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> Scritto da: Mattia
> > Il tizio che ha sparato e ucciso delle persone in una manifestazione di Black Lives Matter è stato assolto.
>
> Avevo letto qualcosa e forse anche postato qui l'assoluzione, praticamente era inevitabile perché era legittima difesa.
Esatto, però qualcuno (compreso Shy) fa notare che le leggi americane sono abbastanza fuori di testa, perché in pratica permettono a un cretino qualsiasi di andare per strada con un fucile a fare il poliziotto, con ovvie conseguenze.
La salvaguardia dell'ordine pubblico deve essere un monopolio statale e per tale scopo lo stato si deve avvalere di professionisti adeguatamente formati e selezionati (e in USA sono carenti anche in questo).
**Modificato dall'autore il 10.12.2021 12:26**
> Scritto da: Mattia
> > Il tizio che ha sparato e ucciso delle persone in una manifestazione di Black Lives Matter è stato assolto.
>
> Avevo letto qualcosa e forse anche postato qui l'assoluzione, praticamente era inevitabile perché era legittima difesa.
Esatto, però qualcuno (compreso Shy) fa notare che le leggi americane sono abbastanza fuori di testa, perché in pratica permettono a un cretino qualsiasi di andare per strada con un fucile a fare il poliziotto, con ovvie conseguenze.
La salvaguardia dell'ordine pubblico deve essere un monopolio statale e per tale scopo lo stato si deve avvalere di professionisti adeguatamente formati e selezionati (e in USA sono carenti anche in questo).
**Modificato dall'autore il 10.12.2021 12:26**
NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
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Non Autenticato
il 2021-12-10 04:57:05.0 alle 2021-12-10 04:57:05.0
Scritto da: Mattia
> Il tizio che ha sparato e ucciso delle persone in una manifestazione di Black Lives Matter è stato assolto.
Avevo letto qualcosa e forse anche postato qui l'assoluzione, praticamente era inevitabile perché era legittima difesa.
> Il tizio che ha sparato e ucciso delle persone in una manifestazione di Black Lives Matter è stato assolto.
Avevo letto qualcosa e forse anche postato qui l'assoluzione, praticamente era inevitabile perché era legittima difesa.
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Il tizio che ha sparato e ucciso delle persone in una manifestazione di Black Lives Matter è stato assolto.
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> Scritto da: Mattia
> >
>
> Non so cos'abbia tanto adontato Boldrin e non certo quel che rogna a me, ma grazie a questo bonus inventato da un governo di dementi, nei dintorni di Chieri una cascina del 1600 è stata ricoperta di plastica poi rivestita di finti mattoni, distruggendo l'orditura originale del tetto.
>
> Chissà quante altre case tradizionali sono state deturpate da questa iniziativa.
>
> Se parliamo d'ambiente dobbiamo intenderci almeno su cosa sia.
Boldrin dice che è un trasferimento di denaro dai meno abbienti ai più abbienti, ma il motivo per cui abbandona la live (per poi rientrarci) è che non sopporta i politici che fanno comizi. Lui vuole che rispondano alle domande in maniera secca e senza girarci intorno facendo campagna elettorale.
> Scritto da: Mattia
> >
>
> Non so cos'abbia tanto adontato Boldrin e non certo quel che rogna a me, ma grazie a questo bonus inventato da un governo di dementi, nei dintorni di Chieri una cascina del 1600 è stata ricoperta di plastica poi rivestita di finti mattoni, distruggendo l'orditura originale del tetto.
>
> Chissà quante altre case tradizionali sono state deturpate da questa iniziativa.
>
> Se parliamo d'ambiente dobbiamo intenderci almeno su cosa sia.
Boldrin dice che è un trasferimento di denaro dai meno abbienti ai più abbienti, ma il motivo per cui abbandona la live (per poi rientrarci) è che non sopporta i politici che fanno comizi. Lui vuole che rispondano alle domande in maniera secca e senza girarci intorno facendo campagna elettorale.
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Non Autenticato
il 2021-12-09 18:39:57.0 alle 2021-12-09 18:39:57.0
Scritto da: Mattia
>
Non so cos'abbia tanto adontato Boldrin e non certo quel che rogna a me, ma grazie a questo bonus inventato da un governo di dementi, nei dintorni di Chieri una cascina del 1600 è stata ricoperta di plastica poi rivestita di finti mattoni, distruggendo l'orditura originale del tetto.
Chissà quante altre case tradizionali sono state deturpate da questa iniziativa.
Se parliamo d'ambiente dobbiamo intenderci almeno su cosa sia.
>
Non so cos'abbia tanto adontato Boldrin e non certo quel che rogna a me, ma grazie a questo bonus inventato da un governo di dementi, nei dintorni di Chieri una cascina del 1600 è stata ricoperta di plastica poi rivestita di finti mattoni, distruggendo l'orditura originale del tetto.
