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il 2018-02-07 19:49:13.0 alle 2018-02-07 19:49:13.0
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**Modificato dall'autore il 07.02.2018 19:55**
La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.

Vaffanculo

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VAFFANCULOOOO‎
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il 2018-02-07 19:44:48.0 alle 2018-02-07 19:44:48.0
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'I'm polyamorous, why should I limit my love?'
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il 2018-02-07 19:32:55.0 alle 2018-02-07 19:32:55.0
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Re: Shank prakshalana
Scritto da:
> Scritto da: Sole
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Sole
> > > > Scritto da: avvelenato
> > > > > Della serie "proviamole tutte".
> > > > >
> > > > > Anche se a dirla tutta questa pratica l'ho già provata altre due volte, con discreto successo. Dopo averla fatta, la cacca diventa bella dura e la digestione migliora notevolmente.
> > > > >
> > > > > metto giusto un link ma se siete curiosi consiglio di cercarne altri, ci sono lievi variazioni qua e là
> > > > > https://www.macrolibrarsi.it/speciali/shank-praksh...
> > > > >
> > > > > Il concetto è di bersi litri di acqua calda isotonica (leggermente salata), in modo che scorra attraverso l'intestino e ne pulisca le pareti.
> > > > >
> > > > > A ogni bicchiere bisogna fare certi movimenti che stimolano la peristalsi.
> > > > > A un certo punto si sente il bisogno di evacuare come dannati. Si va in bagno, ci si libera e si continua. Bicchiere d'acqua calda, movimenti, evacuazione, e così via.
> > > > > Finché non esce solo acqua limpida. A questo punto la tradizione vorrebbe, per una pulizia totale, l'induzione del vomito per togliere i residui d'acqua rimasti in stomaco, ma è un passaggio che ho sempre saltato (faccio fatica a indurmi il vomito).
> > > > >
> > > > > Quindi bisognerebbe mangiarsi del riso stracotto con burro chiarificato e lenticchie, ed evitare cibi crudi e latticini per i restanti due giorni. Integrare con fermenti lattici e ta-dah, l'intestino torna come nuovo.
> > > > >
> > > > >
> > > > Dovrebbe farlo Gatto.
> > >
> > > Eeeh? Sorpresa
> > >
> > > Perché mai dovrei fare una porcheria simile?
> > Iscriviti a Yoga, almeno vedi un po' di tette.
>
> Dovrebbe essere nude yoda ma non potrei garantire delle mie reazioni.
Qualunque scusa vale per non far nulla eh?
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il 2018-02-07 16:16:58.0 alle 2018-02-07 16:16:58.0
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Re: sta per cominciare sanremo

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> Scritto da: Sole
> > Scritto da: ::1
> > > Scritto da: Nazi Heidi
> > > > Scritto da: ::1
> > > > > Scritto da: Nazi Heidi
> > > > > > Scritto da: ::1
> > > > > > > Chi lo guarda? Sorride
> > > > > >
> > > > > > C'è ancora qualcuno che guarda sanremo? Newbie, inesperto
> > > > >
> > > > > Che io sappia molta gente lo guarda. Sorride
> > > >
> > > > Perché? Newbie, inesperto
> > >
> > > Perché è intrattenimento.
> > Nella mia famiglia solo i nonni e le zitelle lo guardavano.
>
> Sanremo : musica = dorama : cinema Fantasma
Dorama!! ( Innamorato _ Innamorato)
Cinema!! ( Innamorato _ Innamorato) ( Innamorato _ Innamorato)
Musica!!! ( Innamorato _ Innamorato) ( Innamorato _ Innamorato) ( Innamorato _ Innamorato) ( Innamorato _ Innamorato) ( Innamorato _ Innamorato) ( Innamorato _ Innamorato) ( Innamorato _ Innamorato)
Sanremo = ( - _ -) Zzzzzzzzzzzzzzz
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il 2018-02-07 04:16:30.0 alle 2018-02-07 04:16:30.0
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Re: sta per cominciare sanremo
Scritto da: ::1
> Scritto da: Nazi Heidi
> > Scritto da: ::1
> > > Scritto da: Nazi Heidi
> > > > Scritto da: ::1
> > > > > Chi lo guarda? Sorride
> > > >
> > > > C'è ancora qualcuno che guarda sanremo? Newbie, inesperto
> > >
> > > Che io sappia molta gente lo guarda. Sorride
> >
> > Perché? Newbie, inesperto
>
> Perché è intrattenimento.
