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il 2024-04-11 01:53:50.0 alle 2024-04-11 01:53:50.0
Re: Isee familiare
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> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > > I figli dei ricchi sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.
> > > >
> > > > Vero.
> > > >
> > > > > Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.
> > > > >
> > > > > 1a.
> > > > > Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
> > > > > Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
> > > > > Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
> > > > > Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.
> > > > >
> > > > >
> > > > >
> > > > > 2a.
> > > > > Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
> > > > > Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.
> > > >
> > > > Lo stato assume così perché nella maggior parte dei casi lo è. Ebbene sì, questo crea un'ingiustizia nei casi in cui non lo è. Ma nella maggior parte dei casi quest'ingiustizia viene risolta arrangiandosi, per cui chi non riesce ad arrangiarsi è una minoranza nella minoranza. Una volta arrangiarsi era più semplice: si cercava un lavoro e si diveniva indipendenti.
> > >
> > > Quindi una presunzione che si smentisce da sola.
> > > Una iniquità manifesta.
> > > Una discriminazione.
> > > Poi nel caso costringa a dover lavorare e studiare contemporaneamente solo alcuni e non altri crea una ineguaglianza di doveri contrari al primo comma dell'art. 3 della Costituzione.
> > >
> > > Quindi è incostituzionale.
> > >
> > > Inoltre crea un'altra ineguaglianza di doveri, alcuni debbono chiedere il permesso ai genitori per studiare e altri no.
> >
> > Il problema è che è un'ingiustizia che riguarda uno su un milione, tutti gli altri non la vedono come prioritaria.
>
> In logica basta un singolo caso per confutare.
>
> Forse allora è la democrazia che fa schifo. Se la gente ha empatia solo per se stessa.

La democrazia è il governo della maggioranza. Se non appartieni alla maggioranzao a una minoranza sufficientemente corposa sul piano elettorale, i tuoi problemi non saranno rappresentati da nessuno.

AlexTG

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il 2024-04-11 01:51:44.0 alle 2024-04-11 01:51:44.0
Re: Isee familiare
> Qualcuno vede errori in questo testo? Logici, grammaticali, di sintassi?

Andrebbe riscritto in modo più semplice, meno astratto, con parole comuni. Ad esempio "violenza giudiziaria": solo noi di questo forum sappiamo cosa intendi.
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il 2024-04-11 01:49:53.0 alle 2024-04-11 01:49:53.0
Re: Isee familiare
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> Scritto da:
> >
> > I figli dei ricchi
sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.
> >
> > Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.
> >
> > 1a.
> > Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
> > Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
> > Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
> > Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.
> >
> >
> >
> > 2a.
> > Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
> > Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.
> >
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> >
> > Nel caso in cui ciò non avvenga o il sostegno sia parziale e relativo, l'unico modo per ottenere gli stessi diritti degli altri sarebbe usare la violenza giudiziaria verso i genitori.
> >
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> >
> >
> > Per confutare questa presunzione sono costretti ad usare la violenza giudiziaria contro i genitori negligenti e causare un danno endofamiliare che rischia di fare annullare eventuali contratti verbali con valore patrimoniale e anche rischiare di perdere parte dell'eredità.
> >
> > Alcuni penseranno che non si possa pretendere di essere considerati autonomi dalla famiglia senza accettare di farsi diseredare e quindi sia giusto.
> > La ratio dell'esclusione dall'accesso allo stato sociale per chi permane nello stato di famiglia di una famiglia benestante è tale solo perchè si presume che escluda lo stato di necessità a cui sottende la ratio dello stato sociale.
> >
> > Il fatto di poter disporre tra decenni di una eredità non implica tale esclusione. In sostanza chi non può disporre attualmente di mezzi tali da espletare gli stessi bisogni che lo stato sociale mira a sanare, non deve esserne escluso.
> > Perciò la prima presunzione che darebbe ratio all'Isee decade.
> >
> > Inoltre
> > Nel primo caso per emanciparsi dalla presunzione di comproprietà potrebbe essere coerente dover rischiare di rinunciare all'eredità.
> > Ma se così fosse lo Stato dovrebbe istituire veramente questa comproprietà, invece prima la presume, poi non la istituisce veramente e poi la nega.
> > La nega in diversi modi.
> > Intanto ai figli non è concesso disporre dei beni dei genitori. Non possono vendersi un immobile per pagarsi gli studi.
> > Inoltre non hanno neanche il diritto di usucapire i beni dei genitori, mentre l'uomo della strada sì. Quindi sono più lontani dal disporre della proprietà dei beni dei genitori di un qualsiasi anonimo uomo della strada.
> >
> > Inoltre non possono disporre dei beni ereditari perchè i patti ereditari non sono permessi.
> >
> > Per avere un minimo di coerenza logica per esporre un cittadino al rischio di perdere ciò che si presume che già possegga, come minimo questa comproprietà andrebbe istituita veramente.
> > Altrimenti sarebbe una scelta obbligata.
> > Vivere senza diritti e vivere senza possibilità di disporre di ciò che si presume possa possedere nel presente.
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> > Per quanto riguarda la seconda presunzione
> > per emanciparsi dalla presunzione di sostegno assoluto nel mantenimento
> > il dover rischiare di rinunciare all'eredità è qualcosa di esterno al mantenimento.
> > Perchè dovrebbe rinunciare a qualcosa per emanciparsi da una presunzione, quando per definizione tale presunzione contempla solamente il mantenimento e non la comproprietà di altri beni?
> > Non ha senso logico e si autoesclude per definizione.
> >
> >
> >
>
> Quindi se prevalesse la seconda interpretazione, cioè la presunzione di sostegno al mantenimento, il dover rischiare di perdere parte dell'eredità disponibile rende il diritto allo studio come inesigibile, praticamente per ottenere gli stessi diritti che hanno gli altri si sarebbe costretti a danneggiare i propri interessi.

