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L'arancione torna di moda in politica. Dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris al governatore ligure Giovanni Toti, alla new entry 'L'Onda', promossa da una delle 'madamin' torinesi pro-Tav. Tutti, anche se in momenti storici diversi, si ritrovano uniti dalla stessa nota cromatica. Come simbolo di rinnovamento politico e culturale. Come è capitato per il rosso comunista, l'azzurro berlusconiano, il verde leghista e il giallo grillino, l'arancio è diventato logo, brand partitico. E soprattutto, nell'era della politica 2.0, più che mai arma di propaganda e marketing elettorale, di forte impatto visivo anche sui social.
Tinta moderata, a metà tra il rosso e il giallo, l'arancione prende spunto dalla bandiera della rivoluzione Ucraina del 2004. Questa tonalità debutta in Italia alle amministrative del 2011 con l'elezione di Giuliano Pisapia e di De Magistris alla guida, rispettivamente, di Milano e Napoli. Questo colore viene poi adottato dall'azzurro Toti, attuale governatore della Liguria, per le sue liste e non è escluso che sarà rilanciato alle prossime europee.
Variante dell'arancio, i 'Salmoni' di Benedetto Della Vedova, che con Marco Taradash guidò i Riformatori liberali. L'arancione è simbolo anche di lotte di piazza, come quella recente dei gilet arancioni, indossati da oltre tremila agricoltori ed olivicoltori pugliesi che hanno invaso Bari con i trattori per protestare contro il governo. E quella, appunto, dei pro tav torinesi riuniti nel comitato 'Sì Torino va avanti'.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
Tinta moderata, a metà tra il rosso e il giallo, l'arancione prende spunto dalla bandiera della rivoluzione Ucraina del 2004. Questa tonalità debutta in Italia alle amministrative del 2011 con l'elezione di Giuliano Pisapia e di De Magistris alla guida, rispettivamente, di Milano e Napoli. Questo colore viene poi adottato dall'azzurro Toti, attuale governatore della Liguria, per le sue liste e non è escluso che sarà rilanciato alle prossime europee.
Variante dell'arancio, i 'Salmoni' di Benedetto Della Vedova, che con Marco Taradash guidò i Riformatori liberali. L'arancione è simbolo anche di lotte di piazza, come quella recente dei gilet arancioni, indossati da oltre tremila agricoltori ed olivicoltori pugliesi che hanno invaso Bari con i trattori per protestare contro il governo. E quella, appunto, dei pro tav torinesi riuniti nel comitato 'Sì Torino va avanti'.
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C'è chi fa i complimenti a Carlo Freccero perché finalmente si è parlato di signoraggio in tv e chi stronca senza appello la scheda mandata in onda per illustrare la questione. Dopo l'annuncio della trasmissione di Grillo anche l'esordio del programma 'Povera Patria', andato in onda ieri su Rai2, è al centro di una bufera sui social.
"Su #Rai2 stanno parlando di #signoraggio... Non ho altro da aggiungere.. Grazie Freccero #PoveraPatria", twitta Eugenio Rebones, vicino al Movimento 5 Stelle. "MIRACOLO! E' andato in onda ieri sera su RAI2, finalmente una TV di Stato che informa! #Rai2 #PoveraPatria #signoraggio", scrive tale Alessandra. "Se anche la #RAI inizia a parlare apertamente di #Signoraggio significa che siamo vicini alla liberazione. Brava #Rai2", rincara Fabrizio Il Viandante, che nel suo profilo scrive "non avevo mai visto una moneta usata per distruggere un'economia. L'€uro ha cancellato equità sociale e prosperità".
Ma molti di più sono i pareri che bollano la scheda trasmessa da 'Povera Patria' come scorretta: "Manco nelle peggiori università che esistano sul globo terracqueo ti spiegano un concetto del genere con così tanto pressapochismo #PoveraPatria #signoraggio #Rai2", scrive su Twitter lo studente di economia palermitano Emanuele Paladino. "Arrivano gli effetti della elezione di @MarcelloFoa a presidente della #Rai: la tv sovranista, che inventa balle per avallare le strampalate tesi degli avventurieri al governo. Il vero #signoraggio è quello di Putin su di noi, grazie ai nazionalpopulisti", twitta il deputato Pd Enrico Borghi.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
"Su #Rai2 stanno parlando di #signoraggio... Non ho altro da aggiungere.. Grazie Freccero #PoveraPatria", twitta Eugenio Rebones, vicino al Movimento 5 Stelle. "MIRACOLO! E' andato in onda ieri sera su RAI2, finalmente una TV di Stato che informa! #Rai2 #PoveraPatria #signoraggio", scrive tale Alessandra. "Se anche la #RAI inizia a parlare apertamente di #Signoraggio significa che siamo vicini alla liberazione. Brava #Rai2", rincara Fabrizio Il Viandante, che nel suo profilo scrive "non avevo mai visto una moneta usata per distruggere un'economia. L'€uro ha cancellato equità sociale e prosperità".
Ma molti di più sono i pareri che bollano la scheda trasmessa da 'Povera Patria' come scorretta: "Manco nelle peggiori università che esistano sul globo terracqueo ti spiegano un concetto del genere con così tanto pressapochismo #PoveraPatria #signoraggio #Rai2", scrive su Twitter lo studente di economia palermitano Emanuele Paladino. "Arrivano gli effetti della elezione di @MarcelloFoa a presidente della #Rai: la tv sovranista, che inventa balle per avallare le strampalate tesi degli avventurieri al governo. Il vero #signoraggio è quello di Putin su di noi, grazie ai nazionalpopulisti", twitta il deputato Pd Enrico Borghi.
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Dopo l'ultimatum dell'Europa a Maduro, cresce il fronte dei Paesi che sostengono Juan Guaidò, l'autoproclamato presidente del Venezuela. Ma sono ancora molti i Paesi, come Russia e Bolivia, che stanno con il presidente Nicola Maduro. La spaccatura internazionale di fronte alla crisi venezuelana è evidente ed è andata in scena anche all'Onu, dove Mosca e Washington sono andate allo scontro. Ma chi sostiene chi?
CHI SOSTIENE GUAIDO' - Il secondo mandato del presidente Maduro è stato definito illegittimo dall'OAS, l'Organizzazione degli Stati Americani' e dagli Stati Uniti (tra i primi a schierarsi a favore di Guaidò). Ma sono tanti i Paesi che appoggiano l'autoproclamato presidente venezuelano, come il cosiddetto 'gruppo di Lima' formato da Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Saint Lucia, secondo i quali le elezioni dello scorso maggio "mancavano di legittimità" perché non vi hanno potuto partecipare tutti i partiti politici, non vi erano osservatori internazionali e mancavano di standard e garanzie per un voto "equo, libero e trasparente". Sia l'opposizione sia i 13 paesi, oltre agli Stati Uniti, chiedono che Maduro trasferisca i suoi poteri all'Assemblea nazionale, il parlamento dominato dall'opposizione. Anche l'Ue, con Federica Mogherini, è scesa in campo per chiedere nuove elezioni. Così come hanno fatto Spagna, Francia e Germania.
