> Se si inizia a diffondere l'idea -sbagliata- che
> la remunerazione dev'essere basata sulla
> donazione, aumenterà il fenomeno delle
> "intimidazioni alla
> carità".
Fico!
Foglio mettere anch'io un link alla donazione adducendo che ho cinque gatti da mantenere, e che Vier ha la leucemia. Chi e` Vier? Boh, un bambino qualsiasi che figurava su un volantino rosa che mi avevano consegnato a un semaforo...
..fra l'altro insieme alla donazione voleva indietro il volantino, se no gli costava ristamparlo.
> la remunerazione dev'essere basata sulla
> donazione, aumenterà il fenomeno delle
> "intimidazioni alla
> carità".
Fico!
Foglio mettere anch'io un link alla donazione adducendo che ho cinque gatti da mantenere, e che Vier ha la leucemia. Chi e` Vier? Boh, un bambino qualsiasi che figurava su un volantino rosa che mi avevano consegnato a un semaforo...
..fra l'altro insieme alla donazione voleva indietro il volantino, se no gli costava ristamparlo.
> l'appstore non accetta app a sfondo sessuale,
> stessa cosa per l'ibook
> store
Non lo sapevo... bah, americani...
> Se uno infila un trojan lo fa dando un
> applicazione con nome e cognome e con la sua
> partita iva (nel caso dell'Italia). Lo beccano in
> due secondi e la sua app viene tolta dallo
> store.
Due secondi sono un eternita` per un programma.
Comunque si`, lo considero improbabile, ma non e` quello che mi preoccupa... al massimo, un virus writer mattacchione mi scaricherebbe il credito dell'iPhone per fare chiamate alla morosa. Dato che non ci tengo mai piu` di 10 euri, che mi faccio bastare per mesi, non sarebbe una gran perdita.
> Comunque per chi non vuole lo stile appstore di
> Apple può usare Android che dà molta più
> libertà.
Speriamo si riveli competitivo. Steve ha una grande capacita` di anticipare concetti maturi per i tempi prima degli altri e buttarcisi. Gli altri mi sembra che o non capiscono altrettanto bene cosa vorrebbe la gente, o hanno paura di buttarsi: fanno fare da cavia alla Apple, vedono lo sfracello di vendite e vanno tutti in sollucchero e poi seguono a ruota, ma in questo caso hanno fatto una gran cappellata a aspettare loro. Maledetti imprenditori codardi: che ci voleva a capire che un tablet DOVEVA essere fatto come un iPad? Che ci voleva a capire che la tastiera di un netbook poteva essere virtualizzata? Che ci voleva a capire che caratteristiche come superfici lucide e oleofobiche sono attraenti? Macche`, decorazioni inutili che all'utente non interessano, non si venderebbe e si andrebbe in perdita, avranno pensato...
> stessa cosa per l'ibook
> store
Non lo sapevo... bah, americani...
> Se uno infila un trojan lo fa dando un
> applicazione con nome e cognome e con la sua
> partita iva (nel caso dell'Italia). Lo beccano in
> due secondi e la sua app viene tolta dallo
> store.
Due secondi sono un eternita` per un programma.

Comunque si`, lo considero improbabile, ma non e` quello che mi preoccupa... al massimo, un virus writer mattacchione mi scaricherebbe il credito dell'iPhone per fare chiamate alla morosa. Dato che non ci tengo mai piu` di 10 euri, che mi faccio bastare per mesi, non sarebbe una gran perdita.
> Comunque per chi non vuole lo stile appstore di
> Apple può usare Android che dà molta più
> libertà.
Speriamo si riveli competitivo. Steve ha una grande capacita` di anticipare concetti maturi per i tempi prima degli altri e buttarcisi. Gli altri mi sembra che o non capiscono altrettanto bene cosa vorrebbe la gente, o hanno paura di buttarsi: fanno fare da cavia alla Apple, vedono lo sfracello di vendite e vanno tutti in sollucchero e poi seguono a ruota, ma in questo caso hanno fatto una gran cappellata a aspettare loro. Maledetti imprenditori codardi: che ci voleva a capire che un tablet DOVEVA essere fatto come un iPad? Che ci voleva a capire che la tastiera di un netbook poteva essere virtualizzata? Che ci voleva a capire che caratteristiche come superfici lucide e oleofobiche sono attraenti? Macche`, decorazioni inutili che all'utente non interessano, non si venderebbe e si andrebbe in perdita, avranno pensato...
> > Chi si compra un iPad vuole un giocattolone, a
> > prescindere da quello che possa o non possa
> fare,
> > appoggiare questo tipo di filosofia significa
> > appoggiare il regresso
> > dell'informatica.
>
> ma piantala con questo FUD del giocattolone. Per
> l'ipad è così, se non ti va hai tanta altra
> scelta.
Ci fa paura l'esistenza di questo tipo di dispositivo, lo sai: attraente, facile da usare, ma diabolicamente diverso da un personal computer. Successe cosi` anche con Windoz95 e senza che neanche fosse particolarmente attraente. Quando si comincia non si smette piu`, e tutto si sposta verso il nuovo trend.
> E' una scelta motivata
> dalla tipologia
> dell'apparecchio.
Forse, ma che succede se il 90% dell'audience di uno sviluppatore, dopo qualche anno, ha solo un apparecchio del genere e trova che di un computer "vero" non saprebbe che fare? O vende tramite uno store controllato, o vende al 10% dell'audience rimasta con computers ancora personali. Nel dubbio, meglio avere sempre dispositivi controllabili dall'utente. Alla lunga, se (per ora per assurdo) un concetto come quello incarnato dall'iTampon prendesse piede, per i pochi "sopravvissuti" all'assimilazione resterebbe poco o niente da fare.
> Intanto così sai che se hai un ipad non ti
> arrivano virus
Non se ne puo` essere certi al 100%: anche ammesso che l'app store sia talmente ben controllato da respingere qualsiasi tentativo di infilarci un trojan, un virus writer potrebbe trovare il modo di non passare di li`.
> e non hai applicazioni che ti
> sminchiano lo schermo.
Se sminchiare volesse dire visualizzare la data di acquisizione di una foto, preferirei lo sminchiassero.
> Con l'ipad sei libero di comunicare col resto del
> mondo dicendo quello che vuoi e consultando i
> contenuti che vuoi, ma niente porno altrimenti
> Steve ti
> sculaccia.
Mah, non ci ho provato ma non penso bloccherebbe il porno. O comunque non sarebbe Steve a farlo... com'era? buddista, mi pare? Se non e` protestante fanatico made in US, non ha la fobia del porno. Il problema e` che e` nevrotico perfezionista.
> Grande Apple sempre avanti
Heil Apple.
Se era una trollata va bene lo stesso... volevo mettere in chiaro cosa ne pensavo ora che comincio a sospettare perche` li chiamano macachi.
> > prescindere da quello che possa o non possa
> fare,
> > appoggiare questo tipo di filosofia significa
> > appoggiare il regresso
> > dell'informatica.
>
> ma piantala con questo FUD del giocattolone. Per
> l'ipad è così, se non ti va hai tanta altra
> scelta.
Ci fa paura l'esistenza di questo tipo di dispositivo, lo sai: attraente, facile da usare, ma diabolicamente diverso da un personal computer. Successe cosi` anche con Windoz95 e senza che neanche fosse particolarmente attraente. Quando si comincia non si smette piu`, e tutto si sposta verso il nuovo trend.

