Musica
Oggi è il turno di Beethoven!
Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
00:00 I. Allegro vivace e con brio
10:14 II. Largo assai ed espressivo
21:52 III. Presto
**Modificato dall'autore il 10.04.2025 18:12**
Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
00:00 I. Allegro vivace e con brio
10:14 II. Largo assai ed espressivo
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**Modificato dall'autore il 10.04.2025 18:12**
Immacolata concezione
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Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-10 16:10:31.0 alle 2025-04-10 16:10:31.0
> Jizyah
> La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
>
> Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
>
>
> ChatGPT ha detto:
> Ho ragionato per 17 secondi
> Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
>
> Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
>
> È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
>
> In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
>
>
>
>
>
> Bisognerebbe spiegarlo a quella di Islamcriticato
In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
> La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
>
> Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
>
>
> ChatGPT ha detto:
> Ho ragionato per 17 secondi
> Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
>
> Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
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> È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
>
> In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
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> Bisognerebbe spiegarlo a quella di Islamcriticato
In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-10 16:08:29.0 alle 2025-04-10 16:08:29.0
Scritto da:
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> Il prezzo infatti sale rapidamente poi ridiscende.
>
> Vi sarà ancora opportunità o sarà tardi?
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Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-10 06:19:10.0 alle 2025-04-10 06:19:10.0
Jizyah
La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
ChatGPT ha detto:
Ho ragionato per 17 secondi
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In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
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il 2025-04-10 04:06:51.0 alle 2025-04-10 04:06:51.0
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il 2025-04-09 21:14:20.0 alle 2025-04-09 21:14:20.0
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Musica
Scritto da: Mattia
> Oggi vi posto un pezzo grazioso, delicato, tenero e morbido come il culetto di un bimbo: il Quintetto per Clarinetto di Mozart, da egli composto nel 1789, all'età di 33 anni.
>
> È considerato come uno dei migliori pezzi dell'austriaco, ma non lasciatelo troppo tempo sotto il sole perché potrebbe sciogliersi come il burro!
>
> Mozart - K. 581 - Clarinet Quintet in A Major (1789):
> 00:00 I. Allegro, 4/4
> 09:19 II. Larghetto in D major, 3/4
> 16:01 III. Menuetto, 3/4
> 22:46 IV. Allegretto con variazioni, 2/2
>
>
Il secondo movimento è divino, il primo movimento è pure molto bello. Peccato per i due movimenti finali: se si eliminassero questi il pezzo sarebbe perfetto!
> Oggi vi posto un pezzo grazioso, delicato, tenero e morbido come il culetto di un bimbo: il Quintetto per Clarinetto di Mozart, da egli composto nel 1789, all'età di 33 anni.
>
> È considerato come uno dei migliori pezzi dell'austriaco, ma non lasciatelo troppo tempo sotto il sole perché potrebbe sciogliersi come il burro!
>
> Mozart - K. 581 - Clarinet Quintet in A Major (1789):
> 00:00 I. Allegro, 4/4
> 09:19 II. Larghetto in D major, 3/4
> 16:01 III. Menuetto, 3/4
> 22:46 IV. Allegretto con variazioni, 2/2
>
>
Il secondo movimento è divino, il primo movimento è pure molto bello. Peccato per i due movimenti finali: se si eliminassero questi il pezzo sarebbe perfetto!
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-09 00:24:36.0 alle 2025-04-09 00:24:36.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> >
> > E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
>
> Gli utenti sono sempre gli stessi, semplicemente io continuo a scrivere, scrivere, scrivere e voi non rispondete mai, quindi non si vengono a creare discussioni.
Io non rispondo ai thread di musica classica perchè non mi piacciono
Quindi non rimane altro
Apri altri thread e magari potrei rispondere
Tu comunque non rispondi quasi mai ai miei
O
Quando notavo una notizia curiosa la postavo, ora mi trattengo perchè so già che nessuno risponderebbe e sarebbe solo una perdita di tempo
> Scritto da:
> >
> > E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
>
> Gli utenti sono sempre gli stessi, semplicemente io continuo a scrivere, scrivere, scrivere e voi non rispondete mai, quindi non si vengono a creare discussioni.
