Politica
In questi giorni stiamo assistendo al solito vittimismo da parte dei neofascisti, che cercano di dipingere un mondo in cui ci sono loro, i buoni che hanno il coraggio di dire la verità, e poi ci sono persone cattive come Tyler che compiono violente del tutto gratuite nei loro confronti.
Oggi analizzeremo tutte le violenze commesse dalla destra neofascista negli ultimi anni, e non mi servirò dei casi di violenza privata simile a quella di Tyler (tipo i democratici uccisi poco tempo fa o il sindaco tedesco del CDU accoltellato da un neonazista diversi anni fa), ma mi concentrerò invece sulla loro violenza STATALE, che è un forma di violenza peggiore e più vigliacca.
Cominciamo dall'Italia. Queste sono le violenze dell'attuale governo che mi vengono in mente (ma ce ne saranno di più).
- Legge contro la cannabis light: non solo è una violenza nei confronti dei consumatori, ma ha anche causato danni economici rilevanti
- Legge contro gli NCC: per neutralizzare la concorrenza ai tassisti, sono state fatte leggi liberticide contro le imprese che offrono servizi NCC e quindi anche contro i consumatori
- Legge contro la carne sintetica: una violenza contro i consumatori che non potranno avere questo prodotto in Italia e contro la libertà di impresa perché nessuno potrà lanciarsi in quest'area del mercato. È anche una violenza contro gli animali, visto che lo sviluppo di questo prodotto avrebbe anche il beneficio di ridurre l'uccisione di animali.
- RAI ha subito pressioni politiche; ad esempio, episodio di un monologo anti-fascista cancellato, indicativo di interferenze e autocensura nel servizio pubblico.
- C'è nel forno una legge per vietare l'antisionismo, firmata Salvini
Israele (Netanyhau)
Il governo di Israele è di destra. Che quello di Gaza sia un genocidio o un massacro poco cambia: si stima che siano stati uccisi 18'500 bambini.
Russia (Putin)
- Invasione dell'Ucraina, iniziata nel 2014 su piccola scala e seguita dall'invasione di larga scala del 2022. La prima fase della guerra è costata la vita a circa 3'000 civili. La seconda fase (quella attuale), ha ucciso 12'654 civili, tra cui 669 bambini.
- Legge che vieta di criticare il governo russo per la guerra in Ucraina: la polizia ferma persone a caso per strada per verificare che non abbiamo scritto messaggi pro-Ucraina.
- Omicidio di diversi giornalisti, tra cui di Alexander Litvinenko: l'ex agente dei servizi segreti russi fu avvelenato col polonio dopo che dichiarò pubblicamente che i servizi segreti russi avevano le prove che Putin ha certi vizietti riguardanti i bambini.
- Legge che vieta di mettere in discussione i confini russi
- Legge che vieta gli interventi medici per le transizioni di genere
- Legge che vieta il gay pride
- Legge contro la propaganda LGBT, che può includere anche il divieto di baci omosessuali in pubblico (due calciatori russi hanno avuto problemi perché si sono baciati sul campo)
Ungheria (Orban)
- Sanzioni penali contro i senzatetto: divieto di abitare in spazi pubblici
- Legge che vieta il gay pride
- Leggi contro la libertà di stampa: nel 2010 è stata creata l’Autorità nazionale dei media e delle comunicazioni (NMHH). Oggi più dell’80% dei media tradizionali è sotto il controllo diretto o indiretto del governo. Le ONG denunciano che giornalisti indipendenti hanno sempre più difficoltà a ottenere dati e documenti ufficiali. È stata fatta una legge contro le fake news.
Stati Uniti (Trump)
- Ban delle persone trans dall'esercito: uno dei cardini della democrazia liberale è che i tutti i cittadini possano candidarsi per posizioni lavorative nelle pubbliche istituzioni. Trump ha platealmente buttato nel cesso un fondamento del mondo civilizzato.
- Dazi: i dazi di Trump sono una violenza contro i consumatori americani e i produttori esteri, così come per le aziende americane che importano prodotti dall'estero.
- Violenze sui bambini: quando gli immigrati illegali venivano arrestati, i bambini venivano separati dalle loro famiglie. Genitori e figli in centri di detenzione separati.
- Estensione della procedura che consente di deportare immigrati senza udienza davanti a un giudice, che quindi non possono dimostrare di essere nel Paese da almeno 2 anni.
- Politiche ed EO che minacciano di revocare fondi a scuole o enti che includono programmi inclusivi/trans.
- Supporto del genocidio di Gaza
Conclusione
Considerato tutte la violenze che sta compiendo la destra a livello planetario, che include anche omicidi di massa, l'azione di Tyler vi sembra ancora così sproporzionata? È sbagliato rispondere alla violenza con la violenza? Dobbiamo subire passivamente la violenza di questi scarti dell'umanità o abbiamo il diritto di difenderci?
Oggi analizzeremo tutte le violenze commesse dalla destra neofascista negli ultimi anni, e non mi servirò dei casi di violenza privata simile a quella di Tyler (tipo i democratici uccisi poco tempo fa o il sindaco tedesco del CDU accoltellato da un neonazista diversi anni fa), ma mi concentrerò invece sulla loro violenza STATALE, che è un forma di violenza peggiore e più vigliacca.
Cominciamo dall'Italia. Queste sono le violenze dell'attuale governo che mi vengono in mente (ma ce ne saranno di più).
- Legge contro la cannabis light: non solo è una violenza nei confronti dei consumatori, ma ha anche causato danni economici rilevanti
- Legge contro gli NCC: per neutralizzare la concorrenza ai tassisti, sono state fatte leggi liberticide contro le imprese che offrono servizi NCC e quindi anche contro i consumatori
- Legge contro la carne sintetica: una violenza contro i consumatori che non potranno avere questo prodotto in Italia e contro la libertà di impresa perché nessuno potrà lanciarsi in quest'area del mercato. È anche una violenza contro gli animali, visto che lo sviluppo di questo prodotto avrebbe anche il beneficio di ridurre l'uccisione di animali.
- RAI ha subito pressioni politiche; ad esempio, episodio di un monologo anti-fascista cancellato, indicativo di interferenze e autocensura nel servizio pubblico.
- C'è nel forno una legge per vietare l'antisionismo, firmata Salvini
Israele (Netanyhau)
Il governo di Israele è di destra. Che quello di Gaza sia un genocidio o un massacro poco cambia: si stima che siano stati uccisi 18'500 bambini.
Russia (Putin)
- Invasione dell'Ucraina, iniziata nel 2014 su piccola scala e seguita dall'invasione di larga scala del 2022. La prima fase della guerra è costata la vita a circa 3'000 civili. La seconda fase (quella attuale), ha ucciso 12'654 civili, tra cui 669 bambini.
- Legge che vieta di criticare il governo russo per la guerra in Ucraina: la polizia ferma persone a caso per strada per verificare che non abbiamo scritto messaggi pro-Ucraina.
- Omicidio di diversi giornalisti, tra cui di Alexander Litvinenko: l'ex agente dei servizi segreti russi fu avvelenato col polonio dopo che dichiarò pubblicamente che i servizi segreti russi avevano le prove che Putin ha certi vizietti riguardanti i bambini.
- Legge che vieta di mettere in discussione i confini russi
- Legge che vieta gli interventi medici per le transizioni di genere
- Legge che vieta il gay pride
- Legge contro la propaganda LGBT, che può includere anche il divieto di baci omosessuali in pubblico (due calciatori russi hanno avuto problemi perché si sono baciati sul campo)
Ungheria (Orban)
- Sanzioni penali contro i senzatetto: divieto di abitare in spazi pubblici
- Legge che vieta il gay pride
- Leggi contro la libertà di stampa: nel 2010 è stata creata l’Autorità nazionale dei media e delle comunicazioni (NMHH). Oggi più dell’80% dei media tradizionali è sotto il controllo diretto o indiretto del governo. Le ONG denunciano che giornalisti indipendenti hanno sempre più difficoltà a ottenere dati e documenti ufficiali. È stata fatta una legge contro le fake news.
Stati Uniti (Trump)
- Ban delle persone trans dall'esercito: uno dei cardini della democrazia liberale è che i tutti i cittadini possano candidarsi per posizioni lavorative nelle pubbliche istituzioni. Trump ha platealmente buttato nel cesso un fondamento del mondo civilizzato.
- Dazi: i dazi di Trump sono una violenza contro i consumatori americani e i produttori esteri, così come per le aziende americane che importano prodotti dall'estero.
- Violenze sui bambini: quando gli immigrati illegali venivano arrestati, i bambini venivano separati dalle loro famiglie. Genitori e figli in centri di detenzione separati.
- Estensione della procedura che consente di deportare immigrati senza udienza davanti a un giudice, che quindi non possono dimostrare di essere nel Paese da almeno 2 anni.
- Politiche ed EO che minacciano di revocare fondi a scuole o enti che includono programmi inclusivi/trans.
- Supporto del genocidio di Gaza
Conclusione
Considerato tutte la violenze che sta compiendo la destra a livello planetario, che include anche omicidi di massa, l'azione di Tyler vi sembra ancora così sproporzionata? È sbagliato rispondere alla violenza con la violenza? Dobbiamo subire passivamente la violenza di questi scarti dell'umanità o abbiamo il diritto di difenderci?
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-09-13 16:56:46.0 alle 2025-09-13 16:56:46.0
> Al liceo un mio amico che fece una tesi sul marxismo continuava a parlarmi di sta cosa. L'idea che mi feci è che si trattasse di gente con buone intenzioni ma senza un piano valido. Chiunque può dire di voler risolvere il problema della fame nel mondo, ma tra il dirlo e il farlo ce ne passa di acqua sotto i ponti!
Da un punto di vista pratico il marxismo è una teoria economica. Meno efficiente del capitalismo, perché il profitto privato incentiva meglio le persone a fare, e il fare - nel bene e nel male - è il motore dell'economia.
Si noti che io non sono un estimatore dell'economia in generale e in particolare di quella attuale, ma il marxismo non è un'alternativa ad essa. Capitalismo e comunismo distruggono entrambi l'ambiente, credono nel progresso e così via.
> Questo è il comunismo nel mondo reale.
Il comunismo funziona perfettamente in contesti un cui tutti sono d'accordo, ad esempio un monastero, ma nella società richiede di essere imposto con la forza.
> Da quando ero 20enne a oggi ho studiato/imparato un po' di cose e non credo più a queste teorie.
Io non credo più a nessuna teoria in politica. Ogni teoria rappresenta un interesse e ne costituisce una razionalizzazione. Voglio pagare meno tasse? Creo una teoria in cui pagare poche tasse è un toccasana per tutti. Voglio tanti servizi? Creo una teoria in cui pagare tasse alte per una moltitudine di servizi è un toccasana per tutti.
Ognuno di questi interessi può essere legittimo e pacifico, ma tra i vari interessi dev'esserci equilibrio e credere nele teorie impedisce di ottenerlo.
> Un esempio tra tanti: quando in Svizzera, più precisamente in Ticino, la clinica privata offriva tamponi a 130 franchi/euro (il cambio è praticamente 1:1) mentre l'ospedale pubblico di proprietà del cantone li faceva pagare 200 franchi/euro... bhe, che cazzo di altra evidenza serve per capire che la teoria di CapitanFracassa è sbagliata?
> A volte effettivamente i servizi pubblici costano meno perché hanno a disposizione fondi pubblici che gli permettono di tenere i prezzi più bassi per l'utente, ma la stessa identica cosa la possono fare i privati se hanno fondi pubblici.
> Prova a mettere servizi pubblici e servizi privati nelle stesse condizioni (entrambi senza fondi pubblici oppure entrambi con fondi pubblici) e a quel punto puoi fare un confronto reale! Questo confronto lo puoi fare in Svizzera perché sia gli ospedali pubblici che quelli privati fatturano alla cassa malati, e dispongono degli stessi fondi pubblici.
Questo è molto interessante, perché sostengo la parità fra enti pubblici e privati.
> Molti liberali però non sono così puristi/integralisti e accettano la scuola pubblica e la sanità pubblica, ma purché vengano messe in equa concorrenza con il privato, come in Svizzera dove puoi confrontare le tariffe dell'ospedale pubblico con quelle della clinica privata. Sistemi dove c'è l'informazione del prezzo!
> Io appartengo al gruppo liberale non integralista: servizi pubblici ok, ma in equa concorrenza!
D'accordo!
> Concludo: tra tutte le mie idee ce ne sono solo due che sono antiliberali:
> - Il voler abolire la proprietà della natura e della terra
> - Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione
Sulla prima non sono d'accordo, però lo stato dovrebbe comprare territorio a scopi conservazionistici. Invece in Italia lo stato si è disfato di molti beni naturali, e quando li ha in proprietà li gestisce male.
> Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione risiede nel fatto che lasciar parlare liberamente fascisti, nazisti, rossobrunati, comunisti e feccia del genere significa potenzialmente arrivare alla distruzione della democrazia liberale, e quindi di tutti quei bei diritti che piacciono ai liberali.
> Infatti stiamo vedendo che la propaganda di questi scarti dell'umanità attecchisce parecchio bene sulla popolazione, quindi è inutile che mi si venga a dire che è una cosa innocua.
Io invece sono per la libera espressione all'americana, ma quando qualcuno dice una sciocchezza altri devono avere la possibilità di confutarlo. Non dico analizzare la montagna di merda, ma rispondergl icose come "Ma davvero credi in questa montagna di merda?".
Quanto alla popolazione, la maggior parte riduce le sue opinioni allo star bene. Sta bene economicamente? È moderata, paciosa, fiduciosa, scettica verso i cambiamenti. Non sta bene? Si attacca a tutte le proteste che trova.
Da un punto di vista pratico il marxismo è una teoria economica. Meno efficiente del capitalismo, perché il profitto privato incentiva meglio le persone a fare, e il fare - nel bene e nel male - è il motore dell'economia.
Si noti che io non sono un estimatore dell'economia in generale e in particolare di quella attuale, ma il marxismo non è un'alternativa ad essa. Capitalismo e comunismo distruggono entrambi l'ambiente, credono nel progresso e così via.
> Questo è il comunismo nel mondo reale.
Il comunismo funziona perfettamente in contesti un cui tutti sono d'accordo, ad esempio un monastero, ma nella società richiede di essere imposto con la forza.
> Da quando ero 20enne a oggi ho studiato/imparato un po' di cose e non credo più a queste teorie.
Io non credo più a nessuna teoria in politica. Ogni teoria rappresenta un interesse e ne costituisce una razionalizzazione. Voglio pagare meno tasse? Creo una teoria in cui pagare poche tasse è un toccasana per tutti. Voglio tanti servizi? Creo una teoria in cui pagare tasse alte per una moltitudine di servizi è un toccasana per tutti.
Ognuno di questi interessi può essere legittimo e pacifico, ma tra i vari interessi dev'esserci equilibrio e credere nele teorie impedisce di ottenerlo.
> Un esempio tra tanti: quando in Svizzera, più precisamente in Ticino, la clinica privata offriva tamponi a 130 franchi/euro (il cambio è praticamente 1:1) mentre l'ospedale pubblico di proprietà del cantone li faceva pagare 200 franchi/euro... bhe, che cazzo di altra evidenza serve per capire che la teoria di CapitanFracassa è sbagliata?
> A volte effettivamente i servizi pubblici costano meno perché hanno a disposizione fondi pubblici che gli permettono di tenere i prezzi più bassi per l'utente, ma la stessa identica cosa la possono fare i privati se hanno fondi pubblici.
> Prova a mettere servizi pubblici e servizi privati nelle stesse condizioni (entrambi senza fondi pubblici oppure entrambi con fondi pubblici) e a quel punto puoi fare un confronto reale! Questo confronto lo puoi fare in Svizzera perché sia gli ospedali pubblici che quelli privati fatturano alla cassa malati, e dispongono degli stessi fondi pubblici.
Questo è molto interessante, perché sostengo la parità fra enti pubblici e privati.
> Molti liberali però non sono così puristi/integralisti e accettano la scuola pubblica e la sanità pubblica, ma purché vengano messe in equa concorrenza con il privato, come in Svizzera dove puoi confrontare le tariffe dell'ospedale pubblico con quelle della clinica privata. Sistemi dove c'è l'informazione del prezzo!
> Io appartengo al gruppo liberale non integralista: servizi pubblici ok, ma in equa concorrenza!
D'accordo!
> Concludo: tra tutte le mie idee ce ne sono solo due che sono antiliberali:
> - Il voler abolire la proprietà della natura e della terra
> - Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione
Sulla prima non sono d'accordo, però lo stato dovrebbe comprare territorio a scopi conservazionistici. Invece in Italia lo stato si è disfato di molti beni naturali, e quando li ha in proprietà li gestisce male.
> Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione risiede nel fatto che lasciar parlare liberamente fascisti, nazisti, rossobrunati, comunisti e feccia del genere significa potenzialmente arrivare alla distruzione della democrazia liberale, e quindi di tutti quei bei diritti che piacciono ai liberali.
> Infatti stiamo vedendo che la propaganda di questi scarti dell'umanità attecchisce parecchio bene sulla popolazione, quindi è inutile che mi si venga a dire che è una cosa innocua.
Io invece sono per la libera espressione all'americana, ma quando qualcuno dice una sciocchezza altri devono avere la possibilità di confutarlo. Non dico analizzare la montagna di merda, ma rispondergl icose come "Ma davvero credi in questa montagna di merda?".
Quanto alla popolazione, la maggior parte riduce le sue opinioni allo star bene. Sta bene economicamente? È moderata, paciosa, fiduciosa, scettica verso i cambiamenti. Non sta bene? Si attacca a tutte le proteste che trova.
Politica
Non sono mai stato socialista!
Al liceo un mio amico che fece una tesi sul marxismo continuava a parlarmi di sta cosa. L'idea che mi feci è che si trattasse di gente con buone intenzioni ma senza un piano valido. Chiunque può dire di voler risolvere il problema della fame nel mondo, ma tra il dirlo e il farlo ce ne passa di acqua sotto i ponti!
Comunque a quei tempi, grazie al mio amico, avevo solo compreso cosa fosse il comunismo sulla carta, ma non conoscevo ancora il suo volto reale come adesso.
Se sulla carta sembra un'utopia, nel mondo reale è una minaccia come il nazifascismo.
Questo è il comunismo nel mondo reale.
Il tizio che ha creato un mio clone senza chiedermi il permesso (@Remunigerin) può dire finché vuole che quelli non sono veri comunisti, ma quelli che si identificano come tali nel mondo reale sono così.
La mia valutazione su quegli scarafaggi è molto semplice: bisogna sbatterli in cella insieme ai nazifascisti e buttare via la chiave. Gente che ti aggredisce perché difendi uno staterello innocente aggredito da un regime neonazista come quello di Putin strappando la bandiera dell'Ucraina cos'altro merita? Sono dei vermi schifosi che non possono vivere in una democrazia liberale!
Quando ero 20enne, tuttavia, benché odiassi i socialdemocratici e movimenti politici connessi come quello LGBT (non perché fossi fascista, ma perché gratta gratta sotto un socialdemocratico ci trovi un fascista, e io ero molto incazzato per il fatto che quei finti liberali fossero gli unici che avevano la forza per contrastare il fascismo), avevo comunque delle idee che si potevano classificare come "socialdemocratiche": una combinazione tra ideali liberali e statalisti. Dritti civili + self-ownership + abbondante intervento statale nell'economia.
La mia idea allora era simile all'idea ingenua di @CapitanFracassa: pensavo che i servizi pubblici fossero molto più convenienti di quelli privati perché questi ultimi devono fare profitto e che quindi in tutti i servizi indispensabili ci dovesse essere un intervento statale attivo.
Però sapete com'è, io a differenza di altre persone ideologizzate, ho il brutto vizio di fare fact-checking e di studiare e di cambiare idea quando le mie credenze si rivelano sbagliate.
Da quando ero 20enne a oggi ho studiato/imparato un po' di cose e non credo più a queste teorie.
Un esempio tra tanti: quando in Svizzera, più precisamente in Ticino, la clinica privata offriva tamponi a 130 franchi/euro (il cambio è praticamente 1:1) mentre l'ospedale pubblico di proprietà del cantone li faceva pagare 200 franchi/euro... bhe, che cazzo di altra evidenza serve per capire che la teoria di CapitanFracassa è sbagliata?
A volte effettivamente i servizi pubblici costano meno perché hanno a disposizione fondi pubblici che gli permettono di tenere i prezzi più bassi per l'utente, ma la stessa identica cosa la possono fare i privati se hanno fondi pubblici.
Prova a mettere servizi pubblici e servizi privati nelle stesse condizioni (entrambi senza fondi pubblici oppure entrambi con fondi pubblici) e a quel punto puoi fare un confronto reale! Questo confronto lo puoi fare in Svizzera perché sia gli ospedali pubblici che quelli privati fatturano alla cassa malati, e dispongono degli stessi fondi pubblici.
Una teoria poi che è diffusa tra i socialdemocratici è che se un servizio costa meno è perché i lavoratori sono pagati male.
È una teoria, questa, che viene smentita proprio dal caso riportato sopra: gli stipendi nell'ospedale pubblico ticinese (col tampone a 200 franchi/euro) e quelli della clinica privata (col tampone a 130 franchi/euro) sono uguali perché si rifanno entrambi ai contratti collettivi nazionali.
Vi dirò di più: i supermercati discount come Lidl e Aldi qui in Svizzera hanno stipendi più alti rispetti a supermercati svizzeri storici e tradizionali come Migros (500 franchi/euro in più al mese).
Questi sono i motivi principali per cui ho superato la socialdemocrazia, ma sono anche abbastanza allergico a discorsi di gente come @GianlucaC. e @pomo-pèro che ritengono che, almeno in campo artistico, le cose che vengono fatte allo scopo di essere vendute sono automaticamente inferiori a quelle non commerciali. Questa idea che il mercato sporchi le cose secondo me è connessa al mondo di sinistra. Deriva dall'idea che il capitalismo sia cattivo.
Insomma, non sono mai stato socialista, al massimo socialdemocratico, e credo si sia capito che adesso non sono più nemmeno quello. Ho idee liberali sia a livello di diritti civili che a livello economico.
Da dove sorge allora l'idea "Robert Owen è un socialista"? Semplice dal fatto che c'è gente come @novis e @Antonio Banderas che a differenza mia non studia e quindi resta sempre ferma ai suoi pregiudizi.
La questione è che io supporto sussidi statali come:
- Reddito minimo garantito
- Borse di studio (@Iohannes68 si fa una sega)
- Riduzione dei premi dell'assicurazione sanitaria per le persone a basso reddito
Non avendo studiato come me (e come Iohannes68) non sanno che i sussidi statali sono una cosa liberale, perché sono uno strumento che permette di affrontare il problema della povertà senza servizi pubblici.
L'ideale liberale purista/integralista in ambito scolastico ad esempio sarebbe che tutte le scuole siano private (abolizione totale della scuola pubblica) e che grazie alle borse di studio statali vengono garantite a tutti opportunità minime.
Sistema analogo nel servizio sanitario: tutto privato, ma con accesso universale.
Pensioni completamente private, ma col reddito minimo garantito si aiutano i pensionati con una pensione troppo bassa per sopravvivere.
Molti liberali però non sono così puristi/integralisti e accettano la scuola pubblica e la sanità pubblica, ma purché vengano messe in equa concorrenza con il privato, come in Svizzera dove puoi confrontare le tariffe dell'ospedale pubblico con quelle della clinica privata. Sistemi dove c'è l'informazione del prezzo!
Io appartengo al gruppo liberale non integralista: servizi pubblici ok, ma in equa concorrenza!
Ora, uno che afferma che bisogna abolire ogni sostegno statale al cittadino, compresi i servizi universali come scuola e sanità, non è un liberale. O è un qualcosa che si avvicina a un anarcocapitalista, o molto più semplicemente è un figlio di puttana!
Ci sono un sacco di fascisti in giro che non c'entrano una minchia col pensiero libertario ma che sostengono queste puttanate. Gente che magari vuole vietare il gay pride e che sostiene Putin, ma che vorrebbe abolire ogni sostegno statale in campo economico perché è ben sistemata.
@ciddo è un libertario al 100%, Antonio Banderas è un fascistello ben sistemato e novis è una via di mezzo (non è autoritaria come Banderas, è un po' più liberale, ma comunque è una che abolirebbe le imposte da un lato e vieterebbe l'eutanasia dall'altro, una roba abbastanza idiota!).
Questo è uno dei motivi per cui mi danno del socialista (il fatto che non hanno studiato la teoria liberale e non sanno che prevede i sussidi come strumento per liberalizzare il sistema economico).
L'altro motivo invece è che ho argomentato vigorosamente contro le teorie anarcocapitaliste. ciddo e novis cercano di far passare l'idea che il vero liberalismo sia l'anarcocapitalismo. Nel loro tentativo di ridefinire i termini, chiamano socialisti i liberali che rifiutano l'anarcocapitalismo.
In realtà se sei liberale è perfettamente normale che rifiuti l'anarcocapitalismo, dato che si tratta di due cose diverse!
Qui si inserisce anche il discorso riguardante la regolamentazione statale delle norme del lavoro. Io sono favorevole a condizioni minime stabilite dalle leggi statali.
Non intendo gli stipendi (che sono relativi), ma le altre cose, tipo le norme di sicurezza sul lavoro. Per me ad esempio non deve essere permesso a un'azienda di far lavorare qualcuno a contatto con polveri o gas nocivi senza dargli le adeguate protezioni per evitare l'intossicazione!