E parlare del problema con i tuoi invece di tutte queste elucubrazioni?
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il 2024-04-11 00:24:41.0 alle 2024-04-11 00:24:41.0
Re: Mattia
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> Scritto da:
> >
> > Rotola dal ridere
>
> Ma dai poverino.
>
> Ricordo che una volta quando era più giovane raccontò di sua madre che pare gli disse di non stare sempre al PC a fare il ....
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il 2024-04-11 00:24:16.0 alle 2024-04-11 00:24:16.0
Re: Mattia
Scritto da:
>
> Rotola dal ridere

Ma dai poverino.

Ricordo che una volta quando era più giovane raccontò di sua madre che pare gli dissi di non stare sempre al PC a fare il ....

Vaffanculo

Ad https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=vaffanculo&ia=web
VAFFANCULOOOO‎
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il 2024-04-11 00:21:07.0 alle 2024-04-11 00:21:07.0
Re: Mattia
> > Tua mamma sa di te? E se si che pensa?
>
> Secondo me tenta di intrufolarsi ossessivamente ai pranzi di natale dato che lo avranno bannato da tempo.

Rotola dal ridere
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il 2024-04-11 00:08:30.0 alle 2024-04-11 00:08:30.0
Trollate totali: 9904
Re: Tutte le sinfonie di Mozart - Sinfonia No. 8
Scritto da: Mattia
> Sinfonia No. 8, composta da Mozart nel 1768, all'età di 12 anni.
>
> Mozart - K. 48 - Symphony No. 8 in D major (1768):
> 00:00 I. Allegro, 3/4
> 04:25 II. Andante (in G major), 2/4
> 07:48 III. Menuetto and Trio, Allegro, 3/4
> 11:58 IV. Allegrissimo, 12/8
>
>

Qui l'ultimo movimento è davvero la cosa più interessante. Una cosa notevole per un 12enne!
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il 2024-04-10 22:34:03.0 alle 2024-04-10 22:34:03.0
Re: Isee familiare
Che ne pensa Mattia?
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il 2024-04-10 18:43:35.0 alle 2024-04-10 18:43:35.0
Re: Mattia
Scritto da:
> Tua mamma sa di te? E se si che pensa?

Secondo me tenta di intrufolarsi ossessivamente ai pranzi di natale dato che lo avranno bannato da tempo.

Vieni anche tu in gita in Africa!

Ad https://www.ilmessaggero.it/AMP/italia/luca_tacchetto_italiano_scomparso_burkina_faso-4209268.html
Le popolazioni locali ti accoglieranno così bene che scomparirai letteralmente dal resto del mondo! Lasciati alle spalle la civiltà occidentale, gli smartphone, la ruota e il fuoco!‎
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il 2024-04-10 18:19:10.0 alle 2024-04-10 18:19:10.0
Mattia
Tua mamma sa di te? E se si che pensa?
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il 2024-04-10 18:16:07.0 alle 2024-04-10 18:16:07.0
Re: Isee familiare
Scritto da:
>
> I figli dei ricchi
sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.
>
> Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.
>
> 1a.
> Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
> Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
> Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
> Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.
>
>
>
> 2a.
> Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
> Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.
>
>
>
>
>
>
>
>
>
> Nel caso in cui ciò non avvenga o il sostegno sia parziale e relativo, l'unico modo per ottenere gli stessi diritti degli altri sarebbe usare la violenza giudiziaria verso i genitori.
>
>
>
>
>
> Per confutare questa presunzione sono costretti ad usare la violenza giudiziaria contro i genitori negligenti e causare un danno endofamiliare che rischia di fare annullare eventuali contratti verbali con valore patrimoniale e anche rischiare di perdere parte dell'eredità.
>
> Alcuni penseranno che non si possa pretendere di essere considerati autonomi dalla famiglia senza accettare di farsi diseredare e quindi sia giusto.
> La ratio dell'esclusione dall'accesso allo stato sociale per chi permane nello stato di famiglia di una famiglia benestante è tale solo perchè si presume che escluda lo stato di necessità a cui sottende la ratio dello stato sociale.
>
> Il fatto di poter disporre tra decenni di una eredità non implica tale esclusione. In sostanza chi non può disporre attualmente di mezzi tali da espletare gli stessi bisogni che lo stato sociale mira a sanare, non deve esserne escluso.
> Perciò la prima presunzione che darebbe ratio all'Isee decade.
>
> Inoltre
> Nel primo caso per emanciparsi dalla presunzione di comproprietà potrebbe essere coerente dover rischiare di rinunciare all'eredità.
> Ma se così fosse lo Stato dovrebbe istituire veramente questa comproprietà, invece prima la presume, poi non la istituisce veramente e poi la nega.
> La nega in diversi modi.
> Intanto ai figli non è concesso disporre dei beni dei genitori. Non possono vendersi un immobile per pagarsi gli studi.
> Inoltre non hanno neanche il diritto di usucapire i beni dei genitori, mentre l'uomo della strada sì. Quindi sono più lontani dal disporre della proprietà dei beni dei genitori di un qualsiasi anonimo uomo della strada.
>
> Inoltre non possono disporre dei beni ereditari perchè i patti ereditari non sono permessi.
>
> Per avere un minimo di coerenza logica per esporre un cittadino al rischio di perdere ciò che si presume che già possegga, come minimo questa comproprietà andrebbe istituita veramente.
> Altrimenti sarebbe una scelta obbligata.
> Vivere senza diritti e vivere senza possibilità di disporre di ciò che si presume possa possedere nel presente.
>
>
>
>
>
>
>
>
> Per quanto riguarda la seconda presunzione
> per emanciparsi dalla presunzione di sostegno assoluto nel mantenimento
> il dover rischiare di rinunciare all'eredità è qualcosa di esterno al mantenimento.
> Perchè dovrebbe rinunciare a qualcosa per emanciparsi da una presunzione, quando per definizione tale presunzione contempla solamente il mantenimento e non la comproprietà di altri beni?
> Non ha senso logico e si autoesclude per definizione.
>
>
>

Quindi se prevalesse la seconda interpretazione, cioè la presunzione di sostegno al mantenimento, il dover rischiare di perdere parte dell'eredità disponibile rende il diritto allo studio come inesigibile, praticamente per ottenere gli stessi diritti che hanno gli altri si sarebbe costretti a danneggiare i propri interessi.

