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il 2019-02-11 11:37:31.0 alle 2019-02-11 11:37:31.0
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Abruzzo al centrodestra  
L'Abruzzo torna al centrodestra. Marco Marsilio 'stravince' le elezioni regionali ed è quindi il nuovo presidente della Regione. In base ai dati definitivi del Viminale, quando sono state scrutinate 1633 sezioni su 1633, Marsilio ha vinto con il 48,03% pari a 299.949 voti. Secondo classificato il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini, che ha ottenuto il 31,28 % pari a 195.394 voti. La candidata M5S Sara Marcozzi ha chiuso al 20,20% (126.165 voti) e il candidato di Casapound Stefano Flajani allo 0,47% (2.974 voti). La Lega si conferma il primo partito con il 27,52 % per 164.154 voti.

Chi è Marco Marsilio, il senatore romano con sangue abruzzese

"La priorità assoluta è la ricostruzione, rimasta ferma negli ultimi tempi, una vergogna da cancellare", ha detto Marco Marsilio, subito dopo che i primi dati delle urne lo incoronavano neopresidente, parlando di "un successo di tutto il centrodestra". Ricordando l'impegno del centrodestra per la ricostruzione post terremoto dell'Aquila, ha sottolineato che bisogna "replicare quel modello e la priorità è rimettere in condizione le persone di rientrare nelle proprie case". Sull'avanzata della Lega, con cui "c'è un ottimo rapporto, rinsaldato in questo splendido mese di campagna elettorale", Marsilio ha affermato: "E' positivo che un partito che solo qualche anno fa era confinato a una politica addirittura secessionista oggi è un partito autenticamente nazionale. E' un progresso per tutta la nazione". E si è detto sicuro che il Carroccio "sarà architrave fondamentale, è importante per il governo della regione Abruzzo". Quanto a possibili ripercussioni del voto regionale in Abruzzo sul governo nazionale, il 51enne ha detto: "Non lo so. Ora ci competono le ripercussioni positive in Abruzzo", ha continuato."

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il 2019-02-10 20:44:32.0 alle 2019-02-10 20:44:32.0
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Foibe, Mattarella chiama Napolitano: "Italiani grati"  
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso al Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, "grande apprezzamento per la sua presidenza, verso cui va la doverosa riconoscenza degli italiani". L'occasione è stata una telefonata dell'attuale Capo dello Stato al suo predecessore in occasione del Giorno del Ricordo, che ricorre oggi ed è stato celebrato ieri al Quirinale, in una cerimonia durante la quale Mattarella ha ricordato il tanto che ha fatto Napolitano per restituire alla memoria nazionale i tragici eventi delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Alle celebrazioni oggi a Basovizza vicino a Trieste molti rappresentanti del mondo politico tra cui il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e il ministro dell'Interno. "Chi nega uccide due volte. Noi non dimentichiamo" ha twittato Matteo Salvini. "Trieste, spettacolo unico. Oggi qui per onorare il sacrificio di migliaia di connazionali torturati, massacrati e gettati nelle #foibe, spesso ancora vivi, dai comunisti. La colpa? Essere italiani", scrive il ministro dell'Interno. E ancora: "Perché non ci siano piú in Italia morti di serie A e morti di serie B. Onore, ricordo e preghiera per i martiri delle foibe, noi non dimentichiamo".

Trieste, spettacolo unico. Oggi qui per onorare il sacrificio di migliaia di connazionali torturati, massacrati e gettati nelle #FOIBE, spesso ancora vivi, dai comunisti. La colpa? Essere Italiani Chi nega uccide due volte. Noi non dimentichiamo.#giornodelricordo #10febbraio pic.twitter.com/Mi1NQiELiI

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il 2019-02-10 17:20:29.0 alle 2019-02-10 17:20:29.0
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Di Battista vs Formigli  
Scambio via Fb tra Alessandro Di Battista e Corrado Formigli. Il dirigente M5S si è lamentato della "disparità di trattamento", riservata a lui e a Giampaolo Pansa da parte di Piazza Pulita. "Non mi indignano le scemenze di questo trombone incattivito dalla vita, mi indigna la disparità di trattamento - scrive Di Battista su Fb a proposito dell'intervento di Pansa -. Formigli quando nominai De Benedetti parlò di fair play, provò ad interrompermi, disse che era poco elegante ma oggi tace di fronte all'insulto libero verso gli esponenti del Movimento 5 Stelle".

