Una domanda: voi in Svizzera non avete la palla al piede che è il nostro sud, non avete gente al governo che pensa solo alle proprie tasche o all'ideologia del comunismo, non avete evasori fiscali e l'evasione degli altri stati vi aiuta. Ma i soldi delle vostre tasse, dove cazzo finiscono? Oppure ne pagate pochissime?
(vero che tenete il vostro paese come un giardino e questo costa)
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Modificato dall' autore il 27 giugno 2010 11.23
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(vero che tenete il vostro paese come un giardino e questo costa)
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Modificato dall' autore il 27 giugno 2010 11.23
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Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> - Scritto da: exsinistro
> >
> > - Scritto da:
> > >
> > > - Scritto da: Giambo
> > > > Non ruberesti mai la locandina di un'altro
> > film:
> > > >
> > > >
> > >
> >
> [img]http://1.bp.blogspot.com/_ebKDfm0h1oI/TCPPlC9
> > > >
> > > >
> > >
> >
> [img]http://2.bp.blogspot.com/_ebKDfm0h1oI/TCPQl53
> > > >
> > > > Bene, questo mi autorizza moralmente a
> > scaricare
> > > > la trilogia di Larson da Internet

> > > > !
> > > bho io se avessi la consapevolezza di non
> essere
> > > rintracciabile un auto la
> > > ruberei.
> > > la proprietà privata e' un furto!
> >
> > Ok, poi io la ruberei a te.
> > La proprietà privata e' un furto.
> bona se me la freghi io ne rubero' un'altra!
"ruberò" non è il termine giusto. La usi per quel che ti serve. Questo è comunismo.
L'importante che la paghino altri. Anche questo è comunismo.
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> - Scritto da: Giambo
> > Non ruberesti mai la locandina di un'altro film:
> >
> >
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> >
> >
> [img]http://2.bp.blogspot.com/_ebKDfm0h1oI/TCPQl53
> >
> > Bene, questo mi autorizza moralmente a scaricare
> > la trilogia di Larson da Internet

> > !
> bho io se avessi la consapevolezza di non essere
> rintracciabile un auto la
> ruberei.
> la proprietà privata e' un furto!
Ok, poi io la ruberei a te.
La proprietà privata e' un furto.
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- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da:
>
> > perche' i sub (in apnea) non vengono schiacciati
> > dall'aumentare della
> > pressione???
>
> Lo sapevate ?
> I sub in apnea possono scendere fino a mille mila
> chilochilometri di profondita' senza venire
> schiacciati ... Mentre i subbaqui sarebbero
> stritolati.
>
> Prossimamente su Rieducational Channel
!Se scendono a mille mila
chilochilometri di profondità escono dall'altra parte.

Cosa sono i sub-baqui?

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- Scritto da:
> andando sott'acqua la pressione aumenta?
> o meglio l'acqua all'interno dell'acqua subisce
> un'aumento di pressione? quando si va sott'acqua
> si sente il peso dell'acqua che stà sopra di
> noi?
> perche' i sub (in apnea) non vengono schiacciati
> dall'aumentare della
> pressione???
Questa è bellissima.
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- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da: exsinistro
>
> > > Che ingenuo che sei, $ilvio questi spiccioli
> li
> > > fa sparire ogni 2 minuti nei suoi fondi neri
> nei
> > > paradisi fiscali..
> > >

> >
> > E' più bravo, per quello che voto il Grandissimo
> > Silvio.
> >

>
> GRANDISSIMA SVIZZERA ringrazia entrambi
!Beh, almeno siete gentili. Con tutti i soldi che vi portiamo.

PS- pensare che avrei potuto vivere a Lugano se solo mia moglie avesse accettato un posto come insegnante Logopedista. (30 anni fa)
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> >
> > - Scritto da:
> > > Che ingenuo che sei, $ilvio questi spiccioli
> li
> > > fa sparire ogni 2 minuti nei suoi fondi neri
> nei
> > > paradisi fiscali..
> > >

> >
> > E' più bravo, per quello che voto il Grandissimo
> > Silvio.
> >

>
> I soliti ipocriti vuoi destri, vi scandalizzate
> per la pagliuzza nell'occhio di Pietro e non
> vedeta la trave del vostro premier..
>

Chi ti ha detto che sono scandalizzato???
Io Di Pietro lo conosco dal 94 e so bene che razza di uomo è.
Volevo solo informare i suoi simpatizzanti e farmi una risata.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> Che ingenuo che sei, $ilvio questi spiccioli li
> fa sparire ogni 2 minuti nei suoi fondi neri nei
> paradisi fiscali..
>

E' più bravo, per quello che voto il Grandissimo Silvio.
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- Scritto da:
> Di Pietro comincia a piacere anche a te vedo.