Ovviamente la maggior parte dei liberali stanno con me, ma per gli anarcocapitalisti sociopatici trattare i lavoratori come merda è perfettamente accettabile, e visto che loro sono i "veri liberali", noi liberali normali per loro siamo socialisti.
Concludo: tra tutte le mie idee ce ne sono solo due che sono antiliberali:
- Il voler abolire la proprietà della natura e della terra
- Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione
La prima cosa è antiliberale solo in parte, perché ad esempio i liberali italiani di oggi difendono la terra demaniale e quindi la spiaggia libera, però effettivamente non vanno in fondo come me su questa questione e quando arrivi agli estremi a cui arrivo io posso accettare che si consideri una posizione antiliberale. Socialista però no, perché non sostengo l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, e questo è il cuore pulsante del socialismo.
Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione risiede nel fatto che lasciar parlare liberamente fascisti, nazisti, rossobrunati, comunisti e feccia del genere significa potenzialmente arrivare alla distruzione della democrazia liberale, e quindi di tutti quei bei diritti che piacciono ai liberali.
Infatti stiamo vedendo che la propaganda di questi scarti dell'umanità attecchisce parecchio bene sulla popolazione, quindi è inutile che mi si venga a dire che è una cosa innocua.
Per me il liberalismo deve autopreservarsi! Self-ownership costituzione, cani antifascisti davanti al parlamento e fascisti in galera! E che dio sia con noi!
**Modificato dall'autore il 11.09.2025 12:46**
Al liceo un mio amico che fece una tesi sul marxismo continuava a parlarmi di sta cosa. L'idea che mi feci è che si trattasse di gente con buone intenzioni ma senza un piano valido. Chiunque può dire di voler risolvere il problema della fame nel mondo, ma tra il dirlo e il farlo ce ne passa di acqua sotto i ponti!
Comunque a quei tempi, grazie al mio amico, avevo solo compreso cosa fosse il comunismo sulla carta, ma non conoscevo ancora il suo volto reale come adesso.
Se sulla carta sembra un'utopia, nel mondo reale è una minaccia come il nazifascismo.
Questo è il comunismo nel mondo reale.
Il tizio che ha creato un mio clone senza chiedermi il permesso (@Remunigerin) può dire finché vuole che quelli non sono veri comunisti, ma quelli che si identificano come tali nel mondo reale sono così.
La mia valutazione su quegli scarafaggi è molto semplice: bisogna sbatterli in cella insieme ai nazifascisti e buttare via la chiave. Gente che ti aggredisce perché difendi uno staterello innocente aggredito da un regime neonazista come quello di Putin strappando la bandiera dell'Ucraina cos'altro merita? Sono dei vermi schifosi che non possono vivere in una democrazia liberale!
Quando ero 20enne, tuttavia, benché odiassi i socialdemocratici e movimenti politici connessi come quello LGBT (non perché fossi fascista, ma perché gratta gratta sotto un socialdemocratico ci trovi un fascista, e io ero molto incazzato per il fatto che quei finti liberali fossero gli unici che avevano la forza per contrastare il fascismo), avevo comunque delle idee che si potevano classificare come "socialdemocratiche": una combinazione tra ideali liberali e statalisti. Dritti civili + self-ownership + abbondante intervento statale nell'economia.
La mia idea allora era simile all'idea ingenua di @CapitanFracassa: pensavo che i servizi pubblici fossero molto più convenienti di quelli privati perché questi ultimi devono fare profitto e che quindi in tutti i servizi indispensabili ci dovesse essere un intervento statale attivo.
Però sapete com'è, io a differenza di altre persone ideologizzate, ho il brutto vizio di fare fact-checking e di studiare e di cambiare idea quando le mie credenze si rivelano sbagliate.
Da quando ero 20enne a oggi ho studiato/imparato un po' di cose e non credo più a queste teorie.
Un esempio tra tanti: quando in Svizzera, più precisamente in Ticino, la clinica privata offriva tamponi a 130 franchi/euro (il cambio è praticamente 1:1) mentre l'ospedale pubblico di proprietà del cantone li faceva pagare 200 franchi/euro... bhe, che cazzo di altra evidenza serve per capire che la teoria di CapitanFracassa è sbagliata?
A volte effettivamente i servizi pubblici costano meno perché hanno a disposizione fondi pubblici che gli permettono di tenere i prezzi più bassi per l'utente, ma la stessa identica cosa la possono fare i privati se hanno fondi pubblici.
Prova a mettere servizi pubblici e servizi privati nelle stesse condizioni (entrambi senza fondi pubblici oppure entrambi con fondi pubblici) e a quel punto puoi fare un confronto reale! Questo confronto lo puoi fare in Svizzera perché sia gli ospedali pubblici che quelli privati fatturano alla cassa malati, e dispongono degli stessi fondi pubblici.
Una teoria poi che è diffusa tra i socialdemocratici è che se un servizio costa meno è perché i lavoratori sono pagati male.
È una teoria, questa, che viene smentita proprio dal caso riportato sopra: gli stipendi nell'ospedale pubblico ticinese (col tampone a 200 franchi/euro) e quelli della clinica privata (col tampone a 130 franchi/euro) sono uguali perché si rifanno entrambi ai contratti collettivi nazionali.
Vi dirò di più: i supermercati discount come Lidl e Aldi qui in Svizzera hanno stipendi più alti rispetti a supermercati svizzeri storici e tradizionali come Migros (500 franchi/euro in più al mese).
Questi sono i motivi principali per cui ho superato la socialdemocrazia, ma sono anche abbastanza allergico a discorsi di gente come @GianlucaC. e @pomo-pèro che ritengono che, almeno in campo artistico, le cose che vengono fatte allo scopo di essere vendute sono automaticamente inferiori a quelle non commerciali. Questa idea che il mercato sporchi le cose secondo me è connessa al mondo di sinistra. Deriva dall'idea che il capitalismo sia cattivo.
Insomma, non sono mai stato socialista, al massimo socialdemocratico, e credo si sia capito che adesso non sono più nemmeno quello. Ho idee liberali sia a livello di diritti civili che a livello economico.
Da dove sorge allora l'idea "Robert Owen è un socialista"? Semplice dal fatto che c'è gente come @novis e @Antonio Banderas che a differenza mia non studia e quindi resta sempre ferma ai suoi pregiudizi.
La questione è che io supporto sussidi statali come:
- Reddito minimo garantito
- Borse di studio (@Iohannes68 si fa una sega)
- Riduzione dei premi dell'assicurazione sanitaria per le persone a basso reddito
Non avendo studiato come me (e come Iohannes68) non sanno che i sussidi statali sono una cosa liberale, perché sono uno strumento che permette di affrontare il problema della povertà senza servizi pubblici.
L'ideale liberale purista/integralista in ambito scolastico ad esempio sarebbe che tutte le scuole siano private (abolizione totale della scuola pubblica) e che grazie alle borse di studio statali vengono garantite a tutti opportunità minime.
Sistema analogo nel servizio sanitario: tutto privato, ma con accesso universale.
Pensioni completamente private, ma col reddito minimo garantito si aiutano i pensionati con una pensione troppo bassa per sopravvivere.
Molti liberali però non sono così puristi/integralisti e accettano la scuola pubblica e la sanità pubblica, ma purché vengano messe in equa concorrenza con il privato, come in Svizzera dove puoi confrontare le tariffe dell'ospedale pubblico con quelle della clinica privata. Sistemi dove c'è l'informazione del prezzo!
Io appartengo al gruppo liberale non integralista: servizi pubblici ok, ma in equa concorrenza!
Ora, uno che afferma che bisogna abolire ogni sostegno statale al cittadino, compresi i servizi universali come scuola e sanità, non è un liberale. O è un qualcosa che si avvicina a un anarcocapitalista, o molto più semplicemente è un figlio di puttana!
Ci sono un sacco di fascisti in giro che non c'entrano una minchia col pensiero libertario ma che sostengono queste puttanate. Gente che magari vuole vietare il gay pride e che sostiene Putin, ma che vorrebbe abolire ogni sostegno statale in campo economico perché è ben sistemata.
@ciddo è un libertario al 100%, Antonio Banderas è un fascistello ben sistemato e novis è una via di mezzo (non è autoritaria come Banderas, è un po' più liberale, ma comunque è una che abolirebbe le imposte da un lato e vieterebbe l'eutanasia dall'altro, una roba abbastanza idiota!).
Questo è uno dei motivi per cui mi danno del socialista (il fatto che non hanno studiato la teoria liberale e non sanno che prevede i sussidi come strumento per liberalizzare il sistema economico).
L'altro motivo invece è che ho argomentato vigorosamente contro le teorie anarcocapitaliste. ciddo e novis cercano di far passare l'idea che il vero liberalismo sia l'anarcocapitalismo. Nel loro tentativo di ridefinire i termini, chiamano socialisti i liberali che rifiutano l'anarcocapitalismo.
In realtà se sei liberale è perfettamente normale che rifiuti l'anarcocapitalismo, dato che si tratta di due cose diverse!
Qui si inserisce anche il discorso riguardante la regolamentazione statale delle norme del lavoro. Io sono favorevole a condizioni minime stabilite dalle leggi statali.
Non intendo gli stipendi (che sono relativi), ma le altre cose, tipo le norme di sicurezza sul lavoro. Per me ad esempio non deve essere permesso a un'azienda di far lavorare qualcuno a contatto con polveri o gas nocivi senza dargli le adeguate protezioni per evitare l'intossicazione!
Ovviamente la maggior parte dei liberali stanno con me, ma per gli anarcocapitalisti sociopatici trattare i lavoratori come merda è perfettamente accettabile, e visto che loro sono i "veri liberali", noi liberali normali per loro siamo socialisti.
Concludo: tra tutte le mie idee ce ne sono solo due che sono antiliberali:
- Il voler abolire la proprietà della natura e della terra
- Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione
La prima cosa è antiliberale solo in parte, perché ad esempio i liberali italiani di oggi difendono la terra demaniale e quindi la spiaggia libera, però effettivamente non vanno in fondo come me su questa questione e quando arrivi agli estremi a cui arrivo io posso accettare che si consideri una posizione antiliberale. Socialista però no, perché non sostengo l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, e questo è il cuore pulsante del socialismo.
Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione risiede nel fatto che lasciar parlare liberamente fascisti, nazisti, rossobrunati, comunisti e feccia del genere significa potenzialmente arrivare alla distruzione della democrazia liberale, e quindi di tutti quei bei diritti che piacciono ai liberali.
Infatti stiamo vedendo che la propaganda di questi scarti dell'umanità attecchisce parecchio bene sulla popolazione, quindi è inutile che mi si venga a dire che è una cosa innocua.
Per me il liberalismo deve autopreservarsi! Self-ownership costituzione, cani antifascisti davanti al parlamento e fascisti in galera! E che dio sia con noi!
**Modificato dall'autore il 11.09.2025 12:46**
Politica
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Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2025-08-31 09:02:49.0 alle 2025-08-31 09:02:49.0
Trollate totali: 11553
Scritto da:
> Scritto da: Alessandrox
> >
>
> E' sempre stato uno slogan dei nazionalisti, ben svegliato.
Veramente sarebbe nella nostra costituzione...
> Scritto da: Alessandrox
> >
>
> E' sempre stato uno slogan dei nazionalisti, ben svegliato.
Veramente sarebbe nella nostra costituzione...
Ma smettila di secernere cazzate!
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-08-28 23:48:04.0 alle 2025-08-28 23:48:04.0
Scritto da: Alessandrox
>
E' sempre stato uno slogan dei nazionalisti, ben svegliato.
>
E' sempre stato uno slogan dei nazionalisti, ben svegliato.
Politica
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2025-08-28 18:07:59.0 alle 2025-08-28 18:07:59.0
Trollate totali: 11553
Ma smettila di secernere cazzate!
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-08-07 17:15:52.0 alle 2025-08-07 17:15:52.0
Scritto da:
> Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
Quotone abbestia vaffankulo malattia
> Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
Quotone abbestia vaffankulo malattia
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-08-06 19:52:18.0 alle 2025-08-06 19:52:18.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
> > >
> > > quoto GS
> >
> > NaH
> >
>
> L'unico che sa chi è è malattia.
Sono l'idruro di sodio.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
> > >
> > > quoto GS
> >
> > NaH
> >
>
> L'unico che sa chi è è malattia.
Sono l'idruro di sodio.
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il 2025-08-06 10:26:01.0 alle 2025-08-06 10:26:01.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
> >
> > quoto GS
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> NaH
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L'unico che sa chi è è malattia.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
> >
> > quoto GS
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> NaH
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L'unico che sa chi è è malattia.
