Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-02 00:32:00.0 alle 2008-01-02 00:32:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da: Troll.Psicazzo
>
> - Scritto da: avvelenato
> >
> > - Scritto da: Troll.Psicazzo
> > > Ma tu vuoi rimorchiare?
> >
> > Guarda che era solo una battuta... hanno appena
> > dato "l'attimo fuggente", hai presente la scena
> > quando il prof chiede ai
> > ragazzi:
> >
> > "A cosa serve il linguaggio?"
> >
> >
> > e poi risponde:
> >
> > "serve a rimorchiare le ragazze
"
> >
> >
> > Scherzi a parte le abilità verbali sono utili in
> > tanti campi, e onestamente quello del rimorchio
> > non è stato il problema che m'ha fatto pensare a
> > sto
> > post.
>
> Nell'attività del rimorchio è più importante la
> comunicazione non verbale (postura, il modo in
> cui comunichi, il come) piuttosto che
> l'abilità verbale (il
> cosa).
> Da esperimenti psicazzologici il linguaggio non
> verbale conta per il 90% rispetto a quello
> verbale.
ti ho già scritto che la preoccupazione di un linguaggio corretto non è relativa al rimorchio. Cmq penso che quanto tu abbia detto vale anche in altre occasioni, mi devo procurare un libro sulle posture e il linguaggio non verbale, cosa ne pensi di:


?
> Comunque non mi hai risposto, come rimorchi?
> Vedi una tipa da sola e un gruppo di due ragazze
> , su chi ti
> butti?
su entrambe

> Fai subito degli elogi (sei carina, sei sexy, sei
> bona) alla tipa che ti
> piace?
> Se approcci il gruppo, ti focalizzi su chi ti
> piace?
> etc...
seriamente, io non ho una strategia di rimorchio, mi sembra da sfigati.
Piuttosto, cerco di socializzare con disinvoltura, come se stessi parlando con una persona annoiata in coda alle poste o una vecchietta sul pullman, o un/una collega al lavoro*. Socializzo indifferentemente con donne e uomini, e nel caso di donne, non mi faccio problemi anche con quelle che non mi attirano sessualmente. Se hanno amici cerco, con discrezione, di introdurmi a loro.
Oramai però questo è molto facile, gli amici in comune abbondano e questo ti dà punti, voglio dire, un conto è che sei uno sconosciuto che inizi a parlare, un conto è che sei "l'amico di xxx", insomma, le referenze contano
Ciò che dico invece è ovviamente dettato dal buonsenso, però ovvio che non parto diretto in quarta sul genere "aho me fai sangue!", è un tipo di approccio che può funzionare solo con piacioni.
Non mi sbilancio ulteriormente in pubblico, se volete altro comprate il mio libro quando verrà pubblicato.
*socializzare sul lavoro è molto più semplice che in disco o simili, secondo te perché?
-----------------------------------------------------------
Modificato dall' autore il 02 gennaio 2008 00.35
-----------------------------------------------------------
>
> - Scritto da: avvelenato
> >
> > - Scritto da: Troll.Psicazzo
> > > Ma tu vuoi rimorchiare?
> >
> > Guarda che era solo una battuta... hanno appena
> > dato "l'attimo fuggente", hai presente la scena
> > quando il prof chiede ai
> > ragazzi:
> >
> > "A cosa serve il linguaggio?"
> >
> >
> > e poi risponde:
> >
> > "serve a rimorchiare le ragazze
"> >
> >
> > Scherzi a parte le abilità verbali sono utili in
> > tanti campi, e onestamente quello del rimorchio
> > non è stato il problema che m'ha fatto pensare a
> > sto
> > post.
>
> Nell'attività del rimorchio è più importante la
> comunicazione non verbale (postura, il modo in
> cui comunichi, il come) piuttosto che
> l'abilità verbale (il
> cosa).
> Da esperimenti psicazzologici il linguaggio non
> verbale conta per il 90% rispetto a quello
> verbale.
ti ho già scritto che la preoccupazione di un linguaggio corretto non è relativa al rimorchio. Cmq penso che quanto tu abbia detto vale anche in altre occasioni, mi devo procurare un libro sulle posture e il linguaggio non verbale, cosa ne pensi di:

?
> Comunque non mi hai risposto, come rimorchi?
> Vedi una tipa da sola e un gruppo di due ragazze
> , su chi ti
> butti?
su entrambe

> Fai subito degli elogi (sei carina, sei sexy, sei
> bona) alla tipa che ti
> piace?
> Se approcci il gruppo, ti focalizzi su chi ti
> piace?
> etc...
seriamente, io non ho una strategia di rimorchio, mi sembra da sfigati.
Piuttosto, cerco di socializzare con disinvoltura, come se stessi parlando con una persona annoiata in coda alle poste o una vecchietta sul pullman, o un/una collega al lavoro*. Socializzo indifferentemente con donne e uomini, e nel caso di donne, non mi faccio problemi anche con quelle che non mi attirano sessualmente. Se hanno amici cerco, con discrezione, di introdurmi a loro.
Oramai però questo è molto facile, gli amici in comune abbondano e questo ti dà punti, voglio dire, un conto è che sei uno sconosciuto che inizi a parlare, un conto è che sei "l'amico di xxx", insomma, le referenze contano

Ciò che dico invece è ovviamente dettato dal buonsenso, però ovvio che non parto diretto in quarta sul genere "aho me fai sangue!", è un tipo di approccio che può funzionare solo con piacioni.
Non mi sbilancio ulteriormente in pubblico, se volete altro comprate il mio libro quando verrà pubblicato.

*socializzare sul lavoro è molto più semplice che in disco o simili, secondo te perché?
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Modificato dall' autore il 02 gennaio 2008 00.35
-----------------------------------------------------------
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
E TU Lo Sai o no?
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-02 00:06:00.0 alle 2008-01-02 00:06:00.0
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- Scritto da: Troll.Psicazzo
> Ma tu vuoi rimorchiare?
