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Anche al Senato non mancano i cumulatori di pensioni, come magistrati, generali, professori universitari ed altri ancora. In tutto il Senato paga circa 752 pensioni d'oro a cui vanno aggiunti 391 eredi di defunti (perché anche loro godono di privilegi per diritto ereditario).
Da segnalare anche la presenza di un'associazione di ex parlamentari, presieduta da Paolo Cavezzali, che si impegna a difendere proprio i privilegi degli onorevoli pensionati.
Per ciò che riguarda i dipendenti del Senato, oltre a poter andare in pensione (fino al 1995) con solo 20 anni di servizio (ora ne occorrono almeno altri sei, anche se versati con altri datori di lavoro: aggiungendoci i quattro anni che da sempre vengono regalati ai commessi come ai dirigenti, si arriva al minimo di 30 anni, che prevede una penalizzazione del 3%), rileviamo la seguente tabella, a cui vanno aggiunte le indennità di funzione e vari fringe benefit:
Scatti
Commesso
Coadiutore
Segretario
Stenografo
Dirigente
Iniziale
3.254.000
3.584.000
3.992.000
5.040.000
6.397.000
3°
3.649.000
6.330.000
8.119.000
5°
3.960.000
4.330.000
5.080.000
7°
4.297.000
Assistente/capo
5.434.000
6.165.000
7.515.000
9.130.000
11.172.000
3°
6.425.000
7.411.000
10.143.000
11.191.000
13.746.000
6°
7.695.000
7°
9.608.000
13.541.000
15.017.000
18.537.000
8°
8.980.000
10°
Da segnalare anche la presenza di un'associazione di ex parlamentari, presieduta da Paolo Cavezzali, che si impegna a difendere proprio i privilegi degli onorevoli pensionati.
Per ciò che riguarda i dipendenti del Senato, oltre a poter andare in pensione (fino al 1995) con solo 20 anni di servizio (ora ne occorrono almeno altri sei, anche se versati con altri datori di lavoro: aggiungendoci i quattro anni che da sempre vengono regalati ai commessi come ai dirigenti, si arriva al minimo di 30 anni, che prevede una penalizzazione del 3%), rileviamo la seguente tabella, a cui vanno aggiunte le indennità di funzione e vari fringe benefit:
Scatti
Commesso
Coadiutore
Segretario
Stenografo
Dirigente
Iniziale
3.254.000
3.584.000
3.992.000
5.040.000
6.397.000
3°
3.649.000
6.330.000
8.119.000
5°
3.960.000
4.330.000
5.080.000
7°
4.297.000
Assistente/capo
5.434.000
6.165.000
7.515.000
9.130.000
11.172.000
3°
6.425.000
7.411.000
10.143.000
11.191.000
13.746.000
6°
7.695.000
7°
9.608.000
13.541.000
15.017.000
18.537.000
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Dio Porco
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Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
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il 2006-08-19 12:15:00.0 alle 2006-08-19 12:15:00.0
Si dice che chi sta vicino al fuoco si scalda: è certamente vero se si leggono gli articoli pubblicati dal "Corriere della Sera" nella primavera del 1997 a firma d'Ivo Caizzi: scorrendo le interessanti tabelle che accompagnano l'inchiesta, si scopre ad esempio che:
* (CdS del 7/4/97, Supplemento Corriere Economia, anno IX/Numero12, pag. 20) a proposito di pensioni, i politici della "Prima Repubblica" incassano vitalizi fino a 200 milioni. Non sono da meno i loro colleghi della "Seconda": inquisiti, miliardari, sindacalisti tutti retribuiti (e bene) a carico dei contribuenti; in tutto si contano, alla Camera, 1.188 onorevoli pensionati. Tra i casi più eclatanti citiamo quello di Bettino Craxi che, nonostante il volontario esilio, continua ad incassare come ex deputato della Camera la pensione di 200 milioni annui. Non è minore il vitalizio di Arnaldo Forlani e Vincenzo Scotti; di poco inferiore quello di Gianni Prandini, Cirino Pomicino, Gianni De Michelis, Rino Formica e Claudio Martelli. Sempre a carico dei contribuenti sono galantuomini del calibro dell'ex ministro della sanità De Lorenzo e di Massimo Abbatangelo, condannato quest'ultimo per l'attentato dell'84 al treno Napoli-Milano, per non parlare di Salvo Andò e Calogero Mannino, coinvolti in inchieste di mafia.
Vi sono poi miliardari che hanno preteso la pensione da ex deputato con appena due anni di mandato parlamentare, come Franco Miroglio, ed altri del calibro di Eugenio Scalfari e Claudio Signorile.
Per i nostri parlamentari, inoltre, è possibile sommare la pensione con altri redditi: usufruiscono di questo privilegio, ad esempio, Giorgio Napolitano, Marco Formentini, Giuliano Amato, Marco Pannella ed Emma Bonino, Stefano Rodotà, Luigi Spaventa, Pino Rauti, Mariotto Segni, Adelaide Aglietta e Pino Leccisi (consigliere personale di Silvio Berlusconi).
Vi piacerebbe essere un ricco pensionato a 50 anni? Sicuramente la cosa non dispiace a Roberto Formigoni, baby pensionato pur restando in attività. Come lui, pensionati a 50 anni sono La Ganga, Franco Piro, Vizzini, Mario Raffaelli, Giulio Di Donato.
Sul CdS del 14/4/97, Supplemento Corriere Economia, anno IX/Numero13, pag. 17, compare poi un altro lungo elenco di ex deputati, vecchi e nuovi, le cui pensioni variano da un minimo di 50 milioni ad un massimo di 200 milioni.
Ma come funziona la pensione dei parlamentari? La base è l'indennità parlamentare di £16.933.339, non soggetta a ritenute previdenziali; si segue poi la seguente tabella.
Legislatura
Vitalizio Mensile Lordo
Prima = 25% dell'indennità parlamentare
4.233.350
Seconda = 38%
6.434.692
Terza = 53%
8.974.701
Quarta = 68%
11.514.711
Quinta = 75.5%
12.784.716
Sesta = 80.5%
13.631.386
Settima = 85.5%
14.478.056
Complimenti!
Nello stesso articolo di Caizzi del 7/4/97 troviamo altri dati circa le indennità dei parlamentari; secondo il giornalista esse ammontano:
1. £ 16.933.399 per l'indennità parlamentare base;
2. £ 4.125.000 per diaria di vitto e alloggio;
3. £ 6.500.000 per i "portaborse"
4. Da £ 648.841 per il segretario di una commissione a £ 12.089092 per il presidente della Camera;
5. Liquidazione (esente da imposte) a fine mandato pari all'80% dell'indennità parlamentare per ogni anno di "servizio";
6. Rimborso di £ 200.000 al giorno per le missioni;
7. Contributo di £ 1.137.000 mensili per l'ufficio a Roma;
ed altri ancora già citati.
Passiamo ora ad esaminare gli stipendi dei dipendenti di Montecitorio; un commesso, ad esempio, con una ventina d'anni di anzianità, guadagna circa 5 milioni netti per 15 mensilità senza contare altre indennità; un operaio specializzato o una segretaria raggiungono circa 125 milioni annui, senza parlare poi dei quadri e dei dirigenti. Inoltre, il personale di Montecitorio non è toccato dai tagli e dalle riforme imposte dal governo ai pensionati dell'INPS e degli altri enti previdenziali pubblici. Più dettagliatamente abbiamo i seguenti importi mensili lordi:
Anni
Commesso/Operaio
Operaio Specializ.
Segretario
Quadro
Dirigente
1
2.067.000
2.319.000
2.319.000
2.726.000
4.908.000
5
2.699.000
3.166.000
3.166.000
4.320.000
7.155.000
10
3.365.000
4.592.000
4.592.000
6.243.000
10.666.000
15
4.592.000
5.689.000
6.113.000
8.931.000
13.556.000
20
5.689.000
6.565.000
7.629.000
10.452.000
15.808.000
23
6.565.000
7.629.000
8.362.000
12.241.000
18.609.000
25
7.284.000
8.362.000
13.247.000
20.117.000
Ancora complimenti!
* (CdS del 21/4/97, pag. 19) Un discorso del tutto analogo si potrebbe rifare per i pensionati del Senato; senza riportare le stesse tabelle viste precedentemente, ci limitiamo a qualche nome famoso: pensionati del Senato sono ad esempio Severino Citaristi, Antonio Gava (con quasi 200 milioni annui), Carlo Bernini, Claudio Vitalone, Giulio Andreotti il quale non ha negato di aver sommato la pensione da ex ministro con l'indennità da senatore a vita e con la liquidazione anticipata di una parte del vitalizio da ex deputato, "richiesta perché altrimenti non avrebbe potuto cumulare gli introiti di Montecitorio con quelli di palazzo Madama".
Nessun ex senatore ha rinunciato al vitalizio, e lo ricevono pure miliardari come Susanna Agnelli, Umberto Agnelli, Luciano Benetton, Guido Rossi, Francesco Merloni ed altri ancora.
* (CdS del 7/4/97, Supplemento Corriere Economia, anno IX/Numero12, pag. 20) a proposito di pensioni, i politici della "Prima Repubblica" incassano vitalizi fino a 200 milioni. Non sono da meno i loro colleghi della "Seconda": inquisiti, miliardari, sindacalisti tutti retribuiti (e bene) a carico dei contribuenti; in tutto si contano, alla Camera, 1.188 onorevoli pensionati. Tra i casi più eclatanti citiamo quello di Bettino Craxi che, nonostante il volontario esilio, continua ad incassare come ex deputato della Camera la pensione di 200 milioni annui. Non è minore il vitalizio di Arnaldo Forlani e Vincenzo Scotti; di poco inferiore quello di Gianni Prandini, Cirino Pomicino, Gianni De Michelis, Rino Formica e Claudio Martelli. Sempre a carico dei contribuenti sono galantuomini del calibro dell'ex ministro della sanità De Lorenzo e di Massimo Abbatangelo, condannato quest'ultimo per l'attentato dell'84 al treno Napoli-Milano, per non parlare di Salvo Andò e Calogero Mannino, coinvolti in inchieste di mafia.