Nella mia famiglia solo i nonni e le zitelle lo guardavano.

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DAI CHE È VENERDÌ!!!

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Figa a nastroooo!‎
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il 2018-02-07 04:02:31.0 alle 2018-02-07 04:02:31.0
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Re: sta per cominciare sanremo
Mi hanno regalato solo la cassetta di San Remo 95. E nel 1995 Masini non c'era, fine.
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il 2018-02-07 03:58:51.0 alle 2018-02-07 03:58:51.0
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Re: Shank prakshalana
Scritto da:
> Scritto da: Sole
> > Scritto da: avvelenato
> > > Della serie "proviamole tutte".
> > >
> > > Anche se a dirla tutta questa pratica l'ho già provata altre due volte, con discreto successo. Dopo averla fatta, la cacca diventa bella dura e la digestione migliora notevolmente.
> > >
> > > metto giusto un link ma se siete curiosi consiglio di cercarne altri, ci sono lievi variazioni qua e là
> > > https://www.macrolibrarsi.it/speciali/shank-praksh...
> > >
> > > Il concetto è di bersi litri di acqua calda isotonica (leggermente salata), in modo che scorra attraverso l'intestino e ne pulisca le pareti.
> > >
> > > A ogni bicchiere bisogna fare certi movimenti che stimolano la peristalsi.
> > > A un certo punto si sente il bisogno di evacuare come dannati. Si va in bagno, ci si libera e si continua. Bicchiere d'acqua calda, movimenti, evacuazione, e così via.
> > > Finché non esce solo acqua limpida. A questo punto la tradizione vorrebbe, per una pulizia totale, l'induzione del vomito per togliere i residui d'acqua rimasti in stomaco, ma è un passaggio che ho sempre saltato (faccio fatica a indurmi il vomito).
> > >
> > > Quindi bisognerebbe mangiarsi del riso stracotto con burro chiarificato e lenticchie, ed evitare cibi crudi e latticini per i restanti due giorni. Integrare con fermenti lattici e ta-dah, l'intestino torna come nuovo.
> > >
> > >
> > Dovrebbe farlo Gatto.
>
> Eeeh? Sorpresa
>
> Perché mai dovrei fare una porcheria simile?
Iscriviti a Yoga, almeno vedi un po' di tette.

**Modificato dall'autore il 07.02.2018 03:59**
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il 2018-02-07 01:26:55.0 alle 2018-02-07 01:26:55.0
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Corpo- senza- l'anima (pane per i perseguitati dai haters invidiosi)
Corpo-senza-l’anima
C’era una vedova con un figlio che si chiamava Giuanin. A tredici anni voleva andarsene per il mondo a far fortuna. Gli disse sua madre: – Cosa vuoi andare a fare per il mondo? Non vedi che sei ancora piccolo? Quando sarai capace di buttar giù quel pino che è dietro casa nostra con un colpo di piede, allora partirai.
Da quel giorno, tutte le mattine, appena alzato, Giuanin prendeva la rincorsa e saltava a piè pari contro il tronco del pino. Il pino non si spostava e lui cadeva in terra lungo disteso. Si rialzava, si scrollava la terra di dosso, e si ritirava nel suo cantuccio.
Finalmente un bel mattino saltò contro l’albero con tutte le sue forze e l’albero s’inchinò, s’inchinò, le radici uscirono dalla terra e s’abbatté sradicato. Giuanin corse da sua madre, che venne a vedere, controllò ben bene, e disse: – Ora, figlio mio, tu puoi andare dove vuoi –. Giuanin la salutò e si mise in marcia.
Dopo giorni e giorni di cammino arrivò a una città. Il Re di quella città aveva un cavallo che si chiamava Rondello, che nessuno era capace di cavalcare. Tutti quelli che ci provavano, nel primo momento pareva che riuscissero, poi li buttava tutti giù. Giuanin stette un po’ lì a vedere, e s’accorse che il cavallo si metteva paura della sua ombra. Allora s’offerse lui, di domare Rondello. Gli andò vicino nella stalla, lo chiamò, lo carezzò, poi tutt’a un tratto gli saltò in sella e lo portò fuori tenendogli il muso contro il sole. Il cavallo non vedeva l’ombra e non si spaventava: Giuanin lo strinse coi ginocchi, tirò la briglia e partì al galoppo. Dopo un quarto d’ora era domato, ubbidiente come un agnellino; ma non si lasciava montare da nessun altro che da Giuanin.