> E' una scelta motivata
> dalla tipologia
> dell'apparecchio.
Forse, ma che succede se il 90% dell'audience di uno sviluppatore, dopo qualche anno, ha solo un apparecchio del genere e trova che di un computer "vero" non saprebbe che fare? O vende tramite uno store controllato, o vende al 10% dell'audience rimasta con computers ancora personali. Nel dubbio, meglio avere sempre dispositivi controllabili dall'utente. Alla lunga, se (per ora per assurdo) un concetto come quello incarnato dall'iTampon prendesse piede, per i pochi "sopravvissuti" all'assimilazione resterebbe poco o niente da fare.
> Intanto così sai che se hai un ipad non ti
> arrivano virus
Non se ne puo` essere certi al 100%: anche ammesso che l'app store sia talmente ben controllato da respingere qualsiasi tentativo di infilarci un trojan, un virus writer potrebbe trovare il modo di non passare di li`.
> e non hai applicazioni che ti
> sminchiano lo schermo.
Se sminchiare volesse dire visualizzare la data di acquisizione di una foto, preferirei lo sminchiassero.
> Con l'ipad sei libero di comunicare col resto del
> mondo dicendo quello che vuoi e consultando i
> contenuti che vuoi, ma niente porno altrimenti
> Steve ti
> sculaccia.
Mah, non ci ho provato ma non penso bloccherebbe il porno. O comunque non sarebbe Steve a farlo... com'era? buddista, mi pare? Se non e` protestante fanatico made in US, non ha la fobia del porno. Il problema e` che e` nevrotico perfezionista.
> Grande Apple sempre avanti

Heil Apple.

Se era una trollata va bene lo stesso... volevo mettere in chiaro cosa ne pensavo ora che comincio a sospettare perche` li chiamano macachi.

Ora mi viene la curiosita`, che non potro` soddisfare, di sapere se questa applicazione che sovraimponeva informazioni alle fotografie, per caso scrivesse anche LA DATA di acquisizione delle foto o dei filmati: un dettagliuccio che Steve deve aver considerato troppo "widgety" da sovraimporre. A parte scaricare le foto sul computer e vedere la data di creazione dei file corrispondenti, dall'iPhone e sui due piedi come cazzo si fa a sapere quando ho scattato una certa foto?
Comunque secondo me Apple, nella filosofia del culto Jobsiano, non e` cattiva; The Register ha trovato un paragone davvero perfetto: come la regina di Alice, e` solo completamente matta. Ci vuole un nevrotico maniaco del controllo per riconoscerne un altro, e Steve da questo punto di vista mi sembra proprio un mio triste simile: via questo, questo e quest'altro per ragioni come coerenza interna, chiarezza, ordine, estetica; ragioni che personalmente sto cercando di lasciarmi alle spalle... oddio, poi sembra che ad Apple, all'atto pratico, i risultati commerciali stiano dando ragione, anche se questo accade sulla pelle degli sviluppatori che non si allineano. Ma adesso agiscono per intere categorie (tutte le apps che apportano aggiunte all'interfaccia, che costruiscono i propri widgets e ambienti simili a un desktop). Mi ricordano la protagonista anziana di Occhio nel Cielo, di Philip K. Dick, la quale in un mondo molto triste e controllato da lei, nel tentativo di rimuovere qualsiasi traccia di "sporcizia" fini` per rimuovere tutto, incluse le sostanze chimiche che tenevano assieme il suo corpo.
> - e' vero che in questo forum ci sono solo uomini?
Nei forum ci sono sempre solo uomini, l'habitat di rete delle donne e` l'instant messenger.
> - e' vero che le poche cosiddette 'donne' del
> forum sono in realta' solo delle
> bardasce?
No, sono solo avve.
> - e' vero che ci vuole una tessera di culattone
> per accedere alla
> chat?
No, va bene anche quella di bisex o diversamente sessuato.
Nei forum ci sono sempre solo uomini, l'habitat di rete delle donne e` l'instant messenger.
> - e' vero che le poche cosiddette 'donne' del
> forum sono in realta' solo delle
> bardasce?
No, sono solo avve.
> - e' vero che ci vuole una tessera di culattone
> per accedere alla
> chat?
No, va bene anche quella di bisex o diversamente sessuato.
> e poi i gatti fanno quel lavoro con le zampe
> quando si sentono a proprio agio, non quando
> soffrono.
Quando vogliono mettersi a proprio agio, rilassarsi, tranquillizzarsi: per esempio dopo un episodio che li ha terrorizzati. Uno dei miei stamani faceva la pasta mentre ansimava per la paura, perche` aveva avuto uno screzio con un altro gatto, fuori, e quello l'aveva rincorso.
> quando si sentono a proprio agio, non quando
> soffrono.
Quando vogliono mettersi a proprio agio, rilassarsi, tranquillizzarsi: per esempio dopo un episodio che li ha terrorizzati. Uno dei miei stamani faceva la pasta mentre ansimava per la paura, perche` aveva avuto uno screzio con un altro gatto, fuori, e quello l'aveva rincorso.
> a 0m 50s si nota che gli appoggia il cazzo e
> muove il culo come per trombarlo. quelli hanno
> messo una musichetta dolce dolce quando le sue
> intenzioni erano ben diverse!!
>


