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La stele commemorativa dell'antica sinagoga di Strasburgo, che fu distrutta dai nazisti nel 1941, è stata profanata la notte scorsa. Lo ha reso noto il primo vice sindaco della città francese, Alain Fontanel, parlando di "un nuovo atto antisemita in Francia nella nostra città".
Il 19 febbraio scorso è stato profanato il cimitero ebraico di Quatzenheim, un villaggio di 800 abitanti situato a circa 20 km ad ovest di Strasburgo. "Noi faremo tutto il possibile insieme alle forze di polizia affinché i responsabili vengano arrestati", ha aggiunto Fontanel su Facebook.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/02/...
Il 19 febbraio scorso è stato profanato il cimitero ebraico di Quatzenheim, un villaggio di 800 abitanti situato a circa 20 km ad ovest di Strasburgo. "Noi faremo tutto il possibile insieme alle forze di polizia affinché i responsabili vengano arrestati", ha aggiunto Fontanel su Facebook.
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Dal 'no' categorico al 'sì' senza riserve. La Tav continua ad agitare il governo, che sull'alta velocità si divide in attesa di trovare una sintesi. Cinquestelle da un lato, Lega dall'altro, la Torino-Lione è in questi giorni lo specchio della distanza fra i due schieramenti.
Ieri il nuovo round di governo sul tema ha visto ripetersi il solito copione: cauto ottimismo per Tria - che ancora spera "in un'evoluzione positiva" - e secco diniego di Toninelli, che si dice ancora una volta contrario, liquidando l'argomento come una "ossessione giornalistica". Nel mezzo il premier Conte, che sta "studiando bene il dossier" sulla linea ferroviaria e che con diplomazia assicura come si arriverà alla "migliore decisione possibile nell'interesse del Paese". Intanto, però, arriva il supplemento di analisi voluto dal Mit che dimezzerebbe gli svantaggi dell'opera, considerando i soli costi a carico dell'Italia. Dati "non scientifici" per Toninelli, ma un dossier che potrebbe comunque rimettere le carte in tavola come ulteriore argomento di discussione. Palazzo Chigi nella mattinata di ieri ha tenuto in ogni caso a precisare che il premier "non ha aperto a nessuna ipotesi di mini-Tav" né tantomeno "ha mai richiesto un ulteriore contributo all'analisi costi-benefici dell’opera", contributo sollecitato appunto dal solo ministero dei Trasporti. "Credo che sulla Tav sarà possibile che arriveremo a una soluzione e che sarà una soluzione pienamente condivisa nel governo come abbiamo fatto per tutti gli altri temi", stempera gli animi in serata la ministra della Difesa Trenta, ma nel governo resta l'incertezza più assoluta sul destino della Torino-Lione.
Troppa incertezza per l'opposizione, che in giornata ha parlato di "sceneggiata" e bollato il titolare del Mit come "inadeguato", tanto che il Pd - spiega il dem Marino - "ha deciso di presentare una mozione di sfiducia alla Camera ed al Senato, dopo l'ultima vergognosa operazione della Commissione costi/benefici, un orpello inutile voluto da questo indegno ministro dei trasporti. Per il bene di Torino e dell'Italia, la Tav si deve ultimare e Toninelli deve andare a casa".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
Ieri il nuovo round di governo sul tema ha visto ripetersi il solito copione: cauto ottimismo per Tria - che ancora spera "in un'evoluzione positiva" - e secco diniego di Toninelli, che si dice ancora una volta contrario, liquidando l'argomento come una "ossessione giornalistica". Nel mezzo il premier Conte, che sta "studiando bene il dossier" sulla linea ferroviaria e che con diplomazia assicura come si arriverà alla "migliore decisione possibile nell'interesse del Paese". Intanto, però, arriva il supplemento di analisi voluto dal Mit che dimezzerebbe gli svantaggi dell'opera, considerando i soli costi a carico dell'Italia. Dati "non scientifici" per Toninelli, ma un dossier che potrebbe comunque rimettere le carte in tavola come ulteriore argomento di discussione. Palazzo Chigi nella mattinata di ieri ha tenuto in ogni caso a precisare che il premier "non ha aperto a nessuna ipotesi di mini-Tav" né tantomeno "ha mai richiesto un ulteriore contributo all'analisi costi-benefici dell’opera", contributo sollecitato appunto dal solo ministero dei Trasporti. "Credo che sulla Tav sarà possibile che arriveremo a una soluzione e che sarà una soluzione pienamente condivisa nel governo come abbiamo fatto per tutti gli altri temi", stempera gli animi in serata la ministra della Difesa Trenta, ma nel governo resta l'incertezza più assoluta sul destino della Torino-Lione.
Troppa incertezza per l'opposizione, che in giornata ha parlato di "sceneggiata" e bollato il titolare del Mit come "inadeguato", tanto che il Pd - spiega il dem Marino - "ha deciso di presentare una mozione di sfiducia alla Camera ed al Senato, dopo l'ultima vergognosa operazione della Commissione costi/benefici, un orpello inutile voluto da questo indegno ministro dei trasporti. Per il bene di Torino e dell'Italia, la Tav si deve ultimare e Toninelli deve andare a casa".
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'Menzomnia. Grillo non ricorda e firma il patto della vergogna’. E' lo striscione che un gruppo di genitori sostenitori della libertà di cura hanno steso questa sera davanti all'ingresso del teatro Colosseo a Torino, dove tra poco il comico genovese porterà in scena il suo spettacolo 'Insomnia' (Ora dormo!). Ad accompagnare il presidio anche cartelli con la scritta 'Menzomnia. Ora firmo!' che richiama volutamente il titolo dello show.
"Più che di ‘Insomnia’ Beppe Grillo sembra soffrire di amnesia - scrivono i manifestanti in un volantino che viene distribuito al pubblico all'ingresso - fino a qualche anno fa, nei suoi spettacoli, i vaccini venivano messi in discussione per la sicurezza ed efficacia e le multinazionali del farmaco accusate. Poi il 10 gennaio ha sottoscritto il 'patto trasversale per la scienza' che ha come cofirmatari anche Matteo Renzi e Roberto Burioni e non si capisce a nome di cosa lo sottoscriva visto che dichiara di non essere più il leader di un partito". Tra i manifestanti anche un ex consigliere comunale di Venaria deluso dal Movimento pentastellato a cui ora non risparmia critiche.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
"Più che di ‘Insomnia’ Beppe Grillo sembra soffrire di amnesia - scrivono i manifestanti in un volantino che viene distribuito al pubblico all'ingresso - fino a qualche anno fa, nei suoi spettacoli, i vaccini venivano messi in discussione per la sicurezza ed efficacia e le multinazionali del farmaco accusate. Poi il 10 gennaio ha sottoscritto il 'patto trasversale per la scienza' che ha come cofirmatari anche Matteo Renzi e Roberto Burioni e non si capisce a nome di cosa lo sottoscriva visto che dichiara di non essere più il leader di un partito". Tra i manifestanti anche un ex consigliere comunale di Venaria deluso dal Movimento pentastellato a cui ora non risparmia critiche.
