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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2018-03-02 19:48:16.0 alle 2018-03-02 19:48:16.0
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I pedoni possono muoversi solo in avanti.
MA checcazzo ne so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
_______________
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2018-01-27 16:57:36.0 alle 2018-01-27 16:57:36.0
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Non l'ho letto, ma sembra interessante. Forse lo leggerò, intanto lo appoggio qua.
https://www.academia.edu/30952175/2017_-_The_Art_o...
https://www.academia.edu/30952175/2017_-_The_Art_o...
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
_______________
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-11-03 03:03:43.0 alle 2017-11-03 03:03:43.0
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> Scritto da: avvelenato
> > https://singularityhub.com/2017/11/01/heres-how-to...
>
> Tuttora mi sfugge una definizione di coscienza, cioè un modo per sapere se un sistema la possieda o meno.
L'hai detto frate.
Purtroppo è così. Avve fa tutti.
> Scritto da: avvelenato
> > https://singularityhub.com/2017/11/01/heres-how-to...

>
> Tuttora mi sfugge una definizione di coscienza, cioè un modo per sapere se un sistema la possieda o meno.
L'hai detto frate.
Purtroppo è così. Avve fa tutti.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
_______________
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-11-01 23:57:18.0 alle 2017-11-01 23:57:18.0
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I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-10-25 01:37:30.0 alle 2017-10-25 01:37:30.0
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I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-10-09 16:09:47.0 alle 2017-10-09 16:09:47.0
Trollate totali: 14239
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-08-28 01:01:27.0 alle 2017-08-28 01:01:27.0
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I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-06-15 22:59:06.0 alle 2017-06-15 22:59:06.0
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Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > >
> > > Ti rivelo un segreto: i problemi scolastici hanno una soluzione.
> > >
> > > Per quanto difficili possano essere, sono fatti per essere risolti, come dei puzzle. La realtà è comporre un puzzle senza avere la fotografia di Dubrovnik come guida, anzi senza nemmeno sapere se è davvero un puzzle.
> >
> > Lo so che a volte la differenza è difficile da notare, ma non sono yoda che dice di avere un qi di 130.
>
> no non dico avevo fatto il test ed era uscito 126 o 128 tipo
>
> ma sono conscio che sia fluttuante il mio IQ
>
Yoda l'IQ non misura l'intelligenza, misura il quoziente intellettivo. Le due cose sono debolmente correlate ma per tagliarla breve la tua unica speranza è pensare che tu sia stupido, perché implica che ci siano margini di miglioramento.
Chiaramente lo stesso discorso vale per me.
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > >
> > > Ti rivelo un segreto: i problemi scolastici hanno una soluzione.
> > >
> > > Per quanto difficili possano essere, sono fatti per essere risolti, come dei puzzle. La realtà è comporre un puzzle senza avere la fotografia di Dubrovnik come guida, anzi senza nemmeno sapere se è davvero un puzzle.
> >
> > Lo so che a volte la differenza è difficile da notare, ma non sono yoda che dice di avere un qi di 130.
>
> no non dico avevo fatto il test ed era uscito 126 o 128 tipo
>
> ma sono conscio che sia fluttuante il mio IQ
>
Yoda l'IQ non misura l'intelligenza, misura il quoziente intellettivo. Le due cose sono debolmente correlate ma per tagliarla breve la tua unica speranza è pensare che tu sia stupido, perché implica che ci siano margini di miglioramento.
Chiaramente lo stesso discorso vale per me.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-06-15 22:51:45.0 alle 2017-06-15 22:51:45.0
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Scritto da:
>
> Ti rivelo un segreto: i problemi scolastici hanno una soluzione.
>
> Per quanto difficili possano essere, sono fatti per essere risolti, come dei puzzle. La realtà è comporre un puzzle senza avere la fotografia di Dubrovnik come guida, anzi senza nemmeno sapere se è davvero un puzzle.
Lo so che a volte la differenza è difficile da notare, ma non sono yoda che dice di avere un qi di 130.
Solo che la distanza tra una conquista razionale e la sua internalizzazione sul piano emotivo è davvero ardua da superare.
Probabilmente nel mio blog parlerò di questo, o forse no. Stay in touch
>
> Ti rivelo un segreto: i problemi scolastici hanno una soluzione.
>
> Per quanto difficili possano essere, sono fatti per essere risolti, come dei puzzle. La realtà è comporre un puzzle senza avere la fotografia di Dubrovnik come guida, anzi senza nemmeno sapere se è davvero un puzzle.
Lo so che a volte la differenza è difficile da notare, ma non sono yoda che dice di avere un qi di 130.
Solo che la distanza tra una conquista razionale e la sua internalizzazione sul piano emotivo è davvero ardua da superare.
Probabilmente nel mio blog parlerò di questo, o forse no. Stay in touch
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
_______________
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-06-15 17:59:40.0 alle 2017-06-15 17:59:40.0
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Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto così sembra una cosa da sporcaccioni
> > però val la pena leggerlo.
> >
> > Parla di automiglioramento, e prende Musk come esempio di come lui ragiona; per quanto possa essere opinabile su questa o quella parte, ritengo che nel complesso ci sia di che apprendere in abbondanza.
> >
> > Anche se è lunghissimo (non l'ho ancora finito, anche se in parte dipende dal fatto che lo sto leggendo con molta attenzione)
> >
> > http://waitbutwhy.com/2015/11/the-cook-and-the-che...
>
> E' tutto relativo, migliorarsi rispetto a cosa?
ma ovvio, rispetto a prima.
Ad esempio migliorarsi nella selezione degli obiettivi, nella consapevolezza dei propri desideri, nell'analisi della realtà.
Essere "realizzati" letteralmente significa tradurre in concreto ciò che si è in potenza. Quindi da una parte è necessario comprendere cosa si è in potenza, e dall'altra tutte le azioni necessarie a trasformare ciò in atto.
> Mi sa che sei uno stoico fallito o afflitto da grossi complessi di inferiorità, altrimenti non si spiega.
>
Entrambi, tranne lo "stoico". I miei fallimenti sono numerosi, ma partono tutti da una causa comune, fragili fondamenta. E' lì che sto cercando di lavorare. Ad esempio per me è ancora complesso definire cosa davvero "voglio".
Ma i fallimenti non necessariamente definiscono lo status di fallito. Io penso che questo sia definto dalla mancata realizzazione personale (e qui ci sono) e dalla rassegnazione al non poterla raggiungere (a questo invece non sono ancora arrivato; o meglio, nel mio periodo depressivo mi sono sentito così, ma ho capito che oggettivamente ho un sacco di tempo e risorse da dedicare per risolvere questa faccenda).
Sui complessi di inferiorità, è noto che il disturbo narcisistico è l'altro lato della medaglia di una autostima non correttamente formata. Anche lì vorrei lavorare. Finora sono giunto alla conclusione che per costruirsi un'autostima equilibrata è necessario imparare a confrontarsi nel mondo reale. Il narcisismo sovviene quando per evitare questo tipo di confronto ci si rifugia in illusioni di grandiosità alimentati da convinzioni errate, come ad esempio nel mio caso il ricordo della facilità con cui conquistavo buoni risultati scolastici (per me è difficile ammettere che, vuoi che i problemi che mi trovavo ad affrontare erano estremamente più semplici degli attuali, vuoi che le mie risorse sono differenti da quelle che possedevo all'epoca, non posso più contare sulle soluzioni facili del passato, perché si applicavano ai problemi del passato, non ai presenti).
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto così sembra una cosa da sporcaccioni

