Black Woman Destroys White Privilege Myth
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https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"
- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da: exsinistro
>
> > Io sono incazzato a presindere dai
> risultati.
>
> Ti e' sivolata fuori la dentiera
?Fi
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> > Spero che il rapinato sia almeno un sinistro.
> >
> >
>
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizi 
>
> Quoto, questi sinistri del pdl che vogliono dare
> i permessi temporanei agli immigrati mi danno
> proprio il voltastomaco!
>
Di pure anche della lega.
Io sono incazzato a presindere dai risultati.
>
> - Scritto da: exsinistro
> > Spero che il rapinato sia almeno un sinistro.
> >
> >
>

>
> Quoto, questi sinistri del pdl che vogliono dare
> i permessi temporanei agli immigrati mi danno
> proprio il voltastomaco!
>

Di pure anche della lega.

Io sono incazzato a presindere dai risultati.
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- Scritto da:
> non ci sono riuscito, pero' ho trovato questa che
> ci va
> vicino
>
>
Ok, salvo!
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> > Spero che il rapinato sia almeno un sinistro.
> >
> >
>

>
> Ha fatto BENE!!!

Se era un sinistro ha fatto bene si!

Comunque un voto per la destra. Ma anche no!
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Dio Porco
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Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
Tutta la famigla Guzzanti è stata fregata per bene da un amico di famiglia.
La Sabina e il suo papà pensavano di essere dei duri e puri. Invece erano solo dei fessacchiotti.
E pensare che volevano fare la guerra a Berlusconi.
Mi dispiace per la mamma e la sorella.
------------------------------------------------
CATERINA GUZZANTI: «MI FIDAVO DI LUI LO VEDEVO A CASA FIN DA BAMBINA»...
Alessandro Capponi per il "Corriere della Sera"
Caterina Guzzanti si è fidata così tanto di Torregiani e soci che un anno e mezzo fa voleva affidare loro «altri soldi. Sicuramente di più dei 24 mila che avevo consegnato all'inizio. Quelli erano i risparmi messi da parte con i primissimi lavori. L'ultima volta invece avrei dato loro un'altra cifra. Ma quando sono andata me l'hanno sconsigliato. Insomma, non li hanno voluti».
Scusi Caterina, ripeta: lei ha offerto soldi e loro hanno rifiutato?
«Sì. Io conosco Torregiani fin da bambina: veniva in casa, mi ricordo che fumava il sigaro e tutta la stanza si riempiva di quell'odore» .
Ma come mai Torregiani veniva a casa sua?
«Si occupava dei risparmi della mamma. La quale, adesso, a settant'anni, ha perso tutto. Senza pensare ai soldi di mio padre Paolo (deputato nel gruppo dei Responsabili, ndr), che poi erano dei nonni, e quelli di mia sorella Sabina (attrice e regista, ndr). E il fatto che la truffa sia stata compiuta da una persona di fiducia, di casa, fa ancora più male. Insomma, questa storia mi toglie il sonno» .
Caterina Guzzanti ha trentaquattro anni, è un'attrice: negli anni, con dedizione e talento, s'è scrollata di dosso i paragoni. E si è affermata facendo radio e teatro, lavorando in tv in trasmissioni spiritose e intelligenti. Adesso è al cinema con «Boris» , un film comico. Com'è comprensibile, lei oggi non ha voglia di fare battute. La voce morbida e bassa: addolorata, sfiduciata, «traumatizzata» .
Caterina, soldi persi a parte, cosa le ha dato più fastidio?
«Il fatto di venire raccontati come avidi. Ho letto di interessi al 20 per cento, ma i miei erano del 4, forse del 5. Poi si parla di cifre virtuali, mai viste: io non ho mai investito 88 mila euro. Anzi, di quelli che ho sborsato la metà me l'ha prestata mamma...».
In ogni caso, con ventiquattromila euro più interessi cosa voleva fare?
«Pensavo di dare l'anticipo per comprare casa. Io e mia mamma ci abbiamo anche scherzato: pensa se Lande scappa coi soldi... Ma la cosa strana è che non è scappato, diceva che il momentaccio dipendeva dalla crisi. E io ci credevo pure».
Ma perché quasi tutta la sua famiglia s'è fidata di Torregiani?
«Perché con mia mamma si era sempre comportato onestamente, almeno fino a quando ha lavorato da solo. Poi quando ha preso quei soci, quelle brave persone di Lande e gli altri, per i vecchi clienti sembrava non fosse cambiato nulla. E invece poi il cugino di mio padre, Sandro Balducci, ha chiesto di riavere i soldi indietro, e lì s'è capito cosa ci aspettava. E ci è preso un colpo, ecco sì, un colpo».
E pensare che lei voleva affidare a quella società anche altri soldi...
«Che fessa eh?» .
Ma non la dice come una battuta, sorride appena.
Heinz Becks
La Sabina e il suo papà pensavano di essere dei duri e puri. Invece erano solo dei fessacchiotti.
E pensare che volevano fare la guerra a Berlusconi.

