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Chi non rispetterà il decreto sicurezza dovrà dimettersi. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini sceglie il pugno duro nei confronti dei 'sindaci ribelli' che nei giorni scorsi hanno espresso più di una perplessità sul provvedimento varato dal governo giallo-verde. A innescare la protesta collettiva era stata la decisione del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, di sospendere l'applicazione del decreto Sicurezza nella parte che riguarda i migranti. Una presa di posizione, condivisa poi da altri primi cittadini come il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il sindaco di Firenze Dario Nardella, che aveva scatenato subito la dura reazione del titolare del Viminale.
"I sindaci ne risponderanno personalmente, penalmente e civilmente, perché è una legge dello Stato che mette ordine e regole'', aveva tuonato Salvini, definendo "gravissimo" il comportamento assunto dai sindaci contrari al dl sicurezza. Ieri il vicepremier è tornato sulla questione rincarando la dose, non solo ribadendo che chi non rispetta il decreto "ne risponderà davanti alla legge e alla storia" ma chiedendo anche le dimissioni dei 'ribelli'. "Troppo facile applaudire Mattarella e due giorni dopo sbattersene. Se c'è legge approvata dal Parlamento e firmata dal presidente della Repubblica si rispetta", ha sottolineato il vicepremier, rivolgendosi a quanti promettono disobbedienza al decreto. E "se c'è qualche sindaco che non è d'accordo si dimetta - ha tuonato Salvini - Dimettiti Orlando, e anche tu de Magistris. Dimettetevi, siamo in democrazia e governano gli italiani, fatevene una ragione, non governano professoroni, giornalisti o cantanti".
Al momento però i 'sindaci ribelli' non sembrano voler retrocedere di un millimetro. Anzi, per il sindaco di Napoli de Magistris è Salvini che "si dovrebbe dimettere" mentre il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha annunciato di aver dato "incarico al capo ufficio legale del Comune di Palermo di adire davanti al giudice civile". Ad esprimere qualche dubbio sul dl sicurezza ieri è stato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. "Il ministro Salvini ci ascolti e riveda il decreto sicurezza, così non va!", ha scritto Sala su Facebook, sostenendo che "occorre valutare l'impatto sociale ed economico del decreto per le nostre città".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
"I sindaci ne risponderanno personalmente, penalmente e civilmente, perché è una legge dello Stato che mette ordine e regole'', aveva tuonato Salvini, definendo "gravissimo" il comportamento assunto dai sindaci contrari al dl sicurezza. Ieri il vicepremier è tornato sulla questione rincarando la dose, non solo ribadendo che chi non rispetta il decreto "ne risponderà davanti alla legge e alla storia" ma chiedendo anche le dimissioni dei 'ribelli'. "Troppo facile applaudire Mattarella e due giorni dopo sbattersene. Se c'è legge approvata dal Parlamento e firmata dal presidente della Repubblica si rispetta", ha sottolineato il vicepremier, rivolgendosi a quanti promettono disobbedienza al decreto. E "se c'è qualche sindaco che non è d'accordo si dimetta - ha tuonato Salvini - Dimettiti Orlando, e anche tu de Magistris. Dimettetevi, siamo in democrazia e governano gli italiani, fatevene una ragione, non governano professoroni, giornalisti o cantanti".
Al momento però i 'sindaci ribelli' non sembrano voler retrocedere di un millimetro. Anzi, per il sindaco di Napoli de Magistris è Salvini che "si dovrebbe dimettere" mentre il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha annunciato di aver dato "incarico al capo ufficio legale del Comune di Palermo di adire davanti al giudice civile". Ad esprimere qualche dubbio sul dl sicurezza ieri è stato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. "Il ministro Salvini ci ascolti e riveda il decreto sicurezza, così non va!", ha scritto Sala su Facebook, sostenendo che "occorre valutare l'impatto sociale ed economico del decreto per le nostre città".
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"Entriamo in questo nuovo Congresso con un senso di grande speranza e fiducia per il futuro. La nostra nazione è in un momento storico. Due mesi fa, il popolo americano ha parlato e ha chiesto una nuova alba". Con il discorso che Nancy Pelosi ha pronunciato davanti alla Camera dei Rappresentanti, dopo essere stata eletta speaker per la seconda volta, i democratici lanciano la sfida a Donald Trump, che nella seconda metà del proprio mandato dovrà fare i conti con il 'divided government'. I repubblicano controllano il Senato, ma la Camera da oggi torna democratica.
E il copione appare già chiaro dalle parole pronunciate dalla 78enne deputata italoamericana, che aveva ricoperto il ruolo già dal 2007 al 2011 e che oggi ha conquistato lo storico bis ottenendo 220 voti sui 430 espressi dall'aula. All'appello, non hanno risposto una dozzina di deputati democratici. Nel suo intervento, Pelosi ha rivendicato l'importanza del potere legislativo nel sistema di ''checks and balances'', controlli e contrappesi, che caratterizza l'architettura costituzionale degli Stati Uniti.
La speaker ha fatto riferimento a una serie di temi che saranno al centro dell'agenda democratica, dando particolare rilievo -tra l'altro- alla ''minaccia esistenziale del nostro tempo: la crisi del clima, una crisi che si è manifestata con disastri naturali di proporzioni epiche".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/03/...