Bah. Ha ragione Rin.
Se insisti passo a immaginare che tu stia scherzando o che tu sia irrecuperabile, in ogni caso una perdita di tempo.
> muove il culo come per trombarlo. quelli hanno
> messo una musichetta dolce dolce quando le sue
> intenzioni erano ben diverse!!
>



Bah. Ha ragione Rin.
Se insisti passo a immaginare che tu stia scherzando o che tu sia irrecuperabile, in ogni caso una perdita di tempo.
> Dai non ti offendere
, se sapevo del tuo
> ritardo mentale ti avrei detto direttamente e in
> modo chiaro e comprensibile di usare google, per
> rintracciare il significato del comportamento del
> gatto usando la key "gatto fa la pasta" e notare
> quindi che è come se il gatto ci si stesse
> segando sopra al cadavere.
http://www.google.it/search?client=opera&rls=en&q=... 
->
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=200... 
->
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=200... 
E al di la` di Google:
http://en.wikipedia.org/wiki/Kneading_%28cats%29 
E al di la` di tutto questo io non ho certo bisogno di cercare su internet per capire le fasi emotive che attraversa il gattino nel video: e` sconcertato e disperato. Attento che se a tratti sembra "montarlo", e` solo un'impressione: non fa "sul serio" ma non sa che fare, e quell'atteggiamento equivale a volte a un gioco, a volte a una dichiarazione di affetto, e nella fattispecie forse a un tentativo di tirargli su il morale. Difficile capire perche` lo facciano ma ti posso dire che l'ho visto ripetersi in situazioni simili sia da parte di gatti che di cani (animali sani nei confronti di animali feriti) ma non l'ho mai visto diventare un vero e proprio rapporto sessuale. Penso che equivalga a una specie di carezza o a un bacio affettuoso.
, se sapevo del tuo> ritardo mentale ti avrei detto direttamente e in
> modo chiaro e comprensibile di usare google, per
> rintracciare il significato del comportamento del
> gatto usando la key "gatto fa la pasta" e notare
> quindi che è come se il gatto ci si stesse
> segando sopra al cadavere.

->

->

E al di la` di Google:

E al di la` di tutto questo io non ho certo bisogno di cercare su internet per capire le fasi emotive che attraversa il gattino nel video: e` sconcertato e disperato. Attento che se a tratti sembra "montarlo", e` solo un'impressione: non fa "sul serio" ma non sa che fare, e quell'atteggiamento equivale a volte a un gioco, a volte a una dichiarazione di affetto, e nella fattispecie forse a un tentativo di tirargli su il morale. Difficile capire perche` lo facciano ma ti posso dire che l'ho visto ripetersi in situazioni simili sia da parte di gatti che di cani (animali sani nei confronti di animali feriti) ma non l'ho mai visto diventare un vero e proprio rapporto sessuale. Penso che equivalga a una specie di carezza o a un bacio affettuoso.
> Sì ma con l'ipad che vende milioni di esemplari
> finalmente hai uno standard per fare
> applicazioni. Al contrario di Android dove lo
> trovi su apparecchi dalle più svariate dimensioni
> e con funzionalità
> diverse.
Bah, mi attribuisci ambizioni imprenditoriali che in me non sono cosi` forti da farmi saltare sul un treno cosi` sterile e rigidamente presidiato; non mi piacerebbe giocare nel giardino degli altri (preferisco recintarne uno mio), e in ogni caso non sono interessato a sviluppare applicazioni per computerini che si portano fuori dalle stanzette: non saprei cogliere lo spirito giusto per idearle.
> finalmente hai uno standard per fare
> applicazioni. Al contrario di Android dove lo
> trovi su apparecchi dalle più svariate dimensioni
> e con funzionalità
> diverse.
Bah, mi attribuisci ambizioni imprenditoriali che in me non sono cosi` forti da farmi saltare sul un treno cosi` sterile e rigidamente presidiato; non mi piacerebbe giocare nel giardino degli altri (preferisco recintarne uno mio), e in ogni caso non sono interessato a sviluppare applicazioni per computerini che si portano fuori dalle stanzette: non saprei cogliere lo spirito giusto per idearle.
> Non hai gatti vero? Altrimenti ti verrebbe da
> vomitare..
Sospetto che tu non abbia afferrato.
> vomitare..
Sospetto che tu non abbia afferrato.
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
> d'altra parte se tu non fossi un nevrotico del
> controllo totale non programmeresti nemmeno in
> assembly...
Se non fosse per dei fastidiosi effetti colaterali come l'ansia generalizzata, sarei fiero di essere un nevrotico del controllo totale.
> controllo totale non programmeresti nemmeno in
> assembly...
Se non fosse per dei fastidiosi effetti colaterali come l'ansia generalizzata, sarei fiero di essere un nevrotico del controllo totale.
Comunque, piaccia o no ne stanno vendendo tanti. Perfino le vecchiette che lo vedono comprare al nipote mi chiedono se lo comprero` anch'io (ovviamente no). Potenza del marketing, immagino. Tempo fa dissi che avrebbe floppato ma ero probabilmente ricascato nell'errore stupido di pensare o sperare che tutti la pensino come te. Io ho le mie ragioni per considerarlo una iCazzata™: un impersonal computer incontrollabile. Ma la triste verita` dovrebbe essere che la gente non ha mai percepito cosa fosse un computer, l'ha sempre solo visto come un televisore piu` evoluto, o qualcosa del genere. Un elettrodomestico come tanti, non una macchina universale: basta che abbia il telecomando e il controllo c'e`, che problema c'e`? Non avranno avuto tempo, voglia, bisogno di afferrare il resto, i livelli che stanno dietro al telecomando, e di considerare importante il diritto di poter intervenire su quei livelli. Immagino che dei ciechi dalla nascita non possano accorgersi di quando chiudono gli occhi.
> You know, like dusting the ceiling fans or
> cleaning the oven. Hugely important
> activities.
Come si vede spesso nelle foto, la mia stanzetta e` molto pulita.
> I was procrastinating to give myself
> a reason to fail. If the client didnt like the
> ebook I wrote, I could say Well, thats because
> I didnt have enough time to do it, instead of
> My writing
> sucks.
Si`, anche questo suona molto pertinente.
- Perche` non hai prodotto nulla di buono in questi anni?
- Ah, ma perche` ho avuto altri lavori importanti da fare.
E perfino, rovesciando tutto quel che ho detto sopra ed eventualmente aggiungendolo al mucchietto di scuse: "ma perche` sono bloccato, non e` ovvio?". Pero` questo lo dico per lo scrupolo di chiedermelo, di mettere in discussione perfino tutto il presunto blocco; e ora che me lo sono chiesto mi rispondo che il blocco, pero`, mi sa che sia reale.
> And that was the real problem. I didnt want my
> writing to suck. Being a writer, I generally
> suspect it does suck, deep down.
E in fondo non so quanta differenza ci sia tra uno scrittore e un programmatore/sceneggiatore di videogiochi "produzione propria": tanto che alla SIAE la sezione preposta per i programmi per elaboratore, almeno ai tempi in cui depositai... Starways, mi pare, era la OLAF, Opere Letterarie e Arti Figurative.
> Once I had this
> piece of information I could ask myself the next
> question.
>
> What is the worst that can happen if I complete
> the assignment? In my case, the worst is that the
> client would hate my best effort and I would be
> forced to give the money back. She would give me
> a bad review, and no one else would hire me ever
> again.
>
> Once I thought this out, I could see how
> illogical it was. Now it was time for the last
> question. How likely is this to occur? In my
> case, not very likely. The client spent a lot of
> time looking through my portfolioshe even found
> some of my old published creative work on the
> web. Clearly, she knew my writing style and liked
> it. That is why she hired me. Therefore, she
> would probably like what I did with her
> ebook.
>
> Once I made this connection I was able to
> complete the assignment. I didnt feel the need
> to do any more chores. And you know what? The
> client did like the
> ebook.
Nel mio caso la situazione e` solo lievemente (non lo dico con ironia) piu` complicata: una parte di me ci rimane male se il programma fallisce, ma un'altra ci rimane male se ha successo. E` per questo che tutte le connessioni che possa realizzare non mi smuovono cosi` facilmente come nel caso di quello scrittore: sono di fronte a due vicoli ciechi, o quanto meno a due muri di fuoco. Si tratta di decidere quale scotti di meno, e in fondo l'ho gia` deciso da anni; tristemente, sospetto che finora quel che mi e` mancato per buttarmi sia un po' di coraggio, senza il quale non andro` da nessuna parte perche` nessuna delle due e` completamente soddisfacente, neanche la vittoria. La vittoria distruggerebbe quello che una meta` di me immagina essere il modo "giusto" e rassicurante di procedere: trovarsi un lavoro dipendente, che scarichi la responsabilita` su qualcun'altro; timbrare il cartellino e tirare avanti; "non m'impiccio, qualsiasi cosa succeda nel mondo non e` colpa mia, io faccio il mio lavoro".
> Distraction is just another way to avoid
> completing things we fear. Instead of chiding
> yourself for lacking focus and self discipline,
> find out whats eating you. That will make
> your productivity soar.
E la conclusione e` sicuramente azzeccata al 100%, eccetto che a quanto pare non basta tirare le somme e fare collegamenti: trovata la causa, il malanno non guarisce spontaneamente. Sradicare certe percezioni distorte della vita adulta e le abitudini a uno schema confortevole in cui buttare via i propri anni, per quanto allettante, e` difficile come sradicare un olivo. Ma tutto sommato, in questi anni, direi gli ultimi due anni, sono cambiato: il conflitto si e` esacerbato, e immagino che l'unica cosa che possa davvero risolverlo sia attraversarlo.
> cleaning the oven. Hugely important
> activities.
Come si vede spesso nelle foto, la mia stanzetta e` molto pulita.