Mi dispiace per la mamma e la sorella.

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CATERINA GUZZANTI: «MI FIDAVO DI LUI LO VEDEVO A CASA FIN DA BAMBINA»...
Alessandro Capponi per il "Corriere della Sera"
Caterina Guzzanti si è fidata così tanto di Torregiani e soci che un anno e mezzo fa voleva affidare loro «altri soldi. Sicuramente di più dei 24 mila che avevo consegnato all'inizio. Quelli erano i risparmi messi da parte con i primissimi lavori. L'ultima volta invece avrei dato loro un'altra cifra. Ma quando sono andata me l'hanno sconsigliato. Insomma, non li hanno voluti».
Scusi Caterina, ripeta: lei ha offerto soldi e loro hanno rifiutato?
«Sì. Io conosco Torregiani fin da bambina: veniva in casa, mi ricordo che fumava il sigaro e tutta la stanza si riempiva di quell'odore» .
Ma come mai Torregiani veniva a casa sua?
«Si occupava dei risparmi della mamma. La quale, adesso, a settant'anni, ha perso tutto. Senza pensare ai soldi di mio padre Paolo (deputato nel gruppo dei Responsabili, ndr), che poi erano dei nonni, e quelli di mia sorella Sabina (attrice e regista, ndr). E il fatto che la truffa sia stata compiuta da una persona di fiducia, di casa, fa ancora più male. Insomma, questa storia mi toglie il sonno» .
Caterina Guzzanti ha trentaquattro anni, è un'attrice: negli anni, con dedizione e talento, s'è scrollata di dosso i paragoni. E si è affermata facendo radio e teatro, lavorando in tv in trasmissioni spiritose e intelligenti. Adesso è al cinema con «Boris» , un film comico. Com'è comprensibile, lei oggi non ha voglia di fare battute. La voce morbida e bassa: addolorata, sfiduciata, «traumatizzata» .
Caterina, soldi persi a parte, cosa le ha dato più fastidio?
«Il fatto di venire raccontati come avidi. Ho letto di interessi al 20 per cento, ma i miei erano del 4, forse del 5. Poi si parla di cifre virtuali, mai viste: io non ho mai investito 88 mila euro. Anzi, di quelli che ho sborsato la metà me l'ha prestata mamma...».
In ogni caso, con ventiquattromila euro più interessi cosa voleva fare?
«Pensavo di dare l'anticipo per comprare casa. Io e mia mamma ci abbiamo anche scherzato: pensa se Lande scappa coi soldi... Ma la cosa strana è che non è scappato, diceva che il momentaccio dipendeva dalla crisi. E io ci credevo pure».
Ma perché quasi tutta la sua famiglia s'è fidata di Torregiani?
«Perché con mia mamma si era sempre comportato onestamente, almeno fino a quando ha lavorato da solo. Poi quando ha preso quei soci, quelle brave persone di Lande e gli altri, per i vecchi clienti sembrava non fosse cambiato nulla. E invece poi il cugino di mio padre, Sandro Balducci, ha chiesto di riavere i soldi indietro, e lì s'è capito cosa ci aspettava. E ci è preso un colpo, ecco sì, un colpo».
E pensare che lei voleva affidare a quella società anche altri soldi...
«Che fessa eh?» .
Ma non la dice come una battuta, sorride appena.
Heinz Becks
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
>
> vogliono cambiare il divieto costituzionale di
> ricostituzione del partito fascista e cancellare
> il reato di
> apologia
>
>
>