Non mi è mai piaciuto, ma è utile.
Adesso aspettiamo che il suo ultimo amichetto capisca dove è finito.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
>
> Anche se ladrava dal partito, cosa che non sembra
> (come alla fine sarà), sono sempre cazzate di
> poco conto in confronto a lega, piduisti e nani.
> Mettiti l' anima in pace.
>

Cosa che SEMBRA, lo dicono ormai una quantità considerevole di uomini del SUO partito.
Io ho, l'anima in pace, sono quelli del suo partito che non ce l'hanno. Se li lasciassero parlare in TV Di Pietro sarebbe spacciato e neanche i suoi amici delle toghe rosse potrebbero più difenderlo.
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> > "Le mie accuse non sono archiviate
> > ecco perché ora Tonino è indagato"
> >
> > Parla Elio Veltri, cofondatore dell'Italia
> dei
>
> Insomma a quanto pare i comportamenti non sono
> stati illegali, ma poco etici. Guardiamo invece
> dall'altra parte che
> c'è...
Se tu un furto continuato lo chiami "comportamento etico" OK.
Qualcuno ad un certo puntò pensò di costituire un'associazione: la FDP,i Fregati da Di Pietro. I numeri per fondare diversi circoli non mancherebbero. Perché se la storia di ogni partito è una storia di tradimenti, separazioni e liti, quella dell'Idv lo è particolarmente.
Con una specifica: di mezzo ci sono sempre i soldi, che in politica prendono il più gentile nome di «fondi » o «rimborsi». La costante, in tutte le rotture - anche violente - che hanno costellato i circa dieci anni di vita dell'Idv di Tonino, è che i compagni di ventura (o sventura) a cui spettano i famosi «fondi» o «rimborsi», regolarmente non ne vedono nemmeno l'ombra.
Per i soldi del rimborso pubblico Di Pietro ha rotto anche con amici di vecchissima data, fondatori del partito insieme a lui, compagni della prima ora. Per il rimborso della campagna elettorale delle Europee 2004, tanto per dirne una, Tonino ha tranquillamente mandato all'aria il rapporto con l'amico di sempre, Elio Veltri, che l'ha trascinato in tribunale insieme ad Achille Occhetto e Giulietto Chiesa.
Quest'ultimo, una volta eletto a Strasburgo con la lista civica collegata all'Idv, ebbe l'ardire di chiedere la parte spettante di rimborsi. «Mi fece una scenata - raccontò al Giornale - , mi insultò, disse che non doveva niente a nessuno, che io ero in Europa grazie a lui». Chiesa rispose con un'intervista in cui disse «si tenga pure il malloppo», e Di Pietro querelò, naturalmente. Però perse la causa.
Sempre per la mancata spartizione degli indennizzi agli alleati, Tonino ha fatto infuriare Giuseppe Pierino, promotore del listone di centrosinistra «Progetto Calabrie» che ha corso con l'Idv alle Regionali del 2005: aperte le urne, conteggiati i voti, al momento di incassare il rimborso (85mila euro) ogni riferimento a Pierino era sparito nell'autocertificazione presentata alla Camera.
Al Sud come al Nord, sempre lo stesso copione. In Friuli l'ex militante Alessandra Battellino siglò nel 2003 un accordo col presidente Illy in base al quale ogni partito avrebbe poi ceduto una parte dei rimborsi al candidato-presidente: vinte le elezioni, tutti rispettarono l'impegno preso. Tranne uno: Antonio Di Pietro. Che fece il bis con la candidata alla Provincia di Genova, Anna Maria Pannarello, che dovette rimborsare di tasca sua il presidente Repetto.
E che dire di Aldo Ferrara, ex coordinatore del partito in Toscana, «reo» d'aver criticato la gestione autocratica del partito con consueto strascico di conti da pagare. «Ero tra i candidati del 2001 - ha raccontato il professor Ferrara e come era prassi pagai una quota al partito per la mia candidatura: 50 milioni di fideiussione, lasciapassare per accedere in Parlamento, versamento intestato alla tesoreria dell'Idv.