> I was procrastinating to give myself
> a reason to fail. If the client didnt like the
> ebook I wrote, I could say Well, thats because
> I didnt have enough time to do it, instead of
> My writing
> sucks.
Si`, anche questo suona molto pertinente.
- Perche` non hai prodotto nulla di buono in questi anni?
- Ah, ma perche` ho avuto altri lavori importanti da fare.
E perfino, rovesciando tutto quel che ho detto sopra ed eventualmente aggiungendolo al mucchietto di scuse: "ma perche` sono bloccato, non e` ovvio?". Pero` questo lo dico per lo scrupolo di chiedermelo, di mettere in discussione perfino tutto il presunto blocco; e ora che me lo sono chiesto mi rispondo che il blocco, pero`, mi sa che sia reale.
> And that was the real problem. I didnt want my
> writing to suck. Being a writer, I generally
> suspect it does suck, deep down.
E in fondo non so quanta differenza ci sia tra uno scrittore e un programmatore/sceneggiatore di videogiochi "produzione propria": tanto che alla SIAE la sezione preposta per i programmi per elaboratore, almeno ai tempi in cui depositai... Starways, mi pare, era la OLAF, Opere Letterarie e Arti Figurative.
> Once I had this
> piece of information I could ask myself the next
> question.
>
> What is the worst that can happen if I complete
> the assignment? In my case, the worst is that the
> client would hate my best effort and I would be
> forced to give the money back. She would give me
> a bad review, and no one else would hire me ever
> again.
>
> Once I thought this out, I could see how
> illogical it was. Now it was time for the last
> question. How likely is this to occur? In my
> case, not very likely. The client spent a lot of
> time looking through my portfolioshe even found
> some of my old published creative work on the
> web. Clearly, she knew my writing style and liked
> it. That is why she hired me. Therefore, she
> would probably like what I did with her
> ebook.
>
> Once I made this connection I was able to
> complete the assignment. I didnt feel the need
> to do any more chores. And you know what? The
> client did like the
> ebook.
Nel mio caso la situazione e` solo lievemente (non lo dico con ironia) piu` complicata: una parte di me ci rimane male se il programma fallisce, ma un'altra ci rimane male se ha successo. E` per questo che tutte le connessioni che possa realizzare non mi smuovono cosi` facilmente come nel caso di quello scrittore: sono di fronte a due vicoli ciechi, o quanto meno a due muri di fuoco. Si tratta di decidere quale scotti di meno, e in fondo l'ho gia` deciso da anni; tristemente, sospetto che finora quel che mi e` mancato per buttarmi sia un po' di coraggio, senza il quale non andro` da nessuna parte perche` nessuna delle due e` completamente soddisfacente, neanche la vittoria. La vittoria distruggerebbe quello che una meta` di me immagina essere il modo "giusto" e rassicurante di procedere: trovarsi un lavoro dipendente, che scarichi la responsabilita` su qualcun'altro; timbrare il cartellino e tirare avanti; "non m'impiccio, qualsiasi cosa succeda nel mondo non e` colpa mia, io faccio il mio lavoro".
> Distraction is just another way to avoid
> completing things we fear. Instead of chiding
> yourself for lacking focus and self discipline,
> find out whats eating you. That will make
> your productivity soar.
E la conclusione e` sicuramente azzeccata al 100%, eccetto che a quanto pare non basta tirare le somme e fare collegamenti: trovata la causa, il malanno non guarisce spontaneamente. Sradicare certe percezioni distorte della vita adulta e le abitudini a uno schema confortevole in cui buttare via i propri anni, per quanto allettante, e` difficile come sradicare un olivo. Ma tutto sommato, in questi anni, direi gli ultimi due anni, sono cambiato: il conflitto si e` esacerbato, e immagino che l'unica cosa che possa davvero risolverlo sia attraversarlo.
> > Um... quando affronto questi discorsi mi viene
> da
> > lasciar perdere subito. Potrebbe essere un buon
> > segno.
>
> Quando si resta bloccati è perché c'è qualcosa
> che non ci convince. Il difficile è capire cosa,
> ma bisogna farlo per vedere se è una fisima o un
> problema da aggirare o
> risolvere.
Dovrebbe trattarsi di un blocco psicologico, qualcosa a meta` strada fra una fisima e un problema grave; per come lo definisce wikipedia in uno stub, a repression of painful thoughts. Nell'ambito di quanto sia conscio del problema, so che non c'e` nulla che tecnicamente non mi convinca: quel che mi blocca e` una questione esistenziale che o non vedo abbastanza chiaramente, o e` una verita` che non riesco ad accettare. Ho provato spesso a ripartire, per un po' le cose vanno bene, e proprio quando vanno bene, generalmente e` a quel punto che mi fermo. Limitandosi a osservare questo comportamento, si direbbe che non voglia che vadano bene; eppure non e` vero.
Ho paura di misurarmi: la vecchia storia della particella con proprieta` indeterminate in sovrapposizione mi si adatta ancora abbastanza bene. Ma ho paura di misurarmi non tanto perche` potrebbe comportare un risultato non corrispondente alle aspettative (anche, ma non solo): perche` anche e se soprattutto andasse bene, il fissare la mia realta` mi definirebbe come adulto in un proprio ruolo preciso, maturo, professionista, carico di responsabilita`... ma soprattutto uno che non ha piu` bisogno del sostegno della famiglia, non solo sul piano economico ma specialmente su quello emozionale. Il rapporto cambierebbe. Da qualche parte nella mia infantile testolina ci dev'essere ancora scritto che i bimbi grandi non piangono, non possono fare le bizze, non possono alzarsi tardi al mattino, non possono giocare, devono timbrare il cartellino e tirare avanti. Una visione della realta` adulta che ho assorbito dall'ambiente circostante e che non mi piace.
