Scritto da
Non Autenticato
il 2024-03-10 05:02:55.0 alle 2024-03-10 05:02:55.0
> Adesso un mio "amico", praticamente quella legera con cui andavo a ballare mi chiama e mi dice che ci sarebbe un lavoro su misura per me e che dovrei provarlo.
>
> Praticamente sarebbe un lavoro da concierge notturno in un hotel.
>
> Io stavo facendo il rider e mi apprestavo a iniziare a fare il pizzaiolo.
>
> Mi si é presentato questo lavoro e dovevo pensare se potesse essermi utile.
>
> Credo che il mio amico fosse interessato e abbia proposto al suo capo di trovare una persona per questo ruolo in cambio di una provvigione.
>
> Ci ho un attimo pensato e mi sembrava che mi stesse deviando troppo dai miei progetti.
> Alla fine peró sono andato al colloquio ho fatto tre sere di affiancamento e ho lavorato una sera da solo lì.
>
> Credevo che fosse 5 giorni a settimana per 1600 euro.
>
> Questa cifra mi faceva gola.Per questo ho accettato.
> Poi pensavo che durante la notte avrei avuto ore libere per studiare e leggere ció che volevo. E nel tardo pomeriggio imparare altre cose.
>
> Alla fine peró viene fuori che sarebbero solo due notti a settimana, eccezionalmente tre. E gli altri tre giorni dovrei fare il portinaio all'università.Questa cosa proprio non mi è andata giú e mi ha scazzato molto.
>
> Mi sono iscritto all'università ben 5 volte e ho dovuto abbandonarla perché non avevo i soldi e adesso dovrei tornarci come un portinaio? Questa umiliazione mi manderebbe in tilt il cervello.
>
> Quindi che senso avrebbe lavorare solo due notti a settimana?
>
> Alla fine ho manifestato le mie rimostranze e abbiamo concordato di lavorare un solo mese per 5 notti a settimana, manderanno in ferie uno. Ma finito il mese o accetto di lavorare due notti a settimana o accetto di fare il portinaio all'uni (e non voglio farlo) o lascio il lavoro e o torno a fare il rider e il pizzaiolo o con una esperienza sul CV mi cerco un altro lavoro da concierge magari riprendendo le lingue.Magari in un hotel piú prestigioso.
>
> Tenendo conto che loro vorrebbero farmi lavorare due notti e tre giorni. Mi pare una tortura.
> Dovrei finire il lavoro alle 7 di mattina, tornare a casa alle 8 e prendere sonno alle 9. Il giorno dopo a che ora pensate che ci si possa svegliare se uno dorme alle 9? Come minimo alle 16, normalmente anche dopo.
>
> Credo che loro vorrebbero farmi lavorare dalle 12 o 13 o 14.
> Chi me la farebbe fare di accettare questa tortura?
>
> Bah dopotutto avere un mese di esperienza da concierge in hotel potrebbe aprirmi delle altre occasioni anche in altre città.Quindi sto mese ho accettato.Certo lavorare sapendo che dopo un mese finirà tutto mi ha fatto calare molto l'entusiasmo iniziale.
Intanto fatti sto mese. Io sto lavorando per un anno sapendo che dopo tutto finirà.
>
> Praticamente sarebbe un lavoro da concierge notturno in un hotel.
>
> Io stavo facendo il rider e mi apprestavo a iniziare a fare il pizzaiolo.
>
> Mi si é presentato questo lavoro e dovevo pensare se potesse essermi utile.
>
> Credo che il mio amico fosse interessato e abbia proposto al suo capo di trovare una persona per questo ruolo in cambio di una provvigione.
>
> Ci ho un attimo pensato e mi sembrava che mi stesse deviando troppo dai miei progetti.
> Alla fine peró sono andato al colloquio ho fatto tre sere di affiancamento e ho lavorato una sera da solo lì.
>
> Credevo che fosse 5 giorni a settimana per 1600 euro.
>
> Questa cifra mi faceva gola.Per questo ho accettato.
> Poi pensavo che durante la notte avrei avuto ore libere per studiare e leggere ció che volevo. E nel tardo pomeriggio imparare altre cose.
>
> Alla fine peró viene fuori che sarebbero solo due notti a settimana, eccezionalmente tre. E gli altri tre giorni dovrei fare il portinaio all'università.Questa cosa proprio non mi è andata giú e mi ha scazzato molto.
>
> Mi sono iscritto all'università ben 5 volte e ho dovuto abbandonarla perché non avevo i soldi e adesso dovrei tornarci come un portinaio? Questa umiliazione mi manderebbe in tilt il cervello.
>
> Quindi che senso avrebbe lavorare solo due notti a settimana?
>
> Alla fine ho manifestato le mie rimostranze e abbiamo concordato di lavorare un solo mese per 5 notti a settimana, manderanno in ferie uno. Ma finito il mese o accetto di lavorare due notti a settimana o accetto di fare il portinaio all'uni (e non voglio farlo) o lascio il lavoro e o torno a fare il rider e il pizzaiolo o con una esperienza sul CV mi cerco un altro lavoro da concierge magari riprendendo le lingue.Magari in un hotel piú prestigioso.
>
> Tenendo conto che loro vorrebbero farmi lavorare due notti e tre giorni. Mi pare una tortura.
> Dovrei finire il lavoro alle 7 di mattina, tornare a casa alle 8 e prendere sonno alle 9. Il giorno dopo a che ora pensate che ci si possa svegliare se uno dorme alle 9? Come minimo alle 16, normalmente anche dopo.
>
> Credo che loro vorrebbero farmi lavorare dalle 12 o 13 o 14.
> Chi me la farebbe fare di accettare questa tortura?
>
> Bah dopotutto avere un mese di esperienza da concierge in hotel potrebbe aprirmi delle altre occasioni anche in altre città.Quindi sto mese ho accettato.Certo lavorare sapendo che dopo un mese finirà tutto mi ha fatto calare molto l'entusiasmo iniziale.
Intanto fatti sto mese. Io sto lavorando per un anno sapendo che dopo tutto finirà.
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Non Autenticato
il 2024-03-10 03:56:53.0 alle 2024-03-10 03:56:53.0
Adesso un mio "amico", praticamente quella legera con cui andavo a ballare mi chiama e mi dice che ci sarebbe un lavoro su misura per me e che dovrei provarlo.
Praticamente sarebbe un lavoro da concierge notturno in un hotel.
Io stavo facendo il rider e mi apprestavo a iniziare a fare il pizzaiolo.
Mi si é presentato questo lavoro e dovevo pensare se potesse essermi utile.
Credo che il mio amico fosse interessato e abbia proposto al suo capo di trovare una persona per questo ruolo in cambio di una provvigione.
Ci ho un attimo pensato e mi sembrava che mi stesse deviando troppo dai miei progetti.
Alla fine peró sono andato al colloquio ho fatto tre sere di affiancamento e ho lavorato una sera da solo lì.
Credevo che fosse 5 giorni a settimana per 1600 euro.
Questa cifra mi faceva gola.Per questo ho accettato.
Poi pensavo che durante la notte avrei avuto ore libere per studiare e leggere ció che volevo. E nel tardo pomeriggio imparare altre cose.
Alla fine peró viene fuori che sarebbero solo due notti a settimana, eccezionalmente tre. E gli altri tre giorni dovrei fare il portinaio all'università.Questa cosa proprio non mi è andata giú e mi ha scazzato molto.
Mi sono iscritto all'università ben 5 volte e ho dovuto abbandonarla perché non avevo i soldi e adesso dovrei tornarci come un portinaio? Questa umiliazione mi manderebbe in tilt il cervello.
Quindi che senso avrebbe lavorare solo due notti a settimana?