E il copione appare già chiaro dalle parole pronunciate dalla 78enne deputata italoamericana, che aveva ricoperto il ruolo già dal 2007 al 2011 e che oggi ha conquistato lo storico bis ottenendo 220 voti sui 430 espressi dall'aula. All'appello, non hanno risposto una dozzina di deputati democratici. Nel suo intervento, Pelosi ha rivendicato l'importanza del potere legislativo nel sistema di ''checks and balances'', controlli e contrappesi, che caratterizza l'architettura costituzionale degli Stati Uniti.
La speaker ha fatto riferimento a una serie di temi che saranno al centro dell'agenda democratica, dando particolare rilievo -tra l'altro- alla ''minaccia esistenziale del nostro tempo: la crisi del clima, una crisi che si è manifestata con disastri naturali di proporzioni epiche".
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Cesare Battisti sarebbe nascosto in Amazzonia. Ne è convinta la polizia federale brasiliana, a caccia dell'ex terrorista italiano dalla metà di dicembre, quando il giudice Luiz Fux, membro del Tribunale Supremo brasiliano, ha emesso un mandato di arresto. Secondo il quotidiano Estadao, gli inquirenti hanno fatto calare il silenzio sulla vicenda per indurre Battisti a pensare che le ricerche siano rallentate. Nel frattempo la polizia federale brasiliana ha perquisito le ambasciate di Venezuela e Bolivia. Le rappresentanze diplomatiche a Brasilia hanno negato di aver offerto rifugio all'ex terrorista. Secondo il quotidiano Estadao, le indagini hanno coinvolto almeno due sedi diplomatiche. L'ormai ex presidente Michel Temer, prima di lasciare l'incarico, ha firmato il decreto per l'estradizione in Italia.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/03/...
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Si inasprisce lo scontro tra i sindaci che contrastano il decreto sicurezza nella parte relativa ai migranti e il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Il titolare del Viminale oggi torna sulla questione nel corso di una diretta Facebook e ribadisce che chi non rispetta il decreto ne risponderà. Non solo. Il vicepremier chiede anche le dimissioni dei 'ribelli'.
"Chi non rispetta il Decreto Sicurezza e aiuta i clandestini, tradisce l’Italia e gli italiani e ne risponderà davanti alla legge e alla storia. Io comunque non mollo!!!" scrive il leader della Lega, lanciando la diretta streaming dalle nevi di Bormio. "Ci sono sindaci che dicono 'non applicherò il decreto', per cercare un po' pubblicità. Io dico non si molla di un millimetro, non retrocedo" scandisce il ministro dell'Interno. "Fate i conti con i vostri cittadini, con i milioni di italiani che sono in difficoltà", chiede Salvini riferendosi ai sindaci che promettono disobbedienza al decreto. "Troppo facile applaudire Mattarella e due giorni dopo sbattersene - sottolinea - Se c'è legge approvata dal Parlamento e firmata dal presidente della Repubblica si rispetta". E "se c'è qualche sindaco che non è d'accordo si dimetta. Dimettiti Orlando, e anche tu de Magistris. Dimettetevi, siamo in democrazia e governano gli italiani, fatevene una ragione, non governano professoroni, giornalisti o cantanti".
Ma per il sindaco di Napoli è Salvini che "si dovrebbe dimettere". "Oltre ad aver commesso una condotta apertamente violatrice della Costituzione, sulla quale ha giurato e traditore è lui semmai e lui si dovrebbe dimettere, sta avendo, insieme al governo, un comportamento disumano" dice a chiare lettere a SkyTg24.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
"Chi non rispetta il Decreto Sicurezza e aiuta i clandestini, tradisce l’Italia e gli italiani e ne risponderà davanti alla legge e alla storia. Io comunque non mollo!!!" scrive il leader della Lega, lanciando la diretta streaming dalle nevi di Bormio. "Ci sono sindaci che dicono 'non applicherò il decreto', per cercare un po' pubblicità. Io dico non si molla di un millimetro, non retrocedo" scandisce il ministro dell'Interno. "Fate i conti con i vostri cittadini, con i milioni di italiani che sono in difficoltà", chiede Salvini riferendosi ai sindaci che promettono disobbedienza al decreto. "Troppo facile applaudire Mattarella e due giorni dopo sbattersene - sottolinea - Se c'è legge approvata dal Parlamento e firmata dal presidente della Repubblica si rispetta". E "se c'è qualche sindaco che non è d'accordo si dimetta. Dimettiti Orlando, e anche tu de Magistris. Dimettetevi, siamo in democrazia e governano gli italiani, fatevene una ragione, non governano professoroni, giornalisti o cantanti".
Ma per il sindaco di Napoli è Salvini che "si dovrebbe dimettere". "Oltre ad aver commesso una condotta apertamente violatrice della Costituzione, sulla quale ha giurato e traditore è lui semmai e lui si dovrebbe dimettere, sta avendo, insieme al governo, un comportamento disumano" dice a chiare lettere a SkyTg24.