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"La Tav è una stella che ha ancora luce ma è morta perché la mobilità sta cambiando velocemente". Così Beppe Grillo nel suo spettacolo 'Insomnia' in scena al teatro Colosseo di Torino si rivolge al pubblico torinese e lo striglia: "E' il momento di darvi una sveglia, vi perdete con cazzate come la Tav, sì vax, no vax". "Metà di quello che circola sui treni, sulle navi, sui camion è vuoto, portiamo in giro cose vuote, c'è qualcosa di morboso nel voler portare le merci. L'alta velocità è una linea di cemento e calcestruzzo". "Si vuole fare un buco nella montagna per portare le merci non si sa dove, ora si vuole fare anche un referendum, la Confindustria che da quarant'anni ci dice cosa dovremmo fare. Sono cose che mi fanno diventare pazzo".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
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Il governo canadese avvia l'iter per l'estradizione di Meng Wanzhou, chief financial office di Huawei, negli Stati Uniti. Il dipartimento della Giustizia canadese ha emesso l'autorizzazione a procedere sulla base della richiesta presentata da Washington. Meng dovrebbe comparire in tribunale, nel British Columbia, il 6 marzo.
Meng, figlia del fondatore della compagnia, è stata arrestata a Vancouver all'inizio di dicembre e negli Usa è accusata di presunte violazioni delle sanzioni all'Iran, in relazione agli affari della Skycom Tech, una compagnia di Hong Kong legata alla Huawei, di cui è stata direttore per alcuni mesi del 2008.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/01/...
Meng, figlia del fondatore della compagnia, è stata arrestata a Vancouver all'inizio di dicembre e negli Usa è accusata di presunte violazioni delle sanzioni all'Iran, in relazione agli affari della Skycom Tech, una compagnia di Hong Kong legata alla Huawei, di cui è stata direttore per alcuni mesi del 2008.
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di Ileana Sciarra e Veronica Marino
A quanto apprende l'Adnkronos, alle 8 direzioni di contenuto previste dal piano industriale Rai, la Lega avrebbe chiesto all'ad Fabrizio Salini di aggiungerne un'altra in corsa, in zona Cesarini. Si tratterebbe di una direzione dedicata all''approfondimento informativo' e che riguarderebbe programmi come 'Porta a Porta', 'Chi l'ha visto', 'Amore criminale', 'Petrolio', 'Report', ecc..
Rai, i punti caldi del piano
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
A quanto apprende l'Adnkronos, alle 8 direzioni di contenuto previste dal piano industriale Rai, la Lega avrebbe chiesto all'ad Fabrizio Salini di aggiungerne un'altra in corsa, in zona Cesarini. Si tratterebbe di una direzione dedicata all''approfondimento informativo' e che riguarderebbe programmi come 'Porta a Porta', 'Chi l'ha visto', 'Amore criminale', 'Petrolio', 'Report', ecc..
Rai, i punti caldi del piano
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di Vittorio Amato
''Solo il 10-15% dei parlamentari di Forza italia deve ancora mettersi in regola e pagare i contributi dovuti mensilmente al partito. Questa quota", stimata tra i ''200mila e i 300mila euro'', "comprende quei deputati e senatori che non hanno mai versato nulla, che, grazie a Dio sono una residua minoranza, e quelli che hanno arretrati di almeno tre mesi...''. Alfredo Messina, senatore e tesoriere di Forza Italia, fa il punto con l'Adnkronos sulle finanze azzurre in tempi di austerity dopo l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. L'occasione del colloquio è il caso Sarti, che ha suscitato molte polemiche sui 'buchi' di bilancio legati al mancato pagamento delle somme dovute dai parlamentari morosi.
Fedelissimo di Silvio Berlusconi (è ex manager delle aziende della galassia Fininvest), Messina assicura che la lotta contro i 'cattivi pagatori' va fatta con determinazione e pazienza (''bisogna star dietro a tutti''). Alla fine, però, ''i risultati arrivano" e il dovuto si recupera. ''Basta rispettare le regole e onorare gli impegni'', ripete come un mantra. E avverte: ''Pagare è un obbligo morale, chi non paga deve capire che è un inadempiente, non si deve sentire un furbo. Mi auguro che chi non versa le quote dovute si senta un minimo a disagio e in imbarazzo rispetto ai colleghi che ottemperano l'impegno di sostenere il partito con puntualità. Del resto, se fai parte di un circolo, il socio che non paga viene sospeso...''.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
''Solo il 10-15% dei parlamentari di Forza italia deve ancora mettersi in regola e pagare i contributi dovuti mensilmente al partito. Questa quota", stimata tra i ''200mila e i 300mila euro'', "comprende quei deputati e senatori che non hanno mai versato nulla, che, grazie a Dio sono una residua minoranza, e quelli che hanno arretrati di almeno tre mesi...''. Alfredo Messina, senatore e tesoriere di Forza Italia, fa il punto con l'Adnkronos sulle finanze azzurre in tempi di austerity dopo l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. L'occasione del colloquio è il caso Sarti, che ha suscitato molte polemiche sui 'buchi' di bilancio legati al mancato pagamento delle somme dovute dai parlamentari morosi.
Fedelissimo di Silvio Berlusconi (è ex manager delle aziende della galassia Fininvest), Messina assicura che la lotta contro i 'cattivi pagatori' va fatta con determinazione e pazienza (''bisogna star dietro a tutti''). Alla fine, però, ''i risultati arrivano" e il dovuto si recupera. ''Basta rispettare le regole e onorare gli impegni'', ripete come un mantra. E avverte: ''Pagare è un obbligo morale, chi non paga deve capire che è un inadempiente, non si deve sentire un furbo. Mi auguro che chi non versa le quote dovute si senta un minimo a disagio e in imbarazzo rispetto ai colleghi che ottemperano l'impegno di sostenere il partito con puntualità. Del resto, se fai parte di un circolo, il socio che non paga viene sospeso...''.