Uscii dal partito il 31 gennaio del 2001. I 50 milioni li ho rivisti solo dopo un braccio di ferro estenuante con la banca e con la signora Mura che non volevano restituirmi il denaro. Ci sono voluti sei mesi. I soldi che non vidi mai più invece furono i 40 milioni spesi da me per la gestione delle spese in Toscana».
Nell'ipotetica associazione «Fregati da Di Pietro» spetta un posto di diritto anche al vicequestore della Dia Giovanni Aliquò, che ancora stenta a credere alla presa in giro post elettorale: «Dopo le elezioni del 2001 riportai alla corte d'Appello di Napoli le spese sostenute pari a 6 milioni di lire, spese documentate fattura per fattura.
Non solo non ho visto la minima organizzazione per la ripartizione dei fondi, ma non ho più rivisto una lira. È una cosa che credo sia successa a tutti quelli che non fanno parte della cricca di Di Pietro». Salvatore Procacci, ex capo Idv in Umbria, iniziò invece a stare sulle scatole a Tonino non appena chiese gli venissero rimborsati almeno i 20mila euro spesi per mandare avanti il partito.
E a proposito dell'intesa elettorale in Umbria nel 2005 (vantaggiosa per Di Pietro in danno dei Verdi di Pecoraro Scanio) Procacci ha confessato: «Di Pietro ha sempre avuto una fissazione per i rimborsi elettorali e in un modo o nell'altro riusciva sempre a ottenere quel che voleva. Con lui bisognava stare attentissimi a quello che ti faceva firmare, bisognava leggere tutto, dall'inizio alla fine, senza tralasciare nulla».
Battono cassa da anni anche Wanda Montanelli, ex coordinatrice delle donne Idv, che si domanda dove siano finiti i 600mila euro iscritti negli ultimi bilanci del partito; Domenico Porfido, corregionale di Tonino, mai rientrato di nessuno degli 84 milioni di lire spesi in campagna elettorale; Lorenzo Lommano (25 milioni di lire) e Dante Merlonghi (55mila euro). Ai tantissimi che hanno chiesto lumi sul rimborso, la risposta è sempre stata chiarissima: un due di picche grosso così.
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Modificato dall' autore il 23 giugno 2010 10.43
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>
> - Scritto da: exsinistro
> > "Le mie accuse non sono archiviate
> > ecco perché ora Tonino è indagato"
> >
> > Parla Elio Veltri, cofondatore dell'Italia
> dei
>
> Insomma a quanto pare i comportamenti non sono
> stati illegali, ma poco etici. Guardiamo invece
> dall'altra parte che
> c'è...
Se tu un furto continuato lo chiami "comportamento etico" OK.
Qualcuno ad un certo puntò pensò di costituire un'associazione: la FDP,i Fregati da Di Pietro. I numeri per fondare diversi circoli non mancherebbero. Perché se la storia di ogni partito è una storia di tradimenti, separazioni e liti, quella dell'Idv lo è particolarmente.
Con una specifica: di mezzo ci sono sempre i soldi, che in politica prendono il più gentile nome di «fondi » o «rimborsi». La costante, in tutte le rotture - anche violente - che hanno costellato i circa dieci anni di vita dell'Idv di Tonino, è che i compagni di ventura (o sventura) a cui spettano i famosi «fondi» o «rimborsi», regolarmente non ne vedono nemmeno l'ombra.
Per i soldi del rimborso pubblico Di Pietro ha rotto anche con amici di vecchissima data, fondatori del partito insieme a lui, compagni della prima ora. Per il rimborso della campagna elettorale delle Europee 2004, tanto per dirne una, Tonino ha tranquillamente mandato all'aria il rapporto con l'amico di sempre, Elio Veltri, che l'ha trascinato in tribunale insieme ad Achille Occhetto e Giulietto Chiesa.
Quest'ultimo, una volta eletto a Strasburgo con la lista civica collegata all'Idv, ebbe l'ardire di chiedere la parte spettante di rimborsi. «Mi fece una scenata - raccontò al Giornale - , mi insultò, disse che non doveva niente a nessuno, che io ero in Europa grazie a lui». Chiesa rispose con un'intervista in cui disse «si tenga pure il malloppo», e Di Pietro querelò, naturalmente. Però perse la causa.