Io non rispondo ai thread di musica classica perchè non mi piacciono
Quindi non rimane altro
Apri altri thread e magari potrei rispondere
Tu comunque non rispondi quasi mai ai miei
O
Quando notavo una notizia curiosa la postavo, ora mi trattengo perchè so già che nessuno risponderebbe e sarebbe solo una perdita di tempo
Musica
Oggi vi posto un pezzo grazioso, delicato, tenero e morbido come il culetto di un bimbo: il Quintetto per Clarinetto di Mozart, da egli composto nel 1789, all'età di 33 anni.
È considerato come uno dei migliori pezzi dell'austriaco, ma non lasciatelo troppo tempo sotto il sole perché potrebbe sciogliersi come il burro!
Mozart - K. 581 - Clarinet Quintet in A Major (1789):
00:00 I. Allegro, 4/4
09:19 II. Larghetto in D major, 3/4
16:01 III. Menuetto, 3/4
22:46 IV. Allegretto con variazioni, 2/2
**Modificato dall'autore il 08.04.2025 18:20**
È considerato come uno dei migliori pezzi dell'austriaco, ma non lasciatelo troppo tempo sotto il sole perché potrebbe sciogliersi come il burro!
Mozart - K. 581 - Clarinet Quintet in A Major (1789):
00:00 I. Allegro, 4/4
09:19 II. Larghetto in D major, 3/4
16:01 III. Menuetto, 3/4
22:46 IV. Allegretto con variazioni, 2/2
**Modificato dall'autore il 08.04.2025 18:20**
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Euro in Svizzera
> > >
> > > È poco?
> >
> > Si. La paga minima per vivere dignitosamente in Ticino è intorno ai 4'000 euro al mese, e nei cantoni tedeschi probabilmente 4'500-5'000.
>
> Grazie
>
> Minchia. 4000. Mi pare che fosse 3300
3'300 forse se togli auto e benzina. Naturalmente la maggior parte degli svizzeri vogliono avere l'auto. Certo, se togli tutte le cose non strettamente necessarie per vivere magari il minimo vitale scende a 2'500-3'000 franchi al mese. Però con un reddito del genere non riesci a risparmiare niente, quindi cosa fai per le spese extra (tipo se devi andare dal dentista o comprare un letto nuovo)?
**Modificato dall'autore il 08.04.2025 18:02**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Euro in Svizzera
> > >
> > > È poco?
> >
> > Si. La paga minima per vivere dignitosamente in Ticino è intorno ai 4'000 euro al mese, e nei cantoni tedeschi probabilmente 4'500-5'000.
>
> Grazie
>
> Minchia. 4000. Mi pare che fosse 3300
3'300 forse se togli auto e benzina. Naturalmente la maggior parte degli svizzeri vogliono avere l'auto. Certo, se togli tutte le cose non strettamente necessarie per vivere magari il minimo vitale scende a 2'500-3'000 franchi al mese. Però con un reddito del genere non riesci a risparmiare niente, quindi cosa fai per le spese extra (tipo se devi andare dal dentista o comprare un letto nuovo)?
**Modificato dall'autore il 08.04.2025 18:02**
Scritto da:
>
> E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
Gli utenti sono sempre gli stessi, semplicemente io continuo a scrivere, scrivere, scrivere e voi non rispondete mai, quindi non si vengono a creare discussioni.
>
> E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
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Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-08 17:46:02.0 alle 2025-04-08 17:46:02.0
E' morto, sepolto, risorto, asceso al cielo e ormai su questa landa non vi è piu' anima viva
E TU Lo Sai o no?
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Cinema
Prossimo film Hitchcock: Il peccato di Lady Considine (1949).


Australia, 1831. L'elegante e nobile irlandese Charles Adare, in cerca di fortuna, giunge a Sydney con il cugino, nominato governatore. Al suo arrivo incontra un banchiere e ricco imprenditore, Sam Flusky, disposto a prestargli denaro per l'acquisto di terreni.
Durante una cena in casa di Flusky, Charles riconosce nella moglie di lui, Henrietta, un'aristocratica irlandese, amica di sua sorella Diana.
Flusky gli spiega che sua moglie Henrietta è depressa e che la loro relazione va male. Charles gli promette di provare a guarirla facendole ritrovare la voglia di vivere.