Vi sono poi miliardari che hanno preteso la pensione da ex deputato con appena due anni di mandato parlamentare, come Franco Miroglio, ed altri del calibro di Eugenio Scalfari e Claudio Signorile.
Per i nostri parlamentari, inoltre, è possibile sommare la pensione con altri redditi: usufruiscono di questo privilegio, ad esempio, Giorgio Napolitano, Marco Formentini, Giuliano Amato, Marco Pannella ed Emma Bonino, Stefano Rodotà, Luigi Spaventa, Pino Rauti, Mariotto Segni, Adelaide Aglietta e Pino Leccisi (consigliere personale di Silvio Berlusconi).
Vi piacerebbe essere un ricco pensionato a 50 anni? Sicuramente la cosa non dispiace a Roberto Formigoni, baby pensionato pur restando in attività. Come lui, pensionati a 50 anni sono La Ganga, Franco Piro, Vizzini, Mario Raffaelli, Giulio Di Donato.
Sul CdS del 14/4/97, Supplemento Corriere Economia, anno IX/Numero13, pag. 17, compare poi un altro lungo elenco di ex deputati, vecchi e nuovi, le cui pensioni variano da un minimo di 50 milioni ad un massimo di 200 milioni.
Ma come funziona la pensione dei parlamentari? La base è l'indennità parlamentare di £16.933.339, non soggetta a ritenute previdenziali; si segue poi la seguente tabella.
Legislatura
Vitalizio Mensile Lordo
Prima = 25% dell'indennità parlamentare
4.233.350
Seconda = 38%
6.434.692
Terza = 53%
8.974.701
Quarta = 68%
11.514.711
Quinta = 75.5%
12.784.716
Sesta = 80.5%
13.631.386
Settima = 85.5%
14.478.056
Complimenti!
Nello stesso articolo di Caizzi del 7/4/97 troviamo altri dati circa le indennità dei parlamentari; secondo il giornalista esse ammontano:
1. £ 16.933.399 per l'indennità parlamentare base;
2. £ 4.125.000 per diaria di vitto e alloggio;
3. £ 6.500.000 per i "portaborse"
4. Da £ 648.841 per il segretario di una commissione a £ 12.089092 per il presidente della Camera;
5. Liquidazione (esente da imposte) a fine mandato pari all'80% dell'indennità parlamentare per ogni anno di "servizio";
6. Rimborso di £ 200.000 al giorno per le missioni;
7. Contributo di £ 1.137.000 mensili per l'ufficio a Roma;
ed altri ancora già citati.
Passiamo ora ad esaminare gli stipendi dei dipendenti di Montecitorio; un commesso, ad esempio, con una ventina d'anni di anzianità, guadagna circa 5 milioni netti per 15 mensilità senza contare altre indennità; un operaio specializzato o una segretaria raggiungono circa 125 milioni annui, senza parlare poi dei quadri e dei dirigenti. Inoltre, il personale di Montecitorio non è toccato dai tagli e dalle riforme imposte dal governo ai pensionati dell'INPS e degli altri enti previdenziali pubblici. Più dettagliatamente abbiamo i seguenti importi mensili lordi:
Anni
Commesso/Operaio
Operaio Specializ.
Segretario
Quadro
Dirigente
1
2.067.000
2.319.000
2.319.000
2.726.000
4.908.000
5
2.699.000
3.166.000
3.166.000
4.320.000
7.155.000
10
3.365.000
4.592.000
4.592.000
6.243.000
10.666.000
15
4.592.000
5.689.000
6.113.000
8.931.000
13.556.000
20
5.689.000
6.565.000
7.629.000
10.452.000
15.808.000
23
6.565.000
7.629.000
8.362.000
12.241.000
18.609.000
25
7.284.000
8.362.000
13.247.000
20.117.000
Ancora complimenti!
* (CdS del 21/4/97, pag. 19) Un discorso del tutto analogo si potrebbe rifare per i pensionati del Senato; senza riportare le stesse tabelle viste precedentemente, ci limitiamo a qualche nome famoso: pensionati del Senato sono ad esempio Severino Citaristi, Antonio Gava (con quasi 200 milioni annui), Carlo Bernini, Claudio Vitalone, Giulio Andreotti il quale non ha negato di aver sommato la pensione da ex ministro con l'indennità da senatore a vita e con la liquidazione anticipata di una parte del vitalizio da ex deputato, "richiesta perché altrimenti non avrebbe potuto cumulare gli introiti di Montecitorio con quelli di palazzo Madama".
Nessun ex senatore ha rinunciato al vitalizio, e lo ricevono pure miliardari come Susanna Agnelli, Umberto Agnelli, Luciano Benetton, Guido Rossi, Francesco Merloni ed altri ancora.
Denunce
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Non Autenticato
il 2006-08-19 12:15:00.0 alle 2006-08-19 12:15:00.0
E' molto importante per noi precisare quanto già detto nella presentazione:
* questa è una raccolta di articoli pubblicati in diverso tempo su vari giornali: NIENTE è frutto di una nostra ricerca su "fonti dirette";
* gli articoli citati sono stati da noi riassunti il più fedelmente possibile: nonostante la cura che abbiamo riposto nel far questo, siamo consapevoli che qualunque sintesi nasconde sempre delle insidie e qualche imprecisione: saremo grati a tutti coloro che volessero comunicarci eventuali inesattezze, precisazioni o correzioni da apportare;
* non abbiamo nessuna intenzione di distorcere le informazioni o manipolare artificiosamente i dati di cui siamo venuti a conoscenza, in quanto li riteniamo di per sé sufficientemente scandalosi, se paragonati al tenore di vita di gran parte dei cittadini;
* invitiamo tutti gli interessati che volessero approfondire l'argomento, a consultare direttamente gli articoli citati, che ovviamente riportano molte più informazioni di quelle disponibili in questo sito;
* questa raccolta di articoli, come già premesso, non ha alcuna pretesa di completezza: sicuramente sono apparsi altri articoli con altre notizie più aggiornate.
Tra i messaggi pervenuti segnaliamo in particolare quello di un dipendente della Banca d'Italia, che ci segnala gentilmente diverse inesattezze; riletto l'articolo da cui sono stati presi i dati, abbiamo chiarito le frasi che si prestavano ad ambigue interpretazioni, cercando di renderle più chiare possibili; occorre tener conto, comunque, che l'articolo in questione è stato pubblicato nel 1997, e che da allora i tassi dei mutui per l'acquisto di una casa sono notevolmente diminuiti per tutti. Tutto ciò, d'altronde, non altera la sostanza: che cioè un caporeparto della carriera operaia di Bankitalia, dopo 30 anni di servizio, poteva arrivare a guadagnare nel 1997, fino a 111.987.000 lire, cioè circa 2,5 volte quello che percepisce oggi un professore di liceo con 34 anni di servizio!
Stipendi e pensioni dei parlamentari
Sfogliando il libro di Mario Guarino "L'Italia della vergogna" LASER edizioni, pubblicato nel settembre 1995, alle pagine 163-165 scopriamo quali sono e a quanto ammontano i privilegi dei nostri parlamentari; abbiamo:
1. "Indennità" di £ 16.000.000 al mese lordi;
2. £ 3.950.000 al mese per l'assistente;
3. £ 3.750.000 al mese per diaria;
4. £ 4.000.000 l'anno per viaggi all'estero;
5. £ 1.000.000 al mese per l'affitto di un ufficio a Roma;
6. Telefono gratis;
7. Tribuna d'onore gratis negli stadi;
8. Tessera per il cinema gratis;
9. Voli aerei nazionali gratuiti;
10. Viaggi in treno e carrozza letto gratuiti;
11. Tessera di libera circolazione sulle autostrade;
12. Polizza assicurativa per morte e infortuni;
13. Permesso per l'automobile nel centro storico di Roma;
14. Possibilità di usare i ristoranti di Camera e Senato;
15. Conto corrente presso il Banco di Napoli con lo scoperto di 20 milioni;
16. Rimborso del 90% delle spese mediche e dentistiche;
17. Corso di lingua straniera gratuito;
18. Assistenza medica 24 ore su 24;
19. Iscrizione al circolo sportivo Acquacetosa;
A tutti questi il Presidente della Camera aggiunge:
20. £ 4.500.000 d'indennità di presidenza;
21. Appartamento di rappresentanza di 350 metri quadrati a Montecitorio;
22. Uso di macchina, autista e scorta, anche a mandato concluso;
23. Uso di un vagone di rappresentanza delle ferrovie della Stato;
24. Uso dell'aereo di Stato;
25. Uso delle prefetture e delle ambasciate in occasione dei viaggi.
Alcune osservazioni: in qualche modo si comprende che alcuni di questi privilegi sono direttamente collegati alla funzione di "rappresentanti del Popolo", ma proprio non si comprende la necessità di avere la tribuna gratis agli stadi, o la tessera gratis per il cinema o il corso di lingua straniera (con le evidenti difficoltà di molti a parlare correttamente la nostra lingua ); così come è amaro constatare che, mentre si affannano a risolvere quello che chiamano "il dramma della disoccupazione", i nostri rappresentanti non disdegnano una partitella a tennis, sempre a spese dei disoccupati. Visto il funzionamento del pronto soccorso, non ci stupisce l'assistenza medica 24 ore su 24, anche se riteniamo che tanti casi di malasanità non si sarebbero verificati se nostri politici fossero finiti d'urgenza in ospedale (possibilmente a Ferragosto).