CHI SOSTIENE MADURO - Maduro può comunque contare sul sostegno di alcuni Paesi 'amici', come Russia, Messico, Cuba, Bolivia, Iran, Turchia e Nicaragua sostengono.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/26/...
CHI SOSTIENE GUAIDO' - Il secondo mandato del presidente Maduro è stato definito illegittimo dall'OAS, l'Organizzazione degli Stati Americani' e dagli Stati Uniti (tra i primi a schierarsi a favore di Guaidò). Ma sono tanti i Paesi che appoggiano l'autoproclamato presidente venezuelano, come il cosiddetto 'gruppo di Lima' formato da Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Saint Lucia, secondo i quali le elezioni dello scorso maggio "mancavano di legittimità" perché non vi hanno potuto partecipare tutti i partiti politici, non vi erano osservatori internazionali e mancavano di standard e garanzie per un voto "equo, libero e trasparente". Sia l'opposizione sia i 13 paesi, oltre agli Stati Uniti, chiedono che Maduro trasferisca i suoi poteri all'Assemblea nazionale, il parlamento dominato dall'opposizione. Anche l'Ue, con Federica Mogherini, è scesa in campo per chiedere nuove elezioni. Così come hanno fatto Spagna, Francia e Germania.
CHI SOSTIENE MADURO - Maduro può comunque contare sul sostegno di alcuni Paesi 'amici', come Russia, Messico, Cuba, Bolivia, Iran, Turchia e Nicaragua sostengono.
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"Noi siamo garantisti e continuiamo ad esserlo...''. Silvio Berlusconi, a L'Aquila per tirare la volata al candidato di centrodestra per la presidenza della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, risponde così quando gli chiedono un commento sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini trasmessa dal tribunale dei ministri di Catania per il caso Diciotti.
"Qui si continua a far credere che l'immigrazione sia il primo problema del Paese. Io non vedo francamente che cosa possa svilupparsi con la discesa di 47 altri migranti che sono in una situazione precaria su una nave con un tempo non buono, di fronte alla presenza di oltre 600mila clandestini che sono ancora in Italia e che si dovevano inviare nei loro Paesi di origine'' aggiunge poi ai microfoni del Tg2 commentando il caso della Sea Watch.
Ma in Abruzzo, il presidente di Fi dedica ampio spazio soprattutto al capitolo Europee: "Scendo in campo, perché dobbiamo riportare l'Italia ad avere un ruolo forte in Europa. Farò valere il mio prestigio e la mia esperienza" ribadisce Berlusconi, che si dice "veramente commosso anche perché cade il 25 esimo anniversario della fondazione di Forza Italia. Ieri ho fatto un video e ho ricordato l'annuncio che feci nel '94 'l’Italia è il Paese che amo', quando scesi in campo contro il pericolo comunista". Oggi, di fronte al pericolo M5S, "ho deciso di tornare in campo e sarò in campo affinchè queste elezioni diano un segnale netto e preciso di chi siano questi signori grillini... Sono spaventato dalla loro ferocia giustizialista''. Per questo, ''ho deciso di scendere in campo e lo sarò fino alla fine, con energia, impegno ed entusiasmo".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
"Qui si continua a far credere che l'immigrazione sia il primo problema del Paese. Io non vedo francamente che cosa possa svilupparsi con la discesa di 47 altri migranti che sono in una situazione precaria su una nave con un tempo non buono, di fronte alla presenza di oltre 600mila clandestini che sono ancora in Italia e che si dovevano inviare nei loro Paesi di origine'' aggiunge poi ai microfoni del Tg2 commentando il caso della Sea Watch.
Ma in Abruzzo, il presidente di Fi dedica ampio spazio soprattutto al capitolo Europee: "Scendo in campo, perché dobbiamo riportare l'Italia ad avere un ruolo forte in Europa. Farò valere il mio prestigio e la mia esperienza" ribadisce Berlusconi, che si dice "veramente commosso anche perché cade il 25 esimo anniversario della fondazione di Forza Italia. Ieri ho fatto un video e ho ricordato l'annuncio che feci nel '94 'l’Italia è il Paese che amo', quando scesi in campo contro il pericolo comunista". Oggi, di fronte al pericolo M5S, "ho deciso di tornare in campo e sarò in campo affinchè queste elezioni diano un segnale netto e preciso di chi siano questi signori grillini... Sono spaventato dalla loro ferocia giustizialista''. Per questo, ''ho deciso di scendere in campo e lo sarò fino alla fine, con energia, impegno ed entusiasmo".
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"Tav? Stiamo lavorando per ridimensionare i costi e tagliare gli sprechi nel pieno rispetto del contratto di governo. Siamo attenti all'ambiente: per questo vogliamo togliere i tir dalle strade e far viaggiare merci e persone sui treni". Lo dichiara il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini.
Intanto, l'onda delle 'madamin' potrebbe 'travolgere' presto il mondo della politica. Lo scorso 11 gennaio, rileva infatti l'AdnKronos, presso il database dei marchi del ministero dello Sviluppo economico è stato depositato il simbolo 'L'Onda' a nome di Patrizia Ghiazza, una delle sette promotrici di 'Sì, Torino va avanti', la comunità pro Tav scesa in piazza per chiedere il completamento dei lavori dell'alta velocità Torino-Lione.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
Intanto, l'onda delle 'madamin' potrebbe 'travolgere' presto il mondo della politica. Lo scorso 11 gennaio, rileva infatti l'AdnKronos, presso il database dei marchi del ministero dello Sviluppo economico è stato depositato il simbolo 'L'Onda' a nome di Patrizia Ghiazza, una delle sette promotrici di 'Sì, Torino va avanti', la comunità pro Tav scesa in piazza per chiedere il completamento dei lavori dell'alta velocità Torino-Lione.
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di Antonio Atte
L'onda delle 'madamin' potrebbe presto 'travolgere' il mondo della politica. Sì, perché lo scorso 11 gennaio - rileva l'Adnkronos - presso il database dei marchi del ministero dello Sviluppo economico è stato depositato il simbolo 'L'Onda' (cerchio arancione contenente una scritta bianca con caratteri che riproducono la forma di un'onda) a nome di Patrizia Ghiazza, una delle sette promotrici di 'Sì, Torino va avanti', la comunità pro-Tav scesa in piazza per chiedere il completamento dei lavori dell'alta velocità Torino-Lione.