Alla fine ho manifestato le mie rimostranze e abbiamo concordato di lavorare un solo mese per 5 notti a settimana, manderanno in ferie uno. Ma finito il mese o accetto di lavorare due notti a settimana o accetto di fare il portinaio all'uni (e non voglio farlo) o lascio il lavoro e o torno a fare il rider e il pizzaiolo o con una esperienza sul CV mi cerco un altro lavoro da concierge magari riprendendo le lingue.Magari in un hotel piú prestigioso.
Tenendo conto che loro vorrebbero farmi lavorare due notti e tre giorni. Mi pare una tortura.
Dovrei finire il lavoro alle 7 di mattina, tornare a casa alle 8 e prendere sonno alle 9. Il giorno dopo a che ora pensate che ci si possa svegliare se uno dorme alle 9? Come minimo alle 16, normalmente anche dopo.
Credo che loro vorrebbero farmi lavorare dalle 12 o 13 o 14.
Chi me la farebbe fare di accettare questa tortura?
Bah dopotutto avere un mese di esperienza da concierge in hotel potrebbe aprirmi delle altre occasioni anche in altre città.Quindi sto mese ho accettato.Certo lavorare sapendo che dopo un mese finirà tutto mi ha fatto calare molto l'entusiasmo iniziale.
Praticamente sarebbe un lavoro da concierge notturno in un hotel.
Io stavo facendo il rider e mi apprestavo a iniziare a fare il pizzaiolo.
Mi si é presentato questo lavoro e dovevo pensare se potesse essermi utile.
Credo che il mio amico fosse interessato e abbia proposto al suo capo di trovare una persona per questo ruolo in cambio di una provvigione.
Ci ho un attimo pensato e mi sembrava che mi stesse deviando troppo dai miei progetti.
Alla fine peró sono andato al colloquio ho fatto tre sere di affiancamento e ho lavorato una sera da solo lì.
Credevo che fosse 5 giorni a settimana per 1600 euro.
Questa cifra mi faceva gola.Per questo ho accettato.
Poi pensavo che durante la notte avrei avuto ore libere per studiare e leggere ció che volevo. E nel tardo pomeriggio imparare altre cose.
Alla fine peró viene fuori che sarebbero solo due notti a settimana, eccezionalmente tre. E gli altri tre giorni dovrei fare il portinaio all'università.Questa cosa proprio non mi è andata giú e mi ha scazzato molto.
Mi sono iscritto all'università ben 5 volte e ho dovuto abbandonarla perché non avevo i soldi e adesso dovrei tornarci come un portinaio? Questa umiliazione mi manderebbe in tilt il cervello.
Quindi che senso avrebbe lavorare solo due notti a settimana?
Alla fine ho manifestato le mie rimostranze e abbiamo concordato di lavorare un solo mese per 5 notti a settimana, manderanno in ferie uno. Ma finito il mese o accetto di lavorare due notti a settimana o accetto di fare il portinaio all'uni (e non voglio farlo) o lascio il lavoro e o torno a fare il rider e il pizzaiolo o con una esperienza sul CV mi cerco un altro lavoro da concierge magari riprendendo le lingue.Magari in un hotel piú prestigioso.
Tenendo conto che loro vorrebbero farmi lavorare due notti e tre giorni. Mi pare una tortura.
Dovrei finire il lavoro alle 7 di mattina, tornare a casa alle 8 e prendere sonno alle 9. Il giorno dopo a che ora pensate che ci si possa svegliare se uno dorme alle 9? Come minimo alle 16, normalmente anche dopo.
Credo che loro vorrebbero farmi lavorare dalle 12 o 13 o 14.
Chi me la farebbe fare di accettare questa tortura?
Bah dopotutto avere un mese di esperienza da concierge in hotel potrebbe aprirmi delle altre occasioni anche in altre città.Quindi sto mese ho accettato.Certo lavorare sapendo che dopo un mese finirà tutto mi ha fatto calare molto l'entusiasmo iniziale.
Musica
Nei commenti 
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Nice symphony, but the video is terrible. Each movement is interrupted before the end. I was listening to this with my son and he cried at the end of each movement. I told him that I will buy a copy for him from the african vendors of Milano.
It's more frustrating than a sexual act interrupted in the middle.

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Nice symphony, but the video is terrible. Each movement is interrupted before the end. I was listening to this with my son and he cried at the end of each movement. I told him that I will buy a copy for him from the african vendors of Milano.
It's more frustrating than a sexual act interrupted in the middle.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-03-10 03:03:16.0 alle 2024-03-10 03:03:16.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
> > >
> > > In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
> > >
> > > Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
> > >
> > > Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> > > Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
> > >
> > >
> > > Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
> > >
> > > Il mio commento.
> > >
> > > Mattia
> > >
> > > -------------------
> > >
> > > I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
> > >
> > > Le ragioni:
> > >
> > > 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
> > >
> > > 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
> > >
> > > 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
> > >
> > > 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
> > >
> > > 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
> > >
> > >
> > > Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
> > >
> > >
> > > -------------------
> > >
> > >
> > >
> > > Boldrin
> > > -------------------
> > >
> > > Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
> > >
> > > No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
> > >
> > > Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
> > >
> > > Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
> > >
> > > Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
> > >
> > > -------------------
> > >
> > >
> > >
> > > Mattia
> > > -------------------
> > >
> > > il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> > > Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
> > >
> > > La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> > > In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> > > Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
> > >
> > > Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> > > Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> > > Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> > > Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
> > >
> > > I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> > > Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
> > >
> > > Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> > > Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> >
> > A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
> >
> > Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo.
>
> Certo, affittare spazi pubblici creati e mantenuti con i soldi dei contribuenti è normalissimo, soprattutto ad associazioni non a scopo di lucro.
Non ho capito il ragionamento. Ritieni che dovrebbe concederle gratis o che non dovrebbe proprio darle in uso, in nessuna forma?
> > Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
> > Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
>
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
> > >
> > > In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
> > >
> > > Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
> > >
> > > Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> > > Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
> > >
> > >
> > > Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
> > >
> > > Il mio commento.
> > >
> > > Mattia
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> > >
> > > I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
> > >
> > > Le ragioni:
> > >
> > > 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
> > >
> > > 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
> > >
> > > 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
> > >
> > > 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
> > >
> > > 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
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> > >
> > > Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
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> > > Boldrin
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> > >
> > > Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
> > >
> > > No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
> > >
> > > Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
> > >
> > > Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
> > >
> > > Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
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> > > Mattia
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> > > il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> > > Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
> > >
> > > La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> > > In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> > > Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
> > >
> > > Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> > > Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> > > Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> > > Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
> > >
> > > I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> > > Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
> > >
> > > Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> > > Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
> > >
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> > A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
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> > Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo.
>
> Certo, affittare spazi pubblici creati e mantenuti con i soldi dei contribuenti è normalissimo, soprattutto ad associazioni non a scopo di lucro.
Non ho capito il ragionamento. Ritieni che dovrebbe concederle gratis o che non dovrebbe proprio darle in uso, in nessuna forma?
> > Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
> > Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
>
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il 2024-03-10 03:00:49.0 alle 2024-03-10 03:00:49.0
> Qualcuno me lo spiega?
Credo succeda quando lavori nello stesso campo in cui studi, come accade a certi studenti di ingegneria.
Poi dipende dalle caratteristiche individuali. Io per esempio trovo difficoltà a lavorare anche se non sto studiando. A me piace pensare - questo è il punto che nessuno capisce - e il lavoro stanca lasciando poco tempo per pensare.
Credo succeda quando lavori nello stesso campo in cui studi, come accade a certi studenti di ingegneria.
Poi dipende dalle caratteristiche individuali. Io per esempio trovo difficoltà a lavorare anche se non sto studiando. A me piace pensare - questo è il punto che nessuno capisce - e il lavoro stanca lasciando poco tempo per pensare.