Multiculturalismo a Bruxelles
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https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
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Non Autenticato
il 2025-08-06 03:59:27.0 alle 2025-08-06 03:59:27.0
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> Scritto da:
> > Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
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> quoto GS
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> Scritto da:
> > Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
>
> quoto GS
NaH
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Non Autenticato
il 2025-08-05 14:10:14.0 alle 2025-08-05 14:10:14.0
Quoto
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Non Autenticato
il 2025-08-04 18:52:41.0 alle 2025-08-04 18:52:41.0
Scritto da:
> Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
quoto GS
> Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
quoto GS
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Non Autenticato
il 2025-08-04 12:29:55.0 alle 2025-08-04 12:29:55.0
Se conduce anche alla forca x quelli come te, direi che la perdita di un pochino di democrazia potrebbe anche essere abbastanza accettabile.
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Politica
https://forum.termometropolitico.it/873077-violazi... 
Nella discussione sul suicidio assistito si è venuto a creare il solito battibecco "democrazia Vs liberalismo", con @Conte Oliver che sostiene la posizione folle secondo cui la democrazia ha la precedenza sui diritti umani (e quindi se il popolo vuole violare i diritti umani deve essere assecondato) e con me @Iohannes68 che invece sosteniamo che i diritti umani debbano essere intoccabili.
Comunque, da questa digressione, è venuto fuori l'argomento delle adozioni omosessuali: il Conte Oliver si dice contrario (e non si capisce se lo dice per trollare o se è serio), mentre io, da buon liberale cazzo duro, penso che non debba essere lo stato a decidere ogni cosa e che le decisioni vadano lasciate ai diretti interessati. In questo caso, il diretto interessato sarebbe il bambino che viene adottato. La mia posizione è molto semplice: se il bambino acconsente a essere adottato da una coppia omosessuale, allora per me non c'è nessun problema.
Se un bambino vuole crescere con una mamma e un papà, basta che lo dica e gli saranno presentate solo coppie etero.
Naturalmente questo è applicabile solo con i bambini in età scolare e non con i neonati o poco più: a 6 anni, indicativamente, i bambini hanno acquisito la capacità di intendere e volere.
Io sostengo che i bambini di 6+ anni debbano avere la facoltà di scegliersi i genitori. Quindi se un bambino di 6+ anni odia i suoi genitori biologici, deve poter fare richiesta di essere affidato a un'altra famiglia. Naturalmente i genitori (sia biologici che adottivi) devono avere degli obblighi nei confronti dei figli, quindi non stiamo parlando di una situazione anarchica: non è che il bambino possa farsi adottare da degli svitati irresponsabili!
Comunque, arriviamo al sodo. Anche tra i liberali, purtroppo, o tra persone con qualche inclinazione al liberalismo tipo @novis, è diffusa l'idea che la self-ownership dei bambini non conti un cazzo: in maniera forse inconscia, vedono i bambini come una proprietà dei loro genitori e dello stato.
Il loro argomento è che i bambini sarebbero incapaci di intendere e di volere e che in ragione di questo non dovrebbero poter prendere decisioni.
Ho fatto notare tre cose:
1) I bambini di 6+ anni non sono incapaci di intendere e volere: è vero se si parla di neonati o poco più, ma affermare che un bambino di 10 anni sia incapace di intendere e volere è assurdo!
2) È comunque vero che il cervello, e con esso le capacità cognitive, si sviluppano fino ai 25 anni e che quindi il brain power che hai a 25 anni è superiore rispetto a quello che hai a 10 anni, ma che le capacità cognitive fondamentali si sviluppano nella prima infanzia (tra i 0 e i 5 anni). Lo sviluppo cerebrale tra i 6 e i 25 anni non ti serve per capire le cose elementari/basilari, ma per capire quelle complesse, tipo la fisica quantistica.
Nella vita quotidiana le decisioni che bisogna prendere riguardano cose elementari, non cose complesse come la fisica quantistica, perciò il brain power che hai acquisito a 6 anni è sufficiente a gestirle.
3) Se si assume che la self-ownership dei bambini possa essere calpestata sulla base dell'idea che non sono razionali, allora è molto facile arrivare a giustificare la stessa cosa per quanto riguarda gli adulti: basta dire che gran parte degli adulti sono irrazionali (cosa vera!) per arrivare a giustificare una violazione generale della self-ownership. Ecco perché, come il titolo suggerisce, violare la self-ownership dei bambini porta alla dittatura. Un liberale dovrebbe perciò sostenere anche il rispetto della self-ownership dei bambini!
@markk ha provato ad avanzare un'obiezione scientifica alla mia tesi secondo cui i bambini in età scolare sarebbero capaci di intendere e volere.
Io ho allora, in risposta a lui, ho fatto questa domanda a ChatGPT.
-------------------------
Tutti sanno che i bambini spesso fanno scelte o compiono azioni avventate/sconsiderate.
Questo potrebbe essere dovuto alla loro mancanza di istruzione (devono ancora imparare tante cose) o al fatto che essi abbiano capacità cognitive ridotte.
Vorrei capire se, nel caso di bambini in età scolare (quindi non bambini molto piccoli) la causa stia soprattutto nella carenza formativa o nelle ridotte capacità cognitive.
Utilizziamo un esempio pratico.
Supponiamo che delle caramelle siano altamente cancerogene.
Un bambino, non sapendolo (oppure, in alternativa, sapendolo, ma non essendo consapevole di quanto grave sia il cancro) se ne fa scorpacciate.
Se lo stesso bambino avesse avuto una seria istruzione riguardo a cosa sia il cancro e avesse visto una persona nello stadio terminale della malattia, mangerebbe comunque le caramelle, oppure avrebbe un comportamento più razionale?
Analizziamo poi un altro esempio.
Se un bambino non conoscesse il livello di letalità di una pistola, potrebbe usarla come giocattolo e sparare in mezzo alla gente.
Se fosse stato istruito sul fatto che si tratta di un'arma altamente letale, farebbe comunque la stessa cosa, o avrebbe verosimilmente un comportamento più razionale?
Ricordati che stiamo parlando di bambini in età scolare (6-12 anni) non di bambini molto piccoli.
-------------------------
Lei ha risposto quanto segue.
-------------------------
Domanda molto interessante e importante: stai cercando di capire se, nei bambini in età scolare (6-12 anni), le azioni sconsiderate derivino più da una mancanza di istruzione o da limiti cognitivi strutturali. Ti rispondo tenendo conto degli studi sullo sviluppo cognitivo infantile (in particolare Piaget, ma anche ricerche più moderne in psicologia dello sviluppo e neuroscienze).
Un bambino in età scolare (6–12 anni), ben istruito sul fatto che certe caramelle siano altamente cancerogene (cioè con effetti gravi e quasi certi nel breve periodo), le mangerebbe comunque?
Risposta: è molto meno probabile, ma non impossibile.
Con un’istruzione chiara, concreta ed emotivamente efficace, la maggior parte dei bambini in questa fascia d’età avrebbe un comportamento più razionale, ma non tutti.
La differenza dipende da tre fattori chiave:
1. Capacità cognitive già sufficienti per capire il rischio
A questa età i bambini sono in grado di:
collegare causa ed effetto nel breve termine;
valutare conseguenze concrete, soprattutto se sono state mostrate o raccontate in modo vivido;
fare scelte più razionali, se il contesto non li travolge emotivamente.
Quindi:
�� Sì, sono capaci di trattenersi se capiscono bene il pericolo.
2. Qualità e concretezza dell’istruzione
La conoscenza teorica ("le caramelle fanno venire il cancro") è molto meno efficace di:
vedere immagini forti o reali di chi è stato colpito;
ascoltare una storia vissuta o simulata;
associare il pericolo a persone amate ("potresti non poter più vedere la tua famiglia").
In altre parole:
�� Più l’istruzione è immersiva, concreta e coinvolgente, più il bambino agisce razionalmente.
3. Contesto emotivo e autocontrollo
Un bambino in un ambiente neutro ragiona meglio.
Un bambino con le caramelle davanti, in un contesto giocoso o di gruppo può faticare a trattenersi, anche se sa perfettamente del rischio.
Questo perché tra i 6 e i 12 anni:
il sistema limbico (impulsi, emozioni) è già attivo,
mentre il sistema frontale (controllo, pianificazione) è ancora in sviluppo.
�� In contesti altamente stimolanti o desiderabili, il controllo può fallire anche con istruzione adeguata.
Conclusione finale:
Se il pericolo è grave, ad alta probabilità e con effetti a breve termine, allora:
- la carenza di istruzione è la causa principale delle azioni irrazionali;
- le capacità cognitive dei bambini in età scolare sono sufficienti per comprendere e reagire razionalmente, purché - le informazioni siano presentate in modo concreto e incisivo;
- solo una minoranza agirà in modo sconsiderato nonostante la consapevolezza, a causa di impulsi, contesto o difficoltà nel controllo delle emozioni.
Quindi, nel tuo esempio:
- Se il bambino sapesse con chiarezza che quelle caramelle causano quasi certamente un cancro a breve termine, e avesse avuto un’istruzione seria e concreta in merito, molto probabilmente non le mangerebbe.
- Anche nel caso della pistola, la dinamica sarebbe simile: l’istruzione efficace fa la differenza, e la maggior parte dei bambini agirà in modo razionale se ha compreso davvero il pericolo concreto e immediato.
Se vuoi, possiamo anche quantificare le probabilità (in termini ipotetici) o costruire un piccolo schema comparativo. Vuoi che lo faccia?
-------------------------
Insomma, ChatGPT conferma che di fronte a situazioni elementari, i bambini hanno capacità cognitive sufficientemente sviluppate da comportarsi in maniera razionale, purché vengano istruiti sulla questione. Ecco perché io sostengo che lo stato, anziché ignorare la volontà dei bambini, possa semplicemente fare una legge per cui la decisione presa da un bambino sia legalmente valida solo se fatta con l'assistenza di un consulente. Il problema dei bambini di 6+ anni è infatti la mancanza di istruzione, più che il non avere capacità cognitive sufficienti.

Nella discussione sul suicidio assistito si è venuto a creare il solito battibecco "democrazia Vs liberalismo", con @Conte Oliver che sostiene la posizione folle secondo cui la democrazia ha la precedenza sui diritti umani (e quindi se il popolo vuole violare i diritti umani deve essere assecondato) e con me @Iohannes68 che invece sosteniamo che i diritti umani debbano essere intoccabili.
Comunque, da questa digressione, è venuto fuori l'argomento delle adozioni omosessuali: il Conte Oliver si dice contrario (e non si capisce se lo dice per trollare o se è serio), mentre io, da buon liberale cazzo duro, penso che non debba essere lo stato a decidere ogni cosa e che le decisioni vadano lasciate ai diretti interessati. In questo caso, il diretto interessato sarebbe il bambino che viene adottato. La mia posizione è molto semplice: se il bambino acconsente a essere adottato da una coppia omosessuale, allora per me non c'è nessun problema.
Se un bambino vuole crescere con una mamma e un papà, basta che lo dica e gli saranno presentate solo coppie etero.
Naturalmente questo è applicabile solo con i bambini in età scolare e non con i neonati o poco più: a 6 anni, indicativamente, i bambini hanno acquisito la capacità di intendere e volere.
Io sostengo che i bambini di 6+ anni debbano avere la facoltà di scegliersi i genitori. Quindi se un bambino di 6+ anni odia i suoi genitori biologici, deve poter fare richiesta di essere affidato a un'altra famiglia. Naturalmente i genitori (sia biologici che adottivi) devono avere degli obblighi nei confronti dei figli, quindi non stiamo parlando di una situazione anarchica: non è che il bambino possa farsi adottare da degli svitati irresponsabili!
Comunque, arriviamo al sodo. Anche tra i liberali, purtroppo, o tra persone con qualche inclinazione al liberalismo tipo @novis, è diffusa l'idea che la self-ownership dei bambini non conti un cazzo: in maniera forse inconscia, vedono i bambini come una proprietà dei loro genitori e dello stato.
Il loro argomento è che i bambini sarebbero incapaci di intendere e di volere e che in ragione di questo non dovrebbero poter prendere decisioni.
Ho fatto notare tre cose:
1) I bambini di 6+ anni non sono incapaci di intendere e volere: è vero se si parla di neonati o poco più, ma affermare che un bambino di 10 anni sia incapace di intendere e volere è assurdo!
2) È comunque vero che il cervello, e con esso le capacità cognitive, si sviluppano fino ai 25 anni e che quindi il brain power che hai a 25 anni è superiore rispetto a quello che hai a 10 anni, ma che le capacità cognitive fondamentali si sviluppano nella prima infanzia (tra i 0 e i 5 anni). Lo sviluppo cerebrale tra i 6 e i 25 anni non ti serve per capire le cose elementari/basilari, ma per capire quelle complesse, tipo la fisica quantistica.
Nella vita quotidiana le decisioni che bisogna prendere riguardano cose elementari, non cose complesse come la fisica quantistica, perciò il brain power che hai acquisito a 6 anni è sufficiente a gestirle.
