Musica
Scritto da: Mattia
> Oggi è il turno di Beethoven!
>
> Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
>
> Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
> 00:00 I. Allegro vivace e con brio
> 10:14 II. Largo assai ed espressivo
> 21:52 III. Presto
>
>
Bello il secondo movimento: tragico come la pubertà! Dovete ascoltare almeno quello. Quando dico "dovete ascoltare" intendo dire che ci sarà un'interrogazione con nota!
> Oggi è il turno di Beethoven!
>
> Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
>
> Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
> 00:00 I. Allegro vivace e con brio
> 10:14 II. Largo assai ed espressivo
> 21:52 III. Presto
>
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Bello il secondo movimento: tragico come la pubertà! Dovete ascoltare almeno quello. Quando dico "dovete ascoltare" intendo dire che ci sarà un'interrogazione con nota!
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il 2025-04-10 18:57:52.0 alle 2025-04-10 18:57:52.0
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> Scritto da:
> >
> > https://x.com/elonmusk/status/1910030852022755616
> >
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> >
> >
> >
> > Il prezzo infatti sale rapidamente poi ridiscende.
> >
> > Vi sarà ancora opportunità o sarà tardi?
>
> Les jeux sont faits!
Ho provato.
Ma ero già in ritardo di un'ora circa.
Poi ho dovuto individuare il trader che trattasse kekius e tra quelli a cui ero già iscritto non c'era.
Era trattato da exchanger minori.
Mi sono registrato, ma ho dovuto fare KYC e up pare i documenti.
Non li accettava e alla fine sono riuscito.
Poi ho dovuto caricare i soldi, li ha presi,ma alla fine benchè risultassero accreditati non risultavano disponibili.
Per queste opportunità bisogna tenersi pronti!
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Ma ero già in ritardo di un'ora circa.
Poi ho dovuto individuare il trader che trattasse kekius e tra quelli a cui ero già iscritto non c'era.
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Non Autenticato
il 2025-04-10 18:51:30.0 alle 2025-04-10 18:51:30.0
Scritto da:
> > Jizyah
> > La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
> >
> > Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
> >
> >
> > ChatGPT ha detto:
> > Ho ragionato per 17 secondi
> > Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
> >
> > Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
> >
> > È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
> >
> > In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
> >
> >
> >
> >
> >
> > Bisognerebbe spiegarlo a quella di Islamcriticato
>
> In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
Era quella la domanda che feci a Chatgtp, anche secondo me il pizzo veniva da lì. Invece lui dice di no. Boh
Prova a chiedere
> > Jizyah
> > La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
> >
> > Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
> >
> >
> > ChatGPT ha detto:
> > Ho ragionato per 17 secondi
> > Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
> >
> > Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
> >
> > È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
> >
> > In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
> >
> >
> >
> >
> >
> > Bisognerebbe spiegarlo a quella di Islamcriticato
>
> In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
Era quella la domanda che feci a Chatgtp, anche secondo me il pizzo veniva da lì. Invece lui dice di no. Boh
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Musica
Oggi è il turno di Beethoven!
Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
00:00 I. Allegro vivace e con brio
10:14 II. Largo assai ed espressivo
21:52 III. Presto
**Modificato dall'autore il 10.04.2025 18:12**
Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
00:00 I. Allegro vivace e con brio
10:14 II. Largo assai ed espressivo
21:52 III. Presto
**Modificato dall'autore il 10.04.2025 18:12**
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il 2025-04-10 16:10:31.0 alle 2025-04-10 16:10:31.0
> Jizyah
> La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
>
> Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
>
>
> ChatGPT ha detto:
> Ho ragionato per 17 secondi
> Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
>
> Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
>
> È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
>
> In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
>
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>
> Bisognerebbe spiegarlo a quella di Islamcriticato
In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
> La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
>
> Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
>
>
> ChatGPT ha detto:
> Ho ragionato per 17 secondi
> Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
>
> Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
>
> È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
>
> In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
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In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
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Non Autenticato
il 2025-04-10 16:08:29.0 alle 2025-04-10 16:08:29.0
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il 2025-04-10 06:19:10.0 alle 2025-04-10 06:19:10.0
Jizyah
La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
ChatGPT ha detto:
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Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
Bisognerebbe spiegarlo a quella di Islamcriticato
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il 2025-04-10 04:06:51.0 alle 2025-04-10 04:06:51.0
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il 2025-04-09 21:14:20.0 alle 2025-04-09 21:14:20.0
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Da un assist per la crypto meme coin Kekius Maximus alle ore 20.00 di oggi
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Il prezzo infatti sale rapidamente poi ridiscende.