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il 2024-04-10 17:45:12.0 alle 2024-04-10 17:45:12.0
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Tutte le sinfonie di Mozart - Sinfonia No. 8
Sinfonia No. 8, composta da Mozart nel 1768, all'età di 12 anni.

Mozart - K. 48 - Symphony No. 8 in D major (1768):
00:00 I. Allegro, 3/4
04:25 II. Andante (in G major), 2/4
07:48 III. Menuetto and Trio, Allegro, 3/4
11:58 IV. Allegrissimo, 12/8

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il 2024-04-10 16:48:54.0 alle 2024-04-10 16:48:54.0
Re: Isee familiare
Qualcuno vede errori in questo testo? Logici, grammaticali, di sintassi?

Il coraggio degli asiatici

Ad https://imgur.com/iYd5ZkJ
Cinesi salvano Gatto Selvaggio da sicuro annegamento, altro che musulmani!‎
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il 2024-04-10 03:02:53.0 alle 2024-04-10 03:02:53.0
Re: Isee familiare
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> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > > I figli dei ricchi sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.
> > >
> > > Vero.
> > >
> > > > Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.
> > > >
> > > > 1a.
> > > > Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
> > > > Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
> > > > Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
> > > > Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > 2a.
> > > > Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
> > > > Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.
> > >
> > > Lo stato assume così perché nella maggior parte dei casi lo è. Ebbene sì, questo crea un'ingiustizia nei casi in cui non lo è. Ma nella maggior parte dei casi quest'ingiustizia viene risolta arrangiandosi, per cui chi non riesce ad arrangiarsi è una minoranza nella minoranza. Una volta arrangiarsi era più semplice: si cercava un lavoro e si diveniva indipendenti.
> >
> > Quindi una presunzione che si smentisce da sola.
> > Una iniquità manifesta.
> > Una discriminazione.
> > Poi nel caso costringa a dover lavorare e studiare contemporaneamente solo alcuni e non altri crea una ineguaglianza di doveri contrari al primo comma dell'art. 3 della Costituzione.
> >
> > Quindi è incostituzionale.
> >
> > Inoltre crea un'altra ineguaglianza di doveri, alcuni debbono chiedere il permesso ai genitori per studiare e altri no.
>
> Il problema è che è un'ingiustizia che riguarda uno su un milione, tutti gli altri non la vedono come prioritaria.

In logica basta un singolo caso per confutare.

Forse allora è la democrazia che fa schifo. Se la gente ha empatia solo per se stessa.


>
> > >
> > > > Nel caso in cui ciò non avvenga o il sostegno sia parziale e relativo, l'unico modo per ottenere gli stessi diritti degli altri sarebbe usare la violenza giudiziaria verso i genitori.
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > Per confutare questa presunzione sono costretti ad usare la violenza giudiziaria contro i genitori negligenti e causare un danno endofamiliare che rischia di fare annullare eventuali contratti verbali con valore patrimoniale e anche rischiare di perdere parte dell'eredità.
> > >
> > > Mii che venale. Prima di tutto si perde con i genitori il rapporto di fiducia.
> > >
> > > > Alcuni penseranno che non si possa pretendere di essere considerati autonomi dalla famiglia senza accettare di farsi diseredare e quindi sia giusto.
> > > > La ratio dell'esclusione dall'accesso allo stato sociale per chi permane nello stato di famiglia di una famiglia benestante è tale solo perchè si presume che escluda lo stato di necessità a cui sottende la ratio dello stato sociale.
> > > >
> > > > Il fatto di poter disporre tra decenni di una eredità non implica tale esclusione. In sostanza chi non può disporre attualmente di mezzi tali da espletare gli stessi bisogni che lo stato sociale mira a sanare, non deve esserne escluso.
> > > > Perciò la prima presunzione che darebbe ratio all'Isee decade.
> > > >
> > > > Inoltre
> > > > Nel primo caso per emanciparsi dalla presunzione di comproprietà potrebbe essere coerente dover rischiare di rinunciare all'eredità.
> > > > Ma se così fosse lo Stato dovrebbe istituire veramente questa comproprietà, invece prima la presume, poi non la istituisce veramente e poi la nega.
> > > > La nega in diversi modi.
> > > > Intanto ai figli non è concesso disporre dei beni dei genitori. Non possono vendersi un immobile per pagarsi gli studi.
> > > > Inoltre non hanno neanche il diritto di usucapire i beni dei genitori, mentre l'uomo della strada sì. Quindi sono più lontani dal disporre della proprietà dei beni dei genitori di un qualsiasi anonimo uomo della strada.
> > > >
> > > > Inoltre non possono disporre dei beni ereditari perchè i patti ereditari non sono permessi.
> > > >
> > > > Per avere un minimo di coerenza logica per esporre un cittadino al rischio di perdere ciò che si presume che già possegga, come minimo questa comproprietà andrebbe istituita veramente.
> > > > Altrimenti sarebbe una scelta obbligata.
> > > > Vivere senza diritti e vivere senza possibilità di disporre di ciò che si presume possa possedere nel presente.
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
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> > > >
> > > >
> > > > Per quanto riguarda la seconda presunzione
> > > > per emanciparsi dalla presunzione di sostegno assoluto nel mantenimento
> > > > il dover rischiare di rinunciare all'eredità è qualcosa di esterno al mantenimento.
> > > > Perchè dovrebbe rinunciare a qualcosa per emanciparsi da una presunzione, quando per definizione tale presunzione contempla solamente il mantenimento e non la comproprietà di altri beni?
> > > > Non ha senso logico e si autoesclude per definizione.
> > > >
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il 2024-04-10 03:00:00.0 alle 2024-04-10 03:00:00.0
Re: Isee familiare
Scritto da:
> > I figli dei ricchi sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.
>
> Vero.
>
> > Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.
> >
> > 1a.
> > Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
> > Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
> > Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
> > Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.
> >
> >
> >
> > 2a.
> > Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
> > Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.
>
> Lo stato assume così perché nella maggior parte dei casi lo è. Ebbene sì, questo crea un'ingiustizia nei casi in cui non lo è. Ma nella maggior parte dei casi quest'ingiustizia viene risolta arrangiandosi, per cui chi non riesce ad arrangiarsi è una minoranza nella minoranza. Una volta arrangiarsi era più semplice: si cercava un lavoro e si diveniva indipendenti.
>
> > Nel caso in cui ciò non avvenga o il sostegno sia parziale e relativo, l'unico modo per ottenere gli stessi diritti degli altri sarebbe usare la violenza giudiziaria verso i genitori.
> >
> >
> >
> >
> >
> > Per confutare questa presunzione sono costretti ad usare la violenza giudiziaria contro i genitori negligenti e causare un danno endofamiliare che rischia di fare annullare eventuali contratti verbali con valore patrimoniale e anche rischiare di perdere parte dell'eredità.
>
> Mii che venale. Prima di tutto si perde con i genitori il rapporto di fiducia.

