
Lo capisco che l'articolo è lungo, ma essendo il Travaglio un vostro begnamino, leggere tutto mi pare il minimo.
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Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
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ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
- Scritto da: exsinistro
> Quasi certamente è una zingara fottuta.
>
>

>
Se vien fuori che a rapirla è stata una zingara i comunisti fottuti e i preti bastardi se la vedono brutta. Famiglia Cristiana lo prende nel culo con tutti i Paolini di merda. Altro che impronte, impiccagione ci vuole.
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> >
> > - Scritto da: Guido Angeli
> > > No, non mi sono offeso, figurati, però non
> avevo
> > > capito che scherzavi, speravo sul serio che mi
> > > spiegassi ciò che tu intendi per
> ambientalismo,
> > > così almeno facevamo a
> > > capirci.
> >
> > Te lo spiego io:
> > L'ambientalismo è una religione nella quale
> > l'uomo è al centro del creato e la natura è al
> > suo servizio, le modificazioni climatiche
> > ambientali, devono tenere conto del suo
> > benessere.
> >
> > E' bene, tutto ciò che serve a mantenere la
> > situazione climatica-ambientale ferma così come
> è
> > ora. E' male tutto ciò che potrebbe
> > modificarla.
> >
>
> Cioè qualcosa tipo non ci sono più le mezze
> stagioni?
Esattamente. Non solo, la natura DEVE tenere conto del benessere dei popoli industrializzati, europa, america, giappone.
Frega un cazzo se in Africa si muore di malaria a 6 anni, l'importante non usare il DDT contro le zanzare perchè uno potrebbe morire di cancro a 70-80 anni.
>
> - Scritto da: exsinistro
> >
> > - Scritto da: Guido Angeli
> > > No, non mi sono offeso, figurati, però non
> avevo
> > > capito che scherzavi, speravo sul serio che mi
> > > spiegassi ciò che tu intendi per
> ambientalismo,
> > > così almeno facevamo a
> > > capirci.
> >
> > Te lo spiego io:
> > L'ambientalismo è una religione nella quale
> > l'uomo è al centro del creato e la natura è al
> > suo servizio, le modificazioni climatiche
> > ambientali, devono tenere conto del suo
> > benessere.
> >
> > E' bene, tutto ciò che serve a mantenere la
> > situazione climatica-ambientale ferma così come
> è
> > ora. E' male tutto ciò che potrebbe
> > modificarla.
> >
>
> Cioè qualcosa tipo non ci sono più le mezze
> stagioni?
Esattamente. Non solo, la natura DEVE tenere conto del benessere dei popoli industrializzati, europa, america, giappone.
Frega un cazzo se in Africa si muore di malaria a 6 anni, l'importante non usare il DDT contro le zanzare perchè uno potrebbe morire di cancro a 70-80 anni.
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- Scritto da: Guido Angeli
> No, non mi sono offeso, figurati, però non avevo
> capito che scherzavi, speravo sul serio che mi
> spiegassi ciò che tu intendi per ambientalismo,
> così almeno facevamo a
> capirci.
Te lo spiego io:
L'ambientalismo è una religione nella quale l'uomo è al centro del creato e la natura è al suo servizio, le modificazioni climatiche ambientali, devono tenere conto del suo benessere.
E' bene, tutto ciò che serve a mantenere la situazione climatica-ambientale ferma così come è ora. E' male tutto ciò che potrebbe modificarla.
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> >
> > - Scritto da:
> > > Deliri di un vecchio che non ha nemmeno capito
> > > cosa si è contestato a La
> > > Russa.
> >
> > Diccelo, diccelo tu che hai capito anche per
> noi.
>
> L'equiparazione dei repubblichini ai partigiani.
Difatti, meglio i repubblichini, combattenti disinteressati, non come i partigiani rossi. Altra cosa, occorre distinguere tra partigiani rossi e gli altri.
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- Scritto da:
> Deliri di un vecchio che non ha nemmeno capito
> cosa si è contestato a La
> Russa.
Diccelo, diccelo tu che hai capito anche per noi.
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- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> > .... si sono bevuti il cervello.
> >
>