Vi sarà ancora opportunità o sarà tardi?
Musica
Scritto da: Mattia
> Oggi vi posto un pezzo grazioso, delicato, tenero e morbido come il culetto di un bimbo: il Quintetto per Clarinetto di Mozart, da egli composto nel 1789, all'età di 33 anni.
>
> È considerato come uno dei migliori pezzi dell'austriaco, ma non lasciatelo troppo tempo sotto il sole perché potrebbe sciogliersi come il burro!
>
> Mozart - K. 581 - Clarinet Quintet in A Major (1789):
> 00:00 I. Allegro, 4/4
> 09:19 II. Larghetto in D major, 3/4
> 16:01 III. Menuetto, 3/4
> 22:46 IV. Allegretto con variazioni, 2/2
>
>
Il secondo movimento è divino, il primo movimento è pure molto bello. Peccato per i due movimenti finali: se si eliminassero questi il pezzo sarebbe perfetto!
> Oggi vi posto un pezzo grazioso, delicato, tenero e morbido come il culetto di un bimbo: il Quintetto per Clarinetto di Mozart, da egli composto nel 1789, all'età di 33 anni.
>
> È considerato come uno dei migliori pezzi dell'austriaco, ma non lasciatelo troppo tempo sotto il sole perché potrebbe sciogliersi come il burro!
>
> Mozart - K. 581 - Clarinet Quintet in A Major (1789):
> 00:00 I. Allegro, 4/4
> 09:19 II. Larghetto in D major, 3/4
> 16:01 III. Menuetto, 3/4
> 22:46 IV. Allegretto con variazioni, 2/2
>
>
Il secondo movimento è divino, il primo movimento è pure molto bello. Peccato per i due movimenti finali: se si eliminassero questi il pezzo sarebbe perfetto!
NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-09 00:24:36.0 alle 2025-04-09 00:24:36.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> >
> > E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
>
> Gli utenti sono sempre gli stessi, semplicemente io continuo a scrivere, scrivere, scrivere e voi non rispondete mai, quindi non si vengono a creare discussioni.
Io non rispondo ai thread di musica classica perchè non mi piacciono
Quindi non rimane altro
Apri altri thread e magari potrei rispondere
Tu comunque non rispondi quasi mai ai miei
O
Quando notavo una notizia curiosa la postavo, ora mi trattengo perchè so già che nessuno risponderebbe e sarebbe solo una perdita di tempo
> Scritto da:
> >
> > E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
>
> Gli utenti sono sempre gli stessi, semplicemente io continuo a scrivere, scrivere, scrivere e voi non rispondete mai, quindi non si vengono a creare discussioni.
Io non rispondo ai thread di musica classica perchè non mi piacciono
Quindi non rimane altro
Apri altri thread e magari potrei rispondere
Tu comunque non rispondi quasi mai ai miei
O
Quando notavo una notizia curiosa la postavo, ora mi trattengo perchè so già che nessuno risponderebbe e sarebbe solo una perdita di tempo
Musica
Oggi vi posto un pezzo grazioso, delicato, tenero e morbido come il culetto di un bimbo: il Quintetto per Clarinetto di Mozart, da egli composto nel 1789, all'età di 33 anni.
È considerato come uno dei migliori pezzi dell'austriaco, ma non lasciatelo troppo tempo sotto il sole perché potrebbe sciogliersi come il burro!
Mozart - K. 581 - Clarinet Quintet in A Major (1789):
00:00 I. Allegro, 4/4
09:19 II. Larghetto in D major, 3/4
16:01 III. Menuetto, 3/4
22:46 IV. Allegretto con variazioni, 2/2
**Modificato dall'autore il 08.04.2025 18:20**
È considerato come uno dei migliori pezzi dell'austriaco, ma non lasciatelo troppo tempo sotto il sole perché potrebbe sciogliersi come il burro!