Beh
Studiare arricchisce la società.
Perchè per arricchire la società si debba rischiare di danneggiare i propri interessi?
Perchè solo ad alcuni è riservato questo trattamento, mentre per altri no?
Perchè questa ineguaglianza di doveri?


Pensi che un genitore trascinato in tribunale la prenda bene? Che riservi dolciumi per questo trattamento?

>
> > Alcuni penseranno che non si possa pretendere di essere considerati autonomi dalla famiglia senza accettare di farsi diseredare e quindi sia giusto.
> > La ratio dell'esclusione dall'accesso allo stato sociale per chi permane nello stato di famiglia di una famiglia benestante è tale solo perchè si presume che escluda lo stato di necessità a cui sottende la ratio dello stato sociale.
> >
> > Il fatto di poter disporre tra decenni di una eredità non implica tale esclusione. In sostanza chi non può disporre attualmente di mezzi tali da espletare gli stessi bisogni che lo stato sociale mira a sanare, non deve esserne escluso.
> > Perciò la prima presunzione che darebbe ratio all'Isee decade.
> >
> > Inoltre
> > Nel primo caso per emanciparsi dalla presunzione di comproprietà potrebbe essere coerente dover rischiare di rinunciare all'eredità.
> > Ma se così fosse lo Stato dovrebbe istituire veramente questa comproprietà, invece prima la presume, poi non la istituisce veramente e poi la nega.
> > La nega in diversi modi.
> > Intanto ai figli non è concesso disporre dei beni dei genitori. Non possono vendersi un immobile per pagarsi gli studi.
> > Inoltre non hanno neanche il diritto di usucapire i beni dei genitori, mentre l'uomo della strada sì. Quindi sono più lontani dal disporre della proprietà dei beni dei genitori di un qualsiasi anonimo uomo della strada.
> >
> > Inoltre non possono disporre dei beni ereditari perchè i patti ereditari non sono permessi.
> >
> > Per avere un minimo di coerenza logica per esporre un cittadino al rischio di perdere ciò che si presume che già possegga, come minimo questa comproprietà andrebbe istituita veramente.
> > Altrimenti sarebbe una scelta obbligata.
> > Vivere senza diritti e vivere senza possibilità di disporre di ciò che si presume possa possedere nel presente.
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> > Per quanto riguarda la seconda presunzione
> > per emanciparsi dalla presunzione di sostegno assoluto nel mantenimento
> > il dover rischiare di rinunciare all'eredità è qualcosa di esterno al mantenimento.
> > Perchè dovrebbe rinunciare a qualcosa per emanciparsi da una presunzione, quando per definizione tale presunzione contempla solamente il mantenimento e non la comproprietà di altri beni?
> > Non ha senso logico e si autoesclude per definizione.
> >
> >
> >
>
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Non Autenticato
il 2024-04-10 02:58:20.0 alle 2024-04-10 02:58:20.0
Re: Isee familiare
Scritto da:
> Scritto da:
> > > I figli dei ricchi sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.
> >
> > Vero.
> >
> > > Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.
> > >
> > > 1a.
> > > Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
> > > Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
> > > Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
> > > Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.
> > >
> > >
> > >
> > > 2a.
> > > Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
> > > Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.
> >
> > Lo stato assume così perché nella maggior parte dei casi lo è. Ebbene sì, questo crea un'ingiustizia nei casi in cui non lo è. Ma nella maggior parte dei casi quest'ingiustizia viene risolta arrangiandosi, per cui chi non riesce ad arrangiarsi è una minoranza nella minoranza. Una volta arrangiarsi era più semplice: si cercava un lavoro e si diveniva indipendenti.
>
> Quindi una presunzione che si smentisce da sola.
> Una iniquità manifesta.
> Una discriminazione.
> Poi nel caso costringa a dover lavorare e studiare contemporaneamente solo alcuni e non altri crea una ineguaglianza di doveri contrari al primo comma dell'art. 3 della Costituzione.
>
> Quindi è incostituzionale.
>
> Inoltre crea un'altra ineguaglianza di doveri, alcuni debbono chiedere il permesso ai genitori per studiare e altri no.

Il problema è che è un'ingiustizia che riguarda uno su un milione, tutti gli altri non la vedono come prioritaria.