Guarda che era solo una battuta... hanno appena dato "l'attimo fuggente", hai presente la scena quando il prof chiede ai ragazzi:
"A cosa serve il linguaggio?"
e poi risponde:
"serve a rimorchiare le ragazze
"Scherzi a parte le abilità verbali sono utili in tanti campi, e onestamente quello del rimorchio non è stato il problema che m'ha fatto pensare a sto post.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-02 00:00:00.0 alle 2008-01-02 00:00:00.0
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- Scritto da:
>
>
> Ergo un par di palle.
> A parte il fatto che i geni non reputano un bel
> nulla.
> La plasticità del cervello e la multiformità
> delle situazioni e dei comportamenti possono ben
> superare il determinismo genetico. Altrimenti
> certi comportamenti del tutto anomici sarebbero
> inspiegabili.
>
Cazzate.
Lo stesso cervello è il prodotto dell'interazione genetica con i nutrimenti che l'hanno composto, e gli input esterni ricevuti.
Quindi non esistono comportamenti che "superano" il determinismo genetico, semmai esistono dei comportamenti che all'apparenza sembrano contrastanti con esso, vedi sopra l'obiezione sulla gayosità, e invece traggono le loro ragioni da una strategia che nel complesso è funzionale.
Che sia difficile cogliere il "complesso", su questo posso darti ragione.
E ti dò ragione anche sul fatto che la mente ha il potere per contrastare istinti programmati nei geni. Ma anche questo è previsto dai geni stessi, voglio dire, se per la nostra (di specie) strategia riproduttiva avesse avuto senso il rispetto a bacchetta degli imperativi genetici, l'evoluzione delle dimensioni del cranio umano fino ai livelli attuali (apparte alcuni utenti del forum) non si sarebbe rivelata una strategia valida. E invece...
> Il riduzionismo genico (alla Dawkins) è già stato
> sconfessato alla grande da teoria della
> complessità, emergentismo, e cognitivismo
> autopoietico (quello di Maturana e Varela), e
> altro.
Mai coperti, ma credo che tu mi stia appioppando una teoria del "riduzionismo genico" che non ho detto di appoggiare.
Io semplicemente dico che siamo il frutto di milioni di anni di selezione naturale, ci sono dei comportamenti diffusi e non, quelli diffusi sono evidentemente vantaggiosi per la specie.
Quelli non diffusi, possono essere spiegati in vari modi, e non è detto che siano svantaggiosi... però, il dubbio è legittimo.
> Dire che i geni decidano tutto, poi, è
> pericolosamente vicino a quella fallacia
> naturalistica tipica del pensiero cattolico,
> secondo cui esisterebbe una "natura fondamentale"
> e ciò che ci si allontana è male o comunque
> negativo, anche solo come fonte di sofferenza
> individuale (quindi non in senso
> morale).
>
ma esiste una "natura fondamentale"! O almeno, finora non ne è mai stata appurata l'assenza, e quindi se ne è dedotto che ci dev'essere.
Questa "natura fondamentale" consiste semplicemente nel rapporto di causa ed effetto, ed è una legge alla quale sottostiamo tutti, geni compresi.
Attribuirmi poi la tesi che i geni decidano tutto è un po' un'azzardo.
Che ci sono e che influiscano, però, è innegabile.
> Peccato che la "natura", intesa anche solo come
> corredo genetico, è PLASTICA. Può
> mutare.
>
> Immaginiamo quanto segue.
> Magari anticamente tutti gli ominidi avevano
> forti tendenze ai contatti diretti e continuati
> coi proprio simili. Quindi gli asociali erano
> condannati
> all'infelicità.
> Possiamo però immaginare che, con l'evoluzione
> sociale dei primi antroproidi, in determinate
> popolazioni siano cominciati a nascere alcuni
> individui che, geneticamente, tendevano a un
> maggiore isolamento (ovviamente non totale) dal
> branco, ricavandone però, grazie a una relativa
> solitudine dai legami sociali, più tempo per la
> riflessione e una maggiore libertà dagli schemi
> di comportamento e cognitivi dominanti nel gruppo
> e, di conseguenza, la possibilità di escogitare
> innovazioni sia tecnologiche che
> concettuali.
> Questi individui trovano il loro appagamento
> (felicità) nel vivere sufficientemente lontani
> dagli altri, ma in cambio forniscono il gruppo di
> prodotti tecnologici o
> intellettuali.
> Quindi gruppi umani di questo genere, che
> contengono una grande massa di individui felici
> della socialità e una piccola frazione di
> individui felici di una relativa solitudine,
> possono essere avvantaggiati rispetto ad altri
> gruppi, più omogenei in quanto al nesso
> socialità=felicità, ma scarsamente produttivi in
> quanto a innovazioni e originalità. E in un
> ambiente in mutazione (e tutti gli ambienti sono
> sempre in mutazione) è il primo tipo di gruppo ad
> essere avvantaggiato, non il
> secondo.
> Quindi non è impossibile immaginare che nella
> specie umana, nel corso del tempo, si sia
> sviluppato una sorta di dimorfismo sociale,
> perfettamente funzionale sia alla sopravvivenza
> del gruppo sia al benessere degli
> individui.
> Un possibile parallelo è la specializzazione (ben
> più rigida e unicamente legata ai compiti
> concreti) nel mondo degli
> insetti.
>
Non siamo tutti uguali e questo è ribadito, inoltre il mio discorso non può che essere valutato su chiave statistica, e quindi tu parlandomi di una maggioranza di gente felice perché sociale, confermi il mio discorso.
Discorso nato, ci tengo a sottolinearlo, dalle lamentazioni di una persona insofferente ad un festeggiamento, che se fosse stato veramente felice della sua asocialità, semplicemente non si sarebbe dato peso di riflessioni come l'inutilità delle feste & co..
