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No alla richiesta di autorizzazione a procedere per Matteo Salvini. E' quanto prevede la relazione del presidente della Giunta delle Elezioni e delle Immunità, Maurizio Gasparri, appena presentata.
Arrivando in Senato in mattinata e rispondendo a una domanda sull richiesta di Pietro Grasso di inviare al Tribunale dei ministri di Catania gli allegati alla memoria del ministro dell'Interno, Gasparri aveva risposto: "Dobbiamo dibattere, abbiamo tante ore: vedremo anche la questione delle carte da inviare a Catania, così come chiesto da qualcuno".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
Arrivando in Senato in mattinata e rispondendo a una domanda sull richiesta di Pietro Grasso di inviare al Tribunale dei ministri di Catania gli allegati alla memoria del ministro dell'Interno, Gasparri aveva risposto: "Dobbiamo dibattere, abbiamo tante ore: vedremo anche la questione delle carte da inviare a Catania, così come chiesto da qualcuno".
Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
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ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
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"Avremo quasi 23 miliardi per la sicurezza alla frontiera. A prescindere dal denaro per il Muro, che viene costruito proprio mentre parliamo". Con queste parole il presidente americano Donald Trump ha commentato in un tweet l'intesa bipartisan che ha permesso di scongiurare un nuovo shutdown e che prevede finanziamenti per 1,375 miliardi per la costruzione di 55 miglia di muro al confine.
"Il senatore Richard Shelby, gran lavoratore, mi ha appena illustrato concetti e parametri dell'intesa sulla sicurezza al confine - conclude il tweet -. Guardo a tutti gli aspetti sapendo che a questo sarà collegato molto denaro proveniente da altre fonti....".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/13/...
"Il senatore Richard Shelby, gran lavoratore, mi ha appena illustrato concetti e parametri dell'intesa sulla sicurezza al confine - conclude il tweet -. Guardo a tutti gli aspetti sapendo che a questo sarà collegato molto denaro proveniente da altre fonti....".
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Il 9% non è sufficiente, dobbiamo fare meglio. Durante il vertice ad Arcore con lo stato maggiore azzurro, Silvio Berlusconi avrebbe fatto una prima riflessione sul voto in Abruzzo e la vittoria del centrodestra a trazione salviniana. Raccontano di un Cav non arrabbiato ma non certo felice della performance del suo partito, che non è riuscito a superare quota 10%, nonostante il suo impegno in prima persona. L'ex premier avrebbe invitato i suoi a scegliere alcuni temi specifici, in particolare il lavoro, su cui concentrarsi in campagna elettorale per dare battaglia a M5S e Lega e sfidare Di Maio e Salvini: dobbiamo restare nel perimetro del centrodestra rivendicando la nostra forte identità, avrebbe detto Berlusconi.
Prima delle tasse, c'è il problema del lavoro, il lavoro deve essere la nostra priorità, sarebbe stato il monito dell'ex premier, che ha invitato tutti a darsi da fare sul territorio e a mobilitarsi per le prossime regionali in Sardegna. Dobbiamo andare tutti in Sardegna, si sarebbe raccomandato. Forte dell'ultimo sondaggio arrivato sul suo tavolo, che, apprende l'Adnkronos, stima Fi all'11 per cento a livello nazionale, Berlusconi avrebbe spiegato che l'unico modo di scardinare l'asse gialloverde è puntare sui temi specifici, per lo più economici, propri di Fi, senza attaccare Salvini, continuando a lanciare affondi ai Cinquestelle come ha fatto in tv a Pomeriggio 5.Niente stoccate all'alleato storico leghista, fanno notare fonti azzurre, perché, in nome della realpolitik, con Salvini bisogna collaborare per tornare a governare il Paese con una nuova maggioranza di centrodestra. Berlusconi, infatti, crede che la coalizione Fi-Fdi-Lega possa tornare a palazzo Chigi, ma deve restare unita come dimostra il voto abruzzese. E in ogni caso, il giorno dopo le europee c'è da costruire l'alleanza tra il Ppe e i sovranisti a Bruxelles.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
Prima delle tasse, c'è il problema del lavoro, il lavoro deve essere la nostra priorità, sarebbe stato il monito dell'ex premier, che ha invitato tutti a darsi da fare sul territorio e a mobilitarsi per le prossime regionali in Sardegna. Dobbiamo andare tutti in Sardegna, si sarebbe raccomandato. Forte dell'ultimo sondaggio arrivato sul suo tavolo, che, apprende l'Adnkronos, stima Fi all'11 per cento a livello nazionale, Berlusconi avrebbe spiegato che l'unico modo di scardinare l'asse gialloverde è puntare sui temi specifici, per lo più economici, propri di Fi, senza attaccare Salvini, continuando a lanciare affondi ai Cinquestelle come ha fatto in tv a Pomeriggio 5.Niente stoccate all'alleato storico leghista, fanno notare fonti azzurre, perché, in nome della realpolitik, con Salvini bisogna collaborare per tornare a governare il Paese con una nuova maggioranza di centrodestra. Berlusconi, infatti, crede che la coalizione Fi-Fdi-Lega possa tornare a palazzo Chigi, ma deve restare unita come dimostra il voto abruzzese. E in ogni caso, il giorno dopo le europee c'è da costruire l'alleanza tra il Ppe e i sovranisti a Bruxelles.
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Colloquio telefonico tra il presidente francese Emmanuel Macron ed il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo il richiamo dell'ambasciatore a Roma Christian Masset per consultazioni. Ne dà notizia l'Eliseo in una nota, nella quale si sottolinea che i due presidenti "hanno riaffermato l'importanza per entrambi i Paesi del rapporto franco-italiano". Un rapporto, sottolinea ancora l'Eliseo nella nota, "alimentato da legami storici, economici, culturali e umani eccezionali". Mattarella e Macron "hanno ricordato che la Francia e l'Italia, che hanno costruito insieme l'Europa, hanno una responsabilità particolare per operare di concerto per la difesa ed il rilancio dell'Unione Europea".