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"Più della metà delle App sono 'spione' con Facebook". A sostenerlo è un rapporto della organizzazione non-profit londinese Privacy International, dopo un test su alcune delle più diffuse applicazioni negli ultimi cinque mesi dell'anno scorso in particolare su smartphone Android. "Abbiamo rilevato che almeno il 61 percento delle App, che abbiamo preso in considerazione, trasferiscono automaticamente i dati su Fb nel momento in cui l'utente le apre" denuncia lo studio, permettendo di profilarne le scelte e i gusti. "Ciò accade se le persone hanno un account o no, ma anche se hanno effettuato l'accesso a Fb o meno". "Abbiamo anche riscontrato che alcune applicazioni inviano regolarmente dati di Facebook, incredibilmente dettagliati e talvolta sensibili, senza che necessariamente siano connesse in quel momento" fanno notare, aggiungendo che "sono soprattutto quelle gratuite a diffondere i dati". "Per esempio nel caso in cui venga prenotato un viaggio vengono condivisi dati circa il giorno, la città di partenza e quella d'arrivo, il numero di persone e di figli, se si è scelta la prima classe, l'economica o si è in business" concludono nel report, precisando che "in questo modo violano il Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione della privacy".
https://www.adnkronos.com/magazine/cybernews/2019/...
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
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Leoluca Orlando tira dritto. "Ho dato incarico al capo ufficio legale del Comune di Palermo di adire davanti al giudice civile per sottoporre la questione del Dl Sicurezza" annuncia il sindaco di Palermo all'Adnkronos, tornando a parlare della polemica sull'applicazione del Dl Salvini sui migranti. "Io vado davanti al giudice civile - spiega Orlando - perché siccome non posso andare direttamente alla Corte costituzionale, mi rivolgo direttamente al giudice civile. Un sindaco cosa fa? Solleva la questione in un processo e, quindi, io andrò davanti al giudice dei diritti della sezione civile e chiederò un'azione sulla conformità della norma". E aggiunge: "Se si ritiene che la questione non sia manifestamente infondata e rilevante ai fini della decisione della causa, invito a rimettere gli atti alla Corte costituzionale". Ieri il primo cittadino di Palermo ha annunciato la sospensione dell'applicazione del decreto nella parte che riguarda i migranti. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha detto a chiare lettere che la parte della legge sicurezza "in contrasto con la Costituzione non verrà assolutamente applicata". E Dario Nardella, sindaco di Firenze, ha spiegato che la città "non si piegherà al ricatto che è contenuto nel decreto" e quindi "in modo legale troveremo una soluzione". Rilievi sono stati mossi anche dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, per il quale "il decreto provoca problemi alle città".
Quanto alla promulgazione del decreto da parte del Capo dello Stato, Orlando evidenzia che "il Presidente della Repubblica promulga le leggi in base a valutazioni che sono istituzionali. Ma il giudizio sulla costituzionalità delle leggi non spetta al Presidente della Repubblica, spetta alla Corte costituzionale". "Mi limito a ricordare - rileva - che sono parecchie migliaia le leggi dichiarate incostituzionali ancorché promulgate da Presidenti che svolgevano egregiamente il loro compito".
Ieri il vicepremier Matteo Salvini, parlando delle polemiche sulla sospensione dell'applicazione del Dl Sicurezza, si è detto "curioso di capire se i sindaci rinunceranno anche ai poteri straordinari previsti dal decreto. Immagino che rinunciate anche a tutti i soldi che il decreto aggiunge per le vostre città...". "Non cado nella trappola di rispondere alle incomprensibili e nervose dichiarazioni del ministro Salvini - dice Orlando nell'intervista all'Adnkronos - Ritengo del tutto improprio che, di fronte a un sindaco che cerca di rispettare l'anima di una città e la sua cultura dell'accoglienza, affermi che la città dovrebbe rinunciare a fondi che sono stanziati per lo sviluppo della stessa città. Mi sembrano due cose assolutamente non assimilabili, quindi non cado nella sua provocazione".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
Quanto alla promulgazione del decreto da parte del Capo dello Stato, Orlando evidenzia che "il Presidente della Repubblica promulga le leggi in base a valutazioni che sono istituzionali. Ma il giudizio sulla costituzionalità delle leggi non spetta al Presidente della Repubblica, spetta alla Corte costituzionale". "Mi limito a ricordare - rileva - che sono parecchie migliaia le leggi dichiarate incostituzionali ancorché promulgate da Presidenti che svolgevano egregiamente il loro compito".
Ieri il vicepremier Matteo Salvini, parlando delle polemiche sulla sospensione dell'applicazione del Dl Sicurezza, si è detto "curioso di capire se i sindaci rinunceranno anche ai poteri straordinari previsti dal decreto. Immagino che rinunciate anche a tutti i soldi che il decreto aggiunge per le vostre città...". "Non cado nella trappola di rispondere alle incomprensibili e nervose dichiarazioni del ministro Salvini - dice Orlando nell'intervista all'Adnkronos - Ritengo del tutto improprio che, di fronte a un sindaco che cerca di rispettare l'anima di una città e la sua cultura dell'accoglienza, affermi che la città dovrebbe rinunciare a fondi che sono stanziati per lo sviluppo della stessa città. Mi sembrano due cose assolutamente non assimilabili, quindi non cado nella sua provocazione".