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
Musica
Lo sapete che in Italia c'è un rapper che si fa chiamare Salmo?
Bhe, io l'unico salmo che ascolto è quello di Mendelssohn.
Questo pezzo farà ascendere il vostro spirito come un palloncino di elio!
Mendelssohn - Op. 51 - Psalm 114: Da Israel aus Ägypten zog (1839):
00:03 I. Da Israel aus Ägypten zog
02:02 II. Das Meer sah und floh
04:42 III. Was war dir, du Meer, dass du flohest
06:04 IV. Vor dem Herrn bebte die Erde
Bhe, io l'unico salmo che ascolto è quello di Mendelssohn.
Questo pezzo farà ascendere il vostro spirito come un palloncino di elio!
Mendelssohn - Op. 51 - Psalm 114: Da Israel aus Ägypten zog (1839):
00:03 I. Da Israel aus Ägypten zog
02:02 II. Das Meer sah und floh
04:42 III. Was war dir, du Meer, dass du flohest
06:04 IV. Vor dem Herrn bebte die Erde
Musica
People obsessed by categories: "Soundtracks are not classical music!!!"
https://www.good-music-guide.com/community/index.p...
The purpose of giving names to different kinds of music is to understand, more or less, what to expect from a musical work, but there are people in the classical music world who are literally obsessed with categories, as if it was possible to scientifically determine the genre of a musical work.
Well, it's not possible: as soon as you formulate a rule to determine if something is classical music or not, someone will give you an example of a work that doesn't fit the rule.
Some examples here below.
Two days ago I listened to a contemporary violin concerto (2017) in Youtube and I read this comment below the video.
------------
He is writing in the style of modern film music..... this is not classical, just listen to the last movement blasting I - V - vi - IV. That is called instant gratification, which is how pop music works.
------------
Basically, what this guy wrote, is that in classical music should be forbidden to use determined chord progressions.
If you use I - V - vi - IV, your musical work should be expelled from the genre.
Furthermore he speaks about film music as if it was a different genre in respect to classical music, while in reality the style of many soundtracks is so close to the neoromantic music of the 20th Century that it makes sense to label them as "classical music".
For example, listen to this movement of Joly Braga Santos between 00:38 and 01:52 and tell me that it doesn't sound exactly like the opening of an american movie, maybe with the score written by John Williams!
I call this "american neoromanticism": I think that this style was born with the Symphony No. 9 of Dvorak in 1893 and that while some composers at the beginning of the 20th century were experimenting dissonance, other composers were developing this new kind of romantic style music, which became the standard in soundtracks of american films, probably because it transmits a sense of "adventure".
I'm not sure about this, as I'm not a musicologist and I've never read books about musicology: perhaps I should open a discussion about this.
So, why do many people reject the classification of american neoromantic soundtracks as classical music, when this style is clearily born inside classical music?
Other people obsessed by categories follow different paths to exclude classical-style soundtracks from classical music, for example this article written in a musical blog of the newspaper "theguardian.com": https://www.theguardian.com/music/musicblog/2008/a...
Basically, this guy was angry because Classic FM promotes classical-style soundtracks.
After he has established for everyone of us that the soundtracks of Morricone are good music while the soundtracks of Hans Zimmer are bad music (as if he was any kind of authority to decide what is good and what is not good... he doesn't provide any argument to explain why Hans Zimmer sucks), he says that soundtracks can not be considered classical music because while soundtracks are composed to accompany pictures, classical music is an abstract art form designed to provoke a truly subjective response in each of its listeners.
As I wrote above, everytime you try to find a rule that makes something classical or that excludes something from classical music, someone will give you an example of a work categorized as classical music that doesn't fit that rule, but in this case the error is huge, because there are entire subgenres of classical music that are intended to accompany images: opera and incidental music.
Classical soundtracks are nothing else than a subcategory of classical incidental music, which can be divided between:
- Classical incidental music for theatre (for example "A Midsummer Night's Dream" of Mendelssohn)
- Classical incidental music for cinema and TV (for example "Star Wars" of John Williams or "The Lion King" of Hans Zimmer)
- Classical incidental music for videogames (for example "King Bowser" of Super Mario Galaxy)
"So, W.A. Mozart, this is all you have? Do you open a discussion only for the bullshit of two people in the web?"
Well, no. I've already disussed this argument in other classical music forums, and perhaps the 50% of the users had to make sure that classical-style soundtracks won't be classified as classical music.
The people obsessed by categories are a lot in the classical music world: I only provided two examples because I can not discuss every single examples.
So, I'll simply discuss about arguments that often come out.
Other people say that what makes music classical is that it's not composed or played for commercial purposes and that since soundtracks are composed for commercial pruposes they are not classical music. This is an other big error, because many (most?) highly celebrated composers of classical music created music for money.
As a side note, I'll also tell you that I think that the idea that commercial music is of a lower quality is absurd, because professional composers can dedicate their full time to music and, as a result, we can imagine that they reach a high level of craftmanship that it's difficult to reach if you have to dedicate most hours of your time to other activities).
Not surprinsingly, Mozart and Beethoven were professional composers.
A variation of this argument is that something is classical music only if the composer is free to write whatever he wants and that if the there is a client who tells you that he expects to receive X, X will be not classical music.
Basically, the idea is that in classical music there is not someone who puts his nose in your work, and since the works of the composers of soundtracks must be approved by the directors, the product will not be classical music.
So, what about the String Quartet No. 13 of Beethoven?
https://en.wikipedia.org/wiki/Grosse_Fuge 
---------------
The Grosse Fuge was originally composed as the final movement of Beethoven's Quartet No. 13 in B♭ major, Op. 130, written in 1825; but Beethoven's publisher was concerned about the dismal commercial prospects of the piece and wanted the composer to replace the fugue with a new finale. Beethoven complied, and the Grosse Fuge was published as a separate work in 1827 as Op. 133
---------------
Regarding Beethoven, I could also mention that he had to recompose parts of his incidental music for Ruins of Athens because someone else changed the lyrics.
What about Mozart? The Emperor wanted to eliminate his ballet in "Le Nozze di Figaro". A the end he didn't, but this example shows us that the public authorities had the controls of arts in the classical period.
Now, if someone told me that the industry in the modern capitalism is more business/profit oriented and that the freedom of soundtrack composers is even more restricted in respect to the one of the old composers, I might understand the argument (although the notion should be seriously verified), but really... how do you determine where is the line? Which is the point from which the music stops to be classical because there are too many intrusions in the artistic work of the composer? Where is the point from which the intrusions become "too many"?
If it was a binary matter, 1 or 0, like "Beethoven and Mozart wrote music for themselves and they didn't receive money, while John Williams receives a lot of money from a big business-profit oriented industry", the distinction would make sense... but this doesn't describe the reality.
Basically, if we decided that classical music is not commercial music, we should eliminate the music of Mozart and Beethoven from classical music.
An other argument is that classical music is the music that has passed the test of time, but since the existence of contemporary classical music is recognized, this is an other huge error.
Furthermore I might ask: is the music of the the high numbers of the forgotten classical music composers not classical?
That poor man who has composed the spurious Violin Concerto No. 6 of Mozart, Johann Friedrich Eck, has not even a wikipedia page.
Does anyone thinks that this is not classical music?
Finally, someone told me that since soundtracks don't follow the forms of classical music (such as the sonata-form), they are not classical music.
The problem of this argument is that even classical music doesn't follows the forms of classical music.
In the classical period and at the beginning of the romantic period the composers used to follow a well-defined sonata-form, but later the form was broken and it became a very generic thing, like "write some themes and some development around them", and since the generic sonata-form (theme + developments) is also used in soundtracks, why can't we not say that even soundtracks follow the forms of classical music?
