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altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 17:43:59.0 alle 2015-01-12 17:43:59.0
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> etc etc etc
LOL... della serie "buttiamola li` e vediamo quanti imbecilli non si prenderanno la briga di controllare, tanto sono proprio quelli sufficientemente imbecilli che ci servono".
LOL... della serie "buttiamola li` e vediamo quanti imbecilli non si prenderanno la briga di controllare, tanto sono proprio quelli sufficientemente imbecilli che ci servono".
NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 17:39:03.0 alle 2015-01-12 17:39:03.0
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> > > > > > > > > > Ma scusa, te quando vedi un programma che funziona male ipotizzi la presenza di un goblin all'interno del computer o lanci il debugger?
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
> > > > > > > >
> > > > > > > > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Come dice il famoso
> > > > > > > >
http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam 
> > > > > > > >
> > > > > > > > « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
> > > > > > > > « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
> > > > > > > >
> > > > > > > > Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
> > > > > > >
> > > > > > > Credevo di aver spiegato che non si tratta di un ente in più, ma di un nome per denotare ad alto livello un fenomeno o un complesso di fenomeni.
> > > > > >
> > > > > > Non mi sembra cambi nulla: cosa ti fa pensare che il dato complesso di fenomeni sia qualcosa di esterno al cervello fisico? Cosa ti fa pensare che non sia tutto nella tua testa? La sensazione di dolore si genera come interpretazione di un segnale dai nocicettori, e l'interprete e` il cervello. La sensazione di paura si genera in risposta a stimoli che l'area prefrontale considera minacciosi, e viene modulata dall'amidgala, eccetera eccetera. In linea con il suddetto rasoio, come altre sensazioni gia` associate a specifiche aree cerebrali, la sensazione di essere te stesso, al di la di come la si descriva, non dovrebbe implicare un'altra entita`.
> > > > > >
> > > > > > Fra l'altro, il senso d'identita` di un soggetto viene disturbato se si usa la TMS per "acciaccare" l'area attorno alla giunzione temporo-parietale, provocando problemi che vanno dal doppelganger alla OOBE.
> > > > >
> > > > > Uffa, non ho mai detto che è esterno. Sono fenomeni che avvengono nel cervello. Per essere esterni dovrebbe esistere qualcosa come il "corpo astrale", un altro hardware su cui gira lo stesso software.
> > > >
> > > > L'hai descritto, mi pare, come una specie di firma quantica alla Star Trek. Un modo di attribuire un'identita` agli atomi stessi. Mah, seguendo l'ipotesi, allora com'e` che non mi sento un frullato di identita` precedenti degli atomi che mi compongono? Come fanno a formare un continuo?
> > > >
> > > >
> > >
> > > Credevo che Jared Leto fosse un personaggio di Dune.
> > >
> > > Cambiando argomento, hai notato che le carrellate sui ghiacci sono leggermente scattose. Succede in molti video, in altri no; e succede alle mie riprese, e ad altre no. Ho letto diverse teorie e ne ho controllate alcune, ma non sono ancora riuscito a farmi un'idea del perché.
> >
> > cioe` le telecamere lo fanno tutte le volte che inquadrano ghiacci? boh... forse qualcosa che ha a che vedere con la velocita` dell'otturatore?
>
> No, in genere nelle carrellate di oggetti immobili. A volte lo fanno, a volte no, non capisco cosa determina la differenza. Ad esempio avevo fatto delle prove riprendendo automobili in moto, con vari tempi di esposizione, da 1/2000 a 1/30: più lungo il tempo più sfumata l'mmagine dell'auto, ma in tutti i casi niente scatti.
> Ho ripreso un cavallo in corsa con 1/2000, e niente scatti (potrebbe però essere che il cavallo si muove impedendomi di notare gli scatti).
> Di recente ho fatto una carrellata in cui riprendo un sacco di immondizia in un fosso e poi scendo lentamente fino alle lattine di birra in primo piano: 1/2000, inguardabile, ogni fotogramma è relativamente nitido ma il moto sembra tremolare.
> Avevo letto che può essere la stabilizzazione ottica dell'immagine che percepisce il moto e cerca di correggere, ma l'avevo disabilitata.
cioe` succede quando a scorrere e` tutto il paesaggio, tutto lo sfondo? puo` essere dovuto al bitrate costante, alla banda di registrazione del video digitale: se la banda e` limitata, e di solito lo e`, una scena che si muove troppo non puo` essere registrata in tutti i fotogrammi occupando la banda prevista, e di conseguenza il framerate scende. Gli algoritmi di compressione registrano spesso differenze tra un fotogramma e il successivo, ma se cambia tutta la scena devono registrare un "interstitial frame" (IF), un fotogramma completo che fa da riferimento per i fotogrammi futuri. Nel caso di uno sfondo tutto in movimento, magari non possono far altro che registrare una serie di relativamente pochi IFs, tanti quanti ne permette il bitrate ma meno del framerate degli altri casi.
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
> > > > > > > >
> > > > > > > > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Come dice il famoso
> > > > > > > >

> > > > > > > >
> > > > > > > > « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
> > > > > > > > « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
> > > > > > > >
> > > > > > > > Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
> > > > > > >
> > > > > > > Credevo di aver spiegato che non si tratta di un ente in più, ma di un nome per denotare ad alto livello un fenomeno o un complesso di fenomeni.
> > > > > >
> > > > > > Non mi sembra cambi nulla: cosa ti fa pensare che il dato complesso di fenomeni sia qualcosa di esterno al cervello fisico? Cosa ti fa pensare che non sia tutto nella tua testa? La sensazione di dolore si genera come interpretazione di un segnale dai nocicettori, e l'interprete e` il cervello. La sensazione di paura si genera in risposta a stimoli che l'area prefrontale considera minacciosi, e viene modulata dall'amidgala, eccetera eccetera. In linea con il suddetto rasoio, come altre sensazioni gia` associate a specifiche aree cerebrali, la sensazione di essere te stesso, al di la di come la si descriva, non dovrebbe implicare un'altra entita`.
> > > > > >
> > > > > > Fra l'altro, il senso d'identita` di un soggetto viene disturbato se si usa la TMS per "acciaccare" l'area attorno alla giunzione temporo-parietale, provocando problemi che vanno dal doppelganger alla OOBE.
> > > > >
> > > > > Uffa, non ho mai detto che è esterno. Sono fenomeni che avvengono nel cervello. Per essere esterni dovrebbe esistere qualcosa come il "corpo astrale", un altro hardware su cui gira lo stesso software.
> > > >
> > > > L'hai descritto, mi pare, come una specie di firma quantica alla Star Trek. Un modo di attribuire un'identita` agli atomi stessi. Mah, seguendo l'ipotesi, allora com'e` che non mi sento un frullato di identita` precedenti degli atomi che mi compongono? Come fanno a formare un continuo?
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> > > >
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> > > Credevo che Jared Leto fosse un personaggio di Dune.

> > >
> > > Cambiando argomento, hai notato che le carrellate sui ghiacci sono leggermente scattose. Succede in molti video, in altri no; e succede alle mie riprese, e ad altre no. Ho letto diverse teorie e ne ho controllate alcune, ma non sono ancora riuscito a farmi un'idea del perché.
> >
> > cioe` le telecamere lo fanno tutte le volte che inquadrano ghiacci? boh... forse qualcosa che ha a che vedere con la velocita` dell'otturatore?
>
> No, in genere nelle carrellate di oggetti immobili. A volte lo fanno, a volte no, non capisco cosa determina la differenza. Ad esempio avevo fatto delle prove riprendendo automobili in moto, con vari tempi di esposizione, da 1/2000 a 1/30: più lungo il tempo più sfumata l'mmagine dell'auto, ma in tutti i casi niente scatti.
> Ho ripreso un cavallo in corsa con 1/2000, e niente scatti (potrebbe però essere che il cavallo si muove impedendomi di notare gli scatti).
