequenti.
Chiaro, liberissimo di credere che "pensare" non sia una discriminante per essere considerati umani e che un qualsiasi miscuglio di carbonio nelle giuste dosi possa essere chiamato "fratello".
> > un essere umano è in grado di pensare
>
> Questo assioma da dove proviene?
Più o meno qualche migliaio di anni fa quando i filosofi di tutto il mondo greco incominciarono a porsi le prime domande sull'essere umano e si trovarono d'accordo su questo punto fermo.
Ma non serve andare così indietro, basta spostarsi di un 500 anni e ricordare Déscardes:


Ma neanche, se chiedi la differenza fra un essere umano e un sasso a chiunque è probabile che "io penso, il sasso no" sia una delle risposte più frequenti.
Chiaro, liberissimo di credere che "pensare" non sia una discriminante per essere considerati umani e che un qualsiasi miscuglio di carbonio nelle giuste dosi possa essere chiamato "fratello".
- Scritto da:
> Quante cose mi fai dire. Io ho solo criticato la
> definizione che hai dato, e un certo modo
> dogmatico di intendere le definizioni che non
> invidia nulla ai cattolici.
>

Non c'è assolutamente nulla di dogmatico nella mia definzione, è basata su un fatto molto semplice: un essere umano è in grado di pensare (normalmente, anche se non sempre, in modo più approfondito di qualsiasi altro animale).
Questo è un fatto, che ti piaccia o no.
L'altro fatto è che il grumo di cellule che tu insisti a definire "essere umano" non è in grado di pensare, ergo non è una persona, ergo non è nemmeno un animale, ergo è un oggetto né c'è alcun bisogno di trattarlo in modo diverso da un oggetto qualsiasi (visto che non è in grado di formulare neppure il più semplice dei pensieri, esattamente come un sasso).
- Scritto da:
> l'art 4 parla anche di motivazioni sociali o
> familiari nonchè di motivi di salute psichica
> cosa che può voelr dire qualsiasi
> cosa
Ed è un bene che sia così. I cattobigotti hanno questa capacità innata del cercare di mettere per iscritto vie di fuga dalla loro stessa morale e superstizione pur senza rifiutare apertamente la stessa morale e superstizione (forse perché hanno paura che il fantasmino o i loro compagni li giudichino).
Come dicevo: cattolici ⊂ ipocriti (l'insieme dei cattolici è incluso in quello degli ipocriti). È una condizione necessaria (ma non sufficiente) per la loro stessa esistenza. L'unica eccezione sono i cattolici fondamentalisti che trovano assolutamente corretta la loro posizione di schiavitù e sono completamente succubi dalle loro fantasie, ma che comunque sono una minoranza esigua.
> se una psichiatra compiacente donna afferma che
> avere un figlio quando non lo si voleva potrebbe
> attaccare la salute mentale di una donna e lo
> certifica non c'è scampo per il
> bambino
Di quale bambino parli? Non c'è nessun bambino durante il periodo in cui l'aborto è possibile.
Per contro dover subire una gravidanza non voluta _è_ a tutti gli effetti una violenza, sia mentale che fisica, paragonabile solo allo stupro.
> e poi si sa che più del 90 % degli aborti non
> sono terapeutici basta guardarsi
> intorno
Infatti una legge non catto-bigotta avrebbe messo l'autodeterminazione della donna (ovvero dell'unico essere umano senziente in quel momento interessato del fatto) al centro della legge stessa e non i motivi di salute che sono, evidentemente, un arrampicarsi sugli specchi pur ottenendo lo stesso risultato. Ma questa è la legge così com'è oggi.
> l'art 4 parla anche di motivazioni sociali o
> familiari nonchè di motivi di salute psichica
> cosa che può voelr dire qualsiasi
> cosa
Ed è un bene che sia così. I cattobigotti hanno questa capacità innata del cercare di mettere per iscritto vie di fuga dalla loro stessa morale e superstizione pur senza rifiutare apertamente la stessa morale e superstizione (forse perché hanno paura che il fantasmino o i loro compagni li giudichino).
Come dicevo: cattolici ⊂ ipocriti (l'insieme dei cattolici è incluso in quello degli ipocriti). È una condizione necessaria (ma non sufficiente) per la loro stessa esistenza. L'unica eccezione sono i cattolici fondamentalisti che trovano assolutamente corretta la loro posizione di schiavitù e sono completamente succubi dalle loro fantasie, ma che comunque sono una minoranza esigua.