In conclusion, don't try to find mathematical rules to determine if something is classical music or not.
Whether something is classical music, jazz, rock, whatever... is determined by the istinct, by our subjective perception.
So, if most people who have to label musical works agree about the fact that the music of John Williams is classical, his music will be categorized as "classical". It's easy!
Here below examples of websites that consider soundtracks as a form of classical music.
https://www.allmusic.com/genre/classical-ma0000002...
https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_classical_mu... 
https://www.prestomusic.com/classical/genres
https://rateyourmusic.com/genre/cinematic-classica...
https://halloffame.classicfm.com/2023/
Since the classification is subjective and not objective, determined by our istinct, we might not agree about the classification of one musical work... so what? Is it so important to determine if something is classical music or not?
Some people are even obsessed with the distinction between popular music and classical music, as if they had to be rigidly separated categories, but this was not the spirit of the great composers.
In the Symphony No. 9, Dvorak borrow elements from american folk music.
The people obsessed by categories think that the contemporary classical music must be completely separated from popular music and that if a composer borrows elements from the popular music of today, his music must be not considered classical.
So, why don't they ask to expel the Symphony 9 of Dovrak from classical music? And why should the freedom of the contemporary classical composers be so restricted if this dumb rule didn't make any sense in the eyes of composers who have made the history of classical music?
https://www.good-music-guide.com/community/index.p...

The purpose of giving names to different kinds of music is to understand, more or less, what to expect from a musical work, but there are people in the classical music world who are literally obsessed with categories, as if it was possible to scientifically determine the genre of a musical work.
Well, it's not possible: as soon as you formulate a rule to determine if something is classical music or not, someone will give you an example of a work that doesn't fit the rule.
Some examples here below.
Two days ago I listened to a contemporary violin concerto (2017) in Youtube and I read this comment below the video.
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He is writing in the style of modern film music..... this is not classical, just listen to the last movement blasting I - V - vi - IV. That is called instant gratification, which is how pop music works.
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Basically, what this guy wrote, is that in classical music should be forbidden to use determined chord progressions.
If you use I - V - vi - IV, your musical work should be expelled from the genre.
Furthermore he speaks about film music as if it was a different genre in respect to classical music, while in reality the style of many soundtracks is so close to the neoromantic music of the 20th Century that it makes sense to label them as "classical music".
For example, listen to this movement of Joly Braga Santos between 00:38 and 01:52 and tell me that it doesn't sound exactly like the opening of an american movie, maybe with the score written by John Williams!
I call this "american neoromanticism": I think that this style was born with the Symphony No. 9 of Dvorak in 1893 and that while some composers at the beginning of the 20th century were experimenting dissonance, other composers were developing this new kind of romantic style music, which became the standard in soundtracks of american films, probably because it transmits a sense of "adventure".
I'm not sure about this, as I'm not a musicologist and I've never read books about musicology: perhaps I should open a discussion about this.
So, why do many people reject the classification of american neoromantic soundtracks as classical music, when this style is clearily born inside classical music?
Other people obsessed by categories follow different paths to exclude classical-style soundtracks from classical music, for example this article written in a musical blog of the newspaper "theguardian.com": https://www.theguardian.com/music/musicblog/2008/a...

Basically, this guy was angry because Classic FM promotes classical-style soundtracks.
After he has established for everyone of us that the soundtracks of Morricone are good music while the soundtracks of Hans Zimmer are bad music (as if he was any kind of authority to decide what is good and what is not good... he doesn't provide any argument to explain why Hans Zimmer sucks), he says that soundtracks can not be considered classical music because while soundtracks are composed to accompany pictures, classical music is an abstract art form designed to provoke a truly subjective response in each of its listeners.
As I wrote above, everytime you try to find a rule that makes something classical or that excludes something from classical music, someone will give you an example of a work categorized as classical music that doesn't fit that rule, but in this case the error is huge, because there are entire subgenres of classical music that are intended to accompany images: opera and incidental music.
Classical soundtracks are nothing else than a subcategory of classical incidental music, which can be divided between:
- Classical incidental music for theatre (for example "A Midsummer Night's Dream" of Mendelssohn)
- Classical incidental music for cinema and TV (for example "Star Wars" of John Williams or "The Lion King" of Hans Zimmer)
- Classical incidental music for videogames (for example "King Bowser" of Super Mario Galaxy)
"So, W.A. Mozart, this is all you have? Do you open a discussion only for the bullshit of two people in the web?"
Well, no. I've already disussed this argument in other classical music forums, and perhaps the 50% of the users had to make sure that classical-style soundtracks won't be classified as classical music.
The people obsessed by categories are a lot in the classical music world: I only provided two examples because I can not discuss every single examples.
So, I'll simply discuss about arguments that often come out.
Other people say that what makes music classical is that it's not composed or played for commercial purposes and that since soundtracks are composed for commercial pruposes they are not classical music. This is an other big error, because many (most?) highly celebrated composers of classical music created music for money.
As a side note, I'll also tell you that I think that the idea that commercial music is of a lower quality is absurd, because professional composers can dedicate their full time to music and, as a result, we can imagine that they reach a high level of craftmanship that it's difficult to reach if you have to dedicate most hours of your time to other activities).
Not surprinsingly, Mozart and Beethoven were professional composers.
A variation of this argument is that something is classical music only if the composer is free to write whatever he wants and that if the there is a client who tells you that he expects to receive X, X will be not classical music.
Basically, the idea is that in classical music there is not someone who puts his nose in your work, and since the works of the composers of soundtracks must be approved by the directors, the product will not be classical music.
So, what about the String Quartet No. 13 of Beethoven?

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The Grosse Fuge was originally composed as the final movement of Beethoven's Quartet No. 13 in B♭ major, Op. 130, written in 1825; but Beethoven's publisher was concerned about the dismal commercial prospects of the piece and wanted the composer to replace the fugue with a new finale. Beethoven complied, and the Grosse Fuge was published as a separate work in 1827 as Op. 133
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Regarding Beethoven, I could also mention that he had to recompose parts of his incidental music for Ruins of Athens because someone else changed the lyrics.
What about Mozart? The Emperor wanted to eliminate his ballet in "Le Nozze di Figaro". A the end he didn't, but this example shows us that the public authorities had the controls of arts in the classical period.
Now, if someone told me that the industry in the modern capitalism is more business/profit oriented and that the freedom of soundtrack composers is even more restricted in respect to the one of the old composers, I might understand the argument (although the notion should be seriously verified), but really... how do you determine where is the line? Which is the point from which the music stops to be classical because there are too many intrusions in the artistic work of the composer? Where is the point from which the intrusions become "too many"?
If it was a binary matter, 1 or 0, like "Beethoven and Mozart wrote music for themselves and they didn't receive money, while John Williams receives a lot of money from a big business-profit oriented industry", the distinction would make sense... but this doesn't describe the reality.
Basically, if we decided that classical music is not commercial music, we should eliminate the music of Mozart and Beethoven from classical music.
An other argument is that classical music is the music that has passed the test of time, but since the existence of contemporary classical music is recognized, this is an other huge error.
Furthermore I might ask: is the music of the the high numbers of the forgotten classical music composers not classical?
That poor man who has composed the spurious Violin Concerto No. 6 of Mozart, Johann Friedrich Eck, has not even a wikipedia page.
Does anyone thinks that this is not classical music?
Finally, someone told me that since soundtracks don't follow the forms of classical music (such as the sonata-form), they are not classical music.
The problem of this argument is that even classical music doesn't follows the forms of classical music.
In the classical period and at the beginning of the romantic period the composers used to follow a well-defined sonata-form, but later the form was broken and it became a very generic thing, like "write some themes and some development around them", and since the generic sonata-form (theme + developments) is also used in soundtracks, why can't we not say that even soundtracks follow the forms of classical music?