> > però val la pena leggerlo.
> >
> > Parla di automiglioramento, e prende Musk come esempio di come lui ragiona; per quanto possa essere opinabile su questa o quella parte, ritengo che nel complesso ci sia di che apprendere in abbondanza.
> >
> > Anche se è lunghissimo (non l'ho ancora finito, anche se in parte dipende dal fatto che lo sto leggendo con molta attenzione)
> >
> > http://waitbutwhy.com/2015/11/the-cook-and-the-che...

>
> E' tutto relativo, migliorarsi rispetto a cosa?
ma ovvio, rispetto a prima.
Ad esempio migliorarsi nella selezione degli obiettivi, nella consapevolezza dei propri desideri, nell'analisi della realtà.
Essere "realizzati" letteralmente significa tradurre in concreto ciò che si è in potenza. Quindi da una parte è necessario comprendere cosa si è in potenza, e dall'altra tutte le azioni necessarie a trasformare ciò in atto.
> Mi sa che sei uno stoico fallito o afflitto da grossi complessi di inferiorità, altrimenti non si spiega.
>
Entrambi, tranne lo "stoico". I miei fallimenti sono numerosi, ma partono tutti da una causa comune, fragili fondamenta. E' lì che sto cercando di lavorare. Ad esempio per me è ancora complesso definire cosa davvero "voglio".
Ma i fallimenti non necessariamente definiscono lo status di fallito. Io penso che questo sia definto dalla mancata realizzazione personale (e qui ci sono) e dalla rassegnazione al non poterla raggiungere (a questo invece non sono ancora arrivato; o meglio, nel mio periodo depressivo mi sono sentito così, ma ho capito che oggettivamente ho un sacco di tempo e risorse da dedicare per risolvere questa faccenda).
Sui complessi di inferiorità, è noto che il disturbo narcisistico è l'altro lato della medaglia di una autostima non correttamente formata. Anche lì vorrei lavorare. Finora sono giunto alla conclusione che per costruirsi un'autostima equilibrata è necessario imparare a confrontarsi nel mondo reale. Il narcisismo sovviene quando per evitare questo tipo di confronto ci si rifugia in illusioni di grandiosità alimentati da convinzioni errate, come ad esempio nel mio caso il ricordo della facilità con cui conquistavo buoni risultati scolastici (per me è difficile ammettere che, vuoi che i problemi che mi trovavo ad affrontare erano estremamente più semplici degli attuali, vuoi che le mie risorse sono differenti da quelle che possedevo all'epoca, non posso più contare sulle soluzioni facili del passato, perché si applicavano ai problemi del passato, non ai presenti).
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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un mezzo cavallo
il 2017-06-15 17:29:44.0 alle 2017-06-15 17:29:44.0
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Scritto così sembra una cosa da sporcaccioni 
però val la pena leggerlo.
Parla di automiglioramento, e prende Musk come esempio di come lui ragiona; per quanto possa essere opinabile su questa o quella parte, ritengo che nel complesso ci sia di che apprendere in abbondanza.
Anche se è lunghissimo (non l'ho ancora finito, anche se in parte dipende dal fatto che lo sto leggendo con molta attenzione)
http://waitbutwhy.com/2015/11/the-cook-and-the-che...