> >
> > Gli ultrà si conoscono tutti, sono i ROM che non
> > hanno identità certa.
> >
> >
> > PS- Che ci sia Lich a collaborare?
>
> Invece ha ragione di brutto, a parte queste
> cazzate capziose a cui non frega niente a
> nessuno: lo stato è debole con i forti, forti con
> i deboli.
Ma io proprio di "queste cazzate capziose" sto parlando. Per il resto hai quasi ragione. Dico quasi perchè quelli che protestano in piazza contro la base USA sono fortissimi.
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NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
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http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Degli arruolati.
«Sì. Secondo le fonti della Rsi, furono più di 800mila».
Stime di parte?
«Non molto contestate, a dire il vero, ma il nodo è un altro. Vogliamo dire che erano 500mila? Il fatto è chi erano davvero questi ragazzi».
Intende il loro identikit?
«Dico che è grottesco etichettarli tutti come torturatori e amici dei nazisti! Molti di loro erano cresciuti nel regime fascista, immersi in un clima di propaganda perenne: cinema, scuola, radio... le divise dei figli della lupa... ».
E quindi?
«E quindi, la maggior parte di loro, non poteva certo schierarsi per un parlamento legittimo, che non aveva nemmeno mai conosciuto».
Giudizio storico o politico?
«Dico che quella educazione, fatalmente, portava molti di loro allidea che difendere la patria dagli angloamericani fosse il primo dovere».
Bisogna distinguere, dice?
«Da storico "dilettante" mi occupo di queste cose dai tempi della laurea... Sono storie complesse. Altrimenti non si capisce come mai, fra quei ragazzi, ce nerano molti che divennero sinceri antifascisti, Nomi mille volte citati: Tognazzi, Dario Fo, Vianello, persino Gian Maria Volontè».
Ma ci fu pacificazione?
«Anedotto illuminante. Quando andai al Giorno, nel 1964, Italo Pietra, che aveva fatto il partigiano, e si trovava molti ex ragazzi di Salò in redazione, scherzava: "Chi di voi mi ha fatto saltare la casa, sul monte Penice, nel rastrellamento dellagosto 1944?"».
Difficile a credersi, con gli occhi di oggi.
«Invece accadeva. E gli rispondevano: "Io no, stavo nella brigata nera di Varese...", "Io neppure, ero con gli sciatori di Pavolini..."».
Sta cercando di dire che...
«Fino a che non arriva il detonatore violento degli anni di piombo, questo paese aveva chiuso la faida del 45».
E teme che ora si riapra?
«Con tanto odio in giro, temo possa accadere. Un altro esempio insospettabile?»
Su chi?
«Livio Zanetti: grande maestro di giornalismo, direttore dellantifascista LEspresso».
Quando si seppe che...
«A metà degli anni settanta, per il dispetto di unagenzia di stampa di destra. Ebbene: nessuno, dico nessuno, si azzardò a chiederne la testa».
Chiedo ancora: come mai?
«Erano tempi meno feroci. Forse il Pci aveva altre bandiere, il mito dellUrss. Ecco, a me preme spiegare che quei ragazzi di cui parla La Russa, non erano quattro miserabili scherani, come vuol far credere chi polemizza con lui».
E chi erano?
«Uomini che si trovarono giovanissimi nel tempo delle scelte dure. Alcuni di loro potevano essere nostri padri. O fratelli. O persino, come nel caso di Franceschini, i nostri nonni».
«Sì. Secondo le fonti della Rsi, furono più di 800mila».
Stime di parte?
«Non molto contestate, a dire il vero, ma il nodo è un altro. Vogliamo dire che erano 500mila? Il fatto è chi erano davvero questi ragazzi».
Intende il loro identikit?
«Dico che è grottesco etichettarli tutti come torturatori e amici dei nazisti! Molti di loro erano cresciuti nel regime fascista, immersi in un clima di propaganda perenne: cinema, scuola, radio... le divise dei figli della lupa... ».
E quindi?
«E quindi, la maggior parte di loro, non poteva certo schierarsi per un parlamento legittimo, che non aveva nemmeno mai conosciuto».
Giudizio storico o politico?
«Dico che quella educazione, fatalmente, portava molti di loro allidea che difendere la patria dagli angloamericani fosse il primo dovere».
Bisogna distinguere, dice?
«Da storico "dilettante" mi occupo di queste cose dai tempi della laurea... Sono storie complesse. Altrimenti non si capisce come mai, fra quei ragazzi, ce nerano molti che divennero sinceri antifascisti, Nomi mille volte citati: Tognazzi, Dario Fo, Vianello, persino Gian Maria Volontè».