In conclusion, don't try to find mathematical rules to determine if something is classical music or not.
Whether something is classical music, jazz, rock, whatever... is determined by the istinct, by our subjective perception.
So, if most people who have to label musical works agree about the fact that the music of John Williams is classical, his music will be categorized as "classical". It's easy!
Here below examples of websites that consider soundtracks as a form of classical music.
https://www.allmusic.com/genre/classical-ma0000002...


https://www.prestomusic.com/classical/genres

https://rateyourmusic.com/genre/cinematic-classica...

https://halloffame.classicfm.com/2023/

Since the classification is subjective and not objective, determined by our istinct, we might not agree about the classification of one musical work... so what? Is it so important to determine if something is classical music or not?
Some people are even obsessed with the distinction between popular music and classical music, as if they had to be rigidly separated categories, but this was not the spirit of the great composers.
In the Symphony No. 9, Dvorak borrow elements from american folk music.
The people obsessed by categories think that the contemporary classical music must be completely separated from popular music and that if a composer borrows elements from the popular music of today, his music must be not considered classical.
So, why don't they ask to expel the Symphony 9 of Dovrak from classical music? And why should the freedom of the contemporary classical composers be so restricted if this dumb rule didn't make any sense in the eyes of composers who have made the history of classical music?
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-03-09 03:35:37.0 alle 2024-03-09 03:35:37.0
Qualcuno me lo spiega?
Scritto da
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il 2024-03-09 02:50:45.0 alle 2024-03-09 02:50:45.0
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> > > > > > > Scritto da:
> > > > > > > > > Quale è un difetto, o il difetto peggiore.
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Quale è un segno di debolezza?
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > L'eiaculazione precoce credo che sia sintomo di debolezza.
> > > > > > > > > Negli animali ne é affetto l'animale debole che teme i predatori.
> > > > > > > > > Durante l'amplesso non ci si può difendere, quindi se si é deboli sarebbe meglio che durasse poco.
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > L'eiaculazione ritardata invece dovrebbe essere il contrario no?
> > > > > > > > > L'uomo che non teme nessuno potrebbe anche intrattenersi a lungo nel rapporto senza che una volta sopraggiunti i predatori si trovi in difficoltà.Quindi dovrebbe essere un segno di forza. O no?
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Un uomo che dura un'ora come é giudicato da una donna?
> > > > > > > >
> > > > > > > > Non mi sembra il tipo di ragionamento che farebbe un medico
> > > > > > > >
> > > > > > > > Prova a ragionarci sopra in modo scientifico, evolutivo. La logica della natura...
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > Che raramente si feconda alla prima, se la femmina gode poco alla seconda non ritorna piú.
> > > > > > >
> > > > > > > Durare tanto implica una maggiore probabilità che la femmina torni essendo stata lungamente appagata. Poi lei non teme i predatori se sa che c'é un maschio che non li teme e la protegge.
> > > > > >
> > > > > > Ma in un'ottica scopa e fuggi come nell'antico stato di natura, l'eiaculazione precoce è avvantaggiata.
> > > > >
> > > > > Solo i deboli hanno bisogno di fuggire..
> > > >
> > > > Che senso ha sta risposta?
> > >
> > > Perché se decade la necessità di fuggire durare di piú é vantaggioso. Fa tornare la femmina.
> >
> > Quasi nessun animale ha un tale rapporto con una femmina, come pure molti esseri umani.
>
> Gli umani sì.
Alcuni.
> Gli animali non so, ci devo pensare.
> Scritto da:
> > Scritto da:
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> > > > > > > > > Quale è un difetto, o il difetto peggiore.
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Quale è un segno di debolezza?
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > L'eiaculazione precoce credo che sia sintomo di debolezza.
> > > > > > > > > Negli animali ne é affetto l'animale debole che teme i predatori.
> > > > > > > > > Durante l'amplesso non ci si può difendere, quindi se si é deboli sarebbe meglio che durasse poco.
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > L'eiaculazione ritardata invece dovrebbe essere il contrario no?
> > > > > > > > > L'uomo che non teme nessuno potrebbe anche intrattenersi a lungo nel rapporto senza che una volta sopraggiunti i predatori si trovi in difficoltà.Quindi dovrebbe essere un segno di forza. O no?
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Un uomo che dura un'ora come é giudicato da una donna?
> > > > > > > >
> > > > > > > > Non mi sembra il tipo di ragionamento che farebbe un medico
> > > > > > > >
> > > > > > > > Prova a ragionarci sopra in modo scientifico, evolutivo. La logica della natura...
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > Che raramente si feconda alla prima, se la femmina gode poco alla seconda non ritorna piú.
> > > > > > >
> > > > > > > Durare tanto implica una maggiore probabilità che la femmina torni essendo stata lungamente appagata. Poi lei non teme i predatori se sa che c'é un maschio che non li teme e la protegge.
> > > > > >
> > > > > > Ma in un'ottica scopa e fuggi come nell'antico stato di natura, l'eiaculazione precoce è avvantaggiata.
> > > > >
> > > > > Solo i deboli hanno bisogno di fuggire..
> > > >
> > > > Che senso ha sta risposta?
> > >
> > > Perché se decade la necessità di fuggire durare di piú é vantaggioso. Fa tornare la femmina.
> >
> > Quasi nessun animale ha un tale rapporto con una femmina, come pure molti esseri umani.
>
> Gli umani sì.
Alcuni.
> Gli animali non so, ci devo pensare.
Politica
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Non Autenticato
il 2024-03-08 10:37:29.0 alle 2024-03-08 10:37:29.0
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
> >
> > In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
> >
> > Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
> >
> > Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> > Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
> >
> >
> > Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
> >
> > Il mio commento.
> >
> > Mattia
> >
> > -------------------
> >
> > I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
> >
> > Le ragioni:
> >
> > 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
> >
> > 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
> >
> > 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
> >
> > 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
> >
> > 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
> >
> >
> > Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
> >
> >
> > -------------------
> >
> >
> >
> > Boldrin
> > -------------------
> >
> > Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
> >
> > No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
> >
> > Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
> >
> > Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
> >
> > Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
> >
> > -------------------
> >
> >
> >
> > Mattia
> > -------------------
> >
> > il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> > Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
> >
> > La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> > In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> > Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
> >
> > Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> > Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> > Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> > Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
> >
> > I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> > Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
> >
> > Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> > Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
> >
> >
> >
> >
> >
>
> A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
>
> Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo.
Certo, affittare spazi pubblici creati e mantenuti con i soldi dei contribuenti è normalissimo, soprattutto ad associazioni non a scopo di lucro.
> Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
> Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
> Scritto da: Mattia
> > Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
> >
> > In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
> >
> > Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
> >
> > Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> > Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
> >
> >
> > Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
> >
> > Il mio commento.
> >
> > Mattia
> >
> > -------------------
> >
> > I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
> >
> > Le ragioni:
> >
> > 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
> >
> > 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
> >
> > 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
> >
> > 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
> >
> > 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
> >
> >
> > Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
> >
> >
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> >
> >
> >
> > Boldrin
> > -------------------
> >
> > Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
> >
> > No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
> >
> > Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
> >
> > Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
> >
> > Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
> >
> > -------------------
> >
> >
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> > Mattia
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> >
> > il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> > Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
> >
> > La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> > In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> > Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
> >
> > Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> > Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> > Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> > Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
> >
> > I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> > Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
> >
> > Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> > Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
> >
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> A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
>
> Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo.
Certo, affittare spazi pubblici creati e mantenuti con i soldi dei contribuenti è normalissimo, soprattutto ad associazioni non a scopo di lucro.
> Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
> Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-03-08 04:00:53.0 alle 2024-03-08 04:00:53.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da:
> > > > > > Scritto da:
> > > > > > > > Quale è un difetto, o il difetto peggiore.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Quale è un segno di debolezza?