L'incontro in Francia del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio con un esponente dei gilet gialli che inneggiava alla guerra civile è stata "una vera provocazione". E' quanto aveva ribadito stamane il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, al Question Time all'Assemblée Nationale, la Camera dei Deputati francese, tornando sulle tensioni diplomatiche con l'Italia. "Abbiamo richiamato il nostro ambasciatore in Italia. E' una misura temporanea in attesa che, speriamo, si possano avere le spiegazioni necessarie. Vogliamo che le relazioni tra l'Italia e la Francia ritrovino un andamento normale - ha affermato Le Drian -. Per questo ci vuole un rispetto reciproco. Quando ci saranno di nuovo le condizioni ritroveremo un filo normale nelle nostre relazioni e questo nonostante le nostre divergenze con il Governo italiano attuale".
Ma per il primo ministro italiano Giuseppe Conte, "per quanto riguarda i rapporti con la Francia, sono assolutamente fiducioso che i nostri sistemi culturali, economici e sociali sono così intrecciati, così integrati che non possono essere messi in discussione per un singolo episodio". "Noi siamo un governo pacifista - continua Conte - e il governo francese altrettanto. Il rapporto tra Italia e Francia è solido e antico. L'intreccio è culturale, prima che economico, ed è antico: non può essere messo in discussione da una divergenza, da un dissidio, da una discussione che ci può essere. Poi è sicuro, visto che il vicepresidente Luigi Di Maio lo ha detto pubblicamente, che l'incontro con i Gilets Jaunes lui lo ha fatto come capo, esponente di un movimento politico. Si può discutere: a quel punto entriamo in una logica politica, in cui ognuno può avere la sua valutazione sull'incontro, ma comunque siamo in una logica politica", conclude.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
L'incontro in Francia del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio con un esponente dei gilet gialli che inneggiava alla guerra civile è stata "una vera provocazione". E' quanto aveva ribadito stamane il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, al Question Time all'Assemblée Nationale, la Camera dei Deputati francese, tornando sulle tensioni diplomatiche con l'Italia. "Abbiamo richiamato il nostro ambasciatore in Italia. E' una misura temporanea in attesa che, speriamo, si possano avere le spiegazioni necessarie. Vogliamo che le relazioni tra l'Italia e la Francia ritrovino un andamento normale - ha affermato Le Drian -. Per questo ci vuole un rispetto reciproco. Quando ci saranno di nuovo le condizioni ritroveremo un filo normale nelle nostre relazioni e questo nonostante le nostre divergenze con il Governo italiano attuale".
Ma per il primo ministro italiano Giuseppe Conte, "per quanto riguarda i rapporti con la Francia, sono assolutamente fiducioso che i nostri sistemi culturali, economici e sociali sono così intrecciati, così integrati che non possono essere messi in discussione per un singolo episodio". "Noi siamo un governo pacifista - continua Conte - e il governo francese altrettanto. Il rapporto tra Italia e Francia è solido e antico. L'intreccio è culturale, prima che economico, ed è antico: non può essere messo in discussione da una divergenza, da un dissidio, da una discussione che ci può essere. Poi è sicuro, visto che il vicepresidente Luigi Di Maio lo ha detto pubblicamente, che l'incontro con i Gilets Jaunes lui lo ha fatto come capo, esponente di un movimento politico. Si può discutere: a quel punto entriamo in una logica politica, in cui ognuno può avere la sua valutazione sull'incontro, ma comunque siamo in una logica politica", conclude.
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Dura contestazione per il premier italiano a Strasburgo. Il capogruppo dei Liberaldemocratici nel Parlamento Europeo, Guy Verhofstadt, ha infatti attaccato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della seduta plenaria: "Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Matteo Salvini e Luigi Di Maio?", ha chiesto al premier il politico belga, in un discorso pronunciato interamente in italiano.
"Il governo italiano ha impedito all'Ue di essere unita contro Nicolas Maduro e di riconoscere Juan Guaidò. Lo sa bene perché, perché" siete "sotto la pressione del Cremlino, questa è la verità", ha aggiunto il capogruppo dei Liberaldemocratici. "Per questo bisogna dire basta alla regola dell'unanimità nel Consiglio il più velocemente possibile" nelle materie di politica estera, ha sottolineato. E ancora: "Ho paura della recessione dell'economia" italiana, "perché il vostro governo" mette in pratica "solo la tattica per farvi rieleggere con regali e debiti. Questa è la verità", ha tuonato Verhofstadt nel discorso più duro tra quelli finora pronunciati dai capigruppo che hanno chiesto la parola. Proprio con l'Alde guidata dal politico belga il Movimento Cinque Stelle provò, a metà legislatura, a trovare un accordo per confluirvi, tentativo che poi non andò a buon fine.
IRA SALVINI E CINQUESTELLE - "Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del Consiglio, il governo ed il popolo italiano è davvero vergognoso. Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente". Questa la replica del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, alle parole del leader dei liberali dell'Alde.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
"Il governo italiano ha impedito all'Ue di essere unita contro Nicolas Maduro e di riconoscere Juan Guaidò. Lo sa bene perché, perché" siete "sotto la pressione del Cremlino, questa è la verità", ha aggiunto il capogruppo dei Liberaldemocratici. "Per questo bisogna dire basta alla regola dell'unanimità nel Consiglio il più velocemente possibile" nelle materie di politica estera, ha sottolineato. E ancora: "Ho paura della recessione dell'economia" italiana, "perché il vostro governo" mette in pratica "solo la tattica per farvi rieleggere con regali e debiti. Questa è la verità", ha tuonato Verhofstadt nel discorso più duro tra quelli finora pronunciati dai capigruppo che hanno chiesto la parola. Proprio con l'Alde guidata dal politico belga il Movimento Cinque Stelle provò, a metà legislatura, a trovare un accordo per confluirvi, tentativo che poi non andò a buon fine.