>
> che ne pensate?
Sono daccordo. Questo non vuol dire che mi iscriverei ad un nuovo partito fascista.
O magari si, dipende...
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> > Per adesso non è morto nessuno.
>
> Che consolazione. Di radiazioni non si muore
> subito.
>
> > I morti che non
> > si possono sepellire sono quelli del maremoto e
> > quelli dovuti alla diga per l'idroelettrico
> > crollata.
>
> No, sono quelli contaminati dalle radiazioni. Non
> si possono seppellire, non si possono
> cremare.
Nessuno è morto per radiazioni in seguito all'incisente, nessuno!
Vedi come si manipola la gente "semplice"? Pasta un titolo messo bene.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> stanno portando alla dittatura.
>
> Quale motivo sta dietro allo stillicidio di
> provvedimenti autoritari degli ultimi 15 anni, se
> non la lotta all'evasione tramite il controllo
> dei
> movimenti?
Per questo io dico che la "resistenza fiscale" è un dovere civico, un valore che supera la "Resistenza" al fascismo.
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Valentina Errante per "Il Messaggero"
Adesso il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Luca Tescaroli guardano in tasca agli investitori che hanno perso tutto. Per capire da dove provenivano quelle ricchezze. E anche per sapere se chi ha incassato i rendimenti, ha anche pagato le tasse. La procura ha infatti intenzione di esaminare una per una le posizioni dei tanti che da anni si fidavano di Lande e gli consegnavano i soldi, certi che il broker ne avrebbe moltiplicato i rendimenti, i magistrati chiederanno la provenienza di quel denaro.
In molti casi si tratta effettivamente di risparmi o eredità, ma l'ipotesi è che tra i mille e 500 truffati ci sia chi non avesse mai dichiarato quelle cifre in Italia e che i soldi siano volati direttamente nei paradisi fiscali per mano del broker dei Parioli. Evitando così le maglie del fisco. In tanti dovranno anche dimostrare la propria buona fede e sostenere che ignorassero il fatto che Lande non avesse i titoli per la raccolta dei capitali.
Ed è caccia anche al tesoretto che Gianfranco Lande, dominus della truffa dei Parioli, ha fatto sparire. I pm sperano di recuperarlo nei paradisi fiscali, dove il Madoff di casa nostra faceva fruttare i risparmi dei suoi mille e 200 clienti, quelli di Paolo e Sabina Guzzanti, come quelli di Giuseppe e Paolo Piromalli. Le rogatorie internazionali sono già pronte e partiranno nei prossimi giorni per Malta, il Regno Unito, la Svizzera, il Lussemburgo, le Jersey Island, le Isole Vergini Britanniche e la Bahamas, dove di certo Lande ha investito una parte di quel denaro in due fondi bloccati.
Circostanze che mettono nei guai anche clienti truffati. Molte delle vittime potrebbero presto trasformarsi in indagati, per concorso nell'esercizio abusivo dell'attività finanziaria, ma anche per evasione fiscale e, come ultima ipotesi, per riciclaggio. Così il primo passo è rintracciare i 300 milioni che Lande dice di non possedere. Perché quello che finora gli uomini del nucleo valutario, della Guardia di Finanza, guidati dal colonnello Leandro Cuzzocrea, hanno rintracciato è ben poco rispetto alle somme sparite nel vorticoso giro di investimenti della Eim, della Egp e della Dharma.
Su disposizione del gip Simonetta D'Alessandro sono stati sequestrati a Lande "soltanto" una casa di sei stanze accatastata tra l'altro come popolare (che il broker possiede insieme ad alcuni parenti) e un magazzino sulla Tiburtina, in via Edoardo Arbib, poi una villa a Orani, in provincia di Nuoro.
Nel corso dell'interrogatorio, poi Lande ha informato gli inquirenti di essere il proprietario anche di un appartamento a Londra, nel quartiere Mayfair, e di una barca. Troppo poco. Anche gli immobili sequestrati alla compagna di Lande, Raffaella Raspi, direttrice della Egp anche lei in carcere da dieci gioni, sono briciole rispetto alla quantità di denaro scomparso.
In via Paolo Frisi, ai Parioli, la Finanza ha sequestrato a Raffaella Raspi un appartamento di sei stanze, un magazzino e un garage, mentre in via Fauro, sempre ai Parioli, il dispositivo del gip ha interessato un appartamento e un magazzino, tutti intestati alla Farren limited. I beni più consistenti sono stati sequestrati invece a Roberto Torreggiani: una multiproprietà a Venezia, nell'isola della Giudecca.
Poi due appartamenti a Roma in via Giacinta Pezzana, a due passi da Villa Ada, dove Torreggiani aveva anche un garage. Poi un appartamento all'Argentario e una multiproprietà a Cortina, intestata alla sua compagna, Fausta Pugliese. A Giampiero Castellacci de Villanova invece sono stati sequestrati tre appartamenti ai Parioli, uno in viale Bruno Buozzi, l'altro in via Luigi Luciani, il terzo in via dei Monti Parioli. Poi ci sono la Porsche, l'Audi e la Bmw di Lande; la Jaguar, la Mini Minor e la Minicooper di Raffaella Raspi; la Mercedes e la Smart di Torreggiani; la Golf e la Mercedes di Castellaci.
Nulla rispetto al tesoro sparito. Tanto che il pm Luca Tescaroli ha disposto anche il sequestro dei motorini degli indagati, oltre a quelle 26 società che sarebbero, però, scatole vuote. Nulla invece ad Andrea Raspi, il cognato di Lande. Oggi intanto il Tribunale del Riesame esaminerà la posizione di Roberto Torreggiani. E' probabile che la decisione dei giudici sulla scarcerazione non arrivi subito. Per gli indagati le accuse vanno dall'associazione a delinquere transnazionale finalizzata all'abusivismo finanziario, truffa e appropriazione indebita.
Ma all'esame della magistratura c'è anche la posizione dei broker che qualche anno fa avevano consegnato a Lande 14 milioni dei fratelli Piromalli. E quale fosse il ruolo di Antonio Coppola, un altro calabrese che a luglio si presentò da Lande per avere indietro i soldi spariti. Di quella cifra il broker dei Parioli aveva restituito solo sei milioni. Il denaro era finito nelle mani di Lande attraverso un mediatore finanziario e un commercialista di Forlì, Matteo Cosmi e Giuseppe Guliano Ricci, adesso indagati con l'ipotesi di riciclaggio.