Stiamo per assistere alla nascita di un partito? "Chi lo sa... ora non posso dare delle risposte", dice Ghiazza all'Adnkronos, visibilmente spiazzata dalla domanda. L'arancione dell''Onda' è anche il colore che le sette 'madamin' hanno scelto per la manifestazione del 10 novembre a Torino, poi replicata con successo anche il 12 gennaio in Piazza Castello. Un flash mob senza simboli di partito, che però ha visto la partecipazione di esponenti dei più variegati schieramenti politici, dalla Lega al Partito democratico.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
L'onda delle 'madamin' potrebbe presto 'travolgere' il mondo della politica. Sì, perché lo scorso 11 gennaio - rileva l'Adnkronos - presso il database dei marchi del ministero dello Sviluppo economico è stato depositato il simbolo 'L'Onda' (cerchio arancione contenente una scritta bianca con caratteri che riproducono la forma di un'onda) a nome di Patrizia Ghiazza, una delle sette promotrici di 'Sì, Torino va avanti', la comunità pro-Tav scesa in piazza per chiedere il completamento dei lavori dell'alta velocità Torino-Lione.
Stiamo per assistere alla nascita di un partito? "Chi lo sa... ora non posso dare delle risposte", dice Ghiazza all'Adnkronos, visibilmente spiazzata dalla domanda. L'arancione dell''Onda' è anche il colore che le sette 'madamin' hanno scelto per la manifestazione del 10 novembre a Torino, poi replicata con successo anche il 12 gennaio in Piazza Castello. Un flash mob senza simboli di partito, che però ha visto la partecipazione di esponenti dei più variegati schieramenti politici, dalla Lega al Partito democratico.
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"Possono indagarmi e minacciarmi, ma io non cambio idea. In Italia si entra rispettando leggi e regole, per gli scafisti e i loro complici i porti italiani sono e resteranno chiusi. Nave olandese di Ong tedesca? Amsterdam o Berlino vi aspettano". Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Ma intanto arrivano da più parti gli appelli per trovare un porto in cui sbarcare. Tra questi anche quello di 'Save The Children': "Occorre dare immediata risposta alla richiesta della Procura dei minori di Catania relativa allo sbarco dei minori a bordo della Sea Watch 3, in ottemperanza a quanto previsto dalla Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Questi ragazzi - ha sottolineato Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa dell'organizzazione - hanno già subito abbastanza violenze e soprusi durante il loro viaggio per arrivare in Italia e sono particolarmente vulnerabili a causa delle sofferenze patite".
Interviene anche 'Unicef Italia': "I bambini devono scendere subito da queste navi - ha detto all'AdnKronos il portavoce Andrea Iacomini - non possono essere ostaggi in mare della nostra indifferenza, ostaggi dei governi europei che non riescono a mettersi d'accordo".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
Ma intanto arrivano da più parti gli appelli per trovare un porto in cui sbarcare. Tra questi anche quello di 'Save The Children': "Occorre dare immediata risposta alla richiesta della Procura dei minori di Catania relativa allo sbarco dei minori a bordo della Sea Watch 3, in ottemperanza a quanto previsto dalla Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Questi ragazzi - ha sottolineato Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa dell'organizzazione - hanno già subito abbastanza violenze e soprusi durante il loro viaggio per arrivare in Italia e sono particolarmente vulnerabili a causa delle sofferenze patite".
Interviene anche 'Unicef Italia': "I bambini devono scendere subito da queste navi - ha detto all'AdnKronos il portavoce Andrea Iacomini - non possono essere ostaggi in mare della nostra indifferenza, ostaggi dei governi europei che non riescono a mettersi d'accordo".
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L'Olanda è disposta "a mostrare solidarietà" solo se si raggiunge una "soluzione strutturale" che consenta "in seguito allo sbarco" di "rifiutare e rispedire indietro immediatamente dopo l'arrivo alla frontiera esterna europea" i migranti che "non hanno diritto alla protezione internazionale". Cosi il governo olandese, in una dichiarazione inviata all'AdnKronos, spiega il suo "no" alla "richiesta italiana di prendere in carico i migranti" che si trovano a bordo della Sea Watch, che batte bandiera olandese.
"I Paesi Bassi sono a favore di una soluzione strutturale tramite la quale, immediatamente in seguito allo sbarco, venga fatta distinzione tra coloro i quali hanno diritto alla protezione internazionale e coloro che non ne hanno diritto - prosegue la dichiarazione -. Solo nel caso in cui una tale soluzione strutturale sia effettivamente applicata, i Paesi bassi sono disposti a mostrare solidarietà e contribuire allo sbarco e, per gli aventi diritto alla protezione, al ricollocamento". Nella dichiarazione si ribadisce poi che il governo dell'Aja non ritiene di avere responsabilità nei confronti della Sea Watch: "I Paesi Bassi, in quanto Stato di bandiera, non sono obbligati" a prendere parte a quelle che vengono definite "misure ad hoc con riguardo allo sbarco" a cui l'Aja si rifiuta comunque di partecipare in assenza di "una concreta prospettiva" della soluzione strutturale auspicata. "E' compito del capitano della 'Sea Watch 3' trovare un porto sicuro nelle vicinanze per sbarcare i 47 migranti da lui presi a bordo".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/26/...
"I Paesi Bassi sono a favore di una soluzione strutturale tramite la quale, immediatamente in seguito allo sbarco, venga fatta distinzione tra coloro i quali hanno diritto alla protezione internazionale e coloro che non ne hanno diritto - prosegue la dichiarazione -. Solo nel caso in cui una tale soluzione strutturale sia effettivamente applicata, i Paesi bassi sono disposti a mostrare solidarietà e contribuire allo sbarco e, per gli aventi diritto alla protezione, al ricollocamento". Nella dichiarazione si ribadisce poi che il governo dell'Aja non ritiene di avere responsabilità nei confronti della Sea Watch: "I Paesi Bassi, in quanto Stato di bandiera, non sono obbligati" a prendere parte a quelle che vengono definite "misure ad hoc con riguardo allo sbarco" a cui l'Aja si rifiuta comunque di partecipare in assenza di "una concreta prospettiva" della soluzione strutturale auspicata. "E' compito del capitano della 'Sea Watch 3' trovare un porto sicuro nelle vicinanze per sbarcare i 47 migranti da lui presi a bordo".