3) Se si assume che la self-ownership dei bambini possa essere calpestata sulla base dell'idea che non sono razionali, allora è molto facile arrivare a giustificare la stessa cosa per quanto riguarda gli adulti: basta dire che gran parte degli adulti sono irrazionali (cosa vera!) per arrivare a giustificare una violazione generale della self-ownership. Ecco perché, come il titolo suggerisce, violare la self-ownership dei bambini porta alla dittatura. Un liberale dovrebbe perciò sostenere anche il rispetto della self-ownership dei bambini!
@markk ha provato ad avanzare un'obiezione scientifica alla mia tesi secondo cui i bambini in età scolare sarebbero capaci di intendere e volere.
Io ho allora, in risposta a lui, ho fatto questa domanda a ChatGPT.
-------------------------
Tutti sanno che i bambini spesso fanno scelte o compiono azioni avventate/sconsiderate.
Questo potrebbe essere dovuto alla loro mancanza di istruzione (devono ancora imparare tante cose) o al fatto che essi abbiano capacità cognitive ridotte.
Vorrei capire se, nel caso di bambini in età scolare (quindi non bambini molto piccoli) la causa stia soprattutto nella carenza formativa o nelle ridotte capacità cognitive.
Utilizziamo un esempio pratico.
Supponiamo che delle caramelle siano altamente cancerogene.
Un bambino, non sapendolo (oppure, in alternativa, sapendolo, ma non essendo consapevole di quanto grave sia il cancro) se ne fa scorpacciate.
Se lo stesso bambino avesse avuto una seria istruzione riguardo a cosa sia il cancro e avesse visto una persona nello stadio terminale della malattia, mangerebbe comunque le caramelle, oppure avrebbe un comportamento più razionale?
Analizziamo poi un altro esempio.
Se un bambino non conoscesse il livello di letalità di una pistola, potrebbe usarla come giocattolo e sparare in mezzo alla gente.
Se fosse stato istruito sul fatto che si tratta di un'arma altamente letale, farebbe comunque la stessa cosa, o avrebbe verosimilmente un comportamento più razionale?
Ricordati che stiamo parlando di bambini in età scolare (6-12 anni) non di bambini molto piccoli.
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Lei ha risposto quanto segue.
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Domanda molto interessante e importante: stai cercando di capire se, nei bambini in età scolare (6-12 anni), le azioni sconsiderate derivino più da una mancanza di istruzione o da limiti cognitivi strutturali. Ti rispondo tenendo conto degli studi sullo sviluppo cognitivo infantile (in particolare Piaget, ma anche ricerche più moderne in psicologia dello sviluppo e neuroscienze).
Un bambino in età scolare (6–12 anni), ben istruito sul fatto che certe caramelle siano altamente cancerogene (cioè con effetti gravi e quasi certi nel breve periodo), le mangerebbe comunque?
Risposta: è molto meno probabile, ma non impossibile.
Con un’istruzione chiara, concreta ed emotivamente efficace, la maggior parte dei bambini in questa fascia d’età avrebbe un comportamento più razionale, ma non tutti.
La differenza dipende da tre fattori chiave:
1. Capacità cognitive già sufficienti per capire il rischio
A questa età i bambini sono in grado di:
collegare causa ed effetto nel breve termine;
valutare conseguenze concrete, soprattutto se sono state mostrate o raccontate in modo vivido;
fare scelte più razionali, se il contesto non li travolge emotivamente.
Quindi:
�� Sì, sono capaci di trattenersi se capiscono bene il pericolo.
2. Qualità e concretezza dell’istruzione
La conoscenza teorica ("le caramelle fanno venire il cancro") è molto meno efficace di:
vedere immagini forti o reali di chi è stato colpito;
ascoltare una storia vissuta o simulata;
associare il pericolo a persone amate ("potresti non poter più vedere la tua famiglia").
In altre parole:
�� Più l’istruzione è immersiva, concreta e coinvolgente, più il bambino agisce razionalmente.
3. Contesto emotivo e autocontrollo
Un bambino in un ambiente neutro ragiona meglio.
Un bambino con le caramelle davanti, in un contesto giocoso o di gruppo può faticare a trattenersi, anche se sa perfettamente del rischio.
Questo perché tra i 6 e i 12 anni:
il sistema limbico (impulsi, emozioni) è già attivo,
mentre il sistema frontale (controllo, pianificazione) è ancora in sviluppo.
�� In contesti altamente stimolanti o desiderabili, il controllo può fallire anche con istruzione adeguata.
Conclusione finale:
Se il pericolo è grave, ad alta probabilità e con effetti a breve termine, allora:
- la carenza di istruzione è la causa principale delle azioni irrazionali;
- le capacità cognitive dei bambini in età scolare sono sufficienti per comprendere e reagire razionalmente, purché - le informazioni siano presentate in modo concreto e incisivo;
- solo una minoranza agirà in modo sconsiderato nonostante la consapevolezza, a causa di impulsi, contesto o difficoltà nel controllo delle emozioni.
Quindi, nel tuo esempio:
- Se il bambino sapesse con chiarezza che quelle caramelle causano quasi certamente un cancro a breve termine, e avesse avuto un’istruzione seria e concreta in merito, molto probabilmente non le mangerebbe.
- Anche nel caso della pistola, la dinamica sarebbe simile: l’istruzione efficace fa la differenza, e la maggior parte dei bambini agirà in modo razionale se ha compreso davvero il pericolo concreto e immediato.
Se vuoi, possiamo anche quantificare le probabilità (in termini ipotetici) o costruire un piccolo schema comparativo. Vuoi che lo faccia?
-------------------------
Insomma, ChatGPT conferma che di fronte a situazioni elementari, i bambini hanno capacità cognitive sufficientemente sviluppate da comportarsi in maniera razionale, purché vengano istruiti sulla questione. Ecco perché io sostengo che lo stato, anziché ignorare la volontà dei bambini, possa semplicemente fare una legge per cui la decisione presa da un bambino sia legalmente valida solo se fatta con l'assistenza di un consulente. Il problema dei bambini di 6+ anni è infatti la mancanza di istruzione, più che il non avere capacità cognitive sufficienti.
Politica
Da un mio post in termometropolitico. Cosa ne pensate dei miei argomenti?
https://forum.termometropolitico.it/871813-suicidi...
Si, il cervello si sviluppa fino ai 25 anni, quindi normalmente le tue capacità cognitive dai 10 anni ai 25 anni aumentano. Quindi a 25 anni, oltre ad avere solitamente più conoscenze che a 10 anni, hai anche più brain power per riuscire a comprendere cose molto complesse come la fisica quantistica.
Il punto che sollevo io però è il seguente: se il cervello umano alla sua massima potenza (25 anni) riesce a comprendere e realizzare cose estremamente complesse, allora io penso che a 10 anni dovrebbe comunque essere abbastanza potente da comprendere almeno le cose basilari... e infatti lo è! Io ritengo che le cose basilari le riuscivo a capire già da bambino e che diventare adulto mi è servito solo per riuscire a comprendere quelle più complesse.
Nella vita quotidiana non ti serve comprendere la fisica quantistica: se fosse necessario, allora anche la maggior parte degli adulti non sarebbero in grado di prendere decisioni e dovrebbero avere un tutore. Quello che ti serve nella vita quotidiana è la comprensione di cose molto basilari, e io penso che un cervello umano di 6+ anni abbia sufficiente brain power per arrivare a comprendere queste cose: basta che ti vengano spiegate bene.
Ecco perché, pur non sostenendo certamente che si debba dare in gestione una centrale nucleare a bambini di 10 anni, ritengo però che per scelte di vita quotidiana i bambini possano e debbano avere voce in capitolo. Non dico CARTA BIANCA, ma VOCE IN CAPITOLO.
Sono pazzo? Direi di no, perché infatti lo stato riconosce ai bambini di avere VOCE IN CAPITOLO in svariate questioni. Non è vero infatti che i bambini non vengano ascoltati per prendere decisioni sui casi di affidamento, come vorrebbe quel fascista del @Conte Oliver.
**Modificato dall'autore il 25.07.2025 13:29**
https://forum.termometropolitico.it/871813-suicidi...

Si, il cervello si sviluppa fino ai 25 anni, quindi normalmente le tue capacità cognitive dai 10 anni ai 25 anni aumentano. Quindi a 25 anni, oltre ad avere solitamente più conoscenze che a 10 anni, hai anche più brain power per riuscire a comprendere cose molto complesse come la fisica quantistica.
Il punto che sollevo io però è il seguente: se il cervello umano alla sua massima potenza (25 anni) riesce a comprendere e realizzare cose estremamente complesse, allora io penso che a 10 anni dovrebbe comunque essere abbastanza potente da comprendere almeno le cose basilari... e infatti lo è! Io ritengo che le cose basilari le riuscivo a capire già da bambino e che diventare adulto mi è servito solo per riuscire a comprendere quelle più complesse.
Nella vita quotidiana non ti serve comprendere la fisica quantistica: se fosse necessario, allora anche la maggior parte degli adulti non sarebbero in grado di prendere decisioni e dovrebbero avere un tutore. Quello che ti serve nella vita quotidiana è la comprensione di cose molto basilari, e io penso che un cervello umano di 6+ anni abbia sufficiente brain power per arrivare a comprendere queste cose: basta che ti vengano spiegate bene.
Ecco perché, pur non sostenendo certamente che si debba dare in gestione una centrale nucleare a bambini di 10 anni, ritengo però che per scelte di vita quotidiana i bambini possano e debbano avere voce in capitolo. Non dico CARTA BIANCA, ma VOCE IN CAPITOLO.
Sono pazzo? Direi di no, perché infatti lo stato riconosce ai bambini di avere VOCE IN CAPITOLO in svariate questioni. Non è vero infatti che i bambini non vengano ascoltati per prendere decisioni sui casi di affidamento, come vorrebbe quel fascista del @Conte Oliver.
**Modificato dall'autore il 25.07.2025 13:29**
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-07-23 12:49:32.0 alle 2025-07-23 12:49:32.0
Dipende.
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-07-18 23:42:45.0 alle 2025-07-18 23:42:45.0
> Espropriarlo sarebbe un furto di quel valore. Al massimo lo stato potrebbe ricomprarle e socializzarle.
>
>
.
Partecipa anche tu!
Ad
https://bit.ly/2RsJ87Z
La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
Politica
Scritto da:
> > Sulla base di quale diritto l'ha fatto?
>
> Non era di nessun altro.
Se non era di nessuno, allora era di tutti, nel senso che tutti ne potevano godere. Privatizzare significa usare la violenza sugli altri per impedire loro di godere di quel bene naturale.
Nel caso di creazioni umane (oggetti, costruzioni, case, ecc ecc...) si capisce perché qualcuno ha più diritti di altri su quella cosa: o perché l'ha prodotta lui con il suo lavoro, o perché il produttore originale gli ha ceduto la proprietà (magari in cambio di soldi).
Nel caso delle creazioni della natura, il creatore può essere al massimo Dio. Posso accettare una fattura da parte sua per godere di quel bene, ma non da parte di un altro umano. Un altro umano infatti non può avere più meriti di quanti ne abbia io per l'esistenza del lago di Garda, quindi dobbiamo avere uguale diritto di goderne.
> > Secondo la teoria liberale e libertaria, ogni umano nasce prima di tutto con la proprietà di sé stesso (self-ownership). La self-ownership è l'esatto opposto della schiavitù, e senza self-ownership sei uno schiavo con più o meno libertà. Se hai tutte le libertà personali tranne una, non sei un uomo libero, ma uno schiavo con un padrone molto permissivo.
> >
> > La self-ownership è la base di partenza. Ora, quest'uomo libero, padrone di sé stesso, lavora e produce cose. Qui entra in gioco la questione della proprietà privata: un uomo libero, secondo la teoria liberale, deve possedere anche i frutti del suo lavoro.
> > Il non riconoscimento del diritto alla proprietà dei frutti del tuo lavoro ha impatti negativi sulla tua self-ownership, perché se hai la libertà di lavorare e produrre, ma poi chiunque può fottere liberamente i frutti del tuo lavoro, allora non puoi godere dei frutti della tua libertà e sei anche disincentivato a impegnarti, e il disincentivo all'impegno ha impatto negativi sullo sviluppo personale e sociale.
>
> Sempre sta fissa per il lavoro. Uno può possedere un terreno e tenerlo incolto, per contribuire alla biodiversità o per altri motivi, ad esempio perché non è in grado di coltivarlo.
>
> > È un punto di vista ragionevole, non trovi? Ora, il problema qual è: che data questa giustificazione etica alla proprietà privata, bisogna concludere che il lago di Garda non possa essere di proprietà di nessun essere umano. Perché? Semplicemente perché il lago di Garda è una creazione della natura: nessuno può sostenere che sia il frutto del suo lavoro.