> >
> > > Nel caso in cui ciò non avvenga o il sostegno sia parziale e relativo, l'unico modo per ottenere gli stessi diritti degli altri sarebbe usare la violenza giudiziaria verso i genitori.
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> > >
> > >
> > > Per confutare questa presunzione sono costretti ad usare la violenza giudiziaria contro i genitori negligenti e causare un danno endofamiliare che rischia di fare annullare eventuali contratti verbali con valore patrimoniale e anche rischiare di perdere parte dell'eredità.
> >
> > Mii che venale. Prima di tutto si perde con i genitori il rapporto di fiducia.
> >
> > > Alcuni penseranno che non si possa pretendere di essere considerati autonomi dalla famiglia senza accettare di farsi diseredare e quindi sia giusto.
> > > La ratio dell'esclusione dall'accesso allo stato sociale per chi permane nello stato di famiglia di una famiglia benestante è tale solo perchè si presume che escluda lo stato di necessità a cui sottende la ratio dello stato sociale.
> > >
> > > Il fatto di poter disporre tra decenni di una eredità non implica tale esclusione. In sostanza chi non può disporre attualmente di mezzi tali da espletare gli stessi bisogni che lo stato sociale mira a sanare, non deve esserne escluso.
> > > Perciò la prima presunzione che darebbe ratio all'Isee decade.
> > >
> > > Inoltre
> > > Nel primo caso per emanciparsi dalla presunzione di comproprietà potrebbe essere coerente dover rischiare di rinunciare all'eredità.
> > > Ma se così fosse lo Stato dovrebbe istituire veramente questa comproprietà, invece prima la presume, poi non la istituisce veramente e poi la nega.
> > > La nega in diversi modi.
> > > Intanto ai figli non è concesso disporre dei beni dei genitori. Non possono vendersi un immobile per pagarsi gli studi.
> > > Inoltre non hanno neanche il diritto di usucapire i beni dei genitori, mentre l'uomo della strada sì. Quindi sono più lontani dal disporre della proprietà dei beni dei genitori di un qualsiasi anonimo uomo della strada.
> > >
> > > Inoltre non possono disporre dei beni ereditari perchè i patti ereditari non sono permessi.
> > >
> > > Per avere un minimo di coerenza logica per esporre un cittadino al rischio di perdere ciò che si presume che già possegga, come minimo questa comproprietà andrebbe istituita veramente.
> > > Altrimenti sarebbe una scelta obbligata.
> > > Vivere senza diritti e vivere senza possibilità di disporre di ciò che si presume possa possedere nel presente.
> > >
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> > >
> > >
> > > Per quanto riguarda la seconda presunzione
> > > per emanciparsi dalla presunzione di sostegno assoluto nel mantenimento
> > > il dover rischiare di rinunciare all'eredità è qualcosa di esterno al mantenimento.
> > > Perchè dovrebbe rinunciare a qualcosa per emanciparsi da una presunzione, quando per definizione tale presunzione contempla solamente il mantenimento e non la comproprietà di altri beni?
> > > Non ha senso logico e si autoesclude per definizione.
> > >
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Non Autenticato
il 2024-04-10 02:55:06.0 alle 2024-04-10 02:55:06.0
Re: Isee familiare
Scritto da:
> > I figli dei ricchi sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.
>
> Vero.
>
> > Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.
> >
> > 1a.
> > Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
> > Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
> > Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
> > Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.
> >
> >
> >
> > 2a.
> > Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
> > Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.
>
> Lo stato assume così perché nella maggior parte dei casi lo è. Ebbene sì, questo crea un'ingiustizia nei casi in cui non lo è. Ma nella maggior parte dei casi quest'ingiustizia viene risolta arrangiandosi, per cui chi non riesce ad arrangiarsi è una minoranza nella minoranza. Una volta arrangiarsi era più semplice: si cercava un lavoro e si diveniva indipendenti.

Quindi una presunzione che si smentisce da sola.
Una iniquità manifesta.
Una discriminazione.
Poi nel caso costringa a dover lavorare e studiare contemporaneamente solo alcuni e non altri crea una ineguaglianza di doveri contrari al primo comma dell'art. 3 della Costituzione.

Quindi è incostituzionale.

Inoltre crea un'altra ineguaglianza di doveri, alcuni debbono chiedere il permesso ai genitori per studiare e altri no.


>
> > Nel caso in cui ciò non avvenga o il sostegno sia parziale e relativo, l'unico modo per ottenere gli stessi diritti degli altri sarebbe usare la violenza giudiziaria verso i genitori.
> >
> >
> >
> >
> >
> > Per confutare questa presunzione sono costretti ad usare la violenza giudiziaria contro i genitori negligenti e causare un danno endofamiliare che rischia di fare annullare eventuali contratti verbali con valore patrimoniale e anche rischiare di perdere parte dell'eredità.
>
> Mii che venale. Prima di tutto si perde con i genitori il rapporto di fiducia.
>
> > Alcuni penseranno che non si possa pretendere di essere considerati autonomi dalla famiglia senza accettare di farsi diseredare e quindi sia giusto.
> > La ratio dell'esclusione dall'accesso allo stato sociale per chi permane nello stato di famiglia di una famiglia benestante è tale solo perchè si presume che escluda lo stato di necessità a cui sottende la ratio dello stato sociale.
> >
> > Il fatto di poter disporre tra decenni di una eredità non implica tale esclusione. In sostanza chi non può disporre attualmente di mezzi tali da espletare gli stessi bisogni che lo stato sociale mira a sanare, non deve esserne escluso.
> > Perciò la prima presunzione che darebbe ratio all'Isee decade.
> >
> > Inoltre
> > Nel primo caso per emanciparsi dalla presunzione di comproprietà potrebbe essere coerente dover rischiare di rinunciare all'eredità.
> > Ma se così fosse lo Stato dovrebbe istituire veramente questa comproprietà, invece prima la presume, poi non la istituisce veramente e poi la nega.
> > La nega in diversi modi.
> > Intanto ai figli non è concesso disporre dei beni dei genitori. Non possono vendersi un immobile per pagarsi gli studi.
> > Inoltre non hanno neanche il diritto di usucapire i beni dei genitori, mentre l'uomo della strada sì. Quindi sono più lontani dal disporre della proprietà dei beni dei genitori di un qualsiasi anonimo uomo della strada.
> >
> > Inoltre non possono disporre dei beni ereditari perchè i patti ereditari non sono permessi.
> >
> > Per avere un minimo di coerenza logica per esporre un cittadino al rischio di perdere ciò che si presume che già possegga, come minimo questa comproprietà andrebbe istituita veramente.
> > Altrimenti sarebbe una scelta obbligata.
> > Vivere senza diritti e vivere senza possibilità di disporre di ciò che si presume possa possedere nel presente.
> >
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> > Per quanto riguarda la seconda presunzione
> > per emanciparsi dalla presunzione di sostegno assoluto nel mantenimento
> > il dover rischiare di rinunciare all'eredità è qualcosa di esterno al mantenimento.
> > Perchè dovrebbe rinunciare a qualcosa per emanciparsi da una presunzione, quando per definizione tale presunzione contempla solamente il mantenimento e non la comproprietà di altri beni?
> > Non ha senso logico e si autoesclude per definizione.
> >
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Dio Porco

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il 2024-04-10 02:44:54.0 alle 2024-04-10 02:44:54.0
Re: Isee familiare
> I figli dei ricchi sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.