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Fate sbarcare i minori che si trovano a bordo della Sea Watch. A chiederlo è la Procura dei minori di Catania. Ma anche questa volta il governo tiene il punto. Per i ministri Toninelli, Di Maio e Salvini ai 47 migranti a bordo deve pensarci l'Olanda che però si sfila. "Finché non ci saranno accordi europei su soluzioni strutturali per i migranti a bordo dei barconi, i Paesi Bassi - ha detto il segretario di Stato olandese per l'Asilo e le migrazioni Mark Harbers, secondo il quotidiano De elegraaf - non prenderanno parte a soluzioni ad hoc". L'Olanda- ha aggiunto - ha "preso nota della richiesta italiana, ma non è responsabile per la Sea-Watch 3".
Con una lettera inviata ai ministri dell'Interno e delle Infrastrutture e Trasporti, rispettivamente il vicepremier Matteo Salvini e Danilo Toninelli, il procuratore per i minorenni di Catania, Caterina Ajello, afferma che lasciare i minori stranieri non accompagnati sulla nave dell'Ong, in rada davanti alle coste di Siracusa, è una "grave violazione dei loro diritti". Mentre la Procura dei Minori di Catania ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per accertare quanti minori non accompagnati ci sono a bordo della Sea Watch.
Salvini però non ci sta: "Bandiera olandese, Ong tedesca. Aprano i porti di Rotterdam o di Amburgo, in Italia posto non ce n’è" dice il vicepremier, cui fa eco l'altro vicepremier, Luigi Di Maio: "L'Olanda accolga i 47 migranti a bordo, in nome dell'Europa!" scrive su Fb. "Il governo olandese ha risposto alla mia richiesta di far andare in Olanda i passeggeri della Sea Watch 3, dicendo che non spetta a loro. Eppure quella nave Ong batte bandiera olandese - prosegue Di Maio - Questo vuol dire però che la responsabilità sulla nave è dell'Olanda e che l'equipaggio è soggetto alla sua sovranità. Se può stare in mare e può sfidare l'Italia ogni giorno, è proprio grazie alla bandiera che gli ha fornito il governo olandese". Poi aggiunge: ''O si prende la responsabilità o ritira la bandiera così la Ong smetterà di disobbedire agli ordini della guardia costiera libica". "A meno che -avverte il leader politico pentastellato - come capitato con la Lifeline, la Sea watch 3 non stia sventolando illegalmente quella bandiera. In tal caso dovremo procedere al sequestro. Ma intanto l'Olanda accolga i 47 migranti a bordo, in nome dell'Europa!". Nel frattempo, stando a quanto sottolineano fonti del Viminale, il ministro dell'Interno Matteo Salvini sta raccogliendo gli elementi per valutare una denuncia per tutti i membri dell'equipaggio della Sea Watch 3 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Dura la replica del garante per l'infanzia di Siracusa: "Forse il ministro dell'Interno sconosce la legge - dice Trommino all'Adnkronos -. Se c'è un solo dubbio, il ragazzo si deve considerare minore fino a prova contraria. Non si tratta di escamotage. Non lo può valutare il Viminale se fare sbarcare i minori, ma devono solo applicare la legge".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
Con una lettera inviata ai ministri dell'Interno e delle Infrastrutture e Trasporti, rispettivamente il vicepremier Matteo Salvini e Danilo Toninelli, il procuratore per i minorenni di Catania, Caterina Ajello, afferma che lasciare i minori stranieri non accompagnati sulla nave dell'Ong, in rada davanti alle coste di Siracusa, è una "grave violazione dei loro diritti". Mentre la Procura dei Minori di Catania ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per accertare quanti minori non accompagnati ci sono a bordo della Sea Watch.
Salvini però non ci sta: "Bandiera olandese, Ong tedesca. Aprano i porti di Rotterdam o di Amburgo, in Italia posto non ce n’è" dice il vicepremier, cui fa eco l'altro vicepremier, Luigi Di Maio: "L'Olanda accolga i 47 migranti a bordo, in nome dell'Europa!" scrive su Fb. "Il governo olandese ha risposto alla mia richiesta di far andare in Olanda i passeggeri della Sea Watch 3, dicendo che non spetta a loro. Eppure quella nave Ong batte bandiera olandese - prosegue Di Maio - Questo vuol dire però che la responsabilità sulla nave è dell'Olanda e che l'equipaggio è soggetto alla sua sovranità. Se può stare in mare e può sfidare l'Italia ogni giorno, è proprio grazie alla bandiera che gli ha fornito il governo olandese". Poi aggiunge: ''O si prende la responsabilità o ritira la bandiera così la Ong smetterà di disobbedire agli ordini della guardia costiera libica". "A meno che -avverte il leader politico pentastellato - come capitato con la Lifeline, la Sea watch 3 non stia sventolando illegalmente quella bandiera. In tal caso dovremo procedere al sequestro. Ma intanto l'Olanda accolga i 47 migranti a bordo, in nome dell'Europa!". Nel frattempo, stando a quanto sottolineano fonti del Viminale, il ministro dell'Interno Matteo Salvini sta raccogliendo gli elementi per valutare una denuncia per tutti i membri dell'equipaggio della Sea Watch 3 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Dura la replica del garante per l'infanzia di Siracusa: "Forse il ministro dell'Interno sconosce la legge - dice Trommino all'Adnkronos -. Se c'è un solo dubbio, il ragazzo si deve considerare minore fino a prova contraria. Non si tratta di escamotage. Non lo può valutare il Viminale se fare sbarcare i minori, ma devono solo applicare la legge".
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Gli enormi sforzi delle squadre di soccorso sono stati vani. Julen, il bimbo di due anni caduto in un pozzo a Totalán (Málaga) domenica 13 gennaio, è stato trovato morto . "Disgraziatamente...nonostante tanti sforzi da parte di tanta gente, non è stato possibile...#RIPJulen", si legge in un post su Twitter della Guardia Civil, che rivolge ai familiari "le più sincere condoglianze". Il ritrovamento è avvenuto all'1,25 di questa mattina, si legge su 'El Paìs', dopo quasi due settimane di incertezza prima e di delusione poi, non appena ci si è scontrati con le diverse avversità delle ricerche.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/26/...
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di Elena Davolio
"Il calvario senza fine dei profughi della Sea Watch dimostra che siamo di fronte ad atti criminali e come tali vanno giudicati". Il missionario pacifista padre Alex Zanotelli, interpellato dall'Adnkronos sulla vicenda della nave che, al momento, ha ottenuto solo l'autorizzazione a buttare l'ancora davanti a Siracusa per mettersi al riparo dalle condizioni meteo avverse, osserva: "Il sindaco di Siracusa deve disobbedire e accogliere questi poveri diavoli".