Sempre per la mancata spartizione degli indennizzi agli alleati, Tonino ha fatto infuriare Giuseppe Pierino, promotore del listone di centrosinistra «Progetto Calabrie» che ha corso con l'Idv alle Regionali del 2005: aperte le urne, conteggiati i voti, al momento di incassare il rimborso (85mila euro) ogni riferimento a Pierino era sparito nell'autocertificazione presentata alla Camera.
Al Sud come al Nord, sempre lo stesso copione. In Friuli l'ex militante Alessandra Battellino siglò nel 2003 un accordo col presidente Illy in base al quale ogni partito avrebbe poi ceduto una parte dei rimborsi al candidato-presidente: vinte le elezioni, tutti rispettarono l'impegno preso. Tranne uno: Antonio Di Pietro. Che fece il bis con la candidata alla Provincia di Genova, Anna Maria Pannarello, che dovette rimborsare di tasca sua il presidente Repetto.
E che dire di Aldo Ferrara, ex coordinatore del partito in Toscana, «reo» d'aver criticato la gestione autocratica del partito con consueto strascico di conti da pagare. «Ero tra i candidati del 2001 - ha raccontato il professor Ferrara e come era prassi pagai una quota al partito per la mia candidatura: 50 milioni di fideiussione, lasciapassare per accedere in Parlamento, versamento intestato alla tesoreria dell'Idv.
Uscii dal partito il 31 gennaio del 2001. I 50 milioni li ho rivisti solo dopo un braccio di ferro estenuante con la banca e con la signora Mura che non volevano restituirmi il denaro. Ci sono voluti sei mesi. I soldi che non vidi mai più invece furono i 40 milioni spesi da me per la gestione delle spese in Toscana».
Nell'ipotetica associazione «Fregati da Di Pietro» spetta un posto di diritto anche al vicequestore della Dia Giovanni Aliquò, che ancora stenta a credere alla presa in giro post elettorale: «Dopo le elezioni del 2001 riportai alla corte d'Appello di Napoli le spese sostenute pari a 6 milioni di lire, spese documentate fattura per fattura.
Non solo non ho visto la minima organizzazione per la ripartizione dei fondi, ma non ho più rivisto una lira. È una cosa che credo sia successa a tutti quelli che non fanno parte della cricca di Di Pietro». Salvatore Procacci, ex capo Idv in Umbria, iniziò invece a stare sulle scatole a Tonino non appena chiese gli venissero rimborsati almeno i 20mila euro spesi per mandare avanti il partito.
E a proposito dell'intesa elettorale in Umbria nel 2005 (vantaggiosa per Di Pietro in danno dei Verdi di Pecoraro Scanio) Procacci ha confessato: «Di Pietro ha sempre avuto una fissazione per i rimborsi elettorali e in un modo o nell'altro riusciva sempre a ottenere quel che voleva. Con lui bisognava stare attentissimi a quello che ti faceva firmare, bisognava leggere tutto, dall'inizio alla fine, senza tralasciare nulla».
Battono cassa da anni anche Wanda Montanelli, ex coordinatrice delle donne Idv, che si domanda dove siano finiti i 600mila euro iscritti negli ultimi bilanci del partito; Domenico Porfido, corregionale di Tonino, mai rientrato di nessuno degli 84 milioni di lire spesi in campagna elettorale; Lorenzo Lommano (25 milioni di lire) e Dante Merlonghi (55mila euro). Ai tantissimi che hanno chiesto lumi sul rimborso, la risposta è sempre stata chiarissima: un due di picche grosso così.
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Modificato dall' autore il 23 giugno 2010 10.43
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Everyone has the right to my opinion!
"Le mie accuse non sono archiviate
ecco perché ora Tonino è indagato"
Parla Elio Veltri, cofondatore dell'Italia dei Valori: ho denunciato la gestione dei rimborsi dal 2001 al 2009. "I fondi non venivano percepiti dal partito, ma dall'associazione gestita da Di Pietro, da sua moglie e da Silvana Mura"