> Ovviamente quanto scritto sopra è più un
> esercizio mentale che altro. Ovviamente le cose
> saranno andate in un altro
> modo.
> Ma è un tentativo di immaginare se e come sia
> possibile che un individuo possa trovare
> benessere nella solitudine e ciò non essere in
> contrasto né con una prospettiva "genica" né con
> la coesione e la sopravvivenza del gruppo
> sociale.
>
>
Ma infatti non lo è, e a ben vedere esistono un fottìo di specie animali che prediligono la solitudine ad un'organizzazione sociale.
sono strategie.
Ora però permettimi di criticare la tua storiella: il fatto che l'uomo sia un'animale sociale non è un caso. Il punto è che proprio lo scambio di idee e la loro evoluzione permette la crescita culturale, tecnologica, ecc, che tu mitizzi come proveniente da una specie di stregone ascetico.
Il fatto stesso che tu implicitamente denunci la necessità di "maggiore libertà dagli schemi di comportamento e cognitivi dominanti nel gruppo" dovrebbe farti riflettere. Qual è il punto?
Che necessiti di solitudine per liberarti dalla visione di gruppo, e non riesci quindi a confrontare le tue idee con gli altri?
Non riesci ad argomentarle o a renderle accattivanti?
Manchi di leadership, di capacità oratorie?
O forse sono proprio le idee che non essendo buone non riescono ad essere imposte?
Questo io non posso dirlo (benché un'idea me la sono fatta), puoi saperlo solo te.
Però un uomo da solo può anche inventarsi di essere il re dell'universo, di poter muovere i venti a comando, oppure convincersi che il mondo sia fatto di cioccolata, può credere a qualsiasi cosa.
E' solo il confronto delle nostre idee con le altrui che ci permette di falsificarle o rafforzare le nostre convinzioni in esse.
>
>
> Ergo un par di palle.
> A parte il fatto che i geni non reputano un bel
> nulla.
> La plasticità del cervello e la multiformità
> delle situazioni e dei comportamenti possono ben
> superare il determinismo genetico. Altrimenti
> certi comportamenti del tutto anomici sarebbero
> inspiegabili.
>
Cazzate.
Lo stesso cervello è il prodotto dell'interazione genetica con i nutrimenti che l'hanno composto, e gli input esterni ricevuti.
Quindi non esistono comportamenti che "superano" il determinismo genetico, semmai esistono dei comportamenti che all'apparenza sembrano contrastanti con esso, vedi sopra l'obiezione sulla gayosità, e invece traggono le loro ragioni da una strategia che nel complesso è funzionale.
Che sia difficile cogliere il "complesso", su questo posso darti ragione.
E ti dò ragione anche sul fatto che la mente ha il potere per contrastare istinti programmati nei geni. Ma anche questo è previsto dai geni stessi, voglio dire, se per la nostra (di specie) strategia riproduttiva avesse avuto senso il rispetto a bacchetta degli imperativi genetici, l'evoluzione delle dimensioni del cranio umano fino ai livelli attuali (apparte alcuni utenti del forum) non si sarebbe rivelata una strategia valida. E invece...
> Il riduzionismo genico (alla Dawkins) è già stato
> sconfessato alla grande da teoria della
> complessità, emergentismo, e cognitivismo
> autopoietico (quello di Maturana e Varela), e
> altro.
Mai coperti, ma credo che tu mi stia appioppando una teoria del "riduzionismo genico" che non ho detto di appoggiare.
Io semplicemente dico che siamo il frutto di milioni di anni di selezione naturale, ci sono dei comportamenti diffusi e non, quelli diffusi sono evidentemente vantaggiosi per la specie.
Quelli non diffusi, possono essere spiegati in vari modi, e non è detto che siano svantaggiosi... però, il dubbio è legittimo.
> Dire che i geni decidano tutto, poi, è
> pericolosamente vicino a quella fallacia
> naturalistica tipica del pensiero cattolico,
> secondo cui esisterebbe una "natura fondamentale"
> e ciò che ci si allontana è male o comunque
> negativo, anche solo come fonte di sofferenza
> individuale (quindi non in senso
> morale).
>
ma esiste una "natura fondamentale"! O almeno, finora non ne è mai stata appurata l'assenza, e quindi se ne è dedotto che ci dev'essere.
Questa "natura fondamentale" consiste semplicemente nel rapporto di causa ed effetto, ed è una legge alla quale sottostiamo tutti, geni compresi.
Attribuirmi poi la tesi che i geni decidano tutto è un po' un'azzardo.
Che ci sono e che influiscano, però, è innegabile.
> Peccato che la "natura", intesa anche solo come
> corredo genetico, è PLASTICA. Può
> mutare.
>
> Immaginiamo quanto segue.
> Magari anticamente tutti gli ominidi avevano
> forti tendenze ai contatti diretti e continuati
> coi proprio simili. Quindi gli asociali erano
> condannati
> all'infelicità.
> Possiamo però immaginare che, con l'evoluzione
> sociale dei primi antroproidi, in determinate
> popolazioni siano cominciati a nascere alcuni
> individui che, geneticamente, tendevano a un
> maggiore isolamento (ovviamente non totale) dal
> branco, ricavandone però, grazie a una relativa
> solitudine dai legami sociali, più tempo per la
> riflessione e una maggiore libertà dagli schemi
> di comportamento e cognitivi dominanti nel gruppo
> e, di conseguenza, la possibilità di escogitare
> innovazioni sia tecnologiche che
> concettuali.
> Questi individui trovano il loro appagamento
> (felicità) nel vivere sufficientemente lontani
> dagli altri, ma in cambio forniscono il gruppo di
> prodotti tecnologici o
> intellettuali.