Vero.

> Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.
>
> 1a.
> Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
> Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
> Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
> Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.
>
>
>
> 2a.
> Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
> Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.

Lo stato assume così perché nella maggior parte dei casi lo è. Ebbene sì, questo crea un'ingiustizia nei casi in cui non lo è. Ma nella maggior parte dei casi quest'ingiustizia viene risolta arrangiandosi, per cui chi non riesce ad arrangiarsi è una minoranza nella minoranza. Una volta arrangiarsi era più semplice: si cercava un lavoro e si diveniva indipendenti.

> Nel caso in cui ciò non avvenga o il sostegno sia parziale e relativo, l'unico modo per ottenere gli stessi diritti degli altri sarebbe usare la violenza giudiziaria verso i genitori.
>
>
>
>
>
> Per confutare questa presunzione sono costretti ad usare la violenza giudiziaria contro i genitori negligenti e causare un danno endofamiliare che rischia di fare annullare eventuali contratti verbali con valore patrimoniale e anche rischiare di perdere parte dell'eredità.

Mii che venale. Prima di tutto si perde con i genitori il rapporto di fiducia.

> Alcuni penseranno che non si possa pretendere di essere considerati autonomi dalla famiglia senza accettare di farsi diseredare e quindi sia giusto.
> La ratio dell'esclusione dall'accesso allo stato sociale per chi permane nello stato di famiglia di una famiglia benestante è tale solo perchè si presume che escluda lo stato di necessità a cui sottende la ratio dello stato sociale.
>
> Il fatto di poter disporre tra decenni di una eredità non implica tale esclusione. In sostanza chi non può disporre attualmente di mezzi tali da espletare gli stessi bisogni che lo stato sociale mira a sanare, non deve esserne escluso.
> Perciò la prima presunzione che darebbe ratio all'Isee decade.
>
> Inoltre
> Nel primo caso per emanciparsi dalla presunzione di comproprietà potrebbe essere coerente dover rischiare di rinunciare all'eredità.
> Ma se così fosse lo Stato dovrebbe istituire veramente questa comproprietà, invece prima la presume, poi non la istituisce veramente e poi la nega.
> La nega in diversi modi.
> Intanto ai figli non è concesso disporre dei beni dei genitori. Non possono vendersi un immobile per pagarsi gli studi.
> Inoltre non hanno neanche il diritto di usucapire i beni dei genitori, mentre l'uomo della strada sì. Quindi sono più lontani dal disporre della proprietà dei beni dei genitori di un qualsiasi anonimo uomo della strada.
>
> Inoltre non possono disporre dei beni ereditari perchè i patti ereditari non sono permessi.
>
> Per avere un minimo di coerenza logica per esporre un cittadino al rischio di perdere ciò che si presume che già possegga, come minimo questa comproprietà andrebbe istituita veramente.
> Altrimenti sarebbe una scelta obbligata.
> Vivere senza diritti e vivere senza possibilità di disporre di ciò che si presume possa possedere nel presente.
>
>
>
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>
>
>
>
> Per quanto riguarda la seconda presunzione
> per emanciparsi dalla presunzione di sostegno assoluto nel mantenimento
> il dover rischiare di rinunciare all'eredità è qualcosa di esterno al mantenimento.
> Perchè dovrebbe rinunciare a qualcosa per emanciparsi da una presunzione, quando per definizione tale presunzione contempla solamente il mantenimento e non la comproprietà di altri beni?
> Non ha senso logico e si autoesclude per definizione.
>
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Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2024-04-10 02:35:46.0 alle 2024-04-10 02:35:46.0
Re: Perché la libertà di espressione è una cazzata? Reprimere propaganda filorus
Scritto da: Mattia
> https://forum.termometropolitico.it/860069-liberta...
>
> La risposta alla domanda è molto semplice: la libertà di espressione è una cosa che viene associata alla teoria liberale, eppure se noi analizziamo la teoria liberale nel complesso ci accorgiamo che non solo mancano gli elementi teorici per supportare logicamente la libertà di espressione, ma addirittura sono proprio gli elementi teorici del liberalismo a spiegare perché la libertà di espressione è una cazzata.
>
> Infatti, il nocciolo del liberalismo risiede nella self-ownership, ovvero nel principio per cui ogni individuo deve essere sovrano del proprio corpo e della propria vita (aprite il link nella mia firma per approfondimento), ma sempre il liberalismo ci spiega anche che quando si esce dall'ambito della self-ownership si va a finire in un terreno in cui gli interessi di diversi persone sono in conflitto tra loro, motivo per cui sebbene il liberalismo difenda la sovranità assoluta dell'individuo nella propria sfera privata, non difende invece la libertà illimitata in ambito pubblico.
> In ambito di ciò che appartiene alla dimensione pubblica, in base alla teoria liberale, occorre una mediazione democratica che trova il giusto equilibrio tra le libertà pubbliche dei vari individui.
>
>
> Fin qui ci siamo?
>
> Bene, qui possiamo già fare una prima osservazione. Dal punto di vista della self-ownership, ogni individuo ha il diritto di avere un proprio pensiero. Perché? Perché il proprio pensiero fa parte del proprio cervello, quindi del proprio corpo, perciò ognuno è libero di pensare quello che vuole.
> In pratica, se esistesse una macchina per leggere il pensiero delle persone, e noi arrestassimo tutte le persone che, dentro di loro, pensano che Hitler era un bravo ragazzo, sarebbe una violazione della self-ownership.
>
> Ora, se però il tizio che pensa che Hitler era un bravo ragazzo non si limita a pensarlo, ma apre siti web per celebrare Hitler e propagandare le sue idee politiche, allora non siamo più nell'ambito della self-ownership: la propaganda appartiene infatti alla dimensione pubblica, ovvero quell'ambito in cui proprio la teoria liberale ci dice che occorre prendere delle decisioni democratiche per stabilire quali libertà pubbliche possiamo tollerare e quali no, nonché i limiti di ciascuna libertà pubblica.