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di Veronica Marino
"Devo dare atto all'ad che si tratta di un piano molto coraggioso: l'organizzazione per generi e la newsroom unica rappresentano una rivoluzione copernicana per la Rai", ma "in questo piano industriale la grande assente è la parola trasparenza. Non ce ne è traccia e questo è davvero un peccato". E poi "il piano non presenta nessuna azione concreta per valorizzare le professionalità interne". Il consigliere Rai eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà, dopo settimane di riflessioni spiega all'Adnkronos il suo punto di vista sul piano industriale, illustrato ieri più in profondità al Cda di Viale Mazzini da parte dell'amministratore delegato Fabrizio Salini che, a quanto si è appreso, si è detto comunque aperto a un confronto migliorativo per il bene della Rai.
Il piano di Salini, non manca di sottolineare Laganà, "oltre finalmente ad avvicinare la Rai al modello di altre media company internazionali, la renderebbero di sicuro meno dipendente dalle logiche dei partiti, da sempre abituati a ragionare solo per canali e testate. Un grande centro di ideazione, pianificazione, profilazione utente e produzione del contenuto che poi sarà veicolato in multipiattaforma con attenzione al web. A me pare sfidante e interessante – evidenzia il consigliere - l’aspetto più delicato e complicato è innestarlo al grande corpo Rai ormai incagliato in vecchi schemi industriali con norme e regole antiche che attualmente fanno della Rai - ammette Laganà - una non azienda ma una federazione di aziende dove spesso la mano sinistra non sa cosa fa la destra, dove in buona sostanza non si comunica".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
"Devo dare atto all'ad che si tratta di un piano molto coraggioso: l'organizzazione per generi e la newsroom unica rappresentano una rivoluzione copernicana per la Rai", ma "in questo piano industriale la grande assente è la parola trasparenza. Non ce ne è traccia e questo è davvero un peccato". E poi "il piano non presenta nessuna azione concreta per valorizzare le professionalità interne". Il consigliere Rai eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà, dopo settimane di riflessioni spiega all'Adnkronos il suo punto di vista sul piano industriale, illustrato ieri più in profondità al Cda di Viale Mazzini da parte dell'amministratore delegato Fabrizio Salini che, a quanto si è appreso, si è detto comunque aperto a un confronto migliorativo per il bene della Rai.
Il piano di Salini, non manca di sottolineare Laganà, "oltre finalmente ad avvicinare la Rai al modello di altre media company internazionali, la renderebbero di sicuro meno dipendente dalle logiche dei partiti, da sempre abituati a ragionare solo per canali e testate. Un grande centro di ideazione, pianificazione, profilazione utente e produzione del contenuto che poi sarà veicolato in multipiattaforma con attenzione al web. A me pare sfidante e interessante – evidenzia il consigliere - l’aspetto più delicato e complicato è innestarlo al grande corpo Rai ormai incagliato in vecchi schemi industriali con norme e regole antiche che attualmente fanno della Rai - ammette Laganà - una non azienda ma una federazione di aziende dove spesso la mano sinistra non sa cosa fa la destra, dove in buona sostanza non si comunica".
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"In merito alle notizie diffuse oggi da alcuni organi di stampa, che riportano i dati del tempo riservato agli esponenti politici di maggioranza ed opposizione nei Tg", in una nota la Rai "precisa che nel mese di febbraio, secondo quanto emerge dai dati dell'Osservatorio di Pavia, il tempo concesso a Governo e maggioranza da Tg1, Tg2 e Tg3 è pari al 47,6%, a fronte del 39% concesso alle forze di opposizione".
"Più in particolare, al Governo è stato concesso il 33,8% dello spazio disponibile, e alla maggioranza il 13,8%: questa classificazione si basa oggi sul fatto che entrambi i leader dei due partiti di maggioranza ricoprono anche il ruolo di Vicepremier e sono titolari due importanti dicasteri. E' di pochi giorni fa una analisi di un autorevole quotidiano dove si e' ricordato che nel recente passato al Governo in carica e alla sua maggioranza era stato riservato oltre il 70% del tempo di parola", conclude la Rai.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
"Più in particolare, al Governo è stato concesso il 33,8% dello spazio disponibile, e alla maggioranza il 13,8%: questa classificazione si basa oggi sul fatto che entrambi i leader dei due partiti di maggioranza ricoprono anche il ruolo di Vicepremier e sono titolari due importanti dicasteri. E' di pochi giorni fa una analisi di un autorevole quotidiano dove si e' ricordato che nel recente passato al Governo in carica e alla sua maggioranza era stato riservato oltre il 70% del tempo di parola", conclude la Rai.
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di Francesco Saita
"E' vero che Salvini ha tolto la parola 'nord' dal partito, siamo solo Lega, ma ora siamo pure il partito che al Nord è - secondo i sondaggi - sopra il 40%, di certo il primo partito. Mi pare quindi che rappresentiamo bene quelle regioni". Lo dice all'AdnKronos Riccardo Molinari, capogruppo della Lega a Montecitorio, commentando le parole di Roberto Maroni che intervistato da Repubblica ha sottolineato la necessità di una nuova rappresentanza politica per le classi produttive del Nord, ricordando come "nelle urne siamo costantemente il primo partito".
"Le istanze del Nord - sottolinea Molinari - sono ben rappresentate, ricordo come il tema dell'autonomia, ad esempio, è un tema che per la prima volta può avere realtà, non solo a parole, visto che è sul tavolo di Palazzo Chigi". "Una riforma che può diventare realtà grazie al lavoro fatto dallo stesso Maroni in Lombardia e Zaia in Veneto, sotto la guida di Matteo Salvini", conclude l'esponente leghista.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
"E' vero che Salvini ha tolto la parola 'nord' dal partito, siamo solo Lega, ma ora siamo pure il partito che al Nord è - secondo i sondaggi - sopra il 40%, di certo il primo partito. Mi pare quindi che rappresentiamo bene quelle regioni". Lo dice all'AdnKronos Riccardo Molinari, capogruppo della Lega a Montecitorio, commentando le parole di Roberto Maroni che intervistato da Repubblica ha sottolineato la necessità di una nuova rappresentanza politica per le classi produttive del Nord, ricordando come "nelle urne siamo costantemente il primo partito".