ROMA - Elio Veltri, è lei che ha consegnato ai magistrati l'esposto che ha portato all'iscrizione al registro degli indagati di Antonio Di Pietro. Che nel frattempo ha annunciato una querela nei suoi confronti. Come reagisce?
"Non reagisco perché per Di Pietro contano solo le querele. Dei comportamenti etici e politici non dà mai conto. Il suo annuncio, dunque, non mi meraviglia, mi lascia indifferente. Anche se scambiare la politica con i tribunali è gravissimo. Ci sono due piani di comportamenti: uno etico-politico del quale nelle grandi democrazie tutti devono rispondere, uno giudiziario. E le sentenze non giustificano sempre i comportamenti".
Cosa vuol dire?
"Nel 1981 ho litigato con Craxi e sono uscito dal Psi. Ma allora nessuno era indagato e quindi secondo la logica di Di Pietro non avrei dovuto lasciare i socialisti".
E con l'Idv com'è andata? Di Pietro dice che se ne andò perché i risultati elettorali erano deludenti...
"Di Pietro può dire quello che vuole. Io me ne sono andato perché c'era il rischio che diventassi suo complice. Vede, non si può predicare bene e razzolare male. C'era una forbice sempre più aperta tra quello che si diceva e quello che si faceva. Venivano mandate via dal partito persone integerrime e nel frattempo veniva accettata gente di ogni risma. Io non li volevo ma Di Pietro mi zittiva: "Tu vuoi un partito di duri e puri!". E così
entravano chiacchierati, indagati e condannati. Pensi che nel 2004 vennero fatte entrare a Barletta tre persone che cercarono di farmi un'estorsione".
Cosa contiene il dossier che ha depositato ai magistrati?
"Innanzitutto voglio precisare che non si tratta del rimborso elettorale sulle europee del 2004: io ho denunciato il modo di gestire i finanziamenti per tutte le elezioni dal 2001 al 2009".
Dunque non si tratta delle stesse accuse per le quali Di Pietro dice di essere già stato archiviato tre volte...
"No, e comunque sul 2004 ci sono altri due procedimenti ancora in corso che insieme a me coinvolgono Occhetto e Giulietti".
Che prove contiene il suo esposto?
"Al magistrato ho presentato due memorie. Una con gli statuti che spiegano come i rimborsi non venissero percepiti dal partito, ma dall'associazione familiare gestita da Di Pietro, da sua moglie Susanna Mazzoleni e da Silvana Mura. Un soggetto privato che non aveva alcun titolo per sostituirsi ad un partito nel riscuotere i risarcimenti. Un comportamento contrario alla legge. La seconda contiene quanto ha scritto il magistrato di una delle cause ancora pendenti sul 2004 che riconosce che in udienza il partito Idv era contumace, mentre l'associazione presente".
Di Pietro dice che sono accuse già archiviate in tre occasioni.
"Si riferisce alle denunce di Mario Di Domenico, che sono sì state archiviate. Ma quella che ho presentato io è diversa, è nuova, e infatti per la prima volta Di Pietro è stato indagato".
Secondo lei come sono stati gestiti i rimborsi incassati dall'associazione?
"Come questi fondi venissero gestiti non voglio nemmeno saperlo, deciderà il magistrato. Qualche sospetto comunque ce l'ho, ma non voglio parlarne".
Sospetta che venissero usati per scopi privati?
"Siccome Di Pietro ha la querela facile dico che quello che penso non conta. Accerterà il magistrato. Io intanto il mio dovere l'ho fatto. Oltretutto quell'associazione era un soggetto semi-clandestino. Ad esempio, io non sapevo che esistesse ed ero vicepresidente del partito. Della sua esistenza l'ho saputo casualmente solo nel 2006. E pensare che mi pagavo le campagne elettorali da solo...".
http://www.repubblica.it/politica/2010/06/23/news/... 
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Modificato dall' autore il 23 giugno 2010 10.32
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ecco perché ora Tonino è indagato"