Chissà quante altre case tradizionali sono state deturpate da questa iniziativa.
Se parliamo d'ambiente dobbiamo intenderci almeno su cosa sia.
MA checcazzo ne so
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https://forum.termometropolitico.it/827198-lega-fd... 
Di recente si è discusso sulla possibilità di sciogliere partiti dichiaratamente fascisti come Forza Nuova, ma il Partito si spinge più in là: noi riteniamo che non solo i partiti dichiaratamente fascisti vadano sciolti, ma che vadano sciolte tutte le forze politiche che contengano al loro interno diversi esponenti che incitano all'odio nei confronti delle minoranze, indipendentemente dal fatto che siano o meno fascisti.
Infatti il problema in sé non è semplicemente dichiararsi fascisti, ma portare nella politica quei disvalori che piacciono ai fascisti. È ingenuo pensare che Hitler la prossima volta tornerà nuovamente con la svastica: se e quando tornerà, lo farà con una veste nuova, con un simbolo nuovo, quindi a cosa serve vietare semplicemente la svastica? Sono i disvalori associati a quel simbolo che vanno vietati in politica, in maniera tal che potremo impedire anche al prossimo Hitler di andare al governo.
Per noi del Partito la questione è semplice: dentro Lega e FDI ci sono tanti conservatori moderati? Se questo è vero, allora non sarà un problema per questi partiti ripulirsi dalla feccia nera per poi tornare a essere eleggibili. L'idea non è quella di bandire i due partiti per sempre, ma solo di obbligarli a ripulirsi.
**Modificato dall'autore il 08.12.2021 19:01**

Di recente si è discusso sulla possibilità di sciogliere partiti dichiaratamente fascisti come Forza Nuova, ma il Partito si spinge più in là: noi riteniamo che non solo i partiti dichiaratamente fascisti vadano sciolti, ma che vadano sciolte tutte le forze politiche che contengano al loro interno diversi esponenti che incitano all'odio nei confronti delle minoranze, indipendentemente dal fatto che siano o meno fascisti.
Infatti il problema in sé non è semplicemente dichiararsi fascisti, ma portare nella politica quei disvalori che piacciono ai fascisti. È ingenuo pensare che Hitler la prossima volta tornerà nuovamente con la svastica: se e quando tornerà, lo farà con una veste nuova, con un simbolo nuovo, quindi a cosa serve vietare semplicemente la svastica? Sono i disvalori associati a quel simbolo che vanno vietati in politica, in maniera tal che potremo impedire anche al prossimo Hitler di andare al governo.
Per noi del Partito la questione è semplice: dentro Lega e FDI ci sono tanti conservatori moderati? Se questo è vero, allora non sarà un problema per questi partiti ripulirsi dalla feccia nera per poi tornare a essere eleggibili. L'idea non è quella di bandire i due partiti per sempre, ma solo di obbligarli a ripulirsi.
**Modificato dall'autore il 08.12.2021 19:01**
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> Scritto da: Mattia
> > https://forum.termometropolitico.it/827109-marco-l...
> >
> > Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.
> >
> > Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.
> >
> > Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?
> >
> > Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.
>
> Che guadagni? Nun ce la magnamo?
>
> Oppure: Marco e Lisa hanno impiegato tot tempo a fare la torta, che moltiplicato per una paga oraria convenzionale fa una certa somma. Gianfranco ha impiegato tot tempo ad andare a comprare gli ingredienti, che equivale a un'altra somma, a cui aggiungere la spesa per gli ingredienti. Si può calcolare così, ma assumere convenzionalmente parti uguali è più semplice. Inoltre stando a guardare le pulci, cioè ogni volta che le regole sono complicate, qualcuni inizierà a fare il furbo e Gianfranco ci metterà molto tempo ad andare a comprare e gli altri due a impastare e informare. Decidere per parti uguali in questo caso elimina terreno a molte furberie, e infine si può anche stabilire che la volta seguente Marco farà le compere e gli altri due cucineranno, poi le compere le farà Lisa e così via.
>
> Ma con un'azienda non è così semplice, perché il proprietario dell'azienda si assume il rischio d'impresa. Un'azienda è come un patto in cui uno si assume rischi e mal di pancia in cambio della potenziale prospettiva di guadagnare molti soldi, mentre altri desiderano una vita più tranquilla accontentandosi di meno soldi.
Ovviamente la divisione in parti uguali è una semplificazione, ma il punto della questione è discutere su chi sia il proprietario del prodotto finito e la risposta è che tutti coloro che l'hanno realizzato sono comproprietari: non è che il proprietario sia solo quello che ci ha messo i soldi, perché con i soldi da soli il prodotto non esisterebbe.