"Le istanze del Nord - sottolinea Molinari - sono ben rappresentate, ricordo come il tema dell'autonomia, ad esempio, è un tema che per la prima volta può avere realtà, non solo a parole, visto che è sul tavolo di Palazzo Chigi". "Una riforma che può diventare realtà grazie al lavoro fatto dallo stesso Maroni in Lombardia e Zaia in Veneto, sotto la guida di Matteo Salvini", conclude l'esponente leghista.
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La riapertura delle case chiuse "non è prevista dal contratto di governo ma noi non abbiamo preclusioni. Ci deve essere una discussione approfondita sulla questione, in quanto si tratta di un tema delicato, così come sulla regolamentazione della cannabis. Sono due argomenti importanti su cui ci deve essere un approfondimento non ideologico ma sul merito". Lo afferma all'Adnkronos il sottosegretario M5S alla Giustizia Vittorio Ferraresi, dopo che il leader della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha rilanciato la proposta di regolamentare la prostituzione. "Va bene - osserva ancora Ferraresi - se la discussione viene approfondita sul Blog ma prima va affrontato il tema a livello parlamentare. Da parte nostra c'è apertura. Sono tanti gli argomenti che si possono discutere, non si può escludere a prescindere un voto".
Per il sottosegretario al Viminale Carlo Sibilia (M5S) "aprire la discussione" sulla questione case chiuse "non farebbe assolutamente male". Secondo l'esponente 5 Stelle va aperta una discussione "con toni sereni senza alimentare inutili divisioni. Se ci si approccia così si può discutere anche di altri temi problematici per la sicurezza" dichiara ancora, probabilmente alludendo alla regolamentazione dell'uso della cannabis.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/0...
Per il sottosegretario al Viminale Carlo Sibilia (M5S) "aprire la discussione" sulla questione case chiuse "non farebbe assolutamente male". Secondo l'esponente 5 Stelle va aperta una discussione "con toni sereni senza alimentare inutili divisioni. Se ci si approccia così si può discutere anche di altri temi problematici per la sicurezza" dichiara ancora, probabilmente alludendo alla regolamentazione dell'uso della cannabis.
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Il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nonostante il nulla di fatto al loro secondo vertice ad Hanoi, hanno concordato di continuare il dialogo "per realizzare la denuclearizzazione della penisola coreana e il miglioramento delle relazioni bilaterali". Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale di Pyongyang, KCNA, secondo quanto riporta la sudcoreana Yonhap.
Secondo l'organo ufficiale del regime, i due leader hanno visto il loro secondo summit come "un'opportunità importante" per approfondire il reciproco rispetto e la fiducia e migliorare le relazioni e hanno promesso di incontrarsi nuovamente per discussioni produttive. Trump e Kim "hanno apprezzato il summit come un'importante occasione per approfondire ulteriormente il rispetto reciproco e la fiducia tra i due paesi e migliorare le relazioni ad un nuovo livello", ha scritto la KCNA, aggiungendo che i due leader "hanno concordato di continuare il dialogo produttivo per i progressi epocali nella denuclearizzazione e nelle relazioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti".
"Anche se esiste un alto muro di ostilità e di scontro accumulato da 70 anni di relazioni ostili, il leader supremo e il presidente Trump si sono detti sicuri di poter portare un miglioramento epocale nelle relazioni USA-DPRK se si tengono saldamente per mano e si pratica saggezza e pazienza", ha aggiunto l'agenzia nordcoreana, senza fare alcun riferimento al fatto che il vertice si è concluso senza un accordo o una dichiarazione comune.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/01/...
Secondo l'organo ufficiale del regime, i due leader hanno visto il loro secondo summit come "un'opportunità importante" per approfondire il reciproco rispetto e la fiducia e migliorare le relazioni e hanno promesso di incontrarsi nuovamente per discussioni produttive. Trump e Kim "hanno apprezzato il summit come un'importante occasione per approfondire ulteriormente il rispetto reciproco e la fiducia tra i due paesi e migliorare le relazioni ad un nuovo livello", ha scritto la KCNA, aggiungendo che i due leader "hanno concordato di continuare il dialogo produttivo per i progressi epocali nella denuclearizzazione e nelle relazioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti".
"Anche se esiste un alto muro di ostilità e di scontro accumulato da 70 anni di relazioni ostili, il leader supremo e il presidente Trump si sono detti sicuri di poter portare un miglioramento epocale nelle relazioni USA-DPRK se si tengono saldamente per mano e si pratica saggezza e pazienza", ha aggiunto l'agenzia nordcoreana, senza fare alcun riferimento al fatto che il vertice si è concluso senza un accordo o una dichiarazione comune.
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All'Unione Europea non conviene accordare alla Gran Bretagna un rinvio troppo lungo della data di uscita di Londra dall'Ue, ammesso e non concesso che il primo ministro britannico Theresa May lo chieda. Ad illustrare i tanti motivi che sconsigliano ai leader dell'Unione a 27 di concedere ai britannici troppo tempo per risolvere il nodo della Brexit sono Fabian Zuleeg, capo economista dell'Epc, European Policy Centre, un think tank con sede a Bruxelles, e l'analista Larissa Brunner, in un'analisi dedicata alla questione che si porrà probabilmente di qui a fine marzo ("Extending Article 50: One step too far for the EU?", www.epc.eu)
.
Il secondo "voto significativo" ("meaningful vote", come l'ha definito la May) sull'accordo di ritiro, già bocciato una prima volta, avrà luogo alla Camera dei Comuni solo il 12 marzo, a poco più di due settimane dalla data della Brexit, scelta dai britannici quando hanno notificato all'Ue la volontà di recedere dall'Unione (l'uscita scatterà alle ore 24 del 29 marzo ora di Bruxelles, alle 23 ora di Londra). Per gli esperti dell'Epc, più si avvicina il 29 marzo, più "è probabile" che un allungamento del biennio previsto dall'articolo 50 del Tue si renda necessario, per evitare il "caos" di una Brexit senza accordo.
In linea di principio, osserva l'Epc, "è semplice" sostenere la necessità di un breve rinvio "tecnico", dato che servono diversi provvedimenti di legislazione primaria, e parecchi di legislazione secondaria, per attuare la Brexit, e il Parlamento britannico è in ritardo: sui circa "600" provvedimenti di legislazione secondaria necessari, ne sono stati approvati, al 21 febbraio, solo "192". Pertanto, "il consensus generale è che un un'estensione tecnica sarebbe piuttosto semplice da concordare".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/03/01/...