> se una psichiatra compiacente donna afferma che
> avere un figlio quando non lo si voleva potrebbe
> attaccare la salute mentale di una donna e lo
> certifica non c'è scampo per il
> bambino
Di quale bambino parli? Non c'è nessun bambino durante il periodo in cui l'aborto è possibile.
Per contro dover subire una gravidanza non voluta _è_ a tutti gli effetti una violenza, sia mentale che fisica, paragonabile solo allo stupro.
> e poi si sa che più del 90 % degli aborti non
> sono terapeutici basta guardarsi
> intorno
Infatti una legge non catto-bigotta avrebbe messo l'autodeterminazione della donna (ovvero dell'unico essere umano senziente in quel momento interessato del fatto) al centro della legge stessa e non i motivi di salute che sono, evidentemente, un arrampicarsi sugli specchi pur ottenendo lo stesso risultato. Ma questa è la legge così com'è oggi.
- Scritto da:
> > > > > Un essere umano, _per definzione_
> > > >
> > > > Mi fermo qui.
> > >
> > > L'avevo notato.
> >
> > Allora proseguo.

>
> Speravo che il punto in cui mi sono fermato
> indicasse chiaramente la mia
> obiezione.
>
> Le definizioni non sono ipostasi. Sono formulate
> cercando di accordarsi ai fatti, o a ciò che si
> vuole dimostrare, o a un misto di entrambe le
> cose.
>
> La definizione di essere umano, in questo
> contesto, è prevalentemente ideologica pù che
> scientifica, e quella che hai citato contiene in
> sé l'ideologia che vuol
> dimostrare.
>
> Attaccarsi alle definizioni denota voglia di
> tagliar
> corto.
>
> Anche chiamare lo zigote "grumo di cellule"
> contiene la conclusione a cui si vuole arrivare.
> Lo zigote sarà sì un gruppo di cellule, ma non
> come un semplice pezzetto di carne staccatosi da
> un graffio: perché è dotato di un programma di
> sviluppo che, in un ambiente idoneo e in assenza
> di complicazioni, ne farà un essere umano
> completo. Interrompere questo sviluppo
> sopprimendo lo zigote o privandolo dell'ambiente
> ad esso idoneo equivale a privare il futuro
> essere umano della
> vita.
La definzione che ho usata si basa sui fatti e su delle considerazioni BANALISSIME che non è nemmeno necessario spiegare (come ad esempio che un essere vivente senza sistema nervoso centrale NON può pensare [caratteristica, quella di pensare, tipica di qualsiasi animale] o che NON può provare alcun genere di dolore [altra caratteristica tipica di qualsiasi animale]) ma che evidentemente, per motivazioni ideologiche, fai finta che non esistano.
Tu ti sei convinto che la vita di un grumo di cellule (perché _è_ questo di cui si sta parlando) debba avere per qualche ragione una qualche importanza, ma non solo, tu sei addirittura convinto che questo grumo di cellule assolutamente incapaci di qualsiasi forma di pensiero e a cui persino in questo un qualsiasi criceto darebbe 10 a 0, abbia una rilevanza tale da *COSTRINGERE* un essere umano SENZIENTE e perfettamente in grado di pensare, provare dolore, umiliazione, ecc. a vivere un'esperienza per lei orrenda che le causerà tutto questo... ma non solo, per il bene di questo grumo di cellule tu vuoi condannare anche il suo futuro sviluppo (l'essere umano risultante) allo stesso genere di umiliazione e dolore per tutta la durata della sua vita.
Fra le due quindi mi sembra che sia la TUA la posizione ideologica oltre ad essere la TUA la posizione più dannosa. Io mi limito ad analizzare i fatti per come sono e trarre le conseguenze e i fatti sono che il grumo di cellule di cui parli non è in alcun modo diverso da un qualsiasi altro grumo di cellule e l'unica cosa che lo distingue da esse è un suo possibile futuro... ma il futuro è, ancora per definizione (sarà ideologica anche questa?), un qualcosa che non è ancora avvenuto e quindi di per sé irrilevante poiché inesistente nel presente. Se proprio vuoi tenere in considerazione il futuro allora pensa a quello sia della madre che del bambino e dimenticati il presente di un inutile grumo di cellule senzienti tanto quanto possa esserlo un gatto morto... vedrai che anche tenendo in considerazione questo futuro il permettere la pratica dell'aborto è ancora la soluzione più sensata.