> Quindi gruppi umani di questo genere, che
> contengono una grande massa di individui felici
> della socialità e una piccola frazione di
> individui felici di una relativa solitudine,
> possono essere avvantaggiati rispetto ad altri
> gruppi, più omogenei in quanto al nesso
> socialità=felicità, ma scarsamente produttivi in
> quanto a innovazioni e originalità. E in un
> ambiente in mutazione (e tutti gli ambienti sono
> sempre in mutazione) è il primo tipo di gruppo ad
> essere avvantaggiato, non il
> secondo.
> Quindi non è impossibile immaginare che nella
> specie umana, nel corso del tempo, si sia
> sviluppato una sorta di dimorfismo sociale,
> perfettamente funzionale sia alla sopravvivenza
> del gruppo sia al benessere degli
> individui.
> Un possibile parallelo è la specializzazione (ben
> più rigida e unicamente legata ai compiti
> concreti) nel mondo degli
> insetti.
>
Non siamo tutti uguali e questo è ribadito, inoltre il mio discorso non può che essere valutato su chiave statistica, e quindi tu parlandomi di una maggioranza di gente felice perché sociale, confermi il mio discorso.
Discorso nato, ci tengo a sottolinearlo, dalle lamentazioni di una persona insofferente ad un festeggiamento, che se fosse stato veramente felice della sua asocialità, semplicemente non si sarebbe dato peso di riflessioni come l'inutilità delle feste & co..
> Ovviamente quanto scritto sopra è più un
> esercizio mentale che altro. Ovviamente le cose
> saranno andate in un altro
> modo.
> Ma è un tentativo di immaginare se e come sia
> possibile che un individuo possa trovare
> benessere nella solitudine e ciò non essere in
> contrasto né con una prospettiva "genica" né con
> la coesione e la sopravvivenza del gruppo
> sociale.
>
>

Ma infatti non lo è, e a ben vedere esistono un fottìo di specie animali che prediligono la solitudine ad un'organizzazione sociale.
sono strategie.
Ora però permettimi di criticare la tua storiella: il fatto che l'uomo sia un'animale sociale non è un caso. Il punto è che proprio lo scambio di idee e la loro evoluzione permette la crescita culturale, tecnologica, ecc, che tu mitizzi come proveniente da una specie di stregone ascetico.
Il fatto stesso che tu implicitamente denunci la necessità di "maggiore libertà dagli schemi di comportamento e cognitivi dominanti nel gruppo" dovrebbe farti riflettere. Qual è il punto?
Che necessiti di solitudine per liberarti dalla visione di gruppo, e non riesci quindi a confrontare le tue idee con gli altri?
Non riesci ad argomentarle o a renderle accattivanti?
Manchi di leadership, di capacità oratorie?
O forse sono proprio le idee che non essendo buone non riescono ad essere imposte?
Questo io non posso dirlo (benché un'idea me la sono fatta), puoi saperlo solo te.
Però un uomo da solo può anche inventarsi di essere il re dell'universo, di poter muovere i venti a comando, oppure convincersi che il mondo sia fatto di cioccolata, può credere a qualsiasi cosa.
E' solo il confronto delle nostre idee con le altrui che ci permette di falsificarle o rafforzare le nostre convinzioni in esse.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 23:31:00.0 alle 2008-01-01 23:31:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da:
>
> - Scritto da: avvelenato
> >
> > - Scritto da:
> > > Vita sociale = felicità?
> >
> >
> > La felicità è un sentimento positivo programmato
> > nei nostri geni in relazione a qualcosa che loro
> > "reputano" giusto (aka: favorevole alla
> > riproduzione).
> >
> >
> > La vita sociale E' FAVOREVOLE alla riproduzione,
> > ergo...
>
> Aggiungo una cosa.
> Che ragionando in questo modo risulterebbe che i
> gayoni non possono essere felici, perché la
> gayezza, fino a quando non c'era la fecondazione
> artificiale, non era favorevole alla
> riproduzione.
> Eppure è stabilito che per la specie umana, in
> ogni gruppo c'è un 10% più o meno stabile di
> gayoni esclusivi. Se questa fosse una
> caratteristica svantaggiosa per la riproduzione,
> sarebbe già stata eliminata da un pezzo, da
> diverse centinaia di migliaia di
> anni.
> Però non è così.
> Perché? Evidentemente quel 10% svolge(va) un
> qualche ruolo all'interno della popolazione, non
> legato alla
> riproduzione.
>
> Questo per dire che ragionare in termini di
> "favorevole per la riproduzione DELL'INDIVIDUO" è
> alquanto
> limitato.
> Ma chiunque conosca un po' di evoluzionismo
> dovrebbe
> saperlo.
I geni non hanno codificato ogni singola situazione esistente o "esistibile".
I gay sono gay proprio perché sentono che la loro forza sessuale li spinge a cercare partners sessuali maschili.
In termini meramente riproduttivi, se cioé solo la riproduzione contasse, questo sarebbe da considerarsi un errore genetico.
Ma poiché, come tu giustamente sottolinei, esiste un 10% di gay, se fosse davvero stato un errore genetico la selezione naturale avrebbe ridotto questa percentuale a fattori meno significativi.
Allora potremmo dedurne o che la gayosità non sia una conseguenza di fattori genetici, o che la condizione di gayosità non è svantaggiosa nella strategia evolutiva.
O entrambe, cosa che io credo.
(in effetti non è tanto svantaggioso darlo/prenderlo in culo, riproduttivamente parlando, semmai può esserlo rifiutare rapporti sessuali col sesso opposto. Ma gay "puri e duri" sono davvero rari, persino wakko ha avuto ragazze, e non è da escludere che ne avrà ancora in futuro.)
l'obiezione dal tuo post comunque nasce dal fatto che tu supponi io abbia asserito che i geni spingono a riprodurre, mentre invece la mia tesi è che i geni spingono alla copula. La riproduzione è solo un effetto della stessa.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 23:22:00.0 alle 2008-01-01 23:22:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da: Troll.Psicazzo
>
> - Scritto da: avvelenato
> >
> > - Scritto da: Troll.Psicazzo
> > > devi stimolare l'emisfero sinistro
> >
> > per come l'hai messa giù sembra che mi devo fare
> > una sega al lato sinistro del
> > cervello...