Il film ha un voto appena sufficiente in IMDB: 6.2 su 10. È certamente un voto ben al di sotto degli standard dei film Hitchcock! In effetti concordo: non mi è sembrato poi sto granché, ma si lascia guardare!
Trailer
**Modificato dall'autore il 07.04.2025 17:49**

Australia, 1831. L'elegante e nobile irlandese Charles Adare, in cerca di fortuna, giunge a Sydney con il cugino, nominato governatore. Al suo arrivo incontra un banchiere e ricco imprenditore, Sam Flusky, disposto a prestargli denaro per l'acquisto di terreni.
Durante una cena in casa di Flusky, Charles riconosce nella moglie di lui, Henrietta, un'aristocratica irlandese, amica di sua sorella Diana.
Flusky gli spiega che sua moglie Henrietta è depressa e che la loro relazione va male. Charles gli promette di provare a guarirla facendole ritrovare la voglia di vivere.
Il film ha un voto appena sufficiente in IMDB: 6.2 su 10. È certamente un voto ben al di sotto degli standard dei film Hitchcock! In effetti concordo: non mi è sembrato poi sto granché, ma si lascia guardare!
Trailer
**Modificato dall'autore il 07.04.2025 17:49**
Musica
Per la serie "sturm und drang cazzo duro", io, Kevin e Dio e vi postiamo nel culo un'elettrizzante sinfonia di Franz Ignaz Beck
del 1762.


Una performance storicamente informata della Bremer Barockorchester.
Franz Ignaz Beck - Op. 3 No. 3 - Symphony in G minor (1762):
00:00 I. Allegro con spirito
05:00 II. Andante un poco adagio
10:17 III. Minuetto I and II
12:31 IV. Presto
del 1762.
Una performance storicamente informata della Bremer Barockorchester.
Franz Ignaz Beck - Op. 3 No. 3 - Symphony in G minor (1762):
00:00 I. Allegro con spirito
05:00 II. Andante un poco adagio
10:17 III. Minuetto I and II
12:31 IV. Presto
Musica
Venerdì sono partite le votazioni in Reddit:
https://www.reddit.com/r/soundtracks/comments/1jri... 
Tutti gli occhi puntati sullo schermo!

Tutti gli occhi puntati sullo schermo!
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-05 23:02:50.0 alle 2025-04-05 23:02:50.0
A Cuba, l'età minima legale per lavorare è di 18 anni, come stabilito dal Codice del Lavoro. Questa normativa mira a proteggere i giovani e vieta il lavoro minorile.
Natlex
Per quanto riguarda un limite massimo di età per l'impiego o per i programmi di apprendistato, le leggi sul lavoro cubane non specificano un'età massima. Di conseguenza, le persone oltre l'età lavorativa tipica possono ancora partecipare a opportunità di lavoro o apprendistato, a condizione che soddisfino i requisiti del lavoro e siano considerate capaci di svolgere le mansioni richieste.
È importante notare che Cuba sta aggiornando il proprio Codice del Lavoro per riflettere le attuali realtà economiche e sociali. Queste revisioni mirano a migliorare le protezioni dei lavoratori e ad adattarsi alle condizioni in evoluzione del mercato del lavoro.
In sintesi, mentre l'età minima per lavorare a Cuba è chiaramente definita a 18 anni, non esiste un limite massimo di età legislato per l'impiego o gli apprendistati. Questo approccio è in linea con l'impegno di Cuba nel fornire opportunità di lavoro senza discriminazioni basate sull'età, concentrandosi invece sulla capacità dell'individuo di svolgere il lavoro.
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-05 23:00:54.0 alle 2025-04-05 23:00:54.0
E in Cina?
ChatGPT ha detto:
In Cina, la legge sul lavoro stabilisce che l'età minima per l'impiego è di 16 anni. Secondo l'Articolo 15 della Legge sul Lavoro della Repubblica Popolare Cinese, è vietato ai datori di lavoro assumere minori di 16 anni. Fanno eccezione istituzioni di letteratura e arte, sport e mestieri speciali, che possono assumere minori sotto i 16 anni previa approvazione e garantendo il diritto all'istruzione obbligatoria.
