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Il Country Report sul nostro Paese "contiene delle stime di crescita che, a mio avviso, sottovalutano decisamente l'impatto delle misure che abbiamo varato e che avranno effetti nei mesi a venire". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, rispondendo alle domande dei cronisti durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi per la presentazione alla stampa del Piano nazionale per la sicurezza del territorio 'ProteggItalia'.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
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No a forme di autonomia legislativa che comportino modifiche della Costituzione. Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza una risoluzione, presentata da Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra), Serena Spinelli (Art.1-Mdp) e Monica Pecori (gruppo misto-Tpt). L'atto è stato approvato con il voto favorevole di Partito democratico, Art.1-Mdp, Sì-Toscana a sinistra e gruppo misto-Tpt, il voto contrario di Lega e Forza Italia, l'astensione del Movimento 5 stelle.
Il dibattito sul regionalismo si è concentrato, nella seduta di questa mattina, anche su una mozione della Lega, respinta dall'Aula. La risoluzione impegna la Giunta ad attivarsi perché "non sia attuata nessuna forma di autonomia legislativa che va a modificare la Costituzione, minando i principi di uguaglianza, unità ed equità".
Nell'atto si chiede, di perseguire il "dettato costituzionale", che prevede il coinvolgimento del Parlamento "nel processo della definizione dei termini delle eventuali intese" e non prevede, al contrario, "improprie procedure di delegazione legislativa che demandano al Governo e alle regioni e poi a commissioni paritetiche di natura tecnica". La Giunta toscana dovrà attivarsi "nelle opportune sedi di confronto interistituzionale" anche per fare in modo che "si porti a compimento la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni in modo da garantire l'uniformità dei diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Il dibattito sul regionalismo si è concentrato, nella seduta di questa mattina, anche su una mozione della Lega, respinta dall'Aula. La risoluzione impegna la Giunta ad attivarsi perché "non sia attuata nessuna forma di autonomia legislativa che va a modificare la Costituzione, minando i principi di uguaglianza, unità ed equità".
Nell'atto si chiede, di perseguire il "dettato costituzionale", che prevede il coinvolgimento del Parlamento "nel processo della definizione dei termini delle eventuali intese" e non prevede, al contrario, "improprie procedure di delegazione legislativa che demandano al Governo e alle regioni e poi a commissioni paritetiche di natura tecnica". La Giunta toscana dovrà attivarsi "nelle opportune sedi di confronto interistituzionale" anche per fare in modo che "si porti a compimento la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni in modo da garantire l'uniformità dei diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale".
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Il Senato ha approvato il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100, con 149 sì, 110 no e 4 astensioni. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera, dove è atteso lunedì 18 marzo. "Sono molto, molto soddisfatto" ha commentato il vice premier Luigi Di Maio ai giornalisti incrociati dopo il via libera di Palazzo Madama. La Lega, invece, ha festeggiato il via libera al decreto su quota 100 con un flash mob davanti alla sede del gruppo in piazza San Luigi dei Francesi, a due passi da palazzo Madama. "Esprimiamo grande soddisfazione: siamo molto felici del risultato raggiunto oggi in aula al Senato", ha detto il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo. I senatori hanno esposto cartelli con la scritta "Quota 100 - Stop Fornero". Durante il voto in aula, invece, si sono registrati alcuni momenti di tensione quando al termine della dichiarazione di voto della capogruppo Anna Maria Bernini sul reddito di cittadinanza i senatori Fi hanno indossato gilet azzurri con la scritta 'Sì lavoro, no bugie'. La presidente Elisabetta Alberti Casellati ha stigmatizzato la manifestazione: "Il folklore non si addice a quest'aula, alla dignità delle istituzioni, ma alle piazze... Vergogna!". E ha brevemente sospeso la seduta.
Uno scontro si è consumato poi tra la senatrice M5S Paola Taverna e l'opposizione. "Mentre vi sentivo parlare - ha detto Taverna rivolgendosi ai senatori dell'opposizione - pensavo: 'ma questi che ne sanno della povertà'. Madre Teresa di Calcutta, invitata a un convegno sulla fame nel mondo disse: 'ci vengo a patto che, chi vi parteciperà, rispetti almeno per tre giorni il digiuno. Per parlare di fame, bisogna avere fame. Allora io ai colleghi senatori che vogliono parlare di povertà dico 'imparate a vivere con 400 euro al mese, come hanno preteso che facessero i nostri pensionati".
Nel passaggio finale del suo intervento, inoltre, Taverna è stata particolarmente critica con i sindacati che "sono scesi in piazza contro il reddito di cittadinanza, peraltro insieme a Confindustria. E' finita anche per voi, vi siete arroccati sulle vostre prerogative, dimenticando che dovevate rappresentare i più deboli e non i più forti".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Uno scontro si è consumato poi tra la senatrice M5S Paola Taverna e l'opposizione. "Mentre vi sentivo parlare - ha detto Taverna rivolgendosi ai senatori dell'opposizione - pensavo: 'ma questi che ne sanno della povertà'. Madre Teresa di Calcutta, invitata a un convegno sulla fame nel mondo disse: 'ci vengo a patto che, chi vi parteciperà, rispetti almeno per tre giorni il digiuno. Per parlare di fame, bisogna avere fame. Allora io ai colleghi senatori che vogliono parlare di povertà dico 'imparate a vivere con 400 euro al mese, come hanno preteso che facessero i nostri pensionati".
Nel passaggio finale del suo intervento, inoltre, Taverna è stata particolarmente critica con i sindacati che "sono scesi in piazza contro il reddito di cittadinanza, peraltro insieme a Confindustria. E' finita anche per voi, vi siete arroccati sulle vostre prerogative, dimenticando che dovevate rappresentare i più deboli e non i più forti".
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E' di almeno 25 morti e 50 feriti il bilancio dell'incendio scoppiato questa mattina nella principale stazione ferroviaria del Cairo in Egitto, quella di Ramsis. Lo rende noto la televisione di Stato egiziana. Da una prima ricostruzione dei fatti sembra che l'incendio sia divampato dopo che un treno proveniente da Alessandria d'Egitto ha colpito una delle piattaforme della stazione. L'Autorità ferroviaria ha sospeso qualsiasi collegamento da e per il Cairo. Secondo fonti mediche citate dall'agenzia di stampa Xinhua, i feriti hanno ustioni di secondo e terzo grado, le loro condizioni risultano critiche.
