LLVM?
Aspe', prima vado a vedere cos'e`...
Ah, ecco. Prima differenza che mi viene in mente e` che, stando alla wiki, e` del 2003, cioe` ci hanno pensato dopo che io avevo avuto bisogno di qualcosa come Linoleum. Mica e` colpa mia se sono arrivati troppo tardi e m'ero gia` fatto da solo e m'erano venute le occhiaie. Il concetto (mio) antenato di Linoleum, che chiamavo originariamente BULK, era del '97.
Ora cerco di capire come funziona e ti dico se ci sono differenze e quali...
Aspe', prima vado a vedere cos'e`...
Ah, ecco. Prima differenza che mi viene in mente e` che, stando alla wiki, e` del 2003, cioe` ci hanno pensato dopo che io avevo avuto bisogno di qualcosa come Linoleum. Mica e` colpa mia se sono arrivati troppo tardi e m'ero gia` fatto da solo e m'erano venute le occhiaie. Il concetto (mio) antenato di Linoleum, che chiamavo originariamente BULK, era del '97.

Ora cerco di capire come funziona e ti dico se ci sono differenze e quali...
Arricchimento culturale in Svezia
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
> > Ma se stai parlando di strumenti di sviluppo, ti
> > appoggio
>
> Eh, perché? Dopotutto chi ha sviluppato quel
> determinato linguaggio/libreria potrebbe pensarla
> come te, no? Potrebbe pensare "bé...
> chemmenefregaame? Perché dovrei rinunciare a
> milioni di miliardi di $$$ per far contento
> alex.tg?".
Be', secondo me, sviluppare un linguaggio o un insieme di librerie e` un modo per farsi conoscere, perche` se il prodotto si diffonde diventa una base per molti altri prodotti. A quel punto puo` convenire, sempre secondo me. Comunque, non pretendo che gli strumenti di sviluppo siano open, ma capisco gia` di piu` i vantaggi di licenziarli sotto GPL.
> O forse il suo lavoro non vale quanto il tuo?
> Di librerie e linguaggi chiusi e proprietari
> dopotutto se ne sono usati fin dagli albori
> dell'informatica "casalinga".
E poi che e` successo? O)
> Il punto è che io desidero avere determinati
> diritti, e quando tocca a me darli non posso
> esimermi dal
> farlo.
Oh, da un punto di vista etico, sinceramente e personalmente, regalando L.in.oleum, incluse tutte le migliorie, tutte le librerie da me sviluppate presenti e future, prossime e remote, mi sentirei in pari con la "pretesa" di chiudere un gioco prossimo venturo per tentare di guadagnarci qualcosa nella maniera piu` "consona" all'autore, cioe` per via diretta: vendendo le iscrizioni e chiudendo il software per evitare che qualcun'altro mi faccia concorrenza con le mie stesse armi. Credo che ne parlero` un po' e vedro` che ne pensano dalle mie parti, ma non mi sentirei poi tanto "cattivo".
> Senza contare che se in scienza si fosse
> ragionato così (ovvero: questa
> scoperta/invenzione è mia e guai a chi me la
> tocca) ora saremo ancora in pieno medioevo.
Be' io non credo di avere granche` dello scienziato.
Pero` se L.in.oleum puo` servire ad aprire una nicchia mai esplorata, dato che in effetti dovrebbe avere dalla sua almeno una certa unicita`, be', a scanso di rischi pur vaghi di rallentare il progresso, e` e sara` per sempre free software. Ma un gioco... umm... nah, lo vedo come un divertimento per il presente, una cosa molto terrena e terra-terra, niente a che vedere con che so... il calcolo infinitesimale. Se lo chiudo che male potra` mai fare? In compenso, i proventi potrebbero far bene a me.
> Chi usa la GPL la vede così, ritiene che
> comportarsi in modo "etico" con i propri utenti
> sia importante, più importante degli eventuali
> rischi che questo
> comporta.
Secondo me ci sono altri modi per comportarsi in maniera eticamente corretta coi propri *clienti*, ma quello di regalare il prodotto e` autolesionistico.
> Senza contare che dalla GPL puoi trarne enormi
> vantaggi, fra cui il vedere il tuo progetto
> attirare una comunità di persone interessate a
> svilupparlo, a portarlo avanti, anche forse
> quando non ci sarai
> più.
Oh be', poco male, lascero` una nota nel testamento che autorizzi chiunque a portarlo avanti quando non ci saro` piu`.
> In compenso così facendo il mio nome
> diventa conosciuto e posso usare questi software
> come esempio nel caso qualche nuovo clienti abbia
> bisogno di qualcosa. In altre parole quello che
> sembra un male in realtà è un bene.
All'inizio si`, ma ottenuta la pubblicita`, se scopro che non voglio andare a lavorare come dipendente... be', bisognera` che tiri a "far ciccia" da solo. Ovvero come autore. Insomma, nel mio caso sto rendendomi conto che l'open non e` piu` una strada molto attraente.
> La GPL non impedisce la vendita di software GPL,
Il che fa la gioia dei distributori grandi e grossi che realizzano raccolte e le usano come attrazioni a pagamento.
> Senza contare poi che
> chi fa raccolte di software in genere non si
> limita solo a questo... ma fa anche recensioni,
> ecc... quindi in realtà non paghi il software,
> paghi la recensione, il supporto, il "disturbo"
> per aver cercato, selezionato e distribuito tali
> software. Ma d'altra parte è una cosa che puoi
> fare anche tu...
Appunto.
Posso farla selezionando software altrui senza muovere un dito. E` il paradosso maxmassimo: l'autore ci si e` fatto due palle cosi` e il distributore raccoglie frutti.
> Anni
> fa ho messo su una paginetta con PayPal e vendevo
> a un paio di euro CD con software open e gratuiti
> via WEB. Alcuni, quelli che per esempio non
> avevano una connessione ADSL, me li hanno anche
> comprati (non molti, ma d'altra parte non ho
> pubblicizzato la cosa, non sono andato a spammare
> in giro,
> ecc).
Tu, ma che dire di ${famosa_rivista_a_caso}? Loro di raccolte ne vendono, ne realizzano ricavi niente male, e gli autori? Oh be', si vedono pubblicizzati...
no, non mi sembra giusto.
> - dai ai tuoi utenti la libertà di
> personalizzare i tuoi programmi, e anche di
> scegliere un altro
> sviluppatore
Appunto.
Ci trovi nulla di autodistruttivo?
> - dai a te stesso la possibilità di conoscere
> altri sviluppatori che vogliono partecipare al
> tuo progetto ed imparare a tua volta da
> loro
Mah, facciamo che vado su un bel forum e ci conosciamo li`.
> - dai alle varie riviste del settore il permesso
> di distribuire il tuo lavoro, e quindi di
> pubblicizzarti (pubblicità che in futuro puoi
> usare per i tuoi
> scopi)
All'inizio, forse, puo` farti piacere pensare al futuro. Ma anche qualcosa per aiutarti a andare avanti nell'immediato non sarebbe sgradito. Ai tempi in cui spedivo segatine per l'Amiga sulla rubrica PD Sowftare di MC, passata la selezione ti arrivava dalla Technomedia almeno un piccolo assegno di centomila lire che chiamavano "gettone di presenza". Per loro sara` anche stata una briciola, ma era gia` un modo per riconoscere il valore dello sviluppatore indipendente a cui attingevano.
> - se il tuo progetto è interessante e attira
> sviluppatori può crescere ben al di là di quanto
> speri e di quanto potresti mai fare da
> solo
Ehm... scusa, ma se ci guadagno direttamente, poi posso anche permettermi di cercare aiuto a pagamento, ovvero di associarmi ad altri per spartire i proventi. Il tutto restando in prima linea lungo la catena di vendita, non regalando a qualcun'altro, in virtu` della sua maggior capacita` distributiva, l'indotto del mio software per poi sperare che mi assuma per fare manutenzione.
> Poi se ci pensi... perché qualcuno dovrebbe
> pagare caio e non te?
Che ne so, ma perche` dovrei permetterlo quando posso almeno provare a evitarlo, tenendomi i diritti d'autore? Almeno ci provero`, specie nell'ottica di un progetto che secondo me rischia molto, se apre il codice. Poi magari andra` a finire che mi rendero` conto di aver fatto una cazzata e lo apriro`.
Be', vado a letto...
> > appoggio
>
> Eh, perché? Dopotutto chi ha sviluppato quel
> determinato linguaggio/libreria potrebbe pensarla
> come te, no? Potrebbe pensare "bé...
> chemmenefregaame? Perché dovrei rinunciare a
> milioni di miliardi di $$$ per far contento
> alex.tg?".
Be', secondo me, sviluppare un linguaggio o un insieme di librerie e` un modo per farsi conoscere, perche` se il prodotto si diffonde diventa una base per molti altri prodotti. A quel punto puo` convenire, sempre secondo me. Comunque, non pretendo che gli strumenti di sviluppo siano open, ma capisco gia` di piu` i vantaggi di licenziarli sotto GPL.
> O forse il suo lavoro non vale quanto il tuo?
> Di librerie e linguaggi chiusi e proprietari
> dopotutto se ne sono usati fin dagli albori
> dell'informatica "casalinga".
E poi che e` successo? O)
> Il punto è che io desidero avere determinati
> diritti, e quando tocca a me darli non posso
> esimermi dal
> farlo.
Oh, da un punto di vista etico, sinceramente e personalmente, regalando L.in.oleum, incluse tutte le migliorie, tutte le librerie da me sviluppate presenti e future, prossime e remote, mi sentirei in pari con la "pretesa" di chiudere un gioco prossimo venturo per tentare di guadagnarci qualcosa nella maniera piu` "consona" all'autore, cioe` per via diretta: vendendo le iscrizioni e chiudendo il software per evitare che qualcun'altro mi faccia concorrenza con le mie stesse armi. Credo che ne parlero` un po' e vedro` che ne pensano dalle mie parti, ma non mi sentirei poi tanto "cattivo".
> Senza contare che se in scienza si fosse
> ragionato così (ovvero: questa
> scoperta/invenzione è mia e guai a chi me la
> tocca) ora saremo ancora in pieno medioevo.
Be' io non credo di avere granche` dello scienziato.