Ancora più sorprendente è lo scoprire che molti di questi privilegi proseguono anche a mandato concluso, quando cioè, il consenso degli elettori non è più quello di un tempo; nelle stesse pagine del libro citato troviamo un elenco dei privilegi degli ex:
1. Assegno di fine mandato;
2. Pensione di parlamentare;
3. Tessera di libera circolazione sulle autostrade;
4. Viaggi in treno gratuiti;
5. 18 biglietti aerei l'anno gratuiti;
6. Utilizzo dei servizi parlamentari e dei ristoranti;
7. Conto corrente presso il Banco di Napoli con scoperto di 20 milioni;
8. Rimborso del 90% delle spese mediche e dentistiche;
Ammirevole l'attenzione che i nostri pongono nella cura dei propri denti (con quello che mangiano!), ed il perenne legame verso il Banco di Napoli, (e su questo evitiamo i fin troppo facili commenti, ricordando che il Banco di Napoli è stato salvato dal fallimento dallo Stato!).
A fronte di tanti e tali privilegi, ci si aspetterebbe un notevole rendimento di Camera e Senato, con parlamentari consapevoli del loro compito di rappresentanti del Popolo; ed invece apprendiamo (fonte: L'Espresso) che su 439 votazioni effettuate dalla Camera dal 5 maggio 1994 al 19 ottobre 1994, le percentuali delle assenze per alcuni big della politica sono:
1. Silvio Berlusconi: 100%
2. Giulio Tremonti: 100%
3. Gianfranco Fini: 97.72%
4. Giuseppe Tatarella: 97.49%
5. Rocco Buttiglione: 97.49%
6. Fausto Bertinotti: 96.35%
7. Clemente Mastella: 94.98%
8. Adriana Poli Bortone: 94.53%
9. Franco Marini: 91.34%
10. Vittorio Sgarbi: 89.97%
11. Umberto Bossi: 89.97%
12. Massimo D'Alema: 87.69%
13. Walter Veltroni: 87.47%
14. Antonio Martino 86.35%
15. Oliviero Diliberto 86.10%
16. Armando Cossutta: 83.82%
17. Beniamino Andreatta: 78.81%
18. Enrico Boselli: 77.44%
19. Giovanni Pilo: 76.08%
20. Miriam Mafai: 74.94%
21. Ottaviano Del Turco: 74.03%
22. Roberto Formigoni: 73.12%
23. Luciano Violante: 71.52%
24. Francesco D'Onofrio: 70.84%
25. Luigi Berlinguer: 68.56%
26. Alfredo Biondi: 68.33%
27. Vincenzo Visco: 67.42%
28. Rosa Russo Jervolino: 66.28%
Onorevoli, senatori, boiardi, uscieri e segretarie
* questa è una raccolta di articoli pubblicati in diverso tempo su vari giornali: NIENTE è frutto di una nostra ricerca su "fonti dirette";
* gli articoli citati sono stati da noi riassunti il più fedelmente possibile: nonostante la cura che abbiamo riposto nel far questo, siamo consapevoli che qualunque sintesi nasconde sempre delle insidie e qualche imprecisione: saremo grati a tutti coloro che volessero comunicarci eventuali inesattezze, precisazioni o correzioni da apportare;
* non abbiamo nessuna intenzione di distorcere le informazioni o manipolare artificiosamente i dati di cui siamo venuti a conoscenza, in quanto li riteniamo di per sé sufficientemente scandalosi, se paragonati al tenore di vita di gran parte dei cittadini;
* invitiamo tutti gli interessati che volessero approfondire l'argomento, a consultare direttamente gli articoli citati, che ovviamente riportano molte più informazioni di quelle disponibili in questo sito;
* questa raccolta di articoli, come già premesso, non ha alcuna pretesa di completezza: sicuramente sono apparsi altri articoli con altre notizie più aggiornate.
Tra i messaggi pervenuti segnaliamo in particolare quello di un dipendente della Banca d'Italia, che ci segnala gentilmente diverse inesattezze; riletto l'articolo da cui sono stati presi i dati, abbiamo chiarito le frasi che si prestavano ad ambigue interpretazioni, cercando di renderle più chiare possibili; occorre tener conto, comunque, che l'articolo in questione è stato pubblicato nel 1997, e che da allora i tassi dei mutui per l'acquisto di una casa sono notevolmente diminuiti per tutti. Tutto ciò, d'altronde, non altera la sostanza: che cioè un caporeparto della carriera operaia di Bankitalia, dopo 30 anni di servizio, poteva arrivare a guadagnare nel 1997, fino a 111.987.000 lire, cioè circa 2,5 volte quello che percepisce oggi un professore di liceo con 34 anni di servizio!
Stipendi e pensioni dei parlamentari
Sfogliando il libro di Mario Guarino "L'Italia della vergogna" LASER edizioni, pubblicato nel settembre 1995, alle pagine 163-165 scopriamo quali sono e a quanto ammontano i privilegi dei nostri parlamentari; abbiamo:
1. "Indennità" di £ 16.000.000 al mese lordi;
2. £ 3.950.000 al mese per l'assistente;
3. £ 3.750.000 al mese per diaria;
4. £ 4.000.000 l'anno per viaggi all'estero;
5. £ 1.000.000 al mese per l'affitto di un ufficio a Roma;
6. Telefono gratis;
7. Tribuna d'onore gratis negli stadi;
8. Tessera per il cinema gratis;
9. Voli aerei nazionali gratuiti;
10. Viaggi in treno e carrozza letto gratuiti;
11. Tessera di libera circolazione sulle autostrade;
12. Polizza assicurativa per morte e infortuni;
13. Permesso per l'automobile nel centro storico di Roma;
14. Possibilità di usare i ristoranti di Camera e Senato;
15. Conto corrente presso il Banco di Napoli con lo scoperto di 20 milioni;
16. Rimborso del 90% delle spese mediche e dentistiche;
17. Corso di lingua straniera gratuito;
18. Assistenza medica 24 ore su 24;
19. Iscrizione al circolo sportivo Acquacetosa;
A tutti questi il Presidente della Camera aggiunge:
20. £ 4.500.000 d'indennità di presidenza;
21. Appartamento di rappresentanza di 350 metri quadrati a Montecitorio;
22. Uso di macchina, autista e scorta, anche a mandato concluso;
23. Uso di un vagone di rappresentanza delle ferrovie della Stato;
24. Uso dell'aereo di Stato;
25. Uso delle prefetture e delle ambasciate in occasione dei viaggi.
Alcune osservazioni: in qualche modo si comprende che alcuni di questi privilegi sono direttamente collegati alla funzione di "rappresentanti del Popolo", ma proprio non si comprende la necessità di avere la tribuna gratis agli stadi, o la tessera gratis per il cinema o il corso di lingua straniera (con le evidenti difficoltà di molti a parlare correttamente la nostra lingua ); così come è amaro constatare che, mentre si affannano a risolvere quello che chiamano "il dramma della disoccupazione", i nostri rappresentanti non disdegnano una partitella a tennis, sempre a spese dei disoccupati. Visto il funzionamento del pronto soccorso, non ci stupisce l'assistenza medica 24 ore su 24, anche se riteniamo che tanti casi di malasanità non si sarebbero verificati se nostri politici fossero finiti d'urgenza in ospedale (possibilmente a Ferragosto).
Ancora più sorprendente è lo scoprire che molti di questi privilegi proseguono anche a mandato concluso, quando cioè, il consenso degli elettori non è più quello di un tempo; nelle stesse pagine del libro citato troviamo un elenco dei privilegi degli ex:
1. Assegno di fine mandato;
2. Pensione di parlamentare;
3. Tessera di libera circolazione sulle autostrade;
4. Viaggi in treno gratuiti;
5. 18 biglietti aerei l'anno gratuiti;
6. Utilizzo dei servizi parlamentari e dei ristoranti;
7. Conto corrente presso il Banco di Napoli con scoperto di 20 milioni;
8. Rimborso del 90% delle spese mediche e dentistiche;
Ammirevole l'attenzione che i nostri pongono nella cura dei propri denti (con quello che mangiano!), ed il perenne legame verso il Banco di Napoli, (e su questo evitiamo i fin troppo facili commenti, ricordando che il Banco di Napoli è stato salvato dal fallimento dallo Stato!).