Il primo ministro egiziano Mostafa Madbouly si è recato sul luogo dell'incidente insieme al ministro dei Trasporti Hisham Arafat e al ministro della Solidarietà Sociale Ghada Walit, spiegando che a chiarire le cause dell'incendio sarà un'inchiesta. ''Ognuno deve sapere di essere molto prezioso per il Paese e che per questo riterremo responsabile chiunque ha trascurato il suo lavoro e che verrà riconosciuto colpevole'', ha detto il premier all'emittente Nile Tv.
Madbouly ha quindi spiegato che il ministro della salute Hala Zayed sta seguendo le condizioni dei feriti ricoverati all'ospedale di al-Helal, in centro al Cairo. ''Le vite di tutti gli egiziani sono per noi molto importanti - ha dichiarato il premier -. Una commissione condurrà un'indagine insieme al procuratore generale''.
https://www.adnkronos.com/aki-it/sicurezza/2019/02...
Il primo ministro egiziano Mostafa Madbouly si è recato sul luogo dell'incidente insieme al ministro dei Trasporti Hisham Arafat e al ministro della Solidarietà Sociale Ghada Walit, spiegando che a chiarire le cause dell'incendio sarà un'inchiesta. ''Ognuno deve sapere di essere molto prezioso per il Paese e che per questo riterremo responsabile chiunque ha trascurato il suo lavoro e che verrà riconosciuto colpevole'', ha detto il premier all'emittente Nile Tv.
Madbouly ha quindi spiegato che il ministro della salute Hala Zayed sta seguendo le condizioni dei feriti ricoverati all'ospedale di al-Helal, in centro al Cairo. ''Le vite di tutti gli egiziani sono per noi molto importanti - ha dichiarato il premier -. Una commissione condurrà un'indagine insieme al procuratore generale''.
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"I conti pubblici italiani? Non preoccupano, sono un tema italiano". Così l'ambasciatore tedesco Viktor Elbling ospite ad 'AdnKronos Live' (DIRETTA). "Abbiamo delle regole che tutti in Europa seguiamo e ognuno deve vedere come mantenersi dentro queste regole" aggiunge, sottolineando che "serve più crescita in Europa" ma anche tenere "sotto controllo i conti pubblici". Italia farà ancora parte del gruppo di testa? "Senza triangolo Italia, Francia e Germania, l'Europa non andrà avanti" dice Elbling per il quale proprio l'Europa deve essere "molto più coesa e solidale su come distribuire i migranti che arrivano". "La Germania è il Paese che ha accolto più migranti in Europa e per l'Italia c'è il tema del primo approdo" dice l'ambasciatore. "Quello della distribuzione solidiale è un tema essenziale" ed è necessario che "l'Europa trovi nuove regole per questa distribuzione". Serve, sottolinea Elbling, "più solidarietà verso l'Italia".
"Penso che l'Europa ha una salute migliore di quello che si pensi" dice ancora l'ambasciatore. "Quando siamo uniti, siamo molto forti". Sul tema della difesa, della politica estera comune "abbiamo bisogno di trovare più unità" ma "siamo i Paesi che spendono di più sul tema del welfare e sociali". E' "una delle grandi forze che abbiamo" e "siamo molto lontani dalla fine dell'Europa".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/27/...
"Penso che l'Europa ha una salute migliore di quello che si pensi" dice ancora l'ambasciatore. "Quando siamo uniti, siamo molto forti". Sul tema della difesa, della politica estera comune "abbiamo bisogno di trovare più unità" ma "siamo i Paesi che spendono di più sul tema del welfare e sociali". E' "una delle grandi forze che abbiamo" e "siamo molto lontani dalla fine dell'Europa".
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di Antonio Atte
Un fulmine a ciel sereno. E' la metafora più utilizzata in ambienti 5 Stelle per descrivere le dimissioni di Giulia Sarti da presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio. La deputata si è anche autosospesa dal M5S dopo la notizia della richiesta di archiviazione per l'ex fidanzato Bogdan Andrea Tibusche (meglio conosciuto come Andrea De Girolamo), accusato dalla Sarti di appropriazione indebita aggravata. Per capire meglio la vicenda bisogna avvolgere il nastro indietro di un anno. E' il 2018 e poco prima delle elezioni politiche la Sarti finisce nell'elenco de 'Le Iene' dei furbetti delle rendicontazioni.
La parlamentare grillina decide di autosospendersi dal Movimento 5 Stelle e scarica tutte le responsabilità su De Girolamo (che in passato ha gestito la contabilità della ex compagna) accusandolo di essersi intascato una somma pari a 23mila euro. Di Maio e i vertici grillini 'perdonano' Sarti, che infatti viene reintegrata a pieno regime nel Movimento, per poi essere eletta presidente della Commissione Giustizia. Adesso però quella poltrona è vacante e c'è chi scommette che sarà Francesca Businarolo - deputata alla seconda legislatura, nonché relatrice della legge sul whistleblowing - a ricoprire la carica di presidente al posto di Sarti. De Girolamo, interpellato dall'Adnkronos, promette: "Ci saranno sviluppi". "Bogdan ha avuto un danno enorme rapportato alla sua vita, era il soggetto più debole tra i due. All'epoca è stato massacrato, è stato dipinto come un disonesto. Ha perso opportunità di lavoro, è stato insultato da tutti quelli del M5S", dice sempre all'Adnkronos l'avvocato di De Girolamo, Mario Scarpa, ipotizzando una possibile richiesta di risarcimento danni nei confronti di Sarti. Comunicando la decisione delle dimissioni, Sarti ha precisato che "né Ilaria Loquenzi né Rocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell'affrontare una situazione personale e delicata". Parole sulle quali il Pd ora vuole vederci chiaro.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Un fulmine a ciel sereno. E' la metafora più utilizzata in ambienti 5 Stelle per descrivere le dimissioni di Giulia Sarti da presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio. La deputata si è anche autosospesa dal M5S dopo la notizia della richiesta di archiviazione per l'ex fidanzato Bogdan Andrea Tibusche (meglio conosciuto come Andrea De Girolamo), accusato dalla Sarti di appropriazione indebita aggravata. Per capire meglio la vicenda bisogna avvolgere il nastro indietro di un anno. E' il 2018 e poco prima delle elezioni politiche la Sarti finisce nell'elenco de 'Le Iene' dei furbetti delle rendicontazioni.