> >
> >
> > come si stimola il sx?
>
> Hai mai fatto teatro? Sai fingere? Sei un buon
> attore?
Ho fatto dei corsi teatrali. Sulle altre due domande non saprei pronunciarmi, necessiterei di una valutazione esterna, tuttavia, credo di no.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Dio Porco
Ad
hhttps://bestemmietraamicidioporco
Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 23:21:00.0 alle 2008-01-01 23:21:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da:
>
> - Scritto da: avvelenato
> >
> > - Scritto da:
> > >
> > > - Scritto da: avvelenato
> > > > L'abilità linguistica è importante. Non
> penso
> > di
> > > > essere messo male, ma certe volte vorrei
> ancor
> > > > più.
> > >
> > > Avve, fino ad ora tutto ciò a cosa ti è
> servito?
> > > Pensaci.
> >
> >
> > A rimorchiare

>
> Sono sicuro che nei posti che frequenti rimorchia
> di più un buzzurro bergamasco che non sa neanche
> parlare bene
> italiano.
no ex, però nei posti che frequento c'è spazio anche per i buzzurri bergamaschi.
Anche se il target per loro è differente dal mio.
> Sono convinto che se parli con le fanciulle come
> scrivi certi post (come questo) sei di una noia
> mortale.
>
> Potrei sbagliarmi ma non credo.
Se fosse vero avresti ragione, ma non è così. Oltretutto è mezz'ora che spiego come parlare e scrivere siano due cose differenti.
Inoltre bisogna anche vedere di cosa si parla. Come direbbe lo psicazzo: ragiona con l'emisfero sinistro, una donna, a sentire parlare un uomo di "certi argomenti" in una determinata maniera, si scioglie.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 23:00:00.0 alle 2008-01-01 23:00:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da:
> la mia ragazza mi ha beccato a tirarmi una sega
> subito dopo che avevo scopato con lei...ci è
> rimasta di merda in una maniera
> impressionante...
Gliel'avevi chiesta e ha rifiutato?
Le ragazze fanno più fatica a capire i ragazzi di quanto questi ultimi fatichino a capire il sesso opposto.
Ma non è un fattore di intelligenza, bensì di motivazione. Il maschio visto che è interessato alla copula si pone il problema del perché non la ottiene, e una delle strategie adottate è il "conosci il tuo nemico".
La donna non ha obiettivi.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:57:00.0 alle 2008-01-01 22:57:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da:
>
> - Scritto da: avvelenato
> > L'abilità linguistica è importante. Non penso di
> > essere messo male, ma certe volte vorrei ancor
> > più.
>
> Avve, fino ad ora tutto ciò a cosa ti è servito?
> Pensaci.
A rimorchiare
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:56:00.0 alle 2008-01-01 22:56:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da: The Lich
>
> - Scritto da: avvelenato
> >
> > - Scritto da:
> > >
> > > Ma voi riuscite a pensare ad una forma di
> > > imbecillità manifesta che eguagli il
> > > capodanno?
> > > Io no.
> > >
> > > Miliardi di persone che si sentono in dovere
> di
> > > divertirsi seguendo l'orologio, abbuffandosi a
> > > dismisura e urlando frasi sconnesse al
> > > tempo...come se avessero la possibilità di
> > > controllarlo...buon
> > > anno...auguri.
> > >
> > > Stamattina la città respirava; poca gente,
> > niente
> > > auto...ancora poche ore e tornerà la solita
> > > stressata
> > > fregola.
> >
> >
> > Per chi ha vita sociale ogni scusa è buona per
> > festeggiare.
> > Chi non ha vita sociale punta l'indice contro la
> > scusa per festeggiare, non riconoscendo invece
> > che la scusa è per l'appunto solo tale, e
> > l'indice dovrebbe puntarlo sulla sua condizione
> > piuttosto.
> > Forse qua non si capisce che non intendo fare il
> > figo sul genere "io ho amici voi no io trombo
> > gratis licchione paga" ecc, ho avuto anche io i
> > miei momenti
> > brutti.
> > Bene, il modo giusto per superarli è inquadrare
> i
> > problemi che rendono i momenti "brutti", e
> > affrontarli.
> > Il modo sbagliato è dire "festa di merda" per
> non
> > dire a sé stessi "anche quest'anno sono
> > solo".
> >
> > uguale natale e san valentino (l'ultima più di
> > tutte, infatti personalmente è una festa che
> > adoro!)
>
> tu ragioni come freud, per fortuna che ci ha
> pensato Karl Popper a rimettervi al vostro
> posto.
>
> The Lich™
>
Sti gran cazzi, io tutte le mie teorie le provo sul campo di battaglia, Popper direbbe che tento di falsificarle; popper avrebbe stima di me, anche quando sbaglio mira.
E come chiunque si mette in gioco, succede.
Tu ti tieni nascosto in un angolino con la tua boria a credere di essere superiore. Sei tu quello che non si vuol far falsificare, sei tu che hai paura a metterti in discussione.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:40:00.0 alle 2008-01-01 22:40:00.0
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- Scritto da:
> Vita sociale = felicità?
La felicità è un sentimento positivo programmato nei nostri geni in relazione a qualcosa che loro "reputano" giusto (aka: favorevole alla riproduzione).
La vita sociale E' FAVOREVOLE alla riproduzione, ergo...
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:35:00.0 alle 2008-01-01 22:35:00.0
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- Scritto da: avvelentani
>
> - Scritto da: avvelenato
> >
> > - Scritto da: avvelentani
> > > Fase up? Potresti costruire la fontanella zen.
> >
> >
> > Chiedere consiglio su un libro da leggere non è
> > da fase up, non sottovalutare le mie fasi
> > up!