Pero` se L.in.oleum puo` servire ad aprire una nicchia mai esplorata, dato che in effetti dovrebbe avere dalla sua almeno una certa unicita`, be', a scanso di rischi pur vaghi di rallentare il progresso, e` e sara` per sempre free software. Ma un gioco... umm... nah, lo vedo come un divertimento per il presente, una cosa molto terrena e terra-terra, niente a che vedere con che so... il calcolo infinitesimale. Se lo chiudo che male potra` mai fare? In compenso, i proventi potrebbero far bene a me.

> Chi usa la GPL la vede così, ritiene che
> comportarsi in modo "etico" con i propri utenti
> sia importante, più importante degli eventuali
> rischi che questo
> comporta.
Secondo me ci sono altri modi per comportarsi in maniera eticamente corretta coi propri *clienti*, ma quello di regalare il prodotto e` autolesionistico.
> Senza contare che dalla GPL puoi trarne enormi
> vantaggi, fra cui il vedere il tuo progetto
> attirare una comunità di persone interessate a
> svilupparlo, a portarlo avanti, anche forse
> quando non ci sarai
> più.
Oh be', poco male, lascero` una nota nel testamento che autorizzi chiunque a portarlo avanti quando non ci saro` piu`.

> In compenso così facendo il mio nome
> diventa conosciuto e posso usare questi software
> come esempio nel caso qualche nuovo clienti abbia
> bisogno di qualcosa. In altre parole quello che
> sembra un male in realtà è un bene.
All'inizio si`, ma ottenuta la pubblicita`, se scopro che non voglio andare a lavorare come dipendente... be', bisognera` che tiri a "far ciccia" da solo. Ovvero come autore. Insomma, nel mio caso sto rendendomi conto che l'open non e` piu` una strada molto attraente.
> La GPL non impedisce la vendita di software GPL,
Il che fa la gioia dei distributori grandi e grossi che realizzano raccolte e le usano come attrazioni a pagamento.
> Senza contare poi che
> chi fa raccolte di software in genere non si
> limita solo a questo... ma fa anche recensioni,
> ecc... quindi in realtà non paghi il software,
> paghi la recensione, il supporto, il "disturbo"
> per aver cercato, selezionato e distribuito tali
> software. Ma d'altra parte è una cosa che puoi
> fare anche tu...
Appunto.
Posso farla selezionando software altrui senza muovere un dito. E` il paradosso maxmassimo: l'autore ci si e` fatto due palle cosi` e il distributore raccoglie frutti.
> Anni
> fa ho messo su una paginetta con PayPal e vendevo
> a un paio di euro CD con software open e gratuiti
> via WEB. Alcuni, quelli che per esempio non
> avevano una connessione ADSL, me li hanno anche
> comprati (non molti, ma d'altra parte non ho
> pubblicizzato la cosa, non sono andato a spammare
> in giro,
> ecc).
Tu, ma che dire di ${famosa_rivista_a_caso}? Loro di raccolte ne vendono, ne realizzano ricavi niente male, e gli autori? Oh be', si vedono pubblicizzati...
no, non mi sembra giusto.
> - dai ai tuoi utenti la libertà di
> personalizzare i tuoi programmi, e anche di
> scegliere un altro
> sviluppatore
Appunto.
Ci trovi nulla di autodistruttivo?
> - dai a te stesso la possibilità di conoscere
> altri sviluppatori che vogliono partecipare al
> tuo progetto ed imparare a tua volta da
> loro
Mah, facciamo che vado su un bel forum e ci conosciamo li`.

> - dai alle varie riviste del settore il permesso
> di distribuire il tuo lavoro, e quindi di
> pubblicizzarti (pubblicità che in futuro puoi
> usare per i tuoi
> scopi)
All'inizio, forse, puo` farti piacere pensare al futuro. Ma anche qualcosa per aiutarti a andare avanti nell'immediato non sarebbe sgradito. Ai tempi in cui spedivo segatine per l'Amiga sulla rubrica PD Sowftare di MC, passata la selezione ti arrivava dalla Technomedia almeno un piccolo assegno di centomila lire che chiamavano "gettone di presenza". Per loro sara` anche stata una briciola, ma era gia` un modo per riconoscere il valore dello sviluppatore indipendente a cui attingevano.
> - se il tuo progetto è interessante e attira
> sviluppatori può crescere ben al di là di quanto
> speri e di quanto potresti mai fare da
> solo
Ehm... scusa, ma se ci guadagno direttamente, poi posso anche permettermi di cercare aiuto a pagamento, ovvero di associarmi ad altri per spartire i proventi. Il tutto restando in prima linea lungo la catena di vendita, non regalando a qualcun'altro, in virtu` della sua maggior capacita` distributiva, l'indotto del mio software per poi sperare che mi assuma per fare manutenzione.
> Poi se ci pensi... perché qualcuno dovrebbe
> pagare caio e non te?
Che ne so, ma perche` dovrei permetterlo quando posso almeno provare a evitarlo, tenendomi i diritti d'autore? Almeno ci provero`, specie nell'ottica di un progetto che secondo me rischia molto, se apre il codice. Poi magari andra` a finire che mi rendero` conto di aver fatto una cazzata e lo apriro`.
Be', vado a letto...
> La GPL fa senz'altro un favore all'utente, ma io
> sto cercando di vederla dal punto di vista dello
> sviluppatore. Ci sara` anche modo di trarre
> vantaggi comunque dall'essere autori, ma l'arma
> piu` potente, il copyright, viene svenduta a
> priori.
Gia`...
-
http://en.wikipedia.org/wiki/Talk:Free_software#Co... 
eh, gia`
-
http://en.wikipedia.org/wiki/Talk:Free_software#Fr... 
il secondo sembra la versione anglofona di csoe.
> sto cercando di vederla dal punto di vista dello
> sviluppatore. Ci sara` anche modo di trarre
> vantaggi comunque dall'essere autori, ma l'arma
> piu` potente, il copyright, viene svenduta a
> priori.
Gia`...
-

eh, gia`
-

il secondo sembra la versione anglofona di csoe.
> Mi è successo diverse
> volte, anche in programmazione, di impararmi tomi
> su tomi su tecnologie che sono poi scomparse dal
> giorno alla notte come è successo con Borland
> Delphi quando Microsoft ci ha messo le zampette
> mandando all'aria le librerie, anni di
> esperienza, eccetera eccetera
> eccetera.
Ma se stai parlando di strumenti di sviluppo, ti appoggio: quelli e` piu` conveniente lasciarli liberi di um... "andare e riprodursi".
> Poi ti dirò... non è mio interesse inculare i
> miei clienti, dopotutto sono stato pagato con
> soldi che mi sono stati dati senza ingiusti
> limiti sul loro
> utilizzo.
Ma con la GPL non e` che t'inculi da solo, in quanto sviluppatore? Concentrati un attimo su questo: da autore del prodotto con diritti esclusivi sulla sua distribuzione, passi ad essere uno che conosce bene il prodotto sul piano tecnico, in competizione con chiunque altro abbia il tempo e la voglia di analizzarne i sorgenti. Da questo punto di vista non ti dai la zappa sui piedi? Non ti prendi a martellate sui coglioni?
Piu` che altro a me resta impressa una cosa, quando vado in edicola: le riviste che accorpano software open in raccolte, si trovano a fare da distributori a pagamento di software i cui autori hanno dato via i loro diritti a distribuire. Ma questo ti sembra giusto?
La GPL fa senz'altro un favore all'utente, ma io sto cercando di vederla dal punto di vista dello sviluppatore. Ci sara` anche modo di trarre vantaggi comunque dall'essere autori, ma l'arma piu` potente, il copyright, viene svenduta a priori.
> volte, anche in programmazione, di impararmi tomi
> su tomi su tecnologie che sono poi scomparse dal
> giorno alla notte come è successo con Borland
> Delphi quando Microsoft ci ha messo le zampette
> mandando all'aria le librerie, anni di
> esperienza, eccetera eccetera
> eccetera.
Ma se stai parlando di strumenti di sviluppo, ti appoggio: quelli e` piu` conveniente lasciarli liberi di um... "andare e riprodursi".
> Poi ti dirò... non è mio interesse inculare i
> miei clienti, dopotutto sono stato pagato con
> soldi che mi sono stati dati senza ingiusti
> limiti sul loro
> utilizzo.
Ma con la GPL non e` che t'inculi da solo, in quanto sviluppatore? Concentrati un attimo su questo: da autore del prodotto con diritti esclusivi sulla sua distribuzione, passi ad essere uno che conosce bene il prodotto sul piano tecnico, in competizione con chiunque altro abbia il tempo e la voglia di analizzarne i sorgenti. Da questo punto di vista non ti dai la zappa sui piedi? Non ti prendi a martellate sui coglioni?