> Di recente ho fatto una carrellata in cui riprendo un sacco di immondizia in un fosso e poi scendo lentamente fino alle lattine di birra in primo piano: 1/2000, inguardabile, ogni fotogramma è relativamente nitido ma il moto sembra tremolare.
> Avevo letto che può essere la stabilizzazione ottica dell'immagine che percepisce il moto e cerca di correggere, ma l'avevo disabilitata.
cioe` succede quando a scorrere e` tutto il paesaggio, tutto lo sfondo? puo` essere dovuto al bitrate costante, alla banda di registrazione del video digitale: se la banda e` limitata, e di solito lo e`, una scena che si muove troppo non puo` essere registrata in tutti i fotogrammi occupando la banda prevista, e di conseguenza il framerate scende. Gli algoritmi di compressione registrano spesso differenze tra un fotogramma e il successivo, ma se cambia tutta la scena devono registrare un "interstitial frame" (IF), un fotogramma completo che fa da riferimento per i fotogrammi futuri. Nel caso di uno sfondo tutto in movimento, magari non possono far altro che registrare una serie di relativamente pochi IFs, tanti quanti ne permette il bitrate ma meno del framerate degli altri casi.
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altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 17:27:39.0 alle 2015-01-12 17:27:39.0
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> > > A dire il vero anni fa ci avevo pensato. I danni non li crea il congelamento, che è istantaneo, ma lo scongelamento, che non lo è.
> >
> > Nella mia idea, in futuro ci si rendera` conto che l'organismo congelato, in se`, e` inservibile e praticamente impossibile da riportare in vita: troppi danni a livello di legami chimici. Pero` la vetrificazione riesce a conservare la struttura fisica del cervello fin nei minimi dettagli.
> >
> > Magari in un futuro sara` possibile effettuare una scansione molto precisa del cervello, fino a risolvere ogni singolo neurone, cellula gliale, ogni singola sinapsi. Le informazioni sulla struttura fisica potrebbero poi essere integrate con informazioni sulla natura delle sostanze (neurotrasmettitori & co) depositate nell'originale al momento della morte. Insomma, si avrebbe la ricostruzione a livello molecolare di un... fossile molto, molto, molto ben conservato. Una scultura microscopicamente precisa di quello che era un cervello.
> >
> > Da li`, le informazioni potrebbero essere inserite in un simulatore fisico del funzionamento del cervello: non c'e` neanche bisogno di ricostruirlo materialmente, dato che immagino sarebbe molto piu` difficile. Il cervello ricomincia a funzionare e ad interpretare input sensoriali a partire da un'interfaccia fisica con un organismo (organico, robotico, qualche mix dei due, o anche interamente simulato in un "mondo in bottiglia" - un po' triste ma postulabile come soluzione temporanea).
> >
> > Sembra una complicazione, ma solo concettualmente: all'atto pratico penso proprio che sarebbe piu` semplice che trovare il modo di risvegliare fisicamente un cadavere surgelato.
>
> I crionici demandano la riparazione dei legami chimici e dei danni a sciami di nanomacchine.
Oh be', tutto puo` essere, vattelappesca che potrebbero inventare... pero` fossi nei medici resuscitatori del futuro vedrei di prendere la strada piu` semplice. Poi magari a quel punto le nanomacchine saranno talmente diffuse e versatili che sara` QUELLA la strada piu` semplice. Al momento la strada piu` semplice mi appare quella della scansione 3D vista come un'evoluzione (ai limiti, ma nei limiti, del principio d'indeterminazione) della tomografia o della risonanza magnetica, e poi la simulazione (perche` evita l'immane difficolta` di dover ricostruire fisicamente l'organo pensante: a quel punto forse sarebbe meglio riparare l'esistente). Ecco... secondo me ci si puo` aspettare questo, mentre lo scongelamento e la ripresa della vita e` meno probabile.
> >
> > Nella mia idea, in futuro ci si rendera` conto che l'organismo congelato, in se`, e` inservibile e praticamente impossibile da riportare in vita: troppi danni a livello di legami chimici. Pero` la vetrificazione riesce a conservare la struttura fisica del cervello fin nei minimi dettagli.
> >
> > Magari in un futuro sara` possibile effettuare una scansione molto precisa del cervello, fino a risolvere ogni singolo neurone, cellula gliale, ogni singola sinapsi. Le informazioni sulla struttura fisica potrebbero poi essere integrate con informazioni sulla natura delle sostanze (neurotrasmettitori & co) depositate nell'originale al momento della morte. Insomma, si avrebbe la ricostruzione a livello molecolare di un... fossile molto, molto, molto ben conservato. Una scultura microscopicamente precisa di quello che era un cervello.
> >
> > Da li`, le informazioni potrebbero essere inserite in un simulatore fisico del funzionamento del cervello: non c'e` neanche bisogno di ricostruirlo materialmente, dato che immagino sarebbe molto piu` difficile. Il cervello ricomincia a funzionare e ad interpretare input sensoriali a partire da un'interfaccia fisica con un organismo (organico, robotico, qualche mix dei due, o anche interamente simulato in un "mondo in bottiglia" - un po' triste ma postulabile come soluzione temporanea).
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> > Sembra una complicazione, ma solo concettualmente: all'atto pratico penso proprio che sarebbe piu` semplice che trovare il modo di risvegliare fisicamente un cadavere surgelato.
>
> I crionici demandano la riparazione dei legami chimici e dei danni a sciami di nanomacchine.
Oh be', tutto puo` essere, vattelappesca che potrebbero inventare... pero` fossi nei medici resuscitatori del futuro vedrei di prendere la strada piu` semplice. Poi magari a quel punto le nanomacchine saranno talmente diffuse e versatili che sara` QUELLA la strada piu` semplice. Al momento la strada piu` semplice mi appare quella della scansione 3D vista come un'evoluzione (ai limiti, ma nei limiti, del principio d'indeterminazione) della tomografia o della risonanza magnetica, e poi la simulazione (perche` evita l'immane difficolta` di dover ricostruire fisicamente l'organo pensante: a quel punto forse sarebbe meglio riparare l'esistente). Ecco... secondo me ci si puo` aspettare questo, mentre lo scongelamento e la ripresa della vita e` meno probabile.
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altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 17:19:34.0 alle 2015-01-12 17:19:34.0
Trollate totali: 11540
> > > > > > > > Ma scusa, te quando vedi un programma che funziona male ipotizzi la presenza di un goblin all'interno del computer o lanci il debugger?
> > > > > > >
> > > > > > > Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
> > > > > >
> > > > > > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
> > > > > >
> > > > > > Come dice il famoso
> > > > > >
http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam 
> > > > > >
> > > > > > « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
> > > > > > « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
> > > > > >
> > > > > > Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
> > > > >
> > > > > Credevo di aver spiegato che non si tratta di un ente in più, ma di un nome per denotare ad alto livello un fenomeno o un complesso di fenomeni.
> > > >
> > > > Non mi sembra cambi nulla: cosa ti fa pensare che il dato complesso di fenomeni sia qualcosa di esterno al cervello fisico? Cosa ti fa pensare che non sia tutto nella tua testa? La sensazione di dolore si genera come interpretazione di un segnale dai nocicettori, e l'interprete e` il cervello. La sensazione di paura si genera in risposta a stimoli che l'area prefrontale considera minacciosi, e viene modulata dall'amidgala, eccetera eccetera. In linea con il suddetto rasoio, come altre sensazioni gia` associate a specifiche aree cerebrali, la sensazione di essere te stesso, al di la di come la si descriva, non dovrebbe implicare un'altra entita`.
> > > >
> > > > Fra l'altro, il senso d'identita` di un soggetto viene disturbato se si usa la TMS per "acciaccare" l'area attorno alla giunzione temporo-parietale, provocando problemi che vanno dal doppelganger alla OOBE.