.Il secondo "voto significativo" ("meaningful vote", come l'ha definito la May) sull'accordo di ritiro, già bocciato una prima volta, avrà luogo alla Camera dei Comuni solo il 12 marzo, a poco più di due settimane dalla data della Brexit, scelta dai britannici quando hanno notificato all'Ue la volontà di recedere dall'Unione (l'uscita scatterà alle ore 24 del 29 marzo ora di Bruxelles, alle 23 ora di Londra). Per gli esperti dell'Epc, più si avvicina il 29 marzo, più "è probabile" che un allungamento del biennio previsto dall'articolo 50 del Tue si renda necessario, per evitare il "caos" di una Brexit senza accordo.
In linea di principio, osserva l'Epc, "è semplice" sostenere la necessità di un breve rinvio "tecnico", dato che servono diversi provvedimenti di legislazione primaria, e parecchi di legislazione secondaria, per attuare la Brexit, e il Parlamento britannico è in ritardo: sui circa "600" provvedimenti di legislazione secondaria necessari, ne sono stati approvati, al 21 febbraio, solo "192". Pertanto, "il consensus generale è che un un'estensione tecnica sarebbe piuttosto semplice da concordare".
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
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(di Veronica Marino) - "Da domani risponderò alle domande e interagirò con chi mi segue e dall'8 marzo, il venerdì, 'duetterò, in studio o in collegamento, con politici e non, con chi la pensa come me e con chi è ai miei antipodi". Maria Giovanna Maglie, da ieri è in video su facebook, twitter, instagram con la sua striscia '#Magliestrette' che ha già raggiunto al suo esordio 56,8mila persone, ottenendo 26,2mila visualizzazioni e 12,8mila interazioni. "Ho sempre avuto riserve sulla striscia del Tg1 perché mi aspettavo esattamente il casino che poi si è verificato, conoscendo la Rai, un'Azienda dove il merito non è adeguatamente considerato e spesso predominano faziosità e ideologia e così ho pensato 'me la faccio da me'", racconta all'Adnkronos.
"Avevo capito da tempo di poter sfruttare meglio i social, a fronte dei contatti che andavano aumentando e dei feedback positivi che ricevevo pur mettendo cose fredde, articoli scritti essenzialmente per Dagospia. E ho deciso di affidarmi alla società di comunicazione e produzione, View Point Strategy, dopo aver consultato degli esperti, in primis - sottolinea - il guru dei social di Salvini, Luca Morisi, il quale è stato così gentile da incoraggiarmi. I social - osserva la Maglie - hanno disintermediato il rapporto con le persone rispetto agli strumenti tradizionali e voglio vedere ora cosa verrà fuori da quest esperimento. Salvini è l'esempio palese dell'utilità della disintermediazione. Segue una triade: social, televisione, territorio, tenendo conto che televisione e territorio Salvini li batte proprio partendo dall'esperienza sui social che gli consentono di avere un dialogo con la gente".
"Il problema, infatti, è che da tempo i media tradizionali rappresentano se stessi e i giornalisti - argomenta la Maglie - non sentono più di dover interpretare lo spirito del lettore. Come giornalisti noi non dobbiamo fingere che agli italiani interessi qualcosa che, invece, sta a cuore solo all'élite e non alla gente. Certo che è un imbarbarimento la caduta del numero di lettori dei giornali - esclama - ma non è colpa dei lettori, piuttosto dipende dal fatto che i giornalisti tradizionali non li rappresentano più, mentre i social consentono alla gente di contare e di interagire". Una posizione politica manifesta, rende credibile un giornalista? "Una volta si diceva 'i fatti separati dalle opinioni'. Il lettore deve sapere che c'è la cronaca e poi c'è l'opinione. Senza essere paludata e attorcigliata come accade per la maggior parte della stampa, io sono netta nell'esprimere quel che penso. Non è meglio per il lettore? Io non voglio entrare nella testa delle persone in maniera subdola. Voglio solo dire quel che penso sulla base di anni di esperienze sul campo e di anni di studio che continuo a portare avanti da quando ho iniziato a fare questo mestiere".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
"Avevo capito da tempo di poter sfruttare meglio i social, a fronte dei contatti che andavano aumentando e dei feedback positivi che ricevevo pur mettendo cose fredde, articoli scritti essenzialmente per Dagospia. E ho deciso di affidarmi alla società di comunicazione e produzione, View Point Strategy, dopo aver consultato degli esperti, in primis - sottolinea - il guru dei social di Salvini, Luca Morisi, il quale è stato così gentile da incoraggiarmi. I social - osserva la Maglie - hanno disintermediato il rapporto con le persone rispetto agli strumenti tradizionali e voglio vedere ora cosa verrà fuori da quest esperimento. Salvini è l'esempio palese dell'utilità della disintermediazione. Segue una triade: social, televisione, territorio, tenendo conto che televisione e territorio Salvini li batte proprio partendo dall'esperienza sui social che gli consentono di avere un dialogo con la gente".
"Il problema, infatti, è che da tempo i media tradizionali rappresentano se stessi e i giornalisti - argomenta la Maglie - non sentono più di dover interpretare lo spirito del lettore. Come giornalisti noi non dobbiamo fingere che agli italiani interessi qualcosa che, invece, sta a cuore solo all'élite e non alla gente. Certo che è un imbarbarimento la caduta del numero di lettori dei giornali - esclama - ma non è colpa dei lettori, piuttosto dipende dal fatto che i giornalisti tradizionali non li rappresentano più, mentre i social consentono alla gente di contare e di interagire". Una posizione politica manifesta, rende credibile un giornalista? "Una volta si diceva 'i fatti separati dalle opinioni'. Il lettore deve sapere che c'è la cronaca e poi c'è l'opinione. Senza essere paludata e attorcigliata come accade per la maggior parte della stampa, io sono netta nell'esprimere quel che penso. Non è meglio per il lettore? Io non voglio entrare nella testa delle persone in maniera subdola. Voglio solo dire quel che penso sulla base di anni di esperienze sul campo e di anni di studio che continuo a portare avanti da quando ho iniziato a fare questo mestiere".