Salvini ha chiuso a qualsiasi ipotesi di accoglienza facendo sapere di avere scritto al governo olandese. "Da missionario e da prete - dice padre Zanotelli - ricordo che il più grande peccato secondo la Bibbia è la non accoglienza. Il non accogliere i poveri poi è ancora più grave". Il sacerdote riflette anche sul gesto del sindaco di Siracusa che si è detto pronto all'accoglienza e ha scritto al ministro Toninelli per chiedere l'ok all'attracco della Sea Watch: "Il sindaco di Siracusa che disobbedisca e li accolga. I porti sono aperti, non si è mai visto un documento scritto di Salvini o di Toninelli che dichiari che i porti sono chiusi. A questo punto, di fronte a tanto odio si passi alla disobbedienza".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
"Il calvario senza fine dei profughi della Sea Watch dimostra che siamo di fronte ad atti criminali e come tali vanno giudicati". Il missionario pacifista padre Alex Zanotelli, interpellato dall'Adnkronos sulla vicenda della nave che, al momento, ha ottenuto solo l'autorizzazione a buttare l'ancora davanti a Siracusa per mettersi al riparo dalle condizioni meteo avverse, osserva: "Il sindaco di Siracusa deve disobbedire e accogliere questi poveri diavoli".
Salvini ha chiuso a qualsiasi ipotesi di accoglienza facendo sapere di avere scritto al governo olandese. "Da missionario e da prete - dice padre Zanotelli - ricordo che il più grande peccato secondo la Bibbia è la non accoglienza. Il non accogliere i poveri poi è ancora più grave". Il sacerdote riflette anche sul gesto del sindaco di Siracusa che si è detto pronto all'accoglienza e ha scritto al ministro Toninelli per chiedere l'ok all'attracco della Sea Watch: "Il sindaco di Siracusa che disobbedisca e li accolga. I porti sono aperti, non si è mai visto un documento scritto di Salvini o di Toninelli che dichiari che i porti sono chiusi. A questo punto, di fronte a tanto odio si passi alla disobbedienza".
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Il parlamento greco ha approvato l'accordo sul cambiamento di nome della Macedonia. Su 300 deputati, 153 hanno votato a favore e 146 contro, approvando così l'intesa di Prespa sul nome di Macedonia del Nord.
"Aspettando i prossimi passi procedurali che porteranno verso la piena attuazione dell'accordo" sul nuovo nome della Macedonia, "possiamo già dire che Atene e Skopje hanno scritto, insieme, una nuova pagina del nostro comune destino europeo" hanno dichiarato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, la vicepresidente e Alto Rappresentante Federica Mogherini e il commissario all'Allargamento Johannes Hahn.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/25/...
"Aspettando i prossimi passi procedurali che porteranno verso la piena attuazione dell'accordo" sul nuovo nome della Macedonia, "possiamo già dire che Atene e Skopje hanno scritto, insieme, una nuova pagina del nostro comune destino europeo" hanno dichiarato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, la vicepresidente e Alto Rappresentante Federica Mogherini e il commissario all'Allargamento Johannes Hahn.
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L'Fbi ha arrestato oggi in Florida Roger Stone, grande alleato del presidente Donald Trump. Lo riportano i media americani sottolineando che allo stratega politico vengono contestati sette capi di imputazione, tra i quali intralcio all'attività di un pubblico ufficiale, falsa testimonianza e subornazione di testimoni, nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate del procuratore speciale Robert Mueller. Secondo quanto hanno reso noto gli avvocati di Stone, agenti federali armati sono si sono presentati alle sei del mattino nella casa del consulente politico a Fort Lauderdale. E' prevista in giornata la prima udienza di fronte ai giudici del tribunale della città della Florida.
Nel mirino da mesi del procuratore che sta indagando sulla possibile collusione tra i russi e la campagna di Trump, Stone ha ammesso di aver scambiato messaggi con Guccifer 2.0, lo pseudonimo su Twitter dietro al quale, secondo l'intelligence Usa, operavano agenti dei servizi militari russi che partecipato all'attacco hacker ai democratici. Stone, che è stato consigliere ufficiale della campagna nel 2015 e poi ha continuato in modo informale a consigliare il presidente, su Twitter ha poi festeggiato quando Wikileaks ha pubblicato le mail democratiche poco prima del voto, rivendicando di essere in contatto con fondatore del sito Julian Assange, chiamandolo "il mio eroe".
LE ACCUSE - Roger Stone contattò Wikileaks per ottenere altro materiale rubato negli attacchi hacker ai democratici che potesse danneggiare Hillary Clinton. E' quanto si legge nell'incriminazione del grand jury che ha portato oggi all'arresto. Nell'incriminazione si sottolinea che Stone agiva su indicazione di "un alto funzionario della campagne di Trump" che a sua volta rispondeva ad "un ordine". Se i contatti tra Stone e Jiulian Assange sono noti da tempo, è la prima volta che i procuratori del team di Robert Mueller affermano che altre persone vicine al presidente lavorarono con Stone mentre questi entrava in contatto con il fondatore di Wikileaks.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/25/...
Nel mirino da mesi del procuratore che sta indagando sulla possibile collusione tra i russi e la campagna di Trump, Stone ha ammesso di aver scambiato messaggi con Guccifer 2.0, lo pseudonimo su Twitter dietro al quale, secondo l'intelligence Usa, operavano agenti dei servizi militari russi che partecipato all'attacco hacker ai democratici. Stone, che è stato consigliere ufficiale della campagna nel 2015 e poi ha continuato in modo informale a consigliare il presidente, su Twitter ha poi festeggiato quando Wikileaks ha pubblicato le mail democratiche poco prima del voto, rivendicando di essere in contatto con fondatore del sito Julian Assange, chiamandolo "il mio eroe".
LE ACCUSE - Roger Stone contattò Wikileaks per ottenere altro materiale rubato negli attacchi hacker ai democratici che potesse danneggiare Hillary Clinton. E' quanto si legge nell'incriminazione del grand jury che ha portato oggi all'arresto. Nell'incriminazione si sottolinea che Stone agiva su indicazione di "un alto funzionario della campagne di Trump" che a sua volta rispondeva ad "un ordine". Se i contatti tra Stone e Jiulian Assange sono noti da tempo, è la prima volta che i procuratori del team di Robert Mueller affermano che altre persone vicine al presidente lavorarono con Stone mentre questi entrava in contatto con il fondatore di Wikileaks.
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di Antonio Atte
C'era una volta la lotta alla casta. L'occasione è di quelle solenni, parliamo di un convegno sulla Shoah, in vista del giorno della memoria. Presenti il presidente della Camera Roberto Fico, il sottosegretario a Palazzo Chigi Giancarlo Giorgetti, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, la presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni. Oltre a una folta delegazione di parlamentari.