"L'intero sistema mediatico (salvo rare eccezioni) sta dando il peggio di sé. Io non faccio altro che leggere menzogne, attacchi scomposti, fake news di ogni tipo e vedo una disparità di trattamento senza precedenti. E' una vergogna. Ho solo un modo per denunciare tutto questo: evitare di partecipare a programmi condotti in tal modo. A voi le valutazioni. Buon fine settimana", conclude.

Un post a cui ha replicato Formigli, conduttore di Piazza Pulita, sempre via Fb: "Ad Alessandro Di Battista non è piaciuto che Piazza Pulita abbia ospitato Giampaolo Pansa e le sue durissime critiche al governo. A Di Battista sarebbe probabilmente piaciuto che censurassi Pansa. Questo nel mio programma non succede e non succederà mai (...) L'attacco di Di Battista è corredato dal solito montaggio fazioso nel quale si evidenziano alcuni momenti e se ne omettono altri". Inoltre, ricorda Formigli, "allora, quando Di Battista fu ospite da me, godeva dell’insindacabilità delle sue parole in quanto parlamentare, cosa volete che gliene importasse della precisione dei fatti richiamati? Già in altra occasione, in collegamento da una piazza, l'onorevole mostrò il disegno di una piovra che rappresentava la rete intricata di reati e indagini a carico di esponenti del Pd".

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il 2019-02-10 15:59:29.0 alle 2019-02-10 15:59:29.0
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Il j'accuse di Di Battista  
"La Francia chieda scusa per l'intervento scellerato in Libia nel 2011 che ha provocato esodo dei migranti e migliaia di morti. Il presidente della Repubblica", Giorgio Napolitano, "si piegò in modo vile" alla pressioni della Francia per quell'intervento. E' quanto ha detto Alessandro Di Battista a In Mezz'ora in Più. Di fronte alle osservazioni della conduttrice Lucia Annunziata sulle parole pesanti nei confronti del Quirinale, Di Battista ha replicato: "Noi moriremo di politically correct... E comunque io non ho detto a Napolitano vile, ma che si è comportato in modo vile e sono convinto che Mattarella non si sarebbe mai comportato cosi. E poi, dire vile è un insulto? Ma che devo fare, portare il Didò e dire 'perdirindindina, Napolitano si è comportato in maniera sbagliatella'?".

MIGRANTI - Torna poi ad attaccare la Francia. "Il governo di Parigi non può fare la morale a noi sul razzismo - dice - quando i loro gendarmi alcune settimane fa hanno sbattuto i migranti alla frontiera in una foresta come cani".

POLITICA INTERNAZIONALE - ''Non ho mai detto che essere neutrale vuol dire stare con Maduro, sono fake news. Legittimare un signore presidente dell'Assemblea che si é auto legittimato vuol dire soffiare sul fuoco". E chi sostiene che il M5S stia con Vladimir Putin, ribatte: "Sto con Putin? L'Europa avrà un futuro se si sgancerà dagli americani, guardiamo oltre gli assetti post seconda guerra mondiale".

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"Pensare a popoli più che ai capitali", l'appello del Papa  
di Enzo Bonaiuto

"Lavorare pensando ai popoli e alle persone più che ai capitali e agli interessi economici". E' l'indicazione che Papa Francesco dà nel videomessaggio inviato ai partecipanti del World Government Summit di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, che si tiene da oggi a martedì, dedicato alle sfide della politica, allo sviluppo dell'economia, alla tutela dell'ambiente e all'impiego delle tecnologie.

Per il Pontefice, "la domanda alla base delle riflessioni non sia tanto 'quali sono le migliori opportunità da sfruttare?' ma 'quale tipo di mondo vogliamo costruire insieme?'. E' una domanda che non guarda all'immediato domani, ma all'avvenire, alla responsabilità che grava su di noi: trasmettere questo nostro mondo a chi verrà dopo di noi, preservandolo dal degrado ambientale e prima ancora morale". In realtà, osserva, "non si può parlare di sviluppo sostenibile senza solidarietà: il bene, se non è comune, non è veramente bene. Forse, mai come ora il pensare e l'agire richiedono dialogo vero con l'altro, perché senza l'altro non c'è futuro per me".