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Arrestato per "partecipazione a manifestazione non autorizzata" Eric Drouet, uno dei leader dei gilet gialli. Il 30enne, riferiscono i media francesi, è stato fermato ieri sera dalla polizia nei pressi degli Champs-Elysees a Parigi e messo sotto custodia. Secondo una fonte della Procura, il controverso leader e portavoce delle dimostrazioni antigovernative delle scorse settimane, si stava dirigendo verso l'Arco di Trionfo, dove alcuni manifestanti lo stavano aspettando. L'uomo, che era già stato fermato lo scorso 22 dicembre, aveva pubblicato nel corso della giornata un video sul suo profilo Facebook in cui annunciava l'avvio di "un'azione" sugli Champs-Elysees.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/03/...
Re: I sindaci sfidano Salvini
Che bello, almeno ci daranno il pretesto per toglierceli dai piedi
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Jo Song-gil, ambasciatore della Corea del Nord di stanza a Roma, ha presentato domanda di asilo in un paese occidentale non identificato con la sua famiglia. Lo ha reso noto il quotidiano sudcoreano Joongang Ilbo, citando fonti diplomatiche anonime di Seul, secondo le quali la richiesta è stata presentata "all'inizio del mese scorso". Le autorità italiane stanno "studiando" cosa fare, ha detto il funzionario, aggiungendo che Jo è ora "protetto in un luogo sicuro".
Quella di Jo è l'ultima defezione di alto livello tra le fila dei funzionari di Pyongyang all'estero. L'ultimo alto diplomatico nordcoreano a disertare era stato Thae Yong-ho, che ha abbandonato il suo incarico di vice ambasciatore a Londra nel 2016 per - disse lui stesso - dare un futuro migliore ai suoi tre figli dopo l'ordine di tornare in patria.
Jo, 48 anni, è stato ambasciatore a Roma dall'ottobre 2017, dopo che l'Italia aveva espulso l'ambasciatore Mun Jong-nam in segno di protesta contro un test nucleare della Corea del Nord avvenuto un mese prima in violazione delle risoluzioni dell'Onu. È "noto per essere un figlio o un genero di uno dei più alti funzionari del regime del Nord", sempre secondo JoongAng.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/03/...
Quella di Jo è l'ultima defezione di alto livello tra le fila dei funzionari di Pyongyang all'estero. L'ultimo alto diplomatico nordcoreano a disertare era stato Thae Yong-ho, che ha abbandonato il suo incarico di vice ambasciatore a Londra nel 2016 per - disse lui stesso - dare un futuro migliore ai suoi tre figli dopo l'ordine di tornare in patria.
Jo, 48 anni, è stato ambasciatore a Roma dall'ottobre 2017, dopo che l'Italia aveva espulso l'ambasciatore Mun Jong-nam in segno di protesta contro un test nucleare della Corea del Nord avvenuto un mese prima in violazione delle risoluzioni dell'Onu. È "noto per essere un figlio o un genero di uno dei più alti funzionari del regime del Nord", sempre secondo JoongAng.
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Sindaci sul piede di guerra contro il dl sicurezza. A innescare la protesta collettiva, sfociata poi in un duro scontro con il ministro dell'Interno Matteo Salvini, è stata la decisione del sindaco di Palermo e presidente di AnciSicilia, Leoluca Orlando, di sospendere l'applicazione del decreto Sicurezza nella parte che riguarda i migranti. "Siamo di fronte a un problema non solo ideologico ma giuridico - ha sostenuto il primo cittadino di Palermo, manifestando qualche dubbio circa la costituzionalità del provvedimento - Non si possono togliere diritti a cittadini che sono in regola con la legge, solo per spacciare per 'sicurezza' un intervento che puzza molto di 'razziale'".
Della stessa opinione il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, facendo riferimento ad "un atto di obbedienza costituzionale", ha sostenuto che "la parte della legge sicurezza in contrasto con la Costituzione, con i diritti come l'uguaglianza, l'asilo, il fatto di avere tutti gli stessi diritti e doveri, non verrà assolutamente applicata". Contro il dl sicurezza anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, secondo cui il provvedimento varato dal governo giallo-verde "individua un problema ma non trova una soluzione". "Non possiamo permetterci di assistere a questo scempio umanitario: espellere persone dai centri di accoglienza, sulla base del nuovo decreto, lasciandoli in mezzo alla strada", ha sostenuto Nardella, assicurando che "troveremo una soluzione per questi migranti fino a quando non sarà lo Stato a trovare una soluzione in via definitiva". Più cauto invece il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. "Sicuramente il problema va affrontato perché il decreto provoca problemi alle città", ha sostenuto il primo cittadino, esprimendo la necessità di discuterne insieme agli altri sindaci.
Prese di posizione, quelle dei sindaci di Palermo, Napoli e Firenze, che hanno scatenato la dura reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini. "E' gravissimo, evidentemente, alcuni hanno mangiato pesante a Capodanno", ha tuonato il vicepremier, per poi avvertire: "I sindaci ne risponderanno personalmente, penalmente e civilmente, perché è una legge dello Stato che mette ordine e regole''. "Fate quello che volete - ha poi aggiunto - rispettate la legge, non rispettate la legge. No problem, non fate un dispetto a Salvini, fate un dispetto ai palermitani, ai napoletani, ai milanesi, agli italiani che vogliono semplicemente un po' più di tranquillità"
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
Della stessa opinione il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, facendo riferimento ad "un atto di obbedienza costituzionale", ha sostenuto che "la parte della legge sicurezza in contrasto con la Costituzione, con i diritti come l'uguaglianza, l'asilo, il fatto di avere tutti gli stessi diritti e doveri, non verrà assolutamente applicata". Contro il dl sicurezza anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, secondo cui il provvedimento varato dal governo giallo-verde "individua un problema ma non trova una soluzione". "Non possiamo permetterci di assistere a questo scempio umanitario: espellere persone dai centri di accoglienza, sulla base del nuovo decreto, lasciandoli in mezzo alla strada", ha sostenuto Nardella, assicurando che "troveremo una soluzione per questi migranti fino a quando non sarà lo Stato a trovare una soluzione in via definitiva". Più cauto invece il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. "Sicuramente il problema va affrontato perché il decreto provoca problemi alle città", ha sostenuto il primo cittadino, esprimendo la necessità di discuterne insieme agli altri sindaci.