Da quel giorno il Re prese Giuanin a suo servizio, e gli voleva tanto bene che gli altri servitori cominciarono a rodersi d’invidia. E si misero a pensare come potevano sbarazzarsi di lui.
Bisogna sapere che quel Re aveva una figlia, e che questa figlia anni prima era stata rapita dal Mago Corpo-senza-l’anima e nessuno ne sapeva più niente. I servitori andarono a dire al Re che Giuanin s’era vantato pubblicamente d’andarla a liberare. Il Re lo mandò a chiamare; Giuanin cascava dalle nuvole e gli disse che non ne sapeva niente. Ma il Re che al solo pensiero che si volesse scherzare su quell’argomento perdeva il lume degli occhi, gli disse: – O me la liberi, o ti faccio tagliare la testa!
Giuanin, visto che non c’era modo di fargli intendere ragione, si fece dare una spada arrugginita che tenevano appesa al muro, sellò Rondello e partì. Traversando un bosco, vide un leone che gli fece segno di fermarsi. Giuanin aveva un po’ paura del leone, ma gli rincresceva di fuggire, così scese di sella e gli domandò cosa voleva.
– Giuanin, – disse il leone, – vedi che siamo qui in quattro: io, un cane, un’aquila e una formica: abbiamo questo asino morto da spartirci; tu hai la spada, fai le parti e assegnane una a ciascuno! – Giuanin tagliò la testa dell’asino e la diede alla formica: – Tieni: questa ti servirà da tana e dentro troverai da mangiare finché vorrai –. Poi tagliò le zampe e le diede al cane: – Qui tu hai da rosicchiare finché vuoi! – Tagliò fuori le budella e le diede all’aquila: – Questo è cibo per te, e puoi anche portartelo in cima agli alberi dove ti poserai! – Tutto il resto lo diede al leone che era il più grosso dei quattro e gli spettava. Risalì a cavallo e stava già per ripartire quando si sentì chiamare. «Ahi, – pensò, – non avrò fatto le parti giuste!» Ma il leone gli disse: – Sei stato un buon giudice e ci hai servito bene. Cosa possiamo darti in segno di riconoscenza? Ecco una delle mie grinfie; quando te la metterai diventerai il leone più feroce che ci sia al mondo –. E il cane: – Ecco uno dei miei baffi, quando lo metterai sotto il naso diventerai il cane più veloce che si sia mai visto –. E l’aquila: – Ecco una penna delle mie ali; potrai diventare l’aquila più grande e forte che voli nel cielo –. E la formica: – E io, io ti do una delle mie gambine, e quando tu te la metterai diventerai una formichina, ma così piccina, così piccina che non si potrà vederla neanche con la lente.
Giuanin prese tutti i regali, disse grazie ai quattro animali, e partì. Alle virtù di quei regali non sapeva ancora se crederci o non crederci, perché poteva darsi che l’avessero preso in giro. Ma appena fu lontano dalla loro vista si fermò, e fece la prova. Diventò leone cane aquila formica e poi formica aquila cane leone e poi aquila formica leone cane e poi cane formica leone aquila e fu sicuro che funzionavano bene. Tutto contento riprese il cammino.
Finito un bosco c’era un lago e sul lago un castello. Era il castello del Mago Corpo-senza-l’anima. Giuanin si trasformò in aquila e volò fino al davanzale d’una finestra chiusa. Poi si trasformò in formica e penetrò nella stanza attraverso una fessura. Era una bella camera e sotto un baldacchino dormiva la figlia del Re. Giuanin, sempre formica, andò a passeggiarle su una guancia finché si svegliò. Allora Giuanin si tolse la zampina di formica e la figlia del Re si vide tutt’a un tratto un bel giovane vicino.
Non aver paura! – egli disse facendole cenno di tacere, – sono venuto a liberarti! Bisogna che ti fai dire dal Mago come si fa per ammazzarlo.