> > >
> > > Uffa, non ho mai detto che è esterno. Sono fenomeni che avvengono nel cervello. Per essere esterni dovrebbe esistere qualcosa come il "corpo astrale", un altro hardware su cui gira lo stesso software.
> >
> > L'hai descritto, mi pare, come una specie di firma quantica alla Star Trek. Un modo di attribuire un'identita` agli atomi stessi. Mah, seguendo l'ipotesi, allora com'e` che non mi sento un frullato di identita` precedenti degli atomi che mi compongono? Come fanno a formare un continuo?
> >
> >
>
> Credevo che Jared Leto fosse un personaggio di Dune.
>
> Cambiando argomento, hai notato che le carrellate sui ghiacci sono leggermente scattose. Succede in molti video, in altri no; e succede alle mie riprese, e ad altre no. Ho letto diverse teorie e ne ho controllate alcune, ma non sono ancora riuscito a farmi un'idea del perché.
cioe` le telecamere lo fanno tutte le volte che inquadrano ghiacci? boh... forse qualcosa che ha a che vedere con la velocita` dell'otturatore?
> > > > > > >
> > > > > > > Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
> > > > > >
> > > > > > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
> > > > > >
> > > > > > Come dice il famoso
> > > > > >

> > > > > >
> > > > > > « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
> > > > > > « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
> > > > > >
> > > > > > Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
> > > > >
> > > > > Credevo di aver spiegato che non si tratta di un ente in più, ma di un nome per denotare ad alto livello un fenomeno o un complesso di fenomeni.
> > > >
> > > > Non mi sembra cambi nulla: cosa ti fa pensare che il dato complesso di fenomeni sia qualcosa di esterno al cervello fisico? Cosa ti fa pensare che non sia tutto nella tua testa? La sensazione di dolore si genera come interpretazione di un segnale dai nocicettori, e l'interprete e` il cervello. La sensazione di paura si genera in risposta a stimoli che l'area prefrontale considera minacciosi, e viene modulata dall'amidgala, eccetera eccetera. In linea con il suddetto rasoio, come altre sensazioni gia` associate a specifiche aree cerebrali, la sensazione di essere te stesso, al di la di come la si descriva, non dovrebbe implicare un'altra entita`.
> > > >
> > > > Fra l'altro, il senso d'identita` di un soggetto viene disturbato se si usa la TMS per "acciaccare" l'area attorno alla giunzione temporo-parietale, provocando problemi che vanno dal doppelganger alla OOBE.
> > >
> > > Uffa, non ho mai detto che è esterno. Sono fenomeni che avvengono nel cervello. Per essere esterni dovrebbe esistere qualcosa come il "corpo astrale", un altro hardware su cui gira lo stesso software.
> >
> > L'hai descritto, mi pare, come una specie di firma quantica alla Star Trek. Un modo di attribuire un'identita` agli atomi stessi. Mah, seguendo l'ipotesi, allora com'e` che non mi sento un frullato di identita` precedenti degli atomi che mi compongono? Come fanno a formare un continuo?
> >
> >
>
> Credevo che Jared Leto fosse un personaggio di Dune.

>
> Cambiando argomento, hai notato che le carrellate sui ghiacci sono leggermente scattose. Succede in molti video, in altri no; e succede alle mie riprese, e ad altre no. Ho letto diverse teorie e ne ho controllate alcune, ma non sono ancora riuscito a farmi un'idea del perché.
cioe` le telecamere lo fanno tutte le volte che inquadrano ghiacci? boh... forse qualcosa che ha a che vedere con la velocita` dell'otturatore?
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 17:17:13.0 alle 2015-01-12 17:17:13.0
Trollate totali: 11540
> > > Se non mi spiegano come riprodurre un'esperienza OOBE ho diritto a dubitarne, a pensare che siano un sogno e che anche le esperienze di pre morte siano sogni.
> >
> > La wiki dice che hanno riprodotto qualcosa di simile alle descrizioni di OOBE con la stimolazione magnetica trans-cranica, disturbando in particolare l'attivita` della giunzione temporo-parietale. Magari a cercare si trovano gli esperimenti relativi.
>
> Ma una vera esperienza OOBE è quella in cui vedo cose a cui non potrei avere accesso.
Quando riusciranno a riprodurle a comando, ci crederemo tutti.
Per ora riproducono solo la sensazione di staccarsi dal corpo e assumere un'altra posizione o fluttuare. Con risultati riportati comunque inquietanti da chi ha fatto il volontario negli esperimenti: fra l'altro, la TMS non e` invasiva e non provoca danni permanenti, sicche` se capita l'occasione si puo` anche provare per curiosita`...
Del resto come esperienze aneddotiche ne ho raccontate anch'io, dal gatto che percepiva i fantasmi di altri gatti al mio ritrovamento assurdo di Kevin, ma non provano nulla e non pretendo che lo facciano.
> >
> > La wiki dice che hanno riprodotto qualcosa di simile alle descrizioni di OOBE con la stimolazione magnetica trans-cranica, disturbando in particolare l'attivita` della giunzione temporo-parietale. Magari a cercare si trovano gli esperimenti relativi.
>
> Ma una vera esperienza OOBE è quella in cui vedo cose a cui non potrei avere accesso.
Quando riusciranno a riprodurle a comando, ci crederemo tutti.
Per ora riproducono solo la sensazione di staccarsi dal corpo e assumere un'altra posizione o fluttuare. Con risultati riportati comunque inquietanti da chi ha fatto il volontario negli esperimenti: fra l'altro, la TMS non e` invasiva e non provoca danni permanenti, sicche` se capita l'occasione si puo` anche provare per curiosita`...
Del resto come esperienze aneddotiche ne ho raccontate anch'io, dal gatto che percepiva i fantasmi di altri gatti al mio ritrovamento assurdo di Kevin, ma non provano nulla e non pretendo che lo facciano.
Dio Porco
Ad
hhttps://bestemmietraamicidioporco
Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 17:10:14.0 alle 2015-01-12 17:10:14.0
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> > > Anche dopo un incidente, sono stato per un quarto d'ora privo di coscienza. Mi sono risvegliato steso a terra sull'asfalto con una corona di teste chine su di me, e in quel periodo è come se fossi stato spento, disattivato. Ricordo che avevo pensato "come Robocop".
> >
> > E non riesci proprio a immaginare, com molta semplicita` e consequenzialita`, che il risveglio della tua copia sarebbe percepito proprio nello stesso modo? E` normale pensarlo: mouri, stacchi la spina, riprendi sotto forma di copia informativamente identica. Come dovrebbe fare differenza il fatto che la copia non sia l'originale? L'originale non c'e` piu`, ma la copia sperimenta tutte le sensazioni che avrebbe sperimentato l'originale nella stessa situazione. Come potrebbe la copia distinguere la sensazione di essere una copia dalla sensazione di essere l'originale? Se non e` distinguibile, a che pro ipotizzare la differenza?
>
> Ma sono stato io a svegliarmi!
Ribadisco: se non c'e` differenza, a te che te ne frega?
> Se fosse una copia, io non proverei più nulla.
>
> La copia penserebbe di essersi svegliata dall'incidente.
Nello scenario post-mortem in questione, tu non esisti piu`, quindi non senti piu` nulla: come puo` importarti di un momento in cui non esisterai piu`? La copia, d'altro canto, si sente come te, tale e quale a un te stesso risvegliatosi dopo la morte. Embe'? La distinzione tra l'originale e la copia, visto che l'originale non esiste piu`, diventa irrilevante: la copia e` il nuovo, unico, te stesso.