Parla Elio Veltri, cofondatore dell'Italia dei Valori: ho denunciato la gestione dei rimborsi dal 2001 al 2009. "I fondi non venivano percepiti dal partito, ma dall'associazione gestita da Di Pietro, da sua moglie e da Silvana Mura"
ROMA - Elio Veltri, è lei che ha consegnato ai magistrati l'esposto che ha portato all'iscrizione al registro degli indagati di Antonio Di Pietro. Che nel frattempo ha annunciato una querela nei suoi confronti. Come reagisce?
"Non reagisco perché per Di Pietro contano solo le querele. Dei comportamenti etici e politici non dà mai conto. Il suo annuncio, dunque, non mi meraviglia, mi lascia indifferente. Anche se scambiare la politica con i tribunali è gravissimo. Ci sono due piani di comportamenti: uno etico-politico del quale nelle grandi democrazie tutti devono rispondere, uno giudiziario. E le sentenze non giustificano sempre i comportamenti".
Cosa vuol dire?
"Nel 1981 ho litigato con Craxi e sono uscito dal Psi. Ma allora nessuno era indagato e quindi secondo la logica di Di Pietro non avrei dovuto lasciare i socialisti".
E con l'Idv com'è andata? Di Pietro dice che se ne andò perché i risultati elettorali erano deludenti...
"Di Pietro può dire quello che vuole. Io me ne sono andato perché c'era il rischio che diventassi suo complice. Vede, non si può predicare bene e razzolare male. C'era una forbice sempre più aperta tra quello che si diceva e quello che si faceva. Venivano mandate via dal partito persone integerrime e nel frattempo veniva accettata gente di ogni risma. Io non li volevo ma Di Pietro mi zittiva: "Tu vuoi un partito di duri e puri!". E così
entravano chiacchierati, indagati e condannati. Pensi che nel 2004 vennero fatte entrare a Barletta tre persone che cercarono di farmi un'estorsione".
Cosa contiene il dossier che ha depositato ai magistrati?
"Innanzitutto voglio precisare che non si tratta del rimborso elettorale sulle europee del 2004: io ho denunciato il modo di gestire i finanziamenti per tutte le elezioni dal 2001 al 2009".
Dunque non si tratta delle stesse accuse per le quali Di Pietro dice di essere già stato archiviato tre volte...
"No, e comunque sul 2004 ci sono altri due procedimenti ancora in corso che insieme a me coinvolgono Occhetto e Giulietti".
Che prove contiene il suo esposto?
"Al magistrato ho presentato due memorie. Una con gli statuti che spiegano come i rimborsi non venissero percepiti dal partito, ma dall'associazione familiare gestita da Di Pietro, da sua moglie Susanna Mazzoleni e da Silvana Mura. Un soggetto privato che non aveva alcun titolo per sostituirsi ad un partito nel riscuotere i risarcimenti. Un comportamento contrario alla legge. La seconda contiene quanto ha scritto il magistrato di una delle cause ancora pendenti sul 2004 che riconosce che in udienza il partito Idv era contumace, mentre l'associazione presente".
Di Pietro dice che sono accuse già archiviate in tre occasioni.
"Si riferisce alle denunce di Mario Di Domenico, che sono sì state archiviate. Ma quella che ho presentato io è diversa, è nuova, e infatti per la prima volta Di Pietro è stato indagato".
Secondo lei come sono stati gestiti i rimborsi incassati dall'associazione?
"Come questi fondi venissero gestiti non voglio nemmeno saperlo, deciderà il magistrato. Qualche sospetto comunque ce l'ho, ma non voglio parlarne".
Sospetta che venissero usati per scopi privati?
"Siccome Di Pietro ha la querela facile dico che quello che penso non conta. Accerterà il magistrato. Io intanto il mio dovere l'ho fatto. Oltretutto quell'associazione era un soggetto semi-clandestino. Ad esempio, io non sapevo che esistesse ed ero vicepresidente del partito. Della sua esistenza l'ho saputo casualmente solo nel 2006. E pensare che mi pagavo le campagne elettorali da solo...".