Un punto di vista liberale è che il libero mercato delle idee dà a ciascuna di esse il risalto che merita. In realtà non è così semplice, perché i grandi soggetti economici hanno più mezzi di propaganda dei piccoli. Il tizio di cui sopra aprirà un suo blog in cui esporrà le sue idee, e troverà un certo numero di seguaci. Fine.

> Ebbene, in base alla teoria liberale, poiché la propaganda appartiene logicamente alla dimensione pubblica, noi possiamo democraticamente stabilire che la propaganda al nazismo è pericolosa/dannosa e quindi vietarla.

È pericolosa e dannosa, ma non consegue che puoi vietarla.

> Andiamo avanti.
>
>
> Sempre la teoria liberale ci dà una linea guida riguardo a come gestire le libertà pubbliche: permettere le libertà pubbliche che non danneggiano gli altri e non permettere quelle che non danneggiano gli altri.

La sola difesa che puoi prendere è confutare quello che dice.

> Seguendo questa semplicissima linea guida, si giunge facilmente alla conclusione che la propaganda nazista non debba essere permessa, perché di altro non si tratta che di marketing per promuovere delle idee che andrebbero a distruggere l'intero sistema liberale.

Non mi sembra che negli USA vi sia tutto questo consenso al nazismo, benché sia permesso farne propaganda.

> In sintesi, quindi, la libertà di espressione, come ogni libertà pubblica, può essere limitata per evitare che degli individui vengano danneggiati. Per poter difendere la libertà di espressione illimitata dovremmo essere sinceramente convinti del fatto che la propaganda non possa mai creare danni, ma io a questo non ci credo, ed ecco perché sostengo che la libertà di espressione sia una cazzata.

No, è un principio sacro e inviolabile. Senza di esso non può esistere autentica democrazia. Un modo di ragionare liberale è che esista un libero mercato delle idee, a cui ciascuno attinge per formare le proprie opinioni. In realtà per come sono messe in pratica le cose questo mercato non è libero, perché un cittadino qualsiasi non ha il peso mediatico di un giornale o una rete televisiva. Inoltre è viziato, perché giornali e reti televisive sono di proprietà di gruppi industriali-imprenditoriali, e danno risalto alle idee che fan comodo ai loro proprietari. Infine, perché ciascuno possa formarsi liberamente delle opinioni occorre una buona istruzione, e pochi ce l'hanno. Bisognerebbe chiedersi perché, ma è pieno di persone che è come se non fossero andati a scuola. Tutti questi difetti rendono la democrazia incompiuta.

> Vorrei farvi un esempio pratico di attualità.
>
> Il Corriere della Sera di recente ha pubblicato un video sul suo canale Youtube con un'intervista in inglese a Zelensky sottotitolata in Italiano.
>
> I sottitoli sono corretti, salvo fatto per la parte più controversa, in cui un giornalista chiede a Zelensky a proposito dei pro-putiniani in Italia.
> Da questo momento in poi i sottotitoli non coincidono più con quello che viene effettivamente detto da Zelensky.
>
> I sottotitoli dicono: [I]"Meloni è dalla nostra parte e le siamo profondamente grati. Sappiamo però che in Italia ci sono tanti filo-putiniani e in Europa anche. Stiamo preparando una lista dei propagandisti russi. È una lunga lista e vogliamo presentarla alla Commissione Europea, al parlamento europeo e agli USA. Riuscirete a zittirli? Riuscirete a far capire alle vostri opinioni pubbliche che la Russia non è solo una minaccia per l'Ucraina, ma per tutti voi? La società europee sono pronte a questa sfida?"[/I]
>
> Minuto 06.33 del video qui sotto (siccome il Corriere della Sera ha rimosso il video, dovete guardarlo qui).
>
>
>
>
> Ora, il problema è che quei sottotitoli non è che travisino leggermente le parole di Zelensky. Dice tutt'altre cose, quindi quei sottotitoli sono inventati di sana pianta.
>
> Com'è ovvio che sia, libertà di espressione illimitata significa anche "libertà di mentire in maniera consapevole e spudorata", ed è quello che fa la propaganda filorussa: diffondere una valanga di PUTTANATE per fare in modo che le persone finiscano per prendersela con l'Ucraina e sostenere la Russia.
>
> Si, perché quando si conosce la verità, si capisce benissimo che la Russia è completamente dalla parte del torto, che la Russia è il predatore feroce mentre l'Ucraina la preda.

La Russia è dalla parte del torto dal momento in cui ha avviato l'aggressione, ma non è _completamente_ dalla parte del torto. Nemmeno Hitler lo era, forse neppure Satana lo è.

E dov'è che Putin non ha completamente torto?
Supponiamo per ipotesi che esistano zone di Ucraina in cui la maggioranza preferisce stare con la Russia: quale altro mezzo avrebbe Putin se non prenderle con la forza?
Dov'è invece che Putin ha torto? Nel non essersi limitato a prendere quelle zone. Senz'altro se potesse si prenderebbe tutta l'Ucraina. Nel mio scorso post ho osservato che i territori controllati da Putin sono di più di quanto avrei desunto dal quotidiano bollettino di sconfitte propinato dai nostri media (non seguo particolarmente la questione, ma se apro Edge o Firefox senz adblock vedo una pagina di notizie ed è impossibile non leggerne i titoli). Quindi Putin probabilmente ora controlla anche territori in cui la maggioranza non vuol stare con la Russia, e se continua ad avanzare controllerà anche il territorio di Odessa in cui i russofoni e i filorussi, pur presenti, sono minoranza.