> >
> > E non riesci proprio a immaginare, com molta semplicita` e consequenzialita`, che il risveglio della tua copia sarebbe percepito proprio nello stesso modo? E` normale pensarlo: mouri, stacchi la spina, riprendi sotto forma di copia informativamente identica. Come dovrebbe fare differenza il fatto che la copia non sia l'originale? L'originale non c'e` piu`, ma la copia sperimenta tutte le sensazioni che avrebbe sperimentato l'originale nella stessa situazione. Come potrebbe la copia distinguere la sensazione di essere una copia dalla sensazione di essere l'originale? Se non e` distinguibile, a che pro ipotizzare la differenza?
>
> Ma sono stato io a svegliarmi!
Ribadisco: se non c'e` differenza, a te che te ne frega?

> Se fosse una copia, io non proverei più nulla.
>
> La copia penserebbe di essersi svegliata dall'incidente.
Nello scenario post-mortem in questione, tu non esisti piu`, quindi non senti piu` nulla: come puo` importarti di un momento in cui non esisterai piu`? La copia, d'altro canto, si sente come te, tale e quale a un te stesso risvegliatosi dopo la morte. Embe'? La distinzione tra l'originale e la copia, visto che l'originale non esiste piu`, diventa irrilevante: la copia e` il nuovo, unico, te stesso.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 17:04:39.0 alle 2015-01-12 17:04:39.0
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> A dire il vero anni fa ci avevo pensato. I danni non li crea il congelamento, che è istantaneo, ma lo scongelamento, che non lo è.
Nella mia idea, in futuro ci si rendera` conto che l'organismo congelato, in se`, e` inservibile e praticamente impossibile da riportare in vita: troppi danni a livello di legami chimici. Pero` la vetrificazione riesce a conservare la struttura fisica del cervello fin nei minimi dettagli.
Magari in un futuro sara` possibile effettuare una scansione molto precisa del cervello, fino a risolvere ogni singolo neurone, cellula gliale, ogni singola sinapsi. Le informazioni sulla struttura fisica potrebbero poi essere integrate con informazioni sulla natura delle sostanze (neurotrasmettitori & co) depositate nell'originale al momento della morte. Insomma, si avrebbe la ricostruzione a livello molecolare di un... fossile molto, molto, molto ben conservato. Una scultura microscopicamente precisa di quello che era un cervello.
Da li`, le informazioni potrebbero essere inserite in un simulatore fisico del funzionamento del cervello: non c'e` neanche bisogno di ricostruirlo materialmente, dato che immagino sarebbe molto piu` difficile. Il cervello ricomincia a funzionare e ad interpretare input sensoriali a partire da un'interfaccia fisica con un organismo (organico, robotico, qualche mix dei due, o anche interamente simulato in un "mondo in bottiglia" - un po' triste ma postulabile come soluzione temporanea).
Sembra una complicazione, ma solo concettualmente: all'atto pratico penso proprio che sarebbe piu` semplice che trovare il modo di risvegliare fisicamente un cadavere surgelato.
Nella mia idea, in futuro ci si rendera` conto che l'organismo congelato, in se`, e` inservibile e praticamente impossibile da riportare in vita: troppi danni a livello di legami chimici. Pero` la vetrificazione riesce a conservare la struttura fisica del cervello fin nei minimi dettagli.
Magari in un futuro sara` possibile effettuare una scansione molto precisa del cervello, fino a risolvere ogni singolo neurone, cellula gliale, ogni singola sinapsi. Le informazioni sulla struttura fisica potrebbero poi essere integrate con informazioni sulla natura delle sostanze (neurotrasmettitori & co) depositate nell'originale al momento della morte. Insomma, si avrebbe la ricostruzione a livello molecolare di un... fossile molto, molto, molto ben conservato. Una scultura microscopicamente precisa di quello che era un cervello.
Da li`, le informazioni potrebbero essere inserite in un simulatore fisico del funzionamento del cervello: non c'e` neanche bisogno di ricostruirlo materialmente, dato che immagino sarebbe molto piu` difficile. Il cervello ricomincia a funzionare e ad interpretare input sensoriali a partire da un'interfaccia fisica con un organismo (organico, robotico, qualche mix dei due, o anche interamente simulato in un "mondo in bottiglia" - un po' triste ma postulabile come soluzione temporanea).
Sembra una complicazione, ma solo concettualmente: all'atto pratico penso proprio che sarebbe piu` semplice che trovare il modo di risvegliare fisicamente un cadavere surgelato.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 16:53:53.0 alle 2015-01-12 16:53:53.0
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> Anche dopo un incidente, sono stato per un quarto d'ora privo di coscienza. Mi sono risvegliato steso a terra sull'asfalto con una corona di teste chine su di me, e in quel periodo è come se fossi stato spento, disattivato. Ricordo che avevo pensato "come Robocop".
E non riesci proprio a immaginare, com molta semplicita` e consequenzialita`, che il risveglio della tua copia sarebbe percepito proprio nello stesso modo? E` normale pensarlo: mouri, stacchi la spina, riprendi sotto forma di copia informativamente identica. Come dovrebbe fare differenza il fatto che la copia non sia l'originale? L'originale non c'e` piu`, ma la copia sperimenta tutte le sensazioni che avrebbe sperimentato l'originale nella stessa situazione. Come potrebbe la copia distinguere la sensazione di essere una copia dalla sensazione di essere l'originale? Se non e` distinguibile, a che pro ipotizzare la differenza?
E non riesci proprio a immaginare, com molta semplicita` e consequenzialita`, che il risveglio della tua copia sarebbe percepito proprio nello stesso modo? E` normale pensarlo: mouri, stacchi la spina, riprendi sotto forma di copia informativamente identica. Come dovrebbe fare differenza il fatto che la copia non sia l'originale? L'originale non c'e` piu`, ma la copia sperimenta tutte le sensazioni che avrebbe sperimentato l'originale nella stessa situazione. Come potrebbe la copia distinguere la sensazione di essere una copia dalla sensazione di essere l'originale? Se non e` distinguibile, a che pro ipotizzare la differenza?
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 16:42:30.0 alle 2015-01-12 16:42:30.0
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> > > Da decenni ormai hanno iniziato a congelare le persone. Ma non capisco come mai quelle ibernate negli anni '70 oggi non vengano "resuscitate" per vedere se il processo può essere fattibile. Ma anche quelli che si ibernano oggi e magari vogliono essere scongelati fra 20 anni, come sarà la cosa? Cioè: il processo di scongelamento creerà più danni dei benefici? Non credo si possa scongelare una persona ibernata da 50 anni e che essa dia segni di vita. Nei film di fantascienza è fattibile ma nella realtà?
> >
> > Secondo i sostenitori del metodo, la morte non è un processo istantaneo ma graduale. La persona sarebbe scongelata quando è legalmente deceduta secondo le conoscenze attuali, ma recuperabile in base a ipotetiche conoscenze future. Durante il recupero la persona andrebbe rivitalizzata, cioè le funzioni corrispondenti alla vita sarebbero ripristinate.
> >
> > > Poi bisogna anche considerare che la persona scongelata -ammettendo che sia tutta d'un pezzo e cosciente- dovrebbe vivere in una società molto diversa dalla sua. Adattarsi non sarebbe così facile.
> >
> > È un problema secondario.
> >
> > > Ma non capisco queste persone. Siamo già immortali. Il corpo è come un vestito che l'anima usa e getta alla morte. Ma la coscienza d'anima è eterna. Noi non moriamo mai effettivamente; muore solo l'involucro che contiene l'anima. Come noi abbiamo bisogno di un vestito per proteggerci nel mondo, così l'anima immortale ha bisogno di una corpo che la renda concreta in simbiosi con la mente. Ma quando la mente muore la coscienza vive ancora e si reincarnerà in un altro corpo e così via. L'ibernazione è una stronzata.
> >
> > Se credi alla sopravvivenza spontanea dell'anima, ibernarsi è inutile. Al più utile a voler sopravvivere in toto anche come corpo. Ma dato che non esiste alcuno straccio di prova della sopravvivenza spontanea dell'anima, ibernarsi è un'opzione.