Ma ci fu pacificazione?
«Anedotto illuminante. Quando andai al Giorno, nel 1964, Italo Pietra, che aveva fatto il partigiano, e si trovava molti ex ragazzi di Salò in redazione, scherzava: "Chi di voi mi ha fatto saltare la casa, sul monte Penice, nel rastrellamento dellagosto 1944?"».
Difficile a credersi, con gli occhi di oggi.
«Invece accadeva. E gli rispondevano: "Io no, stavo nella brigata nera di Varese...", "Io neppure, ero con gli sciatori di Pavolini..."».
Sta cercando di dire che...
«Fino a che non arriva il detonatore violento degli anni di piombo, questo paese aveva chiuso la faida del 45».
E teme che ora si riapra?
«Con tanto odio in giro, temo possa accadere. Un altro esempio insospettabile?»
Su chi?
«Livio Zanetti: grande maestro di giornalismo, direttore dellantifascista LEspresso».
Quando si seppe che...
«A metà degli anni settanta, per il dispetto di unagenzia di stampa di destra. Ebbene: nessuno, dico nessuno, si azzardò a chiederne la testa».
Chiedo ancora: come mai?
«Erano tempi meno feroci. Forse il Pci aveva altre bandiere, il mito dellUrss. Ecco, a me preme spiegare che quei ragazzi di cui parla La Russa, non erano quattro miserabili scherani, come vuol far credere chi polemizza con lui».
E chi erano?
«Uomini che si trovarono giovanissimi nel tempo delle scelte dure. Alcuni di loro potevano essere nostri padri. O fratelli. O persino, come nel caso di Franceschini, i nostri nonni».
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Di Gianpaolo Panza, noto antifascista.
Giampaolo Pansa, è divertito. «Mai avrei pensato, in tutta la mia vita, che mi sarei ritrovato a difendere La Russa dagli attacchi dei moderati del Partito democratico! Mai. Su Salò, per giunta... Questa polemica ha qualcosa di antistorico e barbaro che non capisco e non voglio capire. Lantifascismo ringhiante di Veltroni e Franceschini oggi non è credibile. Anche perché, proprio Franceschini tre anni fa... ». Alt! Per ora ci fermiamo qui, e vi lasciamo in sospeso, perché in questa intervista cè una storia che stupirà molti. Ma siccome il giornalista più famoso dItalia è un fiume in piena, bisogna prima di tutto spiegare cosa pensa.
Per lui, che ci ha scritto sopra una quadrilogia saggistico-narrativa e un romanzo, la polemica sulla Repubblica sociale esplosa dopo le dichiarazioni del ministro Ignazio La Russa è loccasione per tirare le fila di un viaggio iniziato con la tesi di laurea, da ragazzo, e proseguito con il lavoro monografico degli ultimi anni. Fino allultimo libro, I tre inverni della paura, che lui definisce «un via con il vento nella guerra civile». Pansa ha scritto una saga ambientata più di mezzo secolo fa, ma che oggi, quando gira lItalia, pare un instant book. Ogni volta che lo presenta vede accorrere folle di lettori: «Cinquecento persone a Parma domenica... Chissà quante ne troverò sabato a Revere, in provincia di Mantova. Per questo pubblico, tra cui molti giovanissimi, è come se parlassi di ieri».
Pansa, perché parla proprio di Franceschini?
«Lho visto, in televisione indignato contro La Russa, in cattedra sullantifascismo. E sono rimasto di stucco».
Perché? Non è legittimo?
«Vede, nella Grande Bugia ho raccontato la storia di una ragazza che da bambina girava per le vie di Poggio Renatico, il suo paese, con gli occhi sempre bassi».
Per la vergogna?
«No. Era figlia di un fascista, ma non se ne vergognava. Però le vie erano tappezzate di scritte su suo papà, Giovanni Gardini. Dicevano: "A morte Gardini!"».
E chi era Gardini?
«Un amico di Italo Balbo: con la Rsi divenne Podestà di San Donà di Piave. Dopo l8 settembre fuggì per salvare la pelle. Per fortuna ci riuscì».
Perché me lo racconta?
«La bambina si chiamava Gardenia, ed era destinata a diventare madre di un bimbo. Di Dario. Cioè Franceschini. E sa chi me lha raccontato?».
Chi?
«Lo stesso Franceschini! Ecco perché, quando vedo semplificazioni antistoriche, e che a farle è il Pd, scuoto il capo».
Cosa non la convince?