La parlamentare grillina decide di autosospendersi dal Movimento 5 Stelle e scarica tutte le responsabilità su De Girolamo (che in passato ha gestito la contabilità della ex compagna) accusandolo di essersi intascato una somma pari a 23mila euro. Di Maio e i vertici grillini 'perdonano' Sarti, che infatti viene reintegrata a pieno regime nel Movimento, per poi essere eletta presidente della Commissione Giustizia. Adesso però quella poltrona è vacante e c'è chi scommette che sarà Francesca Businarolo - deputata alla seconda legislatura, nonché relatrice della legge sul whistleblowing - a ricoprire la carica di presidente al posto di Sarti. De Girolamo, interpellato dall'Adnkronos, promette: "Ci saranno sviluppi". "Bogdan ha avuto un danno enorme rapportato alla sua vita, era il soggetto più debole tra i due. All'epoca è stato massacrato, è stato dipinto come un disonesto. Ha perso opportunità di lavoro, è stato insultato da tutti quelli del M5S", dice sempre all'Adnkronos l'avvocato di De Girolamo, Mario Scarpa, ipotizzando una possibile richiesta di risarcimento danni nei confronti di Sarti. Comunicando la decisione delle dimissioni, Sarti ha precisato che "né Ilaria Loquenzi né Rocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell'affrontare una situazione personale e delicata". Parole sulle quali il Pd ora vuole vederci chiaro.
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Donald Trump e Kim Jong Un daranno il via oggi al loro secondo summit, con un breve colloqui, seguito da una cena. Nel corso della due giorni ad Hanoi, il presidente Usa e il leader nordcoreano discuteranno la roadmap per liberare la penisola coreana dalle armi nucleari. Trump e Kim ceneranno al lussuoso Metropole Hotel della capitale vietnamita.
Trump continua intanto a spingere sul tema del potenziale economico della Corea del Nord, sostenendo che il successo dei colloqui sulla denuclearizzazione, con il leader Kim Jong Un, potrebbero contribuire a trasformare il Paese in una "grande potenza economica". Il presidente Usa ha indicato il Vietnam come modello economico per Pyongyang, affermando che il Paese asiatico sta "fiorendo come pochi altri posti sulla Terra". La Corea del Nord, ha affermato Trump in un tweet, "se denuclearizzasse sarebbe lo stesso e molto in fretta". Il potenziale economico nordcoreano, ha aggiunto, "ha pochi eguali nella storia".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/27/...
Trump continua intanto a spingere sul tema del potenziale economico della Corea del Nord, sostenendo che il successo dei colloqui sulla denuclearizzazione, con il leader Kim Jong Un, potrebbero contribuire a trasformare il Paese in una "grande potenza economica". Il presidente Usa ha indicato il Vietnam come modello economico per Pyongyang, affermando che il Paese asiatico sta "fiorendo come pochi altri posti sulla Terra". La Corea del Nord, ha affermato Trump in un tweet, "se denuclearizzasse sarebbe lo stesso e molto in fretta". Il potenziale economico nordcoreano, ha aggiunto, "ha pochi eguali nella storia".
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Non c'è pace nel centrodestra. Il giorno dopo la vittoria in Sardegna, Forza Italia e Lega, in particolare, tornano a polemizzare, si lanciano stoccate. Nulla di nuovo, per carità, il copione è sempre lo stesso, ma danno ancora una volta l'immagine di un clima nervoso, da coabitazione forzata. Ad accendere le polveri ci pensa Matteo Salvini con una intervista a 'Repubblica', dove suona le campane a morto per l'attuale formula della coalizione: ''Io col vecchio centrodestra non tornerò mai, questo deve essere chiaro: governiamo insieme nelle regioni, nei comuni, ma finisce lì...". Parole che suonano come un vero e proprio monito verso Forza Italia e non faranno certo piacere a Silvio Berlusconi, ad Arcore con i suoi più stretti collaboratori. Ma la realpolitik invita a tenere i nervi saldi.
Il Cav, raccontano, ci è abituato al linguaggio del 'Capitano' da campagna elettorale, sa che le Europee saranno una guerra all'ultimo voto e non gli dà troppa importanza, ma anche in queste ore ricorda al suo alleato che senza Fi la Lega non va da nessuna parte. "I numeri parlano chiaro, Salvini vince solo col centrodestra unito'' dice un big azzurro. L'ex premier non replica al segretario di via Bellerio, ha parlato già con una lunga nota a commento della vittoria di Christian Solinas, e preferisce marcare stretto Salvini, tenergli il fiato sul collo, portarlo al logoramento con i Cinque stelle, farlo cuocere nel suo brodo. Io e Salvini siamo obbligati ad andare d'accordo, con Matteo devo collaborare per tornare a palazzo Chigi, niente strappi, ha detto in più occasioni Berlusconi in queste settimane, convinto che il governo Conte, a maggior ragione dopo la débacle M5S sarda, presto cadrà. Se Berlusconi tace, parlano alcuni fedelissimi come Mara Carfagna che, anche per orgoglio forzista, non ce la fa a trattenersi e stuzzica il ministro dell'Interno con l'ironia: ''Quanto astio Salvini, ma cosa ti avrà mai fatto Forza Italia? Qualcuno di noi, senza volere, ti ha rubato la Nutella?". E rincara la dose Maria Stella Gelmini: "Non siamo noi a recapitare un messaggio a Salvini ma sono stati direttamente gli elettori: questo governo prima va a casa, meglio è".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Il Cav, raccontano, ci è abituato al linguaggio del 'Capitano' da campagna elettorale, sa che le Europee saranno una guerra all'ultimo voto e non gli dà troppa importanza, ma anche in queste ore ricorda al suo alleato che senza Fi la Lega non va da nessuna parte. "I numeri parlano chiaro, Salvini vince solo col centrodestra unito'' dice un big azzurro. L'ex premier non replica al segretario di via Bellerio, ha parlato già con una lunga nota a commento della vittoria di Christian Solinas, e preferisce marcare stretto Salvini, tenergli il fiato sul collo, portarlo al logoramento con i Cinque stelle, farlo cuocere nel suo brodo. Io e Salvini siamo obbligati ad andare d'accordo, con Matteo devo collaborare per tornare a palazzo Chigi, niente strappi, ha detto in più occasioni Berlusconi in queste settimane, convinto che il governo Conte, a maggior ragione dopo la débacle M5S sarda, presto cadrà. Se Berlusconi tace, parlano alcuni fedelissimi come Mara Carfagna che, anche per orgoglio forzista, non ce la fa a trattenersi e stuzzica il ministro dell'Interno con l'ironia: ''Quanto astio Salvini, ma cosa ti avrà mai fatto Forza Italia? Qualcuno di noi, senza volere, ti ha rubato la Nutella?". E rincara la dose Maria Stella Gelmini: "Non siamo noi a recapitare un messaggio a Salvini ma sono stati direttamente gli elettori: questo governo prima va a casa, meglio è".