> > > > > > > >
> > > > > > > > L'eiaculazione precoce credo che sia sintomo di debolezza.
> > > > > > > > Negli animali ne é affetto l'animale debole che teme i predatori.
> > > > > > > > Durante l'amplesso non ci si può difendere, quindi se si é deboli sarebbe meglio che durasse poco.
> > > > > > > >
> > > > > > > > L'eiaculazione ritardata invece dovrebbe essere il contrario no?
> > > > > > > > L'uomo che non teme nessuno potrebbe anche intrattenersi a lungo nel rapporto senza che una volta sopraggiunti i predatori si trovi in difficoltà.Quindi dovrebbe essere un segno di forza. O no?
> > > > > > > >
> > > > > > > > Un uomo che dura un'ora come é giudicato da una donna?
> > > > > > >
> > > > > > > Non mi sembra il tipo di ragionamento che farebbe un medico
> > > > > > >
> > > > > > > Prova a ragionarci sopra in modo scientifico, evolutivo. La logica della natura...
> > > > > > >
> > > > > >
> > > > > > Che raramente si feconda alla prima, se la femmina gode poco alla seconda non ritorna piú.
> > > > > >
> > > > > > Durare tanto implica una maggiore probabilità che la femmina torni essendo stata lungamente appagata. Poi lei non teme i predatori se sa che c'é un maschio che non li teme e la protegge.
> > > > >
> > > > > Ma in un'ottica scopa e fuggi come nell'antico stato di natura, l'eiaculazione precoce è avvantaggiata.
> > > >
> > > > Solo i deboli hanno bisogno di fuggire..
> > >
> > > Che senso ha sta risposta?
> >
> > Perché se decade la necessità di fuggire durare di piú é vantaggioso. Fa tornare la femmina.
>
> Quasi nessun animale ha un tale rapporto con una femmina, come pure molti esseri umani.
Gli umani sì.
Gli animali non so, ci devo pensare.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da:
> > > > > > Scritto da:
> > > > > > > > Quale è un difetto, o il difetto peggiore.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Quale è un segno di debolezza?
> > > > > > > >
> > > > > > > > L'eiaculazione precoce credo che sia sintomo di debolezza.
> > > > > > > > Negli animali ne é affetto l'animale debole che teme i predatori.
> > > > > > > > Durante l'amplesso non ci si può difendere, quindi se si é deboli sarebbe meglio che durasse poco.
> > > > > > > >
> > > > > > > > L'eiaculazione ritardata invece dovrebbe essere il contrario no?
> > > > > > > > L'uomo che non teme nessuno potrebbe anche intrattenersi a lungo nel rapporto senza che una volta sopraggiunti i predatori si trovi in difficoltà.Quindi dovrebbe essere un segno di forza. O no?
> > > > > > > >
> > > > > > > > Un uomo che dura un'ora come é giudicato da una donna?
> > > > > > >
> > > > > > > Non mi sembra il tipo di ragionamento che farebbe un medico
> > > > > > >
> > > > > > > Prova a ragionarci sopra in modo scientifico, evolutivo. La logica della natura...
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> > > > > > Che raramente si feconda alla prima, se la femmina gode poco alla seconda non ritorna piú.
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> > > > > > Durare tanto implica una maggiore probabilità che la femmina torni essendo stata lungamente appagata. Poi lei non teme i predatori se sa che c'é un maschio che non li teme e la protegge.
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> > > > > Ma in un'ottica scopa e fuggi come nell'antico stato di natura, l'eiaculazione precoce è avvantaggiata.
> > > >
> > > > Solo i deboli hanno bisogno di fuggire..
> > >
> > > Che senso ha sta risposta?
> >
> > Perché se decade la necessità di fuggire durare di piú é vantaggioso. Fa tornare la femmina.
>
> Quasi nessun animale ha un tale rapporto con una femmina, come pure molti esseri umani.
Gli umani sì.
Gli animali non so, ci devo pensare.
Black Woman Destroys White Privilege Myth
Ad
https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"
Politica
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
> >
> > In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
> >
> > Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
> >
> > Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> > Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
> >
> >
> > Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
> >
> > Il mio commento.
> >
> > Mattia
> >
> > -------------------
> >
> > I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
> >
> > Le ragioni:
> >
> > 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
> >
> > 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
> >
> > 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
> >
> > 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
> >
> > 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
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> >
> > Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
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> > Boldrin
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> > Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
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> > No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
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> > Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
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> > Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
> >
> > Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
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> > Mattia
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> > il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> > Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
> >
> > La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> > In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> > Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
> >
> > Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> > Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> > Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> > Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
> >
> > I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> > Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
> >
> > Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> > Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
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>
> A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
>
> Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo. Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
> Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
Nel commento di Boldrin.
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Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
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Non ti fa schifo che venga distrutto cibo per fare in modo che i prezzi non scendano?
> Scritto da: Mattia
> > Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
> >
> > In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
> >
> > Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
> >
> > Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> > Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
> >
> >
> > Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
> >
> > Il mio commento.
> >
> > Mattia
> >
> > -------------------
> >
> > I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
> >
> > Le ragioni:
> >
> > 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
> >
> > 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
> >
> > 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
> >
> > 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
> >
> > 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
> >
> >
> > Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
> >
> >
> > -------------------
> >
> >
> >
> > Boldrin
> > -------------------
> >
> > Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
> >
> > No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
> >
> > Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
> >
> > Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
> >
> > Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
> >
> > -------------------
> >
> >
> >
> > Mattia
> > -------------------
> >
> > il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> > Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
> >
> > La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> > In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> > Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
> >
> > Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> > Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> > Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> > Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
> >
> > I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> > Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
> >
> > Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> > Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
> >
> >
> >
> >
> >
>
> A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
>
> Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo. Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
> Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
Nel commento di Boldrin.
--------
Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
--------
Non ti fa schifo che venga distrutto cibo per fare in modo che i prezzi non scendano?
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-03-08 02:00:20.0 alle 2024-03-08 02:00:20.0
L'hai ancora il gengicane?
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-03-08 01:50:00.0 alle 2024-03-08 01:50:00.0
>
Ah, e poi l'indipendenza alimentare non è affatto un'idiozia, l'idiozia è in chi certe cose non le capisce.
A me tutta questa interdipendenza internazionale sta generalmente antipatica per ragioni ambientali, aumenta i traffici, i trasporti, i consumi, il bisogno di infastrutture. Preferisco produrre localmente per consumare localmente tutto dove si può. Ma anche senza tirare in ballo l'ambiente non è furbo essere così fiduciosi nelle altre nazioni. Dipendere da altri paesi impedisce di applicare sanzioni a determinati regimi.
Ah, e poi l'indipendenza alimentare non è affatto un'idiozia, l'idiozia è in chi certe cose non le capisce.
A me tutta questa interdipendenza internazionale sta generalmente antipatica per ragioni ambientali, aumenta i traffici, i trasporti, i consumi, il bisogno di infastrutture. Preferisco produrre localmente per consumare localmente tutto dove si può. Ma anche senza tirare in ballo l'ambiente non è furbo essere così fiduciosi nelle altre nazioni. Dipendere da altri paesi impedisce di applicare sanzioni a determinati regimi.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-03-08 01:44:12.0 alle 2024-03-08 01:44:12.0
Scritto da: Mattia
> Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
>
> In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
>
> Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
>
> Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
>
>
> Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
>
> Il mio commento.
>
> Mattia
>
> -------------------
>
> I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
>
> Le ragioni:
>
> 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
>
> 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
>
> 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
>
> 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
>
> 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
>
>
> Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
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> Boldrin
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> Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
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> No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
>
> Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
>
> Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
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> Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
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> Mattia
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> il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
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> La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
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> Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
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> I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
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> Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
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A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo. Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
> Boldrin ha pubblicato un video intitolato: "L'idiozia chiamata indipendenza alimentare".