Il giorno 17 gennaio l'Ufficio del Cerimoniale della Camera inoltra via mail l'invito ai deputati per il convegno 'Trasmettere ed insegnare la Shoah è impossibile?', organizzato oggi presso l'Aula del Palazzo dei gruppi parlamentari. E tra i destinatari del messaggio c'è anche Carla Ruocco del M5S, presidente della Commissione Finanze della Camera. Ma, rileva l'Adnkronos, alle 9.47 di oggi - a meno di un'ora dall'inizio del convegno - la segreteria della deputata cinquestelle risponde all'invito del cerimoniale con una domanda: "Per la Presidente On. Carla Ruocco è stato riservato un posto tra le autorità? Gradirei essere informato al (segue numero di telefono)".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
C'era una volta la lotta alla casta. L'occasione è di quelle solenni, parliamo di un convegno sulla Shoah, in vista del giorno della memoria. Presenti il presidente della Camera Roberto Fico, il sottosegretario a Palazzo Chigi Giancarlo Giorgetti, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, la presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni. Oltre a una folta delegazione di parlamentari.
Il giorno 17 gennaio l'Ufficio del Cerimoniale della Camera inoltra via mail l'invito ai deputati per il convegno 'Trasmettere ed insegnare la Shoah è impossibile?', organizzato oggi presso l'Aula del Palazzo dei gruppi parlamentari. E tra i destinatari del messaggio c'è anche Carla Ruocco del M5S, presidente della Commissione Finanze della Camera. Ma, rileva l'Adnkronos, alle 9.47 di oggi - a meno di un'ora dall'inizio del convegno - la segreteria della deputata cinquestelle risponde all'invito del cerimoniale con una domanda: "Per la Presidente On. Carla Ruocco è stato riservato un posto tra le autorità? Gradirei essere informato al (segue numero di telefono)".
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di Sergio Amici Il Senato dovrà pronunciarsi entro 60 giorni sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno Matteo Salvini e l'eventuale diniego dovrà essere approvato a maggioranza assoluta. Lo prevede la legge costituzionale numero 1 del 16 gennaio 1989, che disciplina la procedura relativa ai cosiddetti reati ministeriali indicata dall'articolo 96 della Costituzione.
In base a questa norma, "il presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale’’. Tale disposizione, con la relativa procedura, sono state appunto introdotte dalla legge numero 1 del 16 gennaio 1989, che rispetto al passato ha previsto l'introduzione come nuovo organo del Tribunale dei ministri. In passato infatti la norma costituzionale prevedeva che il presidente del Consiglio e i ministri fossero posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, con eventuale processo davanti alla Corte costituzionale. Prima che il caso approdasse di fronte a Camera e Senato, era previsto però un esame da parte della Commissione inquirente che decideva se esistessero elementi per procedere o archiviare.
La legge costituzionale del 1989 di cui stiamo parlando ha invece previsto una nuova procedura. Gli atti relativi a reati ministeriali vengono raccolti dalla Procura della Repubblica competente per territorio, che entro quindici giorni e senza compiere indagini li trasmette al Tribunale dei ministri con le sue richieste. Tale organo è istituito presso ogni capoluogo del distretto di Corte d’appello ed è formato da un collegio di tre membri effettivi e tre supplenti, estratti a sorte tra tutti i magistrati in servizio nei Tribunali del distretto che abbiano da almeno cinque anni la qualifica di magistrato di Tribunale o abbiano qualifica superiore.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
In base a questa norma, "il presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale’’. Tale disposizione, con la relativa procedura, sono state appunto introdotte dalla legge numero 1 del 16 gennaio 1989, che rispetto al passato ha previsto l'introduzione come nuovo organo del Tribunale dei ministri. In passato infatti la norma costituzionale prevedeva che il presidente del Consiglio e i ministri fossero posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, con eventuale processo davanti alla Corte costituzionale. Prima che il caso approdasse di fronte a Camera e Senato, era previsto però un esame da parte della Commissione inquirente che decideva se esistessero elementi per procedere o archiviare.
La legge costituzionale del 1989 di cui stiamo parlando ha invece previsto una nuova procedura. Gli atti relativi a reati ministeriali vengono raccolti dalla Procura della Repubblica competente per territorio, che entro quindici giorni e senza compiere indagini li trasmette al Tribunale dei ministri con le sue richieste. Tale organo è istituito presso ogni capoluogo del distretto di Corte d’appello ed è formato da un collegio di tre membri effettivi e tre supplenti, estratti a sorte tra tutti i magistrati in servizio nei Tribunali del distretto che abbiano da almeno cinque anni la qualifica di magistrato di Tribunale o abbiano qualifica superiore.
Re: "Salvini vada a processo", in M5S si apre fronte per il sì
Scritto da: News BOT
> di Antonio Atte
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> Sì al processo per Salvini. E' la posizione espressa da una fetta del gruppo parlamentare 5 Stelle al Senato, dopo che il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona in merito al caso della nave Diciotti. Storicamente, il M5S si è sempre schierato a favore dell'autorizzazione, fino ad arrivare all'ipotesi di abolire del tutto l'immunità parlamentare. In una diretta Facebook il ministro dell'Interno ha scandito: "Continuo e continuerò a lavorare per difendere i confini del mio Paese e la sicurezza degli italiani. Io non mollo". E ha aggiunto: "Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire sì o no, libero o innocente, a processo o no... Sono sicuro del voto dei senatori della Lega. Vedremo come voteranno tutti gli altri senatori, se ci sarà una maggioranza in Senato". A esprimersi dovrà essere prima la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e successivamente l'Aula.
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> Ha già le idee chiare Elena Fattori, senatrice 'ribelle' del M5S e e fiera oppositrice del decreto sicurezza voluto dal titolare del Viminale. "Se è disposto ad accettare le conseguenze delle sue azioni - dice all'Adnkronos - dovrebbe rinunciare all'immunità e accettare il percorso della giustizia come ogni cittadino... Se non rinuncia fa dichiarazioni ipocrite". "Ma cosa c'entra la maggioranza?", si chiede la grillina Paola Nugnes, replicando a Salvini. "Abbiamo votato per procedere anche nei confronti del nostro senatore Giarrusso. E' un fatto di principio, abbiamo sempre valutato che l'autorizzazione a procedere fosse un atto dovuto". "C'è una linea che il M5S ha sempre seguito rispetto a questo genere di votazioni", è il parere del parlamentare 5 Stelle torinese Alberto Airola. Al momento, prosegue, "non so dare una risposta precisa ma nessuno è mai stato sottratto alla giustizia da un voto" soprattutto "nel momento in cui ci si professa innocenti".
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https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2... 
Ma non era caduta l'accusa a Salvini?