> >
> > Se l'anima come identità della coscienza è una proprietà della mente, e la mente un software di cui il cervello è l'hardware, quando il cervello smette di funzionare la mente e l'anima cessano di esistere. Se il cervello riprende a funzionare riprendono a esistere. Perché l'anima e la mente possano sopravvivere alla morte del corpo, cioè del cervello, alla morte il software dovrebbe passare a girare in un altro hardware immateriale, un corpo astrale diciamo. ma non c'è alcuna evidenza dell'esistenza di un corpo astrale.
>
> Una prova potrebbe essere se durante una delle cosiddette OOBE qualcuno riuscisse a descrivere luoghi a cui non ha mai avuto fisicamente accesso.
Che io sappia non c'e` ancora riuscito nessuno, eppure e` da un paio di decenni che mettono le foto sulle parti alte dei mobili nelle sale operatorie. Continuo a preferire la crioconservazione se m'interessa una speranza di resuscitare.
> >
> > Secondo i sostenitori del metodo, la morte non è un processo istantaneo ma graduale. La persona sarebbe scongelata quando è legalmente deceduta secondo le conoscenze attuali, ma recuperabile in base a ipotetiche conoscenze future. Durante il recupero la persona andrebbe rivitalizzata, cioè le funzioni corrispondenti alla vita sarebbero ripristinate.
> >
> > > Poi bisogna anche considerare che la persona scongelata -ammettendo che sia tutta d'un pezzo e cosciente- dovrebbe vivere in una società molto diversa dalla sua. Adattarsi non sarebbe così facile.
> >
> > È un problema secondario.
> >
> > > Ma non capisco queste persone. Siamo già immortali. Il corpo è come un vestito che l'anima usa e getta alla morte. Ma la coscienza d'anima è eterna. Noi non moriamo mai effettivamente; muore solo l'involucro che contiene l'anima. Come noi abbiamo bisogno di un vestito per proteggerci nel mondo, così l'anima immortale ha bisogno di una corpo che la renda concreta in simbiosi con la mente. Ma quando la mente muore la coscienza vive ancora e si reincarnerà in un altro corpo e così via. L'ibernazione è una stronzata.

> >
> > Se credi alla sopravvivenza spontanea dell'anima, ibernarsi è inutile. Al più utile a voler sopravvivere in toto anche come corpo. Ma dato che non esiste alcuno straccio di prova della sopravvivenza spontanea dell'anima, ibernarsi è un'opzione.
> >
> > Se l'anima come identità della coscienza è una proprietà della mente, e la mente un software di cui il cervello è l'hardware, quando il cervello smette di funzionare la mente e l'anima cessano di esistere. Se il cervello riprende a funzionare riprendono a esistere. Perché l'anima e la mente possano sopravvivere alla morte del corpo, cioè del cervello, alla morte il software dovrebbe passare a girare in un altro hardware immateriale, un corpo astrale diciamo. ma non c'è alcuna evidenza dell'esistenza di un corpo astrale.
>
> Una prova potrebbe essere se durante una delle cosiddette OOBE qualcuno riuscisse a descrivere luoghi a cui non ha mai avuto fisicamente accesso.
Che io sappia non c'e` ancora riuscito nessuno, eppure e` da un paio di decenni che mettono le foto sulle parti alte dei mobili nelle sale operatorie. Continuo a preferire la crioconservazione se m'interessa una speranza di resuscitare.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 16:39:17.0 alle 2015-01-12 16:39:17.0
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> > > > > > Ma scusa, te quando vedi un programma che funziona male ipotizzi la presenza di un goblin all'interno del computer o lanci il debugger?
> > > > >
> > > > > Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
> > > >
> > > > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
> > > >
> > > > Come dice il famoso
> > > >
http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam 
> > > >
> > > > « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
> > > > « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
> > > >
> > > > Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
> > >
> > > Credevo di aver spiegato che non si tratta di un ente in più, ma di un nome per denotare ad alto livello un fenomeno o un complesso di fenomeni.
> >
> > Non mi sembra cambi nulla: cosa ti fa pensare che il dato complesso di fenomeni sia qualcosa di esterno al cervello fisico? Cosa ti fa pensare che non sia tutto nella tua testa? La sensazione di dolore si genera come interpretazione di un segnale dai nocicettori, e l'interprete e` il cervello. La sensazione di paura si genera in risposta a stimoli che l'area prefrontale considera minacciosi, e viene modulata dall'amidgala, eccetera eccetera. In linea con il suddetto rasoio, come altre sensazioni gia` associate a specifiche aree cerebrali, la sensazione di essere te stesso, al di la di come la si descriva, non dovrebbe implicare un'altra entita`.
> >
> > Fra l'altro, il senso d'identita` di un soggetto viene disturbato se si usa la TMS per "acciaccare" l'area attorno alla giunzione temporo-parietale, provocando problemi che vanno dal doppelganger alla OOBE.
>
> Uffa, non ho mai detto che è esterno. Sono fenomeni che avvengono nel cervello. Per essere esterni dovrebbe esistere qualcosa come il "corpo astrale", un altro hardware su cui gira lo stesso software.
L'hai descritto, mi pare, come una specie di firma quantica alla Star Trek. Un modo di attribuire un'identita` agli atomi stessi. Mah, seguendo l'ipotesi, allora com'e` che non mi sento un frullato di identita` precedenti degli atomi che mi compongono? Come fanno a formare un continuo?
> > > > >
> > > > > Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
> > > >
> > > > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
> > > >
> > > > Come dice il famoso
> > > >

> > > >
> > > > « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
> > > > « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
> > > >
> > > > Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
> > >
> > > Credevo di aver spiegato che non si tratta di un ente in più, ma di un nome per denotare ad alto livello un fenomeno o un complesso di fenomeni.
> >
> > Non mi sembra cambi nulla: cosa ti fa pensare che il dato complesso di fenomeni sia qualcosa di esterno al cervello fisico? Cosa ti fa pensare che non sia tutto nella tua testa? La sensazione di dolore si genera come interpretazione di un segnale dai nocicettori, e l'interprete e` il cervello. La sensazione di paura si genera in risposta a stimoli che l'area prefrontale considera minacciosi, e viene modulata dall'amidgala, eccetera eccetera. In linea con il suddetto rasoio, come altre sensazioni gia` associate a specifiche aree cerebrali, la sensazione di essere te stesso, al di la di come la si descriva, non dovrebbe implicare un'altra entita`.
> >
> > Fra l'altro, il senso d'identita` di un soggetto viene disturbato se si usa la TMS per "acciaccare" l'area attorno alla giunzione temporo-parietale, provocando problemi che vanno dal doppelganger alla OOBE.
>
> Uffa, non ho mai detto che è esterno. Sono fenomeni che avvengono nel cervello. Per essere esterni dovrebbe esistere qualcosa come il "corpo astrale", un altro hardware su cui gira lo stesso software.
L'hai descritto, mi pare, come una specie di firma quantica alla Star Trek. Un modo di attribuire un'identita` agli atomi stessi. Mah, seguendo l'ipotesi, allora com'e` che non mi sento un frullato di identita` precedenti degli atomi che mi compongono? Come fanno a formare un continuo?
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 16:34:24.0 alle 2015-01-12 16:34:24.0
Trollate totali: 11540
> Se non mi spiegano come riprodurre un'esperienza OOBE ho diritto a dubitarne, a pensare che siano un sogno e che anche le esperienze di pre morte siano sogni.
La wiki dice che hanno riprodotto qualcosa di simile alle descrizioni di OOBE con la stimolazione magnetica trans-cranica, disturbando in particolare l'attivita` della giunzione temporo-parietale. Magari a cercare si trovano gli esperimenti relativi.