A fronte di tanti e tali privilegi, ci si aspetterebbe un notevole rendimento di Camera e Senato, con parlamentari consapevoli del loro compito di rappresentanti del Popolo; ed invece apprendiamo (fonte: L'Espresso) che su 439 votazioni effettuate dalla Camera dal 5 maggio 1994 al 19 ottobre 1994, le percentuali delle assenze per alcuni big della politica sono:
1. Silvio Berlusconi: 100%
2. Giulio Tremonti: 100%
3. Gianfranco Fini: 97.72%
4. Giuseppe Tatarella: 97.49%
5. Rocco Buttiglione: 97.49%
6. Fausto Bertinotti: 96.35%
7. Clemente Mastella: 94.98%
8. Adriana Poli Bortone: 94.53%
9. Franco Marini: 91.34%
10. Vittorio Sgarbi: 89.97%
11. Umberto Bossi: 89.97%
12. Massimo D'Alema: 87.69%
13. Walter Veltroni: 87.47%
14. Antonio Martino 86.35%
15. Oliviero Diliberto 86.10%
16. Armando Cossutta: 83.82%
17. Beniamino Andreatta: 78.81%
18. Enrico Boselli: 77.44%
19. Giovanni Pilo: 76.08%
20. Miriam Mafai: 74.94%
21. Ottaviano Del Turco: 74.03%
22. Roberto Formigoni: 73.12%
23. Luciano Violante: 71.52%
24. Francesco D'Onofrio: 70.84%
25. Luigi Berlinguer: 68.56%
26. Alfredo Biondi: 68.33%
27. Vincenzo Visco: 67.42%
28. Rosa Russo Jervolino: 66.28%
Onorevoli, senatori, boiardi, uscieri e segretarie
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il 2006-08-19 12:14:00.0 alle 2006-08-19 12:14:00.0
LA CUCCAGNA
Ovvero: come diventare ricchi con lo stipendio fisso
Tratto dal SITO INTERNET: http://space.tin.it/edicola/marcalle
PRESENTAZIONE
Si sente sempre più spesso parlare, da parte dei nostri politici di "riforma dei welfare", con riferimento alle pensioni di anzianità, ritenute oramai un vergognoso privilegio dei lavoratori dipendenti (e statali in particolare) a danno dei giovani disoccupati. Viene spontaneo chiedersi a quanto ammontano le pensioni (e gli stipendi) degli artefici di tali dichiarazioni: abbiamo provato a dare una risposta raccogliendo alcuni articoli apparsi in tempi diversi su quotidiani e settimanali.
La maggior parte degli articoli è tratta da "Il Corriere della Sera" e dal suo supplemento "Sette"; altre informazioni sono attinte da "L'Italia della vergogna" di Mario Guarino; vi sono poi articoli pubblicati su altri periodici a diffusione nazionale, come "La Repubblica", "Il Messaggero", "L'Espresso", "Panorama", "Il Giorno", ecc. Di ogni dato è citata la fonte e/o il giorno di pubblicazione.
Questa ricerca non ha alcuna pretesa di completezza: sicuramente sono apparsi numerosi altri articoli che qui non sono presi in esame; tuttavia riteniamo che quanto trovato sia sufficiente a dare un'idea complessiva della situazione.
La speranza è che questa lettura aiuti tanti disoccupati e pensionati a riflettere con maggior consapevolezza sulla propria situazione e sul livello del "fare politica" oggi nel nostro paese. Pensiamo infatti sia giusto, al di là di ogni semplice qualunquismo, che le persone per bene prendano coscienza del distacco creatosi tra i problemi e le aspettative della maggior parte della popolazione ed i privilegi di una casta ingorda ambiziosa e veramente trasversale, che difficilmente rinuncerà a questo lauto banchetto completamente a carico dei contribuenti.
Nota degli Autori
Questo sito è stato attivato la prima volta nel novembre 1998; in seguito ci sono pervenute molte e-mail e form compilate dai visitatori, alcune di consenso altre di critica. Molte chiedono informazioni sugli autori: chi siamo, come mai abbiamo realizzato questa raccolta di articoli, cosa vogliamo, ecc. Cerchiamo ora di rispondere: siamo due amici, entrambi insegnanti, non legati ad alcun partito o movimento politico; l'idea di questa raccolta è nata in seguito alla lettura del libro di Mario Guarino "L'Italia della vergogna": profondamente colpiti dai dati riportati, abbiamo dato inizio ad una ricerca di articoli sulle indennità dei Parlamentari, al fine di avere un quadro il più preciso possibile della situazione. La ricerca è diventata via via più interessante, e, incoraggiati anche dagli amici che ne venivano a conoscenza, abbiamo pensato di renderla disponibile a tutti tramite Internet. Non perseguiamo altro scopo se non quello di rendere accessibili a tutti le informazioni che abbiamo raccolto, sia perché riteniamo fondamentale in uno Stato Civile la trasparenza e la chiarezza sulla gestione del denaro pubblico, sia perché speriamo che ciò sia un contributo alle tante discussioni che si fanno sulla riforma del welfare e per una maggiore equità sociale: per la nostra coscienza è scandaloso continuare a chiedere sacrifici e tagli alle pensioni dei deboli in presenza di tali e tanti privilegi!
Ovvero: come diventare ricchi con lo stipendio fisso
Tratto dal SITO INTERNET: http://space.tin.it/edicola/marcalle

PRESENTAZIONE
Si sente sempre più spesso parlare, da parte dei nostri politici di "riforma dei welfare", con riferimento alle pensioni di anzianità, ritenute oramai un vergognoso privilegio dei lavoratori dipendenti (e statali in particolare) a danno dei giovani disoccupati. Viene spontaneo chiedersi a quanto ammontano le pensioni (e gli stipendi) degli artefici di tali dichiarazioni: abbiamo provato a dare una risposta raccogliendo alcuni articoli apparsi in tempi diversi su quotidiani e settimanali.
La maggior parte degli articoli è tratta da "Il Corriere della Sera" e dal suo supplemento "Sette"; altre informazioni sono attinte da "L'Italia della vergogna" di Mario Guarino; vi sono poi articoli pubblicati su altri periodici a diffusione nazionale, come "La Repubblica", "Il Messaggero", "L'Espresso", "Panorama", "Il Giorno", ecc. Di ogni dato è citata la fonte e/o il giorno di pubblicazione.
Questa ricerca non ha alcuna pretesa di completezza: sicuramente sono apparsi numerosi altri articoli che qui non sono presi in esame; tuttavia riteniamo che quanto trovato sia sufficiente a dare un'idea complessiva della situazione.
La speranza è che questa lettura aiuti tanti disoccupati e pensionati a riflettere con maggior consapevolezza sulla propria situazione e sul livello del "fare politica" oggi nel nostro paese. Pensiamo infatti sia giusto, al di là di ogni semplice qualunquismo, che le persone per bene prendano coscienza del distacco creatosi tra i problemi e le aspettative della maggior parte della popolazione ed i privilegi di una casta ingorda ambiziosa e veramente trasversale, che difficilmente rinuncerà a questo lauto banchetto completamente a carico dei contribuenti.
Nota degli Autori
Questo sito è stato attivato la prima volta nel novembre 1998; in seguito ci sono pervenute molte e-mail e form compilate dai visitatori, alcune di consenso altre di critica. Molte chiedono informazioni sugli autori: chi siamo, come mai abbiamo realizzato questa raccolta di articoli, cosa vogliamo, ecc. Cerchiamo ora di rispondere: siamo due amici, entrambi insegnanti, non legati ad alcun partito o movimento politico; l'idea di questa raccolta è nata in seguito alla lettura del libro di Mario Guarino "L'Italia della vergogna": profondamente colpiti dai dati riportati, abbiamo dato inizio ad una ricerca di articoli sulle indennità dei Parlamentari, al fine di avere un quadro il più preciso possibile della situazione. La ricerca è diventata via via più interessante, e, incoraggiati anche dagli amici che ne venivano a conoscenza, abbiamo pensato di renderla disponibile a tutti tramite Internet. Non perseguiamo altro scopo se non quello di rendere accessibili a tutti le informazioni che abbiamo raccolto, sia perché riteniamo fondamentale in uno Stato Civile la trasparenza e la chiarezza sulla gestione del denaro pubblico, sia perché speriamo che ciò sia un contributo alle tante discussioni che si fanno sulla riforma del welfare e per una maggiore equità sociale: per la nostra coscienza è scandaloso continuare a chiedere sacrifici e tagli alle pensioni dei deboli in presenza di tali e tanti privilegi!
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il 2006-08-19 12:11:00.0 alle 2006-08-19 12:11:00.0
Parlamentari: l'esoso stipendio dei nostri dipendenti
A cura di Redazione, aggiornato al 14/12/2005
Fonti: IoScelgo, Radio Capital
"Voglio un aumento di stipendio? Me lo voto!". Quella dei parlamentari è l'unica categoria che evidentemente può fare un'affermazione del genere. E quella riguardante lo stipendio dei parlamentari è probabilmente la catena di santAntonio via internet più diffusa e persistente al passare degli anni ( cè una mail in particolare che gira, malaguratamente zeppa di errori).
Come è noto gli stipendi dei nostri parlamentari in Parlamento, cioè "i nostri dipendenti" come li chiama Beppe Grillo, godono degli stipendi più alti tra i loro colleghi con pari ruolo in Europa e al mondo. Sono gli unici lavoratori a votarsi lo stipendio: quali effetti ha avuto questo potere sulle loro tasche?
Prendiamo come riferimento gli stipendi di un eletto al Senato che, rispetto alleletto alla Camera, prende alla fine dell'anno circa 6 mila euro in più.
I 12.434 euro, ovvero la cifra lorda del salario mensile di un senatore, potrebbero essere una cifra alta ma tutto sommato comprensibile per un lavoro di così alta responsabilità.
Ma guardare solo a queste cifre è fuorviante. Perchè a questa somma si aggiungono i 4.003 euro della diaria mensile per il rimborso delle spese di soggiorno a Roma (su cui torniamo avanti nellarticolo), i 4.678,36 euro"per lo svolgimento del mandato parlamentare", i 1.107,80 euro per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma", i 258,33 euro per "viaggi di aggiornamento allestero, i 345,83 euro per le spese telefoniche.
Tutto questo fa un faraonico totale di 22.827,76 euro di stipendio lordo mensile per un senatore eletto coi nostri voti, "un nostro dipendente".