Piu` che altro a me resta impressa una cosa, quando vado in edicola: le riviste che accorpano software open in raccolte, si trovano a fare da distributori a pagamento di software i cui autori hanno dato via i loro diritti a distribuire. Ma questo ti sembra giusto?
La GPL fa senz'altro un favore all'utente, ma io sto cercando di vederla dal punto di vista dello sviluppatore. Ci sara` anche modo di trarre vantaggi comunque dall'essere autori, ma l'arma piu` potente, il copyright, viene svenduta a priori.
> > Nella mia idea, lo sbranamento sarebbe stat
>
> se se se, con i se e con i ma non si cambia il
> mondo. Come vedi non trovi esempi realmente
> accaduti e ti sei tuffato su keyhole. Hai fatto
> un buco nella chiave.Anzi no neanche
> quello.
A proposito, come mai Google non ha ancora aperto il successore di Keyhole?
http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Earth 
-> license: freeware/proprietary
Come mai non ha aperto Sketchup?
http://en.wikipedia.org/wiki/Google_sketchup 
-> license: standard=freeware; pro=proprietary commercial software
Mi chiedo: Google non "crede" nell'open, o piuttosto non gli sembra conveniente aprire dei prodotti che attualmente vende?
> > Frega nulla.
> > Frega nulla.
>
> Sì quando poi devi pagare la banda e il resto
> vedi che ti
> frega.
Non lo dicevo in proposito della banda, ma di CVS e Launchpad. Vedere due messaggi sopra.
> > Niente a parte la proprieta` del software
>
> Pensavo ti interessassero i soldi. Non poter
> dire: è mio è mio! e non lo do a
> nessuno!
Oh be', quelli m'interessano limitatamente alla mia autonomia, e pensando di condurre una vita non da riccone. Volevo solo capire come si faceva a guadagnare creando roba open, e finora quel che ho capito e` sul tipo di dover guadagnare sull'indotto e come subordinato a un distributore, e quello non mi piacerebbe. Non lo troverei giusto.
> E' un video vecchio
Episodio di paralisi selettiva a 0:57.
> > Puoi espandere?
>
> Certo, ormai se vuoi fare qualcosa di
> proprietario devi avere grossi capitali alle
> spalle. Se non hai una struttura e dei capitali
> puoi fare solo una cosa misera che attirerà
> quatto sfigati appassionati di giochi di
> merda.
Se non sono proprio quattro ne` quattro milioni, ma sono nell'ordine dei quattromila, magari va bene lo stesso.
> > Mah, non so che dirti, a me e` successo anche
> con
> > roba non GPL. La VM di L.in.oleum la riscrissero
> > per Linux anche quando L.in.oleum era sotto una
> > licenza proprietaria chiamata WPL progettata per
> > non permettere fork non autorizzati. Poi ci ho
> > ripensato, era una cazzata, ma lo era per
> > L.in.oleum.
>
> Forse non hai capito. La GPL regola solo la
> distribuzione. Quindi se io ti do Linux e tu lo
> modifichi non è che poi ti posso chiedere i
> sorgenti. Perché lo stai solo modificando senza
> distribuirlo. La GPL non regola l'uso.
No, forse non hai capito. La WPL funzionava al contrario: richiedeva l'autorizzazione per poter distribuire eventuali forks, non per realizzarne per uso personale. In breve, era una licenza per "read-only open source". Si poteva modificare, ma solo se non lo si redistribuiva, oppure si otteneva l'autorizzazione a farlo. Era fatta in risposta a una mia mania di tenerlo sotto controllo in modo che non venisse stravolto. In ogni caso e` acqua passata, ma anche cosi` licenziato, non e` che non avessi trovato collaboratori.
> Ma come ti vuoi sostenere se non attiri tante
> persone? Alla fine farai come ho detto sopra: un
> software di merda che interesserà a quattro gatti
> e non ti farà guadagnare
> niente.
Puo` darsi, ma non chiedevo un parere su quante possibilita` di successo avessi. Ero partito dal chiedere come si potesse cavar qualche soldo dal programmare un proprio progetto rilasciandolo sotto GPL. Mi hai detto che le possibilita` ci sono, e per quanto ho capito girano attorno alla conoscenza del codice.
> Non è una questione di religione, è che tu trovi
> solo ragioni per non farlo. Quindi non ti stimola
> e se non ti stimola, attira, piace allora è
> inutile
> provarci.
Ok, ok, non ci provero` con la GPL o derivati. Lascero` Linoleum come free software perche` credo che per quello sia meglio cosi`.
>
> se se se, con i se e con i ma non si cambia il
> mondo. Come vedi non trovi esempi realmente
> accaduti e ti sei tuffato su keyhole. Hai fatto
> un buco nella chiave.Anzi no neanche
> quello.
A proposito, come mai Google non ha ancora aperto il successore di Keyhole?

-> license: freeware/proprietary
Come mai non ha aperto Sketchup?