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Autonomia, Armao: "Fa bene a Italia se ci sono correttivi"  


di Rossana Lo Castro

"Un federalismo più avanzato non può che far bene all'Italia". A sventolare la bandiera del regionalismo questa volta non è un amministratore leghista del Nord, ma il sicilianissimo Gaetano Armao, vicepresidente della Regione, recentemente eletto, all’unanimità, presidente dell'Intergruppo regionale per l’insularità, istituito presso il Comitato europeo delle Regioni, a Bruxelles. Nei giorni caldi del dibattito sull'autonomia differenziata per tre regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna), una partita che soprattutto la Lega vuole chiudere in tempi brevi, il numero due di Palazzo d'Orleans si schiera dalla parte del 'sì'. Ad alcune condizioni, però. Perché, è il ragionamento di Armao, il federalismo sia "equilibrato" e non "aggravi un divario vergognoso che da 160 anni divide il Paese", deve accompagnarsi ad alcuni correttivi.

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Salvini invita a votare Lega. Pd: "Silenzio violato"  
"Chi non va a votare ha già perso, libertà è partecipazione! #elezioniAbruzzo #Abruzzo #oggivotoLega". Lo scrive su twitter Matteo Salvini. "Oggi si vota in #Abruzzo e il ministro degli Interni #Salvini viola la legge elettorale facendo propaganda - twitta Nicola Zingaretti del Pd - . Pensano al partito distruggendo l'Italia. L'arroganza e l'incapacità al potere. Iniziamo a mandarli a casa".

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Abruzzo, chi sono i candidati  
Si potrà votare fino alle 23 in Abruzzo per rinnovare il consiglio regionale ed eleggere il nuovo presidente della regione. Si tratta di un voto anticipato dopo le dimissioni dell'ex governatore Luciano D'Alfonso (Pd) che, lo scorso 4 marzo, è stato eletto al Senato. I candidati in lizza per la presidenza Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, per il centrodestra; Giovanni Legnini, per il centrosinistra; Sara Marcozzi per il Movimento cinque stelle e l'avvocato Stefano Flajani per CasaPound.

Il centrosinistra tenta la riconferma alla guida della Regione Abruzzo con il candidato presidente Giovanni Legnini, ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. Legnini, 60 anni, è nato a Roccamontepiano (Chieti). Legnini è appoggiato dal Pd e altre sette liste. Laureato in Giurisprudenza, è stato avvocato cassazionista. Dal 1990 al 2002 è stato sindaco di Roccamontepiano, dal 2004 al 2007 presidente del consiglio comunale di Chieti. Eletto senatore nel 2004, ha svolto l'attività parlamentare fino al 2013 quando è entrato a far parte dell'allora governo Letta come sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega all'Editoria. Poi, dal 2014, è stato sottosegretario al ministero dell'Economia e delle Finanze nel governo Renzi esercitando, tra gli incarichi, le deleghe alla ricostruzione ed allo sviluppo della città de L'Aquila e dei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009. Il 30 settembre 2014 Legnini è stato eletto vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, carica che ha mantenuto fino al settembre dello scorso anno.

E' alla sua seconda volta in corsa per la guida della Regione Abruzzo Sara Marcozzi, già candidata alla presidenza regionale nel 2014 portando per la prima volta il M5S tra i banchi delll'assemblea legislativa a L'Aquila. E' stata scelta nuovamente dagli iscritti della piattaforma Rousseau come candidata governatrice alle elezioni di domenica 10 febbraio. Marcozzi, abruzzese, si è laureata in giurisprudenza all'università di Teramo ed è diventata avvocato. Nel 2011 si è avvicinata al M5S e insieme ad altri ragazzi di Chieti ha fondato il primo MeetUp della città. Candidata presidente pentastellata alle scorse regionali, non è stata eletta alla guida della Regione ma è entrata in consiglio regionale.

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il 2019-02-10 09:44:30.0 alle 2019-02-10 09:44:30.0
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Abruzzo al voto  
Urne aperte in Abruzzo dove si vota fino alle 23 di oggi per rinnovare il consiglio regionale ed eleggere il nuovo presidente della regione. Sono 1.211.204 gli elettori, di cui 591.635 di sesso maschile e 619.569 di sesso femminili. Le sezioni istituite nei 305 comuni dell'Abruzzo sono 1633. Gli elettori che votano per la prima volta, al compimento del 18esimo anno di età, sono circa 11.730.