- Scritto da:
> >
> http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2461394&m_

> >
> > Se io, donna incinta, sono in cura psichiatrica
> e
> > voglio abortire potrei anche pensare di non
> > volerlo far sapere a nessuno e presentarmi dal
> > medico dicendo semplicemente "vorrei abortire
> > (perchè sono stracazzi miei --> è sottointeso)".
>
> > La risposta che la donna DEVE ottenere da una
> > struttura pubblica italiana DEVE essere
> > "Prego si accomodi", e non quella che otterrebbe
> > entrando nel confessionale di un pretazzo
> > curioso.
>
> Paradossalmente sono d'accordo pure su questo,
> non spetta allo stato contestare le motivazioni.
> Però nella struttura pubblica a cui si rivolge
> dovrebbero farle presente che, nel caso in cui la
> scelta dipendesse da motivazioni economiche o dal
> timore di perdere la faccia di fronte al
> paesello, lo stato le mette a disposizione delle
> agevolazioni per ripensarci. Ovviamente lo stato
> dovrebbe predisporre effettivamente questo
> sostegno, e mi sa che non lo fa per la pressione
> cattolica.
>
Le alternative all'aborto ci sono. Viene persino garantita l'anonimità dei genitori se proprio essi lo vogliono.
Tuttavia questa scelta ha delle conseguenze chiare e serie nella vita del futuro bambino (quando esso esisterà, ovvero non al momento in cui l'aborto è possibile) e non possono non essere tenute in considerazione.
Quel bambino sarà affidato ad un istituto. Non avrà mai nessuno che potrà chiamare "mamma" o "papà". Saprà per tutta la sua vita che è stato "buttato via" ma non saprà mai il perché. Non potrà mai sapere quali sono i suoi veri genitori. Ben che gli vada sarà assegnato ad una casa-famiglia, difficilmente sarà adottato (viste le regole ridicolmente restrittive, soprattutto in Italia che tendono a mantenere i bambini negli orfanotrofi per questioni di convenienza)... in altre parole dovrà adattarsi a vivere la sua vita sin dall'infanzia senza dell'affetto vero, senza nessuno che lo consideri più che un numero o un problema da risolvere.
Anche nel caso il bambino sia tenuto dalla madre che voleva l'aborto sarà sempre un bambino "non voluto", un problema per tutti.
Questo fatto va tenuto in considerazione. Non si può condannare qualcuno a vivere un'esistenza miserevole, è meglio piuttosto evitare che questa esistenza abbia inizio (ovvero interromperla prima dello sviluppo del sistema nervoso centrale, prima dunque che esista) e gli obiettori dovrebbero seriamente riflettere su questo perché, con la loro "obiezione", è proprio questo che stanno facendo: stanno condannando un essere umano senziente a soffrire per tutta la sua esistenza quando potrebbero impedire qualsiasi sofferenza prima ancora che questo essere umano senziente esista... ma lasciamo perdere, ragionare con i catto-bigotti è impossibile, la "ragione" non è qualcosa che comprendono.
Per queste ragioni la scelta non deve essere né dello Stato né dell'ospedale né del medico, ma dell'unica persona interessata in quel momento: la donna (ed eventualmente il marito, ma come opinione secondaria visto che il corpo è della donna e non il suo, eventualmente si può cercare di mediare fra i due nel tentativo che almeno uno dei due voglia farlo e si occupi del bambino).
Come ho già detto non mi piace l'idea dell'aborto come metodo contraccettivo, ma è l'unica alternativa ragionevole e fintanto che non c'è sistema nervoso centrale NON si sta parlando di "essere umano" ma solo di un *possibile/probabile/potenziale* essere umano. Tuttavia le scelte vanno fatte nel presente, in base a ciò che è e ciò che si ha di fronte... e in quel momento di fronte c'è solo una vita inferiore persino a quella di un qualsiasi animale (poiché anche il più semplice degli animali ha un sistema nervoso centrale). Io nel proibire l'aborto vedo solo un abuso (nei confronti della donna), una potenziale situazione di grave rischio (aborti clandestini, ecc), e conseguenze nefaste per il futuro del bambino.