Adesso il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Luca Tescaroli guardano in tasca agli investitori che hanno perso tutto. Per capire da dove provenivano quelle ricchezze. E anche per sapere se chi ha incassato i rendimenti, ha anche pagato le tasse. La procura ha infatti intenzione di esaminare una per una le posizioni dei tanti che da anni si fidavano di Lande e gli consegnavano i soldi, certi che il broker ne avrebbe moltiplicato i rendimenti, i magistrati chiederanno la provenienza di quel denaro.
In molti casi si tratta effettivamente di risparmi o eredità, ma l'ipotesi è che tra i mille e 500 truffati ci sia chi non avesse mai dichiarato quelle cifre in Italia e che i soldi siano volati direttamente nei paradisi fiscali per mano del broker dei Parioli. Evitando così le maglie del fisco. In tanti dovranno anche dimostrare la propria buona fede e sostenere che ignorassero il fatto che Lande non avesse i titoli per la raccolta dei capitali.
Ed è caccia anche al tesoretto che Gianfranco Lande, dominus della truffa dei Parioli, ha fatto sparire. I pm sperano di recuperarlo nei paradisi fiscali, dove il Madoff di casa nostra faceva fruttare i risparmi dei suoi mille e 200 clienti, quelli di Paolo e Sabina Guzzanti, come quelli di Giuseppe e Paolo Piromalli. Le rogatorie internazionali sono già pronte e partiranno nei prossimi giorni per Malta, il Regno Unito, la Svizzera, il Lussemburgo, le Jersey Island, le Isole Vergini Britanniche e la Bahamas, dove di certo Lande ha investito una parte di quel denaro in due fondi bloccati.
Circostanze che mettono nei guai anche clienti truffati. Molte delle vittime potrebbero presto trasformarsi in indagati, per concorso nell'esercizio abusivo dell'attività finanziaria, ma anche per evasione fiscale e, come ultima ipotesi, per riciclaggio. Così il primo passo è rintracciare i 300 milioni che Lande dice di non possedere. Perché quello che finora gli uomini del nucleo valutario, della Guardia di Finanza, guidati dal colonnello Leandro Cuzzocrea, hanno rintracciato è ben poco rispetto alle somme sparite nel vorticoso giro di investimenti della Eim, della Egp e della Dharma.
Su disposizione del gip Simonetta D'Alessandro sono stati sequestrati a Lande "soltanto" una casa di sei stanze accatastata tra l'altro come popolare (che il broker possiede insieme ad alcuni parenti) e un magazzino sulla Tiburtina, in via Edoardo Arbib, poi una villa a Orani, in provincia di Nuoro.
Nel corso dell'interrogatorio, poi Lande ha informato gli inquirenti di essere il proprietario anche di un appartamento a Londra, nel quartiere Mayfair, e di una barca. Troppo poco. Anche gli immobili sequestrati alla compagna di Lande, Raffaella Raspi, direttrice della Egp anche lei in carcere da dieci gioni, sono briciole rispetto alla quantità di denaro scomparso.
In via Paolo Frisi, ai Parioli, la Finanza ha sequestrato a Raffaella Raspi un appartamento di sei stanze, un magazzino e un garage, mentre in via Fauro, sempre ai Parioli, il dispositivo del gip ha interessato un appartamento e un magazzino, tutti intestati alla Farren limited. I beni più consistenti sono stati sequestrati invece a Roberto Torreggiani: una multiproprietà a Venezia, nell'isola della Giudecca.
Poi due appartamenti a Roma in via Giacinta Pezzana, a due passi da Villa Ada, dove Torreggiani aveva anche un garage. Poi un appartamento all'Argentario e una multiproprietà a Cortina, intestata alla sua compagna, Fausta Pugliese. A Giampiero Castellacci de Villanova invece sono stati sequestrati tre appartamenti ai Parioli, uno in viale Bruno Buozzi, l'altro in via Luigi Luciani, il terzo in via dei Monti Parioli. Poi ci sono la Porsche, l'Audi e la Bmw di Lande; la Jaguar, la Mini Minor e la Minicooper di Raffaella Raspi; la Mercedes e la Smart di Torreggiani; la Golf e la Mercedes di Castellaci.
Nulla rispetto al tesoro sparito. Tanto che il pm Luca Tescaroli ha disposto anche il sequestro dei motorini degli indagati, oltre a quelle 26 società che sarebbero, però, scatole vuote. Nulla invece ad Andrea Raspi, il cognato di Lande. Oggi intanto il Tribunale del Riesame esaminerà la posizione di Roberto Torreggiani. E' probabile che la decisione dei giudici sulla scarcerazione non arrivi subito. Per gli indagati le accuse vanno dall'associazione a delinquere transnazionale finalizzata all'abusivismo finanziario, truffa e appropriazione indebita.
Ma all'esame della magistratura c'è anche la posizione dei broker che qualche anno fa avevano consegnato a Lande 14 milioni dei fratelli Piromalli. E quale fosse il ruolo di Antonio Coppola, un altro calabrese che a luglio si presentò da Lande per avere indietro i soldi spariti. Di quella cifra il broker dei Parioli aveva restituito solo sei milioni. Il denaro era finito nelle mani di Lande attraverso un mediatore finanziario e un commercialista di Forlì, Matteo Cosmi e Giuseppe Guliano Ricci, adesso indagati con l'ipotesi di riciclaggio.
Everyone has the right to my opinion!
La domanda era per addetti ai lavori non per hobbisti.
Per te una rete elettrica è quella domestica o al massimo di un ufficio più o meno grande ma non è sempre così.
Magari l'idea era di usare un cavo esistente lungo un gasdotto nel deserto, magari invece per controllare una rete elettrica pubblica di una città, magari per trasmettere segnali da sensori in fondo ad un pozzo attraverso il cavo della pompa, (voglio vedere il WFI in fondo ad un pozzo da 300m), magari anche in media tensione. Tu cosa dici!
Per te una rete elettrica è quella domestica o al massimo di un ufficio più o meno grande ma non è sempre così.
Magari l'idea era di usare un cavo esistente lungo un gasdotto nel deserto, magari invece per controllare una rete elettrica pubblica di una città, magari per trasmettere segnali da sensori in fondo ad un pozzo attraverso il cavo della pompa, (voglio vedere il WFI in fondo ad un pozzo da 300m), magari anche in media tensione. Tu cosa dici!
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> > ... la pesca abusiva con reti proibite sui
> > torrenti?
>
> Certo che sei un rompicoglioni..