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"Dopo l’incontro a Vicenza con le associazioni dei 6.000 truffati, oggi a Palazzo Chigi sono stati definiti i dettagli per il decreto ministeriale sui truffati delle banche in modo da assicurare loro un celere rimborso". Così fonti di Palazzo Chigi al termine della riunione tra i vicepremier Luigi Di Maio, Matteo Salvini, il ministro Giovanni Tria e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
France in free fall
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La Procura di Firenze ha dato parere negativo alla revoca degli arresti domiciliari per Tiziano Renzi e la moglie Laura Bovoli, genitori dell'ex premier Matteo Renzi. E' quanto si è appreso da fonti giudiziarie. La revoca degli arresti domiciliari "per la totale insussistenza delle esigenze cautelari" è stata chiesta ieri pomeriggio dall'avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale di Firenze, Angela Fantechi.
Nel provvedimento del Gip che ha disposto gli arresti domiciliari per Renzi senior e Laura Bovoli, eseguito lunedì 18 febbraio, si motivano gli arresti domiciliari con "il pericolo di reiterazione del reato" ipotizzando il rischio che la società Eventi6 "si possa avvalere di altre cooperative". "Questo rischio evidentemente si azzera nel momento stesso in cui si dismette la carica di amministratore della società Eventi6 e nel momento stesso nel quale il maggior cliente di Eventi6 ha disdettato il contratto il 31 dicembre 2018"; cioè quel contratto che veniva eseguito da parte della cooperativa Marmodiv srl "non c’è più", ha spiegato ieri sera l’avvocato Federico Bagattini ai giornalisti al termine dell'interrogatorio di garanzia dei suoi due assistiti.
Il giudice Fantechi deciderà entro sabato prossimo sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Il giudice ha infatti cinque giorni di tempo per decidere sull'istanza presentata dai difensori. Il parere negativo della Procura, che non è vincolante per il giudice, è dettato, secondo quanto si è appreso, dal fatto che non sono state ritenute sufficienti, tra gli altri elementi, le 'uscite' dei coniugi Renzi dalla società Eventi6. Laura Bovoli si è dimessa dalla carica di amministratrice della società il 20 febbraio scorso, cioè due giorni dopo essere finita agli arresti domiciliari. Tiziano Renzi si è cancellato dall'iscrizione come agente di commercio. Ieri durante gli interrogatori i due indagati si sono presentati come "pensionati".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Nel provvedimento del Gip che ha disposto gli arresti domiciliari per Renzi senior e Laura Bovoli, eseguito lunedì 18 febbraio, si motivano gli arresti domiciliari con "il pericolo di reiterazione del reato" ipotizzando il rischio che la società Eventi6 "si possa avvalere di altre cooperative". "Questo rischio evidentemente si azzera nel momento stesso in cui si dismette la carica di amministratore della società Eventi6 e nel momento stesso nel quale il maggior cliente di Eventi6 ha disdettato il contratto il 31 dicembre 2018"; cioè quel contratto che veniva eseguito da parte della cooperativa Marmodiv srl "non c’è più", ha spiegato ieri sera l’avvocato Federico Bagattini ai giornalisti al termine dell'interrogatorio di garanzia dei suoi due assistiti.
Il giudice Fantechi deciderà entro sabato prossimo sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Il giudice ha infatti cinque giorni di tempo per decidere sull'istanza presentata dai difensori. Il parere negativo della Procura, che non è vincolante per il giudice, è dettato, secondo quanto si è appreso, dal fatto che non sono state ritenute sufficienti, tra gli altri elementi, le 'uscite' dei coniugi Renzi dalla società Eventi6. Laura Bovoli si è dimessa dalla carica di amministratrice della società il 20 febbraio scorso, cioè due giorni dopo essere finita agli arresti domiciliari. Tiziano Renzi si è cancellato dall'iscrizione come agente di commercio. Ieri durante gli interrogatori i due indagati si sono presentati come "pensionati".
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"Un gesto che non ha precedenti nella storia della Repubblica". Così il Cocer Interforze definisce il video postato nei giorni scorsi su Facebook dal sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo in cui si utilizzava una celebre scena cinematografica di un film su Hitler, interpretato da Bruno Ganz, per riferirsi in maniera ironica agli organismi di rappresentanza che saranno sostituiti dai nuovi sindacati militari. Il Cocer chiede "al ministro della Difesa che vengano immediatamente ritirate al sottosegretario Tofalo le deleghe con la Rappresentanza Militare, essendosi ormai reso impossibile, rompendo un patto fiduciario dopo tali esternazioni, un rapporto di serena e fattiva collaborazione che abbia come unico scopo la tutela del personale militare".
"I militari - chiarisce il Cocer in una nota - non possono e non devono essere posti al centro di bagarre politiche strumentali e chissà con quali secondi fini. Il Cocer Interforze esprime sentimenti di rammarico e stupore per il video, a dir poco preoccupante, inadeguato e inopportuno". Secondo la rappresentanza militare "è anzitutto inaccettabile, anche se semplicemente per 'banale' ironia, che i militari vengano accostati ad un sistema strutturale nazista; così facendo il sottosegretario ha intrinsecamente offeso 'tutti gli uomini e le donne della Difesa, di ogni latitudine e di ogni grado' a cui ha rivolto 'ironicamente' la diffusione del video". Sottolinea il Cocer: "Ricordiamo al Sottosegretario Tofalo che, ricoprendo egli un ruolo istituzionale, il video da lui pubblicato e successivamente condiviso ha assunto inevitabilmente un valore 'istituzionale' nei contenuti, nella forma e nella sostanza". Pertanto "con atto deliberativo, il Cocer ha chiesto formalmente al Ministro della Difesa che vengano immediatamente ritirate al Sottosegretario Tofalo le deleghe con la Rappresentanza Militare".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
"I militari - chiarisce il Cocer in una nota - non possono e non devono essere posti al centro di bagarre politiche strumentali e chissà con quali secondi fini. Il Cocer Interforze esprime sentimenti di rammarico e stupore per il video, a dir poco preoccupante, inadeguato e inopportuno". Secondo la rappresentanza militare "è anzitutto inaccettabile, anche se semplicemente per 'banale' ironia, che i militari vengano accostati ad un sistema strutturale nazista; così facendo il sottosegretario ha intrinsecamente offeso 'tutti gli uomini e le donne della Difesa, di ogni latitudine e di ogni grado' a cui ha rivolto 'ironicamente' la diffusione del video". Sottolinea il Cocer: "Ricordiamo al Sottosegretario Tofalo che, ricoprendo egli un ruolo istituzionale, il video da lui pubblicato e successivamente condiviso ha assunto inevitabilmente un valore 'istituzionale' nei contenuti, nella forma e nella sostanza". Pertanto "con atto deliberativo, il Cocer ha chiesto formalmente al Ministro della Difesa che vengano immediatamente ritirate al Sottosegretario Tofalo le deleghe con la Rappresentanza Militare".