Oltre all'immaginifico stipendio di cui sopra, secondo il programma Report di Rai3 sono garantiti: "un ufficio a Roma attrezzato, un computer portatile, [ ], il vitalizio la tessera per il cinema, quella per lo stadio in tribuna d'onore e l'assistenza sanitaria, che fornisce persino gli occhiali da vista [...] Questa assistenza sanitaria prevede che per occhiali da vista vi sia la possibilità di avere un rimborso di 500 mila lire all'anno".
Ma non solo: incredibilmente il parlamentare ha diritto a una pensione anche con una sola elezione, che varia "da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento" dello stipendio da parlamentare e varia "a seconda degli anni di mandato parlamentare". I dati ufficiali del Senato riportano che "il Senatore riceve il vitalizio a partire dal sessantacinquesimo anno di età. Il limite di età è ridotto al sessantesimo anno ove siano state svolte più legislature".
I nostri dipendenti di lusso purtroppo non riescono... a investire in occupazione. Letteralmente infatti un anno fa 502 onorevoli eletti alla Camera hanno dovuto autodenunciarsi per il trattamento che fornivano ai loro collaboratori, noti nel gergo del palazzo come portaborse.
Questi, sono stati indicati dagli stessi parlamentari come lavoratori a "titolo non oneroso: il che significa che i nostri onorevoli li pagano in nero o, alla meglio, non li pagano affatto, a fronte degli oltre 4 mila euro mensili che vengono erogati dallo Stato come da voce " per lo svolgimento del mandato parlamentare", di cui sopra.
Tutte queste cifre, che fanno parte del composito e multi-nome stipendio dei nostri parlamentari, non sono incompatibili con dei salari derivanti da aziende private e, eccezione nell'impiego pubblico per una casta speciale ovvero i docenti universitari.
Tornando infatti sulla voce dei 4.003 euro derivanti dalla diaria mensile per il rimborso delle spese di soggiorno a Roma. E una voce che avrebbe senso per chi non è residente a Roma e invece vale anche per i deputati romani. Carlo Taormina di Forza Italia ha dichiarato a proposito: "la considero un'autentica contraddizione. Bei tempi andati quelli in cui Bossi abbaiava a " Roma Ladrona".
Una parte dei soldi che i parlamentari ricevono vengono girati, per contributo libero o per legge, ai partiti e ai gruppi parlamentari a cui gli eletti sono iscritti. Certo, i partiti possono essere un elemento fondamentale di una democrazia e ha un senso discutibile o no - che i soldi dei cittadini vadano a finanziarli.
Racconta però lassociazione dei consumatori Aduc a proposito dellultima Finanziaria: "i parlamentari, su proposta del Governo, dovrebbero votare la riduzione del 10% del proprio stipendio [...] Ma, c'e' sempre un ma, la stessa proposta del Governo aumenta di 40 milioni di euro la dotazione annua dei partiti per il rimborso delle spese elettorali, che passa da 160 a 200 milioni di euro annuali, cioè 1 miliardo di euro (circa 2.000 miliardi di lire) per il quinquennio di legislatura. Insomma quello che e' stato preso con una mano viene restituito con l'altra. E con gli interessi perche' la differenza a favore dei partiti e' di 16,6 milioni di euro all'anno. Il prossimo anno ci saranno le elezioni e i "poveri" partiti hanno le loro esigenze, quindi e' bene provvedere".
Scrive Gloria Buffo dei Ds sullUnità: "In un paese in cui un insegnante, un'operaia o un impiegato guadagnano, mediamente, meno che nei paesi a noi vicini, e i parlamentari nazionali e d europei eletti in Italia sono remunerati, mediamente, di più e godono di benefici a volte inspiegabili, non è saggio bollare come puramente qualunquistico il severo giudizio di gran parte dell'opinione pubblica".
Quanto guadagnano (rimborsi esclusi) negli altri paesi i parlamentari e quanti sono per ogni paese? In Gran Bretagna i 645 parlamentari della Camera dei Comuni guadagnano 6.800 euro al mese. In Francia, gli eletti allAssemblea Nazionale sono 577 e guadagnano 5.200 euro al mese. In Germania gli eletti al Bundestag sono 603 e guadagnano 7 mila euro al mese.
LItalia invece - fino all'entrata in vigore della riforma Costituzionale - ha un sistema bicamerale perfetto composto in totale da 945 tra onorevoli e senatori che costa ogni mese per ognuno dei nostri dipendenticirca 12 mila euro solo di stipendio ciascuno. Tutti questi salari, sommati a quelli di una quarantina tra ministri e vice, ci costano in totale ogni anno 144 milioni di euro. Benefit e rimborsi esclusi.
A cura di Redazione, aggiornato al 14/12/2005
Fonti: IoScelgo, Radio Capital
"Voglio un aumento di stipendio? Me lo voto!". Quella dei parlamentari è l'unica categoria che evidentemente può fare un'affermazione del genere. E quella riguardante lo stipendio dei parlamentari è probabilmente la catena di santAntonio via internet più diffusa e persistente al passare degli anni ( cè una mail in particolare che gira, malaguratamente zeppa di errori).
Come è noto gli stipendi dei nostri parlamentari in Parlamento, cioè "i nostri dipendenti" come li chiama Beppe Grillo, godono degli stipendi più alti tra i loro colleghi con pari ruolo in Europa e al mondo. Sono gli unici lavoratori a votarsi lo stipendio: quali effetti ha avuto questo potere sulle loro tasche?
Prendiamo come riferimento gli stipendi di un eletto al Senato che, rispetto alleletto alla Camera, prende alla fine dell'anno circa 6 mila euro in più.
I 12.434 euro, ovvero la cifra lorda del salario mensile di un senatore, potrebbero essere una cifra alta ma tutto sommato comprensibile per un lavoro di così alta responsabilità.
Ma guardare solo a queste cifre è fuorviante. Perchè a questa somma si aggiungono i 4.003 euro della diaria mensile per il rimborso delle spese di soggiorno a Roma (su cui torniamo avanti nellarticolo), i 4.678,36 euro"per lo svolgimento del mandato parlamentare", i 1.107,80 euro per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma", i 258,33 euro per "viaggi di aggiornamento allestero, i 345,83 euro per le spese telefoniche.
Tutto questo fa un faraonico totale di 22.827,76 euro di stipendio lordo mensile per un senatore eletto coi nostri voti, "un nostro dipendente".
Oltre all'immaginifico stipendio di cui sopra, secondo il programma Report di Rai3 sono garantiti: "un ufficio a Roma attrezzato, un computer portatile, [ ], il vitalizio la tessera per il cinema, quella per lo stadio in tribuna d'onore e l'assistenza sanitaria, che fornisce persino gli occhiali da vista [...] Questa assistenza sanitaria prevede che per occhiali da vista vi sia la possibilità di avere un rimborso di 500 mila lire all'anno".
Ma non solo: incredibilmente il parlamentare ha diritto a una pensione anche con una sola elezione, che varia "da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento" dello stipendio da parlamentare e varia "a seconda degli anni di mandato parlamentare". I dati ufficiali del Senato riportano che "il Senatore riceve il vitalizio a partire dal sessantacinquesimo anno di età. Il limite di età è ridotto al sessantesimo anno ove siano state svolte più legislature".
I nostri dipendenti di lusso purtroppo non riescono... a investire in occupazione. Letteralmente infatti un anno fa 502 onorevoli eletti alla Camera hanno dovuto autodenunciarsi per il trattamento che fornivano ai loro collaboratori, noti nel gergo del palazzo come portaborse.
Questi, sono stati indicati dagli stessi parlamentari come lavoratori a "titolo non oneroso: il che significa che i nostri onorevoli li pagano in nero o, alla meglio, non li pagano affatto, a fronte degli oltre 4 mila euro mensili che vengono erogati dallo Stato come da voce " per lo svolgimento del mandato parlamentare", di cui sopra.
Tutte queste cifre, che fanno parte del composito e multi-nome stipendio dei nostri parlamentari, non sono incompatibili con dei salari derivanti da aziende private e, eccezione nell'impiego pubblico per una casta speciale ovvero i docenti universitari.
Tornando infatti sulla voce dei 4.003 euro derivanti dalla diaria mensile per il rimborso delle spese di soggiorno a Roma. E una voce che avrebbe senso per chi non è residente a Roma e invece vale anche per i deputati romani. Carlo Taormina di Forza Italia ha dichiarato a proposito: "la considero un'autentica contraddizione. Bei tempi andati quelli in cui Bossi abbaiava a " Roma Ladrona".
Una parte dei soldi che i parlamentari ricevono vengono girati, per contributo libero o per legge, ai partiti e ai gruppi parlamentari a cui gli eletti sono iscritti. Certo, i partiti possono essere un elemento fondamentale di una democrazia e ha un senso discutibile o no - che i soldi dei cittadini vadano a finanziarli.
Racconta però lassociazione dei consumatori Aduc a proposito dellultima Finanziaria: "i parlamentari, su proposta del Governo, dovrebbero votare la riduzione del 10% del proprio stipendio [...] Ma, c'e' sempre un ma, la stessa proposta del Governo aumenta di 40 milioni di euro la dotazione annua dei partiti per il rimborso delle spese elettorali, che passa da 160 a 200 milioni di euro annuali, cioè 1 miliardo di euro (circa 2.000 miliardi di lire) per il quinquennio di legislatura. Insomma quello che e' stato preso con una mano viene restituito con l'altra. E con gli interessi perche' la differenza a favore dei partiti e' di 16,6 milioni di euro all'anno. Il prossimo anno ci saranno le elezioni e i "poveri" partiti hanno le loro esigenze, quindi e' bene provvedere".