Mozart - K. 581 - Clarinet Quintet in A Major (1789):
00:00 I. Allegro, 4/4
09:19 II. Larghetto in D major, 3/4
16:01 III. Menuetto, 3/4
22:46 IV. Allegretto con variazioni, 2/2
**Modificato dall'autore il 08.04.2025 18:20**
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Euro in Svizzera
> > >
> > > È poco?
> >
> > Si. La paga minima per vivere dignitosamente in Ticino è intorno ai 4'000 euro al mese, e nei cantoni tedeschi probabilmente 4'500-5'000.
>
> Grazie
>
> Minchia. 4000. Mi pare che fosse 3300
3'300 forse se togli auto e benzina. Naturalmente la maggior parte degli svizzeri vogliono avere l'auto. Certo, se togli tutte le cose non strettamente necessarie per vivere magari il minimo vitale scende a 2'500-3'000 franchi al mese. Però con un reddito del genere non riesci a risparmiare niente, quindi cosa fai per le spese extra (tipo se devi andare dal dentista o comprare un letto nuovo)?
**Modificato dall'autore il 08.04.2025 18:02**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Euro in Svizzera
> > >
> > > È poco?
> >
> > Si. La paga minima per vivere dignitosamente in Ticino è intorno ai 4'000 euro al mese, e nei cantoni tedeschi probabilmente 4'500-5'000.
>
> Grazie
>
> Minchia. 4000. Mi pare che fosse 3300
3'300 forse se togli auto e benzina. Naturalmente la maggior parte degli svizzeri vogliono avere l'auto. Certo, se togli tutte le cose non strettamente necessarie per vivere magari il minimo vitale scende a 2'500-3'000 franchi al mese. Però con un reddito del genere non riesci a risparmiare niente, quindi cosa fai per le spese extra (tipo se devi andare dal dentista o comprare un letto nuovo)?
**Modificato dall'autore il 08.04.2025 18:02**
Scritto da:
>
> E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
Gli utenti sono sempre gli stessi, semplicemente io continuo a scrivere, scrivere, scrivere e voi non rispondete mai, quindi non si vengono a creare discussioni.
>
> E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
Gli utenti sono sempre gli stessi, semplicemente io continuo a scrivere, scrivere, scrivere e voi non rispondete mai, quindi non si vengono a creare discussioni.
Tua madre succhia cazzi all'inferno
Ad
http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-08 17:46:02.0 alle 2025-04-08 17:46:02.0
E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
Cinema
Prossimo film Hitchcock: Il peccato di Lady Considine (1949).


Australia, 1831. L'elegante e nobile irlandese Charles Adare, in cerca di fortuna, giunge a Sydney con il cugino, nominato governatore. Al suo arrivo incontra un banchiere e ricco imprenditore, Sam Flusky, disposto a prestargli denaro per l'acquisto di terreni.
Durante una cena in casa di Flusky, Charles riconosce nella moglie di lui, Henrietta, un'aristocratica irlandese, amica di sua sorella Diana.
Flusky gli spiega che sua moglie Henrietta è depressa e che la loro relazione va male. Charles gli promette di provare a guarirla facendole ritrovare la voglia di vivere.
Il film ha un voto appena sufficiente in IMDB: 6.2 su 10. È certamente un voto ben al di sotto degli standard dei film Hitchcock! In effetti concordo: non mi è sembrato poi sto granché, ma si lascia guardare!
Trailer
**Modificato dall'autore il 07.04.2025 17:49**

Australia, 1831. L'elegante e nobile irlandese Charles Adare, in cerca di fortuna, giunge a Sydney con il cugino, nominato governatore. Al suo arrivo incontra un banchiere e ricco imprenditore, Sam Flusky, disposto a prestargli denaro per l'acquisto di terreni.
Durante una cena in casa di Flusky, Charles riconosce nella moglie di lui, Henrietta, un'aristocratica irlandese, amica di sua sorella Diana.
Flusky gli spiega che sua moglie Henrietta è depressa e che la loro relazione va male. Charles gli promette di provare a guarirla facendole ritrovare la voglia di vivere.
Il film ha un voto appena sufficiente in IMDB: 6.2 su 10. È certamente un voto ben al di sotto degli standard dei film Hitchcock! In effetti concordo: non mi è sembrato poi sto granché, ma si lascia guardare!
Trailer
**Modificato dall'autore il 07.04.2025 17:49**