«Non credo che il problema del Pd sia la storia del 45. Mi cascano le braccia se vedo Veltroni abbarbicato a questo antifascismo perdente e suicida. Perché so che il suo vero problema è Di Pietro che fa la faccia feroce. Lui allora rilancia, senza esserne convinto, perché gli stanno rubando il patrimonio».
Parliamo del primo inverno della paura, nel 1943.
«Non capisco cosa ci sia si scandaloso in quel che ha detto La Russa».
Forse il suo ruolo?
«Ma il ministro della Difesa non è un sacerdote della repubblica, tenuto allimparzialità! Non siede al Quirinale. È un politico, un ministro. Posso citarle i numeri di Salò?».
SEGUE, (la seconda parte con sorpresa)
Giampaolo Pansa, è divertito. «Mai avrei pensato, in tutta la mia vita, che mi sarei ritrovato a difendere La Russa dagli attacchi dei moderati del Partito democratico! Mai. Su Salò, per giunta... Questa polemica ha qualcosa di antistorico e barbaro che non capisco e non voglio capire. Lantifascismo ringhiante di Veltroni e Franceschini oggi non è credibile. Anche perché, proprio Franceschini tre anni fa... ». Alt! Per ora ci fermiamo qui, e vi lasciamo in sospeso, perché in questa intervista cè una storia che stupirà molti. Ma siccome il giornalista più famoso dItalia è un fiume in piena, bisogna prima di tutto spiegare cosa pensa.
Per lui, che ci ha scritto sopra una quadrilogia saggistico-narrativa e un romanzo, la polemica sulla Repubblica sociale esplosa dopo le dichiarazioni del ministro Ignazio La Russa è loccasione per tirare le fila di un viaggio iniziato con la tesi di laurea, da ragazzo, e proseguito con il lavoro monografico degli ultimi anni. Fino allultimo libro, I tre inverni della paura, che lui definisce «un via con il vento nella guerra civile». Pansa ha scritto una saga ambientata più di mezzo secolo fa, ma che oggi, quando gira lItalia, pare un instant book. Ogni volta che lo presenta vede accorrere folle di lettori: «Cinquecento persone a Parma domenica... Chissà quante ne troverò sabato a Revere, in provincia di Mantova. Per questo pubblico, tra cui molti giovanissimi, è come se parlassi di ieri».
Pansa, perché parla proprio di Franceschini?
«Lho visto, in televisione indignato contro La Russa, in cattedra sullantifascismo. E sono rimasto di stucco».
Perché? Non è legittimo?
«Vede, nella Grande Bugia ho raccontato la storia di una ragazza che da bambina girava per le vie di Poggio Renatico, il suo paese, con gli occhi sempre bassi».
Per la vergogna?
«No. Era figlia di un fascista, ma non se ne vergognava. Però le vie erano tappezzate di scritte su suo papà, Giovanni Gardini. Dicevano: "A morte Gardini!"».
E chi era Gardini?
«Un amico di Italo Balbo: con la Rsi divenne Podestà di San Donà di Piave. Dopo l8 settembre fuggì per salvare la pelle. Per fortuna ci riuscì».
Perché me lo racconta?
«La bambina si chiamava Gardenia, ed era destinata a diventare madre di un bimbo. Di Dario. Cioè Franceschini. E sa chi me lha raccontato?».
Chi?
«Lo stesso Franceschini! Ecco perché, quando vedo semplificazioni antistoriche, e che a farle è il Pd, scuoto il capo».
Cosa non la convince?
«Non credo che il problema del Pd sia la storia del 45. Mi cascano le braccia se vedo Veltroni abbarbicato a questo antifascismo perdente e suicida. Perché so che il suo vero problema è Di Pietro che fa la faccia feroce. Lui allora rilancia, senza esserne convinto, perché gli stanno rubando il patrimonio».
Parliamo del primo inverno della paura, nel 1943.
«Non capisco cosa ci sia si scandaloso in quel che ha detto La Russa».
Forse il suo ruolo?
«Ma il ministro della Difesa non è un sacerdote della repubblica, tenuto allimparzialità! Non siede al Quirinale. È un politico, un ministro. Posso citarle i numeri di Salò?».
SEGUE, (la seconda parte con sorpresa)
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> > Non mi ha fatto male e non mi sento menomato per
> > questo.
>
> Io sì, non mi sento in un paese libero in cui lo
> stato esiste per l'individuo. Mi sento pecora in
> uno stato in cui l'individuo-pecora è un
> suddito.
Non sono queste le cose che ci rendono "sudditi".
D'altra parte è un modo per identificare una persona con certezza.
Subiamo ogni giorno soprusi di ogni tipo e quelli si che mi fanno incazzare.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
>
> - Scritto da: exsinistro
> > .... si sono bevuti il cervello.
> >
>