Scrive Gloria Buffo dei Ds sullUnità: "In un paese in cui un insegnante, un'operaia o un impiegato guadagnano, mediamente, meno che nei paesi a noi vicini, e i parlamentari nazionali e d europei eletti in Italia sono remunerati, mediamente, di più e godono di benefici a volte inspiegabili, non è saggio bollare come puramente qualunquistico il severo giudizio di gran parte dell'opinione pubblica".
Quanto guadagnano (rimborsi esclusi) negli altri paesi i parlamentari e quanti sono per ogni paese? In Gran Bretagna i 645 parlamentari della Camera dei Comuni guadagnano 6.800 euro al mese. In Francia, gli eletti allAssemblea Nazionale sono 577 e guadagnano 5.200 euro al mese. In Germania gli eletti al Bundestag sono 603 e guadagnano 7 mila euro al mese.
LItalia invece - fino all'entrata in vigore della riforma Costituzionale - ha un sistema bicamerale perfetto composto in totale da 945 tra onorevoli e senatori che costa ogni mese per ognuno dei nostri dipendenticirca 12 mila euro solo di stipendio ciascuno. Tutti questi salari, sommati a quelli di una quarantina tra ministri e vice, ci costano in totale ogni anno 144 milioni di euro. Benefit e rimborsi esclusi.
Black Woman Destroys White Privilege Myth
Ad
https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"
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il 2006-08-19 12:10:00.0 alle 2006-08-19 12:10:00.0
AI SENATORI 27,5 MILIONI NETTI AL MESE. AI DEPUTATI 25 MILIONI
Violante incassa oltre 32,5 milioni al mese, Mancino oltre 33.
Pensioni di 4,2 milioni netti mensili dopo soli 5 anni
Dopo gli ultimi aumenti di stipendio (1 milione e 372 mila lire in più al mese ai deputati e 3 milioni e mezzo netti al mese ai senatori, vedi "Il Bolscevico'' n.2/2001); ora un parlamentare cosiddetto "peone'' senza cioè rilevanti incarichi di governo e/o istituzionali si porta a casa ogni fine mese fra indennità di carica, contributi e rimborsi vari circa 27,5 milioni netti al mese se siede fra gli scranni di Palazzo Madama e oltre 25 milioni netti al mese se eletto a Montecitorio.
Si pensi che solo per coprire l'aumento delle uscite dovuto agli ultimi aumenti scattati tra ottobre e dicembre scorsi la Camera nel bilancio di previsione per l'anno 2001 estorcerà ai contribuenti italiani altri 10 miliardi e 372 milioni aggiuntivi.
Il nuovo regalo autoconfezionato dai deputati segue l'aumento di 940 mila lire nette deciso ad aprile 2000 sempre dallo stesso Ufficio di presidenza di Violante e che aveva portato la stessa voce stipendiale dedicata alle spese per il collegio elettorale da 6 milioni e 860 mila lire a ben 7 milioni e 800 mila lire con tanto di recupero di 14 mesi di arretrati che portò nelle tasche dei deputati altri 13 milioni e 980 mila lire nette.
Alla luce di tutta questa manna, il malloppo mensile di un deputato oggi risulta così composto: a tutti spetta un'indennità mensile lorda di 19 milioni, 315 mila e 728 lire che al netto fanno 8 milioni, 949 mila e 386 lire per i deputati. Per i senatori invece, che a ottobre si sono aumentati una serie di varie voci stipendiali per un ammontare complessivo di circa 3 milioni e mezzo netti al mese, l'indennità base, grazie a un aumento di 310 mila lire nette al mese, adesso ammonta a 19 milioni 984 mila e 810 lire lorde e un netto di 9 milioni, 259 mila 386 lire.
A ciò si aggiunge, per i deputati, una diaria mensile netta perché è tutta esentasse di 5 milioni, 501 mila e 100 lire che sono il risultato del cumulo di 251 mila lire di fisso mensile più una diaria giornaliera forfettaria di 350 mila lire moltiplicata per 15 giorni di lavoro che corrisponde al numero di sedute che normalmente effettua il parlamento in un mese.
Per i senatori invece, dopo l'aumento di 150 mila lire nette al giorno deciso sempre a ottobre, la diaria è passata da 350 a 500 mila lire nette al giorno e ammonta a 7 milioni e mezzo netti al mese.
Poi c'é da sommare il "rimborso spese accessorie di viaggio'' che è pari a 1 milione e 650 mila lire al mese per i parlamentari che abitano a meno di 100 chilometri di distanza dal più vicino aeroporto o stazione ferroviaria e 1 milione e 983 mila e 333 lire a chi abita a più di cento chilometri. Dunque tutti i parlamentari, oltre a viaggiare gratis e in prima classe su tutti i treni, aerei e autostrade italiane, ricevono questa somma, anche chi abita a 20 metri dalla stazione.
Per i senatori, invece che sempre a ottobre si sono aumentati anche questa voce stipendiale di 1 milione netto al mese, il rimborso spese di viaggio vale 2 milioni e 650 mila lire per i fuori sede e 825 mila lire per i senatori eletti a Roma.
A tutto ciò va sommato il cosiddetto contributo per il portaborse che prima si chiamava "spese di segreteria e rappresentanza'' e oggi più pudicamente denominata "spese per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori'' e che dopo questo aumento vale la bellezza di 7 milioni, 804 mila e 232 lire nette mensili che il parlamentare riscuote attraverso il proprio gruppo di appartenenza.
Totale: 25 milioni, 272 mila e 486 lire nette al mese per i deputati e 27 milioni, 450 mila e 486 lire nette al mese per i senatori. Si noti bene comunque che tali cifre sono il minimo che un parlamentare mediamente intasca tutti i mesi. Infatti i parlamentari oltre ad avere stipendi da favola godono di una serie infinita di privilegi che in molti casi portano a raddoppiare o a triplicare la busta paga.
Ogni parlamentare oltre all'indennità di funzione ha diritto anche a una cospicua indennità di carica se nominato ministro, sottosegretario o membro di una o più giunte o commissioni.
Ai presidenti di Camera e Senato spettano oltre 12 milioni di indennità di carica. Ai loro vice oltre 9,2 milioni. Ai questori oltre 8 milioni. Ai ministri oltre 7,5 milioni. Ai sottosegretari quasi 7 milioni. Ai membri dell'Ufficio di presidenza, giunte e commissioni alla Camera da un minimo di 648 e 840 lire a un massimo di 12,5 milioni. A un segretario di presidenza o presidente di commissione al Senato vanno quasi 6 milioni, a un suo vice quasi 1,5 milioni e così via fino alle 744.779 mila lire del segretari di commissione a Palazzo Madama.
Tutti i deputati godono di una pensione minima di ben 4.828.932 lire lordi, pari a circa 4.200.000 netti, dopo appena 5 anni di mandato e a 60 anni di età; le nuove norme già approvate l'anno scorso e che dovrebbero portare l'età pensionabile minima a 65 anni entreranno in vigore solo a partire dalla prossima legislatura e saranno applicate solo ai nuovi eletti. Chi sarà riconfermato continuerà con la vecchia normativa. Tutti potranno tuttavia continuare a usufruire del versamento volontario dei contributi pensionistici e della possibilità di abbassare di un anno l'età pensionabile per ogni anno di mandato oltre i primi 5 fino alla soglia minima di 50 anni che si raggiunge con appena 15 anni di mandato.
Tra gli altri privilegi e benefici goduti dei parlamentari ci sono: il diritto di cumulo fra indennità parlamentare e altri stipendi e/o pensioni ivi compreso lo stipendio da europarlamentare; 4 milioni all'anno di rimborso spese telefoniche più altri 4 milioni per i viaggi di studio all'estero, più il rimborso taxi e tutta una serie di tessere e abbonamenti gratuiti, agevolazioni bancarie e sanitarie di cui è quasi impossibile calcolare l'ammontare preciso ma che elenchiamo in tabella.
Da sottolineare infine che molti di questi privilegi il parlamentare li conserva vita natural durante, anche se dopo il primo mandato non dovesse essere più rieletto.
Violante incassa oltre 32,5 milioni al mese, Mancino oltre 33.
Pensioni di 4,2 milioni netti mensili dopo soli 5 anni
Dopo gli ultimi aumenti di stipendio (1 milione e 372 mila lire in più al mese ai deputati e 3 milioni e mezzo netti al mese ai senatori, vedi "Il Bolscevico'' n.2/2001); ora un parlamentare cosiddetto "peone'' senza cioè rilevanti incarichi di governo e/o istituzionali si porta a casa ogni fine mese fra indennità di carica, contributi e rimborsi vari circa 27,5 milioni netti al mese se siede fra gli scranni di Palazzo Madama e oltre 25 milioni netti al mese se eletto a Montecitorio.
Si pensi che solo per coprire l'aumento delle uscite dovuto agli ultimi aumenti scattati tra ottobre e dicembre scorsi la Camera nel bilancio di previsione per l'anno 2001 estorcerà ai contribuenti italiani altri 10 miliardi e 372 milioni aggiuntivi.
Il nuovo regalo autoconfezionato dai deputati segue l'aumento di 940 mila lire nette deciso ad aprile 2000 sempre dallo stesso Ufficio di presidenza di Violante e che aveva portato la stessa voce stipendiale dedicata alle spese per il collegio elettorale da 6 milioni e 860 mila lire a ben 7 milioni e 800 mila lire con tanto di recupero di 14 mesi di arretrati che portò nelle tasche dei deputati altri 13 milioni e 980 mila lire nette.