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di Sara Di Sciullo L'ipotesi di alleanze con le liste civiche "penso meriti un approfondimento. Dalle parole di Di Maio mi pare di capire che voglia fare una sperimentazione: sarebbe bello sperimentare a Livorno un lavoro di affiancamento di liste civiche. Livorno va al voto tra poco. Ci auguriamo ci sia il tempo". Lo afferma all'AdnKronos il sindaco di Livorno M5S, Filippo Nogarin, che si dice d'accordo sulla possibilità di partire con una sperimentazione per possibili alleanze tra M5S e liste civiche alle amministrative.
"Credo che la prima cosa sia passare dalla piattaforma Rosseau per avere il via libera e trovare una forma di sperimentazione" precisa Nogarin, sottolineando che una prima sperimentazione potrebbe passare proprio dalla città toscana: "A Livorno siamo sempre stati un avamposto, rappresentiamo un modello. A Livorno il M5S ha fatto delle cose per la prima volta, come ad esempio il reddito di cittadinanza, sono state sperimentate tante buone pratiche, come il risanamento dell'Aamps". Proprio a Livorno potrebbe quindi avvenire "la prima sperimentazione di un lavoro fatto cercando di coinvolgere le migliori espressioni della società civile".
A Livorno ci sono già gruppi civici che collaborano con il M5S tanto da poter pensare di sperimentare un'alleanza con liste civiche già alle amministrative che si terranno tra tre mesi? "Non c'è mai stata un'esposizione in fase amministrativa ma noi abbiamo sempre avuto, storicamente, rapporti con comitati" spiega Nogarin. L'attuale vicesindaco di Livorno e candidata sindaco M5S alle prossime amministrative, "Stella Sorgente, rappresenta in questo un'espressione di un attivismo che parte proprio dai comitati. Quindi, ben venga".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
"Credo che la prima cosa sia passare dalla piattaforma Rosseau per avere il via libera e trovare una forma di sperimentazione" precisa Nogarin, sottolineando che una prima sperimentazione potrebbe passare proprio dalla città toscana: "A Livorno siamo sempre stati un avamposto, rappresentiamo un modello. A Livorno il M5S ha fatto delle cose per la prima volta, come ad esempio il reddito di cittadinanza, sono state sperimentate tante buone pratiche, come il risanamento dell'Aamps". Proprio a Livorno potrebbe quindi avvenire "la prima sperimentazione di un lavoro fatto cercando di coinvolgere le migliori espressioni della società civile".
A Livorno ci sono già gruppi civici che collaborano con il M5S tanto da poter pensare di sperimentare un'alleanza con liste civiche già alle amministrative che si terranno tra tre mesi? "Non c'è mai stata un'esposizione in fase amministrativa ma noi abbiamo sempre avuto, storicamente, rapporti con comitati" spiega Nogarin. L'attuale vicesindaco di Livorno e candidata sindaco M5S alle prossime amministrative, "Stella Sorgente, rappresenta in questo un'espressione di un attivismo che parte proprio dai comitati. Quindi, ben venga".
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Momenti di tensione in aula a palazzo Madama durante l'esame degli emendamenti al decreto su reddito di cittadinanza e quota 100. Il senatore Antonio Saccone (Fi), al termine di un infervorato intervento, ha ricordato una delle attività lavorative svolte dal vicepremier Luigi Di Maio (assente dall'aula) prima di entrare in politica, quella di steward negli stadi.
E dopo aver ironizzato sul suo appoggio ai gilet gialli francesi e aver ricordato invece il significato dei gilet azzurri di Forza Italia, Saccone ha mostrato un gilet arancione con la foto del capo M5S e la scritta 'steward'. Il fatto ha provocato l'immediata reazione della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, che ha biasimato la "manifestazione da stadio" nel Senato della Repubblica, mentre dai banchi M5S si levavano grida "buffone, buffone..." sovrastate dagli applausi dei colleghi forzisti di Saccone. Il gilet è stato quindi sottratto al senatore dal questore Antonio De Poli, prontamente intervenuto.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
E dopo aver ironizzato sul suo appoggio ai gilet gialli francesi e aver ricordato invece il significato dei gilet azzurri di Forza Italia, Saccone ha mostrato un gilet arancione con la foto del capo M5S e la scritta 'steward'. Il fatto ha provocato l'immediata reazione della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, che ha biasimato la "manifestazione da stadio" nel Senato della Repubblica, mentre dai banchi M5S si levavano grida "buffone, buffone..." sovrastate dagli applausi dei colleghi forzisti di Saccone. Il gilet è stato quindi sottratto al senatore dal questore Antonio De Poli, prontamente intervenuto.
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Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!
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Il cardinale australiano George Pell, tesoriere del Vaticano, è stato giudicato colpevole da un tribunale di Melbourne per abusi sessuali nei confronti di minori. Il porporato, 77 anni, è accusato di aver stuprato un ragazzino e averne molestato un altro negli anni Novanta. A giudicarlo colpevole, dopo due giorni di deliberazioni, è stata una giuria del tribunale della contea di Victoria l'11 dicembre scorso ma la condanna è stata resa nota solo oggi. Pell è il più alto funzionario della Chiesa cattolica ad essere coinvolto in un caso di pedofilia.
Il cardinale era stato consigliere finanziario di Papa Francesco e ministro dell'economia del Vaticano. Cardinale dal 2003, era stato chiamato da Papa Francesco nel 2013 a far parte del Consiglio dei Cardinali per la riforma della Curia Romana, il cosiddetto C9. Nel 2014, venne chiamato per la prima volta a testimoniare davanti alla Royal Australian Commission che investiga sugli abusi sessuali e fu accusato tra il dicembre 2015 e il febbraio 2016 di proteggere altri sacerdoti dagli abusi commessi contro minori negli anni Settanta.