> >
> > Gli ultrà si conoscono tutti, sono i ROM che non
> > hanno identità certa.
> >
> >
> > PS- Che ci sia Lich a collaborare?
>
> Bisognerebbe prendere le impronte a tutti gli
> exsinistri altro che
>

Fatto, nel 1965 per via del servizio di leva.
Non mi ha fatto male e non mi sento menomato per questo.
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.... si sono bevuti il cervello.
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_09/fa... 
Gli ultrà si conoscono tutti, sono i ROM che non hanno identità certa.
PS- Che ci sia Lich a collaborare?

Gli ultrà si conoscono tutti, sono i ROM che non hanno identità certa.
PS- Che ci sia Lich a collaborare?
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da: The Lich
>
> - Scritto da: exsinistro
> >
> > - Scritto da:
> > > è tornato a postare nel salottino buono?
> >
> > Sono molto preso, hanno aperto nuovi cantieri
> con
> > scavi giganti e demolizioni spettacolari, tutto
> > il giorno li a guardare e a dire la
> > mia.
> >
> > PS- lo dico per far piacere a Lich.

>
> io avrei piacere solo se tu cascassi in una
> betoniera
>
>
Ti sentiresti perduto. Sono uno di quelli che ti tengono in vita. L'odio per uno che ti fa usare il cervello è un buon motivo per restare vivi.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> è tornato a postare nel salottino buono?
Sono molto preso, hanno aperto nuovi cantieri con scavi giganti e demolizioni spettacolari, tutto il giorno li a guardare e a dire la mia.
PS- lo dico per far piacere a Lich.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da:
> Se c'è una cosa che mi fa incazzare abbestia è
> l'uso di espressioni iperboliche divenuto ormai
> una prassi comune del linguaggio parlato
> dall'italiano/a medio/a (ignorante, ma
> presuntuoso).
>
> E pure i giornalisti, a volte...
>
>

Anche "incazzato abbestia" è una espressione iperbolica.
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- Scritto da:
> Oggi Oscar Luigi Scalfaro compie 90 anni.
>
>

Un emerito stronzo golpista, ecco cosa è. Anche se lui "non ci sta", il ladrone.
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Io di solito uso www.logmein.com
, però io pago un canone annuo, la versione gratuita non permette la stampa ma puoi trasferire il file a casa tua e poi lo stampi da casa.
, però io pago un canone annuo, la versione gratuita non permette la stampa ma puoi trasferire il file a casa tua e poi lo stampi da casa.
Everyone has the right to my opinion!
- Scritto da: Chitto
> ...che farete domani che è l'ultima giornata che
> vi resta da vivere?
>

Compilo il kernel di Linux.
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