Quando il Mago tornò, Giuanin ridiventò formica. La figlia del Re accolse il Mago con mille moine, lo fece sedere ai suoi piedi, gli fece posare la testa sulle sue ginocchia. E prese a dirgli: – Mago mio caro, io so che tu sei un corpo senza l’anima e quindi non puoi morire. Ma ho sempre paura che si scopra dove hai l’anima e ti si riesca a uccidere, così sto in pena.
Allora il Mago le rispose: – A te posso dirlo, tanto tu stai chiusa qui dentro e non mi puoi tradire. Per uccidermi ci vorrebbe un leone tanto forte da ammazzare il leone nero che è nel bosco; ucciso il leone, dalla sua pancia uscirà un cane nero così veloce che per raggiungerlo ci vorrebbe il cane più veloce del mondo. Ucciso il cane nero dal suo ventre uscirà un’aquila nera che non so quale aquila oserebbe sfidarla. Ma se anche l’aquila nera fosse uccisa, bisognerebbe portarle via dal ventre un uovo nero, e questo uovo rompermelo sulla fronte, perché la mia anima voli via e io resti morto. Ti pare facile? Ti pare il caso di stare in pena?
Giuanin con le sue orecchiuzze da formichina, stava a sentire tutto, e coi suoi passettini uscì dalla fessura, e tornò sul davanzale. Lì si cambiò di nuovo in aquila e volò nel bosco. Nel bosco si cambiò in leone e prese a girare tra le piante finché non trovò il leone nero. Il leone nero gli s’avventò ma Giuanin era il leone più forte del mondo e lo sbranò. (Nel castello, il Mago si sentì girar la testa.) Aperta la pancia del leone ne saettò fuori un cane nero velocissimo, ma Giuanin diventò il cane più veloce del mondo e lo raggiunse e rotolarono insieme mordendosi finché il cane nero restò a terra morto. (Nel castello il Mago si dovette mettere a letto.) Aperta la pancia al cane, ne volò via un’aquila nera, ma Giuanin diventò l’aquila più grande del mondo e insieme presero a girare per il cielo lanciandosi beccate e colpi d’artiglio, finché l’aquila nera non chiuse le ali e cadde a terra. (Nel castello, il Mago aveva una febbre da cavallo e stava rannicchiato sotto le coperte.)
Giuanin, tornato uomo, aperse la pancia all’aquila e vi trovò l’uovo nero. Andò al castello e lo diede alla figlia del Re tutta contenta.
– Ma come hai fatto? – gli disse lei.
– Roba da niente, – disse Giuanin, – adesso tocca a te.
La figlia del Re andò in camera dal Mago. – Come stai?
– Ahi, povero me, qualcuno m’ha tradito…
-- T’ho portato una tazza di brodo. Bevi.
Il Mago si rizzò a sedere sul letto e si chinò per bere il brodo.
– Aspetta che ci rompo un uovo dentro, così è più sostanzioso, – e così dicendo la figlia del Re gli ruppe l’uovo nero sulla fronte. Il Mago Corpo-senza-l’anima restò lì morto sul colpo.
Giuanin ricondusse dal Re sua figlia, tutti felici e contenti e il Re gliela diede subito in sposa.
(Riviera ligure di ponente)
Italo Calvino
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il 2018-02-07 00:45:42.0 alle 2018-02-07 00:45:42.0
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Re: sta per cominciare sanremo
Scritto da: ::1
> Scritto da: Sole
> > Scritto da: ::1
> > > Chi lo guarda? Sorride
> > L'unica volta che ho seguito la musica di Sanremo è stato quando mi hanno regalato una cassetta di Sanremo.
> > Ricordo solo sta canzone.
> >
> >
> >
>
> Adesso verrà mattia a dirti che dovevi ricordarti una canzone di Masini. Triste
Non mi risulta che Masini abbia partecipato.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Sanrem...
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EH?

Ad ehhhhhhjhhhhhhh.eh
EHH? EHHHH? EEEEHHHH? Aahhhhhhhh....‎
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il 2018-02-06 22:24:43.0 alle 2018-02-06 22:24:43.0
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Re: sta per cominciare sanremo
Scritto da: ::1
> Chi lo guarda? Sorride
L'unica volta che ho seguito la musica di Sanremo è stato quando mi hanno regalato una cassetta di Sanremo.
Ricordo solo sta canzone.


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il 2018-02-06 19:39:20.0 alle 2018-02-06 19:39:20.0
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Re: L'uomo che usciva solo di notte (pane per Wakki)
Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > E vabbé, grazie al cazzo che c'è riuscita. Voglio vedere senza anello come faceva, vedi la moglie di Giobbe.