>
> In questo video, egli spiega che le leggi sull'indipendenza alimentare, che consistono nel proteggere e sussidiare l'agricoltura locale, sono nate durante la guerra per paura che sarebbe venuto a mancare l'approvvigionamento estero, ma sostiene che adesso siano anacronistiche e che quindi vadano eliminate.
>
> Prosegue poi dicendo che sussidiare i c.d. "prodotti di qualità" equivale a sussidiare le persone benestanti, visto che le persone con reddito basso consumano prodotti a basso costo, ed equipara questi sussidi con quelli ai teatri dell'opera, che permettono a persone benestanti e istruite di pagare un po' meno per vedere l'opera grazie ai soldi presi dalle tasche di gente che fatica ad arrivare a fine mese.
>
> Infine, spiega che gli agricoltori non sono sfruttati semplicemente perché i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi.
> Quindi se gli agricoltori guadagnano poco è semplicemente perché i prezzi per i consumatori finali sono bassi.
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> Comunque, nei commenti gli ho buttato là la domanda: "Se si tolgono i sussidi non aumentano i prezzi per i consumatori finali?".
>
> Il mio commento.
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> Mattia
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> I sussidi all'opera e più in generale alla musica classica vanno assolutamente tolti. Ho fatto delle crociate a riguardo in forum di musica classica in cui, come ci si può immaginare, ci sono persone che li sostengono.
>
> Le ragioni:
>
> 1) I sussidi statali spogliano i musicisti classici di capacità imprenditoriali e quindi la musica classica soffre di cattiva promozione (e dovrebbe essere promossa, vista la sua perdita di popolarità negli ultimi anni)
>
> 2) Molti musicisti classici sono degli snob arroganti che se la prendono con compositori come John Williams che sono riusciti a creare un'attività imprenditoriale di successo e riescono a reggersi in piedi da soli. Va notato tra l'altro che è proprio grazie a questi compositori se la musica classica gode ancora di un minimo di buona promozione.
>
> 3) Le registrazioni di musica classica sono gratuitamente disponibili su youtube perché svariati musicisti hanno capito che possono monetizzare
>
> 4) I concerti delle orchestre sinfoniche minori non costano tanto e suonano anche bene. Se uno vuole a tutti i costi andare ad ascoltare i concerti di orchestre rinomate, che paghi!
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> 5) In ogni caso, senza sussidi un po' tutte le orchestre cercherebbero di abbassare i prezzi con un po' di spirito imprenditoriale
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> Sulla questione dei sussidi all'agricoltura non ho molto da dire. Mi chiedo solo: se i margini di profitto dei supermercati sono bassissimi, allora significa che togliendo i sussidi all'agricoltura aumenterebbero i prezzi dei prodotti per i consumatori finali?
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> Boldrin
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> Condivido totalmente 1-5. Non capisco come tu non riesca ad applicare la stessa logica anche al caso dell'agricoltura, dove esattamente gli stessi argomenti valgono.
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> No, se si togliessero i sussidi da un lato diminuirebbero le imposte che li sostengono e, assieme ad esse, i prezzi che vengono tenuti artificialmente aumentati.
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> Una parte non piccola dei sussidi serve a questo, infatti: ritirare produzione per distruggerla o limitarla con pagamenti in moneta, in modo da tenere i prezzi alti.
>
> Inoltre (qui devi vedere i dettagli nella letteratura su accordi commerciali) tenere fuori dal commercio interno prodotti esteri che costerebbero di meno. Ed infine, cruciale nel caso italiano, se si permettesse la concorrenza nel settore agricole le imprese efficienti si allargherebbero, rimpiazzando quelle piccole, quelle microscopiche e quelle in generale inefficienti. Vedi, il prezzo lo determina il venditore marginale, che e' inefficiente. Finche' si limita crescita degli efficienti il produttore marginale, inefficiente, determina il prezzo. Abbastanza elementare.
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> Quindi, l'eliminazione dei sussidi abbasserebbe i prezzi dei prodotti agricoli e quindi anche dei prodotti alimentari.
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> Mattia
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> il motivo per cui il parallelismo tra le due cose non mi era del tutto chiaro è che parlando un po' con gli agricoltori qua e là sembrerebbe che abbiano margini di profitto bassissimi. Qualcuno mi parlava di 5-10 centesimi per litro di latte, per fare un esempio.
> Una volta tolti i sussidi statali, nessun agricoltore tollererebbe più margini di profitto così bassi (e direi giustamente, perché è giusto che facciano i loro interessi, come tutti quanti), quindi presumibilmente ritratterebbero i prezzi con i distributori finali. Se anche questi ultimi hanno margini di profitto bassissimi (come viene detto sia in questo video che in altri), allora i distributori finali non avrebbero altra scelta se non che scaricare l'aumento dei prezzi sui consumatori finali.
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> La questione della musica classica è diversa, perché lì i margini di profitto sono alti, se un compositore è in gamba. Spesso la figura dei grandi compositori classici viene romanticizzata, come se fossero stati alla pari di mendicanti.
> In realtà sia Mozart che Beethoven, per fare due esempi, avevano un attività imprenditoriale di successo. Mozart non aveva problemi di soldi perché non guadagnava niente, ma perché sperperava i soldi.
> Il concerto per piano di Mendelssohn ha goduto di grande popolarità non appena era stato pubblicato, al punto che Berlioz scrisse una nota umoristica riguardo a un piano forte che era stato distrutto dalle troppe esecuzioni del pezzo.
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> Molti musicisti classici di oggi, differentemente da quelli del passato, fanno parte di un circoletto di snob: se la suonano e se la cantano tra di loro. Della serie: "Nessuno mi caga perché sono il migliore e le gente non capisce niente".
> Nei forum di musica classica ho conosciuto un compositore con il dente avvelenato che non perde occasione per snobbare gli altri compositori contemporanei, in particolare quelli di successo. Parla come se lui fosse quello che capisce tutto e tratta gli altri come degli scemi.
> Bhe, ho ascoltato un paio dei suoi pezzi che ha postato nel forum: orecchiabili, ma niente di più. Dal mio punto di vista assolutamente al di sotto dei pezzi di compositori contemporanei di successo da lui snobbati.
> Questa gente qui va in giro a raccontare che i grandi compositori classici erano un circoletto di snob senza successo come loro, ma è una mistificazione: erano compositori stimati e la gente era disposta a pagare per avere/sentire la loro musica.
>
> I compositori di musica classica di oggi, quelli un po' svegli hanno capito che i soldi oggi girano nel cinema e che quindi se ti fai conoscere nel giro puoi farti dei bei gruzzoletti, per poi comunque avere la libertà di comporre anche musica concertistica, magari un po' più sperimentale della roba che scrivono per il cinema, come fa John Williams, senza doversi preoccupare troppo di tirarci fuori chissà cosa in termini di soldi, perché tanto hanno entrate da altre parti.
> Ovviamente poi la popolarità che raggiungono attraverso il cinema permette loro anche di vendere meglio anche la loro musica concertistica.
>
> Comunque, il punto è che l'esempio di John Williams, che si becca 2 milioni per una colonna sonora, mostra che per i compositori di musica classica un mercato tutt'altro che precario esiste anche oggi.
> Ovviamente anche gli agricoltori, senza sussidi statali, cercherebbero di rendere meno precario il loro settore. Ed è giusto così, ma la mia domanda era semplicemente quali sono le conseguenze per noi consumatori. Direi che hai risposto bene alla mia domanda, quindi prendo nota.
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A me i sussidi non piacciono, sono una forma di controllo. In un mondo ideale l'agricoltura non avrebbe bisogno di sussidi, come nessun altro settore, ma non siamo in un mondo ideale, siamo in un mondo dove il liberismo, il laissez faire, la libertà di impresa, se applicate, consegnano tutti nelle mani dei più forti.