-> license: standard=freeware; pro=proprietary commercial software
Mi chiedo: Google non "crede" nell'open, o piuttosto non gli sembra conveniente aprire dei prodotti che attualmente vende?
> > Frega nulla.
> > Frega nulla.
>
> Sì quando poi devi pagare la banda e il resto
> vedi che ti
> frega.
Non lo dicevo in proposito della banda, ma di CVS e Launchpad. Vedere due messaggi sopra.
> > Niente a parte la proprieta` del software
>
> Pensavo ti interessassero i soldi. Non poter
> dire: è mio è mio! e non lo do a
> nessuno!
Oh be', quelli m'interessano limitatamente alla mia autonomia, e pensando di condurre una vita non da riccone. Volevo solo capire come si faceva a guadagnare creando roba open, e finora quel che ho capito e` sul tipo di dover guadagnare sull'indotto e come subordinato a un distributore, e quello non mi piacerebbe. Non lo troverei giusto.
> E' un video vecchio
Episodio di paralisi selettiva a 0:57.
> > Puoi espandere?
>
> Certo, ormai se vuoi fare qualcosa di
> proprietario devi avere grossi capitali alle
> spalle. Se non hai una struttura e dei capitali
> puoi fare solo una cosa misera che attirerà
> quatto sfigati appassionati di giochi di
> merda.
Se non sono proprio quattro ne` quattro milioni, ma sono nell'ordine dei quattromila, magari va bene lo stesso.
> > Mah, non so che dirti, a me e` successo anche
> con
> > roba non GPL. La VM di L.in.oleum la riscrissero
> > per Linux anche quando L.in.oleum era sotto una
> > licenza proprietaria chiamata WPL progettata per
> > non permettere fork non autorizzati. Poi ci ho
> > ripensato, era una cazzata, ma lo era per
> > L.in.oleum.
>
> Forse non hai capito. La GPL regola solo la
> distribuzione. Quindi se io ti do Linux e tu lo
> modifichi non è che poi ti posso chiedere i
> sorgenti. Perché lo stai solo modificando senza
> distribuirlo. La GPL non regola l'uso.
No, forse non hai capito. La WPL funzionava al contrario: richiedeva l'autorizzazione per poter distribuire eventuali forks, non per realizzarne per uso personale. In breve, era una licenza per "read-only open source". Si poteva modificare, ma solo se non lo si redistribuiva, oppure si otteneva l'autorizzazione a farlo. Era fatta in risposta a una mia mania di tenerlo sotto controllo in modo che non venisse stravolto. In ogni caso e` acqua passata, ma anche cosi` licenziato, non e` che non avessi trovato collaboratori.
> Ma come ti vuoi sostenere se non attiri tante
> persone? Alla fine farai come ho detto sopra: un
> software di merda che interesserà a quattro gatti
> e non ti farà guadagnare
> niente.
Puo` darsi, ma non chiedevo un parere su quante possibilita` di successo avessi. Ero partito dal chiedere come si potesse cavar qualche soldo dal programmare un proprio progetto rilasciandolo sotto GPL. Mi hai detto che le possibilita` ci sono, e per quanto ho capito girano attorno alla conoscenza del codice.
> Non è una questione di religione, è che tu trovi
> solo ragioni per non farlo. Quindi non ti stimola
> e se non ti stimola, attira, piace allora è
> inutile
> provarci.
Ok, ok, non ci provero` con la GPL o derivati. Lascero` Linoleum come free software perche` credo che per quello sia meglio cosi`.
Tua madre succhia cazzi all'inferno
Ad
http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
> Se chiedi chi e chi dovresti dire Google
> ovviamente avrebbe sbranato Keyhole.
>
> Ma avrebbe senso se mi avessi citato un episodio
> di
> sbranamento.
Nella mia idea, lo sbranamento sarebbe stato possibile se Keyhole non avesse tenuto per se` i diritti sul codice che Google si e` trovata a dover acquistare. Keyhole probabilmente non aveva scelto la via open perche` sapeva in anticipo che poteva succedere.
> Ora non dirmi che vuoi fare tutto da te, perché
> non combini un
> cazzo.
Io non sono un socialone.
> Seconda cosa perché puoi contare sulla comunità
> che ti manda le patch e magari trovare altre
> persone disposte a collaborare per le
> features.
E non si potrebbe pagarle, le persone disposte a collaborare?
> Terzo ti danno hosting gratuito con cui usare CVS
> o GIT e ti creano anche le night builds senza che
> tu debba cacciare un
> soldo.
Frega nulla.
> Puoi usare launchpad per far tradurre il software
> in tre miliardi di lingue da parte della
> comunità.
Frega nulla.
> Far aprire i ticket agli utenti. Avere
> la sezione con le domande degli utenti ecc...
Cose difficili davvero da procurarsi da soli.
> Puoi
> permettere di far scaricare il tuo programma a
> milioni di persone, avere un mare di mirror,
> senza scucire
> niente.
Niente a parte la proprieta` del software.
> La licenza GPL ti permette anche di non dover
> andare da un avvocato e farti scrivere da lui la
> licenza.Una licenza su misura e solida ti costerà
> parecchio.
Ah, be', quando questo diventa una difficolta` superabile con la GPL, allora diventa anche probabile che qualcuno ti trascini in tribunale...
> Il punto è che tu Keyhole non la potresti mai
> creare. Non hai i soldi per farlo. Non basta poi
> un programmatore solo. Con il software open
> source invece anche uno stronzo come te può
> creare qualcosa di
> straordinario.
Yuppy!
> riutilizzare altrove. Il tutto perché erano
> terrorizzati di un fork. Morale della favola?
> Pochi sviluppatori e grafici disposti ad
> aiutarli.
Per quanto ne ho capito, timore giustificato dalla scelta di farlo open: la grafica non basterebbe a forkare, se il codice fosse chiuso.
> SecondLife è un client con i controcazzi.
Il video lo sto scaricando, poi ti dico. Ricordo vagamente filmati in cui i personaggi (gli avatars) si spostavano con evidenti, ridicoli sintomi di paralisi selettiva e manichinaggine galoppante. Per quello mettevo in dubbio il suo valore. Magari e` migliorato, non so... ieri notte mi sono poi divertito a leggere le critiche a SL. Ce ne sono a iosa, da cui imparare. Specie quelle sullo scripting engine.
> Ma non dire fesserie, scendi giù dal pino.
Io non ho intenzione di apparire altezzoso, ma il modello open continua a non piacermi. Per certe cose magari va bene. L.in.oleum per esempio puo` trarre vantaggi enormi ed essenziali dall'essere open. Non andrebbe da nessuna parte se fosse proprietario. Inoltre non m'interessa venderlo o cavarne qualcosa in termini finanziari.
> Farai
> il solito progettino per geek sfigati con una
> mano sulla tastiera e l'altra sulla
> mutanda.
Puoi espandere?
> Ti
> dà i server per hostare il codice, la banda, il
> sistema di ticket, le traduzioni, la gente che
> manda le patch gratis. Anche se all'inizio non ti
> manderà niente nessuno e dirai che l'open è una
> cagata.
Mah, non so che dirti, a me e` successo anche con roba non GPL. La VM di L.in.oleum la riscrissero per Linux anche quando L.in.oleum era sotto una licenza proprietaria chiamata WPL progettata per non permettere fork non autorizzati. Poi ci ho ripensato, era una cazzata, ma lo era per L.in.oleum.
> > E a ogni modo (a parte che
> > non uso librerie altrui)
>
> Non le vuoi usare perché sei un pìcio e ti
> complichi la vita per niente. Gli anni '80 sono
> finiti, sveglia è il 2010
> ora.
Potresti aver ragione, pero` secondo me c'e` sempre una nicchia per l'originalita`. Vedi, a me non interessa creare un prodotto che useranno milioni di utenti, ma divertirmi facendo qualcosa che mi da` abbastanza per sostenermi: sostenere me, non un'azienda megagalattica. Farlo a modo mio e` essenziale perche` ne sia soddisfatto.
> Ma il tuo problema
> è che non credi nell'open. Chi non crede
> nell'open è inutile che scelga questa via.
Non la considero una religione. Secondo me e` utile in certi casi, di ostacolo in altri. "Ci credo" nel caso di strumenti di sviluppo e librerie.
-----------------------------------------------------------
Modificato dall' autore il 19 novembre 2010 00.54
-----------------------------------------------------------
> ovviamente avrebbe sbranato Keyhole.
>
> Ma avrebbe senso se mi avessi citato un episodio
> di
> sbranamento.
Nella mia idea, lo sbranamento sarebbe stato possibile se Keyhole non avesse tenuto per se` i diritti sul codice che Google si e` trovata a dover acquistare. Keyhole probabilmente non aveva scelto la via open perche` sapeva in anticipo che poteva succedere.
> Ora non dirmi che vuoi fare tutto da te, perché
> non combini un
> cazzo.
Io non sono un socialone.

> Seconda cosa perché puoi contare sulla comunità
> che ti manda le patch e magari trovare altre
> persone disposte a collaborare per le
> features.
E non si potrebbe pagarle, le persone disposte a collaborare?
> Terzo ti danno hosting gratuito con cui usare CVS
> o GIT e ti creano anche le night builds senza che
> tu debba cacciare un
> soldo.
Frega nulla.
> Puoi usare launchpad per far tradurre il software
> in tre miliardi di lingue da parte della
> comunità.
Frega nulla.
> Far aprire i ticket agli utenti. Avere
> la sezione con le domande degli utenti ecc...
Cose difficili davvero da procurarsi da soli.

> Puoi
> permettere di far scaricare il tuo programma a
> milioni di persone, avere un mare di mirror,
> senza scucire
> niente.
Niente a parte la proprieta` del software.
> La licenza GPL ti permette anche di non dover
> andare da un avvocato e farti scrivere da lui la
> licenza.Una licenza su misura e solida ti costerà
> parecchio.
Ah, be', quando questo diventa una difficolta` superabile con la GPL, allora diventa anche probabile che qualcuno ti trascini in tribunale...
> Il punto è che tu Keyhole non la potresti mai
> creare. Non hai i soldi per farlo. Non basta poi
> un programmatore solo. Con il software open
> source invece anche uno stronzo come te può
> creare qualcosa di
> straordinario.
Yuppy!

> riutilizzare altrove. Il tutto perché erano
> terrorizzati di un fork. Morale della favola?
> Pochi sviluppatori e grafici disposti ad
> aiutarli.
Per quanto ne ho capito, timore giustificato dalla scelta di farlo open: la grafica non basterebbe a forkare, se il codice fosse chiuso.
> SecondLife è un client con i controcazzi.
Il video lo sto scaricando, poi ti dico. Ricordo vagamente filmati in cui i personaggi (gli avatars) si spostavano con evidenti, ridicoli sintomi di paralisi selettiva e manichinaggine galoppante. Per quello mettevo in dubbio il suo valore. Magari e` migliorato, non so... ieri notte mi sono poi divertito a leggere le critiche a SL. Ce ne sono a iosa, da cui imparare. Specie quelle sullo scripting engine.
> Ma non dire fesserie, scendi giù dal pino.
Io non ho intenzione di apparire altezzoso, ma il modello open continua a non piacermi. Per certe cose magari va bene. L.in.oleum per esempio puo` trarre vantaggi enormi ed essenziali dall'essere open. Non andrebbe da nessuna parte se fosse proprietario. Inoltre non m'interessa venderlo o cavarne qualcosa in termini finanziari.
> Farai
> il solito progettino per geek sfigati con una
> mano sulla tastiera e l'altra sulla
> mutanda.
Puoi espandere?
> Ti
> dà i server per hostare il codice, la banda, il
> sistema di ticket, le traduzioni, la gente che
> manda le patch gratis. Anche se all'inizio non ti
> manderà niente nessuno e dirai che l'open è una
> cagata.
Mah, non so che dirti, a me e` successo anche con roba non GPL. La VM di L.in.oleum la riscrissero per Linux anche quando L.in.oleum era sotto una licenza proprietaria chiamata WPL progettata per non permettere fork non autorizzati. Poi ci ho ripensato, era una cazzata, ma lo era per L.in.oleum.
> > E a ogni modo (a parte che
> > non uso librerie altrui)
>
> Non le vuoi usare perché sei un pìcio e ti
> complichi la vita per niente. Gli anni '80 sono
> finiti, sveglia è il 2010
> ora.
Potresti aver ragione, pero` secondo me c'e` sempre una nicchia per l'originalita`. Vedi, a me non interessa creare un prodotto che useranno milioni di utenti, ma divertirmi facendo qualcosa che mi da` abbastanza per sostenermi: sostenere me, non un'azienda megagalattica. Farlo a modo mio e` essenziale perche` ne sia soddisfatto.
> Ma il tuo problema
> è che non credi nell'open. Chi non crede
> nell'open è inutile che scelga questa via.
Non la considero una religione. Secondo me e` utile in certi casi, di ostacolo in altri. "Ci credo" nel caso di strumenti di sviluppo e librerie.
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Modificato dall' autore il 19 novembre 2010 00.54
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> > ma il caso non esiste
>
> Lo senti questo rumore ? E' Dio che gioca a dadi
>
> ...
Si` ma con che tipo di dadi?
Normali? Quelli icosaedrici da 21 facce?
E poi a cosa gioca? A Risiko?
Bisogna specificare, altrimenti la teoria non e` falsificabile.
>
> Lo senti questo rumore ? E' Dio che gioca a dadi
>

> ...
Si` ma con che tipo di dadi?
Normali? Quelli icosaedrici da 21 facce?
E poi a cosa gioca? A Risiko?
Bisogna specificare, altrimenti la teoria non e` falsificabile.
> http://www.karimzaouai.com/project/livre-numerique 
>
> Non credo esista, sembra che la parte dello
> schermo sia sovrapposta
> digitalmente.
Si` probabilmente e` un'idea e basta. Il modo di girare le pagine mi convince molto poco: devi stare ferrrrrrrrrrrrrmissimo se no son cazzi.