>
> Ha tagliato tutta la parte dove "la sposa" si fa portare la farina gratis, riducendo sul lastrico mugnai e contadini che intanto morivano di stenti e aprendo le porte alla carestia.
😁
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il 2018-02-06 19:38:10.0 alle 2018-02-06 19:38:10.0
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Re: L'uomo che usciva solo di notte (pane per Wakki)
Scritto da: avvelenato
> E vabbé, grazie al cazzo che c'è riuscita. Voglio vedere senza anello come faceva, vedi la moglie di Giobbe.
Lol
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il 2018-02-06 19:37:22.0 alle 2018-02-06 19:37:22.0
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Re: Shank prakshalana
Scritto da: avvelenato
> Della serie "proviamole tutte".
>
> Anche se a dirla tutta questa pratica l'ho già provata altre due volte, con discreto successo. Dopo averla fatta, la cacca diventa bella dura e la digestione migliora notevolmente.
>
> metto giusto un link ma se siete curiosi consiglio di cercarne altri, ci sono lievi variazioni qua e là
> https://www.macrolibrarsi.it/speciali/shank-praksh...
>
> Il concetto è di bersi litri di acqua calda isotonica (leggermente salata), in modo che scorra attraverso l'intestino e ne pulisca le pareti.
>
> A ogni bicchiere bisogna fare certi movimenti che stimolano la peristalsi.
> A un certo punto si sente il bisogno di evacuare come dannati. Si va in bagno, ci si libera e si continua. Bicchiere d'acqua calda, movimenti, evacuazione, e così via.
> Finché non esce solo acqua limpida. A questo punto la tradizione vorrebbe, per una pulizia totale, l'induzione del vomito per togliere i residui d'acqua rimasti in stomaco, ma è un passaggio che ho sempre saltato (faccio fatica a indurmi il vomito).
>
> Quindi bisognerebbe mangiarsi del riso stracotto con burro chiarificato e lenticchie, ed evitare cibi crudi e latticini per i restanti due giorni. Integrare con fermenti lattici e ta-dah, l'intestino torna come nuovo.
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il 2018-02-06 10:21:18.0 alle 2018-02-06 10:21:18.0
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L'uomo che usciva solo di notte (pane per Wakki)
Ai tempi di Babì Babò viveva un povero pescatore con tre figlie da marito. C’era un giovane che ne voleva in moglie una, ma era uno che usciva solo di notte, e la gente non se ne fidava. Così la maggiore non lo volle per marito e la seconda nemmeno; invece la terza accettò. Le nozze si fecero di notte, e appena furono soli, lo sposo le disse: – Devo dirti un segreto: sono stato stregato, e la mia condanna è d’essere tartaruga durante il giorno, e tornare uomo solo di notte; da questa condanna posso liberarmi solo in un modo; devo lasciare mia moglie subito dopo le nozze e fare il giro del mondo, di notte come uomo e di giorno come tartaruga; se tornato dal giro del mondo troverò mia moglie che m’è rimasta fedele e ha sopportato ogni disavventura per amor mio, ridiventerò uomo per sempre.
– Sono pronta, – disse la sposa.
Lo sposo le infilò al dito un anello con un diamante: – In tutte le occasioni, questo anello ti servirà, se saprai usarlo per il bene.
Era venuto giorno, e lo sposo si trasformò in tartaruga; e con il suo lento passo, partì per il giro del mondo.
La sposa andò a girare per la città per trovare un lavoro. Incontrò un bambino che piangeva e disse alla madre: – Datemelo in braccio a me, che lo farò tacere.
– Brava, sareste, a farlo tacere, – disse la madre. – È tutto il giorno che piange.
– Per la virtù del diamante, – disse la sposa, – che il bambino rida, balli e salti! – E il bambino si mise a ridere, ballare e saltare.
Poi entrò in una bottega di panettiere e disse alla padrona: – Prendetemi a lavorare con voi, e non ve ne pentirete –. La presero a lavorare, e lei si mise a fare il pane e disse: – Per la virtù del diamante, che tutti vengano a comprare il pane in questa bottega, finché ci lavorerò io! – Cominciò un andirivieni nella bottega che non finiva più. Vennero anche tre giovanotti, che, vista la bella sposa, s’innamorarono di lei. – Se mi lasci passare una notte nella tua stanza, – le disse uno dei tre, – ti do mille franchi.