Osservatore della Giustizia in Cina
+1
english.www.gov.cn
+1
Per quanto riguarda l'età massima per l'apprendistato o l'impiego, la legislazione cinese non specifica un limite superiore. Tuttavia, nella pratica, alcune aziende possono avere preferenze per candidati più giovani, soprattutto in ruoli che richiedono formazione a lungo termine o investimenti significativi nello sviluppo delle competenze.
È importante notare che la Cina ha implementato nuove politiche per incentivare i programmi di apprendistato. Ad esempio, nel giugno 2021, diverse autorità governative hanno rilasciato linee guida per incoraggiare le aziende a istituire programmi di formazione e apprendistato, offrendo sussidi annuali fino a 5.000 RMB per apprendista.
China Briefing
In sintesi, mentre l'età minima per l'impiego in Cina è chiaramente definita a 16 anni, non esiste un limite massimo d'età stabilito dalla legge per l'apprendistato o l'impiego. Le preferenze aziendali possono variare, e le politiche governative attuali mirano a promuovere l'apprendistato tra una vasta gamma di lavoratori per migliorare le competenze della forza lavoro nazionale.
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-05 22:57:31.0 alle 2025-04-05 22:57:31.0
Da Chatgpt
Ecco un elenco completo di paesi in cui, almeno dal punto di vista normativo o in determinati schemi, non è previsto un limite massimo d’età per l’apprendistato (escludendo l’Italia, che prevede la deroga solo per chi percepisce indennità di disoccupazione):
• Germania – Il sistema duale (duale Ausbildung) non stabilisce formalmente un tetto d’età, sebbene nella pratica le aziende tendano a preferire candidati più giovani.
IT.WIKIPEDIA.ORG
• Svizzera – Pur essendo il sistema rivolto principalmente a giovani post-compulsori, non esiste un limite massimo d’età formalmente previsto per l’apprendistato.
EN.WIKIPEDIA.ORG
• Cipro – Il modello di apprendistato moderno cipriota non prevede un limite superiore d’età, accettando candidati a partire dai 15 anni.
CEDEFOP.EUROPA.EU
• Romania – Lo schema “Apprendistato al luogo di lavoro” è offerto a persone a partire dai 16 anni, senza fissare un limite massimo d’età.
CEDEFOP.EUROPA.EU
• Australia – I programmi di apprendistato in Australia sono accessibili senza restrizioni d’età formali, consentendo a giovani e adulti di accedere ai percorsi formativi.
• Nuova Zelanda – Anche in Nuova Zelanda non sono previsti limiti d’età per l’accesso agli apprendistati, sebbene la tradizione formativa sia maggiormente orientata ai giovani.
• Irlanda – Nonostante la tradizione storica rivolta ai giovani, le normative irlandesi non impongono un tetto massimo d’età per accedere agli apprendistati.
• Paesi Bassi – Il sistema olandese di apprendistato non stabilisce restrizioni formali sull’età, offrendo percorsi formativi aperti a candidati di ogni età.
• Austria – Nel sistema duale austriaco non è previsto un limite massimo d’età, anche se in pratica l’attenzione resta spesso sui giovani.
• Stati Uniti – Gli apprendistati negli USA sono generalmente aperti a chi ha più di 18 anni, senza un limite formale superiore, permettendo anche a lavoratori maturi di accedere a percorsi formativi.
• Regno Unito – Sebbene i programmi siano principalmente pensati per giovani (a partire dai 16 anni), non esiste una restrizione formale sull’età massima per accedervi.
• Canada – I programmi di apprendistato in Canada sono aperti a candidati di ogni età, offrendo opportunità di formazione e riqualificazione senza limiti d’età.
Questi esempi dimostrano che, in numerosi contesti internazionali, l’apprendistato è concepito come uno strumento accessibile anche a lavoratori maturi, specialmente per percorsi di riqualificazione o inserimento in mobilità.
Hai detto:
E paesi arabi?