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Modificato dall' autore il 23 giugno 2010 10.32
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- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da:
>
> > Ah la segui pure la tua nazionale di calcio?
>
> La Fidanzatina mi "obbliga"
...>
> Ma non ci capisco un tubo, se poi i giocatori
> Cileni indossano una maglia rossa, come
> solitamente fanno i giocatori Svizzeri, e' ancora
> peggio

> !!!
Ah, come in politica.
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- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> >
> > - Scritto da:
> > > Fini: «La Padania non esiste».
> > > Ha ragione.
> > > Come farglielo capire, a quei fessi?
> > >
> >
>

> > >

> >
> > La Padania esiste finché si crea un gruppo di
> > persone che crede in essa. I nomi degli stati, i
> > loro confini e le leggi non sono altro che
> > concetti inventati dagli uomini. La Padania è
> > un'idea, un concetto che se per alcune persone
> > esiste non può essere più negato. Al massimo può
> > non
> > piacere.
>
> La padania è un concetto astratto.
> Cosa rappresenta concretamente?
> Il nulla.
> Chiacchiere e fumo.
>
>
"L'Italia è solo una espressione geografica" lo ha detto il Conte Lich...o forse un altro,....
mah.
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>
> - Scritto da: exsinistro
> > Ma tanto non se ne farà niente. La casta si
> > rifiuta di indagare e archivierà il
> > caso.
> > Il bello è che le denunce sono tutte state fatte
> > dai
> > suoi.
> >
> > LA DENUNCIA - A motivare il passaggio
> > istruttorio, compiuto dal pm Attilio Pisani e
> dal
> > procuratore aggiunto Alberto Caperna, è stata
> una
> > denuncia presentata nelle scorse settimane da
> > Elio Veltri, candidato sei anni fa alle elezioni
> > europee in una lista collegata a Di Pietro.
> > Secondo latto del giornalista e autore di
> saggi,
> > lassociazione Italia dei Valori si sarebbe
> > sostituita nella gestione dei fondi elettorali
> al
> > movimento politico. E loperazione sarebbe stata
> > messa in atto attraverso una serie di false
> > autocertificazioni. Al di là dell'apertura
> del
> > procedimento, a Piazzale Clodio si ricorda che
> da
> > un lato fascicoli scaturiti da denunce analoghe
> > in passato sono finiti in archivio e dall'altro
> > che lo stesso Di Pietro, qualche mese fa, ha
> > firmato davanti a un notaio un atto per sancire
> > che associazione e movimento politico Italia dei
> > Valori sono la stessa cosa. Sulla vicenda, i
> > magistrati hanno delegato una serie di
> > accertamenti alla Guardia di
> > Finanza.
> >
>
>
> Sento puzza di il giornFAIL o libeFAIL.
Sbagliato, era RepubbliFAIL, IL CorrieFAIL, La StampFAIL
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- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> >
> > - Scritto da:
> > > Il leader dell'Italia dei Valori ha fatto
> > > sapere che si recherà al più presto in
> Procura
> a
> > > Roma. Porterà le carte riguardanti i rimborsi
> > > elettorali del partito per i quali è finito
> nel
> > > registro degli indagati. Di Pietro ha comunque
> > > sottolineato come si tratti di un atto dovuto
> in
> > > conseguenza di un nuovo esposto nei suoi
> > > confronti per accuse «vecchie e già
> archiviate»
> > > sia in sede penale che in fase di controllo
> > > fiscale.
> > >
> > > «È sempre - commenta Di Pietro la notizia
> della
> > > nuova indagine a Roma- la solita storia trita
> e
> > > ritrita su cui già, più volte, si sono
> espresse
> > > le varie procure della Repubblica, archiviando
> > il
> > > caso. Per cui la Procura della Repubblica di
> > Roma
> > > non poteva non procedere, anche questa volta,
> a
> > > seguito del solito esposto. Porteremo, ancora
> > una
> > > volta le carte ai magistrati per dimostrare
> che
> > è
> > > tutto in regola. Come, per altro, hanno
> > accertato
> > > ormai da tempo non solo plurime autorità
> > > giudiziarie, ma anche, da ultimo, l'Agenzia
> > delle
> > > Entrate e gli organi di controllo
> amministrativi
> > > e contabili». «Ci vuole pazienza. Ci sono
> > persone
> > > - denuncia Di Pietro- che non si rassegnano
> alla
> > > propria sconfitta politica e continuano ad
> > > infangare gli
> > > altri».
> > >
> > > Il pezzo mancante..
> >
> > resta il fatto che se indagato si dovrebbe
> > dimettere
> >