A questo proposito vediti il film "Le regole della casa del sidro"
che è molto interessante e tratta proprio le posizioni pro-aborto/no-aborto
- Scritto da:
> > > Ma io sono persino disposto ad ammettere che
> > > quando una donna ha deciso di interrompere la
> > > gravidanza, ci abbia ragionato a sufficienza e
> > > non sia il caso di tempestarla di domande
> > > (vedendo come ragionano le donne di questo
> forum
> > > però mi tornano i dubbi). Quello che rifiuto è
> > il
> > > riduzionismo "laicista" per cui lo zigote /
> > > l'embrione non è un essere umano, del quale
> > molte
> > > persone, dotate in altri ambiti di una
> notevole
> > > logica, non riescono a vedere la natura
> > > dogmatica.
> >
> > Un essere umano, _per definzione_
>
> Mi fermo qui.
L'avevo notato.
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
- Scritto da:
> Ma io sono persino disposto ad ammettere che
> quando una donna ha deciso di interrompere la
> gravidanza, ci abbia ragionato a sufficienza e
> non sia il caso di tempestarla di domande
> (vedendo come ragionano le donne di questo forum
> però mi tornano i dubbi). Quello che rifiuto è il
> riduzionismo "laicista" per cui lo zigote /
> l'embrione non è un essere umano, del quale molte
> persone, dotate in altri ambiti di una notevole
> logica, non riescono a vedere la natura
> dogmatica.
Un essere umano, _per definzione_ è un essere vivente DOTATO di un particolare sistema nervoso centrale che lo contraddistingue dal resto degli animali.
Il sistema nervoso centrale non inizia a svilupparsi se non dopo diverso tempo e non diventa attivo se non dopo diversi mesi.
Dunque, fintanto che tale sistema nervoso centrale NON ESISTE o NON È ATTIVO (ed è attivo anche quando uno è in coma [coma != morte celebrale]), non si può in NESSUN MODO parlare di "essere umano".
La posizione dogmatica, come vedi, non c'entra nulla. È una mera constatazione dei fatti.
Niente sistema nervoso centrale funzionante -> niente essere umano.
L'aborto è permesso solo nel periodo della vita dell'embrione in cui tale sistema nervoso centrale non esiste oppure non è attivo.
Dogmatico invece è ritenere un grumo di cellule un "essere umano" solo perché condivide con noi il suo DNA. Stranamente un pezzo di pelle non viene ritenuto un "essere umano", eppure anche quello condivide con noi il suo DNA.
- Scritto da:
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> - Scritto da:
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> http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2461394&m_
> >
> > Se io, donna incinta, sono in cura psichiatrica
> e
> > voglio abortire potrei anche pensare di non
> > volerlo far sapere a nessuno e presentarmi dal
> > medico dicendo semplicemente "vorrei abortire
> > (perchè sono stracazzi miei --> è sottointeso)".
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> > La risposta che la donna DEVE ottenere da una
> > struttura pubblica italiana DEVE essere
> > "Prego si accomodi", e non quella che otterrebbe
> > entrando nel confessionale di un pretazzo
> > curioso.
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> beh se c'è la legge che dice diversamente, no, e
> kotaro è stato piuttosto
> chiaro.
La legge stabilisce il diritto di una donna, in determinate circostanze, di scegliere di abortire. Come qualsiasi altro diritto ha dei limiti (limiti di tempo, di ragioni, ecc) e vivendo in un paese catto-bigotto naturalmente tale diritto non deriva, come dovrebbe essere, dall'autodeterminazione di sé stessi, del proprio corpo e delle proprie cellule (in questo caso), ma da una specie di "concessione" discesa dall'alto dei cieli e giustificata da "problemi di salute" (evidentemente, nonostante la loro miopia, si sono comunque resi conto che proibirlo aveva conseguenze devastanti). Ciò non toglie che in entrambi i casi trattasi di un *diritto* (con i suoi eventuali limiti).
In quanto tale non può essere negato e le istituzioni dello Stato devono fare tutto ciò che è in loro potere per garantirlo.
Ora, succede che alcuni medici si dichiarano obiettori, in altre parole questi "fornitori di servizio" decidono che, di punto in bianco, non vogliono più servire un servizio per cui lo Stato li ha assunti. Di conseguenza quel particolare ospedale dove questi medici esercitano perde gradualmente il potere di soddisfare questo *diritto* e dunque mette l'ospedale e lo Stato di fronte a responsabilità penali rilevanti (oltre che mettere i pazienti nella posizione di non potersi avvalere di un loro diritto, cosa già grave in sé).