Alla luce di tutta questa manna, il malloppo mensile di un deputato oggi risulta così composto: a tutti spetta un'indennità mensile lorda di 19 milioni, 315 mila e 728 lire che al netto fanno 8 milioni, 949 mila e 386 lire per i deputati. Per i senatori invece, che a ottobre si sono aumentati una serie di varie voci stipendiali per un ammontare complessivo di circa 3 milioni e mezzo netti al mese, l'indennità base, grazie a un aumento di 310 mila lire nette al mese, adesso ammonta a 19 milioni 984 mila e 810 lire lorde e un netto di 9 milioni, 259 mila 386 lire.
A ciò si aggiunge, per i deputati, una diaria mensile netta perché è tutta esentasse di 5 milioni, 501 mila e 100 lire che sono il risultato del cumulo di 251 mila lire di fisso mensile più una diaria giornaliera forfettaria di 350 mila lire moltiplicata per 15 giorni di lavoro che corrisponde al numero di sedute che normalmente effettua il parlamento in un mese.
Per i senatori invece, dopo l'aumento di 150 mila lire nette al giorno deciso sempre a ottobre, la diaria è passata da 350 a 500 mila lire nette al giorno e ammonta a 7 milioni e mezzo netti al mese.
Poi c'é da sommare il "rimborso spese accessorie di viaggio'' che è pari a 1 milione e 650 mila lire al mese per i parlamentari che abitano a meno di 100 chilometri di distanza dal più vicino aeroporto o stazione ferroviaria e 1 milione e 983 mila e 333 lire a chi abita a più di cento chilometri. Dunque tutti i parlamentari, oltre a viaggiare gratis e in prima classe su tutti i treni, aerei e autostrade italiane, ricevono questa somma, anche chi abita a 20 metri dalla stazione.
Per i senatori, invece che sempre a ottobre si sono aumentati anche questa voce stipendiale di 1 milione netto al mese, il rimborso spese di viaggio vale 2 milioni e 650 mila lire per i fuori sede e 825 mila lire per i senatori eletti a Roma.
A tutto ciò va sommato il cosiddetto contributo per il portaborse che prima si chiamava "spese di segreteria e rappresentanza'' e oggi più pudicamente denominata "spese per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori'' e che dopo questo aumento vale la bellezza di 7 milioni, 804 mila e 232 lire nette mensili che il parlamentare riscuote attraverso il proprio gruppo di appartenenza.
Totale: 25 milioni, 272 mila e 486 lire nette al mese per i deputati e 27 milioni, 450 mila e 486 lire nette al mese per i senatori. Si noti bene comunque che tali cifre sono il minimo che un parlamentare mediamente intasca tutti i mesi. Infatti i parlamentari oltre ad avere stipendi da favola godono di una serie infinita di privilegi che in molti casi portano a raddoppiare o a triplicare la busta paga.
Ogni parlamentare oltre all'indennità di funzione ha diritto anche a una cospicua indennità di carica se nominato ministro, sottosegretario o membro di una o più giunte o commissioni.
Ai presidenti di Camera e Senato spettano oltre 12 milioni di indennità di carica. Ai loro vice oltre 9,2 milioni. Ai questori oltre 8 milioni. Ai ministri oltre 7,5 milioni. Ai sottosegretari quasi 7 milioni. Ai membri dell'Ufficio di presidenza, giunte e commissioni alla Camera da un minimo di 648 e 840 lire a un massimo di 12,5 milioni. A un segretario di presidenza o presidente di commissione al Senato vanno quasi 6 milioni, a un suo vice quasi 1,5 milioni e così via fino alle 744.779 mila lire del segretari di commissione a Palazzo Madama.
Tutti i deputati godono di una pensione minima di ben 4.828.932 lire lordi, pari a circa 4.200.000 netti, dopo appena 5 anni di mandato e a 60 anni di età; le nuove norme già approvate l'anno scorso e che dovrebbero portare l'età pensionabile minima a 65 anni entreranno in vigore solo a partire dalla prossima legislatura e saranno applicate solo ai nuovi eletti. Chi sarà riconfermato continuerà con la vecchia normativa. Tutti potranno tuttavia continuare a usufruire del versamento volontario dei contributi pensionistici e della possibilità di abbassare di un anno l'età pensionabile per ogni anno di mandato oltre i primi 5 fino alla soglia minima di 50 anni che si raggiunge con appena 15 anni di mandato.
Tra gli altri privilegi e benefici goduti dei parlamentari ci sono: il diritto di cumulo fra indennità parlamentare e altri stipendi e/o pensioni ivi compreso lo stipendio da europarlamentare; 4 milioni all'anno di rimborso spese telefoniche più altri 4 milioni per i viaggi di studio all'estero, più il rimborso taxi e tutta una serie di tessere e abbonamenti gratuiti, agevolazioni bancarie e sanitarie di cui è quasi impossibile calcolare l'ammontare preciso ma che elenchiamo in tabella.
Da sottolineare infine che molti di questi privilegi il parlamentare li conserva vita natural durante, anche se dopo il primo mandato non dovesse essere più rieletto.
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Le indennità di carica
Carica
Indennità mensile lorda in lire salvo specifiche
Presidente del Consiglio
11.321.000
Presidenti di Camera e Senato
Vice presidenti
13.891.452
9.260.967
Questore
8.341.526
Ministri
Viceministri
7.550.000
Quasi 7.000.000
Membri dell'Ufficio di presidenza, Giunta e Commissioni (Camera)
Minimo 648.840
Massimo 2.500.000
Segretario di Presidenza e presidente di Commissione (Senato)
5.958.233
Vice presidente di Commissione (Senato)
1.489.558
Segretario di commissione (Senato)
744.779
Le indennità di Funzione
Indennità mensile deputati
Indennità mensile senatori
19.315.728
19.984.810
Rimborso spese per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori, ex spese di segreteria e rappresentanza (portaborse)
7.804.232
Diaria mensile netta (esentasse) a titolo di soggiorno e rimborso spese calcolata su una media di 15 sedute al mese conteggiate a 350.00 lire l'una alla Camera e a 500.000 lire l'una al Senato più una quota fissa di 251.100 lire al mese (solo alla Camera).
Camera 5.501.100
Senato 7.500.000
Rimborso spese accessorie di viaggio per i senatori.
Per i senatori eletti a Roma
2.650.000
825.000
Rimborso spese di viaggio per i deputati:
a chi abita a meno di 100 km di distanza dal più vicino aeroporto o stazione:
a chi abita oltre i 100 Km:
1.650.000
1.983.333
Altri privilegi e benefit
Rimborso bollette telefoniche
25 mila scatti gratis all'anno pari a circa 4.000.000
Telefono cellulare
Gratis
Rimborso spese fax
23.800.000 all'anno
Tribuna d'onore negli stadi
Gratis
Tessera per il cinema
Gratis
Tessera per il teatro
Gratis
Tessera autobus e metropolitana
Gratis
Rimborso francobolli per la corrispondenza
3.000.000 all'anno più la posta gratis se spedita dal parlamento
Viaggi aereo, treno e navi su tutte le tratte nazionali prima classe
Gratis
Rimborso spese per il taxi
Dai 19 ai 23 milioni all'anno
Circolazione su tutte le autostrade d'Italia
Gratis
Corsi di lingua straniera
Gratis
Piscina e palestre
Gratis
Vagone rappresentanza della FS
Gratis
Aereo di Stato
Gratis
Servizio di assistenza medica 24 ore su 24
Gratis
Rimborso spese mediche e dentistiche
90% della spesa sostenuta
Assicurazione infortuni, morte e rischio volo e assistenza integrativa per tutti i familiari e conviventi
4,5% dell'indennità mensile
Auto blu con autista, più permesso di circolazione nelle Ztl di tutte le città
Gratis
Giornali quotidiani e settimanali
Gratis
Liquidazione
80% dell'indennità mensile lorda moltiplicato per ogni anno di mandato effettivo tutto esentasse.
Pensione
Minimo: 4.828.932 (3.700.142 netti) dopo 5 anni di mandato e a 60 anni di età.
Massimo: 16.514.947 (12.654.485 netti) dopo 35 anni di mandato e a 50 anni di età.
Cumulo
Fra stipendi, stipendio da eurodeputato e pensione e pensioni
Rimborso mensile per le spese di mantenimento di un ufficio a Roma
1.137.000
Rimborso giornaliero per le missioni
In Italia 200.000 al giorno
All'estero 250.000 al giorno
Pasto completo presso il ristorante interno della Camera
25.000
Taglio di capelli presso il parrucchiere interno della Camera
20.000
Conti correnti, prestiti e mutui presso lo sportello bancario della Camera
A tassi superprivilegiati
Iscrizioni al circolo dell'Acqua Cetosa, lezioni di tennis e quant'altro
Gratis
Rimborso per l'acquisto di un'auto Fiat
12% del valore complessivo
Viaggi di studio all'estero
4.000.000 all'anno
Carica
Indennità mensile lorda in lire salvo specifiche
Presidente del Consiglio
11.321.000
Presidenti di Camera e Senato
Vice presidenti
13.891.452
9.260.967
Questore
8.341.526
Ministri
Viceministri
7.550.000
Quasi 7.000.000
Membri dell'Ufficio di presidenza, Giunta e Commissioni (Camera)
Minimo 648.840
Massimo 2.500.000
Segretario di Presidenza e presidente di Commissione (Senato)
5.958.233
Vice presidente di Commissione (Senato)
1.489.558
Segretario di commissione (Senato)
744.779
Le indennità di Funzione
Indennità mensile deputati
Indennità mensile senatori
19.315.728
19.984.810
Rimborso spese per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori, ex spese di segreteria e rappresentanza (portaborse)
7.804.232
Diaria mensile netta (esentasse) a titolo di soggiorno e rimborso spese calcolata su una media di 15 sedute al mese conteggiate a 350.00 lire l'una alla Camera e a 500.000 lire l'una al Senato più una quota fissa di 251.100 lire al mese (solo alla Camera).