>
> Non credo esista, sembra che la parte dello
> schermo sia sovrapposta
> digitalmente.
Si` probabilmente e` un'idea e basta. Il modo di girare le pagine mi convince molto poco: devi stare ferrrrrrrrrrrrrmissimo se no son cazzi.
> > > > > Be', io un'idea ce l'avrei anche, in forma
> > > > > embrionica, ma la vedo piu` sicura se il
> > > client
> > > > > non e` liberamente copiabile,
> > ridistribuibile,
> > > > > "agguantabile". Non e` ai giocatori che
> > vorrei
> > > > > mai rompere il cazzo, ma a chi potrebbe
> fare
> > > > come
> > > > > Google con Keyhole, senza pagare per
> > > acquistare
> > > > > Keyhole. Non so se mi spiego...
> > > > >
> > > >
> > > > Keyhole a me pare se la siano comprata.
> > >
> > > Keyhole non era open.
> >
> > Sei tu che hai detto: a chi potrebbe fare come
> > Google con Keynote, senza pagare per
> > acquistare.
> >
> > Non era mica chiaro, infatti hai detto alla
> fine:
> > non so se mi spiego
Davo per scontata la storia di keyhole, inc rilevata da google per ribattezzare il client di keyhole "Google Earth". Se keyhole fosse stato un client open e i suoi autori non avessero tenuto per se` i diritti di modificarlo e ridistribuirlo, allora a parita` di accesso di entrambe le aziende a un bouquet rilevante di immagini satellitari, chi avrebbe sbranato chi?
Google, ovviamente.
> > Comunque tu puoi mettere le immagini e i suoi
> > sotto un'altra licenza più
> > restrittiva.
Ma allora perche` non anche il software stesso? Perche` ripiegare su immagini e suoni, o sul supporto, ed evitare come la peste il valore del software? Non ha molto senso, per come la vedo io.
> > Poi ormai tanti giochi fanno i soldi con la
> parte
> > server. L'importante è creare una grossa
> comunità
> > di giocatori.
E il valore sta anche nella massa di dati che descrivono il territorio di gioco, magari costruita dalla stessa comunita`. Massa ben chiusa dentro ai server, beninteso.
> > Second life dà il client
> > open source sotto GPL hai sentito che un'altra
> > azienda l'ha preso e ha fatto un
> > clone?
Non so se abbia un valore, dovrei provarlo. Ma se come look and feel e` banale, il client di Second Life non vale un granche` e concentra il valore del prodotto nel database che ha alle spalle.
Ma se il client fosse innovativo, distintivo, molto particolare? Non so se lo faro` mai partire 'sto treno, e cosa ne verra` fuori, ma se tutto va bene un mio client penso che non sara` tanto banale. Non necessariamente migliore dalla "norma", ma diverso e caratteristico si`. Ecco perche` mi viene in mente di proteggerlo: vorrei accoppiare il valore del client in termini di originalita` a quello del DB e della comunita`.
> > Puoi dare il client open source e tenere la
> parte
> > server per
> > te.
In altre parole, open a meta`.
> > SecondLife dà il client sotto GPL e non è stato
> > clonato da altre
> > aziende.
Nei primi tempi era cosi`? (non so)
Pero` magari hanno anche avuto fortuna. Magari hanno fatto in tempo a diventare un fenomeno di massa prima che a qualcuno venisse in mente di sfruttarlo, ricostruendo un universo virtual a parte esplorabile con lo stesso client.
> > Quello che conta attualmente è creare le
> > comunità. Se tu crei una grande comunità di
> > giocatori, ma anche di sviluppatori poi non te
> la
> > portano via dall'oggi al domani. Così come se
> > crei un sito identico a ebay, ecco metti che
> ebay
> > dà il codice open source, tu fai il sito,
> secondo
> > te soffi qualche cliente? No, perché è la
> > comunità di ebay che la rende forte: tanti
> > inseritori di annunci, tanta gente che
> > compra.
> > Oppure guarda Reddit, è open source, vedi
> > spuntare cloni di reddit ogni 2 giorni? No,
> anzi,
> > reddit sta facendo le scarpe a digg.com
che è
> > closed source sino alle
> > mutande.
>
> Cancella la parte doppia su second life e "suoi"
> era in realtà
> "suoni"
Infatti avrei idea di approdare proprio su "valori" del genere, qualora mi decidessi a far partire un progettino del genere. Ma adesso capisci i miei dubbi sull'apertura del client?
A ogni modo, diciamo che per riassumere la serata, trovo che l'open si adegui bene a elementi come le librerie, le quali hanno anch'esse un grandissimo valore, ma sono abbastanza impersonali da essere considerabili come meri strumenti per altri sviluppatori. C'e` gente che le sviluppa solo per implementare algoritmi e trarne soddisfazione: non c'e` niente di male e non compromette l'utilita` di prodotti di piu` alto livello. E a ogni modo (a parte che non uso librerie altrui) non troverei niente di male nel pagare per avere un set di librerie. Quel che non mi va di dare in cambio sono i miei diritti sull'applicazione risultante.
Per le applicazioni vere e proprie... concludo personalmente che closed e` piu` protettivo. E ancora: non nei confronti del poveraccio che sarebbe interessato a vedere com'e` fatto il codice o a verificare che non vi si annidino insidie, ma nei confronti di uno "squalo del taglia e cuci", che ripropone un'applicazione sotto mentite spoglie o magari accorpa diverse applicazioni e campa di rendita mangiando sul lavoro degli sviluppatori. Neanche se questo procova una ricaduta indiretta. Non mi sembra giusto, mi sembra sproporzionato e iniquo che il distributore debba contare di piu` dello sviluppatore.
Be', vado a letto... grazie per il contraddittorio.
> > > > > embrionica, ma la vedo piu` sicura se il
> > > client
> > > > > non e` liberamente copiabile,
> > ridistribuibile,
> > > > > "agguantabile". Non e` ai giocatori che
> > vorrei
> > > > > mai rompere il cazzo, ma a chi potrebbe
> fare
> > > > come
> > > > > Google con Keyhole, senza pagare per
> > > acquistare
> > > > > Keyhole. Non so se mi spiego...
> > > > >

> > > >
> > > > Keyhole a me pare se la siano comprata.
> > >
> > > Keyhole non era open.
> >
> > Sei tu che hai detto: a chi potrebbe fare come
> > Google con Keynote, senza pagare per
> > acquistare.
> >
> > Non era mica chiaro, infatti hai detto alla
> fine:
> > non so se mi spiego
Davo per scontata la storia di keyhole, inc rilevata da google per ribattezzare il client di keyhole "Google Earth". Se keyhole fosse stato un client open e i suoi autori non avessero tenuto per se` i diritti di modificarlo e ridistribuirlo, allora a parita` di accesso di entrambe le aziende a un bouquet rilevante di immagini satellitari, chi avrebbe sbranato chi?
Google, ovviamente.
> > Comunque tu puoi mettere le immagini e i suoi
> > sotto un'altra licenza più
> > restrittiva.
Ma allora perche` non anche il software stesso? Perche` ripiegare su immagini e suoni, o sul supporto, ed evitare come la peste il valore del software? Non ha molto senso, per come la vedo io.
> > Poi ormai tanti giochi fanno i soldi con la
> parte
> > server. L'importante è creare una grossa
> comunità
> > di giocatori.
E il valore sta anche nella massa di dati che descrivono il territorio di gioco, magari costruita dalla stessa comunita`. Massa ben chiusa dentro ai server, beninteso.
> > Second life dà il client
> > open source sotto GPL hai sentito che un'altra
> > azienda l'ha preso e ha fatto un
> > clone?
Non so se abbia un valore, dovrei provarlo. Ma se come look and feel e` banale, il client di Second Life non vale un granche` e concentra il valore del prodotto nel database che ha alle spalle.
Ma se il client fosse innovativo, distintivo, molto particolare? Non so se lo faro` mai partire 'sto treno, e cosa ne verra` fuori, ma se tutto va bene un mio client penso che non sara` tanto banale. Non necessariamente migliore dalla "norma", ma diverso e caratteristico si`. Ecco perche` mi viene in mente di proteggerlo: vorrei accoppiare il valore del client in termini di originalita` a quello del DB e della comunita`.
> > Puoi dare il client open source e tenere la
> parte
> > server per
> > te.
In altre parole, open a meta`.
> > SecondLife dà il client sotto GPL e non è stato
> > clonato da altre
> > aziende.
Nei primi tempi era cosi`? (non so)
Pero` magari hanno anche avuto fortuna. Magari hanno fatto in tempo a diventare un fenomeno di massa prima che a qualcuno venisse in mente di sfruttarlo, ricostruendo un universo virtual a parte esplorabile con lo stesso client.
> > Quello che conta attualmente è creare le
> > comunità. Se tu crei una grande comunità di
> > giocatori, ma anche di sviluppatori poi non te
> la
> > portano via dall'oggi al domani. Così come se
> > crei un sito identico a ebay, ecco metti che
> ebay
> > dà il codice open source, tu fai il sito,
> secondo
> > te soffi qualche cliente? No, perché è la
> > comunità di ebay che la rende forte: tanti
> > inseritori di annunci, tanta gente che
> > compra.
> > Oppure guarda Reddit, è open source, vedi
> > spuntare cloni di reddit ogni 2 giorni? No,
> anzi,
> > reddit sta facendo le scarpe a digg.com
che è> > closed source sino alle
> > mutande.
>
> Cancella la parte doppia su second life e "suoi"
> era in realtà
> "suoni"
Infatti avrei idea di approdare proprio su "valori" del genere, qualora mi decidessi a far partire un progettino del genere. Ma adesso capisci i miei dubbi sull'apertura del client?
A ogni modo, diciamo che per riassumere la serata, trovo che l'open si adegui bene a elementi come le librerie, le quali hanno anch'esse un grandissimo valore, ma sono abbastanza impersonali da essere considerabili come meri strumenti per altri sviluppatori. C'e` gente che le sviluppa solo per implementare algoritmi e trarne soddisfazione: non c'e` niente di male e non compromette l'utilita` di prodotti di piu` alto livello. E a ogni modo (a parte che non uso librerie altrui) non troverei niente di male nel pagare per avere un set di librerie. Quel che non mi va di dare in cambio sono i miei diritti sull'applicazione risultante.
Per le applicazioni vere e proprie... concludo personalmente che closed e` piu` protettivo. E ancora: non nei confronti del poveraccio che sarebbe interessato a vedere com'e` fatto il codice o a verificare che non vi si annidino insidie, ma nei confronti di uno "squalo del taglia e cuci", che ripropone un'applicazione sotto mentite spoglie o magari accorpa diverse applicazioni e campa di rendita mangiando sul lavoro degli sviluppatori. Neanche se questo procova una ricaduta indiretta. Non mi sembra giusto, mi sembra sproporzionato e iniquo che il distributore debba contare di piu` dello sviluppatore.
Be', vado a letto... grazie per il contraddittorio.
> > Be', io un'idea ce l'avrei anche, in forma
> > embrionica, ma la vedo piu` sicura se il client
> > non e` liberamente copiabile, ridistribuibile,
> > "agguantabile". Non e` ai giocatori che vorrei
> > mai rompere il cazzo, ma a chi potrebbe fare
> come
> > Google con Keyhole, senza pagare per acquistare
> > Keyhole. Non so se mi spiego...
> >
>
> Keyhole a me pare se la siano comprata.
Keyhole non era open.
> > embrionica, ma la vedo piu` sicura se il client
> > non e` liberamente copiabile, ridistribuibile,
> > "agguantabile". Non e` ai giocatori che vorrei
> > mai rompere il cazzo, ma a chi potrebbe fare
> come
> > Google con Keyhole, senza pagare per acquistare
> > Keyhole. Non so se mi spiego...
> >