Pertanto è diritto dello Stato prendere questi medici e licenziarli, o far cambiare l'amministrazione agli ospedali che si rifiutano di concedere questo diritto.
In altre parole... finché l'esercizio del diritto all'aborto è consentito all'interno di un ospedale (*praticamente*, non solo teoricamente), non c'è nessun problema... ma quando i medici non-obiettori cominciano a scarseggiare è compito dell'ospedale e dello Stato ristabilire questo equilibrio e dotarsi di medici che non si facciano tante pippe mentali in proposito. Siccome nella realtà di ogni giorno, tornando all'esempio del negoziante, si sceglie il fornitore che a parità di prezzo ci fornisce materiale migliore, succede che arriverà un punto in cui l'ospedale, per mere ragioni economiche, non potrà più permettersi di pagare due medici solo perché uno di loro non vuole praticare l'aborto e dunque deciderà di licenziarlo in favore dell'altro medico.
In altre parole: hai diritto ad obiettare, ma noi abbiamo diritto di licenziarti nel caso questa tua "obiezione" diventi troppo onerosa per noi. Non mi sembra che siano poi concetti così difficili da capire.
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> http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2461394&m_

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> > Se io, donna incinta, sono in cura psichiatrica
> e
> > voglio abortire potrei anche pensare di non
> > volerlo far sapere a nessuno e presentarmi dal
> > medico dicendo semplicemente "vorrei abortire
> > (perchè sono stracazzi miei --> è sottointeso)".
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> > La risposta che la donna DEVE ottenere da una
> > struttura pubblica italiana DEVE essere
> > "Prego si accomodi", e non quella che otterrebbe
> > entrando nel confessionale di un pretazzo
> > curioso.
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> beh se c'è la legge che dice diversamente, no, e
> kotaro è stato piuttosto
> chiaro.
La legge stabilisce il diritto di una donna, in determinate circostanze, di scegliere di abortire. Come qualsiasi altro diritto ha dei limiti (limiti di tempo, di ragioni, ecc) e vivendo in un paese catto-bigotto naturalmente tale diritto non deriva, come dovrebbe essere, dall'autodeterminazione di sé stessi, del proprio corpo e delle proprie cellule (in questo caso), ma da una specie di "concessione" discesa dall'alto dei cieli e giustificata da "problemi di salute" (evidentemente, nonostante la loro miopia, si sono comunque resi conto che proibirlo aveva conseguenze devastanti). Ciò non toglie che in entrambi i casi trattasi di un *diritto* (con i suoi eventuali limiti).
In quanto tale non può essere negato e le istituzioni dello Stato devono fare tutto ciò che è in loro potere per garantirlo.
Ora, succede che alcuni medici si dichiarano obiettori, in altre parole questi "fornitori di servizio" decidono che, di punto in bianco, non vogliono più servire un servizio per cui lo Stato li ha assunti. Di conseguenza quel particolare ospedale dove questi medici esercitano perde gradualmente il potere di soddisfare questo *diritto* e dunque mette l'ospedale e lo Stato di fronte a responsabilità penali rilevanti (oltre che mettere i pazienti nella posizione di non potersi avvalere di un loro diritto, cosa già grave in sé).
Pertanto è diritto dello Stato prendere questi medici e licenziarli, o far cambiare l'amministrazione agli ospedali che si rifiutano di concedere questo diritto.
In altre parole... finché l'esercizio del diritto all'aborto è consentito all'interno di un ospedale (*praticamente*, non solo teoricamente), non c'è nessun problema... ma quando i medici non-obiettori cominciano a scarseggiare è compito dell'ospedale e dello Stato ristabilire questo equilibrio e dotarsi di medici che non si facciano tante pippe mentali in proposito. Siccome nella realtà di ogni giorno, tornando all'esempio del negoziante, si sceglie il fornitore che a parità di prezzo ci fornisce materiale migliore, succede che arriverà un punto in cui l'ospedale, per mere ragioni economiche, non potrà più permettersi di pagare due medici solo perché uno di loro non vuole praticare l'aborto e dunque deciderà di licenziarlo in favore dell'altro medico.
In altre parole: hai diritto ad obiettare, ma noi abbiamo diritto di licenziarti nel caso questa tua "obiezione" diventi troppo onerosa per noi. Non mi sembra che siano poi concetti così difficili da capire.
- Scritto da: Alessandrox
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Almeno poi sanno da dove escono i bambini...