Prese di posizione, quelle dei sindaci di Palermo, Napoli e Firenze, che hanno scatenato la dura reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini. "E' gravissimo, evidentemente, alcuni hanno mangiato pesante a Capodanno", ha tuonato il vicepremier, per poi avvertire: "I sindaci ne risponderanno personalmente, penalmente e civilmente, perché è una legge dello Stato che mette ordine e regole''. "Fate quello che volete - ha poi aggiunto - rispettate la legge, non rispettate la legge. No problem, non fate un dispetto a Salvini, fate un dispetto ai palermitani, ai napoletani, ai milanesi, agli italiani che vogliono semplicemente un po' più di tranquillità"
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di Vittorio Amato
Diventati simbolo della protesta di Forza Italia contro la manovra gialloverde, con la benedizione di Silvio Berlusconi, i gilet azzurri saranno presto, almeno nelle intenzioni dei vertici, la nuova 'divisa' da indossare in piazza. Convinto che la crisi del governo Conte è a portata di mano, il Cav, raccontano, sarebbe stato molto chiaro in proposito: questa legge di bilancio porta il Paese dritto alla recessione, così non si può andare avanti, serve un'opposizione molto dura per provare a rompere il 'matrimonio contro natura' M5S-Lega e far rinsavire Matteo Salvini, in vista delle europee. L'ex premier punterebbe a fare il 'terzo incomodo' per logorare nervi e forze (in stile guerra di trincea) all'alleato del Carroccio e chiede la mobilitazione generale.
Vuole tutti i parlamentari in campo, soprattutto i giovani. Ed è pronto a sfidare sullo stesso terreno i grillini, piazza e social, tornando a parlare con la gente per offrire proposte concrete. "L'alleanza con il Carroccio non si tocca, ma il 'Capitano' ha deluso, è troppo appiattito sulle posizioni dei Cinque stelle'', si lamenta un big azzurro. Allo studio di palazzo Grazioli c'è sempre l'ipotesi di scendere in piazza per il week end del 26-27 gennaio, in occasione dei 25 anni dalla 'discesa in campo' del '94. Si pensa a una manifestazione in ogni Regione d'Italia per "difendere i valori di Fi e, nello stesso tempo, portare avanti la protesta contro la finanziaria targata Di Maio-Salvini, con lo slogan 'giù le mani dall'Italia che lavora e produce'''.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
Diventati simbolo della protesta di Forza Italia contro la manovra gialloverde, con la benedizione di Silvio Berlusconi, i gilet azzurri saranno presto, almeno nelle intenzioni dei vertici, la nuova 'divisa' da indossare in piazza. Convinto che la crisi del governo Conte è a portata di mano, il Cav, raccontano, sarebbe stato molto chiaro in proposito: questa legge di bilancio porta il Paese dritto alla recessione, così non si può andare avanti, serve un'opposizione molto dura per provare a rompere il 'matrimonio contro natura' M5S-Lega e far rinsavire Matteo Salvini, in vista delle europee. L'ex premier punterebbe a fare il 'terzo incomodo' per logorare nervi e forze (in stile guerra di trincea) all'alleato del Carroccio e chiede la mobilitazione generale.
Vuole tutti i parlamentari in campo, soprattutto i giovani. Ed è pronto a sfidare sullo stesso terreno i grillini, piazza e social, tornando a parlare con la gente per offrire proposte concrete. "L'alleanza con il Carroccio non si tocca, ma il 'Capitano' ha deluso, è troppo appiattito sulle posizioni dei Cinque stelle'', si lamenta un big azzurro. Allo studio di palazzo Grazioli c'è sempre l'ipotesi di scendere in piazza per il week end del 26-27 gennaio, in occasione dei 25 anni dalla 'discesa in campo' del '94. Si pensa a una manifestazione in ogni Regione d'Italia per "difendere i valori di Fi e, nello stesso tempo, portare avanti la protesta contro la finanziaria targata Di Maio-Salvini, con lo slogan 'giù le mani dall'Italia che lavora e produce'''.
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Il sindaco di Palermo e presidente di AnciSicilia, Leoluca Orlando, lancia il guanto di sfida al ministro dell'Interno Matteo Salvini. Con una direttiva impartita agli uffici comunali, infatti, ha disposto la sospensione dell'applicazione del decreto Sicurezza nella parte che riguarda i migranti. Il primo cittadino sceglie lo scontro con il capo del Viminale e chiede al responsabile dell'Anagrafe di "approfondire tutti i profili giuridici anagrafici" che deriveranno dall'applicazione della norma.