E' come pescare con le bombe. Non è elegante.
Everyone has the right to my opinion!
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> > ... la pesca abusiva con reti proibite sui
> > torrenti?
>
> ma la cara vecchia doppietta dov'è finita? Non
> dire che sei troppo vecchio.... anche se in fondo
> è vero.
>

Non sono troppo veccho, è che non è una questione personale.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da: Alessandrox
> - Scritto da: exsinistro
> > ... la pesca abusiva con reti proibite sui
> > torrenti?
>
> che tte frega? Eì' roba da sinistri, tu sei un
> ex, sei per le "libertà di ipmresa", il "divieto
> di divieto",la DEREGOLAMENTAZIONE, la
> semplificazione...
>
> se uno ha voglia di fare l' imprenditore perchè
> non deve avere la libertà di massimizzare i suoi
> profitti fregandosene dei
> divieti?
>
> Se vuole vendere pesce a buon mercato
> lasciaglielo fare no? SII Liberista fino in
> fondo.
>
Le reti a 3 maglie distruggono tutto.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da: gengiva
>
> - Scritto da: exsinistro
> > ... la pesca abusiva con reti proibite sui
> > torrenti?
>
> hai 80anni per gamba e non sai che devi chiamare
> la FIPS per queste
> cose?
>
> furtuna che c'è il gengiva che è un pescatore