Un'altra questione importante da capire è che in linea di principio i lavoratori sono tutti ugualmente importanti nella realizzazione del prodotto, dal momento che è difficile determinare quale sia la parte che più di tutte suscita emozione nel consumatore.
Uno potrebbe per esempio pensare che se un gioco di Nintendo ha successo il merito è soprattutto di Miyamoto (direttore creativo, che inventa i giochi) e che le colonne sonore siano solo accessorie (la ciliegina sulla torta), ma io sono pronto a giurare che nel caso di Zelda siano le colonne sonore di Koji Kondo ad avermi trascinato dentro.
Non perché il gioco non abbia altre qualità, ma perché l'atmosfera del gioco (che comprende la colonne sonore) sono la prima cosa che ti cattura e che ti motiva ad addentrarti nel gioco.
Miyamoto è milionario. Koji Kondo quanto viene pagato? Non lo so.
D'altra parte senza la persona che ha tradotto il gioco in inglese/italiano non sarei proprio riuscito a giocarci, perché non avrei capito un tubo. Senza gli addetti del reparto vendite che si sono assicurati che il gioco venisse esportato in Europa, noi europei il gioco non lo conosceremmo neppure, tranne un pubblico di nicchia che si interessa alla cultura giapponese.
Morale della favola: un'ora di lavoro di un prodotto di successo in teoria ha uguale valore per tutti i lavoratori, però qualcuno deve lavorarci tante ore e qualcun'altro meno ore.
Il proprietario dell'azienda si assume il rischio finanziario, ma i lavoratori si assumono altri rischi. In easyJet sono piloti e assistenti di volo che rischiano di spiattellarsi a ogni atterraggio, non gli azionisti.
Inoltre quando i rischi dell'imprenditore vanno male anche i lavoratori spesso perdono il lavoro, quindi i lavoratori si assumono anch'essi i rischi di impresa nella misura in cui possono perdere il lavoro in qualsiasi momento.
**Modificato dall'autore il 07.12.2021 02:16**
> Scritto da: Mattia
> > https://forum.termometropolitico.it/827109-marco-l...

> >
> > Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.
> >
> > Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.
> >
> > Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?
> >
> > Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.
>
> Che guadagni? Nun ce la magnamo?
>
> Oppure: Marco e Lisa hanno impiegato tot tempo a fare la torta, che moltiplicato per una paga oraria convenzionale fa una certa somma. Gianfranco ha impiegato tot tempo ad andare a comprare gli ingredienti, che equivale a un'altra somma, a cui aggiungere la spesa per gli ingredienti. Si può calcolare così, ma assumere convenzionalmente parti uguali è più semplice. Inoltre stando a guardare le pulci, cioè ogni volta che le regole sono complicate, qualcuni inizierà a fare il furbo e Gianfranco ci metterà molto tempo ad andare a comprare e gli altri due a impastare e informare. Decidere per parti uguali in questo caso elimina terreno a molte furberie, e infine si può anche stabilire che la volta seguente Marco farà le compere e gli altri due cucineranno, poi le compere le farà Lisa e così via.
>
> Ma con un'azienda non è così semplice, perché il proprietario dell'azienda si assume il rischio d'impresa. Un'azienda è come un patto in cui uno si assume rischi e mal di pancia in cambio della potenziale prospettiva di guadagnare molti soldi, mentre altri desiderano una vita più tranquilla accontentandosi di meno soldi.
Ovviamente la divisione in parti uguali è una semplificazione, ma il punto della questione è discutere su chi sia il proprietario del prodotto finito e la risposta è che tutti coloro che l'hanno realizzato sono comproprietari: non è che il proprietario sia solo quello che ci ha messo i soldi, perché con i soldi da soli il prodotto non esisterebbe.
Un'altra questione importante da capire è che in linea di principio i lavoratori sono tutti ugualmente importanti nella realizzazione del prodotto, dal momento che è difficile determinare quale sia la parte che più di tutte suscita emozione nel consumatore.
Uno potrebbe per esempio pensare che se un gioco di Nintendo ha successo il merito è soprattutto di Miyamoto (direttore creativo, che inventa i giochi) e che le colonne sonore siano solo accessorie (la ciliegina sulla torta), ma io sono pronto a giurare che nel caso di Zelda siano le colonne sonore di Koji Kondo ad avermi trascinato dentro.
Non perché il gioco non abbia altre qualità, ma perché l'atmosfera del gioco (che comprende la colonne sonore) sono la prima cosa che ti cattura e che ti motiva ad addentrarti nel gioco.
Miyamoto è milionario. Koji Kondo quanto viene pagato? Non lo so.
D'altra parte senza la persona che ha tradotto il gioco in inglese/italiano non sarei proprio riuscito a giocarci, perché non avrei capito un tubo. Senza gli addetti del reparto vendite che si sono assicurati che il gioco venisse esportato in Europa, noi europei il gioco non lo conosceremmo neppure, tranne un pubblico di nicchia che si interessa alla cultura giapponese.