> La diffusione di quelle falsità, che impediscono a molti guardare lucidamente la questione, dal punto di vista politico ha degli impatti reali e catastrofici, perché più aumenta la disinformazione e di conseguenza il numero di idioti filorussi, più è probabile che si smetta di supportare l'Ucraina.

L'intiepidimento dell'appoggio all'Ucraina deriva da chissà quali convenienze politiche, non certo da ciò che ne pensa il pubblico.

> Se la Russia dovesse prendersi tutta l'Ucraina, non solo gli ucraini diventerebbero schiavi del regime russo, ma la cosa avrebbe ricadute negative su di noi, che ci ritroveremmo il regime tirannico russo sotto casa. Questo ci costringerebbe ad aumentare le spese militari e a fortificare i confini dei paesi NATO più vicini alla Russia.
> Più genericamente parlando, assisteremmo a un potenziamento di un pericoloso nemico.
>
> Cari amici, è arrivato il momento di creare una legge speciale contro la propaganda filorussa, che sta creando enormi danni e quindi deve essere repressa. Li sta creando per il semplice fatto che la propaganda, come ogni azione che ha un impatto pubblico, può essere dannosa... e questo è un ottimo esempio!
>
> Tutti sanno che io sono liberale, ma riuscire ad ammettere quando gli alleati sbagliano è un punto di forza, perché bisogna ammettere la fallibilità della propria squadra e correggere gli errori!
>
> Per concludere tutto questo post, vi metto due video che smontano la propaganda filorussa, per farvi capire quanto sia fottutamente manipolatoria e menzoniera.
>
>
>
>

Dovrei proprio trovare del tempo per seguire sto dibattito con le mie orecchie, perché secondo te in quel video Travaglio viene asfaltato da uno che ne sa più di lui, ma i commenti sotto il video in genere difendono Travaglio.
In ogni caso è possibilissimo che Travaglio sia indotto dal suo antiamericanismo a posizioni non obiettive, lo fa anche Massimo Fini.
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il 2024-04-10 02:22:23.0 alle 2024-04-10 02:22:23.0
Isee familiare

I figli dei ricchi
sono esclusi dallo stato sociale perchè lo Stato presume che non ne abbiano bisogno.

Questa presunzione si basa su altre due possibili presunzioni, quindi poichè incerte su due abduzioni.

1a.
Lo Stato presume che i figli dei ricchi non necessitino del welfare, perchè PRESUME che siano ricchi come i loro genitori.
Per cui lo Stato presume che vi sia una comproprietà di fatto tra i genitori e i figli.
Il figlio del ricco è anch'esso ricco.
Si presume che possa disporre dei beni dei genitori in assoluto.



2a.
Nella seconda abduzione lo Stato presume che sia scontato che i genitori assolvano i propri doveri morali di supporto ai vari doveri che gli competono ( dovere di mantenimento, di pagamento delle tasse scolastiche etc.)
Quindi presume un sostegno assoluto nel mantenimento.









Nel caso in cui ciò non avvenga o il sostegno sia parziale e relativo, l'unico modo per ottenere gli stessi diritti degli altri sarebbe usare la violenza giudiziaria verso i genitori.





Per confutare questa presunzione sono costretti ad usare la violenza giudiziaria contro i genitori negligenti e causare un danno endofamiliare che rischia di fare annullare eventuali contratti verbali con valore patrimoniale e anche rischiare di perdere parte dell'eredità.

Alcuni penseranno che non si possa pretendere di essere considerati autonomi dalla famiglia senza accettare di farsi diseredare e quindi sia giusto.
La ratio dell'esclusione dall'accesso allo stato sociale per chi permane nello stato di famiglia di una famiglia benestante è tale solo perchè si presume che escluda lo stato di necessità a cui sottende la ratio dello stato sociale.

Il fatto di poter disporre tra decenni di una eredità non implica tale esclusione. In sostanza chi non può disporre attualmente di mezzi tali da espletare gli stessi bisogni che lo stato sociale mira a sanare, non deve esserne escluso.
Perciò la prima presunzione che darebbe ratio all'Isee decade.

Inoltre
Nel primo caso per emanciparsi dalla presunzione di comproprietà potrebbe essere coerente dover rischiare di rinunciare all'eredità.
Ma se così fosse lo Stato dovrebbe istituire veramente questa comproprietà, invece prima la presume, poi non la istituisce veramente e poi la nega.
La nega in diversi modi.
Intanto ai figli non è concesso disporre dei beni dei genitori. Non possono vendersi un immobile per pagarsi gli studi.
Inoltre non hanno neanche il diritto di usucapire i beni dei genitori, mentre l'uomo della strada sì. Quindi sono più lontani dal disporre della proprietà dei beni dei genitori di un qualsiasi anonimo uomo della strada.

Inoltre non possono disporre dei beni ereditari perchè i patti ereditari non sono permessi.

Per avere un minimo di coerenza logica per esporre un cittadino al rischio di perdere ciò che si presume che già possegga, come minimo questa comproprietà andrebbe istituita veramente.
Altrimenti sarebbe una scelta obbligata.
Vivere senza diritti e vivere senza possibilità di disporre di ciò che si presume possa possedere nel presente.








Per quanto riguarda la seconda presunzione
per emanciparsi dalla presunzione di sostegno assoluto nel mantenimento
il dover rischiare di rinunciare all'eredità è qualcosa di esterno al mantenimento.
Perchè dovrebbe rinunciare a qualcosa per emanciparsi da una presunzione, quando per definizione tale presunzione contempla solamente il mantenimento e non la comproprietà di altri beni?
Non ha senso logico e si autoesclude per definizione.


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