>
> Keyhole a me pare se la siano comprata.
Keyhole non era open.
> > > be' guarda io ho un'idea per un gioco open
> > source
> > > e ho già le idee chiare su come
> > > guadagnare
> > >
> > > Ma siccome mi hai rotto il cazzo non te la
> dico.
> >
> > Wow, un'idea closed!
> > Cosi` nessuno qui la puo` valutare, non solo io.
>
> È stata già valutata perché ho ricevuto dei
> finanziamenti da un angel investor
>
> Diciamo che è closed solo per te
Be', io un'idea ce l'avrei anche, in forma embrionica, ma la vedo piu` sicura se il client non e` liberamente copiabile, ridistribuibile, "agguantabile". Non e` ai giocatori che vorrei mai rompere il cazzo, ma a chi potrebbe fare come Google con Keyhole, senza pagare per acquistare Keyhole. Non so se mi spiego...
> > source
> > > e ho già le idee chiare su come
> > > guadagnare
> > >
> > > Ma siccome mi hai rotto il cazzo non te la
> dico.
> >
> > Wow, un'idea closed!

> > Cosi` nessuno qui la puo` valutare, non solo io.
>
> È stata già valutata perché ho ricevuto dei
> finanziamenti da un angel investor
>

> Diciamo che è closed solo per te

Be', io un'idea ce l'avrei anche, in forma embrionica, ma la vedo piu` sicura se il client non e` liberamente copiabile, ridistribuibile, "agguantabile". Non e` ai giocatori che vorrei mai rompere il cazzo, ma a chi potrebbe fare come Google con Keyhole, senza pagare per acquistare Keyhole. Non so se mi spiego...
> be' guarda io ho un'idea per un gioco open source
> e ho già le idee chiare su come
> guadagnare
>
> Ma siccome mi hai rotto il cazzo non te la dico.
Wow, un'idea closed!
Cosi` nessuno qui la puo` valutare, non solo io.
> e ho già le idee chiare su come
> guadagnare
>
> Ma siccome mi hai rotto il cazzo non te la dico.
Wow, un'idea closed!

Cosi` nessuno qui la puo` valutare, non solo io.
> Poi non credo che tu riusciresti a creare una
> cosa come redhat, ma neanche a farti assumere da
> loro. Non è che sia così semplice. Sono dei
> fortunati.
Non e` il mio obiettivo.
> > e open) penso che virerei sul closed per salvare
> > il mio vantaggio strategico nel costruirvi
> > attorno
> > l'indotto.
>
> Sì come se quelli che creano programmini a
> pagamento fanno i soldi. Cosa pensi di creare?
> Photoshop? Autocad? Ms
> Office?
Ah no niente del genere, anche perche` c'e` gia.
A me piacciono i videogiochi.
> In realtà adesso i soldi si fanno con il web, con
> le app per android e
> iphone/Ipad.
Ci siamo gia` piu` vicini a quel che intendevo un tempo. Pero` sono closed, no? In effetti le app hanno un valore intrinseco. Perche` sono closed e non facilmente piratabili, immagino. Almeno, sull'app store di Apple mi sembra che le cose stiano cosi`. Pero` personalmente gli smartphone non mi attirano, se non come utente casuale.
Ah il web be'... io piu` che altro sarei interessato, come sviluppatore, da internet e non dal web. Dal web a basso livello, insomma. Nella fattispecie, client specifico che comunica con server generico.
> Tu dirai: ma con il web bisogna avere dei
> finanziatori perché devi attirare milioni di
> persone e...anzi no tu diresti: il web mi fa
> cagare. Ma perché tu sei coglione al
> cubo.
Il web mi fa cagare.
Mah, magari non del tutto.
Ma l'interfaccia col web e` brutta e fatta male.
> Comunque metti che fai questo...anzi ti volevo
> spiegare un modo per fare soldi col software
> open, ma mi hai rotto i
> coglioni.
Ah be', almeno ho trollato bene.
Senza l'intenzione, ma dato l'obiettivo del luogo fa lo stesso, no?
> Se uno non ci crede nell'open source troverà
> sempre un modo per non fare niente. Ragionerà
> sempre in chiave
> negativa
> Tu mi sa che hai questo problema in generale
> visto come ti sei
> ridotto.
Mi sono ridotto? No!
Gia` peso 55 chili, fammene perdere anche altri...
> cosa come redhat, ma neanche a farti assumere da
> loro. Non è che sia così semplice. Sono dei
> fortunati.
Non e` il mio obiettivo.
> > e open) penso che virerei sul closed per salvare
> > il mio vantaggio strategico nel costruirvi
> > attorno
> > l'indotto.
>
> Sì come se quelli che creano programmini a
> pagamento fanno i soldi. Cosa pensi di creare?
> Photoshop? Autocad? Ms
> Office?
Ah no niente del genere, anche perche` c'e` gia.
A me piacciono i videogiochi.
> In realtà adesso i soldi si fanno con il web, con
> le app per android e
> iphone/Ipad.
Ci siamo gia` piu` vicini a quel che intendevo un tempo. Pero` sono closed, no? In effetti le app hanno un valore intrinseco. Perche` sono closed e non facilmente piratabili, immagino. Almeno, sull'app store di Apple mi sembra che le cose stiano cosi`. Pero` personalmente gli smartphone non mi attirano, se non come utente casuale.
Ah il web be'... io piu` che altro sarei interessato, come sviluppatore, da internet e non dal web. Dal web a basso livello, insomma. Nella fattispecie, client specifico che comunica con server generico.
> Tu dirai: ma con il web bisogna avere dei
> finanziatori perché devi attirare milioni di
> persone e...anzi no tu diresti: il web mi fa
> cagare. Ma perché tu sei coglione al
> cubo.
Il web mi fa cagare.

Mah, magari non del tutto.
Ma l'interfaccia col web e` brutta e fatta male.

> Comunque metti che fai questo...anzi ti volevo
> spiegare un modo per fare soldi col software
> open, ma mi hai rotto i
> coglioni.
Ah be', almeno ho trollato bene.
Senza l'intenzione, ma dato l'obiettivo del luogo fa lo stesso, no?
> Se uno non ci crede nell'open source troverà
> sempre un modo per non fare niente. Ragionerà
> sempre in chiave
> negativa
> Tu mi sa che hai questo problema in generale
> visto come ti sei
> ridotto.
Mi sono ridotto? No!