La wiki dice che hanno riprodotto qualcosa di simile alle descrizioni di OOBE con la stimolazione magnetica trans-cranica, disturbando in particolare l'attivita` della giunzione temporo-parietale. Magari a cercare si trovano gli esperimenti relativi.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 15:46:44.0 alle 2015-01-12 15:46:44.0
Trollate totali: 11540
> > Mah, io la vedo ancora come un'ipotesi del tutto immaginaria fra tante: fra le tante, bisognera` pur distinguere quali valga la pena di investigare, e per farlo di solito si dovrebbe partire da almeno un qualche indizio concreto. Altrimenti domani mi metto a investigare sulla teiera, sul drago in garage e sul mostro di spaghetti...
>
> Comincia a studiarti le esperienze pre morte allora. C'è una vasta letteratura
Guarda che le studiavo nella seconda meta` degli anni '90.
Ho concluso che e` tutta fuffa, da parecchio tempo.
>
> Comincia a studiarti le esperienze pre morte allora. C'è una vasta letteratura
Guarda che le studiavo nella seconda meta` degli anni '90.
Ho concluso che e` tutta fuffa, da parecchio tempo.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 15:46:02.0 alle 2015-01-12 15:46:02.0
Trollate totali: 11540
> > > > Ma scusa, te quando vedi un programma che funziona male ipotizzi la presenza di un goblin all'interno del computer o lanci il debugger?
> > >
> > > Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
> >
> > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
> >
> > Come dice il famoso
> >
http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam 
> >
> > « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
> > « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
> >
> > Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
>
> Credevo di aver spiegato che non si tratta di un ente in più, ma di un nome per denotare ad alto livello un fenomeno o un complesso di fenomeni.
Non mi sembra cambi nulla: cosa ti fa pensare che il dato complesso di fenomeni sia qualcosa di esterno al cervello fisico? Cosa ti fa pensare che non sia tutto nella tua testa? La sensazione di dolore si genera come interpretazione di un segnale dai nocicettori, e l'interprete e` il cervello. La sensazione di paura si genera in risposta a stimoli che l'area prefrontale considera minacciosi, e viene modulata dall'amidgala, eccetera eccetera. In linea con il suddetto rasoio, come altre sensazioni gia` associate a specifiche aree cerebrali, la sensazione di essere te stesso, al di la di come la si descriva, non dovrebbe implicare un'altra entita`.
Fra l'altro, il senso d'identita` di un soggetto viene disturbato se si usa la TMS per "acciaccare" l'area attorno alla giunzione temporo-parietale, provocando problemi che vanno dal doppelganger alla OOBE.
> > >
> > > Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
> >
> > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
> >
> > Come dice il famoso
> >

> >
> > « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
> > « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
> >
> > Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
>
> Credevo di aver spiegato che non si tratta di un ente in più, ma di un nome per denotare ad alto livello un fenomeno o un complesso di fenomeni.
Non mi sembra cambi nulla: cosa ti fa pensare che il dato complesso di fenomeni sia qualcosa di esterno al cervello fisico? Cosa ti fa pensare che non sia tutto nella tua testa? La sensazione di dolore si genera come interpretazione di un segnale dai nocicettori, e l'interprete e` il cervello. La sensazione di paura si genera in risposta a stimoli che l'area prefrontale considera minacciosi, e viene modulata dall'amidgala, eccetera eccetera. In linea con il suddetto rasoio, come altre sensazioni gia` associate a specifiche aree cerebrali, la sensazione di essere te stesso, al di la di come la si descriva, non dovrebbe implicare un'altra entita`.
Fra l'altro, il senso d'identita` di un soggetto viene disturbato se si usa la TMS per "acciaccare" l'area attorno alla giunzione temporo-parietale, provocando problemi che vanno dal doppelganger alla OOBE.
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 15:33:53.0 alle 2015-01-12 15:33:53.0
Trollate totali: 11540
> > E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
>
> Non sto parlando di cose astratte ed inconoscibili tipo "spiriti" e "anima" nel modo "classico" in cui si intende. Sto parlando di proprietà fisiche che in quanto tali potranno un giorno essere provate e si può pensare ad esperimenti da fare per dimostrarne l'esistenza (o nell'esperimento che ho suggerito io l'inesistenza).
>
> D'altra parte a volte quel "qualcosa in più" per risolvere un problema è necessario. I GPS senza quel "qualcosa in più" che sono i risultati della relatività di Einstein non funzionerebbero (e non si saprebbe nemmeno perché).
>
> Non capita molto spesso, ma a volte capita che serva un qualcosa in più.
>
> Prendi il caso della fisica quantistica... non funziona secondo le regole della fisica classica. Per funzionare ha bisogno di un "qualcosa in più" che è l'informazione che in fisica classica non ha senso. In fisica classica le tue formule non cambiano in base al fatto che tu sappia o non sappia qualcosa della cosa che stai studiando. Se ci pensi è abbastanza assurdo che la realtà cambi di comportamento in base a quello che tu SAI su di essa. Eppure in fisica quantistica è così. Perché? Boh. Non credo lo sappia nessuno. È solo un fatto di cui devi tenere conto se vuoi ottenere un risultato in linea con la realtà... però questo semplice fatto indica che la materia è qualcosa di più di quello che generalmente siamo portati a pensare. Ma se materia e informazione sono legate assieme in modo indissolubile... allora forse può esserci anche qualcos'altro "lì dentro". Che sia questo "legame" ciò che definiamo "coscienza"?
>
> Il rasoio di Occam funziona il più delle volte... ma a volte non funziona e c'è davvero bisogno di quel "qualcosa in più".
>
> La differenza sostanziale fra introdurre un dio e quello che dico io è che introdurre un dio è una scorciatoia da pigri perché dio è inconoscibile. Dio non serve a studiare qualcosa, dio anzi è un modo per evitare di farlo, è una "arresa" dell'uomo e delle sue capacità. Introduci dio quando ti arrendi e non vuoi più sforzarti nel capire le cose.
> "Perché si formano i fulmini? È Zeus che si è incazzato e li lancia dall'alto del monte Olimpo"... fine della questione.
>
> Introdurre invece l'esistenza di una nuova proprietà della materia non lo è. Può essere provato se questa ipotesi è vera o falsa (è difficile farlo con i mezzi attuali ma si può concettualmente fare) e c'è un'altra differenza... chi in genere tira in ballo dio si comporta come se la cosa fosse già provata, non ha più bisogno di prove, prende la cosa come "atto di fede" e vive di conseguenza (anzi, per loro dubitare equivale ad essere infedeli ed essere infedeli è visto come qualcosa di molto molto brutto e cattivo)... io mi limito a dire che è un'ipotesi che vale la pena di considerare e di investigare per vedere se è vera o falsa.
Mah, io la vedo ancora come un'ipotesi del tutto immaginaria fra tante: fra le tante, bisognera` pur distinguere quali valga la pena di investigare, e per farlo di solito si dovrebbe partire da almeno un qualche indizio concreto. Altrimenti domani mi metto a investigare sulla teiera, sul drago in garage e sul mostro di spaghetti...
>
> Non sto parlando di cose astratte ed inconoscibili tipo "spiriti" e "anima" nel modo "classico" in cui si intende. Sto parlando di proprietà fisiche che in quanto tali potranno un giorno essere provate e si può pensare ad esperimenti da fare per dimostrarne l'esistenza (o nell'esperimento che ho suggerito io l'inesistenza).
>
> D'altra parte a volte quel "qualcosa in più" per risolvere un problema è necessario. I GPS senza quel "qualcosa in più" che sono i risultati della relatività di Einstein non funzionerebbero (e non si saprebbe nemmeno perché).
>
> Non capita molto spesso, ma a volte capita che serva un qualcosa in più.