Morale della favola: un'ora di lavoro di un prodotto di successo in teoria ha uguale valore per tutti i lavoratori, però qualcuno deve lavorarci tante ore e qualcun'altro meno ore.
Il proprietario dell'azienda si assume il rischio finanziario, ma i lavoratori si assumono altri rischi. In easyJet sono piloti e assistenti di volo che rischiano di spiattellarsi a ogni atterraggio, non gli azionisti.
Inoltre quando i rischi dell'imprenditore vanno male anche i lavoratori spesso perdono il lavoro, quindi i lavoratori si assumono anch'essi i rischi di impresa nella misura in cui possono perdere il lavoro in qualsiasi momento.
**Modificato dall'autore il 07.12.2021 02:16**
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Non Autenticato
il 2021-12-06 20:00:47.0 alle 2021-12-06 20:00:47.0
Scritto da: Mattia
> https://forum.termometropolitico.it/827109-marco-l...
>
> Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.
>
> Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.
>
> Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?
>
> Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.
Che guadagni? Nun ce la magnamo?
Oppure: Marco e Lisa hanno impiegato tot tempo a fare la torta, che moltiplicato per una paga oraria convenzionale fa una certa somma. Gianfranco ha impiegato tot tempo ad andare a comprare gli ingredienti, che equivale a un'altra somma, a cui aggiungere la spesa per gli ingredienti. Si può calcolare così, ma assumere convenzionalmente parti uguali è più semplice. Inoltre stando a guardare le pulci, cioè ogni volta che le regole sono complicate, qualcuni inizierà a fare il furbo e Gianfranco ci metterà molto tempo ad andare a comprare e gli altri due a impastare e informare. Decidere per parti uguali in questo caso elimina terreno a molte furberie, e infine si può anche stabilire che la volta seguente Marco farà le compere e gli altri due cucineranno, poi le compere le farà Lisa e così via.
Ma con un'azienda non è così semplice, perché il proprietario dell'azienda si assume il rischio d'impresa. Un'azienda è come un patto in cui uno si assume rischi e mal di pancia in cambio della potenziale prospettiva di guadagnare molti soldi, mentre altri desiderano una vita più tranquilla accontentandosi di meno soldi.
> https://forum.termometropolitico.it/827109-marco-l...

>
> Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.
>
> Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.
>
> Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?
>
> Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.
Che guadagni? Nun ce la magnamo?
Oppure: Marco e Lisa hanno impiegato tot tempo a fare la torta, che moltiplicato per una paga oraria convenzionale fa una certa somma. Gianfranco ha impiegato tot tempo ad andare a comprare gli ingredienti, che equivale a un'altra somma, a cui aggiungere la spesa per gli ingredienti. Si può calcolare così, ma assumere convenzionalmente parti uguali è più semplice. Inoltre stando a guardare le pulci, cioè ogni volta che le regole sono complicate, qualcuni inizierà a fare il furbo e Gianfranco ci metterà molto tempo ad andare a comprare e gli altri due a impastare e informare. Decidere per parti uguali in questo caso elimina terreno a molte furberie, e infine si può anche stabilire che la volta seguente Marco farà le compere e gli altri due cucineranno, poi le compere le farà Lisa e così via.
Ma con un'azienda non è così semplice, perché il proprietario dell'azienda si assume il rischio d'impresa. Un'azienda è come un patto in cui uno si assume rischi e mal di pancia in cambio della potenziale prospettiva di guadagnare molti soldi, mentre altri desiderano una vita più tranquilla accontentandosi di meno soldi.
Tua madre succhia cazzi all'inferno
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http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
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Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.
Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.
Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?
Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.
Sono fiducioso che molte persone riescano a capire la razionalità della mia conclusione, ma allora perché molti diventano irrazionali quando si parla di cose molto più grandi come un'azienda? Quando noi socialisti diciamo che i lavoratori devono ricevere una retribuzione adeguata per il loro lavoro stiamo banalmente dicendo che è un loro diritto perché la torta che l'azienda produce non esisterebbe senza il loro lavoro, quindi loro sono proprietari della torta tanto quanto lo è l'imprenditore che mette i soldi per gli ingredienti: l'imprenditore non può essere proprietario della torta più di quanto lo siano le persone che hanno lavorato per realizzarla, eppure secondo le regole capitaliste la torta è solo di proprietà di quello che ci ha messo i soldi.
I liberisti allora ritengono che siccome l'imprenditore è proprietario decide lui quanto pagare i lavoratori, non può essere il diritto a farlo.
Quando si parla di salari minimi legali i liberisti se ne escono sempre con lo spauracchio che diminuiranno i posti di lavoro, ma tralasciando il fatto che in Svizzera francese i posti di lavoro sono aumentati dopo l'introduzione del salario minimo, perché dovremmo preoccuparci dell'andamento della macroeconomia quando si parla di DIRITTI delle persone???