IRA SALVINI E CINQUESTELLE - "Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del Consiglio, il governo ed il popolo italiano è davvero vergognoso. Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente". Questa la replica del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, alle parole del leader dei liberali dell'Alde.
AH SI ma NO Non lo so
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http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
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Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2019-02-12 18:27:33.0 alle 2019-02-12 18:27:33.0
Trollate totali: 11553
Struttura pi artiolata è un conto.
Segreteria è tutto un altro.
Segreteria è tutto un altro.
Ma smettila di secernere cazzate!
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di Ileana Sciarra
Era un tabù, ha smesso di esserlo. E ora che il voto in Abruzzo ha punito il M5S alle urne, nei piani alti grillini si ragiona sulla necessità di dotare il Movimento, a quanto apprende l'Adnkronos, di una vera e propria segreteria politica. Un'idea che in realtà circola già da qualche anno in seno ai 5 Stelle, ma che dopo lo stop del voto in Abruzzo ha trovato nuova linfa e ora sembrerebbe a un passo da trovare concreta realizzazione. Con una divisione per aree tematiche, ruoli ben definiti e una strutturazione che renderebbe il Movimento più vicino ai partiti tradizionali. E che, proprio per questo, starebbe trovando qualche resistenza in ambienti milanesi, in particolare in quel Davide Casaleggio 'custode' del dogma del partito fluido tanto caro al padre, Gianroberto.
Un'altra variabile da tenere in considerazione, di non poco conto, è costituita poi da Beppe Grillo, che del M5S è pur sempre il garante. Ma nel Movimento cresce la convinzione che Luigi Di Maio abbia bisogno di una struttura più articolata alle spalle: "Così è troppo solo", il ragionamento che rimbalza con forza in queste ore. Tanto più che con gli impegni istituzionali e di governo il Movimento fa fatica a comunicare al suo interno, e il rischio di cortocircuiti potrebbe essere tenuto a bada solo dotandosi di una struttura vera e proprio. Dunque referenti che rispondano per determinati temi e aree di competenza: in sintesi una vera e propria segreteria politica. Che i 5 Stelle - c'è da scommetterci - si guarderanno bene da definire in questo modo. Anche perché l'ipotesi che prende quota si accompagna a un altro dogma del M5S pronto a cedere: l'apparentamento con le liste civiche, finora bandito nel Movimento e ormai ipotesi sempre più sul tavolo.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
Era un tabù, ha smesso di esserlo. E ora che il voto in Abruzzo ha punito il M5S alle urne, nei piani alti grillini si ragiona sulla necessità di dotare il Movimento, a quanto apprende l'Adnkronos, di una vera e propria segreteria politica. Un'idea che in realtà circola già da qualche anno in seno ai 5 Stelle, ma che dopo lo stop del voto in Abruzzo ha trovato nuova linfa e ora sembrerebbe a un passo da trovare concreta realizzazione. Con una divisione per aree tematiche, ruoli ben definiti e una strutturazione che renderebbe il Movimento più vicino ai partiti tradizionali. E che, proprio per questo, starebbe trovando qualche resistenza in ambienti milanesi, in particolare in quel Davide Casaleggio 'custode' del dogma del partito fluido tanto caro al padre, Gianroberto.
Un'altra variabile da tenere in considerazione, di non poco conto, è costituita poi da Beppe Grillo, che del M5S è pur sempre il garante. Ma nel Movimento cresce la convinzione che Luigi Di Maio abbia bisogno di una struttura più articolata alle spalle: "Così è troppo solo", il ragionamento che rimbalza con forza in queste ore. Tanto più che con gli impegni istituzionali e di governo il Movimento fa fatica a comunicare al suo interno, e il rischio di cortocircuiti potrebbe essere tenuto a bada solo dotandosi di una struttura vera e proprio. Dunque referenti che rispondano per determinati temi e aree di competenza: in sintesi una vera e propria segreteria politica. Che i 5 Stelle - c'è da scommetterci - si guarderanno bene da definire in questo modo. Anche perché l'ipotesi che prende quota si accompagna a un altro dogma del M5S pronto a cedere: l'apparentamento con le liste civiche, finora bandito nel Movimento e ormai ipotesi sempre più sul tavolo.
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La libertà di stampa in Italia è "chiaramente peggiorata" nel 2018. E' quanto afferma un rapporto pubblicato oggi dalle organizzazioni partner della Piattaforma del Consiglio d'Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti. In generale, "le condizioni per l’esercizio della libertà dei media sono notevolmente peggiorate nell’area del Consiglio d’Europa". Ma l'Italia, sostiene il rapporto, "è lo stato membro della Ue con il più alto numero di minacce attive sulla Piattaforma, in tutto 19".
Inoltre, "la maggioranza degli allarmi registrati nel 2018 sono stati registrati dopo l'insediamento ufficiale del nuovo governo di coalizione il 1 giugno" e "il numero di violazioni in Italia riportate sulla Piattaforma è più che triplicato rispetto al 2017". Il rapporto punta il dito contro i due vice premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che "attraverso i social media esprimono regolarmente una retorica particolarmente ostile nei confronti dei media e dei giornalisti". Nel documento si rileva come in Italia il clima di "crescente violenza" contro i giornalisti sia "particolarmente preoccupante". La mafia e la criminalità organizzata rimangono in Italia "una delle più gravi minacce" contro i cronisti. Sono ben 21 i giornalisti che vivono sotto scorta, mentre "molti altri sono stati intimiditi e assaliti da membri di gruppi neofascisti".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/12/...