D'altronde, non e` una situazione senza via d'uscita: se stessi bene in questo "schema" di... umm... "puer aeternus", non mi imbatterei continuamente in segnali che vanno dall'ansia alla commozione, nonche` alle strane sensazioni provate nella stanza al di la` dello specchio, dove ho trovato il fantasma di qualcosa che idealmente mi completa. Per mantenere il parallelo con la meccanica quantistica, forse di la` ho trovato il mio sfuggente... partner supersimmetrico, che completa il quadro della teoria: l'embrione di adulto messo via e mai sviluppato che completa me stesso, e che mi attrae e mi respinge. Tutto questo, per me, convalida che questa stanza non e` davvero il mondo in cui mi piace vivere (e neanche quella di la`), ne` questa situazione mi piace.
Sono su un crinale scomodo e in definitiva forse mi serve solo un po' di coraggio, fare qualche passo e scollinare verso un declivio piu` tranquillo. Ma la resistenza generata dall'abitudine a una situazione di confine, sviluppata nei miei 4000 mattini senz'alba, e` enorme.
Wow, so descrivermi molto poeticamente.
Ora si tratta solo di muovere il culo.
> Cos'è che ti potrebbe bloccare? Boh. Hai creato
> un ambiente di sviluppo "informatica vecchia
> maniera" e forse temi che non ci sia più posto
> per questo tipo di informatica.
Nah, al mondo c'e` posto per tutto e la gente non guarda certo a cosa e` stato usato per sviluppare un prodotto, guarda al prodotto; o come dice quell'intraprendente tizio del blog citato in un altro post, al valore del prodotto. Se fai un gioco divertente, poco importa se e`... perfino in Flash.
> Può darsi che tu
> abbia paura che alla fine i giochi creati con
> Linoleum non siano più veloci degli
> altri.
Dipende. Se si tratta di aspetti che sfruttano in particolare l'alta integrazione con il sistema ospite, Linoleum perde. Se si tratta di potenza dura e cruda, vince. Ma a me interessa che sia veloce quanto basta a rendere possibile un gioco divertente.
> Eppure... dovrebbero esserlo. OO sul Pentium III
> 800 girava più lento di Word per Windows sul 286,
> per fare più o meno le stesse cose. Qualcuno deve
> porre fine all'andazzo di produrre programmi che
> contano sulla velocità del
> processore.
Cosi` va il mondo, ma in fondo a me importa poco.
> Oppure temi che resti confinato in una piccola
> comunità di sviluppatori. Oppure che venga dato
> in pasto a una vasta comunità di sviluppatori che
> ne faranno cose diverse da quelle per cui l'hai
> creato.
L.in.oleum non aveva e non ha scopi come cambiare il mondo, diffondersi fino a un tot livello o anche solo diffondersi a qualcun'altro. Per dirla tutta, e` possibile che L.in.oleum avesse uno scopo primario e uno di copertura: quello di copertura era costituire il mio linguaggio ideale; mentre quello primario era... rallentarmi.
* musichetta da suspence *
Potrebbe non essere cosi`, o almeno non esserlo stato all'epoca in cui e` stato creato. Nel tempo, pero`, e` senz'altro passato ad essere piu` che altro una scusa per perdere tempo, per farmi rimanere incompleto e indeterminato.
> Se guardiamo all'albero di tutte le possibili
> conseguenze delle nostre mosse, come se
> analizzassimo una partita a scacchi, il futuro si
> riempie di troppi dubbi perché i rami delle
> possibilità crescono esponenzialmente. Se UN
> dubbio bastava a bloccarmi gli appunti...
>
Io mi chiedo se i dubbi blocchino davvero solo quando si appoggiano a considerazioni meno impersonali e che toccano il cuore, piu` che il cervello.
> da
> > lasciar perdere subito. Potrebbe essere un buon
> > segno.
>
> Quando si resta bloccati è perché c'è qualcosa
> che non ci convince. Il difficile è capire cosa,
> ma bisogna farlo per vedere se è una fisima o un
> problema da aggirare o
> risolvere.
Dovrebbe trattarsi di un blocco psicologico, qualcosa a meta` strada fra una fisima e un problema grave; per come lo definisce wikipedia in uno stub, a repression of painful thoughts. Nell'ambito di quanto sia conscio del problema, so che non c'e` nulla che tecnicamente non mi convinca: quel che mi blocca e` una questione esistenziale che o non vedo abbastanza chiaramente, o e` una verita` che non riesco ad accettare. Ho provato spesso a ripartire, per un po' le cose vanno bene, e proprio quando vanno bene, generalmente e` a quel punto che mi fermo. Limitandosi a osservare questo comportamento, si direbbe che non voglia che vadano bene; eppure non e` vero.
Ho paura di misurarmi: la vecchia storia della particella con proprieta` indeterminate in sovrapposizione mi si adatta ancora abbastanza bene. Ma ho paura di misurarmi non tanto perche` potrebbe comportare un risultato non corrispondente alle aspettative (anche, ma non solo): perche` anche e se soprattutto andasse bene, il fissare la mia realta` mi definirebbe come adulto in un proprio ruolo preciso, maturo, professionista, carico di responsabilita`... ma soprattutto uno che non ha piu` bisogno del sostegno della famiglia, non solo sul piano economico ma specialmente su quello emozionale. Il rapporto cambierebbe. Da qualche parte nella mia infantile testolina ci dev'essere ancora scritto che i bimbi grandi non piangono, non possono fare le bizze, non possono alzarsi tardi al mattino, non possono giocare, devono timbrare il cartellino e tirare avanti. Una visione della realta` adulta che ho assorbito dall'ambiente circostante e che non mi piace.
D'altronde, non e` una situazione senza via d'uscita: se stessi bene in questo "schema" di... umm... "puer aeternus", non mi imbatterei continuamente in segnali che vanno dall'ansia alla commozione, nonche` alle strane sensazioni provate nella stanza al di la` dello specchio, dove ho trovato il fantasma di qualcosa che idealmente mi completa. Per mantenere il parallelo con la meccanica quantistica, forse di la` ho trovato il mio sfuggente... partner supersimmetrico, che completa il quadro della teoria: l'embrione di adulto messo via e mai sviluppato che completa me stesso, e che mi attrae e mi respinge. Tutto questo, per me, convalida che questa stanza non e` davvero il mondo in cui mi piace vivere (e neanche quella di la`), ne` questa situazione mi piace.
Sono su un crinale scomodo e in definitiva forse mi serve solo un po' di coraggio, fare qualche passo e scollinare verso un declivio piu` tranquillo. Ma la resistenza generata dall'abitudine a una situazione di confine, sviluppata nei miei 4000 mattini senz'alba, e` enorme.
Wow, so descrivermi molto poeticamente.