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Michele Santoro, con una lettera indirizzata ai Presidenti di Camera, Rai e Vigilanza, pubblicata sul sito www.michelesantoro.it
, interviene sul quesito rivolto alla concessionaria pubblica dai parlamentari leghisti Paolo Tiramani, Giorgio Maria Bergesio, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Umberto Fusco, Igor Giancarlo Iezzi e Simona Pergreffi rispetto a indiscrezioni circa un'eventuale collaborazione lavorativa del conduttore con Rai 2 e sul costo della stessa. "Sono domande improponibili - scrive Santoro - ledono il diritto privato e impediscono a un professionista di svolgere liberamente la sua attività; inoltre una siffatta formulazione assume un grado di deterrenza nei confronti non di una collaborazione esistente ma di qualsivoglia ipotetica futura collaborazione, quando la Costituzione Italiana 'riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto'".
"Ho deciso di sollecitare la vostra attenzione perché si tratta di un’iniziativa senza precedenti - argomenta Santoro - Non solleva, infatti, obiezioni di merito su fatti, accordi reali o (cosa che sarebbe comunque grave) trattative in corso. In assenza di qualsiasi notizia di stampa sull’argomento, utilizza voci di corridoio per diffondere falsi allarmi e costringere la Rai a chiudermi la porta in faccia. A scanso di equivoci, voglio precisare che discutere della conformità dei contratti e dei contenuti delle trasmissioni agli indirizzi parlamentari rientra perfettamente nelle prerogative della Commissione; ma ciò non può permettere di interferire sui diritti individuali e sulla libertà d’informazione che, fino a prova contraria, restano principi costituzionalmente garantiti. Ricordo, prima di tutto a me stesso, che la Rai è un Servizio Pubblico della cui autonomia è custode il Parlamento e non il Governo, anche se i partiti ieri come oggi hanno spesso provato a trasformarlo in un organo della maggioranza. Ciò contrasta con la legge, che indica la rappresentazione plurale della società come l’obiettivo da perseguire; e il fatto che il Governo sia stato decisivo nel rinnovare i vertici della Rai non libera i nuovi dirigenti dal dovere di provvedere all’offerta televisiva in piena autonomia e respingendo pressioni indebite".
"In un’altra epoca la magistratura è dovuta intervenire per sanzionare duramente la Rai per aver chiuso una mia trasmissione senza valide ragioni editoriali. Penso che, da qualunque prospettiva guardiamo a quei giorni, riprodurre un clima che pensavamo di esserci messi definitivamente alle spalle non serva al Paese", sottolinea Santoro che conclude affermando: "Vi chiedo scusa di aver distratto la vostra attenzione dai vostri impegni istituzionali; ma ho ritenuto di sollevare la questione non per me stesso ma perché sento messi in discussione princìpi fondamentali. Noi giornalisti, in particolare quelli che lavorano o collaborano con la Rai, siamo sempre richiamati al rispetto di regole e regolamenti elaborati dai parlamentari in quanto espressione del popolo. Ma nemmeno il popolo può conferire loro l’autorità di agire offendendo i principi fondamentali a cui si ispira la nostra Repubblica. Almeno fino a quando resteremo una democrazia. Spero che il vostro intervento possa ristabilire un clima di rispetto, scoraggiare altre iniziative inopportune e fare in modo che ciascuno con le sue idee possa contribuire a far crescere civilmente e culturalmente il nostro Paese".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
, interviene sul quesito rivolto alla concessionaria pubblica dai parlamentari leghisti Paolo Tiramani, Giorgio Maria Bergesio, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Umberto Fusco, Igor Giancarlo Iezzi e Simona Pergreffi rispetto a indiscrezioni circa un'eventuale collaborazione lavorativa del conduttore con Rai 2 e sul costo della stessa. "Sono domande improponibili - scrive Santoro - ledono il diritto privato e impediscono a un professionista di svolgere liberamente la sua attività; inoltre una siffatta formulazione assume un grado di deterrenza nei confronti non di una collaborazione esistente ma di qualsivoglia ipotetica futura collaborazione, quando la Costituzione Italiana 'riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto'"."Ho deciso di sollecitare la vostra attenzione perché si tratta di un’iniziativa senza precedenti - argomenta Santoro - Non solleva, infatti, obiezioni di merito su fatti, accordi reali o (cosa che sarebbe comunque grave) trattative in corso. In assenza di qualsiasi notizia di stampa sull’argomento, utilizza voci di corridoio per diffondere falsi allarmi e costringere la Rai a chiudermi la porta in faccia. A scanso di equivoci, voglio precisare che discutere della conformità dei contratti e dei contenuti delle trasmissioni agli indirizzi parlamentari rientra perfettamente nelle prerogative della Commissione; ma ciò non può permettere di interferire sui diritti individuali e sulla libertà d’informazione che, fino a prova contraria, restano principi costituzionalmente garantiti. Ricordo, prima di tutto a me stesso, che la Rai è un Servizio Pubblico della cui autonomia è custode il Parlamento e non il Governo, anche se i partiti ieri come oggi hanno spesso provato a trasformarlo in un organo della maggioranza. Ciò contrasta con la legge, che indica la rappresentazione plurale della società come l’obiettivo da perseguire; e il fatto che il Governo sia stato decisivo nel rinnovare i vertici della Rai non libera i nuovi dirigenti dal dovere di provvedere all’offerta televisiva in piena autonomia e respingendo pressioni indebite".
"In un’altra epoca la magistratura è dovuta intervenire per sanzionare duramente la Rai per aver chiuso una mia trasmissione senza valide ragioni editoriali. Penso che, da qualunque prospettiva guardiamo a quei giorni, riprodurre un clima che pensavamo di esserci messi definitivamente alle spalle non serva al Paese", sottolinea Santoro che conclude affermando: "Vi chiedo scusa di aver distratto la vostra attenzione dai vostri impegni istituzionali; ma ho ritenuto di sollevare la questione non per me stesso ma perché sento messi in discussione princìpi fondamentali. Noi giornalisti, in particolare quelli che lavorano o collaborano con la Rai, siamo sempre richiamati al rispetto di regole e regolamenti elaborati dai parlamentari in quanto espressione del popolo. Ma nemmeno il popolo può conferire loro l’autorità di agire offendendo i principi fondamentali a cui si ispira la nostra Repubblica. Almeno fino a quando resteremo una democrazia. Spero che il vostro intervento possa ristabilire un clima di rispetto, scoraggiare altre iniziative inopportune e fare in modo che ciascuno con le sue idee possa contribuire a far crescere civilmente e culturalmente il nostro Paese".