> >
> >
> > Quando chiederò consigli su come fare a scrivere
> > un libro su pergamena e rilegarlo a mano, allora
> > preoccupati.
>
> Sta chiaramente salendo. L'orologio gigante
> potrebbe tornare in settimana.
>

No, ogni volta un progetto nuovo.
Quello vecchio diventa poco interessante e scartato.
(anche se devo dire la verità che quello dell'orologione non l'ho del tutto abbandonato, l'ho solo accantonato un secondo)
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:33:00.0 alle 2008-01-01 22:33:00.0
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- Scritto da: Troll.Psicazzo
> devi stimolare l'emisfero sinistro
per come l'hai messa giù sembra che mi devo fare una sega al lato sinistro del cervello...
come si stimola il sx?
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:32:00.0 alle 2008-01-01 22:32:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da:
>
> - Scritto da: avvelenato
> > L'abilità linguistica è importante. Non penso di
> > essere messo male, ma certe volte vorrei ancor
> > più. Il vocabolario ce l'ho piuttosto ampio, ma
> > non è come avere una biblioteca ben ordinata dal
> > quale avere il vocabolo scelto su richiesta,
> > semmai è come pretendere di andare a pesca in un
> > oceano (di parole) e prendere il pesce della
> > razza xxx (ovvero la parola xxx) al primo
> > tentativo, e in tempismo col resto del discorso.
> > A volte mi riesce, spesso vado in time-out, e
> > devo ripiegare con
> > succedanei.
> > Altre cose importanti sono la capacità di
> > cambiare registro in relazione al contesto in
> > maniera automatica, oppure padroneggiare
> > costrutti periodici particolarmente complessi.
> >
> >
> > Inutile dire che tutte queste abilità, più altre
> > che non sono riuscito a citare, sono sviluppate
> > specialmente con l'uso e la frequentazione di
> > altre persone che le posseggono. La lettura e
> > anche la scrittura (anche sui forum of course)
> > aiuta certo a migliorare ulteriormente certe
> > abilità, ma fino ad un certo punto, non può
> > compensare le carenze sociali che a soffrirne se
> > ne vedono le conseguenze, ad esempio la tendenza
> > che posseggo di costruire periodi per la
> > lunghezza e complessità non adatti ad un dialogo
> > ma più ad un testo
> > scritto.
> >
> > Ora mi piacerebbe sapere se esiste un libro che,
> > riordinando e catalogando sottoabilità
> necessarie
> > da padroneggiare per potersi ritenere imperatori
> > dell'arte oratoria, programmasse un metodo, con
> > tanto di esercizi, per sviluppare le abilità di
> > cui
> > sopra.
>
> In pratica dici che i libri non servono per
> migliorare le capacità
> verbali.
non ho detto questo, ho detto che hanno un loro limite.
le abilità linguistiche scritte e verbali hanno alcuni tratti in comune ma anche ovvie differenze, che possono rendere l'ottimo scrittore un pessimo oratore, e viceversa.
Ho citato il tempismo ad esempio: tu non puoi sapere come medito ogni singola parola dei miei post sul forum, potrei spararle di getto oppure cambiarle in continuazione controllandone significato ed etimo sui siti che sappiamo, per assicurarmi la perfetta corrispondenza tra significante e significato.
Inutile dire che sperare di adottare una metodologia simile nel linguaggio ordinario è rischioso. Per mantenere una scorrevolezza accettabile del parlato bisogna darsi un limite alla ricerca di parole, e ciò comporta anche che le frasi non siano composte in dipendenza di termini particolari, ma adatte ad essere variate su sinonimi, cosicché almeno uno in tempo ne verrà in mente. Anche gli errori spec. sintattici, sono tenuti in minor conto. Ad esempio chi non usa "che" quando si dovrebbe usare "il quale/la quale" in un dialogo?
in tutto questo è ovvio che la lettura di romanzi può aiutare a sviluppare qualcosa ma non altro.
Se il romanzo contiene molti dialoghi, scritti ammodino, può essere un aiuto ulteriore. Resta il fatto che alcune sottoabilità rimarranno scoperte.
Bisogna applicare dal vivo, con la gente.
> E poi chiedi un libro che ti aiuti a migliorarle.
> Mah.

Ma non chiedo un romanzo. Io chiedo un libro sul genere manualistica, che abbia degli esercizi sul genere: "la prossima volta che esci con gli amici, prova ad evitare l'uso dei superlativi assoluto" oppure "cerca di non usare la vocale o", o ancora "scegli un amico e parlaci come se fosse l'esaminatore per un importantissimo posto di lavoro, usa un tono formale" ovviamente questi mi sembrano degli esercizi dementi, io cerco qualcosa di studiato.
Un libro del genere sarebbe forse superfluo, nel senso, il miglioramento avviene con naturalezza se si vivono situazioni stimolanti. Il problema è anche cercare o creare dette situazioni.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:16:00.0 alle 2008-01-01 22:16:00.0
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- Scritto da: avvelentani
> Fase up? Potresti costruire la fontanella zen.
Chiedere consiglio su un libro da leggere non è da fase up, non sottovalutare le mie fasi up!
Quando chiederò consigli su come fare a scrivere un libro su pergamena e rilegarlo a mano, allora preoccupati.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:14:00.0 alle 2008-01-01 22:14:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da:
>
> Ma voi riuscite a pensare ad una forma di
> imbecillità manifesta che eguagli il
> capodanno?
> Io no.
>
> Miliardi di persone che si sentono in dovere di
> divertirsi seguendo l'orologio, abbuffandosi a
> dismisura e urlando frasi sconnesse al
> tempo...come se avessero la possibilità di
> controllarlo...buon
> anno...auguri.
>
> Stamattina la città respirava; poca gente, niente
> auto...ancora poche ore e tornerà la solita
> stressata
> fregola.
Per chi ha vita sociale ogni scusa è buona per festeggiare.