Ora si tratta solo di muovere il culo.

> Cos'è che ti potrebbe bloccare? Boh. Hai creato
> un ambiente di sviluppo "informatica vecchia
> maniera" e forse temi che non ci sia più posto
> per questo tipo di informatica.
Nah, al mondo c'e` posto per tutto e la gente non guarda certo a cosa e` stato usato per sviluppare un prodotto, guarda al prodotto; o come dice quell'intraprendente tizio del blog citato in un altro post, al valore del prodotto. Se fai un gioco divertente, poco importa se e`... perfino in Flash.
> Può darsi che tu
> abbia paura che alla fine i giochi creati con
> Linoleum non siano più veloci degli
> altri.
Dipende. Se si tratta di aspetti che sfruttano in particolare l'alta integrazione con il sistema ospite, Linoleum perde. Se si tratta di potenza dura e cruda, vince. Ma a me interessa che sia veloce quanto basta a rendere possibile un gioco divertente.
> Eppure... dovrebbero esserlo. OO sul Pentium III
> 800 girava più lento di Word per Windows sul 286,
> per fare più o meno le stesse cose. Qualcuno deve
> porre fine all'andazzo di produrre programmi che
> contano sulla velocità del
> processore.
Cosi` va il mondo, ma in fondo a me importa poco.
> Oppure temi che resti confinato in una piccola
> comunità di sviluppatori. Oppure che venga dato
> in pasto a una vasta comunità di sviluppatori che
> ne faranno cose diverse da quelle per cui l'hai
> creato.
L.in.oleum non aveva e non ha scopi come cambiare il mondo, diffondersi fino a un tot livello o anche solo diffondersi a qualcun'altro. Per dirla tutta, e` possibile che L.in.oleum avesse uno scopo primario e uno di copertura: quello di copertura era costituire il mio linguaggio ideale; mentre quello primario era... rallentarmi.
* musichetta da suspence *
Potrebbe non essere cosi`, o almeno non esserlo stato all'epoca in cui e` stato creato. Nel tempo, pero`, e` senz'altro passato ad essere piu` che altro una scusa per perdere tempo, per farmi rimanere incompleto e indeterminato.
> Se guardiamo all'albero di tutte le possibili
> conseguenze delle nostre mosse, come se
> analizzassimo una partita a scacchi, il futuro si
> riempie di troppi dubbi perché i rami delle
> possibilità crescono esponenzialmente. Se UN
> dubbio bastava a bloccarmi gli appunti...
>