Inoltre, "la maggioranza degli allarmi registrati nel 2018 sono stati registrati dopo l'insediamento ufficiale del nuovo governo di coalizione il 1 giugno" e "il numero di violazioni in Italia riportate sulla Piattaforma è più che triplicato rispetto al 2017". Il rapporto punta il dito contro i due vice premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che "attraverso i social media esprimono regolarmente una retorica particolarmente ostile nei confronti dei media e dei giornalisti". Nel documento si rileva come in Italia il clima di "crescente violenza" contro i giornalisti sia "particolarmente preoccupante". La mafia e la criminalità organizzata rimangono in Italia "una delle più gravi minacce" contro i cronisti. Sono ben 21 i giornalisti che vivono sotto scorta, mentre "molti altri sono stati intimiditi e assaliti da membri di gruppi neofascisti".
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di Antonio Atte
Di Maio, se ci sei batti un colpo. Una parlamentare grillina passeggia nervosamente su e giù per uno dei corridoi della Camera. E parla in maniera concitata con alcuni suoi colleghi. Al centro della discussione, la debacle abruzzese del M5S. E la richiesta di una assemblea congiunta che ancora non è all'orizzonte, nonostante il pressing di una buona fetta del gruppo parlamentare. Dopo la disfatta elettorale in Abruzzo, sul banco degli imputati ci sono i vertici 5 Stelle, a partire da Luigi Di Maio, che si è chiuso in un lungo silenzio, interrotto solo da alcune considerazioni consegnate al Corriere della Sera. Tra cui la svolta - anticipata ieri dall'Adnkronos - che potrebbe portare presto alla caduta di uno dei tabù più granitici del Movimento 5 Stelle: il no alle alleanze a livello locale.
Se infatti i piani alti del M5S sembrano accarezzare l'idea di aprire alle liste civiche - benedetta anche da alcuni eletti storicamente 'critici' - nella compagine parlamentare non manca chi vede questa ipotesi come il fumo negli occhi. "Che direbbe Gianroberto?", è il mantra che rimbalza tra gli eletti. Uno dei più scettici è il deputato Davide Galantino, colui che proprio alcuni giorni fa ha depositato una proposta di legge 'anti-ammucchiate' che punta a 'disboscare' la selva di liste civiche che partecipano alle elezioni comunali. "Personalmente - spiega Galantino - non credo nelle alleanze, credo nei programmi. Ora dobbiamo cercare di valutare gli errori fatti e ripartire. Questo penso".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
Di Maio, se ci sei batti un colpo. Una parlamentare grillina passeggia nervosamente su e giù per uno dei corridoi della Camera. E parla in maniera concitata con alcuni suoi colleghi. Al centro della discussione, la debacle abruzzese del M5S. E la richiesta di una assemblea congiunta che ancora non è all'orizzonte, nonostante il pressing di una buona fetta del gruppo parlamentare. Dopo la disfatta elettorale in Abruzzo, sul banco degli imputati ci sono i vertici 5 Stelle, a partire da Luigi Di Maio, che si è chiuso in un lungo silenzio, interrotto solo da alcune considerazioni consegnate al Corriere della Sera. Tra cui la svolta - anticipata ieri dall'Adnkronos - che potrebbe portare presto alla caduta di uno dei tabù più granitici del Movimento 5 Stelle: il no alle alleanze a livello locale.
Se infatti i piani alti del M5S sembrano accarezzare l'idea di aprire alle liste civiche - benedetta anche da alcuni eletti storicamente 'critici' - nella compagine parlamentare non manca chi vede questa ipotesi come il fumo negli occhi. "Che direbbe Gianroberto?", è il mantra che rimbalza tra gli eletti. Uno dei più scettici è il deputato Davide Galantino, colui che proprio alcuni giorni fa ha depositato una proposta di legge 'anti-ammucchiate' che punta a 'disboscare' la selva di liste civiche che partecipano alle elezioni comunali. "Personalmente - spiega Galantino - non credo nelle alleanze, credo nei programmi. Ora dobbiamo cercare di valutare gli errori fatti e ripartire. Questo penso".
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"Lavoro per una soluzione entro 48 ore per restituire dignità e lavoro ai sardi". Lo dice il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che oggi ha incontrato al Viminale una delegazione di allevatori sardi della Coldiretti guidati dal presidente Ettore Prandini. Alla riunione era presente anche il sottosegretario all’Agricoltura Franco Manzato.
Tra gli altri impegni, ci sono gli interventi di sostegno per le perdite economiche (legate alla mancata produzione e ai bassi prezzi) e la sospensione delle attività del Consorzio, sospensione finalizzata all’approvazione del nuovo piano di produzione. Un pacchetto di iniziative che servirà anche a rasserenare il clima sull’isola. All’incontro anche una delegazione di olivicoltori pugliesi: Salvini e Manzato si sono impegnati a trovare soluzioni per i danni provocati dalle gelate e dalla xylella. Un nuovo tavolo sulla protesta dei produttori sardi si terrà giovedì 14 febbraio al Viminale, con associazioni di categoria, governo e produttori.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
Tra gli altri impegni, ci sono gli interventi di sostegno per le perdite economiche (legate alla mancata produzione e ai bassi prezzi) e la sospensione delle attività del Consorzio, sospensione finalizzata all’approvazione del nuovo piano di produzione. Un pacchetto di iniziative che servirà anche a rasserenare il clima sull’isola. All’incontro anche una delegazione di olivicoltori pugliesi: Salvini e Manzato si sono impegnati a trovare soluzioni per i danni provocati dalle gelate e dalla xylella. Un nuovo tavolo sulla protesta dei produttori sardi si terrà giovedì 14 febbraio al Viminale, con associazioni di categoria, governo e produttori.