Gia` peso 55 chili, fammene perdere anche altri...
> > E un autore non conta piu` degli altri: lo
> > sviluppa per poi sperare di campare sull'indotto
> > della sua stessa
> > creatura.
>
> Testina, ma lo vuoi capire che non funziona così?
> Questa tua paranoia che poi l'autore non se lo
> caga nessuno e prendono degli interni non
> esiste.
Voglio sviscerare l'argomento, m'e` presa cosi` stasera.
Nel senso, proprio andargli a frugare anche vicino al pancreas.
> Poi sembra che un'azienda le vendi il tuo codice
> e basta questa prende della gente per migliorarlo
> e il resto del mondo non si affiderà più a te.
> Vedi o nero o
> bianco.
Si`, e` un mio grosso difetto.
> Redhat è quotata in borsa, vale parecchio. Redhat
> è una distro linux, loro assumono programmatori
> per migliorare il kernel, X, gnome ecc... e
> rilasciano tutto sotto GPL. Fanno i soldi con il
> supporto al prodotto. In America è la più
> popolare tra le aziende. Poi c'è anche l'azienda
> che dice: cazzo redhat ma costi un casino di
> soldi! e allora mette una debian o altro. Però
> molte altre dicono: non ho tempo né voglia, mi
> affido a redhat e pago il
> supporto.
I programmatori sono stipendiati da chi fa supporto al prodotto che loro producono... oh be', va be', e` una filiera. Ma cazzo... non so... come programmatore mi farebbe sentire scaduto come un Buondi` del '92.
Pazienza, comunque... quindi i soldi, per farli, si fanno, in un modo o nell'altro. Ma non mi piace piu`... oh be', tanto casomai mi venisse voglia di provarci, avrei in mente un'altra strada. Pero` csoe, in definitiva, secondo me tutti i torti non li aveva. Questione di punti di vista, aspettative... ma devo ammettere che l'open non mi piace piu`. Continuero` a sviluppare progettini personali open, ma qualora dovessi prevedere di trarre un guadagno da qualcosa (di nuovo, beninteso, non gia` esistente e open) penso che virerei sul closed per salvare il mio vantaggio strategico nel costruirvi attorno l'indotto.
> > sviluppa per poi sperare di campare sull'indotto
> > della sua stessa
> > creatura.
>
> Testina, ma lo vuoi capire che non funziona così?
> Questa tua paranoia che poi l'autore non se lo
> caga nessuno e prendono degli interni non
> esiste.
Voglio sviscerare l'argomento, m'e` presa cosi` stasera.
Nel senso, proprio andargli a frugare anche vicino al pancreas.
> Poi sembra che un'azienda le vendi il tuo codice
> e basta questa prende della gente per migliorarlo
> e il resto del mondo non si affiderà più a te.
> Vedi o nero o
> bianco.
Si`, e` un mio grosso difetto.

> Redhat è quotata in borsa, vale parecchio. Redhat
> è una distro linux, loro assumono programmatori
> per migliorare il kernel, X, gnome ecc... e
> rilasciano tutto sotto GPL. Fanno i soldi con il
> supporto al prodotto. In America è la più
> popolare tra le aziende. Poi c'è anche l'azienda
> che dice: cazzo redhat ma costi un casino di
> soldi! e allora mette una debian o altro. Però
> molte altre dicono: non ho tempo né voglia, mi
> affido a redhat e pago il
> supporto.
I programmatori sono stipendiati da chi fa supporto al prodotto che loro producono... oh be', va be', e` una filiera. Ma cazzo... non so... come programmatore mi farebbe sentire scaduto come un Buondi` del '92.

Pazienza, comunque... quindi i soldi, per farli, si fanno, in un modo o nell'altro. Ma non mi piace piu`... oh be', tanto casomai mi venisse voglia di provarci, avrei in mente un'altra strada. Pero` csoe, in definitiva, secondo me tutti i torti non li aveva. Questione di punti di vista, aspettative... ma devo ammettere che l'open non mi piace piu`. Continuero` a sviluppare progettini personali open, ma qualora dovessi prevedere di trarre un guadagno da qualcosa (di nuovo, beninteso, non gia` esistente e open) penso che virerei sul closed per salvare il mio vantaggio strategico nel costruirvi attorno l'indotto.
> > Non so... non conterei molto sul fatto di essere
> > cosi` insostituibile. Nell'immediato, forse; ma
> > col tempo qualcun'altro potrebbe benissimo
> > arrivare a comprendere il mio coidice al 100%, e
> > senz'altro essere perfino piu` abile nel
> > migliorarlo.
>
> Ti spaventano le sfide, filiuolo?
Le sfide sono faticose...
Oddio! Mi sto ingattoselvaggendo!
> > Di fatto, mi pare di capire, il cedere il codice
> > assieme ai diritti di modificarlo e di
> > ridistribuirlo, ti priva del vantaggio tattico
> di
> > averlo messo insieme in primo luogo: dalla
> > pubblicazione in poi, il codice e` aperto a
> > chiunque voglia studiarlo e modificarlo,
> > ponendoti in competizione col resto del
> > mondo.
>
> Parlando di cms, hai visto joomla?
> Guarda qua:
> http://www.joomla.it/professionisti.html
> Queste sono aziende italiane che hanno investito,
> nel loro piccolo, in
> joomla.
> Guardando i requisti qualcuno magari ha fatto
> solo il minimo indispensabile, altre hanno di
> più.
> Se vedi la storia di joomla nasce come fork di un
> altro cms rilasciato sotto
> gpl.
umm... ma mangiano nel piatto degli altri!
Che schifo, oltretutto.
> > cosi` insostituibile. Nell'immediato, forse; ma
> > col tempo qualcun'altro potrebbe benissimo
> > arrivare a comprendere il mio coidice al 100%, e
> > senz'altro essere perfino piu` abile nel
> > migliorarlo.
>
> Ti spaventano le sfide, filiuolo?

Le sfide sono faticose...

Oddio! Mi sto ingattoselvaggendo!

> > Di fatto, mi pare di capire, il cedere il codice
> > assieme ai diritti di modificarlo e di
> > ridistribuirlo, ti priva del vantaggio tattico
> di
> > averlo messo insieme in primo luogo: dalla
> > pubblicazione in poi, il codice e` aperto a
> > chiunque voglia studiarlo e modificarlo,
> > ponendoti in competizione col resto del
> > mondo.
>
> Parlando di cms, hai visto joomla?
> Guarda qua:
> http://www.joomla.it/professionisti.html

> Queste sono aziende italiane che hanno investito,
> nel loro piccolo, in
> joomla.
> Guardando i requisti qualcuno magari ha fatto
> solo il minimo indispensabile, altre hanno di
> più.
> Se vedi la storia di joomla nasce come fork di un
> altro cms rilasciato sotto
> gpl.
umm... ma mangiano nel piatto degli altri!