>
> Più che altro perché storicamente la proprietà privata riguarda la terra e non le acque, tranne quelle circondate da terre private. Non ne saprei il motivo, è una constatazione. In effetti un lago è in genere considerato publico, ma se possedessi un terreno nel quale c'è un lago, lo considererei il mio lago anche perché di fatto ne sarei il solo possessore.
>
> > Stando alla teoria liberale e libertaria, bisogna perciò concludere che la proprietà privata di risorse naturali non ha nessuna giustificazione morale.
>
> Dipende. Esistono risorse intrinsecamente più portate ad essere pubbliche rispetto ad altre. Privatizzare l'aria è complicato, ma se nel mio terreno c'è una sorgente la considero la mia sorgente, indipendentemente da ciò che dice la legge. Se una legge stabilisce che le sorgenti sono pubbliche, mi guardo ben dal far sapere che ho una sorgente.
>
> > Liberali e libertari, consci di questo, hanno provato a giustificare la cosa con un'arrampicata sui vetri: sebbene sia vero ad esempio che una spiaggia naturale non sia una creazione umana e che quindi di per sé non possa essere proprietà di qualcuno, tuttavia se ci posi sopra dei manufatti di tua proprietà, la spiaggia sottostante diventa anche tua per estensione.
> >
> > Ovviamente è una cazzata: se tu in una spiaggia ci piazzi lettini e ombrelloni allora puoi al massimo dire che lettini e ombrelloni sono tuoi, ma non che la spiaggia sottostante sia tua.
> > Questi cosa significa in pratica? Che tutti possono venire liberamente a fare il bagno nella spiaggia, e devono pagare solo per usare lettini e ombrelloni.
> >
> > Se fai pagare il biglietto ai bagnanti solo per permettere loro di calpestare la spiaggia e di mettersi giù con il loro asciugamano (senza utilizzare nessun servizio), commetti un sopruso.
>
> Una volta non la pensavo così, ma mi sono da tempo reso conto che al di là della matematica principi, assiomi e relative teorie lasciano il tempo che trovano. Già in fisica non sono poi così utili. Hilbert a inizio novecento elencava tra i problemi aperti l'assiomatizzazione della fisica, che a quanto mi risulta non è poi stata portata avanti. Realizzarla avrebbe assiomatizzato una fisica che stava per cambiare drammaticamente.
>
> > > Non riconosco a nessuno, nemmeno allo stato, il diritto di espropriare.
> >
> > Il problema è che tu, come molti, parti dall'espropriazione e ti dimentichi di quello che viene prima, come se la proprietà privata esistesse e basta, come se fosse stabilita da Dio.
> >
> > Prima di tutto uno deve riuscire a giustificare i diritti di appropriazione, spiegare da cosa questi derivano.
>
> Da un punto di vista pratico, nella proprietà il proprietario investe delle proprie risorse e pure se stesso da un punto di vista emotivo.
>
> Preciso perciò che l'inviolabilità della proprietà privata per me riguarda i terreni di proprietà di individui, diretta o tramite persone giuridiche, ma non quelli posseduti da società a scopo di lucro. Se una società possiede un terreno a scopo di lucro, ad esempio aspetta il momento favorevole per costruirci sopra, se lo stato ne ha bisogno non ha che offrire una somma adeguata e la società non avrà alcuna ragione per non venderlo.
>
> > In pratica, il quadro è questo:
> >
> > appropriazione di un bene ---> proprietà privata ---> espropriazione
> >
> >
> > Se tu accusi uno di espropriare, lui ti può rispondere: "Io non sto espropriando un bel niente, perché non riconosco la proprietà privata di quella cosa".
>
>

>
> Questo lo riconosci?
>
> > Se tu dici che la risorsa XY è una tua proprietà privata, io posso risponderti: "Sulla base di cosa? Dimostrami di essertene appropriato in maniera legittima!".
>
> Un contratto?
>
> > Tutto il discorso quindi parte dai diritti di appropriazione. Ed è di questo che stiamo discutendo. Cosa giustifica l'appropriazione di una spiaggia, di una terra, di una risorsa naturale? Sei in grado di spiegarlo?
>
> In certi paesi le spiagge sono pubbliche, in altri forse possono essercene anche di private, dipende dalle consuetudini.
Ti rispondo copiando questo post che ho scritto oggi. Vediamo se riesci a dare una risposta sensata.
https://forum.termometropolitico.it/872719-proprie...
Se non hai capito infatti stiamo esplorando il principio anarchico secondo cui la proprietà terriera è illegittima in tutti i casi, anche quando statale.
Infatti io non faccio due pesi e due misure: ho scritto chiaramente che in alcuni casi le ingiustizie vengono commesse dallo stato. Infatti le "spiagge chiuse" al pubblico qui in Svizzera sono porcherie spesso fatte dallo stato per lucrare, e bisogna ribellarsi anche a questo!
Il problema è che tu fai confusione tra gestione territoriale e appropriazione. Supponiamo che un comune nella spiaggia libera metta la regola: "Non lasciare rifiuti sulla spiaggia", infranta la quale è prevista una sanzione. Secondo te questo implica automaticamente che il comune sia proprietario della spiaggia? No, è semplicemente gestione del territorio! Anche le terre di nessuno vanno gestite, o no? Anche sulle terre di nessuno le persone devono avere rispetto le une delle altre: non è che il principio di non aggressione si applichi solo sulla proprietà privata!
Uccidere una persona sulla terra di nessuno o sulla proprietà privata che differenza fa? È sempre un'aggressione!
Le leggi statali hanno lo scopo di promuovere la pacifica convivenza: di per sé non implicano la proprietà terriera. Lo stato diventa un accattone nel momento in cui non si limita più a gestire la spiaggia libera (con la regola sacrosanta di non lasciare rifiuti), ma quando la chiude per lucrarci sopra, come viene fatto abbondantemente qui in Svizzera.
Che lo faccia un privato o che lo faccia lo stato per me non cambia nulla: è un'ingiustizia in ogni caso!
Il comune per me può offrire servizi balneari e di ristorazione sulla spiaggia e lucrare con quello, oppure può dare a un privato il permesso di farlo.
Se io vengo sulla spiaggia e usufruisco di uno o più dei servizi offerti, allora pagherò il dovuto. Non mi permetterò di distruggere o rubare i tavolini del bar, di distruggere, di rubare o di usare abusivamente lettini-ombrelloni altrui, di distruggere, di rubare o di usare abusivamente pedalò altrui. Sarò il bambino più bravo della spiaggia! Non ci sarà alcuna aggressione da parte mia né verso cose né verso persone!
Spiegami allora perché un bravo bambino come me, una persona pacifica al 100%, merita di essere aggredita per il fatto che si mette sulla spiaggia con il SUO asciugamano (ed eventualmente il SUO ombrellone) senza rompere le palle a nessuno e senza chiedere niente a nessuno? Me lo spiegate?
Vi rendete conto che la vostra idea implicita è che la sola presenza di una persona nel sito è un'aggressione? Vi rendete conto della follia? Mi potete spiegare da cosa vi state autodifendendo nel momento in cui prendete un bagnante ASSOLUTAMENTE PACIFICO e lo trascinate fuori con la forza? In che modo il tizio vi stava aggredendo?
Vuoi guadagnare soldini? Allora mi offri servizi! Il mare e i culetti che io ammiro nella spiaggia seduto sul MIO asciugamano e sotto il MIO ombrellone sono servizi della natura: tu non hai assolutamente nessun merito per le creazioni della natura! Se non usi servizi non paghi: è semplice!
Non c'entra niente il comunismo, questione sollevata da @Antonio Banderas: è semplicemente questione di usare un minimo di buonsenso e di applicare coerentemente i principi liberali, che vedono la violenza come sbagliata a meno che non sia per autodifesa. Quando mi spiegherete in che modo il tizio PACIFICO sulla spiaggia che non chiede niente a nessuno aggredisce gli altri allora accetterò la natura liberale del prendere il tizio con la forza e trascinarlo fuori. Fino a che non lo farete, riterrò che l'aggressione ORIGINALE venga commessa dal tizio che usa la violenza sul bagnante!!!
In chiusura, dirò che le massaggiatrici cinesi sulle spiagge (considerate abusive dallo stato) per me hanno un'attività assolutamente lecita, cioè fanno esattamente quello che va fatto per lucrare sulle spiagge: offrire un servizio. A essere abusivo è quel figlio di puttana dello stato che lucra chiudendo le spiagge al pubblico!
**Modificato dall'autore il 18.07.2025 19:24**
> > Sulla base di quale diritto l'ha fatto?
>
> Non era di nessun altro.
Se non era di nessuno, allora era di tutti, nel senso che tutti ne potevano godere. Privatizzare significa usare la violenza sugli altri per impedire loro di godere di quel bene naturale.
Nel caso di creazioni umane (oggetti, costruzioni, case, ecc ecc...) si capisce perché qualcuno ha più diritti di altri su quella cosa: o perché l'ha prodotta lui con il suo lavoro, o perché il produttore originale gli ha ceduto la proprietà (magari in cambio di soldi).
Nel caso delle creazioni della natura, il creatore può essere al massimo Dio. Posso accettare una fattura da parte sua per godere di quel bene, ma non da parte di un altro umano. Un altro umano infatti non può avere più meriti di quanti ne abbia io per l'esistenza del lago di Garda, quindi dobbiamo avere uguale diritto di goderne.
> > Secondo la teoria liberale e libertaria, ogni umano nasce prima di tutto con la proprietà di sé stesso (self-ownership). La self-ownership è l'esatto opposto della schiavitù, e senza self-ownership sei uno schiavo con più o meno libertà. Se hai tutte le libertà personali tranne una, non sei un uomo libero, ma uno schiavo con un padrone molto permissivo.
> >
> > La self-ownership è la base di partenza. Ora, quest'uomo libero, padrone di sé stesso, lavora e produce cose. Qui entra in gioco la questione della proprietà privata: un uomo libero, secondo la teoria liberale, deve possedere anche i frutti del suo lavoro.
> > Il non riconoscimento del diritto alla proprietà dei frutti del tuo lavoro ha impatti negativi sulla tua self-ownership, perché se hai la libertà di lavorare e produrre, ma poi chiunque può fottere liberamente i frutti del tuo lavoro, allora non puoi godere dei frutti della tua libertà e sei anche disincentivato a impegnarti, e il disincentivo all'impegno ha impatto negativi sullo sviluppo personale e sociale.
>
> Sempre sta fissa per il lavoro. Uno può possedere un terreno e tenerlo incolto, per contribuire alla biodiversità o per altri motivi, ad esempio perché non è in grado di coltivarlo.
>
> > È un punto di vista ragionevole, non trovi? Ora, il problema qual è: che data questa giustificazione etica alla proprietà privata, bisogna concludere che il lago di Garda non possa essere di proprietà di nessun essere umano. Perché? Semplicemente perché il lago di Garda è una creazione della natura: nessuno può sostenere che sia il frutto del suo lavoro.
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> Più che altro perché storicamente la proprietà privata riguarda la terra e non le acque, tranne quelle circondate da terre private. Non ne saprei il motivo, è una constatazione. In effetti un lago è in genere considerato publico, ma se possedessi un terreno nel quale c'è un lago, lo considererei il mio lago anche perché di fatto ne sarei il solo possessore.
>
> > Stando alla teoria liberale e libertaria, bisogna perciò concludere che la proprietà privata di risorse naturali non ha nessuna giustificazione morale.
>
> Dipende. Esistono risorse intrinsecamente più portate ad essere pubbliche rispetto ad altre. Privatizzare l'aria è complicato, ma se nel mio terreno c'è una sorgente la considero la mia sorgente, indipendentemente da ciò che dice la legge. Se una legge stabilisce che le sorgenti sono pubbliche, mi guardo ben dal far sapere che ho una sorgente.
>
> > Liberali e libertari, consci di questo, hanno provato a giustificare la cosa con un'arrampicata sui vetri: sebbene sia vero ad esempio che una spiaggia naturale non sia una creazione umana e che quindi di per sé non possa essere proprietà di qualcuno, tuttavia se ci posi sopra dei manufatti di tua proprietà, la spiaggia sottostante diventa anche tua per estensione.
> >
> > Ovviamente è una cazzata: se tu in una spiaggia ci piazzi lettini e ombrelloni allora puoi al massimo dire che lettini e ombrelloni sono tuoi, ma non che la spiaggia sottostante sia tua.
> > Questi cosa significa in pratica? Che tutti possono venire liberamente a fare il bagno nella spiaggia, e devono pagare solo per usare lettini e ombrelloni.
> >
> > Se fai pagare il biglietto ai bagnanti solo per permettere loro di calpestare la spiaggia e di mettersi giù con il loro asciugamano (senza utilizzare nessun servizio), commetti un sopruso.