In videoconferenza da Roma, rispose alla Commissione australiana e negò di essere a conoscenza dei fatti accaduti nella diocesi di Ballarat. Nell'ottobre 2016, il cardinale venne interrogato a Roma da legali australiani, questa volta con l'accusa di pedofilia nella sua ex diocesi di Melbourne. Alla fine di giugno 2017, venne formalmente accusato di violenza sessuale su un minorenne. Chiamato a comparire il 26 luglio davanti a un tribunale, il cardinale Pell lasciò la Segreteria dell'Economia in Vaticano. Pell si è dichiarato innocente durante tutto il processo e il suo avvocato prevede di ricorrere in appello. Il porporato resta libero su cauzione in attesa della sentenza che potrebbe arrivare a metà marzo. Rischia fino a 50 anni di carcere.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/26/...
Il cardinale era stato consigliere finanziario di Papa Francesco e ministro dell'economia del Vaticano. Cardinale dal 2003, era stato chiamato da Papa Francesco nel 2013 a far parte del Consiglio dei Cardinali per la riforma della Curia Romana, il cosiddetto C9. Nel 2014, venne chiamato per la prima volta a testimoniare davanti alla Royal Australian Commission che investiga sugli abusi sessuali e fu accusato tra il dicembre 2015 e il febbraio 2016 di proteggere altri sacerdoti dagli abusi commessi contro minori negli anni Settanta.
In videoconferenza da Roma, rispose alla Commissione australiana e negò di essere a conoscenza dei fatti accaduti nella diocesi di Ballarat. Nell'ottobre 2016, il cardinale venne interrogato a Roma da legali australiani, questa volta con l'accusa di pedofilia nella sua ex diocesi di Melbourne. Alla fine di giugno 2017, venne formalmente accusato di violenza sessuale su un minorenne. Chiamato a comparire il 26 luglio davanti a un tribunale, il cardinale Pell lasciò la Segreteria dell'Economia in Vaticano. Pell si è dichiarato innocente durante tutto il processo e il suo avvocato prevede di ricorrere in appello. Il porporato resta libero su cauzione in attesa della sentenza che potrebbe arrivare a metà marzo. Rischia fino a 50 anni di carcere.
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Ho ragione io, il centrodestra è la maggioranza naturale del Paese e Forza Italia resta una sua componente essenziale... Ogni giorno dico a Salvini di staccare la spina a questo governo, ora che i Cinque stelle vengono sempre più abbandonati dagli italiani, è arrivato il momento di farlo...Dopo la vittoria in Abruzzo, Silvio Berlusconi considera il bis in Sardegna un risultato positivo, soprattutto per la sua creatura politica lanciata nel '94 e la sua leadership. Il crollo dei Cinque stelle e la Lega che non sfonda, secondo il Cav, gli consentono di restare in carreggiata e di marcare stretto Matteo Salvini. E nello stesso tempo, sono due fattori che rappresentano un segnale molto incoraggiante per le europee. Della serie: Matteo non può fare a meno di noi, i voti di Fi restano determinanti. "Senza Fi e il centrodestra la Lega non va da nessuna parte", esultano gli azzurri.
Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari, lo dice chiaramente: ''Il voto in Sardegna offre innanzitutto un dato preciso e chiarissimo: alla maggioranza parlamentare non corrisponde più la maggioranza elettorale. Nella coalizione di centrodestra nessuna forza politica è autosufficiente...''. Prima di mandare un lunga nota a fine giornata, dove definirà il ''centrodestra maggioranza naturale degli italiani'', parlerà del ''declino irreversibile dei Cinque stelle'' e di un ''centrosinistra in crisi'' senza mai citare direttamente Salvini, il leader azzurro si congratula con tutti i vertici forzisti nell'isola, a cominciare dal coordinatore regionale Ugo Cappellacci.
Berlusconi cita anche l'importanza delle liste apparentate (civiche e non), in primis quelle centriste, che ancora una volta hanno portato voti alla causa e che, sommate, di fatto, permettono a Fi di raggiungere quota 16%, come fa notare Cappellacci che scrive: "Se consideriamo anche il contributo delle liste collegate e riconducibili al nostro movimento a livello nazionale, i voti del popolo di Fi nel complesso arrivano al 16%". Nel dettaglio, all'8% circa portato in dote da Forza Italia vanno aggiunti il 4% di 'Sardegna 2020' del senatore azzurro Emilio Floris e il 4% dell'Udc. Numeri, spiegano fonti forziste, che ''fanno ben sperare per le europee e le prossime politiche''.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari, lo dice chiaramente: ''Il voto in Sardegna offre innanzitutto un dato preciso e chiarissimo: alla maggioranza parlamentare non corrisponde più la maggioranza elettorale. Nella coalizione di centrodestra nessuna forza politica è autosufficiente...''. Prima di mandare un lunga nota a fine giornata, dove definirà il ''centrodestra maggioranza naturale degli italiani'', parlerà del ''declino irreversibile dei Cinque stelle'' e di un ''centrosinistra in crisi'' senza mai citare direttamente Salvini, il leader azzurro si congratula con tutti i vertici forzisti nell'isola, a cominciare dal coordinatore regionale Ugo Cappellacci.
Berlusconi cita anche l'importanza delle liste apparentate (civiche e non), in primis quelle centriste, che ancora una volta hanno portato voti alla causa e che, sommate, di fatto, permettono a Fi di raggiungere quota 16%, come fa notare Cappellacci che scrive: "Se consideriamo anche il contributo delle liste collegate e riconducibili al nostro movimento a livello nazionale, i voti del popolo di Fi nel complesso arrivano al 16%". Nel dettaglio, all'8% circa portato in dote da Forza Italia vanno aggiunti il 4% di 'Sardegna 2020' del senatore azzurro Emilio Floris e il 4% dell'Udc. Numeri, spiegano fonti forziste, che ''fanno ben sperare per le europee e le prossime politiche''.
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di Antonio Atte
La batosta elettorale in terra sarda è destinata a lasciare il segno sulla pelle del Movimento 5 Stelle locale e nazionale. Una parte della base M5S è in rivolta, pronta a far sentire la propria voce dopo il magro bottino ottenuto alle regionali da Francesco Desogus, il candidato grillino alla poltrona di governatore. E c'è chi è pronto a chiedere la 'testa' di Mario Puddu: a molti, infatti, non è andato giù l''attivismo' dell'ex sindaco di Assemini - vincitore delle prime regionarie, ritiratosi dalla corsa a causa di una condanna per abuso d'ufficio - durante la campagna elettorale stellata. Il 10 marzo a Oristano si terrà una riunione del meetup con gli attivisti e alcuni portavoce locali. A quanto apprende l'Adnkronos, nel corso dell'incontro - convocato per analizzare l'esito del voto - sarà redatto un documento critico nei confronti dei vertici del Movimento per la gestione del M5S sardo.