I quattro candidati in lizza per la presidenza della Regione sono: il senatore romano di origini abruzzesi Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, per il centrodestra, l'ex vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, per il centrosinistra, il consigliere regionale uscente Sara Marcozzi per il Movimento cinque stelle e l'avvocato Stefano Flajani per CasaPound.

In Abruzzo si torna al voto anticipato dopo le dimissioni dell'ex governatore Luciano D'Alfonso (Pd) che aveva optato per il seggio di senatore.

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il 2019-02-09 14:28:29.0 alle 2019-02-09 14:28:29.0
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"Dialogo coi 5S va avanti", parla leader gilet gialli 
di Emmanuel Cazalé “Vogliamo convintamente continuare il dialogo con il Movimento 5 Stelle. Vogliamo che sia un dialogo costruttivo. E’ chiaro che se riusciremo a fare eleggere dei rappresentati al Parlamento europeo saremo vicini a Di Maio, più che a chiunque altro”. Così all'AdnKronos Christophe Chalençon, uno dei leader dei gilet gialli ed ex portavoce della lista 'Ralliement d’initiative citoyenne' (Ric), che ha incontrato nei giorni scorsi in Francia Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista e che, annuncia, presto potrebbe venire in Italia a incontrare il M5S.

La crisi diplomatica scoppiata dopo l’incontro, con il richiamo dell’Ambasciatore francese in Italia per consultazioni, non lo preoccupa. Anzi. "E’ perfetto. Siamo molto felici. E’ la prima volta da tre mesi che scuotiamo Macron. Me ne rallegro" spiega Chalençon. "Il Movimento 5 Stelle - sottolinea - cercava delle connessioni con il movimento dei gilet gialli. Alcuni esponenti hanno rifiutato di incontrarli, io ho accettato. Ho pensato che era un’ottima opportunità per capire come avevano strutturato il loro movimento e come erano riusciti in meno di 10 anni ad accedere al potere. Eravamo anche interessati a capire il loro posizionamento politico esatto, in particolare rispetto alla Lega, perché in Francia si fa una confusione con l’estrema destra. Sono rimasto molto soddisfatto da quello che mi è stato detto" dice Chalençon che, in seguito all’incontro di Montargis, nel dipartimento del Loiret, ha lasciato il Ric. "Non ne faccio più parte. Ero stato designato portavoce ma dopo la reazione di Ingrid Levavasseur che doveva partecipare all’incontro mi sono dimesso".

Con il Movimento 5 Stelle "potevamo incontrarci in Italia o in Francia. Eravamo a Montargis e abbiamo preferito che fossero loro a venire. Di Maio ha avuto molto coraggio a venire nel cuore della Francia a parlare con noi, vista anche la sua posizione rispetto a Macron. Mi sono congratulato con lui" sottolinea Chalençon, che dice di essere rimasto molto colpito anche da Di Battista e e dalla sua "prontezza di spirito".

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il 2019-02-09 12:17:29.0 alle 2019-02-09 12:17:29.0
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Mattarella: "Foibe grande tragedia italiana"  
"Celebrare la Giornata del Ricordo significa rivivere una grande tragedia italiana, vissuta allo snodo del passaggio tra la Seconda Guerra Mondiale e l’inizio della guerra fredda. Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione al Quirinale del Giorno del Ricordo, aggiungendo: "Mentre, infatti, sul territorio italiano la conclusione del conflitto contro i nazifascisti sanciva la fine dell’oppressione e il graduale ritorno alla libertà e alla democrazia, un destino di ulteriore sofferenza - ha ricordato il Capo dello Stato - attendeva gli italiani nelle zone occupate dalle truppe jugoslave".

"La zona al confine orientale dell’Italia, già martoriata dai durissimi combattimenti della Prima Guerra mondiale, assoggettata alla brutalità del fascismo contro le minoranze slave e alla feroce occupazione tedesca, divenne, su iniziativa dei comunisti jugoslavi, un nuovo teatro di violenze, uccisioni, rappresaglie, vendette contro gli italiani, lì da sempre residenti. Non si trattò, come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare, di una ritorsione contro i torti del fascismo" ha detto Mattarella. "Perché - ha spiegato - tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni".