– E io, – disse l’altro, – te ne do duemila.
– E io tre, – disse il terzo.
Lei si fece dare i tremila franchi dal terzo e la sera lo fece entrare di nascosto in bottega.
– Aspetta un momento, – gli disse, – che metto il lievito nella farina, anzi fammi questo piacere: mettiti tu un momento a impastare.
L’uomo si mise a impastare, e impasta, impasta, impasta, per la virtù del diamante non poté toglier le braccia dalla pasta e continuò a impastare fino a giorno.
– Be’, finalmente hai finito! – gli disse lei. – Ce ne hai messo di tempo!
E lo cacciò via.
Poi disse di sì a quello dei duemila franchi, lo fece entrare appena buio, e gli disse di soffiare un momento sul fuoco, se no si spegneva. Lui soffia sul fuoco, soffia sul fuoco, per la virtù del diamante continuò a soffiar sul fuoco, gonfio in faccia come un otre, fino alla mattina dopo.
– Che modo di fare! – gli disse lei alla mattina, – vieni a trovare me e passi la notte a soffiar nel fuoco! – E lo cacciò via.
La sera dopo, fece entrare quello dei mille franchi. – Io devo mettere il lievito, – gli disse; – intanto tu va’ a chiudere la porta.
L’uomo chiude la porta, e per virtù del diamante la porta si riapre. Richiudi e riapri, passò la notte e venne il mattino.
– L’hai chiusa, questa porta, finalmente? Be’, adesso riaprila e vattene.
I tre uomini, carichi di rabbia, andarono a denunciarla. A quel tempo oltre gli sbirri c’erano anche le donne-sbirro che servivano per quando c’era da arrestare una donna. Così quattro donne-sbirro andarono per arrestare la sposa.
– Per virtù del diamante, – disse la sposa, – che queste donne si piglino a schiaffi fino a domattina.
E le quattro donne-sbirro presero a tirarsi manrovesci l’un l’altra da gonfiarsi la faccia di due dita ogni volta.
Vedendo che non tornavano le quattro donne-sbirro con l’arrestata, furono mandati quattro sbirri a cercarle. La sposa li vide arrivare e dice: – Per la virtù del diamante, che questi uomini si mettano a saltare alla cavallina, – e sull’istante, uno degli sbirri si abbassò con la schiena, un altro gli puntò le mani sulla schiena e saltò, e gli altri due dietro, e così presero a saltare alla cavallina uno dopo l’altro.
In quel momento, col suo passo trotterellante, ecco che arriva una tartaruga. Era il marito che tornava dal giro del mondo, e ritrovando la moglie, tac!, ridiventò un bel giovane e tale rimase accanto a lei fino a tarda età.
(Riviera ligure di ponente)

Fiabe Italiane - Italo Calvino
La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.
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il 2018-02-05 21:01:57.0 alle 2018-02-05 21:01:57.0
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Re: Compagnie d'amici
Scritto da:
> Scritto da: Sole
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da: Sole
> > > > Scritto da: avvelenato
> > > > > Scritto da: Sole
> > > > > > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > > > > > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > > > > > Perché è così importante?
> > > > > > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
> > > > >
> > > > > In italia sono tutti stanziali.
> > > > > La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> > > > > Diventano come una famiglia allargata.
> > > > Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> > > > > Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
> > > > In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.
> > >
> > > E' una delle conseguenze legate alla mancanza di un libero mercato, unito a una politica edilizia e fiscale che incoraggia l'acquisto rispetto all'affitto, e alla stagnazione degli stipendi verso il basso.
> > >
> > > All'estero i ragazzi che vogliono studiare si trasferiscono nei campus, imparando fin da subito come star da soli al mondo e a crearsi nuove amicizie.
> > >
> > > Sentirsi alienati è una cosa positiva, anche se in linea di massima chi riesce a legare non ha troppi problemi a farlo anche in italia. Rimane sempre una sensazione più o meno sottile di esclusione, legata alla non conoscenza del particolare idioletto parlato dalla compagnia, dei vari riferimenti alle aneddotiche tramandate oralmente dai membri del gruppo, insomma da una sottocultura permeante il gruppo e che lo identifica.
> > Idioletto, mi è nuovo sto termine ma azzeccato direi.