Un j'accuse che mette nel mirino, oltre a Puddu, anche lo 'stato maggiore' del M5S in Sardegna, da Emanuela Corda (deputata, capogruppo 5 Stelle in Commissione Difesa) a Pino Cabras. Tra i portavoce più critici si segnala Patrizia Cadau, consigliera comunale di Oristano già candidata alla carica sindaco del Comune sardo. "C'è uno scollamento tra la base e i portavoce nazionali - si sfoga Cadau con l'Adnkronos -. Ritengo che il 42% ottenuto alle politiche sia stato gestito malissimo: una forza politica che esprime 16 parlamentari in una Regione come la Sardegna avrebbe dovuto fare meglio. Certamente non ha giovato il metodo con cui si è scelto il primo candidato presidente né ci ha facilitato la seconda votazione...". Per la consigliera, "Puddu deve andarsene" perché "politicamente divisivo": "Bisogna avviare una riflessione per capire come riprendere contatto con la gente", aggiunge.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
La batosta elettorale in terra sarda è destinata a lasciare il segno sulla pelle del Movimento 5 Stelle locale e nazionale. Una parte della base M5S è in rivolta, pronta a far sentire la propria voce dopo il magro bottino ottenuto alle regionali da Francesco Desogus, il candidato grillino alla poltrona di governatore. E c'è chi è pronto a chiedere la 'testa' di Mario Puddu: a molti, infatti, non è andato giù l''attivismo' dell'ex sindaco di Assemini - vincitore delle prime regionarie, ritiratosi dalla corsa a causa di una condanna per abuso d'ufficio - durante la campagna elettorale stellata. Il 10 marzo a Oristano si terrà una riunione del meetup con gli attivisti e alcuni portavoce locali. A quanto apprende l'Adnkronos, nel corso dell'incontro - convocato per analizzare l'esito del voto - sarà redatto un documento critico nei confronti dei vertici del Movimento per la gestione del M5S sardo.
Un j'accuse che mette nel mirino, oltre a Puddu, anche lo 'stato maggiore' del M5S in Sardegna, da Emanuela Corda (deputata, capogruppo 5 Stelle in Commissione Difesa) a Pino Cabras. Tra i portavoce più critici si segnala Patrizia Cadau, consigliera comunale di Oristano già candidata alla carica sindaco del Comune sardo. "C'è uno scollamento tra la base e i portavoce nazionali - si sfoga Cadau con l'Adnkronos -. Ritengo che il 42% ottenuto alle politiche sia stato gestito malissimo: una forza politica che esprime 16 parlamentari in una Regione come la Sardegna avrebbe dovuto fare meglio. Certamente non ha giovato il metodo con cui si è scelto il primo candidato presidente né ci ha facilitato la seconda votazione...". Per la consigliera, "Puddu deve andarsene" perché "politicamente divisivo": "Bisogna avviare una riflessione per capire come riprendere contatto con la gente", aggiunge.
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E’ iniziato alle 7 lo spoglio delle schede elettorali delle votazioni che si sono svolte ieri in Sardegna per il rinnovo del Consiglio regionale e del presidente della Giunta regionale. Secondo gli exit poll diffusi ieri notte alla chiusura delle urne da Opinio per Rai si profila un testa a testa tra Christian Solinas, candidato del centrodestra, dato tra il 36,4% e il 40,5%, e Massimo Zedda del centrosinistra, tra il 35% e il 39%. Staccato Francesco Desogus, M5S, tra il 13,5% e il 17,5%.
Il numero complessivo dei votanti, registrato alle 22, alla chiusura dei seggi, è di 790.347 su 1 milione 470mila 404 elettori. La percentuale dei votanti nei 1.840 seggi è del 53,75%, 1,4% in più rispetto alle elezioni del 2014. Nelle precedenti consultazioni regionali del 2014 (1 milione 480mila 332 i sardi chiamati al voto) alle 22 avevano votato 774.031 elettori, ovvero il 52,28% degli aventi diritto.
Questa l’affluenza registrata nelle singole circoscrizioni: Cagliari 55,47% (votanti 273.113), Carbonia Iglesias 51.32% (votanti 60.368), Medio Campidano 50,85% (votanti 45.638), Nuoro 53.17% (votanti 74.944), Ogliastra 54,26% (votanti 28.655), Olbia Tempio 52,71% (votanti 69.945), Oristano 51,26% (votanti 76.557), Sassari 54,65% (votanti 161.127).
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Il numero complessivo dei votanti, registrato alle 22, alla chiusura dei seggi, è di 790.347 su 1 milione 470mila 404 elettori. La percentuale dei votanti nei 1.840 seggi è del 53,75%, 1,4% in più rispetto alle elezioni del 2014. Nelle precedenti consultazioni regionali del 2014 (1 milione 480mila 332 i sardi chiamati al voto) alle 22 avevano votato 774.031 elettori, ovvero il 52,28% degli aventi diritto.
Questa l’affluenza registrata nelle singole circoscrizioni: Cagliari 55,47% (votanti 273.113), Carbonia Iglesias 51.32% (votanti 60.368), Medio Campidano 50,85% (votanti 45.638), Nuoro 53.17% (votanti 74.944), Ogliastra 54,26% (votanti 28.655), Olbia Tempio 52,71% (votanti 69.945), Oristano 51,26% (votanti 76.557), Sassari 54,65% (votanti 161.127).
MA checcazzo ne so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
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"Si sta creando un clima infame in questo Paese", che "deriva dal linguaggio". Matteo Renzi, ospite di Non è l'Arena su La7, cita la vicenda di Foligno e gli insulti a Emma Marrone per denunciare una china pericolosa nel Paese. "Se ci fosse un presidente del Consiglio oggi licenzierebbe quel maestro", incalza l'ex premier. Su Emma Marrone che "aveva detto una frase semplice: aprite i porti", un amministratore della Lega "ha detto cose irripetibili e e tutto il mondo sui social ha iniziato a insultare Emma Marrone". Colpa del governo? chiede Massimo Giletti. "Deriva dal linguaggio", replica Renzi che spiega: a un immigrato, magari a quel bambino con la pagella cucita addosso, "non puoi dire 'la pacchia è finita'".