>
> Prendi il caso della fisica quantistica... non funziona secondo le regole della fisica classica. Per funzionare ha bisogno di un "qualcosa in più" che è l'informazione che in fisica classica non ha senso. In fisica classica le tue formule non cambiano in base al fatto che tu sappia o non sappia qualcosa della cosa che stai studiando. Se ci pensi è abbastanza assurdo che la realtà cambi di comportamento in base a quello che tu SAI su di essa. Eppure in fisica quantistica è così. Perché? Boh. Non credo lo sappia nessuno. È solo un fatto di cui devi tenere conto se vuoi ottenere un risultato in linea con la realtà... però questo semplice fatto indica che la materia è qualcosa di più di quello che generalmente siamo portati a pensare. Ma se materia e informazione sono legate assieme in modo indissolubile... allora forse può esserci anche qualcos'altro "lì dentro". Che sia questo "legame" ciò che definiamo "coscienza"?
>
> Il rasoio di Occam funziona il più delle volte... ma a volte non funziona e c'è davvero bisogno di quel "qualcosa in più".
>
> La differenza sostanziale fra introdurre un dio e quello che dico io è che introdurre un dio è una scorciatoia da pigri perché dio è inconoscibile. Dio non serve a studiare qualcosa, dio anzi è un modo per evitare di farlo, è una "arresa" dell'uomo e delle sue capacità. Introduci dio quando ti arrendi e non vuoi più sforzarti nel capire le cose.
> "Perché si formano i fulmini? È Zeus che si è incazzato e li lancia dall'alto del monte Olimpo"... fine della questione.
>
> Introdurre invece l'esistenza di una nuova proprietà della materia non lo è. Può essere provato se questa ipotesi è vera o falsa (è difficile farlo con i mezzi attuali ma si può concettualmente fare) e c'è un'altra differenza... chi in genere tira in ballo dio si comporta come se la cosa fosse già provata, non ha più bisogno di prove, prende la cosa come "atto di fede" e vive di conseguenza (anzi, per loro dubitare equivale ad essere infedeli ed essere infedeli è visto come qualcosa di molto molto brutto e cattivo)... io mi limito a dire che è un'ipotesi che vale la pena di considerare e di investigare per vedere se è vera o falsa.
Mah, io la vedo ancora come un'ipotesi del tutto immaginaria fra tante: fra le tante, bisognera` pur distinguere quali valga la pena di investigare, e per farlo di solito si dovrebbe partire da almeno un qualche indizio concreto. Altrimenti domani mi metto a investigare sulla teiera, sul drago in garage e sul mostro di spaghetti...
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 15:18:44.0 alle 2015-01-12 15:18:44.0
Trollate totali: 11540
> >
> >
> > Non sanno rispondere a cosa succederebbe se qualcuno mettesse una mano sulla traiettoria del raggio di protoni dell'LHC. Il consenso e` che farebbe malissimo, ma esattamente non lo sanno. Non sanno se farebbe solo un buco nella mano, ma probabilmente farebbe di piu` perche` in qualche modo la quantita` di energia contenuta nel raggio, che e` enorme, sarebbe dispersa.
>
> E i campi magnetici dentro l'LHC? Sono piuttosto forti... potrebbero avere conseguenze sul corpo umano?
Quelli non lo so, ma di certo il vuoto spinto dell'anello dell'acceleratore avrebbe conseguenze.
> >
> > Non sanno rispondere a cosa succederebbe se qualcuno mettesse una mano sulla traiettoria del raggio di protoni dell'LHC. Il consenso e` che farebbe malissimo, ma esattamente non lo sanno. Non sanno se farebbe solo un buco nella mano, ma probabilmente farebbe di piu` perche` in qualche modo la quantita` di energia contenuta nel raggio, che e` enorme, sarebbe dispersa.
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> E i campi magnetici dentro l'LHC? Sono piuttosto forti... potrebbero avere conseguenze sul corpo umano?
Quelli non lo so, ma di certo il vuoto spinto dell'anello dell'acceleratore avrebbe conseguenze.
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altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 13:11:34.0 alle 2015-01-12 13:11:34.0
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> > Ma scusa, te quando vedi un programma che funziona male ipotizzi la presenza di un goblin all'interno del computer o lanci il debugger?
>
> Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
Come dice il famoso
http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam 
« Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
« Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
>
> Non stiamo parlando di programmi, né di computer, né di qualcosa di cui sappiamo tutto... ma di qualcosa di cui sappiamo molto poco. Fare delle ipotesi sul suo funzionamento è perfettamente lecito... è provarle la parte difficile.
E` piu` difficile se l'ipotesi implica un ente in piu` non giustificato da niente di certo: anima, spirito e simili. Se affermo che l'individuo e` la semplice somma delle sue parti fisicamente misurabili, che per il suo funzionamento e` sufficiente la sua mera esistenza in forma funzionale, e che sue repliche identiche sarebbero indistinguibili dall'individuo originario, non c'e` molto da provare perche` e` quel che l'esperienza del mondo fisico ci suggerisce ogni giorno.
Come dice il famoso

« Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
« Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »
Ipotizzare l'anima per spiegare il funzionamento di una persona e` moltiplicare gli elementi. E` identico all'aggiungere il Dio creatore all'universo: se l'esistenza dell'universo e` di per se` inspiegata, e` doppiamente inutile postulare che sia stato creato da un'entita` la cui esistenza e` a sua volta inspiegata, oltre che non provata.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 12:17:36.0 alle 2015-01-12 12:17:36.0
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> Perché l'anima continui ad esistere è necessaria una qualche continuità. La nostra anima, o esperienza interiore, continua a esistere tutti i giorni man mano che le cellule cambiano, le molecole cambiano. Se muore un neurone qualcosa cambia nella mente, ma l'anima resta la stessa. Se con continuità si sostituissero i neuroni, uno per uno, con dei dispositivi artificiali, l'esistenza e l'anima continuerebbe nel robot ottenuto.
Perche` dovrebbe esserci continuita` se i neuroni venissero sostituiti gradualmente? L'anima avrebbe il tempo di "pervaderli"?
Minkia quante cazzate.
Perche` dovrebbe esserci continuita` se i neuroni venissero sostituiti gradualmente? L'anima avrebbe il tempo di "pervaderli"?

Minkia quante cazzate.
Immacolata concezione
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altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 12:15:26.0 alle 2015-01-12 12:15:26.0
Trollate totali: 11540
> > > > L'ipotesi dell'anima, con o senza technoblabber, e` tutta da dimostrare, e l'onere della prova non spetta a me, ma a chi la sostiene.
> > >
> > > per quale perverso meccanismo mentale ritenete "scientifiche" ipotesi fantasiose? basta la natura materialistica di un'invenzione per qualificarla come scientifica?
> >
> > Il mio punto era proprio che l'ipotesi dell'anima e` fantasiosa, mentre l'ipotesi che la mente sia il prodotto del funzionamento del cervello e dell'organismo in generale e` la piu` consequenziale alle osservazioni.
> >
>
> cominci anche te a ragionare come idyoda e la wakka?
>
> limitarsi all'osservazione e trarne conseguenze considerate automaticamente vere in quanto internamente coerenti è l'errore proprio dell'aristotelismo, finchè non definisci un esperimento la tua ipotesi è fantasiosa ovvero mitologica tanto quanto quella del gattastro
Ma scusa, te quando vedi un programma che funziona male ipotizzi la presenza di un goblin all'interno del computer o lanci il debugger?
> > > e quindi tutti i bambini che hanno subito una emisferectomia per encefalite di rasmussen dovrebbero divenire emiplegici invece no, quindi FAIL
> >
> > Veramente diventano emiplegici. E` in seguito, col tempo, che l'altro emisfero impara a supplire alle funzioni di quello mancante.
> >
>
> il tuo meccanicismo rimane falsificato
>
> mi dispiace, ritenta e sarai più fortunato
Oh mi raccomando se cominci a perdere dati sul disco rigido, non sospettare che il problema sia nel disco rigido e non farne un backup, tanto e` tutto scritto nell'akashka.
> > >
> > > per quale perverso meccanismo mentale ritenete "scientifiche" ipotesi fantasiose? basta la natura materialistica di un'invenzione per qualificarla come scientifica?