ChatGPT ha detto:
Completamento riflessione in un secondo
Negli stati arabi la normativa sul lavoro (e in particolare sui percorsi formativi come l’apprendistato) tende a non fissare un limite massimo d’età in via formale, anche se nella pratica le aziende spesso preferiscono candidati più giovani per ragioni economiche o di adattabilità. Ecco alcuni esempi:
• Emirati Arabi Uniti – La legge sul lavoro non prevede un limite massimo d’età per l’accesso a contratti che includono elementi formativi, come l’apprendistato, sebbene in pratica le imprese possano preferire profili giovani.
ECAITALIA.COM
• Libano – Nel Libano non esistono restrizioni formali sull’età per l’accesso al mercato del lavoro, il che si estende anche ai percorsi formativi o di apprendistato.
• Giordania – Anche la Giordania non impone limiti di età per l’assunzione o per l’accesso a programmi formativi, offrendo maggiore flessibilità.
• Qatar, Oman e Kuwait – Sebbene questi paesi siano noti per preferire lavoratori più giovani (spesso per via dei requisiti per il visto di lavoro, che nei settori manuali tendono a favorire i candidati più giovani), non esiste una norma specifica che limiti formalmente l’accesso ai percorsi di formazione o apprendistato.
Questi esempi evidenziano come, sul piano normativo, in alcuni paesi arabi non sia previsto un limite massimo d’età per intraprendere percorsi formativi quali l’apprendistato, anche se la prassi aziendale può variare.
E nello Yemen e in Arabia Saudita?
ChatGPT ha detto:
In Arabia Saudita, la legge sul lavoro stabilisce che l'età minima per l'occupazione è di 15 anni. Tuttavia, non è specificato un limite massimo di età per l'assunzione o per partecipare a programmi di apprendistato. Nella pratica, le aziende possono preferire candidati più giovani per tali posizioni, ma ciò varia a seconda del datore di lavoro e del settore.
it.saudiarabiasands.com
Per quanto riguarda lo Yemen, l'età minima per l'occupazione è generalmente inferiore ai 15 anni, ma è soggetta a restrizioni. Tuttavia, le informazioni specifiche sui limiti di età per l'apprendistato non sono facilmente reperibili. In generale, la normativa sul lavoro in Yemen non stabilisce un limite massimo di età per l'accesso a programmi di apprendistato o formazione professionale. Tuttavia, nella pratica, le aziende possono preferire candidati più giovani per tali posizioni.
È importante notare che le leggi e le pratiche possono variare significativamente tra i diversi paesi e possono essere soggette a modifiche nel tempo. Pertanto, per ottenere informazioni precise e aggiornate, è consigliabile consultare le autorità locali competenti o fonti ufficiali nei rispettivi paesi.
Come immaginavo. Persino la Romania, l'Arabia Saudita, Cipro e lo Yemen sono piu' civili dell'Italia.
Ma noi siamo il paese fondato sul lavoro, ricordiamocelo. Yu-hu
Ecco un elenco completo di paesi in cui, almeno dal punto di vista normativo o in determinati schemi, non è previsto un limite massimo d’età per l’apprendistato (escludendo l’Italia, che prevede la deroga solo per chi percepisce indennità di disoccupazione):
• Germania – Il sistema duale (duale Ausbildung) non stabilisce formalmente un tetto d’età, sebbene nella pratica le aziende tendano a preferire candidati più giovani.
IT.WIKIPEDIA.ORG
• Svizzera – Pur essendo il sistema rivolto principalmente a giovani post-compulsori, non esiste un limite massimo d’età formalmente previsto per l’apprendistato.
EN.WIKIPEDIA.ORG
• Cipro – Il modello di apprendistato moderno cipriota non prevede un limite superiore d’età, accettando candidati a partire dai 15 anni.
CEDEFOP.EUROPA.EU

• Romania – Lo schema “Apprendistato al luogo di lavoro” è offerto a persone a partire dai 16 anni, senza fissare un limite massimo d’età.
CEDEFOP.EUROPA.EU

• Australia – I programmi di apprendistato in Australia sono accessibili senza restrizioni d’età formali, consentendo a giovani e adulti di accedere ai percorsi formativi.
• Nuova Zelanda – Anche in Nuova Zelanda non sono previsti limiti d’età per l’accesso agli apprendistati, sebbene la tradizione formativa sia maggiormente orientata ai giovani.