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E' stato arrestato il macchinista che, secondo gli inquirenti egiziani, avrebbe provocato il grave incidente ferroviario alla stazione 'Ramses', nel centro del Cairo, causando la morte di almeno 20 persone e oltre 40 feriti. Lo riporta il sito del quotidiano governativo 'Al Ahram', secondo il quale l'arrestato avrebbe lasciato il treno incustodito durante una lite con un collega. La locomotiva, a motore acceso, sarebbe partita a grande velocità schiantandosi poi alla fine del binario e scatenando un vasto incendio.
Dopo l'incidente l'uomo, secondo 'Al Ahram', era tornato nella sua abitazione nel governatorato di Minoufiya, a nord del Cairo. A seguito del disastro si è dimesso il ministro egiziano dei Trasporti, Hisham Arafat. Al suo posto il primo ministro Mostafa Madbouly ha indicato l'attuale ministro dell'Elettricità, Mohamed Shaker.
https://www.adnkronos.com/aki-it/sicurezza/2019/02...
Dopo l'incidente l'uomo, secondo 'Al Ahram', era tornato nella sua abitazione nel governatorato di Minoufiya, a nord del Cairo. A seguito del disastro si è dimesso il ministro egiziano dei Trasporti, Hisham Arafat. Al suo posto il primo ministro Mostafa Madbouly ha indicato l'attuale ministro dell'Elettricità, Mohamed Shaker.
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Cambio di programma ad Hanoi. Il presidente americano Donald Trump farà ritorno al JW Marriott Hotel alle due del pomeriggio (le otto di mattina in Italia) per una conferenza stampa. E' quanto ha anticipato la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders. A quell'ora, secondo il piano originale, avrebbe dovuto partecipare con il leader nordcoreano Kim Jong Un a una cerimonia per la firma di un accordo a cui solo in seguito avrebbe fatto seguito la conferenza stampa.
Sanders non ha spiegato le ragioni del cambiamento. Prima dell'inizio dei colloqui formali del vertice - un faccia a faccia esteso in seguito ai consiglieri - Trump ha detto di "non avere fretta, la velocità non è cosi importante per me", l'importante è arrivare a "un accordo solido" sul programma nucleare della Corea del Nord. E Kim ha detto di auspicare il raggiungimento di "risultati importanti, che siano positivi", anche perché "se non fossi pronto" per la denuclearizzazione, "non sarei qui" ha aggiunto Kim.
I due si sono poi detti aperti all'ipotesi di aprire uffici di collegamento nei reciproci Paesi. "E' uno sviluppo auspicabile" ha dichiarato il leader nordcoreano, in apertura dei colloqui formali ad Hanoi. Per Trump, si tratterebbe di "una cosa positiva".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/28/...
Sanders non ha spiegato le ragioni del cambiamento. Prima dell'inizio dei colloqui formali del vertice - un faccia a faccia esteso in seguito ai consiglieri - Trump ha detto di "non avere fretta, la velocità non è cosi importante per me", l'importante è arrivare a "un accordo solido" sul programma nucleare della Corea del Nord. E Kim ha detto di auspicare il raggiungimento di "risultati importanti, che siano positivi", anche perché "se non fossi pronto" per la denuclearizzazione, "non sarei qui" ha aggiunto Kim.
I due si sono poi detti aperti all'ipotesi di aprire uffici di collegamento nei reciproci Paesi. "E' uno sviluppo auspicabile" ha dichiarato il leader nordcoreano, in apertura dei colloqui formali ad Hanoi. Per Trump, si tratterebbe di "una cosa positiva".
Immacolata concezione
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E' in corso una cena tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini a Palazzo Chigi per parlare di investimenti e decreto sblocca cantieri. Lo si apprende da fonti del governo.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
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Il presidente della commissione bicamerale di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, ha inviato una convocazione formale all'ad Rai Fabrizio Salini in vista delle elezioni e dopo la conferma ufficiale sulla prossima approvazione del piano industriale da parte del direttore della Tgr, Alessandro Casarin, questo pomeriggio in Vigilanza.
"Come le è noto - si legge nella convocazione - l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha richiamato l'Azienda a rispettare il pluralismo nell'informazione, in particolare in vista dell'imminente campagna per le elezioni europee, regionali e amministrative. A questo riguardo è anche pervenuta alla Commissione una serie di riscontri, per il tramite dell'Osservatorio di Pavia, sui dati monitoraggio in merito alla presenza di esponenti politici in varie trasmissioni televisive, riferiti dall'onorevole Mulè nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, tenutasi il 13 febbraio. Inoltre sono ormai confermate le notizie sull'approvazione a breve del piano industriale della Rai da parte del consiglio di amministrazione. A nome della Commissione che ho l'onore di presiedere le richiedo pertanto con cortese sollecitudine la disponibilità ad una sua audizione, con particolare riferimento alle questioni sopra richiamate".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
"Come le è noto - si legge nella convocazione - l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha richiamato l'Azienda a rispettare il pluralismo nell'informazione, in particolare in vista dell'imminente campagna per le elezioni europee, regionali e amministrative. A questo riguardo è anche pervenuta alla Commissione una serie di riscontri, per il tramite dell'Osservatorio di Pavia, sui dati monitoraggio in merito alla presenza di esponenti politici in varie trasmissioni televisive, riferiti dall'onorevole Mulè nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, tenutasi il 13 febbraio. Inoltre sono ormai confermate le notizie sull'approvazione a breve del piano industriale della Rai da parte del consiglio di amministrazione. A nome della Commissione che ho l'onore di presiedere le richiedo pertanto con cortese sollecitudine la disponibilità ad una sua audizione, con particolare riferimento alle questioni sopra richiamate".