però val la pena leggerlo.
Parla di automiglioramento, e prende Musk come esempio di come lui ragiona; per quanto possa essere opinabile su questa o quella parte, ritengo che nel complesso ci sia di che apprendere in abbondanza.
Anche se è lunghissimo (non l'ho ancora finito, anche se in parte dipende dal fatto che lo sto leggendo con molta attenzione)
http://waitbutwhy.com/2015/11/the-cook-and-the-che...
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-06-14 22:06:40.0 alle 2017-06-14 22:06:40.0
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I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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il 2017-06-14 17:11:55.0 alle 2017-06-14 17:11:55.0
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>
> Te lo assicuro, senza di quello anche fare il barbone sarebbe qualcosa di gioioso.
Se vuoi una risposta seria ti dico che "dipende". Certamente l'eccesso d'ego è qualcosa di nocivo, ma l'ambire a pseudofilosofie ascetiche di stampo orientale sovente è più una via di fuga che maschera con un finto abbandono dell'ego il desiderio di rafforzarlo.
>
> Te lo assicuro, senza di quello anche fare il barbone sarebbe qualcosa di gioioso.
Se vuoi una risposta seria ti dico che "dipende". Certamente l'eccesso d'ego è qualcosa di nocivo, ma l'ambire a pseudofilosofie ascetiche di stampo orientale sovente è più una via di fuga che maschera con un finto abbandono dell'ego il desiderio di rafforzarlo.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-06-14 16:29:00.0 alle 2017-06-14 16:29:00.0
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> Scritto da: avvelenato
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> > > > > > > Scritto da: avvelenato
> > > > > > > > https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
> > > > > > >
> > > > > > > io penso di vivere così
> > > > > > >
> > > > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > > > > >
> > > > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
> > > > >
> > > > > eheh
> > > > >
> > > > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

> > > >
> > > > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
> > >
> > > eh si sono attratto da quello
> > >
> > >
> > > >
> > > > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > > > > > >
> > > > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
> > > > > >
> > > > >
> > > >
> > >
> > >
> > > Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
> > > http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cac...
> >
> >
> > Sì ma sai produrre qualcosa?
>
> Tzé, produrre è volgare. Il Budda non ha mai prodotto nulla, viveva di elemosine.
Sì ma poteva contare su sua moglie Buddana.
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
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> > > > > > > Scritto da: avvelenato
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> > > > > > > io penso di vivere così
> > > > > > >
> > > > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > > > > >
> > > > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna

> > > > >
> > > > > eheh
> > > > >
> > > > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

> > > >
> > > > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive

> > >
> > > eh si sono attratto da quello
> > >
> > >
> > > >
> > > > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > > > > > >
> > > > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
> > > > > >
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> > > Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
> > > http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cac...

> >
> >
> > Sì ma sai produrre qualcosa?
>
> Tzé, produrre è volgare. Il Budda non ha mai prodotto nulla, viveva di elemosine.
Sì ma poteva contare su sua moglie Buddana.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2017-06-14 02:39:20.0 alle 2017-06-14 02:39:20.0
Trollate totali: 14239
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> > > > >
> > > > > io penso di vivere così
> > > > >
> > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > > >
> > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
> > >
> > > eheh
> > >
> > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

> >
> > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
>
> eh si sono attratto da quello
>
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> >
> > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > > > >
> > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
> > > >
> > >
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>
> Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
> http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cac...
Sì ma sai produrre qualcosa?
> Scritto da:
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> > > Scritto da:
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> > > > > io penso di vivere così
> > > > >
> > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > > >
> > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna

> > >
> > > eheh
> > >
> > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

> >
> > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive

>
> eh si sono attratto da quello
>
>
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> > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
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> > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
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> Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
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Sì ma sai produrre qualcosa?
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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> Col tuo ego ingombrante la vedo dura.
Ho tanto spazio nel mio bucio di cuxo.
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> Col tuo ego ingombrante la vedo dura.
Ho tanto spazio nel mio bucio di cuxo.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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>

È una stronzata.
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