• Irlanda – Nonostante la tradizione storica rivolta ai giovani, le normative irlandesi non impongono un tetto massimo d’età per accedere agli apprendistati.
• Paesi Bassi – Il sistema olandese di apprendistato non stabilisce restrizioni formali sull’età, offrendo percorsi formativi aperti a candidati di ogni età.
• Austria – Nel sistema duale austriaco non è previsto un limite massimo d’età, anche se in pratica l’attenzione resta spesso sui giovani.
• Stati Uniti – Gli apprendistati negli USA sono generalmente aperti a chi ha più di 18 anni, senza un limite formale superiore, permettendo anche a lavoratori maturi di accedere a percorsi formativi.
• Regno Unito – Sebbene i programmi siano principalmente pensati per giovani (a partire dai 16 anni), non esiste una restrizione formale sull’età massima per accedervi.
• Canada – I programmi di apprendistato in Canada sono aperti a candidati di ogni età, offrendo opportunità di formazione e riqualificazione senza limiti d’età.
Questi esempi dimostrano che, in numerosi contesti internazionali, l’apprendistato è concepito come uno strumento accessibile anche a lavoratori maturi, specialmente per percorsi di riqualificazione o inserimento in mobilità.
Hai detto:
E paesi arabi?
ChatGPT ha detto:
Completamento riflessione in un secondo
Negli stati arabi la normativa sul lavoro (e in particolare sui percorsi formativi come l’apprendistato) tende a non fissare un limite massimo d’età in via formale, anche se nella pratica le aziende spesso preferiscono candidati più giovani per ragioni economiche o di adattabilità. Ecco alcuni esempi:
• Emirati Arabi Uniti – La legge sul lavoro non prevede un limite massimo d’età per l’accesso a contratti che includono elementi formativi, come l’apprendistato, sebbene in pratica le imprese possano preferire profili giovani.
ECAITALIA.COM

• Libano – Nel Libano non esistono restrizioni formali sull’età per l’accesso al mercato del lavoro, il che si estende anche ai percorsi formativi o di apprendistato.
• Giordania – Anche la Giordania non impone limiti di età per l’assunzione o per l’accesso a programmi formativi, offrendo maggiore flessibilità.
• Qatar, Oman e Kuwait – Sebbene questi paesi siano noti per preferire lavoratori più giovani (spesso per via dei requisiti per il visto di lavoro, che nei settori manuali tendono a favorire i candidati più giovani), non esiste una norma specifica che limiti formalmente l’accesso ai percorsi di formazione o apprendistato.
Questi esempi evidenziano come, sul piano normativo, in alcuni paesi arabi non sia previsto un limite massimo d’età per intraprendere percorsi formativi quali l’apprendistato, anche se la prassi aziendale può variare.
E nello Yemen e in Arabia Saudita?
ChatGPT ha detto:
In Arabia Saudita, la legge sul lavoro stabilisce che l'età minima per l'occupazione è di 15 anni. Tuttavia, non è specificato un limite massimo di età per l'assunzione o per partecipare a programmi di apprendistato. Nella pratica, le aziende possono preferire candidati più giovani per tali posizioni, ma ciò varia a seconda del datore di lavoro e del settore.
it.saudiarabiasands.com
Per quanto riguarda lo Yemen, l'età minima per l'occupazione è generalmente inferiore ai 15 anni, ma è soggetta a restrizioni. Tuttavia, le informazioni specifiche sui limiti di età per l'apprendistato non sono facilmente reperibili. In generale, la normativa sul lavoro in Yemen non stabilisce un limite massimo di età per l'accesso a programmi di apprendistato o formazione professionale. Tuttavia, nella pratica, le aziende possono preferire candidati più giovani per tali posizioni.
È importante notare che le leggi e le pratiche possono variare significativamente tra i diversi paesi e possono essere soggette a modifiche nel tempo. Pertanto, per ottenere informazioni precise e aggiornate, è consigliabile consultare le autorità locali competenti o fonti ufficiali nei rispettivi paesi.
Come immaginavo. Persino la Romania, l'Arabia Saudita, Cipro e lo Yemen sono piu' civili dell'Italia.
Ma noi siamo il paese fondato sul lavoro, ricordiamocelo. Yu-hu