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di Antonio Atte
Alta tensione nel M5S sulla legittima difesa. Cresce il malcontento all'interno del gruppo pentastellato alla Camera sulla proposta di legge fortemente voluta dalla Lega, che tornerà all'esame dell'Aula martedì prossimo come stabilito dalla conferenza dei capigruppo. A imprimere una sterzata ci ha pensato il leader della Lega Matteo Salvini: "La legittima difesa sarà approvata alla Camera la prossima settimana". Da mettere in conto anche le distanze sull'autonomia, altro tema caro al leader della Lega che oggi ha riunito al Viminale, insieme alla ministra Erika Stefani anche i governatori di Lombardia e Veneto, Fontana e Zaia. I malumori interni impensieriscono i vertici del Movimento, non tanto per una questione di numeri quanto sul fronte della tenuta delle 'truppe'. Già ieri i primi segnali di dissenso, quando alcuni grillini (una decina) hanno deciso di non partecipare al voto sulle pregiudiziali di costituzionalità sulla legittima. Tra questi, Gilda Sportiello. "Non voterò una legge che non mi appartiene e che non ha ragione di esistere - dice all'Adnkronos . Tra l'altro crea equivoci" nel momento in cui "legittima sempre la proporzione tra offesa e difesa, andando a minare il discrimine, che è proprio l'elemento caratterizzante della legittima difesa". Rimarca il suo dissenso anche la collega Doriana Sarli. "Non intendo legittimare questo provvedimento. Anche se, a detta di molti magistrati, questa norma nella sostanza non cambierà" la situazione attuale, "il messaggio culturale che ne farà la Lega è pericoloso", afferma la deputata campana, parlando sempre con l'Adnkronos. Per questo motivo, sottolinea, "così com'è il testo non lo voto". Gloria Vizzini (anche lei tra coloro che si sono rifiutati di votare le pregiudiziali) osserva che il testo del provvedimento sulla legittima difesa "molto probabilmente rimarrà così" e perciò "al momento" si dice "intenzionata a non votarlo" per non avallare un "messaggio ambiguo e pericoloso". Sul tema oggi sono intervenuti i due 'azionisti di maggioranza' del governo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il vicepremier leghista ha assicurato che il testo sarà legge entro marzo e non le ha mandate a dire al presidente dell'Associazione nazionale magistrati Francesco Minisci. "Sentire il presidente dell'Anm che dice 'non vogliamo che legge sulla legittima difesa si faccia' è di una gravità assoluta. Candidati alle elezioni e fatti eleggere dalla sinistra. Non penso spetti a un magistrato decidere quali leggi bisogna fare", tuona il titolare del Viminale. Il capo politico M5S ha parlato di "slittamento tecnico" negando che dietro il rinvio del provvedimento ci sia una "ragione politica": la legittima difesa, ha scandito Di Maio, "è nel contratto e terremo fede a questi impegni". Tira dritto anche il Guardasigilli Alfonso Bonafede: "La linea del governo è chiarissima, nessun motivo per rallentare: prima si approva meglio è". Ma all'orizzonte c'è un nuovo possibile focolaio di dissenso pronto a divampare. Si tratta di un altro provvedimento bandiera della Lega, quello sull'autonomia. Salvini oggi ha incontrato al Viminale il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani e i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana, annunciando che entro la settimana sarà fatta una sintesi con il premier Giuseppe Conte e con Di Maio. Ma non è un mistero che vari esponenti 5 Stelle siano pronti a mettersi di traverso. "Sono contraria - dice ad esempio Vizzini all'Adnkronos -, l'autonomia è un'altra misura che andrebbe a stravolgere la Costituzione. Serve un dialogo ampio e parlamentarizzato".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Alta tensione nel M5S sulla legittima difesa. Cresce il malcontento all'interno del gruppo pentastellato alla Camera sulla proposta di legge fortemente voluta dalla Lega, che tornerà all'esame dell'Aula martedì prossimo come stabilito dalla conferenza dei capigruppo. A imprimere una sterzata ci ha pensato il leader della Lega Matteo Salvini: "La legittima difesa sarà approvata alla Camera la prossima settimana". Da mettere in conto anche le distanze sull'autonomia, altro tema caro al leader della Lega che oggi ha riunito al Viminale, insieme alla ministra Erika Stefani anche i governatori di Lombardia e Veneto, Fontana e Zaia. I malumori interni impensieriscono i vertici del Movimento, non tanto per una questione di numeri quanto sul fronte della tenuta delle 'truppe'. Già ieri i primi segnali di dissenso, quando alcuni grillini (una decina) hanno deciso di non partecipare al voto sulle pregiudiziali di costituzionalità sulla legittima. Tra questi, Gilda Sportiello. "Non voterò una legge che non mi appartiene e che non ha ragione di esistere - dice all'Adnkronos . Tra l'altro crea equivoci" nel momento in cui "legittima sempre la proporzione tra offesa e difesa, andando a minare il discrimine, che è proprio l'elemento caratterizzante della legittima difesa". Rimarca il suo dissenso anche la collega Doriana Sarli. "Non intendo legittimare questo provvedimento. Anche se, a detta di molti magistrati, questa norma nella sostanza non cambierà" la situazione attuale, "il messaggio culturale che ne farà la Lega è pericoloso", afferma la deputata campana, parlando sempre con l'Adnkronos. Per questo motivo, sottolinea, "così com'è il testo non lo voto". Gloria Vizzini (anche lei tra coloro che si sono rifiutati di votare le pregiudiziali) osserva che il testo del provvedimento sulla legittima difesa "molto probabilmente rimarrà così" e perciò "al momento" si dice "intenzionata a non votarlo" per non avallare un "messaggio ambiguo e pericoloso". Sul tema oggi sono intervenuti i due 'azionisti di maggioranza' del governo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il vicepremier leghista ha assicurato che il testo sarà legge entro marzo e non le ha mandate a dire al presidente dell'Associazione nazionale magistrati Francesco Minisci. "Sentire il presidente dell'Anm che dice 'non vogliamo che legge sulla legittima difesa si faccia' è di una gravità assoluta. Candidati alle elezioni e fatti eleggere dalla sinistra. Non penso spetti a un magistrato decidere quali leggi bisogna fare", tuona il titolare del Viminale. Il capo politico M5S ha parlato di "slittamento tecnico" negando che dietro il rinvio del provvedimento ci sia una "ragione politica": la legittima difesa, ha scandito Di Maio, "è nel contratto e terremo fede a questi impegni". Tira dritto anche il Guardasigilli Alfonso Bonafede: "La linea del governo è chiarissima, nessun motivo per rallentare: prima si approva meglio è". Ma all'orizzonte c'è un nuovo possibile focolaio di dissenso pronto a divampare. Si tratta di un altro provvedimento bandiera della Lega, quello sull'autonomia. Salvini oggi ha incontrato al Viminale il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani e i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana, annunciando che entro la settimana sarà fatta una sintesi con il premier Giuseppe Conte e con Di Maio. Ma non è un mistero che vari esponenti 5 Stelle siano pronti a mettersi di traverso. "Sono contraria - dice ad esempio Vizzini all'Adnkronos -, l'autonomia è un'altra misura che andrebbe a stravolgere la Costituzione. Serve un dialogo ampio e parlamentarizzato".