Chi non ha vita sociale punta l'indice contro la scusa per festeggiare, non riconoscendo invece che la scusa è per l'appunto solo tale, e l'indice dovrebbe puntarlo sulla sua condizione piuttosto.
Forse qua non si capisce che non intendo fare il figo sul genere "io ho amici voi no io trombo gratis licchione paga" ecc, ho avuto anche io i miei momenti brutti.
Bene, il modo giusto per superarli è inquadrare i problemi che rendono i momenti "brutti", e affrontarli.
Il modo sbagliato è dire "festa di merda" per non dire a sé stessi "anche quest'anno sono solo".
uguale natale e san valentino (l'ultima più di tutte, infatti personalmente è una festa che adoro!)
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 22:03:00.0 alle 2008-01-01 22:03:00.0
Trollate totali: 14239
L'abilità linguistica è importante. Non penso di essere messo male, ma certe volte vorrei ancor più. Il vocabolario ce l'ho piuttosto ampio, ma non è come avere una biblioteca ben ordinata dal quale avere il vocabolo scelto su richiesta, semmai è come pretendere di andare a pesca in un oceano (di parole) e prendere il pesce della razza xxx (ovvero la parola xxx) al primo tentativo, e in tempismo col resto del discorso. A volte mi riesce, spesso vado in time-out, e devo ripiegare con succedanei.
Altre cose importanti sono la capacità di cambiare registro in relazione al contesto in maniera automatica, oppure padroneggiare costrutti periodici particolarmente complessi.
Inutile dire che tutte queste abilità, più altre che non sono riuscito a citare, sono sviluppate specialmente con l'uso e la frequentazione di altre persone che le posseggono. La lettura e anche la scrittura (anche sui forum of course) aiuta certo a migliorare ulteriormente certe abilità, ma fino ad un certo punto, non può compensare le carenze sociali che a soffrirne se ne vedono le conseguenze, ad esempio la tendenza che posseggo di costruire periodi per la lunghezza e complessità non adatti ad un dialogo ma più ad un testo scritto.
Ora mi piacerebbe sapere se esiste un libro che, riordinando e catalogando sottoabilità necessarie da padroneggiare per potersi ritenere imperatori dell'arte oratoria, programmasse un metodo, con tanto di esercizi, per sviluppare le abilità di cui sopra.
Altre cose importanti sono la capacità di cambiare registro in relazione al contesto in maniera automatica, oppure padroneggiare costrutti periodici particolarmente complessi.
Inutile dire che tutte queste abilità, più altre che non sono riuscito a citare, sono sviluppate specialmente con l'uso e la frequentazione di altre persone che le posseggono. La lettura e anche la scrittura (anche sui forum of course) aiuta certo a migliorare ulteriormente certe abilità, ma fino ad un certo punto, non può compensare le carenze sociali che a soffrirne se ne vedono le conseguenze, ad esempio la tendenza che posseggo di costruire periodi per la lunghezza e complessità non adatti ad un dialogo ma più ad un testo scritto.
Ora mi piacerebbe sapere se esiste un libro che, riordinando e catalogando sottoabilità necessarie da padroneggiare per potersi ritenere imperatori dell'arte oratoria, programmasse un metodo, con tanto di esercizi, per sviluppare le abilità di cui sopra.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2008-01-01 21:52:00.0 alle 2008-01-01 21:52:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da:
> un anno fa ho pizzicato la mia compagna che
> flirtava pesantemente con un collega (SMS,
> email)...ce stata una crisi ma ho capito che era
> il caso di non stargli addosso e lasciargli i
> suoi spazi. In effetti poi abbiamo passato un
> buon periodo soprattutto a livello fisco ed io
> sono tornato ad essere tranquillo...almeno
> speravo che in futuro mi comunicasse un suo
> disagio.
>
> Beh...quando meno te l'aspetti BANG!!! scoporo
> che per mesi mi ha tenuta nascosta un
> relazione...insomma questa volta mi ha proprio
> tradito. E lei non mi sembra minimamene
> pentita...anzi nega
> spudoratamente
>
> Come si deve fare???!!!
Devi venire su questo forum di venerdì o sabato, dopo le 22.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Arricchimento culturale in Svezia in corso
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2007-12-31 09:05:00.0 alle 2007-12-31 09:05:00.0
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qua ci sono le ore di tutti i capodanni del mondo
http://www.timeanddate.com/counters/worldfirst.htm...
l'idea è quella di fare un countdown ad ogni capodanno... e relativo brindisi ovviamente....!
chi sopravvive è bravo!
auguri a todos y todos
http://www.timeanddate.com/counters/worldfirst.htm...

l'idea è quella di fare un countdown ad ogni capodanno... e relativo brindisi ovviamente....!
chi sopravvive è bravo!
auguri a todos y todos
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2007-12-31 08:54:00.0 alle 2007-12-31 08:54:00.0
Trollate totali: 14239
Qua mi sa che nel forum siano in molti, oltre a lich, ad autocompiacersi di una presunta diversità.
Le discussioni sul senso dell'ambientalismo ad esempio... eppure ce ne sono un macello di ambientalisti... e come accade statisticamente in ogni gruppo umano, una certa percentuale è buona e gli altri sono da buttare...
però voglio dire, mica è questo a rendere diverso una persona.
Io ad esempio, che per dirne una mi vesto "strano" e ascolto musica "strana", non è che mi senta poi così differente dagli altri.
Mi sento un pochino diverso rispetto a quelli che non hanno portato avanti un discorso di approfondimento dei loro gusti musicali e del loro ideale estetico; ma non la ritengo LA differenza, voglio dire, magari hanno semplicemente altri interessi a cui pensare, e spesso è così.
Secondo me il discorso delle differenze e dell'individualità, in questa società sempre più globalizzata e massificata, sta degenerando.
In pratica mentre culture e lingue e paesi si stanno fondendo e mischiando, da ogniddove si sente la spinta a definirsi "diversi", "speciali", o altro.