Io mi chiedo se i dubbi blocchino davvero solo quando si appoggiano a considerazioni meno impersonali e che toccano il cuore, piu` che il cervello.
Trova Wakanda!
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Solo il 5% riesce a trovarla! Provaci anche tu!!
Non sono lui ma tutte le volte che la guardo mi sganascio dalle risate, quindi penso che l'unico scopo dell'immagine sia far sganasciare dalle risate.
> Non necessariamente. Quello che dice è che un
> lavoro può essere d'ostacolo alla realizzazione
> dei tuoi obiettivi, perché impegna la mente e gli
> sforzi su altro invece che su di
> essi.
Si`, senz'altro.
Ma io non lavoro 24/7 eppure uso il tempo libero per cincischiare piu` che applicarmi ai miei progetti, nonostante questi ultimi mi attraggano. La verita` e` che ho fermato il motore, ho parcheggiato in una piazzolina e sto qui a guardare gli altri passare: un vero Codardo™.
> Naturalmente non tutti hanno degli obiettivi
> (spesso finti obiettivi sono un'imposizione del
> super-io, riflettono le aspettative che altri
> hanno su di te),
Questo e` molto vero!
Devo allenarmi a tenerlo in considerazione.
> È vero. Ma spesso non ci si muove perché non si
> sa che mossa fare, e/o perché le mosse tentate in
> passato non hanno prodotto
> risultati.
Nel mio caso non mi muovo perche` la mia impressione e` che le mosse tentate in passato ABBIANO prodotto risultati. Il che e` paradossale, a meno di guardarlo sotto la lente della considerazione precedente: aspettative altrui. Forse ho tentato di guadagnarmi una certa immagine, piu` che di perseguire qualcosa che davvero trovassi stimolante, divertente, entusiasmante da fare. Visti dei risultati, pero`, mi sono bloccato e ho fatto marcia indietro per non "impelagarmici", per non legarmi a quei risultati.
Per il caso particolare di Noctis il discorso si direbbe non quadrare: e` un videogioco, e prima ancora era un hobby, una di quelle cose che si fanno esattamente per divertirsi, e che si considera divertenti sviluppare, quindi che c'e` che non va?
C'e` che forse stava per diventare un lavoro, un progetto vendibile a patto di venire incontro a determinati standard e aspettative del "pubblico", un lavoro in cui avrei dovuto sottostare al dedicarmi alle features richieste dall'audience, dai futuri clienti. Temo di non averlo trovato piu` divertente.
Forse il problema e` che non riesco a fare serenamente la parte del "creativo", a provare a dire "questo e` quanto, se vi piace bene se no pazienza". Non riesco a dire di no, e piuttosto mi eclisso, cosi` evito il confronto. Conflitto che e` piu` con me stesso che con altri: mi fa sentire in colpa. Mi fa sentire non disposto ai sacrifici: sono tutti giudizi dannatamente provenienti dall'esterno, ma saldamente interiorizzati. Giudizi che pero` non mi smuovono, non hanno mai vinto. E cosi` sono sempre rimasto a meta` fra due piani, come un ascensore bloccato.
Non so se mettersi a fare con quel tizio funzionerebbe: creare programmi e attendere chi li apprezzi per quel che sono. Magari si`. Non posso saperlo se non ci provo. Paura che la verita` sia che non funzionerebbe? Forse. O forse paura che funzionerebbe, e il notare che funziona farebbe male a quel controllore interno, quello che punta il dito e lo giudicherebbe come una specie di successo immeritato perche` raggiunto col divertimento, e non col sacrificio.
Um... quando affronto questi discorsi mi viene da lasciar perdere subito. Potrebbe essere un buon segno.
> lavoro può essere d'ostacolo alla realizzazione
> dei tuoi obiettivi, perché impegna la mente e gli
> sforzi su altro invece che su di
> essi.
Si`, senz'altro.
Ma io non lavoro 24/7 eppure uso il tempo libero per cincischiare piu` che applicarmi ai miei progetti, nonostante questi ultimi mi attraggano. La verita` e` che ho fermato il motore, ho parcheggiato in una piazzolina e sto qui a guardare gli altri passare: un vero Codardo™.
> Naturalmente non tutti hanno degli obiettivi
> (spesso finti obiettivi sono un'imposizione del
> super-io, riflettono le aspettative che altri
> hanno su di te),
Questo e` molto vero!
Devo allenarmi a tenerlo in considerazione.
> È vero. Ma spesso non ci si muove perché non si
> sa che mossa fare, e/o perché le mosse tentate in
> passato non hanno prodotto
> risultati.
Nel mio caso non mi muovo perche` la mia impressione e` che le mosse tentate in passato ABBIANO prodotto risultati. Il che e` paradossale, a meno di guardarlo sotto la lente della considerazione precedente: aspettative altrui. Forse ho tentato di guadagnarmi una certa immagine, piu` che di perseguire qualcosa che davvero trovassi stimolante, divertente, entusiasmante da fare. Visti dei risultati, pero`, mi sono bloccato e ho fatto marcia indietro per non "impelagarmici", per non legarmi a quei risultati.
Per il caso particolare di Noctis il discorso si direbbe non quadrare: e` un videogioco, e prima ancora era un hobby, una di quelle cose che si fanno esattamente per divertirsi, e che si considera divertenti sviluppare, quindi che c'e` che non va?
C'e` che forse stava per diventare un lavoro, un progetto vendibile a patto di venire incontro a determinati standard e aspettative del "pubblico", un lavoro in cui avrei dovuto sottostare al dedicarmi alle features richieste dall'audience, dai futuri clienti. Temo di non averlo trovato piu` divertente.
Forse il problema e` che non riesco a fare serenamente la parte del "creativo", a provare a dire "questo e` quanto, se vi piace bene se no pazienza". Non riesco a dire di no, e piuttosto mi eclisso, cosi` evito il confronto. Conflitto che e` piu` con me stesso che con altri: mi fa sentire in colpa. Mi fa sentire non disposto ai sacrifici: sono tutti giudizi dannatamente provenienti dall'esterno, ma saldamente interiorizzati. Giudizi che pero` non mi smuovono, non hanno mai vinto. E cosi` sono sempre rimasto a meta` fra due piani, come un ascensore bloccato.
Non so se mettersi a fare con quel tizio funzionerebbe: creare programmi e attendere chi li apprezzi per quel che sono. Magari si`. Non posso saperlo se non ci provo. Paura che la verita` sia che non funzionerebbe? Forse. O forse paura che funzionerebbe, e il notare che funziona farebbe male a quel controllore interno, quello che punta il dito e lo giudicherebbe come una specie di successo immeritato perche` raggiunto col divertimento, e non col sacrificio.
Um... quando affronto questi discorsi mi viene da lasciar perdere subito. Potrebbe essere un buon segno.
> cioè devo fare Milano Genova 270 Miliardi di
> volte per raggiungere proxima
> centauri.
> E proxima è parecchio vicina in termini stellari.
Ma non devi coprire la distanza in macchina:
devi coprirla con uno stardrifter.
http://files.myopera.com/axle/vlgl/fottifoh/vimana...
...il problema e` che se si postula che quello funzioni, si implica che una volta usciti da una galassia massiccia sia difficile rientrarci. Quindi rimani isolato e vieni scoraggiato dal provarci...
http://files.myopera.com/axle/vlgl/fottifoh/galaxy...
> volte per raggiungere proxima
> centauri.
> E proxima è parecchio vicina in termini stellari.
Ma non devi coprire la distanza in macchina:
devi coprirla con uno stardrifter.

http://files.myopera.com/axle/vlgl/fottifoh/vimana...

...il problema e` che se si postula che quello funzioni, si implica che una volta usciti da una galassia massiccia sia difficile rientrarci. Quindi rimani isolato e vieni scoraggiato dal provarci...
http://files.myopera.com/axle/vlgl/fottifoh/galaxy...