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"Se c'è qualcuno che pensa che si possono utilizzare le regionali per rendere reale quello che non si ha il coraggio di dire apertamente e cioè che il progetto futuro della Grande Alleanza è quello di rimettersi insieme a quelli che se ne sono andati", ovvero Leu, "dopo che per 5 anni ci hanno martellato e hanno contribuito al risultato del 4 marzo, lo si dica chiaramente". Lo dice Roberto Giachetti in una diretta Fb con Anna Ascani. Il modello Abruzzo non può "essere esportato a livello nazionale", rimarca il candidato alla segreteria Pd.
Per Giachetti non esiste un'alleanza con Leu né riproporre coalizioni alla Unione del 2006: "Si sta costruendo un clima, un film a tutto campo che vuole portarci lì e siccome noi i tempi dell'Unione ce li ricordiamo e non dimentichiamo cosa vuol dire vincere le elezioni con tutto e tutto il suo contrario e poi quando si va a governare si è paralizzati dai ricatti dei piccoli e piccolissimi partiti. Se qualcuno pensa che quello possa essere il modello per il futuro, sappiate che per noi quello è un modello irripetibile".
Il candidato alle segretaria Pd quindi si rivolge agli elettori delle primarie: "Ancora una volta ci sono due posizioni chiare. Da una parte chi sostiene che non esiste alcuna possibilità di allearsi con chi ha fatto quello che ha fatto al Pd e dall'altra chi invece lavora perchè questo si realizzi. Lancio un allarme agli elettori perchè questo sia chiaro".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
Per Giachetti non esiste un'alleanza con Leu né riproporre coalizioni alla Unione del 2006: "Si sta costruendo un clima, un film a tutto campo che vuole portarci lì e siccome noi i tempi dell'Unione ce li ricordiamo e non dimentichiamo cosa vuol dire vincere le elezioni con tutto e tutto il suo contrario e poi quando si va a governare si è paralizzati dai ricatti dei piccoli e piccolissimi partiti. Se qualcuno pensa che quello possa essere il modello per il futuro, sappiate che per noi quello è un modello irripetibile".
Il candidato alle segretaria Pd quindi si rivolge agli elettori delle primarie: "Ancora una volta ci sono due posizioni chiare. Da una parte chi sostiene che non esiste alcuna possibilità di allearsi con chi ha fatto quello che ha fatto al Pd e dall'altra chi invece lavora perchè questo si realizzi. Lancio un allarme agli elettori perchè questo sia chiaro".
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Il governo italiano "chiede con fermezza nuove elezioni presidenziali nei tempi più rapidi possibili, libere, trasparenti e credibili in condizioni di piena democrazia e giustizia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero, nelle comunicazioni alla Camera sul Venezuela. La posizione del governo italiano, ha rivendicato Moavero, "è coerente con le conclusioni, con il comunicato del Gruppo di Montevideo e con la dichiarazione del 26 gennaio dei Paesi europei".
Per il ministro degli Esteri "è importante evitare che si creino contrapposizioni antitetiche che rallentino il processo verso nuove elezioni che restano l'unica via". "La condanna di ogni tipo di violenza e la richiesta di elezioni presidenziali - ha sottolineato ancora - restano i nostri punti cardine".
La lettera di Guaidò all'Italia
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/12/...
Per il ministro degli Esteri "è importante evitare che si creino contrapposizioni antitetiche che rallentino il processo verso nuove elezioni che restano l'unica via". "La condanna di ogni tipo di violenza e la richiesta di elezioni presidenziali - ha sottolineato ancora - restano i nostri punti cardine".
La lettera di Guaidò all'Italia
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L'obiettivo è diventare il 'grande federatore' del centrodestra anche in Europa. Da qui la necessità di cercare un accordo tra Ppe e sovranisti, come la Lega, convincendo Matteo Salvini ad allearsi con il gruppo guidato da Manfred Weber e quello dei Conservatori e riformisti, l'Ecr, dove il 'Capitano' ritroverebbe Giorgia Meloni. Questa, in sintesi, la strategia di Silvio Berlusconi a Bruxelles, che per la prima volta scardinerebbe le larghe intese tra Ppe Pse e Alde, al governo dell'Ue dal 2014, dando vita ad una maxi federazione conservatrice, popolare e sovranista, con possibili 'incarichi di governo' anche per il Carroccio. Una mossa studiata ad Arcore, innanzitutto, per ritagliare all'ex premier un ruolo di king maker fuori dai confini nazionali, come garante del fronte europeista.
Ma pure, raccontano, una tattica precisa per aiutare Antonio Tajani a ottenere la conferma alla presidenza del Parlamento Ue, trovando i voti necessari alla rielezione: una partita molto complicata, ricca di incognite, considerata, però, a portata di mano. Per realizzare questo progetto politico, il Cav ci metterà la faccia: è pronto a fare il capolista in tutta Italia alle europee ma sarebbe disposto a concedere una deroga solo al suo 'vice', Tajani, lasciandolo correre alla testa della lista azzurro al centro, circoscrizione d'elezione dell'attuale presidente del Parlamento Ue. Berlusconi ha 'offerto' la sua mediazione a Salvini presso Weber per una "collaborazione con il Ppe" nel suo comizio di chiusura della campagna elettorale in Abruzzo, ad Avezzano: ''Auspico fortemente che Lega abbia un buon successo alle europee: oggi è conservatrice e sovranista e io sto lavorando a un accordo tra il Ppe e i partiti conservatori di destra, come la Lega".