Per lo più ho notato che è l'esigenza seduttiva del marketing a condurre a ciò: la pubblicità ha bisogno di indurre le persone a ritenersi uniche: persone speciali con un bisogno speciale, che guarda caso il committente della pubblicità può provvedere, sia esso un prodotto materiale, o immateriale (come un partito politico... o una causa ambientalista).
Tutto ciò a ben vedere assomiglia paurosamente con le dinamiche seduttive proprie dell'amore, dove la menzogna al partner e l'automenzogna, sono: "tu sei diversa, sei speciale" e "io sono diverso, come te" ed ergo: "il fatto che ci capiamo, e solo noi due ci capiamo, è conferma del nostro essere speciali, e fatti l'uno per l'altra".
Personalmente ritengo che diversità ed eguaglianza siano due parole prive di significato se non relazionate ad un punto di vista.
Da un certo punto di vista infatti abbiamo tutti (tranne i redcrow) due gambe e due braccia, due occhi, 46 cromosomi, ecc. tutte cose che ci qualificano come esseri umani. Un alieno farebbe decisamente fatica a distinguere me da... chennesò, la polinomica, esattamente come può essere difficoltoso per un umano distinguere un cavallo da un altro.
E non sono neanche tanto rare le affermazioni sul genere "i neri / gli asiatici / altro gruppo etnico... si assomigliano tutti".
Questo ci fa capire come la distanza del punto di vista influisce sulla percezione della diversità tra elementi osservati.
La morale è quindi: se fate fatica a trovare amici perché vi sentite troppo diversi, allontanate il punto di vista, e cercate delle somiglianze, prima o poi ne troverete con chiunque.
E' chiaro che in questo modo non si possono trovare sempre Amici con la A maiuscola... ma magari, questo piccolo cambio di prospettiva, vi consentirà poi di scoprire che questa persona, che su certi aspetti ritenevate completamente agli antipodi da voi, su altri invece è il vostro gemello... e magari, tenendo più in conto le differenze che le similitudini, questi aspetti non li avreste mai presi in considerazione, dappoiché differenza fa rima con diffidenza.
Le discussioni sul senso dell'ambientalismo ad esempio... eppure ce ne sono un macello di ambientalisti... e come accade statisticamente in ogni gruppo umano, una certa percentuale è buona e gli altri sono da buttare...
però voglio dire, mica è questo a rendere diverso una persona.
Io ad esempio, che per dirne una mi vesto "strano" e ascolto musica "strana", non è che mi senta poi così differente dagli altri.
Mi sento un pochino diverso rispetto a quelli che non hanno portato avanti un discorso di approfondimento dei loro gusti musicali e del loro ideale estetico; ma non la ritengo LA differenza, voglio dire, magari hanno semplicemente altri interessi a cui pensare, e spesso è così.
Secondo me il discorso delle differenze e dell'individualità, in questa società sempre più globalizzata e massificata, sta degenerando.
In pratica mentre culture e lingue e paesi si stanno fondendo e mischiando, da ogniddove si sente la spinta a definirsi "diversi", "speciali", o altro.
Per lo più ho notato che è l'esigenza seduttiva del marketing a condurre a ciò: la pubblicità ha bisogno di indurre le persone a ritenersi uniche: persone speciali con un bisogno speciale, che guarda caso il committente della pubblicità può provvedere, sia esso un prodotto materiale, o immateriale (come un partito politico... o una causa ambientalista).
Tutto ciò a ben vedere assomiglia paurosamente con le dinamiche seduttive proprie dell'amore, dove la menzogna al partner e l'automenzogna, sono: "tu sei diversa, sei speciale" e "io sono diverso, come te" ed ergo: "il fatto che ci capiamo, e solo noi due ci capiamo, è conferma del nostro essere speciali, e fatti l'uno per l'altra".
Personalmente ritengo che diversità ed eguaglianza siano due parole prive di significato se non relazionate ad un punto di vista.
Da un certo punto di vista infatti abbiamo tutti (tranne i redcrow) due gambe e due braccia, due occhi, 46 cromosomi, ecc. tutte cose che ci qualificano come esseri umani. Un alieno farebbe decisamente fatica a distinguere me da... chennesò, la polinomica, esattamente come può essere difficoltoso per un umano distinguere un cavallo da un altro.
E non sono neanche tanto rare le affermazioni sul genere "i neri / gli asiatici / altro gruppo etnico... si assomigliano tutti".
Questo ci fa capire come la distanza del punto di vista influisce sulla percezione della diversità tra elementi osservati.
La morale è quindi: se fate fatica a trovare amici perché vi sentite troppo diversi, allontanate il punto di vista, e cercate delle somiglianze, prima o poi ne troverete con chiunque.
E' chiaro che in questo modo non si possono trovare sempre Amici con la A maiuscola... ma magari, questo piccolo cambio di prospettiva, vi consentirà poi di scoprire che questa persona, che su certi aspetti ritenevate completamente agli antipodi da voi, su altri invece è il vostro gemello... e magari, tenendo più in conto le differenze che le similitudini, questi aspetti non li avreste mai presi in considerazione, dappoiché differenza fa rima con diffidenza.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
Scritto da
avvelenato
un mezzo cavallo
il 2007-12-31 08:16:00.0 alle 2007-12-31 08:16:00.0
Trollate totali: 14239
- Scritto da: The Lich
>
> - Scritto da:
> >
> http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=1725954&m_

> >
> >

>
> sì e ti dirò di più, in 4 mesi di esercizio
> fisico costante e controllo nel cibo avevo perso
> 12 kg, molto meglio di quanto promette l' ultima
> pillola inglese per dimagrire che impedisce l'
> assorbimento dei
> grassi
>
> The Lich™
>

> [img]http://www.gamewyrd.com/previews/bottledimp/i
E poi?
I pedoni possono muoversi solo in avanti.