"Per una serie di coincidenti circostanze, interne ed esterne, sugli orrori commessi contro gli italiani istriani, dalmati e fiumani cadde una ingiustificabile cortina di silenzio, aumentando le sofferenze degli esuli, cui veniva così precluso perfino il conforto della memoria" ha proseguito il Presidente della Repubblica. "Solo dopo la caduta del muro di Berlino, il più vistoso ma purtroppo non l'unico simbolo della divisione europea, una paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica, non senza vani e inaccettabili tentativi di delegittimazione, ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e del successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all'identità della nazione".

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il 2019-02-09 11:44:29.0 alle 2019-02-09 11:44:29.0
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Mac e iPhone da aggiornare al più presto  
Arrivano gli aggiornamenti di sicurezza per Mac e iPhone che risolvono diverse vulnerabilità in macOS (sistema operativo per i computer Mac), iOS (su iPhone, iPod touch e iPad) e Shortcuts per iOS (App che interagisce con Siri per creare comandi vocali personalizzati per le App). Si raccomanda di scaricare e applicare tali aggiornamenti messi a disposizione da Apple il più presto possibile. "L'aggiornamento per macOS - fanno sapere gli esperti del CERT - contiene diversi fix di sicurezza che risolvono numerose vulnerabilità, di cui alcune di gravità elevata, in macOS High Sierra 10.13.6 e macOS Mojave 10.14.2". Apple ha rilasciato anche un aggiornamento supplementare "che risolve alcuni problemi riscontrati in macOS Mojave 10.14.3". I RISCHI - Nei casi più gravi di sfruttamento di queste vulnerabilità, un hacker potrebbe "accedere ad aree di memoria protette, ottenere privilegi elevati, eseguire codice arbitrario sul sistema o provocare condizioni di denial of service". Le vulnerabilità risolte in macOS 10.14.3 riguardano 'FaceTime', 'Foundation' e 'Live Photos' in FaceTime. IPHONE - Anche l'aggiornamento per iOS, disponibile per iPhone 5s e successivo, iPad Air e successivo e iPod Touch di 6a generazione, "contiene diversi fix di sicurezza che risolvono diverse gravi vulnerabilità" per aree di memoria protette. Per questo, concludono gli esperti del Computer Emergency Response Team, "si raccomanda di scaricare ed applicare gli aggiornamenti di sicurezza messi a disposizione da Apple il più presto possibile".

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il 2019-02-09 08:36:29.0 alle 2019-02-09 08:36:29.0
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Gelo francese  
Ci ha provato, Matteo Salvini, a rimettere a posto le cose. Ma l'invito lanciato ieri dal ministro dell'Interno al collega francese - primo passo per appianare la crisi diplomatica fra Roma e Parigi - si è rivelato quasi un boomerang. La proposta di una discussione a due sui "dossier aperti" fra i rispettivi Paesi, infatti, non sembra essere stata almeno finora una mossa vincente né gradita. Anzi. Christophe Castaner, omologo francese del ministro, è stato chiaro: "Non mi si può convocare - ha spiegato a Bfmtv -. Non mi si convoca. Ieri ero con Matteo Salvini in un'istanza europea, abbiamo avuto uno scambio anche sulla questione migratoria. Il dialogo fra noi è costante. Bisogna - ha sottolineato - che sia rispettoso". "Anche io sono pronto ad accoglierlo", ha poi aggiunto, sottolineando tuttavia che le missioni diplomatiche vanno fatte "in maniera ufficiale". Un messaggio chiaro, insomma, che di fatto mantiene le temperature dei governi sotto lo zero. "Ovviamente, io non voglio né posso convocare nessuno", la replica di Salvini al gelo francese, con il ministro che si dice comunque "lieto di ospitare in Italia, il prima possibile, il mio collega francese per discutere e risolvere i problemi".