È come se uno dicesse "se aboliamo la schiavitù ci sarà una riduzione del PIL" oppure "se vietiamo il sicariato diminuiranno i posti di lavoro". Simili obiezioni sottintendono che l'andamento della macroeconomia sia più importante dell'etica, mentre per il Partito è più importante l'etica.
**Modificato dall'autore il 06.12.2021 19:38**

Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.
Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.
Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?
Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.
Sono fiducioso che molte persone riescano a capire la razionalità della mia conclusione, ma allora perché molti diventano irrazionali quando si parla di cose molto più grandi come un'azienda? Quando noi socialisti diciamo che i lavoratori devono ricevere una retribuzione adeguata per il loro lavoro stiamo banalmente dicendo che è un loro diritto perché la torta che l'azienda produce non esisterebbe senza il loro lavoro, quindi loro sono proprietari della torta tanto quanto lo è l'imprenditore che mette i soldi per gli ingredienti: l'imprenditore non può essere proprietario della torta più di quanto lo siano le persone che hanno lavorato per realizzarla, eppure secondo le regole capitaliste la torta è solo di proprietà di quello che ci ha messo i soldi.
I liberisti allora ritengono che siccome l'imprenditore è proprietario decide lui quanto pagare i lavoratori, non può essere il diritto a farlo.
Quando si parla di salari minimi legali i liberisti se ne escono sempre con lo spauracchio che diminuiranno i posti di lavoro, ma tralasciando il fatto che in Svizzera francese i posti di lavoro sono aumentati dopo l'introduzione del salario minimo, perché dovremmo preoccuparci dell'andamento della macroeconomia quando si parla di DIRITTI delle persone???
È come se uno dicesse "se aboliamo la schiavitù ci sarà una riduzione del PIL" oppure "se vietiamo il sicariato diminuiranno i posti di lavoro". Simili obiezioni sottintendono che l'andamento della macroeconomia sia più importante dell'etica, mentre per il Partito è più importante l'etica.
**Modificato dall'autore il 06.12.2021 19:38**
Politica
https://forum.termometropolitico.it/827000-marxism... 
In questi giorni abbiamo letto il brillante intervento di @THE MATRIX che paragona il comunismo al fascismo: https://forum.termometropolitico.it/826623-davvero...
Visto che è un paragone che viene spesso fatto il Partito vuole rispondere una volta per tutte a questa cazzata.
Come dice il titolo di questa discussione, il marxismo è un'ulteriore evoluzione del liberalismo, quindi non ha nessun senso affermare che il marxismo è vicino al fascismo: se mai a essere più vicino al fascismo è il liberalismo.
Fascismo=assenza di diritti del cittadino.
Liberalismo=riconoscimento di alcuni diritti del cittadino.
Marxismo=riconoscimento di ulteriori diritti del cittadino, senza negare i diritti fondamentali del cittadino affermati dal liberalismo. I marxisti chiedono più diritti e non meno diritti rispetto ai liberali.
I liberali hanno il grande merito di aver gettato i primi diritti, questo lo riconosceva anche Marx. Il fatto è che nell'800 e nel 900 il liberalismo era una cosa progressista, un grande passo avanti rispetto a quello che c'era prima e anche ad altre cose che sono venute dopo, come fascismo e nazismo.
Però nel 2021 ragionare ancora come i liberali dell'800 significa essere teste di cazzo.
Nel 2021 essere illuministi significa sostenere come minimo la socialdemocrazia. Tutto quello che c'è più a destra della socialdemocrazia è conservatorismo.
Se essere liberali era un merito nel 1800, oggi invece è una colpa: la colpa è quella di ostacolare un ulteriore progresso dei diritti umani.
Comunque THE MATRIX non è che abbia scritto una totale fesseria, c'è del vero in quello che ha scritto: purtroppo quel tipo di socialismo che ha preso il potere qua e là nel mondo (lo chiameremo "stalinismo") è vicino al fascismo, ha ben poco a che fare con il marxismo.
Se il discorso è questo il Partito è d'accordo, ma se invece qualcuno intende sostenere che i marxisti o il Partito siano simili ai fascisti allora compie un atto diffamatorio.
Se qualcuno osa sostenere che il Partito è vicino al fascismo lo portiamo in tribunale per diffamazione.
Noi riteniamo che i paesi che più di tutti si siano avvicinati al marxismo siano quelli scandinavi, non certo l'URSS o la DDR.
**Modificato dall'autore il 03.12.2021 17:06**

In questi giorni abbiamo letto il brillante intervento di @THE MATRIX che paragona il comunismo al fascismo: https://forum.termometropolitico.it/826623-davvero...

Visto che è un paragone che viene spesso fatto il Partito vuole rispondere una volta per tutte a questa cazzata.