>
> Ma c'è un belink a 'sto discorso delle dimissioni
> per essere indagato? In questo caso comunque
> fornisce direttamente lui le prove della sua
> innocenza, quindi non sarebbe nemmeno la stessa
> cosa...
Fornisce documenti che SECONDO LUI sono le prove della sua innocenza. Non confondiamoci.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> Il leader dell'Italia dei Valori ha fatto
> sapere che si recherà al più presto in Procura a
> Roma. Porterà le carte riguardanti i rimborsi
> elettorali del partito per i quali è finito nel
> registro degli indagati. Di Pietro ha comunque
> sottolineato come si tratti di un atto dovuto in
> conseguenza di un nuovo esposto nei suoi
> confronti per accuse «vecchie e già archiviate»
> sia in sede penale che in fase di controllo
> fiscale.
>
> «È sempre - commenta Di Pietro la notizia della
> nuova indagine a Roma- la solita storia trita e
> ritrita su cui già, più volte, si sono espresse
> le varie procure della Repubblica, archiviando il
> caso. Per cui la Procura della Repubblica di Roma
> non poteva non procedere, anche questa volta, a
> seguito del solito esposto. Porteremo, ancora una
> volta le carte ai magistrati per dimostrare che è
> tutto in regola. Come, per altro, hanno accertato
> ormai da tempo non solo plurime autorità
> giudiziarie, ma anche, da ultimo, l'Agenzia delle
> Entrate e gli organi di controllo amministrativi
> e contabili». «Ci vuole pazienza. Ci sono persone
> - denuncia Di Pietro- che non si rassegnano alla
> propria sconfitta politica e continuano ad
> infangare gli
> altri».
>
> Il pezzo mancante..
Direi la autodifesa dell'indagato.
La denuncia viene dai suoi collaboratori, Veltri, Ochetto ed altri che non ricordo, mica da avversari politici.
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> > Ma tanto non se ne farà niente. La casta si
> > rifiuta di indagare e archivierà il
> > caso.
> > Il bello è che le denunce sono tutte state fatte
> > dai
> > suoi.
> >
> > LA DENUNCIA - A motivare il passaggio
> > istruttorio, compiuto dal pm Attilio Pisani e
> dal
> > procuratore aggiunto Alberto Caperna, è stata
> una
> > denuncia presentata nelle scorse settimane da
> > Elio Veltri, candidato sei anni fa alle elezioni
> > europee in una lista collegata a Di Pietro.
> > Secondo latto del giornalista e autore di
> saggi,
> > lassociazione Italia dei Valori si sarebbe
> > sostituita nella gestione dei fondi elettorali
> al
> > movimento politico. E loperazione sarebbe stata
> > messa in atto attraverso una serie di false
> > autocertificazioni. Al di là dell'apertura
> del
> > procedimento, a Piazzale Clodio si ricorda che
> da
> > un lato fascicoli scaturiti da denunce analoghe
> > in passato sono finiti in archivio e dall'altro
> > che lo stesso Di Pietro, qualche mese fa, ha
> > firmato davanti a un notaio un atto per sancire
> > che associazione e movimento politico Italia dei
> > Valori sono la stessa cosa. Sulla vicenda, i
> > magistrati hanno delegato una serie di
> > accertamenti alla Guardia di
> > Finanza.
>
>
> Se l'associazione e il movimento sono la stessa
> figura fiscale non cè frode..
>

>
> Chiedi a Silvio che lui di conti offshore ne ha
> a pacchi, quelli si nascosti al fisco italiano
> !!
>
La frode è del 2004, lui è corso ai ripari fraudolenti "qualche mese fa".
Nota che a denunciare la frode sono i suoi compagni di partito, mica micio-micio bau-bau.
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- Scritto da: dfsxsfd
>
> - Scritto da: exsinistro
> > Ma cosa stai dicendo!!! E'la normalità e c'è
> > anche di
> > peggio.
> > Mai sentito parlare dei "nuovi poveri"?
>
>
> Si.
> Sto cercando una colf da regolarizzare e nessuna
> accetta.
>
> Vogliono essere pagate a nero.
Ecco, adesso cominci anche tu a vedere come funzionano le cose.
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