Renzi parla anche delle vicende che hanno coinvolto il padre e la madre e degli arresti domiciliari dei genitori. "Per la mia famiglia, la settimana più brutta della mia vita... da figlio sono ancora sconvolto, di notte mi sveglio e dico: come è possibile?" dice Renzi. Ora "si vada a processo. Ho rispetto per i giudici ma i processi si fanno in aula non sul web. Ai magistrati dico: avete la nostra stima ma ora andate in aula", sottolinea l'ex presidente del Consiglio.
Poi il partito: "Ora ci sono le primarie del Pd, ci sarà un altro leader, un altro segretario. Spero non facciano al nuovo segretario quello che hanno fatto a me". L'ex premier sottolinea di aver subito una "guerra'' in casa propria, mentre promette al prossimo segretario "rispetto e considerazione".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/2...
Renzi parla anche delle vicende che hanno coinvolto il padre e la madre e degli arresti domiciliari dei genitori. "Per la mia famiglia, la settimana più brutta della mia vita... da figlio sono ancora sconvolto, di notte mi sveglio e dico: come è possibile?" dice Renzi. Ora "si vada a processo. Ho rispetto per i giudici ma i processi si fanno in aula non sul web. Ai magistrati dico: avete la nostra stima ma ora andate in aula", sottolinea l'ex presidente del Consiglio.
Poi il partito: "Ora ci sono le primarie del Pd, ci sarà un altro leader, un altro segretario. Spero non facciano al nuovo segretario quello che hanno fatto a me". L'ex premier sottolinea di aver subito una "guerra'' in casa propria, mentre promette al prossimo segretario "rispetto e considerazione".
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La premier britannica Theresa May promette "un voto significativo" in Parlamento entro il 12 marzo sull'accordo con la Ue sulla Brexit. "La mia squadra sarà di nuovo a Bruxelles la prossima settimana. Di conseguenza non ci sarà un voto significativo in Parlamento questa settimana, ma assicureremo che accada entro il 12 marzo", ha detto May durante il viaggio alla volta dell'Egitto, per partecipare al summit Ue-Lega Araba. L'annuncio di May pone il voto sull'accordo molto vicino alla scadenza del 29 marzo fissata dalla Gran Bretagna per lasciare l'Ue. La premier è accusata da più parti di allungare i tempi per costringere i deputati ad approvare l'accordo pur di evitare un 'no deal'.
Dura la reazione dei laburisti all'annuncio della premier che il voto non si terrà la settimana prossima. "Questa decisione di rinviare un voto tanto importante è il colmo dell'irresponsabilità", ha dichiarato Keir Starmer, portavoce del partito laburista per la Brexit. "Theresa May - ha aggiunto - sta perdendo tempo in maniera temeraria nel tentativo disperato di obbligare i deputati a una scelta fra il suo accordo e nessun accordo. Il Parlamento non può permettere che questo accada".
May ha sempre ribadito di non voler spostare la data della Brexit, ma tre ministri del suo governo minacciano di presentare una mozione in Parlamento per chiedere un rinvio. La Gran Bretagna rischia di trovarsi in difficoltà anche se l'accordo con l'Ue verrà approvato in Parlamento. Rimarrà infatti pochissimo tempo per approvare in aula i provvedimenti legislativi necessari per un'uscita ordinata dall'Ue.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/24/...
Dura la reazione dei laburisti all'annuncio della premier che il voto non si terrà la settimana prossima. "Questa decisione di rinviare un voto tanto importante è il colmo dell'irresponsabilità", ha dichiarato Keir Starmer, portavoce del partito laburista per la Brexit. "Theresa May - ha aggiunto - sta perdendo tempo in maniera temeraria nel tentativo disperato di obbligare i deputati a una scelta fra il suo accordo e nessun accordo. Il Parlamento non può permettere che questo accada".
May ha sempre ribadito di non voler spostare la data della Brexit, ma tre ministri del suo governo minacciano di presentare una mozione in Parlamento per chiedere un rinvio. La Gran Bretagna rischia di trovarsi in difficoltà anche se l'accordo con l'Ue verrà approvato in Parlamento. Rimarrà infatti pochissimo tempo per approvare in aula i provvedimenti legislativi necessari per un'uscita ordinata dall'Ue.
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Migranti, sicurezza, cooperazione economica, lotta al terrorismo, conflitti in Medio Oriente. Sono questi i temi del primo vertice fra Ue e Lega Araba che si apre questa sera a Sharm el Sheik. 'Investire in sicurezza' è il titolo del vertice che riunirà fino a domani i rappresentanti di oltre 50 Paesi nella località turistica egiziana. Fra i numerosi capi di Stato e di governo che partecipano al summit ci sono il re dell'Arabia Saudita Salman e quello del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il primo ministro della Gb Theresa May. Per l'Italia c'è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Presieduto congiuntamente dal presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi e dal presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, il summit avviene mentre lo Stato Islamico è ormai prossimo alla fine della sua esistenza come entità territoriale a cavallo fra Siria e Iraq. Si parlerà dunque di lotta al terrorismo, sicurezza, dei conflitti regionali in Siria, Libia, Yemen e del processo di pace in Medio Oriente. Ma in testa all'agenda vi sono le preoccupazioni europee sul tema dei migranti e le speranze della Lega Araba per una maggiore cooperazione economica con più investimenti europei. Senza dimenticare anche i temi dei diritti umani, la tolleranza religiosa e la cooperazione culturale. I lavori cominciano questa sera verso le 18, seguiti da una cena ufficiale dei capi delegazione. Il prossimo summit dovrebbe tenersi a Bruxelles nel 2022.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/24/...
Presieduto congiuntamente dal presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi e dal presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, il summit avviene mentre lo Stato Islamico è ormai prossimo alla fine della sua esistenza come entità territoriale a cavallo fra Siria e Iraq. Si parlerà dunque di lotta al terrorismo, sicurezza, dei conflitti regionali in Siria, Libia, Yemen e del processo di pace in Medio Oriente. Ma in testa all'agenda vi sono le preoccupazioni europee sul tema dei migranti e le speranze della Lega Araba per una maggiore cooperazione economica con più investimenti europei. Senza dimenticare anche i temi dei diritti umani, la tolleranza religiosa e la cooperazione culturale. I lavori cominciano questa sera verso le 18, seguiti da una cena ufficiale dei capi delegazione. Il prossimo summit dovrebbe tenersi a Bruxelles nel 2022.