>
> http://portale.fipsas.it/FIPSAS/EntiOperativi/Serv

None, è la Polizia Provinciale che si occupa della questione. Gia chiamato, dicono che vengono a vedere prima di sera.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> - Scritto da: exsinistro
> >
> > - Scritto da:
> > > - Scritto da: exsinistro
> > > > Conoscete un prodotto mooolto prefessionale?
> > > >
> > > > Grazie.
> > >
> > > Dubito che esistano, sono prodotti pensati per
> > la
> > > casa con tutti i pro e i contro. Un'azienda
> che
> > > ha bisogno di un prodotto professionale stende
> > il
> > > cavo
> >
> > Bella scoperta. Se puoi stendere un cavo.
>
> ci sono anche sistemi wifi certificati per
> utilizzo industriale (come i bus di campo Siemens
> ad
> esempio)
Lo so, ci sono anche altri sistemi certificati per uso industriale ma io volevo sapere se esiste anche questo su linee elettriche.
Ho una applicazione dove questo è il più adatto, anzi l'unico.
Everyone has the right to my opinion!
Arricchimento culturale in Svezia in corso
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> >
> > - Scritto da:
> > > - Scritto da: exsinistro
> > > > ... la pesca abusiva con reti proibite sui
> > > > torrenti?
> > >
> > > carabinieri
> >
> > Gia fatto ma se ne fregano, i vigili urbani
> pure.
> >
> >

> >
> > Se non trovo prima di sera un ente che mi dia
> > retta ritorno dai carabinieri e li denuncio per
> > omissione di atti di
> > ufficio.
>
> a loro stessi ?


Certo, non ti credere ho gia avuto esperienze del genere si sono dati una mossa.
Una denuncia è un atto pubblico, non possono cestinarla.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> - Scritto da: exsinistro
> > ... la pesca abusiva con reti proibite sui
> > torrenti?
>
> carabinieri
Gia fatto ma se ne fregano, i vigili urbani pure.

Se non trovo prima di sera un ente che mi dia retta ritorno dai carabinieri e li denuncio per omissione di atti di ufficio.
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- Scritto da: Daisuke Niwa
> - Scritto da: exsinistro
> > Ad esempio non ho trovato nulla per trasmettere
> > su linee elettriche con una seriale
> > RS485.
>
> Esistono dei moduletti che convertono una porta
> seriale in LAN. Io li ho visti per le RS232, non
> ho presente la RS485 ma probabilmente è possibile
> passare da una all'altra in qualche
> modo.
>
> http://www.bb-elec.com/product_family.asp?FamilyId

>
> Una volta che hai la LAN puoi usare una di quelle
> prese che convertono la LAN in segnali elettrici
> sulle prese di
> corrente.
>
Convertitori di quel tipo ne ho anche io e di molto seri anche, ma è un assurdo l'uso in questo caso.
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