Camera 5.501.100
Senato 7.500.000
Rimborso spese accessorie di viaggio per i senatori.
Per i senatori eletti a Roma
2.650.000
825.000
Rimborso spese di viaggio per i deputati:
a chi abita a meno di 100 km di distanza dal più vicino aeroporto o stazione:
a chi abita oltre i 100 Km:
1.650.000
1.983.333
Altri privilegi e benefit
Rimborso bollette telefoniche
25 mila scatti gratis all'anno pari a circa 4.000.000
Telefono cellulare
Gratis
Rimborso spese fax
23.800.000 all'anno
Tribuna d'onore negli stadi
Gratis
Tessera per il cinema
Gratis
Tessera per il teatro
Gratis
Tessera autobus e metropolitana
Gratis
Rimborso francobolli per la corrispondenza
3.000.000 all'anno più la posta gratis se spedita dal parlamento
Viaggi aereo, treno e navi su tutte le tratte nazionali prima classe
Gratis
Rimborso spese per il taxi
Dai 19 ai 23 milioni all'anno
Circolazione su tutte le autostrade d'Italia
Gratis
Corsi di lingua straniera
Gratis
Piscina e palestre
Gratis
Vagone rappresentanza della FS
Gratis
Aereo di Stato
Gratis
Servizio di assistenza medica 24 ore su 24
Gratis
Rimborso spese mediche e dentistiche
90% della spesa sostenuta
Assicurazione infortuni, morte e rischio volo e assistenza integrativa per tutti i familiari e conviventi
4,5% dell'indennità mensile
Auto blu con autista, più permesso di circolazione nelle Ztl di tutte le città
Gratis
Giornali quotidiani e settimanali
Gratis
Liquidazione
80% dell'indennità mensile lorda moltiplicato per ogni anno di mandato effettivo tutto esentasse.
Pensione
Minimo: 4.828.932 (3.700.142 netti) dopo 5 anni di mandato e a 60 anni di età.
Massimo: 16.514.947 (12.654.485 netti) dopo 35 anni di mandato e a 50 anni di età.
Cumulo
Fra stipendi, stipendio da eurodeputato e pensione e pensioni
Rimborso mensile per le spese di mantenimento di un ufficio a Roma
1.137.000
Rimborso giornaliero per le missioni
In Italia 200.000 al giorno
All'estero 250.000 al giorno
Pasto completo presso il ristorante interno della Camera
25.000
Taglio di capelli presso il parrucchiere interno della Camera
20.000
Conti correnti, prestiti e mutui presso lo sportello bancario della Camera
A tassi superprivilegiati
Iscrizioni al circolo dell'Acqua Cetosa, lezioni di tennis e quant'altro
Gratis
Rimborso per l'acquisto di un'auto Fiat
12% del valore complessivo
Viaggi di studio all'estero
4.000.000 all'anno
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Non Autenticato
il 2006-08-19 11:58:00.0 alle 2006-08-19 11:58:00.0
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Non Autenticato
il 2006-08-19 11:50:00.0 alle 2006-08-19 11:50:00.0
www.misteriditalia.it 
www.liberipensieri.it
www.disinformazione.it
bellaciao.org/it/article.php3?id_article=14601
http://www.ecn.org/asicuba/cuba/aggressi.htm
http://www.pasti.org/paerei.html
per ora basta la prossima volta ne metto altri ....
non me ne sono venuti in mente parecchi che vorrei mettereee.... se mi vengono li aggiungo!

www.liberipensieri.it

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bellaciao.org/it/article.php3?id_article=14601

http://www.ecn.org/asicuba/cuba/aggressi.htm

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per ora basta la prossima volta ne metto altri ....
non me ne sono venuti in mente parecchi che vorrei mettereee.... se mi vengono li aggiungo!
Partecipa anche tu!
Ad
https://bit.ly/2RsJ87Z
La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
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Non Autenticato
il 2006-08-19 11:41:00.0 alle 2006-08-19 11:41:00.0
- Scritto da:
> Voglio denunciare tutti i programmatori,
> sistemisti e tecnici
> hw!
> Perchè?
> Perchè non fanno mai sciopero: onguno pensa al
> suo piccolo e nel frattempo chi non sa usare i
> sistemi informatici mangia, e alla grande, sulle
> sue
> spalle.
> (tra i denunciati rientro anche io... ***sigh***)
quoto tutto in pienco!!!!!!!!!
non e' possibile pensare che un programmatore possa lavorare per meno di 2000 euro al mese!!!!!
eppure in tanti pur di lavorare accettano anche meno di 1000 euro.....!!!!! l'informatica e' il futuro e un programmatore per rimanere aggiornato deve continuamente studiare e studiare!!!! altrimenti sei fuori.... il carico di responsabilita' e' tutto sul nostro capo e veniamo pagati come dei semplici metalmeccanici!!!!! MA SIAMO DIVENTATI PAZZI?????? basta dobbiamo smetterla di far diventare ricchi dei dirigenti che pensano che linux sia un database o altre cose pazzesche del genere!!!!
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Non Autenticato
il 2006-08-07 15:57:00.0 alle 2006-08-07 15:57:00.0
Voglio denunciare tutti i programmatori, sistemisti e tecnici hw!
Perchè?
Perchè non fanno mai sciopero: onguno pensa al suo piccolo e nel frattempo chi non sa usare i sistemi informatici mangia, e alla grande, sulle sue spalle.
(tra i denunciati rientro anche io... ***sigh***)
Perchè?
Perchè non fanno mai sciopero: onguno pensa al suo piccolo e nel frattempo chi non sa usare i sistemi informatici mangia, e alla grande, sulle sue spalle.
(tra i denunciati rientro anche io... ***sigh***)
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il 2006-08-02 20:59:00.0 alle 2006-08-02 20:59:00.0
- Scritto da:
> Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un
> articoletto che spiega che recentemente il
> Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza
> astenuti (ma va?!) un aumento di stipendio per
> i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese.
>
>
> Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale
> da non risultare nei verbali ufficiali.
>
>
> STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
> STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
> PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese
> (generalmente parente o familiare.
>
> RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
> INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro
> 6.455,00)
> TUTTI ESENTASSE
> +
> TELEFONO CELLULARE gratis
> TESSERA DEL CINEMA gratis
> TESSERA TEATRO gratis
> TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
> FRANCOBOLLI gratis
> VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
> CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
> PISCINE E PALESTRE gratis
> FS gratis
> AEREO DI STATO gratis
> AMBASCIATE gratis
> CLINICHE gratis
> ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
> ASSICURAZIONE MORTE gratis
> AUTO BLU CON AUTISTA gratis
> RISTORANTE gratis
> (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro
> 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno
> diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento
> mentre obbligano i cittadini a 35 anni di
> contributi (80% dello stipendio e oltre 40 anni
> per lo stipendio intero che, secondo le
> categortie di lavoratori è di 900 e 1300 euro
> al
> mese).
> Circa Euro 103.000,00 li incassano con il
> rimborso spese elettorali (in violazione alla
> legge sul finanziamento ai partiti), più i
> privilegi per quelli che sono stati Presidenti
> della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es:
> la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un
> ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta
> sempre al suo
> servizio)
> La classe politica ha causato al paese un danno
> di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di
> EURO.
> La sola camera dei deputati costa al cittadino
> Euro 2.215,00 al MINUTO
> !!
>
E' una bufala vecchia di anni.
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il 2006-08-02 19:20:00.0 alle 2006-08-02 19:20:00.0
- Scritto da:
> sono il suo ex la denuncio perche' non mi ha
> fatto mai godere e poi se lo mette in bocca e ci
> saliva sopra senza fare
> niente
> percio' la ho lasciata
Abbiamo un poeta.
Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
Ad
https://images2.imgbox.com/d3/da/AZxsgAEN_o.png
ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
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il 2006-08-02 08:00:00.0 alle 2006-08-02 08:00:00.0
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma va?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese.
Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare.
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
+
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis
(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (80% dello stipendio e oltre 40 anni per lo stipendio intero che, secondo le categortie di lavoratori è di 900 e 1300 euro al mese).
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare.
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
+
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis
(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (80% dello stipendio e oltre 40 anni per lo stipendio intero che, secondo le categortie di lavoratori è di 900 e 1300 euro al mese).
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
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il 2006-08-02 02:04:00.0 alle 2006-08-02 02:04:00.0
- Scritto da:
> perchè non si fa i caxxi suoi
tu riesci a ciucciartelo?
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Non Autenticato
il 2006-08-01 20:50:00.0 alle 2006-08-01 20:50:00.0
perchè non si fa i caxxi suoi
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Non Autenticato
il 2006-08-01 00:57:00.0 alle 2006-08-01 00:57:00.0
- Scritto da:
> sono il suo ex la denuncio perche' non mi ha
> fatto mai godere e poi se lo mette in bocca e ci
> saliva sopra senza fare
> niente
> percio' la ho lasciata
Ora si metterà con clistere, e glielo ciuccerà di gusto.
Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!
Ad
https://imgoat.com/uploads/cdd60ea004/183004.png
Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!
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il 2006-07-31 18:44:00.0 alle 2006-07-31 18:44:00.0
sono il suo ex la denuncio perche' non mi ha fatto mai godere e poi se lo mette in bocca e ci saliva sopra senza fare niente
percio' la ho lasciata
percio' la ho lasciata
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il 2006-07-31 13:42:00.0 alle 2006-07-31 13:42:00.0
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il 2006-07-31 12:50:00.0 alle 2006-07-31 12:50:00.0