>
> Una volta non la pensavo così, ma mi sono da tempo reso conto che al di là della matematica principi, assiomi e relative teorie lasciano il tempo che trovano. Già in fisica non sono poi così utili. Hilbert a inizio novecento elencava tra i problemi aperti l'assiomatizzazione della fisica, che a quanto mi risulta non è poi stata portata avanti. Realizzarla avrebbe assiomatizzato una fisica che stava per cambiare drammaticamente.
>
> > > Non riconosco a nessuno, nemmeno allo stato, il diritto di espropriare.
> >
> > Il problema è che tu, come molti, parti dall'espropriazione e ti dimentichi di quello che viene prima, come se la proprietà privata esistesse e basta, come se fosse stabilita da Dio.
> >
> > Prima di tutto uno deve riuscire a giustificare i diritti di appropriazione, spiegare da cosa questi derivano.
>
> Da un punto di vista pratico, nella proprietà il proprietario investe delle proprie risorse e pure se stesso da un punto di vista emotivo.
>
> Preciso perciò che l'inviolabilità della proprietà privata per me riguarda i terreni di proprietà di individui, diretta o tramite persone giuridiche, ma non quelli posseduti da società a scopo di lucro. Se una società possiede un terreno a scopo di lucro, ad esempio aspetta il momento favorevole per costruirci sopra, se lo stato ne ha bisogno non ha che offrire una somma adeguata e la società non avrà alcuna ragione per non venderlo.
>
> > In pratica, il quadro è questo:
> >
> > appropriazione di un bene ---> proprietà privata ---> espropriazione
> >
> >
> > Se tu accusi uno di espropriare, lui ti può rispondere: "Io non sto espropriando un bel niente, perché non riconosco la proprietà privata di quella cosa".
>
>

>
> Questo lo riconosci?
>
> > Se tu dici che la risorsa XY è una tua proprietà privata, io posso risponderti: "Sulla base di cosa? Dimostrami di essertene appropriato in maniera legittima!".
>
> Un contratto?
>
> > Tutto il discorso quindi parte dai diritti di appropriazione. Ed è di questo che stiamo discutendo. Cosa giustifica l'appropriazione di una spiaggia, di una terra, di una risorsa naturale? Sei in grado di spiegarlo?
>
> In certi paesi le spiagge sono pubbliche, in altri forse possono essercene anche di private, dipende dalle consuetudini.
Ti rispondo copiando questo post che ho scritto oggi. Vediamo se riesci a dare una risposta sensata.
https://forum.termometropolitico.it/872719-proprie...

Se non hai capito infatti stiamo esplorando il principio anarchico secondo cui la proprietà terriera è illegittima in tutti i casi, anche quando statale.
Infatti io non faccio due pesi e due misure: ho scritto chiaramente che in alcuni casi le ingiustizie vengono commesse dallo stato. Infatti le "spiagge chiuse" al pubblico qui in Svizzera sono porcherie spesso fatte dallo stato per lucrare, e bisogna ribellarsi anche a questo!
Il problema è che tu fai confusione tra gestione territoriale e appropriazione. Supponiamo che un comune nella spiaggia libera metta la regola: "Non lasciare rifiuti sulla spiaggia", infranta la quale è prevista una sanzione. Secondo te questo implica automaticamente che il comune sia proprietario della spiaggia? No, è semplicemente gestione del territorio! Anche le terre di nessuno vanno gestite, o no? Anche sulle terre di nessuno le persone devono avere rispetto le une delle altre: non è che il principio di non aggressione si applichi solo sulla proprietà privata!
Uccidere una persona sulla terra di nessuno o sulla proprietà privata che differenza fa? È sempre un'aggressione!
Le leggi statali hanno lo scopo di promuovere la pacifica convivenza: di per sé non implicano la proprietà terriera. Lo stato diventa un accattone nel momento in cui non si limita più a gestire la spiaggia libera (con la regola sacrosanta di non lasciare rifiuti), ma quando la chiude per lucrarci sopra, come viene fatto abbondantemente qui in Svizzera.
Che lo faccia un privato o che lo faccia lo stato per me non cambia nulla: è un'ingiustizia in ogni caso!
Il comune per me può offrire servizi balneari e di ristorazione sulla spiaggia e lucrare con quello, oppure può dare a un privato il permesso di farlo.
Se io vengo sulla spiaggia e usufruisco di uno o più dei servizi offerti, allora pagherò il dovuto. Non mi permetterò di distruggere o rubare i tavolini del bar, di distruggere, di rubare o di usare abusivamente lettini-ombrelloni altrui, di distruggere, di rubare o di usare abusivamente pedalò altrui. Sarò il bambino più bravo della spiaggia! Non ci sarà alcuna aggressione da parte mia né verso cose né verso persone!
Spiegami allora perché un bravo bambino come me, una persona pacifica al 100%, merita di essere aggredita per il fatto che si mette sulla spiaggia con il SUO asciugamano (ed eventualmente il SUO ombrellone) senza rompere le palle a nessuno e senza chiedere niente a nessuno? Me lo spiegate?
Vi rendete conto che la vostra idea implicita è che la sola presenza di una persona nel sito è un'aggressione? Vi rendete conto della follia? Mi potete spiegare da cosa vi state autodifendendo nel momento in cui prendete un bagnante ASSOLUTAMENTE PACIFICO e lo trascinate fuori con la forza? In che modo il tizio vi stava aggredendo?
Vuoi guadagnare soldini? Allora mi offri servizi! Il mare e i culetti che io ammiro nella spiaggia seduto sul MIO asciugamano e sotto il MIO ombrellone sono servizi della natura: tu non hai assolutamente nessun merito per le creazioni della natura! Se non usi servizi non paghi: è semplice!
Non c'entra niente il comunismo, questione sollevata da @Antonio Banderas: è semplicemente questione di usare un minimo di buonsenso e di applicare coerentemente i principi liberali, che vedono la violenza come sbagliata a meno che non sia per autodifesa. Quando mi spiegherete in che modo il tizio PACIFICO sulla spiaggia che non chiede niente a nessuno aggredisce gli altri allora accetterò la natura liberale del prendere il tizio con la forza e trascinarlo fuori. Fino a che non lo farete, riterrò che l'aggressione ORIGINALE venga commessa dal tizio che usa la violenza sul bagnante!!!
In chiusura, dirò che le massaggiatrici cinesi sulle spiagge (considerate abusive dallo stato) per me hanno un'attività assolutamente lecita, cioè fanno esattamente quello che va fatto per lucrare sulle spiagge: offrire un servizio. A essere abusivo è quel figlio di puttana dello stato che lucra chiudendo le spiagge al pubblico!
**Modificato dall'autore il 18.07.2025 19:24**
Politica
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-07-18 18:56:22.0 alle 2025-07-18 18:56:22.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > > Domande? Riflessioni?
> >
> > La proprietà esiste dai tempi in cui qualcuno si è appropriato di un terreno per primo.
>
> Sulla base di quale diritto l'ha fatto?
Non era di nessun altro.
> Secondo la teoria liberale e libertaria, ogni umano nasce prima di tutto con la proprietà di sé stesso (self-ownership). La self-ownership è l'esatto opposto della schiavitù, e senza self-ownership sei uno schiavo con più o meno libertà. Se hai tutte le libertà personali tranne una, non sei un uomo libero, ma uno schiavo con un padrone molto permissivo.
>
> La self-ownership è la base di partenza. Ora, quest'uomo libero, padrone di sé stesso, lavora e produce cose. Qui entra in gioco la questione della proprietà privata: un uomo libero, secondo la teoria liberale, deve possedere anche i frutti del suo lavoro.
> Il non riconoscimento del diritto alla proprietà dei frutti del tuo lavoro ha impatti negativi sulla tua self-ownership, perché se hai la libertà di lavorare e produrre, ma poi chiunque può fottere liberamente i frutti del tuo lavoro, allora non puoi godere dei frutti della tua libertà e sei anche disincentivato a impegnarti, e il disincentivo all'impegno ha impatto negativi sullo sviluppo personale e sociale.
Sempre sta fissa per il lavoro. Uno può possedere un terreno e tenerlo incolto, per contribuire alla biodiversità o per altri motivi, ad esempio perché non è in grado di coltivarlo.
> È un punto di vista ragionevole, non trovi? Ora, il problema qual è: che data questa giustificazione etica alla proprietà privata, bisogna concludere che il lago di Garda non possa essere di proprietà di nessun essere umano. Perché? Semplicemente perché il lago di Garda è una creazione della natura: nessuno può sostenere che sia il frutto del suo lavoro.
Più che altro perché storicamente la proprietà privata riguarda la terra e non le acque, tranne quelle circondate da terre private. Non ne saprei il motivo, è una constatazione. In effetti un lago è in genere considerato publico, ma se possedessi un terreno nel quale c'è un lago, lo considererei il mio lago anche perché di fatto ne sarei il solo possessore.
> Stando alla teoria liberale e libertaria, bisogna perciò concludere che la proprietà privata di risorse naturali non ha nessuna giustificazione morale.
Dipende. Esistono risorse intrinsecamente più portate ad essere pubbliche rispetto ad altre. Privatizzare l'aria è complicato, ma se nel mio terreno c'è una sorgente la considero la mia sorgente, indipendentemente da ciò che dice la legge. Se una legge stabilisce che le sorgenti sono pubbliche, mi guardo ben dal far sapere che ho una sorgente.
> Liberali e libertari, consci di questo, hanno provato a giustificare la cosa con un'arrampicata sui vetri: sebbene sia vero ad esempio che una spiaggia naturale non sia una creazione umana e che quindi di per sé non possa essere proprietà di qualcuno, tuttavia se ci posi sopra dei manufatti di tua proprietà, la spiaggia sottostante diventa anche tua per estensione.
>
> Ovviamente è una cazzata: se tu in una spiaggia ci piazzi lettini e ombrelloni allora puoi al massimo dire che lettini e ombrelloni sono tuoi, ma non che la spiaggia sottostante sia tua.
> Questi cosa significa in pratica? Che tutti possono venire liberamente a fare il bagno nella spiaggia, e devono pagare solo per usare lettini e ombrelloni.
>
> Se fai pagare il biglietto ai bagnanti solo per permettere loro di calpestare la spiaggia e di mettersi giù con il loro asciugamano (senza utilizzare nessun servizio), commetti un sopruso.
Una volta non la pensavo così, ma mi sono da tempo reso conto che al di là della matematica principi, assiomi e relative teorie lasciano il tempo che trovano. Già in fisica non sono poi così utili. Hilbert a inizio novecento elencava tra i problemi aperti l'assiomatizzazione della fisica, che a quanto mi risulta non è poi stata portata avanti. Realizzarla avrebbe assiomatizzato una fisica che stava per cambiare drammaticamente.
> > Non riconosco a nessuno, nemmeno allo stato, il diritto di espropriare.
>
> Il problema è che tu, come molti, parti dall'espropriazione e ti dimentichi di quello che viene prima, come se la proprietà privata esistesse e basta, come se fosse stabilita da Dio.
>
> Prima di tutto uno deve riuscire a giustificare i diritti di appropriazione, spiegare da cosa questi derivano.
Da un punto di vista pratico, nella proprietà il proprietario investe delle proprie risorse e pure se stesso da un punto di vista emotivo.
Preciso perciò che l'inviolabilità della proprietà privata per me riguarda i terreni di proprietà di individui, diretta o tramite persone giuridiche, ma non quelli posseduti da società a scopo di lucro. Se una società possiede un terreno a scopo di lucro, ad esempio aspetta il momento favorevole per costruirci sopra, se lo stato ne ha bisogno non ha che offrire una somma adeguata e la società non avrà alcuna ragione per non venderlo.
> In pratica, il quadro è questo:
>
> appropriazione di un bene ---> proprietà privata ---> espropriazione
>
>
> Se tu accusi uno di espropriare, lui ti può rispondere: "Io non sto espropriando un bel niente, perché non riconosco la proprietà privata di quella cosa".


Questo lo riconosci?
> Se tu dici che la risorsa XY è una tua proprietà privata, io posso risponderti: "Sulla base di cosa? Dimostrami di essertene appropriato in maniera legittima!".
Un contratto?
> Tutto il discorso quindi parte dai diritti di appropriazione. Ed è di questo che stiamo discutendo. Cosa giustifica l'appropriazione di una spiaggia, di una terra, di una risorsa naturale? Sei in grado di spiegarlo?
In certi paesi le spiagge sono pubbliche, in altri forse possono essercene anche di private, dipende dalle consuetudini.
> Scritto da:
> > > Domande? Riflessioni?
> >
> > La proprietà esiste dai tempi in cui qualcuno si è appropriato di un terreno per primo.
>
> Sulla base di quale diritto l'ha fatto?
Non era di nessun altro.
> Secondo la teoria liberale e libertaria, ogni umano nasce prima di tutto con la proprietà di sé stesso (self-ownership). La self-ownership è l'esatto opposto della schiavitù, e senza self-ownership sei uno schiavo con più o meno libertà. Se hai tutte le libertà personali tranne una, non sei un uomo libero, ma uno schiavo con un padrone molto permissivo.