> di Antonio Atte
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> Sì al processo per Salvini. E' la posizione espressa da una fetta del gruppo parlamentare 5 Stelle al Senato, dopo che il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona in merito al caso della nave Diciotti. Storicamente, il M5S si è sempre schierato a favore dell'autorizzazione, fino ad arrivare all'ipotesi di abolire del tutto l'immunità parlamentare. In una diretta Facebook il ministro dell'Interno ha scandito: "Continuo e continuerò a lavorare per difendere i confini del mio Paese e la sicurezza degli italiani. Io non mollo". E ha aggiunto: "Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire sì o no, libero o innocente, a processo o no... Sono sicuro del voto dei senatori della Lega. Vedremo come voteranno tutti gli altri senatori, se ci sarà una maggioranza in Senato". A esprimersi dovrà essere prima la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e successivamente l'Aula.
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> Ha già le idee chiare Elena Fattori, senatrice 'ribelle' del M5S e e fiera oppositrice del decreto sicurezza voluto dal titolare del Viminale. "Se è disposto ad accettare le conseguenze delle sue azioni - dice all'Adnkronos - dovrebbe rinunciare all'immunità e accettare il percorso della giustizia come ogni cittadino... Se non rinuncia fa dichiarazioni ipocrite". "Ma cosa c'entra la maggioranza?", si chiede la grillina Paola Nugnes, replicando a Salvini. "Abbiamo votato per procedere anche nei confronti del nostro senatore Giarrusso. E' un fatto di principio, abbiamo sempre valutato che l'autorizzazione a procedere fosse un atto dovuto". "C'è una linea che il M5S ha sempre seguito rispetto a questo genere di votazioni", è il parere del parlamentare 5 Stelle torinese Alberto Airola. Al momento, prosegue, "non so dare una risposta precisa ma nessuno è mai stato sottratto alla giustizia da un voto" soprattutto "nel momento in cui ci si professa innocenti".
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Ma non era caduta l'accusa a Salvini?
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Due presidenti, decine di migliaia di persone scese in piazza a Caracas e almeno 26 morti negli scontri (secondo una Ong locale): la tensione in Venezuela è alle stelle. Ieri Juan Guaidò, capo dell'Assemblea Nazionale di Caracas, il Parlamento dominato dall'opposizione, si è autoproclamato presidente ad interim, ottenendo il benestare del presidente americano Donald Trump, 'detronizzando' Nicolas Maduro che promette di mantenere saldamente il controllo del potere, nonostante il "colpo di stato" istigato dagli Usa. "Il governo che presiedo continuerà a governare", ha affermato all'evento di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte Suprema, dicendosi inoltre "preparato per affrontare tutte le difficoltà". Poi l'apertura al "dialogo" con l'opposizione, dicendosi pronto ad accettare la proposta di Messico e Uruguay di un'iniziativa diplomatica per promuovere una trattativa che porti a un "accordo di pace". "Parlare, ascoltarsi l'uno con l'altro, comprendersi" con "tutti gli attori politici... certo che sono d'accordo", ha detto Maduro intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte Suprema. "Il regime dell'ex presidente Nicolas Maduro è illegittimo", ha detto il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, partecipando alla riunione speciale del Consiglio permanente dell'Organizzazione degli Stati americani. Il suo regime, ha proseguito, è "moralmente fallito, economicamente incompetente e profondamente corrotto. E' antidemocratico nelle sue fondamenta". Per questo, ha concluso Pompeo, "consideriamo tutte le sue azioni illegittime e non valide".
Chi è Juan Guaidò
PERCHE' E' SCOPPIATO IL CAOS - Una mossa che arriva a pochi giorni dal giuramento di Maduro che il 10 gennaio scorso si è insediato, avviando il suo secondo mandato presidenziale. Mandato che l'opposizione però non ha mai riconosciuto. Così come i 13 paesi del 'gruppo di Lima' (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Saint Lucia) secondo i quali le elezioni dello scorso maggio "mancavano di legittimità" perché non vi hanno potuto partecipare tutti i partiti politici, non vi erano osservatori internazionali e mancavano di standard e garanzie per un voto "equo, libero e trasparente". Sia l'opposizione sia i 13 paesi, oltre agli Stati Uniti, chiedono che Maduro trasferisca i suoi poteri all'Assemblea nazionale, il parlamento dominato dall'opposizione.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/01/24/...
Chi è Juan Guaidò
PERCHE' E' SCOPPIATO IL CAOS - Una mossa che arriva a pochi giorni dal giuramento di Maduro che il 10 gennaio scorso si è insediato, avviando il suo secondo mandato presidenziale. Mandato che l'opposizione però non ha mai riconosciuto. Così come i 13 paesi del 'gruppo di Lima' (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e Saint Lucia) secondo i quali le elezioni dello scorso maggio "mancavano di legittimità" perché non vi hanno potuto partecipare tutti i partiti politici, non vi erano osservatori internazionali e mancavano di standard e garanzie per un voto "equo, libero e trasparente". Sia l'opposizione sia i 13 paesi, oltre agli Stati Uniti, chiedono che Maduro trasferisca i suoi poteri all'Assemblea nazionale, il parlamento dominato dall'opposizione.
Black Woman Destroys White Privilege Myth
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https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"
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di Antonio Atte
Sì al processo per Salvini. E' la posizione espressa da una fetta del gruppo parlamentare 5 Stelle al Senato, dopo che il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona in merito al caso della nave Diciotti. Storicamente, il M5S si è sempre schierato a favore dell'autorizzazione, fino ad arrivare all'ipotesi di abolire del tutto l'immunità parlamentare. In una diretta Facebook il ministro dell'Interno ha scandito: "Continuo e continuerò a lavorare per difendere i confini del mio Paese e la sicurezza degli italiani. Io non mollo". E ha aggiunto: "Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire sì o no, libero o innocente, a processo o no... Sono sicuro del voto dei senatori della Lega. Vedremo come voteranno tutti gli altri senatori, se ci sarà una maggioranza in Senato". A esprimersi dovrà essere prima la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e successivamente l'Aula.