Che schifo, oltretutto.
> Comunque sì può arrivare uno stronzo che prende
> il tuo progetto e lo migliora così tanto che
> diventa lui famoso e tu un povero stronzo. Ma
> questo succede a chi non riesce a creare
> un'attività commerciale intorno al proprio
> prodotto.
Ecco quello che mi dispiace dell'open: ha reso la questione, per chi sviluppa un prodotto nuovo, piu` complicata. Prima sviluppi il prodotto e poi ti ritrovi con pochi vantaggi nel tentativo di costruire l'attivita` commerciale indotta. I vantaggi che restano sono la completa conoscenza del prodotto, il che ti lascia... mah, non so quanto tempo e quante possibilita` per competere con "gli altri" (che sara` anche improbabile, ma potrebbero essere molto grossi) nel costruirci attorno l'indotto. E` complicato, no? Dal punto di vista di quelli che sviluppano il prodotto in prima persona, il copyright tradizionale e` essenziale per valorizzarlo. No?
> il tuo progetto e lo migliora così tanto che
> diventa lui famoso e tu un povero stronzo. Ma
> questo succede a chi non riesce a creare
> un'attività commerciale intorno al proprio
> prodotto.
Ecco quello che mi dispiace dell'open: ha reso la questione, per chi sviluppa un prodotto nuovo, piu` complicata. Prima sviluppi il prodotto e poi ti ritrovi con pochi vantaggi nel tentativo di costruire l'attivita` commerciale indotta. I vantaggi che restano sono la completa conoscenza del prodotto, il che ti lascia... mah, non so quanto tempo e quante possibilita` per competere con "gli altri" (che sara` anche improbabile, ma potrebbero essere molto grossi) nel costruirci attorno l'indotto. E` complicato, no? Dal punto di vista di quelli che sviluppano il prodotto in prima persona, il copyright tradizionale e` essenziale per valorizzarlo. No?
> > Che se ne fanno di chi ha fatto il prodotto,
> > quando hanno il sorgente e il diritto di
> > ridistribuirlo e modificarlo tanto quanto puo`
> > farlo
> > l'autore?
>
> Ma tu pensi che te lo comprano le aziende di
> software? Metti che vendi un CMS al Corriere,
> secondo te quelli preferiscono far sbrigare mazzi
> e cazzi a te pagandoti o iniziare l'attività di
> vendita di CSM sotto GPL così tutti gli possono
> copiare il
> sito?
No, non potrebbero "venderlo" perche` non avrebbe senso, dato che potrebbe venderlo chiunque. Ma potrebbero assumere qualcuno per darci una scorsa, capire come si puo` adattare a varie esigenze, come lo si installa e se ne fa manutenzione, e poi buttarsi sull'indotto del software in questione. Il problema e` che la GPL azzera il valore commerciale del software: nessuno lo vende, tutti lo supportano.
E un autore non conta piu` degli altri: lo sviluppa per poi sperare di campare sull'indotto della sua stessa creatura.
Un po' come uno strano allevatore che costruisce faticosamente mucche, pezzo per pezzo, invece di farle accoppiare e crescere, per poi venderne il latte, no?
> Comunque redhat fa parecchi soldi lo stesso.
E chi ha sviluppato RedHat? (premetto che non lo so)
Quanti soldi fa?
> > quando hanno il sorgente e il diritto di
> > ridistribuirlo e modificarlo tanto quanto puo`
> > farlo
> > l'autore?
>
> Ma tu pensi che te lo comprano le aziende di
> software? Metti che vendi un CMS al Corriere,
> secondo te quelli preferiscono far sbrigare mazzi
> e cazzi a te pagandoti o iniziare l'attività di
> vendita di CSM sotto GPL così tutti gli possono
> copiare il
> sito?
No, non potrebbero "venderlo" perche` non avrebbe senso, dato che potrebbe venderlo chiunque. Ma potrebbero assumere qualcuno per darci una scorsa, capire come si puo` adattare a varie esigenze, come lo si installa e se ne fa manutenzione, e poi buttarsi sull'indotto del software in questione. Il problema e` che la GPL azzera il valore commerciale del software: nessuno lo vende, tutti lo supportano.
E un autore non conta piu` degli altri: lo sviluppa per poi sperare di campare sull'indotto della sua stessa creatura.
Un po' come uno strano allevatore che costruisce faticosamente mucche, pezzo per pezzo, invece di farle accoppiare e crescere, per poi venderne il latte, no?
> Comunque redhat fa parecchi soldi lo stesso.
E chi ha sviluppato RedHat? (premetto che non lo so)
Quanti soldi fa?
Arricchimento culturale in Svezia
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
> Non funziona così, se realizzi un software di
> qualità, ${grossa_azienda_a_caso} ha convenienza
> nell'assumerti e coprirti di dobloni per poter
> pilotare lo sviluppo verso i propri interessi e
> profitti e per avere qualcuno che sia in grado di
> metterci mano per eventuali
> manutenzioni.
> Compreresti una macchina se l'unico meccanico che
> la sa aggiustare lo fa quando gli pare se ne ha
> voglia?
Non so... non conterei molto sul fatto di essere cosi` insostituibile. Nell'immediato, forse; ma col tempo qualcun'altro potrebbe benissimo arrivare a comprendere il mio coidice al 100%, e senz'altro essere perfino piu` abile nel migliorarlo.
Di fatto, mi pare di capire, il cedere il codice assieme ai diritti di modificarlo e di ridistribuirlo, ti priva del vantaggio tattico di averlo messo insieme in primo luogo: dalla pubblicazione in poi, il codice e` aperto a chiunque voglia studiarlo e modificarlo, ponendoti in competizione col resto del mondo.
> qualità, ${grossa_azienda_a_caso} ha convenienza
> nell'assumerti e coprirti di dobloni per poter
> pilotare lo sviluppo verso i propri interessi e
> profitti e per avere qualcuno che sia in grado di
> metterci mano per eventuali
> manutenzioni.
> Compreresti una macchina se l'unico meccanico che
> la sa aggiustare lo fa quando gli pare se ne ha
> voglia?
Non so... non conterei molto sul fatto di essere cosi` insostituibile. Nell'immediato, forse; ma col tempo qualcun'altro potrebbe benissimo arrivare a comprendere il mio coidice al 100%, e senz'altro essere perfino piu` abile nel migliorarlo.
Di fatto, mi pare di capire, il cedere il codice assieme ai diritti di modificarlo e di ridistribuirlo, ti priva del vantaggio tattico di averlo messo insieme in primo luogo: dalla pubblicazione in poi, il codice e` aperto a chiunque voglia studiarlo e modificarlo, ponendoti in competizione col resto del mondo.
> > Ovvero devo sperare che chi lo compra decida di
> > non passarlo a ${grossa_azienda_a_caso} la quale
> > poi mi farebbe un cvlo cosi` col mio stesso
> > software?
> >
>
> Ma non succede. Metti che tu fai un CMS e io ti
> chiedo dei tool perché ho un sito di ecommerce o
> un giornale o che cazzo ne so. Sono cose che ti
> chiedo specializzate per la mia realtà. Non son
> prodotti
> vendibili.
Veramente, se immagino di dover fare un CMS (e in effetti ne ho fatto uno di recente), tendo a renderlo piuttosto flessibile e generico, e a rendere le personalizzazioni uno strato superficiale e facile da manipolare per adattarlo poi a vari clienti. Magari ho ehm... sbagliato formula.
> > Mettiamo allora che sia un CMS particolarmente
> > interessante per ${grossa_azienda_a_caso}. Dato
> > che e` grossa, potrebbe offrire a un cliente una
> > somma per accedere al codice. A me poi il
> cliente
> > restituirebbe, dopo avermi onestissimamente
> > notificato della transazione, e nella sua tipica
> > spiccata onesta`, meta` della
> > somma?
>
> Sì ma può anche succedere che ti colpisca un
> fulmine se è per questo. La GPL mica è nata ieri
> e i casi che dici tu non esistono o se esistono
> sono rare eccezioni.
Mah, speriamo.
> Poi le aziende si rivolgono a chi il prodotto lo
> ha fatto. Mica usano queste tecniche da
> disperati.
Che se ne fanno di chi ha fatto il prodotto, quando hanno il sorgente e il diritto di ridistribuirlo e modificarlo tanto quanto puo` farlo l'autore?
> Dimenticavo di dirti che poi se registri il
> trademark in europa e in america, non costa
> molto, poi nessuno può rivendere il tuo prodotto
> con lo stesso nome e utilizzando il tuo
> marchio.
Be', immagino sarebbe poco male per la grossa azienda interessata a rivenderlo sotto il proprio marchio: se anche il mio marchio avesse una fama di 1, quello della grossa azienda avrebbe fama 1000. Ovvero: rivende un prodotto che e` lo stesso, identico prodotto, ma sotto il suo marchio e dandogli un altro nome, tanto quell'1 per mille di fama che si era fatto in precedenza sarebbe irrilevante.
> > non passarlo a ${grossa_azienda_a_caso} la quale
> > poi mi farebbe un cvlo cosi` col mio stesso
> > software?
> >

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> Ma non succede. Metti che tu fai un CMS e io ti
> chiedo dei tool perché ho un sito di ecommerce o
> un giornale o che cazzo ne so. Sono cose che ti
> chiedo specializzate per la mia realtà. Non son
> prodotti
> vendibili.
Veramente, se immagino di dover fare un CMS (e in effetti ne ho fatto uno di recente), tendo a renderlo piuttosto flessibile e generico, e a rendere le personalizzazioni uno strato superficiale e facile da manipolare per adattarlo poi a vari clienti. Magari ho ehm... sbagliato formula.
> > Mettiamo allora che sia un CMS particolarmente
> > interessante per ${grossa_azienda_a_caso}. Dato
> > che e` grossa, potrebbe offrire a un cliente una
> > somma per accedere al codice. A me poi il
> cliente
> > restituirebbe, dopo avermi onestissimamente
> > notificato della transazione, e nella sua tipica
> > spiccata onesta`, meta` della
> > somma?
>
> Sì ma può anche succedere che ti colpisca un
> fulmine se è per questo. La GPL mica è nata ieri
> e i casi che dici tu non esistono o se esistono
> sono rare eccezioni.
Mah, speriamo.
> Poi le aziende si rivolgono a chi il prodotto lo
> ha fatto. Mica usano queste tecniche da
> disperati.
Che se ne fanno di chi ha fatto il prodotto, quando hanno il sorgente e il diritto di ridistribuirlo e modificarlo tanto quanto puo` farlo l'autore?
> Dimenticavo di dirti che poi se registri il
> trademark in europa e in america, non costa
> molto, poi nessuno può rivendere il tuo prodotto
> con lo stesso nome e utilizzando il tuo
> marchio.
Be', immagino sarebbe poco male per la grossa azienda interessata a rivenderlo sotto il proprio marchio: se anche il mio marchio avesse una fama di 1, quello della grossa azienda avrebbe fama 1000. Ovvero: rivende un prodotto che e` lo stesso, identico prodotto, ma sotto il suo marchio e dandogli un altro nome, tanto quell'1 per mille di fama che si era fatto in precedenza sarebbe irrilevante.
> Certo, inizi a collaborare a un progetto open
> source. Col tempo ti fai conoscere e non è
> difficile trovare un lavoro anche all'estero che
> puoi svolgere da casa, già ad altri italiani è
> capitato.
E` capitato anche a me, senza passare per la fase della collaborazione al progetto open source, e ho rifiutato.
Pero` era inteso che andassi a vivere altrove.
> La stragrande maggioranza dei
> programmatori open source anche se lavora per
> delle aziende stanno a casa a fare tutto.
> Comunicano tramite mailing list e usano
> GIT.
Avrei preferito lavorare da solo e guadagnare da progetti miei. Ti viene in vente nulla di viabile?
> source. Col tempo ti fai conoscere e non è
> difficile trovare un lavoro anche all'estero che
> puoi svolgere da casa, già ad altri italiani è
> capitato.
E` capitato anche a me, senza passare per la fase della collaborazione al progetto open source, e ho rifiutato.

Pero` era inteso che andassi a vivere altrove.
> La stragrande maggioranza dei
> programmatori open source anche se lavora per
> delle aziende stanno a casa a fare tutto.
> Comunicano tramite mailing list e usano
> GIT.
Avrei preferito lavorare da solo e guadagnare da progetti miei. Ti viene in vente nulla di viabile?