Da allora, raccontano, il leader azzurro sta lavorando anche attraverso i canali diplomatici per convincere Weber e Salvini a trovare un punto di incontro, subito dopo il voto del 26 maggio, che secondo i sondaggi vedrà un exploit della Lega, stimata oltre il 30%.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
Ma pure, raccontano, una tattica precisa per aiutare Antonio Tajani a ottenere la conferma alla presidenza del Parlamento Ue, trovando i voti necessari alla rielezione: una partita molto complicata, ricca di incognite, considerata, però, a portata di mano. Per realizzare questo progetto politico, il Cav ci metterà la faccia: è pronto a fare il capolista in tutta Italia alle europee ma sarebbe disposto a concedere una deroga solo al suo 'vice', Tajani, lasciandolo correre alla testa della lista azzurro al centro, circoscrizione d'elezione dell'attuale presidente del Parlamento Ue. Berlusconi ha 'offerto' la sua mediazione a Salvini presso Weber per una "collaborazione con il Ppe" nel suo comizio di chiusura della campagna elettorale in Abruzzo, ad Avezzano: ''Auspico fortemente che Lega abbia un buon successo alle europee: oggi è conservatrice e sovranista e io sto lavorando a un accordo tra il Ppe e i partiti conservatori di destra, come la Lega".
Da allora, raccontano, il leader azzurro sta lavorando anche attraverso i canali diplomatici per convincere Weber e Salvini a trovare un punto di incontro, subito dopo il voto del 26 maggio, che secondo i sondaggi vedrà un exploit della Lega, stimata oltre il 30%.
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di Andreana d'Aquino- E' emergenza nel piccolo arcipelago artico russo Novaya Zemlya per un'invasione di orsi polari affamati e quindi ancora più aggressivi del solito. Dozzine di questi enormi mammiferi, ormai ridotti allo stremo per i danni subito dal loro habitat a causa dei cambiamenti climatici e dello scioglimento dei ghiacci, si aggirano infatti fra gli edifici della piccola comunità. Ma non solo. In cerca di cibo, gli orsi polari seminano panico e paura tra i tremila abitanti entrando nelle aree abitate, tanto che l'autorità locale ha lanciato l'allarme.
L'arcipelago nord-orientale della Russia ha infatti chiesto aiuto per potere fronteggiare la vera e propria invasione di questi giganti simbolo del Polo Nord che, abituati a vivere fra i ghiacci, ora sono costretti a passare più tempo sulla terraferma in cerca di cibo con un livello di competizione fra gli individui della specie sempre più alto. Gli orsi bianchi sono riconosciuti come specie in via di estinzione in Russia e la loro caccia è vietata. Sulla Novaya Zemlya però la Russia ha una base di truppe aeronautiche e di difesa aerea, quindi aree abitate.
Ebbene, "da dicembre, 52 orsi polari hanno regolarmente visitato l'insediamento principale dell'arcipelago, Belushya Guba, ha detto il funzionario locale Alexander Minayev in un rapporto alle autorità regionali riferito da terradaily.com. "Ci sono da 6 a 10 orsi costantemente all'interno dell'insediamento" ha riferito il funzionario sottolineando che "le persone hanno paura, hanno paura di lasciare le loro case ed i genitori hanno paura di lasciare che i loro figli vadano a scuola e all'asilo". Secondo il responsabile dell'amministrazione locale Zhigansha Musin il numero di orsi polari che ha invaso l'insediamento "non ha precedenti".
https://www.adnkronos.com/sostenibilita/world-in-p...
L'arcipelago nord-orientale della Russia ha infatti chiesto aiuto per potere fronteggiare la vera e propria invasione di questi giganti simbolo del Polo Nord che, abituati a vivere fra i ghiacci, ora sono costretti a passare più tempo sulla terraferma in cerca di cibo con un livello di competizione fra gli individui della specie sempre più alto. Gli orsi bianchi sono riconosciuti come specie in via di estinzione in Russia e la loro caccia è vietata. Sulla Novaya Zemlya però la Russia ha una base di truppe aeronautiche e di difesa aerea, quindi aree abitate.
Ebbene, "da dicembre, 52 orsi polari hanno regolarmente visitato l'insediamento principale dell'arcipelago, Belushya Guba, ha detto il funzionario locale Alexander Minayev in un rapporto alle autorità regionali riferito da terradaily.com. "Ci sono da 6 a 10 orsi costantemente all'interno dell'insediamento" ha riferito il funzionario sottolineando che "le persone hanno paura, hanno paura di lasciare le loro case ed i genitori hanno paura di lasciare che i loro figli vadano a scuola e all'asilo". Secondo il responsabile dell'amministrazione locale Zhigansha Musin il numero di orsi polari che ha invaso l'insediamento "non ha precedenti".
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di Francesco Saita
"Questa richiesta è di straordinaria meschinità, perché condotta contro persone che hanno più di 90 anni. Stiamo assistendo ad un volgare tentativo di rovesciamento della Storia, per far dimenticare l'operato annessionista e razzista del fascismo e di Mussolini, condotto assieme all'alleato nazista, con aggressione della Jugoslavia, che nulla aveva fatto contro l'Italia". Lo dice all'AdnKronos Carla Nespolo, presidente dell'Anpi, l'associazione dei partigiani, commentando l'interrrogazione parlamentare di Fdi che chiede di revocare le pensioni agli ex partigiani filo-titini, accusati di essere complici nelle stragi di italiani tra il 43 e il 47.
"40.000 soldati italiani - ricorda Nespolo - che, dopo l'8 settembre '43, scelsero di combattere da partigiani a fianco della Resistenza Jugoslava e 20.000 morirono in questa guerra di Liberazione internazionale, riscattarono l'onore dell'Italia dalla vergogna del fascismo". "Se lo ricordi anche il Presidente del Parlamento Europeo, se non vuole contribuire ad accentuare l'isolamento italiano in Europa, come dimostrano, in queste ore, le reazioni indignate dei governi di Slovenia e Croazia", conclude la presidente Anpi.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
"Questa richiesta è di straordinaria meschinità, perché condotta contro persone che hanno più di 90 anni. Stiamo assistendo ad un volgare tentativo di rovesciamento della Storia, per far dimenticare l'operato annessionista e razzista del fascismo e di Mussolini, condotto assieme all'alleato nazista, con aggressione della Jugoslavia, che nulla aveva fatto contro l'Italia". Lo dice all'AdnKronos Carla Nespolo, presidente dell'Anpi, l'associazione dei partigiani, commentando l'interrrogazione parlamentare di Fdi che chiede di revocare le pensioni agli ex partigiani filo-titini, accusati di essere complici nelle stragi di italiani tra il 43 e il 47.