Come dice il titolo di questa discussione, il marxismo è un'ulteriore evoluzione del liberalismo, quindi non ha nessun senso affermare che il marxismo è vicino al fascismo: se mai a essere più vicino al fascismo è il liberalismo.
Fascismo=assenza di diritti del cittadino.
Liberalismo=riconoscimento di alcuni diritti del cittadino.
Marxismo=riconoscimento di ulteriori diritti del cittadino, senza negare i diritti fondamentali del cittadino affermati dal liberalismo. I marxisti chiedono più diritti e non meno diritti rispetto ai liberali.
I liberali hanno il grande merito di aver gettato i primi diritti, questo lo riconosceva anche Marx. Il fatto è che nell'800 e nel 900 il liberalismo era una cosa progressista, un grande passo avanti rispetto a quello che c'era prima e anche ad altre cose che sono venute dopo, come fascismo e nazismo.
Però nel 2021 ragionare ancora come i liberali dell'800 significa essere teste di cazzo.
Nel 2021 essere illuministi significa sostenere come minimo la socialdemocrazia. Tutto quello che c'è più a destra della socialdemocrazia è conservatorismo.
Se essere liberali era un merito nel 1800, oggi invece è una colpa: la colpa è quella di ostacolare un ulteriore progresso dei diritti umani.
Comunque THE MATRIX non è che abbia scritto una totale fesseria, c'è del vero in quello che ha scritto: purtroppo quel tipo di socialismo che ha preso il potere qua e là nel mondo (lo chiameremo "stalinismo") è vicino al fascismo, ha ben poco a che fare con il marxismo.
Se il discorso è questo il Partito è d'accordo, ma se invece qualcuno intende sostenere che i marxisti o il Partito siano simili ai fascisti allora compie un atto diffamatorio.
Se qualcuno osa sostenere che il Partito è vicino al fascismo lo portiamo in tribunale per diffamazione.
Noi riteniamo che i paesi che più di tutti si siano avvicinati al marxismo siano quelli scandinavi, non certo l'URSS o la DDR.
**Modificato dall'autore il 03.12.2021 17:06**
Immacolata concezione
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Politica
https://forum.termometropolitico.it/826875-aziende... 
Michele Boldrin sostiene che lo stato debba creare aziende pubbliche solo quando non ci sono aziende private che forniscono un determinato bene o servizio alla qualità domandata dalla popolazione.
Questo significa ad esempio che se nessuna azienda privata vuole investire per creare un collegamento telefonico a Kokkanamo (paese di fantasia) ma la popolazione di Kokkanamo lo vuole, allora lo stato può creare un provider telefonico pubblico per fornire il servizio alla popolazione di Kokkanamo.
Allo stesso tempo, lo stato dovrebbe invece evitare di portare un provider telefonico pubblico dove i provider telefonici privati hanno investito.
Quelle di Boldrin sono posizioni liberiste e noi del Partito ne abbiamo altre.
Quando è che lo stato deve creare un'azienda pubblica?
In due casi, oltre al caso correttamente individuato da Boldrin:
1) Per i beni e servizi di prima necessità, cioè quelli senza i quali un essere umano cadrebbe in condizioni umanamente degradanti. In questo caso lo scopo è quello di calmierare i prezzi dei beni di prima necessità. Le aziende pubbliche devono fissarsi l'obbiettivo di avere prezzi sottomercato.
2) Per i beni e servizi non di prima necessità ma per i quali esiste una domanda elevata. In questo caso lo scopo è fare profitto, per poi distribuirlo a tutta la popolazione. Le aziende pubbliche a scopo di profitto rendono ricca la nazione e la popolazione, differentemente dalle aziende private che arricchiscono solo una manciata di privilegiati.
Per farla breve, lo stato deve tenersi fuori solo nei beni e servizi che non sono di prima necessità e per cui non c'è una domanda elevata.

Michele Boldrin sostiene che lo stato debba creare aziende pubbliche solo quando non ci sono aziende private che forniscono un determinato bene o servizio alla qualità domandata dalla popolazione.
Questo significa ad esempio che se nessuna azienda privata vuole investire per creare un collegamento telefonico a Kokkanamo (paese di fantasia) ma la popolazione di Kokkanamo lo vuole, allora lo stato può creare un provider telefonico pubblico per fornire il servizio alla popolazione di Kokkanamo.
Allo stesso tempo, lo stato dovrebbe invece evitare di portare un provider telefonico pubblico dove i provider telefonici privati hanno investito.
Quelle di Boldrin sono posizioni liberiste e noi del Partito ne abbiamo altre.
Quando è che lo stato deve creare un'azienda pubblica?