> >
> > Il mio punto era proprio che l'ipotesi dell'anima e` fantasiosa, mentre l'ipotesi che la mente sia il prodotto del funzionamento del cervello e dell'organismo in generale e` la piu` consequenziale alle osservazioni.
> >
>
> cominci anche te a ragionare come idyoda e la wakka?
>
> limitarsi all'osservazione e trarne conseguenze considerate automaticamente vere in quanto internamente coerenti è l'errore proprio dell'aristotelismo, finchè non definisci un esperimento la tua ipotesi è fantasiosa ovvero mitologica tanto quanto quella del gattastro
Ma scusa, te quando vedi un programma che funziona male ipotizzi la presenza di un goblin all'interno del computer o lanci il debugger?
> > > e quindi tutti i bambini che hanno subito una emisferectomia per encefalite di rasmussen dovrebbero divenire emiplegici invece no, quindi FAIL
> >
> > Veramente diventano emiplegici. E` in seguito, col tempo, che l'altro emisfero impara a supplire alle funzioni di quello mancante.
> >
>
> il tuo meccanicismo rimane falsificato
>
> mi dispiace, ritenta e sarai più fortunato
Oh mi raccomando se cominci a perdere dati sul disco rigido, non sospettare che il problema sia nel disco rigido e non farne un backup, tanto e` tutto scritto nell'akashka.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-12 00:37:34.0 alle 2015-01-12 00:37:34.0
Trollate totali: 11540
Non sanno rispondere a cosa succederebbe se qualcuno mettesse una mano sulla traiettoria del raggio di protoni dell'LHC. Il consenso e` che farebbe malissimo, ma esattamente non lo sanno. Non sanno se farebbe solo un buco nella mano, ma probabilmente farebbe di piu` perche` in qualche modo la quantita` di energia contenuta nel raggio, che e` enorme, sarebbe dispersa.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2015-01-11 23:46:09.0 alle 2015-01-11 23:46:09.0
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> > > Anche due sassi identici sono individui distinti. Parlo di un'esperienza interiore, ma se mi chiedi di precisare cosa intendo non lo so più, come Sant'Agostino.
> >
> > Provo io a precisarlo: secondo me vuoi rendere "concreto" il semplice concetto di identita`.
>
> No, di anima. Un essere dotato di anima ha esperienza del mondo. Un tavolo non è che vede nero, non vede: non ha anima.
Un tavolo non vede perche` non ha occhi e non ha un'area visiva primaria.
> > > Secondo me con quanto abbiamo scritto quest'oggi abbiamo esaurito quel che si può pensare con gli strumenti, anche intellettuali, attualmente esistenti.
> >
> > Secondo me si parlava di una soluzione potenzialmente efficace al problema della morte, prima che andaste alla deriva con ipotesi animistiche. Il sodo della discussione era: a parte i soldi, che minchia avete da perdere a farvi conservare sotto ghiaccio? Preferite davvero marcire sotto terra e sperare che l'anima - tutta da dimostrare - sopravviva?
>
> Le derive animistiche sono venute dal fatto che nel caso della copia dell'informazione su un supporto non saresti tu a sopravvivere, mentre lo saresti nel caso di congelamento e scongelamento senza danneggiamento.
A parte che appunto penso che la copia sia identica all'originale, e che l'originale non si accorgerebbe di nulla, credo che dovremo accontentarci di far rivivere delle copie. E` molto piu` improbabile che si riesca a scongelare e far rivivere il corpo, perche` il congelamento altera irrimediabilmente i legami chimici della materia organica. Mi spiego con un esempio: se prendi un fiore e lo immergi in azoto liquido, poi lo estrai e lo lasci tornare a temperatura ambiente, il fiore si trasforma in una poltiglia organica. Se lo stringi in una mano quando e` ancora congelato, si sbriciola come se fosse di vetro. In nessun caso torna com'era, e l'alterazione e` molto profonda. Credo sia ragionevole pensare che sia riproducibile l'informazione codificata nella struttura ultrafine del cervello, ed a questo serve conservare cervelli nei minimi dettagli, ma qualsiasi resto organico probabilmente sarebbe da buttare.
> Wakko s'è chiesto che senso abbia volere l'esistenza in futuro di una propria copia. Boh, non rispondo perché Wakko si chiede che senso abbiano un mucchio di cose che in effetti non l'hanno, da un punto di vista esterno, imparziale e oggettivo, ma permettono di sopravvivere a chi le fa e in questo senso sono teleonomiche. Potrebbe essere interessante per i futuri studiare un antico. Lo si potrebbe fare senza alcun senso, come la maggior parte di ciò che facciamo. Però quella copia non sarei io che mi risveglio e inizio di nuovo a vedere e sentire: sarebbe un altro con i miei stessi ricordi. Dal punto di vista della sopravvivenza dell'anima sarebbe la stessa cosa che marcire sottoterra.
Ma cos'e` che ti fa pensare di avere un'anima?
Come ci si "sente" senza? E con? Cos'e` che fa la differenza?
> >
> > Provo io a precisarlo: secondo me vuoi rendere "concreto" il semplice concetto di identita`.
>
> No, di anima. Un essere dotato di anima ha esperienza del mondo. Un tavolo non è che vede nero, non vede: non ha anima.
Un tavolo non vede perche` non ha occhi e non ha un'area visiva primaria.
> > > Secondo me con quanto abbiamo scritto quest'oggi abbiamo esaurito quel che si può pensare con gli strumenti, anche intellettuali, attualmente esistenti.
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> > Secondo me si parlava di una soluzione potenzialmente efficace al problema della morte, prima che andaste alla deriva con ipotesi animistiche. Il sodo della discussione era: a parte i soldi, che minchia avete da perdere a farvi conservare sotto ghiaccio? Preferite davvero marcire sotto terra e sperare che l'anima - tutta da dimostrare - sopravviva?
>
> Le derive animistiche sono venute dal fatto che nel caso della copia dell'informazione su un supporto non saresti tu a sopravvivere, mentre lo saresti nel caso di congelamento e scongelamento senza danneggiamento.
A parte che appunto penso che la copia sia identica all'originale, e che l'originale non si accorgerebbe di nulla, credo che dovremo accontentarci di far rivivere delle copie. E` molto piu` improbabile che si riesca a scongelare e far rivivere il corpo, perche` il congelamento altera irrimediabilmente i legami chimici della materia organica. Mi spiego con un esempio: se prendi un fiore e lo immergi in azoto liquido, poi lo estrai e lo lasci tornare a temperatura ambiente, il fiore si trasforma in una poltiglia organica. Se lo stringi in una mano quando e` ancora congelato, si sbriciola come se fosse di vetro. In nessun caso torna com'era, e l'alterazione e` molto profonda. Credo sia ragionevole pensare che sia riproducibile l'informazione codificata nella struttura ultrafine del cervello, ed a questo serve conservare cervelli nei minimi dettagli, ma qualsiasi resto organico probabilmente sarebbe da buttare.
> Wakko s'è chiesto che senso abbia volere l'esistenza in futuro di una propria copia. Boh, non rispondo perché Wakko si chiede che senso abbiano un mucchio di cose che in effetti non l'hanno, da un punto di vista esterno, imparziale e oggettivo, ma permettono di sopravvivere a chi le fa e in questo senso sono teleonomiche. Potrebbe essere interessante per i futuri studiare un antico. Lo si potrebbe fare senza alcun senso, come la maggior parte di ciò che facciamo. Però quella copia non sarei io che mi risveglio e inizio di nuovo a vedere e sentire: sarebbe un altro con i miei stessi ricordi. Dal punto di vista della sopravvivenza dell'anima sarebbe la stessa cosa che marcire sottoterra.
Ma cos'e` che ti fa pensare di avere un'anima?
Come ci si "sente" senza? E con? Cos'e` che fa la differenza?