> > In effetti non mi hanno mai più richiamato ad uscire con le loro compagnie. A bocca aperta
>
> Sarai stata bollata come SFIGATA³.
Sicuramente.
La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.
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il 2018-02-05 17:25:47.0 alle 2018-02-05 17:25:47.0
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Re: L'intelligenza
Scritto da: Nazi Heidi
> Scritto da: Sole
> > Scritto da: Nazi Heidi
> > > Scritto da: Sole
> > > > Mah, sti discorsi mi sembrano talmente assurdi.
> > > > Sta necessità che hanno alcune persone di sentirsi superiori a gl'altri a tutti i costi
> > >
> > > Non è affatto per questo. Me ne fotto di quanto stupidi sono in Africa, pagano le conseguenze della loro stupidità ogni giorno. MA NON VOGLIO che vengano qui a rovinare anche la MIA società. Di stupidi qui ne abbiamo giù abbastanza, se vuoi essere circondata da stupidi vai pure in Africa a vivere, non ho nulla in contrario, solo NON portarli qui.
> > Dubito che loro volessero essere conquistari dagl'europei
>
> Me ne fotto... io penso alla mia società... del resto proprio me ne frego.
>
La società che ti sbatterebbe in galera se ti conoscesse?
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il 2018-02-05 17:24:31.0 alle 2018-02-05 17:24:31.0
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Re: Compagnie d'amici
Scritto da: avvelenato
> Scritto da: Sole
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da: Sole
> > > > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > > > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > > > Perché è così importante?
> > > > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
> > >
> > > In italia sono tutti stanziali.
> > > La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> > > Diventano come una famiglia allargata.
> > Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> > > Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
> > In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.
>
> E' una delle conseguenze legate alla mancanza di un libero mercato, unito a una politica edilizia e fiscale che incoraggia l'acquisto rispetto all'affitto, e alla stagnazione degli stipendi verso il basso.
>
> All'estero i ragazzi che vogliono studiare si trasferiscono nei campus, imparando fin da subito come star da soli al mondo e a crearsi nuove amicizie.
>
> Sentirsi alienati è una cosa positiva, anche se in linea di massima chi riesce a legare non ha troppi problemi a farlo anche in italia. Rimane sempre una sensazione più o meno sottile di esclusione, legata alla non conoscenza del particolare idioletto parlato dalla compagnia, dei vari riferimenti alle aneddotiche tramandate oralmente dai membri del gruppo, insomma da una sottocultura permeante il gruppo e che lo identifica.
Idioletto, mi è nuovo sto termine ma azzeccato direi.
In effetti non mi hanno mai più richiamato ad uscire con le loro compagnie. A bocca aperta

**Modificato dall'autore il 05.02.2018 17:26**
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il 2018-02-05 17:03:02.0 alle 2018-02-05 17:03:02.0
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Re: Compagnie d'amici
Scritto da: avvelenato
> Scritto da: Sole
> > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > Perché è così importante?
> > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
>
> In italia sono tutti stanziali.
> La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> Diventano come una famiglia allargata.
Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.
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il 2018-02-05 16:57:44.0 alle 2018-02-05 16:57:44.0
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Re: L'intelligenza
Scritto da: Nazi Heidi
> Scritto da: Sole
> > Mah, sti discorsi mi sembrano talmente assurdi.
> > Sta necessità che hanno alcune persone di sentirsi superiori a gl'altri a tutti i costi
>
> Non è affatto per questo. Me ne fotto di quanto stupidi sono in Africa, pagano le conseguenze della loro stupidità ogni giorno. MA NON VOGLIO che vengano qui a rovinare anche la MIA società. Di stupidi qui ne abbiamo giù abbastanza, se vuoi essere circondata da stupidi vai pure in Africa a vivere, non ho nulla in contrario, solo NON portarli qui.
Dubito che loro volessero essere conquistari dagl'europei
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il 2018-02-05 16:53:38.0 alle 2018-02-05 16:53:38.0
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Re: Compagnie d'amici
Scritto da:
> Scritto da: Sole
> > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > Perché è così importante?
> > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
>
> Non lo so, io non esco con nessuna compagnia. Ho degli amici che risalgono alle medie e ci vediamo qualche volta l'anno.
Dunque potresti allontanarti per anni e la vostra amicizia rimarrebbe invariata?
La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.

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