In due casi, oltre al caso correttamente individuato da Boldrin:
1) Per i beni e servizi di prima necessità, cioè quelli senza i quali un essere umano cadrebbe in condizioni umanamente degradanti. In questo caso lo scopo è quello di calmierare i prezzi dei beni di prima necessità. Le aziende pubbliche devono fissarsi l'obbiettivo di avere prezzi sottomercato.
2) Per i beni e servizi non di prima necessità ma per i quali esiste una domanda elevata. In questo caso lo scopo è fare profitto, per poi distribuirlo a tutta la popolazione. Le aziende pubbliche a scopo di profitto rendono ricca la nazione e la popolazione, differentemente dalle aziende private che arricchiscono solo una manciata di privilegiati.
Per farla breve, lo stato deve tenersi fuori solo nei beni e servizi che non sono di prima necessità e per cui non c'è una domanda elevata.
Politica
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il 2021-11-29 15:25:01.0 alle 2021-11-29 15:25:01.0
Scritto da: Mattia
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> > Scritto da: Mattia
> > > https://forum.termometropolitico.it/826808-reddito...
> > >
> > > Spesso il reddito di cittadinanza viene difeso con l'argomento "bisogna combattere la povertà", ma vogliamo dire che è anche uno strumento fondamentale in favore della libertà?
> > >
> > > Infatti in uno stato senza stato sociale il datore di lavoro può toglierti tutto quello che hai e quindi diventi uno schiavetto ricattabile. Se invece lo stato ti fornisce cure mediche, cibo, acqua, alloggio e vestiti il datore di lavoro non può più ricattarti di toglierti tutto quello che hai, quindi sei più libero di mandarlo a fare in culo se compie degli abusi nei tuoi confronti.
> >
> > Se lo stato ti fornisce tutta quella roba il ricattatore diventa lo stato
> > Infatti una delle ragioni della sconcertante passività popolare* è che tutti aspettano la pensione. Quando sei giovane ti tengono buono con l'illusione della carriera, quando non sei più giovane con l'attesa della pensione. Mi piacerebbe riuscire ad avere un reddito sicuro e vedere il sistema pensionistico schiattare.
> >
> > Mi piacerebbe ancor più vedere il sistema pensionistico schiattare ma avere così tanti soldi da poter dire al governo italiano: vi dò il denaro per rimetterlo in piedi ma in cambio voglio la Padania

> >
> > * Sono sconcertato dal fatto che la gente manifesta contro il green pass ma tollera limitazioni della propria libertà ben peggiori. La ragione è che l'infame tessera verde è stata introdotta in condizioni d'emergenza, per cui non è stato possibile adottare la tecnica della rana bollita.
>
> No, perché lo spirito dello stato sociale non è quello di ricattarti, ma di fornirti determinate cose incondizionatamente. Anche quando vengono messe condizioni sono comunque meno ricattatorie rispetto a quelle di un'azienda.
>
> "L'infame tessera verde" è uno strumento che permette di arginare la pandemia senza rovinare l'economia.
"L'infame tessera verde" è come la chiama Fusaro, immaginavo l'avessi capito. Qualunque cosa sia però, il popolo protesta contro di essa e non contro altre cose più sostanziali e contrarie ai suoi interessi, perché non stato possibile introdurla col metodo della rana bollita.
Protesta attivamente nelle manifestazioni - che ora sono in parte vietate grazie all'uso della dottrina Cossiga da parte del governo, il che dovrebbe indicare a chiunque abbia gli occhi aperti che razza di governo sia. Oppure contesta passivamente, spesso i ristoranti non te la chiedono.
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> > > Spesso il reddito di cittadinanza viene difeso con l'argomento "bisogna combattere la povertà", ma vogliamo dire che è anche uno strumento fondamentale in favore della libertà?
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> > > Infatti in uno stato senza stato sociale il datore di lavoro può toglierti tutto quello che hai e quindi diventi uno schiavetto ricattabile. Se invece lo stato ti fornisce cure mediche, cibo, acqua, alloggio e vestiti il datore di lavoro non può più ricattarti di toglierti tutto quello che hai, quindi sei più libero di mandarlo a fare in culo se compie degli abusi nei tuoi confronti.
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> > Se lo stato ti fornisce tutta quella roba il ricattatore diventa lo stato

> > Infatti una delle ragioni della sconcertante passività popolare* è che tutti aspettano la pensione. Quando sei giovane ti tengono buono con l'illusione della carriera, quando non sei più giovane con l'attesa della pensione. Mi piacerebbe riuscire ad avere un reddito sicuro e vedere il sistema pensionistico schiattare.
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> > Mi piacerebbe ancor più vedere il sistema pensionistico schiattare ma avere così tanti soldi da poter dire al governo italiano: vi dò il denaro per rimetterlo in piedi ma in cambio voglio la Padania


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> > * Sono sconcertato dal fatto che la gente manifesta contro il green pass ma tollera limitazioni della propria libertà ben peggiori. La ragione è che l'infame tessera verde è stata introdotta in condizioni d'emergenza, per cui non è stato possibile adottare la tecnica della rana bollita.