Ha già le idee chiare Elena Fattori, senatrice 'ribelle' del M5S e e fiera oppositrice del decreto sicurezza voluto dal titolare del Viminale. "Se è disposto ad accettare le conseguenze delle sue azioni - dice all'Adnkronos - dovrebbe rinunciare all'immunità e accettare il percorso della giustizia come ogni cittadino... Se non rinuncia fa dichiarazioni ipocrite". "Ma cosa c'entra la maggioranza?", si chiede la grillina Paola Nugnes, replicando a Salvini. "Abbiamo votato per procedere anche nei confronti del nostro senatore Giarrusso. E' un fatto di principio, abbiamo sempre valutato che l'autorizzazione a procedere fosse un atto dovuto". "C'è una linea che il M5S ha sempre seguito rispetto a questo genere di votazioni", è il parere del parlamentare 5 Stelle torinese Alberto Airola. Al momento, prosegue, "non so dare una risposta precisa ma nessuno è mai stato sottratto alla giustizia da un voto" soprattutto "nel momento in cui ci si professa innocenti".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
Sì al processo per Salvini. E' la posizione espressa da una fetta del gruppo parlamentare 5 Stelle al Senato, dopo che il Tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona in merito al caso della nave Diciotti. Storicamente, il M5S si è sempre schierato a favore dell'autorizzazione, fino ad arrivare all'ipotesi di abolire del tutto l'immunità parlamentare. In una diretta Facebook il ministro dell'Interno ha scandito: "Continuo e continuerò a lavorare per difendere i confini del mio Paese e la sicurezza degli italiani. Io non mollo". E ha aggiunto: "Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire sì o no, libero o innocente, a processo o no... Sono sicuro del voto dei senatori della Lega. Vedremo come voteranno tutti gli altri senatori, se ci sarà una maggioranza in Senato". A esprimersi dovrà essere prima la giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e successivamente l'Aula.
Ha già le idee chiare Elena Fattori, senatrice 'ribelle' del M5S e e fiera oppositrice del decreto sicurezza voluto dal titolare del Viminale. "Se è disposto ad accettare le conseguenze delle sue azioni - dice all'Adnkronos - dovrebbe rinunciare all'immunità e accettare il percorso della giustizia come ogni cittadino... Se non rinuncia fa dichiarazioni ipocrite". "Ma cosa c'entra la maggioranza?", si chiede la grillina Paola Nugnes, replicando a Salvini. "Abbiamo votato per procedere anche nei confronti del nostro senatore Giarrusso. E' un fatto di principio, abbiamo sempre valutato che l'autorizzazione a procedere fosse un atto dovuto". "C'è una linea che il M5S ha sempre seguito rispetto a questo genere di votazioni", è il parere del parlamentare 5 Stelle torinese Alberto Airola. Al momento, prosegue, "non so dare una risposta precisa ma nessuno è mai stato sottratto alla giustizia da un voto" soprattutto "nel momento in cui ci si professa innocenti".
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"E' stato un colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti come quello in Cile contro Allende nel '73". Non ha nessun dubbio Giorgio Cremaschi ex Fiom, nella delegazione internazionale che osservò le elezioni in Venezuela che incoronarono Nicola Maduro presidente, ad attaccare duramente l'autoproclamazione di Juan Guaidò. "Che la situazione economica sia drammatica è vero anche dopo il boicottaggio internazionale", dice conversando con l'Adnkronos.
"Ho partecipato alle elezioni come osservatore in una delegazione di cui faceva parte anche l'ex presidente del governo spagnolo Josè Zapatero e ho potuto constatare che sono state elezioni libere e regolari e che Maduro è un presidente regolarmente eletto a cui va tutto il mio sostegno", conclude.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
"Ho partecipato alle elezioni come osservatore in una delegazione di cui faceva parte anche l'ex presidente del governo spagnolo Josè Zapatero e ho potuto constatare che sono state elezioni libere e regolari e che Maduro è un presidente regolarmente eletto a cui va tutto il mio sostegno", conclude.
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La Sea Watch3 si sta dirigendo verso la Sicilia per cercare riparo dalle mareggiate, ma non ha ancora trovato un porto dove far sbarcare i 47 migranti che ha a bordo da sabato. E' quanto ha detto alla Dpa il portavoce dell'organizzazione umanitaria tedesca Sea Watch, Ruben Neugebauer, che gestisce l'unica nave di soccorso dispiegata al largo della costa libica. "Ci stiamo dirigendo verso la Sicilia orientale poiché sta arrivando una tempesta da ovest", ha affermato. "La parte orientale della Sicilia è l'unico posto in cui saremo un po' più al riparo dal maltempo", ha spiegato, aggiungendo che all'imbarcazione, da ore in balia di onde alte sette metri, pioggia e forte vento, viene negato un ormeggio sia dall'Italia che da Malta. "I Paesi europei dovrebbero vergognarsi, soprattutto dopo lo scorso fine settimana", ha detto Neugebauer, riferendosi ai recenti eventi nel Mediterraneo centrale.
Ma per il ministro Matteo Salvini si tratta dell'"ennesima provocazione in vista: dopo aver sostato per giorni in acque maltesi - scrive infatti il vicepremier su Facebook -, la nave olandese Sea Watch3 con 47 a bordo si sta dirigendo verso le nostre coste. Ribadisco che la nostra linea non cambia, né cambierà. Nessuno sbarcherà in Italia. Pronti a mandare medicine, viveri e ciò che dovesse servire - sottolinea ancora -, ma i porti italiani sono e resteranno chiusi". Dello stesso avviso il ministro Luigi Di Maio: "La nave Ong Sea Watch, che sta navigando verso la Sicilia - commenta su Facebook -, avrà da parte del governo italiano, qualora ne avesse bisogno, supporto medico e sanitario. Dopo di che, invito a puntare la prua verso Marsiglia e far sbarcare le persone sul suolo francese, anziché aspettare inutilmente nelle acque italiane per giorni", scrive, postando anche una mappa della città francese. "Come stabilito a giugno 2018 nel consiglio europeo, le responsabilità dell'Europa sull'immigrazione sono condivise. Sul Mediterraneo non si affacciano solo l'Italia, la Grecia o la Spagna. Ma anche la Francia. E deve fare la sua parte", rimarca quindi il capo politico del M5S.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/01/2...
Ma per il ministro Matteo Salvini si tratta dell'"ennesima provocazione in vista: dopo aver sostato per giorni in acque maltesi - scrive infatti il vicepremier su Facebook -, la nave olandese Sea Watch3 con 47 a bordo si sta dirigendo verso le nostre coste. Ribadisco che la nostra linea non cambia, né cambierà. Nessuno sbarcherà in Italia. Pronti a mandare medicine, viveri e ciò che dovesse servire - sottolinea ancora -, ma i porti italiani sono e resteranno chiusi". Dello stesso avviso il ministro Luigi Di Maio: "La nave Ong Sea Watch, che sta navigando verso la Sicilia - commenta su Facebook -, avrà da parte del governo italiano, qualora ne avesse bisogno, supporto medico e sanitario. Dopo di che, invito a puntare la prua verso Marsiglia e far sbarcare le persone sul suolo francese, anziché aspettare inutilmente nelle acque italiane per giorni", scrive, postando anche una mappa della città francese. "Come stabilito a giugno 2018 nel consiglio europeo, le responsabilità dell'Europa sull'immigrazione sono condivise. Sul Mediterraneo non si affacciano solo l'Italia, la Grecia o la Spagna. Ma anche la Francia. E deve fare la sua parte", rimarca quindi il capo politico del M5S.