"40.000 soldati italiani - ricorda Nespolo - che, dopo l'8 settembre '43, scelsero di combattere da partigiani a fianco della Resistenza Jugoslava e 20.000 morirono in questa guerra di Liberazione internazionale, riscattarono l'onore dell'Italia dalla vergogna del fascismo". "Se lo ricordi anche il Presidente del Parlamento Europeo, se non vuole contribuire ad accentuare l'isolamento italiano in Europa, come dimostrano, in queste ore, le reazioni indignate dei governi di Slovenia e Croazia", conclude la presidente Anpi.
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"Il mio riferimento all'Istria e alla Dalmazia italiana non era in alcun modo una rivendicazione territoriale. Mi riferivo agli esuli istriani e dalmati di lingua italiana, ai loro figli e nipoti, molti dei quali presenti alla cerimonia". Così il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ha precisato, aprendo i lavori della sessione plenaria a Strasburgo, il senso delle parole pronunciate domenica alla foiba di Basovizza in occasione della Giornata della memoria delle vittime delle foibe. "Proprio ristabilendo la verità storica - ha continuato Tajani - è stato possibile dare un punto di svolta alle relazioni tra Italia, Croazia e Slovenia, oggi Paesi legati da una salda amicizia. La pace duratura tra i nemici di un tempo è il migliore esempio di come l’Unione europea sia una storia di successo. Mi spiace se il senso delle mie parole sia stato mal interpretato. Non era mia intenzione offendere nessuno. Volevo solo inviare un messaggio di pace tra i popoli, affinché ciò che è accaduto allora non si ripeta mai più". L'eurodeputata croata del gruppo Ecr Ruza Tomasic in Aula ha criticato Tajani, ricordando che le popolazioni dell'odierna Croazia "hanno molto sofferto per l'occupazione italiana. E' scandaloso che il presidente del Parlamento Europeo faccia delle dichiarazioni imperialiste". Franz Bogovic, eurodeputato sloveno del gruppo Ppe, lo stesso cui appartiene Tajani, ha ringraziato il presidente del Parlamento "per aver chiarito: parlare di Istria e Dalmazia italiane ci ricorda di un periodo in cui il fascismo ha provocato grandi sofferenze". Tajani avrebbe chiarito il senso delle sue parole in una conversazione telefonica con il premier croato Andrej Plenkovic. SLOVENIA - Inoltre, il presidente sloveno Borut Pahor ha scritto al presidente italiano Sergio Mattarella esprimendo la propria preoccupazione per le dichiarazioni rilasciate da figure istituzionali italiane sulla questione delle foibe. Secondo l'agenzia croata Hina, Pahor farebbe riferimento in particolare alle parole pronunciate dal vicepremier Matteo Salvini e a quelle di Tajani.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
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"Il presidente Guaidò ha inviato una lettera per manifestare il proprio sconcerto per la posizione dell'Italia". E' quanto ha detto all'Adnkronos il deputato venezuelano Americo De Grazia. "Il messaggio -afferma De Grazia- serve a spiegare qual è la nostra situazione istituzionale, si dice che Maduro governa in maniera illegittima e che il Paese deve andare a nuove elezioni presidenziali, come prevede la Costituzione"."Il secondo punto -prosegue De Grazia- riguarda il riconoscimento di Guaidò come presidente ad interim, al quale spetta il compito di condurre il Venezuela a nuove elezioni". La lettera, dice De Grazia, "non è legata all'esito degli incontri che sono avvenuti oggi a Roma". Una delegazione venezuelana è stata ricevuta prima dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e poi dal ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/11/...
Dio Porco
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Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
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di Antonio Atte E' online la nuova versione del sito tirendiconto.it, il portale delle restituzioni grilline aggiornato con una nuova veste grafica e con i profili dei deputati e senatori della XVIII legislatura. Finora sono stati caricati i bonifici con le restituzioni degli eletti relative all'anno 2018 (l'ultimo mese contabilizzato è settembre). E sebbene quasi tutti i parlamentari - come si può vedere scorrendo la lista dei 'portavoce' - abbiano ottemperato agli obblighi previsti dal codice etico M5S, c'è ancora qualcuno rimasto indietro.