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> No, perché lo spirito dello stato sociale non è quello di ricattarti, ma di fornirti determinate cose incondizionatamente. Anche quando vengono messe condizioni sono comunque meno ricattatorie rispetto a quelle di un'azienda.
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> "L'infame tessera verde" è uno strumento che permette di arginare la pandemia senza rovinare l'economia.
"L'infame tessera verde" è come la chiama Fusaro, immaginavo l'avessi capito. Qualunque cosa sia però, il popolo protesta contro di essa e non contro altre cose più sostanziali e contrarie ai suoi interessi, perché non stato possibile introdurla col metodo della rana bollita.
Protesta attivamente nelle manifestazioni - che ora sono in parte vietate grazie all'uso della dottrina Cossiga da parte del governo, il che dovrebbe indicare a chiunque abbia gli occhi aperti che razza di governo sia. Oppure contesta passivamente, spesso i ristoranti non te la chiedono.
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> Scritto da: Mattia
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> > Spesso il reddito di cittadinanza viene difeso con l'argomento "bisogna combattere la povertà", ma vogliamo dire che è anche uno strumento fondamentale in favore della libertà?
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> > Infatti in uno stato senza stato sociale il datore di lavoro può toglierti tutto quello che hai e quindi diventi uno schiavetto ricattabile. Se invece lo stato ti fornisce cure mediche, cibo, acqua, alloggio e vestiti il datore di lavoro non può più ricattarti di toglierti tutto quello che hai, quindi sei più libero di mandarlo a fare in culo se compie degli abusi nei tuoi confronti.
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> Se lo stato ti fornisce tutta quella roba il ricattatore diventa lo stato
> Infatti una delle ragioni della sconcertante passività popolare* è che tutti aspettano la pensione. Quando sei giovane ti tengono buono con l'illusione della carriera, quando non sei più giovane con l'attesa della pensione. Mi piacerebbe riuscire ad avere un reddito sicuro e vedere il sistema pensionistico schiattare.
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> Mi piacerebbe ancor più vedere il sistema pensionistico schiattare ma avere così tanti soldi da poter dire al governo italiano: vi dò il denaro per rimetterlo in piedi ma in cambio voglio la Padania

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> * Sono sconcertato dal fatto che la gente manifesta contro il green pass ma tollera limitazioni della propria libertà ben peggiori. La ragione è che l'infame tessera verde è stata introdotta in condizioni d'emergenza, per cui non è stato possibile adottare la tecnica della rana bollita.
No, perché lo spirito dello stato sociale non è quello di ricattarti, ma di fornirti determinate cose incondizionatamente. Anche quando vengono messe condizioni sono comunque meno ricattatorie rispetto a quelle di un'azienda.
"L'infame tessera verde" è uno strumento che permette di arginare la pandemia senza rovinare l'economia.
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> > Spesso il reddito di cittadinanza viene difeso con l'argomento "bisogna combattere la povertà", ma vogliamo dire che è anche uno strumento fondamentale in favore della libertà?
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> > Infatti in uno stato senza stato sociale il datore di lavoro può toglierti tutto quello che hai e quindi diventi uno schiavetto ricattabile. Se invece lo stato ti fornisce cure mediche, cibo, acqua, alloggio e vestiti il datore di lavoro non può più ricattarti di toglierti tutto quello che hai, quindi sei più libero di mandarlo a fare in culo se compie degli abusi nei tuoi confronti.
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> Se lo stato ti fornisce tutta quella roba il ricattatore diventa lo stato

> Infatti una delle ragioni della sconcertante passività popolare* è che tutti aspettano la pensione. Quando sei giovane ti tengono buono con l'illusione della carriera, quando non sei più giovane con l'attesa della pensione. Mi piacerebbe riuscire ad avere un reddito sicuro e vedere il sistema pensionistico schiattare.
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> Mi piacerebbe ancor più vedere il sistema pensionistico schiattare ma avere così tanti soldi da poter dire al governo italiano: vi dò il denaro per rimetterlo in piedi ma in cambio voglio la Padania


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> * Sono sconcertato dal fatto che la gente manifesta contro il green pass ma tollera limitazioni della propria libertà ben peggiori. La ragione è che l'infame tessera verde è stata introdotta in condizioni d'emergenza, per cui non è stato possibile adottare la tecnica della rana bollita.
No, perché lo spirito dello stato sociale non è quello di ricattarti, ma di fornirti determinate cose incondizionatamente. Anche quando vengono messe condizioni sono comunque meno ricattatorie rispetto a quelle di un'azienda.
"L'infame tessera verde" è uno strumento che permette di arginare la pandemia senza rovinare l'economia.