Intanto, però, solo nella giornata di ieri a complicare i rapporti dopo il richiamo all'ambasciatore italiano a Parigi sono arrivati i casi Sea Watch e Alitalia-Air France. Sulla questione migranti, fonti del Viminale avevano infatti annunciato in mattinata il dietrofront della Francia sull'impegno preso nei confronti dei naufraghi salvati dalla ong: "Parigi ha fatto sapere al Viminale - spiegavano le fonti - che dei migranti della Sea Watch 'prenderemo solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici'", riferendosi al caso delle 47 persone, a bordo della Sea Watch, fatte sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio. Eventualità poi smentita dall'Eliseo all'Adnkronos: "L'impegno della Francia sulla Sea Watch è mantenuto", hanno spiegato. "Prendiamo atto che la Francia vuole ancora approfondire le posizioni dei 9 immigrati assegnati a Parigi e che attualmente sono a Messina", la risposta affidata alle fonti del Viminale, che osservano come "la disponibilità di Parigi per aiutare Roma sul dossier rimpatri è stata apprezzata e segnalata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che l’ha evidenziata al suo omologo francese nella lettera con cui lo invita a Roma. Si segnala però che i partner europei non possono escludere i migranti economici dalla ridistribuzione perché rappresentano la stragrande maggioranza di chi arriva in Europa". Incognita, invece, sui destini di Alitalia. Air France avrebbe infatti deciso di sfilarsi dalla partita per il salvataggio della compagnia italiana: una decisione "dovuta a motivi politico-istituzionali", come riferito al Sole 24 Ore da "fonti autorevoli" alla luce delle tensioni con l'Italia. La mossa, se confermata, complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Fs nell'operazione che punta al rilancio della compagnia aerea. Che, si ricorda, continua a bruciare la cassa del prestito ponte da 900 milioni. "Le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda", il commento al caso del ministro Luigi Di Maio che, spiega, sta "seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi" e che assicura: "L'entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso". Ma la tensione resta altissima.



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il 2019-02-09 08:35:31.0 alle 2019-02-09 08:35:31.0
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Gelo francese  
Ci ha provato, Matteo Salvini, a rimettere a posto le cose. Ma l'invito lanciato ieri dal ministro dell'Interno al collega francese - primo passo per appianare la crisi diplomatica fra Roma e Parigi - si è rivelato quasi un boomerang. La proposta di una discussione a due sui "dossier aperti" fra i rispettivi Paesi, infatti, non sembra essere stata almeno finora una mossa vincente né gradita. Anzi. Christophe Castaner, omologo francese del ministro, è stato chiaro: "Non mi si può convocare - ha spiegato a Bfmtv -. Non mi si convoca. Ieri ero con Matteo Salvini in un'istanza europea, abbiamo avuto uno scambio anche sulla questione migratoria. Il dialogo fra noi è costante. Bisogna - ha sottolineato - che sia rispettoso". "Anche io sono pronto ad accoglierlo", ha poi aggiunto, sottolineando tuttavia che le missioni diplomatiche vanno fatte "in maniera ufficiale". Un messaggio chiaro, insomma, che di fatto mantiene le temperature dei governi sotto lo zero. "Ovviamente, io non voglio né posso convocare nessuno", la replica di Salvini al gelo francese, con il ministro che si dice comunque "lieto di ospitare in Italia, il prima possibile, il mio collega francese per discutere e risolvere i problemi".