Il comune di ****** affitta le palestre delle scuole ad associazioni sportive, e fin qui non ci sarebbe niente di anomalo. Ma allo stesso tempo elargisce contributi a questa e quella associazione: 15.000 euro per un campo sportivo, 1.500 per attrezzature e così via. Questo togliere con una mano e dare con l'altra fa parte della macchina del consenso. Fosse per me, considerato che invece le associazioni ambientaliste sono ignorate e non ricevono soldi, _nessuna associazione_ dovrebbe ricevere finanziamenti da enti pubblici, erogati con fondi pubblici (le tasse in generale sarebbero anche più basse) e al contempo per le organizzazioni senza fine di lucro dovrebbe essere più semplice raccogliere i fondi da sé senza lacci e lacciuoli.
Tuttavia è difficile eliminare ipoteticamente i sussidi credendo che facilitare le raccolte fondi crei automaticamente un gettito per le organizzazioni, perché generalmente gli italiani non donano, non è costume farlo.
Vieni anche tu a scuola in Svezia!
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/11/swedish-journalist-teachers-have-given-up-rising-school-violence/
Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-03-08 01:32:22.0 alle 2024-03-08 01:32:22.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da:
> > > > > > > Quale è un difetto, o il difetto peggiore.
> > > > > > >
> > > > > > > Quale è un segno di debolezza?
> > > > > > >
> > > > > > > L'eiaculazione precoce credo che sia sintomo di debolezza.
> > > > > > > Negli animali ne é affetto l'animale debole che teme i predatori.
> > > > > > > Durante l'amplesso non ci si può difendere, quindi se si é deboli sarebbe meglio che durasse poco.
> > > > > > >
> > > > > > > L'eiaculazione ritardata invece dovrebbe essere il contrario no?
> > > > > > > L'uomo che non teme nessuno potrebbe anche intrattenersi a lungo nel rapporto senza che una volta sopraggiunti i predatori si trovi in difficoltà.Quindi dovrebbe essere un segno di forza. O no?
> > > > > > >
> > > > > > > Un uomo che dura un'ora come é giudicato da una donna?
> > > > > >
> > > > > > Non mi sembra il tipo di ragionamento che farebbe un medico
> > > > > >
> > > > > > Prova a ragionarci sopra in modo scientifico, evolutivo. La logica della natura...
> > > > > >
> > > > >
> > > > > Che raramente si feconda alla prima, se la femmina gode poco alla seconda non ritorna piú.
> > > > >
> > > > > Durare tanto implica una maggiore probabilità che la femmina torni essendo stata lungamente appagata. Poi lei non teme i predatori se sa che c'é un maschio che non li teme e la protegge.
> > > >
> > > > Ma in un'ottica scopa e fuggi come nell'antico stato di natura, l'eiaculazione precoce è avvantaggiata.
> > >
> > > Solo i deboli hanno bisogno di fuggire..
> >
> > Che senso ha sta risposta?
>
> Perché se decade la necessità di fuggire durare di piú é vantaggioso. Fa tornare la femmina.
Quasi nessun animale ha un tale rapporto con una femmina, come pure molti esseri umani.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da:
> > > > > > > Quale è un difetto, o il difetto peggiore.
> > > > > > >
> > > > > > > Quale è un segno di debolezza?
> > > > > > >
> > > > > > > L'eiaculazione precoce credo che sia sintomo di debolezza.
> > > > > > > Negli animali ne é affetto l'animale debole che teme i predatori.
> > > > > > > Durante l'amplesso non ci si può difendere, quindi se si é deboli sarebbe meglio che durasse poco.
> > > > > > >
> > > > > > > L'eiaculazione ritardata invece dovrebbe essere il contrario no?
> > > > > > > L'uomo che non teme nessuno potrebbe anche intrattenersi a lungo nel rapporto senza che una volta sopraggiunti i predatori si trovi in difficoltà.Quindi dovrebbe essere un segno di forza. O no?
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> > > > > > > Un uomo che dura un'ora come é giudicato da una donna?
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> > > > > > Non mi sembra il tipo di ragionamento che farebbe un medico
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> > > > > > Prova a ragionarci sopra in modo scientifico, evolutivo. La logica della natura...
> > > > > >
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> > > > > Che raramente si feconda alla prima, se la femmina gode poco alla seconda non ritorna piú.
> > > > >
> > > > > Durare tanto implica una maggiore probabilità che la femmina torni essendo stata lungamente appagata. Poi lei non teme i predatori se sa che c'é un maschio che non li teme e la protegge.
> > > >
> > > > Ma in un'ottica scopa e fuggi come nell'antico stato di natura, l'eiaculazione precoce è avvantaggiata.
> > >
> > > Solo i deboli hanno bisogno di fuggire..
> >
> > Che senso ha sta risposta?
>
> Perché se decade la necessità di fuggire durare di piú é vantaggioso. Fa tornare la femmina.
Quasi nessun animale ha un tale rapporto con una femmina, come pure molti esseri umani.
Musica
Sinfonia No. 6, composta da Mozart nel 1767, all'età di 11 anni.
Chi altro, se non Mozart, poteva comporre una cosa del genere a quell'età?
Mozart - KV 43 - Symphony No. 6 in F major (1767):
00:00 I. Allegro, 4/4
04:21 II. Andante, 2/4
08:01 III. Menuetto & Trio, 3/4
10:18 IV. Allegro, 6/8
Sinfonia No. 7, composta da Mozart nel 1768, all'età di 12 anni.
Mozart - K. 45 - Symphony No. 7 in D major (1768):
00:00 I. Molto allegro, 4/4
02:41 II. Andante, 2/4
05:01 III. Menuetto and Trio, 3/4
09:05 IV. Molto allegro, 2/4
Chi altro, se non Mozart, poteva comporre una cosa del genere a quell'età?
Mozart - KV 43 - Symphony No. 6 in F major (1767):
00:00 I. Allegro, 4/4
04:21 II. Andante, 2/4
08:01 III. Menuetto & Trio, 3/4
10:18 IV. Allegro, 6/8
Sinfonia No. 7, composta da Mozart nel 1768, all'età di 12 anni.
Mozart - K. 45 - Symphony No. 7 in D major (1768):
00:00 I. Molto allegro, 4/4
02:41 II. Andante, 2/4
05:01 III. Menuetto and Trio, 3/4
09:05 IV. Molto allegro, 2/4
Musica
Avevo già postato il Concerto per Piano No. 1 di Chopin, che è quello più apprezzato.
Oggi chiudiamo il cerchio con il secondo concerto, che in realtà è stato scritto prima rispetto al No. 1.
Chopin lo compose nel 1829, prima ancora di finire gli studi, quando aveva appena 20 anni.
Ora come ora non me lo ricordo, ma il secondo movimento così a occhio ha una melodia della madonna.
Chopin - Op. 21 - Piano Concerto No 2 in F minor (1829):
I. Maestoso [0:01]
II. Larghetto [14:30]
III. Allegro vivace [23:48]
**Modificato dall'autore il 07.03.2024 18:07**
Oggi chiudiamo il cerchio con il secondo concerto, che in realtà è stato scritto prima rispetto al No. 1.
Chopin lo compose nel 1829, prima ancora di finire gli studi, quando aveva appena 20 anni.
Ora come ora non me lo ricordo, ma il secondo movimento così a occhio ha una melodia della madonna.
Chopin - Op. 21 - Piano Concerto No 2 in F minor (1829):
I. Maestoso [0:01]
II. Larghetto [14:30]
III. Allegro vivace [23:48]
**Modificato dall'autore il 07.03.2024 18:07**