In attesa di questo approfondimento, però, scrive il sindaco "impartisco la disposizione di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica".
Salvini risponde così su Facebook all'iniziativa del primo cittadino: "Con tutti i problemi che ci sono a Palermo - scrive in un post -, il sindaco sinistro pensa a fare 'disobbedienza' sugli immigrati...". Orlando, durante una conferenza stampa convocata per illustrare la direttiva, dice: "Io e Salvini giochiamo due partite diverse su due campi diversi, lui gioca a cricket e io a volley. Non ho nessun motivo di replicare a Salvini". "Pensavo di aver fatto il mio dovere di sindaco - spiega -, ma ho visto reazioni scomposte da parte di esponenti del Governo nazionale".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
In attesa di questo approfondimento, però, scrive il sindaco "impartisco la disposizione di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica".
Salvini risponde così su Facebook all'iniziativa del primo cittadino: "Con tutti i problemi che ci sono a Palermo - scrive in un post -, il sindaco sinistro pensa a fare 'disobbedienza' sugli immigrati...". Orlando, durante una conferenza stampa convocata per illustrare la direttiva, dice: "Io e Salvini giochiamo due partite diverse su due campi diversi, lui gioca a cricket e io a volley. Non ho nessun motivo di replicare a Salvini". "Pensavo di aver fatto il mio dovere di sindaco - spiega -, ma ho visto reazioni scomposte da parte di esponenti del Governo nazionale".
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Un razzo Rpg è stato lanciato questa mattina contro un mezzo blindato italiano a circa 20 km a nord di Herat, in Afghanistan. Il 'Lince' in dotazione al contingente non è stato colpito, ma alcune schegge hanno danneggiato la parte posteriore del veicolo. Nessun soldato italiano è rimasto ferito. I militari si trovavano sul posto nell'ambito di un'attività di formazione e addestramento della 'border police' afghana.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/02/...
France in free fall
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Sarebbero almeno 6 le vittime causate da un incidente ferroviario avvenuto questa mattina sul ponte della Grande Belt, in Danimarca. Lo ha reso noto la polizia. Il ponte che collega le isole di Selandia e Fionia è stato chiuso dopo l'incidente.
Ancora sconosciute le cause del disastro, ma secondo le prime informazioni fornite dei media locali, sembra che alcuni vagoni di un treno merci si siano staccati a causa dei forti venti colpendo il convoglio passeggeri in viaggio verso Copenaghen.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/02/...
Ancora sconosciute le cause del disastro, ma secondo le prime informazioni fornite dei media locali, sembra che alcuni vagoni di un treno merci si siano staccati a causa dei forti venti colpendo il convoglio passeggeri in viaggio verso Copenaghen.
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Il presidente cinese Xi Jinping ha ribadito che Taiwan deve essere riunita alla Cina, in un discorso in cui non è stato escluso l'uso della forza se necessario. Pechino vuole una riunificazione pacifica, ma non intende lasciare spazio "ad attività separatiste", ha affermato il leader cinese parlando nella solenne cornice della Grande Sala del popolo, sede del parlamento di Pechino.
I "cinesi non combattono i cinesi", ha affermato Xi, sottolineando che la riunificazione pacifica è nell'interesse delle due parti. Tuttavia, ha aggiunto, "non promettiamo di rinunciare all'uso della forza e ci riserviamo l'opzione di adottare tutti i mezzi necessari". La questione di Taiwan, ha rimarcato ancora Xi, "è un affare interno cinese e non saranno permesse interferenze esterne". Sin dalla sua nascita nel 1949, la Repubblica Popolare della Cina considera Taiwan come una provincia ribelle. E Pechino impone a tutti i paesi con i quali intrattiene rapporti diplomatici di rompere le relazioni con Taipei.
Nel suo discorso di Capodanno, la presidente di Taiwan Tsai Ing-Wen ha dichiarato ieri che il suo paese non intende "rinunciare alla sua sovranità o fare concessioni sulla propria autonomia".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/02/...
I "cinesi non combattono i cinesi", ha affermato Xi, sottolineando che la riunificazione pacifica è nell'interesse delle due parti. Tuttavia, ha aggiunto, "non promettiamo di rinunciare all'uso della forza e ci riserviamo l'opzione di adottare tutti i mezzi necessari". La questione di Taiwan, ha rimarcato ancora Xi, "è un affare interno cinese e non saranno permesse interferenze esterne". Sin dalla sua nascita nel 1949, la Repubblica Popolare della Cina considera Taiwan come una provincia ribelle. E Pechino impone a tutti i paesi con i quali intrattiene rapporti diplomatici di rompere le relazioni con Taipei.
Nel suo discorso di Capodanno, la presidente di Taiwan Tsai Ing-Wen ha dichiarato ieri che il suo paese non intende "rinunciare alla sua sovranità o fare concessioni sulla propria autonomia".
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Gli agenti di confine americani hanno lanciato gas lacrimogeni contro un gruppo di 150 migranti che cercava di superare la barriera di filo spinato alla frontiera col Messico all'altezza di San Diego. Lo scrive il Los Angeles Times, aggiungendo che fra i migranti vi erano anche bambini piccoli. Secondo l'agenzia per la protezione dei confini, la U.S. Customs and Border Protection, gli agenti hanno fatto uso di lacrimogeni e spray al peperoncino per rispondere al lancio di pietre da parte dei migranti.