Intanto, però, solo nella giornata di ieri a complicare i rapporti dopo il richiamo all'ambasciatore italiano a Parigi sono arrivati i casi Sea Watch e Alitalia-Air France. Sulla questione migranti, fonti del Viminale avevano infatti annunciato in mattinata il dietrofront della Francia sull'impegno preso nei confronti dei naufraghi salvati dalla ong: "Parigi ha fatto sapere al Viminale - spiegavano le fonti - che dei migranti della Sea Watch 'prenderemo solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici'", riferendosi al caso delle 47 persone, a bordo della Sea Watch, fatte sbarcare a Catania lo scorso 31 gennaio. Eventualità poi smentita dall'Eliseo all'Adnkronos: "L'impegno della Francia sulla Sea Watch è mantenuto", hanno spiegato. "Prendiamo atto che la Francia vuole ancora approfondire le posizioni dei 9 immigrati assegnati a Parigi e che attualmente sono a Messina", la risposta affidata alle fonti del Viminale, che osservano come "la disponibilità di Parigi per aiutare Roma sul dossier rimpatri è stata apprezzata e segnalata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che l’ha evidenziata al suo omologo francese nella lettera con cui lo invita a Roma. Si segnala però che i partner europei non possono escludere i migranti economici dalla ridistribuzione perché rappresentano la stragrande maggioranza di chi arriva in Europa". Incognita, invece, sui destini di Alitalia. Air France avrebbe infatti deciso di sfilarsi dalla partita per il salvataggio della compagnia italiana: una decisione "dovuta a motivi politico-istituzionali", come riferito al Sole 24 Ore da "fonti autorevoli" alla luce delle tensioni con l'Italia. La mossa, se confermata, complicherebbe la ricerca di un partner industriale per Fs nell'operazione che punta al rilancio della compagnia aerea. Che, si ricorda, continua a bruciare la cassa del prestito ponte da 900 milioni. "Le informazioni su Air France che avevo sono precedenti a questa vicenda", il commento al caso del ministro Luigi Di Maio che, spiega, sta "seguendo il dossier Alitalia da diversi mesi" e che assicura: "L'entusiasmo di Air France non si è raffreddato adesso". Ma la tensione resta altissima.



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il 2019-02-08 21:30:29.0 alle 2019-02-08 21:30:29.0
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Salvini: "Mi piace Baglioni, avrei voluto più cantautori italiani"  
di Veronica Marino

"Il festival di Sanremo? Mi piace Ultimo, ma sinceramente ci sono anche altre canzoni in gara che ho trovato pessime". A parlare di musica anziché di politica è il vicepremier Matteo Salvini, intercettato dall'Adnkronos per strada in un momento di relax. "Ho guardato alcuni spezzoni di Festival, a tarda ora", racconta Salvini. A sorpresa quindi il ministro dell'Interno svela: "Mi piace Claudio Baglioni, mi è piaciuto molto Riccardo Cocciante". Salvini non si perderà la penultima serata di Sanremo: "Stasera guarderò Ligabue e Ruggeri". Sulle polemiche dei giorni scorsi sul Festival 'sovranista' Salvini glissa, ma poi ammette: "Certo, mi sarebbe piaciuto vedere e ascoltare ancora più cantautori italiani: ma va bene così...”



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il 2019-02-08 18:54:29.0 alle 2019-02-08 18:54:29.0
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Montanari si dimette da giunta Raggi  
Si è dimessa l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari. Secondo quanto si apprende, la decisione di Montanari è arrivata in polemica con la decisione della Giunta Raggi di bocciare il bilancio 2017 di Ama, la municipalizzata dei rifiuti di Roma.

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il 2019-02-08 17:49:29.0 alle 2019-02-08 17:49:29.0
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Maduro attacca l'Ue  
"All'Ue e a Federica Mogherini, dico: 'Voi siete sordi e non ascoltate la verità del Venezuela". Nicolas Maduro si esprime così rispondendo alle domande sulla posizione dell'Unione Europea in relazione alla crisi del Venezuela. "L'Unione Europea e Federica Mogherini", Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, "sono condannati al fallimento se continuano ad ascoltare l'estrema destra venezuelana", dice Maduro. "Vogliamo un'opportunità per la pace, come cantava John Lennon... Ascoltino la verità del Venezuela", aggiunge.

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Arricchimento culturale in Svezia in corso

Ad https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.‎
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il 2019-02-08 13:45:33.0 alle 2019-02-08 13:45:33.0
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"Confronto su dossier", Salvini invita collega francese  
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha scritto all'omologo francese, Christophe Castaner, per invitarlo a Roma "per un confronto e uno scambio sui dossier aperti".

"I nostri paesi da sempre condividono solidi rapporti bilaterali con particolare riferimento ai campi della sicurezza del terrorismo dell'immigrazione. Rapporti che, nel confermare una concreta volontà di collaborazione, possono e devono essere ulteriormente sviluppati nell'interesse strategico reciproco", sottolinea Salvini. In particolare "le anticipo tra i vari temi che confermo un vivo interesse per la collaborazione da voi offerta a proposito dei rimpatri dei migranti economici".