>
> La self-ownership è la base di partenza. Ora, quest'uomo libero, padrone di sé stesso, lavora e produce cose. Qui entra in gioco la questione della proprietà privata: un uomo libero, secondo la teoria liberale, deve possedere anche i frutti del suo lavoro.
> Il non riconoscimento del diritto alla proprietà dei frutti del tuo lavoro ha impatti negativi sulla tua self-ownership, perché se hai la libertà di lavorare e produrre, ma poi chiunque può fottere liberamente i frutti del tuo lavoro, allora non puoi godere dei frutti della tua libertà e sei anche disincentivato a impegnarti, e il disincentivo all'impegno ha impatto negativi sullo sviluppo personale e sociale.
Sempre sta fissa per il lavoro. Uno può possedere un terreno e tenerlo incolto, per contribuire alla biodiversità o per altri motivi, ad esempio perché non è in grado di coltivarlo.
> È un punto di vista ragionevole, non trovi? Ora, il problema qual è: che data questa giustificazione etica alla proprietà privata, bisogna concludere che il lago di Garda non possa essere di proprietà di nessun essere umano. Perché? Semplicemente perché il lago di Garda è una creazione della natura: nessuno può sostenere che sia il frutto del suo lavoro.
Più che altro perché storicamente la proprietà privata riguarda la terra e non le acque, tranne quelle circondate da terre private. Non ne saprei il motivo, è una constatazione. In effetti un lago è in genere considerato publico, ma se possedessi un terreno nel quale c'è un lago, lo considererei il mio lago anche perché di fatto ne sarei il solo possessore.
> Stando alla teoria liberale e libertaria, bisogna perciò concludere che la proprietà privata di risorse naturali non ha nessuna giustificazione morale.
Dipende. Esistono risorse intrinsecamente più portate ad essere pubbliche rispetto ad altre. Privatizzare l'aria è complicato, ma se nel mio terreno c'è una sorgente la considero la mia sorgente, indipendentemente da ciò che dice la legge. Se una legge stabilisce che le sorgenti sono pubbliche, mi guardo ben dal far sapere che ho una sorgente.
> Liberali e libertari, consci di questo, hanno provato a giustificare la cosa con un'arrampicata sui vetri: sebbene sia vero ad esempio che una spiaggia naturale non sia una creazione umana e che quindi di per sé non possa essere proprietà di qualcuno, tuttavia se ci posi sopra dei manufatti di tua proprietà, la spiaggia sottostante diventa anche tua per estensione.
>
> Ovviamente è una cazzata: se tu in una spiaggia ci piazzi lettini e ombrelloni allora puoi al massimo dire che lettini e ombrelloni sono tuoi, ma non che la spiaggia sottostante sia tua.
> Questi cosa significa in pratica? Che tutti possono venire liberamente a fare il bagno nella spiaggia, e devono pagare solo per usare lettini e ombrelloni.
>
> Se fai pagare il biglietto ai bagnanti solo per permettere loro di calpestare la spiaggia e di mettersi giù con il loro asciugamano (senza utilizzare nessun servizio), commetti un sopruso.
Una volta non la pensavo così, ma mi sono da tempo reso conto che al di là della matematica principi, assiomi e relative teorie lasciano il tempo che trovano. Già in fisica non sono poi così utili. Hilbert a inizio novecento elencava tra i problemi aperti l'assiomatizzazione della fisica, che a quanto mi risulta non è poi stata portata avanti. Realizzarla avrebbe assiomatizzato una fisica che stava per cambiare drammaticamente.
> > Non riconosco a nessuno, nemmeno allo stato, il diritto di espropriare.
>
> Il problema è che tu, come molti, parti dall'espropriazione e ti dimentichi di quello che viene prima, come se la proprietà privata esistesse e basta, come se fosse stabilita da Dio.
>
> Prima di tutto uno deve riuscire a giustificare i diritti di appropriazione, spiegare da cosa questi derivano.
Da un punto di vista pratico, nella proprietà il proprietario investe delle proprie risorse e pure se stesso da un punto di vista emotivo.
Preciso perciò che l'inviolabilità della proprietà privata per me riguarda i terreni di proprietà di individui, diretta o tramite persone giuridiche, ma non quelli posseduti da società a scopo di lucro. Se una società possiede un terreno a scopo di lucro, ad esempio aspetta il momento favorevole per costruirci sopra, se lo stato ne ha bisogno non ha che offrire una somma adeguata e la società non avrà alcuna ragione per non venderlo.
> In pratica, il quadro è questo:
>
> appropriazione di un bene ---> proprietà privata ---> espropriazione
>
>
> Se tu accusi uno di espropriare, lui ti può rispondere: "Io non sto espropriando un bel niente, perché non riconosco la proprietà privata di quella cosa".

Questo lo riconosci?
> Se tu dici che la risorsa XY è una tua proprietà privata, io posso risponderti: "Sulla base di cosa? Dimostrami di essertene appropriato in maniera legittima!".
Un contratto?
> Tutto il discorso quindi parte dai diritti di appropriazione. Ed è di questo che stiamo discutendo. Cosa giustifica l'appropriazione di una spiaggia, di una terra, di una risorsa naturale? Sei in grado di spiegarlo?
In certi paesi le spiagge sono pubbliche, in altri forse possono essercene anche di private, dipende dalle consuetudini.
Politica
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> > Domande? Riflessioni?
>
> La proprietà esiste dai tempi in cui qualcuno si è appropriato di un terreno per primo.
Sulla base di quale diritto l'ha fatto?
Secondo la teoria liberale e libertaria, ogni umano nasce prima di tutto con la proprietà di sé stesso (self-ownership). La self-ownership è l'esatto opposto della schiavitù, e senza self-ownership sei uno schiavo con più o meno libertà. Se hai tutte le libertà personali tranne una, non sei un uomo libero, ma uno schiavo con un padrone molto permissivo.
La self-ownership è la base di partenza. Ora, quest'uomo libero, padrone di sé stesso, lavora e produce cose. Qui entra in gioco la questione della proprietà privata: un uomo libero, secondo la teoria liberale, deve possedere anche i frutti del suo lavoro.
Il non riconoscimento del diritto alla proprietà dei frutti del tuo lavoro ha impatti negativi sulla tua self-ownership, perché se hai la libertà di lavorare e produrre, ma poi chiunque può fottere liberamente i frutti del tuo lavoro, allora non puoi godere dei frutti della tua libertà e sei anche disincentivato a impegnarti, e il disincentivo all'impegno ha impatto negativi sullo sviluppo personale e sociale.
È un punto di vista ragionevole, non trovi? Ora, il problema qual è: che data questa giustificazione etica alla proprietà privata, bisogna concludere che il lago di Garda non possa essere di proprietà di nessun essere umano. Perché? Semplicemente perché il lago di Garda è una creazione della natura: nessuno può sostenere che sia il frutto del suo lavoro.
Stando alla teoria liberale e libertaria, bisogna perciò concludere che la proprietà privata di risorse naturali non ha nessuna giustificazione morale.
Liberali e libertari, consci di questo, hanno provato a giustificare la cosa con un'arrampicata sui vetri: sebbene sia vero ad esempio che una spiaggia naturale non sia una creazione umana e che quindi di per sé non possa essere proprietà di qualcuno, tuttavia se ci posi sopra dei manufatti di tua proprietà, la spiaggia sottostante diventa anche tua per estensione.
Ovviamente è una cazzata: se tu in una spiaggia ci piazzi lettini e ombrelloni allora puoi al massimo dire che lettini e ombrelloni sono tuoi, ma non che la spiaggia sottostante sia tua.
Questi cosa significa in pratica? Che tutti possono venire liberamente a fare il bagno nella spiaggia, e devono pagare solo per usare lettini e ombrelloni.
Se fai pagare il biglietto ai bagnanti solo per permettere loro di calpestare la spiaggia e di mettersi giù con il loro asciugamano (senza utilizzare nessun servizio), commetti un sopruso.
> Non riconosco a nessuno, nemmeno allo stato, il diritto di espropriare.
Il problema è che tu, come molti, parti dall'espropriazione e ti dimentichi di quello che viene prima, come se la proprietà privata esistesse e basta, come se fosse stabilita da Dio.
Prima di tutto uno deve riuscire a giustificare i diritti di appropriazione, spiegare da cosa questi derivano.
In pratica, il quadro è questo:
appropriazione di un bene ---> proprietà privata ---> espropriazione
Se tu accusi uno di espropriare, lui ti può rispondere: "Io non sto espropriando un bel niente, perché non riconosco la proprietà privata di quella cosa".
Se tu dici che la risorsa XY è una tua proprietà privata, io posso risponderti: "Sulla base di cosa? Dimostrami di essertene appropriato in maniera legittima!".
Tutto il discorso quindi parte dai diritti di appropriazione. Ed è di questo che stiamo discutendo. Cosa giustifica l'appropriazione di una spiaggia, di una terra, di una risorsa naturale? Sei in grado di spiegarlo?
**Modificato dall'autore il 16.07.2025 18:08**
> > Domande? Riflessioni?
>
> La proprietà esiste dai tempi in cui qualcuno si è appropriato di un terreno per primo.
Sulla base di quale diritto l'ha fatto?
Secondo la teoria liberale e libertaria, ogni umano nasce prima di tutto con la proprietà di sé stesso (self-ownership). La self-ownership è l'esatto opposto della schiavitù, e senza self-ownership sei uno schiavo con più o meno libertà. Se hai tutte le libertà personali tranne una, non sei un uomo libero, ma uno schiavo con un padrone molto permissivo.
La self-ownership è la base di partenza. Ora, quest'uomo libero, padrone di sé stesso, lavora e produce cose. Qui entra in gioco la questione della proprietà privata: un uomo libero, secondo la teoria liberale, deve possedere anche i frutti del suo lavoro.
Il non riconoscimento del diritto alla proprietà dei frutti del tuo lavoro ha impatti negativi sulla tua self-ownership, perché se hai la libertà di lavorare e produrre, ma poi chiunque può fottere liberamente i frutti del tuo lavoro, allora non puoi godere dei frutti della tua libertà e sei anche disincentivato a impegnarti, e il disincentivo all'impegno ha impatto negativi sullo sviluppo personale e sociale.
È un punto di vista ragionevole, non trovi? Ora, il problema qual è: che data questa giustificazione etica alla proprietà privata, bisogna concludere che il lago di Garda non possa essere di proprietà di nessun essere umano. Perché? Semplicemente perché il lago di Garda è una creazione della natura: nessuno può sostenere che sia il frutto del suo lavoro.
Stando alla teoria liberale e libertaria, bisogna perciò concludere che la proprietà privata di risorse naturali non ha nessuna giustificazione morale.
Liberali e libertari, consci di questo, hanno provato a giustificare la cosa con un'arrampicata sui vetri: sebbene sia vero ad esempio che una spiaggia naturale non sia una creazione umana e che quindi di per sé non possa essere proprietà di qualcuno, tuttavia se ci posi sopra dei manufatti di tua proprietà, la spiaggia sottostante diventa anche tua per estensione.
Ovviamente è una cazzata: se tu in una spiaggia ci piazzi lettini e ombrelloni allora puoi al massimo dire che lettini e ombrelloni sono tuoi, ma non che la spiaggia sottostante sia tua.
Questi cosa significa in pratica? Che tutti possono venire liberamente a fare il bagno nella spiaggia, e devono pagare solo per usare lettini e ombrelloni.
Se fai pagare il biglietto ai bagnanti solo per permettere loro di calpestare la spiaggia e di mettersi giù con il loro asciugamano (senza utilizzare nessun servizio), commetti un sopruso.
> Non riconosco a nessuno, nemmeno allo stato, il diritto di espropriare.
Il problema è che tu, come molti, parti dall'espropriazione e ti dimentichi di quello che viene prima, come se la proprietà privata esistesse e basta, come se fosse stabilita da Dio.
Prima di tutto uno deve riuscire a giustificare i diritti di appropriazione, spiegare da cosa questi derivano.
In pratica, il quadro è questo:
appropriazione di un bene ---> proprietà privata ---> espropriazione
Se tu accusi uno di espropriare, lui ti può rispondere: "Io non sto espropriando un bel niente, perché non riconosco la proprietà privata di quella cosa".
Se tu dici che la risorsa XY è una tua proprietà privata, io posso risponderti: "Sulla base di cosa? Dimostrami di essertene appropriato in maniera legittima!".
Tutto il discorso quindi parte dai diritti di appropriazione. Ed è di questo che stiamo discutendo. Cosa giustifica l'appropriazione di una spiaggia, di una terra, di una risorsa naturale? Sei in grado di spiegarlo?
**Modificato dall'autore il 16.07.2025 18:08**