Un comunicato delle autorità americane, afferma che i migranti hanno tentato di oltrepassare il filo spinato avvolti in giacche pesanti, coperte e tappetini di gomma, issando oltre il confine i bambini più piccoli. Gli agenti, si legge, hanno usato lacrimogeni per contrastare i migranti che lanciavano pietre contro di loro. Nell'operazione sono stati arrestati 25 migranti, fra cui 2 minori, riusciti ad entrare in territorio statunitense, mentre altri sono tornati indietro.
Diversi migranti hanno raccontato al Los Angeles Times di essere venuti al confine dopo settimane di frustrante attesa nel campo di accoglienza messicano di El Barretal. Doveva essere un approccio pacifico per lanciarsi oltre confine "alla mercè" degli agenti di frontiera "Non mi piace la violenza di chi lancia pietre. La maggioranza della gente è venuta in pace. Il nostro obiettivo era di avanzare pacificamente", ha raccontato l'honduregno Silvio Sierra. Il fumo dei lacrimogeni, ha aggiunto, "era molto forte, era dappertutto. La gente piangeva. Anche le donne e i bambini".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/02/...
Un comunicato delle autorità americane, afferma che i migranti hanno tentato di oltrepassare il filo spinato avvolti in giacche pesanti, coperte e tappetini di gomma, issando oltre il confine i bambini più piccoli. Gli agenti, si legge, hanno usato lacrimogeni per contrastare i migranti che lanciavano pietre contro di loro. Nell'operazione sono stati arrestati 25 migranti, fra cui 2 minori, riusciti ad entrare in territorio statunitense, mentre altri sono tornati indietro.
Diversi migranti hanno raccontato al Los Angeles Times di essere venuti al confine dopo settimane di frustrante attesa nel campo di accoglienza messicano di El Barretal. Doveva essere un approccio pacifico per lanciarsi oltre confine "alla mercè" degli agenti di frontiera "Non mi piace la violenza di chi lancia pietre. La maggioranza della gente è venuta in pace. Il nostro obiettivo era di avanzare pacificamente", ha raccontato l'honduregno Silvio Sierra. Il fumo dei lacrimogeni, ha aggiunto, "era molto forte, era dappertutto. La gente piangeva. Anche le donne e i bambini".
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di Ileana Sciarra
Innanzitutto reddito di cittadinanza e 'quota 100'. Ovvero restyling della legge Fornero sulle pensioni. Muove i passi da qui il 2019 del governo Conte, con il via libera alle due leggi bandiera volute da M5S e Lega. Il decreto per avviare il 'cantiere' del reddito di cittadinanza era atteso già da dicembre ma è slittato a gennaio, e non è escluso che i due provvedimenti -dl su reddito, appunto, e quota 100- vengano varati nello stesso giorno, così da non scontentare le due anime della maggioranza.
IRES - Altro tassello da rimettere a posto nel nuovo anno, il 'pasticcio' sull'Ires inserito in manovra, una stilettata al cuore delle onlus e del mondo del volontariato che ha indotto il premier Giuseppe Conte a fare pubblica ammenda nel corso della conferenza stampa di fine anno. La correzione di rotta annunciata dal governo prevede una modifica da inserire "nel primo provvedimento utile".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
Innanzitutto reddito di cittadinanza e 'quota 100'. Ovvero restyling della legge Fornero sulle pensioni. Muove i passi da qui il 2019 del governo Conte, con il via libera alle due leggi bandiera volute da M5S e Lega. Il decreto per avviare il 'cantiere' del reddito di cittadinanza era atteso già da dicembre ma è slittato a gennaio, e non è escluso che i due provvedimenti -dl su reddito, appunto, e quota 100- vengano varati nello stesso giorno, così da non scontentare le due anime della maggioranza.
IRES - Altro tassello da rimettere a posto nel nuovo anno, il 'pasticcio' sull'Ires inserito in manovra, una stilettata al cuore delle onlus e del mondo del volontariato che ha indotto il premier Giuseppe Conte a fare pubblica ammenda nel corso della conferenza stampa di fine anno. La correzione di rotta annunciata dal governo prevede una modifica da inserire "nel primo provvedimento utile".
Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!
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Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!
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"In Italia si entra solo chiedendo permesso e per favore". A dirlo il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, parlando a Bormio, e commentando la drastica diminuzione degli sbarchi, i cui numeri sono stati resi noti oggi dal Viminale. "L'anno scorso di questi tempi c'era Gentiloni presidente del Consiglio, la Boldrini presidente della Camera e ne arrivavano a centinaia di migliaia" ha detto, aggiungendo che "in sei mesi abbiamo bloccato gli sbarchi".
Salvini, i social e 'i giornaloni'
IL CALO DEGLI SBARCHI - Nel 2018 i migranti sbarcati sulle coste italiane sono stati 23.370, con un calo record dell'80,42% rispetto ai 119.369 registrati nel 2017 e dell'87,12% se comparato con le 181.436 persone giunte in Italia nel 2016. I dati ufficiali del Viminale, aggiornati al 31 dicembre 2018, evidenziano il nettissimo calo dei minori stranieri non accompagnati arrivati nel nostro Paese. Sono stati 3.534 nell'anno appena concluso contro i 15.779 del 2017 e i 25.846 del 2016. Nelle strutture di accoglienza sono attualmente ospitati 135.858 migranti, di cui 18.852 (14%) in Lombardia. A seguire Lazio (12.249) e Campania (11.962). I porti maggiormente interessati dagli sbarchi nel 2018 sono stati Pozzallo (3.818), Lampedusa (3.468) e Catania (2.961). Quanto alle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, in cima alla classifica i migranti provenienti dalla Tunisia (5.181), seguiti da Eritrea (3.320), Iraq (1.744), Sudan (1.619) e Pakistan (1.589).