Tra questi ci sono il ministro per il Sud Barbara Lezzi, il sottosegretario Andrea Cioffi, il senatore Alfonso Ciampolillo, i deputati Gloria Vizzini e Santi Cappellani (nel loro caso mancano all'appello le restituzioni di luglio agosto e settembre). Ma a balzare agli occhi è il caso della deputata Flora Frate, la quale, a quanto risulta dal portale, finora non avrebbe ancora caricato alcun bonifico da marzo 2018, ovvero dal suo ingresso in Parlamento. "Le restituzioni le ho fatte - taglia corto Frate all'AdnKronos - e tra poco saranno caricate sul portale". Interpellato in merito, il tesoriere del gruppo M5S alla Camera Sergio Battelli, che svolge anche la funzione di helpdesk di tirendiconto.it, conferma che ad oggi non sono stati caricati bonifici dalla deputata Frate sul portale: "A me i pagamenti non risultano. La scadenza era il 10 dicembre. Poi vediamo. Il sistema è automatico, nessuno carica i bonifici, deve farlo lei. Quindi, quando li carica compaiono", dice Battelli all'AdnKronos. "Ad oggi - ribadisce - la rendicontazione non è completa".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
Tra questi ci sono il ministro per il Sud Barbara Lezzi, il sottosegretario Andrea Cioffi, il senatore Alfonso Ciampolillo, i deputati Gloria Vizzini e Santi Cappellani (nel loro caso mancano all'appello le restituzioni di luglio agosto e settembre). Ma a balzare agli occhi è il caso della deputata Flora Frate, la quale, a quanto risulta dal portale, finora non avrebbe ancora caricato alcun bonifico da marzo 2018, ovvero dal suo ingresso in Parlamento. "Le restituzioni le ho fatte - taglia corto Frate all'AdnKronos - e tra poco saranno caricate sul portale". Interpellato in merito, il tesoriere del gruppo M5S alla Camera Sergio Battelli, che svolge anche la funzione di helpdesk di tirendiconto.it, conferma che ad oggi non sono stati caricati bonifici dalla deputata Frate sul portale: "A me i pagamenti non risultano. La scadenza era il 10 dicembre. Poi vediamo. Il sistema è automatico, nessuno carica i bonifici, deve farlo lei. Quindi, quando li carica compaiono", dice Battelli all'AdnKronos. "Ad oggi - ribadisce - la rendicontazione non è completa".
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Un fotografo italiano, Gabriele Micalizzi, secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti informate, è rimasto ferito in Siria, nella zona di Deir Ezzor, dove è in corso un'offensiva delle forze curdo-arabo siriane contro l'Is. Il fotografo, che era impegnato in un servizio con un collega della Cnn, sarebbe ricoverato nell'ospedale della base americana 'Omar Field'. Secondo quanto si legge sugli account di alcuni attivisti curdo siriani, Micalizzi sarebbe stato colpito da una scheggia insieme a un combattente delle Ypg, Unità di protezione del popolo: entrambi avrebbero riportato ferite lievi.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/02/11/...
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Per il senatore Gianluigi Paragone "il voto delle amministrative è marginale", che prende "in considerazione aspetti della quotidianità". Ma Elena Fattori vede in un altro modo il deludente risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle in Abruzzo: "Purtroppo tradire la propria identità non paga", dice all'Adnkronos sottolineando: "Spero fortemente che ci sia uno scatto di orgoglio da parte del mondo 5 Stelle prima delle europee per non lasciare che abbiano la meglio le peggiori destre sovraniste. La sovranità che proponeva il Movimento era un approccio diverso". "Sicuramente - insiste Fattori - occorre un ripensamento delle modalità usate sin qui che hanno avuto un effetto devastante sulla natura profonda e sulla fiducia nel Movimento. Purtroppo chi lo aveva capito sin dall'inizio non solo non è stato ascoltato ma emarginato nelle azioni politiche reali. Non è ancora troppo tardi ma rischia di essere tardi molto presto".
"Subito dopo le politiche non abbiamo vinto in Molise e in Friuli", ricorda Paragone secondo il quale il risultato delle regionali "dice che i cittadini abruzzesi hanno gradito il modo in cui in questi anni sono state gestite le cose e quindi non avevano intenzione di cambiare". "Evidentemente - ha concluso - gli abruzzesi sono soddisfatti della gestione del centrosinistra e di quella del centrodestra nel recente passato".
'Riflessione' è la parola d'ordine di un altro Cinquestelle, il deputato Davide Galantino, che ha commentato l'esito delle elezioni abruzzesi in un post su Facebook: "Questi risultati devono portarci a riflettere tutti! Al di là dei meccanismi delle elezioni regionali abbiamo perso 20 punti rispetto alle ultime politiche nonostante ci fossero meno liste in corsa. Ostentare risultati e alimentare troppe speranze non paga. Bisogna essere sinceri e soprattutto saper chiedere scusa quando non puoi mantenere fede a tutte le promesse fatte in campagna elettorale" "Che ci serva di lezione! Il vero cambiamento arriverà quando ogni cittadino italiano potrà essere orgoglioso dei suoi rappresentanti. Il popolo abruzzese ha scelto e va rispettato per le sue scelte", rimarca il parlamentare grillino, che aggiunge: "A Sara Marcozzi auguro buon lavoro, sono sicuro che con la carica che ci ha trasmesso in questi giorni saprà ottenere comunque grandi risultati!".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/1...
"Subito dopo le politiche non abbiamo vinto in Molise e in Friuli", ricorda Paragone secondo il quale il risultato delle regionali "dice che i cittadini abruzzesi hanno gradito il modo in cui in questi anni sono state gestite le cose e quindi non avevano intenzione di cambiare". "Evidentemente - ha concluso - gli abruzzesi sono soddisfatti della gestione del centrosinistra e di quella del centrodestra nel recente passato".
'Riflessione' è la parola d'ordine di un altro Cinquestelle, il deputato Davide Galantino, che ha commentato l'esito delle elezioni abruzzesi in un post su Facebook: "Questi risultati devono portarci a riflettere tutti! Al di là dei meccanismi delle elezioni regionali abbiamo perso 20 punti rispetto alle ultime politiche nonostante ci fossero meno liste in corsa. Ostentare risultati e alimentare troppe speranze non paga. Bisogna essere sinceri e soprattutto saper chiedere scusa quando non puoi mantenere fede a tutte le promesse fatte in campagna elettorale" "Che ci serva di lezione! Il vero cambiamento arriverà quando ogni cittadino italiano potrà essere orgoglioso dei suoi rappresentanti. Il popolo abruzzese ha scelto e va rispettato per le sue scelte", rimarca il parlamentare grillino, che aggiunge: "A Sara Marcozzi auguro buon lavoro, sono sicuro che con la carica che ci ha trasmesso in questi giorni saprà ottenere comunque grandi risultati!".