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il 2019-02-08 09:28:31.0 alle 2019-02-08 09:28:31.0
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Il messaggio di Parigi  
"Non è un richiamo permanente, ma era importante mandare un messaggio". Non usa giri di parole il portavoce del governo francese Benjamin Gruveaux, che ai microfoni di Europe 1 riassume così la clamorosa mossa diplomatica di Parigi all'indomani della decisione di richiamare l'ambasciatore a Roma, Christian Masset, per consultazioni. Una mossa senza precedenti nei rapporti fra i due Paesi, ma che ieri è arrivata al culmine di una tensione palpabile sull'asse Roma-Parigi.

Un'escalation da quel 21 gennaio scorso, che aveva visto la convocazione al ministero degli Esteri francese della nostra ambasciatrice a Parigi, Teresa Castaldo, dopo le parole del vice premier Luigi Di Maio sulla 'moneta coloniale'. Il capo politico dei grillini, durante una manifestazione del M5S in Abruzzo, aveva affermato che "la Francia continua ad avere delle colonie di fatto, con il franco". Parigi, secondo il ministro, usa tali risorse "per finanziare il suo debito pubblico" e parallelamente "indebolisce le economie di quei paesi da dove, poi, partono i migranti". Dichiarazioni che il Quai d'Orsay, ricevendo l'ambasciatrice, aveva definito "inaccettabili". Le tensioni delle ultime ore - con le dichiarazioni di ieri della portavoce del ministero per gli Affari europei, che aveva definito "una provocazione inaccettabile" l'incontro del giorno prima tra Di Maio e una delegazione di gilet gialli a sud di Parigi - costituiscono il nuovo capitolo di un rapporto che, dallo scorso anno, è stato condizionato da un confronto spesso aspro sul tema dell'immigrazione.

Ai piani alti di Palazzo Chigi - raccontano intanto fonti di governo -, l'aria che si respira è pesante: è noto come al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, spiegano le fonti, certe uscite di Lega e M5S creino disagio, se non addirittura imbarazzo: "Sicuro è furioso, sicuro - rileva un esponente di governo all'Adnkronos -, Conte maschera il suo malessere dietro il consueto aplomb, ma anche il 'fuori onda' di Piazza Pulita che lo ha pizzicato con la Merkel la dice lunga sul reale stato delle cose". E ancora: "Qui Salvini e Di Maio battono i pugni, ma poi al tavolo con Macron si ritrova lui, mica loro...".

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il 2019-02-08 08:43:29.0 alle 2019-02-08 08:43:29.0
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Bezos contro tabloid amico Trump: "Mi ricatta"  
Jeff Bezos contro il 'National Enquirer'. Il fondatore di Amazon e proprietario del 'Washington Post' ha denunciato che il tabloid di proprietà di un amico di Donald Trump lo sta "ricattando", con la minaccia di pubblicare alcune sue foto osé con la nuova compagna. In un post pubblicato sul blog Medium, Bezos ha scritto che la casa editrice del tabloid, Ami, gli ha mandato alcune mail di "estorsione e ricatto", nelle quali lo minacciano di pubblicare sue foto compromettenti con Lauren Sanchez, indicata come la donna a causa della quale il miliardario il mese scorso ha annunciato il divorzio dalla moglie MacKenzie dopo 25 anni di matrimonio.

"Qualcosa di insolito mi è successo ieri - ha accusato Bezos - Non insolito, si tratta della prima volta. Mi è stata fatta un'offerta che non avrei potuto rifiutare. O questo è quello che persone al vertice del National Enquirer pensavano... Piuttosto che capitolare all'estorsione e al ricatto, ho deciso di pubblicare esattamente quello che mi hanno mandato, nonostante il costo personale e l'imbarazzo".

Nel post intitolato 'No grazie, Mr. Pcker' e indirizzato all'editore del tabloid, il fondatore di Amazon condivide la mail ricevuta dal responsabile dei contenuti di Ami, Dylan Howard, in cui lo minaccia di diffondere foto e messaggi intimi e personali che avrebbe mandato alla donna identificata come la sua nuova compagna. Per evitarlo, Bezos avrebbe dovuto fare "una falsa dichiarazione pubblica" per sostenere che le notizie del National Enquirer su di lui e la Sanchez non sono politicamente motivate. Secondo l'editore del 'Washington Post', la proprietà del giornale ha "complicato" le cose, perché si è fatto nemico "alcune persone potenti", tra cui Trump, grande amico di David Pecker.

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