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
Salvini, i social e 'i giornaloni'
IL CALO DEGLI SBARCHI - Nel 2018 i migranti sbarcati sulle coste italiane sono stati 23.370, con un calo record dell'80,42% rispetto ai 119.369 registrati nel 2017 e dell'87,12% se comparato con le 181.436 persone giunte in Italia nel 2016. I dati ufficiali del Viminale, aggiornati al 31 dicembre 2018, evidenziano il nettissimo calo dei minori stranieri non accompagnati arrivati nel nostro Paese. Sono stati 3.534 nell'anno appena concluso contro i 15.779 del 2017 e i 25.846 del 2016. Nelle strutture di accoglienza sono attualmente ospitati 135.858 migranti, di cui 18.852 (14%) in Lombardia. A seguire Lazio (12.249) e Campania (11.962). I porti maggiormente interessati dagli sbarchi nel 2018 sono stati Pozzallo (3.818), Lampedusa (3.468) e Catania (2.961). Quanto alle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, in cima alla classifica i migranti provenienti dalla Tunisia (5.181), seguiti da Eritrea (3.320), Iraq (1.744), Sudan (1.619) e Pakistan (1.589).
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"C'è ancora tanto da fare, siamo soltanto alla fine dell'inizio, perché abbiamo ancora tante cose nel 2019 da portare a casa". Lo dice il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, in un video postato su Facebook da una località montana insieme ad Alessandro Di Battista.
"Ieri sera -prosegue il vicepremier- vi abbiamo promesso che vi regaleremo una bella legge che taglia gli stipendi a tutti parlamentari della Repubblica, ma dovremo fare tante altre cose sull'ambiente, tante cose sulla politica estera, tante cose che nei prossimi mesi faremo insieme, perché è sempre un percorso partecipato".
"Oggi la cosa che posso augurarmi per il 2019 è di fare le cose che vi piacciono, fate sempre le cose che vi rendono felici. Sicuramente sono stati anni difficili in cui abbiamo dovuto fare delle battaglie grosse, ma ci è sempre piaciuto combattere quei signori che utilizzavano i soldi pubblici o le leggi dello Stato per privilegiarsi di una serie di diritti di cui non dovevano godere. Quindi fare le cose che piacciono è alla base di qualsiasi cosa. Vi auguro un grande 2019".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/0...
"Ieri sera -prosegue il vicepremier- vi abbiamo promesso che vi regaleremo una bella legge che taglia gli stipendi a tutti parlamentari della Repubblica, ma dovremo fare tante altre cose sull'ambiente, tante cose sulla politica estera, tante cose che nei prossimi mesi faremo insieme, perché è sempre un percorso partecipato".
"Oggi la cosa che posso augurarmi per il 2019 è di fare le cose che vi piacciono, fate sempre le cose che vi rendono felici. Sicuramente sono stati anni difficili in cui abbiamo dovuto fare delle battaglie grosse, ma ci è sempre piaciuto combattere quei signori che utilizzavano i soldi pubblici o le leggi dello Stato per privilegiarsi di una serie di diritti di cui non dovevano godere. Quindi fare le cose che piacciono è alla base di qualsiasi cosa. Vi auguro un grande 2019".
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Un bimbo di 11 mesi è stato miracolosamente tratto in salvo dalle macerie del palazzo crollato ieri per una esplosione di gas nella città di Magnitogorsk, nella regione russa degli Urali. Portato in ospedale, il bambino è cosciente, riferisce l'agenzia stampa Tass. Il suo stato è considerato "critico" ma i medici si dicono ottimisti. Intanto prosegue il lavoro dei soccorritori che hanno estratto un ottavo corpo dai resti del palazzo di dieci piani.
Boris Dubrovsky, governatore della regione di Chelyabinsk, ha raccontato su Telegram che i soccorritori hanno rinvenuto il piccolo dopo averlo sentito piangere. Il bambino era ben coperto, cosa che lo ha aiutato a sopravvivere al freddo intenso, in una città dove la temperatura media di giorno è attorno a -17 gradi. La madre, sopravvissuta alla tragedia, ha potuto raggiungere il figlio in ospedale.
Decine di persone sono state tratte in salvo dai soccorritori, ma al momento risultano ancora 37 dispersi.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/01/...
Boris Dubrovsky, governatore della regione di Chelyabinsk, ha raccontato su Telegram che i soccorritori hanno rinvenuto il piccolo dopo averlo sentito piangere. Il bambino era ben coperto, cosa che lo ha aiutato a sopravvivere al freddo intenso, in una città dove la temperatura media di giorno è attorno a -17 gradi. La madre, sopravvissuta alla tragedia, ha potuto raggiungere il figlio in ospedale.
Decine di persone sono state tratte in salvo dai soccorritori, ma al momento risultano ancora 37 dispersi.